Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

MOSTRE, RICORRENZE ED INIZIATIVE VARIE 2020

In questa pagina troverete, di volta in volta, notizie dedicate ad iniziative e/o Mostre su soggetti di interesse comune: a tematica religiosa, collezionismo vario, recensioni su novità editoriali, ecc. Spero possa esservi utile!

Si declina, comunque, ogni responsabilità circa l'eventuale mancata realizzazione delle stesse o altre inesattezze, non imputabili a Cartantica, che si fa soltanto tramite delle informazioni.

Alcune delle iniziative vengono riportate anche se con ritardo, compatibilmente con gli aggiornamenti del sito.

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

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IV DOMENICA DI AVVENTO – 20.12.2020

 

Lc 1, 26-38 In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse:

«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?»

Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


COMMMENTO DI DON LUIGI PINI

 

In un mondo d’imboscati o dove si tenta di farlo con una facilità imbarazzante...fa bene sentire un “eccomi” motivato e voluto.

E’ proprio questa disponibilità ad esserci e a mettersi totalmente in gioco che rende possibile il Natale, l’inizio dei tempi nuovi nei quali il male è destinato ad essere sconfitto.

E’ questo “voler esserci” che rende la Storia affascinante e vera, e non soltanto tempo perso dietro ai soliti fantasmi o ai soliti miti capaci anche di grandi orrori. “Eccomi! “.

Lei c’è, Lei ci vuole essere perché si fida della parola. “Eccomi! “.

Adesso però tocca a noi piantarla di giocare a nasconderci e a scaricare responsabilità: tocca sempre agli altri, noi non abbiamo mai tempo perché c’è in ogni modo qualcos’altro da fare. Dobbiamo piantarla di piangerci addosso il triste e noioso “tocca sempre a me!"

Se voglio un mondo migliore, tocca a me buttarmi nella mischia e urlare il mio “eccomi!" alla vita che ho davanti: Natale inizia da lì e va dritto fino alla Risurrezione.

In un mondo di “prime donne” e di protagonismi esasperati, di primi posti e di podi cercati in tutti i modi...beh, in un mondo così fa bene sentire che qualcuno vuole essere “servo”: ma del Signore Gesù e, in altre parole, dell’Amore.

“Servo”...capace in pratica di mettermi al Suo servizio, ad andargli dietro, a lasciare Lui al primo posto, a rischiare di non capire...esattamente come ha fatto Lei. Si preoccuperà Lui a chiamarci “amici e non più servi”...intanto però cominciamo a voler fare i “servi” come lo ha fatto Lei.

 

Buon cammino. Un abbraccio.

IV DOMENICA D'AVVENTO

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III DOMENICA DI AVVENTO – 13.12.2020

 

Gv 1,6-8.19-28 Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?».

«Non lo sono», disse.

«Sei tu il profeta?». «No», rispose.

Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».

Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

 

Commento di don Gigi Pini

Giovanni Battista sarà per sempre il testimone di Colui che dovrà essere il punto di riferimento del nostro camminare nella vita: testimone della Luce, di Chi, in altre parole, è capace di farci “vedere”.

Vedere…sì, perché c’è una strada da scegliere, perché c’è una vita da vivere: la mia, la tua. Ma dove mettere i piedi, dove puntare la prua della barca, dove andare sull’orizzonte della Storia…quale lampadina accendere, quale interruttore schiacciare?

“Sei il profeta?…sei Elia?…sei il Cristo? “. Tanti si propongono come "lampadine" ed “interruttori”, tanti si propongono come capaci di orientare ed indirizzare.

Tanti? Bene, anche Lui allora si propone! Anche Lui come tanti, come troppi ? Gesù, in ogni modo, si propone e Giovanni ne è il testimone concreto e “indicatore” fedele. A me tocca la fantasia e la voglia di provare a conoscerlo e a capirlo.

“Sei il profeta?…sei Elia?…sei il Cristo?…” Chi sei?

Provare a conoscerlo, ad ascoltarlo, a capirlo e poi decidere quale scelta fare, o “luce” scegliere, o “interruttore” schiacciare, o strada percorrere per vivere la vita e costruire un mondo più bello. Una Luce si è proposta e si proporrà sempre: Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio.

Adesso tocca a te…a me, scegliere. Dobbiamo scegliere…perchè, alla fine, siamo noi che come Giovanni dobbiamo “rendere testimonianza alla luce”.

E la testimonianza siamo chiamati a darla con la vita e non con le chiacchiere! Giovanni la sua testimonianza l’ha data fino alla fine, fino alla decapitazione.

Buon cammino, con un grande forte abbraccio - Don Gigi Pini

 

II DOMENICA DI AVVENTO – 06.12.2020

 

Mc 1, 1-8 Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.

Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme.

E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava:

«Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

COMMENTO di DON GIGI PINI

Sono le prime due indicazioni sul cosa fare per “preparare la strada” e l’incontro quindi con il “Papà”. Tutto assomiglia molto alla strada che percorre il “figlio prodigo” così come quel “papà” assomiglia molto a quel “padrone di casa”. Convertirsi allora! E’ la prima indicazione, il primo “comando” ed è anche il modo di “vegliare”. – Convertirsi che vuol dire “cambiare direzione”, ritornare indietro o in avanti, certamente “non stare fermi”! La conversione ha bisogno di un cammino ed è quello dell’anima, del cuore. – Ma la conversione ha soprattutto bisogno di rendersi conto del “dove” si è, del “che cosa” si sta facendo e del “dove” si sta andando. Non esiste una conversione tanto per fare qualcosa: sarebbe un cammino a vanvera e stupido. – Conversione è rendersi conto e prendere coscienza delle scelte fatte, dei comportamenti concreti che sono la quotidianità del mio vivere, delle relazioni con le persone con le quali cammino la storia… …e poi c’è la seconda indicazione: “Confessare i propri peccati”. * Confessare i peccati non è l’umiliazione di chi se sente un verme o un fallito, ma è la voglia matta di liberarsi di pesi che stanno condizionando negativamente la vita e la voglia matta di liberarsi da maschere strane che stanno fregando anche te stesso… * Confessare per essere finalmente liberi di capire, di scegliere, d’essere se stessi fino in fondo. * Confessare è fare esperienza d’Amore, di un abbraccio che libera la tua sete d’amare e di essere amato; confessare è fare esperienza di perdono, di chi in altre parole vuole diventare un “dono-per” noi… E’ un Sacramento: segno della Sua presenza, della Sua voglia di stare con Me e darmi una mano a vivere a testa alta. Non siamo soli, mai…Lui c’è: tocca a me fare “la scelta”. Buon cammino d’Avvento…incontro a Lui. Un grande e forte abbraccio.

DON GIGI PINI

Buona Festa dell'Immacolata
Gaetano

Meditazione del predicatore della Casa Pontificia Raniero Cantalamessa, creato cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del 28 novembre scorso. Il tema che comprenderà anche le meditazioni dell'11 e del 18 dicembre è "Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore" dal Salmo 90, 12.

 

Alla presenza di Papa Francesco.:

"Il pensiero della morte è l'unica arma rimasta per scuoterci dal torpore"

 

"Oggi l'umanità intera sperimenta un senso di caducità, il Signore a volte ci istruisce con i fatti. Nell'anno segnato dal coronavirus ci sono tanti insegnamenti che ognuno può trarre, sono riflessioni che possiamo fare qui anche tra di noi, ma è controproducente parlarne alla gente per non accrescere l'esasperazione".
   Cantalamessa spiega che saranno tre le verità che verranno affrontate in queste meditazioni che "siamo tutti mortali, che la vita del credente non finisce con la morte, che non siamo soli sulla piccola barca del nostro pianeta perchè il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare intorno a noi".
   Nella meditazione di oggi si riflette sulla morte. "Memento mori, ricordati che morirai. I monaci trappisti lo scelsero come motto del loro ordine - dice Cantalamessa - La morte è un ponte verso la fine eterna, il modo sapienziale di parlare della morte è riflettere sulla realtà dolorosa della morte. Così si parla della morte nell'Antico Testamento".
La morte è sempre stata trattata così. "Tale modo di guardare alla morte continua anche nel Vangelo. Vegliate perchè non sapete nè il giorno nè l'ora. Sant'Alfonso ha scritto un trattato intitolato "Apparecchio alla morte", un classico della spiritualità cattolica. Molti santi sono rappresentati davanti ad un teschio", dice il cappuccino.
"Sant'Agostino diceva: 'Quando nasce un uomo si fanno tante ipotesi... forse sarà ricco povero forse vivrà a lungo, ma di nessuno si dice forse morirà o non morirà. Questa è l'unica cosa assolutamente certa nella vita. La morte è la malattia mortale che si contrae nascendo'.
   "La presente calamità ci ricorda quanto è inutile progettare fuori dalla fede. Siamo soggetti alla seduzione del mondo e delle cose visibili. Ma l'unica cosa certa è la morte. Il mondo pare un groviglio di ingiustizie, tutto sembra venire a caso, una specie di dipinto moderno, senza forma, si vede spesso l'innocenza punita. C'è un punto da cui osservare questo quadro? Si. E' la fine, la morte a cui segue il giudizio. Visto da qui tutto assume il suo giusto valore. La morte diceva Totò è una livella, azzera tutti i privilegi. Quante crudeltà in meno si commetterrebero sulla terra se si pensasse che tutti dovremo morire?", ricorda Cantalamessa.
"Sei angustiato da problemi? Portati avanti, collotati al punto giusto. Come vorresti allora avere agito? Hai un contrasto con qualcuno? Guarda la cosa dal letto di morte - commenta ancora ai presenta il predicatore - Il pensiero della morte ci impedisce di attaccarci alle cose, qui non abbiamo dimora stabile. Sorella morte è davvero una buona sorella maggiore, una buona pedagoga, ci insegna tante cose, se soltanto la sappiamo ascoltare con docilità".
"Abbiamo bisogno di evangelizzazione. Il pensiero della morte è l'unica arma che ci è rimasta per scuoterci dal torpore di una società opulenta. Se c'è una cosa che non è cambiata è che gli uomini devono morire. Dobbiamo tornare a predicare da cristiani sulla morte. Pensiamo a San Francesco, la sua morte fu un transito. Nel suo Cantico della Creature ha parole dolcissime e terribili. Guai a quelli che morranno nei peccati mortali. Il pungiglione della morte è il peccato. Partecipare all'Eucaristia è il metodo più efficace di apparecchiarci alla morte. Nell'Eucarestia noi facciamo salire al Padre il nostro amen. In essa noi facciamo testamento, decidiamo a chi lasciare la vita. La morte non è solo la fine, ma anche il fine della vita", rassicura il predicatore. "Non abbiamo tolto al potere della morte il suo pungiglione, siamo però più preparati ad accogliere il messaggio di speranza: Ai tuoi fedeli Signore la vita non è tolta, ma trasformata", conclude così Cantalamessa la sua prima predica di Avvento.

 

 

II DOMENICA DI AVVENTO – 06.12.2020

 

Mc 1, 1-8 Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.

Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme.

E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico.

E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

Sono le prime due indicazioni sul cosa fare per “preparare la strada” e l’incontro quindi con il “Papà”. Tutto assomiglia molto alla strada che percorre il “figlio prodigo” così come quel “papà” assomiglia molto a quel “padrone di casa”. Convertirsi allora! E’ la prima indicazione, il primo “comando” ed è anche il modo di “vegliare”.

– Convertirsi che vuol dire “cambiare direzione”, ritornare indietro o in avanti, certamente “non stare fermi”! La conversione ha bisogno di un cammino ed è quello dell’anima, del cuore.

– Ma la conversione ha soprattutto bisogno di rendersi conto del “dove” si è, del “che cosa” si sta facendo e del “dove” si sta andando. Non esiste una conversione tanto per fare qualcosa: sarebbe un cammino a vanvera e stupido.

– Conversione è rendersi conto e prendere coscienza delle scelte fatte, dei comportamenti concreti che sono la quotidianità del mio vivere, delle relazioni con le persone con le quali cammino la storia… …e poi c’è la seconda indicazione: “Confessare i propri peccati”. * Confessare i peccati non è l’umiliazione di chi se sente un verme o un fallito, ma è la voglia matta di liberarsi di pesi che stanno condizionando negativamente la vita e la voglia matta di liberarsi da maschere strane che stanno fregando anche te stesso… * Confessare per essere finalmente liberi di capire, di scegliere, d’essere se stessi fino in fondo.

* Confessare è fare esperienza d’Amore, di un abbraccio che libera la tua sete d’amare e di essere amato; confessare è fare esperienza di perdono, di chi in altre parole vuole diventare un “dono-per” noi… E’ un Sacramento: segno della Sua presenza, della Sua voglia di stare con Me e darmi una mano a vivere a testa alta. Non siamo soli, mai…Lui c’è: tocca a me fare “la scelta”.

 

Buon cammino d’Avvento…incontro a Lui.

Un grande e forte abbraccio. DON GIGI PINI

II DOMENICA D'AVVENTO

 

I DOMENICA DI AVVENTO – 29.11.2020

 

Mc 13,33-37 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Incomincia un anno nuovo per tutte le comunità cristiane: un cammino che si snoda domenica dopo domenica. L’inizio è deciso e non ammette repliche: “state attenti” - “vegliate”!

Sono due "ordini" che Gesù ci lascia per aiutarci a non sbagliare la partenza e a non perderci così dietro a falsi progetti e inutili traguardi. Sono due "ordini" diversi ma che viaggiano insieme: il secondo dà valore al primo e viceversa.

 

“ Vegliate”...e non sarà un "vegliare" qualsiasi. Non basta vegliare insomma, anche perché lo facciamo già abbastanza spesso, rintronandoci per ore su divani saturi di TV o su strade colme di velocità assassine e suicide, o in locali riempiti di decibel al massimo e di parole o in stanze o in strade piene di solitudini angosciose… Non basta "vegliare"...e però è indispensabile farlo: è un ordine! Ma come farlo allora?

 

Qual è lo stile di "questo" vegliare? Lo “stile” è quello dello “stare attenti”! Ma attenti a chi ? a che cosa? Perché stare attenti...se è così facile e comodo, e a volte anche divertente, "vegliare" senza farsi tanti imbrogli e agitarsi tanto?

 

Attenti a chi allora? - Attenti al “padrone di casa”...di quella casa che è il Creato, il mondo, la mia Valle, la mia vita. Non abito in un condominio anonimo o in una città stressata o in un paese tranquillo e solo...abito in una “casa” che ha un Papà: Padre nostro…Scopriremo più avanti cosa e come comanda.

- Attenti anche alla “strada”: perché non sono tutte uguali e perchè non portano tutte dalla stessa parte...ci sono troppi venditori di sogni a buon mercato e di pifferai che mi vogliono sulla "loro" di strada e semplicemente per la loro sete di potere o di successo o di denaro...e io invece mi sento e voglio una strada di libertà, di giustizia, d’amore, di “luce” e di “colori”. Che sia quella che mi propone il “padrone di casa”, il “Papà”?

Abbiamo davanti un anno per ascoltarlo e capire. Buon Anno, Buon cammino, buona vita...e sarà stupenda con Lui al fianco...

Un grande e forte abbraccio.

I DOMENICA DI AVVENTO

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XXXIV CRISTO RE DELL’UNIVERSO – 22.11.2020+

Mt 25, 31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. (…)

“Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.

 

E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”.

Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


A me personalmente più che ad un re, piace pensare ad un Padre…così come ce ne ha parlato il “re”, Gesù di Nazareth: un Padre che “ ha cura di tutti i sui figli “.

Lo stesso Padre che “crea l’uomo e la donna a Sua immagine e somiglianza”, e poi s’ “inventa” l’Alleanza per “recuperare” il disastro combinato dall’uomo.

Lo stesso Padre che corre incontro al figlio che torna a casa “pentito” e lo abbraccia e gli fa festa.

Lo stesso Padre che “manda il Suo Figlio nel mondo” perché “vedano la Luce e abbiano la Vita Eterna”.

 

A me piace pensare al Padre che ci ha “raccontato” il figlio, Gesù di Nazareth, e ci ha detto. “ Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore! Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore “. (Gv 15, 9-10)

Gesù di Nazareth ha preso davvero tutto dal Padre…e nel suo abitare in mezzo a noi, non ha fatto altro che guarire, perdonare, risuscitare…Amare.

Ed allora, più che ad un re, mi piace pensare ad un Figlio che è solo capace d’amare e che lascia le novantanove pecore al sicuro nell’ovile per cercare la “pecora smarrita”; che sa piangere per l’amico Lazzaro; che non ha “paura” di parlare con la samaritana; che diventa “pane” per non lasciarci morire di “fame”; che accetta di morire in croce per regalarci la “vita per sempre”; che ci manda lo Spirito Santo per non lasciarci “orfani”.

Mi piace questo Figlio allora che ci ha lasciato questo “codice di comportamento”sul quale noi saremo giudicati; che ci ha indicato la “strada” perché anche noi fossimo in grado di guarire, perdonare e resuscitare…di fare quello che ha fatto Lui cioè.

Egli non ha bisogno di “cortigiani” ma di persone libere e vere, di “amici” che, per “causa Sua”, vivono la storia e l’avventura di “essere Chiesa” e di provare a “salvare” questo piccolo-grande pezzo di Storia che noi abbiamo la fortuna di vivere…sapendo fin da subito che “ i miracoli”, in ogni modo, li farà Lui; ma sapendo, con altrettanta chiarezza, che l’incontro con Gesù di Nazareth passerà attraverso l’incontro con tutti quelli che hanno fame, sete, che sono nudi, ammalati, forestieri, in carcere…e, in giro, c’è una fame e una sete immensa d’amore, d’amicizia, d’ascolto; c’è un sacco di gente che si sente spogliata di tutto e persa nell’indifferenza e nel vuoto; c’è un sacco di gente che mi vive accanto e che ha bisogno di essere “accolta” e di sentire una mano che sa ancora “accarezzare” e “sorreggere”…

 

A conclusione di queste domeniche proviamo a prenderci il tempo per “pregare” sui capitoli 14, 15 e 17 del Vangelo di Giovanni.

 

Buona vita...e lo sarà davvero se avremo la fantasia e la grinta di seguire le Sue "Regole".

 

XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO –

15.11.2020 Mt 25, 14-21 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

Ad uno diede cinque talenti, ad un altro due, ad un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.

Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito ad impiegarli e ne guadagnò altri cinque.

Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.

Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

 

Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.

Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.




COMMENTO DI DON GIGI PINI

Dopo aver abitato in mezzo a noi, il Signore Gesù è partito, è tornato a "casa" e ritornerà "alla fine dei tempi".

Adesso è il tempo della Chiesa, è il tempo del "popolo nuovo" guidato dallo Spirito Santo. Siamo nel "tempo" per vivere fino in fondo la "vocazione" ricevuta nel Battesimo: quella di figli, quella di amici («Non vi chiamo più servi ma vi ho chiamato amici...»).

Dall'Acqua e dallo Spirito abbiamo dunque ricevuto la "missione", quella missione che dobbiamo realizzare lungo la nostra vita.

Non so quanti "talenti" possa avere ciascuno di noi... so però di sicuro che a ciascuno di noi "un talento" è stato consegnato. Almeno un "talento" ci è stato dato per realizzare la nostra "missione"

 

È quello del "tempo"... i giorni, le settimane, i mesi, gli anni del mio vivere. È un talento importante perché è quello che mi fa esistere e che mi fa esserci "adesso". Cosa ne sto facendo allora del "mio tempo"? Dove e come lo sto "usando"?

O dove e come lo sto nascondendo? Non ho nessuna scusa possibile da tirar fuori per giustificare un’eventuale incapacità di condividerlo con gli altri, con quelli che hanno bisogno in particolare... e la Parola di domenica prossima me lo dirà in modo chiaro e preciso!

Non posso neppure pensare di tenermelo tutto per me: per i miei interessi, per il mio lavoro, per la mia preghiera, per la mia famiglia, per i miei amici, per il mio divertimento... perché in tutte queste realtà non ci può essere solo il "mio" ma ci deve essere anche il "loro" di tempo, e spesso succede che tutto funziona fino a quando "io" sono contento... perché quando qualcosa non gira per il verso giusto, allora scappo per "difendere" quello che ho paura di rischiare, il "mio tempo" appunto.

 

Talento questo che è un dono che prende senso e colore invece solo quando lo so usare in una condivisione vera e sincera con chi vive il mio stesso talento. Solo allora "renderà"... per me e per gli altri.
Il rischio di essere dei "fannulloni" impegnatissimi a "custodire" il proprio tempo... questo rischio è molto elevato, e oltretutto richiede anche molta fatica e molta fantasia, peccato che sia sterile e inutile. Ma alla fine il "Padrone del tempo" ce ne chiederà conto.

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - LA PARABOLA DEI TALENTI

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XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 08.11.2020

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.

Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.

 

Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.

 

Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

 

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”.

 

Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

“Vegliate…

 

” Ci sarà ripetuto all’inizio d’ogni anno liturgico...all’inizio dell’Avvento, nel nostro "andare" verso il Natale…“Vegliate”...

 

Deve essere quello lo stile del nostro camminare i giorni della vita e in altre parole la nostra voglia di andare incontro a Lui, il Figlio che è venuto ad abitare in mezzo a noi per darci le “regole” che ci aiutino a vivere davvero i giorni della vita: le Beatitudini; l’Amare il Padre, gli altri e se stessi…

Regole che sono scritte nel Vangelo e che domenica dopo domenica sono lette, spiegate e pregate per essere tradotte dentro al nostro tempo, dentro al nostro territorio.

 

Tutta la mia vita vuole essere un andare incontro a Lui e, rimane quindi indispensabile avere una “lampada” che mi permetta di vedere dove mettere la testa e il cuore in questo mio “cammino”.

 

Rimane quindi indispensabile avere “l’olio” che la tenga accesa…- e Lui, Gesù di Nazareth, sarà “quella lampada”; - e la sua Parola e i Sacramenti, che sono i “segni della Sua presenza”, saranno “quell’olio” che mi faranno stare legato a Lui e daranno sempre luce al mio andare nella vita.

 

Sarà allora una questione di scelte, quale lampada e quale olio prenderò con me…e in pratica chi e che cosa metterò al centro del mio vivere: …il denaro? Il potere? Il successo? L’immagine… oppure ci metterò Lui?

Gesù non mi lascerà mai da solo ma rispetterà fino in fondo la mia libertà di scegliere: tocca a me decidere e vivere. Buon cammino e con Lui al centro sarà stupendo.

 

Un grande e forte abbraccio.

 

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - LE VERGINI SAGGE

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FESTA di TUTTI I SANTI – 01.11.2020 Mt 5, 1-12-

 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

 

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 



COMMENTO DI DON GIGI PINI

Essere "santi" non vuol dire essere "sfortunati", dei "poverini" che hanno perso un'occasione d'oro per vivere la vita! No, essere "santi" vuol dire essere "beati", dei "fortunati"! Le prospettive sono rovesciate, quindi. Il linguaggio del Vangelo, del resto, è sempre controcorrente, come, spesso, ci va il Maestro. Se ne sono accorti bene gli scribi e i farisei... siamo noi, forse, che facciamo finta di nulla e continuiamo a credere che la fortuna, la beatitudine sia nel conto in banca, nel successo, nel potere, nell'immagine. Realtà belle ed importanti ma che, se le metti al primo posto e come punto di riferimento, beh, i risultati sono lì da vedere nei TG e nelle cronache dei giornali e nella nostra vita, spesso banale e spesso triste. Lui invece ci vuole "beati", in altre parole "felici", "fortunati". Occorre darsi una mossa ed uscire dall'equivoco nel quale ci ha cacciati una cultura basata sull'economia e su potere, sul divertimento e sulle copertine... la cultura del gratta e vinci. La felicità, lo dice il Signore Gesù, passa su altri binari e su strade diverse: quelle del servizio, della solidarietà, della giustizia, della libertà, del perdono, della trasparenza, dell'ascolto, dell'Amore. Questa è la "rivoluzione" che hanno fatto e continuano a fare i santi; questa è la "rivoluzione" che dobbiamo fare noi: "Quella del cuore". Le Beatitudini sono indicazioni concrete del cosa dobbiamo fare, sul dove dobbiamo andare, sul come dobbiamo cambiare. Oggi è la festa di tutte quelle donne e quegli uomini, che hanno messo al centro della loro vita il Signore Gesù, e lo hanno fatto scegliendo la Sua Parola come la Parola Vera. È la festa di quei milioni d’uomini e donne, che non sono segnati sui calendari, ma che ci sono passati accanto, ci hanno preceduto e che hanno lasciato una traccia di luce e d’amore anche nella nostra vita. Oggi è la festa di chi non si è arreso alle banalità, di chi non ha tirato su bandiera bianca di fronte alle difficoltà.

TUTTI I SANTI - 1-11 - LE BEATITUDINI

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Ancona, Mercoledì 9 dicembre 2020

SAN JUAN DIEGO -  giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  9° Giorno - 9 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia),
discepole di Luisa

Onorare le prime lacrime della Madonna che sparse innanzi alla Divinità. Fu allora che Dio nel veder in Lei la piccolezza che piangeva - Lei: piccola e grande, piccola e forte, piccola e luminosa, ma che da Lei tutto dipende! - commosso ed intenerito s’indusse a far scendere il Figlio suo sulla terra. E noi oggi faremo un giro nella Divina Volontà e per nove volte raccoglieremo tutte le lacrime umane, che si spargono e si spargeranno sulla terra sino alla fine del mondo, le porteremo tutte nel grembo della Mamma, affinché le porti innanzi alla Maestà Divina e le cambi tutte in lacrime di conversione e di amore.

 

GIACULATORIA
Mamma mia, le tue lacrime scendano nel mio cuore affinché s’intenerisca: se cattivo si converta, se buono si santifichi; e poi scendano nei cuori delle creature affinché tutte si convertano.


IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
 La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà
viene costituita da Dio Celeste Paciera e vincolo di pace tra il Creatore e la creatura.

 

L'anima alla sua Celeste Regina:
Sovrana Signora e Mamma mia, carissima: vedo che mi chiami, perché senti la foga dell'amore che brucia nel tuo Cuore, [per]ché vuoi narrarmi ciò che facesti nel Regno della Divina Volontà per la figlia tua. Come è bello vedere rivolgere i tuoi passi verso il tuo Creatore; e come le Divine Persone sentono il calpestio dei tuoi piedi, ti guardano e si sentono ferire dalla purezza dei tuoi sguardi, e ti aspettano per essere spettatori del tuo innocente sorriso, per sorriderti e trastullarsi con te. Deh, Mamma santa, nelle tue gioie, nei tuoi casti sorrisi col tuo Creatore, non ti dimenticare della tua figlia che vive nell'esilio, che tanto ha bisogno, e che spesso la mia volontà, facendo capolino, vorrebbe travolgermi, per strapparmi dal Regno della Divina Volontà.

 

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia del mio materno Cuore, non temere, non ti dimenticherò giammai; anzi, se tu farai sempre la Divina Volontà e vivrai nel suo Regno, saremo inseparabili, ti porterò sempre stretta nella mia mano, per guidarti e farti da guida, per insegnarti a vivere nel Fiat Supremo. Perciò, bandisci il timore; in Esso tutto è pace e sicurezza.
La volontà umana è la turbatrice delle anime e mette in pericolo le opere più belle, le cose più sante. Tutto è pericolante in essa: in pericolo la santità, le virtù e la stessa salvezza dell'anima, e la caratteristica di chi vive di volere umano è la volubilità. Chi mai può fidarsi di chi si fa dominare dalla volontà umana? Nessuno, né Dio, né gli uomini. Somiglia a quelle canne vuote che si girano ad ogni soffio di vento. Perciò, figlia mia carissima, se qualche soffio di vento ti vuole rendere incostante, tuffati nel mare della Divina Volontà e vieni a nasconderti nel grembo della Mamma tua, affinché ti difenda dal vento dell'umano volere e, stringendoti fra le mie braccia, ti renda ferma e sicura nel cammino del suo Regno divino.
Ora, figlia mia, seguimi innanzi alla Maestà Suprema ed ascoltami. Io coi miei rapidi voli giungevo nelle loro braccia divine e, come giungevo, sentivo il loro Amore rigurgitante che, come onde impetuose, mi coprivano dell'Amore loro [delle Divine Persone]. Oh, come è bello essere amato da Dio! In questo Amore si sente felicità, santità, gioie infinite, e la creatura si sente talmente abbellita, che Dio stesso si sente rapito dalla bellezza speciosa che infonde nella creatura nell'amarla.
Io volevo imitarli, e sebbene piccina, non volevo restar dietro al loro Amore; quindi, dalle onde d'amore che mi avevano dato, formavo le mie onde, per coprire il mio Creatore col mio amore. Nel far ciò io sorridevo, perché sapevo che il mio amore mai poteva coprire l'immensità dell'Amore loro. Ma con tutto ciò io facevo la prova, e sul mio labbro spuntava il mio sorriso innocente. L'Ente Supremo sorrideva al mio sorriso e festeggiava e si trastullava con la mia piccolezza.
Ora, nel più bello dei nostri stratagemmi amorosi, io ricordavo lo stato doloroso della mia famiglia umana sulla terra, e che io pure ero della loro stirpe; ed oh, come mi doleva, e pregavo che scendesse il Verbo Eterno a porvi rimedio! E lo dicevo con tale tenerezza che giungevo a cambiare il sorriso e la festa in pianto. L'Altissimo si commoveva tanto alle mie lacrime, molto più che erano lacrime d'una piccina, che stringendomi al Seno Divino mi asciugavano le lacrime e mi dicevano: “Figlia, non piangere; fatti coraggio; nelle tue mani abbiamo messa la sorte del genere umano, ti abbiamo dato il mandato, ed ora, per più consolarti, ti facciamo paciera tra noi e la umana famiglia; quindi, a te è dato di rappacificarci. La potenza del nostro Volere, che regna in te, s'impone su di Noi a dare il bacio di pace alla povera umanità, decaduta e pericolante”.
Chi può dirti, figlia mia, ciò che provava il mio Cuore a questa condiscendenza divina? Era tanto il mio amore che mi sentivo venir meno, e delirando spasimavo, cercando altro amore per ristoro del mio amore.
Ora una parola a te, figlia mia. Se tu mi ascolterai col mettere da banda il tuo volere, dando il posto regio al Fiat Divino, anche tu sarai amata con amore specioso dal tuo Creatore, sarai il suo sorriso, Lo metterai in festa, e sarai vincolo di pace tra il mondo e Dio.

 

L'anima:

Mamma bella, aiuta la figlia tua; mettimi tu stessa  nel mare della Divina Volontà, coprimi con le onde dell'Eterno Amore, affinché non veda né senta che Volontà Divina ed Amore

 

Ancona, Martedì 8 dicembre 2020

IMMACOLATA CONCEZIONE -  giorno Novena Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  8° Giorno - 8 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia),
discepole di Luisa

 

Per riempire il vuoto che innanzi alla Maestà Divina ha prodotto la mancanza di ringraziamento da parte delle creature e per averci dato una Madre così grande preservandola dalla colpa di origine, noi faremo nove atti di ringraziamento nel Supremo Volere a nome di tutte le creature, da Adamo fino all’ultima che esisterà sulla terra. Poi faremo nove atti di ringraziamento alla Vergine per averci accettati come figli, benché ingrati e sconosciuti a tanto favore.

 

GIACULATORIA
Mamma mia, Tu che sei la pienezza della Grazia, riversala nel mio cuore affinché possa ringraziare Iddio per averti preservata dalla colpa originale.

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
 La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà
ebbe il mandato dal suo Creatore di mettere in salvo le sorti dell'umano genere

 

L'anima alla divina Mandataria:
Eccomi a te, Mamma Celeste. Mi sento che non so stare senza della mia cara Mamma; il mio povero cuore è irrequieto, ed allora me lo sento in pace, quando sto nel tuo grembo come piccola piccina, stretta al tuo Cuore, per ascoltare le tue lezioni. Il tuo dolce accento mi raddolcisce tutte le mie amarezze, e dolcemente mi lega la mia Volontà; e mettendola come sgabello sotto la Divina Volontà, mi fa sentire il suo dolce impero, la sua vita, la sua felicità.

 

Lezione della Celeste Mandataria:
Figlia mia carissima, sappi che ti amo assai; fidati della Mamma tua, e sii sicura che riporterai vittoria sulla tua volontà. Se tu mi sarai fedele, io prenderò tutto l'impegno su di te, ti farò da vera Mamma; perciò, ascolta ciò che feci per te presso l'Altissimo. Io non facevo altro che portarmi sulle ginocchia del mio Padre Celeste. Io ero piccina, non nata ancora; ma il Voler Divino, di cui io ne possedevo la vita, mi rendeva accessibili le mie visite al mio Creatore. Per me tutte le porte, le vie, tutte erano aperte, né io avevo timore e paura di Loro. La sola volontà umana mette paura, timore, sfiducia, e mette lontana la povera creatura da Colui che tanto l'ama e che vuol essere circondato dai suoi figli. Sicché se la creatura ha paura e teme, e non sa stare come [da] figlia a Padre col suo Creatore, è segno che la Divina Volontà non regna in lei, e perciò sono [queste creature] le torturate, le martiri della volontà umana. Perciò, non fare mai la tua volontà, non voler torturarti e martirizzarti da te stessa, che è il più orribile dei martirii, senza sostegno e senza forza.
Quindi, ascoltami: io mi portavo nelle braccia della Divinità; molto più che mi aspettavano e facevano festa nel vedermi. Mi amavano tanto che al mio apparire versavano altri mari d'amore e di santità nell'anima mia. Non mi ricordo mai di essermi partita da Loro, senza che non mi aggiungessero altri doni sorprendenti. Onde, mentre stavo nelle loro braccia, io pregavo per l'umano genere; e molte volte, con lacrime e sospiri, piangevo per te, figlia mia, e per tutti. Piangevo per la tua volontà ribelle, per la tua triste sorte di vederti messa nella schiavitù di essa, che ti rendeva infelice. Vedere infelice  la figlia mia mi faceva versare lacrime amare fino a bagnare le mani del mio Celeste Padre col mio pianto; e la Divinità, intenerita dal mio pianto, continuò a dirmi: “Figlia nostra diletta, il tuo amore Ci lega, le tue lacrime smorzano il fuoco della Divina Giustizia, le tue preghiere Ci tirano verso le creature, che non sappiamo resistere; perciò diamo a te il mandato di mettere in salvo le sorti del genere umano. Tu sarai la nostra mandataria in mezzo a loro. A te affidiamo le loro anime;  tu difenderai  i nostri diritti, lesi per le loro colpe; starai in mezzo, tra loro e Noi, per aggiustare le partite d'ambo le parti. Sentiamo in te la forza invincibile della nostra Volontà Divina, che per mezzo tuo prega e piange. Chi ti può resistere? Le tue preghiere sono comandi, le tue lacrime imperano sul nostro Essere Divino: perciò, avanti nella tua impresa!”
Ora, figlia mia carissima, il mio piccolo Cuore si sentiva consumare d'amore, ai modi amorevoli del parlare divino, e con tutto amore accettai il loro mandato, col dirle: “Maestà Altissima: son qui, fra le vostre braccia; disponete di me ciò che volete. Io ci metterò anche la vita, e se avessi tante vite per quante creature [ci] sono, io le metterei a disposizione loro e vostra, per portarle tutte salve nelle vostre braccia paterne”. E senza sapere allora che io dovevo essere la Madre del Verbo Divino, io sentivo in me la doppia maternità: maternità per Dio, per difendere i suoi giusti diritti, [e] maternità per le creature, per metterle in salvo. Mi sentivo Madre di tutti; il Volere Divino che regnava in me, che non sa fare opere isolate, mi portava in me Dio e tutte le creature di tutti i secoli. Nel mio materno Cuore sentivo il mio Dio offeso, che voleva essere soddisfatto e sentivo le creature, sotto l'impero della Giustizia Divina. Oh, quante lacrime versai! Volevo far scendere le lacrime mie in ogni cuore, per far sentire a tutti la mia maternità tutta d'amore. Piansi per te e per tutti, figlia mia. Perciò ascoltami; abbi pietà del mio pianto; prendi le mie lacrime per smorzare le tue passioni e per fare che la tua volontà perda la vita. Deh, accetta il mio mandato, cioè che tu faccia sempre la Volontà del tuo Creatore.

 

L'anima:
Mamma Celeste, il mio povero cuore non regge nel sentire quanto mi ami. Ah, mi ami troppo, fino a piangere per me! Le tue lacrime me le sento scendere nel mio cuore, e come tante ferite mi feriscono e mi fanno comprendere quanto tu mi ami. Ed io voglio unire le mie lacrime alle tue e pregarti piangendo che non mi lasci mai sola, che mi vigili in tutto e, se occorre, battimi pure, fammi da Mamma, ed io come piccola figlia tua tutto mi farò fare da te, affinché il tuo mandato sia il mio benvenuto e tu possa portarmi fra le tue braccia al nostro Padre Celeste, come atto compiuto del tuo mandato divino.

 

Ancona, Lunedì 7 dicembre 2020

Sant'Ambrogio -  giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  7° Giorno - 7 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia),
discepole di Luisa 

La Vergine, la più grande fra i Santi, fin dal primo istante del suo concepimento non si lasciò sfuggire né un pensiero, né uno sguardo, né una parola, né un sospiro. Tutto Lei faceva nella Divina Volontà. E noi quest’oggi uniamo il nostro pensiero a Quello Divino; lo sguardo, la parola, le azioni nostre a Quelle Divine; e così formeremo un altro raggio di sole da far splendere sull’augusto capo della nostra Regina.

GIACULATORIA
Mamma mia, mi unisco a Te; e fa’ che tutto l’essere mio viva sempre nella Volontà Divina.

 
IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà prende lo scettro di comando,
e la Trinità Sacrosanta la costituisce sua Segretaria.

 

L'anima alla divina Segretaria:
Regina Mamma, eccomi ai tuoi piedi prostrata. Mi sento che io, come figlia tua, non so stare senza della mia Mamma Celeste; e sebbene oggi vieni a me con la gloria dello scettro del comando e con la corona di Regina, pure sei sempre la Mamma mia; e sebbene tremante mi getto nelle tue braccia, affinché mi sani le ferite che la mia cattiva volontà ha fatto alla povera anima mia. Senti, Mamma mia Sovrana, se tu non fai un prodigio, se non prendi  il tuo scettro di comando per guidarmi e tenere il tuo impero su tutti gli atti miei, per fare che il mio volere non abbia vita, ahi, non avrò la bella sorte di venire nel Regno della Divina Volontà.

 

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia mia cara, vieni nelle braccia della Mamma tua e presta attenzione ad ascoltarmi e sentirai gli inauditi prodigi che il Fiat Divino fece alla tua Mamma Celeste. Come presi il possesso del Regno della Divina Volontà, finirono i suoi passi in me. Molto più che questi sei passi simboleggiavano i sei giorni della Creazione, e in ogni giorno dei quali pronunziando un “Fiat” faceva come un passo, dal passare al creare ora una cosa ed ora un'altra; il sesto giorno fece l'ultimo passo col dire: “Fiat! Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza”, e nel settimo si riposò nelle opere sue, come volendosi godere tutto ciò che con tanta magnificenza aveva creato. E Dio, nel suo riposo, guardando le opere sue, diceva: “Come  son belle le opere mie! Tutto è ordine ed armonia!”; e fissando l'uomo, nell'impeto del nostro Amore soggiungeva: “Ma il più bello sei tu; tu sei la corona di tutte le opere nostre”. Ora, la mia creazione superò tutti i prodigi della Creazione, e perciò la Divinità volle fare col suo Fiat sei passi in me, ed incominciò la sua vita piena, intera e perfetta nell'anima mia, ed oh, in quali altezze divine fui messa dall'Altissimo! I cieli non potevano né raggiungermi né contenermi. La luce del sole era piccola innanzi alla mia luce. Nessuna cosa creata poteva raggiungermi. Io valicavo i mari divini come se fossero miei; il mio Padre Celeste, il Figlio e lo Spirito Santo mi sospiravano nelle loro braccia, per godersi la piccola figlia loro; ed oh, il contento che provavano nel sentire che, come li amavo, li pregavo ed adoravo la loro Altezza Suprema, il mio amore, la mia preghiera ed adorazione uscivano da dentro dell'anima mia, dal centro della Divina Volontà; sentivano uscire da me onde d'amore divino, casti profumi, gioie insolite, che partivano da dentro il cielo che il loro stesso Volere Divino aveva formato nella mia piccolezza, tanto che non finivano di ripetere: “Tutta bella, tutta pura, tutta santa è la piccola figlia nostra; le sue parole sono catene che ci avvincono; i suoi sguardi sono dardi che ci feriscono; i suoi palpiti sono frecce che, frecciandoci, ci fanno dare delirio d'amore!” Sentivano uscire da me la Potenza, la Fortezza della loro Divina Volontà, che ci rendeva inseparabili, e mi chiamavano: ‘La figlia nostra invincibile, che porterà vittoria anche sul nostro Essere Divino’.
Ora ascoltami, figlia mia; presa la Divinità da eccesso di amore verso di me, mi dissero: “Figlia nostra diletta, il nostro Amore non regge; si sente soffocato se non ti affidiamo i nostri segreti; perciò ti eleggiamo per nostra fedele segretaria; a te vogliamo affidare i nostri dolori ed i nostri decreti. A qualunque costo vogliamo salvare l'uomo; guarda come va a precipizio; la sua volontà ribelle lo trascina continuamente al male; senza la vita, la forza, il sostegno del nostro Voler Divino, ha deviato dalla via del suo Creatore e cammina strisciando la terra, debole, malato e pieno di tutti i vizi. Ma non ci sono altre vie di mezzo per salvarlo, né altre vie d'uscita, se non che scendere il Verbo Eterno, prendere le sue spoglie, le sue miserie, i suoi peccati sopra di sé, affratellarsi con lui, vincerlo a via d'amore e di pene inaudite, dargli tanta fiducia da poterlo riportare di nuovo nelle nostre braccia paterne. Oh, come ci duole la sorte dell'uomo! Il nostro dolore è grande, né potevamo [confidarlo] a nessuno, perché non avendo una Volontà Divina che li domini, non potevano mai comprendere, né il nostro dolore, né i gravi mali dell'uomo caduto nel peccato. A te, che possiedi il nostro Fiat, è dato  di poterlo comprendere e perciò come a segretaria nostra vogliamo svelarti i nostri segreti e mettere nelle tue mani lo scettro di comando, affinché domini ed imperi su tutto, ed il tuo dominio vinca Dio e l'uomo e ce li porti come figli rigenerati nel tuo materno Cuore”.
Chi può dirti, figlia cara [ciò] che sentì il mio Cuore a questo parlar divino? Si aprì in me una vena d'intenso dolore e mi proposi, anche a costo della mia vita, di vincere Dio e la creatura ed unirli insieme.
Ora, figlia mia, ascolta la Mamma tua: ti ho vista sorpresa nel sentirmi narrare la storia del possesso, nel Regno della Divina Volontà. Or sappi che anche a te è data questa sorte; se ti decidi a non far mai la tua volontà, il Volere Divino formerà il suo Cielo nell'anima tua; sentirai la inseparabilità divina; ti sarà dato lo scettro del comando su te stessa, sulle tue passioni. Non sarai più schiava di te stessa, perché la sola volontà umana mette in schiavitù la povera creatura, le tarpa le ali dell'amore verso Colui che l'ha creata, le toglie la forza, il sostegno e la fiducia di slanciarsi nelle braccia del suo Padre Celeste, in modo che non può conoscere né i suoi segreti, né l'amore grande con cui l'ama, e perciò vive come estranea nella casa del suo Padre Divino. Che lontananza getta tra Creatore e creatura l'umano volere!
Perciò, ascoltami, fammi contenta; dimmi che non darai più vita alla tua volontà ed io ti riempirò tutta di Volontà Divina.

L'anima:

Mamma santa, aiutami; non vedi come son debole? Le tue belle lezioni mi commuovono fino alle lacrime e piango la mia grande sventura di essere tante volte caduta nel labirinto di fare la mia volontà, e mi son discostata da quella del mio Creatore. Deh, fammi da Mamma, non mi lasciare a me stessa. Con la tua potenza unisci il Volere Divino al mio; chiudimi nel tuo Cuore materno, dove sarò sicura di non fare mai la mia volontà. 

 

Ancona, Domenica 6 dicembre 2020

San Nicola di Bari -  giorno Novena della Venuta della Santa Casa

 

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  6° Giorno - 6 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia), discepole di Luisa 

Nel vedere le tante offese che si commettono, la Vergine si sentì stringere il Cuore dal dolore e fin d’allora cominciò quella preghiera continua, ininterrotta, a pro di tutti. E noi, uniamoci alla Mamma per fare insieme ciò che faceva Lei e così vincolare di nuovo il Cielo e la terra, che la colpa aveva disunito.

GIACULATORIA
Mamma mia, stringimi al tuo Cuore materno, e coi tuoi palpiti infondi nel mio cuore quello spirito di vera preghiera per impetrare da Dio che la sua Volontà regni in tutti i cuori.

 

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
 Il sesto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo: dopo il trionfo nella prova, il possesso.

L'anima alla Vergine:
Mamma Regina, vedo che mi aspetti di nuovo e, stendendomi la mano mi prendi sulle tue ginocchia e mi stringi al tuo Cuore, per farmi sentire la vita di quel Fiat Divino che tu possiedi. Oh, come è refrigerante il suo calore! Come è penetrante la sua Luce! Deh, Mamma santa, se tanto mi ami, tuffa il piccolo atomo dell'anima mia in quel Sole della Divina Volontà che tu nascondi, affinché anch'io possa dire: la mia volontà è finita, non avrà più vita, ma la mia vita sarà la Divina Volontà.

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia carissima, fidati della Mamma tua e presta attenzione alle mie lezioni; esse ti serviranno come farti aborrire la tua volontà e farti sospirare in te quel Fiat Divino, che tanto amo di formare la sua vita in te.
Figlia mia, tu devi sapere che la Divinità si assicurò di me nella prova che volle, mentre tutti credono che io non ebbi nessuna prova, e che bastava a Dio di fare il gran portento che fece di me perché fossi concepita senza macchia originale. Oh, come s'ingannano!  Anzi, chiese da  me una prova che non ha chiesto da nessuno, e questo lo fece con Giustizia e con somma Sapienza, perché dovendo scendere in me il Verbo Eterno, non solo non era decoroso che trovasse in me la macchia d'origine, ma neppure era decoroso che trovasse in me una volontà umana operante. Sarebbe stato troppo disdicevole per Dio scendere in una creatura in cui regnasse l'umana volontà. Ecco, perciò volle da me per prova, e per tutta la mia vita, la mia volontà, per assicurare nell'anima mia il Regno della Divina Volontà. Assicurato questo in me, Iddio poteva fare ciò che  voleva di me;  tutto poteva darmi, e posso dire che nulla poteva negarmi. Per ora ritorniamo al punto dove siamo rimaste. Mi riserberò nel corso delle mie lezioni di narrarti ciò che fece questa Divina Volontà in me.
Ora senti, figlia mia, dopo il trionfo nella prova il Fiat Divino fece il sesto passo nell'anima mia, col farmi prendere il possesso di tutte le proprietà divine, per quanto a creatura è possibile ed immaginabile. Tutto era mio, cielo e terra, e lo stesso Dio, di cui possedevo la stessa Volontà sua. Io mi sentivo posseditrice della Santità divina, dell'Amore, della Bellezza, Potenza, Sapienza e Bontà divina. Mi sentivo Regina di tutto; né mi sentivo estranea nella casa del mio Padre Celeste; sentivo al vivo la sua paternità e la suprema felicità di essere la sua figlia fedele. Posso dire che crebbi sulle ginocchia paterne di Dio, né conobbi altro amore né altra scienza se non quella che mi somministrava il mio Creatore.
Chi può dirti ciò che fece questa Divina Volontà in me? Mi elevò tanto in alto, mi abbellì tanto, che gli stessi Angeli restano muti, né sanno dove incominciare a parlare di me. Ora, figlia mia carissima, tu devi sapere che come il Fiat divino mi fece prendere possesso di tutto, mi sentii posseditrice di tutto e di tutti. La Divina Volontà, con la sua Potenza, Immensità ed Onniveggenza, racchiudeva nell'anima mia tutte le creature, ed Io sentivo un posticino nel mio Cuore materno per ciascuna di esse. Dacché fui concepita, io ti portai nel mio Cuore, ed oh, quanto ti amai e ti amo! Ti amo tanto, che ti feci da Madre presso Dio; le mie preghiere, i miei sospiri, erano per te, e nel delirio di Madre dicevo: “Oh, come vorrei vedere la figlia mia posseditrice di tutto, come lo sono Io!”
Perciò ascolta la Mamma tua: non voler riconoscere più la tua volontà umana. Se ciò farai, tutto sarà in comune tra me e te;  avrai una forza divina in tuo potere;  tutte le cose si convertiranno in santità, amore e bellezza divina. Ed io, nella foga del mio amore, come mi decantò l'Altissimo: “Tutta bella, tutta santa, tutta pura sei tu, o Maria”, dirò: “Bella, pura e santa è la figlia mia; perché possiede la Volontà Divina”.

L'anima:
Regina del Cielo: anch'io ti saluto: “Tutta bella, pura e santa è la Mamma mia Celeste”. Ti prego, se hai un posto per me nel tuo materno Cuore, chiudimi in esso, e così sarò sicura che non più farò la mia volontà, ma sempre quella di Dio, e la Mamma e la figlia saremo felici entrambe, Mamma e figlia.

 

Ancona, Domenica 6 dicembre 2020

San Nicola di Bari -  giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  6° Giorno - 6 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia), discepole di Luisa 

Nel vedere le tante offese che si commettono, la Vergine si sentì stringere il Cuore dal dolore e fin d’allora cominciò quella preghiera continua, ininterrotta, a pro di tutti. E noi, uniamoci alla Mamma per fare insieme ciò che faceva Lei e così vincolare di nuovo il Cielo e la terra, che la colpa aveva disunito.

 

GIACULATORIA
Mamma mia, stringimi al tuo Cuore materno, e coi tuoi palpiti infondi nel mio cuore quello spirito di vera preghiera per impetrare da Dio che la sua Volontà regni in tutti i cuori.

 

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
 Il sesto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo: dopo il trionfo nella prova, il possesso.

 

L'anima alla Vergine:
Mamma Regina, vedo che mi aspetti di nuovo e, stendendomi la mano mi prendi sulle tue ginocchia e mi stringi al tuo Cuore, per farmi sentire la vita di quel Fiat Divino che tu possiedi. Oh, come è refrigerante il suo calore! Come è penetrante la sua Luce! Deh, Mamma santa, se tanto mi ami, tuffa il piccolo atomo dell'anima mia in quel Sole della Divina Volontà che tu nascondi, affinché anch'io possa dire: la mia volontà è finita, non avrà più vita, ma la mia vita sarà la Divina Volontà.

 

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia carissima, fidati della Mamma tua e presta attenzione alle mie lezioni; esse ti serviranno come farti aborrire la tua volontà e farti sospirare in te quel Fiat Divino, che tanto amo di formare la sua vita in te.
Figlia mia, tu devi sapere che la Divinità si assicurò di me nella prova che volle, mentre tutti credono che io non ebbi nessuna prova, e che bastava a Dio di fare il gran portento che fece di me perché fossi concepita senza macchia originale. Oh, come s'ingannano!  Anzi, chiese da  me una prova che non ha chiesto da nessuno, e questo lo fece con Giustizia e con somma Sapienza, perché dovendo scendere in me il Verbo Eterno, non solo non era decoroso che trovasse in me la macchia d'origine, ma neppure era decoroso che trovasse in me una volontà umana operante. Sarebbe stato troppo disdicevole per Dio scendere in una creatura in cui regnasse l'umana volontà. Ecco, perciò volle da me per prova, e per tutta la mia vita, la mia volontà, per assicurare nell'anima mia il Regno della Divina Volontà. Assicurato questo in me, Iddio poteva fare ciò che  voleva di me;  tutto poteva darmi, e posso dire che nulla poteva negarmi. Per ora ritorniamo al punto dove siamo rimaste. Mi riserberò nel corso delle mie lezioni di narrarti ciò che fece questa Divina Volontà in me.
Ora senti, figlia mia, dopo il trionfo nella prova il Fiat Divino fece il sesto passo nell'anima mia, col farmi prendere il possesso di tutte le proprietà divine, per quanto a creatura è possibile ed immaginabile. Tutto era mio, cielo e terra, e lo stesso Dio, di cui possedevo la stessa Volontà sua. Io mi sentivo posseditrice della Santità divina, dell'Amore, della Bellezza, Potenza, Sapienza e Bontà divina. Mi sentivo Regina di tutto; né mi sentivo estranea nella casa del mio Padre Celeste; sentivo al vivo la sua paternità e la suprema felicità di essere la sua figlia fedele. Posso dire che crebbi sulle ginocchia paterne di Dio, né conobbi altro amore né altra scienza se non quella che mi somministrava il mio Creatore.
Chi può dirti ciò che fece questa Divina Volontà in me? Mi elevò tanto in alto, mi abbellì tanto, che gli stessi Angeli restano muti, né sanno dove incominciare a parlare di me. Ora, figlia mia carissima, tu devi sapere che come il Fiat divino mi fece prendere possesso di tutto, mi sentii posseditrice di tutto e di tutti. La Divina Volontà, con la sua Potenza, Immensità ed Onniveggenza, racchiudeva nell'anima mia tutte le creature, ed Io sentivo un posticino nel mio Cuore materno per ciascuna di esse. Dacché fui concepita, io ti portai nel mio Cuore, ed oh, quanto ti amai e ti amo! Ti amo tanto, che ti feci da Madre presso Dio; le mie preghiere, i miei sospiri, erano per te, e nel delirio di Madre dicevo: “Oh, come vorrei vedere la figlia mia posseditrice di tutto, come lo sono Io!”
Perciò ascolta la Mamma tua: non voler riconoscere più la tua volontà umana. Se ciò farai, tutto sarà in comune tra me e te;  avrai una forza divina in tuo potere;  tutte le cose si convertiranno in santità, amore e bellezza divina. Ed io, nella foga del mio amore, come mi decantò l'Altissimo: “Tutta bella, tutta santa, tutta pura sei tu, o Maria”, dirò: “Bella, pura e santa è la figlia mia; perché possiede la Volontà Divina”.

 

L'anima:
Regina del Cielo: anch'io ti saluto: “Tutta bella, pura e santa è la Mamma mia Celeste”. Ti prego, se hai un posto per me nel tuo materno Cuore, chiudimi in esso, e così sarò sicura che non più farò la mia volontà, ma sempre quella di Dio, e la Mamma e la figlia saremo felici entrambe, Mamma e figlia.

 

 

Ancona, Sabato 5 dicembre 2020

San Giulio -  5° giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  5° Giorno - 5 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia),
discepole di Luisa

 Dopo l’atto di sacrificio, la Vergine rivolse uno sguardo sul mondo e vedendo il numero sconfinato delle anime che andavano perdute, e tutto il male commesso dal primo uomo Adamo fino all’ultima creatura, ed avendo innanzi a Sé tutte le generazioni passate, presenti e future, fece il suo primo atto di riparazione. L’atto più completo! Perché abbracciava tutti: ciascun pensiero, sguardo, paro- la, passi ed affetti di tutte le creature. E noi, insieme con  la Mamma, risalendo sempre nel Divin Volere, faremo i nostri atti di riparazione per tutte le creature: per ogni sguardo, per ogni parola, ecc.

 

GIACULATORIA
Mamma mia, prendi il mio cuore nelle tue mani, stringilo forte forte, in modo da infondere in me il vero spirito di riparazione.

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
 Il quinto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo. Il trionfo della prova.

L'anima alla Vergine:
Sovrana Celeste, vedo che mi tendi le braccia per prendermi sulle tue ginocchia materne, ed io corro, anzi volo, per godermi i casti amplessi, i celesti sorrisi della mia Mamma Celeste. Mamma santa, il tuo aspetto oggi è di trionfatrice ed in aria di trionfo vuoi narrarmi il trionfo della tua prova. Ah, sì, ben volentieri ti ascolterò, e ti prego di darmi grazia, che sappia trionfare nelle prove che il Signore disporrà di me.

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia a me carissima, oh, come sospiro di confidare i miei segreti alla figlia mia, segreti che mi daranno tanta gloria e che glorificheranno quel Fiat Divino, che fu causa primaria del mio Immacolato Concepimento, della mia santità, sovranità e maternità! Tutto al Fiat io debbo; io non conosco altro. Tutte le mie sublimi prerogative [con cui] la santa Chiesa tanto mi onora, non sono altro che gli effetti di quella Divina Volontà che mi dominava, regnava e viveva in me. Perciò sospiro tanto che si conosca chi è Colei che produceva in me tanti privilegi ed effetti mirabili, da far stupire cielo e terra.
Ora ascoltami, figlia cara: come l'Ente Supremo mi domandò il mio volere umano, compresi il grave male che può fare la volontà umana nella creatura, come essa metta tutto in pericolo, anche le opere più belle del suo Creatore. La creatura, col suo volere umano, è tutta oscillazioni, è debole, incostante, disordinata. E questo, perché Iddio,  nel crearla, la aveva creata unita come in natura con la sua Volontà Divina, in modo che essa doveva essere la forza, il moto primo, il sostegno, il cibo, la vita dell'umana volontà. Sicché col non dar vita alla Volontà Divina nella nostra, si respingono i beni ricevuti da Dio nella creazione e i diritti ricevuti in natura nell'atto che fummo creati.
Oh, come compresi bene l'offesa grave che si fa a Dio e i mali che piovono sulla creatura! Ebbi tale orrore e paura di fare la mia volontà, [che] giustamente temevo, perché anche Adamo fu creato da Dio innocente, eppure, col fare la sua volontà, in quanti mali non piombò, lui e tutte le generazioni? Perciò io, la Mamma tua, presa da terrore e più dall'amore verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà; e per essere più sicura ed attestare maggiormente il mio sacrificio a Colui che tanti mari mi aveva dato di grazie e privilegi, presi questa mia volontà umana e la legai ai piedi del Trono divino, in omaggio continuo d'amore e di sacrificio, giurando di non servirmi mai, anche per un istante solo della mia vita, della mia volontà, ma sempre di Quella di Dio.
Figlia mia, forse a te non parrà grande il sacrificio mio, di vivere senza la mia volontà; ed io ti dico che non c'è sacrificio simile al mio, anzi si possono chiamare ombre tutti gli altri sacrifici di tutta la storia del mondo. Paragonato al mio, sacrificarsi un giorno, ora sì ed ora no, è facile; ma sacrificarsi in ogni istante, in ogni atto, nello stesso bene che si vuol fare, per tutta la vita, senza dar mai vita alla volontà propria, è il sacrificio dei sacrifici, e l'attestato più grande che può offrirsi, e l'amore più puro, trafilato dalla stessa Volontà Divina, che può offrirsi al nostro Creatore. E' tanto grande questo sacrificio, che Dio non può chiedere di più dalla creatura, né essa può trovare come può sacrificarsi più per il suo Creatore.
Ora, figlia mia carissima, come feci dono della mia volontà al mio Creatore, io mi sentii trionfante nella prova voluta da me e Iddio si sentì trionfante nella mia volontà umana. Iddio aspettava la mia prova, cioè un'anima che vivesse senza volontà, per aggiustare le partite del genere umano, e per atteggiarsi a clemenza e misericordia. Perciò ti attendo di nuovo, per narrarti la storia di ciò che fece la Divina Volontà dopo il trionfo della prova.
Ed ora, una parolina a te, figlia mia: se tu sapessi come sospiro di vederti vivere senza della tua volontà! Tu sai che ti sono Madre e la Mamma vuol vedere felice la figlia sua; ma come puoi essere felice se non ti decidi a vivere senza volontà, come visse la Mamma tua? Se ciò farai, tutto ti darò; mi metterò a tua disposizione, sarò tutta della figlia mia, purché abbia il bene, il contento, la felicità di avere una figlia che viva tutta di Volontà Divina. 
  
L'anima:
Sovrana trionfatrice, nelle tue mani di Madre metto la mia volontà, affinché tu stessa come Mamma me la purifichi ed abbellisca, ed insieme con la tua la leghi ai piedi del Trono divino, affinché possa vivere non con la volontà mia, ma sempre con quella di Dio.

 

Ancona, Venerdì 4 dicembre 2020

San Giovanni Damasceno -  giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
  4° Giorno - 4 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia),
discepole di Luisa

 

Dopo l’atto di adorazione, la Vergine vedendosi arricchita di tutti i doni della Triade Sacrosanta che faceva a gara per riempirla di grazie, confusa, si prostrò innanzi alla Maestà Suprema ed offrì tutta Se stessa in atto di sacrificio, non riserbandosi nulla per Sé: né un pensiero, né uno sguardo, né una parola, né un affetto, né un palpito.
Guardò poi il mondo e, vedendo la rovina di tante anime, offrì tutta Se stessa per la salvezza di queste anime. E noi, come ossequio, fin dal mattino, insieme colla Mamma facciamo un giro nella Divina Volontà offrendo i nostri pensieri, gli sguardi, le parole, ecc., tutti in ispirito di sacrificio.

GIACULATORIA
Mamma mia, vengo ai tuoi piedi, mi getto nelle tue braccia; riversa nel mio cuore tutto il tuo Amore, in modo da infondermi amore al sacrificio della mente, del cuore, della volontà e di  tutto l’essere mio.

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
Il quarto passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo: la prova.

L'anima alla Vergine:
Eccomi di nuovo sulle materne ginocchia della mia cara Mamma Celeste. Il cuore mi batte forte forte. Smanio d'amore per il desiderio di sentire le tue belle lezioni; perciò dammi la mano e prendimi fra le tue braccia. Nelle tue braccia passo momenti di paradiso, mi sento felice. Oh, come sospiro di sentire la tua voce! Una nuova vita mi scende nel cuore. Quindi parlami, ed io ti prometto di mettere in pratica i tuoi santi insegnamenti.

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia mia, se tu sapessi quanto amo di tenerti stretta fra le mie braccia, poggiata sul mio Cuore materno, per farti ascoltare i celesti arcani del Fiat Divino! E se tu tanto sospiri d'ascoltarmi, sono i miei sospiri che fanno eco nel tuo cuore; è la tua Mamma che vuole la figlia sua, che vuole affidarle i suoi segreti e narrarle la storia di ciò che operò in me la Divina Volontà.
Figlia del mio Cuore, prestami attenzione: è il mio Cuore di Madre che vuole sfogare con la figlia sua. Voglio dirti i miei segreti, che finora non sono stati rivelati a nessuno, perché non era sonata ancora l'ora di Dio, che volendo largire alle creature grazie sorprendenti, che in tutta la storia del mondo non ha concesso, vuole far conoscere i prodigi del Fiat Divino, quello che può operare nella creatura se si lascia dominare, perciò vuol mettere me in vista di tutti, come modello, ché ebbi il grande onore di formare la mia vita tutta di Volontà Divina.
Ora, sappi, figlia mia, che non appena concepita misi in festa la Divinità. Cielo e terra mi festeggiarono e mi riconobbero per loro Regina. Io restai talmente immedesimata col mio Creatore, che mi sentivo nei domini divini come padrona. Già io non conobbi che cosa fosse separazione col mio Creatore; quello stesso Voler Divino che regnava in me regnava in Loro [le Divine Persone], e ci rendeva inseparabili.
E mentre tutto era sorriso e festa tra me e Loro, io vedevo che non si potevano fidar di me se non avevano una prova. Figlia mia, la prova è la bandiera che dice vittoria. La prova mette al sicuro tutti i beni che Iddio ci vuol dare; la prova matura e dispone l'anima per acquisti di grandi conquiste; ed anch'io vedevo la necessità di questa prova, perché volevo attestare al mio Creatore, per contraccambio dei tanti mari di grazie che mi aveva dato, un atto di mia fedeltà che mi costasse il sacrificio di tutta la mia vita. Quanto è bello poter dire: “Mi hai amato e Ti ho amato!” Ma senza la prova non si può dire giammai.
Or dunque sappi, figlia mia, che il Fiat Divino mi fece conoscere la creazione dell'uomo, innocente e santo. Anche per lui tutto era felicità; teneva il comando su tutta la Creazione, e tutti gli elementi erano ubbidienti ai suoi cenni. Come in Adamo regnava il Volere Divino, in virtù di Esso anche lui era inseparabile dal suo Creatore. Ai tanti beni che Iddio gli aveva dato, per avere un atto di fedeltà in Adamo, gli comandò che non toccasse un solo frutto dei tanti che c'erano in quell'Eden terrestre. Era la prova che Dio voleva per confermare la sua innocenza, santità e felicità, e per dargli il diritto del comando su tutta la Creazione. Ma Adamo non fu fedele nella prova, e non essendo fedele, Iddio non si potette fidar di lui; e perciò perdette il comando, l'innocenza, la felicità, e si può dire che capovolse l'opera della Creazione.
Or sappi, figlia del mio Cuore, [che] nel conoscere i gravi mali della volontà umana in Adamo ed in tutta la sua progenie, io, la tua Celeste Madre, sebbene appena concepita, piansi amaramente ed a calde lacrime sull'uomo decaduto; ed il Volere Divino, nel vedermi piangere, mi domandò per prova che Gli cedessi la mia volontà umana. Il Fiat Divino mi disse: “Non ti chiedo un frutto come ad Adamo, no, no; ma ti chiedo la tua volontà. Tu la terrai come se non la avessi, sotto l'impero del mio Volere Divino, che ti sarà vita e si sentirà sicuro di fare ciò che vorrà di te”.
Così il Fiat Supremo fece il quarto passo nell'anima mia, domandandomi per prova la mia volontà, aspettando da me il mio Fiat e l'accettazione d'una tal prova.
Ora, domani ti aspetto di nuovo sulle mie ginocchia, per farti sentire l'esito della prova; e siccome voglio che imiti la Mamma tua, ti prego da Madre che non rifiuti mai nulla al tuo Dio, ancorché fossero sacrifici che ti durassero tutta la vita. Il non smuoverti mai nella prova che Iddio vuole da te, la tua fedeltà, è il richiamo dei disegni divini su di te e il riflesso delle sue virtù, che come tanti pennelli formano dell'anima il capolavoro dell'Ente Supremo. Si può dire che la prova presta la materia nelle mani divine, per compiere il loro lavorio nella creatura. E [di] chi non  è fedele nella prova, Dio non sa che farne; non solo, ma scompiglia le opere più belle del suo Creatore.
Perciò, mia cara figlia, sii attenta: se tu sarai fedele nella prova, renderai più felice la Mamma tua. Non mi far stare in pensiero; dammi la parola ed io ti guiderò, ti sosterrò in tutto come a figlia mia.

L'anima:

Mamma santa, conosco la mia debolezza, ma la tua bontà materna mi infonde tale fiducia che tutto spero da te, e con te mi sento sicura; anzi, metto nelle tue mani materne le stesse prove che Iddio disporrà di me, affinché tu mi dia tutte quelle grazie per fare che non mandi a sfascio i disegni divini.

 

 

Ancona, Giovedì 3 dicembre 2020

San Francesco Saverio - 3° giorno Novena della Venuta della Santa Casa

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA


  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
3° Giorno - 3 dicembre 

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922 dalle sorelle Cimadomo,
di Corato (in provincia di Bari - Italia), discepole di Luisa

Dio nel creare il mondo vi profuse tante bellezze da lasciare ovunque l’impronta della sua Potenza, e ciò lo fece prima per preparare una dolce dimora all’Umanità di Gesù che doveva scendere sulla terra, e poi per la Vergine, la creatura più pura, la più santa, la più bella dopo Gesù. E noi, entriamo nel Volere Divino, facciamo nostro tutto questo Amore trasfuso da Dio nel creato: nel sole, nella luna, nelle stelle, nei fiori, e diamolo alla Vergine affinché non riceva un amore naturale, ma come se tutte e Tre le Divine Persone l’amassero in questa natura.

Appena Maria fu concepita, offrì le sue prime adorazioni
Nel concepimento di Maria vi concorsero tutte e Tre le Divine Persone. Il Padre La inondò di un mare di Sapienza, il Figlio di un mare di Santità, lo Spirito Santo di un mare di Amore. Dal congiungimento di questi tre mari uscì Maria, la più perfetta fra tutte le creature, e appena concepita fece il suo primo atto di adorazione. Insieme alla dolce Mamma, facciamo un giro nella Volontà di Dio, prendiamo le adorazioni di tutte le creature animate ed inanimate e, sul volo di ogni pensiero, di ogni sguardo, di ogni parola, in ogni raggio di sole, nel luccichio delle stelle e nel mormorio delle acque, diamo al Padre un atto continuo e completo di adorazione.

GIACULATORIA
Mamma mia per quel primo atto di adorazione che facesti a Dio, fa’ che la mia mente, il cuore, gli affetti, i desideri e tutto l’essere mio, da ora in poi non siano che un continuo atto di adorazione.
 
IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
Il terzo passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo.
Il sorriso di tutta la Creazione per il Concepimento della Celeste Bambina.

L'anima alla Vergine:
Sovrana Mamma, questa tua piccola figlia, rapita dalle tue celesti lezioni, sente l'estremo bisogno di venire ogni giorno sulle tue ginocchia materne, per ascoltarti e deporre nel suo cuore i tuoi materni insegnamenti. Il tuo amore, il tuo dolce accento, lo stringermi al tuo Cuore fra le tue braccia, mi infondono coraggio e fiducia che la Mamma mia mi darà la grande grazia di farmi comprendere il gran male della mia volontà, per farmi vivere della Divina Volontà.

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia mia, ascoltami; è un Cuore di madre che ti parla, e come ti vedo che mi vuoi ascoltare, il mio Cuore gioisce e sente la speranza certa che la figlia mia prenderà il possesso del Regno della Divina Volontà, che io posseggo nel mio materno Cuore per darlo ai figli miei. Perciò sii attenta ad ascoltarmi e scrivi tutte le mie parole nel tuo cuore, affinché le rumini sempre, e modelli la tua vita a seconda dei miei insegnamenti.
Senti, figlia mia: non appena sorrise la Divinità e festeggiò il mio Concepimento, il Fiat Supremo fece il terzo passo sulla mia piccola umanità. Piccina, piccina, mi dotò di ragione divina, e mossa tutta la Creazione a festa, mi fece riconoscere da tutte le cose create per loro Regina. Riconobbero in me la vita del Volere Divino, e tutto l'universo si prostrò ai miei piedi, sebbene piccina e non ancor nata, ed inneggiandomi, il sole mi festeggiò e sorrise con la sua luce, il cielo mi festeggiò con le sue stelle, sorridendomi col loro mite e dolce scintillio ed offrendosi come fulgida corona sul mio capo, il mare con le sue onde, alzandosi ed abbassandosi pacificamente, mi festeggiò; insomma, non ci fu cosa creata che non si unì al sorriso ed alla festa della Trinità Sacrosanta. Tutti accettarono il mio dominio, il mio impero, il mio comando, e si sentirono onorati, perché dopo tanti secoli dacché Adamo perdette il comando ed il dominio di re col sottrarsi dalla Divina Volontà, trovarono in me la loro Regina, e la creazione tutta mi proclamò Regina del cielo e della terra.
Mia cara figlia, tu devi sapere che la Divina Volontà quando regna nell'anima non sa fare cose piccole, ma grandi; vuole accentrare nella fortunata creatura tutte le sue prerogative divine, e tutto ciò che è uscito dal suo Fiat Onnipotente la circonda e resta ubbidiente ai suoi cenni. Che cosa non mi diede il Fiat Divino? Mi diede tutto; cielo e terra stavano in mio potere; mi sentivo dominatrice di tutto ed anche dello stesso mio Creatore.
Ora, figlia mia, ascolta la Mamma tua. Oh, come mi duole il Cuore nel vederti debole, povera! Né hai il vero dominio di dominare te stessa; timori, dubbi, apprensioni, sono quelli che ti dominano, tutti miseri cenci della tua volontà umana. Ma sai il perché? Perché non c'è in te la vita integra del Volere Divino, che mettendo in fuga tutti i mali dell'umano volere, ti renda felice e ti riempia di tutti i beni che Esso possiede.
Ah, se tu con un proposito fermo ti decidi di non dar più vita alla tua volontà, ti sentirai morire tutti i mali e rivivere in te tutti i beni! Ed allora tutto ti sorriderà, ed il Volere Divino farà anche in te il terzo passo, e tutta la Creazione festeggerà alla nuova arrivata nel Regno della Divina Volontà.
Dunque, figlia mia, dimmi, mi ascolterai? Mi dai la parola che non farai mai, mai più, la tua volontà? Sappi che se ciò farai, io non ti lascerò mai, mi metterò a guardia dell'anima tua, ti avvolgerò nella mia luce affinché nessuno ardisca di molestare la figlia mia, ti darò il mio impero, affinché tu imperi su tutti i mali della tua volontà.

L'anima:
Mamma Celeste, le tue lezioni mi scendono nel cuore e me lo riempiono di balsamo celeste. Ti ringrazio che tanto ti abbassi verso di me, poverella. Ma senti, o Mamma mia: temo di me stessa;  ma se tu vuoi, tutto puoi, ed  io con te tutto posso. Mi abbandono come una piccola bimba nelle braccia della Mamma mia e sono certa che appagherò le sue brame materne.

 

Ancona, Mercoledì 2 dicembre 2020

 Santa Bibiana, martire - 2° giorno Novena della Venuta della Santa Casa

 

 

 NOVENA
IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELLA "VENUTA"
DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA
(10 dicembre 2020)

 SECONDO GIORNO DELLA NOVENA  
 2 dicembre 2020  
  
APPELLO AL VESCOVO DI LORETO
Mons. FABIO DAL CIN
di celebrare il 10 dicembre la Liturgia stabilita da secoli dalla Chiesa
della TRASLAZIONE MIRACOLOSA DELLA SANTA CASA

 

LA TRADIZIONE DEI FUOCHI DELLA VENUTA


Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, è tradizione popolare e religiosa accendere dei grandi falò, comunemente chiamati «focaracci», a simboleggiare l’attesa della Venuta della Santa Casa di Nazareth a Loreto, ricordando il momento in cui, nel 1294, il luogo sacro dove la Madonna nacque, visse e ricevette l’annuncio dell’arcangelo Gabriele, fu trasportata nel territorio delle Marche (da Tersatto, a Posatora di Ancona, poi nella selva della signora Loreta e sul campo di due fratelli, e infine sulla pubblica via che attraversava la sommità del Monte Prodo). L’accensione del fuoco, dunque, quale "tradizione", con l’intento di far memoria di quel “percorso” miracoloso nel buio della notte, viene riproposto in molte comunità delle Marche. I fuochi si accendono alle prime ombre della sera nelle campagne, nei paesi ed anche nel capoluogo, Ancona, dove i vari rioni gareggiano per allestire il fuoco più alto e bello. Intorno al fuoco si recitano ancora, come voleva la tradizione, le Litanie Lauretane, invocando la protezione della Madonna, "Porta del Cielo" e "Stella del mattino". All'inizio tale festa dei "fuochi" per la "venuta" nacque spontaneamente. Dal 1617, grazie all'iniziativa del frate cappuccino anconitano fra' Tommaso, l'usanza si diffuse capillarmente in tutte le Marche. Anche in Umbria si celebra, in alcuni centri, la festa della Venuta con l'accensione dei "fuochi": ad esempio a Cascia (ove viene chiamato "Focone della Venuta"), e ad Assisi. La festa che si tiene per celebrare la traslazione della Santa Casa in Umbria si chiama "Festa del Passaggio", anziché "della Venuta". La tradizione popolare vuole infatti che la Santa Casa sia passata per l'Umbria prima di arrivare nelle Marche.
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Le Marche – il cui nome stesso, al plurale, è indicativo – sono caratterizzate da una grande varietà di usanze, spesso diverse da paese a paese. Anche per quanto riguarda le festività natalizie è difficile individuare una tradizione comune.
Ce n’è però una che sembra accomunare maggiormente tutti i borghi e le città marchigiane, dal nord al sud: la festa della Madonna di Loreto o, come sarebbe meglio dire, della TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA, il 10 dicembre. La Vergine Lauretana è la Patrona della Regione e anche a livello laico, le istituzioni già da diversi anni hanno deciso di proclamare il 10 dicembre “Giornata delle Marche”. A questa festa sono legate tradizioni secolari che purtroppo, a seguito dei profondi mutamenti sociali e culturali avvenuti a partire dalla fine degli anni Sessanta si sono andate perdendo. Bisogna però dire che negli ultimi tempi si è assistito ad una ripresa, dettata specialmente dal desiderio di conservare il prezioso e ricco patrimonio folkloristico locale.
Tradizionalmente è la sera e la notte della vigilia della Madonna di Loreto che avvengono le manifestazioni più importanti e caratteristiche. Quella del 9 dicembre, infatti, per i marchigiani è la sera della “Venuta”, ovvero la notte in cui si ricorda la Traslazione miracolosa, avvenuta per mano angelica, delle tre pareti integre della Santa Casa di Nazareth (dove visse la Santa Famiglia) sul colle lauretano. I fatti risalgono al 1296, anche se il misterioso viaggio della Santa Casa iniziò già nel 1291, contemplando in totale ben cinque traslazioni, di cui una a Tersatto (in Croazia) e le altre tra Ancona e Recanati.
A livello popolare e in maniera spontanea, i festeggiamenti per la venuta della Santa Casa incominciarono quasi subito, fin dal XIV secolo. Si ebbe però la loro ufficializzazione e celebrazione in maniera organizzata nel XVII secolo, soprattutto grazie alla predicazione e all’opera dei cappuccini padre Bonifazio di Ascoli e fra Tommaso di Ancona. Nel 1624, il comune di Recanati (cui Loreto allora apparteneva), dispose che la sera del 9 dicembre «con lo sparo dei mortari e col suono di tutte le campane, si faranno fuochi sopra la terra del comune e si metteranno i lumi a tutte le finestre della città e si accenderanno fuochi da’ contadini di tutte le campagne». Da qui è iniziata la tradizione dei “fuochi” (detti “focaracci” nel maceratese e fermano, “fugarò” nell’anconetano e “fochère” nell’ascolano) che si accendono nelle campagne, nei piazzali delle chiese e nei quartieri dei borghi di tutta la regione per illuminare la strada alla Madonna e a Gesù Bambino che arrivano in volo sulla loro Casa. Non è un caso che in tantissime chiese marchigiane si conservino tipici gruppi scultorei, solitamente in legno, raffiguranti la Santa Casa a forma di chiesetta, munita di un piccolo campanile e con sopra la Vergine e il Bambino. Ecco perché nella regione la Madonna di Loreto è conosciuta anche come Madonna del “tettarello” (nel maceratese “de li cuppitti”), ovvero del tetto, perché è raffigurata sopra il tetto della casa.
Pur variando da paese a paese, da quartiere a quartiere e anche da famiglia a famiglia, generalmente i “fuochi della Venuta” venivano accesi prima o dopo cena ma comunque, ovvio, sempre di notte. La gente si radunava attorno al falò, recitava il Santo Rosario e cantava le litanie lauretane. Aggiungendo poi canzoni ed inni mariani di devozione popolare. Ogni casa ed abitazione, inoltre, metteva almeno un lumino alla finestra o sul davanzale. Tutto ciò è stato recentemente e lodevolmente ripreso da numerose parrocchie e comunità locali. Un tempo era poi tradizione che i nonni o i genitori raccontassero ai più piccoli la storia della miracolosa Traslazione. E non è difficile immaginare quanto a tutti i bambini questo stimolasse la fantasia.
Il momento culminante comunque avveniva alle 3 di notte, l’ora in cui si riteneva che le tre Pareti fossero approdate nel punto in cui ancora si trovano e si venerano. Generalmente in quell’orario le campane suonavano a festa e molti capifamiglia sparavano diversi colpi di fucile dalle finestre per accogliere la Venuta. Poi ci si recava in chiesa per pregare e sovente era prevista la celebrazione della Messa...

 

FEDERICO CATANI 

N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
2° Giorno - 2 dicembre

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta
nel 1922 dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia), discepole di Luisa

Dio nel creare il mondo vi profuse tante bellezze da lasciare ovunque l’impronta della sua Potenza, e ciò lo fece prima per preparare una dolce dimora all’Umanità di Gesù che doveva scendere sulla terra, e poi per la Vergine, la creatura più pura, la più santa, la più bella dopo Gesù. E noi, entriamo nel Volere Divino, facciamo nostro tutto questo Amore trasfuso da Dio nel creato: nel sole, nella luna, nelle stelle, nei fiori, e diamolo alla Vergine affinché non riceva un amore naturale, ma come se tutte e Tre le Divine Persone l’amassero in questa natura.

 

GIACULATORIA
Mio Dio infondi nel mio cuore tutto l’Amore sparso nel creato, affinché andando dalla Vergine Le possa dare tutto quell’Amore e quella Gloria che mettesti nella Creazione.

 

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
Il secondo passo della Divina Volontà nella Regina del Cielo.
Il primo sorriso della Trinità Sacrosanta sul suo Immacolato Concepimento.

L'anima alla sua Immacolata Regina:
Eccomi di nuovo sulle tue ginocchia materne, per ascoltare le tue lezioni. Mamma Celeste, alla tua potenza si affida questa tua povera figlia. Son troppo povera, lo conosco; ma so che tu mi ami da mamma, e ciò a me basta per slanciarmi nelle tue braccia, affinché tu abbia compassione di me; ed aprendomi le orecchie del cuore mi farai sentire la tua voce dolcissima, per darmi le tue sublimi lezioni. Tu, Mamma santa, purificherai il mio cuore col tocco delle tue dita materne, affinché racchiuda in esso la celeste rugiada dei tuoi celesti insegnamenti.

Lezione della Regina del Cielo:
Figlia mia, ascoltami; se tu sapessi quanto ti amo, ti fideresti più della Mamma tua e non ti faresti sfuggire neppure una sola mia parola. Tu devi sapere che non solo ti ho scritta nel mio Cuore, ma dentro di questo Cuore ho una fibra materna, che mi fa amare più che madre la figlia mia. Perciò voglio farti sentire il grande prodigio che operò il Fiat Supremo in me, affinché tu, imitandomi, possa darmi il grande onore di essere mia figlia regina. Come lo sospiro in mio cuore, affogato d'amore, di avere intorno a me la schiera nobile delle piccole regine. Dunque, ascoltami, figlia mia diletta.
Non appena il Fiat Divino si riversò sul mio germe umano per impedire i tristi effetti della colpa, la Divinità sorrise, e si mise in festa nel vedere nel mio germe quel germe umano puro e santo, come uscì dalle loro mani creatrici nella creazione dell'uomo. E il Fiat Divino fece il secondo passo in me, col portare questo mio germe umano, da Esso purificato e santificato, innanzi alla Divinità, affinché si riversasse a torrenti sopra la mia piccolezza in atto di essere concepita. E la Divinità, scorgendo in me bella e pura la sua opera creatrice, sorrise di compiacimento; e volendomi festeggiare, il Padre Celeste versò su di me mari di Potenza, il Figlio mari di Sapienza, lo Spirito Santo mari d'Amore. Sicché io restai concepita nella luce interminabile della Divina Volontà; ed in mezzo a questi mari divini che la mia piccolezza non poteva contenere, formavo onde altissime per rimandarle come omaggi di amore e gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo. E la Divinità era tutt'occhi su di me, e per non farsi vincere da me in amore, sorridendomi e vezzeggiandomi mi mandava altri mari, i quali mi abbellivano tanto che, come fu formata la mia piccola umanità, acquistai la virtù rapitrice di rapire il mio Creatore; e si faceva veramente rapire, tanto che tra me e Dio fu sempre festa; nulla ci negammo a vicenda. Io non Gli negai mai nulla, e Lui neppure. Ma, sai tu chi mi animava con questa forza rapitrice? La Divina Volontà che, come vita, regnava in me. Perciò la forza dell'Ente Supremo era la mia, e perciò tenevamo ugual forza di rapirci a vicenda.
Ora, figlia mia, ascolta la Mamma tua: sappi che io ti amo assai, e vorrei vedere l'anima tua riempita dei miei stessi mari. Questi miei mari sono gonfi e vogliono riversarsi; ma per far ciò devi svuotarti del tuo volere, affinché il Volere Divino possa fare il secondo passo su di te, e costituendosi come principio di vita nell'anima tua, chiami l'attenzione del Padre Celeste, del Figlio e dello Spirito Santo a riversarsi su di te coi loro mari rigurgitanti; ma  per far ciò vogliono trovare in te la stessa loro Volontà perché non vogliono affidare alla tua volontà umana i loro mari di Potenza, di Sapienza, di Amore e di Bellezza indicibile. Figlia a me carissima, ascolta la Mamma tua; metti la mano sul tuo cuore e dimmi i tuoi segreti: quante  volte  sei stata infelice, torturata, amareggiata, perché hai fatto la tua volontà? Sappi che hai messo fuori una Volontà Divina, e sei caduta nel labirinto dei mali. Essa voleva renderti pura e santa, felice e bella, d'una beltà incantevole; e tu, col fare la tua volontà, L'hai guerreggiata, e con dolore L'hai messa fuori della sua cara abitazione, qual è l'anima tua. Senti, figlia del mio Cuore, questo è un dolore per la Mamma tua, che non vedo in te il sole del Fiat Divino, ma le dense tenebre della notte della tua volontà umana. Ma su, coraggio! Se tu mi prometti di darmi la tua volontà nelle mie mani, io, la tua Mamma Celeste, ti prenderò nelle mie braccia, ti metterò sulle mie ginocchia e riordinerò in te la vita della Divina Volontà, ed anche tu, alle tante mie lacrime, formerai il mio sorriso, la mia festa, ed il sorriso e la festa della Trinità sacrosanta.

 

L'anima:
Mamma Celeste, se tanto mi ami, ti prego di non permettere che io scenda dalle tue ginocchia materne; e come vedi che io sto per fare la mia volontà, vigila la povera anima mia e, chiudendomi nel tuo Cuore, la forza del tuo Amore bruci il mio volere: così cambierò le tue lacrime in sorrisi di compiacimento.

 

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LA SECONDA TRASLAZIONE MIRACOLOSA

A POSATORA DI ANCONA

 

     Nel “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), un testo redatto dalla santa nel 1440 (circa trenta anni prima della narrazione della “Translatio miraculosa” riportata dal Beato Giovanni Spagnoli e da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano), viene riportato “per rivelazione soprannaturale del Signore” la vicenda storica della “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth.
     Santa Caterina da Bologna in quel testo mostra di colloquiare direttamente con Gesù, apparsogli “per grazia”; ella infatti scrive: “In questo giorno (il 25 marzo 1440), tu, o Signore, hai rivelato a me, apparendomi per grazia… ”. Poi, dopo aver riportato “la rivelazione” che fra quelle Sacre Pareti di Loreto la Vergine Maria fu “concepita” Immacolata ed ivi “nacque”, descrive sinteticamente le varie successioni del “trasporto angelico” della Santa Casa di Nazareth, secondo come “rivelatogli” da Gesù durante l’apparizione. Testualmente: “Alla fine questa dimora, consacrata prima dai tuoi apostoli che vi hanno celebrato i divini misteri con miracoli, per l’idolatria di quella gente fu trasportata in Dalmazia da uno stuolo di angeli. Quindi, per le stesse e per altre ragioni, portarono questa degnissima chiesa in vari luoghi. Finalmente, portata dai santi angeli, fu collocata stabilmente a Loreto e posta nella provincia d’Italia e nelle terre della Santa Chiesa”(“Rosarium”, I Mist. Gaud., vv.73 ss.- Da una traduzione del testo latino pubblicata in “Messaggio della Santa Casa”, 2001, n.7, p.211).
     Gesù rivelò a Santa Caterina da Bologna, in maniera chiarissima, che gli angeli, dopo aver portato in Dalmazia la Santa Casa, “da quel luogo” (per l’infedeltà anche di quelle popolazioni di Tersatto e “per altre ragioni” non specificate) la portarono anche “in altri luoghi”: e questo avvenne – come si deduce dal testo – prima di portarla a Loreto, perché “la rivelazione di Gesù” afferma che ciò avvenne “dopo” essere stata portata a Tersatto e “prima” di essere stata collocata definitivamente a Loreto. Quindi, vi è da sottolineare ancora che Gesù stesso ha rivelato a Santa Caterina che la Santa Casa fu trasportata anche “in vari luoghi” (non specificati), oltre che a Tersatto ed a Loreto.
     Riguardo al trasporto “in vari luoghi” (e quindi, non solo a Tersatto e a Loreto), vi è da ricordare al riguardo l’indubitabile “traslazione miracolosa” ad Ancona, nel 1295.
      In Ancona, infatti, secondo la Tradizione locale, la Santa Casa, “portata via” da Tersatto, prima di giungere a Loreto fu trasportata nel 1295 – per “il ministero angelico” – su una collina di questa città, ove vi è rimasta per nove mesi, e poi… è ancora “volata” via!… “Così” è “testimoniato” e “scritto” in un documento di un sacerdote contemporaneo all’epoca dei fatti, di nome “don Matteo”. In quel documento è così scritto: “Io, don Matteo, rettore e plebano di Sant’Onofrio fora della Porta di Campo di Marte della città di Ancona, per mia devozione lascio questa memoria di questo miracolo, ch’è dell’anno 1295. Nella selva in Contrada di Posatore si posò per nove mesi la Santa Casa della Madre di Dio, e perché semo tanto costernati et restati in tanto poco numero di persone, per le gran guerre e pestilenze patite, ho voluto mettere questa scrittura per ricordo sotto la pietra sacra della Chiesa di Santa Caterina, acciò piacendo alla Madonna Santissima al suo tempo si ritrovi. Umilissimo servo di Dio”.
     La verità di tale “traslazione miracolosa” in Ancona, nel 1295, è anche attestata da tre chiese costruite in Ancona – di cui due ancora esistenti – “a ricordo” di quell’anno della “sosta” della Santa Casa in Ancona, su una collina prospiciente il porto, chiamata poi – come ancor oggi – “POSATORA”, dal latino “posat et ora” (cioè a ricordo della Santa Casa ivi “posatasi” e ove “ha pregato” per la città ed “è stata pregata” dalla città).
     Esiste, inoltre, anche una lapide, ancora esistente nella Chiesa di Posatora. Tale lapide riporta scritto: “In questa Selva/Qui posò la S(anta) Casa/Della madre di Dio/P(er) nove mesi/MCCXCV”. Tale lapide era “la traduzione” e “la copia” di un’altra LAPIDE, antichissima, che riportava scritto – in latino “volgare” antichissimo della fine del XIII secolo – le seguenti parole “QUITA FUTA REPOSATA LA MADONA DE LORETA…”  (e altro, forse con la data, attualmente però non documentabile).
     Il significato delle parole incise sulla lapide è: “da qui” (= quita: cfr. Zingarelli, 1962, p.1282) è fuggita (= futa: cfr. op. cit., p.601, nel dialetto anconitano “fujta”) dopo essersi posata (= reposata: cfr. op. cit., p.1363) la Madona de Loreta…" (così denominata, perché portata successivamente dagli angeli nella selva recanatese di una signora di nome “Loreta”).
     In un libro del famoso storico e artista locale Sanzio Blasi (“Terra Marchigiana”), si parla della lapide più recente ancora esistente nella Chiesa di Posatora, e si riporta l’informazione di un’antica nicchia (“parvula cella in qua erat”) ove era stata collocata la lapide antichissima e la statua della Madonna di Loreto ivi venerata (ora nel Museo Diocesano). Nel libro è scritto (pag.75): “Il suo più antico ricordo l’abbiamo dal 1391 in cui si nomina Santa Maria “de pusatorio”, con l’indicazione che l’informazione è tratta dal “Libro de’ Consigli del Comune dell’anno 1391”, tutt’oggi esistente nell’Archivio di Stato di Ancona (in Via Maggini, n.80). Quindi l’epoca di composizione della lapide antichissima e della statua della Madonna di Loreto, collocati nella “parvula cella” (in una "piccola nicchia" di una piccola chiesina originaria) esistente prima della costruzione dell’attuale Chiesa di Posatora, è senz’altro almeno della fine del XIV secolo. 
     La lapide, risalente perciò davvero alla fine del XIII secolo, o comunque agli inizi del XIV secolo, costituisce anche “un reperto importantissimo” per “confermare” “il fatto storico” che la Santa Casa ha “davvero” sostato nella “selva della signora Loreta”, prima di essere collocata sul colle lauretano ove ancor oggi si trova, poiché vi si parla della “Madona de Loreta”, che era il modo consueto all’epoca di indicare il successivo luogo di sosta della Santa Casa, cioè nella selva recanatese della signora di nome “Loreta” (da cui prese il nome in seguito la cittadina dal nome “Loreto”).
     Riguardo alle date delle “traslazioni miracolose” bisogna ricordare che nella lapide di Tersatto, ancor oggi esistente, e che riporta la prima traslazione miracolosa ivi avvenuta, è scritto: “Venne la Casa della Beata Vergine Maria da Nazarette a Tersatto l’anno 1291 allì 10 di maggio et si partì allì 10 di dicembre 1294”. Da tale lapide di Tersatto si deduce che la data di arrivo della Santa Casa nella zona di Recanati come oggi si celebra – il 10 dicembre 1294 – è stato un errore di interpretazione fatto da parte di un archivista di Recanati, Girolamo Angelita, che nel XVI secolo fissò erroneamente quella data come quella di arrivo nella zona recanatese, confondendola con quella di partenza da Tersatto. Infatti tale data, il 10 dicembre 1294, riguardava “la partenza” o “scomparsa” delle tre “Sante Pareti” della Santa Casa da Tersatto, da cui poi fu portata dagli angeli del Cielo “in vari luoghi”, tra cui Ancona, secondo come Gesù stesso rivelò a Santa Caterina da Bologna nella apparizione mistica del 25 marzo 1440, e come tutte le tradizioni locali hanno sempre tramandato.
     Nella zona recanatese probabilmente la Santa Casa vi è giunta (secondo altri autori) forse il 2 dicembre 1295. Ciò lo attesterebbe proprio il fatto che l’anno 1295 ad Ancona è indicato come quello della “sosta” in quella città della Santa Casa: evento che fu precedente all’arrivo nella zona recanatese. Infatti ad Ancona – come sopra documentato – è accertato in maniera indiscutibile che la Santa Casa si fermò anche lì, per nove mesi, su una collina prospiciente il porto, nell’anno 1295. E quindi è logico pensare che sia giunta nella zona recanatese alla fine di quell’anno.
     Infine, ancor più probative dei documenti scritti sopra riportati, riguardo alla “verità” di tali fatti “miracolosi”, sono le tre chiese fatte costruire all’epoca dai Vescovi di Ancona: quella di Posatora (come scritto sopra), per onorare il luogo della sosta per nove mesi della Santa Casa su quella collina, quella di Barcaglione, tra Falconara ed Ancona, in ricordo del fatto che da quella collina fu “vista” dagli abitanti del luogo arrivare la Santa Casa “in volo” dal mare, proveniente da Tersatto, ed infine la Chiesa di “Santa Maria di Nazareth”, che è importantissima dal punto di vista storico, perché fu forse la prima in assoluto che venne edificata in contemporanea dei fatti miracolosi avvenuti e perché furono proprio i Vescovi di Ancona che, all’inizio del XIV secolo, vollero edificare tale Chiesa proprio accanto alla Cattedrale della loro città, per onorare “tutte le “traslazioni miracolose” avvenute a Tersatto, ad Ancona e nella zona recanatese), e ove si compivano a tale scopo celebrazioni liturgiche pubbliche ed ufficiali in ricordo di tali “miracolose traslazioni”.
     Tutto ciò costituisce una evidentissima “prova” delle “approvazioni canoniche” da parte dei Vescovi locali contemporanei riguardo alla verità delle “traslazioni miracolose”.
     E’ da ritenersi “sicurissimo” – come attestano sia la Tradizione locale che i documenti e reperti sopra indicati – che la Santa Casa di Nazareth sia stata per nove mesi in Ancona, sulla collina di “Posatora”, nell’anno 1295.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI

 

Ancona, Martedì 1° dicembre 2020

 1^ di AVVENTO - 1° giorno Novena della Venuta della Santa Casa

 

LA TRADIZIONE DEI FUOCHI DELLA VENUTA

Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, è tradizione popolare e religiosa accendere dei grandi falò, comunemente chiamati «focaracci», a simboleggiare l’attesa della Venuta della Santa Casa di Nazareth a Loreto, ricordando il momento in cui, nel 1294, il luogo sacro dove la Madonna nacque, visse e ricevette l’annuncio dell’arcangelo Gabriele, fu trasportata nel territorio delle Marche (da Tersatto, a Posatora di Ancona, poi nella selva della signora Loreta e sul campo di due fratelli, e infine sulla pubblica via che attraversava la sommità del Monte Prodo). L’accensione del fuoco, dunque, quale "tradizione", con l’intento di far memoria di quel “percorso” miracoloso nel buio della notte, viene riproposto in molte comunità delle Marche. I fuochi si accendono alle prime ombre della sera nelle campagne, nei paesi ed anche nel capoluogo, Ancona, dove i vari rioni gareggiano per allestire il fuoco più alto e bello. Intorno al fuoco si recitano ancora, come voleva la tradizione, le Litanie Lauretane, invocando la protezione della Madonna, "Porta del Cielo" e "Stella del mattino". All'inizio tale festa dei "fuochi" per la "venuta" nacque spontaneamente. Dal 1617, grazie all'iniziativa del frate cappuccino anconitano fra' Tommaso, l'usanza si diffuse capillarmente in tutte le Marche. Anche in Umbria si celebra, in alcuni centri, la festa della Venuta con l'accensione dei "fuochi": ad esempio a Cascia (ove viene chiamato "Focone della Venuta"), e ad Assisi. La festa che si tiene per celebrare la traslazione della Santa Casa in Umbria si chiama "Festa del Passaggio", anziché "della Venuta". La tradizione popolare vuole infatti che la Santa Casa sia passata per l'Umbria prima di arrivare nelle Marche.

 

  N O V E N A della  "VENUTA"
 Seguendo gli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA
  
PREGHIERA ALL'IMMACOLATA CELESTE REGINA
CONCEPITA IMMACOLATA NELLA SANTA CASA

 

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tuo caro figlio, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti - in questo tempo a Te consacrato - la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlio tuo a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicuro di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che  mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio” --- (recita 3 Ave Maria) ---
  
1° Giorno - 1° dicembre

Questa prima parte di ogni giorno della Novena è stata copiata dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta nel 1922
dalle sorelle Cimadomo, di Corato (in provincia di Bari - Italia), discepole di Luisa
 
GIACULATORIA
O Trinità Sacrosanta, mandate un flusso del vostro Amore al mio cuore, affinché s’infiammi tutto d’amore per formare coll’Amore vostro stesso, un sole splendidissimo sull’augusto capo della nostra Regina.

IN ASCOLTO DEGLI INSEGNAMENTI DELLA MADRE SS.ma
Il primo passo della Divina Volontà nell'Immacolato Concepimento della Mamma Celeste

L'anima alla sua Immacolata Regina:
Eccomi, o Mamma dolcissima, prostrata innanzi a te; nel primo di questi giorni a Te consacrati, in cui tutti i tuoi figli vogliono offrirti i loro fiorellini per attestarti il loro amore e per impegnare il tuo amore ad amarli, io ti vedo come scendere dalla Patria Celeste corteggiata da schiere angeliche, per ricevere le belle rose, le umili viole, i casti gigli dei figli tuoi e ricambiarli coi tuoi sorrisi d'amore, con le tue grazie e benedizioni, e stringendoti al seno materno i doni dei figli tuoi, te li porti al Cielo, per riservarli come caparra e corona nel punto della loro morte.

 

La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà:


Mamma Celeste, in mezzo a tanti, io, che sono la più piccola, la più bisognosa dei figli tuoi, voglio venire fin nel tuo grembo materno, per portarti, non fiori e rose, ma un sole ogni giorno. Ma la Mamma deve aiutare la figlia, dandomi le tue lezioni di Cielo, per insegnarmi come formare questi soli divini, per darti l'omaggio più bello e l'amore più puro. Mamma cara, Tu l'hai capito, che cosa vuole la figlia tua: voglio che Tu mi insegni a vivere di Volontà Divina, ed io, trasformando i miei atti e tutta me stessa nella Divina Volontà, a seconda dei tuoi insegnamenti, ogni giorno ti porterò nel tuo grembo materno tutti i miei atti cambiati in soli.

 

Lezione della Regina del Cielo:


Figlia benedetta: la tua preghiera ha ferito il mio materno cuore, e tirandomi dal Cielo sono già vicina alla figlia mia, per darle le mie lezioni tutte di Cielo. Guardami, figlia cara; migliaia di Angeli mi circondano e riverenti stanno tutti in aspettativa, per sentirmi parlare di quel Fiat Divino, di cui posseggo più di tutti la sorgente, e conosco i suoi mirabili segreti, le sue gioie infinite, la sua felicità indescrivibile ed il suo valore incalcolabile. E sentirmi chiamare dalla figlia mia perché vuole  le mie lezioni sulla Divina Volontà, è per me la festa più grande, la gioia più pura; e se tu ascolterai le mie lezioni, io mi chiamerò fortunata di essere la Mamma tua. Oh, come sospiro di avere una figlia che voglia vivere tutta di Volontà Divina! Dimmi, o figlia, mi contenterai? Mi darai il tuo cuore, la tua volontà, tutta te stessa nelle mie mani materne, affinché ti prepari, ti disponga, ti fortifichi, ti svuoti di tutto, in modo che possa riempirti tutta di luce di Divina Volontà e formare in te la sua vita divina? Perciò poggia il tuo capo sul Cuore della tua Mamma Celeste e sii attenta ad ascoltarmi, affinché le mie sublimi lezioni ti facciano decidere a non fare mai la tua volontà, ma sempre Quella di Dio. Figlia mia, ascoltami: è il mio Cuore materno che ti ama tanto e che vuol versarsi sopra di te. Sappi che ti ho qui, scritta nel mio Cuore e ti amo da vera figlia; ma vi sento un dolore, perché non ti vedo simile alla tua Mamma. Ma sai chi ci rende dissimili? Ahi, è la tua volontà, che ti toglie la freschezza della grazia, la bellezza che innamora il tuo Creatore, la fortezza che tutto vince e sopporta, l'amore che tutto consuma. Insomma, non è quella Volontà che anima la tua Mamma Celeste. Tu devi sapere che conobbi la mia volontà umana solo per tenerla sacrificata in omaggio al mio Creatore; la mia vita fu tutta di Volontà Divina. Dal primo istante del mio Concepimento fui plasmata, riscaldata e messa nella sua luce, la quale purificò con la sua Potenza il mio germe umano, in modo che restai concepita senza macchia originale. Perciò, se il mio Concepimento fu senza macchia e così glorioso da formare l'onore della Famiglia Divina, fu solo perché il Fiat Onnipotente si riversò sul mio germe, e pura e santa restai concepita. Sicché, se il Volere Divino non si fosse riversato sopra del mio germe, più che una tenera madre, per impedire gli effetti del peccato originale, avrei incontrato la triste sorte delle altre creature, di essere concepita col peccato originale. Perciò, la causa primaria fu, tutta, la Divina Volontà; ad Essa sia onore, la gloria, il ringraziamento d'essere stata concepita senza macchia d'origine. Ora, figlia del mio Cuore, ascolta la Mamma tua: metti da banda la tua volontà umana; contentati di morire anziché di concederle un atto di vita. La tua Mamma Celeste si sarebbe contentata di morire le mille e mille volte, anziché fare un atto solo di mia volontà. Non vuoi tu dunque imitarmi? Ah, se tu la terrai sacrificata ad onore del tuo Creatore, il Volere Divino farà il primo passo nell'anima tua e ti sentirai plasmata di un'aura celeste, purificata e riscaldata, in modo da sentirti annientare i germi delle tue passioni, e ti sentirai messa nei primi passi del Regno della Divina Volontà. Perciò sii attenta; se tu mi sarai fedele ad ascoltarmi, io ti guiderò, ti porterò per mano nelle vie interminabili del Fiat Divino; ti terrò difesa sotto il mio manto azzurro, e sarai il mio onore, la mia gloria, la mia e tua vittoria.

 

L'anima:
Vergine Immacolata, prendimi sulle tue ginocchia materne e fammi da Mamma; con le tue sante mani impossessati della mia volontà, purificala, plasmala, riscaldala col tocco delle tue dita materne; insegnami a vivere unicamente di Volontà Divina.

Fioretto:
Oggi, per onorarmi, fin dal mattino ed in tutte le tue azioni, mi darai la tua volontà nelle mie mani, dicendomi: Mamma mia, offri tu stessa il sacrificio della mia volontà al mio Creatore.

 

Giovanni Paolo II
NELLA SANTA CASA DI LORETO
 “ECCO L’ISPIRAZIONE CHE TROVO QUI A LORETO”

“Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia”.
“Chiedo a Maria Santissima che la Casa di Nazaret diventi per le nostre case modello di fede vissuta e di intrepida speranza. Possano le famiglie cristiane, possano i laici apprendere da Lei l’arte di trasfigurare il mondo con il fenomeno della divina carità, contribuendo così ad edificare LA CIVILTA’ DELL’AMORE”.
“Si tratta infatti di lavorare e collaborare perché sulla terra, che la Provvidenza ha destinato ad essere l’abitazione degli uomini, la casa di famiglia, simbolo dell’unità e dell’amore, vinca tutto ciò che minaccia questa unità e l’amore tra gli uomini… Poiché nella nostra difficile epoca, ed anche nei tempi che vengono, può salvare l’uomo soltanto il vero grande Amore! Solo grazie ad esso questa terra, l’abitazione dell’umanità, può diventare una casa: la casa delle famiglie, la casa delle nazioni, la casa dell’intera famiglia umana… che prepara i figli di tutta la terra all’eterna Casa del Padre nel Cielo”. 

 

Ancona, Domenica 29 novembre 2020 - Prima domenica di AVVENTO 

 

LA COMUNITA' DELLE MONACHE DI BETLEMME
della "Assunzione della Vergine Maria" in Camporeggiano (Gubbio)
HA SCRITTO UN APPELLO A "TELE MARIA" PER UN AIUTO

   La comunità di vita contemplativa delle Monache di Betlemme della “Assunzione della Vergine Maria” e di San Bruno è nata nel 1950 e oggi conta una trentina di monasteri in vari Paesi. In Italia è presente da 40 anni. Dopo 10 anni nella diocesi di Perugia, da 30 anni la comunità si è stabilita a Monte Camporeggiano, nella diocesi di Gubbio. Il monastero occupa gli spazi attorno a una chiesetta restaurata, su una collina sovrastante la cittadina di Gubbio: le monache vi conducono una vita di preghiera nella solitudine e nella vita fraterna.
   Per la loro sussistenza da 20 anni le Monache portano avanti un'attività dolciaria: preparano biscotti artigianali in molteplici gusti che, grazie a una rete di sostenitori, venivano offerti anche all'uscita delle chiese in tante località d’Italia, ove venivano organizzati banchetti per raccogliere offerte in cambio di confezioni di biscotti.
   Date però le attuali difficoltà economiche per il “coronavirus”, che ha molto ridotto le richieste dei prodotti del Monastero, le Monache hanno rivolto a “Tele Maria” un umile, sommesso invito ad offrire loro un aiuto, per le festività natalizie, invitando a fare loro una richiesta di “pacchi dono” del loro lavoro dolciario.
   Di seguito il loro appello, che invito gli amici di “Tele Maria” ad accogliere con generosità. «Le monache di Betlemme pongono ogni giorno sull’altare del Signore ognuno dei loro benefattori - assicurano - in segno di ringraziamento per così tanta bontà, motivo di stupore quotidiano, per la Gloria di Dio e per il Bene Eterno di tutti i loro fratelli e sorelle».

                                                                                 

GIORGIO NICOLINI – Direttore di TELE MARIA

 

L'APPELLO DELLA COMUNITA' DI MONACHE
DI BETLEMME IN CAMPOREGGIANO

Carissimi amici di “Tele Maria”,
     grazie innanzitutto al Direttore dell’emittente che ci permette di lanciare questo appello. Siamo una comunità di Monache di clausura e il nostro monastero si trova in Umbria, nella Diocesi di Gubbio. Provvediamo al nostro sostentamento principalmente attraverso la produzione di biscotti artigianali, genuini, cotti al forno con ingredienti scelti, naturali, senza conservanti aggiunti, buoni e di prima qualità: prodotti del nostro territorio.
     Purtroppo gli eventi epidemici degli ultimi mesi hanno messo in seria difficoltà anche l’attività lavorativa e di sostentamento della nostra comunità, venendo a mancare molte delle richieste precedenti. A ciascuno di voi vorremmo far giungere la nostra richiesta per un aiuto al sostentamento quotidiano della nostra comunità, composta da 16 sorelle di varie nazionalità. 
     Con l’avvicinarsi delle festività natalizie vorremmo perciò proporvi i nostri prodotti artigianali per i vostri regali di Natale o da condividere in famiglia, aiutando in questo modo l’attività del nostro biscottificio, messa a dura prova in questo tempo di pandemia.
Ognuno di voi, assieme alle vostre intenzioni più care, è custodito con cura nelle nostre preghiere. Sia il Signore stesso a ricompensarvi con ogni benedizione e con la sua infinita tenerezza.
     Per chiunque desideri sostenerci, nella preghiera e nell’aiuto fraterno, reso possibile dalla collaborazione gratuita e sincera di “Tele Maria”, il nostro contatto è quello diretto con il biscottificio al numero   371.4114869  (anche WhatsApp).

     

In grande comunione
le monache di Betlemme a Camporeggiano


 

 

Ancona, Martedì 17 novembre 2020 

 

 

CORONAVIRUS E IL PROGETTO
DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

 

LA NOVENA
ALLA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
(inizio 18 Novembre )
DA RECITARSI OGNI GIORNO
in preparazione alla Festa del 27 Novembre

O Immacolata Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, compresi dalla più viva confidenza nella tua potentissima intercessione, manifestata così spesso attraverso la Medaglia, noi fedeli tuoi figli, t'imploriamo di ottenerci le grazie e i favori che domandiamo durante questa Novena. Affidiamo a te i bisogni della Chiesa, le intenzioni del Santo Padre, le necessità delle nostre famiglie e del mondo intero. Raccomandiamo in modo particolare alla tua materna intercessione i peccatori, i poveri, quanti soffrono nel corpo e nello spirito.

(pausa di silenzio per chiedere le grazie più desiderate)
Ave, o Maria...
O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! - (3 volte)

Ti chiediamo, o Maria, soprattutto la liberazione dal peccato e l'impegno costante nel bene, per orientare a Dio ogni nostro pensiero, parola ed opera. Ottienici anche dal tuo divin Figlio lo spirito di preghiera e di penitenza, la fedeltà alla nostra vocazione battesimale per tutta la vita, fino al giorno in cui raggiungeremo la beata dimora, dove tu risplendi Regina degli angeli e dei santi, Mediatrice di grazia per l'intera umanità redenta da Cristo Signore. Amen.

Ave, o Maria...
O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! - (3 volte)

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai udito dire che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia stato da te abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, e consapevole dei miei peccati mi prostro a chiederti pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltale benigna ed esaudiscile. Amen.

Ave, o Maria...
O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! - (3 volte)

 

 

IL PROGETTO
DEL NUOVO ORDINE MONDIALE
ovvero il "nuovo disordine mondiale"
per ridurre il numero della popolazione

 

Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell'umanità. È il titolo di un libro, pubblicato dalle Edizioni San Paolo nel 2000. Scritto da Michel Schooyans, sacerdote e professore emerito di Filosofia politica e Ideologie contemporanee all’Università cattolica di Lovanio, in Belgio, si tratta di una denuncia della politica di morte promossa da istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e da un numero sempre maggiore di governi. Ciò che fa sorprendere è trovare, in questo testo, un'introduzione scritta dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che cinque anni dopo sarebbe diventato Papa Benedetto XVI,  e che tredici anni dopo avrebbe invece scandalizzato il mondo con le sue "dimissioni" (spontanee? reali?). Dal nuovo Conclave sarebbe poi emersa la figura del Cardinale Jorge Mario Bergoglio (papa Francesco), che invece avrebbe mostrato piena adesione all'agenda "onusiana" e alle sue politiche, ovvero a ciò che in questo testo viene definito "Nuovo Ordine Mondiale".
Nel libro, fra i molti argomenti trattati, si fa riferimento anche all'utilizzo dei vaccini 'anticoncezionali', ad insaputa delle donne che si sottoponevano alla somministrazione, diffusi nel Sud del Mondo proprio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (di recente è accaduto in Kenya, dove i vescovi del Paese hanno portato avanti una battaglia legale contro la politica vaccinale del governo). Una denuncia, quella di Schooyans e di Ratzinzger, che oggi rischierebbe forse di non trovare alcuno spazio nella "nuova" Chiesa di Francesco… e che merita di essere portata alla luce.

Introduzione scritta dall'allora card. Joseph Ratzinger

   Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente. La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo. Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”.
   Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica. Da una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa. Dall’altra, ci sono i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali.
   Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo. Una filosofia di questo tipo non ha più la carica utopica che caratterizzava il sogno marxista; essa è al contrario molto realistica, in quanto fissa i limiti del benessere, ricercato a partire dai limiti dei mezzi disponibili per raggiungerlo e raccomanda, per esempio, senza per questo cercare di giustificarsi, di non preoccuparsi della cura di coloro che non sono più produttivi o che non possono più sperare in una determinata qualità della vita. Questa filosofia, inoltre, non si aspetta più che gli uomini, abituatisi oramai alla ricchezza e al benessere, siano pronti a fare i sacrifici necessari per raggiungere un benessere generale, bensì propone delle strategie per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità, affinché non venga intaccata la pretesa felicità che taluni hanno raggiunto. 
   La peculiarità di questa nuova antropologia, che dovrebbe costituire la base del Nuovo Ordine Mondiale, diventa palese soprattutto nell’immagine della donna, nell’ideologia dell’“Women’s empowerment”, nata dalla conferenza di Pechino. Scopo di questa ideologia è l’autorealizzazione della donna: principali ostacoli che si frappongono tra lei e la sua autorealizzazione sono però la famiglia e la maternità. Per questo, la donna deve essere liberata, in modo particolare, da ciò che la caratterizza, vale a dire dalla sua specificità femminile. Quest’ultima viene chiamata ad annullarsi di fronte ad una “Gender equity and equality”, di fronte ad un essere umano indistinto ed uniforme, nella vita del quale la sessualità non ha altro senso se non quello di una droga voluttuosa, di cui sì può far uso senza alcun criterio.
   Nella paura della maternità che si è impadronita di una gran parte dei nostri contemporanei entra sicuramente in gioco anche qualcosa di ancora più profondo: l’altro è sempre, in fin dei conti, un antagonista che ci priva di una parte di vita, una minaccia per il nostro io e per il nostro libero sviluppo.
   Al giorno d’oggi, non esiste più una “filosofia dell’amore”, bensì solamente una “filosofia dell’egoismo”.
Il fatto che ognuno di noi possa arricchirsi semplicemente nel dono di se stesso, che possa ritrovarsi proprio a partire dall’altro e attraverso l’essere per l’altro, tutto ciò viene rifiutato come un’illusione idealista. È proprio in questo che l’uomo viene ingannato. In effetti, nel momento in cui gli viene sconsigliato di amare, gli viene sconsigliato, in ultima analisi, di essere uomo.
   Per questo motivo, a questo punto dello sviluppo della nuova immagine di un mondo nuovo, il cristiano – non solo lui, ma comunque lui prima di altri – ha il dovere di protestare.
   Bisogna ringraziare Michel Schooyans per aver energicamente dato voce, in questo libro, alla necessaria protesta. Schooyans ci mostra come la concezione dei diritti dell’uomo che caratterizza l’epoca moderna, e che è così importante e così positiva sotto numerosi aspetti, risenta sin dalla sua nascita del fatto di essere fondata unicamente sull’uomo e di conseguenza sulla sua capacità e volontà di far si che questi diritti vengano universalmente riconosciuti.
   All’inizio, il riflesso della luminosa immagine cristiana dell’uomo ha protetto l’universalità dei diritti; ora, man mano che questa immagine viene meno, nascono nuovi interrogativi. Come possono essere rispettati e promossi i diritti dei più poveri quando il nostro concetto di uomo si fonda così spesso, come dice l’autore, “sulla gelosia, l’angoscia, la paura e persino l’odio”? “Come può un’ideologia lugubre, che raccomanda la sterilizzazione, l’aborto, la contraccezione sistematica e persino l’eutanasia come prezzo di un pansessualismo sfrenato, restituire agli uomini la gioia di vivere e la gioia di amare?” (capitolo VI).
   È a questo punto che deve emergere chiaramente ciò che di positivo il cristiano può offrire nella lotta per la storia futura. Non è infatti sufficiente che egli opponga l’escatologia all’ideologia che è alla base delle costruzioni “postmoderne” dell’avvenire. È ovvio che deve fare anche questo, e deve farlo in maniera risoluta: a questo riguardo, infatti, la voce dei cristiani si è fatta negli ultimi decenni sicuramente troppo debole e troppo timida. L’uomo, nella sua vita terrena, è “una canna al vento” che rimane priva di significato se distoglie lo sguardo dalla vita eterna. Lo stesso vale per la storia nel complesso.
   In questo senso, il richiamo alla vita eterna, se fatto in maniera corretta, non si presenta mai come una fuga. Esso dà semplicemente all’esistenza terrena la sua responsabilità, la sua grandezza e la sua dignità. Tuttavia, queste ripercussioni sul “significato della vita terrena” devono essere articolate.
   È chiaro che la storia non deve mai essere semplicemente ridotta al silenzio: non è possibile, non è permesso ridurre al silenzio la libertà. È l’illusione delle utopie. Non si può imporre al domani modelli di oggi, che domani saranno i modelli di ieri. È tuttavia necessario gettare le basi di un cammino verso il futuro, di un superamento comune delle nuove sfide lanciate dalla storia.
   Nella seconda e terza parte del suo libro, Michel Schooyans fa proprio questo: in contrasto con la nuova antropologia, propone innanzitutto i tratti fondamentali dell’immagine cristiana dell’uomo, per applicarli poi in maniera concreta ai grandi problemi del futuro ordine mondiale (in modo particolare nei capitoli X-XII). Fornisce in questo modo un contenuto concreto, politicamente realistico e realizzabile, all’idea, così spesso espressa dal Papa (Giovanni Paolo II), di una “civiltà dell’amore”. Per questo, il libro di Michel Schooyans entra nel vivo delle grandi sfide del presente momento storico con vivacità e grande competenza. 
   C’è da sperare che molte persone di diversi orientamenti lo leggano, che esso susciti una vivace discussione, contribuendo in questo modo a preparare il futuro sulla base di modelli degni della dignità dell’uomo e capaci di assicurare anche la dignità di coloro che non sono in grado di difendersi da soli.

 

Roma, 25 aprile 1997
Joseph Card. Ratzinger
Introduzione a Michel Schooyans, Nuovo disordine mondiale, San Paolo Edizioni (2000)

 

Il testo dell'introduzione è tratto da:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/06/michel-schooyans-nuovo-disordine.html

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Padre Livio Fanzaga, Direttore di Radio Maria:

ILCOVID E' UN PROGETTO CRIMINALE DELLE ELITE MONDIALI
«L'epidemia è un progetto non casuale, che non viene dai pipistrelli o dal mercato di Wuhan. Si è sviluppato per colpire l'Occidente». «Vi dico come la penso. Ho allargato le mie conoscenze e allargato i miei orizzonti: questa epidemia è un progetto, ben preciso, per colpire l'Occidente. Io l'ho sempre attribuito al demonio, che agisce attraverso gli uomini e quindi delle menti criminali, che l’hanno realizzato con uno scopo ben preciso: creare un passaggio repentino per attuare una specie di colpo di Stato sanitario» (da Radio Maria dell'11 novembre 2020).

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Intervento dell'Avv. Edoardo Polacco
LE INTIMIDAZIONI DI POLIZIA E "MEDIA"
15 novembre 2020 - L'Avv. EDOARDO POLACCO denuncia l'intimidazione poliziesca ai partecipanti ad una Messa celebrata a Roma all'aperto e l'aggressione dei "media" verso una valutazione storica e spirituale fatta dal direttore di "Radio Maria" sull'attuale epidemia.

 

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L'uso pretestuoso dei malati di coronavirus
LE GRAVI DENUNCE del dott. FRANCO D'URSO
Il dott. FRANCO D'URSO è medico pediatra presso l'Ospedale di ACIREALE. Denuncia i ricoveri di asintomatici (cioè, senza sintomi) per un fine di lucro degli Ospedali e su un piano prestabilito e programmato dai politici per instaurare una "chiusura totale" ("lockdown") per scopi non attinenti all'epidemia, ma al progetto internazionale dell'instaurazione del "Nuova Ordine Mondiale".

 

 

 

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C’È UN PIANO GLOBALE CONTRO DIO E CONTRO L’UOMO
LETTERA APERTA di Mons. VIGANO' al Presidente degli Stati Uniti d’America DONALD J. TRUMP
Domenica 25 Ottobre 2020 - Solennità di Cristo Re

 

 Ancona, Domenica 1° novembre 2020 

 

 

 

DURANTE L'ANNO SANTO 
il 1° novembre 1950
Pio XII
proclama il dogma dell'Assunzione

IL FUTURO ETERNO DELL'UOMO ANTICIPATO DALL'ASSUNZIONE IN CIELO
DI MARIA IN ANIMA E CORPO

 

Il dogma è stato proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, durante l'Anno Santo, attraverso la costituzione apostolica "Munificentissimus Deus". Questo è il passaggio finale del documento, con la solenne definizione dogmatica: «Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica» (Munificentissimus Deus).

 

Era il 1° novembre 1950. Pio XII proclamava l’Assunzione di Maria al cielo in corpo e anima

La costituzione apostolica con la definizione del dogma è la Munificentissimus Deus, nella quale il papa, dopo aver sottolineato che “riteniamo giunto il momento prestabilito dalla provvidenza di Dio per proclamare solennemente questo privilegio di Maria vergine”, afferma: “Noi, che abbiamo posto il Nostro pontificato sotto lo speciale patrocinio della santissima Vergine, alla quale Ci siamo rivolti in tante tristissime contingenze, Noi, che con pubblico rito abbiamo consacrato tutto il genere umano al suo Cuore immacolato, e abbiamo ripetutamente sperimentato la sua validissima protezione, abbiamo ferma fiducia che questa solenne proclamazione e definizione dell’assunzione sarà di grande vantaggio all’umanità intera, perché renderà gloria alla santissima Trinità, alla quale la Vergine Madre di Dio è legata da vincoli singolari. Vi è da sperare infatti che tutti i cristiani siano stimolati da una maggiore devozione verso la Madre celeste, e che il cuore di tutti coloro che si gloriano del nome cristiano sia mosso a desiderare l’unione col corpo mistico di Gesù Cristo e l’aumento del proprio amore verso colei che ha viscere materne verso tutti i membri di quel Corpo augusto. Vi è da sperare inoltre che tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, se è dedita totalmente all’esercizio della volontà del Padre celeste e al bene degli altri; che, mentre il materialismo e la corruzione dei costumi da esso derivata minacciano di sommergere ogni virtù e di fare scempio di vite umane, suscitando guerre, sia posto dinanzi agli occhi di tutti in modo luminosissimo a quale eccelso fine le anime e i corpi siano destinati; che infine la fede nella corporea assunzione di Maria al cielo renda più ferma e più operosa la fede nella nostra risurrezione”.

 

DECRETO DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA
SULLE INDULGENZE PER TUTTO IL MESE DI NOVEMBRE

   Quest’anno le indulgenze per i defunti saranno estese a tutto il mese di novembre. Lo ha disposto un decreto promulgato dalla Penitenzeria Apostolica per evitare assembramenti in questa fase delicata della pandemia. Si legge infatti nel decreto che “l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine”.
   Inoltre “l’Indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il “‘Padre Nostro’ e il ‘Credo’, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli”.
   Il decreto fornisce indicazioni anche relativamente agli anziani, ai malati e a tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa (comprese le restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia) che potranno conseguire l’Indulgenza plenaria “purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni, davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti (ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli) o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita”.
   Il cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore ha spiegato il senso di questo provvedimento: “Tenendo presente che in molti luoghi la commemorazione dei defunti è molto sentita e si esprime soprattutto nella Santa Messa e nella visita ai cimiteri, si è pensato di diluire nel tempo la possibilità di fruire delle indulgenze e così per tutto novembre si potrà acquisire ciò che era previsto per i primi 8 giorni di novembre. Quindi la gente potrà dilazionare le visite senza creare resse o assembramenti. Poi, teniamo anche presente che l’indulgenza lucrabile il 2 novembre in chiesa può essere acquistata in qualsiasi giorno del mese – e questa è la seconda possibilità nuova, la seconda apertura che abbiamo introdotto – con la recita del Padre Nostro e del Credo, lasciando la scelta libera del giorno ai fedeli”.
   La consuetudine codificata è quella dell’indulgenza plenaria in ogni giorno dell’ottavario dall’1 all’8 novembre per tutti quelli che visitano i cimiteri pregando per i defunti, e il 2 novembre, nello specifico, la visita ad una chiesa o ad un oratorio recitando il Pater e il Credo.
   San Pier Damiani dice: "Non ti illudere se per un peccato grave commesso ti venga imposta una penitenza leggera da uno che non sappia o che nasconda tale gravità; perché dovrai completare nel fuoco purificatore ciò che avrai tralasciato di qua. Lasciato quindi il mondo, e acquistato un nuovo modo di vita, entra nella terza regione, che è la regione dell'espiazione. Ivi il Padre buono prova i figli macchiati di ruggine, come si prova l'argento, e li conduce attraverso il fuoco e l'acqua, onde portarli al riposo... Quelli che hanno peccato mortalmente, ma si sono pentiti in fin di vita senza far penitenza, non essendo degni di entrare subito nella gloria, né meritando di bruciare eternamente, devono andare in questo luogo di purificazione, dove sono tormentati, ma non per la loro inutile stoltezza, ma perché, così provati, siano portati nel Regno".

 

C’È UN PIANO GLOBALE CONTRO DIO E L’UOMO
LETTERA APERTA di Mons. VIGANO' al Presidente degli Stati Uniti d’America DONALD J. TRUMP
Domenica 25 Ottobre 2020 - Solennità di Cristo Re


Signor Presidente,
   mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23).
   Come ho avuto modo di scriverLe nella mia Lettera dello scorso Giugno, questo momento storico vede schierate le forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali.
   Sentiamo moltiplicarsi gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto.
   Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.
   Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Al di là degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni. (CONTINUA)

 

+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo Titolare di Ulpiana
già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America


 

Da Ezio Flammia un pensiero a tutti per Natale

 

Approfitto per inviare a lei e ai suoi cari e a tutti i lettori i miei auguri sentiti per questo inconsueto Natale.

Il disegno che correda gli auguri s’intitola: “Andrà tutto bene…” Con amicizia, Ezio Flammia

.

 

 

 

 

 

 

 

27 editori calabresi scrivono al presidente Nino Spirlì

Appello proposta: «Un grande piano per distribuire
60 mila copie di libri nelle biblioteche della Calabria»

Contaminiamo con il virus della lettura e della conoscenza tutti i calabresi

L’emergenza Covid-19 ha letteralmente fermato le attività delle case editrici librarie calabresi; che si sono ritrovate da sole a fronteggiare questo grave momento. La voce EDITORE non è neppure contemplata per i ristori, e lo STOP di questi mesi sta già rappresentando un colpo mortale per le case editrici della Calabria.


L’appello è una proposta per un sostegno economico agli editori, ma non a fondo perduto, bensì la realizzazione di un GRANDE PIANO per la fornitura di libri calabresi alle biblioteche della Regione, che ormai da decenni non vengono più rifornite di testi editi dagli editori calabresi. Le biblioteche a loro volta potranno organizzare iniziative (con la collaborazione degli editori) sul loro territorio per la promozione della lettura e la conoscenza della nostra cultura.


A fronte di un contributo gli editori (ad esempio 30) che desidera partecipare al piano, si impegnano a consegnare presso gli uffici regionali 40 titoli di libri di argomento o di autori calabresi (volumi che hanno un prezzo di copertina superiore a 9,90 euro), che verranno consegnate a 50 biblioteche presenti sul territorio; ogni editore fornirà 2.000 volumi (il totale di libri messi a disposizione di tutti i calabresi saranno ben 60 mila volumi).
Le 50 biblioteche scelte dalla Regione Calabria al termine dell’operazione riceveranno 1.200 nuovi libri.

 

HANNO SOTTOSCRITTO L’APPELLO: Editoriale progetto 2000 - Città del Sole - Pellegrini - Brenner - Rubbettino - Falco - La Mongolfiera - il Coscile - Nuove edizioni Barbaro - Laruffa - Alimena  (OrMe) - La Dea - Apollo -  Pancallo - La Rondine - Reportage (InCalabria) - Erranti - Coessenza - Jonia - D’Ettorris - Meligrana - Prometeo - Vallone - Kaleidon - Coccole books - Pubblisfera - Bottega editoriale

 

 

 Siamo Specializzati In Animazioni,, Spettacoli d’Arte Varia., Noleggio Giochi Gonfiabili, Allestimenti , Scenografie Gonfiabili ,Degustazioni , Allestimenti Villaggi Di Natale Scenografici, Eventi, ed Effetti speciali,

 

 

Dominus Production
Via Il Prato 19a, Firenze
Tel. 055 0468068 (Lun.-Ven. 9.00-18.00)
info@dominusproduction.com

A tutti coloro che acquisteranno la pubblicazione: GLI SCIENZIATI DAVANTI AL MISTERO DEL COSMO E DELL'UOMO, con sedici interviste ad alcuni tra i più importanti scienziati mondiali di nazionalità Italiana, tra cui il professor Matteo Bertelli, (presidente del centro ricerca MAGI e capofila dello studio sulle molecole naturali che ha dato vita allo spray EdovirSTOP) in omaggio una confezione di EndovirSTOP.

 

Contenuto Pacchetto:

 

1. GLI SCIENZIATI DAVANTI AL MISTERO DEL COSMO E DELL'UOMO: 16 Dialoghi con alcuni dei più importanti ricercatori e scienziati italiani contemporanei, tra cui il prof. Matteo Bertelli fondatore del centro ricerca per le malattie genetiche e rare MAGI e capofila dello studio sulle molecole naturali che hanno dato vita a ENDOVIR STOP- Autore Francesco Agnoli, edizioni Dominus Production;

2. SCHEDA SCUOLE - Schede Ricadute Didattiche sui film DOMINUS PRODUCTION;


3. ENDOVIR STOP SPRAY 20 ML - campione omaggio - Flacone da 20 ml:
Endovir stop è un integratore alimentare a base di polifenoli dell'olivo del Lago di Garda (IDROSSITIROSOLO) e di CICLODESTRINE vegetali in grado di ridurre il rischio di contrarre infezioni delle alte vie respiratorie.

 

L'EndorVIR STOP è stato premiato dal Congresso Europeo di Biotecnologie come miglior prodotto ANTI-COVID.  

Scopri di più su www.dominusproductionstore.com oppure scrivendoci a info@dominusproduction.com o ancora chiamandoci allo 0550468068 (dal Lun. al Sab. dalle 9.00 alle 19.00).

 


Guarda la pillola di approfondimento su youtube: https://youtu.be/gUcKVyK0mmA

 

Carissimi amici,

Come sapete DOMINUS PRODUCTION non festeggia il black Friday, ma l’inizio dell’AVVENTO!

Da questa Domenica 29 Novembre con l’AVVENTO entriamo in un momento speciale, di preparazione al Santo Natale: un momento di raccoglimento nel silenzio e nel coltivare rapporti AUTENTICI basati sulla ricerca della BELLEZZA e della VERITÀ piu’ profonde.

Per festeggiare con voi l’inizio dell’Avvento, abbiamo creato una particolare promozione su tutti i nostri libri e film, ottime idee Natalizie che crediamo possano aiutare in questo importante percorso di ricerca.

Ricordiamo anche che, in base all’acquisto, aggiungeremo anche le pregiate shopper DOMINUS con logo in oro a caldo e integralmente manufatte in Italia, per rendere ancora più unico il vostro dono.

Tutte le informazioni su www.dominusproductionstore.com oppure scrivendoci a info@dominusproduction.com o ancora chiamandoci allo 0550468068 (dal Lun. al Sab. dalle 9.00 alle 19.00).

Dominus Production
Via Il Prato 19a, Firenze
Tel. 055 0468068
(Lun.-Sab. 9.00-19.00)
info@dominusproduction.com
www.dominusproductionstor

 

Cari amici,

In via riservata per tutti i supporter di Dominus, diamo la possibilità di visionare lo straordinario film UNPLANNED integralmente senza tagli, con i sottotitoli in Italiano.

Potete prenotare l’anteprima da questo link: www.unplanned.it
oppure telefonicamente allo 0550468068 dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 18.00.

Questa email é riservata ai sostenitori/amici di Dominus Production, per condividere con voi la preziosità di un grande film, che non vediamo l’ora di portare nelle sale cinematografiche Italiane, interamente doppiato in Italiano!

Per ora, buona visione! 

 

Confezioni NATALIZIE Dominus Production per Aziende

 

Quest'anno invece del solito pacchetto natalizio, sostieni la Cultura! Le aziende che lavorano nel cinema e nello spettacolo hanno perso più del 90% del loro fatturato. Alcune come DOMINUS PRODUCTION distribuiscono film di valore, che diffondono messaggi di Bellezza e di Virtù, soprattutto tra i più giovani.

Non permettiamo che una fonte di CULTURA importante chiuda! Fai un regalo di valore al 100% MADE in ITALY, acquista le Confezioni Natalizie DOMINUS PRODUCTION per i tuoi dipendenti, collaboratori e partner di lavoro.

Nel nostro store puoi trovare tre bellissime proposte di confezioni: CULTURA PER TUTTI, CULTURA PREZIOSA e CULTURA PREZIOSA DELUXE a cui applicheremo anche una speciale promozione.

Nella prima confezione hai tre prodotti Dominus per tutte le età, nel secondo e nel terzo pacchetto, invece, aggiungiamo una componente preziosa, particolarmente significativa in questo periodo Natalizio: un'icona raffigurante la Sacra Famiglia (simbolo del nostro presepe) in Argento, al 100% Made in Italy. Dominus Production, infatti, ha un'area di Alto Artigianato Italiano, realizzato con materiali pregiati (argento e oro) e lavorato a mano.

Cosa aspetti a visitare il nostro sito e a scegliere la Tua confezione?

I pacchetti possono essere personalizzati anche aggiungendo altri prodotti DOMINUS, visibili sempre sul sito www.dominusproductionstore.it oppure chiamandoci allo 0550468068 tutti i giorni dal Lunedi al Venerdi dalle 8.30 alle 18.00.

BUONA SCELTA!
 

*I pacchetti CULTURA PREZIOSA e CULTURA PREZIOSA DELUXE hanno un ordine minimo di 15 confezioni per usufruire della speciale promozione natalizia.

 

 

 

Caro amico, cara amica,

Le scrivo in questo tempo così speciale, il tempo dell'anno in cui i nostri occhi tornano a guardare Betlemme, il luogo dove è nata la Speranza. Betlemme che oggi purtroppo è una città ferita dove i cristiani sono una minoranza e dove la povertà, il disagio sociale, la mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro privano di speranza intere generazioni, e in modo particolare colpiscono i giovani che non vedono nessuna possibilità di costruire un futuro migliore.

Una città che quest’anno soffre ancora di più perché, a causa della pandemia che ha colpito il mondo intero, mancano i pellegrini che permettevano a tanti commercianti e artigiani di lavorare con dignità e provvedere alla propria famiglia. 

Proprio perché i bisogni a Betlemme sono tanti, oggi più che mai dobbiamo proseguire nella realizzazione di un'opera importantissima: la Casa dei Magi (Dar al Majus in arabo), un centro di incontro e formazione dedicato proprio ai giovani. 

Come i Magi accolsero Gesù, il centro Dar Al Majus vuole essere una casa di accoglienza e di speranza, un luogo di amicizia e dialogo, un centro dove i ragazzi e le ragazze di Betlemme potranno crescere e costruire e recuperare la fiducia nel futuro.

Dar al Majus sarà dedicata alle tante attività che già svolgiamo per la comunità, ma soprattutto darà spazio alle iniziative per le quali ora non abbiamo posto; sarà un punto di riferimento capace di offrire ascolto e sostegno psicologico a bambini e ragazzi in difficoltà, con operatori sociali specializzati; vi si svolgeranno corsi qualificati per diventare educatori, artigiani, esperti informatici; sarà un luogo per incontri culturali, convegni, mostre ed eventi che aiutino ad ampliare gli orizzonti e facilitino l’incontro e il dialogo.

Con una donazione, anche piccola, potrà aiutarci a costruire questa grande opera di carità e a riportare una luce di speranza per i giovani di Betlemme. 

Colgo l'occasione per ringraziarla in anticipo per quello che potrà fare e per augurare a lei e alla sua famiglia un Natale di grazia e di speranza!

 

 

 

Cari amici
all’inizio di questo mese che sappiamo così importante per la nostra fede, che prese il nome proprio dal Bambino Gesù del quale celebreremo a breve la miracolosa Nascita, vogliamo prepararci spiritualmente all’evento che definisce ciascuno di noi fedeli e tutte le nostre Chiese.
Vogliamo - per Grazia - vivere come bambini con occhi di meraviglia, donne che aspettano che il neonato venga alla luce, genitori in attesa di figli ormai grandi lontani, amanti in attesa dell’arrivo della persona amata.
Tutte le Chiese Cristiane nel mondo si preparano alla grande Festa, sia pure in differenti tradizioni, segni esteriori e anche di date (specialmente per la Chiesa Ortodossa che in molti paesi ancora adotta il vecchio calendario “giuliano”); ma il significato reale rimane sempre, al di là delle diatribe storiche umane.
Per seguire in dettaglio lo svolgersi liturgico dell’Avvento (con belle foto):
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/vivere-avvento-2020-al-tempo-del-covid-tempo-di-speranza
Nei Vangeli “apocrifi” (significato, testi, immagini):
https://www.collactio.com/lista-argomenti/documenti/lista-testi-utili/2084-i-racconti-del-natale-nei-vangeli-apocrifi-libretto-ed-terra-santa.html
Anno liturgico nelle Chiese Ortodosse
https://it.wikipedia.org/wiki/Anno_liturgico_nella_Chiesa_ortodossa
Storia le pestilenze    …..
Piace ricordare nel film Vangelo Secondo Matteo di P. P. Pasolini (in H.D, grazie a un amico Artista, e a proposito di Gesù Bambino e di Maria e Giuseppe, almeno i primi 15/20 minuti (qui anche altre curiosità sul film) e inoltre anche un filmato d’epoca di P.P.P. “Viaggio in Palestina”:
https://www.collactio.com/lista-argomenti/documenti/documenti-video/1043-il-vangelo-secondo-matteo-film-di-pier-paolo-pasolini.html
ASSISI senza pellegrini…
https://www.collatio.it/lista-argomenti/documenti/documenti-stampa/2279-assisi-e-rimasta-senza-pellegrini-il-governo-ci-aiuti-o-scompariremo-pino-ciociola-inviato-ad-assisi.html
Una lezione del Prof. Franco Cardini - Comparativismo possibile? Morte Nera (1348) e Coronavirus (2020)
Circa 2 ore in podcast:  https://www.spreaker.com/user/usma_radio/cardini-mortenera-coronavirus
Un assaggio del Bimestrale TERRASANTA
https://www.terrasanta.net/2020/09/terrasanta-5-2020/
e dell’altro   ECO DI TERRASANTA
https://www.terrasanta.net/2020/11/eco-di-terrasanta-6-2020/

In questi tempi “poco buoni” in tutto il Mondo, chiudiamo con la nota allegra da film comico-sentimentale, carico di scenette ormai mitiche, almeno in Italia: Totò Peppino e la malafemmina
https://www.collatio.it/lista-argomenti/documenti/documenti-video/2278-film-toto-peppino-e-la-malafemmina-1956-napoli-milano-milano.html

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al termine, con i saluti dello Staff, non può mancare il consueto “appello”:
https://www.orientecristiano.it/sostienici.html

Dear friends

At the beginning of this month that we know is so important for our faith, which took its name from the Child Jesus whose miraculous Birth we will soon celebrate, we want to prepare ourselves spiritually for the event that defines each of us faithful and all our Churches.
We want -for Grace- to live like children with eyes of wonder, women waiting for the newborn child to be born, parents waiting for children now grown up far away, lovers waiting for the arrival of their loved one.
All the Christian Churches in the world are preparing for the great Feast, even if in different traditions, external signs and even dates (especially for the Orthodox Church that in many countries still adopts the old "Julian" calendar); but the real meaning always remains, beyond the human historical diatribes.
To follow in detail the liturgical events of Advent (with beautiful photos):
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/vivere-avvento-2020-al-tempo-del-covid-tempo-di-speranza
In the "apocryphal" Gospels (meaning, texts, images):
https://www.collactio.com/lista-argomenti/documenti/lista-testi-utili/2084-i-racconti-del-natale-nei-vangeli-apocrifi-libretto-ed-terra-santa.html
Liturgical Year in the Orthodox Churches
https://it.wikipedia.org/wiki/Anno_liturgico_nella_Chiesa_ortodossa
History of plagues .....
We like to remember in the film Gospel According to Matthew by P. P. Pasolini (in H.D, thanks to a friend Artist, and about the Child Jesus and Mary and Joseph, at least the first 15/20 minutes (here also other curiosities about the film) and also a vintage film by P.P.P. "Journey to Palestine":
https://www.collactio.com/lista-argomenti/documenti/documenti-video/1043-il-vangelo-secondo-matteo-film-di-pier-paolo-pasolini.html
ASSISI without pilgrims...
https://www.collatio.it/lista-argomenti/documenti/documenti-stampa/2279-assisi-e-rimasta-senza-pellegrini-il-governo-ci-aiuti-o-scompariremo-pino-ciociola-inviato-ad-assisi.html
A lesson by Prof. Franco Cardini - Comparativism possible? Black Death (1348) and Coronavirus (2020)
About 2 hours in podcast: https://www.spreaker.com/user/usma_radio/cardini-mortenera-coronavirus
A taste of the Bimestrale TERRASANTA
https://www.terrasanta.net/2020/09/terrasanta-5-2020/
and the other ECO DI TERRASANTA
https://www.terrasanta.net/2020/11/eco-di-terrasanta-6-2020/

In these "not very good" times all over the world, let's close with the cheerful note of a comic-sentimental movie, full of legendary sketches, at least in Italy: Totò Peppino e la malafemmina
https://www.collatio.it/lista-argomenti/documenti/documenti-video/2278-film-toto-peppino-e-la-malafemmina-1956-napoli-milano-milano.html

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At the end, with the greetings of the Staff,
can not miss the usual "appeal":
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Comunicato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale: Riunione sulla crisi umanitaria siriana e irachena (ITA - ENG - ESP)

Giovedì 10 dicembre il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale promuove una riunione sulla crisi umanitaria siriana e irachena. L’incontro, al quale hanno dato la loro adesione una cinquantina di organismi di carità cattolici, rappresentanti degli episcopati locali e delle Istituzioni ecclesiali e Congregazioni religiose che operano in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, oltre ai Nunzi apostolici dell’area, si terrà in modalità online (via Zoom) con inizio previsto alle ore 16.00. Leggi tutto


 

arrow rightInedito di Papa Francesco: “Il cielo sulla terra”

L’invito del Pontefice ai cristiani delle diverse confessioni: “Amare e servire per trasformare il mondo”

Pubblichiamo in anteprima un brano inedito scritto da Papa Francesco, tratto dal volume “Il cielo sulla terra. Amare e servire per trasformare il mondo”, apparso nella collana con vocazione ecumenica “Scambio dei doni”, edito dalla Libreria Editrice Vaticana.

leggi tutto

arrow  rightViaggio apostolico This content is available in English Papa Francesco in Iraq. Card. Sako (Baghdad): “Un dono per il Paese e tutto il Medio Oriente. Viene come un nuovo Ezechiele”

“Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa cattolica locale, Papa Francesco compirà un viaggio apostolico nel Paese dal 5 all’8 marzo 2021, visitando Bagdad, la piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil, così come Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive”. Lo ha annunciato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, precisando che “a suo tempo sarà pubblicato il programma del viaggio, che terrà conto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria mondiale”. Grande soddisfazione in Iraq. Sul sito del Patriarcato caldeo campeggia una grande immagine del Papa sorridente e la scritta di benvenuto in neo aramaico: “Bshina Bshina O Baba D Maritha” (Benvenuto, o padre della Chiesa).

leggi tutto


arrow rightOmelia di S. B. Mons. Pizzaballa per la prima Messa Pontificale al S. Sepolcro (+ video h1:20' + many photos)

Eccellenze Reverendissime,
Cari fratelli e sorelle in Cristo,   il Signore vi dia pace!
All’inizio ufficiale del mio nuovo servizio, giungo qui in questo Luogo, per chiedere il dono dello Spirito, che sempre sostiene la Chiesa, affinché sostenga anche me e voi all’inizio di questo nuovo ministero.  
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arrow rightVADEMECUM ECUMENICO ON-LINE IN 4 LINGUE (anche FRANCESE)

Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è lieto di informare che il suo nuovo documento "Il Vescovo e l'Unità dei Cristiani: Vademecum ecumenico", pubblicato con la benedizione di Papa Francesco, è ora online in diverse lingue  [Français] [English] [Español].
Nelle sue pagine si offrono indicazioni utili al fine di promuovere la partecipazione delle diocesi nel Movimento Ecumenico, sotto la guida dei loro pastori e ispirati ai principi cattolici per l’ecumenismo.  --  Come lo scrive nella sua prefazione il Cardinale Kurt Koch, il Vademecum “è offerto ai vescovi diocesani ed eparchiali per aiutarli a comprendere e ad attuare meglio la loro responsabilità ecumenica": un aspetto fondamentale del loro ministero episcopale.

see also 

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arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/rassegna-stampa-view/spanish-wall.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/rassegna-stampa-view/russian-wall.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/rassegna-stampa-view/arab-wall.html
arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news.html


and the specifical sections:
arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/notizie-generali.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/ecumene.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/dialogo-interreligioso.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/oriente-cristiano.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/medio-oriente.html


arrow  righthttps://www.orientecristiano.it/all-news/terra-santa.html


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Cari amici
affido a questi vari link (documenti e immagini) le “trasparenti” considerazioni sui giorni che stiamo vivendo, sempre alla luce di Fede Speranza e Carità (Amore) che il Signore non ci fa mancare, anche nei momenti in cui, magari per distrazione,
dimentichiamo di “guardare a Lui” che per primo gratuitamente ci ama dal primo istante della nostra esistenza individuale (e ovviamente anche Familiare e di Comunità civile e religiosa).

Mons. M. Camisasca -
omelia per la Festa di Tutti i Santi
qui  e qui

Fedeli Defunti
qui

attualità – attentati a Vienna
qui

Il calendario gregoriano
qui

quando fu introdotto in Russia Il calendario gregoriano
qui

Russia Cristiana – calendario 2021 con foto icone di Rostov
qui

=========

Una Rete che imprigiona, una Rete che sostiene, una Rete che libera
Rimanere uomini nel tempo di una pandemia “social”
convegno Russia Cristiana programma:
https://www.russiacristiana.org/convegno-2020-programma/
prima parte (2 ore)
https://www.youtube.com/watch?v=RGvg0oLRZes
seconda parte (h.2:30’)
https://www.youtube.com/watch?v=xInFt2ou59Y

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cartantica.it    pellegrinaggi terra santa
http://www.cartantica.it/pages/Pellegrino.asp

cartantica.it     da occidente e Oriente - patroni delle sacre immagini
qui

calendario liturgico Terra Santa In Italiano – English - Espanol
qui


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al termine, con i saluti dello Staff, non può mancare il consueto “appello”:
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Dear friends

I entrust to these various links (documents and images) the "transparent" considerations on the days we are living, always in the light of Faith Hope and Charity (Love) that the Lord does not make us miss, even in moments when, perhaps out of distraction,
we forget to "look at Him" who first loves us gratuitously from the first moment of our individual existence (and of course also Family and Civil and Religious Community).

Msgr. M. Camisasca -
Homily for the Feast of All Saints' Day
here and here

Faithful Departed
here

current events - attacks in Vienna
here

The Gregorian calendar
here

when it was introduced in
Russia The Gregorian calendar
here

Christian Russia - 2021
calendar with photos Rostov icons
here

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A Network that imprisons, a Network that sustains, a Network that frees
Remaining men in the time of a "social" pandemic
Conference Russia Christian program:
https://www.russiacristiana.org/convegno-2020-programma/
first part (2 hours)
https://www.youtube.com/watch?v=RGvg0oLRZes
second part (h.2:30')
https://www.youtube.com/watch?v=xInFt2ou59Y

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cartantica.it pilgrimages holy land
http://www.cartantica.it/pages/Pellegrino.asp

cartantica.it from west and east -
patrons of sacred images
https://www.cartantica.it/pages/collaborazioniPatroni.asp?autore=248

liturgical calendar Holy Land
In Italian - English - Espanol
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La Basilica della Natività mai vista in un documentario (+ audio + video)

La Basilica della Natività di Betlemme come nessuno l’ha mai vista. Il documentario “Le meraviglie di Betlemme” disponibile in tutte le librerie e negozi online racconta le incredibili scoperte artistiche dei recenti restauri nella chiesa sorta sul luogo della nascita di Gesù

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Il Papa riceve padre Maccalli: l'abbraccio di un padre ad un missionario di periferia (+ audio)

L'emozione segna la voce di padre Pierluigi Maccalli al termine dell'udienza di oggi con Papa Francesco che ha a lungo pregato per lui insieme a tutta la Chiesa. Si incontrano e si raccontano ad un mese dalla liberazione del missionario avvenuta in Mali: c'è la gratitudine e l'incredulità di fronte al Vicario di Cristo che si china a baciare le mani del sacerdote

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On line il calendario liturgico della Custodia di Terra Santa

 



Una maniera per seguire la vita liturgica della Custodia di Terra Santa: è lo scopo dell’iniziativa francescana
Tiziana Campisi – Città del Vaticano

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Il Patriarcato Latino accoglie il suo nuovo Patriarca Pierbattista Pizzaballa (+ languages)

 

 

Il Patriarcato Latino accoglie il suo nuovo Patriarca Pierbattista Pizzaballa Available in the following languages:   Arabic,  English,  Français
TERRA SANTA – Giovedì, 5 novembre 2020, Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa è stato accolto presso il Patriarcato Latino di Gerusalemme al suo ritorno da Roma, dopo la nomina a Patriarca Latino di Gerusalemme.
continua
Libya: vaccine shortages put children at risk of preventable diseases

 

 

UNICEF and WHO estimate that about 250,000 Libyan children are at increased risk of vaccine-preventable diseases due to disruptions caused by the Covid-19 pandemic.
By Vatican News staff writer

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X CARTANTICA , e "vecchi o nuovi" Amici,

 



nel mese iniziato con la festività di Tutti i Santi e in commemorazione dei Defunti,

sùbito segnalo, in particolare per chi è a Roma, la disponibilità da sabato prox, presso Santa Prisca di copie del calendario 2021 di Russia Cristiana.
 
poi alcuni argomenti d'interesse anche con vari "link" qui

Newsletter di Orientecristiano novembre 2020

***  due novità in

PICCOLA ANTOLOGIA FILM ITALIANI (ANNI '30 '40 '50):

1)--- ALTRI TEMPI - IL CARRETTINO DEI LIBRI VECCHI
(in doppia versione ITA - e ENG-Russo), film suggerito dall'amico giornalista e scrittore G. Maritati autore anche del settimanale PRISMA

e del "gustoso" Piccoli mondi di carta

2)--- I PROMESSI SPOSI
film capolavoro, con pochi tagli rispetto al ben noto(?) romanzo

***  per chi volesse prenotare viaggi, qui alcune valide proposte:
      http://www.russiacristiana.org/itinerari/
      https://www.fratesole.com/pellegrinaggi/

***  replico. per chi ama la MUSICA di nuovo:      
    Raffaella Carrà intervista il Maestro Riccardo Muti

***  Novità su Ostia Antica:  http://www.gliscritti.it/blog/entry/5338?   

+++ due siti preziosi da seguire spesso
       Fraternità FSCB - F,S,Carlo Borormeo
    e Meeting Rimini (con ricchi audio-video dell'ultima edizione special 2020!

***  prezioso storico archivio Osservatore Romano

***  nel cuore di  Terra Santa
        anche in varie LINGUE

+++  un sito consigliabile per l'arte (pittura in particolare):
      www.wga.hu

+++  infine interessanti articoli e foto su  www.laparresia.com

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Grazie a tutti per l'attenzione!
e ricordo la possibilità --- per chi desidera contribuire:
libero sostegno  per  i  due siti 
www.collatio.it  e  www.orientecristiano.it

MauriZio Perfetti - Roma

 

 

Terzo Rally della Speranza per la Realizzazione di un Mondo Celeste Unificato

 

 3° Rally della Speranza  dedicato ai Veterani della Guerra di Corea

    Data:                       Domenica 22 novembre 2020
    Luogo:                     Online
    Tema:                      Costruire un Mondo Celeste Unificato attraverso l'Interdipendenza, la                                       Prosperità Reciproca e i Valori Universali

    Partecipanti:            Leaders globali e persone di tutte le nazioni
                                    in diretta: https://www.peacelink.live/online/broadcast.php                                                         oppure  https://www.facebook.com/Ffpmu-Italia-47153848357  alle 
                                     ore 2:00 del matt. del 22   novembre 2020        
                                    o registrata: al pomeriggio dello stesso giorno alle ore 18.00 
                                                      su http://rallyofhope.eu
    Organizzatore:         Comitato Organizzatore del Rally di un milione di persone  per la                                             realizzazione  del Mondo  Celeste Unificato
                                      
Domenica 22 novembre 2020 si terrà il Terzo Rally della Speranza, per la Realizzazione di un Mondo Celeste Unificato di Interdipendenza, Prosperità Condivisa e Valori Universali.
Interverranno personalità notevoli dal campo della politica, oltre alla co-fondatrice dell’UPF, Madre Hak Ja Han Moon, per parlare di soluzioni e prospettive per i più grandi problemi che minacciano l’umanità oggi. Inoltre, verranno ricordati i veterani della guerra di Corea, che intervennero da 16 paesi del mondo per combattere per la libertà della nazione di Corea, minacciata all’epoca da un regime totalitario che andava ad insediarsi in Corea del Nord. Il 2020 segna il 70° anniversario dello scoppio della guerra di Corea e i Little Angels, un eccezionale corpo di ballo coreano formato da bambini, si esibiranno in ricordo dei veterani di quella guerra.
Ancora oggi, la situazione politica coreana non ha trovato vera pace. Tra Corea del Nord e Corea del Sud vige un armistizio e le relazioni sono in un stato di equilibrio precario. Il desiderio della Madre Moon è che si raggiunga al più presto l’Unificazione delle due Coree, così da raggiungere una vera pace che porti a vera riconciliazione in questo popolo diviso ormai da 70 anni.

Le personalità che interverranno saranno:
– Dott.sa Hak Ja Han Moon, co-fondatrice della Universal Peace Federation
S.E. Sahle-Work Zewdw, Presidente dell’Etiopia e ex-inviato ONU dell’Unione Africana
S.E. Mahiada Rajapaksa, Primo Ministro dello Sri Lanka
S.E. German Alcides Blanco Alvarez, Speaker del Parlamento colombiano
S.E. Uhuru Kenyatta, Presidente del Kenya
S.E. Salva Kiir Mayardit, Presidente del Sudan del Sud
S.E. Yves Leterme, Ex-Primo Ministro del Belgio
S.E. Charles Rangel, Membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e veterano della guerra di Corea


Il Rally della Speranza (Rally of Hope, http://rallyofhope.org) è un’iniziativa della Universal Peace Federation, per permettere lo scambio di idee a livello mondiale nell’attuale situazione mondiale condizionata dalla pandemia di covid-19. I pilastri del Rally della Speranza sono l’Interdipendenza, la Prosperità condivisa e i Valori universali, per perseguire dei precisi obiettivi, che sono l’abolizione della discriminazione razziale, lo sradicamento della povertà e della fame e la fine dei conflitti religiosi, che costituiscono una delle peggiori piaghe dell’umanità.
I primi due eventi sono stati un enorme successo e sono stati seguiti da milioni di persone nel mondo, grazie alla diretta sui social media e alla trasmissione sui canali televisivi di importanti emittenti nazionali nel mondo.
Cordiali saluti

UPF Bologna

 

Fondazione Rachelina Ambrosini

Corso Luigi Cadorna n.6
– 83030 Venticano (Avellino)
tel. +39 339 4465559


Via Caterina Farina, n.25 - Salerno telefono e fax +39 089 750580

 

e. mail fondazioneambrosini@gmail.com

 

www.fondazionerachelinambrosini.it

“Gli occhi sono audaci come leoni. Vagano, corrono, saltano qua e là, vicino e lontano e parlano tutte le lingue del mondo”. Ralph Waldo Emerson

“Occhi negli occhi” è il titolo che abbiamo voluto dare alla newsletter di questo mese, la quinta dell’anno. Un anno che continua a metterci alla prova. Non possiamo incontrarci, abbracciarci, conoscerci, non per questo ci tiene fermi. Anzi, siamo ancor di più motivati ad alimentare la speranza, la condivisione, la fiducia;  l’eccoci, anche attraverso il sorriso degli occhi, quello che non mancherà mai sul volto di ognuno di noi.

Tommaso Maria Ferri

 

Cooperazione Internazionale, così distanti, così vicini.
Il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell'Università degli Studi di Salerno in collaborazione con la Fondazione Rachelina Ambrosini ha dato inizio ad Laboratorio di Cooperazione Internazionale e sfera pubblica non governativa. A tutti è data l'opportunità di partecipare, facendo richiesta, all'indirizzo di posta elettronica indicato, del link della piattaforma universitaria e seguire gli incontri online su Microsoft Teams. Scrivere a adaamendola@unisa.it
www.fondazionerachelinambrosini.it

 

 

 

DA EZIO FLAMMIA

Miei cari amici, con molto piacere v’invio la prima e la quarta delle facciate (copertine) del libro di Luigi Todisco, professore di archeologia e storia dell’arte greca e romana presso l’Università A. Moro di Bari. Le immagini raffigurano una mia maschera: Ermes, 1991, ora presso il Museo Storico Archeologico di Nola.  La maschera di stoffa, di genere fliacico è stata eseguita con una tecnica in uso nell’antica Grecia.
Il libro è pubblicato da L'Erma di Bretschneider. Augurando a voi tutti una buona salute, vi abbraccio con il pensiero, in regime di pandemia da Covid-19.

Vostro Ezio

 

 

 

 

RUBBETTINO AL FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA

Anche quest'anno i libri Rubbettino sono presenti al Festival della Diplomazia, giunto alla XI edizione, che si svolge nella modalità telematica richiesta dalle necessità del tempo presente. Per seguire gli eventi in diretta streaming occorre accedere al portale https://diplomacy2020.it/  e ai canali corrispondenti, indicati qui di seguito.

I contenuti saranno accessibili dai canali Youtube e Facebook del Festival anche dopo l'orario previsto dal programma:

https://www.facebook.com/DiplomacyFestival
https://www.youtube.com/user/DiplomacyChannel

Guido Lenzi, "La Diplomazia. Passato, presente e futuro"
26 ottobre, ore 14:00 - Diplochannel Three - La Penna del Diplomatico
A. Roberta La Fortezza, “Cedri e Ulivi nel Giardino del Mediterraneo”

27 ottobre, ore 17.00 - DiplochannelThree - The Writer's Corner 
Giuseppe Sabella,  "Ripartenza Verde. Industria e globalizzazione ai tempi del Covid"

28 ottobre, ore 17:00 - DiplochannelThree - The Writer's Corner
Massimo Teodori, "ll genio americano. Sconifggere Trump e la pandemia globale"

29 ottobre, ore 17:00 - DiplochannelThree - The Writer's Corner
Roberto Menotti, anteprima di "Decidere. Come le società liberali affrontano la complessità"
30 ottobre, ore17:15 - DiplochannelThree - The Writer's Corner

Inoltre segnaliamo  "La Repubblica del Mondo - Letteratura e Politica", lo spazio curato da Michele Gerace, tutti i giorni alle 10.30.

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

https://www.centromissionariomedicinali.org/

 

CENTRO MISSIONARIO MEDICINALI
Via Degli Agli 50123 - FIRENZE  055 294501
 onlus@centromissionariomedicinali.org 

 

5 per mille

Scegli di destinare il 5 per mille al Centro Missionario Medicinali



 

 

basta firmare nella dichiarazione dei redditi, senza alcun costo aggiuntivo,
nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”,
indicando  il Codice Fiscale  94073610480
Così sosterrai la nostra attività di invio di
medicinali nel Sud del mondo, che da anni sta
salvando migliaia di vite.
Aiutaci ad aiutare!

 

 

 

XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 25.10.2020

Mt 22, 34-40- In quel tempo, i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?» Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo:Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta le legge dei profeti».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

 

Altro giro... altro tranello! I farisei non mollano la presa, e ancora una volta organizzano il "trappolone" per il "Maestro!". Ancora bruciava la risposta data ai sadducei: «Date a Cesare... date a Dio...».

 

Ci provano allora con i "comandamenti". Quale sarà mai il "primo", il più importante, quello che dà senso a tutti gli altri? La domanda è una di quelle toste, perché sono convinti che, comunque risponda... dopo, si potrà attaccare!
Ancora una volta invece la "trappola" non scatta perché la risposta mette insieme Dio e l'uomo, esattamente com’è il progetto dell'Alleanza, e, in altre parole, il Dio che si fa uomo per salvare, attraverso l'uomo, tutta la Creazione, per recuperare il Progetto dell'Inizio.

 

Il "Maestro" chiarisce, a loro e a noi, che c'è sì un ordine d’importanza, ma Dio non vuole fare a meno dell'uomo e l'uomo non può fare a meno di Dio.

Il "Maestro" smonta la religione fatta di un'astratta ideologia e la riporta alla scelta di un Dio Padre da amare, alla scelta di una Persona che entra nella storia e ne diventa Unico e Vero Protagonist

Il "Maestro" smonta la religione fatta di riti e di formalità e la fa invece andare ben dentro all'uomo con il comandamento dell'amore, del prendersi cura degli altri e di se stessi.

Il "Maestro" ci consegna una "religione" che prende forza da un Dio che ci rimanda subito nella vita, una vita fatta di relazioni ma, con al centro Lui e la Sua Parola, che diventa "filtro" per capire ed interpretare la stessa vita.

 

Nella risposta del "Maestro" c'è tutta la chiarezza del cosa vuol dire "credere"... e la risposta è: credere vuol dire Amare Dio, gli altri, se stessi. È una risposta che spiazza i farisei e che, forse, spiazza anche noi.

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - AMARE DIO E IL PROSSIMO

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XXIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 18.10.2020

Mt 22, 15-21- In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Ancora una volta è smascherata l’ipocrisia dei farisei. Essi sottopongono a Gesù la questione della liceità del tributo da pagare a Cesare.

 

E’ un tentativo per coglierlo in fallo, per incastrarlo con la Sua stessa Parola: è un trappolone! Gesù però “ribalta” tutto chiedendo loro di mostrargli la moneta del tributo…e, proprio loro, quel denaro, l’hanno in tasca, dimostrando così che loro stessi “riconoscono” già le “cose di Cesare”. Gesù però va oltre la loro domanda aggiungendo la necessità di “riconoscere” e quindi “rendere” a Dio quello che è di Dio.

 

Forse nelle loro “tasche”, e nel cuore, non c’era davvero niente da tirar fuori, da far vedere e dimostrare così da “riconoscere” Dio. Quello che lascia perplessi è che i farisei, proprio loro, rimangono “sorpresi”.

 

Tutto questo però non mi lascia tranquillo perché sto pensando a me, alla mia vita, al modo di viverla: vivo in uno Stato del quale osservo le leggi, in questo Stato ho dei doveri e dei diritti…e la democrazia funziona in questa maniera. Sono un “cittadino” e vivo la mia “cittadinanza”. E’ normale.

Non è più così normale se penso che sono anche figlio di un Padre che mi ha lasciato delle regole di comportamento; non è più così normale se penso che mi ha mandato il Suo Figlio, per farmi “Luce” nella strada spesso buia del vivere; se penso che mi ha lasciato i Sacramenti per darmi la Sua presenza che diventa coraggio e fantasia della vita.

Se penso a tutto questo…trovo che non è così scontato che io riesca a vivere da “figlio del Padre”, con tutti i doveri e i diritti che questa “situazione” comporta. Insomma, mi pare di fare abbastanza in fretta a comportarmi da “italiano” e mi è invece molto più difficile comportarmi da “cristiano”, cioè dare un’anima al mio essere persona che vive concretamente questo tempo…e vorrei tanto viverlo con lo stile che il Figlio mi ha indicato. Proviamoci.

 

Buona vita. Un grande e forte abbraccio.

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - RENDETE A CESARE QUELLO CHE E' DI CESARE

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XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 11.10.2020

Mt 22, 1-14- In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio.

Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali»

 

.Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI "IL REGNO DEI CIELI..."

 

Gesù è da un po’ che insiste. Vorrà dire che è davvero importante…infatti è la prospettiva “dell’oltre il tempo”: è il sempre o l’eternità o il Paradiso, è la prospettiva della casa del Padre ma che è già adesso, ora.

Quella è la casa della Festa che non finirà mai, e a quella Festa c’invita tutti…buoni e cattivi ma vuole che si cominci qui a costruire, dentro ai giorni della vita, adesso.

La questione allora non è nell’invito, perché quello c’è, ma è in quello che ne facciamo dell’invito: se lo prendiamo in considerazione o no, se ci prepariamo già da ora ad essere dei “suoi” alla Festa.

A sentire la parabola, la questione non è così scontata…e forse, anche noi, decidiamo di snobbare il suo “invito” perché al centro del nostro interesse abbiamo messo altre cose: i nostri “campi”, i nostri “affari”…insomma, sono altri gli inviti che prendiamo in considerazione. E’ più importante quello che pensiamo noi, tutto quello che facciamo, piuttosto quello che pensa Lui e ha fatto e ci dice di fare.

 

Spesso allora la nostra risposta è: “No, grazie…” e non ci rendiamo nemmeno conto che il suo “invito”, e di conseguenza il nostro “prepararci”, non vuole toglierci dai nostri “campi” e “affari”.

No, vuole semplicemente dare loro le giuste prospettive e l'esatto valore. Detto ancora più chiaramente, Lui non è contro la nostra vita, anzi “è venuto in mezzo a noi” per stare dalla nostra parte e per darci una mano. Egli è “nato” perché la “nostra vita” imparassimo a non sprecarla o svuotarla.

Lui non è contro, al punto che ci vuole nella vita con un “abito nuziale”…una cosa bella quindi. E’ un Dio che vuole per noi una Festa vera e bella, una Festa per tutti e, per questo, ci vuole con uno stile diverso che, giorno dopo giorno, ci cucirà addosso all’abito giusto. Sta a noi scegliere da che parte stare.

Lui è un Dio che ama la vita, che vuole donarci in abbondanza…, e sa benissimo che la vita si “gioca” nei “campi” e negli “affari”…

…Egli vorrebbe che la “giocassimo” seguendo la Sua Parola. Il suo è un invito che richiede una risposta sincera costruita negli anni.

 

Buona vita allora...con Lui al centro e al nostro fianco. Un grande abbraccio

XVIII DOMENICA - MOLTI SONO I CHIAMATI, MA POCHI GLI ELETTI

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XXVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 04.10.2020

 

Mt 21, 33.43- In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono.

Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Noi vogliamo essere “quel popolo che porterà frutti “! E’ la “vocazione” che ci viene dal Battesimo, dal Sacramento che c’inserisce nel Figlio come il tralcio nella vite. E’ la vocazione di chi vuole essere “ terra buona “ perché il seme gettato possa davvero portare molti frutti. Noi vogliamo essere “quel popolo” che nasce e si forma e cresce nella Parola, nel Pane e nel vino: in pratica nell’Eucarestia partecipata e vissuta nelle strade della vita. Noi “ vino “ e “ pane “.

Ma fino a quando vorrò conservare la mia identità d’acino, e la difenderò a denti stretti…fino a quando non accetterò di essere spremuto con gli altri acini…fino allora non potrò mai diventare vino, non potrò mai “essere eucaristia”!

E, prima ancora, fino a quando non vorrò essere inserito nella Vite…non ci sarà alcuna possibilità di diventare frutto. E ancora, devo smetterla di voler rimanere un chicco di grano: bello e inutile. Devo accettare di essere macinato per diventare pane, da mangiare…come Lui lo è per me.

Far “fruttificare” il regno vuol dire che io devo diventare uva e grano, vino e pane. Il segno e il riferimento di “come” fare è la Messa, l’incontro con Lui: il Suo Corpo e il suo sangue che mi danno la forza e il coraggio per essere anch’io “cibo” per gli altri.

Ma c’è anche la Sua parola, quel seme che dobbiamo lasciar cadere nel cuore e nella testa: quel “seme” contiene le “indicazioni” concrete per come comportarci, ragionare, amare… essere “macinati”… Noi dobbiamo e vogliamo essere quel popolo capace di far fruttificare il Regno di Dio. La Parola e i Sacramenti, che sono i segni della Sua Presenza, mi aiuteranno.

Buona vita. Un grande abbraccio.

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - LA VIGNA E I CONTADINI

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XXVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 27.09.2020

Mt 21, 28-32- In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso.

Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

 

COMMENTO DI DON Gigi Pini

… i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Parole dure, parole forti, c’è quasi da offendersi e i “benpensanti” si offendono davvero: “Udite queste parole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo…” (Mt 21, 45-46).

Ma come, dicono, noi siamo credenti! Succede anche oggi, succede anche a me e a voi e, ancora una volta, si fa finta di non capire. Il problema non è nei “pubblicani” o nelle “prostitute”…perché se non si “convertono”, se non accettano di “credere nel Signore Gesù” non “passano avanti” da nessuna parte. Il problema è tutto nel “credere” e, di conseguenza, nel “convertirsi”.

Anche per me e fino a quando anche noi cristiani ci lasciamo pesantemente condizionare dalle culture di moda…non si va da nessuna parte. La scommessa è tutta e solo nel “credere a Lui”, nel voler “cambiare” perché si è accettata la Sua Parola. Saranno i fatti a contare e non le chiacchiere.

Sarà il nostro “tornare indietro” concreto dal male, che conterà…e non il pentimento comodo e di facciata che non si traduce mai in uno stile di vita diverso. Nella vita è possibile sbagliare ed, infatti, sbagliamo. Lui ci chiede l’umiltà di “pentirci” e non di trovare giustificazioni ed alibi: quelli ci portano alla rovina.

Pentirsi, rendersi conto e quindi accettare la Sua Verità, la Sua Strada, le Sue logiche, le Sue regole…qui sta il cambio di passo per “camminare” verso la Vita. Quello che ci frega, ancora una volta, è la nostra presunzione: “Noi ti abbiamo conosciuto, abbiamo mangiato insieme, alla stessa tavola! “… “In verità non vi conosco!” (Lc 13, 25-27).

La Messa, stare a tavola con Lui…è indispensabile per il nostro capire e, quindi, per credere e convertirci ed allora non potrà mai diventare una specie di tassa da pagare per garantirci il “Paradiso”: non è così e mai lo sarà!

Andare a Messa è voler “incontrare Lui”, è un bisogno bello ed importante dell’anima e del corpo per Vivere Lui nella mia vita di tutti i giorni.

Buona vita davvero. Un grande e forte abbraccio.

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -

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XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 20.09.2020 Mt 20, 1-16 -

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.

Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.

Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono.

Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.

Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

 

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.

Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi.

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

…i primi saranno ultimi! Sì, ma sarà conseguenza della loro arroganza e presunzione; del loro pensarsi e immaginarsi dei “Padre Eterno”…loro, in pratica, credersi in grado di stabilire il bene e il male, il giusto e quello che non lo è ! Tentazione pericolosa questa e devastante per tutti quelli che non hanno ancora capito che il “credere” non si basa su un’idea ma su una Persona che ha parlato e vissuto in un certo modo…insegnando che l’Amore prevede di dare la vita e non conservare il privilegio dei posti riservati o “cercare” l’applauso delle piazze o pretendere il riconoscimento ufficiale per i propri “strameritati meriti” ! (“…questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo…” Mt 20, 12)

 

Certo che in una cultura di “copertina” il linguaggio del Signore Gesù è controcorrente, uno di quelli che danno fastidio perché sembra togliere “visibilità”…

E però, subito dopo, Gesù di Nazareth sembra contraddirsi perché proprio Lui ci vuole “luce” e “sale”…”perché vedano le vostre opere buone …”, sì, ma attenzione: “…perché rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli ”, al Padre, non a noi!

E’ proprio tutto rovesciato e non ha neppure senso “far finta” di fare gli ultimi…sì, far finta perché intanto con le nostre chiacchiere riusciamo a distruggere persone e famiglie intere; o giriamo le spalle a chi ci chiede una mano o siamo incapaci di perdonare. “Fare l’ultimo” è una cosa seria perché prevede di dare la vita e non di conservarla.

 

“Fare l’ultimo” vuol dire accettare di diventare pane da mangiare, diventare Eucaristia: noi coerenti con il Sacramento che celebriamo. Quindi vuol dire accogliere, ascoltare, dare una mano, proporre, coinvolgersi, dare il proprio tempo…amare. T

roppo spesso invece pretendiamo di voler insegnare al Padre a fare “Dio”, pretendiamo di insegnargli come si fa ad essere giusti!

Per forza, ci sentiamo “primi”… e avremo pure qualche diritto. O no ?

No! Abbiamo solo un diritto e un dovere: amare come ci ha insegnato Lui, il Maestro, Egli è il Primo, è il Centro.

 

Buona vita allora. Un grande e forte abbraccio. Don Gigi

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

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COMMENTO DI DON GIGI PINI

XXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 13.09.2020 Mt 18, 21-35 -

 

“Settanta volte sette”...non è una questione matematica !…dicendo che occorre perdonare “settanta volte sette”, Gesù insegna che il perdono cristiano è senza limiti perché assomiglia al perdono di Dio.

Infatti, poiché Dio Padre ci perdona senza misura anche noi dobbiamo perdonare senza misura…Lo diciamo chiaramente anche nel “Padre nostro”, in quella preghiera che Lui ci ha insegnato: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”…Ma attenzione: - “Perdonare non é ignorare ma trasformare: in altre parole Dio deve entrare in questo mondo e opporre all’oceano dell’ingiustizia un oceano più grande del bene e dell’amore”. (Benedetto XVI) -

Perdonare... cioè “La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità di ravvedersi, convertirsi e credere” (Papa Francesco). Dobbiamo essere Chiesa “in uscita” guardando gli altri con gli occhi di Gesù: occhi di amore e non d’esclusione, certi che Dio è tutto, e solo, Amore, e, proprio essendo Amore, è apertura, accoglienza, dialogo che nella sua relazione con noi, uomini peccatori, si fa compassione, grazia, perdono: misericordia. E' una strada non facile ma possibile perchè Lui è con noi. Non cediamo ai pessimismi e non rassegniamoci…Lui ci vuole "sale" e "luce" della Terra, cioè testimoni del suo Amore.

Questa è la “vocazione” da vivere. E' possibile con Lui “al centro” del nostro ”vivere”.

Buona vita allora. Un grande abbraccio. Don Gigi

 

XXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 13.09.2020


Mt 18, 21-35 - In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.

Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”.

Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”.

Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto.

Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”.

Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - PERDONARE SEMPRE

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a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

 

Ancona, Giovedì 22 ottobre 2020 

  a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it -

 

Breve Biografia di San GIOVANNI PAOLO II

Karol Józef Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Era l´ultimo dei tre figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell´esercito, nel 1941. La sorella, Olga, era morta prima che lui nascesse.
Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella Chiesa parrocchiale di Wadowice dal sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all´Università Jagellónica di Cracovia.
Quando le forze di occupazione naziste chiusero l´Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.
A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall´Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch´esso clandestino.
Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell´Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a Cracovia (continua)

 

CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI

INTRODUZIONE

I. NATURA E CARATTERISTICHE IRRINUNCIABILI DEL MATRIMONIO

II. ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DEL PROBLEMA DELLE UNIONI OMOSESSUALI

III. ARGOMENTAZIONI RAZIONALI CONTRO IL RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI OMOSESSUALI

IV. COMPORTAMENTI DEI POLITICI CATTOLICI NEI CONFRONTI DI LEGISLAZIONI
CONCLUSIONE

 

Joseph Card. Ratzinger
Prefetto
 Angelo Amato, S.D.B.
Arcivescovo titolare di Sila - Segretario

 

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA CURA PASTORALE DELLE PERSONE OMOSESSUALI

 

Ancona, Mercoledì 7 ottobre 2020

LA "FONDAZIONE LEPANTO" APRE UN GIUBILEO PER LA VITTORIA DI LEPANTO

IL SANTO ROSARIO LAURETANO 
per la salvezza dell'Italia e dell'Europa

 

ROSARIO BENEDETTO DI MARIA CATENA DOLCE CHE CI RANNODI A DIO
(Giovanni Paolo II, Lett. Ap. “Rosarium Virginis Mariae”, 16 ottobre 2002, nn.39.40.43)

PER OTTENERE AGLI UOMINI LA VERA PACE 
 Dite ai vostri preti di pregare molto. Sino a che il papa non ha recitato il suo rosario, non termina la giornata del papa (…). Il rosario è, tra tutti gli altri, il mezzo privilegiato di procurare il ritorno a Cristo degli individui, delle famiglie e delle nazioni. (…)  È un’arma molto potente per cacciare i demoni ; per conservare l’integrità della vita, per ottenere più facilmente la virtù, in una parola, per ottenere la vera pace agli uomini (…). Come non sperare tutto, se noi ci serviamo con pienezza e pietà, di questo metodo divino?
Papa PIO XI

PERCHE’ NON POSSIAMO NON DIRCI “LAURETANI”… POTREMMO ANCOR OGGI ESSERE “CRISTIANI” SE NON CI FOSSE STATA LA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO?...

Non siamo “ingrati” alla Vergine Lauretana, dimenticando il ruolo “unitivo della cristianità” che ebbe durante il tempo dell’esilio avignonese (1305-1377) e dello scisma d’Occidente, e per la vittoria di Lepanto del 1571 e quella di Vienna del 1683, che salvò l’Europa “cristiana” e l’intera cristianità…

AUXILIUM CHRISTIANORUM, ORA PRO NOBIS Spunti dal passato per riflessioni sul presente…
PERCHE’ AVVENNERO LE TRASLAZIONI “MIRACOLOSE”?...

SAN PIO V  E  IL ROSARIO LA SALVEZZA DELL’EUROPA CON LA PREGHIERA ALLA VERGINE LAURETANA DAL LIBRO “I PAPI E LA SANTA CASA” - di Padre Arsenio d’Ascoli

IL CORAGGIO DELLA VERITA’ - PAOLO VI, discorso al Sacro Collegio del 18 maggio 1970

“Dal Segreto delle Tre Fontane all’ISIS”, Conferenza a Cortina, il 27-7-2016
Il Declino del Mondo Moderno - Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo

IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA

Le quindici promesse della Vergine Maria a coloro che recitano il S. Rosario
(Rivelate a San Domenico e al Beato Alano della Rupe)


DISCORSO DI SAN BERNARDO

 

Ancona, Martedì 29 settembre 2020

Santi Arcangeli MICHELE, GABRIELE e RAFFAELE

 L'OPERA DI SALVEZZA DEI SANTI ARCANGELI
MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

 

 

 

LA TESTIMONIANZA STORICA DEL VESCOVO BEATO PIETRO MULUCCI
TESTIMONE DIRETTO E PRIMO PROPAGATORE DEL CULTO DELLA SANTA CASA E DELLE TRASLAZIONI MIRACOLOSE

 

SAN GABRIELE arcangelo
E LA SUA RELAZIONE CON LA SANTA CASA DI LORETO
Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
         potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola.
(Sal. 103,20)

            Gli angeli vengono chiamati cooperatori del disegno di salvezza e sono al servizio di Dio e del Figlio dell'uomo, di Gesù Cristo. Il Vangelo, infatti, dice: «Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d'uomo».
           Mentre San Michele è particolarmente onorato sul Monte Gargano, nel Santuario di Monte Sant’Angelo, “luogo della sua presenza”, San Gabriele dovrebbe essere onorato (mentre poco o per nulla lo è!) nella Santa Casa di Nazareth, che Dio – per il ministero degli stessi angeli – ha voluto trasportare “miracolosamente” in luoghi lontani da Nazareth, per preservarne la reliquia, e collocarla – dopo “traslazioni miracolose in vari luoghi” - su una collina disabitata ove poi sorse la cittadina di Loreto, presso Ancona.

           Se si può dire che San Michele Arcangelo, sul nostro piccolo pianeta Terra, predilige e dona le sue grazie dal luogo scelto del Monte Gargano, si deve anche pensare che, tra tutti i luoghi del pianeta Terra, San Gabriele Arcangelo ama e predilige in un modo unico e particolare la Santa Casa di Loreto, che è la Santa Casa di Nazareth ove egli portò l’annunzio dell’Incarnazione del Verbo a Maria e ove fu presente in quell’istante sublime del “concepimento miracoloso” e dell’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine (CONTINUA...)

LA PREGHIERA A SAN GIUSEPPE
PATRONO DELLA CHIESA

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa. Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.

 

Questa preghiera fu apposta da Leone XIII  in calce all’enciclica Quamquam pluries del 15 agosto 1889. La devozione a san Giuseppe, già dichiarato patrono della Chiesa universale dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870, fu particolarmente sostenuta da Leone XIII che, eletto papa il 20 febbraio 1878, mise fin dall’inizio il suo pontificato «sotto la potentissima protezione di san Giuseppe, celeste patrono della Chiesa» (allocuzione ai cardinali del 28 marzo 1878).

 

Il Trattato sulla Santa Casa di Loreto nell'agiografia del Beato Pietro de' Mulucci, Vescovo di Macerata, e dispute sulla sua autenticità

ATTI FALSI PER SMONTARE IL MIRACOLO DI LORETO ----- di ETTORE GOTTI TEDESCHI ----- pubblicato nel quotidiano LA VERITA', del 14 febbraio 2018, p.16 -----

LA LETTERA DELL'UFFICIO STAMPA DELLA DELEGAZIONE PONTIFICIA DELLA SANTA CASA DI LORETO INVIATA AL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO "LA VERITA'" A COMMENTO DELL'ARTICOLO DI ETTORE GOTTI TEDESCHI

 

LA LETTERA del prof. GIORGIO NICOLINI, su richiesta dell'articolista ETTORE GOTTI TEDESCHI, in RISPOSTA ALLA LETTERA INVIATA AL QUOTIDIANO "LA VERITA"dall'Ufficio Stampa della "Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto" e pubblicata nel numero del quotidiano del 18 febbraio 2018

PRECISAZIONI ULTERIORI DEL PROF. GIORGIO NICOLINI A QUANTO GIA' INVIATO E PUBBLICATO NEL QUOTIDIANO "LA VERITA'" in data 18 febbraio 2018

Dalla Lettera di San Paolo ai Romani
(11,7-10)

Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti; gli altri sono stati induriti, come sta scritto: "Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchi per non sentire, fino al giorno d'oggi". E Davide dice: "Diventi la loro mensa un laccio, un tranello e un inciampo e serva loro di giusto castigo! Siano oscurati i loro occhi sì da non vedere, e fa loro curvare la schiena per sempre!"

 

Ancona, Giovedì 17 settembre 2020 

L'ultima Grave dissacrazione della Santa Casa operata da "Avvenire" (Segue articolo)

 

 

 Ancona, Martedì 8 settembre 2020 

 

 

DALLA SANTA CASA
LA PREGHIERA
PER L'ITALIA
E PER TUTTA L'UMANITA'

 

In occasione della Natività di Maria
il Capo dello Stato Italiano
nella Basilica della Santa Casa di Loreto
ha acceso quella che da 22 anni
è la Lampada della Preghiera per l'Italia,
preghiera che in occasione dell'anno giubilare

si estende al mondo intero

 

L'ACCENSIONE DELLA LAMPADA PER L'ITALIA
E PER TUTTA L'UMANITA'

 

 

LA NASCITA DI MARIA NELLA SANTA CASA


     Questa festa ci obbliga a ricordare l’apparizione della Madonna nel mondo come l’arrivo dell’aurora che precede la luce della salvezza, Cristo Gesù; come l’aprirsi sulla terra, tutta coperta dal fango del peccato, del più bel fiore che sia mai sbocciato nel devastato giardino dell’umanità; la nascita cioè della creatura umana più pura, più innocente, più perfetta, più degna della definizione che Dio stesso, creandolo, aveva dato dell’uomo: immagine di Dio, bellezza cioè suprema, profonda, così ideale nel suo essere e nella sua forma, e così reale nella sua vivente espressione, da lasciarci intuire come tale primigenia creatura era destinata, da un lato, al colloquio, all’amore del suo Creatore in una ineffabile effusione della beatissima e beatificante Divinità e in un’abbandonata risposta di poesia e di gioia (com’è appunto il «Magnificat» della Madonna), e d’altro lato destinata al dominio regale della terra.
     Ciò che doveva in Eva apparire e svanire miseramente, per un disegno d’infinita misericordia (potremmo quasi dire per un proposito di rivincita, come quello dell’artista che, vedendo infranta l’opera sua, vuole rifarla, e rifarla ancora più bella e più rispondente alla sua idea creatrice), Dio fece rivivere in Maria; ed oggi, giorno dedicato al culto di questo dono, di questo capolavoro di Dio, noi ricordiamo, noi ammiriamo, noi esultiamo: Maria è nata, Maria è nostra, Maria restituisce a noi la figura dell’umanità perfetta, nella sua immacolata concezione umana, stupendamente corrispondente alla misteriosa concezione della mente divina della creatura regina del mondo. E Maria, per nuovo e sommo gaudio, incantevole gaudio delle nostre anime, non ferma a Sé il nostro sguardo se non per spingerlo a guardare più avanti, al miracolo di luce e di santità e di vita, ch’Ella annuncia nascendo e recherà con Sé, Cristo Signore, il Figlio suo Figlio di Dio, dal quale Ella stessa tutto riceve.
     Questo è il celebre giuoco di grazia, che si chiama Incarnazione, e che oggi ci fa presagire in anticipo, in Maria, lampada portatrice del lume divino, porta per cui il Cielo muoverà i suoi passi verso la terra, madre che offrirà vita umana al Verbo di Dio, l’avvento della nostra salvezza".
                                                                                                                                                      San Paolo VI

 

PASTORALE A LORETO DI SAN GIOVANNI PAOLO II A CONCLUSIONE DELLA "GRANDE PREGHIERA" PER L'ITALIA
OMELIA
Santuario di Loreto - Sabato, 10 dicembre 1994


1. “Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 31).
Con queste parole si rivolge l’angelo Gabriele alla Vergine Maria nel giorno dell’Annunciazione. Su quel mistero di grazia siamo oggi invitati a meditare, cari Fratelli e Sorelle, pellegrini di ogni parte d’Italia, presenti nel Santuario mariano di Loreto. Questo incontro di preghiera è reso particolarmente solenne dalla presenza dei Vescovi qui pervenuti da tutte le regioni del Paese per recare ai piedi della Vergine Santissima le preoccupazioni e le speranze delle popolazioni ad essi affidate. Vi saluto, carissimi Fratelli nell’episcopato, e vi ringrazio della testimonianza di comunione che la vostra presenza odierna tanto chiaramente esprime. (Continua)

LA FESTA DI MARIA CHE NASCE

NEL TEMPO DELL'UCCISIONE DEI NASCITURI

STRALCI DI UNA LETTERA SCRITTANELLA FESTA DELLA NATIVITA' DI MARIA
NELL'8 SETTEMBRE 1998AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL'EPOCA
OSCAR LUIGI SCALFARO
CHE NULLA HA PERSO DELLA SUA ATTUALITA'NEI RIGUARDI DELLE RESPONSABILITA' ANCHE DELL'ATTUALE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICASERGIO MATTARELLA
RIGUARDO ALLA DENUNCIA DEL GRAVISSIMO DELITTO DELL'ABORTO

 

L'intero testo della Lettera del Prof. Giorgio Nicolini
è consultabile all'indirizzo Internet
www.lavocecattolica.it/lettera.presidente.repubblica.html

                                                                                                                                                                    Ancona, 8 settembre 1998 
(... omissis...)

 

 DA LORETO NACQUE LA VOCAZIONE
DI SANTA TERESA DI CALCUTTA

Ancona, Sabato 5 settembre 20

 

 NASCEVA 110 ANNI FA UNA DELLE SANTE PIU' AMATE AL MONDO 

Ho sete:
questa frase, il grido di Gesù sulla croce, fu fonte e desiderio di immensa carità

SANTA TERESA DI CALCUTTA

SANTA TERESA DI CALCUTTA



     Madre Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, era nata il 26 agosto 1910 a Skopje (ex-Jugoslavia, oggi Macedonia), da una famiglia cattolica albanese. A 18 anni decise di entrare nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Partita nel 1928 per l’Irlanda, un anno dopo è già in India. Nel 1931 la giovane Agnes emette i primi voti prendendo il nuovo nome di suor Teresa del Bambin Gesù, e per circa vent’anni insegnerà storia e geografia alle ragazze di buona famiglia nel collegio delle suore di Loreto a Calcutta.
     Oltre il muro di cinta del convento c’era Motijhil, uno degli slum più miserabili della megalopoli indiana. (Continua)

 

 

In Internet: https://www.assisiofm.it/santa-madre-teresa-di-calcutta-966-1.html

12 COSE di MADRE TERESA CHE FORSE NON SI CONOSCONO

1) Il suo nome era Agnes Gonxha Bojaxhiu
Nacque il 26 Agosto del 1910 a Skopje, Macedonia. che allora faceva parte dell’Albania. Fu battezzata con il nome di Agnes Gonxha Bojaxhiu. Gonxha significa “piccolo fiore o gemma di rosa”.
2) Ebbe un’infanzia difficile
Fece la sua prima comunione a cinque anni e fu cresimata a sei; all’età di otto anni morì il padre e la sua famiglia attraversò un periodo di difficoltà economiche. Ricevette una solida formazione cristiana a casa e nella Parrocchia gesuita del Sacro Cuore di Gesù.
3) Prese il nome di Teresa per la sua devozione a Santa Teresita di Lisieux
A 18 anni (Continua)

 

 

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA
  Tratto dal libro di DOMENICO RAVALICO
Libro estraibile in www.lavocecattolica.it/verita.della.creazione.htm

1
UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA
 
 (... omissis...)

UNA GALASSIA PER OGNI UOMO
     

 

ATTIVITA' AUTOMATIZZATA
     Benché le cellule del nostro corpo siano in nu­mero così enorme, tutte funzionano, tutte compio­no qualche lavoro utile; nessuna di esse vive di rendita.
     Quelle del fegato sono, ad esempio, degli indaffaratissimi laboratori chimici. Alcune di esse sono adibite a fabbricare quel litro di bile al giorno che ci è necessario per la digestione. Altre hanno un compito del tutto diverso, ma non meno impor­tante: devono riconoscere a vista e distruggere tut­ti i veleni e tutti i microbi che, ad ogni pasto, noi mandiamo giù sveltamente. 

(continua) 

Libro estraibile in www.lavocecattolica.it/verita.della.creazione.htm 

 

 

*******

Ancona, Domenica 30 agosto 2020


UN NUOVO KENNEDY
SVELA LE TRAME DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

 

Testi tratti da
https://www.byoblu.com/2020/08/30/il-discorso-di-kennedy-a-berlino-che-giornali-e-tv-non-vi-hanno-fatto-vedere/

   
 Dalla capitale tedesca a quella francese, da Londra a Zurigo e Madrid. Sono milioni le persone scese in piazza, il 29 agosto, per manifestare contro le misure anti Covid e “La dittatura del Coronavirus”, come si legge in numerosi striscioni realizzati dai manifestanti.
   “Libertari, anticovid, complottisti e negazionisti“, così i media mainstream, a reti unificate, hanno liquidato l’imponente manifestazione svoltasi nelle principali capitali europee (la definizione qui sopra è stata coniata dall’inviato del TG3 Rino Pellino). Noi di Byoblu vi proponiamo le immagini della manifestazione di ieri che le televisioni si sono rifiutate di mandare in onda, non rendendo così un buon servizio al giornalismo, affinché possiate giudicare voi stessi che tipo di persone abbiano riempito le piazze di Berlino.
     A parlare dal palco è stato anche Robert F. Kennedy Junior, nipote del presidente J.F Kennedy e figlio del fratello Robert, che sta conducendo da tempo una battaglia a livello globale contro la campagna sui vaccini. Per il presidente di Children’s Health Defence i governanti di oggi sfruttano la paura per ottenere il controllo sulle persone, come fece il nazismo: “Amano la pandemia perché permette loro di sottomettere i popoli”. Per Kennedy la pandemia è “una crisi di convenienza” che, come effetto più grave, sta distruggendo la classe media, impoverendo la popolazione mondiale e rendendo più potente una ristretta cerchia di soggetti.

 

 

Robert F. Kennedy Jr.
Discorso alla folla di Berlino (29 agosto 2020) (CONTINUA)

   

 

Testi tratti da
https://www.byoblu.com/2020/08/30/il-discorso-di-kennedy-a-berlino-che-giornali-e-tv-non-vi-hanno-fatto-vedere/

(CONTINUA)

   

"IL NUOVO ORDINE MONDIALE"
COME PROFETIZZATO DAL CARD. JOSEPH RATZINGER GIA' VENT'ANNI FA

".
                                     Joseph Ratzinger, dall'introduzione al libro "Nuovo Disordine Mondiale", 2000

 

 

 

 

UNA PROPOSTA ACCOLTA
PROROGATO IL GIUBILEO LAURETANO al 10 Dicembre 2021
UNA COMUNICAZIONE DEL PROF. GIORGIO NICOLINI

     Avendo ricevuto dal Card. Robert Sarah, prefetto della “Congregazione per il Culto Divino”, attraverso il suo Segretario, il consiglio di ottenere una Udienza con il Vescovo di Loreto, al fine di sensibilizzarlo ad “una richiesta ufficiale” di ripristinare la Liturgia della “Traslazione Miracolosa della Santa Casa”, inopinatamente ed ingiustificatamente abolita da un decreto del 7 ottobre 2019 (Cfr. www.telemaria.it/LettereAperteNicoliniSarah.pdf), dallo stesso Vescovo di Loreto Mons. FABIO DAL CIN ebbi la richiesta di rivolgermi direttamente al Rettore della Basilica Lauretana, Padre FRANCO CAROLLO, per presentargli le mie istanze.
     Ottenuta l’udienza con il Rettore della Basilica Lauretana in data 22 maggio 2020, ho presentato al Padre FRANCO CAROLLO innanzitutto la proposta – da avanzare al Vescovo Mons. DAL CIN – di richiedere al Vaticano un prolungamento dell’Anno Giubilare - commemorante il Centesimo Anniversario della proclamazione della Madonna di Loreto a “Patrona degli Aviatori” - sia per recuperare i lunghi mesi di chiusura totale della Basilica per l’epidemia intervenuta nel frattempo, e sia per cogliere – con il prolungamento dell’Anno Giubilare - le tre opportunità seguenti:
1) celebrare il 24 marzo 2021, essendo la data più opportuna, la parte conclusiva della commemorazione del Centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a “Patrona degli Aviatori”, avvenuta il 24 marzo 1920 per volontà del Papa Benedetto XV;
2) operare il 9-10 maggio 2021 “un gemellaggio” con il Santuario di Tersatto, ove si ricorda la sosta della Santa Casa ivi avvenuta tra il 9-10 maggio 1291 e il 9-10 dicembre 1294 e ove ancor oggi si festeggia in quella data del 9-10 maggio l’arrivo “miracoloso” della Santa Casa, rendendo così possibile ripristinare anche nella Basilica Lauretana la liturgia della “Miracolosa Traslazione”, come avviene ancora a Tersatto in quella data del 9-10 maggio di ogni anno, e così avere anche un riferimento storico-geografico della “verità storica” delle Miracolose Traslazioni della Santa Casa, come avvenute realmente da Tersatto a Loreto; Cfr. https://d9i1c.emailsp.com/frontend/nl_preview_window.aspx?idNL=356 
3) ottenuto poi il ripristino della Liturgia della “Miracolosa Traslazione” nel corso del prolungato Anno Giubilare sino al 10 dicembre 2021, tornare a celebrare di nuovo – dal 10 dicembre 2021 – la Liturgia ripristinata e rinnovata della “Traslazione Miracolosa della Santa Casa”, abolendo la dissacrante “nuova festa” della sola “Beata Vergine di Loreto” come era stata trasformata la Liturgia del "Miracolo della Traslazione" dal decreto del Card. Sarah del 7 ottobre 2019.
Cfr. http://www.telemaria.it/LettereAperteNicoliniSarah.pdf (Continua)
   

Prof. Giorgio Nicolini

 

 

Ancona, 15 agosto 2020
Solennità di Maria Assunta in Cielo
__

 

LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO INVIATA AL PADRE FRANCO CAROLLO
ED AL VESCOVO MONS. FABIO DAL CIN IL GIORNO DOPO L’UDIENZA DEL 22 MAGGIO 2020 CON IL RETTORE
IN CUI AVEVO PRESENTATO LE ISTANZE SOPRA RICHIAMATE.

A PADRE FRANCO CAROLLO A SUA ECC.ZA MONS. FABIO DAL CIN
Ancona, 23 maggio 2020

Gent.mo Padre Franco Carollo,
   
 
ALLEGATI:
LA SOSTA DELLA SANTA CASA A POSATORA? PURA VERITA'! -

L'articolo "la sosta della Santa Casa a Posatora? pura leggenda!" - pubblicato nel "Messaggio" del febbraio 2013 - è stato composto dal Padre Santarelli per tentare di contrastare i miei documentatissimi servizi televisivi andati in onda da ETV MARCHE nei mesi di novembre-dicembre 2012 e che ha riscosso un vasto interesse tra i telespettatori.
Tutte le puntate di quelle trasmissioni sono visibili e scaricabili agli indirizzi Internet seguenti:
- http://www.telemaria.it/etv1.santacasa.13novembre2012.wmv
- http://www.telemaria.it/etv2.santacasa.20novembre2012.wmv
- http://www.telemaria.it/etv3.santacasa.27novembre2012.wmv
- http://www.telemaria.it/etv4.santacasa.4dicembre2012.wmv
- http://www.telemaria.it/etv5.santacasa.11dicembre2012.wmv
- http://www.telemaria.it/etv6.santacasa.18dicembre2012.wmv

 

 

Ancona, Sabato 15 agosto 2020

Assunzione di Maria Vergine in Cielo

L'ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO
IN ANIMA E CORPO
  
PIO XII SERVO DEI SERVI DI DIO A PERENNE MEMORIA
COSTITUZIONE APOSTOLICA "MUNIFICENTISSIMUS DEUS"

LA GLORIFICAZIONE DI MARIA CON L'ASSUNZIONE AL CIELO IN ANIMA E CORPO

Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza sono fatte di sapienza e d'amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo amano (cf. Rm 8, 28).
Il Nostro pontificato, come anche l'età presente, è assillato da tante cure, preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l'aberrazione di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che, mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è stimolo e auspicio di una vita migliore e più santa. Per cui, mentre la santissima Vergine compie amorosissimamente l'ufficio di madre verso i redenti re la redenzione del suo corpo solo alla fine del mondo.
(... omissis...) (continua)


Maria è la nuova Eva
Ma in particolare va ricordato che, fin dal secolo II, Maria Vergine viene presentata dai santi padri come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta, in quella lotta contro il nemico infernale, che, com'è stato preannunziato dal protovangelo (Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, sempre congiunti negli scritti dell'apostolo delle genti (cf. Rm cc. 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26.54-57). Per la qual cosa, come la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la lotta che ha in comune col Figlio suo si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale: perché, come dice lo stesso apostolo, «quando... questo corpo mortale sarà rivestito dell'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che sta scritta: è stata assorbita la morte nella vittoria» (1 Cor 15, 54).
In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli (cf. 1 Tm 1, 17).

 

Le ragioni del nuovo dogma


Poiché la chiesa universale nella quale vive lo Spirito di verità e la conduce infallibilmente alla conoscenza delle verità rivelate, nel corso dei secoli ha manifestato in molti modi la sua fede, e poiché tutti i vescovi dell'orbe cattolico con quasi unanime consenso chiedono che sia definita come dogma di fede divina e cattolica la verità dell'assunzione corporea della beatissima vergine Maria al cielo - verità fondata sulla Sacra Scrittura, insita profondamente nell'animo dei fedeli, confermata dal culto ecclesiastico fin dai tempi remotissimi, sommamente consona con altre verità rivelate, splendidamente illustrata e spiegata dallo studio della scienza e sapienza dei teologi - riteniamo giunto il momento prestabilito dalla provvidenza di Dio per proclamare solennemente questo privilegio di Maria vergine. (CONTINUA)

La solenne definizione


«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, (CONTINUA)




(*) PIUS PP. XII, Const. apost. Munificentissimus Deus qua fidei dogma definitur Deiparam Virginem Mariam corpore et anima fuisse ad caelestem gloriam assumptam, 1 novembris 1950: AAS42(1950), pp. 753-771.
La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine, come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure, analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa universale, il papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema autorità. 

LE DUE SANTE CASE DI MARIA A LORETO E AD EFESO OVE SONO AVVENUTI L’INIZIO E IL TERMINE DELL’ESISTENZA TERRENA DI MARIA
TESTIMONIATE DALLE VISIONI SOPRANNATURALI DELLA BEATA CATERINA EMMERICH


LA “VENUTA MIRACOLOSA” A LORETO DELLA SANTA CASA DI NAZARETH OVE MARIA FU “CONCEPITA” “IMMACOLATA” NEL GREMBO DI SANT’ANNA SECONDO L’INSEGNAMENTO DEL GRANDE PONTEFICE BEATO PIO IX
nella Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852

“Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. PROPRIO IN QUELLA CASA la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, E’ STATA CONCEPITA, E’ NATA, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”
(Beato Pio IX, Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852).


La Casa di Maria ad Efeso

(continua)
(da www.zenit.org)



LA DESCRIZIONE DELLA CASA DI MARIA AD EFESO

Le visioni della Emmerick erano del tutto particolari. Sentiva una “chiamata” dal suo angelo custode e, separandosi dal corpo, il suo spirito si recava in Terra Santa dove assisteva agli episodi evangelici come se stessero avvenendo in quel momento dinanzi ai suoi occhi. (CONTINUA)


La tomba e l’Assunzione di Maria a Gerusalemme o ad Efeso?
LA RIVELAZIONE DELLA BEATA ANNA CATERINA EMMERICH

Riguardo alla questione del luogo reale in cui Maria fu assunta in Cielo, se a Gerusalemme o nella Casa di Efeso, Leone XIII (1878-1903) fu il primo dei Papi dell’ultimo secolo a pronunciarsi in maniera favorevole rispetto alla presunta dimora efesina di Maria, facendo ripristinare fra l’altro nell’Ordo romanus una nota che in occasione della festa dell’Assunta faceva riferimento a Efeso come “probabile” luogo della dormizione della Vergine.
La Beata Anna Caterina Emmerick sostiene che la morte e l’Assunzione in Cielo di Maria sia avvenuta ad Efeso, come riporto più sotto nel testo del Brentano il quale ha trascritto la “rivelazione mistica” della Beata, spiegando anche il motivo dell’equivoco del perché a Gerusalemme si ritiene che ci sia – come vi è - la tomba di Maria, deducendo erroneamente da ciò – “una tradizione incerta” - che vi sia stata anche sepolta.

Prof. GIORGIO NICOLINI

Maria, la Madre di Gesù, dopo l'ascensione del Figlio,
nelle rivelazioni mistiche della Beata Anna Caterina Emmerick

La mattina del 13 agosto 1823, in occasione della festa del l'Assunzione di Maria santissima, la veggente di Dùlmen iniziò la narrazione della vita della Madonna.

La Vergine Maria, dopo l'ascensione di nostro Signore al cielo, visse ancora tre anni a Sion, tre a Betania e nove a Efeso. Qui fu condotta da Giovanni quando si scatenò la persecuzione degli Ebrei contro Lazzaro e le sue sorelle. Giovanni la portò a Efeso e fece costruire per lei una piccola abitazione non molto distante dalla città. La seguirono un gruppo di discepole e altri fedeli della Palestina. Molte famiglie e pie donne di questa prima colonia cristiana dimorarono nelle spelonche delle rupi e nelle cavità che offriva il terreno. Il suolo era fertile e i cristiani avevano orti e frutteti. Altri gruppi abitavano nelle tende o avevano costruito piccole capanne. L'uso delle tende iniziò a diffondersi tra i cristiani fin dall'inizio delle persecuzioni, perché spesso erano costretti a trasferirsi da un luogo all'altro. Solamente la casa di Maria era di pietra. Pochi passi dietro la casa c'era un monte che si alzava ripido fino alla vetta, dalla quale si godeva una bella vista sul mare, su Efeso e sulle sue numerose isole. Non distante dal monte scorreva un bel fiumiciattolo. Per questa contrada non passava quasi mai nessuno. Nei pressi della colonia cristiana vidi un castello in cui abitava un re detronizzato. Giovanni lo convertì alla nuova fede. Tempo dopo il castello divenne sede vescovile. (CONTINUA)

 

DAL LIBRO
“LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO” 
del Prof. Giorgio Nicolini


LE RIVELAZIONI DELLA BEATA EMMERICK SULLE MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA E IL RITROVAMENTO DELLA CASA DI MARIA AD EFESO 

L’INSEGNAMENTO DEL MAGISTERO DELLA CHIESA

 


Ancona, Martedì 11 agosto 2020
Santa Chiara, Patrona della Televisione

  
IL MAGISTERO DELLA CHIESA  SULL'USO DEI MASS-MEDIA
SANTA CHIARA, PATRONA DELLA TELEVISIONE

IL GIUBILEO LAURETANO NEL CENTENARIO DELLA PROCLAMAZIONE
DELLA MADONNA DI LORETO A PATRONA DELL'AVIAZIONE
NEL RICONOSCIMENTO DELLA VERITA' STORICA
DEI VOLI MIRACOLOSI DELLA SANTA CASA

SANTA CHIARA
Patrona della Televisione

     Il 14 febbraio 1958 Pio XII, con il breve apostolico "Clarius explendescit", dichiarava Santa Chiara d’Assisi (1194-1253) Patrona universale della televisione. Il Papa, dopo aver affermato che dalla televisione "possono venire grandissime utilità, ma purtroppo anche danni non lievi, particolarmente per la grande facilità di usarla entro le stesse pareti domestiche", motivò la sua decisione con queste parole: "È parso quindi opportuno che una tanto importante scoperta sia messa sotto particolare protezione celeste, perché siano allontanati i mali che potrebbero venirne, e ne sia favorita l’utilità".
     La scelta cadde sulla santa assisana, come è accennato nel medesimo testo, per il noto episodio di cui fu protagonista la notte di Natale del 1252, anno precedente la sua morte. I particolari ci sono noti attraverso i Fioretti, le antiche biografie, in particolare la Legenda "Sanctae Clarae Virginis" di Tommaso da Celano, le testimonianze delle suore al processo di canonizzazione del novembre di quello stesso 1253 (era morta l’11 agosto). Suor Filippa di Sassorosso d’Assisi, che fu una delle prime compagne, depose: "Narrava anchora la predicta madonna Chiara come ne la nocte de la Natività del Signore proximamente passata, non potendo epsa per la grave infirmità levarse dal lecto per intrare nella cappella, le sore andarono tucte al Matutino al modo usato, lassando lei sola. Allora, epsa madonna suspirando disse: ‘O Signore Dio, eccho che so’ lassata sola ad te in questo loco’. Allora subitamente incominciò ad udire li organi et responsorii et tucto lo offitio delli Frati della chiesa de sancto Francesco, come si fusse stata lì presente".
     Il miracolo è anche esaltato in uno dei capitoli più suggestivi dei Fioretti il cui anonimo autore – dopo aver riferito che "ella sola rimase nel letto, mal contenta ch’ella insieme coll’altre non potea andare e avere quella consolazione spirituale" e che poté vedere e udire dal suo povero giaciglio in S. Damiano la liturgia della lontana chiesa di San Francesco – così continua: "Tornate le monache (...) sì le dissono: ‘O madre nostra suora Chiara, come grande consolazione abbiamo avuta in questa santa notte della natività di Cristo! Or fosse piaciuto a Dio, che voi fossi stata con noi!’. E santa Chiara rispose: ‘Grazie e laude rendo al mio signore Gesù Cristo benedetto, sirocchie mie e figliuole mie carissime, imperocché a ogni solennità di questa santissima notte, e maggiore che voi non siete state, sono stata io con molta consolazione dell’anima mia però che (...) io sono stata presente nella chiesa del padre mio santo Francesco, e co’ mie’ orecchi corporali e mentali ho udito tutto il canto e il sonare degli organi che vi s’è fatto’" (Cap. XXXV).
     Così, il 20 dicembre 1953 il sindaco di Assisi Arnaldo Fortini a nome della Società internazionale di studi francescani presentò al vescovo della città mons. Giuseppe Placido Nicolini la seguente proposta: "Pensiamo che un’attività, oggi così intensa e diffusa, debba avere la sua Santa Tutelare, e affacciamo umilmente la proposta che a patrona della radio e della televisione venga eletta santa Chiara d’Assisi".
     Il vescovo, che già nel 1939 si era attivato perché san Francesco fosse proclamato Patrono d’Italia, fece pervenire la proposta alla Santa Sede. Il 29 gennaio 1955, intanto, negli stabilimenti della Marelli di Sesto San Giovanni veniva dedicato a Santa Chiara il reparto televisivo alla presenza dell’arcivescovo di Milano mons. Montini (futuro Paolo VI) e, nell’autunno del 1957, la stessa santa veniva eletta Patrona della televisione spagnola.
     L’istanza assisana, come s’è visto, fu ufficialmente accolta da Pio XII che nel ‘breve’ del 14 febbraio 1958 scrisse: "Dichiariamo e costituiamo Santa Chiara d’Assisi, vergine, patrona della televisione, con tutti i privilegi e gli onori propri dei celesti patroni".

 

PIO XII
ALLA NASCITA DELLA TELEVISIONE

Pio XII, dall'Enciclica "MIRANDA PRORSUS" (La meravigliosa invenzione)

     Le meravigliose invenzioni tecniche, di cui si gloriano i nostri tempi, (CONTINUA)

Il testo completo dell'Enciclica all'indirizzo Internet:
http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_08091957_miranda-prorsus.html

  

(Allocuzione all'Episcopato Italiano)

"Noi crediamo opportuno osservare che la normale vigilanza che deve essere esercitata dall'autorità responsabile del pubblico spettacolo non è sufficiente per le trasmissioni Tv, al fine di eseguire un servizio ineccepibile dal punto di vista morale, ma è necessario un criterio diverso di valutazione, trattandosi di rappresentazioni che devono penetrare nel sacrario della famiglia. Appare, quindi, soprattutto in questo campo l'infondatezza dei pretesi diritti dell'indiscriminata libertà dell'arte, o del ricorso al pretesto della libertà d'informazione e di pensiero, essendo in gioco superiori valori da proteggere, i violatori dei quali non potrebbero sfuggire alle severe sanzioni minacciate dal divin Salvatore"

 

Siamo in estate, fa caldo, ma non dobbiamo cedere nella tentazione di uscire di casa scollati, mostrare le nostre nudità al mare con costumi inappropriati e tal volta quasi inesistenti; di mostrare agli altri il nostro corpo come un salumiere mostra ai clienti del suo negozio una coscia di prosciutto... Siamo stati Battezzati in Cristo, abbiamo ricevuto l'adozione a figli di Dio, siamo morti alla carne, come dice San Paolo... siamo diventati creature nuove in Cristo, tempio dello Spirito Santo! Dobbiamo vivere secondo lo Spirito e non secondo la carne, anche (e specialmente) in estate, sia nei luoghi di svago, di ritrovo, di comunione fraterna, dappertutto. Il Signore non va in vacanza, ci segue con la sua Grazia. Purtroppo però, teniamo conto che anche Satana non va in vacanza, e ci rincorre con i suoi Tranelli per farci Dannare e far Dannare i figli di Dio. Una persona non è responsabile soltanto di se stessa ma degli errori del suo prossimo se dovuti ad una propria mancanza nei confronti di Dio, come ad esempio accade quando per causa di una persona mal vestita un bambino oppure un'altra persona che è sposata viene portata al desiderio impuro della carne e pecca a sua volta, distruggendo l'innocenza che è in lei, ma anche famiglie, l'amore delle persone ad essa legate. In estate questo avviene molto più di quanto possiamo immaginare, perché mascherato sotto la falsa scusante del caldo. Almeno chi ha Fede, cerchi quindi di dare in questo tempo il buon esempio cristiano, timorato del Signore e si faccia carico di un comportamento idoneo alla dignità con la quale è stato rivestito da Dio per mezzo di Gesù Cristo e lo testimoni non solo a parole ma sopratutto silenziosamente con la sua vita da discepolo di Gesù, ad imitazione di Maria Santissima e con un modo appropriato di vestirsi, di apparire in pubblico, che non dia scandalo a nessuno e non procuri del Male.

LA MODA SANTA:
FEMMINILE, MODESTA ED ELEGANTE


   Prima di concludere la tematica dedicata al nono comandamento, (CONTINUA)

 Come deve vestire una donna? Le tre parole chiave sono proprio nell’intestazione di questa benedetta pagina: in modo femminile, in modo modesto e in modo elegante. (continua)

(testo di Don LEONARDO MARIA POMPEI)

UNA OCCASIONE UNICA PER IL RIPRISTINO NELLA BASILICA PONTIFICIA LAURETANA
DELLA VERITA' STORICA DEI "VOLI MIRACOLOSI" DELLA SANTA CASA COME LI HA RICONOSCIUTI E DICHIARATI LA CHIESA PER SETTE SECOLI


UNIAMOCI ALLA PREGHIERA DEL VESCOVO FABIO DAL CIN PER OTTENERE IL RIPRISTINO DELLA VERITA' SULLE TRASLAZIONI MIRACOLOSE E L'ALLONTANAMENTO DEFINITIVO DELLE MENZOGNE DISSACRATORIE

PROPALATE DALLA BASILICA LAURETANA NEGLI ULTIMI 40 ANNI

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Giovanni Paolo II
NELLA SANTA CASA DI LORETO
 

“ECCO L’ISPIRAZIONE CHE TROVO QUI A LORETO”

“Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia”.
“Chiedo a Maria Santissima che la Casa di Nazaret diventi per le nostre case modello di fede vissuta e di intrepida speranza. Possano le famiglie cristiane, possano i laici apprendere da Lei l’arte di trasfigurare il mondo con il fenomeno della divina carità, contribuendo così ad edificare LA CIVILTA’ DELL’AMORE”.
“Si tratta infatti di lavorare e collaborare perché sulla terra, che la Provvidenza ha destinato ad essere l’abitazione degli uomini, la casa di famiglia, simbolo dell’unità e dell’amore, vinca tutto ciò che minaccia questa unità e l’amore tra gli uomini… Poiché nella nostra difficile epoca, ed anche nei tempi che vengono, può salvare l’uomo soltanto il vero grande Amore! Solo grazie ad esso questa terra, l’abitazione dell’umanità, può diventare una casa: la casa delle famiglie, la casa delle nazioni, la casa dell’intera famiglia umana… che prepara i figli di tutta la terra all’eterna Casa del Padre nel Cielo”.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

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Rubbettino a Insieme Festival

In programma la presentazione del nuovo libro di Andrea Minuz “Fellini, Roma” con Antonio Monda, in occasione del centenario della nascita del grande regista riminese

«Roma», il capolavoro dimenticato di Fellini che ci racconta la capitale di oggi

In libreria per Rubbettino «Fellini, Roma» di Andrea Minuz (pp. 170 - € 12,00)

 

Rubbettino editore ha scelto di raccogliere la scommessa dell’Associazione Italiana Editori che, insieme a Biblioteche di Roma, Fondazione Musica per Roma e Progetto Cultura Zètema, ha pensato di non annullare “causa-covid” il consueto appuntamento romano che nel mese di dicembre raduna attorno all’evento “Più libri più liberi” il mondo dell’editoria e della cultura italiana, ma di delocalizzarlo e anticiparlo al mese di ottobre.
Rubbettino sarà dunque presente sia come espositore (Giardini Auditorium Parco della Musica, Stand 97) che con un evento di notevole interesse dedicato al grande regista Federico Fellini nel centenario della nascita.

Domenica 4 ottobre, alle 11,30 presso lo Spazio Risonanze dell’Audiotorium verrà presentato in anteprima nazionale il libro di Andrea Minuz “Fellini, Roma”. A discutere con l’autore, lo scrittore e docente di cinema (New York University) Antonio Monda.

Il nuovo libro di Minuz prende in esame una delle opere più interessanti di Fellini: Roma.

 

Attraverso una vasta documentazione e lo studio di materiali d'archivio, il volume analizza il film alla luce dei discorsi sul mito e il disfacimento della Città Eterna che da sempre attraversano il carattere nazionale e l'identità italiana. «ROMA – scrive Minuz – non è un "omaggio affettuoso" alla città, un album di ricordi o una cartolina nostalgica, come comunemente si potrebbe credere, ma il film di Fellini che più di altri ci trascina in una Roma apocalittica, caotica, da fine del mondo: l'ingorgo sul Grande Raccordo Anulare, le rovine negli scavi della metropolitana, il défilé di moda ecclesiastica, la scorribanda notturna dei motociclisti, sono scene che fanno ormai parte dell'immaginario della città e che all'alba degli anni Settanta intercettano, nella chiave dell'invenzione felliniana, la sua progressiva trasformazione in un magma metropolitano sempre più ingestibile».


Andrea Minuz insegna Storia del cinema presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Con Rubbettino ha pubblicato “Viaggio al termine dell’Italia. Fellini politico” e “Quando c’eravamo noi. Nostalgia e crisi della sinistra da Berlinguer a Checco Zalone”. Scrive per il quotidiano «il Foglio»

 

A questo grande capolavoro trascurato di Fellini è dedicato il nuovo libro di Andrea Minuz «Fellini, Roma», edito da Rubbettino, che arriva in libreria in occasione dell’anno del centenario della nascita del grande regista riminese, ma che vuole soprattutto riflettere sul gioco di specchi tra la città inventata da Fellini e la Roma di oggi. Attraverso una vasta documentazione e lo studio di materiali d’archivio, Minuz ripercorre così il film alla luce dei discorsi sul mito, il disfacimento di Roma e il suo scollamento dal paese, che da sempre attraversano il carattere nazionale e l’identità italiana. 

 

«È la città fantastica che ho immaginato da bambino, che ho scoperto da ragazzo, nella quale ho vissuto e lavorato, e che oggi mi sembra di non conoscere più». Così, nel 1972, Federico Fellini presentava Roma, un film poco visto, poco celebrato, quasi mai inserito tra i grandi titoli felliniani, raramente evocato persino quando si parla della “Roma di Fellini”. È un film invece con cui Fellini immagina con grande anticipo quel che sarebbe diventata la città, perché come diceva Giulio Carlo Argan, “nessuna città sa peggiorare meglio di Roma”.


 

 

a Lecce in prima visione pugliese  sabato 24 e domenica 25 ottobre 
proiezione del film HARE KRISHNA!

al Museo Castromediano dopo i successi dei primi appuntamenti della rassegna Cosmic Theater-V edizione...

 

Lincredibile vita di Srila Prabhupada, un anziano Swami indiano che nel 1965, all’età di 70 anni, senza alcuna risorsa economica, ha lasciato Calcutta e la sua amata India per arrivare a New York e iniziare la sua missione di creare un movimento spirituale di portata mondiale.

Il film svela i retroscena di un movimento culturale nato nella scena artistica e intellettuale della Bowery di New York, della mecca hippie di Haight Ashbury e della Beatles mania di Londra... continua

in collaborazione con UamTv, Sabato 24 ottobre ore 20.00 e domenica 25 ottobre ore 16.30 , al Museo Castromediano a Lecce, prenotazione obbligatoria online.
Posti limitati!
Prevista promozione per partecipare in coppia cliccando sul pulsante
 
una rassegna in collaborazione con il Polo Biblio Museale di Lecce, Museo Castromediano, Biblioteca Bernardini e Extraconvitto. Con il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale e della Provincia di Lecce.
Un evento di Cosmic Community

🍃 per l'occasione la direzione del Museo Castromediano - Lecce, il più antico museo pubblico della Puglia, è lieta di offrire ai partecipanti della proiezione e agli appassionati delle attività di Cosmic, una visita guidata agli spazi e alle collezioni archeologiche e storico artistiche che rappresentano le più straordinarie testimonianze della storia del Salento. Chi è interessato può prenotarsi alla mail museocastromediano.lecce@regione.puglia.it

GUARDA IL TRAILER E PRENOTA SINO AD ESAUTIMENTO POSTI

 

SOLD OUT per la conferenza della Dott.ssa Michela De Petris a Lecce il 18 ottobre al Museo Castromediano di Lecce

A seguito della toccante esperienza vissuta pochi giorni fa con "La Rivoluzione del Cuore" che ha visto tantissima partecipazione, grande attesa ora  per il secondo appuntamento della rassegna Cosmic Theater che prevede la presenza in  conferenza di una delle più note figure professionali nell'ambito medico-scientifico per trattare l'argomento "Alimentazione al 100%vegetale per la prevenzione e la terapia dei tumori". 
L’ evento ha raggiunto il soldout viste le normative in matetia di covid, quindi non sarà possibile più  accedere. Si potrà però partecipare alla replica online che sarà disponibile a breve e su prenotazione dal sito ufficiale della rassegna. 

Il Cosmic Theater- V edizione è la  rassegna annuale di  Cosmic Community, porta la direzione artistica di Federico De Giorgi e include iniziative per il benessere umano e planetario,  tra cinema,suoni e arti spirituali.
E' realizzata in collaborazione con il Polo Biblio Museale di Lecce, Museo Castromediano, Biblioteca Bernardini e Extraconvitto, e il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, e della Provincia di Lecce.

 

 

arriva a Lecce la V edizione
della rassegna Cosmic Theater

A seguito della tappa estiva salentina del Cosmic Fest giunta a termine con grande soddisfazione di partecipazione e di intima gioia del pubblico , torna la rassegna Cosmic Theater V edizione con un imperdibile appuntamento nell'ambito dell'espansione di coscienza:
LA RIVOLUZIONE DEL CUORE meditazione attiva condotta da Mina Calogiuri con la presenza eccezionale di Shunyata.
Sarà giovedì 8 ottobre alle ore 19.00 a Lecce presso il Convitto Palmieri/ Biblioteca Bernardini. Un intenso percorso di meditazione attiva tra ritmo suono, respiro e canto con le ancestrali vibrazioni delle cambane tibetane, dei gong planetari e di potenti mantra. 
Dato i ripetuti Sold Out delle meditazioni con i Gong Planetari nelle iniziative di Cosmic, è fondamentale prenotarsi online, posti limitati.
Qui tutte le info e per prenotarsi www.cosmictheater.it/la-rivoluzione-del-cuore

Un appuntamento in collaborazione con Polo Biblio Museale di Lecce, Biblioteca Bernardini e Extraconvitto. Con il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale e della Provincia di Lecce

 

 

IMPARIAMO DALLA STORIA


Come fece il Fascismo a sconfiggere la Tubercolosi (TBC) senza mascherine e distanziamento?


Silvio Berlusconi a 84 anni ha contratto il virus del Covid19 e, nonostante l' elevata carica virale che l'ha colpito, dopo due settimane è¨ uscito dalla clinica allegro e pimpante come il presidente Americano Trump (74 anni) dopo due giorni di degenza.
Questi due esempi ci dimostrano che chiunque abbia contratto il virus può guarire. Le migliaia di morti che abbiamo registrato nel pieno della pandemia (e che speriamo di non rivedere), sarebbero state infinitamente meno se quelle persone fossero state curate adeguatamente. Non è¨ il Virus che uccide, ma la mancanza di cure, a parte il caso di pazienti affetti da gravi patologie poi aggravate dal Covid.

Negli anni venti, prima dell'avvento del Fascismo, in Italia la Tubercolosi (TBC) infettava ogni anno 600mila persone e causava oltre 60mila vittime, soprattutto fra i bambini. Eppure nel giro di pochi anni il Regime riuscì a depotenziarlo fino a sconfiggerlo del tutto. Come fece? Prendendolo a manganellate o annegandolo nell'olio di ricino? Battute a parte, la risposta è¨ semplice: costruendo ospedali e dotandoli delle più moderne strumentazioni tecnico-scientifiche e applicando procedure mediche all'avanguardia nella cura delle malattie infettive.
Furono realizzate negli anni del Fascismo quelle eccellenze in campo ospedaliero che tutto il mondo guardava con ammirazione e che ancora oggi rappresentano l'ossatura del sistema sanitario pubblico: a Roma lo Spallanzani, il San Camillo e il Forlanini, a Napoli il Cardarelli, a Genova il Gaslini solo per citare i più noti, cui si aggiunsero le centinaia di ospedali minori e le molteplici strutture specializzate per la cura delle patologie polmonari come, ad esempio, il Villaggio Sanatoriali di Sondalo.

In pochi anni dal 1929 al 1936 furono creati oltre 20mila posti letto in sessantuno nuovi ospedali.
In ogni località  termale sorgevano le Colonie Elioterapiche per la cura delle patologie polmonari e tutti gli anni i bambini potevano andare a respirare aria salubre al mare o in montagna grazie alle colonie estive. In quegli anni nessuna nazione europea investì nella sanità pubblica come l'Italia fascista. Altro che mascherine, distanziamento sociale e banchi a rotelle nelle scuole...

 

 

Per saperne di più¹ E' disponibile il libro di Gianfredo Ruggiero:

 

Sul fascismo molto si è scritto, ma poco si è compreso a causa del conformismo degli storici che pur sapendo come realmente si svolsero i fatti, tacciono e si adeguano.

In questo libro, chiaramente di parte, di quella parte di storia sul fascismo volutamente ignorata, sono affrontate le maggiori colpe attribuite a Mussolini e al suo regime: dalla presa del potere con la violenza al delitto Matteotti, dalla morte di Gramsci all'omicidio dei Fratelli Rosselli, dall'uso dei gas nella guerra d'Aissinia alle leggi razziali, dall'entrata nel secondo conflitto mondiale ai crimini della guerra civile. Fatti e circostanze descritti con rigore storico che, di conseguenza, fanno vacillare molte delle certezze che ci sono imposte fin dai banchi di scuola.
Nella seconda parte sono descritte e documentate le principali realizzazioni del fascismo. Opere, istituzioni e leggi (molte delle quali ancora in vigore a conferma della loro validità) che nei libri di testo sono ignorate o sminuite nella loro portata.
Nella terza parte, quella dedicata agli approfondimenti, si parla di come il regime, senza mascherine e distanziamento sociale, ha sconfitto la tubercolosi, una malattia infettiva che ogni anno mieteva molte più vittime del Coronavirus di oggi, soprattutto tra i bambini. Di come l'industria chimica italiana si è imposta a livello mondiale e un capitolo sul rapporto tra fascismo e turismo, sport e cultura. Sono infine smentite molte delle cosiddette bufale sul fascismo.
Il fascismo, piaccia o no, è parte integrante della nostra storia e non può essere racchiuso tra due parentesi come fosse una sorta d'incidente e sbrigativamente relegato in un angolo della nostra memoria collettiva, salvo poi riprenderlo per usarlo come spauracchio o come etichetta per denigrare l'avversario politico. I suoi meriti e le sue colpe vanno dibattuti con distacco e serenità. Solo così potremmo togliere spazio al fanatismo delle frange estreme e alla strumentalizzazione della politica.
Historia Magistra Vitae, affermava Cicerone. Quella vera aggiungiamo noi.

 

Volume 3 della collana LA FORZA DELLE IDEE - 280  pagine

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Inviare richiesta all'autore: ruggierogianfredo@libero.it
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Si avvisa che in seguito  alla nuova ordinanza della Giunta Regionale della Campania del 14 ottobre 2020  a causa della pandemia COVID 19 che informa
✔
 Che è essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati ed è obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia 

 

👨‍ Il Presidente 👨
VISTA la legge n.689/1981 ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, comma 16 del decreto-legge n.33 del 2020 ‍⚖
 
 SENTITO il Coordinatore dell’Unità di Crisi
 ‍ 

 

👨‍ ORDINA 👨‍


1. Con decorrenza immediata e fino al 13 novembre 2020, salva ogni ulteriore determinazione in conseguenza dell’andamento della situazione epidemiologica quotidianamente rilevata, sull’intero territorio regionale ✅


1.2. Conferma il divieto dell’attività di sagre e fiere e, in generale, ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione non si svolga in forma statica e con postazioni fisse, già sancito dall’Ordinanza regionale n.75 del 29 settembre 2020 ✅


Vista l’urgenza e criticità del momento, vi aggiorneremo cautelativamente, sulle prossima date del Memorial Correale, previsto per sabato 7 e domenica 8 novembre 2020 e rinviato a data da destinarsi.
Augurandoci, unitamente a tutti i nostri soci, che questo momento difficile serva per renderci piu' responsabili ed affrontare con determinazione le sfide del futuro.

Un arrivederci affettuoso a tutti dal Circolo Filatelico Numismatico "Tempo Libero" di Castellammare di Stabia (Napoli). 

 

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
(Cesare Pavese)

 

Associazione Circolo "Tempo Libero" 

Dal 1994, punto di riferimento dei collezionisti del Sud Italia.

 

 

 

 

 

Dopo il successo della promozione sui film DOMINUS, abbiamo deciso di estendere la stessa anche ai nostri libri, in modo da supportarvi nella preparazione della Festa di TUTTI i SANTI.

Crediamo, infatti, che le ricorrenze d’importazione rischino di farci trascurare le nostre preziose festività e, con queste, il nostro inestimabile patrimonio culturale. Quindi abbiamo pensato ad un’iniziativa speciale: celebrare la festa di TUTTI i SANTI regalando un film o ancora una lettura formativa a chi vuoi bene ❤️

Da parte di Dominus diamo il nostro contributo attivando una promozione speciale su tutti i nostri prodotti, valida da oggi fino al 1 Novembre incluso!

Puoi fare il tuo ordine direttamente sul sito www.dominusproductionstore.com oppure chiamarci al numero 0550468068 dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 18.00

Prepariamoci alla festa di TUTTI i SANTI scambiandoci un piccolo dono per il cuore e per la mente

 

 

Cari amici e sostenitori di Dominus,


In occasione dei 9 anni di apertura della sezione “cinema” di Dominus Production e con l’avvio del nuovo anno scolastico, abbiamo pensato di offrire tutti i dvd dei film distribuiti da Dominus al prezzo promozionale di 10euro. Ogni dvd sarà inoltre accompagnato dalla Scheda di Ricadute Didattiche dei film sui programmi delle scuole medie e superiori, così da sollecitare la visione a scuola e in famiglia di film con messaggi importanti per i più giovani.

Tutti gli ordini possono essere effettuati su: www.dominusproductionstore.it oppure chiamando gli uffici Dominus dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 allo 0550468068.

La promozione sara’ valida per gli ordini effettuati entro lunedì 12 Ottobre. Tutti i film di Dominus sono anche disponibili in streaming su www.dominusproductionstore.com/18-on-demand

Dominus Production
Via Il Prato 19a, Firenze
Tel. 055 0468068 (Lun.-Ven. 9.00-18.00)
info@dominusproduction.com

 

Organizza la TUA proiezione! UNA CANZONE PER MIO PADRE

In una società dove si cerca di distruggere i punti di riferimento, un film-tratto da una storia vera, UNA CANZONE PER MIO PADRE, ne fa comprendere la profonda importanza.

 

UNA CANZONE PER MIO PADRE aiuta a riscoprire la propria forza interiore, indipendentemente dalla ferita che la vita possa averci inferto o da qualsiasi altra difficoltà si stia momentaneamente affrontand

o.

 

E' ora possibile organizzare proiezioni pubbliche del film. Il DVD è acquistabile su: www.unacanzonepermiopadre.it oppure chiamaci allo 0550468068 (Lun-Ven 8.30-18.00)

Trailer: https://youtu.be/pXPhse0Sckg

 

Cari amici,

Stiamo vivendo un'emergenza economica e morale senza precedenti. Ognuno di noi ha, quindi, il dovere di fare un passo avanti e mettersi a disposizione della collettività per dare il proprio contributo. Per questo motivo ho deciso di candidarmi al Consiglio della Regione Toscana.

La mia esperienza, prima in consulenza strategica nel rilancio di aziende in crisi, poi in banca d’affari nel finanziamento di grandi opere infrastrutturali per i Paesi in Via di Sviluppo (Africa e America Latina) e dal 2010 come piccolo imprenditore nel campo dell'editoria e della formazione (con sede a Firenze) credo possa essere utile se messa a disposizione della collettività.

In particolare, la mia esperienza nella piccola e media impresa mi fa capire quanto ci sia ancora molto da fare per salvaguardare e rilanciare il tessuto produttivo Toscano e Italiano (!) da troppo tempo soffocato e utilizzato dalla pubblica amministrazione come mera fonte di entrate, non come patrimonio economico e culturale da tutelare e su cui investire.

In un momento di crisi come quello in cui ci troviamo, la cui onda d’urto si paleserá tra qualche mese, non possiamo stare a guardare ma dobbiamo agire. Dobbiamo immediatamente creare fondi regionali ad hoc per tutelare le fasce piu’ deboli della popolazione come le famiglie (in particolare quelle numerose oppure con presenza di disabili o anziani) e parallelamente incentivare la parte produttiva anche con sostegno alle micro attività, che sono il tessuto economico del nostro territorio. Ritengo cruciale salvaguardare i diritti cardine del lavoro, della sanitá e dell’istruzione.

Per approfondire il mio programma vi invito ad andare sul sito www.federicapicchi.it dove potrete leggere qualcosa di piú sulla mia storia ed eventualmente scaricare la grafica elettorale da condividere con famigliari e amici. Credo che in un momento di cosí grande criticitá per il territorio e per il Paese, abbiamo particolare bisogno di persone CONCRETE che vengano dal mondo del lavoro e che vivano sulla propria pelle le problematiche delle famiglie e delle attività produttive.

 

Se credete in me, nel mio percorso umano e lavorativo, vi chiedo di darmi la vostra preferenza. Sono votabile solo sulla città di Firenze (solo il comune di Firenze non la provincia), quindi se risiedete in altri comuni potete inoltrare questa email ai vostri conoscenti fiorentini, chiedendo loro di darmi la preferenza. Il vantaggio delle elezioni Regionali è che può esprimere una preferenza diretta, quindi si VALUTA, si SCEGLIE e si VOTA la persona.

 

 

Fondamentale per me é il vostro passaparola. Grazie per la vostra fiducia e per la condivisione di questa piccola-grande MISSIONE.

In ALTO i CUORI! Federica

 

Oggi è una data importante!

esattamente 10 anni fa nasceva DOMINUS TECUM editoria e media, poi divenuta DOMINUS PRODUCTION l'8 settembre 2011.

 

Per esprimervi la nostra felicità e il nostro GRAZIE, abbiamo deciso di mettere tutti i nostri libri al prezzo speciale di 9euro per tutti gli ordini che arriveranno oggi 29 Luglio e domani 30 Luglio. Crediamo che sia un bellissimo modo per farvi iniziare il mese di Agosto (solitamente dedicato alle vacanze e alla lettura!) con degli straordinari spunti di riflessione per voi e da donare ai vostri famigliari e

Inoltre, metteremo un dono aggiuntivo a tutti gli ordini di oggi e di domani, per festeggiare con voi il nostro compleanno!

un abbraccio virtuale e ... in ALTO i CUORI!

 

 Federica

www.dominusproduction.com

 

 

Dominus Production srl
Via Il Prato 19a, Firenze
 Tel. 055 0468068 (Lun.-Ven. 9.00-18.00)
associazioni@dominusproduction.com

 

 

 

 

PRO VITA E FAMIGLIA

Ciao


ecco un'occasione assolutamente imperdibile! Per la prima volta in assoluto, infatti, l'Associazione Pro Vita e Famiglia presenta l'opera teatrale Petali di spine, scritta e diretta da Saverio Di Giorgio, che avrà luogo al Teatro Sala Raffaello di  Roma  il 3 ottobre 2020 alle ore 21.00, e al quale siamo onorati di invitarti!
Si tratta di uno spettacolo "tragicamente comico", un inno alla Vita e alla Maternità che parla di riscatto e autentica libertà di scelta, a dispetto delle avversità, contro tutto e contro tutti.


Cosa aspetti? Vieni il prossimo 3 ottobre alle ore 21.00, al Teatro Sala Raffaello, in via Terni 92 a Roma! È obbligatoria la prenotazione, da effettuare al seguente link: eventbrite.it/e/biglietti-petali-di-spine-121089478891. L'ingresso è gratuito, ed è obbligatorio l'uso della mascherina. Per informazioni, è possibile scrivere all'indirizzo info@provitaefamiglia.it.
Passaparola! Non c'è ferita che l'amore e l'ascolto non possano guarire!
Non mancare! Ti aspettiamo, anche per passare una serata insieme!
Un forte abbraccio!

 

Antonio Brandi
Presidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

 

Jacopo Coghe
Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

 

Gent.mo/a,

Creda: per noi è essenziale come l'aria che respiriamo, perché le campagne che abbiamo avviato  sono davvero onerose. 
Aspettiamo la discussione alla Camera della proposta di legge Zan contro l'omotransfobia. Certamente di problemi in Italia ne abbiamo non pochi in questo momento, però non è da trascurare il fatto che se passa quella norma liberticida, avremo definitivamente la "Gaystapo" al potere: le associazioni LGBTQIA(...) potranno imporre il loro modo di parlare e di pensare in tutti i campi del sociale, e fare di conseguenza i loro corsi di indottrinamento ideologico in ogni contesto, soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado: avranno il diritto di far propaganda alla cosiddetta "ideologia gender" e chi si oppone andrà in galera.
Per questo,  abbiamo denunciato Alessandro Zan per le ingiurie che ha rivolto a tutti noi che siamo scesi in piazza pacificamente. 

C'è stata poi la bella pensata del ministro Speranza che consente l'aborto con la RU486 a domicilio: non solo agevolando la strage di innocenti in atto, ma anche favorendone la banalizzazione con grave detrimento per la salute (e la vita) delle donne.
Anche su questa cosa stiamo organizzando una nuova campagna,  per "dar voce a chi non ha voce": i bambini uccisi con l'aborto e le loro mamme distrutte da una "scelta" che di solito è "obbligata" e scaturisce dall'inganno e dalle menzogne della propaganda abortista.

Continui a seguirci, a sostenerci, a parlare di queste cose con i suoi amici: dobbiamo essere sempre di più a gridare il nostro NO a queste follie.

 

La ringrazio ancora e la saluto cordialmente.

Toni Brandi

PS:


 Capisco di essere spudorato nel chiederle un'ulteriore cortesia, e ormai il tempo della dichiarazione dei redditi è finito.  Ma sarebbe davvero un grande favore che ci fa: ci aiuti con il 5 per mille. Se vuole materiale (cartoncini o file, o messaggini whatsapp) ce lo dica e gliene mandiamo volentieri. Potrebbe far girare quest'altro video https://youtu.be/Yxai4xbXkis   oppure copiare questa frase e inviarla ai suoi contatti, o magari a qualche commercialista suo amico... 

 

Il tuo 5 per mille vale! Donalo a Pro Vita & Famiglia Onlus per aiutare i bambini, le madri, le famiglie in difficoltà e per trasformare la cultura della vita e della famiglia in azione! Basta indicare nella dichiarazione dei redditi il Codice Fiscale: 94040860226. Scopri di più su: https://www.provitaefamiglia.it/5-per-mille

 

 

IL 5 per mille non costa niente a chi lo dà, ma per noi è davvero importante. 
La ringrazio comunque, sia se potrà, sia se non potrà farlo.


- Penso anche che lei conosca le varie attività che abbiamo svolto di recente e i progetti che abbiamo realizzato, anche in occasione di questa epidemia, per cui abbiamo speso più di 80.000 euro (abbiamo concluso la campagna #attiviamociperilbenecomune a Roma, distribuendo pacchi-spesa per più di 50 famiglie ).

Durante l' emergenza coronavirus abbiamo spedito pacchi di migliaia di mascherine a centri anziani e ad enti che ne avevano bisogno; in diversi Comuni  abbiamo messo a disposizione i nostri volontari per distribuzione pacchi a chi non si può muovere di casa e fatto donazioni, e fatto la spesa a famiglie in povertà  e ad  anziani e malati bisognosi; abbiamo fatto donazioni anche ad alcuni enti ospedalieri a Bergamo e a Brescia. Per ulteriori dettagli veda qui: https://www.provitaefamiglia.it/iniziativa/la-solidarieta-a-distanza-attiviamociperilbenecomune.


- La campagna ‘Un dono per la Vita’ si è ripetuta l'8 maggio per la quarta volta (regaliamo a un gruppo di mamme in gravidanza  in difficoltà economiche passeggini, pannolini, ciucci e biberon. Il 12 dicembre avevamo incontrato per la seconda volta una decina di mamme bisognose, italiane e straniere; a gennaio abbiamo aiutato un'altra famiglia a Roma). 


- Prima del "lockdown" abbiamo patrocinato una festa fantastica: "Night to shine", una serata dedicata a persone con bisogni speciali, che sono stati accolti con una Jaguar d'epoca, su cui hanno fatto un giretto, sono entrati su un tappeto rosso tra due ali di folla plaudente e sono stati incoronati re e reginette del ballo (https://www.provitaefamiglia.it/blog/gran-gala-e-solidarieta-il-successo-di-night-to-shine).

- È operativo il numero verde 800 94 24 83. Lo scopo del numero è di ricevere segnalazioni di progetti o iniziative ideologiche e diseducative (gender) da tutto il territorio nazionale, offrire aiuto a chi lo chiede e reagire con tempestività anche a livello locale.


- La petizione su una legge finanziaria a misura di famiglia, presentata alla Casellati, è stata annunciata in Senato e assegnata alla commissione bilancio. Nella seduita del 16/1/20 c'è l'annuncio: «Il signor Antonio Brandi da Roma, a nome dell'Associazione Pro Vita & Famiglia Onlus e di numerosissimi altri cittadini chiede misure finanziarie di sostegno a favore delle famiglie (Petizione n. 478, assegnata alla 5a Commissione permanente); (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=18&id=1141505&part=doc_dc-allegatob_ab)

- Lo Iap (il Garante per la pubblicità) ci ha dato di nuovo ragione. Così come i manifesti contro l'utero in affitto a suo tempo, anche quelli #No Eutanasia sono stati giudicati leciti (avevano fatto ricorso dicendo che erano menzogneri e terroristici...).

Ma le cose da fare sono ancora tante, e il suo aiuto è fondamentale per noi. In particolare siamo impegnati per:

- la tutela del diritto di vivere dei più deboli (anziani, disabili e malati) per cui abbiamo fatto affissioni e camion vela due video www.youtube.com/watch?v=fz5r2yspzpEhttps://www.youtube.com/watch?v=6xnL9z90nnc&t=2s  e una petizione, www.noeutanasialegale.it
- studiare una nuova azione per il diritto di tutti a nascere e per limitare i danni che fa la turpe legge 194.

Toni Brandi
Presidente

Pro Vita & Famiglia - Viale Manzoni, 28/C 00185 - Roma, Italia - t: +39 0694325503 - m: +39 327 8224967 - e: a.brandi@provitaefamiglia.it

 

Il tuo 5 per mille vale! Donalo a Pro Vita & Famiglia Onlus per aiutare i bambini, le madri, le famiglie in difficoltà e per trasformare la cultura della vita e della famiglia in azione! Basta indicare nella dichiarazione dei redditi il Codice Fiscale: 94040860226. Scopri di più su: https://www.provitaefamiglia.it/5-per-mille

 

CIAO,

Le testimonianze di dolore e di rimorso dopo l'uso della pillola abortiva RU486 sono innumerevoli. Qualche giorno fa abbiamo condiviso con te il grido di disperazione di una ragazza (vedi sotto l'email che abbiamo inoltrato). Ecco un'altra testimonianza agghiacciante:

 

"Contrazioni per dieci ore, sudorazione, grida, tutto da sola: è stato psicologicamente spaventoso e fisicamente orribile. Senza contare quello che ne è seguito: gli attacchi di panico, la depressione, mesi di terapia psicologica"...


Non possiamo rimanere indifferenti davanti alle silenziose richieste di aiuto di queste ragazze, di queste donne, e dei loro piccoli bambini. Perciò, ti chiediamo se puoi contribuire ora con una donazione alla campagna di Pro Vita & Famiglia contro la diffusione

della pillola abortiva RU486

 

 

(Per donare via bonifico bancario o bollettino postale vedi le informazioni occorrenti alla fine di questa email)


Le nuove orribili linee guida del Ministero della Salute hanno esteso a nove settimane di gravidanza il periodo in cui la RU486 può essere somministrata alla donna. Inoltre, la pillola abortiva potrà essere ricevuta in regime di day hospital: pertanto, la donna subirà l'aborto spesso da sola a casa, dovendo gestire i dolori e talvolta le emorragie ed altre complicazioni... rischiando di vedere il piccolo corpo di sua figlia o figlio morto (in quasi 6 casi su 10!) 
Per questo siamo sul punto di intraprendere forti iniziative sociali, legali e culturali contro l'ulteriore diffusione della RU486 (vedi sotto per ulteriori dettagli) con la finalità di salvare il più grande numero di donne e di bambini da un metodo abortivo ancora più insidioso, pericoloso e banalizzante
Se possibile, aiuta anche tu!

 


 

Grazie in anticipo,

 

Antonio Brandi
Presidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

Jacopo Coghe
Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

P.S. Dona ora per contribuire a salvare le madri dal trauma e dal dolore, e i piccoli bambini in grembo dalla morte per denutrizione.

 

"Ero a casa da sola. Meglio così, perché ho urlato come non avevo mai fatto prima. È stato di gran lunga il peggior dolore che abbia mai provato... Ho sentito qualcosa muoversi dentro di me, e quando mi sono seduta in bagno, l'ho sentita uscire. Mi aspettavo un grumo di sangue: niente avrebbe potuto prepararmi a vedere quel suo corpo. Era del colore della mia pelle e iniziava a sembrare una persona. Non c'era niente altro che potessi fare tranne tirare lo sciacquone. Ora che il dolore fisico è finito, questa immagine mi perseguiterà per il resto della mia vita".

 

Questa è la testimonianza di una ragazza che ha abortito prendendo la pillola RU486.
Recentemente, il Ministro della Salute ha purtroppo liberalizzato ancora di più l'uso della pillola abortiva RU486: d'ora in poi potrà essere somministrata fino alla nona settimana di gravidanza e anche in regime di day hospital! Ciò significa che moltissime donne e ragazze abortiranno da sole, dovendo gestire il dolore, il rimorso, eventuali complicazioni, e rischiando di vedere il piccolo viso del loro bambino morto, gettato nel WC, come nella testimonianza della ragazza...
aiutaci a fermare tutto ciò!

 

 

Pro Vita & Famiglia sta per intraprendere alcune azioni concrete per fermare l'ulteriore diffusione di questa pillola mortifera, per difendere la vita dei bambini e salvaguardare la salute fisica e psicologica delle donne.
Abbiamo bisogno del tuo aiuto per:
- realizzare una campagna di manifesti per sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli della RU486;
- organizzare conferenze stampa, convegni e dibattiti con esperti in cui denunceremo le nuove linee guida del Ministero della Salute;
- creazione e distribuzione massiva di libretti sui rischi della pillola abortiva, nonché diffusione di materiale audiovisivo;
Inoltre, stiamo valutando la fattibilità di un'azione legale per chiedere l'annullamento delle nuove linee guida.

 

Fai una donazione per risparmiare a quante più donne possibili di vedere il viso del proprio bimbo morto!

L'aborto farmacologico, tramite RU486, è ancora più pericoloso per la donna che l'aborto chirurgico. Oltre alle contrazioni dolorisissime che provoca durante l'espulsione del feto, il rischio di gravi emorragie e di trasfusione è molto maggiore; le complicazioni sono ancora maggiori per le donne che utilizzano le pillola fino alla nona settimana di gravidanza. Decine di donne sono addirittura morte. Anche i danni psicologici possono essere più gravi: nel 56% dei casi la donna fa l'esperienza devastante di vedere il bambino morto...
Un bambino che, a nove settimane di gravidanza, pur molto piccolino, ha un viso già abbastanza definito, con le labbra già formate e le orecchie che iniziano a prendere forma. Anche le sue mani e le sue dita sono già formate e i suoi piccoli gomiti possono già muoversi...
Questa piccola creatura può tuttavia essere uccisa e buttata nel cesso! Il mifepristone contenuto nella RU486, infatti, blocca il flusso di sangue e il nutrimento per il bambino, il quale muore di fame nell'utero materno.
Contribuisci a questa campagna e aiutaci a combattere contro questo orrore!
Grazie in anticipo per quello che potrai fare,

 

 

P.S. Dona ora per aiutarci a combattere contro la diffusione della pillola abortiva RU486, soprattutto dopo le nuove linee guida del Ministro della Salute: evitiamo a quante più donne possibile di vedere il viso del loro piccolo bambino morto!

VUOI SOSTENERE LE ATTIVITA' DI PRO VITA E FAMIGLIA?

Non riceviamo fondi statali anche per restare autonomi. Ma questo significa che dipendiamo totalmente dalla tua generosità. Puoi donare

 

Con Carta di Credito e Paypal cliccando qui.
Oppure su:
Conto Corrente Postale
Intestatario: Pro Vita e Famiglia Onlus
CCP: 1018409464
Conto Corrente Bancario
Intestatario: Pro Vita e Famiglia Onlus
Banca: Cassa Rurale Alta Vallagarina
IBAN: IT89X0830535820000000058640
Grazie per la tua generosità

 

 

 

S.O.S.
Mamme per l'Italia

TANTE MAMME E BAMBINI HANNO BISOGNO DI TE!

SE UNA MAMMA SORRIDE, SORRIDE ANCHE IL SUO BAMBINO

Ti abbiamo raccontato le storie di alcune nostre mamme e dei loro bambini, ti abbiamo parlato di Anna, di Francesca e di altre mamme, ti abbiamo parlato delle loro sconfitte e delle loro "piccole grandi vittorie".

Oggi hai l'occasione di stare dalla loro parte!

Diamo a te la possibilità di aggiungere il nome di una nuova mamma che grazie alla tua generosità farai entrare nella Rete del Moige per ricevere tutto l'aiuto e il supporto materiale e psicologico di cui lei e il suo bambino hanno bisogno.

Ogni bambino e ogni mamma hanno diritto a una speranza e a una vita dignitosa.

Noi siamo al loro fianco, pronti ad aiutarli, ma non possiamo farlo da soli.
Per questo ti chiediamo di aiutarci con una donazione su Rete Del Dono - Mamme per l'Italia oppure direttamente sul nostro Sito Moige

Ogni contributo sarà prezioso, ma occorre FARLO ADESSO!
Mamme e bambini non possono aspettare.

 

 

 

 

EXECUTIVE BUSINESS SCHOOL


Family Business, Passaggi Generazionali, Salvaguardia del Patrimonio

a grande richiesta 3° edizione
 


Le Imprese di maggior Successo sono quelle familiari, sempre e quando si impari a gestire i conflitti personali.

In questo webinar verranno trattate diverse dinamiche del family business nonchè le best practice e le leve di successo per un corretto passaggio generazionale.
Inoltre verranno presentate le piu innovative e funzionali attività di salvaguardia del patrimoinio personale dell’imprenditore tramite istituti giuridici quali Trust ed Holding Societarie.

Imprenditori e manager avranno l’opportunità di conoscere e approfondire queste tematiche di grandissimo interesse studiate dai massimi esperti mondiali.

Il taglio pratico del corso consente di utilizzare fin da subito quanto appreso nella propria impresa.


Relatori:
Dott. Gianluca Santorelli Presidente di AINP e Commercialista
Avv. Pierluigi Bissa membro del comitato scientifico di AINP

Qual è la percezione che hanno di te i tuoi clienti? E quali sono le tue conoscenze per creare valore?

AINP, Associazione Italiana Negoziatori Professionisti, dal 2009 affianca e formai professionisti, imprenditori e manager di successo con un insieme di competenze multidisciplinari innovative conosciute solo da una ristretta élite imprenditoriale e professionale che ha fatto e continua a fare la differenza sul mercati internazionali.

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Fino a qualche anno fa si diceva: “Nel business se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere sempre gli stessi risultati”. Oggi, in un mondo che evolve e che cambia così rapidamente, se continui a fare quello che hai sempre fatto otterrai gli stessi risultati?

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Visitate il Laboratorio Artistico di ceramiche, mosaico, vetro, stoffe e bigiotteria artistica di Anna Maria e Damiano nel centro storico di Montaione (Fi) via Roma n.15

 

http://www.montaioneintuscany.it/struttura/associazione-culturale-arte-e-mestieri/

 

x i Vostri regali, Vi aspettiamo, Si effettuano anche corsi artistici per adulti e bambini di ceramica, mosaico, vetrate artistiche e decorazione su stoffa!  

Salutissssimi Anna Maria e Damiano

X info:
Anna Maria 327/8688913
Damiano 339/8723681

ORARIO DI APERTURA LABORATORIO ARTISTICO:

 

LUNEDI’- MONDAY: 9,30 – 12,30 / 16,00 – 19,30

 

MARTEDI’- TUESDAY: CLOSED / 16,00 – 19,30

 

MERCOLEDI’- WEDNESDAY: 9,30 – 12,30 / 16,00 – 19,30

 

GIOVEDI’- THURSDAY: 9,30 – 12,30 / CLOSED

 

VENERDI’- FRIDAY: 9,30 – 12,30 / 16,00 – 19,30

 

SABATO - SATURDAY: 9,30 – 12,30 / 16,00 – 19,30

 

DOMENICA - SUNDAY: FACOLTATIVO - OPTIONAL

 

 

Grazie della collaborazione. 

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

- il video del Papa: "Rispetto per le risorse del pianeta"

 

https://youtu.be/BDWTokZEtzs

 

 
 

XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 30.08.20 Mt 16, 21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

 

Commento di don Gigi Pini

 

Attenzione: non è obbligatorio andargli dietro! “Se qualcuno vuole…”: è una nostra libera scelta ma…c’è un “ma” che mi mette con le spalle al muro…nel senso che se “voglio andargli dietro” non posso fare di testa mia, farmi gli affari miei, né “scaricare” la mia croce. Al contrario “se voglio andargli dietro” devo farmi carico della mia croce!

 

Ma cosa sta dicendo? Ma quale croce? Tranquilli… la “croce” è sempre solo e soltanto l’insieme dei giorni della mia vita che sono in questo “tempo” e “territorio”…cioè nel mio “presente” che, già adesso, costruisce il “futuro”.
Lui mi sta affermando che se voglio andargli dietro (“…prenda la sua croce e mi segua…”) devo “camminare con Lui “ i giorni di questa mia vita: devo guardarli in faccia e costruirli ma sul Suo sentiero, su quella “strada” che Lui è venuto ad indicarci e a darle una prospettiva di Resurrezione nell’Amore.

 

I giorni del vivere non sono sempre facili e ogni epoca ha dentro le sue guerre, le sue arroganze, le sue crisi…ma dentro ci sono anche i sogni, i successi, la gioia e la felicità. Tutto questo Lui mi chiede di viverlo andandogli dietro, prendendo la Sua Parola come stile dell’andare, del sognare, del reagire e dell’Amare.

Ci chiede di piantarla di farci i comodi nostri (“…salvare la propria vita”). Attenzione: non è obbligatorio, devo scegliere io, io devo decidere di “perdermi in Lui”.

La conclusione è la Risurrezione già adesso, Luce e Calore già adesso…cioè Amore già adesso.

 

Buona vita con Lui al “centro” dei nostri giorni...Un grande e forte abbraccio.

 

La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?

 

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 23.08.20

Mt 16,13-20 In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Già, la “gente” cosa dice di Lui? La risposta di un ipotetico sondaggio fatto oggi non prevedrebbe come risposte né il Battista, né Elia, né Geremia…e questi chi sono? Ma sembra che anche a Gesù non importi molto dei sondaggi … La domanda, infatti, passa subito al: “ Ma voi chi dite che io sia?”. Tocca a noi rispondere. Troppo comoda cavarmela o prendermela con le risposte degli altri. Io, proprio io, “chi” dico… che Lui sia?

Per noi, però oggi, la risposta sarebbe troppo semplice e scontata: l’abbiamo imparata a memoria. E’ del tutto evidente invece che il Signore Gesù cerca una risposta fatta di gesti concreti, vissuti nella mia storia di tutti i giorni. E’ con la vita che devo “dire” chi è Lui !

Sarà cioè il mio modo di vivere il denaro, l’amore, la libertà, il successo, il lavoro, la scuola, il tempo libero, lo sport, il divertimento, la fatica e il fallimento, la sofferenza e il dolore… Lì, dentro la mia vita concreta e vera, lì il Signore Gesù cerca la mia di risposta; lì dentro Lui la troverà fatta non di “chiacchiere” scontate e vuote. E’ per questo che diventa importante l’Eucarestia, la Messa, perché è una scuola vera di vita nell’incontro con un Maestro Vero. Domenica dopo domenica il Maestro mi dirà cosa vuole da me, mi insegnerà come fare a vivere, mi indicherà quali sentieri percorrere… Lui, da me, si aspetta una risposta che sappia fare i conti con la fatica del vivere questo mio “tempo” che non è sempre facile…Lui, da me, si aspetta una risposta che nasca dall’entusiasmo del cuore! E allora non sarà sempre una risposta sicura e forte…ma, almeno, sarà vera, sincera perché cercata in Lui, Lui come punto di riferimento.

.

Buona vita. Un grande e forte abbraccio.

 

 
XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO 16.08.20- Mt 15,21-28


  

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


  

A prima vista si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un Gesù “maleducato”. Sì, perché di fronte alla disperazione di una mamma che “grida” aiuto, Lui non “spreca” neppure una parola… e devono addirittura intervenire i discepoli che certo non erano dei “lords”! Gesù va giù pesante, affermando che era un problema che non lo riguardava: aveva altre cose da fare, Lui ! Davvero arrogante…si direbbe, quasi antipatico, da toglierti qualsiasi voglia di parlare ancora.


La donna, invece, gli si butta davanti, per terra, a chiedere “aiuto”. La reazione è ancora peggiore però; sì, perché sentirsi trattare da “cani” non è il massimo della soddisfazione e potrebbe scoraggiare chiunque ma non lei che invece accetta il paragone e rilancia…e, a questo punto, scompare l’apparente e provocante “maleducazione” di Gesù.

La Sua risposta diventa una Parola vincente e la disperazione di quella donna Cananea si trasforma in Risurrezione: per lei e per la sua figlia…il male è sconfitto.
  

Questa è una gran lezione per i nostri facili scoraggiamenti e comodi pessimismi. E’ un chiaro segnale di come non possiamo cedere di fronte ai fallimenti, alla fatica e alle delusioni di progetti pensati nel Suo nome e naufragati nelle nostre mani…E’ un chiaro segnale di come la preghiera debba diventare più “insistente” e “vera”…togliendoci di dosso la presunzione d’essere noi i “protagonisti” della storia e trovare invece il coraggio di fidarci di Lui e di buttarci nella Sue mani. I miracoli li farà Lui.
  

Pregare non sarà mai un automatismo scaramantico e un po’ magico per “far riuscire” quello che abbiamo in testa noi…ma diventerà un parlare di più e meglio con Lui, il Signore della Storia.

 

FESTA DELL'ASSUNTA 15.08.20- Lc 1, 39-56

   In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

 

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 


COMMENTO DI DON GIGI PINI


   Ecco il risultato del fidarsi. Maria è il più grande e definitivo esempio del “pregare umile”; di cosa voglia dire mettersi nelle mani di Dio. Ella è un esempio concreto di come sia possibile “camminare sull’acqua”. E come se non è stato “camminare sull’acqua” accettare di diventare la Mamma del Dio che si fa uomo: accettare a diciassette anni di rimanere incinta non per opera di Giuseppe ma per l'azione dello Spirito Santo… se, tutto questo, non è stato come “camminare sull’acqua”, allora non c’è nessuna possibilità di farlo, per nessuno.
  

Infatti, c’erano tutti i motivi per andare a fondo o per rimanersene comodi sulla propria “barca”. Lei invece “cammina” e si mette totalmente nelle mani del suo Dio.
  

E il suo Dio la “afferra” fino a portarsela concretamente nel suo Paradiso, a Casa.
La afferra concretamente dopo che lei ha speso tutta la sua vita per il Figlio Gesù e per gli altri. Lei, Assunta in cielo in anima e corpo. Ma questa è la conclusione…prima c’è il suo stile di vita che è fatto di preghiera, di servizio, d’attenzione agli altri, di coraggio…


- di preghiera: il Magnificat (Lc 1, 46-55) è stupendo, è modello di fede e di fiducia; è un canto d’Amore;
- di servizio: i mesi passati dalla cugina Elisabetta per darle una mano sono un segno di cosa voglia dire “non tirarsela” ma essere attenti a chi ha bisogno, un’attenzione concreta;
- d’attenzione agli altri: Cana n’è un esempio (Gv 2, 1-11). Lei “vede” che può esserci un problema per gli sposi, un problema che rischia di rovinare il loro grande giorno di festa e allora Lei non si nasconde, non ha pensato che non erano affari suoi…Lei è intervenuta;
- di coraggio: (Gv 19, 25-30) Lei era sotto la croce, c’era con l’anima e con il corpo “spezzati” in due, ma c’è stata fino alla fine.
  

Così come c’era nel Cenacolo a tenere insieme “ i cocci” degli Apostoli persi nelle loro paure…Lei era lì ad aspettare fiduciosa lo Spirito Santo, ad aspettare la Chiesa per esserne Madre, Mamma. Davvero Lei è stata ricolmata di beni. Davvero Lei è stata innalzata. Grandi cose ha fatto in Lei l’Onnipotente.
  

La strada è segnata anche per noi: ora tocca a noi decidere di percorrerla…perché la nostra vita non diventi solo un fuoco d’artificio e niente più! Noi invece abbiamo voglia di fuoco vero, quello dell’Amore. E Lei, la Mamma di tutti noi...ci darà una mano.

Buona vita davvero. Un grande abbraccio e buona festa. Ciao don Gigi  


XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - DONNA, GRANDE E' LA TUA FEDE

 

LO PUOI VEDERE SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 09.08.20 – Mt 14, 22-33


Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. (...) «Signore, salvami!».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Obiettivamente anche a noi prende la paura di “andare a fondo” nel tentativo di metterci nelle sue mani, nel provare ad andargli incontro come vuole Lui, alla Sua maniera.
- Noi sappiamo nuotare, dovremmo anche essere nella stagione giusta…
- Noi pensiamo di saper “nuotare” nel “mare della vita”…
- Ma camminare sull’acqua, no, e come fai?
 

Ancora una volta ci prende la paura delle cose impossibili e troppo rischiose, ci prende la paura di andare a fondo! E così si continua a nuotare, più o meno allegramente, da una sponda all’altra inseguendo il “parolaio” di turno, l’imbonitore più simpatico e coinvolgente.
La maggior parte delle volte però ti trovi stanco e deluso su qualche sponda con la sensazione amara che, ancora una volta, abbiamo sbagliato “persona”. A quel punto davvero qualcuno va a fondo, appesantito e perso tra droghe, alcol, denaro, potere…

 

- E’ arrivato il momento di “imparare” dal Signore Gesù: imparare a pregare, anche da soli…perché non sarà mai la paura a fregarci ma la presunzione di bastarci, di sapercela cavare da soli…Trovassimo, una volta per tutte, il coraggio di pregare come Pietro “Signore, salvami!”. E’ normale, è da persone autentiche avere paura di “camminare sull’acqua”, la stessa paura di Pietro che persona autentica lo era.

 

E’ invece da presuntuosi pensare di cavarcela con le sole nostre forze e con i nostri mezzi.
- La paura si vince lasciandosi “afferrare” da Lui…ma alla Sua maniera ed è quella che sembra impossibile…Solo così ritroveremo il coraggio di vivere a testa alta.
Va però ritrovata l’umiltà del nostro pregare…”Signore, salvami!”.

 

Sono e saranno tanti i tsunami che rischiano di mandarmi a fondo, sono tante le tentazioni di lasciar perdere e andare così alla deriva dentro alla nostra triste e arrabbiata barchetta della vita…Invece siamo fatti per il mare aperto, per le grandi sfide…   

 

Il Signore Gesù vuole che ci fidiamo di Lui, e basta!
Buona vita e mettiamolo davvero al centro del nostro "vivere". Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 02.08.20 - Mt 14, 13-21


  

In quel tempo, (...) Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». (...) prese i cinque pani e i due pesci, (...) Tutti mangiarono a sazietà...


COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Tocca sempre agli altri. E’ sempre colpa di qualcun altro. C’è sempre una scusa per tirarci indietro, per lamentarci e rimanere però fermi a guardare e a fare dei bei ragionamenti…basta che “gli altri” non ci coinvolgano in prima persona: “ vadano da un’altra parte a rompere! “. E Lui, invece, ci spiazza e ci chiama in gioco in prima persona: “ Dategli voi stessi da mangiare…”! Stop allo scappare, al cercare scuse e alibi…
  

Tocca a me, tocca a noi provare a fare qualcosa per “sfamare “ gli altri e “sfamare” noi stessi. E in giro c’è davvero tanta fame di libertà, di giustizia, di verità, d’amore.
  

Sì, c’è anche dentro di noi. Intorno magari ci sembra che ci sia un deserto…poca grinta, poca solidarietà, poco ascolto, poca gioia… e ci sembra anche che sia tardi per…
No. Tocca metterci in gioco con fiducia e voglia: il “Miracolo” lo farà Lui, ma Lui ha però bisogno del mio cuore, delle mie mani, del mio tempo, del mio “amore”. Che scusa voglio trovare ancora? Dai, mettiamoci in gioco. Le opportunità ci sono, non tiriamoci indietro.
E’ bellissimo vivere…sul sentiero che porta in cima alla montagna. Sì, buona vita con Lui al centro e al fianco del nostro "andare".

 

Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 26.07.20

 

– Mt 13, 44-52   In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
   Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI  Ogni tanto si organizza la “Caccia al Tesoro”. Bene, anche il Padre Eterno ne ha organizzata una: mondiale! E’ la conferma della Parola di domenica scorsa, di sempre.
“Il tesoro è nascosto in un campo”. L’indicazione è chiara: il regno dei cieli è nascosto nel mondo!
  

La “Caccia al tesoro” è quindi aperta, da sempre e per sempre. Terminerà con la chiusura del campo, con la “fine del mondo”.
Notai e arbitri saranno “gli angeli”…a noi tocca “giocare”! Devo quindi mettermi in testa che anch’io sono in questo “gioco” affascinante e bello, anch’io devo disputare la mia partita, devo fare fatica e devo rinunciare a qualcosa o forse anche a “tutti i miei averi”.
Insomma non posso sedermi in disparte e criticare gli altri, sbuffare dalla noia o fare il furbo. Devo cercare! E’ sempre tempo di ricerca!
  

Come in tutte le “Caccia al Tesoro” che si rispettino sono dati degli “indizi” per orientarsi nella caccia stessa…così, il Signore Gesù ci ha lasciato degli “indizi” per aiutarci a capire dove e come cercare. E’ vero, domenica dopo domenica Lui ci dà gli “indizi”: toccherà a me ascoltare e poi darmi da fare; toccherà a me fare la scelta di mollare tutto il resto.
  

La Parola parla anche del mercante di perle.
Il problema per noi è che in giro c’è tanta gente che ci vuole convincere di possedere la perla più preziosa…e ci fanno “sconti” e “ribassi” impressionanti! Ma il problema vero è che senza la fatica, senza rischio e senza la grinta del “cercare” diventiamo anche noi facilmente “scontati” e “ribassati”.
  

Lui invece ci vuole contenti e realizzati, vincenti ma veri. Ancora una volta il Signore ci dà gli indizi giusti sul come “giocare” la vita, altri danno “indizi”  e regole diverse.
Sta a noi scegliere!

 

Buona vita. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 19.07.20 –Mt 13, 24-43


   In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.

E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

 

Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

 

Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

 

Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose:

 

«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 

Riepilogando:
-Chi semina il buon seme è il Figlio dell’uomo, Gesù Cristo.
-Il campo è il mondo, la terra che abito.
-Il seme buono sono i figli del regno (…quelli che mettono al centro della vita la Sua Parola)
-La zizzania sono i figli del maligno (…e se lo dice Lui, vuol dire che ci sono!)
-Il nemico che semina la zizzania è il diavolo (…che non è un’invenzione dei preti, quindi!)
-La mietitura è la fine del mondo.
Anche la Parola di questa domenica è spiegata da Gesù stesso, per nessuno è quindi possibile pensare ad altre spiegazioni.
   Bisogna solo avere il coraggio di capire quello che la “parabola” racconta e cioè che c’è un solo “campo” ed è quindi inutile tirar su steccati: il bene ed il male viaggiano e crescono insieme.
Il nostro “compito” è quello di mantenere la “vocazione” di “seme buono”, cioè quella di Figli e di tralci inseriti nella vera Vite, per fare quel Popolo nuovo che è la Chiesa.
* Nostro "compito" sarà quello di mantenere la “vocazione” di “granellino di senapa” e di “lievito”, non rinunciare quindi alla nostra missione, quella che Lui ci ha dato;
* non rinunciarci per paura, per scoraggiamento, per impotenza, per vigliaccheria…perché il “nemico” ci sfianca;
* non rinunciarci perché ci sentiamo già proiettati nell’aldilà, già a “casa”!
- No, adesso devo crescere come “seme buono”: adesso pronto ad accogliere la Parola e sceglierla come riferimento del mio vivere;
- adesso come “granellino” che però si dà da fare perché gli “ultimi” trovino rispetto, giustizia, pace…un “nido”;
- adesso devo essere “lievito”, ed il solo senso che può avere il lievito è di essere dentro nella massa della farina per fermentarla…ed allora io devo stare ben dentro all’umanità perché cresca nell’amore, nella solidarietà, nell’ascolto, nel dialogo.

 

Adesso è il tempo della “missione”. Tocca agli “angeli” fare la selezione…noi siamo persone che devono fare di tutto e di più per “salvare” (fermentare) l’umanità, quella che mi sta intorno. E’ da un po’ che il Signore Gesù me lo va ripetendo!
  

Dai allora...buona vita. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 12.07.20 – Mt 13, 1-23


Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.


Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse:
«Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 


   Non c’è nulla da aggiungere, Gesù stesso ci ha spiegato il senso di questo brano.
Che cosa vogliamo fare:
- essere "strada"…e in altre parole far finta di non “comprendere” la Sua Parola?
-. essere terreno sassoso…e cioè prendere il Cristo come un “optional”, solo quando penso che serva?
- essere spine…e cioè mettere al primo posto i soldi, il potere, il successo, l’immagine?
oppure, cosa vogliamo fare:
-. essere terra buona…e cioè metterci all’ascolto della Parola e cercare di capirla davvero, perché Lui diventi il centro e sia al primo posto nella mia vita?
   Domenica dopo domenica ho la possibilità di ascoltare la Sua Parola e di “accogliere” il seme e la possibilità di “comprendere”…così, solo così “daremo frutto”.
E il mondo sarà più bello e più vero.
Buona vita e sarà "vera" con Lui al centro del nostro "sognare"...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 12.07.20 – Mt 13, 1-23
   Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

COMMENTO DI DON GIGI PINI 
   Non c’è nulla da aggiungere, Gesù stesso ci ha spiegato il senso di questo brano.
Che cosa vogliamo fare:
- essere "strada"…e in altre parole far finta di non “comprendere” la Sua Parola?
-. essere terreno sassoso…e cioè prendere il Cristo come un “optional”, solo quando penso che serva?
- essere spine…e cioè mettere al primo posto i soldi, il potere, il successo, l’immagine?
oppure, cosa vogliamo fare:
-. essere terra buona…e cioè metterci all’ascolto della Parola e cercare di capirla davvero, perché Lui diventi il centro e sia al primo posto nella mia vita?
   Domenica dopo domenica ho la possibilità di ascoltare la Sua Parola e di “accogliere” il seme e la possibilità di “comprendere”…così, solo così “daremo frutto”.
E il mondo sarà più bello e più vero.
Buona vita e sarà "vera" con Lui al centro del nostro "sognare"...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

L’associazione pro-life Ora et Labora in difesa della Vita ogni mese organizza veglie di preghiera e testimonianza contro l'aborto in diversi ospedali italiani (rif. www.oraetlaboraindifesadellavita.org).
Finalità dell'associazione è offrire un’informazione completa e veritiera, in assenza della quale non può darsi alcuna autentica e consapevole libertà di scelta. Per questa ragione, vengono offerti volantini informativi e aiuti concreti alle mamme in difficoltà.
Da qualche settimana questa attività a Bergamo sta subendo un boicottaggio feroce da parte di alcune militanti dell’associazione femminista Non una di meno, che di fatto impediscono la testimonianza pacifica dei nostri volontari attaccandoli con insulti e minacce, in spregio alla libertà di manifestazione ed espressione, garantita dalla Costituzione italiana, al preciso scopo di indurre le autorità competenti a negare, per ragioni di ordine pubblico, i presidi fissi informativi a favore della Vita, che ormai da diversi anni si tengono in prossimità dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, come degli altri ospedali della Lombardia e del Paese.
Ai nostri volontari è stato prescritto dal Questore di operare in un luogo appartato, senza passaggio e, pertanto, in attesa dell’azione legale, le manifestazioni sono state vanificate.
Tale presa di posizione è molto grave soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, durante il quale neppure il Centro Aiuto alla Vita può operare all’interno di tale struttura sanitaria.
Si tratta dell'ennesimo episodio di gravissima intolleranza e odio ideologico ai danni del diritto alla vita del nascituro e alla salute della donna.
La vicenda, che manifesta un pericoloso attacco alla libertà di espressione, di pensiero e di manifestazione delle proprie idee, costituzionalmente garantite, è seguita con attenzione anche a livello parlamentare.
Per protestare contro questo sopruso e per affermare la libertà di espressione oggi gravemente minacciata, l’associazione Ora et Labora in difesa della Vita promuove la manifestazione presso il Sentierone di Bergamo di sabato 18 luglio alle ore 17.30. (vedi locandina allegata)
Giorgio Celsi  Presidente Associazione "Ora et Labora in Difesa della Vita".  tel 3467035866


«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

 

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

 

 

Ancona, Giovedì 16 luglio 2020

BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

 

LA GRANDE PROMESSA
DELLA MADONNA DEL CARMELO
E  "IL PRIVILEGIO SABATINO

 

In Radio Santa Casa

 

ASCOLTA la TRASMISSIONE del Prof. GIORGIO NICOLINI in diretta telefonica con il direttore di RADIO NUOVA Macerata NAZZARENO TIBERI del 7 giugno 2018 sul tema "L'EDUCAZIONE SESSUALE DEGLI ADOLESCENTI" per la circostanza del 50° anniversario dell'Enciclica HUMANAE VITAE del Beato Paolo VI: Il fine della creazione dell'uomo e della donna.

 


Clicca sul seguente indirizzo:

http://www.telemaria.it/RadioSantaCasa11-07giugno2018.mp3

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LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMELO

DEL PROF. GIORGIO NICOLINI


LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE PER CHI PORTA L"'ABITINO"

 

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare - detto comunemente «Abitino» - così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani.

 

CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA IL FUOCO ETERNO;

questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».
Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».


La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.
Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte.
 
CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA


1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra­zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani.
2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa­mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.
3) È necessario morire rivestito del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

 

ALCUNI CHIARIMENTI


L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso. L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo.
L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purché sia messo al collo.
Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi».
Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.
 
IL PRIVILEGIO SABATINO

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.
Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a San Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme­litana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima­na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.
 
CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO


1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del Santo Natale. La Santa Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.
 
ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.
 
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con­sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu­dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of­frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu­scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen.

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UN GRIDO DI ALLARME

LA PROTESTANTIZZAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA da parte della FALSA CHIESA

 

Card. GERHARD LUDWIG MULLER
"Una Chiesa che si converte al mondo invece di convertire il mondo a Dio"
"I Vescovi non conoscono più la fede cattolica"

E' LA PROTESTANTIZZAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA

 

"Siamo di fronte a un clamoroso processo di protestantizzazione".

Lo dice il cardinale Muller in un'intervista a tutto campo sulla crisi attuale di fede di molti vescovi. Soprattutto tedeschi: "Cercano un angolino per la Chiesa dove possa sopravvivere in pace. Quindi tutte le dottrine della fede che si oppongono al mainstream, al consenso della società, devono essere riformate". (continua)

 

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento. Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede. Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male. Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene. Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa. Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore. Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore. Amen.


- Verso l'eterno senza peccati addosso - Un importante articolo di Enrico Cattaneo

- NELLA SANTA CASA IL "FIAT VOLUNTAS TUA" . che ha fatto diventare Maria la "Madre di Dio"

- DIALOGO TRA GESU' E LUISA PICCARRETA SUL CASTIGO DELL'ITALIA -  Novembre 20, 1917
Gesù farà ricomparire la Santità del vivere nella sua Volontà
  

 

- Giovanni Paolo II: NELLA SANTA CASA DI LORETO -  “ECCO L’ISPIRAZIONE CHE TROVO QUI A LORETO”


- LA SANTA CASA DI LORETO
www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

 

LE CINQUE TRASLAZIONI “MIRACOLOSE” DELLA SANTA CASA DI NAZARETH

Le principali documentazioni storiche che comprovano la “veridicità storica” di “almeno” cinque “traslazioni miracolose” della Santa Casa di Nazareth, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto (nell’ex-Jugoslavia), ad Ancona (località Posatora), nella selva della signora Loreta nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi sul campo di due fratelli sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

- CONSIDERAZIONI TECNICHE CHE CONCORRONO A CONFERMARE L'AUTENTICITÀ DELLA SANTA CASA DI LORETO

 

 

Ancona, Sabato 11 luglio 2020

San Benedetto, Patrono d'Europa

RESTIAMO LIBERI! - SAN BENEDETTO E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELL'EUROPA

 

 www.telemaria.it

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Beato PIO IX - Bolla INTER OMNIA del 26 agosto 1852

 

Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”. 

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Dall'11 Luglio i cittadini italiani scenderanno in piazza contro il pdl Zan-Scalfarotto sull’omotransfobia al grido di #Restiamoliberi! Nonostante il weekend estivo e il caldo torrido, da Milano a Bologna fino a Palermo migliaia di persone si mobiliteranno nelle principali piazze delle loro città contro il bavaglio imposto da questa legge liberticida e incostituzionale”. Un NO chiaro e netto contro il tentativo di imbavagliare associazioni, milioni di persone tra cui cattolici, pentacostali e non solo. La legge Zan-Scalfarotto sull’omofobia politicamente è un obbrobrio, giuridicamente abolisce lo Stato di diritto e moralmente è inaccettabile. Una dittatura arcobaleno che alla faccia di combattere le discriminazioni, discriminerà tutte le opinioni dissidenti. Per vedere le piazze che dall'11 luglio, si mobiliteranno (fino al 25 luglio) collegarsi al "link" https://www.restiamoliberi.it/elenco-citta/

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IL SOLE DI MONTECASSINO è un film del 1945 diretto da Giuseppe Maria Scotese.

Nel V-VI secolo d.C., quando Benedetto da Norcia, nobile romano destinato a una carriera da avvocato, ma deluso dalle vacuità e inutilità della sua esistenza priva di ideali, lascia il suo patrimonio patrizio privilegiato e si ritira in una grotta, per pregare e meditare in solitudine, disposto a vivere secondo il Vangelo. A poco a poco riunisce una comunità di confratelli, e dedica tutta la sua vita all'insegnamento delle discipline cristiane, diventando santo in questo processo e compiendo diversi miracoli per la gloria di Dio: infatti passano molti anni e dal suo eremo presso Subiaco riesce a mettere pace nelle locali comunità in guerra fra loro, e successivamente fra queste e i Goti invasori. Più tardi, raccolti intorno a sé alcuni compagni, decide di fondare sul monte presso Cassino una grande abbazia destinata a diventare un centro per la cristianità e di pace.

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SAN BENEDETTO
PATRONO D’EUROPA
Pio XII - Omelia a San Paolo - Fuori-le-Mura, 18 settembre 1947
ORA ET LABORA

 

San Benedetto è il padre dell’Europa. Quando l’Impero romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue province, quell’uomo, che è stato chiamato “l’ultimo dei grandi Romani” (secondo l’espressione di Tertulliano), unendo allo stesso tempo la romanità e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti il soccorso e la forza per unire efficacemente i popoli di Europa sotto il vessillo e l’autorità di Cristo... Infatti dal mare Baltico al mare Mediterraneo, dall’oceano Atlantico alle piane della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l’aratro. “Prega e lavora”: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell’umanità e della sua regola di vita?... Pregare, è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l’uno e l’altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dei nostri spiriti e dei nostri corpi... Ora (l’indomani della seconda guerra mondiale: n.d.r.], l’Europa geme sotto le calamità e le miserie che ha subìte... In mezzo a questa tempesta che fa cadere l’Europa nel disastro e nella sventura, non è inopportuno né inutile ricordare che delle forze interiori potenti, una lunga eccellenza di civilizzazione... si erano stabilite in Europa come su un fondamento di una grande solidità. 

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LA VITA DI SAN BENEDETTO DA NORCIA
PATRONO D'EUROPA

 

     San Benedetto, fratello di santa Scolastica, nasce verso il 480 nella città umbra di Norcia. Il padre Eutropio, figlio di Giustiniano Probo della gens Anicia, è Console e Capitano Generale dei Romani in quella regione, mentre la madre è Abbondanza Claudia de’ Reguardati di Norcia; quando la donna muore, secondo la tradizione, i due fratelli vengono affidati alla nutrice Cirilla.
     A 12 anni Benedetto viene mandato con la sorella a Roma a compiere i suoi studi, ma, come racconta papa Gregorio I nel secondo libro dei Dialoghi, sconvolto dalla vita dissoluta della città “ritrasse il piede che aveva appena posto sulla soglia del mondo per non precipitare anche lui totalmente nell’immane precipizio. Disprezzò quindi gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e volle far parte della vita monastica“.
     All’età di 17 anni, insieme con la sua nutrice Cirilla, si ritira nella valle dell’Aniene, dove, secondo la leggenda devozionale, compie il primo miracolo, riparando un vaglio rotto dalla stessa nutrice. Lascia poi la nutrice e si avvia verso la valle di Subiaco, presso gli antichi resti di una villa neroniana, nella quale le acque del fiume Aniene alimentano tre laghi. A Subiaco incontra Romano, monaco di un vicino monastero retto da un abate di nome Adeodato, che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo (attualmente contenuta all’interno del Monastero del Sacro Speco), dove Benedetto vive da eremita per circa tre anni, fino alla Pasqua dell’anno 500.
     Conclusa l’esperienza eremitica, accetta di fare da guida ad altri monaci in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, ma, dopo che alcuni monaci tentano di ucciderlo con una coppa di vino avvelenato, torna a Subiaco. Qui rimane per quasi trent’anni, predicando la “Parola del Signore” e accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di tredici monasteri, ognuno con dodici monaci e un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale. Negli anni tra il 525 ed il 529, a seguito di un altro tentativo di avvelenamento, Benedetto decide di abbandonare Subiaco per salvare i propri monaci. Si dirige verso Cassino dove, sopra un’altura, fonda il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori in onore di san Giovanni Battista (da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica) e di san Martino di Tours, che era stato iniziatore in Gallia della vita monastica.
     Nel monte di Montecassino, Benedetto compone la sua Regola verso il 540. Prendendo spunto da regole precedenti, in particolare quelle di san Giovanni Cassiano e san Basilio, ma anche san Pacomio, san Cesario, e l’Anonimo della Regula Magistri con il quale ha stretti rapporti proprio nel periodo della stesura della regola benedettina, egli combina l’insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali
     Nel solco di San Benedetto sorgono nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. Due secoli dopo la sua morte, saranno più di mille i monasteri guidati dalla sua Regola.
     San Benedetto muore a Montecassino il 21 marzo 547. Le diverse comunità benedettine nonché il calendario della Forma straordinaria del rito romano ricordano il dies natalis del santo proprio nella data del 21 marzo, mentre il nuovo calendario del 1969 ne celebra ufficialmente la festa l’11 luglio (in realtà tradizionale data del suo Patrocinio), da quando Papa Paolo VI con il breve Pacis nuntius ha proclamato san Benedetto da Norcia patrono d’Europa il 24 ottobre 1964 in onore della consacrazione della Basilica di Montecassino.

 

Anche Dostoevskij riconobbe il ruolo grandissimo che la Provvidenza ha affidato all’Italia

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IL VALORE DELLA SOFFERENZA
"Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati" (Rom.8,28-30).

 

 

DALL'INSEGNAMENTO DI SAN FRANCESCO DI SALES


Se tutti gli angeli e tutti i geni del mondo avessero studiato ciò che veramente ti è utile in questa o quella situazione, in questo o quel dolore, in questa tentazione o perdita dolorosa, essi non avrebbero trovato ciò che sarebbe stato più adatto per te di ciò che ti ha colpito. Così la Divina Provvidenza di Dio ha pensato fin dall'inizio di darti questa croce quale prezioso regalo proveniente dal suo cuore. Prima di darla a te, Egli l'ha meditata con il suo occhio onnisciente, l'ha pensata con la sua divina intelligenza, l'ha esaminata con la sua saggia giustizia, l'ha riscaldata con la sua misericordia amorosa. Egli l'ha pesata con le sue due mani, affinché non sia troppo grande di un millimetro né troppo pesante di un milligrammo. Poi l'ha benedetta col suo santo nome, unta con la sua grazia, riempita con la sua consolazione e ancora una volta ha guardato te e il tuo coraggio. Essa viene a te addirittura dal cielo come un richiamo di Dio e come regalo del suo amore misericordioso, affinché tu diventi completamente te stesso e trovi in Dio la sua pienezza.


dalla "Filotea" di San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa

 

 

  

Ancona, Lunedì, 6 luglio 2020 

   SANTA MARIA GORETTI 

IL CIELO SULLA PALUDE 

 

Film: CIELO SULLA PALUDE
La vita di Santa Maria Goretti
Premio miglior regia 
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1949)
Nastro d'argento al miglior regista (1950)
Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1950)

 

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e vedere il suo PALINSESTO quotidiano clicca QUI

“Dio ha scelto e ha glorificato una semplice contadinella, di origine povera. L'ha glorificata con la potenza del suo Spirito... Carissimi fratelli e sorelle! Guardate Maria Goretti; guardate il Cielo che essa ha raggiunto con l'osservanza eroica dei Comandamenti e dove essa si trova nella gloria dei santi... È diventata letizia per la Chiesa ed una fonte di speranza per noi ", diceva Papa Giovanni Paolo II, il 29 settembre 1991.

   Il Santo Padre pronunciava queste parole al termine del centenario della nascita di Santa Maria Goretti. Essa nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona, in una famiglia povera di beni terrestri, ma ricca di fede e di virtù: ogni giorno, preghiere in comune e Rosario; la domenica, Messa e Santa Comunione. Maria è la terza dei sette figli di Luigi Goretti e di Assunta Carlini. Fin dal giorno dopo la nascita, viene battezzata e consacrata alla Santa Vergine. Il sacramento della Cresima le sarà dato all'età di sei anni.
   Dopo la nascita del quarto figlio, Luigi Goretti, troppo povero per sostentarsi nel suo paese d'origine, emigra con la famiglia verso le vaste pianure, ancora malsane a quell'epoca, della campagna romana. Si stabilisce a Le Ferriere di Conca, al servizio del Conte Mazzoleni. Lì, Maria non tarda a rivelare un'intelligenza ed un giudizio precoce. Non le si potrà mai rimproverare un capriccio, una disubbidienza o una bugia. È veramente l'angelo della famiglia.
   Dopo solo un anno di lavoro spossante, Luigi è colpito da una malattia che lo porta via in dieci giorni. Un lungo calvario comincia per Assunta ed i suoi figli. Maria piange spesso la morte del padre ed approfitta della minima occasione per inginocchiarsi davanti al cancello del cimitero: il suo papà è forse in Purgatorio, e siccome non ha i mezzi per far dire Messe per il riposo della sua anima, si sforza di supplire con preghiere.
   Non si deve pensare che questa bambina pratichi la bontà naturalmente. I suoi progressi straordinari sono il frutto della preghiera. Sua madre dirà che il Rosario le era diventato in un certo modo necessario, e, infatti, essa lo porta sempre avvolto intorno al polso. Attinge dalla contemplazione del crocifisso un intenso amore per Dio ed un profondo orrore per il peccato.
 
“Voglio Gesù”


   Maria anela al giorno in cui riceverà la Santa Eucaristia.
   
   Per creare un clima favorevole alla castità, è importante praticare la modestia ed il pudore nel parlare, nell'agire e nel vestirsi. Attraverso queste virtù, la persona viene rispettata ed amata per se stessa, invece di essere guardata e trattata come oggetto di piacere. Così, i genitori veglieranno a che certe mode non violino la soglia di casa, in particolare attraverso un cattivo uso dei mass-media. I bambini e gli adolescenti saranno incoraggiati a stimare ed a praticare la padronanza di sé ed il ritegno, a vivere con ordine, a fare sacrifici personali con uno spirito d'amore per Dio e di generosità per gli altri, senza soffocare i sentimenti e le inclinazioni, ma canalizzandoli verso una vita virtuosa (cfr. Consiglio Pontificio per la Famiglia, id., nn.56-58).
   Seguendo l'esempio di Santa Maria Goretti, i giovani scopriranno "il valore della verità che libera l'uomo dalla schiavitù delle realtà materiali", e potranno "assaporare il gusto della bellezza autentica e del bene che vince il male" (Giovanni Paolo II, id ).

 

 

 

Santa Maria Goretti, ottienici da Dio, attraverso l'intercessione della Santissima Vergine e di San Giuseppe, la forza soprannaturale che ti ha fatto preferire la morte al peccato, affinché seguiamo le tue tracce luminose con gioia, con energia e con ardore !

Biografia composta dai monaci dell’Abbazia Saint-Joseph de Clairval
21150 Flavigny-sur-Ozerain (Francia) - www.clairval.com

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L'uccisore ALESSANDRO SERENELLI incontra la madre ASSUNTA chiedendo e ottenendo il perdono
e prega la santa nel ritiro del convento di Macerata

 

Testamento spirituale di Alessandro Serenelli


«Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male, che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue senza darsi pensiero: io pure non mi preoccupai. Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva. Consumai a vent'anni un delitto passionale del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l'angelo buono che la provvidenza aveva messo avanti ai miei passi per salvarmi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per il suo uccisore. Seguirono trent'anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata, rassegnato: capii la mia colpa. La piccola Maria fu veramente la mia luce, la mia protettrice; col suo aiuto mi comportai bene nei ventisette anni di carcere e cercai di vivere onestamente quando la società mi riaccettò fra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come servo, ma come fratello. Con loro vivo da 24 anni. Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore ed alla sua cara mamma, Assunta. Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliono trarre il felice insegnamento di fuggire il male e di seguire il bene sempre, fin da fanciulli. Pensino che la religione con i suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, l'unica via sicura in tutte le circostanze, anche quelle più dolorose della vita. Pace e bene»

 

Macerata, 5 maggio 1961
Alessandro Serenelli

 

A LORETO, Piazza della Madonna (davanti al Santuario)
Sabato 11 luglio 2020 - ore 18.00-19.00 (accettazione ore 17.30)

 

Sit-in sul modello delle "sentinelle in piedi" con bavaglio sulla bocca (al posto della mascherina), per dire con forza: SI' ALLA VERITA' SU VITA UMANA E FAMIGLIA E ALLA LIBERTA' DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE e NO alla violenza, al pensiero unico ed alla pericolosa legge sulla omotransfobia.

 

Cfr. in Internet: www.restiamoliberi.it

LE PROFEZIE
DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO

SUL XX e XXI SECOLO

 

LE PROFEZIE DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO


   Il sito vocedipadrepio (http://www.vocedipadrepio.com/files/2008_03_ita_5.pdf) nel 2008, in occasione della chiusura della XX Settimana della Fede nell’arcidiocesi di Lecce (16 febbraio), pubblicò una profezia che la Serva di Dio Suor Lucia di Fatima (Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato) rivelò al cardinale Carlo Caffarra fondatore del Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia. All’inizio del lavoro affidatogli da Giovanni Paolo II, il Cardinale scrisse a Suor Lucia dos Santos.
   L’Arcivescovo di Bologna, come riportato nel suddetto sito, racconterà: «Inspiegabilmente, benché non mi attendessi una risposta, perché chiedevo solo preghiere, mi arrivò dopo pochi giorni una lunghissima lettera autografa – ora negli archivi dell’Istituto – in cui è scritto: lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. Non abbia paura, aggiungeva, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti modi, perché questo è il punto decisivo. E poi concludeva: ma la Madonna gli ha già schiacciato la testa.
   Si avvertiva, anche parlando con Giovanni Paolo II, che questo era il nodo, perché si toccava la colonna portante della creazione, la verità del rapporto fra l’uomo e la donna e fra le generazioni. Se si tocca la colonna portante crolla tutto l’edificio, e questo adesso noi lo vediamo, perché siamo a questo punto, e sappiamo. E mi commuovo, leggendo le biografie più sicure di Padre Pio, di come quest’uomo fosse attento alla santità del matrimonio, alla santità degli sposi, anche con giusto rigore più di una volta».
   Suor Lucia sapeva dunque, attraverso i suoi colloqui celesti, che la famiglia era il nucleo dello «scontro finale».
  Ci furono chiare profezie mariane sul tragico sfaldamento della cellula famiglia, si tratta delle apparizioni della Madonna del Buon Successo, che avvennero in Ecuador: la Vergine Maria parlò allora dei nostri tempi. All’una di notte del 2 febbraio 1594, la giovane badessa del convento dell’Immacolata Concezione della città di Quito, Madre Mariana de Jesus Torres (1563-1635), scese a pregare nel coro della cappella. Ad un certo punto ebbe la sensazione che qualcuno fosse presente e dopo poco si sentì chiamare per nome; di fronte a lei apparve una bellissima Signora circondata di gloria e di splendore, vestita da monaca, che con la mano sinistra sosteneva un Bambino di celestiale bellezza, mentre con la mano destra stringeva un pastorale abbaziale di oro brunito e costellato di pietre preziose.
   La Badessa era attonita e contemplava, con una gioia inesprimibile, quella Signora di ultraterrena beltà; allo stesso tempo provò un amore così immenso per Dio che, come lei stessa racconterà, se non avesse avuto una speciale protezione, ne sarebbe morta all’istante. Quando riuscì a parlare chiese alla Signora chi fosse, ed ella rispose: «Sono Maria del Buon Successo, regina dei Cieli e della terra». Ebbe inizio così la prodigiosa serie di apparizioni mariane. Furono sette visite che si verificarono fra il 1588 e il 1634. La Madonna, quattro secoli fa, descrisse la situazione del mondo e della Chiesa di oggi, ammonendo e sollevando speranze che gettano luce sull’epoca di grave crisi che stiamo vivendo.
   La Madonna del Buon Successo profetò quattro realtà: incoraggiò le sorti della comunità di suore che Madre Mariana Torres Berriochoa guidava, garantendo la sua materna protezione sul monastero; predisse il destino della nazione ecuadoregna, della cristianità occidentale e della Chiesa universale. Straordinario fu il suo predire la Massoneria più di un secolo prima della sua nascita formale (24 giugno 1717).
   Per quanto riguarda l’Ecuador, la Beatissima Vergine preannunciò il 16 gennaio 1599, con due secoli e mezzo di anticipo, la consacrazione pubblica della nazione al Sacro Cuore di Gesù: «Nel secolo XIX verrà un presidente veramente cristiano (il futuro presidente dell’Ecuador, Gabriel García Moreno, ndr), un uomo di carattere, al quale il Signore concederà la palma del martirio sulla piazza antistante a questo mio convento; egli consacrerà la Repubblica al Divino Cuore del mio amatissimo Figlio e questa consacrazione sosterrà la Religione cattolica negli anni successivi, che saranno funesti per la Chiesa».
   Il 21 gennaio 1610 la Madonna predisse che sarebbe dilagata la corruzione morale «perché Satana regnerà quasi completamente attraverso delle sette massoniche. Queste si concentreranno principalmente sui bambini per mantenere questa corruzione generale. Guai ai bambini di quest’epoca! (…)] Quanto al sacramento del matrimonio, che è simbolo dell’unione di Cristo con la sua Chiesa, sarà attaccato e profondamente profanato. La massoneria, con il suo potere, promulgherà delle inique leggi al fine di eliminare questo sacramento, facilitando la vita peccaminosa di ciascuno e incoraggiando la procreazione di bambini illegittimi, nati senza la benedizione della Chiesa. Lo spirito cattolico diminuirà rapidamente; la preziosa luce della fede si spegnerà progressivamente, fino a quando si giungerà ad una pressoché totale corruzione dei costumi (…). In questi tempi sciagurati, ci sarà una lussuria ostentata che terrà le persone nel peccato e conquisterà innumerevoli anime frivole che si perderanno. Non si troverà quasi più l’innocenza nei bambini, né la modestia nelle donne. Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovranno parlare resteranno in silenzio! Tu vedrai tutto dal cielo, dove non soffrirai più, figlia molto amata, ma le tue figlie e quelle che seguiranno dopo di loro soffriranno; queste anime molto amate che tu già conosci placheranno l’ira divina. Esse ricorreranno a me per l’invocazione di Nostra Signora del Buon Successo, quindi io ti comando di far fare la statua per la consolazione e la sopravvivenza del mio Convento e per le anime fedeli di questi tempi, un’epoca dove ci sarà una grande devozione verso di me, perché io sono la Regina del Cielo sotto svariate invocazioni. Questa devozione sarà lo scudo fra la Giustizia divina e il mondo prevaricatore, per prevenire la realizzazione della terribile punizione di Dio che questa terra colpevole merita».
   Il 2 febbraio 1610 la Madonna, nella quinta apparizione, affermò che la Chiesa sarà attaccata da «terribili orde» e dilagheranno la corruzione morale e l’educazione laica.
   La notte del 2 febbraio 1634, mentre la badessa pregava nel coro della cappella, la lampada del Tabernacolo si spense, lasciando il sacro luogo al buio. La Badessa stava per andare a riaccenderla, ma si sentì come bloccata da una forza sconosciuta e restò quindi in attesa. Improvvisamente apparve la Madonna, vincendo le tenebre col suo splendore e illuminando la cappella come se fosse stato pieno giorno. La Signora di Quito parlò di nuovo: «Lo spegnersi della lampada che arde davanti all’Amore prigioniero ha molti significati (…) si diffonderanno varie eresie, e, sotto il loro potere, la luce preziosa della Fede si spegnerà nelle anime per opera della quasi totale corruzione dei costumi. In quel tempo vi saranno grandi calamità fisiche e morali, pubbliche e private. Le poche anime rimaste fedeli alla grazia soffriranno un martirio tanto crudele e indicibile quanto prolungato; molte di esse scenderanno nella tomba per la violenza delle loro sofferenze e verranno considerate come martiri sacrificatisi per la Chiesa…».
   Altro significato dello spegnimento della lampada è «dovuto allo spirito avvelenato di impurità che in quel tempo dominerà, percorrendo le strade, le piazze e i luoghi pubblici come un mare immondo e godendo di una libertà talmente sorprendente che quasi non resteranno più nel mondo anime vergini».
  Il quarto significato «è il riconoscimento del potere delle sette, che abilmente si introdurrà nelle famiglie estinguendo l’innocenza nei cuori dei piccoli, soffocando in tal modo anche le vocazioni sacerdotali (…) Disgraziatamente, la Chiesa passerà allora attraverso una notte oscura in cui mancherà un prelato e un padre che vegli con amore, con dolcezza e forza, perspicacia e prudenza, e molte anime si perderanno mettendo in pericolo la loro stessa salvezza eterna. Il quinto motivo dell’estinzione della lampada sta nell’insensibilità e nel disinteresse di quella gente che, pur possedendo abbondanti ricchezze, resterà indifferente all’oppressione della Chiesa, alla persecuzione della virtù e al trionfo dei malvagi, trascurando di impiegare santamente le loro ricchezze per ottenere la distruzione del male e la restaurazione della Fede».
   In questa tragica epoca di tenebre «la malvagità sarà trionfante. Eppure sarà giunta la mia ora, in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana, ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando infine la Chiesa e la Patria dalla sua crudele tirannia». Tirannia che la Madonna imputò anche alla timidezza delle anime consacrate a Dio.
   La Regina delle vittorie parlò anche di un piccolo gregge che resisterà di fronte all’apostasia generalizzata.
  La festa di Nostra Signora del Buon Successo si celebra il 2 febbraio e la sua devozione venne approvata nel 1611. La causa di beatificazione di Madre Mariana è stata aperta l’8 agosto 1986 dall’Arcivescovo di Quito, Antonio José González Zumárraga; mentre nel 1911 l’arcidiocesi della capitale ecuadoregna chiese alle autorità romane di poter incoronare la statua di Nostra Signora del Buon Successo, cosa che avvenne il 2 febbraio del 1991.
   Nello stesso anno la cappella del convento dell’Immacolata Concezione è stata dichiarata Santuario mariano.        Ricordare le profezie della Madonna del Buon Successo, legate inevitabilmente alle profezie di La Salette e di Fatima, non è soltanto motivo di considerare le importanti denunce celesti dei depravati, corrotti e profanatori giorni che stiamo vivendo, ma anche ragione di conforto e di sprone: resistere alle normative compiacenti il male, sia esse ecclesiastiche, sia esse laiche, è dovere di ogni uomo di buona volontà, ai fini sia della salvezza della propria anima, sia di un più rapido intervento divino, affinché la Misericordia di Nostro Signore ponga fine alla colpa.

 

(Cristina Siccardi)

 

 

 

Da Nord a Sud un popolo si sta alzando in piedi per dire “No” al liberticida ddl Zan sull’omotransfobia, ora in discussione in Parlamento.
Con la nostra presenza di piazza vogliamo dire no all’istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream.
Ecco perché scendiamo in piazza. Per la libertà di espressione, per la libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertà religiosa.
Ps: visto l'enorme importanza dell'iniziativa vi chiedo la massima diffusione del messaggio, grazie

https://www.restiamoliberi.it/elenco-citta/


«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

L’associazione pro-life Ora et Labora in difesa della Vita ogni mese organizza veglie di preghiera e testimonianza contro l’aborto in diversi ospedali italiani (rif. www.oraetlaboraindifesadellavita.org). Finalità dell’associazione è offrire un’informazione completa e veritiera, in assenza della quale non può darsi alcuna autentica e consapevole libertà di scelta. Per questa ragione, vengono offerti volantini informativi e aiuti concreti alle mamme in difficoltà. Da qualche settimana questa attività a Bergamo sta subendo un boicottaggio feroce da parte di alcune militanti dell’associazione femminista Non una di meno, che di fatto impediscono la testimonianza pacifica dei nostri volontari attaccandoli con insulti e minacce, in spregio alla libertà di manifestazione ed espressione, garantita dalla Costituzione italiana, al preciso scopo di indurre le autorità competenti a negare, per ragioni di ordine pubblico, i presidi fissi informativi a favore della Vita, che ormai da diversi anni si tengono in prossimità dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, come degli altri ospedali della Lombardia e del Paese. Ai nostri volontari è stato prescritto dal Questore di operare in un luogo appartato, senza passaggio e, pertanto, in attesa dell’azione legale, le manifestazioni sono state vanificate. Tale presa di posizione è molto grave soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, durante il quale neppure il Centro Aiuto alla Vita può operare all’interno di tale struttura sanitaria. Si tratta dell’ennesimo episodio di gravissima intolleranza e odio ideologico ai danni del diritto alla vita del nascituro e alla salute della donna. La vicenda, che manifesta un pericoloso attacco alla libertà di espressione, di pensiero e di manifestazione delle proprie idee, costituzionalmente garantite, è seguita con attenzione anche a livello parlamentare. Per protestare contro questo sopruso e per affermare la libertà di espressione oggi gravemente minacciata, l’associazione Ora et Labora in difesa della Vita promuove la manifestazione presso il Sentierone di Bergamo di sabato 18 luglio alle ore 17.30.

 

 

 

 

Carissimi

Il tempo che stiamo vivendo ci ha messo alla prova. Dal 12 marzo la nostra quotidianità è cambiata così come la vita delle tante persone che stiamo seguendo: minori, clochard, donne con bambini e anziani. I nostri sforzi, come quelli dei nostri volontari, sono aumentati in maniera esponenziale per assicurare a tutti la massima protezione e continuare ad offrire tutti i nostri servizi. Per questo vi chiediamo di devolvere il 5x1000 alla Fondazione Fratelli di San Francesco. Una firma non costa nulla e porta via solo qualche istante. Trova il tempo per una firma e fai la scelta di donare il tuo 5x1000 alla Fondazione Fratelli di San Francesco.

DAI UN FUTURO A CHI OGGI NON CE L'HA !

"Non dire che non hai abbastanza tempo.
Hai lo stesso numero di ore al giorno che sono state date a Michelangelo, Madre Teresa, Leonardo Da Vinci
e Albert Einstein” (cit.)

www.fratellisanfrancesco.it cinquepermille.fratellisanfrancesco.it

 

 

 

 

USARE L'EPIDEMIA DI COVID PER PREPARARE NUOVE CATASTROFI


L’epidemia di covid ha suscitato in molti una presa di coscienza che le priorità sbandierate in tutti questi anni da vari partiti, giornali e opinion leader (meno Stato più mercato, meno tasse, tagliare la spesa pubblica, lotta all’immigrazione, la piccola criminalità) erano sbagliate. L’immigrazione e la piccola criminalità erano anche fumo negli occhi, argomenti sollevati ed enfatizzati per distrarre i cittadini dalle magagne che si andavano compiendo: tagli alla sanità (soprattutto alla prevenzione e alla medicina territoriale) e sua parziale privatizzazione; politica fiscale che ha arricchito chi già era ricco e impoverito i meno abbienti, facendo aumentare le disuguaglianze a livelli pre-seconda guerra mondiale; tagli all’istruzione e, di conseguenza, sempre più studenti per classe ed edifici scolastici vecchi e inadeguati; tagli alla ricerca; grandi opere quasi sempre costosissime e di poca o nessuna utilità (il MOSE; autostrade inutilizzate come la Milano-Brescia; i tanti aeroporti inutili – in Italia vi sono ben 36 aeroporti - ecc.).

 

Quasi certamente i tagli alla sanità sono stati la principale causa del diffondersi dell’epidemia e dei quasi 35.000 morti (secondo stime dell’Istat in realtà sono circa 60.000 [1]). Un Servizio Sanitario Nazionale a cui sono stati tolti oltre 37 miliardi di euro in 10 anni [2], non poteva certo arrestare l’epidemia nelle sue prime fasi (come avrebbe potuto se avesse avuto sufficiente personale nei servizi di prevenzione), né dare un’assistenza adeguata a malati e anziani senza favorire ulteriormente il contagio (come si sarebbe potuto con validi servizi di medicina territoriale).

 

Eppure da almeno 20 anni gli epidemiologi avvertivano che un’epidemia di qualche nuova malattia, per la quale non si potevano avere vaccini e cure specifiche, era estremamente probabile e che la si sarebbe potuta arrestare sul nascere solo se ci si fosse preparati in tempo (adeguato personale per scoprire subito le persone affette, tracciare i contatti e isolarli; mascherine e altri presidi di protezione individuale da consegnare subito al personale sanitario, sociosanitario, dei servizi essenziali ecc.; formazione al personale sanitario e sociosanitario sulle misure da adottare con i sospetti; ecc.). Purtroppo questi avvertimenti sono stati ignorati e gli esperti sono stati additati come inguaribili pessimisti e catastrofisti. La lungimiranza, la saggezza, la prudenza, la competenza non sono virtù di moda. Oggi si deve vivere alla giornata, ci si deve illudere che tutto è facile e avere una fiducia cieca che qualche nuovo ritrovato, come una bacchetta magica, ci risolva i problemi senza fatiche. Ci vogliono far credere che viviamo nel mondo delle favole, anche se la realtà è ben diversa, e l’abbiamo sperimentata sulla nostra pelle.
Se l’epidemia di covid ha fatto aprire gli occhi a molti, altri sembrano inguaribilmente ciechi, accecati dall’ideologia o dall’essere asserviti a interessi economici, il tutto spesso condito con una buona dose d’ignoranza e d’arroganza.

Per uscire dalla crisi economica scatenata dall’epidemia l’Italia avrà la possibilità di spendere ingenti somme di denaro. Sono soldi che non piovono dal cielo ma sono “a debito” e, quindi, prima o poi dovranno essere presi da qualche parte. Sarebbe bene farne quindi un uso oculato. Invece ecco Italia Viva proporre di costruire il ponte sullo stretto di Messina, il cui solo progetto, privo dell’analisi sismica (sic!) è costato oltre 900 milioni di euro alle casse dello Stato [3]. Una proposta che invece di essere accolta con fischi e risate è stata subito appoggiata da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, qualche esponente del PD (Franceschini) e dalle Giunte della Regione Sicilia e della Calabria, ambedue di destra.
Il ponte sullo stretto è un’opera dall’enorme impatto ambientale, costosissima (si afferma 8,5 miliardi di euro, ma pochi ci credono [3]), posta in uno dei luoghi più sismici d’Europa, funzionale a una modalità di trasporto tra le più inquinanti. Non solo, è un’opera inutile e che brucia ricchezza invece di produrne. Se si pensa che il Golden Gate Bridge, su cui transitano 115.000 veicoli al giorno, ha un passivo di 51 milioni di dollari all’anno, malgrado le entrate dovute al pedaggio, ci si chiede se qualcuno veramente può credere che il ponte sullo stretto, che si stima abbia bisogno di 100 milioni di euro all’anno di manutenzione, può mai essere non diciamo attivo ma almeno con perdite “ragionevoli” [4].

 

Un’altra proposta, che vede quasi tutti d’accordo, è quella di dare sostanziosi aiuti ai veicoli elettrici, ibridi e “euro 6”. Gli studi sulla presunta ecosostenibilità dell’auto elettrica sono quasi sempre finanziati dalle industrie automobilistiche; quelli indipendenti, invece, dimostrano esattamente il contrario.
La produzione di una singola batteria necessita di molta energia (da 7.000 a 65.000 Mega Joule) e produce molta CO2 (da 3 a 20 tonnellate); circa ogni 4 anni (40.000 Km) le batterie devono essere sostituite e la vecchia è un rifiuto del peso di decine o centinaia di chili (20 Kg per uno scooter), pieno di sostanze inquinanti e pericolose (litio, cromo, nickel, piombo, rame, tungsteno, cobalto ecc.) [5]. I giacimenti di estrazione di molte di queste sostanze tossiche (tungsteno, cobalto, litio, terre rare), per di più, sono localizzati principalmente in Africa e in Asia, dove sono quasi o del tutto assenti le garanzie per la salute dei lavoratori e la tutela dell’ambiente (l’estrazione determina soprattutto inquinamento dei corsi d’acqua, delle falde e inquinamento dell’aria) [6].

 

Poi per ricaricare le batterie c’è bisogno di energia elettrica e attualmente la produzione di energia elettrica è la principale fonte di gas serra.
Insomma, gli studi non finanziati dalle industrie automobilistiche ci dicono che le auto elettriche hanno un impatto sui cambiamenti climatici molto simile a quello delle auto a benzina e che anche esse inquinano.
Le auto elettriche, inoltre, occupano il medesimo spazio di quelle a combustibili fossili, per cui ci sarebbe ugualmente il traffico e strade e piazze occupate da auto con i conseguenti problemi di perdita di tempo, scarsa vivibilità, scadimento del valore estetico dei luoghi, spazio sottratto a bambini, anziani, disabili ecc. Per di più un veicolo elettrico costa il doppio di uno con motore a scoppio e sono 50 anni che si investono fondi per cercare d’inventare batterie meno costose e meno inquinanti senza alcun risultato degno di rilievo. Quindi, perché mai buttare vari miliardi di euro in un così cattivo affare? Gli unici veicoli elettrici ecosostenibili sono quelli che trasportano un gran numero di passeggeri o di merci (treni, metropolitane, tram, funicolari) oppure i monopattini elettrici (e forse le bici elettriche) perché, pesando qualche chilo invece che vari quintali o tonnellate (una Polo pesa 1.300 Kg, un Suv anche 2.700 Kg) possono avere piccole batterie che, ovviamente, sono meno inquinanti delle grandi.
Quindi, invece di regalare miliardi di euro alle multinazionali dell’auto, sarebbe molto meglio usare i fondi disponibili per rendere il trasporto pubblico frequente, puntuale e veloce e per favorire la ciclabilità (piste ciclabili, incentivi all’acquisto di bici, ecc.), l’acquisto di monopattini elettrici, il car-sharing e il bike-sharing, il trasporto delle merci con treni e navi. In questa maniera auto, moto e camion diminuirebbero drasticamente con grandi benefici per l’ambiente, la salute e la vivibilità. Si obietta: “Ma così le industrie automobilistiche licenzieranno un gran numero di operai”.

Forse. Ma è più probabile che si riconvertiranno in produzioni più confacenti ai bisogni di una società fortemente impegnata a contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la scarsità di acqua potabile ecc. D’altra parte tutto il settore legato al trasporto a cavallo è stato distrutto dall’industria automobilistica e sarebbe stato assurdo incentivarlo per salvaguardare i maniscalchi, gli spalatori di letame dalle strade, gli allevatori di cavalli e i venditori di fieno. Questi posti di lavoro sono stati distrutti e ne sono stati creati di nuovi nel settore dell’auto o in altri settori. Oggi è assurdo buttare miliardi per cercare di salvare una tecnologia di trasporto divenuta obsoleta (perché non ecosostenibile e inefficiente) ed è molto più utile impiegare i fondi disponibili per favorire la transizione a una società ecosostenibile.
In ultimo alcuni “opinion leader” hanno utilizzato la notizia che i gas serra, malgrado il lockdown, sono aumentati per sostenere che le attività umane non sono la loro origine. Sarebbe bastato consultare un qualsiasi esperto o testo di climatologia per sapere che, perché una molecola di CO2 scompaia definitivamente dall’atmosfera (perché captata dalle piante e trasformata in glucosio, cellulosa e lignina) occorrono oltre 50 anni. Quindi era impossibile che un parziale arresto delle attività inquinanti, avvenuto solo in alcuni Paesi del globo e per soli 2-3 mesi potesse determinare una diminuzione dei gas serra presenti in atmosfera ed era ovvio che sarebbero aumentati. Se si ha una vasca piena d’acqua e col rubinetto aperto al massimo, non è che diminuendo il getto dell’acqua la vasca non continui a riempirsi. Per ottenere ciò devo chiudere il rubinetto o diminuirlo drasticamente e devo allargare lo scarico; inoltre, occorrerà del tempo perché il livello dell’acqua si riduca in maniera avvertibile. Fuor di metafora, per ridurre i gas serra bisogna ridurre drasticamente la loro produzione e aumentare significativamente la superficie del pianeta coperta da foreste. Purtroppo non sta succedendo né l’una né l’altra cosa e alcuni preferiscono condurci alla catastrofe pur di non rinunciare ai loro interessi.
Insomma come sono stati irrisi e non ascoltati i tecnici che preannunciavano una pandemia, così si continua a non ascoltare, a irridere e a trovare scuse per non mettere in atto i provvedimenti necessari per impedire il riscaldamento del nostro pianeta a livelli catastrofici.

 

 

Note


1) www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/Rapporto_Istat_ISS.pdf;
2) www.gimbe.org/pagine/1229/it/report-72019-il-definanziamento-20102019-del-ssn;
3) www.money.it/Ponte-sullo-Stretto-inutile-e-deturpante-per-l-ambiente;
4) http://tozzi-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/01/30/

perche-e-inutile-dannoso-e-diseducativo-il-ponte-sullo-stretto-di-messina-11-i-problemi-tecnici;
5) www.ivl.se/download/18.5922281715bdaebede9559/1496046218976/C243%20The%20life%20cycle%20energy%20consumption

%20and%20CO2%20emissions%20from%20lithium%20ion%20batteries%20.pdf; 6) www.eea.europa.eu/publications/electric-vehicles-from-life-cycle.
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Anche questo è un gesto d'amore e ci costa solo alcuni secondi

L'epidemia di covid sta scemando sempre più, ma è importante non abbassare la guardia perché vi sono sicuramente nella popolazione italiana centinaia di persone che albergano il virus e possono trasmetterlo.
Tra le varie cose che ognuno di noi può fare per debellare definitivamente l'epidemia di covid, quali usare la mascherina quando si è a meno di 1 metro di distanza da altre persone (soprattutto quando si parla e si è in luoghi chiusi) e lavarsi spesso le mani, c'è la possibilità di scaricare gratuitamente l'app Immuni, che ci segnala se siamo venuti a contatto con una persona contagiosa, così da poter verificare se siamo stati contagiati e, in attesa dei risultati delle analisi, mettere in atto tutti le misure per impedire di contagiare le persone con cui veniamo in contato.
L'app è stata scelta tra le molte proposte per l'assoluta semplicità d'uso e garanzia di riservatezza dei dati personali, ed è stata concessa gratuitamente al Governo italiano.
E' attualmente disponibile per il download gratuito per iOS, Android e telefoni Huawei e Honor che utilizzano il sistema operativo di Google e già 4 milioni di persone l'hanno scaricata.
Attivarla è semplicissimo (occorre meno di un minuto): basta andare sullo “store” del proprio cellulare (Play Store se avete un telefono Android, Huawei e Honor o App Store se avete un iPhone), cercare Immuny e, una volta trovata, cliccarci sopra e spuntare le caselle relative alle domande (“Si ha più di 14 anni?”, “Si autorizza ad avere le notifiche di essere venuti a contatto con una persona infetta?”, “In quale provincia si risiede?).
L'app non funziona col sistema di tracciamento GPS (che poneva questione relative alla privacy) ma col sistema Bluetooth (che quindi deve essere attivo). Per i soli telefoni Android è necessario che sia attiva anche la geolocalizzazione (altrimenti Bluetooth non può funzionare).
Insomma, dedicando meno di un minuto possiamo tutelare la salute nostra, dei nostri fratelli e contribuire a debellare il coronavirus. Un piccolissimo e importante atto d'amore che va fatto.

 

 
Dacci oggi il nostro pane quotidiano: campagna Caritas-FOCSIV
Caritas Italiana e FOCSIV lanciano la Campagna “Dacci il nostro pane quotidiano”. Un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione, delle disuguaglianze anche basandosi sugli approfondimenti che verranno proposti mensilmente sul sito www.insiemepergliultimi.it. Una campagna che si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.
Il primo focus è dedicato al tema della fame, infatti tra le conseguenze immediate legate all’epidemia di Coronavirus ci sarebbe il raddoppio del numero delle persone che non avranno a breve il quantitativo sufficiente per nutrirsi.
Per info: www.focsiv.it/comunicati-stampa/dacci-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-al-via-la-campagna-caritas-focsiv

 

 
Ti consigliamo un film e un libro
Film: Insider, dietro la verità, di Michael Mann, 1999, con Russel Crowe, Al Pacino, Christopher Plummer, Diane Venora.
Il film narra una storia vera: un ex dirigente di una multinazionale del tabacco denuncia come le aziende falsavano i dati sulla pericolosità delle sigarette per incentivarne il consumo. Inizia così un duro conflitto tra l’ex dirigente (e il giornalista che lo intervista) e le multinazionali.
Il film ha avuto 7 nomination all’Oscar e 5 al Golden Globe e ha ricevuto vari premi (attore protagonista, attore non protagonista, fotografia, ecc.)
Libro: La politica del cambiamento climatico, di Antony Giddens. Il Saggiatore, 19 euro, 2011
Uno dei più importanti sociologi inglesi riflette sul cambiamento climatico. Non si tratta di “salvare il pianeta”, ma di salvare milioni e milioni di uomini, forse l’intero genere umano da situazioni tragiche e, in ogni caso, di non peggiorare drasticamente le nostre condizione di vita. Perché, allora, la maggior parte delle persone agisce come se si potesse ignorare una minaccia di questa gravità? Probabilmente perché per attivarci attendiamo di fare esperienza concreta delle tragiche conseguenze del surriscaldamento del pianeta, aspettiamo catastrofi e tragedie macroscopiche. Ma quando queste avverranno la situazione sarà ormai irreversibile e si saranno innescati circoli viziosi che faranno aumentare ancor più il riscaldamento. Giddens riflette su questo paradosso e ci fornisce utili consigli per superarlo.

 
Non diventare complice di chi fabbrica e diffonde notizie false
Dare notizie false al solo scopo di aumentare le visualizzazioni al proprio sito e guadagnare di più o per alimentare la paura, la sfiducia, il sospetto, l'odio o per guadagnare consensi subdolamente è un comportamento vergognoso e immorale che avvelena la società. Per questo non diventare loro complice visitando tali canali e siti web o girando messaggi e notizie, senza essere più che certi che siano veritieri.
Una lista di questi siti è su https://www.bufale.net/the-black-list-la-lista-nera-del-web.

Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.
I video sono su Youtube a questi indirizzi:
Un pugno al cuore: www.youtube.com/watch?v=pOZvhzfhFfE
Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
Requiem: www.youtube.com/watch?v=44V4JapxQsM&feature=youtu.be

 

 
La tua firma significa tanto! Può salvare prigionieri politici dalla tortura o dalla morte. Firma gli appelli di Amnesty
E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).

 

 
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IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

Carissimi Amici,

La S.Messa celebrata dal papa, ogni mattina, e trasmessa da Rai 1 è un evento molto bello. Vuoi che duri per sempre?  Se sei d'accordo vota la sottostante petizione.
Grazie
Ecco il link per votare la petizione

 

 http://chng.it/NxPM527N  


Buona giornata, 

Gaetano

 

XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 05.07.20 - Mt 11, 23-30


   In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

                                                                                                                                                   

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI  Il mondo è pieno di sapienti e d’intelligenti! Essi parlano, parlano, parlano sempre.


Capita di incontrarli e sentirli spesso…sì, perché loro fanno i protagonisti e tengono banco che è un piacere. E quando non ce la fanno più o quando “passano di moda”, beh, allora s’inventano un qualche scandalo o una rissa o un “reality” e così tornano a fare i protagonisti…ma sempre da “sapienti ed intelligenti”!
  

Il Cristo invece ha una “parola” di contentezza perché almeno il Padre, la “Parola” l’ha voluta raccontare per prima ai “piccoli” e a loro ha fatto “vedere” il Figlio…Del resto non aveva grandi scelte, perché la categoria dei “sapienti e degli intelligenti” era troppo impegnata a comandare, a fare soldi, a divertirsi, a parlare!
  

Al Cristo invece interessano gli “affaticati e gli oppressi”, no perché non siano sapienti ed intelligenti, ma per il semplice fatto che la fatica e la sfortuna impediscono loro di guardare, capire, e reagire.
  

Lui lo sa bene che “tutti” sono stati creati con l’intelligenza e la sapienza, ma le cose nella vita non sempre vanno come si vorrebbe e non sempre la colpa è personale…ed allora…Ed allora Lui vuole “ristorarci”, cioè vuole ridarci la dignità di persone “create a sua immagine e somiglianza” e che quindi non sono venute al mondo per morire di fatica o per essere messe sotto i piedi dal prepotente o dal "bullo" di turno.
  

Il suo “ristorarci” fa parte essenziale della Sua “missione”, è il Suo modo di volerci bene. La Sua proposta allora per “vincere” nella vita è di caricarci il suo “giogo”, che è la Sua Parola, unica in grado di farci star bene, di ridarci il sorriso, la speranza e la dignità di persone libere. Il suo “giogo” da prendere sopra di noi è davvero il Suo Vangelo, è la Sua Croce che porta alla Risurrezione, è la fatica “seria”, quindi, quella che porta frutti di libertà e d’amore.
Certo che Lui non ci promette autostrade o seggiovie o scale mobili…lo fanno già “i sapienti e gli intelligenti”, a Lui non va di prenderci in giro.
  

Il Signore Gesù c’invita a farci “carico” di Lui, a prendercelo addosso…perché il Signore Gesù è la salvezza, è la Vita. Lui ci AMA davvero.
  

Buona vita...non siamo soli: mai. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi


XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 28.06.20 - Mt 10, 37-42

 

  In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me;
chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 
...credo non ci sia molto da aggiungere: più chiaro di così!


Lui, Gesù di Nazareth...proprio Lui che si è "fatto carne per stare in mezzo a noi", proprio Lui che si è fatto "pane per nutrire la nostra vita di testimoni"...proprio Lui ci dice chiaro e preciso quali devono essere gli atteggiamenti veri e concreti del nostro "vivere", del nostro camminare la vita.
Lui vuole e deve essere al centro perchè il nostro amare non si perda nel nulla;
Lui vuole essere al centro perchè il nostro vivere sia quello di "pellegrini", in altre parole persone che hanno un traguardo vero e bello da raggiungere, passo dopo passo.
Lui al "centro" e "compagno di viaggio".
Tocca me, tocca a tutti noi provare ad ascoltarlo e tradurlo in scelte concrete: la vita sarà più bella per noi e per gli altri.

 

Buona vita allora, senza paura perchè Lui c'è e farà sempre il tifo per noi...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 21.06.20 - Mt 10, 26-33


  

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
  

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI   “Non abbiate paura" ...!

Se uno come Lui ci fa questa raccomandazione, vuol dire che “avere paura” è una di quelle cose che possono succedere, e, infatti, succede.  Sì, succede che abbiamo paura di farci riconoscere come cristiani:
. paura di essere presi in giro perché si va a Messa o all’oratorio;
. paura di essere “isolati” perché facciamo dei ragionamenti che abbiamo imparato da Lui;
. paura di essere considerati "buoni" perché va di moda essere un po' “cattivi”;

 

Lui sa bene che tutto questo lo possiamo “temere”, ed allora l’invito è di “non temere”…perché Lui sarà un Amico fedele e riconoscente. Va anche oltre.
  

Il Signore infatti sa che possono anche ucciderci per il semplice fatto che siamo dei “suoi”. E succede appunto così in giro per il mondo, e succede, anche adesso, che qualcuno sia ucciso perché considerato dei “suoi”. Il Signore lo sa e ci dice ancora di “non temere”.

 

Tutto questo non è facile, ma non è impossibile…la prova sta nel fatto che anche oggi ci sono milioni di persone che non hanno paura di “predicarlo dai tetti” e “alla luce”.
  

Non si tratta di fare i bulli, gli arroganti o i fondamentalisti, ma si tratta di essere semplicemente e felicemente suoi testimoni. Testimoni di Lui, “suoi” e non di noi stessi!
  

L’invito è sempre quello: scegliere. Scegliere fra il buio e la luce, fra Lui e gli altri.
La conseguenza di tutto questo sarà il suo atteggiamento finale: “Anch’io vi riconoscerò” o “Anch’io vi rinnegherò”. Si potrà dire tutto del Signore Gesù ma non si potrà mai dire che Lui non sia stato chiaro nel parlare e nel prevenire le nostre paure. Il problema non è “avere paura”, ma lasciarsi vincere dalla paura e ripiegare così su strade diverse.
  

 

Buona vita allora, con Lui al centro del nostro andare. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi
                                                                                                          

 

CORPUS DOMINI – 14.06.20 - Gv 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. (...) Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

COMMENTO DI DON GIGI PINI   

 

Mangiare è una questione di vita o di morte…e non di linea o di dieta. Noi abbiamo imparato a mangiare “bene” e “sano” per avere un corpo “in salute” e “in forma”.
Avere cura e rispetto per il proprio corpo è un dovere oltre che un diritto…e dovrebbe valere per tutti!
  

Tutto questo si capisce molto bene, anche se non sempre è così scontato, visto che l’obesità e l’anoressia sono problemi della nostra civiltà occidentale!
  

Il “mangiare” dell’anima invece è una questione che il più delle volte ci lascia assolutamente indifferenti. Sembra, infatti, che non “dia nell’occhio” la denutrizione o l’obesità dell'anima. Sembra! I risultati invece di questo strano digiuno, o dieta, è la quantità di male, di malessere, d’odio e d’indifferenza che ogni giorno è raccontato, scritto e vediamo intorno a noi. Insomma non è un "digiuno" senza conseguenze.
  

Noi, così innamorati della vita, non dovremmo fare fatica a capire che c’è un Pane indispensabile per viverla nell’unico modo vero e sensato: quello dell’Amore. Ma come fai ad Amare, a “dare la vita”, se non hai un’anima che trova la sua forza nel Pane da mangiare e, in pratica, nel nutrirsi di Lui? Come risulta impossibile lavorare, fare sport e vivere se smetto di mangiare e bere…così è impossibile “vivere Amando”, come Lui ci ha insegnato, se non “mangio Quel Pane”.
Per l’anima funziona la stessa regola che vale per il corpo: essa vive bene o male in relazione a quello che mangia o non mangia.
  

Gesù si propone come il Pane della vita. A me la decisione di accettarlo oppure di farne tranquillamente a meno. Sarebbe come scegliere di “morire” ma noi, invece, abbiamo una grandissima voglia di vivere. Come sempre, il “gioco” è nelle mie mani, nella mia libertà di scegliere. Non potrò mai avere paura di “scegliere la vita per sempre”.

 

Buona vita allora con Lui al centro. Un grande e forte abbraccio. Con Lui ripartiremo alla grande. don Gigi

 

SANTISSIMA TRINITA’ – 07.06.20 – Gv 3, 16-18
   In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo...

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 “Credere” è la grande sfida. …e sembra però non essere più di moda.


Siamo disposti a credere all’oroscopo, ai segni zodiacali, ai maghi di turno, alle carte e al gatto nero…ma non va più di moda “credere” in Dio, né “credere” nel Figlio e ancora meno nello Spirito Santo.
 

  La questione però è che “credere” non può essere una “moda”. Oggi quindi c’è proposta la “globalità” della nostra fede: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E’ nel loro “nome” che noi siamo stati battezzati e nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo iniziamo e chiudiamo tutte le nostre Messe, e ancora nel loro “nome” siamo mandati nel mondo; è nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo che siamo perdonati ed è nel loro “nome” che noi iniziamo a pregare.
  

Si continua a ripetere “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, e però rischiamo di continuare a vivere nel “nome” del denaro, del potere, del sesso, del successo…e per tutto questo siamo disposti a qualsiasi cosa; sì, ci crediamo talmente tanto che siamo disposti a fare le guerre, ad uccidere, ad odiare, ad isolare e a tradire.
  

Vivere allora questa domenica, tutte le domeniche, per riconfermare la nostra voglia di “credere”, per riconfermare il nostro pregare giorno dopo giorno;
- per riconfermare il nostro impegno nella vita nel Suo nome;  
- per riconfermare la voglia di costruire e vivere i nostri progetti nel suo nome;
- per riconfermare la nostra disponibilità ad essere strumenti di pace e d’amore nel suo nome.

 

La "Domenica" importante perché ci ricorda di avere un Dio Creatore e Padre, un Gesù Figlio che salva e uno Spirito Santo che ama…insomma ci ricorda che non siamo soli nella scommessa della vita. “Credere “ non sarà mai una questione di moda, ma una scelta di vita nell’Amore.

 

Buona vita allora... è possibile. Un grande e forte abbraccio. don Gigi

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

PENTECOSTE – 31.05.20 – Gv 20, +19-23
   ...disse loro: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 

                                                                                             
Pentecoste: promessa mantenuta. L’altra faccia di Dio? No, l’unica! E’ quella dell’Amore, della Vita e della Verità.
  

Pentecoste è il tempo della missione e della Chiesa. Prima di tornare a “casa”, il Signore Gesù ci aveva già “indicato” il percorso e ci aveva fatto la promessa di non lasciarci “camminare”da soli lungo le strade del mondo. Lo Spirito Santo è la Sua Presenza.
  

Pentecoste è il coraggio di uscire allo scoperto, per strada, perché c’è Qualcuno di cui fidarsi davvero.
  

Pentecoste è capire che non è più tempo di piangersi addosso e far troppe lamentele, non è più tempo d’avere paura dei “Giudei”…bisognerà invece lasciarsi guidare dallo Spirito che ci guiderà alla Verità tutta intera. Lasciarsi guidare! Mettere la Parola come “filtro” ai nostri ragionamenti, inchieste, valutazioni e progetti; “filtro al nostro fare”. Ecco “come” e “perché” non saremo più soli.

 

Pentecoste allora è penetrare bene nei Sacramenti per uscirne rinforzati e sempre di più “convertiti”; riprendere in mano:
-       - il nostro Battesimo che ci ha fatto figli e fratelli, ci ha fatto Chiesa;.
-       - la Cresima che ci ha “consegnato” e ci ha "confermato" la missione di testimoni di Lui nel  mondo;.
-       - la Confessione, il segno del perdono, di un amore gratuito e di riconciliazione con Lui, con gli altri e con noi stessi;.
-       - l’Eucaristia: la Parola e il Pane…cibo per trovare forza e senso nel vivere;.
-       - il Matrimonio per un amore condiviso e fecondo;.
-       - l’Ordine che deve rendere sempre più radicale il seguirlo;.
-      - l’Unzione degli infermi, per il sostegno nella malattia e nella sofferenza.
  

Pentecoste sarà anche riprendere in mano la Bibbia, perché lo Spirito ci aiuti a “saperla leggere” per camminare davvero nei giorni della vita.
  

Buona strada allora... per chi termina “la scuola”, per chi ha esami da preparare, per chi lavora, per chi cerca i sogni e per chi lotta… diamoci una mano e sarà tutto molto più bello. Un abbraccio forte e buona vita a tutti, don Gigi

 

ASCENSIONE DEL SIGNORE – 24.05.20 – Mt 28, 16-20

 

   In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 


Ecco cosa ci tocca fare. Il Signore lo dice appena prima di partire verso casa sua. Dal Padre era partito e al Padre ritorna. In momenti come questi c’è solo lo spazio per dire alcune cose, magari rotte dall’emozione, ma parole alle quali ci si tiene tanto.
  

La raccomandazione finale quindi è quella di “andare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
  

Bisogna andare! Ma non dobbiamo andare a vanvera, senza mete e senza progetti…no, bisogna andare nel nome di Qualcuno. E’ subito chiara la raccomandazione di mettere Dio al centro del nostro muoverci e aggiunge però subito che sarà necessario “insegnare” quello che Lui ci ha detto durante la Sua permanenza in mezzo a noi. “Insegnare” Lui, insomma, e non le nostre idee e presunzioni di “maestri” Ecco quello che ci tocca fare: andare, con Lui al centro, e insegnarlo. Missione non facile la nostra, ma è esattamente quello che Gesù ci dice, sono le Sue ultime parole. Gli resta solo da aggiungere un’ultima “parola” che è carica d’affetto e di nostalgia perché avrà letto negli occhi dei suoi amici un momento di smarrimento, di paura, di tristezza…ed allora chiude il suo “parlare” così: “Io sono con voi tutti i giorni!”.
  

Il Signore ci vuole rassicurare che la Sua è una partenza e non una fuga. Ci vuole dire che è finito davvero un “modo d’essere presente”, ma ne inizierà un altro non meno importante e vero: quello dei Sacramenti, quello dello Spirito. Nei Sacramenti “impareremo” tutto quello che dobbiamo insegnare non a parole ma con la vita di tutti i giorni. Nella Parola c’è scritto tutto quello che dobbiamo insegnare come testimoni credibili e sinceri. Non ci lascia orfani, ci manderà lo Spirito: è l’appuntamento per domenica prossima, la Pentecoste.
  

Buona vita... e sarà così con Lui al centro del nostro “vivere”. Un grande e forte abbraccio, don Gigi

 

 

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a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

Ancona, Giovedì, 25 giugno 2020  

 

GLI OCCHI  E LO SGUARDO  DI MARIA 
REGINA DI TUTTI I SANTI

 LA MADONNA DI SAN CIRIACO IN ANCONA 
 224° anniversario del miracolo 

(25 giugno 1796 - 25 giugno 2020)

 

IL MIRACOLO DELL'APERTURA DEGLI OCCHI
DELL’IMMAGINE DI MARIA “Regina di tutti i Santi",
venerata nella Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona

 

 

Uno straordinario documento inedito della relazione canonica del 6 luglio 1796
(Cfr. documento originale del 6 luglio 1796 in Internet www.lavocecattolica.it/occhidimaria.htm)


     La rivoluzione scoppiata in Francia nel 1789 con la più furiosa ferocia andò estendendosi velocemente al di fuori della Francia. Napoleone Bonaparte venne nominato nel marzo 1796 a comandante dell’esercito, con cui iniziò una invasione dell’Italia del Nord, occupandola dopo aver sbaragliato l’esercito austro-piemontese, e dandosi a saccheggi, ruberie e repressioni sanguinose.
     Gli invasori infatti sventravano chiese e profanavano altari, e chi si ribellava veniva selvaggiamente massacrato. I francesi non facevano mistero di voler sradicare per sempre la religione puntando sul suo cuore, Roma. Napoleone si diresse perciò verso lo Stato Pontificio, avendo di mira in particolare l’occupazione del porto di Ancona, che era il principale porto pontificio dell’Adriatico, e che gli venne ceduto con un armistizio siglato a Bologna.
     Gli anconitani, conosciuta la notizia della cessione di Ancona a Napoleone, rimasero sgomenti e desolati, per il timore delle violenze della soldataglia francese, e tutta la cittadinanza si riversò spontaneamente nella Cattedrale, ove si venerava un quadro intitolato alla “Regina di tutti i Santi”, avente gli occhi socchiusi.
     La popolazione invocava con grande fervore la Madonna, perché rivolgesse sulla città “quegli occhi suoi misericordiosi”, recitando l’antica preghiera della “Salve Regina”. E il 25 giugno 1796 avvenne l’inizio dei prodigi, ripetutisi per un anno intero, dell’apertura degli occhi del quadro della Madonna del Duomo di Ancona.
     Così è narrato in un articolo di Moreno Niccolini il prodigio che si verificò per le suppliche del popolo anconitano: “Il 25 giugno, proprio mentre gli invasori sono alle porte della città, il quadro della Madonna del Duomo comincia a muovere gli occhi, portandoli sulla gente inginocchiata. La voce si diffonde immediatamente. Tutti accorrono da ogni parte. Il miracolo perdura per mesi, ininterrotto. Le Autorità sono costrette a promuovere un’inchiesta ufficiale, con tanto di notai verbalizzanti, perizie di scienziati e interrogatori di testimoni (che sono migliaia). Questa mole di documenti si trova ancora oggi negli archivi. I giacobini locali avvertono Napoleone che il clero anconitano sta truffando il popolo per farlo insorgere contro gli invasori. Appena entrato in città il Generale ordina che gli si porti il quadro, lo prende minacciando di distruggerlo. E’ alla presenza dell’intera municipalità, di canonici e del suo Stato maggiore: tutti lo guardano tenere il dipinto tra le mani. D’improvviso il suo volto sbianca, Napoleone esita, resta senza parole. Poi si scuote e riconsegna l’immagine, comandando di tenerla coperta. C’è chi giura che Napoleone ha visto il prodigio e ne è rimasto scosso. Il fatto è che ha cambiato idea senza motivo apparente, e non è da lui. Occupata Ancona e sbaragliati i pontifìci, i Francesi dilagano: Roma non ha più speranze. Il papa Pio VI ordina preghiere, digiuni, cerimonie propiziatrici; si invoca soprattutto la Madonna, venerata nella capitale della cristianità in modo speciale attraverso le migliaia di «madonnelle stradarole» che fanno della città intera un vero e proprio Santuario mariano a cielo aperto. E il 9 luglio anche qui la Regina «rivolge quegli occhi suoi misericordiosi» su chi la supplica. La Madonna detta dell’Archetto è la prima: sta nel rione Trevi, uno dei più popolari. Quasi nello stesso momento altre immagini mariane seguono. In breve, se ne contano a decine. La gente corre di qua e di là a vedere i miracolosi movimenti di occhi; occorre far intervenire la forza pubblica per disciplinare gli accessi. Frattanto, anche in provincia accadono cose simili. Si hanno come due epicentri, Ancona e Roma. In quei giorni la vita cittadina cambia, non si sentono più alterchi, bestemmie, risse, litigi; ai piedi delle icone miracolose si formano mucchi di refurtiva restituita, i confessionali traboccano, si devono tenere le chiese aperte anche la notte. Una simile «ondata di miracoli» non ha uguali in tutta la storia del Cristianesimo”.
     Ancora oggi, in Roma e in Ancona, lapidi e iscrizioni ricordano i miracoli di quell’anno straordinario. Qui di seguito viene riportato uno straordinario documento inedito proprio del 1796, cioè la relazione ufficiale fatta in Ancona dai testimoni oculari ad appena dieci giorni dall’inizio del miracolo in Ancona (durato poi per un anno) e prima dell’inizio di quello di Roma.
     Migliaia di persone, di ogni ceto e grado, hanno verificato e testimoniato l’autenticità dei miracoli riportati nella sottostante “relazione”, che era stata composta mentre ancora il miracolo si ripeteva e senza sapere dagli scriventi che si sarebbe rinnovato per un intero anno e che si sarebbe ampliato anche in altri luoghi, come a Roma... Come si può non credere all’autenticità di quegli avvenimenti visti per un anno e testimoniati da migliaia e migliaia di persone?...

 

RELAZIONE UFFICIALE DEL 6 LUGLIO 1796 del prodigioso e frequentissimo aprimento di Occhi
di un’Immagine di MARIA SANTISSIMA venerata nella Chiesa Cattedrale di Ancona

Cfr. documento originale del 6 luglio 1796 in Internet: www.lavocecattolica.it/occhidimaria.htm


A LORETO, Piazza della Madonna (davanti al Santuario)
Sabato 11 luglio 2020 - ore 18.00-19.00 (accettazione ore 17.30)

Sit-in sul modello delle "sentinelle in piedi" con bavaglio sulla bocca (al posto della mascherina), per dire con forza: SI' ALLA VERITA' SU VITA UMANA E FAMIGLIA E ALLA LIBERTA' DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE e NO alla violenza, al pensiero unico ed alla pericolosa legge sulla omotransfobia.

Cfr. in Internet: www.restiamoliberi.it

 

LETTERA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE DEI VESCOVI CIRCA LE INVOCAZIONI
«MATER MISERICORDIAE», «MATER SPEI», E «SOLACIUM MIGRANTIUM» DA INSERIRE NELLE LITANIE LAURETANE

RIFLESSIONI CRITICHE IN RIFERIMENTO ALLE NUOVE INVOCAZIONI
INSERITE NELLE ANTICHE LITANIE LAURETANE

CHE COSA PENSAVA IL CARD. SARAH SULLA QUESTIONE DEI MIGRANTI

 

Da STILUM CURIAE di MARCO TOSATTI

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA - UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA

 

  Ancona, Domenica, 14 giugno 2020 - CORPUS DOMINI

 

LA VERITA' DEL CORPO E DEL SANGUE DEL SIGNORE GESU'
DONATO PER LA SALVEZZA DEGLI UOMINI
 UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA 

 

- Video: il miracolo eucaristico di Lanciano
- Giornata Mondiale di preghiera, penitenza e digiuno
- Il parere di un Avvocato: Le mascherine sono illegali
- Ecco perché siamo nel pieno di una rivoluzione

- Il libro: LA CREAZIONE  NON E' UNA FAVOLA

PER L'EUCARISTIA
19 giugno 2020
PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUGNO

Una giornata mondiale di preghiera, penitenza e digiuno, il 19 giugno, per riparare alle offese al Santissimo Sacramento compiute durante l’emergenza imposta con il Covid 19. Questa l’iniziativa di alcuni laici cattolici di diverse nazionalità, che così viene presentata.
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GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUNO

   Noi, fedeli laici, sostenuti da alcuni Pastori della Chiesa cattolica, ci troviamo ad assistere quotidianamente a tante offese commesse contro Nostro Signore Gesù Cristo, veramente presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, specialmente in questo momento in cui, in molti paesi, i fedeli sono obbligati a ricevere la Santa Comunione in mano. Questa disciplina, sconosciuta alla prassi della Chiesa, è un oltraggio alla divinità di Nostro Signore Gesù Cristo e alle norme universali di Santa Madre Chiesa.
   Ci proponiamo quindi di riparare tutti i peccati commessi contro l’Eucaristia indicendo UNA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUNO PER IL PROSSIMO 19 GIUGNO, SOLENNITÀ DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ.
   Chiediamo al clero, ai religiosi e ai fedeli laici di unirsi a questa giornata di riparazione eucaristica nei modi più diversi: offrendo o partecipando alla Santa Messa e all’Ora Santa, facendo Comunioni riparatrici, recitando il Santo Rosario, comprese le giaculatorie insegnate dall’Angelo del Portogallo ai Pastorelli di Fatima, meditando sulla Passione del Signore, offrendo sacrifici e digiunando. Chiediamo inoltre ai partecipanti di recitare le litanie del Sacro Cuore di Gesù e, privatamente o pubblicamente, di rinnovare l’Atto di Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, come prescritto da Papa Leone XIII l’11 giugno 1899.
   Nella speranza che venga promossa UNA GRANDE CROCIATA DI RIPARAZIONE, esortiamo Pastori e fedeli a unirsi a questa iniziativa e a promuoverla il più possibile. Invochiamo con fiducia Gesù Eucaristia, per i meriti della Madonna del Santissimo Sacramento: Fac cor nostrum secundum Cor Tuum.

L’AVV. CARLO PRISCO: PERCHE’ LE MASCHERINE SONO ILLEGALI - LE MASCHERINE COME UN T.S.O. E COME UN REATO -

COME DIFENDERSI DALLE MULTE ILLEGITTIME

ECCO PERCHE'SIAMO NEL PIENODI UNA RIVOLUZIONE

di Aldo Maria Valli

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA -   Tratto dal libro di DOMENICO RAVALICO
Libro estraibile in www.lavocecattolica.it/verita.della.creazione.htm


UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA
 

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.22-2020 
 Ancona, Domenica, 31 maggio 2020 - PENTECOSTE 

 

 

  ENRICO MEDI - LA SCIENZA E' CRISTIANA

 LA CREAZIONE NON E' UNA FAVOLA 

ENRICO MEDI - NATO A PORTO RECANATI, ALL'OMBRA DELLA SANTA CASA DI LORETO - LO SCIENZIATO CHE CONIUGAVA FEDE E RAGIONE - LA SCIENZA PER NATURA SUA E' CRISTIANA -

LA CREAZIONE NON E' UNA FAVOLA

Il 26 maggio del 1974 moriva Enrico Medi, docente universitario e fisico che