Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

MOSTRE, RICORRENZE ED INIZIATIVE VARIE 2020

In questa pagina troverete, di volta in volta, notizie dedicate ad iniziative e/o Mostre su soggetti di interesse comune: a tematica religiosa, collezionismo vario, recensioni su novità editoriali, ecc. Spero possa esservi utile!

Si declina, comunque, ogni responsabilità circa l'eventuale mancata realizzazione delle stesse o altre inesattezze, non imputabili a Cartantica, che si fa soltanto tramite delle informazioni.

Alcune delle iniziative vengono riportate anche se in ritardo, compatibilmente con gli aggiornamenti del sito.

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

https://www.centromissionariomedicinali.org/

 

CENTRO MISSIONARIO MEDICINALI
Via Degli Agli 50123 - FIRENZE  055 294501
 onlus@centromissionariomedicinali.org 

 

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basta firmare nella dichiarazione dei redditi, senza alcun costo aggiuntivo,
nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”,
indicando  il Codice Fiscale  94073610480
Così sosterrai la nostra attività di invio di
medicinali nel Sud del mondo, che da anni sta
salvando migliaia di vite.
Aiutaci ad aiutare!

 

Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

 

Carissimi Amici,
il coronavirus ci ha messo tutti agli “arresti domiciliari”…

   Per trascorrere meglio e bene il tempo a casa, la Cultura ci viene incontro e ci offre la possibilità  di visitare i migliori Musei del mondo.
   E’ a nostra disposizione anche l’Archivio Luce davvero interessante.

I sottostanti link devono essere copiati in Google
Buona visione
                                   Gaetano

 

1. Pinacoteca di Brera - Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi - Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani - Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico - Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado - Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre - Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum - Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum - New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage - San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art - Washington https://www.nga.gov/index.html

www.archivioluce.com

 

 
 

V DOMENICA DI QUARESIMA – 29.03.20 – Gv 11, 1-45


   In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

   Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
   Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.


COMMENTO DI DON GIGI PINI


"Io sono la risurrezione e la vita;chi crede in me, anche se muore, vivrà..." 
  

Ancora un brano dal Vangelo di Giovanni e, ancora una volta, un racconto dettagliato e carico d’emozioni su un momento forte della vita di Gesù. Un brano da leggere con calma.
  

La Samaritana, il cieco, Lazzaro.
  

Tre incontri con tre persone diverse per dire la stessa cosa: Lui è venuto per dare la Vita.
- per toglierci la sete tremenda che abbiamo di vita,  
- per essere luce che ci fa vedere dove andare nella vita,
- per dirci che neppure la morte avrà mai potere su di Lui.
 

Lazzaro era un amico vero di Gesù e la sua casa di Betania era diventata una seconda casa per Gesù, sempre aperta per accoglierlo nel suo girare per la Galilea.
  

Lazzaro, Marta e Maria volevano davvero bene a Gesù e anche Lui ne voleva a loro. Di fronte all’amico, già da quattro giorni nel sepolcro, anche Gesù piange. Forse perché sa la sofferenza e la fatica di Lazzaro nel momento estremo della vita, e sa la sofferenza e il dolore delle sue sorelle…
Ma è solo questione di un momento perché subito si fa deciso e determinato: “Togliete la pietra!”.
E lo urla! “Togliete la pietra della morte!”.
  

E’ esattamente quello che Lui è venuto a fare, è il senso della sua missione: sconfiggere la morte e ridarci la vita della Creazione, l’Amore del Padre.
  

Quante pietre dovrà togliere dalla nostra vita? In quanti sepolcri, magari imbiancati e belli, ma in quanti sepolcri ci siamo inutilmente chiusi e barricati dentro?
 

  Lui invece ci vuole fuori, ci vuole liberi, ci vuole vivi.
 

  Lazzaro è il testimone di quello che va ripetendo da sempre: “Io sono la risurrezione e la vita”.
Fuori, allora!
  

Fuori dalle nostre ipocrisie e dalle nostre menzogne che ci rendono come morti.
  

Fuori dalle nostre superficialità e dalle nostre arroganze che c’impediscono di vivere e d’amare.
Via, ribaltiamo le troppe “pietre” che ci hanno appesantito e continuano ad appesantirci la vita: i rancori, le vendette, i pregiudizi, le calunnie…Fuori!
 

  Nella vita con Lui, allora: luce e vita. «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6)

 

Buona vita allora e un ricordo nel mio pregare per tutti voi. Un grande abbraccio. Ciao, don Gigi

V DOMENICA DI QUARESIMA - IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

IV DOMENICA DI QUARESIMA – 22.03.20- Gv 9, 1-38


   In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
   Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

Tu, credi nel Figlio dell’uomo?

   Il Vangelo di Giovanni è davvero troppo affascinante, per com’è scritto e per l’ironia sapiente e coraggiosa con la quale racconta l’imbarazzo dei farisei, e di tutti quelli che non sopportavano che Gesù di Nazareth fosse davvero il Messia, il Figlio di Dio. Essi si erano barricati dietro a Mosè, a quello che faceva loro comodo di Mosè e dei profeti; ed erano, loro sì, diventati ciechi alla Parola, proprio quella di Mosè e dei profeti. Seduti sulle “loro verità” si erano cacciati nel buio più totale e si erano messi nella condizione di non volere più cercare la Verità. Allora, quello che succede al “cieco nato”: gli interrogatori cui lo sottopongono, l’interrogatorio ai genitori…tutto questo “mette in luce” la loro incapacità di voler fare un passo in avanti; incapaci perché convinti di avere la verità in tasca, d’averla loro, e solo loro!

I farisei avevano bloccato il cammino della Verità e si erano resi incapaci di riconoscere e vedere in Gesù di Nazareth proprio quello che i Profeti, da sempre, avevano detto; si erano resi incapaci di “vedere” il Messia che finalmente era lì in mezzo a loro, come la Sacra Scrittura aveva da sempre detto. Essi si permettono anche di sfottere la fede riconoscente e contenta di un uomo che finalmente aveva iniziato a “vedere”, a “vedere di Cristo”: le mani, lo sguardo, il corpo e che, finalmente, vedeva le persone, i suoi genitori…e anche le facce dei Farisei, ma, soprattutto, aveva iniziato a “vedere” la Sua di faccia, quella di Gesù.
 

Quaresima dunque. Tempo delle grandi scelte: chi vogliamo guardare? Chi vogliamo seguire?
Saranno sempre in tanti quelli che “sfotteranno” la Verità…ma, quando si è acquistata “la vista”, credo che il problema si risolva semplicemente come lo ha posto Giovanni: con un pizzico d’ironia e con la determinazione di voler continuare a camminare dietro a Lui.
  

E’ l’unico modo serio e vero per “ridare la vista” all’umanità, che cerca tentoni di rialzarsi, per camminare nella luce di un mondo riconciliato.
  

Noi, noi che siano Chiesa, siamo chiamati ad essere “sale della terra e luce del mondo”…”luce”, perché abbiamo incontrato “la Luce” venuta ad illuminare il popolo che camminava nelle tenebre: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (…) A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome…” (Gv 1, 9-18).
  

Tocca a noi essere testimoni credibili e contenti di tutto questo.
Buona vita e una preghiera per tutti voi in questo momento particolare. Ciao, don Gigi
 

IV DOMENICA DI QUARESIMA - IO SONO LA LUCE DEL MONDO

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III DOMENICA DI QUARESIMA – 15.03.20 – Gv 4, 5-42

   In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
   Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».


COMMENTO DI DON GIGI PINI

“acqua viva per la vita eterna”

Gesù è di ritorno da un viaggio a Gerusalemme dove, nel tempio, aveva dato una regolata ai giudei: (Gv 2, 13-16) “Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi, gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa di mio Padre un luogo di mercato”.
   
Nel ritorno quindi verso la Galilea doveva per forza passare per la Samaria, territorio e persone ritenute di serie B. Probabilmente aveva ancora in testa quello che aveva visto nel tempio e la sua preoccupazione era di chiarire le cose, di ridare il giusto senso alla Religione…in altre parole recuperare la Fede !
  
Nel tempio, ai Giudei, aveva detto: “Distruggete questo tempio ed io in tre giorni lo farò risorgere…” e si riferiva alla sua di Risurrezione! Ai Giudei l’aveva detto in faccia e quelli non avevano capito nulla. Adesso sente di doverlo dire anche ai Samaritani: “Chi beve dell’acqua che io gli darò…diventerà in lui sorgente d’acqua viva per la vita eterna”. E alla perplessità della Samaritana sul Messia lui dice: “Sono io che ti parlo”.
  
Viaggio decisivo allora quello di Gesù a Gerusalemme e quello del suo ritorno a casa, perché chiarisce con forza il senso della sua Missione e di conseguenza quello di chi lo vorrà seguire.
  
Solo Lui cioè sarà “acqua” capace di togliere la tanta sete che nella vita ci prende: sete di giustizia, d’amore, di perdono, d’ascolto, di pace.  
Solo Lui…perché Lui sarà ed è il Risorto, lui è il Figlio di Dio.

 

Anche per noi ci sarà il dono dello Spirito, Colui che ci condurrà e ci accompagnerà nei sentieri del vivere; lo Spirito che ci guiderà per non farci smarrire la strada e l’obiettivo della vita. Anche per noi quindi ci sarà “l’Acqua”. Tocca a noi decidere cosa fare, dove andare a “bere”: domenica dopo domenica, giorno dopo giorno, conversione dopo conversione!
  

Tocca a noi non cadere nell’illusione e nel condizionamento di "bibite facili" e di “comodi distributori di bevande”! C’è solo un’acqua capace di toglierci la “sete” e di regalarci la vita; c’è solo un’acqua capace di farci sentire protagonisti positivi e veri dentro al nostro tempo. C’è solo Lui, “acqua viva per la vita eterna” !
 

In questo momento difficile una preghiera particolare per tutti voi. Buona vita.
Ciao, don Gigi 

 

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

Ancona, Giovedì 2 aprile 2020 - Dies Natalis di San Giovanni Paolo II

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UNA MESSA VALE MENO DI UNA SIGARETTA

E' QUANTO VALE NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Quindici anni fa l'addio a Wojtyla - Il 2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II - Amato da tutto il mondo
di Nicola Graziani

     Le ultime ore di Karol Wojtyla trascorsero come tutta la sua vita: in Polonia. E siccome la Polonia non la vedeva più dal 2002, epoca del suo ultimo viaggio nel paese natale, fu essa ad accompagnarlo verso il momento del ritorno. Raccontano infatti le cronache di quindici anni fa che quando Giovanni Paolo II lasciò una Terra che aveva contribuito non poco a cambiare, attorno a lui vi fossero, a recitare il rosario, le suore che avevano cura della sua vita quotidiana. Polacche. Il suo segretario, Stanislao Dziwisz, polacco.  Il cardinale Jaworsky, l'arcivescovo Rylko, il vescovo Mokrzicky e l'amico Styczen. Tutti polacchi. Unica eccezione il medico personale, l’archiatra professor Buzzonetti.
     Tutti gli altri vennero avvertiti solo un attimo più tardi: il cardinal Sodano, che pure era segretario di Stato, il cardinal Somalo, che pure era il Camerlengo. Persino Joseph Ratzinger, il braccio destro e forse l’anima a lui più vicina, giunse in un secondo momento. Per non dire di Camillo Ruini.
     Al Camerlengo fu lasciata l’incombenza di pronunciare la frase di rito, “Vere Papa mortuus est”: il papa è effettivamente morto. Ma l’ultima parola del pontefice, un “amen” sussurrato con un fil di voce al termine di una preghiera, il Camerlengo non l’aveva potuta sentire. Gli restò solo da rispettare la tradizione che vuole un velo di lino essere delicatamente deposto sul volto del defunto, mentre Buzzonetti espletava pratiche più scientificamente appropriate per constatare il decesso.

Come Leone al Mincio
     Questa però è solo la cronaca dell’ultimo giorno di Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005: la storia lui l’aveva già scritta in 27 lunghi anni a combattere come una fiera. Non a caso non passarono nemmeno poche ore che qualcuno gli attribuì il titolo di Magno, che la Chiesa riserva ai più grandi: Gregorio, che riempì di sé e di Cristo il vuoto dell’Alto Medioevo; Leone, che dette al vescovo di Roma primazia su quello di Costantinopoli e, soprattutto, fermò Attila sulle rive del Mincio.
     Anche Wojtyla bloccò i suoi unni, che nel tardo XX secolo si chiamavano Comunisti e venivano anch’essi dalle steppe dell’Asia centrale. Come un vero santo altomedievale, ci aveva vissuto in mezzo prima di giungere a Roma e divenire un Difensore della Fede.  Li conosceva bene, quindi, nei loro punti di forza e nelle loro debolezze. Sfruttò le seconde e comprese i primi, perché per lui il comunismo era il Male come lo era stato il nazismo conosciuto da ragazzo, ma l’esigenza di giustizia sociale era una legittima richiesta del corpo e dello spirito. Solo che quella era la risposta antropologicamente sbagliata.
     “Non abbiate paura”, disse a un mondo che all’epoca tremava schiacciata dall’incubo dello scontro atomico. Non abbiate paura, ripeté, “anzi: spalancate le porte a Cristo”. Ecco la risposta antropologicamente giusta. L’unica possibile. Solo una fede come la sua poteva compiere l’impresa, e infatti la compì. Perché c’è chi con la fede smuove le montagne, ma Karol Wojtyla con la sua fede le montagne le spaccava.

La lunga agonia del Santo che era attore
     Tra poco saranno anche cento anni esatti dalla sua nascita: manca un mese. C’è da aspettarsi un profluvio di commemorazioni, soprattutto nell’ipotesi (assai remota, a occhio e croce) che la tempesta epidemica attuale sia nel frattempo passata. Nella speranza che le cose vadano meglio, rinunciamo quindi allo spoiler rievocativo: tra poche settimane se ne parlerà meglio, e più a lungo.
     Soffermiamoci piuttosto su quello che tra poco nessuno ricorderà, e cioè quello che accadde quando Wojtyla morì. Si tratta di materia ugualmente interessante. La sua agonia fu lunga, e prevista. L’uomo era giovane al momento dell’elezione (56 anni) ma anziano e molto provato al momento di lasciarci. Ventisette anni di pontificato ne fanno il pontefice più a lungo seduto sulla cattedra di Pietro dopo Pio IX e Pietro stesso. Lui, poi, ebbe la vita segnata da un attentato ordito proprio Oltrecortina. Gli unni erano feroci.
     Tutti lo videro passare nel tempo, in modo non repentino ma percepibile, da una vigoria di scalatore sciatore nuotatore alla decadenza del parkinson, sicché alla fine non poteva nemmeno parlare e la cosa lo tormentò più dello stesso male. Perché di cose al mondo uscito dalla vittoria del 1989 lui ne aveva da dire molte, e magari non tutte piacevoli. L’importanza della parola lui la conosceva benissimo, del resto, e non solo perché era uomo di Chiesa. Giovanni Paolo II da giovane aveva fatto l’attore e questo lo aveva aiutato a capire l’importanza dell’essere non solo ascoltati, ma prima ancora sentiti, e del colpire chi ti ascolta anche con gesti per l’appunto plateali. Un comunicatore formidabile, con in più un messaggio che a cercarne il paragone non se ne trova uno che sia uno. Alla fine, grazie anche all’aiuto di un maestro dell’arte della comunicazione istituzionale come il suo portavoce, Navarro Valls, era divenuto qualcosa di assimilabile – si parva licet – ad un opinion leader, ma molto ma molto più grande, profondo e stentoreo. Lo ascoltavano tutti, lo amavano quasi tutti, lo piansero in milioni.

Milioni su milioni
     In milioni vennero a Roma, anche perché l’agonia come si diceva lunga e creò un clima di coinvolgimento generale. Quando, alle 21,37 di quel 2 aprile, il papa chiuse gli occhi la reazione emotiva fu a livello mondiale, complici anche i media che nel frattempo avevano perso il gusto della compostezza. Il primo giorno nell’Urbe arrivarono in ottocentomila, il secondo un milione, poi il terzo due e poi ancora tre e mezzo.
     Si rammentino le parole del prefetto di allora, Achille Serra: “Roma è stata sottoposta allo stress di un evento il più grande della sua storia, moltiplicato per dieci”. Il prefetto si sbagliava per difetto: i lanzichenecchi erano stati una decina di migliaia, i visigoti del 410 due o tremila, i bersaglieri e le altre truppe italiane a Porta Pia 50.000.  
     L’emergenza (perché di vera e propria emergenza si trattò) venne gestita in buona parte dalla Protezione Civile, e anche qui il parallelo con l’oggi sorge spontaneo. Gli annali riferiscono che, in mezzo a quella massa informe ed emotivamente di uomini, donne, religiosi, suore, vecchiette e giovani che si accalcavano, si spingevano, avevano fame e sete e altri bisogni primari, non si registrò nemmeno una gamba rotta.
     Fu giudicato il primo miracolo di Giovanni Paolo II “Santo subito”. Ma siccome la Provvidenza provvede poggiandosi sulle gambe degli uomini, sarebbe ingeneroso non rilevare che l’Italia e Roma in particolare quella volta dettero dimostrazione di capacità ed efficienza come nessun altro al mondo. Un successo che nessuno ha mai voluto loro riconoscere, e la cosa dispiace.
     Ad ogni modo, quando si celebrarono i funerali sul sagrato di San Pietro, in molti unirono al sincero dolore anche una certa diminuzione della tensione. La folla da quel momento sarebbe defluita e l’emergenza passata.

"Seppellite il suo cuore a Cracovia"
     Rimangono impresse nella memoria, le immagini di quel funerale. Il vento che sfoglia le pagine del Vangelo ai piedi di un vecchio ormai magrissimo vestito di abiti sacri troppo grandi per lui. Troppo grandi i paramenti, troppo grande la tiara, troppo grandi le scarpe nere che gli restituivano l’aspetto di un contadino a disagio nel vestito della festa. Ma quest’ultima impressione era sbagliata, perché Giovanni Paolo II in quel momento era già una reliquia, ed il suo cadavere già sembrava il corpo incorrotto di un santo medievale.
     Infatti non passerà che pochissimo tempo che don Stanislao, il suo segretario personale, chiederà di riportare a Cracovia almeno il cuore di Wojtyla, a riposare nella sua terra. Richiesta rimasta inevasa, e non solo perché la pratica ricordava troppo quella dei re di Francia a Saint-Denis, per non dire di Luigi IX all’ottava crociata. Il cuore di Giovanni Paolo II è rimasto nelle grotte vaticane, a poca distanza da quello di Giovanni XXIII, soprattutto per un altro motivo. E cioè che un papa non solo è prima di ogni altra cosa vescovo di Roma, ma il suo cuore appartiene al mondo. Anche se in Polonia è rimasto sempre, fino all’ultimo battito.

In Internet
https://www.agi.it/cronaca/news/2020-04-02/anniversario-morte-giovanni-paolo-ii-8076948/

 

Ancona, Domenica, 29 marzo 2020 - Domenica 5^ di Quaresima  

 Ancona, Giovedì 19 marzo 2020 - San GIUSEPPE sposo di Maria  

   

SAN GIUSEPPE
LO SPOSO DI MARIA  E IL PATRONO  DELLA CHIESA UNIVERSALE 

 

GIUSEPPE, LO SPOSO DI MARIA 

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,16.18-21.24

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 

Maria Valtorta
L’Evangelo come mi è stato rivelato
[26.1-9], ed. CEV.


 Giuseppe chiede perdono a Maria. Fede, carità e umiltà per ricevere Dio.

   (...) Riprende la Mamma a mostrarsi con questa visione che mi dice da segnare in questo libro. La gioia si riversa in me. Perché vedere Maria è possedere la Gioia.
   Vedo dunque l’orticello di Nazaret. Maria fila all’ombra di un foltissimo melo stracarico di frutta, che cominciano ad arrossare e sembrano tante guance di bambino nel loro roseo e tondo aspetto.
     Ma Maria non è per nulla rosea. Il bel colore, che le avvivava le guance a Ebron, le è scomparso. Il viso è di un pallore di avorio, in cui soltanto le labbra segnano una curva di pallido corallo. Sotto le palpebre calate stanno due ombre scure e i bordi dell’occhio sono gonfi come in chi ha pianto. Non vedo gli occhi, perché Ella sta col capo piuttosto chino, intenta al suo lavoro e più ancora ad un suo pensiero che la deve affliggere, perché l’odo sospirare come chi ha un dolore nel cuore. È tutta vestita di bianco, di lino bianco, perché fa molto caldo nonostante che la freschezza ancora intatta dei fiori mi dica che è mattina. È a capo scoperto e il sole, che scherza con le fronde del melo mosse da un lievissimo vento e filtra con aghi di luce fin sulla terra bruna delle aiuole, le mette dei cerchiolini di luce sul capo biondo, e là i capelli sembrano di un oro zecchino.
     Dalla casa non viene nessun rumore, né dai luoghi vicini. Si sente solo il mormorìo del filo d’acqua che scende in una vasca in fondo all’orto.
     Maria sobbalza per un picchio dato risolutamente all’uscio di casa. Posa conocchia e fuso e si alza per andare ad aprire. Per quanto l’abito sia sciolto e ampio, non riesce a nascondere completamente la rotondità del suo bacino.  Si trova di fronte Giuseppe. Maria impallidisce anche nelle labbra. Ora il suo viso pare un’ostia, tanto è esangue. Maria guarda con occhio che interroga mestamente. Giuseppe guarda con occhio che pare supplichi. Tacciono, guardandosi. Poi Maria apre la bocca: «A quest’ora, Giuseppe? Hai bisogno di qualche cosa? Che vuoi dirmi? Vieni».
     Giuseppe entra e chiude la porta. Non parla ancora.
      «Parla, Giuseppe. Che vuoi da me?».
     «Il tuo perdono». Giuseppe si curva come volesse inginocchiarsi. Ma Maria, sempre così riservata nel toccarlo, lo afferra per le spalle risolutamente e glielo impedisce. Il colore va e viene dal volto di Maria, che ora è tutta rossa e ora di neve come prima.
     «Il mio perdono? Non ho nulla da perdonarti, Giuseppe. Non devo che ringraziarti ancora per tutto quanto hai fatto qui dentro in mia assenza e per l’amore che mi porti».
     Giuseppe la guarda, e vedo due grossi goccioloni formarsi nell’incavo del suo occhio profondo, stare lì come sull’orlo di un vaso e poi rotolare giù sulle guance e sulla barba.
     «Perdono, Maria. Ho diffidato di te. Ora so. Sono indegno di avere tanto tesoro. Ho mancato di carità, ti ho accusata nel mio cuore, ti ho accusata senza giustizia perché non ti avevo chiesto la verità. Ho mancato verso la legge di Dio non amandoti come mi sarei amato…
     «Oh! no! Non hai mancato!».
     «Sì, Maria. Se fossi stato accusato di un tal delitto, mi sarei difeso. Tu… Non concedevo a te di difenderti, perché stavo per prendere delle decisioni senza interrogarti. Ho mancato verso te recandoti l’offesa di un sospetto. Anche solo un sospetto è offesa, Maria. Chi sospetta non conosce. Io non ti ho conosciuta come dovevo. Ma per il dolore che ho patito… tre giorni di supplizio, perdonami, Maria».
     «Non ho nulla da perdonarti. Ma, anzi, io ti chiedo perdono per il dolore che ti ho dato».
     «Oh! si, che fu dolore! Che dolore! Guarda, stamane mi hanno detto che sulle tempie sono canuto e sul viso ho rughe. Più di dieci anni di vita sono stati questi giorni! 4Ma perché, Maria, sei stata tanto umile da tacere, a me, tuo sposo, la tua gloria, e permettere che io sospettassi di te?».
     Giuseppe non è in ginocchio, ma sta così curvo che è come lo fosse, e Maria gli posa la manina sul capo e sorride. Pare lo assolva. E dice: «Se non lo fossi stata in maniera perfetta, non avrei meritato di concepire l’Atteso, che viene ad annullare la colpa di superbia che ha rovinato l’uomo. E poi ho ubbidito… Dio mi ha chiesto questa ubbidienza. Mi è costata tanto… per te, per il dolore che te ne sarebbe venuto. Ma non dovevo che ubbidire. Sono l’Ancella di Dio, e i servi non discutono gli ordini che ricevono. Li eseguiscono, Giuseppe, anche se fanno piangere sangue».
     Maria piange quietamente mentre dice questo. Tanto quietamente che Giuseppe, curvo come è, non se ne avvede sinché una lacrima non cade al suolo. Allora alza il capo e - è la prima volta che gli vedo fare questo gesto - stringe le manine di Maria nelle sue brune e forti e bacia la punta di quelle rosee dita sottili, che spuntano come tanti bocci di pesco dall’anello delle mani di Giuseppe.
     «Ora bisognerà provvedere perché…».
     Giuseppe non dice di più, ma guarda il corpo di Maria, e Lei diviene di porpora e si siede di colpo per non rimanere così esposta, nelle sue forme, allo sguardo che l’osserva.
     «Bisognerà fare presto. Io verrò qui… Compiremo il matrimonio… Nell’entrante settimana. Va bene?».
     «Tutto quanto tu fai va bene, Giuseppe. Tu sei il capo di casa, io la tua serva».
     «No. Io sono il tuo servo. Io sono il beato servo del mio Signore che ti cresce in seno. Tu benedetta fra tutte le donne d’Israele. Questa sera avviserò i parenti. E dopo… quando sarò qui lavoreremo per preparare tutto a ricevere… Oh! come potrò ricevere nella mia casa Dio? Nelle mie braccia Dio? Io ne morrò di gioia!… Io non potrò mai osare di toccarlo!…».
     «Tu lo potrai, come io lo potrò, per grazia di Dio».
     «Ma tu sei tu. Io sono un povero uomo, il più povero dei figli di Dio!…»
     «Gesù viene per noi, poveri, per farci ricchi in Dio, viene a noi due perché siamo i più poveri e riconosciamo di esserlo. Giubila, Giuseppe. La stirpe di Davide ha il Re atteso e la nostra casa diviene più fastosa della reggia di Salomone, perché qui sarà il Cielo e noi divideremo con Dio il segreto di pace che più tardi gli uomini sapranno. Crescerà fra noi, e le nostre braccia saranno cuna al Redentore che cresce, e le nostre fatiche gli daranno un pane… Oh! Giuseppe! Sentiremo la voce di Dio chiamarci “padre e Madre!”. Oh!…». Maria piange di gioia. Un pianto così felice!
     E Giuseppe inginocchiato, ora, ai suoi piedi, piange col capo quasi nascosto nell’ampia veste di Maria, che le fa una caduta di pieghe sui poveri mattoni della stanzetta.

 

SAN GIUSEPPE
PATRONO DELLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO
Dall'Esortazione Apostolica "REDEMPTORIS CUSTOS" di San Giovanni Paolo II

     In tempi difficili per la Chiesa Pio IX, volendo affidarla alla speciale protezione del santo patriarca Giuseppe, lo dichiarò «Patrono della Chiesa cattolica» (S. Rituum Congreg., «Quemadmodum Deus», die 8 dec. 1870: «Pii IX P. M. Acta», pars I, vol. V, 283). Il Pontefice sapeva di non compiere un gesto peregrino, perché a motivo dell'eccelsa dignità concessa da Dio a questo suo fedelissimo servo, «la Chiesa, dopo la Vergine Santa, sposa di lui, ebbe sempre in grande onore e ricolmò di lodi il beato Giuseppe, e di preferenza a lui ricorse nelle angustie» (S. Rituum Congreg., «Quemadmodum Deus, die 8 dec. 1870: «Pii IX P. M. Acta+, pars I, vol. V, 282s).
     Quali sono i motivi di tanta fiducia? Leone XIII li espone così: «Le ragioni per cui il beato Giuseppe deve essere considerato speciale Patrono della Chiesa, e la Chiesa, a sua volta, ripromettersi moltissimo dalla tutela e dal patrocinio di lui, nascono principalmente dall'essere egli sposo di Maria e padre putativo di Gesù... Giuseppe fu a suo tempo legittimo e naturale custode, capo e difensore della divina Famiglia... E' dunque cosa conveniente e sommamente degna del beato Giuseppe, che, a quel modo che egli un tempo soleva tutelare santamente in ogni evento la famiglia di Nazaret, così ora copra e difenda col suo celeste patrocinio la Chiesa di Cristo»(«Quamquam Pluries», die 15 aug. 1889: «Leonis XIII P. M. Acta», IX [1890] 177-179).
     Questo patrocinio deve essere invocato ed è necessario tuttora alla Chiesa non soltanto a difesa contro gli insorgenti pericoli, ma anche e soprattutto a conforto del suo rinnovato impegno di evangelizzazione nel mondo e di rievangelizzazione in quei «paesi e nazioni dove - come ho scritto nell'esortazione apostolica "Christifideles Laici" - la religione e la vita cristiana erano un tempo quanto mai fiorenti», e che «sono ora messi a dura prova» (34). Per portare il primo annuncio di Cristo o per riportarlo laddove esso è trascurato o dimenticato, la Chiesa ha bisogno di una speciale «virtù dall'alto» (cfr. Lc 24,49; At 1,8), donazione certo dello Spirito del Signore non disgiunta dall'intercessione e dall'esempio dei suoi santi.
     Oltre che nella sicura protezione, la Chiesa confida anche nell'insigne esempio di Giuseppe, un esempio che supera i singoli stati di vita e si propone all'intera comunità cristiana, quali che siano in essa la condizione e i compiti di ciascun fedele.
     Come è detto nella costituzione del Concilio Vaticano II sulla divina Rivelazione, l'attegiamento fondamentale di tutta la Chiesa deve essere quello del «religioso ascolto della Parola di Dio» («Dei Verbum», 1), ossia dell'assoluta disponibilità a servire fedelmente la volontà salvifica di Dio, rivelata in Gesù. Già all'inizio della Redenzione umana troviamo incarnato il modello dell'obbedienza, dopo Maria, proprio in Giuseppe, colui che si distingue per la fedele esecuzione dei comandi di Dio.
     Paolo VI invitava a invocarne il patrocinio «come la Chiesa, in questi ultimi tempi, è solita a fare, per sé, innanzitutto, con una spontanea riflessione teologica sul connubio dell'azione divina con l'azione umana nella grande economia della redenzione, nel quale la prima, quella divina, è tutta a sè sufficiente ma la seconda, quella umana, la nostra, sebbene di nulla capace (cfr. Gv 15,5), non è mai dispensata da un'umile, ma condizionale e nobilitante collaborazione. Inoltre, protettore la Chiesa lo invoca per un profondo e attualissimo desiderio di rinverdire la sua secolare esistenza di veraci virtù evangeliche, quali in San Giuseppe rifulgono» («Insegnamenti di Paolo VI», VII [1969] 1268).
     La Chiesa trasforma queste esigenze in preghiera. Ricordando che Dio ha affidato gli inizi della nostra Redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, gli chiede di concederle di collaborare fedelmente all'opera di salvezza, di donarle la stessa fedeltà e purezza di cuore che animò Giuseppe nel servire il Verbo incarnato e di camminare sull'esempio e per l'intercessione del santo, davanti a Dio nelle vie della santità e della giustizia (cfr. «Missale Romanum», Collecta; Super oblata «in Sollemnitate S. Ioseph Sponsi B. M. V.»; Post communio «in Missa votiva S. Ioseph»).
     Già cento anni fa Papa Leone XIII esortava il mondo cattolico a pregare per ottenere la protezione di san Giuseppe, patrono di tutta la Chiesa. L'epistola enciclica «Quamquam Pluries» si richiamava a quell'«amore paterno» che Giuseppe «portava al fanciullo Gesù», ed a lui, «provvido custode della divina Famiglia», raccomandava «la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue». Da allora la Chiesa - come ho ricordato all'inizio - implora la protezione di san Giuseppe - «per quel sacro vincolo di carità che lo strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio» e gli raccomanda tutte le sue sollecitudini, anche per le minacce che incombono sulla famiglia umana.
     Ancora oggi abbiamo numerosi motivi per pregare nello stesso modo: «Allontana da noi, o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi..., assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre...; e come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità» (cfr. «Oratio ad Sanctum Iosephum», quae proxime sequitur textum ipsius Epist. Enc. «Quamquam Pluries"» die 15 aug. 1889: «Leone XIII P. M. Acta», IX [1890] 183). Ancora oggi abbiamo perduranti motivi per raccomandare a san Giuseppe ogni uomo.
     Auspico vivamente che il presente ricordo della figura di Giuseppe rinnovi anche in noi gli accenti della preghiera che un secolo fa il mio predecessore raccomandò di innalzare a lui. E' certo, infatti, che questa preghiera e la figura stessa di Giuseppe acquistano una rinnovata attualità per la Chiesa del nostro tempo, in relazione al nuovo millennio cristiano.
     Il Concilio Vaticano II ha di nuovo sensibilizzato tutti alle «grandi cose di Dio», a quell'«economia della salvezza», della quale Giuseppe fu speciale ministro. Raccomandandoci, dunque, alla protezione di colui al quale Dio stesso «affidò la custodia dei suoi tesori più preziosi e più grandi» (S. Rituum Congreg., «Quemadmodum Deus, die 8 dec. 1870: «Pii IX P M. Acta», pars I, vol. V, 282), impariamo al tempo stesso da lui a servire l'«economia della salvezza». Che san Giuseppe diventi per tutti un singolare maestro nel servire la missione salvifica di Cristo, compito che nella Chiesa spetta a ciascuno e a tutti: agli sposi ed ai genitori, a coloro che vivono del lavoro delle proprie mani o di ogni altro lavoro, alle persone chiamate alla vita contemplativa come a quelle chiamate all'apostolato.
     L'uomo giusto, che portava in sé tutto il patrimonio dell'antica alleanza, è stato anche introdotto nell'«inizio» della nuova ed eterna alleanza in Gesù Cristo. Che egli ci indichi le vie di questa alleanza salvifica sulla soglia del prossimo millennio, nel quale deve perdurare e ulteriormente svilupparsi la «pienezza del tempo» ch'è propria del mistero ineffabile della Incarnazione del Verbo.
    Che san Giuseppe ottenga alla Chiesa ed al mondo, come a ciascuno di noi, la benedizione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dato a Roma, presso san Pietro, il 15 agosto 1989
Solennità dell'Assunzione della beata Vergine Maria - dell'anno 1989, undecimo di pontificato.
GIOVANNI PAOLO II

 

 

SAN GIUSEPPE PROTETTORE DELLA BUONA MORTE

 La vita santa di S. Giuseppe, l’assistenza di Gesù e di Maria, tutto contributi a rendere la sua morte preziosa agli occhi del Signore. La Chiesa paragona quella morte, ora ad un sonno pacifico, come quello di un fanciullo che si addormenta sul seno di sua madre; ora ad una fiaccola odorifera, che si consuma a misura che arde, e che muore, esalando il profumo soave che penetrava la sua sostanza. La morte dei Santi è sempre invidiabile, perché tutti muoiono nel bacio del Signore; ma quel bacio non ha che un dolce e prezioso sentimento di amore. Ma Giuseppe mori veramente nel bacio del Signore, poiché spirò nelle braccia di Gesù. E se, come crediamo, egli ebbe l’uso dei sensi e della parola sino all’ultimo sospiro, il quale non poteva essere che un sospiro o una slancio d’amore, come non avrà egli coronato una vita cosi santa, se non col pronunciare i nomi sacri di Gesù e di Maria?
     O morte beata! Se non posso, come Giuseppe, spirare tra Gesù e Maria, visibili ai miei sguardi, possa io almeno, sulle mie labbra moribonde, unire il vostro nome, o Giuseppe, ai nomi di Gesù e di Maria!
     La santa morte di Giuseppe ha prodotto preziosi frutti sulla terra, che fu come aromatizzata dal soave profumo che lascia di sé una santa vita, ed una santa morte, e diede ai cristiani un potente protettore in Cielo presso Dio, specialmente per gli agonizzanti.
     Chiunque invochi S. Giuseppe nell’ultima battaglia, sia pur violenta, riporterà vittoria. Beato perciò chi ripone la sua confidenza in questo santo Patriarca, ed unisce spirando il nome santo di Giuseppe ai dolcissimi nomi di Gesù e di Maria.
     Tutto il mondo cristiano lo riconosce avvocato degli agonizzanti, e pertanto della buona morte. Giuseppe figlio di Giacobbe, soccorreva nel tempo della carestia gli Egiziani distribuendo loro il grano che aveva raccolto; ma per soccorrere i propri fratelli, fece di più non contento di aver riempito i loro sacchi di frumento, vi aggiunse il prezzo del medesimo. Cosi farà certamente il nostro glorioso S. Giuseppe; con quale generosità non tratterà i suoi devoti? Ah si, al momento della loro estrema necessità, al punto di morte, egli saprà ricompensare i devoti omaggi con cui sarà stato onorato.
     La morte dei servi di S. Giuseppe è sommamente calma e soave. Santa Teresa narra le circostanze che accompagnavano gli ultimi istanti delle sue prime figlie, cosi devote a S. Giuseppe. «Ho osservato, di ella, che al momento di rendere l’ultimo respiro esse godevano ineffabile pace e tranquillità; la loro morte era simile al dolce riposo dell’orazione. Nulla indicava che il loro interno fosse agitato da tentazioni. Quei lumi divini liberano il mio cuore dal timore della morte. Morire, mi pare adesso, la cosa più facile per una fedele devota di S. Giuseppe».

 Ancona, Domenica 15 marzo 2020 - Santa Luisa de Marillac  

 

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 SAN DAMIANO DE VEUSTER,  L'APOSTOLO DEI LEBBROSI  

     I coniugi fiamminghi De Veuster hanno otto figli, da cui escono due suore e due preti dei “Sacri Cuori di Gesù e Maria”, detti anche “Società del Picpus”, dalla via di Parigi dove è nata la congregazione. Giuseppe, penultimo degli otto, è destinato ad aiutare il padre, ma a 19 anni entra anche lui al Picpus prendendo il nome di fratel Damiano. Nell’istituto c’è anche suo fratello Pamphile: ordinato prete nel 1863, Pamphile non va in missione perché malato, e allora Damiano ottiene di partire al posto del fratello, anche se non è ancora stato ordinato sacerdote. Destinazione della missione: le Isole Sandwich, così chiamate dal loro scopritore James Cook nel 1778 in onore di Lord Sandwich, capo della Marina inglese. Sono un arcipelago indipendente sotto una monarchia locale, e più tardi si chiameranno Isole Hawaii. Damiano le raggiunge dopo 138 giorni di navigazione, da Brema a Honolulu. Completa gli studi, diventa sacerdote nel 1864 e lavora nell’isola principale, Hawaii.
     Istruisce la gente nella fede e insegna ad allevare montoni e maiali, come pure a coltivare la terra. Il divario culturale crea ostacoli duri, la solitudine a volte gli pare insopportabile. Ma è solo un primo collaudo. Nel 1873 il suo vescovo cerca preti volontari per l’isola lazzaretto di Molokai, dove il governo confina tutti i malati di lebbra, togliendoli alle famiglie: si offrono in quattro, per turni di 34 settimane, e tra loro c’è padre Damiano, che va per primo a Molokai e vi resterà per sempre (tranne un breve soggiorno a Honolulu). Ci deve restare, perché il governo teme il contagio e gli proibisce di lasciare l’isola con i suoi migliaia di malati ad alta mortalità: 183 decessi nei primi otto mesi. Ma "tanti ne seppelliamo, altrettanti ne manda il governo". Ora fuma la pipa per difesa contro l’insopportabile odore di carne in disfacimento, che a volte lo fa svenire in chiesa.

     A Molokai è prete, medico e padre: cura le anime, lava le piaghe, distribuisce medicine, stimola il senso di dignità dei malati, che si organizzano, lavorano la terra, creano orfanotrofi: opera loro, orgoglio loro.
     Nel 1885, ecco la scoperta: anche lui è stato contagiato dalla lebbra. Ed è solo, aspettando a lungo un altro prete per confessarsi, fino all’arrivo del padre belga Conrardy, pochi mesi prima della morte. Sopporta incomprensioni, ma è capace di dire: "Sono tranquillo e rassegnato, e anche più felice in questo mio mondo". Fino all’ultimo aiuta gli studi sulla lebbra, sperimentando su di sé nuovi farmaci.
     Muore dopo un mese di letto, e mille malati di lebbra lo seppelliscono ai piedi di un albero. Nel 1936 il suo corpo verrà riportato in Belgio, a Lovanio. Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Bruxelles nel 1995, continuando l’iter iniziato da Paolo VI nel 1967 su richiesta di 33 mila lebbrosi e concluso da Benedetto XVI che lo ha canonizzato in Piazza San Pietro l'11 ottobre 2009. 

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Mons. Nicola BUX
"PANDEMIA? FA QUASI RIMA CON PANDEMONIO. MEDITATE"


Lo dice in una intervista il noto teologo barese don Nicola Bux a proposito del Coronavirus

Don Bux, messe sospese. E’ d’accordo?
“Io cito e lo faccio con grande ammirazione, i vescovi della Polonia che, al posto di sospenderle, le hanno aumentate per evitare l’affollamento. Ricordo che sia la messa che il numero spingono come salutare medicina verso Dio. A mio avviso si sta ricalcando quello sciagurato slogan di una volta: più messa, meno messe”.
Qual è l’effetto della messa?
“La messa aiuta, è una salutare pressione verso il Cielo perché Dio rinfoderi la spada del castigo”.
Si può dare la comunione fuori della messa?
“Certamente sì ed anzi è un gran bene. Io stesso sto confessando e amministro la santa comunione. Esiste un preciso rito per questo, fuori della messa”.
Che tempo stiamo vivendo?
“Quello assai delicato della prova. Io consiglio di meditare su questo. Il Signore ci mette alla prova, ci misura: ecco quella famigerata tentazione che con una maldestra traduzione si vuole eliminare dal Padre Nostro. Una cattiva ed inopinata nuova traduzione. Nel Padre Nostro, versione tradizionale noi chiediamo che Dio non ci introduca nella prova, questo è il significato di indurre, significa introdurre. La tentazione dunque è la prova di Dio che opera nella storia per valutare la nostra fede“.
Che cosa pensa della sospensione delle messe?
“Certamente la decisione è stata presa a fin di bene per evitare o limitare i casi di contagio, però vorrei capire maggiormente le motivazioni. La messa è salutare medicina per corpo ed anima e fa bene, guarisce è una spinta verso la salvezza”.
Pandemia..
“Pandemia fa quasi rima con pandemonio, fateci caso e qualcosa del demonio qui ci sta e spiego...”.
Spieghi..
“Se uno conosce bene la rivelazione, sa che a volte Dio distoglie lo sguardo da noi, si nasconde, e permette, lo permette lui, a Satana di agire, gli lascia spazio per provare la nostra fede anche con eventi negativi e dannosi come questo. Un male a fin di bene, una sorta di ammonimento. In sintesi, Dio consente, non manda, il male, l’opera di Satana: per capire che esito ha questo combattimento. Ha due esiti, chi si converte o chi si danna eternamente. Ricordate che al mondo non si muove foglia che Dio non voglia e che Lui scrive dritto su righe storte”.
Insomma lei che avrebbe fatto?
“Ripeto, fatta salva la buona fede che non metto in discussione, apprezzo la scelta dei vescovi polacchi che ne hanno aumentato il numero per non farle affollare, senza cedere al mondo “.

 

di BRUNO VOLPE, in http://www.lafedequotidiana.it

 

 

 

 

In questo momento in cui i genitori passano più tempo con i loro bambini, rendiamo disponibile una sezione editoria Bimbi, con letture che possano intrattenere i più piccoli dando loro molti spunti di riflessione e di valore.

Nel link:https://dominusproductionstore.com/105-bambini
troverete tutte le nostre pubblicazioni per bambini tra cui LE AVVENTURE DI JOY: una bellissima storia di un pallino sportivo e giramondo, suddivisa in 5 racconti. In ogni racconto Joy incontra nuovi amici che lo aiuteranno a fare un pezzetto di cammino per ritrovare la via di casa e dai quali imparerà sempre qualcosa di buono. Joy terminerà questo viaggio arricchito di nuove esperienze e valori.

Inoltre, visto che in questo periodo il catechismo è sospeso, abbiamo reso disponibili per l'acquisto (e messo in promozione) tre bellissimi libri per bambini sulla storia di Gesù, tratti dal Vangelo e dagli scritti di Maria Valtorta.

Non vi resta che visitare la sezione BIMBI del sito di DOMINUS!
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p.s. dato il successo delle proiezioni on-demand gratuite e in promozione, abbiamo deciso di tenerle disponibili fino a Domenica 5 Aprile inclusa. Per visionare la promozione con i film gratuiti: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa
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Speriamo con queste piccole iniziative di contribuire a donarvi delle belle emozioni e spunti di riflessione, in un momento tanto delicato per tutti noi. SIcuri che dopo ogni tempesta torna a splendere il SOLE con ancora più forza e calore!

Buon proseguimento!
Federica


Team DOMINUS PRODUCTION
Per maggiori informazioni chiamare gli uffici Dominus Production allo 0550468608 dal Lunedi al Venerdi dalle 9.00 alle 18.00.

Le spedizioni continuano regolarmente e avvengono entro due giorni lavorativi successivi al ricevimento del pagamento dell'ordine, tramite corriere espresso. Per assicurare massima sicurezza a chi lavora in DOMINUS, ai nostri clienti e ai fornitori, il personale Dominus lavora in alternanza, ma siamo perfettamente organizzati perchè tutte le nostre spedizioni, call-center e chat di assistenza ai clienti funzionino regolarmente.

Cari amici di DOMINUS,

In via eccezionale, fino al 5 Aprile incluso, sarà disponibile la visione del film UNA CANZONE PER MIO PADRE on-demand.

E' una misura speciale visto che in alcune città italiane il film non è ancora uscito (sarebbe dovuto uscire a Marzo, ma le proiezioni pubbliche sono state cancellate per l'emergenza sanitaria in corso) e che il dvd del film sarà disponibile solo a Natale 2020. Data la richiesta di molti degli "amici di Dominus" abbiamo deciso di metterlo a disposizione per un breve periodo di tempo (e in promozione), sicuri che la visione di un bellissimo film quale UNA CANZONE PER MIO PADRE possa essere un arricchimento e fornire validi spunti di riflessione per tutta la famiglia. Il link per la visione è: https://dominusproductionstore.com/18-on-demand

Ricordatevi che diamo la possibilità di scaricare gratuitamente la scheda scuola con i collegamenti didattici del film sui programmi delle scuole medie e superiori. Le proiezioni ufficiali del film al cinema riprenderanno dal 7 Novembre 2020 con la possibilità di organizzare proiezioni mattutine per le scuole. Maggiori informazioni sul sito https://www.dominusproduction.com/film/una-canzone-per-mio-padre

Ricordiamo, inoltre, che la visione dei due film gratuiti CRISTIADA e IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE sarà disponibile ancora per tutta questa settimana (incluso il fine settimana) al link: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa

Inoltre, abbiamo applicato numerose promozioni su diversi articoli dvd e libri del nostro store on-line, che saranno valide per tutto il periodo di Quaresima. Sperando che i nostri prodotti possano essere un valido strumento di arricchimento, vi salutiamo calorosamente e invochiamo la benedizione di Dio Padre su ognuno di voi, sulle vostre famiglie, sul nostro Paese e sull'umanità intera.


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UNA CANZONE PER MIO PADRE: Ispirato alla storia vera del cantante Bart Millard, UNA CANZONE PER MIO PADRE affronta un tema delicato: il superamento della sconfitta e della dipendenza dalle proprie fragilità interiori. La pellicola racconta del modo in cui Bart è riuscito a vincere le ferite di un’infanzia difficile attraverso un cammino interiore culminato nella scrittura di una canzone di enorme successo, I Can Only Imagine, vincitrice del doppio disco di platino. É un film che aiuta a comprendere l’importanza della dedizione e del sacrificio in qualsiasi attività si intraprenda. Il film fa riflettere anche sulla preziosità della figura genitoriale e sull’importanza delle relazioni, dei rapporti personali autentici.

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Le spedizioni continuano regolarmente e avvengono entro due giorni lavorativi successivi al ricevimento del pagamento dell'ordine, tramite corriere espresso. Nessun ordine potrà partire se non previamente pagato ad eccezione del metodo di spedizione e pagamento in contrassegno. Per assicurare massima sicurezza a chi lavora in DOMINUS, ai nostri clienti e ai fornitori, il personale Dominus lavora in alternanza, ma siamo perfettamente organizzati perchè tutte le nostre spedizioni, call-center e chat di assistenza ai clienti funzionino regolarmente.

 

Carissimi amici,


Grazie per aver accolto la visione dei due film messi a disposizione gratuitamente per questo periodo di Quaresima particolarmente delicato per tutti noi.

In molti mi avete scritto chiedendomi se potevate condividere il link. Certo! Questi due film sono stati messi a disposizione per essere condivisi, sia con i vostri famigliari che con i vostri amici.

Alcuni insegnanti delle superiori mi hanno anche chiesto se - dato il valore storico di queste due opere - potevano assegnarne la visione e il relativo approfondimento come compito a casa ai loro studenti. Certo! la cosa ci rende solo felici.

Inoltre ricordatevi che diamo la possibilità di scaricare gratuitamente le schede scuola, con i collegamenti didattici dei nostri film sui programmi delle scuole medie e superiori. Il link per scaricarle è questo: https://www.dominusproduction.com/editoria/scheda-didattiche-film

Voglio ricordare che i link gratuiti saranno disponibili ancora per tutta la prossima settimana (incluso il fine settimana) al link: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa

Inoltre, tutti i nostri film sono ora disponibili - a prezzo ridotto - sulla sezione "on-demand" del nostro store digitale e abbiamo applicato numerose promozioni su tutti i nostri articoli dvd e libri, che saranno valide per tutto il periodo di Quaresima. Le spedizioni procedono normalmente e tutti i nostri prodotti sono spediti direttamente alle vostre abitazioni regolarmente, in pochi giorni dall'ordine.

Spero che questo momento di grande difficoltà e di prova, possa dare ad ognuno di noi l'occasione di riflettere sui beni primari ed essenziali della nostra esistenza, come la preziosità della vita, della famiglia, del lavoro (come dignità della persona nel suo contributo alla collettività), ma soprattutto la ricerca del nostro rapporto intimo con Dio Padre.

Vi abbraccio con tutto il cuore e spero di rivedervi presto per condividere con voi tutti il prossimo film di valore.
Federica


Federica Picchi Roncali
DOMINUS PRODUCTION
Via Il Prato 19/A Firenze, tel 0550468068 (Lun.-Ven. 8.30-19.00)



- - - ISTRUZIONI PER VISIONE GRATUITA - - -
 
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2. registrarsi oppure accedere con il proprio login se siete già iscritti
3. godersi uno dei due bellissimi film messi a disposizione

 

 

CRISTIADA: narra l'eroica resistenza del popolo messicano contro il regime dittatoriale massonico di Plutarco Elías Calles. La trama ruota attorno ad alcuni dei principali protagonisti storici di quegli anni come il generale Gorostieta Velarde, personificato da uno straordinario Andy García che, inizialmente non interessato alla causa, successivamente deciderà di mettere la sua strategia militare a servizio di questi piccoli e rinnegati, trasformando un gruppo di contadini, studenti, intellettuali e ribelli anarchici in un esercito moderno e disciplinato, capace di bloccare l’avanzata delle truppe federali. Il cammino interiore del Generale Gorostieta si intreccerà con il cammino del quattordicenne José Sanchez, giovane audace e dedito ad una profonda ricerca di giustizia, il cui impegno e la cui forza, ben al di là di ogni aspettativa, diventeranno fonte d’ispirazione per il Generale stesso. Il film è tratto da avvenimenti realmente accaduti.
 
IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE: La straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani (1660-1727) è stata accompagnata fin dal suo inizio da segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni. Quest'eccezionale esistenza tra grandi doni e combattimenti contro i demoni fu vissuta nel nascondimento all’interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria ed è arrivata fino a noi tramite un vastissimo diario di oltre 22.000 fogli manoscritti, che lei dovette scrivere per obbedienza e che è stato definito “un tesoro nascosto”. La sua incredibile esperienza vissuta in un rapporto quotidiano e straordinario al tempo stesso con Dio e Maria Santissima, le innumerevoli visite in paradiso, in inferno e in purgatorio e la comprensione dei più grandi misteri della fede, la portano ad essere considerata “l’anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio” (Papa Leone XIII).
 
Si ringrazia New Land Films (produttore del film CRISTIADA) e Giovanni Ziberna e Valeria Baldan (registi e produttori del film IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE) per aver autorizzato DOMINUS nella distribuzione gratuita di questi due meravigliosi film .

Tutti gi altri film di DOMINUS PRODUCTION saranno in promozione a prezzo ridotto sul sito www.dominusproductionstore.com sezione ON-DEMAND.

 

Carissimi amici,


Grazie per aver accolto la visione dei due film messi a disposizione gratuitamente per questo periodo di Quaresima particolarmente delicato per tutti noi.

In molti mi avete scritto chiedendomi se potevate condividere il link. Certo! Questi due film sono stati messi a disposizione per essere condivisi, sia con i vostri famigliari che con i vostri amici.

Alcuni insegnanti delle superiori mi hanno anche chiesto se - dato il valore storico di queste due opere - potevano assegnarne la visione e il relativo approfondimento come compito a casa ai loro studenti. Certo! la cosa ci rende solo felici.

Inoltre ricordatevi che diamo la possibilità di scaricare gratuitamente le schede scuola, con i collegamenti didattici dei nostri film sui programmi delle scuole medie e superiori. Il link per scaricarle è questo: https://www.dominusproduction.com/editoria/scheda-didattiche-film

Voglio ricordare che i link gratuiti saranno disponibili ancora per tutta la prossima settimana (incluso il fine settimana) al link: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa

Inoltre, tutti i nostri film sono ora disponibili - a prezzo ridotto - sulla sezione "on-demand" del nostro store digitale e abbiamo applicato numerose promozioni su tutti i nostri articoli dvd e libri, che saranno valide per tutto il periodo di Quaresima. Le spedizioni procedono normalmente e tutti i nostri prodotti sono spediti direttamente alle vostre abitazioni regolarmente, in pochi giorni dall'ordine.

Spero che questo momento di grande difficoltà e di prova, possa dare ad ognuno di noi l'occasione di riflettere sui beni primari ed essenziali della nostra esistenza, come la preziosità della vita, della famiglia, del lavoro (come dignità della persona nel suo contributo alla collettività), ma soprattutto la ricerca del nostro rapporto intimo con Dio Padre.

Vi abbraccio con tutto il cuore e spero di rivedervi presto per condividere con voi tutti il prossimo film di valore.
Federica


Federica Picchi Roncali
DOMINUS PRODUCTION
Via Il Prato 19/A Firenze, tel 0550468068 (Lun.-Ven. 8.30-19.00)



- - - ISTRUZIONI PER VISIONE GRATUITA - - -
 
Per visualizzare i film messi a disposizione gratuitamente:
1. accedere al sito Dominus on-demand, sezione DOMINUS regala #iostoacasa: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa
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3. godersi uno dei due bellissimi film messi a disposizione

 

 

CRISTIADA: narra l'eroica resistenza del popolo messicano contro il regime dittatoriale massonico di Plutarco Elías Calles. La trama ruota attorno ad alcuni dei principali protagonisti storici di quegli anni come il generale Gorostieta Velarde, personificato da uno straordinario Andy García che, inizialmente non interessato alla causa, successivamente deciderà di mettere la sua strategia militare a servizio di questi piccoli e rinnegati, trasformando un gruppo di contadini, studenti, intellettuali e ribelli anarchici in un esercito moderno e disciplinato, capace di bloccare l’avanzata delle truppe federali. Il cammino interiore del Generale Gorostieta si intreccerà con il cammino del quattordicenne José Sanchez, giovane audace e dedito ad una profonda ricerca di giustizia, il cui impegno e la cui forza, ben al di là di ogni aspettativa, diventeranno fonte d’ispirazione per il Generale stesso. Il film è tratto da avvenimenti realmente accaduti.
 
IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE: La straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani (1660-1727) è stata accompagnata fin dal suo inizio da segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni. Quest'eccezionale esistenza tra grandi doni e combattimenti contro i demoni fu vissuta nel nascondimento all’interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria ed è arrivata fino a noi tramite un vastissimo diario di oltre 22.000 fogli manoscritti, che lei dovette scrivere per obbedienza e che è stato definito “un tesoro nascosto”. La sua incredibile esperienza vissuta in un rapporto quotidiano e straordinario al tempo stesso con Dio e Maria Santissima, le innumerevoli visite in paradiso, in inferno e in purgatorio e la comprensione dei più grandi misteri della fede, la portano ad essere considerata “l’anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio” (Papa Leone XIII).
 
Si ringrazia New Land Films (produttore del film CRISTIADA) e Giovanni Ziberna e Valeria Baldan (registi e produttori del film IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE) per aver autorizzato DOMINUS nella distribuzione gratuita di questi due meravigliosi film .

Tutti gi altri film di DOMINUS PRODUCTION saranno in promozione a prezzo ridotto sul sito www.dominusproductionstore.com sezione ON-DEMAND.

 

 

CELEBRAZIONE DANTEDI' AL POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

E’ stato celebrato lo scorso 25 marzo in molte Sedi afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, il Dantedì.

Iniziativa, di grande valenza culturale, dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri.

Ne tracciamo un resoconto onde evidenziare le simbologia, le similitudini e i richiami esistenti con l’universo dantesco.

 

 

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it
Immaginandolo tra i beati, gli spiriti sapienti che risplendono nel IV cielo o cielo del Sole, Dante ricorda la figura di San Francesco d’Assisi nell’XI canto del Paradiso. Lo definisce “serafico in ardore”, ossia ardente di carità come un serafino, e con mirabili versi ne descrive l’amore mistico con Madonna povertà, la sposa che Francesco prima di morire affiderà ai suoi discepoli.

«... privata del primo marito
millecent'anni e più dispetta e scura
fino a costui si stette senza invito» …


(vv.64-66)

«La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi»

(vv.76-78)

Quando a colui ch'a tanto ben sortillo
piacque di trarlo suso a la mercede
ch'el meritò nel suo farsi pusillo,

a' frati suoi, sì com' a giuste rede,
raccomandò la donna sua più cara,
e comandò che l'amassero a fede;

e del suo grembo l'anima preclara
mover si volle, tornando al suo regno,
e al suo corpo non volle altra bara.

(vv.109-117)

 

La luce spirituale con cui il sommo poeta rappresenta Francesco rifulge come quella del sole che sorge nell’equinozio di primavera e con lo stesso splendore brillano i colori dei mosaici che adornano gli altari della Chiesa di Gerace a lui intitolata e dedicata al suo ordine religioso.
Tra i riquadri dell’altare maggiore che riproducono immagini realistiche della città, uno in particolare rappresenta con delicati dettagli una scena di vita quotidiana dei frati che abitavano il convento francescano.


 


 

Chiesa san Francesco d’Assisi

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari – Cassano all’Ionio (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Il mito del Labirinto evoca figure e situazioni collegabili a SIMBOLI carichi di significato ancora oggi efficaci. L'avventura di Teseo nel labirinto ha il significato del percorso che l'uomo intraprende alla ricerca di se stesso, di un principio divino, di un minotauro o altro che possa rappresentare un "centro" un punto fermo da cui partire.
La via che si snoda nel Labirinto simboleggia la discesa verso il "basso" ovvero nella disperazione, il percorso rappresenta la purificazione e il ritrovamento di sé. Uscire dal Labirinto rappresenta una rinascita. Il reperto collega questo mito con Arianna il cui filo della tessitura riporta Teseo alla luce e quindi all'attività femminile della tessitura.
Anche nella Divina Commedia il lettore si smarrisce in una "selva oscura" e si ritrova compiendo un viaggio individuale e collettivo entro il dedalo di un labirinto: il labirinto della coscienza e del significato in cui tutto ciò che è detto rimanda ad un Altrove. Nella Divina Commedia c'è un Labirinto tracciato dall'Inferno - Purgatorio - Paradiso. E' quello descritto da Ulisse.
Nell'Inferno Dante colloca il Minotauro nel VII Cerchio dove sono puniti i violenti e lo introduce all'inizio del Canto XII. Spesso accostato al peccato della lussuria, il Minotauro è un ostacolo da superare per percorrere una nuova strada, più giusta e corretta. Il Labirinto rappresenta quindi nella sua accezione mistica, un processo di iniziazione, un rituale personale di ascesi.

 



In allegato foto del reperto archeologico conservato presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide (Peso ornamentale decorato con motivo a labirinto. Francavilla Marittima (CS), località Timpone Motta. Datazione: IX – VIII sec a.C.​).

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)
Direttore: Gregorio Aversa
mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it 


“Io son”, cantava, “io son dolce serena,
che’ marinari in mezzo mar dismago;
tanto son di piacere a sentir piena!


Io volsi Ulisse del suo cammin vago
al canto mio; e qual meco s’ausa,
rado sen parte; sì tutto l’appago!”
   
  (Purgatorio, canto XIX, vv. 19-24)

Nel canto XIX del Purgatorio Dante sogna una "femmina balba", cioè una donna balbuziente, storpia che pian piano diventa sempre più bella e accattivante e si rivela al Sommo Poeta come Sirena. Subito dopo ne appare un'altra, dall'aspetto virtuoso che la contrasta, finché interviene Virgilio a squarciare le vesti della prima, facendone apparire il ventre putrido e puzzolente. Svegliatosi spaventato, a Dante il Vate spiega che la prima delle due donne rappresenta la cupidigia dei beni materiali, la seconda simboleggia la temperanza. Significato del sogno è che l'uomo deve contrastare la cupidigia attraverso la temperanza: controllando cioè i propri istinti e desideri materiali, egli può frenare l'avidità e ogni brama smodata.

 



Sulle monete della città greca di Terina è  raffigurata una donna alata, da alcuni studiosi interpretata come immagine della sirena Ligea.
Terina fu fondata dall'achea Kroton, dove gli unguentari in bronzo erano particolarmente diffusi: essi forniscono la migliore rappresentazione di questo ambiguo essere mostruoso!

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it 

All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia sono custoditi alcuni reperti che rappresentano delle sirene, figure mitologiche dal corpo metà uccello e metà donna.
Le Sirene compaiono nel XII libro dell’Odissea, nel quale si racconta di Ulisse che dopo aver lasciato la maga Circe riprende il suo viaggio. Giunto presso un gruppo di scogli a sud della penisola di Sorrento, al largo delle Isole Sirenuse, incontra le Sirene che con il loro canto cercano di trattenere i naviganti. Le sirene sono note per il loro canto ammaliatore, affascinante ma molto pericoloso per i naviganti, che promette di svelare tutto ciò che accade o è accaduto sulla terra. Il loro canto dunque si mostra come una promessa: se Ulisse si fermerà presso di loro, se ne andrà sapendo più cose; ma cedere alla tentazione della conoscenza porta a rompere i legami famigliari e a morire. Ulisse però, grazie ai consigli di Circe, riesce ad oltrepassare il pericolo. Ulisse e Dante.
L'Ulisse dantesco è simile a quello classico, dotato di insaziabile curiosità e abilità di linguaggio e compare nel XXVI canto dell’Inferno, sottoforma di fiamma. Egli racconta le peripezie del suo viaggio di ritorno da Troia e come, spinto dalla sete di conoscenza, cerca di convincere i suoi compagni a proseguire il viaggio pronunciando la famosissima frase: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti,  ma per seguir virtute e conoscenza”. Sete di conoscenza che lo porterà alla rovina.

Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

In sintonia con il museo di Vibo Valentia che per il Dantedì  ha proposto un collegamento tra mondo antico e mondo ricordando Ulisse, il canto ammaliatore delle Sirene e il suo incontro nel XXVI canto dell’ Inferno con Dante, il museo di Locri con l’intento di creare un fil rouge - soprattutto in un momento così difficile per la nostra società - tra i musei calabresi e il loro ricco e sfaccettato patrimonio, ha voluto testimoniare la presenza di manufatti raffiguranti le Sirene esposti lungo il suo percorso espositivo.

Una produzione degli artigiani locresi che lavoravano ed abitavano nel quartiere di Centocamere, oggi visitabile nell’area del parco archeologico di Locri: balsamari in terracotta di diverse dimensioni, conformati a sirena caratterizzata da una lunga capigliatura a trecce e orecchini discoidali con funzione di ex voto dedicati a Persefone regina degli Inferi, agli specchi in bronzo il cui manico riproduce le fattezze di questa suggestiva figura che con il suo canto irretiva gli uomini. Produzioni che tra VI e V secolo a.C. costituiscono una delle espressioni più caratteristiche dell’artigianato locrese.
Sui canali social del museo di Locri  è stato divulgato il ricordo di Dante con il collegamento al mondo greco attraverso il manufatto scelto.


 

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
Referente: Gregorio Aversa
mail: pm-cal@beniculturali.it
24 Marzo 2020: “Aspettando il #Dantedì
25 Marzo 2020: “#IoleggoDante, ma in calabrese

Il Museo archeologico Lametino ha spostato in rete tutte le iniziative organizzate per il primo “Dantedì”, giornata celebrativa dedicata dal MiBACT al sommo poeta Dante Alighieri, tenutasi il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della “Divina Commedia”.

Sulla pagina FB (https://www.facebook.com/museoarcheologicolametino/) del museo l’appuntamento si è tenuto martedì 24 marzo il pre-evento “Aspettando il #Dantedì”, durante il quale Laura Montuoro, socio della “Società Dante Alighieri - Comitato locale Soverato”, citando alcune terzine del XV Canto del “Paradiso”, ha invitato i nostri followers a partecipare attivamente alle celebrazioni.
Per l’appuntamento nazionale fissato dal MiBACT per le ore 12.00 di mercoledì 25, il Museo ha, invece, organizzato l’iniziativa “#IoleggoDante, ma in calabrese”.
Si è svolta, altresì, una lettura in streaming a cura di Domenico Benedetto D’Agostino, curatore del Progetto “PoesiaInCostruzione, di alcune terzine del XXVI Canto dell’“Inferno” tratte da “‘U Mpiernu, ‘U Prigatoriu, ‘U Paravisu”di Salvatore Scervini (Acri 1847-1925). Si è trattato della trasposizione in calabrese dell’opera dantesca, seconda traduzione integrale in Italia e prima nel Meridione, considerata una delle versioni più riuscite per completezza, qualità letteraria, lingua e stile.
Hanno completato il programma numerosi post con approfondimenti e curiosità, tra cui: un’esposizione inedita sulla nostra bacheca virtuale di un’edizione unica al mondo della “Divina Commedia” (ed. Manzani, Firenze 1595), messa a disposizione da Giovanna Adamo, Presidente dell’Associazione artistico-culturale “Arte & Antichità Passato Prossimo” di Lamezia Terme; un omaggio da parte dell’illustratrice lametina Felicia Villella; la partecipazione al flash mob della “Società Dante Alighieri” con l’intervento di Samuele Anastasio, speaker di Radio Soveria, che aprendo la finestra della sua casa ha declamato le due terzine del canto dantesco in cui Paolo e Francesca dimostrano che l’amore vince tutto.
L’iniziativa è stata curata della dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria.

Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it

All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mètauros sono custoditi moltissimi reperti provenienti dai corredi tombali della necropoli ritrovata in contrada Due Pompe – fase magnogreca della città -

I corredi tombali esposti a Mètauros rappresentano le suggestioni legate alla cultura dell’oltretomba e agli usi della deposizione che attraverso il corredo dava forma all’immateriale legame tra la vita terrena del deposto e la sua vita nell’aldilà. Collegamento culturale diviene Caronte e la sua figura di traghettatore delle anime nel loro percorso di vita ultraterrena attraverso la presentazione di due litografie di Gustave Dorè, Divina Commedia illustrata dell'Ottocento (Gustave Dorè, Divina Commedia Illustrata 1861) che rappresentano l’incontro di Dante e Virgilio nell'oltretomba con Caronte; correlazione con le collezioni esposte nel Museo - i corredi funebri - legati alla cultura della deposizione e dell'oltretomba.
Di particolar pregio l’iniziativa #ioleggoDante un tag sul fumetto di Mètauros realizzato da Federico Manzone (nato nell'ambito dell'iniziativa Fumetti nei Musei 2020) che è stato reso visibile on-line per la giornata del 25 marzo su issuu.com/coconinopress.
Lo storyboard realizzato dal nostro fumettista ha ripreso le figure mitologiche e legate all’oltretomba in virtù delle collezioni che denotano il museo come “museo delle necropoli”.
Inoltre grazie alla collaborazione dell’architetto e scenografo Lorenzo Pio Massimo Martino è stato pubblicato il video L’incontro infernale tra il Sommo e il traghettatore delle anime perdute (Commedia narrata a cura di Lorenzo Pio Massimo Martino).

 

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

Il Museo e parco archeologico nazionale di Scolacium ha celebrato Dante Alighieri nella giornata a lui dedicata con un contributo sui suoi canali social  basato sul pensiero trinitario di Gioacchino da Fiore nella Divina Commedia, con radici lontane in Cassiodoro, nativo di Scolacium. La Commedia ha uno schema triadico, secondo le tre età del padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Anche Cassiodoro trova nei Salmi la dottrina della Trinità. Troviamo dunque una linea di pensiero che attraversa i secoli e supera le distanze spaziali

DIDASCALIE delle fotografie  in allegato:
Museo archeologico Lametino
Moneta in argento dal tesoretto di Sant'Eufemia
400 a.C.

Museo archeologico nazionale di Crotone
Balsamario bronzeo a forma di Sirena
480-460 a.C.

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche

 

 



25 marzo: Dantedì. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, ha approvato la direttiva che istituisce il Dantedì, una giornata celebrativa (data prescelta il 25 marzo) dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri.

Molte Sedi della cultura statali, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno richiami, similitudini con il mondo dantesco.


Di seguito ne indichiamo alcune:


Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it 

All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia sono custoditi alcuni reperti che rappresentano delle sirene, figure mitologiche dal corpo metà uccello e metà donna. Le Sirene compaiono nel XII libro dell’Odissea, nel quale si racconta di Ulisse che dopo aver lasciato la maga Circe riprende il suo viaggio. Giunto presso un gruppo di scogli a sud della penisola di Sorrento, al largo delle Isole Sirenuse, incontra le Sirene che con il loro canto cercano di trattenere i naviganti.
Le sirene sono note per il loro canto ammaliatore, affascinante ma molto pericoloso per i naviganti, che promette di svelare tutto ciò che accade o è accaduto sulla terra. Il loro canto dunque si mostra come una promessa: se Ulisse si fermerà presso di loro, se ne andrà sapendo più cose; ma cedere alla tentazione della conoscenza porta a rompere i legami famigliari e a morire.
Ulisse però, grazie ai consigli di Circe, riesce ad oltrepassare il pericolo. Ulisse e Dante. L'Ulisse dantesco è simile a quello classico, dotato di insaziabile curiosità e abilità di linguaggio e compare nel XXVI canto dell’Inferno, sottoforma di fiamma. Egli racconta le peripezie del suo viaggio di ritorno da Troia e come, spinto dalla sete di conoscenza, cerca di convincere i suoi compagni a proseguire il viaggio pronunciando la famosissima frase: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti,  ma per seguir virtute e conoscenza”.
Sete di conoscenza che lo porterà alla rovina.


Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

In sintonia con il museo di Vibo Valentia che per il Dantedì propone un collegamento tra mondo antico e mondo ricordando Ulisse, il canto ammaliatore delle Sirene e il suo incontro nel XXVI canto dell’ Inferno con Dante, il museo di Locri con l’intento di creare un fil rouge - soprattutto in un momento così difficile per la nostra società - tra i musei calabresi e il loro ricco e sfaccettato patrimonio, vuole testimoniare la presenza di manufatti raffiguranti le Sirene esposti lungo il suo percorso espositivo.

Una produzione degli artigiani locresi che lavoravano ed abitavano nel quartiere di Centocamere, oggi visitabile nell’area del parco archeologico di Locri: balsamari in terracotta di diverse dimensioni, conformati a sirena caratterizzata da una lunga capigliatura a trecce e orecchini discoidali con funzione di ex voto dedicati a Persefone regina degli Inferi, agli specchi in bronzo il cui manico riproduce le fattezze di questa suggestiva figura che con il suo canto irretiva gli uomini.
Produzioni che tra VI e V secolo a.C. costituiscono una delle espressioni più caratteristiche dell’artigianato locrese.

 

 

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
Referente: Gregorio Aversa
mail: pm-cal@beniculturali.it

24 Marzo 2020: “Aspettando il #Dantedì
25 Marzo 2020: “#IoleggoDante, ma in calabrese


Il Museo archeologico Lametino sposta in rete tutte le iniziative organizzate per il primo “Dantedì”, giornata celebrativa dedicata dal MiBACT al sommo poeta Dante Alighieri, prevista per il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della “Divina Commedia”.

Sulla pagina FB (https://www.facebook.com/museoarcheologicolametino/) del museo l’appuntamento si raddoppia. Si inizia martedì 24 con il pre-evento “Aspettando il #Dantedì”, durante il quale Laura Montuoro, socio della “Società Dante Alighieri - Comitato locale Soverato”, citando alcune terzine del XV Canto del “Paradiso”, inviterà i nostri followers a partecipare attivamente alle celebrazioni. Per l’appuntamento nazionale fissato dal MiBACT per le ore 12.00 di mercoledì 25, il Museo ha, invece, organizzato l’iniziativa “#IoleggoDante, ma in calabrese”.

E’ prevista una lettura in streaming a cura di Domenico Benedetto D’Agostino, curatore del Progetto “PoesiaInCostruzione, di alcune terzine del XXVI Canto dell’“Inferno” tratte da “‘U Mpiernu, ‘U Prigatoriu, ‘U Paravisu”di Salvatore Scervini (Acri 1847-1925). Si tratta della trasposizione in calabrese dell’opera dantesca, seconda traduzione integrale in Italia e prima nel Meridione, considerata una delle versioni più riuscite per completezza, qualità letteraria, lingua e stile.
Completeranno il programma numerosi post con approfondimenti e curiosità, tra cui: un’esposizione inedita sulla nostra bacheca virtuale di un’edizione unica al mondo della “Divina Commedia” (ed. Manzani, Firenze 1595), messa a disposizione da Giovanna Adamo, Presidente dell’Associazione artistico-culturale “Arte & Antichità Passato Prossimo” di Lamezia Terme;  un omaggio da parte dell’illustratrice lametina Felicia Villella; la partecipazione al flash mob della “Società Dante Alighieri” previsto per le ore 18.00 del 25 marzo con l’intervento di Samuele Anastasio, speaker di Radio Soveria, che aprendo la finestra della sua casa declamerà, come richiesto, le due terzine del canto dantesco in cui Paolo e Francesca dimostrano che l’amore vince tutto.
L’iniziativa è a cura della dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria.

 


Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it

All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mètauros sono custoditi moltissimi reperti provenienti dai corredi tombali della necropoli ritrovata in contrada Due Pompe – fase magnogreca della città -
I corredi tombali esposti a Mètauros rappresentano le suggestioni legate alla cultura dell’oltretomba e agli usi della deposizione che attraverso il corredo dava forma all’immateriale legame tra la vita terrena del deposto e la sua vita nell’aldilà.

Collegamento culturale diviene Caronte e la sua figura di traghettatore delle anime nel loro percorso di vita ultraterrena attraverso la presentazione di due litografie di Gustave Dorè, Divina Commedia illustrata dell'Ottocento (Gustave Dorè, Divina Commedia Illustrata 1861) che rappresentano l’incontro di Dante e Virgilio nell'oltretomba con Caronte; correlazione con le collezioni esposte nel Museo - i corredi funebri - legati alla cultura della deposizione e dell'oltretomba.

Inoltre grazie alla collaborazione dell’architetto e scenografo Lorenzo Pio Massimo Martino sarà pubblicato il video L’incontro infernale tra il Sommo e il traghettatore delle anime perdute (Commedia narrata a cura di Lorenzo Pio Massimo Martino).
Seguirà nel pomeriggio per #ioleggoDante un tag sul fumetto di Mètauros realizzato da Federico Manzone (nato nell'ambito dell'iniziativa Fumetti nei Musei 2020) reso visibile on-line per la giornata del 25 marzo su issuu.com/coconinopress
Lo storyboard realizzato dal nostro fumettista riprende le figure mitologiche e legate all’oltretomba in virtù delle collezioni che denotano il museo come “museo delle necropoli”.

 


Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it


Il Museo e parco archeologico nazionale di Scolacium celebra Dante Alighieri nella giornata a lui dedicata con un contributo sui suoi canali social  basato sul pensiero trinitario di Gioacchino da Fiore nella Divina Commedia, con radici lontane in Cassiodoro, nativo di Scolacium. La Commedia ha uno schema triadico, secondo le tre età del padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Anche Cassiodoro trova nei Salmi la dottrina della Trinità. Troviamo dunque una linea di pensiero che attraversa i secoli e supera le distanze spaziali.

 

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

 

Carissimi Amici,
il coronavirus ci ha messo tutti agli “arresti domiciliari”…

   Per trascorrere meglio e bene il tempo a casa, la Cultura ci viene incontro e ci offre la possibilità  di visitare i migliori Musei del mondo.
   E’ a nostra disposizione anche l’Archivio Luce davvero interessante.

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Buona visione
                                   Gaetano

 

1. Pinacoteca di Brera - Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi - Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani - Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico - Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado - Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre - Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum - Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum - New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage - San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art - Washington https://www.nga.gov/index.html

www.archivioluce.com

 


 

 II DOMENICA DI QUARESIMA – 08.03.20 – Mt 17, 1-9


  

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte e fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
   Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi stare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
   Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».
   All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete».
   Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. E mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
 
COMMENTO DI DON GIGI PINI


"Questi è il Figlio mio prediletto..." 


   Un'altra conferma ufficiale per Pietro, Giacomo e Giovanni.
Nel deserto il diavolo ci aveva provato a rimettere tutto in discussione con quel "Se sei...". Adesso il Padre lo ripete forte e chiaro: «Gesù è il mio Figlio prediletto». Una conferma per far capire a loro e a noi che non si sta seguendo un fantasma o un pazzo visionario. Anzi l'invito è ancora più deciso e secco: «Ascoltatelo». Anche e soprattutto questo è fare Quaresima: ascoltare il Signore Gesù. Ma come fare se non prendo in mano la Sua Parola?
Come fare se l'Eucaristia, il sacramento che la domenica raduna il popolo nuovo per trovarsi, ascoltare la Parola e provare a renderla viva e attuale, oggi, come fare se proprio tutto questo non è più un bisogno dell'anima?
   Non sarà che ci siamo resi conto che, una volta "ascoltata" la sua Parola, non possiamo più far finta di niente?
   Non sarà che abbiamo paura di non poter più avere nessuna scusa per non impegnarci e convertirci davvero? Accettare di fare Quaresima significa accettare di "non trovare" più nessun alibi per "poter scappare" ma "accogliere", con tutta la grinta e tutta l'umiltà che abbiamo, il Dio che si è fatto uomo ed è venuto a parlarmi.
   Fare Quaresima vuol dire rendersi conto che le tentazioni mi riguardano e saranno tante, una più intrigante dell'altra... e renderci conto quindi che a noi tocca fare delle scelte! La scelta di "seguirlo" appunto, di "ascoltarlo" se vogliamo essere protagonisti veri e credibili di una storia che aspetta anche il nostro cuore, la nostra fantasia e la nostra voglia per camminare su strade di pace, di solidarietà e di giustizia... così come Lui ci insegna Messa dopo Messa.
   Insomma, fare Quaresima è un affare serio e affascínante che mette in gioco la concretezza del mio stile di vita. E ancora, fare Quaresima vuol dire non sentirsi soli nel camminare dentro ai nostri giorni e in questo nostro tempo, ma "sentire" che c'è un Amico che ha da dirci qualcosa d’importante.
   È il momento di fidarci di Uno che ci aspetta nella Settimana Santa per farci capire quanto sia sincero e vero fino in fondo il Suo Amore per noi.
  
Ci aspetta a Pasqua. Ciao, don Gigi

II DOMENICA DI QUARESIMA

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I^ DOMENICA DI QUARESIMA – 01.03.20 – Mt 4, 1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.

Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

 

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Le tentazioni!


   Momento che precede la “missione” che però mette in discussione se stessa e il “perché” ed il “come”. Infatti, per due volte il diavolo provoca Gesù mettendo in dubbio il suo essere Figlio di Dio.
   Non c’è cosa peggiore di quando uno mette in dubbio quello che tu sai benissimo di essere o di saper fare. La voglia e la rabbia sono di dimostrarglielo immediatamente e farlo così “tacere”.
Qui la provocazione, che diventa tentazione, è ancora più grave, e quel “se” farebbe imbestialire chiunque…perché mette in dubbio il Natale, mette in discussione Chi lo ha “generato”, mette in crisi la sua identità.
   Gesù però non è da solo nel ”deserto”, c’è lo Spirito con lui e allora resta ben fermo il Suo dialogo con quello che sa bene essere “suo” Padre.
   Il terzo tentativo, invece, punta diritto sull’orgoglio, sulle cose, sull’avere…è una tentazione vigliacca ed intrigante perché punta sull’immagine, sul potere, sul successo. La risposta di Gesù non ha nessun tentennamento ed è chiara e sicura.
   Le “tentazioni” sono state una verifica importante per il Figlio: adesso la sua “missione”, quella di “salvare” l’uomo, nell’Amore, e la creazione, può andare avanti con decisione e fino in cima al Calvario, fino alla Risurrezione.

 

Le tentazioni!

Questa è la parola messa per noi all’inizio della Quaresima. Inizio di un cammino duro e difficile, ma affascinante.

I miei quaranta giorni e relative notti, la mia Quaresima, per “verificare” la mia disponibilità a diventare ed essere veramente figlio di Dio e quindi disposto a mettere la sua Parola, le sue Regole al centro del mio pensare, del mio parlare e del mio agire. Devo verificare se sono davvero pronto a mettere Lui al centro della vita: Lui prima delle cose, delle persone, dei progetti…perché tutto e tutti abbiano senso e valore in Lui. Non basta certo una Quaresima!

E’ vero, perché sarà lungo tutto il mio vivere che dovrò fare i conti con le “tentazioni” di bastarmi, di essere autosufficiente, di credere che quello che conta è quello che hai e non quello che sei…Certo, ma cominciamo a guardarci dentro durante questa Quaresima…

 

Buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi

 
 

 

Per Gesù di Nazaret il nemico è addirittura qualcuno da amare…E il primo gradino dell’amare…è quello di guardare in faccia e negli occhi l’altro; è il non far finta di nulla; è accettare che anche l’altro esista.
“Nemico” è chi ti vuol rubare l’anima e però non ti arrendi alla sua arroganza.
“Nemico” è chi ti vuol comprare il corpo e però non accetti nessun baratto.
“Nemico” è chi tenta di ucciderti i sogni e tu invece tenti di sognare insieme.
“Nemico” è chi ti vuol convincere che la vita è un gioco e tu cerchi di “faticare” insieme con lui.
“Nemico” è chi ti vuol convincere che la ricchezza, il successo, l’immagine, il potere siano il senso del vivere e tu lotti dalla parte delle Beatitudini.
“Nemico” può essere il tuo compagno di scuola che proprio non ti va giù.
“Nemico” può essere il terrorista che uccide persone innocenti, o il potente che sfrutta la povera gente, o lo spacciatore o il rapinatore o l’usuraio...tutti quelli insomma che “giocano” sulla vita degli altri.
“Nemico” possono diventare i mass-media quando pubblicano le notizie a metà o le condiscono troppo di sesso, di soldi, di violenza, di banalità.
“Nemico” è spesso qualcuno che non sai identificare perché, spesso, non ha un volto, un nome… e alle volte sono io il “nemico” di me stesso.

 

  "Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano..." Questa è la Sua conclusione!
Lui ci darà una mano a vivere questo “stile”...ma tocca a me tenere la mia mano nella Sua.
Buona vita allora, sarà un mondo più bello e più vero. Un grande, grandissimo abbraccio.
Ciao, don Gigi

VII DOMENICA - ACCETTIAMO LA SFIDA - AMATE I VOSTRI NEMICI

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VI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 16.02.20 – Mt 5, 20-37


   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”.
Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”.
Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
 
COMMENTO DI DON GIGI PINI

..." vostro parlare: "sì, sì", "no, no"...
  

Voglio soffermarmi sulle ultime “parole” del Vangelo di questa Domenica. Credo che siano un richiamo forte e chiaro alla "Coerenza"...e, in pratica, alla capacità e alla forza di “pagare” fino in fondo per quello in cui si crede davvero.
  

Ma esiste anche una coerenza nel male e nelle banalità o, nell’indifferenza e nel superficiale, ma tutto questo preferiamo chiamarlo “devastazione”... per la semplice ragione che non porta da nessuna parte se non alla distruzione di se stessi e di tutto quello che ci sta attorno.

- Coerenza è un modo di stare al mondo carico di positività e di voglia di vivere perché si costruisce pian piano sul pensiero e sull’emozione vera e che accetta quindi di mettersi in discussione e di confrontarsi, che non ha paura di cambiare e di crescere in una sincera ricerca della verità.
- Coerenza è anche la capacità di “soffrire” per gli ideali costruiti giorno dopo giorno; è la forza di “pagare” anche con la vita per non tradire la propria anima e quella del mondo.
Si sta parlando di obiettivi condivisi, di valori che hanno le loro radici e si fondano quindi sul Vangelo e sull’Uomo.
- La coerenza non la s’inventa ma si costruisce con passione e con fatica, con lealtà e con un pizzico di allegria... e diventerà così una base giusta e sana che aiuterà a non tradire i nostri sogni e a non tradire le attese positive del nostro mondo che chiede giustizia, libertà, pace e amore.
- La coerenza è quella realtà che costruisci nella tua vita e nella tua anima e che ti permette di dormire tranquillo e di risvegliarti il giorno dopo per riprendere con grinta e fiducia il cammino della vita. E’ il coraggio e la forza di assumersi delle responsabilità.
  

La coerenza non potrà mai diventare presunzione o arroganza, testardaggine o orgoglio perché allora sarebbe soltanto “stupidità”; così come non potrà mai diventare fondamentalismo o regime perché ancora una volta sarebbe “devastazione”. E’ invece una realtà che ti fa star bene con te stesso e con gli altri, e, soprattutto, non umilia né esclude nessuno ma è sempre pronta ad ascoltare, sinceramente.
 

Buona vita allora e avanti tutta, senza paura. Un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

 IL MIRACOLO VIVENTE DI SANTA CATERINA DA BOLOGNA E LE SUE RIVELAZIONI 

 SUL MIRACOLO DELLA SANTA CASA  

 

Ancona, Domenica 23 febbraio 2020 - San Policarpo  

CONTINUA...

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DEVOZIONE DELLE MILLE AVE MARIA ALLA MADONNA

La devozione delle Ave Maria risale a S. Caterina da Bologna. La Santa era solita recitare mille Ave Maria la notte del Natale.
Nella notte del 25 dicembre 1445 era assorta nella contemplazione dell'ineffabile mistero e nella sua pia pratica. Quando le apparve la Vergine SS., che le porse il Bambino Gesù, Caterina lo intrattenne fra le sue purissi­me braccia - come lei stessa si esprime - per lo spazio di una quinta parte di un'ora...
A ricordo del prodigio, le figlie della Santa nel Monastero del Corpus Domini, ogni anno, nella notte santa, ripetono le mille Ave Maria, devozio­ne entrata ben presto nella pietà dei fedeli.
A rendere più facile il pio esercizio, le mille Ave Maria vengono recitate - quaranta ogni giorno - nei 25 giorni che precedo­no il Santo Natale, dal 29 novembre al 23 dicembre.
Il ripetersi del saluto angelico alla Vergine SS. con la meditazione del mistero riuscirà, per le ani­me devote, preparazione efficace al Santo Natale.

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
Ad imitazione di S. Caterina loderemo la gran Madre di Dio per il suo sacro parto, con queste quaranta salutazioni angeliche per otte­nere da lei protezione in vita ed assistenza nella morte, affinché da questa terra di pellegrinaggio possiamo giungere agli eterni luoghi del Paradiso.
PRIMA DECINA - In primo luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, considereremo l'ineffabile mistero della Incarnazione del Verbo, e la gran dignità della Vergine nell'essere stata eletta Madre dell'Altissimo. Ave Maria...
Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale fosti scelta come Madre di Dio.
SECONDA DECINA - In secondo luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, mediteremo l'umiltà del re del cielo, che elesse una vile abitazione per il suo Natale, e la gioia che ebbe Maria nel vedere l'unigenito del Padre da lei nato nel presepio. Ave Maria...
Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale divenisti Madre del Figliuol di Dio.
TERZA DECINA - In terzo luogo, recitando dieci Ave Maria ed altret­tante benedizioni, attentamente ci ricorderemo della perfetta diligenza di Maria Vergine, quando adempì gli uffici di Marta e di Maddalena, nel con­templare il suo figliuolo Redentore a servizio ed assisterlo ancora tenero bambino. Ave Maria...
Sia benedetto, o Maria, il primo palpito materno che provasti per il Figliuol di Dio.
QUARTA DECINA - In quarto luogo, recitando dieci Ave Maria, ed altrettante benedizioni, considereremo la grande riverenza, con la quale Maria, più al cuore, che al seno, abbracciava, stringeva, baciava e adorava il suo e nostro Dio, fatto uomo per nostro amore. Ave Maria...
Sia benedetto, o Maria, il primo bacio che desti al Figliuol tuo e Figlio di Dio.
L’ULTIMA SERA (23 DICEMBRE): Sia lode per sempre a Dio, poiché ad imitazione della nostra Santa, abbiamo compiuto questo devoto eserci­zio: e preghiamo la Regina degli Angeli che, come frutto particolare, si degni essa, la Madre di Gesù e Madre nostra, di ottenerci, in vita, un vero pentimento dei nostri peccati, e la etema salvezza dell'anima, alla nostra morte.
PREGHIAMO: O Dio, concedi a noi tuoi fedeli di essere sostenuti dall'intercessione di Santa Caterina, dalle cui virtù noi siamo attratti lieti verso i tuoi misteri.

Per Cristo nostro Signore.

 

 UNA QUARESIMA INEDITA DI RICHIAMO ALLA FEDE, ALLA PREGHIERA   E ALLA CONVERSIONE 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.10-2020 
 Ancona, Martedì 25 febbraio 2020 - San Nestore  

 

PREGHIERA PER DEBELLARE LE EPIDEMIE ---
SIGNORE, ti chiediamo umilmente,
DIFENDICI, AIUTACI, VIENI IN NOSTRO SOCCORSO!
Inginocchiamoci davanti a Gesù crocifisso, a mani giunte apriamo il cuore con amore!
Chiediamo a Maria, AIUTO DEI CRISTIANI
e SALUTE DEGLI INFERMI la protezione materna.

Signore Gesù,
guarda noi e l’umanità intera
afflitta da questa nuova epidemia
che già sta seminando sofferenza e morte
in ogni angolo della terra.
Ti chiediamo, umilmente,
difendici da questo morbo terribile
che sta colpendo particolarmente
i bambini e le persone già debilitate
nel fisico e nello spirito.

Non permettere che in Italia e nel resto del mondo,
questa nuova influenza si trasformi
in una strage degli innocenti
ma libera dalla sofferenza e dal male
tutti coloro che vengono a contatto
con il nuovo male o vengono contagiati.
Fa che l’efficacia delle cure preventive,
la ricerca del nuovo vaccino ed altre coperture,
di carattere medico e farmaceutico,
possano portare beneficio prima che il virus
aggredisca un numero sempre più elevato
di persone sane o già debilitate.
Affidiamo alla tua bontà di Padre
questa nostra umile preghiera,
mediante l’intercessione della Beata Vergine Maria,
salute degli infermi e di tutti i santi nostri protettori.
Fa che non soffriamo
per questa e per tante nuove malattie .

 

UN ESEMPIO DA IMITARE
 LA BENEDIZIONE AL PAESE E ALLA POPOLAZIONE 
 - PREGARE E' GIA' SPERARE -

Un invito a non disperare e a non perdere la fede, ma a unirsi coralmente alla preghiera

RIFLESSIONI DI UN SACERDOTE SULLA SOSPENSIONE DELLE MESSE

E' vero che molte diocesi hanno sospeso le celebrazioni delle Messe in via cautelativa nelle varie parrocchie. Ma permettetemi di fare questa piccola osservazione. Mi giunge notizia che nelle Celebrazioni feriali, non si vedono neppure le poche persone che solitamente partecipano. Rispettando le regole di prevenzione non dovrebbero sorgere problemi gravi. Ricordo che pregare non è vietato, anzi! Dov'è la fede? I bar sono pieni, i supermercati presi d'assalto, le chiese vuote.... qualcosa non funziona per il verso giusto. Ed è lecito chiedersi: "Quando il Signore tornerà sulla terra, troverà la fede?".                                                                

 

  Don SALVATORE LAZZARA

 ATTENTI AL VIRUS MODERNISTA 
(accorgimenti suggeriti da Don Alfredo Maria Morselli)
https://www.facebook.com/don.alfredo.m.morselli

* Approfittano del virus per obbligare alla Santa Comunione in mano: le mani del sacerdote sono le più pulite perché se le è lavate subito prima della Santa Messa e all'offertorio. Le mani dei fedeli sono meno pulite perché l'ultimo lavaggio è fatto diverso tempo prima della Messa, hanno stretto altre mani, toccato le panche e altri oggetti, ecc.
* Per quanto riguarda eventuali tracce di saliva, che potrebbero rimanere sulle dita, segnalo la bella iniziativa di un confratello, che seguo pari pari: "Ho messo una piccola bacinella con acqua e una piccola ciotola con gel di amuchina sull'inginocchiatoio e mentre dò la Comunione solo in bocca, se mi arriva un po di saliva nelle dita le bagno nell'amuchina e poi nell'acqua e mi asciugo con manutergio apposito. Poi riprendo".
* Se il parroco vi obbliga a ricevere in mano la Santa Comunione, procuratevi un purificatoio e fate adagiare l'Ostia su di esso, poi con i polpastrelli ben puliti comunicatevi e strofinate subito i polpastrelli sul purificatoio. Ripiegate il purificatoio e a casa immergetelo tre volte in tre bacinelle distinte e poi vuotate l'acqua nella terra.
* Se il parroco vi chiede perché avete il fazzolettino, non dite che lo fate per rispetto ai Frammenti, perché non tutti capirebbero; dite - come è anche vero - che lo fate per motivi di igiene, e allora riceverete un bel sorriso.

 

* E PREGATE PER I VOSTRI SACERDOTI E PER I VESCOVI, PERCHÉ SI RITORNI A CREDERE NELL'EUCARESTIA E PERCHÉ SI CREDA NELLA TRANSUSTANZIAZIONE.

 

 LA TRADIZIONE DEL NASTRO AZZURRO DELLA CASA DI LORETO

Ancona, Domenica 16 febbraio 2020 - Santa Giuliana  

 

I GUAI CHE HA IL MONDO PER LE POLITICHE CONTRO LA NATALITA'
di Ettore Gotti Tedeschi
Dalla "Nuova Bussola Quotidiana"

Mattarella ha ricordato il problema della denatalità, ma cosa sarebbe successo se l’Occidente non avesse deciso di frenare le nascite? Non ci sarebbe stato bisogno di compensarle con iperconsumismo (sempre più a debito), deindustrializzazione e delocalizzazioni. La crisi del 2007 si sarebbe evitata. Non si sarebbe sacrificato il risparmio delle famiglie, ci sarebbero meno sprechi, il tema ambientale non sarebbe divenuto l’urgenza, ecc. Magari ci sarebbero altri problemi: ma non questi.
 
     Il presidente Mattarella ci ha appena ricordato i danni causati dal crollo della natalità. Il governatore della Banca d’Italia ha proposto una soluzione molto realistica: investimenti consistenti immediati, pubblici e privati, per far crescere il Pil e assorbire il debito pubblico.
     Ho affrontato più volte il tema natalità sulla Nuova Bussola. Non voglio oggi  ripetermi nel ricordare le origini del pensiero neomalthusiano, riemerso negli anni Settanta concomitantemente al debutto del NOM (Nuovo Ordine economico Mondiale) varato da Kissinger e a talune conclusioni del Concilio Vaticano II. Così ometterò l’analisi dello sviluppo della crisi dagli anni Settanta a oggi. Solo vorrei ricordare che questa fase economica  è stavolta fortemente “ambientalista”, cioè risulta esser molto più preoccupata dell’impatto ambientale, probabilmente per avviare una fase shock di green economy che riaccenda la crescita.
     Stavolta vorrei affrontare il tema all’inverso, in modo originale, con la teoria del “SE”. Immaginando cosa sarebbe successo se non fossero state avviate politiche antinatalità. Proviamo, ma con un’avvertenza importante: descriverò solo uno scenario ipotetico. L’economia non è una scienza, una causa non determina mai l’effetto voluto, perché intervengono mille concause. Pertanto questa mia è solo un’ipotesi elaborata a scopo didattico, riformulata sul passato, certo che mai le cose sarebbero andate realmente così, perché sarebbero intervenuti mille altri fattori che avrebbero modificato la storia passata ricostruita su ipotesi.
     Certo è solo che, se non si fosse deciso di interrompere le nascite, non avremmo dovuto compensarle con iperconsumismo sempre più a debito, non avremmo dovuto delocalizzare e deindustrializzare in questi tempi e condizioni, non avremmo avuto un invecchiamento della popolazione così drammatico e un gap di popolazione da compensare con migrazioni, non avremmo il problema angosciante del debito pubblico, ecc. Vediamo di ipotizzare ora quale diverso contesto avremmo avuto se il mondo colto e ricco non avesse deciso che: far figli... impoverisce.
Il mondo occidentale (gli USA all’inizio), avendo deciso di interrompere bruscamente la crescita del tasso di natalità (arrivando a crescita zero), avrebbe coerentemente dovuto accettare una crescita zero del Pil, magari solo tentando di utilizzare qualche vantaggio tecnologico per esportare di più. Invece volle far crescere ugualmente il Pil a tutti i costi, ma innaturalmente, grazie all’accelerazione dei consumi individuali, sempre più a debito delle famiglie. Alla fine della guerra fredda (1989) gli USA beneficiarono di quasi un 10% del Pil, non più necessario per gli investimenti nella difesa. Detto surplus, anziché investirlo in “consumismo” per sostenere la crescita del Pil, avrebbe potuto esser investito nel terzo e quarto mondo per accelerare la loro crescita economica ed evitare i rischi successivi di migrazioni. Ma era necessario invece per spingere i consumi a compensare il crollo della crescita delle nascite. (CONTINUA)

LA TRADIZIONE DEL NASTRO AZZURRO
DELLA CASA DI LORETO
Una testimonianza in:ttps://it.aleteia.org/2018/05/02/nastro-azzurro-madonna-loreto-benedizione-famiglie-desiderare-figlio/


 (...) un amico di mio marito ci parlò della tradizione del nastro azzurro della Casa di Loreto.

 Le Monache passioniste hanno il loro monastero accanto al Santuario di Loreto e, tra le molte iniziative di devozione, benedicono questi nastri azzurri lunghi circa un metro e mezzo appoggiandoli alle pietre della Santa Casa e distribuendoli alle spose che ne fanno richiesta, sia per avere una gravidanza serena, sia per chiedere una gravidanza a lungo attesa. Una volta ricevuto il nastro, va indossato legandolo delicatamente attorno alla pancia.
   

Quelle pietre sono testimonianza vivente di una nascita miracolosa, tra quelle pareti il Verbo si è fatto carne e una Vergine di Nazareth concepì un figlio per opera dello Spirito Santo: «essere appoggiati» a quel muro è sentirsi aggrappati al mistero stesso della vita e all’abbraccio di un Padre che ama ogni creatura prima che venga concepita nel grembo di una madre.
 

È una tradizione antichissima, lo stesso Re Sole, nato nel 1638, nacque sotto la protezione della Madonna di Loreto, dopo che i suoi genitori chiesero la Sua intercessione.

 

 Sono tantissime le testimonianze di famiglie che hanno ricevuto la grazia di un figlio indossando il nastro azzurro.

L'INCONTRO DEL PROF. GIORGIO NICOLINI CON IL RETTORE DEL SANTUARIO DI LORETO Padre FRANCO CAROLLO

LE LETTERE APERTE TRA IL CARD. ROBERT SARAH E IL PROF. GIORGIO NICOLINI SULLA "QUESTIONE LAURETANA"


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LE MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH
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LORETO BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA
Per la “nuova evangelizzazione” nel tempo dell’“apostasia silenziosa”

 

 PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.7-2020 

 Ancona, Domenica 9 febbraio 2020 - Beata Anna Caterina Emmerick 

 

 

 LE PROFEZIE SUL FUTURO DELLA CHIESA  DELLA BEATA CATERINA EMMERICH 

LA VISIONE DEI SETTE ANGELI CHE HANNO TRASPORTATO LA SANTA CASA DI NAZARETH SINO A LORETO


La Beata CATERINA EMMERICK e le sue rivelazioni sul futuro della Chiesa

Anna Katharina Emmerick è stata una monaca cristiana e mistica tedesca, venerata come beata dalla Chiesa cattolica, grazie alle doti di veggente e di altri doni soprannaturali, come stigmate, levitazione, bilocazione, divinazione ed estasi. Il processo di canonizzazione, è durato più di 135 anni, fino a quando papa Giovanni Paolo II l’ha scritta nell’albo dei Beati il 3 ottobre 2004. 

   Anna Catharina Emmerick nasce l’8 settembre 1774 a Flamske bei Coestfeld (Westfalia, Germania). Era figlia di Bernardo Emmerick e Anna Hillers, persone umili e buoni cattolici. Da bambina faceva la pastorella e in questo periodo avvertì la vocazione a farsi religiosa, ma incontrò l’iniziale opposizione del padre. Durante la sua giovinezza Dio la colmò di grandi doni, come fenomeni di estasi e visioni. Ma tutto questo non le giovò, in quanto fu rifiutata da varie comunità nel momento in cui voleva farsi religiosa.
     Nel 1802 a 28 anni, grazie all’interessamento dell’amica Clara Soentgen, una giovane della borghesia, ottenne alla fine di entrare nel monastero delle Canonichesse Regolari di Sant’Agostino di Agnetenberg presso Dülmen.
     La vita nel monastero fu per lei molto dura. Essendo non della stessa condizione sociale delle altre e questo le veniva fatto pesare, come pure le si rimproverava di essere stata accolta dietro insistenti pressioni. A ciò si aggiunse che soffrì di varie infermità, per le conseguenze di un incidente patito nel 1805, fu costretta a stare quasi continuamente nella sua stanza, dal 1806 al 1812.
     Quando era una contadina riusciva a tenere nascosti i fenomeni mistici che si manifestavano in lei, ma nel monastero, un ambiente più ristretto, ciò non le riusciva, pertanto alcune suore o per zelo o per ignoranza la fecero oggetto di insinuazioni maligne e sospetti di ogni genere.
   Nel 1811 il convento fu soppresso dalle leggi francesi di Napoleone Bonaparte e le suore andarono disperse. Anna Caterina Emmerick nel 1812 si mise allora al servizio di un sacerdote. Il religioso era emigrato a Dülmen proveniente dalla diocesi francese di Amiens, don Giovanni Martino Lambert.
     In casa del sacerdote verso la fine di quell’anno, i fenomeni sempre presenti prima, si moltiplicarono. Negli ultimi giorni di dicembre 1812 ricevette le stigmate. Per due mesi riuscì a tenerle nascoste, ma il 28 febbraio 1813 non poté lasciare più il letto, che diventò il suo strumento di espiazione per i peccati degli uomini, unendo le sue sofferenze a quelle della Passione di Gesù.
     Fu sottoposta ad un’indagine sulle stigmate, sulle sofferenze della Passione e sui fenomeni mistici che si manifestavano in lei. Indagine che confermò la sua assoluta innocenza e il carattere soprannaturale dei fenomeni.
Ebbe visioni riguardanti la vita di Gesù e di Maria, ma soprattutto della Passione di Cristo. Fece individuare la casa della Madonna ad Efeso e il castello di Macheronte nel quale decapitarono san Giovanni Battista.
     Anna Caterina Emmerick muore a Dülmen il 9 febbraio 1824, diventando una delle Serve di Dio più conosciute in Europa. Per l’appartenenza da suora all’Ordine delle Canonichesse Regolari, i monaci Canonici Regolari di sant’Agostino promossero la sua causa di beatificazione, che come già accennato subì varie battute di arresto.
     Papa Giovanni Paolo II l’ha scritta nell’albo dei Beati il 3 ottobre 2004.

Fonte santiebeati.it/Autore: Antonio Borrelli

La Beata Anna Caterina Emmerick e le profezie sul futuro della Chiesa

     Per molti cattolici, la figura di Anna Katharina Emmerick (1774-1824) beatificata dal papa Giovanni Paolo II nel 2004, è essenzialmente legata al famosissimo film dell’attore regista australiano Mel Gibson “La Passione di Cristo”, la cui sceneggiatura è in buona parte, per gli aspetti non tratti ovviamente dai vangeli canonici, basata sulle visioni attribuite alla monaca agostiniana tedesca. La beata nacque l’8 settembre 1774 da una famiglia di contadini e non poté frequentare regolarmente la scuola, dovendo lavorare nei campi e aiutare in casa. Sin dalla più tenera età ebbe un profondo desiderio di consacrarsi a Dio nella vita religiosa. Come accadeva a quell’epoca, diverse congregazioni di suore la rifiutarono perché non  aveva a disposizione la necessaria dote economica per entrare in monastero. Solo nel 1802 venne finalmente accolta nel monastero delle Agostiniane di Agnetenberg presso Dulmen e l’anno seguente prese i voti religiosi.
     Quando nel 1811, il monastero venne soppresso, la Emmerick fu accolta a Dolmen come domestica del sacerdote Lambert che era fuggito dai terrori della Francia rivoluzionaria. Dopo poco tempo, ella cominciò a sperimentare i dolori della Passione di Cristo e ricevette le stimmate. Presto si diffuse la voce dei suoi doni soprannaturali:assenza di alimentazione, conoscenza dei cuori umani, riconoscimento delle reliquie dei santi, conoscenza delle erbe medicinali, dei misteri biblici della fede, partecipazione con lo spirito nell’aldilà, comunione con le povere anime del purgatorio e molte persone cominciarono a farle visita, ricevendone insegnamenti e gesti di benevolenza.
     Dal 1819 fino al giorno del suo trapasso, nel 1824, le visioni della Emmerick furono dettate da lei stessa al poeta romanticista Clemens Brentano, che poi si convertì sinceramente al Cattolicesimo, il quale sedette quasi ininterrottamente al capezzale dell’estatica e annotò attentamente in sedicimila grandi fogli i suoi racconti biblici e le contemplazioni mistiche, paragonabili in qualche modo a quelle di Maria D'Agreda (1602-1655) o della più recente Teresa Neumann (1898-1962).
     L’enorme materiale raccolto e poi ordinato dal poeta, fu pubblicato, in parte postumo, tra il 1858 e il 1860, in tre opere principali. Complessivamente l’opera completa curata dal poeta, consta di sei volumi, di cui quattro sulla vita e la passione di Cristo, uno sulla vita della Madonna e uno sull’Antico Testamento.  Riguardo ai tempi finali la monaca agostiniana ha lasciato diverse sconcertanti dichiarazioni. Già più di due secoli fa la beata Caterina Emmerick  preannunciava che la liberazione di satana sarebbe avvenuta poco prima dell’anno 2000 dichiarando: “Mi è stato anche detto che Lucifero verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della giustizia divina”. “Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda…” (12 settembre 1820). “Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Tutte queste cose diedero tanta tristezza” (27 settembre 1820). “Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre” (1820). “Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione” (22 aprile 1823). “Ho visto di nuovo la strana grande chiesa. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto anche un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. [Nella strana chiesa] C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un  popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: “Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra” (12 settembre 1820). “Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne” (1 giugno 1820). “La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine” (12 luglio 1820). (CONTINUA)

CONTINUA

LE LETTERE APERTE TRA IL CARD. ROBERT SARAH E IL PROF. GIORGIO NICOLINI SULLA "QUESTIONE LAURETANA"

 

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In questo momento così delicato per il nostro Paese, DOMINUS mette a disposizione la visione gratuita di due bellissimi film, ricchi di significato soprattutto in questo periodo di Quaresima: 

CRISTIADA (la storia del popolo messicano contro il regime dittatoriale massonico di Plutarco Elías Calles) e IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE (la straordinaria vita di Santa Veronica Giuliani).

Abbiamo scelto questi due titoli, tra tutti i film distribuiti da DOMINUS PRODUCTION, per il loro profondo valore storico e spirituale. Entrambi i film narrano storie vere di uomini e donne comuni, che hanno fatto fronte a grandi avversità, mostrando la capacità di ogni essere umano di essere la differenza. Ogni ostacolo e ogni limite cela l’opportunità di migliorare noi stessi e il mondo in cui viviamo.

Che il Signore benedica ognuno di noi, le nostre famiglie e il nostro amato Paese. Uniti tra di noi e con Lui per rialzarci insieme più forti di prima.

DOMINUS TEAM
Via Il Prato 19/A Firenze, tel 0550468068 (Lun.-Ven. 8.30-19.00)


- - - ISTRUZIONI PER VISIONE GRATUITA - - -
 
Per visualizzare i film messi a disposizione gratuitamente:
1. accedere al sito Dominus on-demand, sezione DOMINUS regala #iostoacasa: https://dominusproductionstore.com/109-iorestoacasa
2. registrarsi oppure accedere con il proprio login se siete già iscritti
3. godersi uno dei due bellissimi film messi a disposizione

CRISTIADA: narra l'eroica resistenza del popolo messicano contro il regime dittatoriale massonico di Plutarco Elías Calles. La trama ruota attorno ad alcuni dei principali protagonisti storici di quegli anni come il generale Gorostieta Velarde, personificato da uno straordinario Andy García che, inizialmente non interessato alla causa, successivamente deciderà di mettere la sua strategia militare a servizio di questi piccoli e rinnegati, trasformando un gruppo di contadini, studenti, intellettuali e ribelli anarchici in un esercito moderno e disciplinato, capace di bloccare l’avanzata delle truppe federali. Il cammino interiore del Generale Gorostieta si intreccerà con il cammino del quattordicenne José Sanchez, giovane audace e dedito ad una profonda ricerca di giustizia, il cui impegno e la cui forza, ben al di là di ogni aspettativa, diventeranno fonte d’ispirazione per il Generale stesso. Il film è tratto da avvenimenti realmente accaduti.
 
IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE: La straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani (1660-1727) è stata accompagnata fin dal suo inizio da segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni. Quest'eccezionale esistenza tra grandi doni e combattimenti contro i demoni fu vissuta nel nascondimento all’interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria ed è arrivata fino a noi tramite un vastissimo diario di oltre 22.000 fogli manoscritti, che lei dovette scrivere per obbedienza e che è stato definito “un tesoro nascosto”. La sua incredibile esperienza vissuta in un rapporto quotidiano e straordinario al tempo stesso con Dio e Maria Santissima, le innumerevoli visite in paradiso, in inferno e in purgatorio e la comprensione dei più grandi misteri della fede, la portano ad essere considerata “l’anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio” (Papa Leone XIII).
 
Si ringrazia New Land Films (produttore del film CRISTIADA) e Giovanni Ziberna e Valeria Baldan (registi e produttori del film IL RISVEGLIO DI UN GIGANTE) per aver autorizzato DOMINUS nella distribuzione gratuita di questi due meravigliosi film .

Tutti gi altri film di DOMINUS saranno in promozione a metà prezzo sul sito www.dominusproductionstore.com sezione ON-DEMAND.

Cari amici,

in questa Quaresima, ci farebbe piacere farvi conoscere maggiormente gli scritti di Maria Valtorta. In particolare, abbiamo selezionato e messo in promozione per voi tre pubblicazioni riguardanti la tentazione, l'ultima cena e la passione di CRISTO come utile strumento di riflessione e approfondimento in questo periodo di preparazione alla Pasqua.

Disponibili sul sito www.dominusproductionstore.com oppure chiamando Dominus allo 0550468068 dal Lun.- Ven 8.30-19.00


---- maggiori informazioni sulle pubblicazioni ----

 LA CENA DEL SIGNORE - Il P. Corrado M. Berti o.s.m. (1911-1980), docente di teologia sacramentaria e primo curatore delle edizioni valtortiane, compì uno studio approfondito sui particolari della Cena pasquale come sono descritti nell’opera maggiore di Maria Valtorta. Le sue note vengono riproposte, con il testo valtortiano, in questa monografia, che in appendice riporta un’interessante scoperta di Mons. Luigi Scioli sul significato della lavanda dei piedi.

 VIA CRUCIS - Ideata e curata dal carmelitano P. Ennio Laudazi, è una raccolta di brani tratti dal racconto valtortiano della Passione, illustrati con raffigurazioni di Jean Bartò.

GESU’ TENTATO - I testi estratti dalle opere valtortiane, introdotti da brani del Vangelo, dimostrano che Gesù, come vero uomo, subì le tentazioni, che respinse con la sua volontà di uomo. In tal senso Egli, come scrive San Paolo, fu provato in ogni cosa come noi, escluso il peccato. 

CINEMA come PREVENZIONE: UNA CANZONE PER MIO PADRE

 

 

 

Da inoltrare alla cortese att.ne del:

Dirigente Scolastico;
Docente Referente per il PTOF;
Docente Referente per le Uscite Didattiche;
ai Sigg.Docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

Il drammatico aumento di patologie psichiatriche e dei fenomeni di autolesionismo nei giovani tra gli 11 e i 19 anni richiede un'approfondita attività di PREVENZIONE, che risulta ancora più efficace se il giovane la vive come momento d'intrattenimento.

La formazione giovanile è una delle missioni più importanti per DOMINUS PRODUCTION che propone la proiezione del film UNA CANZONE PER MIO PADRE, basato su una storia vera, e il successivo dibattito post-proiezione, come strumento di riflessione e superamento dei momenti di fragilità giovanile.

Gli ottimi riscontri dei docenti che hanno partecipato con le loro classi alle passate proiezione del film UNA CANZONE PER MIO PADRE (visionato da più di 30mila studenti in tutta Italia), ci spingono a riproporre nei mesi di Novembre e Dicembre dell'anno scolastico 2020/2021, la visione del film per le classi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

In aggiunta a questo appuntamento, il film UNA CANZONE PER MIO PADRE può essere proiettato - su richiesta - anche in altri periodi dell'anno nella sala del cinema più comoda per la scuola, previo raggiungimento di 150 studenti partecipanti (con la possibilità di accorpare differenti istituti). Maggiori informazioni sul progetto in calce oppure sulla pagina del film: www.unacanzonepermiopadre.it .

Se interessati, preghiamo di rispondere a questa email inviando il  Modulo di Adesione che si trova alla fine della Scheda Scuola al link sopra segnalato, oppure chiamandoci al numero 0550468068 dal Lun.- Ven 8.30-19.00 - referenti Davide Suffia (cell. +39 320 2190859) e Teresa Martorana (cell +39 329 0423979).



- - - - - - -  Maggiori informazioni  - - - - - - - -



Il progetto CINEMA come FORMAZIONE consiste:

I. Nella visione del film UNA CANZONE PER MIO PADRE, basato su una storia vera, che negli Stati Uniti (dove è già uscito con il titolo di "I Can Only Imagine") ha avuto un importante riscontro di pubblico e ha aiutato migliaia di giovani a crescere ancorati alla speranza e alla bellezza della vita. In particolare questo film si propone di dare risposta a tre grandi problematiche giovanili, che sfociano spesso nella resa dei ragazzi a qualche forma di dipendenza (alcool, droga, sesso, alienazione dalla realtà):
 
• La fragilità dovuta al senso di inadeguatezza, vissuto come il non sentirsi mai all’altezza delle situazioni che la vita presenta;
• La fragilità della rassegnazione, conseguente alla perdita della speranza nella possibilità di cambiare se stessi e il mondo circostante;
• La fragilità dipendente dalla mancanza di resilienza e perseveranza, dovuta al desiderio frustrato dall’illusione di un successo immediato.

Il film è la trasposizione cinematografica di una storia vera, della vita di un ragazzo che si trova ad affrontare le tre fragilità sopra elencate, mostrandone i risvolti psicologici, affettivi ed esistenziali con rara delicatezza narrativa, che non cede mai alla tentazione di indugiare in scene forti suscettibili di emulazione da parte dei ragazzi, ma insiste unicamente sulle ricadute negative dei comportamenti illeciti e degli eccessi. La vicenda parte dalla condizione di abbandono e di disagio vissuta dal protagonista del film a causa della dipendenza dall’alcool di suo padre (il consumo di alcool non viene esplicitato in nessuna scena al fine di evitare di indurre comportamenti emulativi nei giovani spettatori). La frustrazione e la condotta violenta di quest’ultimo provocano numerose ferite interiori e traumi al figlio, che si adopera faticosamente per emanciparsi e trovare la propria strada. Proprio quando le vite dei due sono ormai distanti e sembrano divise per sempre, la profonda trasformazione del padre provocherà una radicale inversione di rotta, consentendo il recupero di un’autentica relazione affettiva familiare e riaprendo la via anche al pieno riscatto del figlio.
 
II. Nello sviluppo di una serie di temi legati alla relazione con se stessi e con gli altri: nel film è centrale il confronto del protagonista con le figure genitoriali, in particolare quella paterna, ma è anche fortemente presente l’importanza di un sano rapporto con i coetanei e la dinamica affettiva, oltre alla questione della conoscenza e accettazione di sé. Tali nuclei, grazie alle ricche proposte didattiche abbinate al film e riportate nella SCHEDA DIDATTICA che si può scaricare dal sito del film, potranno essere oggetto di ulteriori percorsi di approfondimento da parte dei docenti nelle diverse discipline trattate con gli studenti.

Ogni scuola potrà richiedere la sala cinematografica più vicina previo raggiungimento di 150 studenti presenti.  Qualora la scuola partecipasse con un numero di studenti inferiore, si può prevedere l'accorpamento di più scuole. INGRESSO 5 euro a studente. Per i professori accompagnatori e per gli studenti disabili il biglietto è omaggio.

Ringraziando per l'attenzione, porgiamo i più cordiali saluti.

Ufficio Scuola - DOMINUS PRODUCTION

 

 

 

http://www.biagiogamba.it/wp-content/uploads/2020/02/Estratto-Biagio-Gamba.pdf

 

 

 

**** ATTENZIONE ***

 



Si avvisa che in seguito al decreto ministeriale emanato dal Governo il 4 Marzo 2020, che vieta e sospende sull’intero territorio nazionale tutte le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, che le due maggiori manifestazioni del Sud Italia, Messina Colleziona e il Memorial Correale sono rinviate a data da destinarsi.

A breve, visti i continui aggiornamenti e cambiamenti, l’urgenza e criticità del momento, vi aggiorneremo cautelativamente, con la saggezza, serietà e professionalità che ci contraddistingue da sempre, sulle prossima date.

Augurandoci, unitamente a tutti i nostri soci, che questo momento difficile unisca e rafforzi l’intero paese, con il senso di responsabilità e determinazione.


La vita è fatta di prove, supereremo anche questa tempesta, ne siamo certi!


Un arrivederci affettuoso a tutti da Mauro Pirrone e Attilio Maglio

 

Torna aGragnanoin provincia di Napoli, con la52° edizione,la manifestazione Memorial Correale, organizzata dall’Associazione Circolo "Tempo Libero" di Castellammare di Stabia, in memoria del defuntoPresidente Salvatore Correale,attirando centinaia di visitatori e partecipanti provenienti da ogni regione d’Italia alla ricerca di oggetti da collezione da investimento.

La mostra di numismatica, filatelia, cartamoneta, cartoline, libri e oggetti di vario genere, si terrà presso l'Hotel Parco, che si trova nella Strada Statale per Agerola 366,immerso nel verde naturale, facilmente raggiungibile dal tratto autostradale E45 direzione Penisola Sorrentina.

Situata a 30 chilometri dal capoluogo campano, Gragnano possiede una storia che ruota intorno all'antica arte bianca della pasta, del vino e del panuozzo. A 6 chilometri da Agerola, la cosiddetta “Svizzera napoletana”, una splendida terrazza sulla Costa d’Amalfi, meta di escursionisti ed amanti della buona tavola, tra clima fresco, panorami suggestivi, e la cucina genuina e gustosa, specialità rinomata i latticini.

 

ORARI



possibilità di pranzare al ristorante dell’Hotel, con un pasto a prezzo fisso che offrirà specialità locali.

Domenica, invece, l’entrata sarà aperta soltanto la mattina dalle 9:00 alle 13:00.

L’ingresso è
gratuito, mentre a pagamento saranno i due parcheggi interni videosorvegliati e custoditi.


In Campania, da 26 anni, grazie ai grandi sforzi e sacrifici dei soci dell’Associazione Circolo “Tempo Libero”, è diventata, nel tempo, nel panorama nazionale del collezionismo, punto di riferimento per esperti operatori del settore e studiosi, con serietà, professionalità e passione, in una realtà ostile, poco propensa ad ospitare iniziative di questa valenza storica e culturale, con carenze strutturali sia pubbliche che private.

Il Memorial Correale è l'unico evento del Sud Italia, per anzianità, che ha sempre garantito massima accoglienza ai collezionisti, llezionisti, ambiente sicuro, presenza di materiale certificato e dichiarazione di autenticità, grazie alla presenza di periti nominati dal Tribunale, dalla Camera di Commercio, esperti iscritti alla NIP, N.I.A e alla FSFI.

La nostra filosofia è il collezionismo di qualità,
approfondendo la conoscenza attraveso lo studio,
coinvolgendo e appasionando le nuove generazioni.

Saranno due giorni dedicati ad oggetti senza tempo che hanno segnato la nostra storia, un lungo viaggio tra monete rare, ammirando vere e proprie opere d’arte, ricordando una nobile tradizione italiana, la cartamoneta, per apprezzare la maestria e la creatività degli incisori di medaglie commemorative, militari e religiose, esplorando l’universo filatelico, tra francobolliche raccontano frammenti storici, unici ed irripetibili e cartoline che raffiguravano bellezze architettoniche e artistiche da tutto il mondo.

Un catalogo da conservare e leggere con attenzione, con notizie storiche e schede complete.

Oggi i numerosi riconoscimenti di marchi europei di qualità e di tutela, ben sei, ne fanno un punto di eccellenza agroalimentare europea, una vera e propria ambasciatrice della Dieta Mediterranea nel mondo: l'IGP per la Pasta, il DOC per il vino, i DOP per 2 formaggi, l'olio extra vergine di oliva ed i pomodori.


COME RAGGIUNGERE IL MEMORIAL CORREALE

Immerso in un parco naturale
Strada Statale per Agerola 366 - Gragnano
(Napoli)

Direzione Sud su E45 - Prendere l'uscita Castellammare di Stabia direzione Penisola Sorrentina.
Prendere l'uscita Gragnano - Entrare sulla destra in via Castellammare.
Alla rotonda proseguire sulla destra verso la Strada Statale per Agerola 366 - Sulla sinistra a 500 metri troverete l’Hotel Parco.

 

 

 

8 MARZO, PRODEZZE PARTIGIANE CONTRO LE DONNE

 

Tra i fascisti catturati dai partigiani, erano le donne a suscitare i peggiori istinti.

Per la sola colpa di essere mogli, figlie, sorelle o fidanzate di combattenti fascisti, o di aver vestito la camicia nera, erano spesso violentate e uccise da queste belve assetate di sangue e accecate dall’odio ideologico e certe dell’impunità.

 I sovietici pagarono un altissimo contributo di sangue per la sconfitta tedesca nel corso della seconda guerra mondiale, ma questo non li assolve per gli stupri di massa contro le donne tedesche. Donne di qualunque età erano sistematicamente violentate e spesso uccise dai soldati sovietici o si tolsero la vita per la vergogna.

Il compito di superare le difese tedesche, che nel Lazio ostacolavano l’avanzata alleata, fu affidato alla soldataglia marocchina inquadrata nell’esercito francese. Il premio fu la libertà di stupro. Neppure le bambine si salvarono da quella che passò alla storia come “marocchinate”.

 Gli americani, sfruttando lo stato di estrema povertà della popolazione italiana stremata dalla guerra, pagavano con una tavoletta di cioccolata il corpo di una donna costretta a vendersi per sfamarsi.

 L’8 marzo è la festa delle donne, anche loro meritano di essere ricordate con un fiore.

 

 

 

Compagnia teatrale DoveComeQuando
diretta da Pietro Dattola


www.dovecomequando.net
FACEBOOK (compagnia.dovecomequando &  gruppo Facebook)       TWITTER: @dovecomequando

Sommario

1. PENSARE - PROGRAMMA DELICATO / il nuovo spettacolo di DoveComeQuando torna a Roma il 20 e 21 febbraioTeatrosophia
2. INVENTARIA 202o / il bando è ONLINE con diverse NOVITÀ! - Scadenza: 5 marzo 2020!
3. INVENTARIA 202o / call per volontari 
4. Non esitare a contattarci! 

 

***

1. PENSARE - PROGRAMMA DELICATO 
Il nuovo spettacolo di DoveComeQuando torna a Roma 
20 e 21 febbraio, h. 21.00 - Teatrosophia - via della Vetrina 7 (piazza Navona)

 



PENSARE - PROGRAMMA DELICATO
di Laura Bucciarelli
con Flavia Germana de Lipsis
regia Pietro Dattola
foto Luana Iorillo

Certe persone non puoi darle per scontate. 
Certe persone non hanno i tuoi stessi occhi o le tue stesse parole. 
Non è che non si capisca quello che dicono, è che a volte non ci si rende conto che hanno aperto bocca. 
Non vedono il tempo come lo vediamo noi: hanno occhi più grandi e memoria più lunga.

Sono leggere certe persone, ma non possono essere trattate con leggerezza. 
Non costringetele a perdonarvi. 

Ci vuol niente e cadono giù.
Ci vuole niente e...

50 minuti techno densissimi. Un testo molto poco ordinario, un'attrice straordinaria.

Con pochi, precisi tratti, Pensare - programma delicato permette di sperimentarci addosso la vita vista attraverso gli occhi di una di quelle coscienze pensanti in precario equilibrio tra invisibilità e ossessione e che molti bollerebbero come limitata.
Attraverso una narrazione non lineare, che si dipana tra presente, passato e fantasmi del futuro, due scene concentrate ed evocative ci catapultano senza preamboli nel vissuto di chi il mondo lo deve sempre rincorrere, venendo spesso lasciato indietro.

 

Per info, prenotazioni e accrediti
info@teatrosophia.com
06 - 68.80.10.89
Evento FB: https://www.facebook.com/events/180221286587781/

2. INVENTARIA  202o
Il bando è ONLINE con diverse NOVITÀ!
Scadenza: 5 marzo 2020 (sembra lontano, ma è dietro l'angolo)

Tradizionale appuntamento di chiusura della stagione teatrale capitolina, il Festival INVENTARIA - La festa del teatro off torna per la sua X edizione e festeggia questo importante traguardo con tante conferme e diverse grosse novità
1) Il Festival continua a farsi in cinque, come i teatri che lo ospiteranno: a Teatro Argot Studio, Teatrosophia, Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno e Carrozzerie n.o.t.
2) Le sezioni Spettacoli e Monologhi/Performance sono state accorpate in un'unica sezione (Spettacoli) concorrendo per gli stessi premi; inoltre, pur essendo stata messa da parte la sezione Corti teatrali, i corti teatrali che ne hanno i requisiti parteciperanno alla sezione Demo.
3) Mentre i premi della sezione Demo continueranno a essere assegnati da una giuria, per quanto riguarda la sezione Spettacoli saranno i teatri partner a scegliere ciascuno lo spettacolo cui assegnare le proprie repliche. Questo significa che tutti gli spettacoli partecipanti hanno la possibilità di vincere delle repliche. 
4) Lo spettacolo che avrà raccolto più premi dai partner sarà dichiarato vincitore di Inventaria 2020, ricevendo un ulteriore premio in denaro e servizi.


Aspettiamo le vostre proposte!
Bando e schede online su: WWW.DOVECOMEQUANDO.NET - Per informazioni: inventaria@dovecomequando.net


INVENTARIA 202o è un concorso, ma è soprattutto una festa - la festa del teatro off. - Una festa targata DoveComeQuando   


Dove:  Teatro Argot Studio  |  Carrozzerie n.o.t  |  Teatro Studio Uno  |  Teatro Trastevere  |  Teatrosophia  (Roma)


Come:  Iscrizione gratuita, entro il 5 marzo

Quando:   15 MAGGIO - 11 GIUGNO 202o


Sezioni in concorso:  SPETTACOLI   /   DEMO


con la collaborazione di: APAC (Roma) - Dino Audino Editore   - Il Sipario Strappato (Arenzano, GE)

Innesti Contemporanei (Catanzaro) - Luana Iorillo Scriptdoctor & Playdoctor    
Spazio Teatrale Allincontro (Prato)         
Teatro a l'Avogaria (Venezia)
Teatro Argot Studio (Roma)        
Teatro dei Naviganti (Messina)
Teatrosophia (Roma)         
Teatro Studio Uno (Roma) 
Teatro TRAM (Napoli)
Teatro Trastevere (Roma)    

3. INVENTARIA 202o - CALL PER VOLONTARI

Per il decimo anniversario di INVENTARIA cerchiamo volontari che abbiano voglia di mettere a disposizione un po' del proprio tempo e delle proprie capacità in cambio di un'esperienza unica, del contatto diretto con gli organizzatori, i teatri, la direzione artistica e le compagnie partecipanti e della visione gratuita degli spettacoli.
Unisciti a noi! Le attività per le quali abbiamo bisogno del tuo aiuto sono le più svariate: accoglienza del pubblico, accoglienza e assistenza alle compagnie, supporto allo staff e alla biglietteria e molto altro! In cambio ti offriamo la visione gratuita degli spettacoli di INVENTARIA 2020 e, in più, biglietti ridotti per te e i tuoi amici per tutti gli spettacoli di DoveComeQuando della stagione 2020/21 o, se sei un amatore e lo preferisci, un intero mese di partecipazione gratuita al corso di teatro "Se fai teatro... si vede" 2020/21.

 

Per informazioni e per proporti, scrivi a inventaria@dovecomequando.net, chiama il 320-0829337 o manda un messaggio privato a

 

DoveComeQuando Compagnia su Facebook.

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4. Non esitare a contattarci! 

DoveComeQuando è in cerca di altri soggetti teatrali per fare rete.

 


Se organizzi un festival o gestisci uno spazio teatrale o teatralmente adattabile e sei interessato a fare rete con noi, non esitare a contattarci.
Se vuoi ospitare nel tuo teatro il meglio di INVENTARIA di questi anni, non esitare a contattarci.
Se vuoi proporre un'iniziativa collaterale al festival, da tenersi nei locali o nei dintorni dei luoghi del Festival (seminari, corsi, conferenze, incontri, performance, presentazioni o qualsiasi altra cosa), non esitare a contattarci.
Se hai uno spazio o teatro di cui vuoi cedere o condividere la gestione, non esitare a contattarci.
Se vuoi collaborare all'organizzazione e alla buona riuscita del festival, non esitare a contattarci.
Se vivi o anche solo ami il teatro... non esitare a contattarci

 

 

 

NOTIZIE DA L.M.

 

Le indiscrezioni sul Family Act e le altre news di Pro Vita e Famiglia - Bollettino informativo 04/2020
Giovedi' 13 Febbraio 2020

https://www.provitaefamiglia.it/rivista/

 

Indiscrezioni sul Family Act
Pro Vita e Famiglia: "Per ora solo parole,
la famiglia sia davvero la priorita' "

"Se davvero il sostegno alla famiglia e' un'assoluta priorita' del Governo Conte, nel 2020 gia' si dovrebbero vedere i primi concreti interventi a suo sostegno. Altrimenti da Conte sono le ennesime parole, parole, parole". E' la nota divulgata da Pro Vita e Famiglia, dopo la notizia, arrivata da fonti di Palazzo Chigi, sul potenziamento di misure piu' efficaci a sostegno dei nuclei familiari nel Family Act.

 

Dona il tuo 5xMille
a Pro Vita e Famiglia

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From: Antonio Brandi [mailto:a.brandi@provitaefamiglia.it]
Sent: mercredi 19 février 2020 00:48
Subject: Come trasformare la societa' senza sforzo (il 5 per mille)

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Ciao,

ecco un modo per sostenere le iniziative per la vita e per la famiglia senza alcun costo o sacrificio. Coloro che gia' sostengono Pro Vita e Famiglia possono aiutare ancora di piu' senza alcuna ulteriore spesa, e coloro che non sono ancora in grado di sostenere l'associazione possono offrire questo contributo gratuito...

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Grazie in anticipo!

Antonio Brandi
Presidente di Pro Vita e Famiglia Onlus


Jacopo Coghe
Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

 

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Puoi approfondire i diversi aspetti (ad esempio i diversi modelli usati per la dichiarazione dei redditi e le scadenze fiscali nel 2020) su questa pagina dedicata al 5 per mille: www.provitaefamiglia.it/5-per-mille

 

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Associazione Marco Mascagna: messaggio febbraio 2020

 

Dare una speranza ai bambini

Pensate a un bambino di 5 anni, o di 6 o di 7. L'età delle favole, dei sogni, dei giochi; l'amore dei genitori, dei nonni; la tenerezza della quale sono circondati.
Per molti bambini le cose non stanno così.

Nel Madagascar 11.000 bambini lavorano nelle miniere di mica [1]. Miniere a cielo aperto, immensi formicai, dove in ogni buco c'è una persona, spesso un bambino, che tira fuori il minerale, che poi altre persone, spesso bambini, con le mani nude sfaldano nei vari fogli di cui è costituito. Lavorano dalle 6 alle 10 ore al giorno all'aperto, sotto il sole tropicale, nella stagione secca e in quella delle abbondanti piogge pomeridiane, accovacciati per terra o in piedi, col mal di schiena, le ferite alle mani procurate dal lavoro di sfaldatura del minerale, tossendo per l'aria inquinata di polveri.
Mediamente ricevono un compenso di 4 centesimi di euro per ogni chilo di minerale [1]. Per un adulto il guadagno di un'intera giornata di lavoro varia da 25 centesimi di euro a 2,5 euro, a seconda delle caratteristiche della miniera, delle condizioni meteorologiche, della forza e dell'abilità personale e, soprattutto, da se si scava su un terreno proprio o di altri (in questo secondo caso bisogna versare metà di quanto si guadagna al proprietario). Un bambino, ovviamente, guadagna meno. Con paghe di tale entità spesso non si riesce ad avere il necessario per fare due pasti al giorno.

Un poco meglio stanno i 20.000 bambini indiani che lavorano nelle miniere di mica [2]. Lì le paghe sono circa il doppio, ma anche il costo della vita è maggiore. Proprio perché il lavoro costa di più le aziende che commerciano mica si stanno rivolgendo sempre più al Madagascar e meno all'India. Il ruolo da padrone lo fanno soprattutto quelle cinesi: l'87% della mica malgascia va in Cina, il resto in Estonia, Russia, Giappone, India, Corea [1].
La mica è un materiale prezioso per l'industria elettronica, automobilistica, degli elettrodomestici e dei macchinari, della cosmetica, delle vernici. Così la mica raccolta dai bambini del Madagascar o dell'India è nel nostro computer, nel telefonino, nel condizionatore d'aria, nell'automobile o nella moto che usiamo, nel rossetto o nel fondotinta [2]. E non solo nei prodotti “made in China”, ma anche in quelli giapponesi, europei e americani, perché le industrie cinesi spesso producono semilavorati e componenti per aziende di questi Paesi, come le giapponesi Panasonic, Fujitsu, Murata, o l'elvetica Von Roll o l'austriaca Isovolta e talvolta queste stesse aziende producono componenti per altre industrie [1].

Panasonic nel 2018 ha fatturato 65 miliardi di euro con 3 miliardi di utile [3], ma si serve da aziende che pagano 4 centesimi di euro un chilo di mica, scavato da bambini a cui viene rubata l'infanzia e distrutta la salute. La Panasonic alle accuse molto ben documentate del rapporto di Save the Children ha dichiarato che le linee guida della catena di fornitura “vietano espressamente l’uso del lavoro minorile e richiedono ai fornitori di trattare tutti i lavoratori con dignità e rispetto” e che non erano assolutamente a conoscenza della situazione denunciata [4]. Potrebbe anche essere vero, probabilmente hanno solo scelto l'azienda che faceva il prezzo molto più basso di altre, senza chiedersi come riuscivano a farlo.

Ma gli 11.000 bambini del Madagascar, i 20.000 dell'India che lavorano nelle miniere di mica sono solo una piccolissima parte di un tragedia di cui si parla pochissimo e che tendiamo a ignorare. Nel mondo vi sono 152 milioni di bambini/ragazzini vittime di sfruttamento lavorativo: un bambino/ragazzino su 10 [5]. Ma le medie deformano la realtà: in Africa sono tanti, in Europa o nell'America del Nord pochissimi. Nell'Africa subsahariana 4 bambini su 10 sono vittime di sfruttamento lavorativo, in Nigeria, Mali, Ciad 1 su 2 [5].
Di questi 152 milioni di lavoratori bambini/ragazzini 73 milioni sono costretti a svolgere “lavori duri e pericolosi, che mettono a grave rischio la salute e la sicurezza, con gravi ripercussioni anche dal punto di vista psicologico”[4].

Uno dei motivi per cui africani, srilankesi, indiani, pakistani emigrano e vengono in Europa è questo: riuscire a mandare a casa quel po' di soldi necessario per fare in modo che i loro figli non debbano lavorare ma possano andare a scuola, prendere un titolo di studio, avere la possibilità di una vita migliore. Meglio chiedere un prestito per racimolare la somma necessaria per pagare i trafficanti che ti permettono di attraversare le frontiere e arrivare in Europa o negli USA, meglio affrontare il deserto su un camion riempito all'inverosimile, meglio rischiare di essere presi da bande criminali o di finire in un lager in Libia o in Messico, meglio attraversare il mare su un canotto o un vecchio peschereccio in disuso, meglio sentirsi trattare da uomini di serie B o rischiare di essere vittima di razzisti e imbecilli, meglio tutto questo che vedere i propri figli senza alcuna speranza di futuro, lavorare tutta la vita, rimetterci la salute per riuscire a stento a sopravvivere.
Ovviamente non è un caso che chi da anni combatte questo sfruttamento dei bambini, che chi ha studiato tutta la filiera della mica scoprendo quello che abbiamo descritto, che chi sta facendo pressione su aziende e governi per impedire questa tragedia sono le stesse ong che salvano i migranti su imbarcazioni in balia delle onde o naufragati in mare aperto [6]. Loro hanno a cuore il bene di tutti e soprattutto dei più sfortunati e cercano di costruire un mondo migliore; altri pensano solo a sé e non si importano se, così facendo, danneggiano altre persone, soprattutto i più deboli e sfortunati, e rendono questo mondo inumano e brutto.

Note:

1) https://terredeshommes.it/pdf/tdh-mica_madagascar_rapport.pdf;

2) www.somo.nl/global-mica-mining;

3) https://it.wikipedia.org/wiki/Panasonic_Corporation;

4) www.nbcnews.com/news/all/army-children-toil-african-mica-mines-n1082916;

5) www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/rapporto-sulla-condizione-dei-bambini-nel-mondo;

6) Save the Children è stata molto impegnata nei salvataggi nel Mediterraneo con la nave Vos Hestia. Ha poi interrotto questa attività dopo gli accordi conclusi con la Libia dal ministro Minniti e l'attività delle navi libiche anche al di là delle loro acque territoriali, perché in tale nuova situazione, come dichiarò il responsabile, venivano a mancare le condizioni di sicurezza per effettuare le operazioni di salvataggio.
Diffondi queste informazioni

 
AVVISI E CONSIGLI

 
Guida per comunità e parrocchie ecologiche
La FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) e l’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI, hanno tradotto e adattato alla situazione italiana la “Guida per comunità e parrocchie ecologiche” prodotta dal Global Catholic Climate Movement. Il testo dà suggerimenti pratici per ridurre l'impatto ambientale e contrastare i cambiamenti climatici, in coerenza con l'enciclica Laudato Si’ del papa. Sono riportati anche esperienze di diocesi e parrocchie italiane.
La Guida è visionabile e scaricabile da https://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2017/06/ecoguida_web.pdf.

 
Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.

- I video sono su Youtube a questi indirizzi:
Un pugno al cuore: www.youtube.com/watch?v=pOZvhzfhFfE
Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
Requiem: www.youtube.com/watch?v=44V4JapxQsM&feature=youtu.be

 
La tua firma significa tanto! Può salvare prigionieri politici dalla tortura o dalla morte. Firma gli appelli di Amnesty
E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).

 
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La Marco Mascagna è anche su facebook
Sulla nostra pagina facebook trovi notizie e documenti dell´associazione, le foto e i video delle nostre iniziative http://it-it.facebook.com/pages/Associazione-Marco-Mascagna/204873329551070.
Sul sito www.giardinodimarco.it trovi tantissimo materiale dell´associazione, tra cui lo snackometro, materiale per l´educazione ambientale, documenti sulle disuguaglianze e contro i pregiudizi, aforismi, le lettere dal Salvador di Gerard, foto, video e musiche.

 
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Associazione Marco Mascagna, Via Ribera 1, 80128, Napoli

 

 

 

 

BUSTO FEMMINILE IN BASANITE NELLA SEZIONE ROMANA DEL MUSEO "VITO CAPIALBI" DI VIBO VALENTIA
Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Vibo Valentia



E’ ritornato, dopo otto anni di assenza,  a Vibo, nella prestigiosa Sede del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente al Polo museale della Calabria, l’atteso busto femminile in basanite, importante testimonianza del passato romano della Calabria.

Ne danno informazione la dottoressa Adele Bonofiglio, direttore del Museo dell’antica Hipponion e la dottoressa Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria.

Si tratta del busto femminile in basanite, risalente ad età claudia (41-54 d.C.), rinvenuto nelle vicinanze di Vibo Valentia Marina durante la realizzazione della ferrovia e la costruzione di limitrofe abitazioni di campagna. Il contesto di rinvenimento è da riferire ad un’importante villa suburbana e lo scavo, che ha permesso di definirne meglio le caratteristiche, è avvenuto a più riprese fra il 1894 e la prima metà del ‘900

L’opera è di ottima fattura, caratterizzata da una raffinata tecnica di esecuzione e da una perfetta resa della capigliatura, acconciata come prevedeva la moda dell’epoca, che ha consentito di datare la statua al principato di Claudio, imperatore dal 41 al 54 d.C.

Al momento del ritrovamento si propose l’identificazione con Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, tuttavia tale ipotesi venne accantonata nei decenni successivi per la mancanza di confronti iconografici convincenti.

La scultura era stata concessa con prestito di lunga durata nel 2012 al Princeton University Art Museum e a seguito dell’impegno della Direzione Generale Musei e del Segretariato Generale del Ministero per i Beni Culturali e il Turismo, è rientrata al Museo "Vito Capialbi" dove sarà esposta nella sezione romana.

L'emergenza sanitaria attuale, dovuta al contenimento della diffusione del COVID-19 che ha portato alla chiusura dei Musei, non consente nell'immediato, una adeguata valorizzazione dell’importante reperto; l'esposizione è pertanto rinviata alla riapertura del Museo e sarà occasione di riflessione scientifica attraverso l'organizzazione di una tavola rotonda sul tema della scultura romana, con l’augurio di poterne consentire in seguito, una migliore fruizione grazie anche al supporto delle nuove tecnologie con applicativo digitale.

 

PAESAGGI: PANORAMICHE SULLA NATURA E SULL'ARCHEOLOGIA
Mostra fotografica a cura dell’Associazione HistoriCal
Museo del Territorio - Palazzo Nieddu del Rio
 Locri (Reggio Calabria)
14/31 marzo 2020

 

Dal 14 al 31 marzo 2020 a Locri (Reggio Calabria), il Museo del Territorio di Palazzo Nieddu del Rio, diretto dalla dottoressa Rossella Agostino, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ospiterà la mostra fotografica Paesaggi: panoramiche sulla natura e sull’archeologia.

L’esposizione è a cura dall’Associazione culturale HistoriCal che opera sul territorio ionico calabrese per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale.

La mostra - allestita lungo il percorso espositivo museale del primo piano da Attilio Varacalli e  Giuseppe Marrapodi - racconterà il paesaggio aspromontano e quello costiero della Locride, luoghi  strettamente collegati l’uno all’altro da millenni, come documentato dalle testimonianze archeologiche di diversa natura portate in luce nel corso dei passati decenni. Scorci suggestivi, paesaggi archeologici di montagna o legati alla colonia magno-greca di Locri, percorsi nascosti dalla fitta vegetazione, ma da sempre utilizzati… illustreranno questo paesaggio ancora in parte incontaminato.
L’iniziativa è dedicata - come afferma la dottoressa Agostino - al collega Giuseppe Amante recentemente scomparso.

Si precisa che l’accesso alla mostra fotografica sarà regolamentato in base a quanto previsto dal Dpcm “in materia di prevenzione dal Covid-19” del 4 marzo 2020.

 

ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI VIAGGIATORI.
La città di Nicastro: architettura e spazio urbano
Finissage del Progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione
Museo archeologico Lametino
Giovedì 5 marzo 2020 - Ore 17.30

 



 

Giovedì 5 marzo 2020, alle ore 17.30, a Lamezia Terme (Catanzaro), presso il Museo archeologico Lametino, si terrà l’iniziativa ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI VIAGGIATORI. La città di Nicastro: architettura e spazio urbano.

Il Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ha scelto il museo lametino per il finissage del progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione, che, realizzato con il sostegno della regione Calabria, ha visto coinvolti tutti e 16 gli istituti culturali di propria competenza.

Un ricco palinsesto di eventi, inaugurato ad agosto con una mostra virtuale a Palazzo Arnone a Cosenza, dove una camera immersiva, sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, ha permesso ai visitatori di intraprendere un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio culturale calabrese e delle innumerevoli storie che può raccontare.

L’ultima tappa prevista da questo ambizioso progetto sarà Nicastro, con una conferenza curata dal prof. Mario Panarello (Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria), che vuole essere un vero e proprio omaggio alla città che ospita il museo. Attraverso l’analisi d’immagini con vedute e scorci del suggestivo centro storico della piana lametina, eredità di storici, eruditi e tecnici transitati fra Sei e Ottocento a Nicastro, si effettuerà un viaggio nello spazio e nel tempo alla scoperta degli antichi edifici cittadini, molti dei quali trasformati nella veste architettonica, altri ancora perduti.

L’intervento, dopo un primo inquadramento urbano, ci permetterà di comprendere quanto è rimasto immutato rispetto alle vedute antiche e quanto ha cambiato facies architettonica, puntando a cogliere non solo quel percorso dialettico fra passato e presente, di cui i segni del primo sono ancora tangibili, ma soprattutto a consolidare quella rete di legami fra i monumenti cittadini non solo nella loro fisicità, ma nella memoria collettiva.

L’iniziativa, coordinata dalla dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria, vedrà la partecipazione della dott.ssa Giorgia Gargano, assessore alla cultura comune di Lamezia Terme;  del dottor Gregorio Aversa, funzionario archeologo referente Museo archeologico Lametino; dal già citato prof. Panarello e dalla dottoressa Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria, che concluderà i lavori.

 

 
Conversazione
IL SANTUARIO DELLA DEA HERA A VIGNA NUOVA DI CROTONE
Museo Archeologico Nazionale di Crotone
Martedì 3 marzo 2020 – Ore 17.00

 



Martedì 3 marzo 2020, alle ore 17.00, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, diretto dal dottor Gregorio Aversa, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, nell’ambito della mostra Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci,si terrà una conversazione sul tema Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone.

Verrà tenuta dal dottor Roberto Spadea, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone.

Sebbene poco noto, il santuario di Vigna Nuova risale ad età greca ed era dedicato al culto della principale divinità degli Achei, Hera. Da qui proviene la museruola in bronzo esposta lo scorso dicembre nel Museo archeologico nazionale di Crotone che l’ha ricevuta in consegna dal Comando del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dopo un rocambolesco recupero. Del santuario di Vigna Nuova, dell’eccezionale contesto e dei suoi rinvenimenti parlerà, assieme al Direttore del Museo Gregorio Aversa, il dott. Roberto Spadea che negli anni '90 effettuò una campagna di indagine a Vigna Nuova ed ebbe l'opportunità di discutere dell’eccezionale reperto (che ha recentemente arricchito il museo archeologico nazionale di Crotone) con la grande archeologa francese Juliette de La Géniere, allora professore ordinario presso l'Università di Lille. 
Sarà un modo interessante per sentire dalla viva voce di uno dei protagonisti, quanto sia importante preservare e indagare con scrupolo e sistematicità contesti di assoluta rilevanza  quali appunto il santuario greco di Vigna Nuova, uno dei principali della grecità d'Occidente.

 

 

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA


Scolacium al femminile
STORIE DI DONNE DALL'ANTICHITA'
Visita guidata alla scoperta del mondo femminile
Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium
Roccelletta di Borgia – Borgia (Catanzaro)
domenica 8 marzo 2020 – Ore 11.00

 



Domenica 8 marzo 2020, alle ore 11.00, a Roccelletta di Borgia – Borgia (Catanzaro), presso il museo e parco archeologico nazionale di Scolacium, sarà celebrata la Giornata internazionale della donna con una proposta affascinante, suggestiva, di grande impatto emotivo dal titolo Storie di donne dall’antichità.
Sarà, infatti, possibile ripercorrere tramite un’apposita visita guidata le tante testimonianze del mondo femminile presenti in questa Sede afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello che ha felicemente individuato nella dottoressa Elisa Nisticò, funzionario archeologo, la figura di referente per questo importante Bene Culturale.
<<Un itinerario – come precisa appunto la dottoressa Elisa Nisticò - attraverso la storia delle donne dell'antichità che hanno lasciato la traccia, il solco profondo del loro passaggio>>.

Istituito nel 2005, il museo è allestito in un edificio rurale dell’Ottocento appartenuto ai baroni Mazza. I materiali esposti, frutto della ricerca archeologica compiuta nell’area su cui sorge il museo, si riferiscono ad un arco temporale che va dal V sec. a.C. al VI d.C.. Nel parco, in gran parte coltivato ad ulivi e acquisito al demanio dello Stato nel 1982, spicca l’imponente struttura della basilica normanna detta della Roccelletta, databile tra la fine dell'XI sec. e la metà del XII. Sono inoltre visibili i resti della città romana, erede della greca Skylletion, divenuta colonia, dopo la guerra contro Annibale, con il nome di Minervia Scolacium.

Pertanto la rivisitazione delle tante figure femminili che hanno indelebilmente segnato il loro passaggio terreno è appropriata e in linea per la oramai consolidata e diffusa celebrazione dell’8 marzo.

 

Mostra
LA BELLEZZA
Galleria nazionale di Cosenza
Cosenza - Palazzo Arnone
 Dal 6 al 20 marzo 2020

 

INAUGURAZIONE
venerdì 6 marzo 2020 - Ore 16.30

Venerdì 6 marzo 2020, alle ore 16.30, a Cosenza, negli spazi espositivi della Galleria nazionale di Cosenza, verrà inaugurata la mostra La Bellezza di Tonina Garofalo.

Presenzieranno all’iniziativa: Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria e Tonino Sicoli, direttore del MAON di Rende.

Tonina Garofalo, artista operante e residente a Fiumefreddo Bruzio (Cosenza), traccia figure dialettiche, fra l’organico e il razionale, con filamenti informali e disegni astratti. Si tratta di un piano dalla plasticità controllata, in cui le forme scivolano con leggerezza in un gioco di segni semplici, con tracce spumeggianti e vegetali, attraversate da quadrati e triangoli. Piume, pennacchi, infiorescenze, spirali dalle quali emergono corpi trasparenti o mascherati, ruotano attorno ad un nucleo che rappresenta l’occhio, sguardo incisivo e scrutatore dell’anima fruitrice.
La ricerca della Garofalo si sviluppa da una fonte inizialmente indistinta indirizzata verso una realtà stilizzata e informale, in contiguità con uno sfuggente irrealismo fatto di elementi geometrici sovrapposti di particolari sguardi fissi.

Tonina Garofalo ha al suo attivo la partecipazione a numerose mostre organizzate sul territorio calabrese e nelle principali città italiane, tra cui Roma, Napoli e Venezia. Le sue opere sono in molte collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 20 marzo 2020 secondo i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.45 (ultimo ingresso ore 18.15); sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.15 (ultimo ingresso ore 17.45).

La Galleria nazionale di Cosenza, il cui referente è Faustino Nigrelli, è afferente al Polo museale della Calabria. La mostra è stata allestita e curata in collaborazione con il funzionario restauratore conservatore Camilla Brivio.

 

CARNEM LEVARE - SEMEL IN ANNO LICET INSANIRE...

 

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium
Roccelletta di Borgia – Borgia (Catanzaro)
domenica 23 febbraio 2020 – Ore 10.00

 



Domenica 23 febbraio 2020, alle ore 10.00, a Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro), presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, si svolgerà Carnem levare - Semel in anno licet insanire..., un’iniziativa di grande valenza didattica e educativa nonché ludica e divertente ispirata al Carnevale.

La dottoressa Elisa Nisticò, funzionario archeologo, referente del Polo museale della Calabria per questa Sede afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, così ne illustra i contenuti <<Domenica 23 febbraio 2020 sarà proposta l’iniziativa Carnem levare - Semel in anno licet insanire... A Carnevale è lecito essere chi desideriamo: divinità, imperatori, eroi, guerrieri o semplici cittadini romani. E’ l’occasione per divertirsi insieme e imparare. Il museo si trasforma in un luogo che vi permetterà, grazie alla fantasia e al vostro intuito, di superare le barriere del tempo e diventare un vero romano de Scolacium. Il laboratorio è aperto a famiglie, bambini e adulti. Vi aspettano giochi a tema e tanto divertimento. Venite in maschera e stupiteci, in fondo a Carnevale tutto vale!>>.

Una proposta, quindi, certamente suggestiva e affascinante che darà la possibilità di dare sfogo alla creatività dei tanti visitatori che parteciperanno all’atteso evento.

 

LE TERME DI COPIA THURII NELLA STORIA EDILIZIA DELLA CITTA'

 

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)
Giovedì 20 febbraio 2020 – Ore 17.00

Giovedì 20 febbraio 2020, alle ore 17.00, a Cassano all’Ionio (Cosenza), presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, si terrà, a cura dalla prof.ssa Ghislaine Noyé (École Nationale des Chartes, Paris), un’interessante conferenza sul tema: Le terme di Copia Thurii nella storia edilizia della città.

I lavori saranno introdotti dal prof. Pier Giovanni Guzzo.

Per l’occasione saranno presentati i risultati delle campagne di scavo svolte nelle terme pubbliche della colonia romana di Copia Thurii dalla Scuola francese di Roma, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Calabria, dal 2000 al 2006. I dati archeologici permettono di ricostruire la storia dell’edificio fino all’abbandono avvenuto tra fine VI e inizi VII sec. d. C., tracciando la trasformazione del cuore monumentale della città, collocato a SO del Parco del cavallo, intorno al foro.

 

 

 

Presentazione del libro di

Corrado Ocone
La chiave del secolo
Interpretazioni del Novecento

Martedì 18 febbraio 2020
ore 17:30

Centro Studi Americani - Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma

 

Saluti

Paolo Mazzoletti

 

Intervengono:

Fausto Bertinotti
Franco Marini
Carlo Scognamiglio Pasini
Luciano Violante

Modera

Marco Damilano

 

Sarà presente l'Autore
RSVP
event@centrostudiamericani.org

Presentazione del libro di

Angelo Polimeno Bottai
Alto tradimento
Privatizzazioni, Dc, euro: misteri e nuove verità sulla svendita dell'Italia

Martedì
18 febbraio 2020
ore 19:00

Circolo Canottieri Aniene - Salone - Roma

Saranno presenti insieme all'Autore

 

Gianni Letta
Giuseppe Di Taranto
Fabrizio Cicchitto

 

Modera:

Stefano Coen

 

Presentazione del libro di

Francesca Santolini
Profughi del clima
Chi sono, da dove vengono, dove andranno

Mercoledì
19 febbraio 2020
ore 19:00

Partito Democratico Ponte Milvio - Via della Farnesina, 37 -
Roma

 

Dialogano con l'Autrice

Andrea Orlando
Marco Pacciotti


Modera

Tommaso Labate


Introduce

Claudia Gioffrè

Presentazione del libro di


Pierluigi Barrotta

Storia del Partito liberale italiano
nella Prima Repubblica


Giovedì
20 febbraio 2020
ore 18:00

Fondazione De Gasperi - Via del Governo Vecchio 3 - Roma

 

Con

Gerardo Nicolosi
Giovanni Orsini

Presentazione del libro di

Giancristiano Desiderio

Croce ed Einaudi
Teoria e pratica del liberalismo

Sabato
29 febbraio 2020
ore 18:00

Sala Italia UNAR - Via U. Aldrovandi 16 e 16/b - Roma

Introduce e modera

Arturo Diaconale


Saluti

Giuliano Sciocchetti
Enrico Morbelli

 


Relatori

Francesco Forte
Corrado Ocone


Conclude

Giancristiano Desiderio


Ingresso libero

Presentazione del libro di


Marcello Spagnulo

Geopolitica dell'Esplorazione Spaziale
La sfida di Icaro nel terzo millennio

 

Sabato
29 febbraio 2020
ore 18:00


Libreria Mondadori Bookstore Eur - Viale Europa - Roma

Il volume analizza la modernizzazione della provincia di Caserta nelle sue trasformazioni da territorio agrario a polo industriale, fino alla crisi dell’apparato produttivo. Al centro della narrazione vi sono la costituzione del reticolo sindacale e le implicazioni politico-sociali collegate alla trasformazione economica, con particolare attenzione al periodo che va dalla «fase industrialista» della Cassa per il Mezzogiorno allo shock petrolifero (1957-1973).
Nel territorio casertano, l’impulso dell’intervento straordinario dello Stato diede luogo a un processo di modernizzazione inserito nel contesto dello sviluppo dell’industria manifatturiera nazionale e internazionale. La tesi sostenuta dall’autrice è volta a dimostrare che le trasformazioni socio-economiche avvenute a partire dai primi anni ’60 del Novecento avevano in sé gli elementi della precarietà.

 

 

 

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Coronavirus (COVID-19)

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IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

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V DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 09.02.20 – Mt 5, 13-16


   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

- ... “diventare sale” !
 

Tradotto credo che voglia dire vivere le "Beatitudini": vivendo quello stile, la nostra vita si riempirà di sapore perché i nostri giorni avranno il gusto dell’amore che è ben dentro...
- nell’essere accoglienti e capaci d’ascolto,  
- nell’essere capaci di perdono,  
- nell’essere trasparenti… senza la maschera di comodo per i mille compromessi,  
- nell’essere costruttori di pace che vuol dire voglia di dialogo,  
- nell’essere assetati della giustizia e quindi nel non girarsi dall’altra parte di fronte alle prepotenze, alle arroganze, ai bullismi d’ogni genere e
- nell’essere capaci di accettare la vita in tutta la sua fatica...

 

E, se la vita avrà "sapore" per me, allora sarà più facile riuscire a dare una mano anche agli altri, a tutti quegli altri che si sentono “insipidi” e in altre parole ultimi, scartati, umiliati, schiavi…

Riuscire ad essere “sale”, quindi, senza chiuderci poi in noi stessi ma, al contrario, sapendo andare incontro alle persone per riprenderci insieme il gusto e la dignità felice del vivere.

 

- ... “diventare luce”!
  

Gesù di Nazareth è venuto per “illuminare quelli che stavano nelle tenebre” (Luca 1, 79) … e il Natale è quella Luce che io devo imparare ad accogliere, quella Luce che devo lasciarmi venire addosso e dentro.
  

Vivere le Beatitudini vuol dire che ho voglia di essere “illuminato” da Lui, per essere così “visibile” nel modo giusto: senza presunzioni imbarazzanti, senza essere uno di quelli delle verità in tasca, senza essere uno di quelli che devono giudicare e condannare tutto e tutti !

 

- “Luce”... perché illuminati dal Suo Amore che perdona e ci vuole subito in piedi, convertiti ad uno stile nuovo, e lo stile è proprio quello dato dalle regole che Lui ci ha lasciato.

 

D’altra parte, quando Gesù di Nazareth ci chiama ad andare nel mondo, in mezzo alla gente, per essere suoi “ testimoni” ... (Atti degli Apostoli 1, 8)...ci chiama ad essere portatori della sua Luce, del Suo Amore.
  

E’ una grande avventura quella che ci aspetta, ma non saremo soli. Lui sarà per sempre al nostro fianco.
Lui, il Signore Gesù, ci sarà sempre vicino:  perché ha troppa voglia di dare un “sapore” vero alla nostra vita;  perché Lui ha troppa voglia di riempirla di “luce”.
  

Buona vita allora. Un forte abbraccio a tutti voi. Ciao, don Gigi
 

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - LUCE E SALE

 

 

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PRESENTAZIONE DEL SIGNORE .- 02.02.20 –Lc 2, 22-40


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
 
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

"Il bambino cresceva e si fortificava..."  


...Vale anche per noi il "crescere e fortificarci"...
sì, anche per noi il "tempo" di incontrarLo...e, in altre parole, di stare con Lui per capire il senso del nostro andare nella vita e vivere davvero i nostri giorni.

 

La Domenica sarà sempre un momento bello e forte per "sentirlo" e "nutrirci " di Lui.

La Messa non potrà mai diventare un “rito” da celebrare...ma dovrà sempre essere un momento fondamentale per riempire la nostra vita di "sapienza" e di "grazia": solo così potremo vivere davvero i nostri “sogni” e camminare sereni dentro ai giorni della nostra vita, qui e adesso.
  

Buona vita allora perché, con la nostra mano nella Sua, sarà bello e vero Vivere.

Un grande e forte abbraccio.  Ciao, don Gigi
 

 
 

III DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 26.01.20 – Mt 4, 12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
 
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
 
COMMENTO DI DON GIGI PINI


"Il popolo immerso nelle tenebre vide una grande luce..."  
  

Giovanni ha terminato la sua missione: è arrestato dal Potere perché è uno che parla troppo e non si fa gli affari suoi. E’ sempre stato così…e ad un certo tipo di potere, la Verità dà fastidio sempre ai potenti, sembra che preferiscano le “tenebre”... è più facile fare i propri comodi.…
  

Gesù allora entra, deciso, in azione, la “luce” venuta proprio per spaccare le tenebre, per dichiararci la verità sull’uomo, sul mondo. Erano diversi anni oramai che il Messia abitava a Nazareth e per dare un segnale forte di un nuovo inizio, cambia casa e va a vivere a Cafarnao. Egli si collega subito da dove aveva lasciato il suo “Precursore”: convertitevi! E’ questo il richiamo forte all’inizio della sua missione in giro per la Galilea, la Giudea e la Samaria.
  

Convertitevi! Ma come? Come si fa? Come si fa a cambiare?
  

La risposta è immediata, ed è anche molto concreta, e la si vede nelle due coppie di fratelli: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, quattro uomini tutt’altro che disoccupati o persi o annoiati, ma che “all’invito” di Gesù lasciano tutto e lo seguono.
 

Il "come si fa" quindi è nell’andargli dietro, nel seguirlo: questa è la conversione! “Convertirsi” vuol dire saper distinguere la Sua Parola dalle tante che ci chiamano e che c’interpellano e che c’invitano a schierarci dalla loro parte, a fare il loro gioco.
“Convertirsi” è saper ascoltare Lui nella vita di tutti i giorni. Per questo arriva sempre la Domenica, ogni settimana, il tempo della Messa, il tempo dell’incontro con Lui…per ascoltarlo e decidere che cosa fare per seguirlo.
  

Domenica dopo domenica per decidere come fare per andargli dietro.
Domenica dopo domenica, Messa dopo Messa per capire dove sta la Verità e vivere nella “luce”, finalmente.
  

Buona vita. Un grande abbraccio e avanti tutta. Ciao, don Gigi

 

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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II DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 19.01.20 –Gv 1, 29-34


In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
  

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


"...E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio".
  

La notizia è talmente grande ed importante che c’è la replica. Questa volta è presa dal Vangelo di Giovanni.
  

Il protagonista è il Battista, che racconta quello che è successo nell’acqua del fiume e che parla dello Spirito Santo. Proprio di questa “Persona” parla Giovanni nel raccontare il Battesimo di Gesù.
  

Ci si era abituati a pensare Dio come il Padre-Creatore per poi fare l’esperienza del Figlio-Redentore…ma adesso arriva il tempo del “terzo personaggio”: lo Spirito Santo.
  

Nella storia di Gesù spesso si parla dello Spirito, e se ne parla come di una Persona che è presente nei momenti davvero importanti e decisivi, quelli che contano veramente…ed è sempre una presenza Amica, Positiva. Mi hanno insegnato che il dialogo tra Dio-Padre e Dio-Figlio è talmente vero ed intenso da diventare “concretezza”, da diventare la “terza” Persona di quella che si chiamerà “Santissima Trinità”.
  

Sì, lo Spirito è l’Amore che “lega” il Padre con il Figlio e sarà lo stesso Amore che ci farà diventare Chiesa, comunità, testimoni, figli e fratelli e amici!
  

E’ l’Amore del Padre che c’è raccontato da Giovanni Battista. E’ quell’Amore che ci vuole garantire come davvero Gesù sia il Suo Figlio e proprio per questo dobbiamo fidarci di Lui, dobbiamo ascoltarLo. Dobbiamo “imparare” da Lui: allievi dell’Unico Maestro.
  

Lo Spirito sarà sempre con noi perché per questo Dio si è fatto uomo: per affermarci che ci ama, che ci vuole liberi, che ci vuole “popolo nuovo” per una “storia nuova” costruita nell’Amore.
  

Gesù di Nazareth non è un "gran bel personaggio" e basta…, uno di quelli che ti possono aiutare a sognare…No, è il Figlio di Dio. Questa notizia ci permette...
- di non cedere alla tentazione di arrenderci alla fatica di questa “missione”,  
- di non alzare bandiera bianca, di fronte alle delusioni che ci capitano tra capo e collo ma
- di continuare a “lottare” per rendere concreta, nei fatti della nostra vita, questa vocazione che ci portiamo dentro e addosso.
 

  Non siamo un popolo d’illusi, no, siamo un popolo di figli amati nel Figlio…per sempre.
Giovanni il Battista ce lo conferma con la sua testimonianza che andrà fino al sacrificio estremo della sua vita: e non sarà uno scherzo. Della testimonianza di Giovanni il Battista possiamo fidarci.
  

Buona vita, un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi
 

 
 

BATTESIMO DEL SIGNORE –12.01.20 – Mt 3, 13-17


   In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
   Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».  
   Storie di battesimi, quello di Giovanni e quello di Gesù, è il momento del cambio: dal battesimo di penitenza a quello che diventa “sacramento”.
  

 

Si tratta di un cambio sostanziale perché ribalta il tuo essere persona, la tua identità. Da quell’entrare nel fiume Giordano cambia la

storia di un battesimo che diventa sacramento, “segno” in pratica della Sua presenza nella nostra storia…”segno” per “immetterti” in un “popolo nuovo”, per inserirti in Lui come un tralcio è inserito nella vite, per cancellare quell’eredità “sbagliata” che si chiama peccato originale, per farti diventare “figlio” di Dio.

 

Nel battesimo al Giordano “la voce” riconosce ufficialmente quel Gesù di Nazareth come il “Figlio prediletto” e conferisce, quindi, senso definitivo al nostro Battesimo. In Lui, anche noi, saremo riconosciuti come figli. Tutto questo ci “realizza” il Sacramento del Battesimo.

- Il Padre ci teneva proprio tanto a far saper a tutti che “Quello” era veramente il suo Figlio fatto uomo;
- ci teneva a confermare quello che già lo stesso Gesù aveva detto, fin dai suoi 12 anni, davanti ai “dottori” nel tempio di Gerusalemme;
- ci teneva il Padre ad ufficializzare la missione di Gesù…insomma, tutto quello che Giovanni andava ripetendo era proprio vero: il Dio dell’Amore, del Perdono, della Pace, il Dio del Recupero era in mezzo a noi.
  

Giovanni lo stava indicando a tutti e nell’acqua del Giordano c’è la conferma forte e autorevole.
Così anche per il nostro Battesimo: in quel Sacramento è confermato il fatto che anche noi, con Lui e per Lui, siamo figli di Dio. Grande responsabilità e grande fascino.
  

Adesso ci tocca imparare, pian piano, ma ci tocca, a vivere davvero così, con questa “realtà” addosso: dobbiamo riprenderci in mano il nostro battesimo, la nuova realtà di “figli” e di “popolo” che deve diventare “missione” di salvezza per questo nostro mondo in mezzo al quale Lui è venuto a piantare la sua tenda. Egli vuole essere presente sulla nostra strada…a noi la libertà di accettarlo o di fare gli indifferenti, ma attenzione, c’è una storia da cambiare, c’è un’umanità da salvare e non possiamo far finta di niente. Lui, per fare tutto questo, ha bisogno di noi, perché noi saremo le sue mani, i suoi piedi, il suo cuore, il suo sorriso.

 

ùBuona vita...ma davvero. Un grande abbraccio, don Gigi

 

EPIFANIA DEL SIGNORE – 06.01-20 – Mt 2, 1-12

   Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».
All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo.
Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono.
Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.


COMMENTO DI DON GIGI PINI

...Abbiamo vistospuntare la sua stella e siamovenuti ad adorarlo».

   Epifania…cioè Manifestazione, qualcosa che si deve vedere perché vuole farsi vedere.
Il “Natale” non è per essere nascosto insomma, anche perché per non vedere una stella in cielo occorre che ci siano le nuvole o che sia giorno.
  

Quella stella, in quella notte, l’hanno vista in tanti; anche da lontano, perché avevano “voglia di vedere”.
  

Erode, i sommi sacerdoti, gli scribi non hanno visto niente o hanno fatto finta di non vedere…ma essa era lì, a due passi, appena sopra la loro testa. La loro arroganza e la loro presunzione di “avere già Dio in tasca” li ha resi ciechi ed insensibili alla “luce nuova”, alla Parola che già era stata scritta perché “già” i profeti avevano parlato.
  
Mi viene da pensare che l’Epifania non sia una questione che interpella Lui, perché Lui quello che doveva fare l’ha fatto: si è fatto vedere, ha preso “casa” in mezzo alle nostre case e continuamente si fa vedere…perché tutta la creazione “parla” di Lui, perché tanti uomini e tante donne ancora oggi “parlano” di Lui. Penso allora che l’Epifania sia una questione che riguardi me, e che metta in crisi la mia arroganza e la mia presunzione, che mi costringa a guardare con meno superficialità il mondo e la gente che lo abita. La stella c’è ma c’è anche la mia noia di alzare lo sguardo verso il cielo, e ci sono anche quelli che la vogliono nascondere o anche solo impedirci di vederla.
  
Tocca a me ribellarmi, tocca a ciascuno di noi uscire dalla mediocrità e provare a volare alto.
Lui si è “manifestato” e non c’è quindi più nulla da aspettare, non c’è più tempo da perdere, questa è la “mossa” definitiva che completa il discorso dell’Alleanza iniziato con Abramo. Non c’è più bisogno di profeti…adesso c’è il Figlio che “parla”, lo fa in prima persona.
   
Adesso c’è bisogno di testimoni “credibili”…c’è bisogno di noi!

Buon Anno a tutti voi...che sia un Camminare con Lui al Centro. Un grande e forte abbraccio. Auguri davvero,don Gigi.

 

EPIFANIA DEL SIGNORE

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II DOMENICA DOPO NATALE

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a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

Ancona, Domenica 2 febbraio 2020 - Presentazione di Gesù al Tempio 

Lc.2,22-40
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Festa derivante da una tradizione del IV secolo e introdotta dalla Chiesa nell'VIII secolo con il titolo "Purificatio Sanctae Mariae", cioè purificazione di Maria. Veniva festeggiata con una processione che andava dal Foro Romano a Santa Maria Maggiore e che si svolgeva di notte illuminando la strada con le candele (candelora).

Quella di oggi è una celebrazione che incentra l'attenzione di credenti nell’umile gesto della presentazione di Gesù Bambino al Tempio e della purificazione della vergine Maria: il significato va ben oltre la storia: ammiriamo ancora l’umiltà della Vergine, la povertà della Santa famiglia di Nazareth e riascoltiamo devoti ed attoniti il cantico del santo vecchio Simeone. Proprio dalle sue parole, che definiscono il Bambino Gesù, luce delle genti, la Chiesa ha tratto il motivo per celebrare la luce con le candele benedette: è il motivo per celebrare Cristo luce, per ringraziare Dio del dono della fede e per impetrare ancora la pienezza della luce come dono dello Spirito santo.

- Dai "Discorsi" di san Sofronio, vescovo

- IL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE

 

Ancona, Giovedì 23 gennaio 2020 - Sposalizio di Maria e Giuseppe 


IL MATRIMONIOPIU' BELLO DEL MONDO:LO SPOSALIZIO DI MARIA E GIUSEPPE

e la loro vita nella Casa di Nazareth

Tutto è grande, tutto è sublime nei tre personaggi che compongono sulla terra la Sacra Famiglia del Salvatore del mondo! Dopo la Trinità celeste, Padre, Figlio e Spirito Santo, non vi è nulla di più misterioso e di più augusto di questa trinità terrestre: Gesù Cristo, Maria e Giuseppe. Gesù Cristo è uomo senza cessare d'essere Dio; Maria è madre, senza smettere di essere vergine; Giuseppe è sposo, senza cessare d'essere puro. Gesù Cristo è figlio senza avere avuto mai padre sulla terra; Maria è madre senza il concorso di un uomo; Giuseppe è padre senza avere mai avuto figli. E nondimeno Gesù Cristo, senza avere avuto per padre un uomo, è vero figlio dell'uomo; Maria, senza aver mai conosciuto uomo, è divenuta feconda; Giuseppe senza generazione carnale, ha avuto un Dio per figlio. 



Il 23 gennaio si celebra una bellissima festa poco conosciuta Lo Sposalizio di Maria Santissima con San Giuseppe!

Dal libro "IL PRIMO AMORE DEL MONDO" dell’arcivescovo statunitense Venerabile Fulton Sheen (1895-1979)

il capitolo intitolato “Il matrimonio più felice del mondo”sull’unione sponsale tra Maria e Giuseppe.


CAPITOLO 7

IL MATRIMONIO PIÙ FELICE DEL MONDO

     È difficile per una mentalità che ignora la dimensione spirituale pensare a un giusta via di mezzo tra essere sposato ed essere solo. Si pensa che o si è legati nel vincolo del matrimonio oppure si è soli. I due non si escludono, perché può esistere la combinazione di matrimonio e di solitudine ed è quella della assoluta verginità con la vita da sposati, in cui avviene l’unione reciproca delle anime e tuttavia i corpi restano totalmente separati. Si condividono le gioie dello spirito, mai i piaceri della carne.
     Oggi il voto di verginità viene fatto solo al di fuori dello sposalizio o del matrimonio, ma tra alcuni Ebrei e tra alcuni grandi Santi cristiani, il voto di verginità veniva pronunciato al momento del matrimonio. Il matrimonio diventa allora la cornice dove si colloca il quadro della verginità. Il matrimonio diventa come un mare nel quale la barca dell’unione carnale non viene mai messa in acqua , ma dal quale si pesca il sostegno per la vita.
     Ci sono dei matrimoni in cui non avviene l’unione nella carne, perché la carne si è già saziata ed è diventata insensibile. Alcuni partner abbandonano la passione solo perché la passione li ha abbandonati. Ma ci sono matrimoni in cui gli sposi, dopo l’unione nella carne, offrono insieme a Dio il sacrificio del piacere dell’unione nella carne per dedicarsi alle più sublimi estasi dello spirito.
     Al di là di questi due casi c’è un vero matrimonio in cui si annulla l’esercizio del diritto al corpo l’uno dell’altra – ed addirittura la rinuncia al desiderio di esso: tale è il matrimonio di due persone che abbiano pronunciato voto di verginità. Una cosa è rinunciare ai piaceri della vita coniugale perché uno è andato oltre la soddisfazione, mentre altra cosa e molto diversa è rinunciarvi prima di averne fatto esperienza. Qui si tratta di matrimonio dei cuori e non della carne; un matrimonio come tra delle stelle le cui luci si uniscono nell’atmosfera, mentre esse restano separate; un matrimonio come i fiori nel giardino in primavera che uniscono i loro profumi senza sfiorarsi; un matrimonio come una composizione per orchestra che produce una meravigliosa melodia senza che nessuno strumento entri in contatto con un altro. Questo è davvero il genere di matrimonio che c’è stato tra la Madre benedetta e San Giuseppe, in cui si rinuncia al diritto all’altro per un motivo più elevato. Il vincolo del matrimonio non implica necessariamente l’unione carnale. Come dice Sant’Agostino “la base di un matrimonio d’amore è l’unione dei cuori”. (CONTINUA)

 

Ancona, Sabato 18 gennaio 2020 - Cattedra di San Pietro in Roma 

 

 

LA RIVELAZIONE DI MARIA - MEDIATRICE E CORREDENTRICE
NELL'APPARIZIONE A SANTA VERONICA GIULIANI NELLA SANTA CASA

L'APPARIZIONE DI MARIA CORREDENTRICE NELLA SANTA CASA

CALENDARIO 2020 di Tele Maria - www.telemaria.it/calendario2020.pdf
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SANTA VERONICA GIULIANI E I SUOI “VOLI MISTICI” NELLA SANTA CASA DI LORETO     

... IL VOLO MISTICO NELLA SANTA CASA DEL 10 DICEMBRE 1714    

...IL VOLO MISTICO NELLA SANTA CASA DEL 10 DICEMBRE 1715
   

 

Ancona, Domenica 12 gennaio 2020 - Battesimo del Signore 


 


 

 

IL GRIDO DI BENEDETTO XVI

 

Il Papa Emerito prende una posizione ferma contro l’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati in un libro co-firmato con il cardinale Sarah

 

"NON POSSO TACERE"
Ratzinger e Sarah narrano com'è nata l'idea del libro: "Noi ci siamo incontrati. Abbiamo scambiato le nostre idee e le nostre preoccupazioni. Abbiamo pregato e meditato in silenzio. Ognuno dei nostri incontri ci ha reciprocamente confortato e tranquillizzato. Le nostre riflessioni effettuate in modi diversi ci hanno portato a scambiare lettere. La somiglianza delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni ci hanno portato a mettere i frutti del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale a disposizione di tutti i fedeli come Sant'Agostino. Anzi, come lui possiamo dire: 'Silere non possum! Non posso tacere'".

CELIBATO DEL SACERDOZIO - IL GRIDO DI ALLARME DI BENEDETTO XVI - LA TRADUZIONE A CURA DI DOGMATV.IT - DELL’AMPIO RESOCONTO DI "LE FIGARO" - SUL LIBRO DI BENEDETTO XVI E DEL CARD. SARAH

Il Papa Emerito prende una posizione ferma contro l’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati in un libro co-firmato con il cardinale Sarah, di cui Le Figaro rivela i passaggi chiave.

di Jean-Marie Guénois
 
 Quasi sei anni dopo la sua rinuncia al trono di San Pietro, l’11 febbraio 2013, il Papa emerito Benedetto XVI, 92 anni, esce dal suo silenzio per chiedere a papa Francesco di non intraprendere il cammino di ordinazione al sacerdozio di uomini sposati. Insieme al cardinale Robert Sarah, di origine guineana, hanno scritto un libro intitolato Des Profondeurs de nos Cœurs, pubblicato per la prima volta in francese il 15 gennaio da Fayard’s.      Le Figaro è stato in grado di ottenerlo in esclusiva per tutto il mondo.

Questa iniziativa assume un carattere storico a causa della stessa gravità delle parole di Papa Emerito Benedetto XVI e del peso della sua autorità di teologo. Due volte, nel 2017 su questioni liturgiche, poi nella primavera del 2019 sull’analisi della crisi della pedofilia, Benedetto XVI aveva pubblicamente – ma molto discretamente – preso la penna. Ciò che denuncia oggi ha una portata completamente diversa: considera compromesso il futuro della Chiesa cattolica latina se si tocca il celibato sacerdotale, uno dei suoi pilastri.
Il libro è quindi un motivo molto strutturato che giustifica il celibato sacerdotale, ma anche un potente messaggio di sostegno per i sacerdoti, che i due autori vedono “confusi dall’incessante messa in discussione del loro celibato consacrato”. A loro sono dedicate anche le 175 pagine: “In omaggio ai sacerdoti di tutto il mondo”. Presentano due testi, sostanziali, accessibili e molto robusti, uno per la penna dell’emerito Papa, l’altro per il cardinale, che co-firmano introduzione e conclusione.
 Al contrario, nessuna aggressione o controversia appare in queste pagine contro l’attuale pontefice romano. Il papa emerito e il prelato africano si presentano come due “vescovi” in “obbedienza filiale a papa Francesco” che “cercano la verità” in uno “spirito di amore per l’unità della Chiesa”. Scrivono, quindi, prendendo le distanze dall'”ideologia” che “divide”. O anche “litigi di persone, manovre politiche, giochi di potere, manipolazioni ideologiche e aspre critiche che giocano il gioco del diavolo, il divisore, il padre delle menzogne”.
 Ma non nascondono nemmeno la loro impossibilità di “tacere”: “Silere non possum! Non riesco a tenere la bocca chiusa”, affermano con fermezza, citando Sant’Agostino. In particolare dopo “lo strano sinodo dei media”, dedicato lo scorso ottobre all’Amazzonia, che ha effettivamente votato, a maggioranza dei due terzi, la proposta di ordinare diaconi permanenti al sacerdozio, quindi uomini sposati, per compensare la mancanza di ministri della religione in Amazzonia. In questo, chiedono a tutta la Chiesa di non essere “colpita” da “cattive richieste, produzioni teatrali, menzogne malvagie, errori alla moda che vogliono svalutare il celibato sacerdotale”.
Papa Francesco pubblicherà nelle prossime settimane l’esortazione apostolica post-sinodale che dovrebbe formalizzare questa misura. A meno che non esegua il backup, sarebbe una sorpresa. Se Francesco ha sempre sostenuto pubblicamente il celibato sacerdotale, è anche aperto a un’eccezionale soluzione locale per rispondere alla crisi delle vocazioni. Un’idea alla quale il cardinale Sarah, nelle sue conclusioni, lo spinge a rinunciare: “Esiste un legame ontologico-sacramentale tra sacerdozio e celibato. Qualsiasi indebolimento di questo legame costituirebbe una riconsiderazione del magistero del concilio e dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Chiedo umilmente a Papa Francesco di proteggerci definitivamente da tale eventualità ponendo il veto a qualsiasi indebolimento della legge del celibato sacerdotale, anche limitato all’una o all’altra regione ”.

La possibilità di ordinare uomini sposati rappresenterebbe una catastrofe pastorale (Cardinale Robert Sarah) (CONTINUA)

IL VOLTO MARIANO DI GESU' - DI PADRE STAFANO M. MANELLI, FI, TRATTO DA "ANNALI MARIANI"

 

Ancona, Lunedì 6 gennaio 2020 - Epifania del Signore 

 a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332  

LETTERA APERTA al Card. ROBERT SARAHsull’APOSTASIA LAURETANA

in risposta alla Lettera del 26 novembre 2019
“affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni, non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso (Beato Giovanni Battista Spagnoli, detto il Mantovano, sulla “miracolosa traslazione”)

 

Ancona, Mercoledì 1° gennaio 2020

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO 

I PIU' SENTITI AUGURI DI OGNI BENE e di ogni benedizione da Dio PER IL NUOVO ANNO 2020
agli amici e simpatizzanti di questo Notiziario di Tele Maria / La Voce Cattolica
Prof. GIORGIO NICOLINI 

 

Dal libro dei Numeri (6,22-27)

IL SIGNORE AGGIUNSE A MOSE':
"VOI BENEDIRETE COSI' GLI ISRAELITI; DIRETE LORO:TI BENEDICA IL SIGNORE E TI PROTEGGA. IL SIGNORE FACCIA BRILLARE IL SUO VOLTO SU DI TE E TI SIA PROPIZIO. IL SIGNORE RIVOLGA SU DI TE IL SUO VOLTO E TI CONCEDA PACE".

 

1° GENNAIO
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO - CONSACRAZIONE DELL'ANNO A MARIA

Sono arrivato per divina misericordia al principio di questo nuovo anno, e a te, dopo Gesù, ne consacro le primizie, o cara o dolce madre Maria.
Deh! Quanto ho bisogno di te per passare quest'anno, come si conviene a un vero cristiano, e a chi si professa di essere tuo figlio!
Da te, o cara Madre, io aspetto tutto, per tuo mezzo io spero di ottenere ogni grazia.
Deh! Ricevimi sotto il manto della tua protezione, custodisci i sensi del corpo, le potenze dell'anima e gli affetti del cuore, affinché io viva solo per servire ed amare il mio Dio, tutto operi per la sola sua gloria, tutto io prenda dalle sue santissime mani, e in tutto quello che mi accadrà di contrario io mi rassegni alla sua Divina volontà.
Tu difendimi nelle tentazioni, tu assistimi nei pericoli, tu confortami nelle tribolazioni, tu soccorrimi nelle necessità, tu liberami dal peccato, tu fammi crescere nelle virtù, tu soprattutto impetrami un ardente e sincero amore verso il mio Dio e Salvatore Gesù Cristo.
Sì, cara Madre, per quel Sangue Preziosissimo, che sparse in questo giorno il tuo Divin Figlio, per il dolcissimo nome di Gesù che gli fu imposto, e per l'infinita carità del suo amorosissimo Cuore, ti supplico e scongiuro, che tu mi ottenga la grazia di sempre più amarlo, servirlo e glorificarlo in tutto il tempo della mia vita, per essere fatto degno per gli infiniti meriti suoi e per la tua intercessione di venire ad amarlo e goderlo eternamente in tua compagnia nel Santo Paradiso.
O Maria, Vergine Immacolata, Augustissima Madre di Dio, Regina degli Angeli e degli uomini, tesoriera di grazie, speranza e consolazione, gloria e delizia di tutto il genere umano, deh!, per il tuo purissimo e amantissimo Cuore, fà che non rimanga delusa la fiducia che in te io ripongo della mia eterna salvezza.

E se quest'anno avesse ad essere per me l'ultimo della vita, io ti invoco, o cara Madre, con tutto l'affetto dell'anima mia, e ti prego che tu mi voglia assistere nel punto terribile della mia morte, così che, trafitto dal più vivo dolore dei miei molti e gravissimi peccati, fermo nella Santa ed unica Fede Cattolica saldo nella speranza della Divina misericordia, e i meriti della Passione, morte e del Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, e acceso del più fervente amore di Dio, io spiri in pace tra le tue braccia l'anima mia, e venga a ringraziarti e ad amarti in Cielo con tutti gli Angeli e i Santi per tutta l'eternità. Amen.


LA VERGINE MARIA, MADRE DI DIO, IL SOLE DELLA PUREZZA CHE INTERCEDE PER NOI PER UN FUTURO DI PACE


  
Madre di Dio, Theotokos in greco, è il più alto titolo mai attribuito a Maria. Le è stato conferito durante il Concilio di Efeso nel 431 d.C.. Il Concilio ha stabilito che l'umanità e la divinità di Gesù non potevano essere separate, e quindi Maria meritava a ragione il titolo di Madre di Dio. Maria ha messo al mondo Gesù, e quindi è veramente madre di Dio, visto che Gesù è la seconda Persona della Trinità. La solennità di Maria, Madre di Dio, è la più antica festa di Maria celebrata nella Chiesa cattolica. Maria non è solo Madre di Dio, ma anche la nostra vera madre. Quando ha detto di sì all'angelo Gabriele in occasione dell'Annunciazione, ha detto di sì all'essere madre di Gesù, e allo stesso tempo ha detto di sì al fatto di diventare la nostra madre spirituale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che Maria è nostra madre nell'ordine della grazia. “Il suo ruolo in rapporto alla Chiesa e a tutta l'umanità va ancora più lontano. Ella ha cooperato in modo tutto speciale all'opera del Salvatore, con l'obbedienza, la fede, la speranza e l'ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo è stata per noi la Madre nell'ordine della grazia”. “Questa maternità di Maria nell'economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso prestato nella fede al tempo dell'annunciazione, e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna. [...] Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice” (CCC 968, 969). Il ruolo di Maria come nostra madre è iniziato con l'Annunciazione e continua per tutta l'Eternità. Visto che ama tanto suo Figlio, ci ama teneramente come membra del suo Corpo Mistico.
  

 

DALLA PREGHIERA DI BENEDETTO XVI PER LA SANTA CASA DI LORETO

Santa Maria, Madre di Dio, ti salutiamo nella tua casa. Qui l’arcangelo Gabriele ti ha annunciato che dovevi diventare la Madre del Redentore; che in te il Figlio eterno del Padre, per la potenza dello Spirito Santo, voleva farsi uomo. Qui dal profondo del tuo cuore hai detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc.1,38). Così in te il Verbo si è fatto carne (Gv.1,14). Così tu sei diventata tempio vivente, in cui l’Altissimo ha preso dimora corporalmente; sei diventata porta per la quale Egli è entrato nel mondo.

 

 

 

FONDAZIONE RACHELINA AMBROSINI

 

La prima Newsletter del nuovo anno della Fondazione Rachelina Ambrosini è dedicata alla quotidiana operatività sul territorio italiano.
In questo numero, che si apre con l’editoriale del nostro direttore, racconteremo anche di un convento di clausura, dove da anni le suore si prodigano nello starci accanto.
Abbiamo dato spazio alle testimonianze di tanti giovani, e alcuni approfondimenti con chi ha competenze poste al servizio delle fragilità sociali che incontriamo.
Ambiente, Volontariato, Università Missionaria, e numeri reali sulle criticità evidenziate in un anno di servizio.
Buona lettura

Diamo tenendoci per mano:

INTESA SAN PAOLO SPA - IBAN: IT57 J030 6909 6061 0000 0010 633
BANCO POSTA - IBAN: IT42 S076 0115 1000 0004 0644 528
CONTO CORRENTE POSTALE n. 40644528
5x1000 codice fiscale: 92021150641

La Fondazione Rachelina Ambrosini, Ente Morale regolarmente riconosciuto dal Ministero degli Interni, è iscritta al Registro delle Personalità Giuridiche dalla Prefettura di Avellino al n.329. Le donazioni sono deducibili nella dichiarazione dei redditi, basta allegare la ricevuta del versamento.

Tenersi per mano con un lascito testamentario
Sostienici con un lascito testamentario contattando la Fondazione Rachelina Ambrosini, telefonando al 339 4465559 o scrivendo una mail all’indirizzo fondazioneambrosini@gmail.com, per tutte le informazioni al riguardo e/o recandosi presso un notaio.

 

 

NOTIZIE DA L.M.

 

APPUNTAMENTI
FEBBRAIO 2020

Gli appuntamenti del mese di febbraio con la Federazione Mondiale delle Opere Eucaristiche della Chiesa.
 

 

Mercoledì 12 febbraio SEMINARIO WEB, ore 21,00

"BUDAPEST SI PREPARA AD ACCOGLIERE IL CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE"
Seminario di formazione eucaristica del ciclo "Adorazione eucaristica per la vita del mondo".

il seminario sarà guidato dal Dott. Filippo Farkas, responsabile accoglienza Italia del 52° Congresso Eucaristico Internazionale che presenterà i luoghi, il programma e gli aspetti logistici dell'evento in programma a Budapest, dal 13 al 20 settembre 2020.
Nel videomessaggio trasmesso alla conclusione della statio orbis di Cebu, il 31 gennaio 2016, Papa Francesco ha detto: «Al termine del congresso, sono lieto di annunciare che il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale si svolgerà nel 2020 a Budapest, in Ungheria. Chiedo a tutti voi di unirvi a me nel pregare per la sua fecondità spirituale e per l’effusione dello Spirito santo su tutti coloro che sono impegnati nei preparativi». Il passaggio simbolico di consegne è stato segnato dall’abbraccio fraterno tra i due rispettivi Arcivescovi presenti all’altare.
Celebrato il Congresso di Guadalajara (Messico 2004), Québec (Canada 2008), Dublino (Irlanda 2012) e Cebu (Filippine 2016), si ritorna in questo Paese dell’Europa danubiana per offrire un contributo prezioso alla nuova evangelizzazione dell’Europa.

Il seminario Adorazione eucaristica per la vita del mondo si tiene ogni secondo mercoledì del mese alle ore 21,00 in diretta web. Per partecipare è sufficiente essere dotati di un computer con connessione internet o di uno smartphone. Occorre registrarsi sul sito https://attendee.gotowebinar.com/register/4193599274469258754 e seguire le istruzioni. Chi ha già partecipato ai precedenti seminari non deve effettuare una nuova registrazione, riceverà automaticamente una mail con il link per connettersi.

La Federazione Mondiale delle Opere Eucaristiche della Chiesa è una confederazione di laici, riconosciuta dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, il cui motto è Culto in Aetermun Sanctissimum Sacramentum. La Federazione ha come scopo quello di incoraggiare, promuovere e diffondere il culto del Santissimo Sacramento, in conformità con le direttive della gerarchia ecclesiastica.

www.adorazioneperpetua.it
www.opera-eucharistica.org/italiano

 

Per contattarci:
Adorazione Perpetua
info@adorazioneperpetua.it
Italia, Italia 00186
Italy

 

 

 

 

Aperte le iscrizioni all'anno accademico 2020/2021

La nuova edizione del Master Religious Fundraising si terrà
da marzo 2020 a Roma 
presso la Pontificia Università Antonianum

 

Il Master Religious Fundraising è l'unico master in fundraising, comunicazione e management per gli enti ecclesiastici e le organizzazioni religiose.

I principali obiettivi che questo percorso di studi si pone sono:

  • creare cultura del dono, della sostenibilità dell'agire sociale e dell'impatto sociale all'interno delle organizzazioni religiose;

  • professionalizzare le risorse umane, laiche e religiose, impegnate nella sostenibilità e nel management delle organizzazioni stesse;

  • approfondire il tema della sostenibilità economica dei beni immobili appartenenti a enti ecclesiastici e organizzazioni religiose;

  • formare manager in grado di fare fundraising in organizzazioni del Terzo Settore e in enti a cosiddetto movente ideale;

  • trasformare l'attività di fundraising da azione strumentale a processo che sappia coinvolgere la dimensione organizzativa e di sviluppo degli enti.

Per capire se la tua organizzazione è pronta ad affrontare questa sfida, contattaci!

 

https://master.religiousfundraising.it/richiedi-appuntamento/

 

È possibile presentare la richiesta di iscrizione al Master Religious Fundraising
entro il 18 febbraio 2020

 

 

 

COMPAGNIA TEATRALE DOVECOMEQUANDO

 



www.dovecomequando.net
FACEBOOK (compagnia.dovecomequando &  gruppo Facebook)       TWITTER: @dovecomequando

 

Sommario


1. PENSARE - PROGRAMMA DELICATO / il nuovo spettacolo di DoveComeQuando torna a Roma il 20 e 21 febbraioTeatrosophia
2. INVENTARIA 202o / il bando è ONLINE con diverse NOVITÀ! - Scadenza: 5 marzo 2020!
3. INVENTARIA 202o / call per volontari 
4. Non esitare a contattarci! 

***

1. PENSARE - PROGRAMMA DELICATO 
Il nuovo spettacolo di DoveComeQuando torna a Roma 
20 e 21 febbraio, h. 21.00 - Teatrosophia - via della Vetrina 7 (piazza Navona)

 

 


 

PENSARE - PROGRAMMA DELICATO
di Laura Bucciarelli
con Flavia Germana de Lipsis
regia Pietro Dattola
foto Luana Iorillo

Certe persone non puoi darle per scontate. 
Certe persone non hanno i tuoi stessi occhi o le tue stesse parole. 
Non è che non si capisca quello che dicono, è che a volte non ci si rende conto che hanno aperto bocca. 
Non vedono il tempo come lo vediamo noi: hanno occhi più grandi e memoria più lunga.
Sono leggere certe persone, ma non possono essere trattate con leggerezza. Ci vuol niente e cadono giù.
Certe persone non sono fatte per imprese più o meno grandi, ma per piccole cose, perché solo le piccole cose le fanno stare bene. 
Non privatele di queste. Loro non capirebbero. 
Non chiedete loro di più. Loro non capirebbero. 
Non costringetele a perdonarvi. Loro non capirebbero: il perdono non è una piccola cosa. 

Con pochi, precisi tratti, Pensare - programma delicato permette di sperimentarci addosso la vita vista attraverso gli occhi di una di quelle coscienze pensanti in precario equilibrio tra invisibilità e ossessione e che molti bollerebbero come limitata.
Attraverso una narrazione non lineare, che si dipana tra presente, passato e fantasmi del futuro, due scene concentrate ed evocative ci catapultano senza preamboli nel vissuto di chi il mondo lo deve sempre rincorrere, venendo spesso lasciato indietro.


Per info, prenotazioni e accrediti
info@teatrosophia.com
06 - 68.80.10.89
Evento FB: https://www.facebook.com/events/180221286587781/

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2. INVENTARIA  202o
Il bando è ONLINE con diverse NOVITÀ! Scadenza: 5 marzo 2020

Tradizionale appuntamento di chiusura della stagione teatrale capitolina, il Festival INVENTARIA - La festa del teatro off torna per la sua X edizione e festeggia questo importante traguardo con tante conferme e diverse grosse novità
1) Il Festival continua a farsi in cinque, come i teatri che lo ospiteranno: a Teatro Argot Studio, Teatrosophia, Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno e Carrozzerie n.o.t.
2) Le sezioni Spettacoli e Monologhi/Performance sono state accorpate in un'unica sezione (Spettacoli) concorrendo per gli stessi premi; inoltre, pur essendo stata messa da parte la sezione Corti teatrali, i corti teatrali che ne hanno i requisiti parteciperanno alla sezione Demo.
3) Mentre i premi della sezione Demo continueranno a essere assegnati da una giuria, per quanto riguarda la sezione Spettacoli saranno i teatri partner a scegliere ciascuno lo spettacolo cui assegnare le proprie repliche. Questo significa che tutti gli spettacoli partecipanti hanno la possibilità di vincere delle repliche. 
4) Lo spettacolo che avrà raccolto più premi dai partner sarà dichiarato vincitore di Inventaria 2020, ricevendo un ulteriore premio in denaro e servizi.

Aspettiamo le vostre proposte!

Bando e schede online su: WWW.DOVECOMEQUANDO.NET

Per informazioni: inventaria@dovecomequando.net

INVENTARIA 202o è un concorso, ma è soprattutto una festa - la festa del teatro off
Una festa targata DoveComeQuando   


Dove: Teatro Argot Studio  |  Carrozzerie n.o.t  |  Teatro Studio Uno  |  Teatro Trastevere  |  Teatrosophia  (Roma)


Come:  Iscrizione gratuita, entro il 5 marzo

Quando:  15 MAGGIO - 11 GIUGNO 202o

Sezioni in concorso: 
SPETTACOLI   /   DEMO

con la collaborazione di:   
APAC (Roma)
Dino Audino Editore   
  
Il Sipario Strappato (Arenzano, GE)
Innesti Contemporanei (Catanzaro)
Luana Iorillo
Scriptdoctor & Playdoctor    
Spazio Teatrale Allincontro (Prato)         
Teatro a l'Avogaria (Venezia)
Teatro Argot Studio (Roma)        
Teatro dei Naviganti (Messina)
Teatrosophia (Roma)         
Teatro Studio Uno (Roma) 
Teatro TRAM (Napoli)
Teatro Trastevere (Roma)    

 


3. INVENTARIA 2020 - CALL PER VOLONTARI

Per il decimo anniversario di INVENTARIA cerchiamo volontari che abbiano voglia di mettere a disposizione un po' del proprio tempo e delle proprie capacità in cambio di un'esperienza unica, del contatto diretto con gli organizzatori, i teatri, la direzione artistica e le compagnie partecipanti e della visione gratuita degli spettacoli.
Unisciti a noi! Le attività per le quali abbiamo bisogno del tuo aiuto sono le più svariate: accoglienza del pubblico, accoglienza e assistenza alle compagnie, supporto allo staff e alla biglietteria e molto altro! In cambio ti offriamo la visione gratuita degli spettacoli di INVENTARIA 2020 e, in più, biglietti ridotti per te e i tuoi amici per tutti gli spettacoli di DoveComeQuando della stagione 2020/21 o, se sei un amatore e lo preferisci, un intero mese di partecipazione gratuita al corso di teatro "Se fai teatro... si vede" 2020/21.
Per informazioni e per proporti, scrivi a inventaria@dovecomequando.net, chiama il 320-0829337 o manda un messaggio privato a DoveComeQuando Compagnia su Facebook.

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4. Non esitare a contattarci! DoveComeQuando è in cerca di altri soggetti teatrali per fare rete.


Se organizzi un festival o gestisci uno spazio teatrale o teatralmente adattabile e sei interessato a fare rete con noi, non esitare a contattarci.
Se vuoi ospitare nel tuo teatro il meglio di INVENTARIA di questi anni, non esitare a contattarci.
Se vuoi proporre un'iniziativa collaterale al festival, da tenersi nei locali o nei dintorni dei luoghi del Festival (seminari, corsi, conferenze, incontri, performance, presentazioni o qualsiasi altra cosa), non esitare a contattarci.
Se hai uno spazio o teatro di cui vuoi cedere o condividere la gestione, non esitare a contattarci.
Se vuoi collaborare all'organizzazione e alla buona riuscita del festival, non esitare a contattarci.
Se vivi o anche solo ami il teatro... non esitare a contattarci!

 

 

 

 


 

 

 

Presentazione del libro di Eugenio Di Rienzo

 

Benedetto Croce
Gli anni dello scontento 1943-1948

Venerdì
24 gennaio 2020
ore 16:30

Istituto Luigi Sturzo - Palazzo Baldassini (Sala Perin del Vaga) Via delle Coppelle, 35 Roma

Intervengono

Andrea Bixio
Luciano Monzali
Corrado Ocone
Angelo Maria Petroni


Interverrà l'Autore

 
 

Presentazione del libro di

Luigi Compagna

Una certa idea di repubblica
Da Gambetta a Clemenceau


Giovedì
30 gennaio 2020
ore 18:00

Fondazione Magna Carta - Via Simeto, 64
Roma


Introduce


Gaetano Quagliariello


Ne discutono


Vera Capperucci
Marco Gervasoni


Sarà presente l'Autore
Seguirà vin d'honneur

 

tel. 0968 6664209
commerciale@rubbettino.it
www.rubbettinoeditore.it

 

 

 
 

UN MUSEO DA FAVOLA
Cosa fa un restauratore? Lettura animata di Mirta e i Fiorincanto
Museo archeologico Lametino



Lamezia Terme (Catanzaro)
Martedì 11 febbraio 2020 – Ore 17.30

Martedì 11 febbraio 2020,  alle ore 17.30, a Lamezia Terme (Catanzaro) il Museo archeologico Lametino ha organizzato, presso l’area-bimbi appena allestita, l’evento UN MUSEO DA FAVOLA. Cosa fa un restauratore? Lettura animata di Mirta e i Fiorincanto.
Per l’occasione è previsto un prolungamento dell’orario di apertura pomeridiano del Museo fino alle ore 19.30. L’evento, destinato ai bambini dai 5 anni in su, avrà inizio alle ore 17.30.

Si tratta di un’iniziativa ludico-didattica, che procede nel solco già segnato dai precedenti eventi organizzati dal Museo, che si propone di diventare un luogo vivo e inclusivo, coinvolto nella formazione culturale anche dei più piccini. In un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento, si vuole far riscoprire ai bambini il piacere di leggere un libro scritto e di conoscere le straordinarie professioni che ruotano intorno al magico mondo dei beni culturali. Il personale del Museo archeologico Lametino, vestendo i panni dei personaggi della storia, coinvolgerà i piccoli ospiti nella lettura animata della favola “Acanto”, primo volume di “Mirta e i Fiorincanto”, scritta da Laura Montuoro e illustrata da Felicia Villella, che prenderanno parte all’evento.
Tra giovani fate ammaliate dalla bellezza del fiore di acanto, soggetto privilegiato nell’architettura classica, e le avventure di un iracondo re accompagnato da uno sbadato mago, Sandro, il protagonista del racconto, ci permetterà di scoprire l’affascinante lavoro della propria madre. Si tratta di una restauratrice che ha trasmesso al figlio la passione per le arti e per il disegno, che sarà indispensabile per la risoluzione della trama.

L’iniziativa è coordinata dalla dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

 

Restituzione busto femminile in basanite al Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Vibo Valentia

 



Grande attesa al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia per l’imminente ritorno, dopo otto anni di assenza, di un’importante testimonianza del passato romano della Calabria.
Si tratta, infatti, del busto femminile in basanite, risalente ad età claudia (41-54 d.C.), rinvenuto nelle vicinanze di Vibo Valentia Marina, durante lo scavo di un’importante villa suburbana, avvenuto a più riprese fra il 1894 e la prima metà del ‘900, durante la realizzazione della ferrovia e la costruzione di limitrofe abitazioni di campagna.

Ai tempi, la scoperta della statua fece scalpore, nonostante la bocca e il naso fossero danneggiate, in quanto sia il materiale (basalto nero), che la tecnica di esecuzione, erano di pregevole fattura. Grazie all’ottima resa della capigliatura, acconciata come prevedeva la moda dell’epoca si è potuto datare con precisione la statua al principato di Claudio, imperatore dal 41 d.C. al 54 d.C.

Già dal momento del ritrovamento si propose l’identificazione con Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, tuttavia tale ipotesi venne accantonata nei decenni successivi per la mancanza di confronti iconografici convincenti.

Tale scultura era stata concessa con prestito di lunga durata nel 2012 al Princeton University Art Museum e a seguito dell’impegno della Direzione Generale Musei, della DG ABAP e del Segretariato Generale del Ministero per i Beni Culturali e il Turismo, sarà restituita al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia che ha sede nel castello di Vibo Valentia dove sarà esposta nella sezione romana accanto al busto di Marco Vipsanio Agrippa.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

 

Restituzione reperti
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)
Mercoledì 22 gennaio 2020

Mercoledì  22 gennaio 2020, a Cassano all’Ionio (Cosenza), presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, avrà luogo la restituzione del terzo lotto di reperti, illegalmente trafugati dal sito Timpone della Motta di Francavilla Marittima (Cosenza), che andrà a ricongiungersi a quelli già riconsegnati nel 2001 dal Paul Getty Museum di Malibù e dall'Istituto di Archeologia Classica di Berna per il tramite del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. La restituzione è la conseguenza di un accordo, sottoscritto il 5 luglio 2016, tra la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e della collaborazione del Segretariato Generale Musei e della Direzione Generale Musei. Il gruppo di materiali è costituito da 66 reperti (aryballoioinochoai, un’hydrialekythoiskyphoi, piatti e pissidi di ceramica protocorinzia e corinzia, greco-orientale, coloniale, oggetti in avorio e statuette fittili). Si giunge così alla fase conclusiva di un’annosa vicenda che, in seguito al rimpatrio dei reperti avvenuta nel gennaio  2018 e già presentati in una mostra presso il  palazzo De Santis di Francavilla Marittima (Cosenza), andrà ad  implementare e ad arricchire le collezioni del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, attualmente oggetto di lavori di riallestimento per l’ampliamento dell’offerta espositiva, la valorizzazione e comunicazione del patrimonio anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie multimediali.    

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

 

MOSTRA
VIDE Viaggio Dell’Emozione
Fino al 29 febbraio 2020

 



La mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione che coinvolge tutte le Sedi ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, avrà prosecuzione fino al 29 febbraio del 2020.
L’esposizione consta in sedici reperti evocativi aventi per tema il viaggio. Ne tracciamo i punti salienti.


LAMEZIA TERME


Città: Lamezia Terme (Catanzaro)
Nome del Museo: Museo archeologico lametino
Nome del reperto: Hydrìa di Cerzeto
Datazione: 380-370 a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito
L’Hydrìa è nota per il suo ricco apparato figurativo che rimanda con forza al tema del mondo femminile greco. Le immagini principali rappresentano scene di toilette e alludono alla sfera nuziale e alla preparazione per il primo incontro d’amore. Dopo un bagno rituale all’aperto presso una rocciosa fonte sacra, la protagonista, avvolta in un sottile abito trasparente e adorna di gioielli, si rimira allo specchio per verificare la conquista di quel potere di seduzione che le permetterà di abbandonare lo status di adolescente per diventare finalmente sposa (in greco nymphe) e poi madre. Suggestiva è l’ipotesi di identificarla con la ninfa Terina, dea locale da cui i crotoniati trassero il nome della loro colonia, spostando il nostro viaggio dal mondo reale a quello dell’immaginario mitico.

 

COSENZA
Città: Cosenza
Nome del Museo: Galleria nazionale di Cosenza
Nome dell’opera: Riposo durante la fuga in Egitto, Francesco De Rosa detto Pacecco
Datazione: 1645 ca


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio come salvezza
Il tema del viaggio, generalmente inteso come piacere di scoprire luoghi nuovi, è declinato, nel dipinto Riposo nella fuga in Egitto di Pacecco De Rosa, come “itinerario” indicato da Dio per la salvezza del suo Figlio unigenito: è così che la Sacra Famiglia, in fuga verso la terra straniera d’Egitto, scampa all’atroce strage di innocenti ordinata da Erode e trova un momento di pace. Il dipinto manifesta grande intensità di accenti e, per intelligenza emotiva, figura a pieno titolo nell’ambito del “naturalismo affettivo” messo a fuoco dalla critica per questa fase della pittura napoletana.

 

AMENDOLARA
Città: Amendolara (Cosenza)
Nome del Museo: Museo archeologico nazionale di Amendolara
Nome del reperto: Aegyptiaca
Datazione: VIII-VII sec. a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Un viaggio lungo rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo
Dalle terre d’Oriente alle coste della Sibaritide, navi mercantili di provenienza greca e fenicia trasportavano amuleti d’imitazione di tipo egizio, oggetti ritenuti magici poiché legati alle credenze della cultura faraonica della tutela, della fecondità femminile e della salute infantile. Tali oggetti erano destinati all’aristocrazia locale e conservati per generazioni come cimeli. La loro presenza nell’area di Amendolara è una testimonianza inequivocabile degli scambi culturali che direttamente o indirettamente attraverso i commerci, ponevano l’antico centro preellenico tra gli scali delle rotte battute da naviganti lungo le coste del Mediterraneo.

 

 

SIBARI
Città: Cassano all’Ionio (Cosenza)
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale della Sibaritide
Nome del reperto: Pettorale in oro e argento
Datazione: 599-575 a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari
Ritrovato nell’area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale. Tale reperto riassume nella propria materia d’oro e argento e nella lavorazione decorativa, formata da coppie di palmette a sette petali contrapposte a fiori di loto, i fasti di Sybaris, la città fondata dagli Achei nel 720 a.C., che tra il VII e il VI sec. a.C. conquistò, grazie alla sua floridezza, la supremazia sulle città di confine. Tale ruolo fu perduto dopo due secoli di splendore, quando decadde a seguito della dolorosa sconfitta infertale dall’esercito dei Crotoniati guidati dall’atleta Milone.

 

 

VIBO VALENTIA
Città: Vibo Valentia
Nome del Museo: Museo archeologico nazionale "Vito Capialbi"
Nome del reperto: Laminetta orfica di Hipponion
Datazione: IV sec. a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’oltretomba
Piccole lamine d’oro databili fra IV e III sec. a. C. venivano create per essere seppellite insieme al defunto e per accompagnare la sua anima nel viaggio verso l’oltretomba. Legate al culto orfico, tali laminette possono essere considerate delle vere e proprie istruzioni di guida sul percorso da seguire nel viaggio finale. Tra queste, quella di Hipponion è la più completa. Ritrovata sul petto di una donna, ripiegata quattro volte su se stessa, presenta un’iscrizione greca incisa su sedici righe. Grazie alle indicazioni descritte, l’anima, aiutata dalla dea memoria Mnemosyne non si sarebbe accostata alla prima fonte che avrebbe trovato lungo il cammino, la fonte dell’oblio, ma avrebbe proseguito fino alla fonte della memoria, da lì avrebbe pronunciato le sacre parole alle porte degli Inferi che l’avrebbero condotta finalmente nell’aldilà.

 

BOVA
Città: Bova Marina (Reggio Calabria)
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico "Archeoderi"
Nome del reperto: Colonna miliaria proveniente dalla località Amigdalà
Datazione: 306-367 d. C

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Descrizione relativa al tema del viaggio: Strade per viaggiare, strade per dominare
A partire dal II sec. a.C., Roma, divenuta ormai una grande potenza, aveva sentito l’esigenza di costruire delle strade per agevolare i collegamenti al Sud; così nacquero la via Capua-Regium, meglio nota come via Popilia, e sulla costa ionica l’asse viario che collegava Reggio con Taranto. Lungo questi tratti, furono costruite delle stazioni di sosta (stationes) che permettevano ai viaggiatori di rifocillarsi e cambiare i cavalli. Uno di questi punti di sosta, denominato Scilleum o Sileum, secondo l’Itinerario Guidonense, era situato nella vallata del S. Pasquale, in località Deri di Bova Marina. Su questo sistema stradale si colloca la colonna miliaria monolitica di calcare granitico locale, frammentata alle due estremità, che conserva due iscrizioni contrapposte, indice del suo riutilizzo in età successiva, una con dedica all’imperatore Massenzio e l’altra agli imperatori Valentiniano e Valente.

 

GIOIA TAURO

Città: Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Nome del Museo: Museo archeologico Metauros
Nome del reperto: Anfora di produzione calcidese
Datazione: 550-500 a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’oltretomba: le necropoli di Mètauros
L’antica Métauros fu fondata dagli abitanti di Zancle (odierna Messina) per motivi espansionistico-commerciali e nel VI secolo a.C. passò sotto l’influenza della colonia magno-greca di Locri. L’intensa urbanizzazione del secolo scorso non ha permesso la conduzione di indagini approfondite ed in estensione nella zona di Pian delle Fosse, sede probabile dell’abitato antico: solo quelle condotte lungo la fascia litoranea hanno restituito numerosi dati di conoscenza della necropoli in uso tra VII e V secolo a.C. I ricchi corredi attestano anche gli stretti legami di Métauros con i centri di Mylae, Zancle e Rhegion. Da segnalare, l’anfora con scena di auriga su biga, una delle numerose testimonianze di produzione ceramica calcidese rinvenute nel corso delle indagini.

 

LOCRI
Città: Locri (Reggio Calabria)
Nome del Museo: Musei e Parco archeologico nazionale di Locri - Museo del territorio di Palazzo Teotino Nieddu del Rio
Nome del reperto: Modellini di ninfei e reperti dal Santuario di Grotta Caruso
Datazione: dal VI sec. a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nel territorio ionico: tra elementi naturali e rituali
Gli antichi vedevano le risorse naturali come elementi vitali per la sopravvivenza della comunità e l’acqua, elemento rigenerante presente nei miti di fondazione della terra, occupa un posto importante anche in occasione di cerimonie sacre in luoghi di culto dedicati a diverse divinità. A Locri, la scoperta di Grotta Caruso che presentava alle pareti una serie di nicchie e un bacino lustrale raggiungibile attraverso sette gradini, ne è una chiara testimonianza. Vi erano venerate le Ninfe, legate tradizionalmente ai luoghi d’acqua, che sovrintendono ai riti prenuziali con il passaggio dalla condizione di fanciulla vergine a quella di sposa. Frequentato dagli inizi del IV sec. a.C. fino alla metà del II secolo a.C., il suggestivo luogo di culto ha restituito un ricco deposito votivo di terrecotte: modellini di grotte-ninfeo in terracotta, figurine femminili nude sedute, piccoli rilievi (erme) con le teste delle Ninfe.

 

 

MONASTERACE
Città: Monasterace Marina (Reggio Calabria)
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico dell'Antica Kaulon
Nome del reperto: I kadoi
Datazione: I sec. a.C. – I sec. d.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’antica colonia di Kaulonía, tra mare e zona aspromontana

I Kadoi erano particolari contenitori in terracotta utilizzati per la conservazione e per il trasporto della pece. E’ un rinvenimento abbastanza raro e non altrimenti documentato in Calabria che attesta come nell’antichità venissero sfruttate alcune delle risorse a disposizione. La città di Kaulonía, grazie alla sua localizzazione tra mare e zona aspromontana, offriva ai suoi abitanti e a quanti risiedevano nel suo territorio, la possibilità di procurarsi legname e pece, quella pece perfettamente conservata nei Kadoiesposti al museo, utilizzata oltreché per i fabbisogni quotidiani anche per uso commerciale. Va ricordato infatti, che il centro acheo era inserito nei circuiti commerciali marini dell’area mediterranea sia in età greca che romana.

 

 

SCOLACIUM
Città: Borgia (Catanzaro)
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium
Nome del reperto: Reperti provenienti dalla Necropoli Sud-Est
Datazione reperti: fine I sec. a.C. – I sec. d.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Ultra limina leti – Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium​
Le necropoli di Scolacium testimoniano l’importanza del centro. Con la crescita economica e sociale della città si organizzarono e iniziarono ad estendersi anche le “città dei morti”. Le ricerche archeologiche hanno permesso di scoprire le diverse tipologie di sepolcri, dalle inumazioni alle tombe ad incinerazione, fino ai mausolei monumentali che, lungo le vie e sotto gli occhi dei cittadini, plasmavano la fisionomia del suburbio e erano uno dei punti di riferimento per i viaggiatori. Il contesto proposto per rappresentare l’ultimo viaggio proviene dalla necropoli sud-est, che ha restituito sepolture databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.: una tomba ad inumazione in cassone di mattoni e due urne cinerarie (in terracotta e in lamina di piombo) con i loro corredi, manufatti in vetro deposti insieme alla salma e alcuni oggetti rinvenuti fusi all’esterno delle tombe, in relazione ai rituali post mortem.

 

 

MILETO
Città: Mileto (Vibo Valentia)
Nome del Museo: Museo statale di Mileto
Nome dell’opera: Turibolo in argento
Datazione: fine XV sec. - inizi XVI sec.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Viaggio alla riscoperta di un artigianato locale
Proveniente dal Tesoro dell’antica Cattedrale, il turibolo è il vaso metallico utilizzato per bruciare l’incenso e diffonderne il profumo durante le celebrazioni eucaristiche. Interrogare questo antico manufatto significa arretrare fino al XII secolo, al viaggio compiuto dall’abate Gioacchino da Fiore alla volta di Longobucco, sede di miniere in argento, per la fornitura di un calice. Tale notizia, ricavata dalla biografia del religioso, è stata di fondamentale importanza per stabilire l’esistenza e l’attività di una “scuola argentaria” nei pressi di Longobucco, e quindi collegare anche la realizzazione dell’incensiere di Mileto all’operosità di qualche officina locale e non già alla scuola napoletana. Il viaggio di Gioacchino da Fiore, quindi, è il viaggio alla riscoperta di un artigianato locale di lontanissime origini, ancora difficile da documentare, ma sicuramente esistito.

 

 

CROTONE
Città: Crotone
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna
Nome del reperto: Parti di statue in marmo raffiguranti cavalli
Datazione: secondo quarto del V secolo a. C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: La figura del cavallo come compagno di viaggio
Gli elementi equini esposti a Capo Colonna rappresentano parti considerevoli di gruppi statuari raffiguranti presumibilmente i carri delle divinità. Essi componevano l’apparato decorativo dei frontoni del grande tempio di ordine dorico eretto nel 475-460 a.C., di cui oggi si conservano le enormi fosse di fondazione del basamento ed una delle sei colonne del lato orientale, affacciata sul mare, che dà oggi nome al sito, Capo Colonna.


CROTONE
Città: Crotone
Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Crotone
Nome dell’opera: Museruola in bronzo
Datazione: seconda metà del IV secolo a.C.


Descrizione relativa al tema del viaggio: La figura del cavallo come compagno di viaggio
Si tratta di una museruola per cavallo che doveva fungere da offerta votiva all’interno del santuario collocato nell'attuale località Vigna Nuova. Tale santuario rappresenta uno dei principali luoghi di culto di epoca greca individuati in corrispondenza dell’antica area urbana. La scelta di un tema legato al cavallo vuole mettere in collegamento due musei che convivono nello stesso Comune, Crotone. Mezzo di trasporto sin dall’antichità più remota ma anche segno di prestigio sociale, il cavallo verrà raccontato in maniera da porre in risalto le sue varie funzioni nel corso della storia, con particolare riguardo alle peculiarità che lo mettono in relazione con le culture greca e italica pre-romana in genere.

 

ISOLA DI CAPO RIZZUTO
Città: Isola di Capo Rizzuto (Crotone)
Nome del sito: Le Castella
Nome dell’architettura: Fortezza di Le Castella
Datazione: XIII - XVI secolo


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio tra terra e mare. Le Castella crocevia di popoli e di epoche
L’isolotto su cui sorge la fortezza di Le Castella è localizzato all’estremità orientale del golfo di Squillace. Collegato alla costa da un sottile lembo di terra, realizza una suggestiva simbiosi scenografica tra architettura costruita e architettura naturale. L’impianto del XIII secolo, costruito su preesistenze di epoca greca, rientrava nella politica di difesa del litorale attuato dagli angioini all’acquisizione del regno meridionale. Gli aragonesi ne entrarono in possesso dalla fine del XV secolo, trasformando la fortificazione, della quale la torre cilindrica costituiva il nucleo originario, adeguata alle nuove esigenze di difesa contro le armi da fuoco. Intorno al 1520 nacque a Le Castella Giovanni Dionigi Galeni, meglio conosciuto come Uluç Alì Pascià, corsaro dal nome turco da cui deriva il nostro “Uccialì” o “Occhialì”, figura esemplare per rappresentare il tema del viaggio come intreccio di relazioni, scambi, interazioni e migrazioni da sempre esistito nel mar Mediterraneo e in territorio calabrese.

 

GERACE

Città: Gerace (Reggio Calabria)
Nome del sito: Chiesa di San Francesco d’Assisi
Nome dell’architettura: Chiesa di San Francesco d’Assisi
Datazione: fine XIII - inizio XIV secolo


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nella spiritualità francescana
Importante esempio di architettura dell’ordine mendicante in Italia meridionale, la Chiesa, costruita tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento sui resti di un precedente edificio romanico, apparteneva ad un complesso conventuale di cui rimangono il pozzo e una parte del chiostro. Nonostante le trasformazioni di età barocca, conserva nelle sobrie forme la volontà di aderire ai dettami pauperistici dei suoi fondatori. Attraverso un monumentale portale trecentesco con decorazioni di ispirazione arabo-normanna si accede all'ampia aula rettangolare, coperta da tetto a capriate e illuminata da una serie di monofore. Arricchisce l'interno il magnifico altare seicentesco a tarsie marmoree, che disegnano mirabili elementi paesaggistici, fitomorfi e zoomorfi, fra cui un grazioso uccellino che sembra evocare il messaggio del fraticello d'Assisi "Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature".

 

STILO
Città: Stilo (Reggio Calabria)
Nome del sito: La Cattolica
Nome dell’architettura: La Cattolica
Datazione: fine X – inizio XI sec.


Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nella spiritualità bizantina
Inserita in un suggestivo contesto paesaggistico, la Cattolica di Stilo è il monumento simbolo della Calabria bizantina. Di esigue dimensioni, è impostata su una pianta a croce greca inscritta in un quadrato con tre absidi orientate. L’interno è suddiviso in nove spazi da quattro colonne di spoglio e la luce vi filtra enfatizzandone la dimensione mistica. Le pareti e le cupole sono affrescate con immagini sacre che per il culto bizantino rappresentano una “…finestra aperta sul mondo soprannaturale al di là del tempo e dello spazio”. Colpiscono i vibranti colori degli affreschi, tra cui quelli della scena dell’Annunciazione, in cui Maria nel momento del concepimento, divenendo “…cielo senza cessare di rappresentare la terra…”, permise il riavvicinamento tra il divino e l’umano.

 

 

Serata culturale dedicata al sommo poeta Dante Alighieri

Museo Archeologico nazionale “Laviola” di Amendolara
Amendolara (Cosenza)
Sabato 4 gennaio 2020 – Ore 18.30

 

Sabato 4 gennaio 2020, alle ore 18.30, a Amendolara (Cosenza) il Museo archeologico nazionale “Laviola” di Amendolara diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, propone una serata culturale dedicata al sommo poeta Dante Alighieri.

In particolare saranno rivisitati, a cura della professoressa Giusy Madeo, i personaggi de “Il V° canto” de “Il Purgatorio”.

II Museo Archeologico nazionale di Amendolara, ubicato nella piazza centrale del paese, inaugurato il 21 giugno del 1996, custodisce in particolare reperti atti a informare sulla storia del territorio: dall’Età del Bronzo Finale e dell’Età del ferro (XII-VIII sec. a.C.), che documentano le fasi più antiche delle aree di abitato e di necropoli; corredi tombali (400 ca.) collocabili tra la fine del VIII e la fine del VI sec. a.C., e fino all’età romana (VI sec. d.C. ca.).

Il Museo è fornito di pannelli didattici, fotografici, rilievi e postazione informatica con video sonoro, che illustrano in maniera scientifica e didattica la secolare storia di Amendolara.

L’iniziativa darà la possibilità di rivisitare una delle più importanti figure della nostra letteratura e ammirare, nel contempo, il patrimonio custodito nell’accattivante museo dedicato a Vincenzo Laviola, medico e studioso della storia locale amendolarese.

 

 

 

Cari amici,

il dvd del film GOD'S NOT DEAD / DIO NON E' MORTO è nuovamente disponibile! Potete ordinarlo sia dal vostro negozio di fiducia, che sullo store di DOMINUS PRODUCTION: www.dominusproductionstore.it

Tratto da una storia vera, il film GOD’S NOT DEAD, si snoda lungo l’asse, non necessariamente conflittuale, del rapporto tra fede e ragione, tra mondo immanente e mondo trascendente; stimola la riflessione sul libero arbitrio umano e spinge a interrogarsi sui grandi valori della vita, per domandarsi quanto si è disposti a rischiare per difendere ciò in cui si crede.
Al centro della storia, una sfida intellettuale tra una matricola universitaria, Josh Wheaton (Shane Harper) e un prestigioso docente di filosofia, il Professor Radisson (Kevin Sorbo). Superbo e autoritario, il Professor Radisson ha costruito la sua brillante carriera e la sua intera vita privata sulla tesi che Dio non sia mai esistito e che ogni religione sia un’inutile superstizione. Di forte temperamento, esige che i suoi studenti sposino la stessa idea. La matricola Josh, unico nel suo corso, non accetta la negazione della fede imposta dal professore. Superando difficoltà esterne e momenti di crisi interiore, il giovane dovrà dimostrare l’esistenza di Dio al professore e all’intera classe. Con la colonna sonora dei Newsboys, GOD’S NOT DEAD è un film in cui s’intrecciano fede e dubbio, spingendo adolescenti e adulti a interrogarsi sui grandi temi dell’esistenza.

Per maggiori informazioni sul film, visita il sito: https://www.dominusproduction.com/film/godsnotdead.html oppure contatta gli uffici Dominus al numero 0550468068 (lunedi - venerdi 8.30-19.00).

 

Dominus Production e’ da sempre in prima linea nella lotta alle dipendenze.

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Basati su storie vere, come ogni prodotto Dominus, questi tre approfondimenti sono preziosi strumenti di condivisione con i più giovani, per far loro pienamente comprendere il pericolo della banalizzazione delle droghe, anche quelle erroneamente percepite come “leggere” e l’importanza di vivere ogni istante della loro vita in pienezza.

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Mostre ed iniziative varie 2019

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