Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

MOSTRE, RICORRENZE ED INIZIATIVE VARIE 2020

In questa pagina troverete, di volta in volta, notizie dedicate ad iniziative e/o Mostre su soggetti di interesse comune: a tematica religiosa, collezionismo vario, recensioni su novità editoriali, ecc. Spero possa esservi utile!

Si declina, comunque, ogni responsabilità circa l'eventuale mancata realizzazione delle stesse o altre inesattezze, non imputabili a Cartantica, che si fa soltanto tramite delle informazioni.

Alcune delle iniziative vengono riportate anche se in ritardo, compatibilmente con gli aggiornamenti del sito.

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

- il video del Papa: "Rispetto per le risorse del pianeta"

 

https://youtu.be/BDWTokZEtzs

 

 
 

XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 30.08.20 Mt 16, 21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

 

Commento di don Gigi Pini

 

Attenzione: non è obbligatorio andargli dietro! “Se qualcuno vuole…”: è una nostra libera scelta ma…c’è un “ma” che mi mette con le spalle al muro…nel senso che se “voglio andargli dietro” non posso fare di testa mia, farmi gli affari miei, né “scaricare” la mia croce. Al contrario “se voglio andargli dietro” devo farmi carico della mia croce!

 

Ma cosa sta dicendo? Ma quale croce? Tranquilli… la “croce” è sempre solo e soltanto l’insieme dei giorni della mia vita che sono in questo “tempo” e “territorio”…cioè nel mio “presente” che, già adesso, costruisce il “futuro”.
Lui mi sta affermando che se voglio andargli dietro (“…prenda la sua croce e mi segua…”) devo “camminare con Lui “ i giorni di questa mia vita: devo guardarli in faccia e costruirli ma sul Suo sentiero, su quella “strada” che Lui è venuto ad indicarci e a darle una prospettiva di Resurrezione nell’Amore.

 

I giorni del vivere non sono sempre facili e ogni epoca ha dentro le sue guerre, le sue arroganze, le sue crisi…ma dentro ci sono anche i sogni, i successi, la gioia e la felicità. Tutto questo Lui mi chiede di viverlo andandogli dietro, prendendo la Sua Parola come stile dell’andare, del sognare, del reagire e dell’Amare.

Ci chiede di piantarla di farci i comodi nostri (“…salvare la propria vita”). Attenzione: non è obbligatorio, devo scegliere io, io devo decidere di “perdermi in Lui”.

La conclusione è la Risurrezione già adesso, Luce e Calore già adesso…cioè Amore già adesso.

 

Buona vita con Lui al “centro” dei nostri giorni...Un grande e forte abbraccio.

 

La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?

 

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 23.08.20

Mt 16,13-20 In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Già, la “gente” cosa dice di Lui? La risposta di un ipotetico sondaggio fatto oggi non prevedrebbe come risposte né il Battista, né Elia, né Geremia…e questi chi sono? Ma sembra che anche a Gesù non importi molto dei sondaggi … La domanda, infatti, passa subito al: “ Ma voi chi dite che io sia?”. Tocca a noi rispondere. Troppo comoda cavarmela o prendermela con le risposte degli altri. Io, proprio io, “chi” dico… che Lui sia?

Per noi, però oggi, la risposta sarebbe troppo semplice e scontata: l’abbiamo imparata a memoria. E’ del tutto evidente invece che il Signore Gesù cerca una risposta fatta di gesti concreti, vissuti nella mia storia di tutti i giorni. E’ con la vita che devo “dire” chi è Lui !

Sarà cioè il mio modo di vivere il denaro, l’amore, la libertà, il successo, il lavoro, la scuola, il tempo libero, lo sport, il divertimento, la fatica e il fallimento, la sofferenza e il dolore… Lì, dentro la mia vita concreta e vera, lì il Signore Gesù cerca la mia di risposta; lì dentro Lui la troverà fatta non di “chiacchiere” scontate e vuote. E’ per questo che diventa importante l’Eucarestia, la Messa, perché è una scuola vera di vita nell’incontro con un Maestro Vero. Domenica dopo domenica il Maestro mi dirà cosa vuole da me, mi insegnerà come fare a vivere, mi indicherà quali sentieri percorrere… Lui, da me, si aspetta una risposta che sappia fare i conti con la fatica del vivere questo mio “tempo” che non è sempre facile…Lui, da me, si aspetta una risposta che nasca dall’entusiasmo del cuore! E allora non sarà sempre una risposta sicura e forte…ma, almeno, sarà vera, sincera perché cercata in Lui, Lui come punto di riferimento.

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Buona vita. Un grande e forte abbraccio.

 

 
XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO 16.08.20- Mt 15,21-28


  

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


  

A prima vista si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un Gesù “maleducato”. Sì, perché di fronte alla disperazione di una mamma che “grida” aiuto, Lui non “spreca” neppure una parola… e devono addirittura intervenire i discepoli che certo non erano dei “lords”! Gesù va giù pesante, affermando che era un problema che non lo riguardava: aveva altre cose da fare, Lui ! Davvero arrogante…si direbbe, quasi antipatico, da toglierti qualsiasi voglia di parlare ancora.


La donna, invece, gli si butta davanti, per terra, a chiedere “aiuto”. La reazione è ancora peggiore però; sì, perché sentirsi trattare da “cani” non è il massimo della soddisfazione e potrebbe scoraggiare chiunque ma non lei che invece accetta il paragone e rilancia…e, a questo punto, scompare l’apparente e provocante “maleducazione” di Gesù.

La Sua risposta diventa una Parola vincente e la disperazione di quella donna Cananea si trasforma in Risurrezione: per lei e per la sua figlia…il male è sconfitto.
  

Questa è una gran lezione per i nostri facili scoraggiamenti e comodi pessimismi. E’ un chiaro segnale di come non possiamo cedere di fronte ai fallimenti, alla fatica e alle delusioni di progetti pensati nel Suo nome e naufragati nelle nostre mani…E’ un chiaro segnale di come la preghiera debba diventare più “insistente” e “vera”…togliendoci di dosso la presunzione d’essere noi i “protagonisti” della storia e trovare invece il coraggio di fidarci di Lui e di buttarci nella Sue mani. I miracoli li farà Lui.
  

Pregare non sarà mai un automatismo scaramantico e un po’ magico per “far riuscire” quello che abbiamo in testa noi…ma diventerà un parlare di più e meglio con Lui, il Signore della Storia.

 

FESTA DELL'ASSUNTA 15.08.20- Lc 1, 39-56

   In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

 

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 


COMMENTO DI DON GIGI PINI


   Ecco il risultato del fidarsi. Maria è il più grande e definitivo esempio del “pregare umile”; di cosa voglia dire mettersi nelle mani di Dio. Ella è un esempio concreto di come sia possibile “camminare sull’acqua”. E come se non è stato “camminare sull’acqua” accettare di diventare la Mamma del Dio che si fa uomo: accettare a diciassette anni di rimanere incinta non per opera di Giuseppe ma per l'azione dello Spirito Santo… se, tutto questo, non è stato come “camminare sull’acqua”, allora non c’è nessuna possibilità di farlo, per nessuno.
  

Infatti, c’erano tutti i motivi per andare a fondo o per rimanersene comodi sulla propria “barca”. Lei invece “cammina” e si mette totalmente nelle mani del suo Dio.
  

E il suo Dio la “afferra” fino a portarsela concretamente nel suo Paradiso, a Casa.
La afferra concretamente dopo che lei ha speso tutta la sua vita per il Figlio Gesù e per gli altri. Lei, Assunta in cielo in anima e corpo. Ma questa è la conclusione…prima c’è il suo stile di vita che è fatto di preghiera, di servizio, d’attenzione agli altri, di coraggio…


- di preghiera: il Magnificat (Lc 1, 46-55) è stupendo, è modello di fede e di fiducia; è un canto d’Amore;
- di servizio: i mesi passati dalla cugina Elisabetta per darle una mano sono un segno di cosa voglia dire “non tirarsela” ma essere attenti a chi ha bisogno, un’attenzione concreta;
- d’attenzione agli altri: Cana n’è un esempio (Gv 2, 1-11). Lei “vede” che può esserci un problema per gli sposi, un problema che rischia di rovinare il loro grande giorno di festa e allora Lei non si nasconde, non ha pensato che non erano affari suoi…Lei è intervenuta;
- di coraggio: (Gv 19, 25-30) Lei era sotto la croce, c’era con l’anima e con il corpo “spezzati” in due, ma c’è stata fino alla fine.
  

Così come c’era nel Cenacolo a tenere insieme “ i cocci” degli Apostoli persi nelle loro paure…Lei era lì ad aspettare fiduciosa lo Spirito Santo, ad aspettare la Chiesa per esserne Madre, Mamma. Davvero Lei è stata ricolmata di beni. Davvero Lei è stata innalzata. Grandi cose ha fatto in Lei l’Onnipotente.
  

La strada è segnata anche per noi: ora tocca a noi decidere di percorrerla…perché la nostra vita non diventi solo un fuoco d’artificio e niente più! Noi invece abbiamo voglia di fuoco vero, quello dell’Amore. E Lei, la Mamma di tutti noi...ci darà una mano.

Buona vita davvero. Un grande abbraccio e buona festa. Ciao don Gigi  


XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - DONNA, GRANDE E' LA TUA FEDE

 

LO PUOI VEDERE SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 09.08.20 – Mt 14, 22-33


Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. (...) «Signore, salvami!».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Obiettivamente anche a noi prende la paura di “andare a fondo” nel tentativo di metterci nelle sue mani, nel provare ad andargli incontro come vuole Lui, alla Sua maniera.
- Noi sappiamo nuotare, dovremmo anche essere nella stagione giusta…
- Noi pensiamo di saper “nuotare” nel “mare della vita”…
- Ma camminare sull’acqua, no, e come fai?
 

Ancora una volta ci prende la paura delle cose impossibili e troppo rischiose, ci prende la paura di andare a fondo! E così si continua a nuotare, più o meno allegramente, da una sponda all’altra inseguendo il “parolaio” di turno, l’imbonitore più simpatico e coinvolgente.
La maggior parte delle volte però ti trovi stanco e deluso su qualche sponda con la sensazione amara che, ancora una volta, abbiamo sbagliato “persona”. A quel punto davvero qualcuno va a fondo, appesantito e perso tra droghe, alcol, denaro, potere…

 

- E’ arrivato il momento di “imparare” dal Signore Gesù: imparare a pregare, anche da soli…perché non sarà mai la paura a fregarci ma la presunzione di bastarci, di sapercela cavare da soli…Trovassimo, una volta per tutte, il coraggio di pregare come Pietro “Signore, salvami!”. E’ normale, è da persone autentiche avere paura di “camminare sull’acqua”, la stessa paura di Pietro che persona autentica lo era.

 

E’ invece da presuntuosi pensare di cavarcela con le sole nostre forze e con i nostri mezzi.
- La paura si vince lasciandosi “afferrare” da Lui…ma alla Sua maniera ed è quella che sembra impossibile…Solo così ritroveremo il coraggio di vivere a testa alta.
Va però ritrovata l’umiltà del nostro pregare…”Signore, salvami!”.

 

Sono e saranno tanti i tsunami che rischiano di mandarmi a fondo, sono tante le tentazioni di lasciar perdere e andare così alla deriva dentro alla nostra triste e arrabbiata barchetta della vita…Invece siamo fatti per il mare aperto, per le grandi sfide…   

 

Il Signore Gesù vuole che ci fidiamo di Lui, e basta!
Buona vita e mettiamolo davvero al centro del nostro "vivere". Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 02.08.20 - Mt 14, 13-21


  

In quel tempo, (...) Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». (...) prese i cinque pani e i due pesci, (...) Tutti mangiarono a sazietà...


COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Tocca sempre agli altri. E’ sempre colpa di qualcun altro. C’è sempre una scusa per tirarci indietro, per lamentarci e rimanere però fermi a guardare e a fare dei bei ragionamenti…basta che “gli altri” non ci coinvolgano in prima persona: “ vadano da un’altra parte a rompere! “. E Lui, invece, ci spiazza e ci chiama in gioco in prima persona: “ Dategli voi stessi da mangiare…”! Stop allo scappare, al cercare scuse e alibi…
  

Tocca a me, tocca a noi provare a fare qualcosa per “sfamare “ gli altri e “sfamare” noi stessi. E in giro c’è davvero tanta fame di libertà, di giustizia, di verità, d’amore.
  

Sì, c’è anche dentro di noi. Intorno magari ci sembra che ci sia un deserto…poca grinta, poca solidarietà, poco ascolto, poca gioia… e ci sembra anche che sia tardi per…
No. Tocca metterci in gioco con fiducia e voglia: il “Miracolo” lo farà Lui, ma Lui ha però bisogno del mio cuore, delle mie mani, del mio tempo, del mio “amore”. Che scusa voglio trovare ancora? Dai, mettiamoci in gioco. Le opportunità ci sono, non tiriamoci indietro.
E’ bellissimo vivere…sul sentiero che porta in cima alla montagna. Sì, buona vita con Lui al centro e al fianco del nostro "andare".

 

Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 26.07.20

 

– Mt 13, 44-52   In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
   Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI  Ogni tanto si organizza la “Caccia al Tesoro”. Bene, anche il Padre Eterno ne ha organizzata una: mondiale! E’ la conferma della Parola di domenica scorsa, di sempre.
“Il tesoro è nascosto in un campo”. L’indicazione è chiara: il regno dei cieli è nascosto nel mondo!
  

La “Caccia al tesoro” è quindi aperta, da sempre e per sempre. Terminerà con la chiusura del campo, con la “fine del mondo”.
Notai e arbitri saranno “gli angeli”…a noi tocca “giocare”! Devo quindi mettermi in testa che anch’io sono in questo “gioco” affascinante e bello, anch’io devo disputare la mia partita, devo fare fatica e devo rinunciare a qualcosa o forse anche a “tutti i miei averi”.
Insomma non posso sedermi in disparte e criticare gli altri, sbuffare dalla noia o fare il furbo. Devo cercare! E’ sempre tempo di ricerca!
  

Come in tutte le “Caccia al Tesoro” che si rispettino sono dati degli “indizi” per orientarsi nella caccia stessa…così, il Signore Gesù ci ha lasciato degli “indizi” per aiutarci a capire dove e come cercare. E’ vero, domenica dopo domenica Lui ci dà gli “indizi”: toccherà a me ascoltare e poi darmi da fare; toccherà a me fare la scelta di mollare tutto il resto.
  

La Parola parla anche del mercante di perle.
Il problema per noi è che in giro c’è tanta gente che ci vuole convincere di possedere la perla più preziosa…e ci fanno “sconti” e “ribassi” impressionanti! Ma il problema vero è che senza la fatica, senza rischio e senza la grinta del “cercare” diventiamo anche noi facilmente “scontati” e “ribassati”.
  

Lui invece ci vuole contenti e realizzati, vincenti ma veri. Ancora una volta il Signore ci dà gli indizi giusti sul come “giocare” la vita, altri danno “indizi”  e regole diverse.
Sta a noi scegliere!

 

Buona vita. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 19.07.20 –Mt 13, 24-43


   In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.

E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

 

Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

 

Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

 

Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose:

 

«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 

Riepilogando:
-Chi semina il buon seme è il Figlio dell’uomo, Gesù Cristo.
-Il campo è il mondo, la terra che abito.
-Il seme buono sono i figli del regno (…quelli che mettono al centro della vita la Sua Parola)
-La zizzania sono i figli del maligno (…e se lo dice Lui, vuol dire che ci sono!)
-Il nemico che semina la zizzania è il diavolo (…che non è un’invenzione dei preti, quindi!)
-La mietitura è la fine del mondo.
Anche la Parola di questa domenica è spiegata da Gesù stesso, per nessuno è quindi possibile pensare ad altre spiegazioni.
   Bisogna solo avere il coraggio di capire quello che la “parabola” racconta e cioè che c’è un solo “campo” ed è quindi inutile tirar su steccati: il bene ed il male viaggiano e crescono insieme.
Il nostro “compito” è quello di mantenere la “vocazione” di “seme buono”, cioè quella di Figli e di tralci inseriti nella vera Vite, per fare quel Popolo nuovo che è la Chiesa.
* Nostro "compito" sarà quello di mantenere la “vocazione” di “granellino di senapa” e di “lievito”, non rinunciare quindi alla nostra missione, quella che Lui ci ha dato;
* non rinunciarci per paura, per scoraggiamento, per impotenza, per vigliaccheria…perché il “nemico” ci sfianca;
* non rinunciarci perché ci sentiamo già proiettati nell’aldilà, già a “casa”!
- No, adesso devo crescere come “seme buono”: adesso pronto ad accogliere la Parola e sceglierla come riferimento del mio vivere;
- adesso come “granellino” che però si dà da fare perché gli “ultimi” trovino rispetto, giustizia, pace…un “nido”;
- adesso devo essere “lievito”, ed il solo senso che può avere il lievito è di essere dentro nella massa della farina per fermentarla…ed allora io devo stare ben dentro all’umanità perché cresca nell’amore, nella solidarietà, nell’ascolto, nel dialogo.

 

Adesso è il tempo della “missione”. Tocca agli “angeli” fare la selezione…noi siamo persone che devono fare di tutto e di più per “salvare” (fermentare) l’umanità, quella che mi sta intorno. E’ da un po’ che il Signore Gesù me lo va ripetendo!
  

Dai allora...buona vita. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 12.07.20 – Mt 13, 1-23


Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.


Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse:
«Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 


   Non c’è nulla da aggiungere, Gesù stesso ci ha spiegato il senso di questo brano.
Che cosa vogliamo fare:
- essere "strada"…e in altre parole far finta di non “comprendere” la Sua Parola?
-. essere terreno sassoso…e cioè prendere il Cristo come un “optional”, solo quando penso che serva?
- essere spine…e cioè mettere al primo posto i soldi, il potere, il successo, l’immagine?
oppure, cosa vogliamo fare:
-. essere terra buona…e cioè metterci all’ascolto della Parola e cercare di capirla davvero, perché Lui diventi il centro e sia al primo posto nella mia vita?
   Domenica dopo domenica ho la possibilità di ascoltare la Sua Parola e di “accogliere” il seme e la possibilità di “comprendere”…così, solo così “daremo frutto”.
E il mondo sarà più bello e più vero.
Buona vita e sarà "vera" con Lui al centro del nostro "sognare"...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 12.07.20 – Mt 13, 1-23
   Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

COMMENTO DI DON GIGI PINI 
   Non c’è nulla da aggiungere, Gesù stesso ci ha spiegato il senso di questo brano.
Che cosa vogliamo fare:
- essere "strada"…e in altre parole far finta di non “comprendere” la Sua Parola?
-. essere terreno sassoso…e cioè prendere il Cristo come un “optional”, solo quando penso che serva?
- essere spine…e cioè mettere al primo posto i soldi, il potere, il successo, l’immagine?
oppure, cosa vogliamo fare:
-. essere terra buona…e cioè metterci all’ascolto della Parola e cercare di capirla davvero, perché Lui diventi il centro e sia al primo posto nella mia vita?
   Domenica dopo domenica ho la possibilità di ascoltare la Sua Parola e di “accogliere” il seme e la possibilità di “comprendere”…così, solo così “daremo frutto”.
E il mondo sarà più bello e più vero.
Buona vita e sarà "vera" con Lui al centro del nostro "sognare"...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

L’associazione pro-life Ora et Labora in difesa della Vita ogni mese organizza veglie di preghiera e testimonianza contro l'aborto in diversi ospedali italiani (rif. www.oraetlaboraindifesadellavita.org).
Finalità dell'associazione è offrire un’informazione completa e veritiera, in assenza della quale non può darsi alcuna autentica e consapevole libertà di scelta. Per questa ragione, vengono offerti volantini informativi e aiuti concreti alle mamme in difficoltà.
Da qualche settimana questa attività a Bergamo sta subendo un boicottaggio feroce da parte di alcune militanti dell’associazione femminista Non una di meno, che di fatto impediscono la testimonianza pacifica dei nostri volontari attaccandoli con insulti e minacce, in spregio alla libertà di manifestazione ed espressione, garantita dalla Costituzione italiana, al preciso scopo di indurre le autorità competenti a negare, per ragioni di ordine pubblico, i presidi fissi informativi a favore della Vita, che ormai da diversi anni si tengono in prossimità dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, come degli altri ospedali della Lombardia e del Paese.
Ai nostri volontari è stato prescritto dal Questore di operare in un luogo appartato, senza passaggio e, pertanto, in attesa dell’azione legale, le manifestazioni sono state vanificate.
Tale presa di posizione è molto grave soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, durante il quale neppure il Centro Aiuto alla Vita può operare all’interno di tale struttura sanitaria.
Si tratta dell'ennesimo episodio di gravissima intolleranza e odio ideologico ai danni del diritto alla vita del nascituro e alla salute della donna.
La vicenda, che manifesta un pericoloso attacco alla libertà di espressione, di pensiero e di manifestazione delle proprie idee, costituzionalmente garantite, è seguita con attenzione anche a livello parlamentare.
Per protestare contro questo sopruso e per affermare la libertà di espressione oggi gravemente minacciata, l’associazione Ora et Labora in difesa della Vita promuove la manifestazione presso il Sentierone di Bergamo di sabato 18 luglio alle ore 17.30. (vedi locandina allegata)
Giorgio Celsi  Presidente Associazione "Ora et Labora in Difesa della Vita".  tel 3467035866


«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

 

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

 

 

Ancona, Giovedì 16 luglio 2020

BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

 

LA GRANDE PROMESSA
DELLA MADONNA DEL CARMELO
E  "IL PRIVILEGIO SABATINO

 

In Radio Santa Casa

 

ASCOLTA la TRASMISSIONE del Prof. GIORGIO NICOLINI in diretta telefonica con il direttore di RADIO NUOVA Macerata NAZZARENO TIBERI del 7 giugno 2018 sul tema "L'EDUCAZIONE SESSUALE DEGLI ADOLESCENTI" per la circostanza del 50° anniversario dell'Enciclica HUMANAE VITAE del Beato Paolo VI: Il fine della creazione dell'uomo e della donna.

 


Clicca sul seguente indirizzo:

http://www.telemaria.it/RadioSantaCasa11-07giugno2018.mp3

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LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMELO

DEL PROF. GIORGIO NICOLINI


LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE PER CHI PORTA L"'ABITINO"

 

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare - detto comunemente «Abitino» - così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani.

 

CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA IL FUOCO ETERNO;

questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».
Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».


La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.
Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte.
 
CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA


1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra­zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani.
2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa­mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.
3) È necessario morire rivestito del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

 

ALCUNI CHIARIMENTI


L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso. L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo.
L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purché sia messo al collo.
Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi».
Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.
 
IL PRIVILEGIO SABATINO

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.
Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a San Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme­litana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima­na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.
 
CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO


1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del Santo Natale. La Santa Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.
 
ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.
 
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con­sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu­dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of­frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu­scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen.

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UN GRIDO DI ALLARME

LA PROTESTANTIZZAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA da parte della FALSA CHIESA

 

Card. GERHARD LUDWIG MULLER
"Una Chiesa che si converte al mondo invece di convertire il mondo a Dio"
"I Vescovi non conoscono più la fede cattolica"

E' LA PROTESTANTIZZAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA

 

"Siamo di fronte a un clamoroso processo di protestantizzazione".

Lo dice il cardinale Muller in un'intervista a tutto campo sulla crisi attuale di fede di molti vescovi. Soprattutto tedeschi: "Cercano un angolino per la Chiesa dove possa sopravvivere in pace. Quindi tutte le dottrine della fede che si oppongono al mainstream, al consenso della società, devono essere riformate". (continua)

 

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento. Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede. Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male. Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene. Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa. Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore. Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore. Amen.


- Verso l'eterno senza peccati addosso - Un importante articolo di Enrico Cattaneo

- NELLA SANTA CASA IL "FIAT VOLUNTAS TUA" . che ha fatto diventare Maria la "Madre di Dio"

- DIALOGO TRA GESU' E LUISA PICCARRETA SUL CASTIGO DELL'ITALIA -  Novembre 20, 1917
Gesù farà ricomparire la Santità del vivere nella sua Volontà
  

 

- Giovanni Paolo II: NELLA SANTA CASA DI LORETO -  “ECCO L’ISPIRAZIONE CHE TROVO QUI A LORETO”


- LA SANTA CASA DI LORETO
www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

 

LE CINQUE TRASLAZIONI “MIRACOLOSE” DELLA SANTA CASA DI NAZARETH

Le principali documentazioni storiche che comprovano la “veridicità storica” di “almeno” cinque “traslazioni miracolose” della Santa Casa di Nazareth, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto (nell’ex-Jugoslavia), ad Ancona (località Posatora), nella selva della signora Loreta nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi sul campo di due fratelli sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

- CONSIDERAZIONI TECNICHE CHE CONCORRONO A CONFERMARE L'AUTENTICITÀ DELLA SANTA CASA DI LORETO

 

 

Ancona, Sabato 11 luglio 2020

San Benedetto, Patrono d'Europa

RESTIAMO LIBERI! - SAN BENEDETTO E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELL'EUROPA

 

 www.telemaria.it

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Beato PIO IX - Bolla INTER OMNIA del 26 agosto 1852

 

Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”. 

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Dall'11 Luglio i cittadini italiani scenderanno in piazza contro il pdl Zan-Scalfarotto sull’omotransfobia al grido di #Restiamoliberi! Nonostante il weekend estivo e il caldo torrido, da Milano a Bologna fino a Palermo migliaia di persone si mobiliteranno nelle principali piazze delle loro città contro il bavaglio imposto da questa legge liberticida e incostituzionale”. Un NO chiaro e netto contro il tentativo di imbavagliare associazioni, milioni di persone tra cui cattolici, pentacostali e non solo. La legge Zan-Scalfarotto sull’omofobia politicamente è un obbrobrio, giuridicamente abolisce lo Stato di diritto e moralmente è inaccettabile. Una dittatura arcobaleno che alla faccia di combattere le discriminazioni, discriminerà tutte le opinioni dissidenti. Per vedere le piazze che dall'11 luglio, si mobiliteranno (fino al 25 luglio) collegarsi al "link" https://www.restiamoliberi.it/elenco-citta/

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IL SOLE DI MONTECASSINO è un film del 1945 diretto da Giuseppe Maria Scotese.

Nel V-VI secolo d.C., quando Benedetto da Norcia, nobile romano destinato a una carriera da avvocato, ma deluso dalle vacuità e inutilità della sua esistenza priva di ideali, lascia il suo patrimonio patrizio privilegiato e si ritira in una grotta, per pregare e meditare in solitudine, disposto a vivere secondo il Vangelo. A poco a poco riunisce una comunità di confratelli, e dedica tutta la sua vita all'insegnamento delle discipline cristiane, diventando santo in questo processo e compiendo diversi miracoli per la gloria di Dio: infatti passano molti anni e dal suo eremo presso Subiaco riesce a mettere pace nelle locali comunità in guerra fra loro, e successivamente fra queste e i Goti invasori. Più tardi, raccolti intorno a sé alcuni compagni, decide di fondare sul monte presso Cassino una grande abbazia destinata a diventare un centro per la cristianità e di pace.

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SAN BENEDETTO
PATRONO D’EUROPA
Pio XII - Omelia a San Paolo - Fuori-le-Mura, 18 settembre 1947
ORA ET LABORA

 

San Benedetto è il padre dell’Europa. Quando l’Impero romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue province, quell’uomo, che è stato chiamato “l’ultimo dei grandi Romani” (secondo l’espressione di Tertulliano), unendo allo stesso tempo la romanità e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti il soccorso e la forza per unire efficacemente i popoli di Europa sotto il vessillo e l’autorità di Cristo... Infatti dal mare Baltico al mare Mediterraneo, dall’oceano Atlantico alle piane della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l’aratro. “Prega e lavora”: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell’umanità e della sua regola di vita?... Pregare, è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l’uno e l’altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dei nostri spiriti e dei nostri corpi... Ora (l’indomani della seconda guerra mondiale: n.d.r.], l’Europa geme sotto le calamità e le miserie che ha subìte... In mezzo a questa tempesta che fa cadere l’Europa nel disastro e nella sventura, non è inopportuno né inutile ricordare che delle forze interiori potenti, una lunga eccellenza di civilizzazione... si erano stabilite in Europa come su un fondamento di una grande solidità. 

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LA VITA DI SAN BENEDETTO DA NORCIA
PATRONO D'EUROPA

 

     San Benedetto, fratello di santa Scolastica, nasce verso il 480 nella città umbra di Norcia. Il padre Eutropio, figlio di Giustiniano Probo della gens Anicia, è Console e Capitano Generale dei Romani in quella regione, mentre la madre è Abbondanza Claudia de’ Reguardati di Norcia; quando la donna muore, secondo la tradizione, i due fratelli vengono affidati alla nutrice Cirilla.
     A 12 anni Benedetto viene mandato con la sorella a Roma a compiere i suoi studi, ma, come racconta papa Gregorio I nel secondo libro dei Dialoghi, sconvolto dalla vita dissoluta della città “ritrasse il piede che aveva appena posto sulla soglia del mondo per non precipitare anche lui totalmente nell’immane precipizio. Disprezzò quindi gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e volle far parte della vita monastica“.
     All’età di 17 anni, insieme con la sua nutrice Cirilla, si ritira nella valle dell’Aniene, dove, secondo la leggenda devozionale, compie il primo miracolo, riparando un vaglio rotto dalla stessa nutrice. Lascia poi la nutrice e si avvia verso la valle di Subiaco, presso gli antichi resti di una villa neroniana, nella quale le acque del fiume Aniene alimentano tre laghi. A Subiaco incontra Romano, monaco di un vicino monastero retto da un abate di nome Adeodato, che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo (attualmente contenuta all’interno del Monastero del Sacro Speco), dove Benedetto vive da eremita per circa tre anni, fino alla Pasqua dell’anno 500.
     Conclusa l’esperienza eremitica, accetta di fare da guida ad altri monaci in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, ma, dopo che alcuni monaci tentano di ucciderlo con una coppa di vino avvelenato, torna a Subiaco. Qui rimane per quasi trent’anni, predicando la “Parola del Signore” e accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di tredici monasteri, ognuno con dodici monaci e un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale. Negli anni tra il 525 ed il 529, a seguito di un altro tentativo di avvelenamento, Benedetto decide di abbandonare Subiaco per salvare i propri monaci. Si dirige verso Cassino dove, sopra un’altura, fonda il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori in onore di san Giovanni Battista (da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica) e di san Martino di Tours, che era stato iniziatore in Gallia della vita monastica.
     Nel monte di Montecassino, Benedetto compone la sua Regola verso il 540. Prendendo spunto da regole precedenti, in particolare quelle di san Giovanni Cassiano e san Basilio, ma anche san Pacomio, san Cesario, e l’Anonimo della Regula Magistri con il quale ha stretti rapporti proprio nel periodo della stesura della regola benedettina, egli combina l’insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali
     Nel solco di San Benedetto sorgono nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. Due secoli dopo la sua morte, saranno più di mille i monasteri guidati dalla sua Regola.
     San Benedetto muore a Montecassino il 21 marzo 547. Le diverse comunità benedettine nonché il calendario della Forma straordinaria del rito romano ricordano il dies natalis del santo proprio nella data del 21 marzo, mentre il nuovo calendario del 1969 ne celebra ufficialmente la festa l’11 luglio (in realtà tradizionale data del suo Patrocinio), da quando Papa Paolo VI con il breve Pacis nuntius ha proclamato san Benedetto da Norcia patrono d’Europa il 24 ottobre 1964 in onore della consacrazione della Basilica di Montecassino.

 

Anche Dostoevskij riconobbe il ruolo grandissimo che la Provvidenza ha affidato all’Italia

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IL VALORE DELLA SOFFERENZA
"Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati" (Rom.8,28-30).

 

 

DALL'INSEGNAMENTO DI SAN FRANCESCO DI SALES


Se tutti gli angeli e tutti i geni del mondo avessero studiato ciò che veramente ti è utile in questa o quella situazione, in questo o quel dolore, in questa tentazione o perdita dolorosa, essi non avrebbero trovato ciò che sarebbe stato più adatto per te di ciò che ti ha colpito. Così la Divina Provvidenza di Dio ha pensato fin dall'inizio di darti questa croce quale prezioso regalo proveniente dal suo cuore. Prima di darla a te, Egli l'ha meditata con il suo occhio onnisciente, l'ha pensata con la sua divina intelligenza, l'ha esaminata con la sua saggia giustizia, l'ha riscaldata con la sua misericordia amorosa. Egli l'ha pesata con le sue due mani, affinché non sia troppo grande di un millimetro né troppo pesante di un milligrammo. Poi l'ha benedetta col suo santo nome, unta con la sua grazia, riempita con la sua consolazione e ancora una volta ha guardato te e il tuo coraggio. Essa viene a te addirittura dal cielo come un richiamo di Dio e come regalo del suo amore misericordioso, affinché tu diventi completamente te stesso e trovi in Dio la sua pienezza.


dalla "Filotea" di San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa

 

 

  

Ancona, Lunedì, 6 luglio 2020 

   SANTA MARIA GORETTI 

IL CIELO SULLA PALUDE 

 

Film: CIELO SULLA PALUDE
La vita di Santa Maria Goretti
Premio miglior regia 
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (1949)
Nastro d'argento al miglior regista (1950)
Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1950)

 

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e vedere il suo PALINSESTO quotidiano clicca QUI

“Dio ha scelto e ha glorificato una semplice contadinella, di origine povera. L'ha glorificata con la potenza del suo Spirito... Carissimi fratelli e sorelle! Guardate Maria Goretti; guardate il Cielo che essa ha raggiunto con l'osservanza eroica dei Comandamenti e dove essa si trova nella gloria dei santi... È diventata letizia per la Chiesa ed una fonte di speranza per noi ", diceva Papa Giovanni Paolo II, il 29 settembre 1991.

   Il Santo Padre pronunciava queste parole al termine del centenario della nascita di Santa Maria Goretti. Essa nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona, in una famiglia povera di beni terrestri, ma ricca di fede e di virtù: ogni giorno, preghiere in comune e Rosario; la domenica, Messa e Santa Comunione. Maria è la terza dei sette figli di Luigi Goretti e di Assunta Carlini. Fin dal giorno dopo la nascita, viene battezzata e consacrata alla Santa Vergine. Il sacramento della Cresima le sarà dato all'età di sei anni.
   Dopo la nascita del quarto figlio, Luigi Goretti, troppo povero per sostentarsi nel suo paese d'origine, emigra con la famiglia verso le vaste pianure, ancora malsane a quell'epoca, della campagna romana. Si stabilisce a Le Ferriere di Conca, al servizio del Conte Mazzoleni. Lì, Maria non tarda a rivelare un'intelligenza ed un giudizio precoce. Non le si potrà mai rimproverare un capriccio, una disubbidienza o una bugia. È veramente l'angelo della famiglia.
   Dopo solo un anno di lavoro spossante, Luigi è colpito da una malattia che lo porta via in dieci giorni. Un lungo calvario comincia per Assunta ed i suoi figli. Maria piange spesso la morte del padre ed approfitta della minima occasione per inginocchiarsi davanti al cancello del cimitero: il suo papà è forse in Purgatorio, e siccome non ha i mezzi per far dire Messe per il riposo della sua anima, si sforza di supplire con preghiere.
   Non si deve pensare che questa bambina pratichi la bontà naturalmente. I suoi progressi straordinari sono il frutto della preghiera. Sua madre dirà che il Rosario le era diventato in un certo modo necessario, e, infatti, essa lo porta sempre avvolto intorno al polso. Attinge dalla contemplazione del crocifisso un intenso amore per Dio ed un profondo orrore per il peccato.
 
“Voglio Gesù”


   Maria anela al giorno in cui riceverà la Santa Eucaristia.
   
   Per creare un clima favorevole alla castità, è importante praticare la modestia ed il pudore nel parlare, nell'agire e nel vestirsi. Attraverso queste virtù, la persona viene rispettata ed amata per se stessa, invece di essere guardata e trattata come oggetto di piacere. Così, i genitori veglieranno a che certe mode non violino la soglia di casa, in particolare attraverso un cattivo uso dei mass-media. I bambini e gli adolescenti saranno incoraggiati a stimare ed a praticare la padronanza di sé ed il ritegno, a vivere con ordine, a fare sacrifici personali con uno spirito d'amore per Dio e di generosità per gli altri, senza soffocare i sentimenti e le inclinazioni, ma canalizzandoli verso una vita virtuosa (cfr. Consiglio Pontificio per la Famiglia, id., nn.56-58).
   Seguendo l'esempio di Santa Maria Goretti, i giovani scopriranno "il valore della verità che libera l'uomo dalla schiavitù delle realtà materiali", e potranno "assaporare il gusto della bellezza autentica e del bene che vince il male" (Giovanni Paolo II, id ).

 

 

 

Santa Maria Goretti, ottienici da Dio, attraverso l'intercessione della Santissima Vergine e di San Giuseppe, la forza soprannaturale che ti ha fatto preferire la morte al peccato, affinché seguiamo le tue tracce luminose con gioia, con energia e con ardore !

Biografia composta dai monaci dell’Abbazia Saint-Joseph de Clairval
21150 Flavigny-sur-Ozerain (Francia) - www.clairval.com

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L'uccisore ALESSANDRO SERENELLI incontra la madre ASSUNTA chiedendo e ottenendo il perdono
e prega la santa nel ritiro del convento di Macerata

 

Testamento spirituale di Alessandro Serenelli


«Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male, che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue senza darsi pensiero: io pure non mi preoccupai. Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva. Consumai a vent'anni un delitto passionale del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l'angelo buono che la provvidenza aveva messo avanti ai miei passi per salvarmi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per il suo uccisore. Seguirono trent'anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata, rassegnato: capii la mia colpa. La piccola Maria fu veramente la mia luce, la mia protettrice; col suo aiuto mi comportai bene nei ventisette anni di carcere e cercai di vivere onestamente quando la società mi riaccettò fra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come servo, ma come fratello. Con loro vivo da 24 anni. Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore ed alla sua cara mamma, Assunta. Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliono trarre il felice insegnamento di fuggire il male e di seguire il bene sempre, fin da fanciulli. Pensino che la religione con i suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, l'unica via sicura in tutte le circostanze, anche quelle più dolorose della vita. Pace e bene»

 

Macerata, 5 maggio 1961
Alessandro Serenelli

 

A LORETO, Piazza della Madonna (davanti al Santuario)
Sabato 11 luglio 2020 - ore 18.00-19.00 (accettazione ore 17.30)

 

Sit-in sul modello delle "sentinelle in piedi" con bavaglio sulla bocca (al posto della mascherina), per dire con forza: SI' ALLA VERITA' SU VITA UMANA E FAMIGLIA E ALLA LIBERTA' DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE e NO alla violenza, al pensiero unico ed alla pericolosa legge sulla omotransfobia.

 

Cfr. in Internet: www.restiamoliberi.it

LE PROFEZIE
DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO

SUL XX e XXI SECOLO

 

LE PROFEZIE DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO


   Il sito vocedipadrepio (http://www.vocedipadrepio.com/files/2008_03_ita_5.pdf) nel 2008, in occasione della chiusura della XX Settimana della Fede nell’arcidiocesi di Lecce (16 febbraio), pubblicò una profezia che la Serva di Dio Suor Lucia di Fatima (Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato) rivelò al cardinale Carlo Caffarra fondatore del Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia. All’inizio del lavoro affidatogli da Giovanni Paolo II, il Cardinale scrisse a Suor Lucia dos Santos.
   L’Arcivescovo di Bologna, come riportato nel suddetto sito, racconterà: «Inspiegabilmente, benché non mi attendessi una risposta, perché chiedevo solo preghiere, mi arrivò dopo pochi giorni una lunghissima lettera autografa – ora negli archivi dell’Istituto – in cui è scritto: lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. Non abbia paura, aggiungeva, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti modi, perché questo è il punto decisivo. E poi concludeva: ma la Madonna gli ha già schiacciato la testa.
   Si avvertiva, anche parlando con Giovanni Paolo II, che questo era il nodo, perché si toccava la colonna portante della creazione, la verità del rapporto fra l’uomo e la donna e fra le generazioni. Se si tocca la colonna portante crolla tutto l’edificio, e questo adesso noi lo vediamo, perché siamo a questo punto, e sappiamo. E mi commuovo, leggendo le biografie più sicure di Padre Pio, di come quest’uomo fosse attento alla santità del matrimonio, alla santità degli sposi, anche con giusto rigore più di una volta».
   Suor Lucia sapeva dunque, attraverso i suoi colloqui celesti, che la famiglia era il nucleo dello «scontro finale».
  Ci furono chiare profezie mariane sul tragico sfaldamento della cellula famiglia, si tratta delle apparizioni della Madonna del Buon Successo, che avvennero in Ecuador: la Vergine Maria parlò allora dei nostri tempi. All’una di notte del 2 febbraio 1594, la giovane badessa del convento dell’Immacolata Concezione della città di Quito, Madre Mariana de Jesus Torres (1563-1635), scese a pregare nel coro della cappella. Ad un certo punto ebbe la sensazione che qualcuno fosse presente e dopo poco si sentì chiamare per nome; di fronte a lei apparve una bellissima Signora circondata di gloria e di splendore, vestita da monaca, che con la mano sinistra sosteneva un Bambino di celestiale bellezza, mentre con la mano destra stringeva un pastorale abbaziale di oro brunito e costellato di pietre preziose.
   La Badessa era attonita e contemplava, con una gioia inesprimibile, quella Signora di ultraterrena beltà; allo stesso tempo provò un amore così immenso per Dio che, come lei stessa racconterà, se non avesse avuto una speciale protezione, ne sarebbe morta all’istante. Quando riuscì a parlare chiese alla Signora chi fosse, ed ella rispose: «Sono Maria del Buon Successo, regina dei Cieli e della terra». Ebbe inizio così la prodigiosa serie di apparizioni mariane. Furono sette visite che si verificarono fra il 1588 e il 1634. La Madonna, quattro secoli fa, descrisse la situazione del mondo e della Chiesa di oggi, ammonendo e sollevando speranze che gettano luce sull’epoca di grave crisi che stiamo vivendo.
   La Madonna del Buon Successo profetò quattro realtà: incoraggiò le sorti della comunità di suore che Madre Mariana Torres Berriochoa guidava, garantendo la sua materna protezione sul monastero; predisse il destino della nazione ecuadoregna, della cristianità occidentale e della Chiesa universale. Straordinario fu il suo predire la Massoneria più di un secolo prima della sua nascita formale (24 giugno 1717).
   Per quanto riguarda l’Ecuador, la Beatissima Vergine preannunciò il 16 gennaio 1599, con due secoli e mezzo di anticipo, la consacrazione pubblica della nazione al Sacro Cuore di Gesù: «Nel secolo XIX verrà un presidente veramente cristiano (il futuro presidente dell’Ecuador, Gabriel García Moreno, ndr), un uomo di carattere, al quale il Signore concederà la palma del martirio sulla piazza antistante a questo mio convento; egli consacrerà la Repubblica al Divino Cuore del mio amatissimo Figlio e questa consacrazione sosterrà la Religione cattolica negli anni successivi, che saranno funesti per la Chiesa».
   Il 21 gennaio 1610 la Madonna predisse che sarebbe dilagata la corruzione morale «perché Satana regnerà quasi completamente attraverso delle sette massoniche. Queste si concentreranno principalmente sui bambini per mantenere questa corruzione generale. Guai ai bambini di quest’epoca! (…)] Quanto al sacramento del matrimonio, che è simbolo dell’unione di Cristo con la sua Chiesa, sarà attaccato e profondamente profanato. La massoneria, con il suo potere, promulgherà delle inique leggi al fine di eliminare questo sacramento, facilitando la vita peccaminosa di ciascuno e incoraggiando la procreazione di bambini illegittimi, nati senza la benedizione della Chiesa. Lo spirito cattolico diminuirà rapidamente; la preziosa luce della fede si spegnerà progressivamente, fino a quando si giungerà ad una pressoché totale corruzione dei costumi (…). In questi tempi sciagurati, ci sarà una lussuria ostentata che terrà le persone nel peccato e conquisterà innumerevoli anime frivole che si perderanno. Non si troverà quasi più l’innocenza nei bambini, né la modestia nelle donne. Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovranno parlare resteranno in silenzio! Tu vedrai tutto dal cielo, dove non soffrirai più, figlia molto amata, ma le tue figlie e quelle che seguiranno dopo di loro soffriranno; queste anime molto amate che tu già conosci placheranno l’ira divina. Esse ricorreranno a me per l’invocazione di Nostra Signora del Buon Successo, quindi io ti comando di far fare la statua per la consolazione e la sopravvivenza del mio Convento e per le anime fedeli di questi tempi, un’epoca dove ci sarà una grande devozione verso di me, perché io sono la Regina del Cielo sotto svariate invocazioni. Questa devozione sarà lo scudo fra la Giustizia divina e il mondo prevaricatore, per prevenire la realizzazione della terribile punizione di Dio che questa terra colpevole merita».
   Il 2 febbraio 1610 la Madonna, nella quinta apparizione, affermò che la Chiesa sarà attaccata da «terribili orde» e dilagheranno la corruzione morale e l’educazione laica.
   La notte del 2 febbraio 1634, mentre la badessa pregava nel coro della cappella, la lampada del Tabernacolo si spense, lasciando il sacro luogo al buio. La Badessa stava per andare a riaccenderla, ma si sentì come bloccata da una forza sconosciuta e restò quindi in attesa. Improvvisamente apparve la Madonna, vincendo le tenebre col suo splendore e illuminando la cappella come se fosse stato pieno giorno. La Signora di Quito parlò di nuovo: «Lo spegnersi della lampada che arde davanti all’Amore prigioniero ha molti significati (…) si diffonderanno varie eresie, e, sotto il loro potere, la luce preziosa della Fede si spegnerà nelle anime per opera della quasi totale corruzione dei costumi. In quel tempo vi saranno grandi calamità fisiche e morali, pubbliche e private. Le poche anime rimaste fedeli alla grazia soffriranno un martirio tanto crudele e indicibile quanto prolungato; molte di esse scenderanno nella tomba per la violenza delle loro sofferenze e verranno considerate come martiri sacrificatisi per la Chiesa…».
   Altro significato dello spegnimento della lampada è «dovuto allo spirito avvelenato di impurità che in quel tempo dominerà, percorrendo le strade, le piazze e i luoghi pubblici come un mare immondo e godendo di una libertà talmente sorprendente che quasi non resteranno più nel mondo anime vergini».
  Il quarto significato «è il riconoscimento del potere delle sette, che abilmente si introdurrà nelle famiglie estinguendo l’innocenza nei cuori dei piccoli, soffocando in tal modo anche le vocazioni sacerdotali (…) Disgraziatamente, la Chiesa passerà allora attraverso una notte oscura in cui mancherà un prelato e un padre che vegli con amore, con dolcezza e forza, perspicacia e prudenza, e molte anime si perderanno mettendo in pericolo la loro stessa salvezza eterna. Il quinto motivo dell’estinzione della lampada sta nell’insensibilità e nel disinteresse di quella gente che, pur possedendo abbondanti ricchezze, resterà indifferente all’oppressione della Chiesa, alla persecuzione della virtù e al trionfo dei malvagi, trascurando di impiegare santamente le loro ricchezze per ottenere la distruzione del male e la restaurazione della Fede».
   In questa tragica epoca di tenebre «la malvagità sarà trionfante. Eppure sarà giunta la mia ora, in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana, ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando infine la Chiesa e la Patria dalla sua crudele tirannia». Tirannia che la Madonna imputò anche alla timidezza delle anime consacrate a Dio.
   La Regina delle vittorie parlò anche di un piccolo gregge che resisterà di fronte all’apostasia generalizzata.
  La festa di Nostra Signora del Buon Successo si celebra il 2 febbraio e la sua devozione venne approvata nel 1611. La causa di beatificazione di Madre Mariana è stata aperta l’8 agosto 1986 dall’Arcivescovo di Quito, Antonio José González Zumárraga; mentre nel 1911 l’arcidiocesi della capitale ecuadoregna chiese alle autorità romane di poter incoronare la statua di Nostra Signora del Buon Successo, cosa che avvenne il 2 febbraio del 1991.
   Nello stesso anno la cappella del convento dell’Immacolata Concezione è stata dichiarata Santuario mariano.        Ricordare le profezie della Madonna del Buon Successo, legate inevitabilmente alle profezie di La Salette e di Fatima, non è soltanto motivo di considerare le importanti denunce celesti dei depravati, corrotti e profanatori giorni che stiamo vivendo, ma anche ragione di conforto e di sprone: resistere alle normative compiacenti il male, sia esse ecclesiastiche, sia esse laiche, è dovere di ogni uomo di buona volontà, ai fini sia della salvezza della propria anima, sia di un più rapido intervento divino, affinché la Misericordia di Nostro Signore ponga fine alla colpa.

 

(Cristina Siccardi)

 

 

 

Da Nord a Sud un popolo si sta alzando in piedi per dire “No” al liberticida ddl Zan sull’omotransfobia, ora in discussione in Parlamento.
Con la nostra presenza di piazza vogliamo dire no all’istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream.
Ecco perché scendiamo in piazza. Per la libertà di espressione, per la libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertà religiosa.
Ps: visto l'enorme importanza dell'iniziativa vi chiedo la massima diffusione del messaggio, grazie

https://www.restiamoliberi.it/elenco-citta/


«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

L’associazione pro-life Ora et Labora in difesa della Vita ogni mese organizza veglie di preghiera e testimonianza contro l’aborto in diversi ospedali italiani (rif. www.oraetlaboraindifesadellavita.org). Finalità dell’associazione è offrire un’informazione completa e veritiera, in assenza della quale non può darsi alcuna autentica e consapevole libertà di scelta. Per questa ragione, vengono offerti volantini informativi e aiuti concreti alle mamme in difficoltà. Da qualche settimana questa attività a Bergamo sta subendo un boicottaggio feroce da parte di alcune militanti dell’associazione femminista Non una di meno, che di fatto impediscono la testimonianza pacifica dei nostri volontari attaccandoli con insulti e minacce, in spregio alla libertà di manifestazione ed espressione, garantita dalla Costituzione italiana, al preciso scopo di indurre le autorità competenti a negare, per ragioni di ordine pubblico, i presidi fissi informativi a favore della Vita, che ormai da diversi anni si tengono in prossimità dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, come degli altri ospedali della Lombardia e del Paese. Ai nostri volontari è stato prescritto dal Questore di operare in un luogo appartato, senza passaggio e, pertanto, in attesa dell’azione legale, le manifestazioni sono state vanificate. Tale presa di posizione è molto grave soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, durante il quale neppure il Centro Aiuto alla Vita può operare all’interno di tale struttura sanitaria. Si tratta dell’ennesimo episodio di gravissima intolleranza e odio ideologico ai danni del diritto alla vita del nascituro e alla salute della donna. La vicenda, che manifesta un pericoloso attacco alla libertà di espressione, di pensiero e di manifestazione delle proprie idee, costituzionalmente garantite, è seguita con attenzione anche a livello parlamentare. Per protestare contro questo sopruso e per affermare la libertà di espressione oggi gravemente minacciata, l’associazione Ora et Labora in difesa della Vita promuove la manifestazione presso il Sentierone di Bergamo di sabato 18 luglio alle ore 17.30.

 

 

 

 

Carissimi

Il tempo che stiamo vivendo ci ha messo alla prova. Dal 12 marzo la nostra quotidianità è cambiata così come la vita delle tante persone che stiamo seguendo: minori, clochard, donne con bambini e anziani. I nostri sforzi, come quelli dei nostri volontari, sono aumentati in maniera esponenziale per assicurare a tutti la massima protezione e continuare ad offrire tutti i nostri servizi. Per questo vi chiediamo di devolvere il 5x1000 alla Fondazione Fratelli di San Francesco. Una firma non costa nulla e porta via solo qualche istante. Trova il tempo per una firma e fai la scelta di donare il tuo 5x1000 alla Fondazione Fratelli di San Francesco.

DAI UN FUTURO A CHI OGGI NON CE L'HA !

"Non dire che non hai abbastanza tempo.
Hai lo stesso numero di ore al giorno che sono state date a Michelangelo, Madre Teresa, Leonardo Da Vinci
e Albert Einstein” (cit.)

www.fratellisanfrancesco.it cinquepermille.fratellisanfrancesco.it

 

 

 

 

USARE L'EPIDEMIA DI COVID PER PREPARARE NUOVE CATASTROFI


L’epidemia di covid ha suscitato in molti una presa di coscienza che le priorità sbandierate in tutti questi anni da vari partiti, giornali e opinion leader (meno Stato più mercato, meno tasse, tagliare la spesa pubblica, lotta all’immigrazione, la piccola criminalità) erano sbagliate. L’immigrazione e la piccola criminalità erano anche fumo negli occhi, argomenti sollevati ed enfatizzati per distrarre i cittadini dalle magagne che si andavano compiendo: tagli alla sanità (soprattutto alla prevenzione e alla medicina territoriale) e sua parziale privatizzazione; politica fiscale che ha arricchito chi già era ricco e impoverito i meno abbienti, facendo aumentare le disuguaglianze a livelli pre-seconda guerra mondiale; tagli all’istruzione e, di conseguenza, sempre più studenti per classe ed edifici scolastici vecchi e inadeguati; tagli alla ricerca; grandi opere quasi sempre costosissime e di poca o nessuna utilità (il MOSE; autostrade inutilizzate come la Milano-Brescia; i tanti aeroporti inutili – in Italia vi sono ben 36 aeroporti - ecc.).

 

Quasi certamente i tagli alla sanità sono stati la principale causa del diffondersi dell’epidemia e dei quasi 35.000 morti (secondo stime dell’Istat in realtà sono circa 60.000 [1]). Un Servizio Sanitario Nazionale a cui sono stati tolti oltre 37 miliardi di euro in 10 anni [2], non poteva certo arrestare l’epidemia nelle sue prime fasi (come avrebbe potuto se avesse avuto sufficiente personale nei servizi di prevenzione), né dare un’assistenza adeguata a malati e anziani senza favorire ulteriormente il contagio (come si sarebbe potuto con validi servizi di medicina territoriale).

 

Eppure da almeno 20 anni gli epidemiologi avvertivano che un’epidemia di qualche nuova malattia, per la quale non si potevano avere vaccini e cure specifiche, era estremamente probabile e che la si sarebbe potuta arrestare sul nascere solo se ci si fosse preparati in tempo (adeguato personale per scoprire subito le persone affette, tracciare i contatti e isolarli; mascherine e altri presidi di protezione individuale da consegnare subito al personale sanitario, sociosanitario, dei servizi essenziali ecc.; formazione al personale sanitario e sociosanitario sulle misure da adottare con i sospetti; ecc.). Purtroppo questi avvertimenti sono stati ignorati e gli esperti sono stati additati come inguaribili pessimisti e catastrofisti. La lungimiranza, la saggezza, la prudenza, la competenza non sono virtù di moda. Oggi si deve vivere alla giornata, ci si deve illudere che tutto è facile e avere una fiducia cieca che qualche nuovo ritrovato, come una bacchetta magica, ci risolva i problemi senza fatiche. Ci vogliono far credere che viviamo nel mondo delle favole, anche se la realtà è ben diversa, e l’abbiamo sperimentata sulla nostra pelle.
Se l’epidemia di covid ha fatto aprire gli occhi a molti, altri sembrano inguaribilmente ciechi, accecati dall’ideologia o dall’essere asserviti a interessi economici, il tutto spesso condito con una buona dose d’ignoranza e d’arroganza.

Per uscire dalla crisi economica scatenata dall’epidemia l’Italia avrà la possibilità di spendere ingenti somme di denaro. Sono soldi che non piovono dal cielo ma sono “a debito” e, quindi, prima o poi dovranno essere presi da qualche parte. Sarebbe bene farne quindi un uso oculato. Invece ecco Italia Viva proporre di costruire il ponte sullo stretto di Messina, il cui solo progetto, privo dell’analisi sismica (sic!) è costato oltre 900 milioni di euro alle casse dello Stato [3]. Una proposta che invece di essere accolta con fischi e risate è stata subito appoggiata da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, qualche esponente del PD (Franceschini) e dalle Giunte della Regione Sicilia e della Calabria, ambedue di destra.
Il ponte sullo stretto è un’opera dall’enorme impatto ambientale, costosissima (si afferma 8,5 miliardi di euro, ma pochi ci credono [3]), posta in uno dei luoghi più sismici d’Europa, funzionale a una modalità di trasporto tra le più inquinanti. Non solo, è un’opera inutile e che brucia ricchezza invece di produrne. Se si pensa che il Golden Gate Bridge, su cui transitano 115.000 veicoli al giorno, ha un passivo di 51 milioni di dollari all’anno, malgrado le entrate dovute al pedaggio, ci si chiede se qualcuno veramente può credere che il ponte sullo stretto, che si stima abbia bisogno di 100 milioni di euro all’anno di manutenzione, può mai essere non diciamo attivo ma almeno con perdite “ragionevoli” [4].

 

Un’altra proposta, che vede quasi tutti d’accordo, è quella di dare sostanziosi aiuti ai veicoli elettrici, ibridi e “euro 6”. Gli studi sulla presunta ecosostenibilità dell’auto elettrica sono quasi sempre finanziati dalle industrie automobilistiche; quelli indipendenti, invece, dimostrano esattamente il contrario.
La produzione di una singola batteria necessita di molta energia (da 7.000 a 65.000 Mega Joule) e produce molta CO2 (da 3 a 20 tonnellate); circa ogni 4 anni (40.000 Km) le batterie devono essere sostituite e la vecchia è un rifiuto del peso di decine o centinaia di chili (20 Kg per uno scooter), pieno di sostanze inquinanti e pericolose (litio, cromo, nickel, piombo, rame, tungsteno, cobalto ecc.) [5]. I giacimenti di estrazione di molte di queste sostanze tossiche (tungsteno, cobalto, litio, terre rare), per di più, sono localizzati principalmente in Africa e in Asia, dove sono quasi o del tutto assenti le garanzie per la salute dei lavoratori e la tutela dell’ambiente (l’estrazione determina soprattutto inquinamento dei corsi d’acqua, delle falde e inquinamento dell’aria) [6].

 

Poi per ricaricare le batterie c’è bisogno di energia elettrica e attualmente la produzione di energia elettrica è la principale fonte di gas serra.
Insomma, gli studi non finanziati dalle industrie automobilistiche ci dicono che le auto elettriche hanno un impatto sui cambiamenti climatici molto simile a quello delle auto a benzina e che anche esse inquinano.
Le auto elettriche, inoltre, occupano il medesimo spazio di quelle a combustibili fossili, per cui ci sarebbe ugualmente il traffico e strade e piazze occupate da auto con i conseguenti problemi di perdita di tempo, scarsa vivibilità, scadimento del valore estetico dei luoghi, spazio sottratto a bambini, anziani, disabili ecc. Per di più un veicolo elettrico costa il doppio di uno con motore a scoppio e sono 50 anni che si investono fondi per cercare d’inventare batterie meno costose e meno inquinanti senza alcun risultato degno di rilievo. Quindi, perché mai buttare vari miliardi di euro in un così cattivo affare? Gli unici veicoli elettrici ecosostenibili sono quelli che trasportano un gran numero di passeggeri o di merci (treni, metropolitane, tram, funicolari) oppure i monopattini elettrici (e forse le bici elettriche) perché, pesando qualche chilo invece che vari quintali o tonnellate (una Polo pesa 1.300 Kg, un Suv anche 2.700 Kg) possono avere piccole batterie che, ovviamente, sono meno inquinanti delle grandi.
Quindi, invece di regalare miliardi di euro alle multinazionali dell’auto, sarebbe molto meglio usare i fondi disponibili per rendere il trasporto pubblico frequente, puntuale e veloce e per favorire la ciclabilità (piste ciclabili, incentivi all’acquisto di bici, ecc.), l’acquisto di monopattini elettrici, il car-sharing e il bike-sharing, il trasporto delle merci con treni e navi. In questa maniera auto, moto e camion diminuirebbero drasticamente con grandi benefici per l’ambiente, la salute e la vivibilità. Si obietta: “Ma così le industrie automobilistiche licenzieranno un gran numero di operai”.

Forse. Ma è più probabile che si riconvertiranno in produzioni più confacenti ai bisogni di una società fortemente impegnata a contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la scarsità di acqua potabile ecc. D’altra parte tutto il settore legato al trasporto a cavallo è stato distrutto dall’industria automobilistica e sarebbe stato assurdo incentivarlo per salvaguardare i maniscalchi, gli spalatori di letame dalle strade, gli allevatori di cavalli e i venditori di fieno. Questi posti di lavoro sono stati distrutti e ne sono stati creati di nuovi nel settore dell’auto o in altri settori. Oggi è assurdo buttare miliardi per cercare di salvare una tecnologia di trasporto divenuta obsoleta (perché non ecosostenibile e inefficiente) ed è molto più utile impiegare i fondi disponibili per favorire la transizione a una società ecosostenibile.
In ultimo alcuni “opinion leader” hanno utilizzato la notizia che i gas serra, malgrado il lockdown, sono aumentati per sostenere che le attività umane non sono la loro origine. Sarebbe bastato consultare un qualsiasi esperto o testo di climatologia per sapere che, perché una molecola di CO2 scompaia definitivamente dall’atmosfera (perché captata dalle piante e trasformata in glucosio, cellulosa e lignina) occorrono oltre 50 anni. Quindi era impossibile che un parziale arresto delle attività inquinanti, avvenuto solo in alcuni Paesi del globo e per soli 2-3 mesi potesse determinare una diminuzione dei gas serra presenti in atmosfera ed era ovvio che sarebbero aumentati. Se si ha una vasca piena d’acqua e col rubinetto aperto al massimo, non è che diminuendo il getto dell’acqua la vasca non continui a riempirsi. Per ottenere ciò devo chiudere il rubinetto o diminuirlo drasticamente e devo allargare lo scarico; inoltre, occorrerà del tempo perché il livello dell’acqua si riduca in maniera avvertibile. Fuor di metafora, per ridurre i gas serra bisogna ridurre drasticamente la loro produzione e aumentare significativamente la superficie del pianeta coperta da foreste. Purtroppo non sta succedendo né l’una né l’altra cosa e alcuni preferiscono condurci alla catastrofe pur di non rinunciare ai loro interessi.
Insomma come sono stati irrisi e non ascoltati i tecnici che preannunciavano una pandemia, così si continua a non ascoltare, a irridere e a trovare scuse per non mettere in atto i provvedimenti necessari per impedire il riscaldamento del nostro pianeta a livelli catastrofici.

 

 

Note


1) www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/Rapporto_Istat_ISS.pdf;
2) www.gimbe.org/pagine/1229/it/report-72019-il-definanziamento-20102019-del-ssn;
3) www.money.it/Ponte-sullo-Stretto-inutile-e-deturpante-per-l-ambiente;
4) http://tozzi-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/01/30/

perche-e-inutile-dannoso-e-diseducativo-il-ponte-sullo-stretto-di-messina-11-i-problemi-tecnici;
5) www.ivl.se/download/18.5922281715bdaebede9559/1496046218976/C243%20The%20life%20cycle%20energy%20consumption

%20and%20CO2%20emissions%20from%20lithium%20ion%20batteries%20.pdf; 6) www.eea.europa.eu/publications/electric-vehicles-from-life-cycle.
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Anche questo è un gesto d'amore e ci costa solo alcuni secondi

L'epidemia di covid sta scemando sempre più, ma è importante non abbassare la guardia perché vi sono sicuramente nella popolazione italiana centinaia di persone che albergano il virus e possono trasmetterlo.
Tra le varie cose che ognuno di noi può fare per debellare definitivamente l'epidemia di covid, quali usare la mascherina quando si è a meno di 1 metro di distanza da altre persone (soprattutto quando si parla e si è in luoghi chiusi) e lavarsi spesso le mani, c'è la possibilità di scaricare gratuitamente l'app Immuni, che ci segnala se siamo venuti a contatto con una persona contagiosa, così da poter verificare se siamo stati contagiati e, in attesa dei risultati delle analisi, mettere in atto tutti le misure per impedire di contagiare le persone con cui veniamo in contato.
L'app è stata scelta tra le molte proposte per l'assoluta semplicità d'uso e garanzia di riservatezza dei dati personali, ed è stata concessa gratuitamente al Governo italiano.
E' attualmente disponibile per il download gratuito per iOS, Android e telefoni Huawei e Honor che utilizzano il sistema operativo di Google e già 4 milioni di persone l'hanno scaricata.
Attivarla è semplicissimo (occorre meno di un minuto): basta andare sullo “store” del proprio cellulare (Play Store se avete un telefono Android, Huawei e Honor o App Store se avete un iPhone), cercare Immuny e, una volta trovata, cliccarci sopra e spuntare le caselle relative alle domande (“Si ha più di 14 anni?”, “Si autorizza ad avere le notifiche di essere venuti a contatto con una persona infetta?”, “In quale provincia si risiede?).
L'app non funziona col sistema di tracciamento GPS (che poneva questione relative alla privacy) ma col sistema Bluetooth (che quindi deve essere attivo). Per i soli telefoni Android è necessario che sia attiva anche la geolocalizzazione (altrimenti Bluetooth non può funzionare).
Insomma, dedicando meno di un minuto possiamo tutelare la salute nostra, dei nostri fratelli e contribuire a debellare il coronavirus. Un piccolissimo e importante atto d'amore che va fatto.

 

 
Dacci oggi il nostro pane quotidiano: campagna Caritas-FOCSIV
Caritas Italiana e FOCSIV lanciano la Campagna “Dacci il nostro pane quotidiano”. Un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione, delle disuguaglianze anche basandosi sugli approfondimenti che verranno proposti mensilmente sul sito www.insiemepergliultimi.it. Una campagna che si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.
Il primo focus è dedicato al tema della fame, infatti tra le conseguenze immediate legate all’epidemia di Coronavirus ci sarebbe il raddoppio del numero delle persone che non avranno a breve il quantitativo sufficiente per nutrirsi.
Per info: www.focsiv.it/comunicati-stampa/dacci-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-al-via-la-campagna-caritas-focsiv

 

 
Ti consigliamo un film e un libro
Film: Insider, dietro la verità, di Michael Mann, 1999, con Russel Crowe, Al Pacino, Christopher Plummer, Diane Venora.
Il film narra una storia vera: un ex dirigente di una multinazionale del tabacco denuncia come le aziende falsavano i dati sulla pericolosità delle sigarette per incentivarne il consumo. Inizia così un duro conflitto tra l’ex dirigente (e il giornalista che lo intervista) e le multinazionali.
Il film ha avuto 7 nomination all’Oscar e 5 al Golden Globe e ha ricevuto vari premi (attore protagonista, attore non protagonista, fotografia, ecc.)
Libro: La politica del cambiamento climatico, di Antony Giddens. Il Saggiatore, 19 euro, 2011
Uno dei più importanti sociologi inglesi riflette sul cambiamento climatico. Non si tratta di “salvare il pianeta”, ma di salvare milioni e milioni di uomini, forse l’intero genere umano da situazioni tragiche e, in ogni caso, di non peggiorare drasticamente le nostre condizione di vita. Perché, allora, la maggior parte delle persone agisce come se si potesse ignorare una minaccia di questa gravità? Probabilmente perché per attivarci attendiamo di fare esperienza concreta delle tragiche conseguenze del surriscaldamento del pianeta, aspettiamo catastrofi e tragedie macroscopiche. Ma quando queste avverranno la situazione sarà ormai irreversibile e si saranno innescati circoli viziosi che faranno aumentare ancor più il riscaldamento. Giddens riflette su questo paradosso e ci fornisce utili consigli per superarlo.

 
Non diventare complice di chi fabbrica e diffonde notizie false
Dare notizie false al solo scopo di aumentare le visualizzazioni al proprio sito e guadagnare di più o per alimentare la paura, la sfiducia, il sospetto, l'odio o per guadagnare consensi subdolamente è un comportamento vergognoso e immorale che avvelena la società. Per questo non diventare loro complice visitando tali canali e siti web o girando messaggi e notizie, senza essere più che certi che siano veritieri.
Una lista di questi siti è su https://www.bufale.net/the-black-list-la-lista-nera-del-web.

Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.
I video sono su Youtube a questi indirizzi:
Un pugno al cuore: www.youtube.com/watch?v=pOZvhzfhFfE
Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
Requiem: www.youtube.com/watch?v=44V4JapxQsM&feature=youtu.be

 

 
La tua firma significa tanto! Può salvare prigionieri politici dalla tortura o dalla morte. Firma gli appelli di Amnesty
E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).

 

 
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IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

Carissimi Amici,

La S.Messa celebrata dal papa, ogni mattina, e trasmessa da Rai 1 è un evento molto bello. Vuoi che duri per sempre?  Se sei d'accordo vota la sottostante petizione.
Grazie
Ecco il link per votare la petizione

 

 http://chng.it/NxPM527N  


Buona giornata, 

Gaetano

 

XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 05.07.20 - Mt 11, 23-30


   In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

                                                                                                                                                   

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI  Il mondo è pieno di sapienti e d’intelligenti! Essi parlano, parlano, parlano sempre.


Capita di incontrarli e sentirli spesso…sì, perché loro fanno i protagonisti e tengono banco che è un piacere. E quando non ce la fanno più o quando “passano di moda”, beh, allora s’inventano un qualche scandalo o una rissa o un “reality” e così tornano a fare i protagonisti…ma sempre da “sapienti ed intelligenti”!
  

Il Cristo invece ha una “parola” di contentezza perché almeno il Padre, la “Parola” l’ha voluta raccontare per prima ai “piccoli” e a loro ha fatto “vedere” il Figlio…Del resto non aveva grandi scelte, perché la categoria dei “sapienti e degli intelligenti” era troppo impegnata a comandare, a fare soldi, a divertirsi, a parlare!
  

Al Cristo invece interessano gli “affaticati e gli oppressi”, no perché non siano sapienti ed intelligenti, ma per il semplice fatto che la fatica e la sfortuna impediscono loro di guardare, capire, e reagire.
  

Lui lo sa bene che “tutti” sono stati creati con l’intelligenza e la sapienza, ma le cose nella vita non sempre vanno come si vorrebbe e non sempre la colpa è personale…ed allora…Ed allora Lui vuole “ristorarci”, cioè vuole ridarci la dignità di persone “create a sua immagine e somiglianza” e che quindi non sono venute al mondo per morire di fatica o per essere messe sotto i piedi dal prepotente o dal "bullo" di turno.
  

Il suo “ristorarci” fa parte essenziale della Sua “missione”, è il Suo modo di volerci bene. La Sua proposta allora per “vincere” nella vita è di caricarci il suo “giogo”, che è la Sua Parola, unica in grado di farci star bene, di ridarci il sorriso, la speranza e la dignità di persone libere. Il suo “giogo” da prendere sopra di noi è davvero il Suo Vangelo, è la Sua Croce che porta alla Risurrezione, è la fatica “seria”, quindi, quella che porta frutti di libertà e d’amore.
Certo che Lui non ci promette autostrade o seggiovie o scale mobili…lo fanno già “i sapienti e gli intelligenti”, a Lui non va di prenderci in giro.
  

Il Signore Gesù c’invita a farci “carico” di Lui, a prendercelo addosso…perché il Signore Gesù è la salvezza, è la Vita. Lui ci AMA davvero.
  

Buona vita...non siamo soli: mai. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi


XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 28.06.20 - Mt 10, 37-42

 

  In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me;
chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 
...credo non ci sia molto da aggiungere: più chiaro di così!


Lui, Gesù di Nazareth...proprio Lui che si è "fatto carne per stare in mezzo a noi", proprio Lui che si è fatto "pane per nutrire la nostra vita di testimoni"...proprio Lui ci dice chiaro e preciso quali devono essere gli atteggiamenti veri e concreti del nostro "vivere", del nostro camminare la vita.
Lui vuole e deve essere al centro perchè il nostro amare non si perda nel nulla;
Lui vuole essere al centro perchè il nostro vivere sia quello di "pellegrini", in altre parole persone che hanno un traguardo vero e bello da raggiungere, passo dopo passo.
Lui al "centro" e "compagno di viaggio".
Tocca me, tocca a tutti noi provare ad ascoltarlo e tradurlo in scelte concrete: la vita sarà più bella per noi e per gli altri.

 

Buona vita allora, senza paura perchè Lui c'è e farà sempre il tifo per noi...
Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi

 

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – 21.06.20 - Mt 10, 26-33


  

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
  

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI   “Non abbiate paura" ...!

Se uno come Lui ci fa questa raccomandazione, vuol dire che “avere paura” è una di quelle cose che possono succedere, e, infatti, succede.  Sì, succede che abbiamo paura di farci riconoscere come cristiani:
. paura di essere presi in giro perché si va a Messa o all’oratorio;
. paura di essere “isolati” perché facciamo dei ragionamenti che abbiamo imparato da Lui;
. paura di essere considerati "buoni" perché va di moda essere un po' “cattivi”;

 

Lui sa bene che tutto questo lo possiamo “temere”, ed allora l’invito è di “non temere”…perché Lui sarà un Amico fedele e riconoscente. Va anche oltre.
  

Il Signore infatti sa che possono anche ucciderci per il semplice fatto che siamo dei “suoi”. E succede appunto così in giro per il mondo, e succede, anche adesso, che qualcuno sia ucciso perché considerato dei “suoi”. Il Signore lo sa e ci dice ancora di “non temere”.

 

Tutto questo non è facile, ma non è impossibile…la prova sta nel fatto che anche oggi ci sono milioni di persone che non hanno paura di “predicarlo dai tetti” e “alla luce”.
  

Non si tratta di fare i bulli, gli arroganti o i fondamentalisti, ma si tratta di essere semplicemente e felicemente suoi testimoni. Testimoni di Lui, “suoi” e non di noi stessi!
  

L’invito è sempre quello: scegliere. Scegliere fra il buio e la luce, fra Lui e gli altri.
La conseguenza di tutto questo sarà il suo atteggiamento finale: “Anch’io vi riconoscerò” o “Anch’io vi rinnegherò”. Si potrà dire tutto del Signore Gesù ma non si potrà mai dire che Lui non sia stato chiaro nel parlare e nel prevenire le nostre paure. Il problema non è “avere paura”, ma lasciarsi vincere dalla paura e ripiegare così su strade diverse.
  

 

Buona vita allora, con Lui al centro del nostro andare. Un grande e forte abbraccio, ciao don Gigi
                                                                                                          

 

CORPUS DOMINI – 14.06.20 - Gv 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. (...) Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

COMMENTO DI DON GIGI PINI   

 

Mangiare è una questione di vita o di morte…e non di linea o di dieta. Noi abbiamo imparato a mangiare “bene” e “sano” per avere un corpo “in salute” e “in forma”.
Avere cura e rispetto per il proprio corpo è un dovere oltre che un diritto…e dovrebbe valere per tutti!
  

Tutto questo si capisce molto bene, anche se non sempre è così scontato, visto che l’obesità e l’anoressia sono problemi della nostra civiltà occidentale!
  

Il “mangiare” dell’anima invece è una questione che il più delle volte ci lascia assolutamente indifferenti. Sembra, infatti, che non “dia nell’occhio” la denutrizione o l’obesità dell'anima. Sembra! I risultati invece di questo strano digiuno, o dieta, è la quantità di male, di malessere, d’odio e d’indifferenza che ogni giorno è raccontato, scritto e vediamo intorno a noi. Insomma non è un "digiuno" senza conseguenze.
  

Noi, così innamorati della vita, non dovremmo fare fatica a capire che c’è un Pane indispensabile per viverla nell’unico modo vero e sensato: quello dell’Amore. Ma come fai ad Amare, a “dare la vita”, se non hai un’anima che trova la sua forza nel Pane da mangiare e, in pratica, nel nutrirsi di Lui? Come risulta impossibile lavorare, fare sport e vivere se smetto di mangiare e bere…così è impossibile “vivere Amando”, come Lui ci ha insegnato, se non “mangio Quel Pane”.
Per l’anima funziona la stessa regola che vale per il corpo: essa vive bene o male in relazione a quello che mangia o non mangia.
  

Gesù si propone come il Pane della vita. A me la decisione di accettarlo oppure di farne tranquillamente a meno. Sarebbe come scegliere di “morire” ma noi, invece, abbiamo una grandissima voglia di vivere. Come sempre, il “gioco” è nelle mie mani, nella mia libertà di scegliere. Non potrò mai avere paura di “scegliere la vita per sempre”.

 

Buona vita allora con Lui al centro. Un grande e forte abbraccio. Con Lui ripartiremo alla grande. don Gigi

 

SANTISSIMA TRINITA’ – 07.06.20 – Gv 3, 16-18
   In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo...

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 “Credere” è la grande sfida. …e sembra però non essere più di moda.


Siamo disposti a credere all’oroscopo, ai segni zodiacali, ai maghi di turno, alle carte e al gatto nero…ma non va più di moda “credere” in Dio, né “credere” nel Figlio e ancora meno nello Spirito Santo.
 

  La questione però è che “credere” non può essere una “moda”. Oggi quindi c’è proposta la “globalità” della nostra fede: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E’ nel loro “nome” che noi siamo stati battezzati e nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo iniziamo e chiudiamo tutte le nostre Messe, e ancora nel loro “nome” siamo mandati nel mondo; è nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo che siamo perdonati ed è nel loro “nome” che noi iniziamo a pregare.
  

Si continua a ripetere “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, e però rischiamo di continuare a vivere nel “nome” del denaro, del potere, del sesso, del successo…e per tutto questo siamo disposti a qualsiasi cosa; sì, ci crediamo talmente tanto che siamo disposti a fare le guerre, ad uccidere, ad odiare, ad isolare e a tradire.
  

Vivere allora questa domenica, tutte le domeniche, per riconfermare la nostra voglia di “credere”, per riconfermare il nostro pregare giorno dopo giorno;
- per riconfermare il nostro impegno nella vita nel Suo nome;  
- per riconfermare la voglia di costruire e vivere i nostri progetti nel suo nome;
- per riconfermare la nostra disponibilità ad essere strumenti di pace e d’amore nel suo nome.

 

La "Domenica" importante perché ci ricorda di avere un Dio Creatore e Padre, un Gesù Figlio che salva e uno Spirito Santo che ama…insomma ci ricorda che non siamo soli nella scommessa della vita. “Credere “ non sarà mai una questione di moda, ma una scelta di vita nell’Amore.

 

Buona vita allora... è possibile. Un grande e forte abbraccio. don Gigi

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

PENTECOSTE – 31.05.20 – Gv 20, +19-23
   ...disse loro: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 

 

                                                                                             
Pentecoste: promessa mantenuta. L’altra faccia di Dio? No, l’unica! E’ quella dell’Amore, della Vita e della Verità.
  

Pentecoste è il tempo della missione e della Chiesa. Prima di tornare a “casa”, il Signore Gesù ci aveva già “indicato” il percorso e ci aveva fatto la promessa di non lasciarci “camminare”da soli lungo le strade del mondo. Lo Spirito Santo è la Sua Presenza.
  

Pentecoste è il coraggio di uscire allo scoperto, per strada, perché c’è Qualcuno di cui fidarsi davvero.
  

Pentecoste è capire che non è più tempo di piangersi addosso e far troppe lamentele, non è più tempo d’avere paura dei “Giudei”…bisognerà invece lasciarsi guidare dallo Spirito che ci guiderà alla Verità tutta intera. Lasciarsi guidare! Mettere la Parola come “filtro” ai nostri ragionamenti, inchieste, valutazioni e progetti; “filtro al nostro fare”. Ecco “come” e “perché” non saremo più soli.

 

Pentecoste allora è penetrare bene nei Sacramenti per uscirne rinforzati e sempre di più “convertiti”; riprendere in mano:
-       - il nostro Battesimo che ci ha fatto figli e fratelli, ci ha fatto Chiesa;.
-       - la Cresima che ci ha “consegnato” e ci ha "confermato" la missione di testimoni di Lui nel  mondo;.
-       - la Confessione, il segno del perdono, di un amore gratuito e di riconciliazione con Lui, con gli altri e con noi stessi;.
-       - l’Eucaristia: la Parola e il Pane…cibo per trovare forza e senso nel vivere;.
-       - il Matrimonio per un amore condiviso e fecondo;.
-       - l’Ordine che deve rendere sempre più radicale il seguirlo;.
-      - l’Unzione degli infermi, per il sostegno nella malattia e nella sofferenza.
  

Pentecoste sarà anche riprendere in mano la Bibbia, perché lo Spirito ci aiuti a “saperla leggere” per camminare davvero nei giorni della vita.
  

Buona strada allora... per chi termina “la scuola”, per chi ha esami da preparare, per chi lavora, per chi cerca i sogni e per chi lotta… diamoci una mano e sarà tutto molto più bello. Un abbraccio forte e buona vita a tutti, don Gigi

 

ASCENSIONE DEL SIGNORE – 24.05.20 – Mt 28, 16-20

 

   In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI 


Ecco cosa ci tocca fare. Il Signore lo dice appena prima di partire verso casa sua. Dal Padre era partito e al Padre ritorna. In momenti come questi c’è solo lo spazio per dire alcune cose, magari rotte dall’emozione, ma parole alle quali ci si tiene tanto.
  

La raccomandazione finale quindi è quella di “andare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
  

Bisogna andare! Ma non dobbiamo andare a vanvera, senza mete e senza progetti…no, bisogna andare nel nome di Qualcuno. E’ subito chiara la raccomandazione di mettere Dio al centro del nostro muoverci e aggiunge però subito che sarà necessario “insegnare” quello che Lui ci ha detto durante la Sua permanenza in mezzo a noi. “Insegnare” Lui, insomma, e non le nostre idee e presunzioni di “maestri” Ecco quello che ci tocca fare: andare, con Lui al centro, e insegnarlo. Missione non facile la nostra, ma è esattamente quello che Gesù ci dice, sono le Sue ultime parole. Gli resta solo da aggiungere un’ultima “parola” che è carica d’affetto e di nostalgia perché avrà letto negli occhi dei suoi amici un momento di smarrimento, di paura, di tristezza…ed allora chiude il suo “parlare” così: “Io sono con voi tutti i giorni!”.
  

Il Signore ci vuole rassicurare che la Sua è una partenza e non una fuga. Ci vuole dire che è finito davvero un “modo d’essere presente”, ma ne inizierà un altro non meno importante e vero: quello dei Sacramenti, quello dello Spirito. Nei Sacramenti “impareremo” tutto quello che dobbiamo insegnare non a parole ma con la vita di tutti i giorni. Nella Parola c’è scritto tutto quello che dobbiamo insegnare come testimoni credibili e sinceri. Non ci lascia orfani, ci manderà lo Spirito: è l’appuntamento per domenica prossima, la Pentecoste.
  

Buona vita... e sarà così con Lui al centro del nostro “vivere”. Un grande e forte abbraccio, don Gigi

 

 

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a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

Ancona, Giovedì, 25 giugno 2020  

 

GLI OCCHI  E LO SGUARDO  DI MARIA 
REGINA DI TUTTI I SANTI

 LA MADONNA DI SAN CIRIACO IN ANCONA 
 224° anniversario del miracolo 

(25 giugno 1796 - 25 giugno 2020)

 

IL MIRACOLO DELL'APERTURA DEGLI OCCHI
DELL’IMMAGINE DI MARIA “Regina di tutti i Santi",
venerata nella Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona

 

 

Uno straordinario documento inedito della relazione canonica del 6 luglio 1796
(Cfr. documento originale del 6 luglio 1796 in Internet www.lavocecattolica.it/occhidimaria.htm)


     La rivoluzione scoppiata in Francia nel 1789 con la più furiosa ferocia andò estendendosi velocemente al di fuori della Francia. Napoleone Bonaparte venne nominato nel marzo 1796 a comandante dell’esercito, con cui iniziò una invasione dell’Italia del Nord, occupandola dopo aver sbaragliato l’esercito austro-piemontese, e dandosi a saccheggi, ruberie e repressioni sanguinose.
     Gli invasori infatti sventravano chiese e profanavano altari, e chi si ribellava veniva selvaggiamente massacrato. I francesi non facevano mistero di voler sradicare per sempre la religione puntando sul suo cuore, Roma. Napoleone si diresse perciò verso lo Stato Pontificio, avendo di mira in particolare l’occupazione del porto di Ancona, che era il principale porto pontificio dell’Adriatico, e che gli venne ceduto con un armistizio siglato a Bologna.
     Gli anconitani, conosciuta la notizia della cessione di Ancona a Napoleone, rimasero sgomenti e desolati, per il timore delle violenze della soldataglia francese, e tutta la cittadinanza si riversò spontaneamente nella Cattedrale, ove si venerava un quadro intitolato alla “Regina di tutti i Santi”, avente gli occhi socchiusi.
     La popolazione invocava con grande fervore la Madonna, perché rivolgesse sulla città “quegli occhi suoi misericordiosi”, recitando l’antica preghiera della “Salve Regina”. E il 25 giugno 1796 avvenne l’inizio dei prodigi, ripetutisi per un anno intero, dell’apertura degli occhi del quadro della Madonna del Duomo di Ancona.
     Così è narrato in un articolo di Moreno Niccolini il prodigio che si verificò per le suppliche del popolo anconitano: “Il 25 giugno, proprio mentre gli invasori sono alle porte della città, il quadro della Madonna del Duomo comincia a muovere gli occhi, portandoli sulla gente inginocchiata. La voce si diffonde immediatamente. Tutti accorrono da ogni parte. Il miracolo perdura per mesi, ininterrotto. Le Autorità sono costrette a promuovere un’inchiesta ufficiale, con tanto di notai verbalizzanti, perizie di scienziati e interrogatori di testimoni (che sono migliaia). Questa mole di documenti si trova ancora oggi negli archivi. I giacobini locali avvertono Napoleone che il clero anconitano sta truffando il popolo per farlo insorgere contro gli invasori. Appena entrato in città il Generale ordina che gli si porti il quadro, lo prende minacciando di distruggerlo. E’ alla presenza dell’intera municipalità, di canonici e del suo Stato maggiore: tutti lo guardano tenere il dipinto tra le mani. D’improvviso il suo volto sbianca, Napoleone esita, resta senza parole. Poi si scuote e riconsegna l’immagine, comandando di tenerla coperta. C’è chi giura che Napoleone ha visto il prodigio e ne è rimasto scosso. Il fatto è che ha cambiato idea senza motivo apparente, e non è da lui. Occupata Ancona e sbaragliati i pontifìci, i Francesi dilagano: Roma non ha più speranze. Il papa Pio VI ordina preghiere, digiuni, cerimonie propiziatrici; si invoca soprattutto la Madonna, venerata nella capitale della cristianità in modo speciale attraverso le migliaia di «madonnelle stradarole» che fanno della città intera un vero e proprio Santuario mariano a cielo aperto. E il 9 luglio anche qui la Regina «rivolge quegli occhi suoi misericordiosi» su chi la supplica. La Madonna detta dell’Archetto è la prima: sta nel rione Trevi, uno dei più popolari. Quasi nello stesso momento altre immagini mariane seguono. In breve, se ne contano a decine. La gente corre di qua e di là a vedere i miracolosi movimenti di occhi; occorre far intervenire la forza pubblica per disciplinare gli accessi. Frattanto, anche in provincia accadono cose simili. Si hanno come due epicentri, Ancona e Roma. In quei giorni la vita cittadina cambia, non si sentono più alterchi, bestemmie, risse, litigi; ai piedi delle icone miracolose si formano mucchi di refurtiva restituita, i confessionali traboccano, si devono tenere le chiese aperte anche la notte. Una simile «ondata di miracoli» non ha uguali in tutta la storia del Cristianesimo”.
     Ancora oggi, in Roma e in Ancona, lapidi e iscrizioni ricordano i miracoli di quell’anno straordinario. Qui di seguito viene riportato uno straordinario documento inedito proprio del 1796, cioè la relazione ufficiale fatta in Ancona dai testimoni oculari ad appena dieci giorni dall’inizio del miracolo in Ancona (durato poi per un anno) e prima dell’inizio di quello di Roma.
     Migliaia di persone, di ogni ceto e grado, hanno verificato e testimoniato l’autenticità dei miracoli riportati nella sottostante “relazione”, che era stata composta mentre ancora il miracolo si ripeteva e senza sapere dagli scriventi che si sarebbe rinnovato per un intero anno e che si sarebbe ampliato anche in altri luoghi, come a Roma... Come si può non credere all’autenticità di quegli avvenimenti visti per un anno e testimoniati da migliaia e migliaia di persone?...

 

RELAZIONE UFFICIALE DEL 6 LUGLIO 1796 del prodigioso e frequentissimo aprimento di Occhi
di un’Immagine di MARIA SANTISSIMA venerata nella Chiesa Cattedrale di Ancona

Cfr. documento originale del 6 luglio 1796 in Internet: www.lavocecattolica.it/occhidimaria.htm


A LORETO, Piazza della Madonna (davanti al Santuario)
Sabato 11 luglio 2020 - ore 18.00-19.00 (accettazione ore 17.30)

Sit-in sul modello delle "sentinelle in piedi" con bavaglio sulla bocca (al posto della mascherina), per dire con forza: SI' ALLA VERITA' SU VITA UMANA E FAMIGLIA E ALLA LIBERTA' DI OPINIONE E DI ESPRESSIONE e NO alla violenza, al pensiero unico ed alla pericolosa legge sulla omotransfobia.

Cfr. in Internet: www.restiamoliberi.it

 

LETTERA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE DEI VESCOVI CIRCA LE INVOCAZIONI
«MATER MISERICORDIAE», «MATER SPEI», E «SOLACIUM MIGRANTIUM» DA INSERIRE NELLE LITANIE LAURETANE

RIFLESSIONI CRITICHE IN RIFERIMENTO ALLE NUOVE INVOCAZIONI
INSERITE NELLE ANTICHE LITANIE LAURETANE

CHE COSA PENSAVA IL CARD. SARAH SULLA QUESTIONE DEI MIGRANTI

 

Da STILUM CURIAE di MARCO TOSATTI

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA - UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA

 

  Ancona, Domenica, 14 giugno 2020 - CORPUS DOMINI

 

LA VERITA' DEL CORPO E DEL SANGUE DEL SIGNORE GESU'
DONATO PER LA SALVEZZA DEGLI UOMINI
 UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA 

 

- Video: il miracolo eucaristico di Lanciano
- Giornata Mondiale di preghiera, penitenza e digiuno
- Il parere di un Avvocato: Le mascherine sono illegali
- Ecco perché siamo nel pieno di una rivoluzione

- Il libro: LA CREAZIONE  NON E' UNA FAVOLA

PER L'EUCARISTIA
19 giugno 2020
PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUGNO

Una giornata mondiale di preghiera, penitenza e digiuno, il 19 giugno, per riparare alle offese al Santissimo Sacramento compiute durante l’emergenza imposta con il Covid 19. Questa l’iniziativa di alcuni laici cattolici di diverse nazionalità, che così viene presentata.
***
GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUNO

   Noi, fedeli laici, sostenuti da alcuni Pastori della Chiesa cattolica, ci troviamo ad assistere quotidianamente a tante offese commesse contro Nostro Signore Gesù Cristo, veramente presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, specialmente in questo momento in cui, in molti paesi, i fedeli sono obbligati a ricevere la Santa Comunione in mano. Questa disciplina, sconosciuta alla prassi della Chiesa, è un oltraggio alla divinità di Nostro Signore Gesù Cristo e alle norme universali di Santa Madre Chiesa.
   Ci proponiamo quindi di riparare tutti i peccati commessi contro l’Eucaristia indicendo UNA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUNO PER IL PROSSIMO 19 GIUGNO, SOLENNITÀ DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ.
   Chiediamo al clero, ai religiosi e ai fedeli laici di unirsi a questa giornata di riparazione eucaristica nei modi più diversi: offrendo o partecipando alla Santa Messa e all’Ora Santa, facendo Comunioni riparatrici, recitando il Santo Rosario, comprese le giaculatorie insegnate dall’Angelo del Portogallo ai Pastorelli di Fatima, meditando sulla Passione del Signore, offrendo sacrifici e digiunando. Chiediamo inoltre ai partecipanti di recitare le litanie del Sacro Cuore di Gesù e, privatamente o pubblicamente, di rinnovare l’Atto di Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, come prescritto da Papa Leone XIII l’11 giugno 1899.
   Nella speranza che venga promossa UNA GRANDE CROCIATA DI RIPARAZIONE, esortiamo Pastori e fedeli a unirsi a questa iniziativa e a promuoverla il più possibile. Invochiamo con fiducia Gesù Eucaristia, per i meriti della Madonna del Santissimo Sacramento: Fac cor nostrum secundum Cor Tuum.

L’AVV. CARLO PRISCO: PERCHE’ LE MASCHERINE SONO ILLEGALI - LE MASCHERINE COME UN T.S.O. E COME UN REATO -

COME DIFENDERSI DALLE MULTE ILLEGITTIME

ECCO PERCHE'SIAMO NEL PIENODI UNA RIVOLUZIONE

di Aldo Maria Valli

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA -   Tratto dal libro di DOMENICO RAVALICO
Libro estraibile in www.lavocecattolica.it/verita.della.creazione.htm


UNA INASPETTATA SFIDA ALL'INTELLIGENZA UMANA
 

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.22-2020 
 Ancona, Domenica, 31 maggio 2020 - PENTECOSTE 

 

 

  ENRICO MEDI - LA SCIENZA E' CRISTIANA

 LA CREAZIONE NON E' UNA FAVOLA 

ENRICO MEDI - NATO A PORTO RECANATI, ALL'OMBRA DELLA SANTA CASA DI LORETO - LO SCIENZIATO CHE CONIUGAVA FEDE E RAGIONE - LA SCIENZA PER NATURA SUA E' CRISTIANA -

LA CREAZIONE NON E' UNA FAVOLA

Il 26 maggio del 1974 moriva Enrico Medi, docente universitario e fisico che commentò in diretta Tv lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Oggi Servo di Dio, coniugava fede e ragione, argomentando perché «la scienza per natura sua è cristiana». Figlio spirituale di Padre Pio, era molto devoto al Santissimo Sacramento. Pensando all’infinito valore della Messa, rivolse ai sacerdoti parole memorabili e che dicono tanto della dignità e missione sacerdotale.

     «La gloria del Signore risplende soprattutto il giorno della nascita dei santi. E il giorno della nascita dei santi è quello che gli uomini chiamano il giorno della morte». Era il 26 settembre 1968 e il professor Enrico Medi, durante i funerali partecipati da circa centomila persone, commentava così la nascita al Cielo del santo di cui era figlio spirituale: Padre Pio da Pietrelcina (†23 settembre 1968).
     Se di Padre Pio la Chiesa ha già ‘certificato’ la santità, canonizzandolo, di Enrico Medi (Porto Recanati, 26 aprile 1911 - Roma, 26 maggio 1974), Servo di Dio, è in corso il processo di beatificazione. Fisico, docente universitario e politico, membro dell’Assemblea costituente e due volte deputato, Medi fu un illustre cattolico laico del suo tempo. Ricordarlo nel giorno del 46° anniversario della sua morte (26 maggio), può aiutare a inquadrare rettamente il rapporto tra scienza e fede, e insieme gettare luce su quella che dovrebbe essere la vocazione di uno “scienziato”, termine di cui ormai si fa abuso.
     I più grandicelli e di buona memoria ricorderanno Medi per il commento scientifico, in diretta Tv, allo sbarco del primo uomo sulla Luna. I vecchi video testimoniano la competenza e umiltà mostrate in quei momenti storici, così richiamati da Tito Stagno parlando molti anni dopo alla trasmissione A Sua Immagine: «Il LEM si è appena appoggiato sul Mare della Tranquillità, gli astronauti non sono ancora scesi ma si cominciano a vedere le prime immagini del paesaggio lunare e Medi dice: sì, siamo su un mondo nuovo, meraviglioso, noi chiniamo la testa, proprio in ringraziamento, meditazione e gioia, però sempre con la prudenza che si deve avere quando si affermano cose che non si conoscono. La scienza è fatta di incognite».
     Il suo curriculum, in fatto di scienza, ci dice che Medi era un predestinato. A soli 21 anni si laureò in Fisica discutendo la tesi con Enrico Fermi. Nel 1942 vinse la cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Palermo.
     I fatti del 1943 lo costrinsero a stare per mesi nella sua regione di nascita, le Marche, dove un giorno seppe di due uomini che stavano per essere fucilati: si recò al comando di Jesi offrendosi di sostituire i condannati a morte, a cui alla fine venne risparmiata la vita.
     Nel ’49 divenne presidente dell’Istituto nazionale di geofisica, alla cui guida promosse la rete degli osservatori e si adoperò perché venisse fatta una mappa sismica del Paese. Per un paio di anni fu anche divulgatore scientifico in Tv, e nel 1958 fu nominato vicepresidente dell’Euratom. Medi era convinto che l’energia nucleare, usata a fini pacifici, fosse una valida risposta ai problemi energetici. Nel 1965 si dimise dalla vicepresidenza dell’Euratom perché vedeva prevalere gli interessi di enti dei singoli Stati a discapito di un piano comune di ricerca.
     Alle molte attività da uomo di scienza, qui accennate a grandi linee, Medi univa la luce della fede: «Se non ci fosse pericolo di essere fraintesi, verrebbe da dire che il cristianesimo è esattamente scientifico; ma la verità è un’altra, è che la scienza per natura sua è cristiana: cioè ricerca della verità, cioè attenta indagine su quella che è la volontà di Dio che si esprime nell’ordine naturale (scienza) e nell’ordine soprannaturale (fede e teologia). Quindi è inconcepibile e assurdo qualsiasi ipotetico contrasto fra fede e scienza, fra vero progresso scientifico e teologia e morale». Medi, che si era pure laureato in teologia alla Gregoriana, spiegava che ogni vera scoperta scientifica non può mai intaccare la fede, bensì fornirle conferme che fanno «gustare meglio alla mente umana la grandezza e la bontà di Dio». In opposizione allo scientismo, che idolatra e falsifica la scienza negando il soprannaturale, Medi spiegava che «la rivelazione e la teologia hanno illuminato e permesso il nascere e lo sviluppo della scienza».
     Medi ebbe un rapporto personale con Pio XII, che poté incontrare nel ’46 ricevendo da lui due rosari, uno per la moglie Enrica Zanini e l’altro per la bambina di cui i due coniugi erano allora in dolce attesa. Papa Pacelli imparò a conoscerlo e stimarlo sempre di più, e nel 1955 lo volle a capo della delegazione della Santa Sede alla conferenza di Ginevra sull’energia atomica. Un intenso rapporto lo ebbe pure con Paolo VI, che lo nominò membro della Consulta dei Laici del Vaticano.
     Scorrendo tra gli scritti di e su Medi si comprende anche quale amore nutrisse per la famiglia e la centralità che dava all’educazione, che è anzitutto educazione a vivere la volontà di Dio. Aveva sposato Enrica, laureata in Chimica e Farmacia, nel 1938. E da lei aveva avuto sei figlie, sei “Marie” (Maria Beatrice, Maria Chiara, Maria Pia, Maria Grazia, Maria Stella, Maria Emanuela), a testimoniare la devozione verso la Madonna. Per mettere Dio sempre più al centro della vita familiare Medi fece costruire una cappella privata nella sua casa di Torre Gaia, la dedicò alla Sacra Famiglia e ottenne di potervi custodire l’Eucaristia. «In quella cappella - riferiva l’Osservatore Romano negli anni Novanta - iniziava e chiudeva la giornata, soffermandosi in preghiera e in lunghe meditazioni».
     Ma dicevamo di Padre Pio. Dopo il primo incontro, fulminante, con il santo da Pietrelcina, Medi aveva voluto approfondirne la conoscenza, andando spesso a trovarlo a San Giovanni Rotondo, sia di sua iniziativa sia su invito diretto del buon frate. Un giorno, ancora padre di 4, appuntava di aver parlato a san Pio delle sue figlie e di aver avuto «la benedizione per Enrica, ma era implicita: è una cosa sola con me…».
     L’insegnamento e insieme il dono più grande  ricevuto dal santo fu assistere alla Messa da lui celebrata. «La Messa di Padre Pio era rivivere fisicamente tutta l’agonia del Getsemani, del Calvario, della Crocifissione e della morte. Quando assistevamo alla Messa si vedeva l’ansia di una creatura che da una parte era presa da una sofferenza immensa, dall’altra non voleva che questa sofferenza si riversasse sui fratelli che aveva accanto. Come il Signore sul Calvario».
     Sarà per questa consapevolezza che Medi, rivolgendosi al clero, diceva parole che continuano a suonare attualissime: "Sacerdoti, io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete Dio tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra». Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. Voi obbligate Dio a scendere in terra! Siete grandi! Siete creature immense! Le più potenti che possano esistere. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto. Sacerdoti, vi scongiuriamo: Siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti! Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente e a rimettere i peccati, siete capaci solo voi! Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al Signore. […] A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».

LA CREAZIONE NON E’ UNA FAVOLA -   Tratto dal libro di DOMENICO RAVALICO
Libro estraibile in www.lavocecattolica.it/verita.della.creazione.htm

NOTA INTRODUTTIVA
Domenico Ravalico morì a Bologna, la città dove insegnava, nel 1974, l'anno in cui apparve la prima edizione di questo testo. Nel ripubblicarlo oggi nel Sito Internet www.lavocecattolica.it forse egli avrebbe aggiornato alcuni dati. Ma poiché si tratta per lo più di punti di secondaria impor­tanza nell'economia del testo, si ha motivo di ritenere che anche nella sua stesura originale l'opera conservi tutta la sua validità e attualità. Torniamo perciò a proporre il testo, oggi non più reperibile in commercio, quale uscì dalla penna dell'illustre Autore. (continua)             
 
 
PREFAZIONE

   E’ possibile riconoscere scientificamente, ai giorni nostri, che la Creazione non è una favola? Si può affermare con tutta certezza, in base a evidenti fe­nomeni naturali, che il materialismo marxista, negatore della Creazione, è falso? Lo dimostrano in modo sfolgorante nuove im­mense e inattese realtà naturali, scoperte dalla Scienza in questo ultimo ventennio. Quelle scoperte stanno dischiudendo innanzi ai nostri occhi un pa­norama assolutamente nuovo, del tutto inimmagina­bile, tale da coinvolgere l'Universo dall'atomo alla Galassia, e il Regno della vita dalla molecola all'organismo umano. E un panorama imprevisto e imprevedibile, sorprendente ed insieme inquietante.
Avviene oggi quanto è già accaduto in passato; l'Umanità si trova di fronte ad una svolta lungo il suo cammino; è una svolta che sgomenta poiché non consente di intravedere quale sia la meta.
   Tre secoli or sono, l'invenzione del telescopio eb­be l'effetto di spalancar l'Universo innanzi agli occhi degli uomini, sorpresi e intimoriti. Dagli abissi dello spazio emersero miriadi di stelle e maestose Galassie. La Scienza si trovò innanzi all'immensamente grande. Ma appena qualche decennio più tar­di, venne inventato il microscopio. Questa volta a dischiudersi innanzi agli occhi degli uomini fu il vasto mondo dei microbi, dei butteri, delle cellule viventi. La Scienza si trovò innanzi all'immensamente piccolo.

MEDICI CHE LOTTANO PER LA (NOSTRA) LIBERAZIONE
Dal sito di Maurizio Blondet  29 Maggio 2020
Covid, un gruppo di medici al Governo:
“Revocare i provvedimenti prudenziali, mancano i presupposti di fatto”

   Gli esperti hanno inviato unʼistanza in autotutela in cui chiedono contezza delle delibere alla luce delle evidenze sullʼepidemia che si è rivelata “una forma influenzale non più grave di altri coronavirus”.
   “Il governo revochi i provvedimenti di contenimento emessi sulla base di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano dei presupposti di fatto che ne giustifichino l’applicazione”. E’ la richiesta posta da un gruppo di medici che ha inviato un’istanza in autotutela al governo. Nel documento vengono smontati i “punti della narrativa allarmistica sul coronavirus” attraverso prove documentali e l’esperienza sul campo, e viene chiesto al governo di giustificare le scelte fatte sulla base delle osservazioni di “esperti” di cui, secondo gli autori dell’istanza, non si conoscono né l’autorevolezza e né l’esperienza (“ci potrebbero essere conflitti d’interesse”).
   I medici inoltre criticano la misura che obbliga a usare le mascherine: “Indossarle per ore fa male, tra i rischi l’ipercapnia e sovrainfezioni da microorganismi”. (CONTINUA)

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.21-2020 

Il 24 maggio la Chiesa festeggia il titolo di Maria AIUTO DEI CRISTIANI
INVOCATA NELLA SANTA CASA DI LORETO DA TUTTI I CRISTIANI

     La mattina del 7 ottobre 1571, dopo sei ore di fiera mischia, nelle acque di Lepanto, i Cristiani inalberavano il vessillo della croce sulla nave ammiraglia turca, e il grido di vittoria risonava tra le file dell'esercito: Vittoria! Vittoria! I Turchi sgominati si diedero alla fuga: il bilancio della giornata per loro era stato terribile: 20.000 morti, 5.000 prigionieri, 107 galee arse o sommerse. Tutta la cristianità veniva così liberata dalla diabolica ferocia della mezzaluna. Chi diede la vittoria? Il mondo cristiano pregava la Vergine Immacolata venerata nella Santa Casa di Loreto, recitando la corona del Rosario in unione col papa San Pio V, il quale mentre parlava nel Concistoro ai cardinali, nel momento culminante della battaglia, aprì una finestra e rapito in estasi esclamò: "Vittoria! Abbiamo vinto! Andiamo a ringraziare la Madonna!". Ed a perpetua riconoscenza a Maria aggiungeva nelle Litanie Lauretane l'invocazione: AUXILIUM CHRISTIANORUM, ORA PRO NOBIS! e stabiliva che nella prima domenica di ottobre si celebrasse la festa del S. Rosario.
     Un altro Papa è strettamente legato alla storia di questo titolo: Pio VII. Condotto da Napoleone prigioniero a Fontainebleau, gemeva nell'umiliazione, e la Chiesa privata del suo Capo visibile, alzava le sue grida di dolore a Dio, quando il santo Pontefice fece un voto a Maria, e l'Ausiliatrice gli concedeva il 24 maggio 1814 di rientrare libero e trionfante in Roma. Il 10 maggio dell'anno seguente si recava a Savona per soddisfare il suo voto, incoronando solennissimamente la Madonna della Misericordia; e verso la fine di quell'anno con un "Breve", a testimonianza della sua gratitudine a Maria, istituiva la festa di Maria Ausiliatrice da celebrarsi il 24 maggio, anniversario del suo ritorno alla sede romana. D'allora in poi chiese e confraternite sorsero in diversi luoghi ad onorarla sotto questo titolo, finché Maria richiese un grande santuario a San Giovanni Bosco, al quale mostrando più volte il luogo ove dovevasi fabbricare, gli soggiunse: Hic domus mea, inde gloria mea! 
     Papa Benedetto XV esclamava: «Non a caso la Chiesa pone l'invocazione di Maria Ausiliatrice dei Cristiani in fine delle Litanie, perché dopo aver invocato Maria con tanti appellativi, vuole con questo riassumerli tutti. Dopo averla proclamata Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, salutata Consolatrice degli afflitti, quasi a compendiare queste dolci prerogative la invoca Auxilium Christianorum. Pare dunque a noi che questo titolo apra ancor più il nostro cuore alla confidenza e racchiuda in sè la forza dell'espressione di tutti gli altri ». 

IL NUOVO "DISORDINE" MONDIALE
Prefazione del Card. Joseph Ratzinger

Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell'umanità.
È il titolo di un libro, poco noto, pubblicato dalle Edizioni San Paolo nel 2000. Scritto da Michel Schooyans, sacerdote e professore emerito di Filosofia politica e Ideologie contemporanee all’Università cattolica di Lovanio, in Belgio, si tratta di una denuncia della politica di morte promossa da istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e da un numero sempre maggiore di governi. Ciò che ancora di più potrebbe sorprendere è trovare, in questo testo, un'introduzione scritta dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che cinque anni dopo sarebbe diventato Papa Benedetto XVI, e che tredici anni dopo avrebbe invece scandalizzato il mondo con le sue "dimissioni" (spontanee? reali?).
Dal nuovo Conclave sarebbe poi emersa la figura del Cardinale Jorge Mario Bergoglio (papa Francesco), che invece avrebbe mostrato piena adesione all'agenda "onusiana" e alle sue politiche.
Nel libro, fra i molti argomenti trattati, si fa riferimento anche all'utilizzo dei vaccini 'anticoncezionali', ad insaputa delle donne che si sottoponevano alla somministrazione, diffusi nel Sud del Mondo proprio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Una denuncia, quella di Schooyans e di Ratzinzger, che oggi rischierebbe forse di non trovare alcuno spazio nella "nuova" Chiesa di Francesco… e che merita di essere portata alla luce, a beneficio anche di chi non si riconosce nei riferimenti culturali e spirituali che fanno da sfondo alla suddetta ricerca.
 
Introduzione scritta dall'allora card. Joseph Ratzinger

Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente. La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo. 
Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”.
   Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica.
   Da una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa.
   Dall’altra, ci sono i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali.
   Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo.
   Una filosofia di questo tipo non ha più la carica utopica che caratterizzava il sogno marxista; essa è al contrario molto realistica, in quanto fissa i limiti del benessere, ricercato a partire dai limiti dei mezzi disponibili per raggiungerlo e raccomanda, per esempio, senza per questo cercare di giustificarsi, di non preoccuparsi della cura di coloro che non sono più produttivi o che non possono più sperare in una determinata qualità della vita.
   Questa filosofia, inoltre, non si aspetta più che gli uomini, abituatisi oramai alla ricchezza e al benessere, siano pronti a fare i sacrifici necessari per raggiungere un benessere generale, bensì propone delle strategie per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità, affinché non venga intaccata la pretesa felicità che taluni hanno raggiunto.
   La peculiarità di questa nuova antropologia, che dovrebbe costituire la base del Nuovo Ordine Mondiale, diventa palese soprattutto nell’immagine della donna, nell’ideologia dell’ “Women’s empowerment”, nata dalla conferenza di Pechino.
   Scopo di questa ideologia è l’autorealizzazione della donna: principali ostacoli che si frappongono tra lei e la sua autorealizzazione sono però la famiglia e la maternità. Per questo, la donna deve essere liberata, in modo particolare, da ciò che la caratterizza, vale a dire dalla sua specificità femminile. Quest’ultima viene chiamata ad annullarsi di fronte ad una “Gender equity and equality”, di fronte ad un essere umano indistinto ed uniforme, nella vita del quale la sessualità non ha altro senso se non quello di una droga voluttuosa, di cui sì può far uso senza alcun criterio.
   Nella paura della maternità che si è impadronita di una gran parte dei nostri contemporanei . (CONTINUA)
 Roma, 25 aprile 1997
Joseph Card. Ratzinger

Introduzione a Michel Schooyans, Nuovo disordine mondiale, San Paolo Edizioni (2000)

 

Dilettanti al governo, evoluzione totalitaria, irrilevanza pubblica della Chiesa
Intervista all’avvocato Gianfranco Amato di Samuele Cecotti

La crisi sanitaria connessa alla pandemia da COVID-19 ha generato processi economici e politici su scala planetaria tali da delineare un quadro nuovo e preoccupante lasciando già ora intravvedere una fortissima recessione economica globale e gravi indizi di un incipiente totalitarismo post-moderno. Le questioni che una simile crisi di civiltà pone sono molteplici non ultime di carattere giuridico, bioetico e religioso.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Gianfranco Amato, giurista, fondatore e presidente nazionale dei Giuristi per la Vita, intellettuale cattolico attivo su molti fronti dell’apostolato culturale

Avvocato, in questi mesi di emergenza sanitaria proclamata dal governo italiano a fine gennaio, abbiamo assistito, in una prima fase, ad una sottovalutazione del problema (ricordiamo tutti gli hashtag #milanononsiferma e #abbracciauncinese con relativi aperitivi sui navigli) da parte degli stessi esponenti di maggioranza per poi, in una seconda fase, precipitare il Paese in una sorta di “arresti domiciliari” universali stabiliti per dpcm. Si conosce ora l’esistenza d’un Piano elaborato al Ministero della Salute già a gennaio ma tenuto segreto … Ci aiuta a trovare una chiave di lettura per un simile procedere del governo italiano? Vede la possibilità per azioni legali contro l’operato del presidente Conte e del governo?
      L’unica chiave di lettura possibile è quella che ci offre la drammatica immagine di un governo (... CONTINUA...)

SULLA PROBLEMATICA DELLA MESSA

E DELLA COMUNIONE IN BOCCA O SULLA MANO

MACELLAI!
L'AMARO LAMENTO DI GESU' A PADRE PIO



   Venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi, chi stava celebrando, chi stava parlando e chi stava svestendo delle sacre vesti.
   La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n’ebbi. Però il suo sguardo si riportò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote.
   Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”. E rivolto a me disse: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ohimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l’agonia. Ohimè come corrispondono male al mio amore! Ciò che più mi affligge è che costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo, l’incredulità. Quante volte ero lì per lì per fulminarli, se non ne fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate… Scrivi al padre tuo e narragli ciò che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…”.
   Gesù continuò ancora, ma quello che disse non potrò giammai rivelarlo a creatura alcuna in questo mondo. Questa apparizione mi cagionò tale dolore nel corpo, ma più ancora nell’anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne se il dolcissimo Gesù non mi avesse già rivelato…
   Gesù purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine! Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!

 

(San Pio da Pietrelcina al suo confessore Padre Agostino, 7 aprile 1913

L'ORIGINE APOSTOLICA DELLA COMUNIONE SULLA LINGUA

 

 

 

Data l'importanza culturale del film, con anticipo rispetto al previsto, comunichiamo l'uscita in DVD dell'ultimo film di Dominus Production, UNA CANZONE PER MIO PADRE.

Il film, ispirato ad una storia vera, parla della riscoperta di se stessi tramite la rielaborazione del rapporto con le figure genitoriali, in particolare quella del padre. In una società sempre più fragile, la presenza di punti di riferimento appare sempre più nevralgica.

Il protagonista, Bart Millard, cantante americano dall'infanzia difficile, riesce a prendere in mano la propria vita e a maturare, come uomo e come individuo, solo quando smette di fuggire dal proprio dolore e, presa consapevolezza delle proprie ferite, le affronta con coraggio, riconciliandosi con il proprio passato. Grazie a questo cammino interiore profondo e liberatorio, Bart Millard scriverà una delle canzoni più belle della storia della musica, I CAN ONLY IMAGINE, vincitrice del triplo disco di platino e per lungo tempo in vetta alle classifiche pop e country americane.

Come sempre, in abbinamento al film, suggeriamo di approfondire il tema con un libro. In questo caso proponiamo IL TU PROFONDO di Rafael Pérez Piñero, la storia della riscoperta dell'io, tramite la ricerca di autenticità nel rapporto con se stessi e con gli altri.

 

Guarda il trailer: https://youtu.be/pXPhse0Sckg

 

Scopri di più su: www.unacanzonepermiopadre.it

 

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Carissimi amici di Dominus,

in questo momento di grande cambiamento, nell'attesa di tornare a una piena normalità, abbiamo voluto fare di necessità virtù e investire in un format culturale semplice e facilmente accessibile a tutti, con ospiti di grande prestigio, capaci di offrire preziosa informazione e formazione al nostro pubblico.

Nelle passate settimane abbiamo affrontato temi importanti, dal diritto alla democrazia, dalla scuola alla deriva filantropica occidentale. Continueremo le nostre pillole informative ogni Domenica alle ore 21 con trasmissioni in streaming sulla pagina @federicapicchiofficial.

 

La scorsa Domenica abbiamo parlato di un tema molto delicato, il disegno di legge zan-scalfarotto, con il prof Massimo Gandolfini, la dottoressa Silvana De Mari e due testimoni di eccezione: Luca di Tolve e Antonio Margini. Potete rivedere il video qui: https://youtu.be/rSqKMz7pYq8

La pillola del 21 giugno invece tratterà un tema caro ad ogni essere umano: la ricerca dell'Infinito. Avremo come ospiti un grande scienziato, il professor Antonino Zichichi e un monaco di grande sapienza, Padre Serafino Tognetti. Vi aspettiamo, fate circolare soprattutto tra i giovanissimi.

 

Tutte le precedenti pillole (in)formative si trovano su www.federicapicchi.it


 

 

 

 

 
LISTA DEI SITI CATTOLICI
www.siticattolici.it

GLI ULTIMI ARRIVI

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IN REGALO PER TE LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO

In questa piccola raccolta troverai alcune delle omelie più incisive,
toccanti, illuminanti pronunciate da Papa Francesco durante le messe
in Santa Marta. Parole che ispirano e parlano al cuore di tutti,
ci danno speranza, ci incoraggiano e ci indicano la via da seguire.
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e se vuoi, sempre gratis, anche il volume stampato

 

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Venerdì 19 Giugno 2020

 

Santuario Madonna di Casale - Santa Giustina (RN) new -

 

Barnabiti - Chierici Regolari di San Paolo new cei 0952 -

 

Ufficio Pastorale della Famiglia - Diocesi Ferrara new cei 0627 -

 

 

Giovedì 18 Giugno 2020

 

Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - Italia Centrale Appenninica new -

 

CUIPRO - Conferenza Rettori Università e Istituzioni Pontificie Romane new - L'organismo promuove il coordinamento, la collaborazione e gli interessi comuni delle Università, delle Facoltà e degli Istituti Pontifici Romani, al fine di migliorarne la formazione, la ricerca e la missione.

OFM Cappuccini - Convento Frati Cappuccini - Bigorio (Svizzera) new

 

Mercoledì 17 Giugno 2020

 

Chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano - Roma new
Un'oasi di spiritualità mariana nel centro storico di Roma. La Chiesa, curata dai Frati Cappuccini, è un luogo di preghiera e l'ambiente è colmato del canto gregoriano che favorisce la preghiera e la meditazione.


Monache Visitandine - Monastero della Visitazione - Baggiovara (MO) new
Il sito è gestito da un fedele laico che desidera promuovere la spiritualità dell'Ordine della Visitazione, basata sull'umiltà verso Dio e la dolcezza verso il prossimo.


Servizio Tutela Minori - Diocesi di Bergamo new


 

Martedì 16 Giugno 2020


Confraternita del SS.Rosario - San Nicola da Crissa (VV) new


Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote - Gricigliano (FI) new


San Rainaldo da Concorezzo, 700° anniversario dalla morte new


 

Lunedì 15 Giugno 2020

 

Terra e Missione new

Francescane Missionarie di Maria - Provincia Italiana new

BL - San Vito di Cadore - Parrocchie di San Vito e Borca di Cadore new cei 0000 - Il sito della Pieve dei Santi Modesto e Crescenzia martiri a San Vito di Cadore e della Parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo Apostoli a Borca di Cadore.

 

Sabato 13 Giugno 2020

 

SMA - Società Missioni Africane new cei 0848 - Comunità di missionari cattolici provenienti dai cinque continenti. Presenti in Africa da 150 anni con la passione di condividere la vita, la cultura, la religione degli Africani.

 

 

Missionari Cappuccini - Provincia di Lombardia new - Attività di animazione missionaria per il sostegno dei nostri missionari in Brasile, Costa d'Avorio, Camerun e Thailandia. Il sito pubblica la nostra rivista: Missionari Cappuccini, per una informazione e cultura missionaria.

 

Venerdì 12 Giugno 2020

 

Centro Missionario Francescano - OFM Bologna new

 

Istituto Figlie di Santa Maria di Leuca new

 

PN - Dardago - Parrocchie di Dardago, Budoia e Santa Lucia new cei 0000 - Contiene una riflessione sulla liturgia domenicale, l'elenco delle S. Messe celebrate nelle tre parrocchie e gli avvisi utili per la vita della comunità parrocchiale.

 

 

Giovedì 11 Giugno 2020

 

Istituto Suore della Riparazione new - Siamo chiamate a vivere il carisma della riparazione credendo nella dignità dell’uomo anche quando questi è scivolato nei bassifondi dell’esistenza.

 

MB - Concorezzo - Parrocchia Santi Cosma e Damiano new cei 0000

 

Il faro della vita cristiana (a cura di Infantolino Manfredi) new

 

 

Mercoledì 10 Giugno 2020

 

Ordine Teutonico - Roma new

 

Gioventù Domenicana - Roma new
Uno spazio di riflessione per quei ragazzi e ragazze che desiderano vivere la propria fede alla luce della spiritualità domenicana.

 

 

Suore Marianiste - Figlie di Maria Immacolata - Casa Generalizia new

 

PA - Villagrazia - Parrocchia Maria Santissima delle Grazie new cei 0000 -

 

 

Martedì 9 Giugno 2020

 

Fondazione Opera Sant'Alessandro - Bergamo new
L'OSA comprende otto istituti scolastici nella diocesi di Bergamo, in grado di offrire un percorso di crescita completo da 0 a 19 anni.

 

Chiesa di San Francesco del Prato - Parma new - Il complesso si trova a pochi passi da Cattedrale e Battistero. Un monumento unico al mondo: per il suo grande valore storico e culturale, per le sue ardite linee architettoniche e per la sua parabola storica singolare.

 

 

IGS - Istituto Gesù Sacerdote new - Una famiglia spirituale per il clero diocesano, per una spiritualità più profonda, che infonda grazie, fraternità e zelo apostolico alla sua missione, sulle orme del fondatore Don Giacomo Alberione.

 

 

Lunedì 8 Giugno 2020

 

Villa Nazareth - Roma new - E' la sede del Collegio Universitario Fondazione Comunità Domenico Tardini, nato come istituzione scolastica aperta agli orfani nel secondo dopoguerra, per iniziativa del card. Domenico Tardini. Dal 1982 è gestito dalla Fondazione Comunità Domenico Tardini Onlus, e raccoglie oggi più di 150 studenti universitari.

 

Missionari Saveriani - CDSR - Centro Documentazione Saveriani Roma new
Una finestra aperta sul web per ricostruire le miriadi di preziosi contributi culturali prodotti dai Missionari Saveriani.

 

OFM Cappuccini - Convento Padre Santo - Genova new

 

 

 

Domenica 7 Giugno 2020

 

PM - Il Piccolo Missionario new cei 04102 - Rivista missionaria per ragazzi (utilissima anche per educatori). Informa sui popoli del Sud del mondo, e si propone di educare all'intercultura e alla mondialità con fumetti, fatti, notizie, barzellette e giochi.

 

Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio new
Il particolare profilo su cui si fonda la nostra identità è l’amore senza limiti, verso fratelli vivi e defunti.

 

OFM Cappuccini - Messina new - Informazioni sulla nostra vita e sulla nostra attività. Se desiderate chiedere delle chiarificazioni o maggiori informazioni, inviateci un semplice e-mail. Internet ci offre la possibilità di esservi più vicini e più utili.


 

Spiritualità Cristiana (a cura di Raffaele Guida) new

 

 

Sabato 6 Giugno 2020

 

Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria new - Portale dei Missionari dei Sacri Cuori; Beato Gaetano Errico; Mailing List; Download di documenti, materiale fotografico e archivi di animazione pastorale e liturgica. Si impegnano nell'attività missionaria anche con l'animazione, l'educazione e la formazione dei giovani, attraverso il Vangelo, l'esempio e la testimonianza di vita.

 

Salesiani - Opera Don Bosco - Genova Sampierdarena new - Le scuole del Don Bosco sono: la Scuola Media, il Liceo Scientifico, L'Istituto Tecnico Industriale. Scuola ispirata al Vangelo, dove lo sviluppo della personalità viene seguito con rispetto e la dimensione religiosa occupa il giusto posto pur nel rispetto della libertà di tutti.

 

Centro Pastorale Giovanile Shekinà - Napoli new
Il sito che permette di conoscere tutte le attività di volontariato, aggregazione giovanile e preghiera promosse dal centro Shekinà nei quartieri Vomero-Arenella.

 

Venerdì 5 Giugno 2020

 

Laboratorio Scienza & Fede - Diocesi di Trieste new -

 

Suore Francescane Insegnanti del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco new

Ordine della Visitazione di Santa Maria - Monastero della Visitazione - Treviso new - Nella preghiera, nel silenzio, nel sacrificio, nel lavoro, prosegue tuttora la nostra bella vita contemplativa tutta tesa alla perfezione evangelica.


 

 

Giovedì 4 Giugno 2020

 

Cultura e Università - Diocesi di Roma new cei 0417

 

FE - Codigoro - Oratorio Don Bosco new -

 

Venerabile Francesco Antonio Marcucci (1717-1798) new - Sito dedicato al fondatore delle Pie Operaie dell'Immacolata Concezionee per stimolare una riflessione condivisa sulla sua opera.

 

 

Mercoledì 3 Giugno 2020

 

Azione Cattolica - Monaco di Baviera new


PN - Polcenigo - Comunità Parrocchiali di Polcenigo, San Giovanni, Coltura e Mezzomonte new cei 0000

 

Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re new - Il Carisma della Congregazione è vivere nella fraternità il Vangelo per amore di Dio, incarnando, testimoniando e annunciando la Regalità di Cristo, con lo spirito francescano di continua conversione al servizio della Chiesa e della persona particolarmente nel campo educativo.


Rogazionisti - Istituto Antoniano - Padova new
Il carisma dei Rogazionisti è tutto legato alla considerazione che servono operai alla Messe del Signore, il quale pregano perché ne mandi

 

 


Lunedì 1 Giugno 2020


Figlie di Gesù Buon Pastore new
Chiamate da Dio a consacrarsi totalmente a Lui in Cristo, sono unite tra loro da uno speciale vincolo di fraternitā, che rafforza quello del Battesimo per cui partecipano della misteriosa unitā del Corpo Mistico di Cristo.


Benedettini Silvestrini - Monastero San Vincenzo M. - Bassano Romano (VT) - Casa per ferie new
Centro di spiritualità, oasi di pace, luogo di accoglienza.


Calendario Francescano Secolare new
I santi, i beati e testimoni della fede del Terz'Ordine secolare di San Francesco, l'Ordine Francescano Secolare. Il progetto nasce con spirito di servizio dall'iniziativa di alcuni francescani secolari e di Amici di San Francesco.


 

Venerdì 29 Maggio 2020

 

Associazione Tra Noi - Movimento per la Spiritualità dell'Accoglienza new
Movimento cattolico che ha il fine di accogliere e aiutare ogni persona, principalmente la più emarginata e indifesa, senza distinzione di classe di religione e di cultura, per promuovere una fraternità universale nello spirito di San Luigi Orione.


Clarisse - Monastero Santa Chiara - Oristano - La Luce delle Clarisse new


Sui passi di don Guanella - Como e Sondrio new
Un piccolo 'Cammino di Santiago' tra i monti e le valli delle provincie di Como e di Sondrio. Per coloro che si vorranno mettere 'sui passi di don Luigi Guanella', affascinati dal suo carisma di amore verso Dio e verso gli uomini, soprattutto quelli più in difficoltà.


 

 

Giovedì 28 Maggio 2020

 

Scuola di Formazione Teologica - Diocesi di Treviso new cei 1164

OFM Cappuccini - CIFIS Collaborazione Interprovinciale Formazione Italia Sud dei Frati Minori Cappuccini new
Il CIFIS vuole rispondere sempre meglio alla formazione, garantendo un percorso unitario nella formazione iniziale (dalla tappa del postulato fino alla formazione specifica) e scommettendo anche nella formazione permanente attraverso varie iniziative (esercizi spirituali e formazione ai guardiani).

LU - Forte dei Marmi - Parrocchia Sant'Ermete Martire - Passo dopo passo new


 


Mercoledì 27 Maggio 2020

 

CEInews new cei 0419
Portale d'informazione che aggrega, valorizza e condivide le notizie dei media CEI, della Commissione nazionale valutazione film e di altre realtà collegate alla Chiesa italiana.


Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re - Regione di Roma dell'Immacolata Concezione new
Vogliamo servire Cristo nei piccoli e nei giovani, educandoli e guidandoli a raggiungere la piena maturità umana e cristiana.


Progetto Policoro - Arcidiocesi di Palermo new cei 0523

 

 


Martedì 26 Maggio 2020

 

Benedettine - Monastero San Raimondo - Piacenza new


FE - Ferrara - Vicariato San Guido Abate new cei 0000


San Papa Giovanni XXIII - Fondazione Papa Giovanni XXIII - Bergamo new - Scuola di studi internazionali giovannei a Bergamo.

 


Lunedì 25 Maggio 2020

 

Collegium Caronensis - Ticino new - Portale di fedeli, sostenitori, amici e simpatizzanti della Messa latino-gregoriana del Canton Ticino (Svizzera) sia romana sia ambrosiana sia di riti monastici.

Suore Infermiere dell'Addolorata new

Preti (sempre) di corsa (a cura di Padre Pasquale Castrilli) new - Il sito dei sacerdoti runners italiani. "Uomini di Dio" con la passione per la corsa vissuta come spazio di incontro, solidarietą e spiritualità. Il sito è parte di un progetto che vuole creare una 'community' mettendo in contatto sacerdoti runners. Allo stesso tempo intende far conoscere la loro storia di fede e l'impegno pastorale.

 

 

Sabato 23 Maggio 2020

 

Suore della Sacra Famiglia di Spoleto new
Il sito si propone di alimentare l'originaria missione di 'essere, dare, costruire' famiglia nel mondo, in nome di Gesù, Maria e Giuseppe, modello di vita per le suore e per ogni famiglia che condivide il carisma del Beato Pietro Bonilli, Fondatore.

RM - Roma - Parrocchia San Giuseppe a via Nomentana new cei 0000 - La storia della parrocchia, i gruppi parrocchiali e le attività di oratorio, gli appuntamenti, il giornalino e la Liturgia della Parola mese per mese. Diocesi: ROMA

 

Radio Christus new
Emittente religiosa della comunità Dehoniana dei Sacerdoti del S. Cuore, che dal 1977 trasmette Parola di Dio, riflessioni e canti religiosi, testimonianze di fede e di vita, incontri di preghiera, celebrazione dell'eucarestia, rosario, santo del giorno e lodi problemi di vita familiare e sociale, rubriche di attualità, informazione e cultura religiosa.

 

 


Venerdì 22 Maggio 2020

Francescane Missionarie d'Egitto (del Cuore Immacolato di Maria) new


NO - Varallo - Parroccie di Varallo Pombia e Pombia new cei 0000
Il sito delle parrocchie dei Santi Vincenzo e Anastasio in Varallo Pombia e dei Santi Vincenzo e Maria a Pombia.


Prega oggi - Una raccolta di preghiere (Blog di Antonio Serra) new

 

 


Giovedì 21 Maggio 2020

 

 

Lazzaristi - Congregazione della Missione new - Fine della Congregazione della Missione è seguire Cristo evangelizzatore dei poveri. Vengono chiamati anche 'Lazzaristi', per aver avuto origine nel Priorato di San Lazzaro di Parigi. Sono riconosciuti come Vincenziani nei paesi anglofoni, in Spagna come Paules e in America Latina come Vincentinos.

VE - Carpenedo Mestre - Parrocchia SS. Gervasio e Protasio - Il blog di Carpenedo new

Comunità RUT - Caserta new - Centro di accoglienza curato dalle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria di Breganze, per giovani donne migranti, sole o con figli, in situazioni di difficoltà e di sfruttamento.

 

Mercoledì 20 Maggio 2020


Opera Diocesana Patronato San Vincenzo - Bergamo new
L’opera Diocesana Patronato San Vincenzo opera nel territorio di Bergamo e nella missione Boliviana nell’ambito della prevenzione del disagio giovanile e nell’assistenza ai poveri seguendo i principi del Vangelo e della carità cristiana.

 

Piccole Sorelle dei Poveri new

NO - Borgomanero - Oratorio Santo Stefano new - L'oratorio è il luogo della comunità, aperto a tutti nel rispetto della finalità cristiana.

 

 

Martedì 19 Maggio 2020


SUPR - Associazione degli Studenti delle Università Pontificie di Roma new
L'Associazione SUPR ha creato una piattaforma in cui gli Studenti possono unire interessi e voglia di imparare. Ogni Ateneo offre alla Chiesa il suo carisma unico. Insieme, questi carismi arricchiscono la Chiesa e ogni studente.

Ancelle Francescane del Buon Pastore - Roma new - Al letto degli ammalati siate angeli di conforto, diceva Madre Teresa Napoli.

Uff. Liturgico - Diocesi Roma Frosinone-Veroli-Ferentino new cei 0201

 


Lunedì 18 Maggio 2020

 

Fraternità Francescana di Betania - Santuario della Madonna delle Vertighe - Monte San Savino (AR) new

Passionisti - Casa Esercizi Spirituali del Celio - Roma new
La Casa D’esercizi dei Passionisti di Roma, propone corsi d’esercizi per sacerdoti e diaconi, religiosi, religiose e laici.

RM - Velletri - Parrocchia San Giovanni Battista new cei 0000

Cammino Cattolico (Blog di Giuseppe Paxhia) new - Uno strumento per far rinascere il Cattolicesimo e guidare il fedele in questo Cammino di fede.

 

Sabato 16 Maggio 2020


Santuario Madonna del Granato - Capaccio (SA) new - Dopo la distruzione di Paestum ad opera dei Saraceni nel VII Sec., i Pestani superstiti si rifugiarono sul colle Calpazio che si affaccia sull'ampio Golfo di Salerno. Qui costruirono anche la loro nuova Cattedrale e dedicata a S. M. Maggiore. Nel 1246 fu distrutta da Federico II insieme al paese e nel 1710 fu ristrutturata completamente e da allora probabilmente fu incrementato il titolo devozionale di: Madonna del Granato. Dal 1991 è presente un religioso Carmelitano dell'A.O. quale rettore del Santuario e conduttore di una vita eremitica secondo la regola del Carmelo.

 

Venerdì 15 Maggio 2020

 

Arciconfraternita dei Santi Benedetto e Scolastica dei Nursini - Roma new
Informazioni sulla chiesa, le celebrazioni, gli eventi e la confraternita e bollettino bimestrale ufficiale.

Gesuiti - Collegio internazionale del Gesù - Roma new

CT - San Giovanni la Punta - Parrocchia Maria SS.ma del Rosario e San Rocco new cei 0000 - Sito internet del Sentiero di San Rocco e della Parrocchia Maria SS. del Rosario e S. Rocco con sede a Trappeto, frazione di S. Giovanni La Punta (Catania).

 

Giovedì 14 Maggio 2020

 

Confraternita di Santa Maria della Quercia dei macellai - Roma new

Congregazione Maestre Pie Venerini new - Le Maestre Pie Venerini si dedicano all'istruzione e all'educazione cristiana della gioventù. Oltre che in Italia sono presenti in Albania, Brasile, Camerun, Cile, India, Nigeria, Romania, Stati Uniti d'America e Benin.

BZ - Bolzano - Parrocchia Cristo Re new cei 0000

Preghiere.eu (a cura di Cristian P.) new - Sito di spiritualità cattolico-cristiana con uno sguardo particolare alla Passione di Cristo.

 

Mercoledì 13 Maggio 2020

 

Villa Immacolata - Torreglia (PD) new
Un luogo silenzioso dove trascorrere un tempo di riflessione: è la casa diocesana di spiritualità di Torreglia, nella diocesi di Padova.

Passioniste - Monastero della Presentazione di Maria SS.ma al Tempio - Tarquinia (VT) new
La vera libertà la troviamo solo quando, fuori o dietro una grata, facciamo come il Buon Samaritano.

UD - San Giorgio di Nogaro - Parrocchia San Giorgio Martire new - Gli avvisi parrocchiali della Parrocchia di San Giorgio Martire.

 

Martedì 12 Maggio 2020

 

Movimento Domenicano delle Famiglie new - Il nostro movimento vuole offrire la possibilità di interpretare la propria esperienza familiare alla luce del Vangelo, attraverso la sapienza e l'esperienza dello stile di vita domenicano.

Discepole del Vangelo new - Sono molte le vie di dono a cui ci apre il Vangelo. Noi ci sentiamo interpellate a percorrerne alcune, in particolare quella dell'incontro con Gesù e col Vangelo, quella che dà valore alla quotidianità e quella dell'incontro.

PA - Palermo - Parrocchia Santa Maria della Pace new cei 0000 - Una parrocchia guidata dai Frati Minori Cappuccini di Palermo.

 


Lunedì 11 Maggio 2020

 

Il giorno e le opere - Congo new

Guanelliani - Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile new
I Servi della Carità e le Figlie di S. Maria della Provvidenza insieme per lavorare e progettare per e con i giovani.

PD - Grion di Trebaseleghe - Parrocchia Sant'Ambrogio new cei 0000

 


Domenica 10 Maggio 2020

 

Missionarie di Maria - Saveriane new cei 0000 - Famiglia missionaria sorta a Parma nel 1945 con la finalità di annunciare Cristo e testimoniare il suo vangelo tra i non cristiani. Costituisce il ramo femminile dei Missionari Saveriani. Attraverso il sito, le missionarie di Maria ci fanno vivere il grande e prezioso dono dell'annuncio del Vangelo di Gesù condividendo con noi le loro esperienze.

Immacolatine - Istituto Suore dell'Immacolata di Genova new - L'istituto è stato fondato dal sacerdote Sant'Agostino Roscelli nel 1876 a Genova. Le Suore, sulle orme del loro fondatore, esplicano il loro apostolato attraverso l'educazione e l'istruzione dei fanciulli e dei giovani, avvalendosi della collaborazione di educatori laici che ne condividono il carisma.

VA - Varese - Parrocchia San Massimiliano Kolbe new cei 0000
Nel sito puoi trovare il calendario con tutte le scadenze dell'anno, una ricca carrellata di ultime notizie, gli avvisi della settimana nelle news, la storia della parrocchia, la guida alla visita della chiesa, il profilo dell'architetto J. Dahinden, i servizi religiosi, gli orari delle S. Messe e delle funzioni religiose. Diocesi: MILANO

 

 

Sabato 9 Maggio 2020


CMD Biella new cei 0844 - Per noi il cuore di tutto è la missione: il sito raccoglie appuntamenti, testimonianze, foto ed iniziative di animazione missionaria, portate avanti con impegno ed entusiasmo da persone innamorate della missione e del Vangelo, con l’intento di animare e coinvolgere l’intera comunità.

Istituto Superiore di Scienze Religiose 'Donnaregina' - Napoli new cei 1164 - L'ISSR Donnaregina di Napoli, collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, rilascia il Magistero in Scienze Religiose e il Diploma CEI, titoli riconosciuti dalla Santa Sede. Nota storica, Curricoli, Piani di studio, Corsi di formazione, Segreteria.

UISG - Unione Internazionale delle Superiore Generali new cei 0952 - La UISG è un foro internazionale dove le Superiore Generali condividono esperienze, scambiano informazioni e si accompagnano reciprocamente nello svolgimento del loro servizio.

 


Venerdì 8 Maggio 2020

 

Clarisse - Monastero San Cosimato - Roma new
Ogni giorno coltiviamo l’unione con Dio, ma, allo stesso tempo, siamo vicine alle sofferenze, alle necessità ed alle ansie dei fratelli. La nostra giornata trascorre tra la preghiera personale e comunitaria, il lavoro e la vita fraterna, affinché possiamo essere testimonianza del primato dello spirito e fecondo apostolato a servizio della Chiesa e del mondo intero, riscoprendo quotidianamente la bellezza di vivere insieme nella contemplazione il Vangelo del Signore Gesù Cristo, secondo l’esempio di Francesco e Chiara d’Assisi.

PA - Palermo - Parrocchia Sant'Agnese Rione Danisinni new cei 0000

Santa Sede - Congregazione per i Vescovi new cei 0000

 


Giovedì 7 Maggio 2020

 

ANSPI - Villaggio di Sant'Agostino - Martina Franca (TA) new - Un oasi di pace, di cultura, di spiritualità e di solidarietà. La struttura non è solo un luogo di mattoni, ma soprattutto un luogo di persone, una comunità che pulsa, che vive.

Rogazionisti - Studentato Teologico dei Padri Rogazionisti new

TS - Caresana/Mackolje - Parrocchia San Bartolomeo Apostolo/Zupnija sv. Jerneja new cei 0000

 


Mercoledì 6 Maggio 2020
Centro Culturale 'Il Tempietto' - Genova Sampierdarena new
Il Tempietto è il polo culturale dell'Opera Don Bosco di Genova e pubblica tutti gli anni una rivista di sociopolitica.

 

Congregazione della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo new
Noi crediamo all'amore misericordioso e inesauribile di Dio per noi. Non abbiamo meritato quest'amore. Noi siamo niente, non abbiamo niente e non possiamo niente senza Dio. Siamo proclivi al male. Siamo peccatori, eppure Dio continua ad attirarci a sé.

BZ - Bolzano - Parrocchia Santa Gertrude new cei 0000

 

 


Martedì 5 Maggio 2020

 

Oblati di Maria Vergine - Scuola di Vita Spirituale Padre Bruno Lanteri - Roma new
La Scuola si propone di formare le persone all’intimità di vita con il Signore Gesù Risorto e vivo, sulla scia della spiritualità degli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola coniugata con la spiritualità di S. Francesco di Sales e gli insegnamenti dei grandi maestri della spiritualità.

Suore Pie Operaie dell'Immacolata Concezione new - Il nostro carisma è essere testimonianza continua e concreta di Maria Immacolata, via e modello di santificazione, impegnandoci a divenire una sua viva immagine.

PD - Padova - Parrocchia San Daniele new cei 0000


Archivio Storico Diocesano - Bergamo new cei 1166

La Via di Francesco nel Lazio new
La Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio è un coordinamento di numerose associazioni territoriali, nato per rispondere all’esigenza di divulgare i valori del Poverello di Assisi, attraverso il cammino a lui dedicato.

Benedettini Silvestrini - Congregazione Benedettina Silvestrina new

 

 

Domenica 3 Maggio 2020

 

Laici Domenicani - Provincia Romana di Santa Caterina da Siena new cei 0740 - Sito ufficiale dei Laici di San Domenico della Provincia Romana. I laici domenicani sono incorporati nell'Ordine dei Predicatori (Domenicani) e condividono diritti, doveri e beni spirituali del Primo Ordine

GAM - Gioventù Ardente Mariana - Toscana new
Movimento giovanile di ispirazione eucaristica, mariana, ecclesiale, che intende lanciare i giovani verso l'evangelizzazione.

Santuario di Santa Gemma Galgani - Lucca new - Il sito è nato in coincidenza con l'apertura del centenario della morte di santa Gemma Galgani, mistica stimmatizzata lucchese (1878-1903). Sono in cantiere in questo anno centenario varie iniziatve di tipo culturale, liturgico per interessare, anche attraverso il sito web sull'attualità di una ragazza che ha sempre detto di sì a Dio.

Santuario Nostra Signora del Monte - Genova new
Il più antico Santuario della città di Genova fuori delle mura. Dal 1444 affidato ai Frati Minori i quali continuano a mantenere vivo questo luogo offrendo percorsi di evangelizzazione che privilegiano la condivisione della vita fraterna.

 

 


Sabato 2 Maggio 2020

 

Foyer de Charité - Salera - Emarese (Aosta) new
Una famiglia composta da un prete e da laici, che accolgono coloro che desiderano condividere la loro vita di fede e mettersi in ascolto di Dio. Una Casa per esercizi spirituali ed una comunità di accoglienza spirituale nella Valle d'Aosta.

Abbazia San Vincenzo al Volturno - Isernia new - Un luogo di pace e di contemplazione dove è naturale ritrovare se stessi. Potrete visitare i ruderi delle strutture ecclesiali dell'VIII secolo e, con ricostruzioni virtuali, andare indietro nel tempo per vedere com'era la più antica abbazia del mondo. Parziale versione in inglese.

RM - Roma - Parrocchia Sant'Ugo new cei 0000 - Sant'Ugo sul web: ovvero vita, attività, cronaca e novità di una bella parrocchia della periferia (ma non troppo) romana. Diocesi: ROMA -

 

 

 

Giovedì 30 Aprile 2020

 

Camilliane - Suore Figlie di San Camillo - Treviso new
L’ Ospedale San Camillo di Treviso fa parte del gruppo di case di cura ed ospedali appartenenti all’Istituto delle Figlie di San Camillo.

BG - Casnigo - Parrocchia San Giovanni Battista - Oratorio di Casnigo new cei 0000

Venerabile Padre Angelico Lipani da Caltanissetta (1842-1920) new - Sito dedicato alla figura del Venerabile P. Angelico Lipàni da Caltanissetta fondatore della Congregazione delle Suore Francescane del Signore.

 

 

Mercoledì 29 Aprile 2020

 

Santuario Nostra Signora delle Rocche - Molare (AL) new

Clarisse - Sorelle Povere di Santa Chiara - Monastero Santa Elisabetta - Verona new

NO - Borgomanero - Parrocchia San Bartolomeo new cei 0000

 

 


Martedì 28 Aprile 2020

 

Santuari Francescani della Valle Santa di Rieti new
Il Sito Ufficiale dei Santuari Francescani di Greccio, Fontecolombo, Poggio Bustone e La Foresta nella Valle Santa di Rieti.

Eremo di San Salvatore - Erba (CO) new - Questo luogo spirituale è indicato per un silenzio operoso che ci dona uno sguardo di fede, capace di cogliere la presenza di Dio nella nostra vita e di poterlo ascoltare.

Clarisse - Monastero Santa Chiara - Biancavilla (CT) new

Parrocchia Beata Vergine Maria di Fatima - Sciacca (AG) new cei 0000

 

 

Lunedì 27 Aprile 2020

 

Santuario Santa Maria della Libera - Cercemaggione (CB) new

Benedettini - Fraternità San Bonifacio - Acquasanta Terme (AP) new
La Fraternità di san Bonifacio è un'esperienza di vita battesimale vissuta con radicalità, improntata alla tradizione monastica occidentale ed orientale e tesa ad essere una presenza evangelizzante dove si vive.

BG - Nembro - Oratorio San Filippo Neri new
La parrocchia San Martino Vescovo di Nembro attraverso l'Oratorio San Filippo Neri allunga una mano a tutti i giovani, i ragazzi, le famiglie del suo territorio: guarda al futuro e parla di una vita buona radicata nel Vangelo di Gesù.

VA - Varese - Comunità Pastorale Santi Gottardo e Giovanni Paolo II new cei 0000
Riunisce le parrocchie di Bregazzana, Fogliaro, San Massimiliano Maria Kolbe, Rasa, Sant'Ambrogio, Ganna e Ghirla.

 

Domenica 26 Aprile 2020

 

Figlie del Sacro Cuore di Gesù - Provincia italiana new cei 0952 -
Sito della Provincia italiana delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Vita della Congregazione, attività missionarie ed apostoliche in genere.

Istituto Secolare Cristo Re new cei 0000
L'Istituto Secolare Cristo Re, fondato da Giuseppe Lazzati, è nella Chiesa, una comunità di laici chiamati dallo Spirito a offrire se stessi a Dio attraverso la consacrazione secolare e a vivere mediante i voti, le virtù evangeliche di povertà, castità e obbedienza nella condizione secolare, per rispondere alla loro specifica vocazione.

RM - Roma - Parrocchia-Santuario Regina degli Apostoli alla Montagnola new cei 0000 - Il sito intende proporre in rete le attività parrocchiali e una serie di contenuti a livello religioso tipo meditazioni ecc. Inoltre si vuole presentare il carisma della nostra famiglia religiosa - la Società San Paolo - e alcune sue iniziative. Diocesi: ROMA -

 

Sulla tua Parola.it (a cura di Maria Rosaria Cirella) new - Scopo di questo sito vuole essere il tentativo di diffondere la Parola di Dio, fonte di vita e di salvezza per ciascun uomo. Intento fondamentale è far crescere l'amore alla Parola, al Verbo incarnato, al Dio con noi. "Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino" (Sal 119, 105)

Fondazione-Museo Bernareggi - Bergamo new
La fondazione, strumento pastorale della diocesi di Bergamo, partecipa all'evangelizzazione con la cura della coscienza culturale.

 

Sabato 25 Aprile 2020

 

Santuario Maria SS. della Civita - Itri (LT) new
Situato a 670 metri s/m in bella posizione, domina la vallata che sbocca a Gaeta e il suo golfo da una parte, e il mare di Terracina, con la piana e il laghetto di Fondi dall'altra. Gli fanno corona e sfondo i monti Lepini e Ausoni. Dal 1985 affidato ai Padri Passionisti.

Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia new - Due sono gli elementi principali che caratterizzano il carisma delle Suore Crocifisse: la Croce e l’Eucaristia. La suora crocifissa dell'Eucaristia offre quotidianamente se stessa per le necessità della Chiesa e del mondo e si fa apostola dell'Eucaristia preparando la materia del Sacrificio ed adoperandosi per fare amare il Signore ad ogni persona.

VE - Mirano - Parrocchie San Leopoldo e San Silvestro new cei 0000
Sito delle parrocchie San Leopoldo Mandic in Mirano e San Silvestro Papa in Vetrego di Mirano. Due comunità che condividono un unico parroco e sono inserite nella più ampia Collaborazione Pastorale Miranese in Diocesi di Treviso.

 


Venerdì 24 Aprile 2020

 

Associazione Centro Documentazione e Studi 'Presenza Donna' - Vicenza new - Un'associazione, promossa dalle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria di Vicenza, che opera per la promozione e la formazione delle donne: ci attiviamo perché anche loro partecipino, con la specificità che le caratterizza, alla missione della Chiesa e alla costruzione della società civile.

Suore Benedettine di Priscilla - Roma new - Preghiera e lavoro, vita incentrata sulla lode di Dio nella celebrazione della Messa e dell'Ufficio divino; lavoro a servizio della Chiesa svolto nell'ambito della casa religiosa nell'umiltà e nella gioia di una vita veramente fraterna.

VR - San Pietro In Cariano - Parrocchia San Pietro Apostolo new cei 0000

 

 


Giovedì 23 Aprile 2020

 

Associazione Laici Bonilliani new - Giovani, coppie, famiglie, vedovi/e, singoli/e che condividono il Carisma, la Spiritualità e la Missione dell’ Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto.

Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote new - La nostra fondatrice, Madre Margherita M. Guaini, raccolse come uscito dalle stesse labbra di Cristo questo grido straziante del Salmista: 'Quale utilità del mio Sangue, se nessuno lo fa valere?'.

UD - Latisana - Collaborazione Pastorale di Latisana new cei 0000
Le informazioni e le attività delle Parrocchie di Fraforeano, Gorgo, Latisana, Latisanotta, Pertegada, Ronchis.

 

 


Mercoledì 22 Aprile 2020

 

Santuario della Madonna Madre delle Grazie della Mentorella - Capranica Prenestina (RM) new

Oblati di Maria Vergine - Provincia Italiana new

PD - Brusegana - Parrocchia Santi Fabiano e Sebastiano new cei 0000

 

 


Martedì 21 Aprile 2020

 

Cappellania degli Enti di Ricerca MIUR - Servizio per la Cultura e l'Università - Roma new cei 1160

Istituto Sacra Famiglia new - L'umiltà, la semplicità, la povertà, l'amore al lavoro ad imitazione della Sacra Famiglia di Nazaret, formano lo spirito di questo Istituto fondato da Santa Paola Elisabetta Cerioli.

TN - Primiero San Martino di Castrozza - Parrocchie di Primiero Vanoi e Mis new cei 0000 - Le parrocchie dei paesi di Imèr, Mezzano, Fiera di Primiero, Transacqua, Tonadico, Siror, Sagron Mis, San Martino di Castrozza, Canal San Bovo, Caoria, Ronco, Prade e Zortea.

 

 

Lunedì 20 Aprile 2020

 

Cattedrale di Bergamo new

Missione delle Chiese del Triveneto in Thailandia new

MI - Opera - Comunità Pastorale San Giovanni Evangelista new cei 0000
La Comunità è formata dalla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo e dalla Parrocchia di San Benedetto.

 

 


Domenica 19 Aprile 2020

 

NO - Borgomanero - Oratorio parrocchiale Borgomanero new
L’oratorio 'Mons. Felice Piana' dal 9 maggio 1909 è al servizio della comunità per la formazione e il divertimento dei giovani e dei bambini. Sorge nei pressi del luogo dove già sorgeva un’antica chiesa dedicata a S. Antonio Abate. Diocesi: NOVARA -

 



Sabato 18 Aprile 2020

 

Accademia Alfonsiana - Istituto Superiore di Teologia Morale new cei 1160
Situata in Roma, è un Istituto Superiore di Teologia Morale, fondato dai Padri Redentoristi. Dal 1960, l'Accademia fa parte della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense e può rilasciare diplomi di Licenza e Dottorato in Teologia Morale, secondo lo spirito di Sant'Alfonso, dottore della Chiesa e patrono dei Teologi moralisti.

Missionarie della Parola di Dio new - Sito realizzato per far conoscere il valore della consacrazione secolare nella spiritualità di S. Francesco di Paola e nel carisma della Parola che vivifica, infiamma e si dona.

RM - Roma - Parrocchia San Melchiade new cei 0000
Diocesi: ROMA - Aggiunto il 18-Apr-2020 - Visite: 871

 

 

 

Venerdì 17 Aprile 2020

 

Opera Don Guanella - Provincia Religiosa Sacro Cuore Nord Italia new - Tra i più provati nel corpo e nello spirito e privi di appoggio umano, di loro ci prendiamo cura: siamo mandati ad evangelizzare i poveri.

NA - Napoli - VI Decanato new cei 0000

Via Betania - La casa degli amici (Blog di Cosimo Quaranta) new - Blog di cultura cattolica: arte, libri, parole, Vangelo.

 

 


Giovedì 16 Aprile 2020

 

Eremo del Silenzio - Torino new - L’eremo è un luogo interiore. L’eremita secolare è un uomo libero e in pace anche nel caos della città.

FI - Firenze - Parrocchia Santa Maria Novella new cei 0000 - La Fraternità di Santa Maria Novella vuole aprirsi alla comunità parrocchiale, e non solo, per costruire un dialogo costante, sui temi più diversi; intende accompagnare e sostenere la preghiera di ogni fedele con questo sito, offrendo informazioni sulla Liturgia, le attività e iniziative periodiche.

Rete Mondiale di Preghiera del Papa new - Pregare e vivere le sfide dell’umanità che preoccupano il Papa (intenzioni) attraverso la sua rete di preghiera. Sono le chiavi della nostra preghiera e della nostra missione.

 

 

Mercoledì 15 Aprile 202


Arciconfraternita di Santa Maria degli Angeli dei Cocchieri - Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis - Roma new
L’Arciconfraternita ha lo scopo specifico di sostenere e ravvivare, alla luce del Vangelo, del Magistero autentico della Chiesa Cattolica e dell’esempio dei Santi, la coscienza di coloro che in Roma entrano in quotidiano rapporto con il prossimo.

Apostole del Sacro Cuore di Gesù - Provincia Italiana new
L’Istituto fu fondato nel 1894 da Madre Clelia Merloni. Seguendo il motto di S. Paolo: 'La carità di Cristo ci spinge', le suore Apostole svolgono il loro servizio missionario nelle aree dell'educazione, della salute e delle opere sociali.

Clarisse - Monastero Santa Maria di Monteluce in Sant'Erminio (PG) new - Il monastero di vita contemplativa si offre come 'oasi' nelle quali l’uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino. (Benedetto XVI)

Svizzera - Ticino - Parrocchie di Claro e Gnosca new

 

 


Martedì 14 Aprile 2020

 

Santuario San Francesco di Paola - Spezzano della Sila (CS) new

CSJ Missioni Onlus new - L'obiettivo dell'associazione è sostenere le missioni delle suore di San Giuseppe di Chambéry.

RM - Roma - Parrocchia San Crispino da Viterbo new cei 0000

 

 


Lunedì 13 Aprile 2020

 

Chiesa di San Marcello al Corso - Roma new - Un sito per riscoprire passo passo l'antico 'Titulus Marcelli' (IV sec.) e le sue successive ricostruzioni, una vera e propria miniera di tesori nel cuore di Roma.

Monache Agostiniane - Monastero Sant'Antonio da Padova - Pennabilli (RN) new
Viviamo una vita fraterna ed evangelica e questo cammino lo condividiamo con tutti quelli che incontriamo per le vie di Dio.

Benedettine - Monastero San Luca - Fabriano (AN) new - Sito delle monache benedettine del monastero S. Luca in Fabriano. Storia del monastero; orario della giornata; breve introduzione alla lectio divina; cosa è la vita monastica; il monachesimo femminile; perchè e come diventare monaca; clausura?; ospitalità; come raggiungerci.

OFM Minori - Provincia Puglia e Molise new - Sito della provincia religiosa di San Michele Arcangelo di Puglia e Molise dell'Ordine dei Frati Minori. Propone una breve storia, la vita di San Francesco, le figure di santità, i conventi e i santuari della nostra provincia, le attività pastorali e vocazionali, le missioni e i missionari, la presenza delle Clarisse, l'Ofs e la Gi.Fra e altro ancora.

MI - Milano - Parrocchia Santi Patroni d'Italia San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena new
La bellissima chiesa, opera dell'architetto milanese A. Vincenti, è a forma di tenda con cuspide piramidale contenente sei campane in verticale. L'edificio è caratterizzato dalla slanciata struttura piramidale della guglia campanile alta 45 metri. La parrocchia è affidata ai frati del Terzo Ordine Regolare di San Francesco. Diocesi: MILANO

 

MissioItalia - CEI new cei 0844 - La Fondazione Missio è nata nel 2005 come organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana al fine di sostenere e promuovere, anche in collaborazione con altri enti e organismi, la dimensione missionaria della comunità ecclesiale italiana, con particolare attenzione alla missio ad gentes e alle iniziative di animazione, formazione e cooperazione tra le Chiese. Essa rappresenta l’eredità del lungo cammino di sensibilità missionaria delle nostre comunità, che ha sempre trovato nelle Chiese locali, negli Istituti religiosi, nel laicato, nelle associazioni e specialmente nella storia di santità di tanti missionari e missionarie sul campo una preziosa e concreta risposta alla vocazione cattolica del Vangelo.

 

 

Sabato 11 Aprile 2020


Istituto Figlie di Sant'Anna - Eritrea new
Storia della fondatrice e della Fondazione ed espansione attuale oltre che condivisione del carisma con il Movimento della Speranza, Ramo Contemplativo: Adoratrici Perpetue del SS Sacramento, Figli di S. Anna, ramo maschile e Istituto Secolare.

Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino - Casa Generalizia new cei 0952 - Il sito ufficiale dell’Istituto è un luogo di condivisione del carisma, dell’esperienza e del servizio delle Francescane Missionarie di Gesù Bambino nel mondo.

Passioniste - Suore Passioniste di San Paolo della Croce new - Ci consacriamo alla missione educativa con particolare attenzione alla donna, all'infanzia e alla gioventů segnate da varie forme di violenza e di sfruttamento.
Aggiunto il 11-Apr-2020 - Visite: 4153

 

 

 

Venerdì 10 Aprile 2020

 

Chiesa San Silvestro al Quirinale - Roma new

 

PC - Piacenza - Parrocchia San Vittore Vescovo (Quartiere Besurica) new cei 0000

Uff. Liturgico - Diocesi Bologna new cei 0201

 

 


Giovedì 9 Aprile 2020

 

Collegio Sacerdotale Tiberino - Roma new - Centro ecclesiastico internazionale di carattere universitario, promosso della Pontificia Università della Santa Croce che ospita sacerdoti diocesani provenienti da tutto il mondo.

Associazione Francescane con i Poveri Onlus new
Associazione di volontariato costituita nel 2004 allo scopo di sostenere le attività ed i progetti delle Suore Francescane dei Poveri.

Suore della Santa Croce - Roma new - I tratti che ci contraddistinguono: Amore fervido ed urgente per l'adorazione, servizio nascosto, attaccamento alla Santa Croce nella sequela quotidiana e costante di Cristo e devozione profonda per Maria e i Santi Angeli, col desiderio di impegnarsi con loro per il Regno dei Cieli.

Svizzera - Grigioni - Chiesa cattolica dei Grigioni new - Regola le questioni giuridiche della parte del Cantone di religione cattolica, nel rispetto delle leggi della Chiesa cattolica e della Costituzione cantonale. Inoltre sostiene e promuove, nell’ambito delle sue competenze e possibilità, gli interessi della Chiesa cattolica nel Cantone dei Grigioni.

 

 


Mercoledì 8 Aprile 2020

 

Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote new
Unite all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote e partecipi della sua spiritualità, le suore hanno come vocazione particolare quella di pregare per la santificazione dei sacerdoti, in particolare di quelli dell'Istituto, e di sostenerli nel loro apostolato.

PD - Taggì di Sopra - Parrocchia Santi Cosma e Damiano new cei 0000

Verso il Cielo (Blog di Mirko Molina) new
Il titolo del blog è 'Verso il Cielo', perché è lì che tutti noi siamo diretti. Su questa terra siamo solo pellegrini, ma la nostra dimora eterna è il Cielo! È verso il Cielo che dobbiamo guardare per sentirci realizzati, per capirci, per pregare e fare la volontà di Dio.

 


Martedì 7 Aprile 2020


Collegio Sacerdotale Altomonte - Roma new - Il Collegio accoglie come alunni esclusivamente sacerdoti diocesani inviati a Roma dai loro vescovi per studiare presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Suore della Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata new

CO - Oltrona di San Mamette - Parrocchia San Giovanni Decollato new cei 0000

Serva di Dio Maria Cira Destro (1782-1818) new

 

 


Lunedì 6 Aprile 2020

 

Monasteri delle Marche new - Nuovi percorsi spirituali verso antiche destinazioni.

Congregazione delle Religiose di Gesù-Maria new

FE - Codigoro - Parrocchia San Martino new cei 0000

 

 


Domenica 5 Aprile 2020

 

Figlie di Maria Santissima dell'Orto - Gianelline new cei 0952 - E' il sito ufficiale dell'Istituto: illustra la vita del Fondatore S. Antonio Gianelli, il nostro carisma, le opere presenti nel mondo e le notizie più significative della vita congregazionale. Attraverso di esso si può accedere ad altri siti curati dalle Suore dei diversi Paesi in cui siamo presenti.

MI - Milano - Parrocchia Gesù Buon Pastore e San Matteo new cei 0000 - Il sito ha lo scopo di presentare le principali realtà operanti nella comunità e le attività che esse promuovono al fine di agevolare tanto il dialogo interno alla comunità parrocchiale quanto il rapporto con i fedeli e le realtà organizzate presenti sul territorio.
Diocesi: MILANO -

 

 

Sabato 4 Aprile 2020

 

Francescane Missionarie Volontarie dei Poveri new cei 0952
Le Missionarie Volontarie dei Poveri sono nate nel 1986 con Mons. Alfredo Volpetti e Suor Paola Maniccia. La comunità, prendendo esempio di San Francesco, scelse dunque anche la spiritualità francescana. La Regina degli Apostoli è patrona di questa comunità religiosa il cui carisma è servire Gesù principalmente nei sacerdoti anziani e bisognosi, giovani e malati.

Suore Concezioniste Missionarie dell'insegnamento new - Istituzione Cattolica impegnata con la missione educativa-evangelizzatrice della Chiesa.

 

 

Venerdì 3 Aprile 2020

 

Cursillos - Bologna new

Clarisse - Sorelle Povere di Santa Chiara - Monastero San Biagio - Forlì new
Siamo otto sorelle clarisse che vivono nel Monastero di Forlì, presso la chiesa di San Biagio. Nelle nostre giornate molto semplici, ritmate dalla preghiera e dal lavoro, cerchiamo di vivere insieme il Vangelo per restituire con gratitudine la vita che abbiamo ricevuto.

TV - Fonte - Parrocchia Beata Vergine del Monte Carmelo new cei 0000

 

 


Giovedì 2 Aprile 2020

 

Centro Culturale Aracoeli - Roma new - Con il Centro Culturale Aracoeli, i Francescani di Roma e del Lazio danno seguito organico ad un progetto di animazione culturale polivalente che li vede attori di una presenza secolare.

 

RM - Roma - Parrocchia Preziosissimo Sangue new cei 0000


Uff. Pastorale Migranti - Diocesi Bergamo new cei 1057


 

 

Mercoledì 1 Aprile 2020

 

CEI - Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e Scienze Religiose new cei 1164


Centro Ad Gentes - Nemi (RM) new
Centro internazionale di spiritualità gestito dalla Società del Verbo Divino (SVD).


Figlie di Gesù new
Il fine della Congregazione è annunciare Gesù con la vita e, partendo da una concezione cristiana della persona e del mondo, collaborare allo sviluppo integrale di coloro che serviamo.


VI - San Germano dei Berici - Unità Pastorale Val Liona new cei 0000
L'Unità Pastorale delle parrocchie di Grancona, San Germano dei Berici, Campolongo, Spiazzo, Villa del Ferro e Zovencedo.

 

 

 

Cari amici buongiorno.
La newsletter di questo mese è dedicata alla Venerabile Serva di Dio Rachelina Ambrosini.

 

Uno speciale in occasione del suo compleanno, che cade il 2 luglio.
Lo abbiamo voluto intitolare “Invisibili”, come quei tanti che ogni giorno incontriamo e scopriamo che vivono nella sofferenza, nelle privazioni, nell’indifferenza, un po’ come è conosciuta Rachelina, una luce in fondo al tunnel per quanti si rivolgono a lei, nella preghiera e nella disperazione.
Anche lei, Rachelina, è invisibile a tanti; e pure è presente nella Grazia che accompagna e si manifesta nelle opere che ci chiede il Signore da realizzare.
Siamo certi di farla felice per quanto si fa nel suo nome, è sicuramente l’aureola più bella che le si possa regalare nel giorno che ricorda la nascita, a lei che a pieno titolo possiamo far conoscere come: “La Santa degli Invisibili”.  Tommaso Maria Ferri

Avviso Sacro.


Giovedì 2 luglio alle ore 19, nel giardino di casa Ambrosini, sarà celebrata una Santa Messa a ricordo della nascita di Rachelina. La funzione religiosa sarà officiata da don Armando Zampetti, parroco di Venticano. In caso di pioggia, nella vicina Chiesa Badiale di Santa Maria e Sant’Alessio.


 

Associazione Marco Mascagna: messaggio giugno 2020

 
Il covid ha fatto aumentare i poveri e i disoccupati: cosa fare

L'epidemia di covid-19, oltre a essere una tragedia per il gran numero di morti e di malati, è una sciagura anche dal punto di vista economico. L'obbligo di rimanere a casa, la chiusura di fabbriche, negozi e cantieri e la sospensione di servizi turistici, attività artistiche e ricreative era l'unico modo per arrestare l'epidemia una volta scoppiata, ma non poteva non determinare una crisi economica: il prodotto interno lordo annuo calerà del 9% in Italia, del 7% nella UE e del 3% nel mondo [1]. Se l'epidemia dovesse riaccendersi, la recessione sarebbe molto più grave.
Come sempre i più colpiti sono i poveri. Chi viveva d'elemosina o di lavoretti, chi era precario o aveva piccole attività commerciali ha subito un colpo gravissimo e, spesso, è riuscito a non morire di fame solo grazie alla solidarietà della Chiesa, di enti benefici e di persone che hanno ancora un cuore. Il numero di disoccupati è cresciuto e crescerà ancora di più e molte piccole e medie imprese rischiano di chiudere.
In una situazione così grave tutti chiedono aiuto allo Stato: non solo cassa integrazione, ma anche sostegno al reddito, finanziamenti a fondo perduto, sgravi fiscali, prestiti a tasso agevolato e a garanzia statale. Dopo che per anni abbiamo sentito che lo Stato doveva “farsi da parte” e “lasciar fare al mercato” oggi tutti vogliono un massiccio intervento dello Stato nell'economia, ben sapendo che, se si lasciasse fare al mercato, migliaia d'imprese fallirebbero e precipiteremmo in una crisi economica probabilmente irreversibile.
Il Governo italiano ha stanziato 80 miliardi di euro per interventi e aiuti di vario tipo [2]. E' una cifra consistente, pari a tre finanziarie. Sono soldi che lo Stato, prima o poi, dovrà prendere da qualche parte, per non aumentare in maniera insostenibile il proprio debito e rischiare la bancarotta. Il problema è che una crisi così grave determinerà una diminuzione delle entrate fiscali (se gli italiani guadagnano meno pagheranno anche meno tasse e lo Stato incasserà di meno). E' necessario quindi decidere da dove devono essere presi i soldi per sostenere chi è in difficoltà e per uscire dalla crisi economica.
Recentemente quattro diversi team di economisti  (Fondo Monetario Internazionale, Accademia del Lincei, Sbilanciamoci e Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile ) hanno dato indicazioni su cosa fare per “salvarsi dalla catastrofe” [3, 4, 5, 6].

 

I quattro documenti, pur provenendo da soggetti molto diversi, dicono cose molto simili e si ritrovano sui seguenti punti strategici:

 

1) impedire che l'epidemia si riaccenda sostenendo adeguatamente i servizi sanitari, in particolare la prevenzione e la medicina territoriale. Se l'epidemia dovesse riaccendersi non sarebbe solo un enorme problema sanitario ma un ulteriore colpo durissimo a un'economia già traballante;

 

2) aiutare le persone in difficoltà affinché possano provvedere ai loro bisogni. In questo modo si sostiene anche la domanda di beni e servizi, condizione indispensabile per una ripresa produttiva;

 

3) aiutare le imprese in difficoltà, garantendo la liquidità necessaria per resistere fino alla ripresa economica (tramite sussidi, prestiti a tasso agevolato, garanzia statale dei debiti contratti ecc.). Secondo l'ASviS questi aiuti dovrebbero riguardare prioritariamente il settore green e dovrebbero essere dati in cambio di programmi e impegni a favore della sostenibilità ambientale, così da promuovere la transizione verso un'economia più ecosostenibile. Gli economisti di Sbilanciamoci propongono anche di elargire gli aiuti alle sole aziende con sede fiscale in Italia o che si impegnano a riportarla in Italia (per contrastare l'elusione e l'evasione);

 

4) contrastare la disoccupazione anche con investimenti pubblici (che dovrebbero privilegiare i territori con maggiore disoccupazione e povertà; gli interventi più in linea con l'ecosostenibilità, il benessere sociale e l'equità);

 

5) aumentare la progressività fiscale (aumento delle aliquote per chi ha redditi alti e delle tasse di successione, patrimoniale).
E' da tempo che anche l'FMI indica la necessità di una maggiore progressività fiscale e di tassare maggiormente i patrimoni (introdurre o aumentare le tasse patrimoniali e tassare maggiormente le eredità), strategia sulla quale concordano anche gli altri tre documenti, che propongono anche tasse sulle attività economiche a maggiore impatto ambientale, sulle transazioni fiscali (tobin tax) e sulle attività digitali e l'e-commerce (uno dei pochi settori che si è avvantaggiato con l'epidemia). Un'altra parte delle risorse dovrebbe venire da una seria lotta all'evasione e all'elusione fiscale (che toglie alle casse dello Stato tra i 107 e i 190 miliardi all'anno [7]).


Gli economisti sottolineano anche che una crisi così grave e globale e l'interdipendenza delle economie dei diversi Stati richiedono interventi concordati e coordinati. Se i singoli Stati andassero ognuno per sé o, peggio, l'uno in competizione con gli altri, uscire dalla crisi sarebbe molto difficile per tutti, ma sopratutto per i piccoli Stati e le economie non forti (e, quindi, per l'Italia e per gran parte dei Paesi europei). La UE ha quindi un ruolo importantissimo. Bisogna smetterla di ragionare come italiani, tedeschi, francesi, olandesi, spagnoli e ragionare come europei, perché ciò è nell'interesse di tutti.
Per esempio è velleitario pensare che un singolo Stato della UE possa “persuadere” una grande multinazionale o un paradiso fiscale, ma quello che è quasi impossibile per un singolo Stato può diventare invece possibile per la UE, che conta 27 Paesi ed è al secondo posto nel mondo sia come import che export.

 

Se fosse la UE, e non i singoli Stati, a introdurre una patrimoniale le cose sarebbero più semplici e non si litigherebbe più tra i vari Paesi membri ma tra le diverse forze politiche.
Il documento di Sbilanciamoci fa propria la proposta di alcuni economisti della London School of Economics che hanno suggerito una patrimoniale “a tempo” (in vigore solo per gli anni necessari a superare la crisi economica dovuta al covid): chi ha un patrimonio tra i 2 e gli 8 milioni di euro dovrebbe pagare una tassa patrimoniale dell'1%, chi tra i 8 e i 1.000 milioni il 2% e chi superiore ai 1.000 milioni il 3%. Una tale tassa, essendo in vigore solo per pochi anni e finalizzata a contrastare gli effetti negativi dell'epidemia, potrebbe scoraggiare pratiche di elusione fiscale, interesserebbe solo l'1% più ricco e darebbe alla UE una disponibilità di oltre 150 miliardi di euro all'anno [8].
In vari Paesi europei alcuni partiti (sinistra, verdi) hanno chiesto interventi in linea con quanto prima indicato. In Italia PD e LEU hanno avanzato una timida proposta: introdurre per soli tre anni un'aliquota del 47% per la quota di reddito tra 80.000 e 100.000 euro di imponibile, del 49% per la quota di reddito tra 100.000 e 150.000 euro e del 51% per la quota superiore ai 150.000 euro (attualmente per tutti i redditi superiori a 75.000 euro l'aliquota è del 43%). Questa proposta chiede quindi un piccolo sacrificio allo 0,4% più ricco degli italiani (solo 200.000 persone dichiarano un reddito imponibile superiore agli 80.000 euro). Immediatamente tutte le altre forze politiche hanno manifestato la loro netta contrarietà. Ma se i ricchi non si devono toccare, significa che i soldi vogliono prenderli dai poveri e dal ceto medio.
Essere demagogici è facile, basta dire: “Molti più soldi a tutti, meno tasse a tutti, più investimenti” (e secondo Lega e Fratelli d'Italia anche “niente prestiti dalla UE ma solo regali”), illudendo la gente che tutto ciò sia possibile e che viviamo nel mondo delle favole. Eppure tutti sanno, o dovrebbero sapere, che “senza denari non si cantano messe” e che “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
Note:

 

1) www.ilsole24ore.com/art/fmi-recessione-globale-2020-3percento-e-l-italia-pil-calo-9percento-ADWExyJ;

 

2) www.ilsole24ore.com/art/manovra-80-miliardi-marzo-e-maggio-come-covid-ha-capovolto-calendario-conti-pubblici-ADkePDP;

 

3) www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2020/04/14/weo-april-2020;

 

4) www.lincei.it/it/article/la-crisi-covid-e-la-possibile-svolta-l%e2%80%99unione-europea;

 

5) https://sbilanciamoci.info/come-riformare-la-giustizia-fiscale-ai-tempi-della-pandemia/?spush=cGlvcnVzc29rcmF1c3NAdGlzY2FsaS5pdA==;

 

6)  https://asvis.it/public/asvis2/files/Pubblicazioni/RapportoASviSCovidAgenda2030.pdf;

 

7) La stima più bassa è del Ministero delle Finanze la più alta di uno studio dell'Università di Londra: Study and Reports on the VAT Gap in the EU-28 Member States: 2018FinalReport;

 

8) C. Landais, E. Saez, G. Zucman “A progressive European wealth tax to fund the European Covid response”.
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AVVISI

Dossier Caritas: “Sviluppo umano integrale al tempo del Coronavirus. Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato sì”
La Caritas Italiana ha pubblicato il 56° Dossier con dati e testimonianze, dal titolo "Sviluppo umano integrale al tempo del Coronavirus. Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato si’" . Un dossier molto interessante che invitiamo a leggere (https://www.caritas.it/materiali/Mondo/ddt56_sviluppoumano2020.pdf)
 
Non diventare complice di chi fabbrica e diffonde notizie false
Dare notizie false al solo scopo di aumentare le visualizzazioni al proprio sito e guadagnare di più o per alimentare la paura, la sfiducia, il sospetto, l'odio o per guadagnare consensi subdolamente è un comportamento vergognoso e immorale che avvelena la società. Per questo non diventare loro complice visitando tali canali e siti web o girando messaggi e notizie, senza essere più che certo che siano veritieri.
Una lista di questi siti è su https://www.bufale.net/the-black-list-la-lista-nera-del-web.
 
Ti consigliamo un film e libro
Film: Una poltrona per due, di John Landis, 1983, con Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, Ralph Bellamy, Don Ameche, Jim Belushi.
Una commedia esilarante, campione d'incassi, una critica feroce a un capitalismo privo di scrupoli e alla meritocrazia. Il film prende spunto da un racconto di Mark Twain e tratta questo tema: si può trasformare un accattone in un dirigente dell'alta finanza e far diventare un uomo onesto un miserabile pronto a tutto?
Libro:  Cattive argomentazioni: come riconoscerle, di F.F. Calemi e M.P. Paoletti, Ed. Carocci, 2014. Politici, giornalisti, opinion leader, persone che frequentiamo cercano di convincerci della giustezza delle loro tesi. Molto spesso lo fanno con ragionamenti che sembrano validi e che invece non lo sono per niente. Rischiamo così di farci manipolare da persone senza scrupoli che hanno imparato a usare tali “ragionamenti fallaci” oppure di condividere tesi, idee, posizioni perché convinti da argomenti che a un esame critico non dimostrano un bel niente. Questo libro aiuta a riconoscere queste argomentazioni fallaci illustrandone i meccanismi con numerosi esempi anche divertenti.
 
Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.
I video sono su Youtube a questi indirizzi:
Un pugno al cuore: www.youtube.com/watch?v=pOZvhzfhFfE
Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
Requiem: www.youtube.com/watch?v=44V4JapxQsM&feature=youtu.be
 
La tua firma significa tanto! Può salvare prigionieri politici dalla tortura o dalla morte. Firma gli appelli di Amnesty
E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).
 
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Musei, monumenti e aree archeologiche
Riapertura Sedi

 

Le riaperture dei luoghi di cultura afferenti alla Direzione regionale Musei Calabria diretta dalla dottoressa Antonella Cucciniello, continuano con sistematicità ed entusiasmo.
Dopo la Galleria nazionale di Cosenza, la Cattolica di Stilo ed il Parco archeologico di Scolacium, da giorno 11 giugno 2020 riapriranno anche il “Museo del Territoriodi Palazzo Nieddu del Rio a Locri e il museo dell’antica Kaulon, odierna Monasterace Marina.
Pur nelle difficoltà organizzative e logistiche legate al particolare momento che si sta ancora vivendo, ci si è adoperati per riaprire le porte anche di questi musei – cui ne seguiranno altri - perché ritornino ad essere luoghi dove tutti abbiano l’occasione di ricordare la valenza del patrimonio territoriale dove i turisti, come accaduto finora, possano ancora soffermarsi di fronte alle vetrine per conoscere l’abilità degli antichi artigiani, i manufatti riconducibili alla vita quotidiana o quelli legati a momenti religiosi e pubblici della città.

In questa prima fase:
il Museo del Territorio sarà aperto settimanalmente dal giovedì al sabato con i seguenti orari: 9,00-20,00 con ultimo ingresso alle 19,00.
La biglietteria verrà effettuata presso lo stesso museo che per informazioni è contattabile al numero di cell. 3346126386
Il Museo di Kaulon sarà aperto settimanalmente dal martedì al sabato con i seguenti orari: h. 9,00 - 19,00.
La biglietteria verrà effettuata on line dal sito https://www.museoarcheologicomonasterace.it/ a cura dei Servizi aggiuntivi, Cooperativa Vivikaulon

 

 

C O M U N I C A T O   S T A M P A

 

Intitolazione della saletta conferenze del Museo allo studioso Giuseppe Valarioti
Museo archeologico Mètauros
Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Giovedì 11 giugno 2020 – Ore 12.00

Giovedì 11 giugno 2020, alle ore 12.00, a Gioia Tauro (Reggio Calabria), il Museo archeologico Mètauros, dedicherà allo studioso rosarnese Giuseppe Valarioti, in occasione del quarantennale della sua scomparsa, la saletta conferenze del suo Museo.
Per via delle restrizioni previste dall’emergenza COVID-19, l’evento si svolgerà a porte chiuse ma sarà visibile in diretta streaming sulla pagina Facebook del Museo archeologico Metauròs.

 



Giuseppe “Peppe” Valarioti, era un insegnante precario di lettere e, da giovane consigliere comunale, aveva inaugurato una nuova stagione politica, denunciando apertamente il potere mafioso, le connivenze e lo sfruttamento dei lavoratori della Piana di Gioia Tauro. Il suo nome è diventato nel tempo un simbolo della lotta antimafia, ma Valarioti non era solo un politico, era anche uno studioso che amava l’archeologia e l’arte, aveva pubblicato numerosi scritti sul patrimonio culturale della sua terra e credeva che la cultura fosse l’unico strumento per contrastare la ‘ndrangheta e offrire ai giovani un’alternativa. Una figura, quindi, in linea con la missione del Museo archeologico Metauròs che, da oggi, oltre alle storie dei greci e dei romani avrà la possibilità di raccontare ai suoi visitatori, per lo più scolaresche, anche quella di Giuseppe Valarioti, affinchè la memoria non sia solo ideale ma possa tramutarsi in azioni concrete capaci di creare cambiamento a partire dalle giovani generazioni.

Alla cerimonia saranno presenti le sorelle Francesca, Angela e Teresa e la nipote di Valarioti Vanessa Ciurleo; l’on. Peppino Lavorato, già sindaco di Rosarno; il funzionario referente del Museo Simona Bruni e il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio. La giornata sarà arricchita dai contributi video del direttore della Direzione regionale Musei Calabria Antonella Cucciniello; di Alessio Magro, autore del libro “Il caso Valarioti”; di Francesca Chirico di Stopndrangheta.it e dell’assessore alla Cultura del comune di Gioia Tauro Carmen Moliterno, che saranno condivisi sui canali social del Museo.

 

C O M U N I C A T O   S T A M P A

DIREZIONE REGIONALE MUSEI CALABRIA


Musei, monumenti e aree archeologiche

Viaggiamo Insieme - a Reggio e nel suo territorio

Anche la Direzione regionale Musei Calabria, diretta dalla dottoressa Antonella Cucciniello, partecipa alla campagna social Viaggiamo Insieme - a Reggio e nel suo territorio, mirata alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città metropolitana di Reggio Calabria.
Saranno, infatti, pubblicati, con lo slogan “Reggio ti aspetta”, immagini e video sui canali social istituzionali della Direzione regionale Musei Calabria finalizzati alla promozione e divulgazione dei Beni culturali di questo incantevole, meraviglioso territorio, ricco di motivazioni e di opportunità.
Pertanto “racconteranno” cultura, storia e bellezza del patrimonio materiale e immateriale della Città Metropolitana di Reggio Calabria le seguenti Sedi afferenti all’Istituto guidato dalla dottoressa Cucciniello.

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)
Direttore: Rossana Baccari
mail: drm-cal.cattolica@beniculturali.it
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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: drm-cal.kaulon@beniculturali.it
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Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: drm-cal.locri@beniculturali.it
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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: drm-cal.metauros@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)
Direttore: Orsola Laura Delfino
mail: drm-cal.archeoderi@beniculturali.it

 

C O M U N I C A T O   S T A M P A

 

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferente alla Direzione regionale Musei Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello, considerata la difficoltà derivante dalla situazione sanitaria in atto, ha predisposto, accattivanti iniziative “social”.

Propone, infatti, sui social istituzionali del Museo, ubicato a Cassano all’Ionio (Cosenza), la pubblicazione periodica di alcuni racconti e storie ispirate a reperti esposti nel museo.

Si inizia, per la gioia dei bimbi, con una breve filastrocca (di Silvia Roncaglia) riferita ad un’opera esposta nella struttura museale.
Partecipa, inoltre, alla campagna Save the culture, ideata e promossa da Heritage S.r.l. in collaborazione con il Museo Tattile di Varese con una selezione di fotografie e relativa scheda di reperti archeologici inseriti in un apposito percorso all’interno del gioco “Save the Culture”.
Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, è presente, altresì, sul sito “https://savetheculture.it/” nel percorso “Archeologica e curiosità”.

In attesa della riapertura di tutti i musei sono fiorite molteplici iniziative da parte delle realtà culturali al fine di divulgare la cultura in rete. In questa ottica si sta muovendo, con incisività e positività, il museo diretto dalla dottoressa Bonofiglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XVII Seminario internazionale interdisciplinare CISAT
di Psicologia, Psicoterapia e Letteratura

Psicologia e psichiatria: dalla clinica all’arte alla letteratura
in sede a Napoli; oppure A Distanza (telematicamente), 11 – 12 luglio 2020
con l’Adesione della Presidenza della Repubblica

 


Il Seminario CISAT è giunto alla sua XVII edizione, ovvero al suo diciassettesimo anno continuativo di vita, con crescente riconoscimento internazionale. Dopo il successo della I («Con le armi della poesia». Poesia, letteratura ed arte come strumenti terapeutici autonomi e/o integrativi per la psicoterapia di oggi-domani; Napoli, giugno 2004) – che è stato riconosciuto come il primo congresso al mondo del genere –; della II (Dire l’indicibile. Poesia, letteratura ed arte nelle psicoterapie d’avanguardia; Napoli, giugno 2005); della III (Oltre il Novecento. L'Arteterapia, le psicologie del profondo e le psicoterapie esperienziali nel nuovo secolo; Università di Roma 3, giugno 2006); della IV (La forma dell’anima. L’Arteterapia come psicologia clinica; Napoli, luglio 2007); della V (L’ ‘uomo-massa’ e la ‘morte della bellezza’: la coscienza dell’Occidente alle soglie del Nulla; Napoli, giugno 2008); della VI (Sogno, memoria, ricordo: dall’Inconscio personale all’immaginario collettivo; Napoli, giugno 2009); della VII (L’Arteterapia come psicologia clinica e psicoterapia d’avanguardia. Problemi e prospettive;Napoli, giugno 2009); dell’VIII (Il modello dell’Arteterapia come ‘psicoterapia eclettica ed integrata’: le ‘psicoterapie esperienziali’ fra Oriente e Occidente; giugno 2011); della IX (Psicoterapia e Psichiatria: modelli d’avanguardia a confronto; Napoli, giugno 2012); e della X (L’Arteterapia e le Psicologie del profondo: un nuovo modello di psicoterapia psicodinamica; giugno 2013); della XI (Psicologia, arte, letteratura; Napoli, luglio 2014); della XII (L’Arteterapia e la Psicologia del benessere e della qualità della vita; Napoli, giugno 2015); della XIII (Psicologia, psicoterapia e arte: il mondo delle emozioni; giugno 2016); della XIV (L’arte come strumento terapeutico in psicologia clinica; giugno 2017); della XV (Corpo, mente, anima. Prospettive di psicologia, psichiatria, arte; giugno 2018); e della XVI (Psicologia e psichiatria: dalla clinica all’arte alla letteratura; giugno 2019): ad esse hanno partecipato i maggiori specialisti del settore a livello internazionale.

Il Seminario, organizzato quest’anno dal CISAT (Centro Italiano Studii Arte-Terapia) in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Napoli e con il Libero Istituto Universitario per Stranieri "Francesco De Sanctis" (LIUPS), è rivolto elettivamente a psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, pedagogisti, arteterapeuti, letterati, scrittori ed artisti: esso infatti, a partire dalla dizione del titolo, intende affrontare trasversalmente, secondo uno spettro estremamente ampio ma mai generico, le questioni – tanto antiche quanto affascinanti e quanto mai in fieri – della creatività e dell'uso dell'arte – nelle sue varie forme: dalla poesia alla narrativa, dalla pittura alla scultura alla fotografia  – in psicoterapia, sia come vero e proprio ed autonomo strumento terapeutico, sia come prezioso ausilio ad altri metodi e tecniche di indagine e di cura; nonché i rapporti e le intersezioni – anch'essi assai antichi e consolidati – fra arte e psicologia.

Il Seminario vuole dunque essere anche un'eccellente occasione di confronto e di scambio di opinioni e metodologie fra specialisti di diverse discipline ed artisti, facendo il punto non soltanto sullo 'stato delle cose', ma anche sulle prospettive future delle 'psicoterapie d'avanguardia', a cominciare, naturalmente, dall'arteterapia e dalle scuole ad essa vicine.

Il Seminario, a carattere internazionale, si svolge nello scenario fascinoso e ammaliante di Napoli e del suo celebre Golfo, offrendo la possibilità ai convegnisti non solo di soggiornare, nel periodo più dolce della 'bella stagione' e ad un eccellente rapporto qualità-prezzo, in una località ricchissima di straordinarie suggestioni e spunti ambientali, folclorici e culturali, ma anche di fare alcune gite e visite turistiche guidate, e sempre a costi estremamente contenuti.

Per proporre una propria relazione al Seminario, è necessario inviare – quanto prima e comunque entro il 30 giugno 2020, preferibilmente in formato elettronico – il titolo provvisorio ed un breve riassunto dell' 'intervento' compreso fra mezza cartella e una cartella (tradotto, possibilmente, in una lingua alternativa alla propria), accompagnato dalla scheda di iscrizione e dal proprio curriculum, a: cisat@centrostudiarteterapia.org;  oppure a: CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia); via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli.

 

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Centro Italiano Studi Arte Terapia - via Bernardo Cavallino, 89 ("la Cittadella") 80131 Napoli
tel. +39 081 5461662 - fax +39 081 2203022 - posta elettronica: cisat@centrostudiarteterapia.org

 

 

 

 

Buongiorno,

siamo lieti di tornare a progettare qualche evento, dopo il lungo blocco forzato dovuto al COVID-19. Speriamo che non vi abbia troppo danneggiato dal punto di vista economico, ma, soprattutto, dal punto di vista della salute vostra e dei vostri cari.

 

Siamo stati, qualche giorno fa, dall’Assessore per il Centro Storico del Comune di Forlì, perché ci ha proposto di spostare Natalissimo dalla Fiera di Forlì al centro storico di Forlì.

 

Questa nuova iniziativa darebbe il via a tutte le attività del Comune per festeggiare Natale. Lo scorso anno è stato un grande successo, con migliaia e migliaia di visitatori ogni giorno.

 

Se volete vedere come è andata nel 2019, leggete questi due articoli

http://www.forlitoday.it/cronaca/opinioni-commercianti-mercatini-natale-2019-forli-piazza-saffi-videomapping.html

http://www.forlitoday.it/blog/il-piccolo-manuale-per-il-forlivese-perfetto/interviste-andamento-natale-shopping-centro-forli-2019.html

 

Avremmo a disposizione Piazza Saffi, il cuore di Forlì, oltre a Via delle Torri, Piazza Duomo e se non basta altre zone del centro.
Naturalmente, essendo all’aperto, è necessario un gazebo.

 

 

COSTI

Se raggiungiamo almeno 200 espositori, esclusi quelli che si occupano di somministrazione, il costo è € 30,00 al giorno per uno spazio 3x3.

Se, invece, saranno meno di 200 il costo è di € 40,00 al giorno per uno spazio 3x3.

Per gli espositori che vogliono fare somministrazione, il costo è in fase di valutazione, perché deve includere il consumo della corrente elettrica.

 

ATTENZIONE ! Chi porta un nuovo cliente, quindi a noi sconosciuto, ritenuto idoneo a partecipare all’evento, avrà uno sconto di € 10,00 al giorno per ogni giorno che questo nuovo cliente farà.
Abbiamo posto un limite di 3 presentazioni, così se raggiungiamo 200 espositori e qualcuno porta 3 clienti nuovi, potrebbe addirittura non pagare nulla per la propria partecipazione.
Definiremo meglio tutte queste regole, una volta che sapremo se siete interessati all’iniziativa.



DATE

14 e 15 Novembre 2020
21 e 22 Novembre 2020

Definiremo anche le regole in caso di maltempo, il pagamento e altre faccende burocratiche.

La manifestazione si svolgerà in un contesto decisamente natalizio, ma per i dettagli vi chiediamo di leggere gli articoli sopra menzionati.
Ovviamente, non ci sarà un biglietto d’ingresso !!!!

Per poter procedere, abbiamo ASSOLUTAMENTE bisogno di sapere, in linea di massima, se l’idea ti piace e se pensi di partecipare.
In caso positivo, sarai contattato per poterti inviare tutta la documentazione necessaria.

E’ molto gradita una risposta sia positiva che negativa, almeno entro una settimana per poter dare una risposta al Comune di Forlì, diversamente non possiamo fare nulla. Se negativa, non sarai più contattato per il rispetto della tua privacy.

 

 

Cordiali saluti.

 

Miliano Menghi e Mirco Villi
Idealfiere Srls

 

 

 

 

Carissimo/a ci troviamo nel mezzo di una crisi sociale ed economica senza precedenti. Eppure, una delle priorità del Governo sembra essere l'approvazione di una legge inutile, pericolosa e ideologica...

Ci riferiamo alla legge contro l'omotransfobia.

Alla Camera dei deputati la discussione in Assemblea è stata fissata per il mese di luglio e sono in corso i lavori alla Commissione Giustizia. 

Pro Vita & Famiglia ha preparato il seguente video: https://www.youtube.com/watch?v=6_xBCylBLfY video che spiega in tre minuti i problemi e i pericoli principali dell'approvazione di una legge contro l'omotransfobia...

INNALZIAMO UNA PREGHIERA CONTINUA PER FERMARE L'APPROVAZIONE  DI QUESTA LEGGE E PER BLOCCARE  TUTTE LE ALTRE  CONTRARIE  ALLA VITA. Luca Preato

SABATO 13/06 MANIFESTAZIONE PER LA FAMIGLIA E PER LA VITA    3 ORE EVENTO NAZIONALE A BOLOGNA ORE 14 PIAZZA S. GIOVANNI IN MONTE TROVARSI AL CASELLO DI SPINEA (VE) ORE 12.30 PER IL PULMAN SOLO UN'OFFERTA.
Ci sono anche altre fermate dell'autobus  per info telefonare a Lino: 3407150173

L'EVENTO È ORGANIZZATO DA www.no194.it

Sabato 13 potrei andare però al Santo di Padova

SALUTI Luca Preato

 

 

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

 

https://www.centromissionariomedicinali.org/

 

CENTRO MISSIONARIO MEDICINALI
Via Degli Agli 50123 - FIRENZE  055 294501
 onlus@centromissionariomedicinali.org 

 

5 per mille

Scegli di destinare il 5 per mille al Centro Missionario Medicinali



 

 

basta firmare nella dichiarazione dei redditi, senza alcun costo aggiuntivo,
nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”,
indicando  il Codice Fiscale  94073610480
Così sosterrai la nostra attività di invio di
medicinali nel Sud del mondo, che da anni sta
salvando migliaia di vite.
Aiutaci ad aiutare!

 

Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

Carissimi Amici,

La S.Messa celebrata dal papa, ogni mattina, e trasmessa da Rai 1 è un evento molto bello. Vuoi che duri per sempre?  Se sei d'accordo vota la sottostante petizione.
Grazie
Ecco il link per votare la petizione

 

 http://chng.it/NxPM527N  


Buona giornata, 

Gaetano

 

VI DOMENICA DI PASQUA – 17.05.20 - Gv 14, 15-2

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».


COMMENTO DI DON GIGI PINI


Non è possibile amare il Cristo, se poi facciamo quello che ci pare. Per Lui “amare” vuol dire “dare la vita”. E tutti noi sappiamo che la vita è “il tempo” (le ore, i giorni, le settimane…) che abbiamo l’avventura di vivere… appunto! E l’unico modo che abbiamo per “dare la vita”, per “amare” cioè, è quello di


-          vivere “il tempo” con lo stile che lui ci ha insegnato;
-          accettare le sue “regole” (le Beatitudini, “l’avevo fame, sete, ero forestiero…”);
-          provare a mettere in pratica la Sua Parola.
  

Siccome non è facile per nessuno “vivere” i suoi comandamenti, vivere il Vangelo...allora ci tranquillizza subito con la promessa di Qualcuno che ci manderà per darci una mano.
Lui sta per “andarsene” ma non ci lascerà “orfani”, piccoli uomini (o donne) indifesi e spaventati dentro il mare della vita... No, non ci vuole lasciare da soli a nuotare contro-corrente dentro i nostri giorni.
Vuole darci una mano, anzi vuole darci una Persona che stia con noi, che ci aiuti.
  

Lo Spirito Santo è la Persona “giusta” e sarà proprio lo Spirito a darci la forza per “osservare i suoi comandamenti”, per imparare ad amare. Non ci resta che rimanere “aperti” allo Spirito, trovare i momenti dell’ascolto, del pensare e del pregare.
 

La missione del Cristo in terra è giunta al termine e ora toccherà a noi portarla avanti, fare la nostra parte.    Domenica prossima lo dirà a noi in modo molto chiaro, come il suo solito. Adesso devo solo rendermi conto che non sarò mai più da solo. Adesso devo solo capire che vale la pena fidarmi di uno come Lui che ha “dato la vita” per Amore: per me, per tutti.
  

Non siamo “orfani” perché c’è un Padre che ci ama e un Fratello che si fa trovare nel Sacramento dell’Eucaristia. Domenica dopo domenica, messa dopo messa io lo posso “incontrare”. Devo decidere se ho voglia o no di “amarlo”, se ho voglia o no di prendere i suoi “paletti” come punti di riferimento del mio andare. Ma la novità più grande e bella è che i suoi comandamenti sono tutti centrati sull’Amare:

 

- amare Dio, Creatore e Padre;
- amare gli altri, figli e fratelli dell’unico Dio.
-.amare me stesso: testimone di Lui.

 

Buona vita...e sarà vera se proviamo a tenere Lui al centro del nostro “andare nella vita”. Un ricordo per tutti voi nel mio piccolo pregare. Un grande e forte abbraccio, don Gigi

 

VI DOMENICA DI PASQUA - IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

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V DOMENICA DI PASQUA – 10.05.20 - Gv 14, 1-12


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «
Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».


Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».


COMMENTO DI DON GIGI PINI


“Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?” Era il dubbio che mi rimaneva domenica scorsa circa il perché facciamo fatica a scegliere Lui.
Filippo aveva visto “le opere…”, eppure ancora non si fidava.
  

“Da tanto tempo sono con te e tu ancora non mi hai conosciuto, Gigi ? …… ?”
E se fosse vera per me, per noi questa domanda di Gesù?
 

Il Signore dice chiaro e tondo di essere “la via, la verità e la vita”…e noi, testardi come pochi, a rincorrere altre vie, altre verità in cerca di un’altra vita.
- Noi che diciamo di conoscerlo!
Siamo probabilmente sempre più stanchi e soli, ma ci ostiniamo a cercare da un’altra parte la “verità” che ci renderebbe “vivi”; c’intestardiamo a voler fidarci di altre persone che ci promettono “paradisi artificiali”: in pratica, improbabili e vuoti.
- Noi che diciamo di conoscerlo.

 

Gesù è il Dio che si fa uomo per ridarci la vista, per ricondurci al Padre e in pratica alla Creazione “bella e buona” dell’inizio…e noi ancora facciamo finta di non capire e non vedere.

Lui ci ha lasciato un sacco di segni e ancora non vogliamo vederli e saperli leggere.

 

Gesù, ancora oggi, continua a lasciare “segni” delle sue opere e noi ce la caviamo con un’alzata di spalle o con un fragile fuoco di paglia che dura lo spazio di qualche ora.
…”segni” concreti come Francesco di Assisi, don Bosco, Teresa di Calcutta, don Luigi Guanella…e ancora tanti uomini e tante donne che abbiamo conosciuto…eppure non siamo più capaci di “leggerli” per andare da Lui. Si, per andare da Lui che ha detto, in modo definitivo, di essere “la via, la verità e la vita”.

 

E pensare che è esattamente quello che cerchiamo:. la via:
- una strada, cioè, da percorrere per uscire dal casino e dal vuoto che ci sta devastando.
- la verità: sì, la verità perché siamo stufi di menzogne e di prese in giro.
- la vita: perché l’odore di morte non ci piace proprio per niente.

 

Lui continua ad essere con noi e non vede l’ora che noi decidiamo di andargli incontro per un abbraccio che ci dia il “coraggio di vivere”.
Lui, Gesù di Nazareth c'è, il Risorto è con noi...buona vita allora con Lui al centro del nostro “andare".

 

Un grande e forte abbraccio e un ricordo nella preghiera per tutti voi. Avanti tutta. don Gigi

 

 

V DOMENICA DI PASQUA - IO SONO LA VIA, LA VERITA', LA VITA

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IV DOMENICA DI PASQUA – 03.05.20 – Gv 10, 1-10

 

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

 

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI   

 

Gesù è la "porta" che salva, che "regala" la vita e in abbondanza, gli altri sono ladri e briganti! Non usa "giri di parole" per farsi capire!
Se si sentisse qualcuno parlare così al bar o in televisione o per strada... si prenderebbe per un pazzo visionario e presuntuoso.

Il dramma, ancora una volta, è che capita spesso si sentirne di pazzi che parlano così... ma restano visionari pazzi e presuntuosi che tuttavia sono ascoltati e seguiti!

Quello di Gesù è sì un parlare chiaro e deciso ma resta però una Parola vera e credibile perché "pagata" sulla sua pelle con la Croce e perché è Parola di "Risorto", di colui che ha sfidato la morte e l'ha battuta.

 

Lui è la "porta" che però non sarà mai "larga", non diventerà mai un portone insomma. È una porta stretta perché la Sua Parola non è accomodante, mai, e non scenderà mai a compromessi.
Lui vuole essere sincero e vero con noi e non vuole nasconderci la fatica e il sudore del "passare" attraverso di Lui.

 

Ce ne sono già troppi che ci promettono facili autostrade e scale mobili capaci, a sentire loro, di regalarci una vita facile e comoda... ma sono semplicemente "ladri e briganti"; io sono sincero, consapevole che la vita non è né facile né comoda per nessuno! Ed allora Gesù si propone come una "porta" da passare per poter finalmente capire le cose che contano, per capire il giusto ed il bene; "porta" da passare per stare con Lui, il Pastore buono e da Lui imparare a distinguere i "falsî profeti" da quelli "veri".

 

Insomma, ancora una volta, ci mette di fronte ad una scelta da fare e l'unica cosa che promette è la vita, in "abbondanza". D'altra parte solo Lui può fare e mantenere una promessa di questo tipo, solo Lui, perché solo Lui è Risorto.
Quello che ci frega è che non siamo ancora convinti che davvero sia così.


 Un grande e forte abbraccio, don Gigi

 

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

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V DOMENICA DI PASQUA – 10.05.20 - Gv 14, 1-12


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «
Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».


Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».


COMMENTO DI DON GIGI PINI


“Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?” Era il dubbio che mi rimaneva domenica scorsa circa il perché facciamo fatica a scegliere Lui.
Filippo aveva visto “le opere…”, eppure ancora non si fidava.
  

“Da tanto tempo sono con te e tu ancora non mi hai conosciuto, Gigi ? …… ?”
E se fosse vera per me, per noi questa domanda di Gesù?
 

Il Signore dice chiaro e tondo di essere “la via, la verità e la vita”…e noi, testardi come pochi, a rincorrere altre vie, altre verità in cerca di un’altra vita.
- Noi che diciamo di conoscerlo!
Siamo probabilmente sempre più stanchi e soli, ma ci ostiniamo a cercare da un’altra parte la “verità” che ci renderebbe “vivi”; c’intestardiamo a voler fidarci di altre persone che ci promettono “paradisi artificiali”: in pratica, improbabili e vuoti.
- Noi che diciamo di conoscerlo.

 

Gesù è il Dio che si fa uomo per ridarci la vista, per ricondurci al Padre e in pratica alla Creazione “bella e buona” dell’inizio…e noi ancora facciamo finta di non capire e non vedere.

Lui ci ha lasciato un sacco di segni e ancora non vogliamo vederli e saperli leggere.

 

Gesù, ancora oggi, continua a lasciare “segni” delle sue opere e noi ce la caviamo con un’alzata di spalle o con un fragile fuoco di paglia che dura lo spazio di qualche ora.
…”segni” concreti come Francesco di Assisi, don Bosco, Teresa di Calcutta, don Luigi Guanella…e ancora tanti uomini e tante donne che abbiamo conosciuto…eppure non siamo più capaci di “leggerli” per andare da Lui. Si, per andare da Lui che ha detto, in modo definitivo, di essere “la via, la verità e la vita”.

 

E pensare che è esattamente quello che cerchiamo:. la via:
- una strada, cioè, da percorrere per uscire dal casino e dal vuoto che ci sta devastando.
- la verità: sì, la verità perché siamo stufi di menzogne e di prese in giro.
- la vita: perché l’odore di morte non ci piace proprio per niente.

 

Lui continua ad essere con noi e non vede l’ora che noi decidiamo di andargli incontro per un abbraccio che ci dia il “coraggio di vivere”.
Lui, Gesù di Nazareth c'è, il Risorto è con noi...buona vita allora con Lui al centro del nostro “andare".

 

Un grande e forte abbraccio e un ricordo nella preghiera per tutti voi. Avanti tutta. don Gigi

 

 

V DOMENICA DI PASQUA - IO SONO LA VIA, LA VERITA', LA VITA

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

IV DOMENICA DI PASQUA – 03.05.20 – Gv 10, 1-10

 

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

 

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI   

 

Gesù è la "porta" che salva, che "regala" la vita e in abbondanza, gli altri sono ladri e briganti! Non usa "giri di parole" per farsi capire!
Se si sentisse qualcuno parlare così al bar o in televisione o per strada... si prenderebbe per un pazzo visionario e presuntuoso.

Il dramma, ancora una volta, è che capita spesso si sentirne di pazzi che parlano così... ma restano visionari pazzi e presuntuosi che tuttavia sono ascoltati e seguiti!

Quello di Gesù è sì un parlare chiaro e deciso ma resta però una Parola vera e credibile perché "pagata" sulla sua pelle con la Croce e perché è Parola di "Risorto", di colui che ha sfidato la morte e l'ha battuta.

 

Lui è la "porta" che però non sarà mai "larga", non diventerà mai un portone insomma. È una porta stretta perché la Sua Parola non è accomodante, mai, e non scenderà mai a compromessi.
Lui vuole essere sincero e vero con noi e non vuole nasconderci la fatica e il sudore del "passare" attraverso di Lui.

 

Ce ne sono già troppi che ci promettono facili autostrade e scale mobili capaci, a sentire loro, di regalarci una vita facile e comoda... ma sono semplicemente "ladri e briganti"; io sono sincero, consapevole che la vita non è né facile né comoda per nessuno! Ed allora Gesù si propone come una "porta" da passare per poter finalmente capire le cose che contano, per capire il giusto ed il bene; "porta" da passare per stare con Lui, il Pastore buono e da Lui imparare a distinguere i "falsî profeti" da quelli "veri".

 

Insomma, ancora una volta, ci mette di fronte ad una scelta da fare e l'unica cosa che promette è la vita, in "abbondanza". D'altra parte solo Lui può fare e mantenere una promessa di questo tipo, solo Lui, perché solo Lui è Risorto.
Quello che ci frega è che non siamo ancora convinti che davvero sia così.


 Un grande e forte abbraccio, don Gigi

 

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

 

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

 

Ancona, Domenica 10 maggio 2020

 Traslazione Santa Casa a Tersatto

 

 

 Nel 729° anniversario della prima Traslazione Miracolosa
(9-10 maggio 1291 - 9-10 maggio 2020)

   LA NOTTE MERAVIGLIOSA  DI TERSATTO 
IL PRIMO MIRACOLO DELLA SANTA CASA

 

IL PRIMO MIRACOLO DELLA SANTA CASA DI NAZARETH IL 9-10 MAGGIO 1291:
UNA DATA STORICA NELLA CHIESA IL RICORDO DI UNO STRAORDINARIO EVENTO “MIRACOLOSO” CHE HA SEGNATO LA STORIA DELLA CHIESA ED HA COSTITUITO LA SALVEZZA DELLA CRISTIANITA’.
MA MOLTI SE NE SONO DIMENTICATI ANCHE NELLA CHIESA.
AD OPERA DEL “MINISTERO ANGELICO” L’EVENTO MIRACOLOSO DELLO “SRADICAMENTO” DALLE FONDAMENTA DELLE TRE PARETI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH E IL LORO MIRACOLOSO “VOLO” SINO A TERSATTO,
INIZIO DI UNA STORIA DI SALVEZZA DELLA CRISTIANITA’ CHE HA CONTRASSEGNATO TUTTI I SECOLI SUCCESSIVI

Alla Santissima Vergine Maria, Madre di Dio: alla piena di grazia, alla benedetta fra tutti i figli di Adamo; alla colomba, alla tortorella, alla diletta di Dio; onore del genere umano, delizia della Santissima Trinità; casa d’amore, esempio di umiltà, specchio di tutte le virtù; madre del bell’amore, madre della santa speranza e madre di misericordia; avvocata dei miseri, difesa dei deboli, luce dei ciechi e medicina degli infermi; ancora di confidenza, città di rifugio, porta del Paradiso; arca di vita, iride di pace, porto di salvezza; stella del mare e mare di dolcezza; paciera dei peccatori, speranza dei disperati, aiuto degli abbandonati; consolatrice degli afflitti, conforto dei moribondi ed allegrezza del mondo”
(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)


Innumerevoli documentazioni storiche comprovano la “veridicità storica” di “almeno” cinque “traslazioni miracolose” della Santa Casa di Nazareth, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto (in Croazia), ad Ancona (località Posatora), nella selva della signora Loreta nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi sul campo di due fratelli sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica. 

 

MENTRE A LORETO DALLA BASILICA PONTIFICIA SI CELEBRA IL CENTENARIO
DELLA PROCLAMAZIONE DELLA MADONNA DI LORETO A PATRONA DELL'AVIAZIONE (1920-2020)
DOPO AVER FATTO ABOLIRE LA LITURGIA SECOLARE DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE

 

(clicca QUI per la documentazione)


A TERSATTO INVECE ANCORA OGGI SI CELEBRA LITURGICAMENTE
IL MIRACOLO DELLA PRIMA TRASLAZIONE MIRACOLOSA IVI AVVENUTA NELLA NOTTE DEL 9-10 MAGGIO 1291
SCONFESSANDO L'APOSTASIA LAURETANA PURTROPPO ANCORA IN ATTO

 

Nelle foto sottostanti il Messale di Tersatto ove il 10 maggio si celebra il ricordo della prima Traslazione 

Beato PIO IX - Bolla "INTER OMNIA" del 26 agosto 1852

“A Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”. 

 

Ancona, Lunedì 4 maggio aprile 2020 - San Ciriaco

  San Ciriaco
FECE RITROVARE
LA CROCE DI CRISTO

all'imperatrice Sant'Elena

“Niuno Stato si può conservare nella legge civile
in stato di grazia senza la santa giustizia”

(Santa Caterina da Siena)

LA CURA CONTRO IL CORONAVIRUS TENUTA ancora NASCOSTA,
probabilmente per voler attendere preferibilmente un vaccino,
con i finanziamenti "interessati" di Bill Gates

 


Riportiamo un commento dal Sito della Sezione AVIS di San Gavino Monreale, per fare chiarezza su quanto sta accadendo in alcuni ospedali Italiani dove è partita la sperimentazione cui si fa riferimento e cioè l’utilizzo del “plasma iperimmune da pazienti convalescenti”.
La prima cosa da chiarire è che non si tratta di un vaccino, ma appunto di una cura.
Il plasma è una componente del sangue, per ottenerlo viene sottoposto il donatore (volontario) alla cosiddetta “plasmaferesi” che consiste nel prelevare il sangue al donatore che poi passa attraverso una macchina che ne trattiene appunto il plasma, mentre i globuli rossi verranno rinfusi nel donatore. Il plasma iperimmune ha un alto titolo di immunoglobuline per una determinata malattia e per ottenerlo va prelevato da donatori convalescenti, cioè che hanno superato la malattia ed hanno prodotto gli anticorpi utili per combatterla e sconfiggerla.
Per ottenere il plasma iperimmune per curare un paziente affetto da Covid-19 è necessario quindi che un donatore volontario “guarito” (deve cioè esserne stata accertata sia la malattia che la guarigione tramite tampone) doni volontariamente il suo plasma.
Attualmente la sperimentazione è in corso in alcune Regioni Italiane ed AVIS Nazionale sta seguendo da vicino e molto attentamente l’andamento della sperimentazione, lo stesso Presidente Nazionale Gianpietro Briola in diversi interventi ha rimarcato l’importanza di questa sperimentazione e si è espresso ieri con queste parole: “Si è dimostrato che in molti casi il plasma è efficace per gli anticorpi presenti nei soggetti guariti, ma con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie. Quindi, rappresenta una terapia sperimentale ed emergenziale già nota per altre malattie. Serve ora capire quali sono gli anticorpi efficaci, isolarli, purificarli e poi somministrare solo quelli in dose controllata e farmacologica. Come avviene per le immunoglobuline antitetaniche, ad esempio. È comunque importante sottolineare che questo approccio ha dimostrato che il plasma contiene degli elementi che funzionano contro il virus e lo neutralizzano".
AVIS, insieme al mondo scientifico e al Centro Nazionale Sangue, sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione e si sta adoperando per studiare queste opportunità. Al momento, però, è importante mantenere la calma e informarsi sempre attraverso fonti attendibili e non creare false aspettative. Appena conosceremo il test che meglio è in grado di rilevare e dosare questi specifici anticorpi e non appena le aziende di plasmaderivazione saranno in grado di produrre le immunoglobuline specifiche, coinvolgeremo la generosità dei donatori per la plasmaferesi”.
Come affermato anche da Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell’unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova, in un’intervista sul Corriere della Sera: “Non possiamo alimentare false speranze. Mi spiego: se la malattia ha lavorato a lungo fino a compromettere la funzionalità degli organi non c’è plasma che tenga. In quel caso la mortalità resta alta perché la virosi non c’è più e quindi non è più il virus il nemico ma sono i danni prodotti dal virus. Per questo i pazienti molto gravi non possono essere arruolati nel nostro protocollo di ricerca”.

SAN CIRIACO
PATRONO DI ANCONA
FECE RITROVARE LA CROCE DI CRISTO A SANT'ELENA

     San Ciriaco nacque a Gerusalemme con il nome di Giuda, figlio di Simeone e Anna. Nell'anno 326, l'Imperatrice Elena, madre di Costantino, si recò a Gerusalemme per ritrovare la Vera Croce, sulla quale era stato crocifisso Gesù. Qui venne a sapere che un rabbino, di nome Giuda, conosceva il luogo in cui era stata seppellita la Croce in cui fu crocifisso Cristo. Ma Giuda, rabbino ebreo, non volle rivelare le informazioni in suo possesso: ma dopo essere stato messo per sei giorni all'interno di una cisterna vuota, senza cibo né acqua, informò l'Imperatrice di quanto era a sua conoscenza.
     La Croce fu ritrovata il 3 maggio 326, insieme a quelle dei due ladroni. Non riuscendo però a capire quale potesse essere la Croce sulla quale fu inchiodato Cristo, Elena le fece esporre tutte e tre sopra il cadavere di un giovane appena defunto, il quale risorse miracolosamente allorché venne a contatto con la Vera Croce. A quel punto Elena e il suo seguito si inginocchiarono in adorazione e Giuda, alla vista di quel miracolo, si convertì al cristianesimo. Fu battezzato da Macario, vescovo di Gerusalemme, alla presenza di Elena, ed assunse il nome di Ciriaco (che, dal greco, significa "dedicato al Signore").
     Dopo la conversione Ciriaco si adoperò attivamente per la diffusione della fede e nello studio dei Vangeli. Nel 327 Papa Silvestro I lo consacrò Vescovo. Secondo varie fonti svolse il suo ufficio in Ancona, ove era giunto per venerare il famoso Santuario di Santo Stefano ivi esistente e in cui avvenivano molti miracoli.
      Nel 363 fece un viaggio nella sua terra natia. Qui l'Imperatore Giuliano l'apostata lo fece imprigionare e torturare per farlo apostatare dalla fede cristiana. La tradizione elenca le seguenti torture patìte da Ciriaco: la mutilazione della mano destra; l'ingurgitamento forzato del piombo fuso; bruciato sopra una graticola e frustato; gettato in una fossa piena di serpenti velenosi; immerso nel bitume bollente: trafitto al cuore con una spada. Dopo questo Ciriaco morì. La salma del martire fu sepolta a Gerusalemme, in una grotta del Monte Calvario.
     L'8 agosto 418 il corpo venne trasferito dalla Palestina ad Ancona, nella chiesa di Santo Stefano, per l’intervento di Galla Placidia, come ricompensa alla città per non aver potuto ricevere le reliquie del corpo di Santo Stefano, che la città aveva richiesto perché lo venerava sin dalle origini più di ogni altra città, a motivo della conservazione, come reliquia, di uno dei sassi che colpirono il corpo del Santo durante la sua dilapidazione. Nel 1097 le spoglie vennero trasferite nella chiesa di San Lorenzo, che da quel momento viene chiamata di San Ciriaco. Il corpo incorrotto di San Ciriaco è ancor oggi esposto nella cripta della Cattedrale di Ancona. Viene ricordato dalla Chiesa Cattolica il 4 maggio.
     Durante la ricognizione del corpo del martire compiuta in seguito al terremoto avvenuto in Ancona nel 1972, gli studi medici e scientifici confermarono la verità della storia del martirio, così come era stata tramandata dalla tradizione.

 

Le spoglie di San MARCELLINO e San LIBERIO
tra i compatroni di Ancona accanto a San Ciriaco

 

PER CONOSCERE LA STORIA DELLA CHIESA DI ANCONA

 

cliccare QUI

 

 

 

 

il Comitato Editoriale
Dopo i tre volumi ‘900 e oltre. Inediti italiani di poesia contemporanea (pubblicato nel 1997 e prefato da un saggio di Pompeo Giannantonio, già ordinario di Letteratura italiana all’Università “Federico II” di Napoli); Con le armi della poesia. Antologia della poesia italiana contemporanea (edito nel 2007 e prefato da uno studio introduttivo di Sergio Givone, filosofo e professore ordinario all’Università di Firenze) ed E piove in petto una dolcezza inquieta. Antologia della poesia italiana contemporanea (edito nel 2016 e prefato da Roberto Pasanisi, scrittore e docente universitario) – dei quali si leggono infra i pieghevoli elettronici –, avendo avuto a suo tempo positivi riscontri di critica e di pubblico, l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli intende pubblicare nelle sue Edizioni, a distanza di quattro anni, una nuova antologia della poesia italiana contemporanea, della quale aspira a fare il punto dando un nuovo specimen significativo, aggiornato e, soprattutto, di rilevante qualità letteraria.
Il Comitato editoriale invita dunque gli scrittori a proporre un loro contributo al nostro nuovo volume antologico, dal titolo provvisorio «Ma in attendere è gioia più compita». Il fiore della poesia italiana contemporanea, inviando in formato elettronico, all’indirizzo redazionale ici@istitalianodicultura.org, alcune poesie inedite, fra cinque e dieci circa, unitamente ad una dettagliata nota bio-bibliografica, da vagliare per una eventuale pubblicazione nell’antologia insieme a quelle di alcuni altri rilevanti poeti italiani contemporanei che il Comitato ha già selezionato.
Il volume sarà tirato in 3.000 copie e si avvarrà di una rete di diffusione particolarmente privilegiata per un’opera di poesia: tutti i soci dell’Istituto (1.600 in tutto il mondo, e tutti ‘addetti ai lavori’, fra i quali anche artisti e letterati famosi), infatti, lo riceveranno automaticamente, in quanto compreso nella quota associativa.
Inoltre, verrà effettuata una distribuzione nazionale in libreria attraverso il nostro distributore librario Libro Co. Italia (www.libroco.it), uno dei principali in Italia e distributore di molte fra le maggiori case editrici del nostro Paese, come potrà leggere sul sito stesso del Distributore.
Infine, il nostro Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni ne curerà la distribuzione in omaggio a critici, giornalisti, scrittori, letterati, studiosi, dipartimenti universitarî ed enti culturali con i quali siamo in contatto nel mondo. Ed è superfluo sottolineare l’apprezzamento di cui gode la collana nel mondo letterario — e di cui si gioverà l’autore che ha la possibilità di pubblicarvi —, dati i nomi di riconosciuta fama che compongono il Comitato scientifico di lettura.
Gli autori che intendono proporre i loro testi, possono farlo da subito, e comunque non oltre il 30 giugno 2020, affinché si possa poi procedere speditamente ad una lettura accurata ed alla scelta dei testi pervenuti.

 

CONTINUA A LEGGERE

Istituto Italiano di Cultura di Napoli - via Bernardo Cavallino, 89 ("la Cittadella") 80131 Napoli
tel. +39 081 5461662 - fax +39 081 2203022 - posta elettronica: ici@istitalianodicultura.org

 

 

 

 

Gent.mi

la resurrezione di Cristo sconfigge anche la morte e ci apre alla speranza.
vi invitiamo a visionare il nostro video In Paradisum scaricabile gratuitamente da Youtube a questo indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=AIIFsbvpYUM

Pace e bene

 

Comunità Cristiana Via Caldieri
Napoli

 

 

 

 

Associazione Europea Amici di San Rocco 
Museo San Rocco Capriati a Volrurnom (Caserta)




Coronavirus, un’epidemia di cui si conosce poco, che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. C’è un Santo in particolare, a cui si fa ricorso proprio in periodi come questi, ed è San Rocco da Montpellier. La sua devozione inizia nel pieno Medioevo quando, contro la terribile piaga della peste, veniva invocato affinché placasse il contagio. Attualmente il suo culto ha varcato i confini italiani ed europei; solo in Italia vi sono tremila chiese, oratori e Santuari, è  patrono di ben 1386 comuni e compatrono di 890 paesi, un santo molto venerato in Basilicata e nel sud Italia, a cui rivolgersi con fede in questo momento delicato della nostra storia.                                                                                                                                                                                                   
Nessuno può dimenticare, per la sua vita e per la vita dell’umanità, l’epidemia in cui siamo sommersi; nessuno può minimizzare il grande impegno dei medici, degli operatori sanitari e sociali, e nessuno può lavarsi le mani dagli sciacalli che la nostra società opulenta, predatrice, fa nascere dai suoi egoismi inveterati. Davanti ad una situazione così confusa e pericolosa, il popolo di fedeli guarda a San Rocco ed osasperare in una conversione e in una nuova mentalità nei confronti della natura, degli altri e dello stesso Dio. San Rocco, dentro epidemie ancora più virulente e devastatrici di quelle odierne, cristiano convinto, non è stato a bilanciare vantaggi e  svantaggi, pericoli e fortune, devozioni alle tombe degli Apostoli a Roma, e morti che continuamente incontrava sulla strada del suo pellegrinare. Si è messo immediatamente a servizio del sofferente, povero o ricco, giusto o malvagio, strafottente o condiscendente, il povero insomma che incontrava mezzo morto nel suo cammino, e così si fermò, cambiò direzione, sensibilizzò il giro dei sani per recare sollievo ai colpiti dall’epidemia. Fu tale la sua opera, e tanto pericolosa l’epidemia dei suoi tempi, da renderlo la “Mano di Dio” in soccorso per tutta la sua vita dei malati di lebbra. Non era medico, ma portava ai malati l’affetto di un uomo, la forza di un lavoratore che presta mani e piedi a chi ne aveva bisogno, e portava la misericordia di un Dio che usciva dalla regola dei conventi per favorire un incontro con i laici,perché non si smarrisse mai la speranza. 
L’  “Associazione Europea Amici di San Rocco” fondata nel 1999, conta 76 gruppi  di preghiera in Italia e 18 negli altri paesi europei. Tante sono le opere di accoglienza e carità che svolge nel nome del Santo di Montpellier. In questo momento di particolare emergenza, la nostra Associazione si mostra maggiormente impegnata come gruppo di credenti a mettersi a disposizione dei bisogni spirituali, morali e curativi di tutti, e soprattutto delle vittime di questa epidemia, cercando di rispecchiare i valori del Santo pellegrino, non un santo  delle piazze o delle ricorrenze periodiche,  ma un uomo di Dio da prendere ad esempio di concreta carità ardente.
Sono vicino a tutti gli italiani , ed al mondo intero, e sono sicuro che ne usciremo con la forza dell’opera e della fede, il coronavirus , un’epidemia di cui si conosce poco, che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. C’è un Santo in particolare, a cui si fa ricorso proprio in periodi come questi, ed è San Rocco da Montpellier. La sua devozione inizia nel pieno Medioevo quando, contro la terribile piaga della peste, veniva invocato affinché placasse il contagio. Attualmente il suo culto ha varcato i confini italiani ed europei; solo in Italia vi sono tremila chiese, oratori e Santuari, è  patrono di ben 1386 comuni e compatrono di 890 paesi, un santo molto venerato in In tutte le regioni e nel sud Italia, a cui rivolgersi con fede in questo momento delicato della nostra vita .
il Santo pellegrino, che metteva assieme tutte le forze disponibili per i  momenti più impossibili e gravi, convinto che fosse Dio, come sempre, a guidare la storia.  

 

Fratel Costantino De Bellis 
Fondatore dell’ “Associazione Europea Amici di San Rocco”
www.amicidisanrocco.it 
3386627422

 

Un abbraccio in Cristo ed in San Rocco
La segreteria

 

 

 

 

"Il nostro futuro è il presente che incontriamo ogni giorno".

 

La newsletter della Fondazione Rachelina Ambrosini, realizzata da una redazione giovane, impegnata, sorridente, anche in un tempo così particolare, non ha voluto far mancare il proprio contributo di buone notizie, semi di speranza.

 

Un affettuoso saluto con l’augurio di poterci presto riabbracciare,

 

Tommaso Maria FerI

 

 

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NEWSLETTER . MAGGIO 2020

 

 

 

DIREZIONE REGIONALE MUSEI CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche

MuseumWeek 2020


La Direzione regionale Musei Calabria, diretta dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ha aderito, per il secondo anno consecutivo, alla settima edizione della MuseumWeek 2020, il festival internazionale dedicato alle istituzioni culturali su Twitter e sui social media.
7 temi, 7 hashtag e 7 giorni, dall’11 al 17 maggio, dedicati alla condivisione di post, immagini e video unificati da un unico focus globale: #togetherness, una parola che oggi, nell’emergenza mondiale, assume una valenza profonda, l’importanza dell’essere uniti per superare le sfide di questo XXI sec.

In questo particolare momento, la MuseumWeek ha rappresentato per le istituzioni culturali uno strumento ancora più prezioso poiché ha permesso ai musei calabresi di aprire virtualmente le proprie porte e di promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio in maniera originale e creativa.

I musei afferenti alla Direzione regionale Musei Calabria hanno partecipato con entusiasmo alla #challenge mondiale condividendo immagini, video e contenuti in linea con i temi individuati per l’edizione 2020 (#heroesMW; #CultureInQuarantineMW;  #togetherMW; #MuseumMomentsMW; #climateMW; #technologyMW; #dreamsMW).
Importanti i risultati ottenuti: oltre alla grande partecipazione, i contenuti elaborati dalla DR Musei Calabria sono stati condivisi, apprezzati e retwittati, riuscendo ad ampliare il pubblico e generando nuove e proficue collaborazioni con altre istituzioni culturali.

Tra i post più apprezzati “L’arte ti somiglia” per l’hashtag #CultureinQuarantine e le sognanti immagini di #dreams… perché alla fine #andràtuttobene.

Questi di seguito i canali social della Direzione regionale Musei Calabria:
Twitter: https://twitter.com/MuseiCalabria
Facebook: https://www.facebook.com/PoloMusealeCalabria
Instagram: https://www.instagram.com/polomusealecalabria

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DIREZIONE REGIONALE MUSEI CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche

 

C O M U N I C A T O  S T A M  P A

Save the culture
Galleria nazionale di Cosenza
Cosenza – Palazzo Arnone

 



Continua, nonostante le problematiche inerenti all’attuale situazione nel nostro Paese, l’attività della Galleria nazionale di Cosenza, ubicata nel prestigioso Palazzo Arnone in Cosenza e ricadente nella Direzione regionale musei Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello.
Ultima iniziativa, in ordine temporale, la partecipazione alla campagna Save the culture, ideata e promossa da Heritage S.r.l. in collaborazione con il Museo Tattile di Varese. Il progetto di game design interattivo, pensato per i musei, si basa su Interactive Culture Experience, una piattaforma progettata e sviluppata da Heritage per la gamification user-oriented di contenuti culturali. Il gioco vuole coinvolgere il grande pubblico facendolo interagire con i contenuti di musei presenti sul territorio nazionale, con l'obiettivo di scoprire o riscoprire la ricchezza delle proprie collezioni!
Sei pronto ad aiutare Beppe, il vecchio guardiano del museo di un piccolo paesino, a sconfiggere il suo nemico?
Il nemico di Beppe, OBLIV-20, non genera sintomi visibili come il fratello COVID-19 ma agisce sulle menti e sui cuori.
Il suo potere terribile è quello di cancellare: cancellare la memoria delle cose belle e far rimanere tutti tristi e soli.
Riuscirai ad aiutare Beppe a sconfiggere OBLIV-20?
Se vuoi giocare anche tu, salvare la cultura e scoprire le opere della Galleria nazionale di Cosenza, vai su:
http://www.savetheculture.it, ci trovate nella categoria "Arte e Gallerie".
Il progetto ed i contenuti relativi alla Galleria nazionale di Cosenza, il cui referente è lo storico dell’arte Faustino Nigrelli, sono a cura della dottoressa Camilla Brivio, funzionario della Direzione regionale musei Calabria.

DETTAGLIO - JEZABEL DILANIATA DAI CANI

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche

Museum-Week 2020
11/17 maggio 2020

 

Anche il Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello, si prepara a partecipare al Museum-Week 2020, challenge mondiale promosso da Twitter, che si terrà dall’11 al 17 maggio 2020.

 

Questi i temi individuati per l’edizione 2020:

 

11 maggio: #heroesMW

 

12 maggio: #CultureInQuarantineMW

 

13 maggio: #togetherMW

 

14 maggio: #MuseumMomentsMW

 

15 maggio: #climateMW

 

16 maggio: #technologyMW

 

17 maggio: #dreamsMW

 

Riportiamo, di seguito indicati, i luoghi della cultura statali ricadenti nel Polo museale della Calabria

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)
Referente: Faustino Nigrelli
mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it
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Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it
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La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it
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Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it
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Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it      
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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)
Direttore: Gregorio Aversa
mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it 
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Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it
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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)
Direttore: Gregorio Aversa
mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it
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Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it
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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)
Direttore: Faustino Nigrelli
mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it
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Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal@beniculturali.it
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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
Referente: Gregorio Aversa
mail: pm-cal@beniculturali.it
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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)
Direttore: Orsola Laura Delfino
mail: pm-cal.archeoderi@beniculturali.it

 

CELEBRATO RAFFAELLO SANZIO AI MUSEI DI VIBO E DELLA SIBARITIDE

 

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Vibo Valentia
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)

 

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, diretti dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno celebrato Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua scomparsa.
Lo hanno evidenziato come grande cultore dell’antico e dell’architettura, ricordandone, in particolare, la sua opera di classificazione e studio dell’architettura di Roma antica.   

Raffaello venne incaricato dal Papa Leone X° di sovrintendere la custodia e la classificazione dei marmi dell’antica Roma. A tal proposito l’artista condusse uno studio dei monumenti romani; egli fu tra i primi ad arrivare ad un esame delle strutture e degli elementi architettonici così approfondito.

Tale incarico gli fornì anche l’opportunità di realizzare una pianta che raffigurasse Roma nell’età imperiale. Attraverso l’uso di uno strumento dotato di bussola realizzò così dei rilievi e delle rappresentazioni ortogonali delle vestigia antiche, utilizzando uno strumento munito di bussola. 

L’ammirazione per la cultura classica da parte di Raffaello fu grandissima, tanto che il grande artista nelle sue opere fu portato ad emularla! 

<<Celebrato dunque Raffaello – precisa la dottoressa Bonofiglio - come cultore dell’antico ed in particolare dell’architettura con i reperti architettonici provenienti dal Cofìno e dal Parco delle Rimembranze insieme ai i frammenti del frontone di epoca arcaica rinvenuti a Parco del Cavallo, dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide>>.

 

 

In allegato reperti provenienti da Sibari e da Vibo Valentia. 

 

 

 

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Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

 

Carissimi Amici,
il coronavirus ci ha messo tutti agli “arresti domiciliari”…

   Per trascorrere meglio e bene il tempo a casa, la Cultura ci viene incontro e ci offre la possibilità  di visitare i migliori Musei del mondo.
   E’ a nostra disposizione anche l’Archivio Luce davvero interessante.

I sottostanti link devono essere copiati in Google
Buona visione
                                   Gaetano

 

1. Pinacoteca di Brera - Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi - Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani - Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico - Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado - Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre - Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum - Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum - New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage - San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art - Washington https://www.nga.gov/index.html

www.archivioluce.com

 

 

Carissimi Amici,

La S.Messa celebrata dal papa, ogni mattina, e trasmessa da Rai 1 è un evento molto bello. Vuoi che duri per sempre?  Se sei d'accordo vota la sottostante petizione.
Grazie
Ecco il link per votare la petizione

 

 http://chng.it/NxPM527N  


Buona giornata, 

Gaetano

 

III DOMENICA DI PASQUA – 26.04.20 – Lc 24, 13-35


  Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
  

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
  

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI


     Quante volte ci capita di camminare nella vita con il “volto triste”: le cose non funzionano come vorremmo, siamo sommersi da notizie e immagini terribili, ci sentiamo impotenti di fronte all’ondata pesante d’ingiustizie, di sopraffazioni, di male e di morte.
   Neppure i mille discorsi che sentiamo e che facciamo riescono a “risollevarci” più di tanto, né le mille tavole rotonde, i dibattiti e gli studi e le ricerche…niente riesce più a farci “ardere il cuore”. Allora ci sembra che non resti altro da fare che tenerci le nostre tristezze e provare a camminare ancora.
   Il dramma di tutto questo è che non abbiamo ancora capito che anche per noi c’è un “Emmaus”, c’è la possibilità di “riprenderci” e camminare a testa alta.
   “Emmaus” per noi è …la Domenica, perché proprio la Domenica è il momento nel quale possiamo “fermarci” per stare a tavola con Lui e spezzare il “Pane”, in altre parole l’Eucaristia di una comunità che, appunto perché vive, si rende conto di quello che succede, di come gira il mondo e sentirsi triste e impotente.
   “Emmaus” anche per noi perché c’è la possibilità di ascoltare e di leggere la Parola;
   -per capire come reagire e “vedere” cosa fare per dare una mano a “salvare” questo nostro tempo;
   -per sentire “ardere il nostro cuore” in una prospettiva “vera”.
Ancora una volta si tratta di scegliere:  
- se ascoltare i profeti di sventura...i facili saltimbanchi di parole e di promesse, mai mantenute, o gli imbonitori astuti ed interessati...
- oppure ascoltare Lui e voler capire la Sua Parola.
“Fare Domenica” è una scelta, anche Andare a Messa lo è.  * "spezzare il Pane" con Lui è una scelta e ascoltarlo è una scelta.
…Tocca a me decidere.
Buona vita allora e avanti tutta. Un ricordo nella preghiera per tutti voi. Un grande e forte abbraccio, don Gigi
 

 

Cari Amici,

Durante la recente Settimana Santa, meditando sulla Passione di Cristo, il mio pensiero è corso anche alla Sacra Sindone.
  

Questa antica ed eccezionale reliquia mi ha sempre affascinato per lo stretto rapporto che intercorre tra il prezioso lenzuolo e le Sacre Scritture.
Da qui la mia convinzione che si tratta davvero del lenzuolo che raccolse il corpo deposto di Gesù , infatti, solo un miracolo avrebbe potuto lasciare un’immagine indelebile sul lenzuolo che merita fede e venerazione .
  

 Credo di far cosa gradita dare accesso sul mio sito https://www.diffondilaparola.com a questa “Relazione sulla Sindone” a cura di Lorenzo Lastilla, ex allievo di mons. Giulio Ricci, autorevole e appassionato  studioso della Sindone.
   Lorenzo, attraverso il suo modesto lavoro, ha sentito il dovere di ricordare mons. Giulio e la sua "certezza" nel ritenere che l’impronta dell’Uomo della Sindone è proprio quella del Cristo crocifisso, morto e sepolto.
   Mons. Ricci fu uomo e sacerdote di grande fede, d’elevata cultura e grande studioso della Sindone ma, quasi mai, citato e ricordato quando si parla del “mistero” della Sindone. 
Buona Pasqua!

Gaetano Lastilla

 

 

II DOMENICA DI PASQUA – 19.04.20 – Gv 20, 19-31


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!
Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
  

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
  

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
  

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
 
COMMENTO DI DON GIGI PINI
  

Gesù, dunque, la sua missione l’ha portata a termine, vivendola tutta, fino in fondo. Adesso Lui è il Risorto. Proprio dalla Risurrezione parte, e trova significato e motivazioni, la nostra vocazione di persone: “…anch’io mando voi”.
  

Essere cristiani allora non vorrà mai dire essere persone “sedute” su ideologie, su posizioni statiche, ma gente, popolo, che sa camminare nella coerenza di chi vuol essere “testimone” di una Persona e non di un’idea.
  

Tocca in altre parole a noi continuare la missione che il Padre aveva affidato al Figlio, adesso siamo noi i “mandati”. Lui ci ha fatto vedere cosa fare e come fare, ci ha lasciato la Sua Parola e la Sua Presenza (nei Sacramenti).
  

Non abbiamo più nessuna scusa per arrenderci o lasciar perdere, o sederci, e siccome queste sono delle tentazioni pesanti e, spesso, diventano peccati…allora ci regala subito il sacramento del perdono: la confessione.
  

Sì, da subito ci regala la possibilità di riprenderci e di essere perdonati e poter così davvero camminate come testimoni veri e credibili. Lui ci conosce bene, sa come siamo fatti, ha conosciuto Giuda e Pietro…e noi rischiamo di essere un pò l’uno e un pò l’altro!
  

Sapere che c’è la possibilità di “ricominciare” e non cadere nella disperazione di Giuda, sapere tutto questo è troppo importante.
 

 A Pasqua dobbiamo renderci conto che il Sacramento della Confessione è un regalo “forte” che Lui dona per farci sentire dei “risorti”, persone amate dal Dio della Vita.


SI'...
- anche noi risorti dai nostri tradimenti, tiepidezze e superficialità;  
- anche noi risorti dalla noia e dal pessimismo;  
- anche noi risorti dall’indifferenza e da egoismi imbarazzanti;  
- anche noi risorti dalle “tentazioni”...e, in pratica, da tutto quello che il Male ogni giorno ci mette davanti.


Abbiamo fra le mani il Sacramento “giusto” e “autentico” perché Lui ha voluto dare ad alcuni l’autorità di “rimettere i peccati”.
Grande notizia…e proprio a Pasqua.


Un ricordo nella preghiera per voi tutti. Buona vita. Un grande e forte abbraccio, don Gigi

II DOMENICA DI PASQUA - MIO SIGNORE E MIO DIO

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

PASQUA DI RESURREZIONE – 12-04.20
Messa della Veglia - Mt 28, 1-10    ...Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui


Veglia di Pasqua.

 

 

Il sepolcro è vuoto. Vuoto nonostante le guardie volute dai sommi sacerdoti e dai farisei. Il sepolcro è vuoto e nel silenzio. Il Sabato Santo è un giorno così…solo nella grande Veglia ci sarà la notizia che cambia la Storia, per sempre.
 

Il sabato Santo è una lunga ed appassionata attesa della Veglia Pasquale, un andare calmo e raccolto a “visitare il sepolcro”’…fino a quando il “buio” della notte sarà squarciato dalla “Luce”.
  

Dopo la notte di Natale questa è la grande notte. Quel bambino di Betlemme è stato ucciso a Gerusalemme e lì, nella città Santa, Risorgerà.
  

“Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Queste le parole dell’angelo ai pastori. E ancora un angelo dirà alle donne: “So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ “risorto”

.

Sabato Santo è il giorno per riprendere questo tragitto che da Betlemme arriva a Gerusalemme;
abato Santo è il giorno per riandare dentro in tutto quello che ha detto e fatto il Signore Gesù.
  

Non si può arrivare a Pasqua senza cercare di capire il senso della Sua missione però è impossibile pensare di “catturarlo” in poche ore…e allora c’è la domenica, c’è il giorno del Signore per provare a capire e quindi a decidere che cosa fare, per provare ad essere anche noi capaci, come le donne ed i discepoli, ad essere ‘testimoni’ del Risorto.
  

Oggi, è il giorno del silenzio, di un silenzio carico di “ascolto”… di Lui.

Messa della Domenica – Gv 20, 1-9   ...Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

Pietro e Giovanni, due dei primi amici di Gesù che il Maestro aveva scelto e chiamato all'inizio della sua missione. Pietro e Giovanni che avevano visto, sentito, vissuto tutto quello che Gesù aveva fatto e detto.

Pietro e Giovanni, testimoni da subito quindi, e anche di alcuni momenti privilegiati! Eppure, proprio Giovanni e Pietro devono arrivare fino al sepolcro vuoto e vedere le bende per terra e il sudario piegato, appena un poco più in là... devono arrivare fino a lì per credere.
Giovanni, infatti, scrive di se stesso e di Pietro: «Non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti». E allora non mi voglio scoraggiare neppure io. Magari non riuscirò a correre, ma almeno camminare sì: camminare lungo la mia vita per "vedere" i segni della Risurrezione.

Credo di poterli "vedere" nella natura... che è appunto un "segno" dell'Amore creativo del Padre. Credo anche di poterli "vedere" nelle tante persone che ogni giorno, accanto a me e in giro per il mondo, spendono la loro vita per gli ultimi, per chi ha bisogno, per gli altri.
Credo ancora di poterli "vedere" dentro di me quando sento la voglia di infinito, di Amore, di bello e di sereno, di perdono. Credo di poterli "vedere" nella sofferenza di molte persone e di tanti popoli che lottano per la libertà e la dignità, per la giustizia e per la pace; che lottano per "sconfiggere" il dolore. Pasqua sarà sempre un appuntamento importante per non perdere di vista l'obiettivo unico e definito di ogni vita: la Risurrezione, il Risorto.

Non per niente la Domenica è chiamata "la Pasqua della settimana" e allora non mi scoraggio proprio perché ho un sacco di "appuntamenti" (la Messa) per provare a capire la Scrittura, la Sua Parola.

Ecco ancora una risposta ai "perché" di domenica scorsa:

- forse perché abbiamo smesso o ci siamo stancati di cercare, di voler "vedere" i Suoi segni.
- forse perché abbiamo smesso o ci siamo stancati di "camminare" verso la "Verità e la Vita".

 

Ma è Pasqua, finalmente, adesso è tempo per "risorgere" dalle nostre noie e rassegnazioni e andare verso la festa della Vita.
Adesso è tempo di riprenderci in mano la nostra voglia di vivere.
Lui è risorto, è la nostra “garanzia”.

 

Buona vita con un grande e forte abbraccio. Un ricordo per tutti voi nella preghiera. Auguri, don Gigi

DOMENICA DI PASQUA - RESURRTEZIONE DEL SIGNORE

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Come pregare a casa e “confessarsi

https://youtu.be/pyq6V8eEkb8      video di don Alberto Ravagnani

Suggerimenti per l’esame di coscienza

Dove il peccato porta buio nella mia vita? Un cuore al buio diventa…

– egoista: “io, sempre io, solo io”. Gli altri devono fare come dico io, io sono importante, gli altri…
– pigro: non ho voglia di pregare, non ho voglia di aiutare, non ho voglia di studiare, non ho voglia di lavorare, non ho voglia di donare tempo, non ho voglia di amare.
– invidioso: perché non ho quella cosa, quella qualità; ho mille pretese verso la famiglia e gli amici; tutti mi devono qualcosa e non mi accorgo delle belle cose che ho.
– geloso: non so condividere le cose belle che ho. Donare? È un verbo che non conosco.
– arrabbiato: tratto male le persone; uso le parole per ferire e far male gli altri; divento superbo e arrogante, nelle parole, nei gesti o nei pensieri.
– triste: mi lamento sempre, ho continuamente “il muso”.
– spietato: giudico gli altri, sparlo delle persone, semino cattiverie e maldicenze. Cosa raccoglierò se questo semino?
– inquinato: nutrito di immagini, discorsi, fantasie, tv volgari, il cuore perde trasparenza e limpidezza, perde la sua bellezza.
– falso: inganno le persone, anche quelle che mi vogliono bene; vivo spesso di compromessi, senza impegnarmi in nulla.

******

E quest’anno a confessarsi per Pasqua come si fa?

A causa della quarantena non possiamo andare da un prete, ma per il perdono di Dio ci viene in aiuto l’atto di contrizione perfetta.

Ma quest’anno come faccio a confessarmi per Pasqua se non posso andare da un prete? Sono costretto a rimanere senza la bellezza e la forza del perdono del Padre che mi rigenera come figlio della luce? Io vorrei confessarmi… ma come fare?

Niente paura! La ricchezza dei doni della Chiesa ci viene in aiuto. È possibile in questa situazione eccezionale accogliere il perdono che Dio vuole donarci in un modo speciale, di cui parlava già san Tommaso d’Aquino nel XIII secolo, attraverso un “atto di contrizione perfetta”.
Questa strana e misteriosa parola significa che se io affido al Signore in un sincero pentimento e sofferenza interiore i peccati che ho commesso, mi propongo di non peccare più (come faccio quando mi confesso dal sacerdote) e in più mi impegno in modo serio ad andare a confessarmi appena sarà possibile, questo permette allo Spirito Santo di donarmi il perdono che ordinariamente (quando insomma dal prete si può andare) ricevo con l’assoluzione.
Davvero? Certo, lo dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, perciò possiamo essere proprio sicuri: «Quando proviene dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizione è detta “perfetta” (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpe veniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, qualora comporti la ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale» (CCC n. 1452).

 

Quindi come devo fare? Ecco alcuni suggerimenti per vivere questo momento di preghiera.

1. Dopo aver fatto il segno della croce chiedo il dono dello Spirito Santo con una preghiera di invocazione, ad esempio: “Re celeste Consolatore Spirito di Verità Tu che sei ovunque presente e tutto ricolmi Tesoro di beni e Datore di Vita, vieni e dimora in noi, purificaci da ogni macchia e salva o Buono le nostre anime”.

2. È molto prezioso vivere questo momento illuminati dalla Parola di Dio: posso leggere, ad esempio, uno di questo passi del Vangelo: la parabola del Padre misericordioso (Lc 15,1-32), l’incontro tra Gesù e la donna peccatrice (Gv 8,1-11) la parabola della pecora smarrita (Lc 15,1-5), l’incontro tra Gesù e Zaccheo (Lc 19,1-10).

3. Vivo un momento di silenzio per l’esame di coscienza (guarda un aiuto in fondo a questa pagina) e affido a Dio i miei peccati parlando con lui, dandogli del “Tu”: “Signore, metto nelle tue mani di Padre questi miei peccati…”.

4. Con la preghiera esprimo il mio pentimento: “O Gesù d’amore acceso, non ti avessi mai offeso, O mio caro ed amato buon Gesù, con l’aiuto della tua Santa Grazia non ti voglio offendere mai più, perché ti amo sopra ogni cosa”.

5. Aggiungo in modo vero il mio impegno ad andare a confessarmi quando possibile. Ad esempio dico: “Desidero e mi impegno ad andare alla confessione dal sacerdote appena sarà possibile. Padre, tu che conosci il mio cuore, donami già ora la Grazia del tuo perdono”.

6. Prego il Padre nostro, perché lo Spirito Santo mi ha donato il perdono di Dio che mi ha fatto tornare a essere pienamente figlio! Se posso sarebbe molto bello pregare il Padre nostro accendendo una piccola candela, che mi ricorda che sono diventato figlio della luce!
                                                        

Don Daniele Mombelli Professore di Diritto canonico

 

 

Venerdì Santo: Nella Passione del Signore - Giovanni 18, 1-19, 42

(..) Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!» E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete».

Vi era là un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!»
E, chinato il capo, spirò. (...)

 

 

MEDITAZIONE DI DON GIGI PINI  

 A contarli tutti, quelli che erano sotto la croce, c'è da scoraggiarsi: quattro donne e un uomo, delle quattro una era la sua mamma e l'uomo era Giovanni, l'unico dei Dodici.
  

Abituati come siamo a tirare bilanci e a decidere il che cosa fare sulla base degli "indici di gradimento"... abituati cosi, in una situazione come questa, dopo anni di Parola, di miracoli, di segni... beh, era il caso di dichiarare "fallimento totale".   

E Lui, invece, rilancia: «Ecco tua madre».
  

Una donna, Maria, la sua mamma che diventa, perché Lui lo vuole, la mamma della Chiesa, del popolo nuovo che sta per "nascere".
Gesù nemmeno per un momento dimentica lo scopo della sua missione: salvare l'umanità dal male. E proprio per questo è lì, sulla croce: per la sfida ultima e definitiva con il Male estremo che è la Morte. È lì per vincere con la... Risurrezione.

Egli sa già che, dopo, la Storia cambierà, ma ci sarà in ogni modo bisogno di un punto di riferimento chiaro e sicuro... e chi può esserlo meglio di Sua Mamma?
Lei sarà la Mamma della Chiesa, lei sarà il punto di riferimento per tutti i credenti.
Lei, quella del "Sì" nell'Annunciazione, quella del servizio ad Elisabetta e quella del Magnificat. Lei, quella delle nozze di Cana e quella del tempio a Gerusalemme.
Lei, quella sotto la Croce e quella del Cenacolo... Lei, Madre della Chiesa.

«Ecco tua madre»: dalla Croce, in un momento all'apparenza fallimentare, nasce una certezza, un dono del quale non possiamo più farne a meno.
"Tutto è compiuto". È la conclusione tirata di chi ha la coscienza di avere detto e fatto tutto quello che c'era da dire e da fare. Tutto!

Adesso, allora, è il tempo del silenzio per riandare a capire quel "tutto";
adesso è il giorno del silenzio per "ascoltare" la Sua vita, per provare a rileggere quel "tutto";
adesso è davvero il tempo per stare nel silenzio di un giorno carico d’attesa... perché arrivi il frutto di quel "tutto è compiuto": la Sua Risurrezione!

La Mangiatoia si trasforma in Croce per prendere la forma definitiva di un Sepolcro vuoto:

Lui sarà il vincitore sulla Morte, Lui, il Risorto.
La Missione che il Padre gli aveva affidato è arrivata alla sua conclusione: il Figlio di Dio ha vinto, per sempre.

 Giovedì Santo: Nella Cena del Signore 

 Il Giovedì Santo è il giorno nel quale termina la Quaresima ed ha inizio il Triduo pasquale, tempo centrale dell'anno liturgico del "rito romano", quello della Chiesa cattolica. Si chiama Triduo perché celebra i tre eventi principali legati alla Pasqua, corrispondenti al giovedì, venerdì e sabato della Settimana Santa: l'istituzione dell'Eucarestia; la passione e morte di Gesù; la resurrezione. Il Giovedì Santo, in particolare, è il giorno in cui si ricorda l'ultima cena.

La Chiesa cattolica, nei tempi normali, prevede due celebrazioni: la messa del Crisma e la messa nella Cena del Signore. Quest'ultima, detta anche "Messa in Cena Domini", si celebra nel tardo pomeriggio o sera. In essa si ricorda l'Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, consumata prima della sua passione, nella quale consegnò ai discepoli il cosiddetto Comandamento dell'amore ("Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"), dopo aver lavato loro i piedi. In memoria di quest'ultimo gesto, la liturgia prevede il rito della Lavanda dei piedi, gesto che riassumerebbe tutta la vita di Gesù. Il rito consiste nel lavaggio dei piedi, da parte del sacerdote celebrante, di dodici persone scelte, che raffigurano i dodici apostoli. Un'altra caratteristica del Giovedì Santo è che, al momento del "Gloria", si suonano le campane a festa in tutte le Chiese.

Dopodiché le campane stesse vengono "legate" e non vengono più suonate fino al Gloria della Veglia pasquale, nella notte del Sabato santo. Il vangelo della "Messa in Cena Domini", che riportiamo di seguito, è quello di Giovanni (Gv 13,1- 15).
 

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questo gli disse: «Signore,tu lavi i piedi a me?» Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!» Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!» Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti,sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Vo imi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi».

 

 MEDITAZIONE DI DON GIGI PINI  


Quando il popolo Ebreo era schiavo in Egitto, Mosè va dal Faraone per chiedere la liberazione del suo popolo. Sarà solo con il sacrificio dell'agnello però, solo con il sangue messo sugli architravi delle porte delle loro case schiave in terra straniera, sarà solo il sangue riconosciuto dall'Angelo a liberare il popolo, a permettere il "passaggio" verso la libertà.

Questa è la "Pasqua Passaggio" che anche il Cristo vuole "ricordare" con i suoi amici. Anche per Lui c'è stato e c'è un agnello da mangiare, un agnello che è segno di libertà e di dignità riconquistata. Ma è proprio nel ricordare questo pezzo fondamentale di storia del suo popolo che Gesù completa e traghetta il cambiamento e la prospettiva della libertà.

Non più un agnello, ma l'Agnello di Dio, Lui stesso, il Figlio: il Suo sangue sarà il segno della salvezza, l'acqua del suo costato sarà lo Spirito che ci laverà dal male e ci renderà la nostra dignità.

L'Agnello si farà Pane da mangiare, la Sua Carne sarà il cibo per il "passaggio" dalle schiavitù di moda e di culture di morte alla vita per sempre... ma già adesso!

Lui è l'Eucaristia, la Messa, il Sacramento che Lui stesso vuole come "segno concreto" di una presenza desiderata e amata. Andare a Messa vorrà sempre dire voler rituffarsi nella voglia di libertà; scegliere di passare dalle schiavitù che ogni giorno ci tentano, alla Parola che diventa "indicazione" sul "fare".

E Lui sarà il cibo indispensabile per trovare la forza di camminare.
Lo "stile" sarà quello del "servire", del "lavare i piedi"... la solidarietà verso gli ultimi, che è strada maestra per costruire un'umanità libera e riconciliata nell'Amore.

Ecco allora una prima rispostaai "perché" di domenica scorsa:

- perché non siamo più capaci o, non ci va di "diventare pane" per gli altri, cioè di metterci all'ascolto, di sentire l'altro.
- perché non siamo più capaci o, non ci va d’essere solidali con gli ultimi, con chi ha bisogno di una mano; incapaci oramai di "lavare i piedi" perché abbiamo paura di "sporcarci" e di regalare un po' del nostro tempo che vogliamo tenere tutto e soltanto per noi.
    - perché incapaci di scegliere la Messa come un bisogno della vita per non smettere d’amare come Lui ci ha insegnato.

 

PASQUA IN QUARANTENA

   Quest’anno non potremo ritrovarci assieme a celebrare la Cena del Signore né a meditare sulla Via Crucis e sulla Passione ma, come le prime comunità cristiane, possiamo continuare a tenerci in contatto attraverso la preghiera.
   I “social” ci permetteranno di leggere quanto succede alla luce della Parola.
   Facciamo della nostra casa un tempio trasformando la settimana santa in un ritiro spirituale. In questa quarantena vivremo la più autentica Quaresima della nostra vita nella consapevolezza che Cristo Risorge e cancellerà tutto ciò che parla di morte, perché noi siamo Chiesa viva di là dei templi momentaneamente vuoti. (P.Curtaz)
 
Desidero condividere gli Auguri di Pasqua, ricevuti dalle suore Clarisse di Camerico, che faccio miei.
Buona Domenica delle Palme
Cordialmente, Gaetano

 



DOMENICA DELLE PALME - 05.04.20 – Mt 26, 14-27, 66
   Passione di nostro Signore secondo Matteo
 
COMMENTO DI DON GIGI PINI

Domenica speciale quella delle Palme.

  Vorrei solamente offrire alcuni spunti di riflessione sul lungo vangelo che racconta la Passione di Gesù, su questo brano che ci deve accompagnare durante tutta la settimana santa.

1- “Quanto mi volete dare perché ve lo consegni?”
  
Domanda imbarazzante se fatta da uno dei tuoi, da uno dei Dodici, da uno di quelli che Lui aveva scelto. Domanda terribile perché si sta cercando di guadagnare soldi su una persona che ti ha voluto bene e basta, a chi ti voleva “vivo”…e tu, invece, lo vuoi “vendere” a chi lo vuole morto. Allora viene da domandare a me stesso che cosa sono disposto a fare pur di non incontrarmi totalmente con Lui, che cosa sono disposto a “svendere” di me pur di non volere cedere al suo Amore!

2- “ Prendete e mangiatene tutti…Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue…
  
Eccolo il suo Amore: è il suo diventare “cibo” per la mia vita, il suo diventare “sacramento” per essere sempre ben dentro il mio camminare. Eccolo il suo Amore: la voglia di non lasciarci soli e denutriti nelle troppe false promesse e ai “cibi svuotati” da culture di moda, buone solo per fare soldi…

3- “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”.
  
L’entusiasmo sincero di Pietro. La sincerità viscerale del primo fra quelli scelti da Lui ma poi, quando la situazione prende una brutta piega…ecco il più triste dei tradimenti: “Non conosco quell’uomo!”.
  

La paura di essere coinvolti, l’imbarazzo di essere riconosciuto come uno dei suoi.
 

La mia paura e imbarazzo. Per fortuna ha il coraggio di “piangere”, di “ricordare”…di “tornare indietro”. Forse sono le mie paure e gli imbarazzi dopo i troppi fuochi di paglia che qualche volta hanno scaldato e colorato la mia vita.

Come Pietro devo ritrovare la forza di ricordare, di piangere…di ritornare da Lui.

4- Il sommo sacerdote: “Ti scongiuro di dirci se sei il Cristo, il Figlio di Dio”. “Tu l’hai detto…”…e gli sputarono in faccia.
  
Il governatore Pilato: “Sei tu il re dei Giudei?” e Gesù rispose “Tu lo dici”. Fino alla fine, fino in fondo, fino in cima al Calvario ripete quello che da subito aveva detto: “Sono il Figlio di Dio”.
  

Il senso della sua missione è riconfermato: è davvero Lui il Messia che è venuto per chiudere e completare l’Alleanza di Dio-Padre con l’uomo. E la risposta, ancora una volta, sono gli sputi in faccia, le botte, gli insulti e poi la scelta definitiva di ucciderlo.
  

Ma perché così tanto odio? Perché non voler capire? Perché preferire sempre il buio alla luce? Perché stare sempre dalla parte dell’odio anziché da quella dell’Amore? Perché tanta umanità è ancora “persa” nelle guerre inutili e assurde? Perché ancora tanti uomini e donne incarogniti sui “piccoli” e sui “deboli”? Perché ancora tanta ingiustizia e violenza?
  

Non vogliono essere domandi banali e inutili, perché in questa settimana, nel Giovedì Santo, nel Venerdì Santo e nel Sabato Santo c’è “la risposta”, come nella Pasqua, di cosa e come fare per “uscirne” vincenti, “Risorti” !
 

Buona settimana e anche in questo momento non facile troviamo la "speranza". Una preghiera per voi tutti con un grande abbraccio.
 

Ciao, don Gigi

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

 

  Santa Caterina da Siena
Patrona d'Italia e Compatrona d'Europa 

“Niuno Stato si può conservare nella legge civile

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Ancona, Mercoledì 29 aprile 2020 - Santa Caterina da Siena 

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Niuno Stato
si può conservare nella legge civile in stato di grazia
senza la santa giustizia
 (Santa Caterina da Siena)
IN MILLE PER DIFENDERE LA LIBERTA' E LA FEDE

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Nella festa di Santa CATERINA DA SIENA, Patrona d'Italia e Compatrona d'Europa, in 1000 per LA DENUNCIA-QUERELA contro le illegittimità governative e l'impedimento alle Messe per i fedeli nelle chiese. Chi vuole associarsi e presentare analoga "denuncia-querela", può utilizzare il testo qui pubblicato, di cui - a richiesta - si può fornire il formato "word" da adattare autonomamente. QUI il testo da richiedere all'indirizzo: lavocecattolica@lavocecattolica.it

https://www.facebook.com/giorgio.nicolini/posts/10222470780109104

 

PER VEDERE IL VIDEO
DELL'AVV. EDOARDO POLACCO
che illustra gli atti di denuncia presentati da 1000 cittadini
Clicca QUI


https://www.facebook.com/giorgio.nicolini/videos/10222478023730190/

“Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia
senza la santa giustizia”

Queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d’Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua “cella” di terziaria domenicana (o Mantellata, per l’abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno “Caterinati”. Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d’Italia con Francesco d’Assisi. Patronato: Italia, Europa (Giovanni Paolo II, 1/10/99).

Nell'odierna festa di Santa CATERINA da SIENA, Patrona d'Italia e Compatrona d'Europa, ho presentato presso una Stazione dei Carabinieri di Ancona la sottostante DENUNCIA-QUERELA nei riguardi del Presidente del Consiglio GIUSEPPE CONTE, ai fini della rilevazione dei presumibili reati di VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE e del CONCORDATO STATO-CHIESA. Chi vuole associarsi e presentare analoga "denuncia-querela", può utilizzare il testo qui pubblicato, di cui - a richiesta - posso fornire il formato "word" (scrivendo a telemaria@telemaria.it). Prof. GIORGIO NICOLINI.

 

La seconda Domenica di Pasqua

COME UN SECONDO BATTESIMO NELLA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA


Ancona, Domenica 19 aprile 2020

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Chi in quel giorno si accosterà alla Sorgente della Vita
otterrà la remissione completa delle colpe e delle pene.

 


Indulgenza plenaria
La Festa della Misericordia

 


(Diario, Introduzione [Suor Maria Elżbieta Siepak])

Occupa il posto più importante tra tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia che sono state rivelate a Santa Faustina. Per la prima volta Gesù le ha parlato dell'istituzione di questa festa a Płock nel 1931, quando le trasmise la sua volontà riguardo all'immagine: «Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, sia solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario, 49).

La scelta della prima domenica dopo Pasqua per la festa della Misericordia ha un suo profondo significato teologico, che indica uno stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e il mistero della Divina Misericordia. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla Novena alla Divina Misericordia, che precede la festa e inizia il Venerdì Santo e durante la quale si recita la Coroncina.

La festa è non solo un giorno di particolare adorazione di Dio nel mistero della misericordia, ma anche un tempo di grazia per tutti gli uomini. «Desidero — ha detto Gesù — che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori» (Diario, 699). «Le anime periscono nonostante la Mia amara Passione. Do loro l'ultima tavola di salvezza, cioè la festa della Mia Misericordia. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre» (Diario, 965; cfr 998).

L'importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Gesù ha legato ad essa. «Chi in quel giorno si accosterà alla Sorgente della Vita — ha detto Cristo — otterrà la remissione completa delle colpe e delle pene» (Diario, 300). «In quel giorno sono aperte le viscere della Mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia. (...) Nessun'anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario, 699).

Per ottenere questi grandi doni bisogna adempiere alle condizioni della devozione alla Divina Misericordia (fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo) ed essere in stato di grazia (dopo la confessione) e ricevere degnamente la santa Comunione.

«Nessun'anima troverà la giustificazione finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua dev'essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno devono parlare alle anime della Mia grande e insondabile misericordia» (Diario, 570)

 

PASQUA DI RISURREZIONE2020
 
 GESU'  HA VINTO LA MORTE ED E' VERAMENTE RISORTO!

Ancona, Domenica 12 aprile 2020 - RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE 

Agli utenti di TELE MARIA e LA VOCE CATTOLICA 
 i più sentiti auguri   di una serena e Santa Pasqua
nel ricordo del Signore Risorto! 

 dal Prof. GIORGIO NICOLINI 

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 Fratelli e Sorelle carissimi,
la Parola e il Pane dell'Eucaristia,
mistero e dono della Pasqua,
restano nei secoli come memoria perenne
della passione, morte e risurrezione di Cristo!
Anche noi oggi, Pasqua di Risurrezione,
con tutti i cristiani del mondo ripetiamo:
Gesù, crocifisso e risorto, rimani con noi!
Resta con noi, amico fedele e sicuro sostegno
dell'umanità in cammino sulle strade del tempo!
Tu, Parola vivente del Padre,
infondi fiducia e speranza in quanti cercano
il senso vero della loro esistenza.
Tu, Pane di vita eterna, nutri l'uomo
affamato di verità, di libertà, di giustizia e di pace.

San Giovanni Paolo II

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LA RISURREZIONE DI GESU'
tratto da
LA MISTICA CITTA' DI DIO
Vita di Maria scritta dalla Venerabile Maria d'Agreda
 

Venerabile Maria di Gesù d'Agreda
(1602-1665)


Trasformò la sua casa in un convento di cui venne eletta priora e condusse una vita di austera penitenza. In bilocazione annunciò il Vangelo agli Indiani del Nuovo Messico. Nel 1637, su ispirazione soprannaturale, iniziò a scrivere La Mistica Città di Dio e Vita della Vergine, ritrascritta poi dal 1655 al 1660. L'Immacolata è la protagonista del cielo, è la città mistica nella quale Dio si compiace di abitare. Si prodigò per la pace delle nazioni, scrivendo ad Alessandro VII e a Filippo IV di Spagna. Afferma che la Madonna ha visto con una visione dettagliata, con un'esperienza spirituale, i vari momenti della Passione e i motivi profondi per i quali Gesù ha affrontato la flagellazione, la coronazione di spine, la croce.
 
Cristo, nostro salvatore, risorge
ed appare alla sua Madre beatissima,
accompagnato dai santi padri del limbo

1466. L'anima santissima di Cristo si trattenne nel limbo dalle tre e mezzo pomeridiane del venerdì sino a dopo le tre del mattino della domenica seguente. A tale ora egli tornò al sepolcro, accompagnato come principe vittorioso dagli stessi angeli che aveva portato con sé e da coloro che aveva riscattato da quelle carceri sotterranee, come spoglie della sua conquista e come pegno del suo magnifico trionfo, abbandonando prostrati e castigati i suoi ribelli nemici. Là c'erano molti altri spiriti celesti, che custodivano la tomba onorando le sacre membra unite alla divinità. Alcuni di essi, per comando della loro Regina, avevano recuperato il sangue sparso, i brandelli di carne saltati per le ferite, i capelli strappati dal sublime capo e il resto che apparteneva all'ornamento e alla totale integrità della sua umanità beatissima; di tutto ciò si prese cura la Madre della prudenza. Conservavano queste reliquie, esultando ciascuno per la parte che gli era toccato in sorte di raccogliere. Prima di ogni altra cosa, fu mostrato ai padri il corpo del loro Salvatore, piagato, lacerato e sfigurato, come lo aveva ridotto la crudeltà dei giudei. Tutti costoro lo adorarono, riconoscendolo anche da morto, e proclamarono di nuovo che veramente il Verbo fatto uomo si era caricato dei nostri dolori e aveva estinto il nostro debito, pagando con sovrabbondanza alla giustizia dell'eterno Padre quello che noi meritavamo, essendo egli irreprensibile e senza colpa. I nostri progenitori Adamo ed Eva compresero la strage compiuta dalla loro disobbedienza, il penoso rimedio che essa aveva avuto e l'immensa bontà e misericordia di Gesù. I patriarchi e i profeti videro adempiuti i loro oracoli e le speranze delle promesse superne. Sentendo nella gloria delle loro anime l'effetto della copiosa redenzione, lodarono ancora l'Onnipotente e il Santo dei santi, che l'aveva operata con una disposizione tanto meravigliosa della sua sapienza.

1467. Dopo di ciò, davanti a tutti loro, i ministri dell'Altissimo restituirono al corpo defunto i pezzi che avevano radunato come frammenti venerabili, riportandolo alla sua completezza e perfezione; nel medesimo istante l'anima santissima del Signore si ricongiunse ad esso, dandogli vita e splendore immortale. Al posto del lenzuolo e delle unzioni con cui era stato sepolto, fu rivestito dei quattro doni della gloria, cioè della chiarezza, dell'impassibilità, dell'agilità e della sottigliezza, e questi dall'anima si trasmisero al corpo divinizzato. Erano dovuti all'Unigenito come per eredità e partecipazione naturale dall'istante della sua concezione, perché fin da quel momento la sua anima santissima era stata glorificata e la sua umanità innocentissima unita alla divinità; in tale occasione, però, essi erano rimasti sospesi, senza ridondare nel corpo purissimo, per lasciarlo soggetto alle sofferenze e permettergli, privandosene, di conseguire la nostra gloria. Quando risorse gli vennero con ragione riconsegnati in misura proporzionata all'unione della sua anima con la divinità e alla gloria corrispondente. Come questa è inspiegabile ed ineffabile per la nostra scarsa capacità, così è impossibile anche definire adeguatamente con parole e con esempi quella delle sue membra divinizzate, perché a paragone anche il cristallo è oscuro. La luce che contengono e riflettono sovrasta quella degli altri corpi gloriosi come il giorno vince la notte e un migliaio di soli una singola stella. Se anche si facesse confluire in qualche essere la bellezza di tutti gli altri, sembrerebbe bruttezza al confronto e nell'intero universo non ce n'è alcuno simile. (CONTINUA)

 

  L'ULTIMA CENA DI GESU' NELLE RIVELAZIONI DEI SANTI

IL MIRACOLO EUCARISTICO DI LANCIANO

Ancona, Giovedì, 9 aprile 2020 - GIOVEDI' SANTO 

LA MISTICA CITTA' DI DIO
L'ULTIMA CENA DI GESU' NELLE RIVELAZIONI ALLA VENERABLE MARIA D'AGREDA

CAPITOLO 11

 


 Cristo, nostro salvatore, celebra la cena sacramentale ed istituisce l'eucaristia, consacrando il pane e il vino nel suo sacratissimo e vero corpo e sangue: le preghiere e le invocazioni che fece; come comunicò la sua santissima Madre, ed altri misteriosi prodigi che avvennero in questa occasione.


PER LEGGERE L'INTERO TESTO CLICCA QUI
http://rosarioonline.altervista.org/libri/la%20mistica%20citta%20di%20Dio/index.php?dn=6-11 


(... omissis...)
1181. Cristo, nostro bene, celebrò la cena prevista dalla legge, come era suo solito, adagiato in terra con gli apostoli, sopra una mensa o predella che si alzava dal suolo poco più di sei o sette dita, conformemente all'usanza dei giudei. Terminata la lavanda dei piedi, sua Maestà ordinò di preparare un'altra mensa più alta, simile a quella che oggi usiamo per mangiare. Con questa cerimonia pose fine alle cene ed alle rappresentazioni sommesse e figurative, e diede inizio al nuovo convito in cui istituì la legge di grazia. Da qui prese avvio la consuetudine, che permane nella Chiesa cattolica, di consacrare su una mensa o su un altare. I santi apostoli coprirono la nuova mensa con una tovaglia molto preziosa e sopra di essa posero un piatto o sottocoppa ed una coppa grande a forma di calice, sufficiente a ricevere il vino necessario, secondo il volere di Cristo nostro salvatore che con la sua potenza e divina sapienza preveniva e disponeva tutto. Il padrone di quella casa mosso da un grande impulso gli offrì questi vasi preziosi, ricchi di pietra simile a smeraldo. In seguito, furono usati dai santi discepoli per la consacrazione, quando riconobbero il tempo più opportuno e conveniente per celebrare. Gesù si sedette a mensa con i Dodici e con altri seguaci, e chiese che gli portassero del pane genuino, senza lievito, che pose sul piatto, e del vino puro con il quale riempì il calice della quantità necessaria.

 

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UNA INIZIATIVA DEL "RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO" - DA PARTE DI LUCA PREATO


https://www.youtube.com/user/rnsrinnovamento/videos?app=desktop

 

 

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche


Biennale Arteinsieme
Varie Sedi

 

Il Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ha aderito all’edizione straordinaria della Biennale Arteinsieme, promossa dal Museo Tattile Statale Omero, con i luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito riportati.


Galleria nazionale di Cosenza (Cosenza)
Referente: Faustino Nigrelli
mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it

La Galleria nazionale di Cosenza ha deciso di fare di più e accogliere l'appello del Museo Tattile statale Omero e partecipare all'edizione speciale della Biennale Arteinsieme per testimoniare vicinanza e solidarietà alle persone con disabilità e per farle sentire parte integrante della nostra comunità.

Da lunedì 27 aprile 2020, all'insegna degli hashtag #biennalearteinsieme e #laculturanondimenticanessuno, sui canali social della Galleria nazionale (Facebook, Instagram e Twitter), è stata avviata la nuova rubrica #PalazzoArnoneHistory che attraverso brevi pillole di storia, in forma scritta e audio, racconta le principali vicende legate a questo affascinante edificio, centro propulsore della cultura cosentina, sede della Galleria nazionale di Cosenza e del Polo museale della Calabria. 

Palazzo Arnone - Sede del Polo Museale della Calabria

L’interessante rubrica #PalazzoArnoneHistory è a cura dell’intraprendente dottoressa Camilla Brivio,  funzionario in forza al Polo museale della Calabria.

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it   

Il Museo accoglie l'iniziativa del Museo Tattile Statale Omero per testimoniare vicinanza e solidarietà alle persone disabili facendole sentire parte integrante della nostra comunità pubblicando, all’insegna degli hastag #biennalearteinsieme e #laculturanondimenticanessuno, un video di presentazione dell'importante busto femminile in basalto nero (databile ad età Claudia, 41-54 d.C.), rientrato al Museo "Vito Capialbi" dopo il prestito al "Princeton University Art Museum", con spiegazione audio e sottotitoli. 
Oltre alla descrizione del busto il video contiene, nella stessa forma, la frase:  Vicini alle persone con disabilità noi del Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia ci siamo. Torneremo insieme a condividere la gioia della bellezza e il piacere della scoperta del nostro patrimonio culturale.
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Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, ha aderito, con entusiasmo, all’edizione straordinaria della Biennale Arteinsieme, promossa dal Museo Tattile Statale Omero.
L’edizione straordinaria verte sul tema cultura e culture senza barriere; quanto mai opportuna in un periodo, come quello attuale, che mette a dura prova soprattutto le persone più fragili ed in particolare quelle con
disabilità.
L’appello lanciato dalla Biennale Arteinsieme ai musei e ai luoghi della cultura italiana per partecipare all’iniziativa volta a testimoniare vicinanza e solidarietà alle persone disabili e per farle sentire parte integrante della nostra comunità è stato accolto dal Museo della Sibaritide che ha proposto alcuni momenti di iniziative realizzate dai Servizi Educativi del Museo con associazioni delle persone con disabilità ricadenti nel territorio dell’antica Sybaris.
Questo è il messaggio che parte dal Museo della Sibaritide: “Vicini alle persone con disabilità. Noi del  Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide di Cassano all’Ionio (Cosenza) ci siamo. Torneremo insieme a condividere la gioia della bellezza e il piacere della scoperta del nostro patrimonio culturale”, all’insegna degli hashtag #biennalearteinsieme e #laculturanondimenticanessuno”.
Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide si conferma, così, ancora una volta sensibile e attento nei confronti delle persone meno fortunate.
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

 #biennalearteinsieme edizione straordinaria 2020, promossa dal Museo tattile statale Omero.
Il Museo archeologico nazionale di Scolacium, già impegnato in visite "virtuali" di alcune sezioni della sua collezione, promuove sui  canali social eventi a forte contenuto di accessibilità.​ 
Il primo imperdibile appuntamento è con il ciclo statuario del museo.

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Musei, monumenti e aree archeologiche


Viaggio in Italia
Varie Sedi

Il Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello, ha aderito al flash mob digitale Viaggio in Italia, promosso dal MiBACT in collaborazione con il Touring Club Italiano e l’ENIT, con i luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito riportati.


Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)
Referente: Faustino Nigrelli
mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it

La Galleria nazionale di Cosenza, partecipa sui canali social facebook, Instagram e Twitter con il MiBACT alla quinta edizione del flash mob fotografico Art you Ready, condividendo con gli hashtag #viaggioinitalia e #paesaggioitaliano due delle più antiche raffigurazioni della Città dei bruzi. La prima, risalente al 1584 e oggi conservata nella Biblioteca Angelica di Roma, commissionata ad un autore sconosciuto proprio dal fondatore della biblioteca romana, il monaco e vescovo agostiniano Angelo Rocca. La seconda, è un'incisione ad acquaforte della città di Cosenza realizzata da Michele Luigi Muzio e tratta dal volume “Il Regno di Napoli in prospettiva” ad opera dell’abate Giovan Battista Pascichelli pubblicato nel 1703.

Questa monumentale opera si propone di raccontare la storia politico-militare, religiosa, urbanistica, economica ed artistica di 148 città e degli annessi territori, nelle 12 provincie costituenti quello che fu un tempo il Regno di Napoli. L’opera è ancora oggi considerata di estremo interesse per gli studiosi perchè espressione della conoscenza diretta del Regno e frutto di accurate e puntuali ricerche, tanto da essere definita già nel XIX secolo “il lavoro più compiuto che venisse pubblicato a quel tempo intorno a quella vasta regione d'Italia".

L'iniziativa è a cura della dottoressa Camilla Brivio, funzionario del Polo museale della Calabria.

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it

La Cattolica è attivamente presente alle varie iniziative di comunicazione che il MiBACT sta portando avanti in questo periodo. In particolare, per quanto riguarda il flash mob fortografico Art you Ready ha condiviso, con gli hastag che seguono, la veduta della vallata dello Stilaro, immortalata su una litografia dall'artista olandese Escher ai primi del '900. Il punto d'osservazione è la zona limitrofa alla Cattolica di Stilo. Ancora oggi questa rappresentazione è fedele alla realtà visibile dallo stesso punto.
#iorestoacasa #paesaggio #laculturanonsiferma #polomusealedellacalabria #viaggioinitalia
#Stilo #Calabria #Italia #mibact #cattolicadistilo #museiitaliani #tesori_italiani #italy #italytravel #heritage #beniculturali #storia #art
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Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)
Direttore: Rossana Baccari
mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it

La fortezza aragonese di Le Castella, partecipa sui canali social facebook e Instagram con il MiBACT alla quinta edizione del flash mob fotografico Art you Ready, condividendo con gli hashtag #viaggioinitalia e #paesaggioitaliano due raffigurazioni del golfo di Squillace. La prima, risale al 1525 ed è parte della ricca edizione miniata voluta, per il sultano Solimeno il Magnifico, dall'ammiraglio turco ottomano Piri Reis sulla base del suo Kitab-i Bahriye, il Libro della Marina e portolano del Mediterraneo. La seconda, è una carta nautica dell'area marina rotetta di Capo Rizzuto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare risalente al 1991, anno dell'istituzione dell'area protetta con la duplice finalità di preservare il pregevole tratto di costa dal punto di vista ambientale e tutelare il ricco patrimonio archeologico, presente sui fondali marini. 

 

 

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it

Il viaggio parte da Vibo Valentia con una bellissima stampa del 1710. Si tratta della pianta delle città di Vibo Valentia, che allora si chiamava Monteleone, contenuta nell’opera dell’abate Giuseppe Bisogni de Gatti, “Hipponii seu Vibonis Valentiae, vel Montisleonis, Ausoniae Civitatis accurta Historia”, pubblicata a Napoli.  
Continua poi con una incisione del cartografo Giovanni Maria Cassini e si conclude nel Museo dov’è conservata una litografia con la pianta della città di Monteleone.

 


Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)
Direttore: Gregorio Aversa
mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it
Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)
Direttore: Gregorio Aversa
mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it

Anche il Museo archeologico nazionale di Crotone ed il Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna hanno partecipato sui canali social Facebook e YouTube al flash mob intitolato VIAGGIO IN ITALIA, che il Mibact, in collaborazione con Enit e Touring Club Italiano, ha proposto per mantenere gli italiani a contatto con le meraviglie dei propri territori.
Un filmato dedicato alla barchetta nuragica in bronzo (https://youtu.be/5r49Tcw6h3s), reperto apprezzato e significativo appartenente alle collezioni del Museo archeologico nazionale di Crotone, ci ha permesso di dare luogo ad una narrazione per immagini, con la quale il reperto è stato inquadrato nel suo contesto esplicitandone le funzioni che ebbe nell’antichità come lucerna e simbolo della luce che la divinità garantiva ai naviganti.
Con l’occasione abbiamo invitato i nostri followers a pubblicare sulle proprie pagine social, delle foto di luoghi cui sono affezionati, magari cercandoli sulle tante carte geografiche condivise dal Mibact e dal TCI, o in antichi atlanti che si hanno a casa, per dare così vita sul web ad un viaggio nel nostro paese attraverso cammini, vie, tracciati e antichi percorsi, già intrapresi nel passato o ancora da immaginare e programmare per il futuro.
#paesaggioitaliano
#viaggioinitalia 

 

 

Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Sulle pagine dei social network del Museo della Sibaritide sono state condivise alcune riproduzioni di antiche mappe della Calabria e dell’area archeologica di Sibari.
Nel 730-720 i Greci fondarono Sybaris, fiorente centro commerciale in cui transitavano le merci provenienti dall’Asia Minore. La sorte di Sibari fu segnata dalla guerra contro un'altra importante città greca, Crotone, che culminò con la battaglia del Traente (510 a.C.) e un assedio di settanta giorni, a seguito del quale il sito fu distrutto e allagato dalla deviazione del fiume Crati.
I sopravvissuti fondarono nel 444 a.C. la nuova colonia di Thurii, sullo stesso sito progettata dal famoso architetto Ippodamo da Mileto. Nel 192 a.C. la città fu nuovamente fondata come colonia romana, col nome di Copiae, che fu cambiato nuovamente in Thurii, in segno di continuità con l'antico passato della città.
Sono state, inoltre, proposte, una planimetria del Parco del Cavallo, il sito tra i più estesi e importanti del Mediterraneo per quanto riguarda l'età arcaica e classica. Si trova al km 24,00, a monte della S.S.106 jonica (E90) e le cartine geografiche provengono dal volume "Calabria Citeriore - Archeologia in provincia di Cosenza" di G. Troiano e A. Paladino

 

 

Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it
I musei archeologici di Locri e Kaulon hanno partecipato alla quinta edizione del flash mob fotografico Art you Ready, condividendo con gli hashtag #viaggioinitalia e #paesaggioitaliano postando sui rispettivi  FB, immagini tratte:
-  dall'itineraio pictum di età romana ripreso in età medievale e noto con il nome di Tabula Peutingerina. L'immagine evidenziata riprende il tratto di costa della odierna Calabria ionica dove ricade il sito archeologico dell'antica Kaulon.
-  dal Codice Carratelli, un interessante  documento cartaceo del XVI secolo dove con la tecnica dell'acquerello sono riprodotti luoghi fortificati del territorio della Provincia di Calabria Ultra del Regno di Napoli. Per Locri è stato scelta la raffigurazione della Torre di Pagliapoli, ritenuta una vera e propria opera fortificata della costa ionica meridionale.

 


Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it


Il museo e parco archeologico nazionale di Scolacium aderisce al flash mob fotografico #artyouready con Viaggio in Italia, per raccontare, attraverso foto, immagini del passato, carte geografiche il #paesaggioitaliano.

Le quattro foto scelte
- si inizia la giornata con la carta geografica della Calabria nell'affresco di Egnazio Danti nella Galleria del Belvedere in Vaticano, datata al 1580.
- si prosegue con la tabula Peutingeriana raffigurante la Calabria, una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostra le vie militari dell'Impero romano.
- Nella terza foto, l'immancabile sagoma della nostra #roccelletta così come raffigurata nel Codice Romano-Carratelli, un manoscritto cartaceo risalente alla fine XVI secolo. Si compone di 99 acquerelli raffiguranti città fortificate, castelli, apprestamenti difensivi e territorio della Provincia di Calabria Ultra del Regno di Napoli.​4
- L'ultima foto è una cartolina d'epoca, una immagine di altri tempi: raffigura S.Maria della Roccella vista i grandi viaggiatori del passato. In questo caso dall'Abate di Saint-Non
Tra il 1759 e il 1761 visitò l'Inghilterra e successivamente l'Italia, rimanendo particolarmente impressionato dal Sud Italia, soprattutto dalla Calabria e dalla Sicilia. Scrisse un'opera enciclopedica illustrata da lui stesso intitolata Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, dove riporta resoconti e impressioni da lui raccolte tra il 1781 e il 1786. Questa sua opera è stata illustrata con disegni dei migliori artisti, tra cui Jean Duplessis-Bertaux, in parte riprodotti proprio dallo stesso Saint-Non.

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
Referente: Gregorio Aversa
mail: pm-cal@beniculturali.it

Il Museo archeologico Lametino ha preso parte sulla sua pagina facebook (https://www.facebook.com/museoarcheologicolametino/)  alla quinta edizione di ArTyouReady, il flash mob digitale promosso dal MiBACT e dedicato in questo weekend al #viaggioinitalia e alla scoperta del #paesaggioitaliano attraverso la condivisione di antiche mappe e carte geografiche del Belpaese.
Per l’occasione in un primo post si è pubblicato un estratto della ‘Tabula Peutingeriana’, famosissima copia medievale di un ‘itinerarium pictum’ di epoca romana. Si tratta non già di una realistica rappresentazione cartografica del paesaggio, ma di una raffigurazione schematica del 'cursus publicus', la grandiosa rete viaria costruita dai romani, con l'indicazione delle varie stazioni di sosta, dei principali luoghi di interesse e delle distanze fra le varie tappe. Oggi conservata nella Biblioteca Nazionale di Vienna, la ‘Tabula’ è disegnata su un rotolo di pergamena lungo 6,80 m e suddiviso in 11 parti. Mostra 200.000 Km di strade, arrivando fino al Vicino Oriente e all'India. Nel ‘Segmento VI’ è raffigurata la nostra regione, il ‘Bruttium’, in cui il territorio lametino si situa nell’area
compresa tra il fiume ‘Tanno’ (Amato?) e il fiume ‘Crater’ (Savuto?), ove sorgeva la ‘statio’ di ‘Aque Ange’, da localizzare forse presso Bagni di Caronte.
In un secondo post si è reso un omaggio al borgo di Nicastro, che ospita il nostro Museo, con la pubblicazione della più antica rappresentazione grafica della città: un'incisione ad acquaforte tratta dall’opera di Giovan Battista Pacichelli ‘Il Regno di Napoli in prospettiva diviso in dodeci provincie’, composta nel 1693, ma stampata postuma a Napoli nel 1703.
Le iniziative sono state curate dalla dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria.

Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it

Il museo archeologico di Metauros, partecipa sui canali social con il MiBACT al nuovo appuntamento che rappresenta la quinta edizione di Art you Ready, il fash mob digitale che coinvolge gli italiani in eventi sul web durante queste giornate in cui sono costretti a restare a casa. Con gli #viaggioinitalia e #paesaggioitaliano, il Museo archeologico di Mètauros rimane aperto virtualmente condividendo le immagini di una carta nautica del 1627 che mostra le Due Calabrie e della Tabula Peutingeriana, copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostra le vie militari dell’Impero romano, che illustrando i raccordi viari tra i luoghi traccia anche il collegamento con Metauria (nome romano di Gioia Tauro) attraverso la Via Popilia (pressoché l'attuale tracciato dell'autostrada A3) occasione per valorizzare e riscoprire il segno dei luoghi attraverso vie, tracciati e antichi percorsi.
Deus ex machina dell’iniziativa del reggino la dottoressa Simona Bruni, referente del Museo Archeologico di Mètauros per il Polo museale della Calabria.

 

Dies Natalis di Roma
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)
Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Vibo Valentia

21 aprile 2020: anniversario del Dies Natalis di Roma risalente al 753 a.C. .


Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide con sede a Cassano all’Ionio (Cosenza) e  il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia con sede nell’antica Hipponion, entrambi diretti dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno ricordato questa importante ricorrenza.

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide attraverso alcune immagini (in allegato) di Copia, nome augurale che indica abbondanza, scelto dai romani per la colonia latina dell’antica Sybaris dedotta nel 194 a.C. in una situazione territoriale di decadenza.
La città, completamente romanizzata, vive un progressivo sviluppo, divenendo nell’84 a.C. municipium romano e vivendo un periodo di pace e prosperità. La floridezza del centro raggiunse il culmine in età Agustea: le numerose riforme in campo legislativo, amministrativo, religioso economico, inaugurano una nuova stagione per l’impero. Nelle fonti letterarie la città continua ad essere chiamata Thurii nonostante sulle monete compaia il nome Copia. Copia-Thurii divenne una tranquilla città dell’impero, ricordata da Cicerone come “luogo appartato, con una campagna ben coltivata e con uno dei pochi porti praticabili della costa Ionica”.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia ha ricordato la fondazione di Roma celebrandola sui suoi canali social; la ricorrenza è stata messa in relazione ad un'altra fondazione che riguarda da vicino il territorio vibonese, ossia la deduzione della colonia latina di Valentia.
Sono trascorsi ben 2773 anni dalla fondazione dell’Urbe! Secondo la tradizione infatti, la Città fu fondata il 21 aprile del 753 a.C., sul colle Palatino; la data fu definita da Marco Terenzio Varrone, il quale la stabilì tenendo conto della lista dei consoli e degli anni di regno dei sette re di Roma.
La città ebbe origine, secondo il mito, per volontà di Romolo che una volta presi gli auspici tracciò il “sulcus primigenius”, ossia i confini sacri della città, delimitando tutto il Palatino e dandogli il nome di Roma!
Nel corso del tempo l’Urbe assunse sempre maggiore importanza e potenza, espandendo il suo dominio sulla penisola italica e su tutto il Mediterraneo.
Livio riferisce che nel 192 a.C. venne dedotta una colonia nel territorio dei Bretti, con il nome di Valentia.
Le élite cittadine di Vibo Valentia furono legate sin da subito alle principali personalità politiche di #Roma, come dimostrano le domus del quartiere S. Aloe nei pressi del quale sono stati ritrovati anche il bellissimo ritratto marmoreo di Agrippa, genero e generale di Augusto, e la statua di palliato esposti nel Museo.
 
Nelle foto in allegato: busto di Agrippa e statua di palliato dal quartiere S. Aloe

 

Un “ricordo” davvero suggestivo che testimonia l’antica storia (Sybaris e Hipponion) di questo straordinario lembo di Calabria.

 

LA CULTURA NON SI FERMA AL POLO MUSEALE DELLA CALABRIA


POLO MUSEALE DELLA CALABRIA


Musei, monumenti e aree archeologiche

La cultura non si ferma al Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Nonostante le difficoltà derivanti dalla situazione in atto molte interessanti iniziative sono state predisposte dai luoghi della cultura statali di propria competenza, sempre in stretta osservanza delle norme “in materia di prevenzione dal Covid-19”.


Queste, di seguito indicate, le Sedi con le relative iniziative approntate:

 

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it
Il Museo Archeologico Nazionale si racconta e apre virtualmente le sue sale ai visitatori attraverso la pubblicazione di post settimanali relativi alle sezioni e ai reperti che esso custodisce; grazie all’uso dei canali social, anche in questo particolare periodo in cui non si può accedere fisicamente nelle sue sale, la cultura non si ferma.
Il 7 aprile è stata celebrata, come ogni anno, la giornata mondiale della salute, patrocinata dall’OMS e da altre organizzazioni collegate. Quest’anno la giornata si è celebrata in piena emergenza sanitaria internazionale, focalizzando dunque l’attenzione sul personale sanitario che si trova in prima linea ad affrontare la pandemia. 
Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” ha aderito alla campagna social promossa dal MiBACT, dedicando ai medici, infermieri e a tutto il personale sanitario i fiori sbocciati nei vasi che abbelliscono il suo cortile. Un modo per essere vicini e per ringraziare questi professionisti che ogni giorno affrontano con impegno e abnegazione l’emergenza data dal Coronavirus.   

 

IL MiBACT, ha lanciato lo scorso 29 marzo il flash mob del Patrimonio Culturale Italiano.

 

Il Museo Archelogico Nazionale "Vito Capialbi" ha aderito alla campagna, invitando tutti alla condivisione di foto degli spazi del museo.
Il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, si è celebrata per la prima volta il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente istituita dal Governo.
Il sommo Poeta simbolo della cultura e della lingua italiana è stato celebrato anche al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, nel quale sono custoditi alcuni reperti che rappresentano delle sirene, figure mitologiche dal corpo metà uccello e metà donna.
È stata dedicata al paesaggio italiano la . Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” ha aderito alla campagna, invitando tutti alla condivisione di foto di panorami, borghi e tutto ciò che riguarda le bellezze paesaggistiche del nostro paese.
Il Museo ha pubblicato delle immagini del paesaggio che circonda il Castello, che rappresenta la sua sede istituzionale.
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Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)
Direttore: Adele Bonofiglio
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it


Inserimenti periodici sui social network (facebook, instagram) di foto e/o video di reperti archeologici, articoli che raccontano il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari.
La realizzazione di un cruciverba, di un rebus e di una cartolina pasquale.
In particolare sono state attenzionate, postando sui social network immagini e notizie, le sottoelencate giornate:

 

25 marzo "DanteDì" ; 29 marzo,  il flash mob "#artyouready" ; 07 aprile, #GiornataMondialeDellaSalute,  #WorldHealthDay

Di particolar pregio, inoltre, la celebrazione disposta in favore di Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua scomparsa.
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Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)
Direttore: Rossella Agostino
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it


Da menzionare, per la qualità delle proposte, la Celebrazione del Dantedì e della Giornata mondiale della salute. Quest’ultima si è avvalsa di una graziosissima cartolina virtuale con veduta del Complesso Museale Casino Macrì, caratterizzato dalle piante di rose offerte ai sanitari in piena attività per questa immane tragedia da debellare: il Covid-19. Grande attenzione ai rapporti con i suoi “fedelissimi” tramite i social: dai graditissimi auguri pasquali alle suggestive immagini dei luoghi archeologici della Locride.
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)
Referente: Elisa Nisticò
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it


Nature- Quaderni di didattica
Didattica a distanza: Stanchi della solita visita? Scoprite i nostri quaderni per esplorare la biodiversità del parco. Il museo ha proposto virtualmente tre appuntamenti imperdibili.
Colora il reperto
Il museo ha messo a disposizione sui social alcuni disegni da colorare

 

SEZIONE LUDICA
Scolacium4fun - Sessione ludica su Instagram e Facebook
Chi lo ha detto che l’archeologia è noiosa? Scoprite i nostri giochi a tema storico per conoscere più da vicino il parco e il museo, per divertivi e imparare giocando. Puzzle, cruciverba, rebus e molti altri giochi divertenti per passare il tempo in questa quarantena.

 

SEZIONE VIDEO SUI SOCIAL:
Visita guidata virtuale al femminile alla scoperta delle tracce lasciate dalle cittadine di Scolacium.
Visita guidata virtuale - Il ciclo statuario di Scolacium
Contributi video per conoscere e scoprire  le statue togate, il fiore all’occhiello della collezione museale. Alcuni video ci permetteranno di conoscere meglio i togati del foro e del teatro e i componenti della famiglia imperiale attraverso commenti e spiegazioni per immagini.

 

Visita guidata virtuale- Scolacium Bizantina.
Contributo video per proporre una visita alternativa alla scoperta di un periodo che ha segnato la vita della comunità scolacense dopo la caduta dell’Impero romano.

 

Visita guidata virtuale - i Marmi: le teste ritratto
Contributo video e audio per conoscere più da vicino questi reperti eccezionali conservati nel museo.

 

Visita guidata virtuale - Il foro romano di Scolacium
Contributo video e audio alla scoperta della piazza della colonia romana.
#abbracciamuseo

 

Con un evento Facebook, all’inizio di questa lunga quarantena, abbiamo invitato i nostri visitatori virtuali a inviarci video o foto che verranno raccolte in un unico video che verrà postato per mettere fine a questo periodo di chiusura. 

 

Il Museo partecipa sui suoi canali social ( Facebook, Instagram e Twitter) ai flashmob organizzati da Mibact:

 

#artyouready
#granvirtualtour
#paesaggioitaliano
#iorestoacasa

#worldhealthday
dantedì- 25 marzo 2020
Il Museo ha celebrato l’Alighieri nella giornata a lui dedicata con alcuni contributi sui canali social. Il primo si è basato sul pensiero trinitario di Gioacchino da Fiore, con radici lontane in Cassiodoro, nativo di Scolacium. Si è reso omaggio al sommo poeta con tre estratti della Commedia che parlano di tre famosi meridionali.
Inoltre, il museo è promotore, sin dalla sua comparsa sui social, della rubrica #pillolediarcheologia, per far conoscere la sua collezione museale.
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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
Referente: Gregorio Aversa
mail: pm-cal@beniculturali.it


Il Museo archeologico Lametino, a seguito della chiusura al pubblico imposta dall’emergenza sanitaria, attraverso la propria pagina FB (https://www.facebook.com/museoarcheologicolametino) ha continuato a tenere aperte virtualmente le sue porte. Con gli obiettivi di mantenere viva l’attenzione di tutti sulla propria collezione e di continuare ad essere presente nella vita della comunità lametina, ha attivamente preso parte alle iniziative e alle campagne social promosse dal MiBACT #IORESTOACASA, #LACULTURANONSIFERMA, #LITALIACHIAMO’, #ARTYOUREADY e #LARTETISOMIGLIA con numerose iniziative:
-rubriche quotidiane, come quelle della mattina “#unrepertoalgiornolevailmedicodicoditorno” o “#lezionedistoriadomicilio” e quella serale “#chesifastasera?”, in cui tra il serio e il faceto sono stati presentati i reperti del museo, proposti approfondimenti su tematiche archeologiche, storiche e artistiche e dati consigli su come passare la serata, suggerendo libri, saggi, film, documentari, musica, opere teatrali e anche cartoon e favole animate per i più piccoli;
-un breve video-tour, fissato in alto nella pagina FB, che accoglie i followers, permettendo di effettuare un giro virtuale tra le sale del museo chiuso;
-l’evento FB “#iorestoacasa #ABBRACCIAMUSEO”, con cui si è preso parte all’iniziativa promossa dal Museo e Parco Archeologico di Scolacium e condivisa anche dagli altri istituti del Polo;
-nell’ambito delle celebrazioni dedicate dal MiBACT al sommo poeta Dante Alighieri ha organizzato due eventi: “Aspettando il #Dantedì” (24 Marzo) e “#IoleggoDante, ma in calabrese!” (25 Marzo), con un inedito video in cui vengono recitate alcune terzine del XXVI Canto dell’“Inferno” tratte dalla versione calabrese della “Divina Commedia” del poeta acrese Salvatore Scervini;
- nell’ambito delle celebrazioni per “#Raffaello2020”, nel cinquecentenario dalla scomparsa del grande artista del Rinascimento Italiano, ha organizzato l’evento “Raffaello Sanzio: uno di noi!”, presentando un aspetto ai più sconosciuto di questo straordinario personaggio, che fu a suo tempo una sorta di Soprintendente-archeologo ante litteram. Si è proposto un excerptum della lettera di denuncia che scrisse a Papa Leone X, per condannare il grave stato di degrado e abbandono in cui versavano a suo tempo le vestigia dell’antica Roma, “ossa senza carne”.
- nella settimana Santa, ha realizzato post di approfondimento sulle più antiche celebrazioni liturgiche pasquali, facendo scoprire testi poco noti di autori di epoca tardo-antica. Tra questi un suggestivo passo dell’”Itinerarium  Egeriae” (381-384 d.C.), il primo ricordo che si abbia della celebrazione della Domenica delle Palme.
Tutte le iniziative sono state curate dalla dottoressa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria.
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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
Referente: Simona Bruni
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it


Il Museo Archeologico di Mètauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria) partecipa sui canali social con il MiBACT alla campagna di solidarietà nazionale #iorestoacasa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Ministero della Salute e la Protezione Civile, per favorire comportamenti di responsabilità collettiva nel rispetto delle limitazioni degli spostamenti delle persone fisiche previste nei decreti governativi per la gestione dell'emergenza da pandemia Covid-19 (il cosiddetto Coronavirus).

 

Tante iniziative, con lo slogan "La cultura non si ferma" e con gli hashtag # iorestoacasa e #abbracciamuseo
#IORESTOACASA – Il Museo rimane aperto virtualmente attraverso una serie di iniziative social che permettono la condivisione con gli utenti di contenuti, visite guidate ed eventi. In particolare, vista la programmazione annullata a causa dell’emergenza sanitaria, la sede Museale ha messo in campo alcune attività social che si descrivono brevemente: Il Museo aderisce alla campagna social #iorestoacasa, con la condivisione giornaliera di foto o video. Attraverso i reperti presenti nel museo si propongono approfondimenti sui canali Facebook e Instagram, per consentire viste guidate e approfondimenti virtuali sulla collezione esposta e la pubblicazione di “crucipazzel” archeologici;
#ABBRACCIAMUSEO – Il Museo ha aderito all’iniziativa su facebook del contest video e fotografico, di cui è promotore il Museo e Parco di Scolacium, lanciato con l’hastag #abbracciamuseo, con il quale si invitano i visitatori e gli utenti a raccontare le loro giornate e a salutare e abbracciare virtualmente il museo.
Il Museo Archeologico di Mètauros- Gioia Tauro (Reggio Calabria) ha partecipato il 25 marzo, sulla pagina FB istituzionale del Museo, al Dantedì iniziativa del Consiglio dei Ministri per la giornata celebrativa.
#DANTEDÌ – Evento social – presentazione litografie Gustave Dorè, Divina Commedia illustrata dell'Ottocento e proiezione video “L’incontro infernale tra il Sommo e il traghettatore delle anime perdute”-
All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mètauros sono custoditi moltissimi reperti provenienti dai corredi tombali della necropoli ritrovata in contrada Due Pompe –fase magnogreca della città-
I corredi tombali esposti a Mètauros rappresentano le suggestioni legate alla cultura dell’oltretomba e agli usi della deposizione che attraverso il corredo dava forma all’immateriale legame tra la vita terrena del deposto e la sua vita nell’aldilà.
Collegamento culturale diviene Caronte e la sua figura di traghettatore delle anime nel loro percorso di vita ultraterrena attraverso la presentazione di due litografie di Gustave Dorè, Divina Commedia illustrata dell'Ottocento (Gustave Dorè, Divina Commedia Illustrata 1861) che rappresentano l’incontro di Dante e Virgilio nell'oltretomba con Caronte; correlazione con le collezioni esposte nel Museo - i corredi funebri- legati alla cultura della deposizione e dell'oltretomba.
Inoltre grazie alla collaborazione dell’architetto e scenografo Lorenzo Pio Massimo Martino sarà pubblicato il video “Michelangelo racconta Caronte dell'Alighieri,” (Commedia narrata a cura di Lorenzo Pio Massimo Martino)
#IOLEGGODANTE – Evento social- pubblicazione on-line del fumetto Métauros della sede museale - un tag sul fumetto di Mètauros realizzato da Federico Manzone (nato nell’ambito dell'iniziativa Fumetti nei Musei 2020) reso visibile on-line per la giornata del 25 marzo su issuu.com/coconinopress Lo storyboard realizzato dal nostro fumettista riprende le figure mitologiche e legate all’oltretomba in virtù delle collezioni che denotano il museo come “museo delle necropoli”.

#ARTYOUREADY–Visita virtuale al Museo- pubblicazione video sui canali social per una visita social

#500ANNIRAFFAELLO – In occasione dei #500 anni di #Raffaello pubblicazione estratto del video sul Divin Pittore realizzato dal nostro Ministero e tag collegati.
#GIORNATAMONDIALEDELLASALUTE #WORLDHEALTHDAY– cartolina virtuale con un omaggio floreale tratto dalla collezione archeologica -  Bottiglia in vetro soffiato con motivi vegetali e fitomorfi - Tomba 42 2. Bottiglia in vetro soffiato con motivi floreali applicati di probabile produzione orientale (area siriana), fine III-IV sec. d.C. - Corredo Tomba 13.
CELEBRAZIONE SANTA PASQUA – cartolina virtuale per la celebrazione della giornata - lucerna della nostra collezione romana- il simbolo del volatile che trasporta un ramo ricorda l'iconografia cristiana della colomba.
CELEBRAZIONE LUNEDÌ DELL’ANGELO – #pic-nic sul #divano…- approfondimento archeologico -cratere attico a figure nere del corredo della Tomba 60 [fine VI secolo a.C. (520-490)] e dulcis in fundo la
campagna MiBACT #ArtYouReady dove il tema è stato il #paesaggioitaliano: per l'occasione abbiamo proposto alcune immagini d'epoca del contesto urbano di Gioia Tauro sede del Museo Archeologico che, ospitato all'interno del settecentesco Palazzo Baldari, si innesta nel quartiere storico di pian delle fosse.

 

 

Celebrato Raffaello Sanzio ai musei di Vibo e della Sibaritide

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Vibo Valentia
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Cassano all’Ionio (Cosenza)

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, diretti dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno celebrato Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua scomparsa.
Lo hanno evidenziato come grande cultore dell’antico e dell’architettura, ricordandone, in particolare, la sua opera di classificazione e studio dell’architettura di Roma antica.   

Raffaello venne incaricato dal Papa Leone X° di sovrintendere la custodia e la classificazione dei marmi dell’antica Roma. A tal proposito l’artista condusse uno studio dei monumenti romani; egli fu tra i primi ad arrivare ad un esame delle strutture e degli elementi architettonici così approfondito.

Tale incarico gli fornì anche l’opportunità di realizzare una pianta che raffigurasse Roma nell’età imperiale. Attraverso l’uso di uno strumento dotato di bussola realizzò così dei rilievi e delle rappresentazioni ortogonali delle vestigia antiche, utilizzando uno strumento munito di bussola. 

L’ammirazione per la cultura classica da parte di Raffaello fu grandissima, tanto che il grande artista nelle sue opere fu portato ad emularla! 

<<Celebrato dunque Raffaello – precisa la dottoressa Bonofiglio - come cultore dell’antico ed in particolare dell’architettura con i reperti architettonici provenienti dal Cofìno e dal Parco delle Rimembranze insieme ai i frammenti del frontone di epoca arcaica rinvenuti a Parco del Cavallo, dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide>>.

 

In allegato reperti provenienti da Sibari e da Vibo Valentia. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 aprile 2020
 
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per il personale
dip@pec.governo.it
Al Ministero della salute
Direzione generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio
dgpob@postacert.sanita.it
All’agenzia italiana del farmaco (AIFA)
Direzione generale
protocollo@pec.aifa.gov.it
 
 
Contro l’abominevole battaglia per incentivare l’aborto col pretesto della pandemia
 
In questo momento di emergenza sanitaria è in corso un abominevole attacco alla vita da parte di alcune associazioni abortiste, quali Non una di meno , LAIGA , Pro - Choice , AMICA , Vita di Donna Onlus , la CGIL , diverse ONG internazionali, tra cui Amnesty International , Human Right Watch e la rete europea di Planned Parenthood , oltre che da politici di sinistra, in primis Roberto Saviano, Laura Boldrini, Valeria Fedeli, Livia Turco, Marco Cappato , nonchè personaggi dello spettacolo e intellettuali legati all’ideologia progressista radicale. Costoro, col pretesto degli ospedali saturi a causa del Covid19, mirano a modificare le linee guida per la somministrazione della pillola abortiva Ru486.
In pratica vorrebbero, con provvedimenti regionali, de-ospedalizzare l'aborto farmacologico che attualmente prevede tre giorni di ricovero, autorizzando la procedura nei consultori e negli ambulatori e spostando il limite per la somministrazione dalle 7 settimane di gravidanza attuali a 9. 

Ricordiamo che la Ru486 non è propriamente un farmaco ma un pesticida umano, in quanto non cura nulla, visto che la gravidanza non è una malattia, ma sopprime bambini nel grembo materno. Non solo, ma è un dispositivo a due fasi : 
La madre, quindi, in un consultorio o in un ambulatorio prenderà la prima pillola che ucciderà suo figlio nel grembo e le verrà consegnata l’altra pillola che assumerà a casa e le farà espellere il bambino. 

Ma come? I radicali e la Bonino non avevano combattuto estenuanti battaglie per far terminare gli aborti in casa che causavano la morte anche delle mamme?  
E adesso invece chiedono un ritorno al passato?  

Questi esperti da divano, si rendono conto di quanto sia pericolosa per la salute delle donne la pillola Ru486 ?  
Ferma restando la condanna di ogni tipo di aborto, analizziamo nel  dettaglio  i vari aspetti della questione. 
Il primo aspetto riguarda l’idea di incrementare il ritorno al privato, alla clandestinità, all’aborto faida-te, aumentando il peso psicologico nell’assumere la pillola abortiva, addirittura contro la stessa idea con cui il fronte abortista spinse i legislatori dell’epoca a redigere l’iniqua legge 194/78, con l’apparente intento di socializzare il problema dell’aborto e di sottrarlo alla clandestinità. Ci rendiamo dunque conto che tale obiettivo costituiva un mero specchietto per le allodole al fine di far approvare una legge che un giorno avrebbe permesso loro di richiedere proprio l’aborto fai-da-te che in principio rigettavano.

Il secondo aspetto riguarda i rischi connessi all’assunzione di Ru486. La mortalità causata dalla Ru486 è 10 volte superiore all’aborto chirurgico (New England Journal 2005). Le morti finora accertate per aborto chimico da Ru486 sono 40, di cui una avvenuta all’Ospedale Martini di Torino.  Dopo l’espulsione del suo bambino la donna potrebbe inoltre incorrere in spotting e sanguinamenti per diverse settimane. I sanguinamenti si concludono, in media, nell’arco di 9-16 giorni. L’8% delle donne sanguina per più di 30 giorni e l’1% richiede ricovero in ospedale a causa delle eccessive emorragie. Talvolta, a causa del fallimento della procedura medica abortiva, si deve ricorrere all’aborto chirurgico. I fallimenti sono del  5% a 7 settimane di gravidanza; a 8 settimane sale il tasso di insuccesso, 8%. A 9 settimane si sale al 10%, (come si può vedere il rischio di eventi avversi cresce con l’avanzare della gravidanza). Altri effetti collaterali dell’aborto chimico sono dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, cefalea. Tra le cause di morte associate all’assunzione della Ru486 ci sono infezioni batteriche letali: quella da Clostridium Sordellii, da Clostridium Septicum, da Clostridium Perfringens e da Streptococco. 
Il terzo aspetto riguarda il fatto che chi abortisce a casa con la pillola Ru486 ed ha una metrorragia abbondante o un aborto incompleto deve correre subito al Pronto Soccorso per la revisione della cavità uterina.  Ciò non solo comporterà (aggravati) i  rischi di contagio per il Covid-19 che si volevano pretestuosamente evitare, ma anche la violazione dei diritti basilari all’obiezione di coscienza garantiti dalla stessa legge 194. 
Il quarto aspetto riguarda le conseguenze psicologiche a cominciare dal grande senso di colpa dovuto al fatto che la mamma fa tutto da sola. E’ lei stessa che ingoia la pillola che ucciderà il suo bambino. E’ lei che  deve vivere nell’attesa della sua espulsione. E’ lei che (come riportato dal British Medical Journal, nel 56% dei casi) vede l’embrione espulso, che ha già una fisionomia umana ben distinguibile. Per questo i sintomi della Sindrome Post Aborto si evidenziano fin da subito, con incubi, ricordi e pensieri intrusivi legati all’esperienza vissuta, compreso l’aumento dei tentativi di suicidio. 
Il quinto aspetto riguarda il fatto che con l’aborto chimico tramite Ru486 viene bypassato l’obbligo previsto dalla legge 194/78 dei 7 giorni di riflessione, dopo che alla mamma viene consegnato il certificato di aborto. Infatti con l’aborto chimico tramite Ru486 diviene più complicato rispettare i tempi di legge che impongono una settimana di attesa tra il nulla osta rilasciato dal primo medico e l'atto materiale dell'aborto procurato. L'aborto chimico può essere praticato entro un termine piuttosto stretto, pari a 63 giorni di amenorrea, cioè dall'ultima mestruazione. Questo significa che, considerando che la donna solitamente scopre di essere incinta dopo 33 giorni dall'ultima mestruazione, ne restano altri 30 per praticare l'aborto chimico. Sottraendo la settimana di attesa imposta dalla legge 194/78, risulta che dal momento in cui la donna scopre di essere incinta, ha circa 20 giorni di tempo abortire con la Ru486. Tempi così stretti potrebbero indurre il medico alla  tentazione di forzare la procedura o dichiarando con un falso ideologico e materiale la sussistenza di una urgenza al solo scopo di non dover rispettare la settimana di attesa, oppure a sforare il limite del 63° giorno della scheda tecnica, tanto è vero che le attuali proposte vanno proprio nella sciagurata direzione di aggiungere altre due settimane al termine in cui si può usare il mifepristone (Ru486).

Il sesto e ultimo aspetto riguarda il fatto che una volta che si porta l’aborto chimico a domicilio, la mamma, che spesso si pente della decisione intrapresa, non ha più la possibilità di tornare indietro.
C’è un metodo che si chiama: Abortion Pill Rescue, messo in pratica da una rete di professionisti sanitari, tramite il quale è possibile contrastare gli effetti della pillola abortiva.  Il medico George Delgado, fondatore di Abortion Pill Rescue, ha pubblicato nei primi mesi del 2018 uno studio con altri sei specialisti, in cui spiega che la procedura abortiva a base di mifepristone è stata bloccata e invertita con successo nel 64% dei casi, attraverso la somministrazione intramuscolare di progesterone e nel 68% dei casi somministrandolo per via orale, concludendo che l’uso a tale scopo del progesterone si è rivelato «sicuro ed efficace». E’ evidente che questa procedura di emergenza non sarà praticabile nel caso di aborto farmacologico a domicilio.
E’ quindi vergognoso e abominevole che proprio  nell’ora del massimo sforzo per arginare una pericolosa epidemia e salvaguardare quante più vite possibili, ci si accanisca perché migliaia di bambini non vedano la luce. La richiesta delle realtà abortiste e radicali per liberalizzare ulteriormente l’ IVG e sdoganare l’ aborto farmacologico e casalingo appare ancora più paradossale e squallida di fronte all’eroismo di tanti medici (a metà aprile sono più di 110) e personale infermieristico che hanno perso la vita per curare persone ammalate di Covid-19. 

Siamo sottoposti a una manipolazione mediatica e psicosociale, che pretende di garantire i diritti delle donne, senza tutelarne la salute fisica e psicologica, ma preferendo occultare la sciagura dell’aborto, confinandolo nel privato delle mura domestiche, lavandosi doppiamente le mani dalla tragedia, che coinvolge due esseri umani:  il bimbo e sua madre.
 

 

 

 

1. Ora et Labora in difesa della Vita 2.
 Famiglia Domani 3.
 Confederazione dei Triarii 4.
 TeleMaria
5.
 Movimento con Cristo per la Vita Ancona 6.
 Nova Civilitas 7.
 Associazione Tradizione Famiglia Proprietà 8. Himmel Associazione
 
9.
 Comitato Beato Miguel Agustin Pro sacerdote e martire 10.
 Popolo della Famiglia 11.
 Gruppo Apostoli del Cuore Immacolato di Maria 12.
 Militia Christi 13.
 Associazione culturale Katyn 14.
 Progetto Angelica ProVita 15.
 Città e Famiglia 16.
 Universitari per la Vita 17.
 Via Verità e Vita 18.
 Comitato Famiglia e Vita
19.
 Congregazione Templari di San Bernardo, Priorato Cattolico d'Italia 20.
 BranCo branca comunitaria ONLUS 21.
 Associazione di Psicologi e Psicoterapeuti Nostra Signora di Guadalupe 22.
 UGC Pavia 23.
 Sodalizio Pio XII Pavia 24.
 Amicizia San Benedetto Brixia 25.
 Sicilia Risvegli Onlus 26.
 Movimento con Cristo per la Vita 27.
 Movimento mariano “ Regina dell’ A more ” 28.
 Associazione Nazaret il Germoglio dei Figli del Divino Amore onlus 29.
 Figli del Divino Amore
30.
 Noi per la Famiglia
31.
 Gruppo divina misericordia di Cerveteri 32.
 Divina Provvidenza di Genova 33.
 … lega con noi … 34.
 Famiglie Numerose Cattoliche 35.
 Caritas in Veritate 36.
 Giuristi per la Vita
37.
 Presidenza Nazion al e Unione Cattolica Farmacisti Italiani all’unanimità
38.
 Centro di aiuto alla vita "Santa Gianna Beretta Molla " di Cava de' Tirreni (SA) 39.
 Fondazione Novae Terrae 40.
 Movimento per la Vita Val Cavallina 41.
 Associazione LIFE - Libertà Famiglia Educazione 42.
 Forza Nuova 43.
 Club Forza Silvio Modena Libera 44.
 Brescia Veritas 45.
 FattiSentire.org Bologna 46.
 Movimento per la Vita Bergamo 47.
 Servizio di aiuto alla Vita di Cavezzo 48.
 “ Padre Gabriele ” Associazione Onlus 49.
 Associazione Camelot 50.
 Comunione Tradizionale 51.
 Soldati del Re 52.
 Controrivoluzione 53.
 Italia Cristiana 54.
 Umanitaria Padana Onlus 55.
 Provita & Famiglia 56.
 CAV di Loreto ” L’ascolto"

 

 

 

 

COMPAGNIA TEATRALE DOVECOMEQUANDO

diretta da Pietro Dattola

 



www.dovecomequando.net
FACEBOOK (compagnia.dovecomequando &  gruppo Facebook)       TWITTER: @dovecomequando

Sommario
1. INVENTARIA 202o / Il Festival è rinviato a ottobre
2. Non esitare a contattarci! 

***

 

1. INVENTARIA  202o
Il Festival è inviato a ottobre



Ci siamo aggrappati fino all'ultimo alla possibilità di mantenere le date previste per la decima edizione di Inventaria ma, con il rinvio del termine della quarantena al 13 aprile, abbiamo avuto la certezza che non sarebbe stato possibile.
D'intesa con i 5 teatri romani che ci ospitano (Teatro Trastevere, Teatro Argot Studio, Teatro Studio Uno, Teatrosophia, Carrozzerie n.o.t) stiamo perciò lavorando allo slittamento del Festival a ottobre.
Nel frattempo, nonostante tutte le incertezze del caso, le selezioni sono andate avanti e, non appena avremo concordato un calendario con i teatri, tireremo le somme e annunceremo i selezionati di quest'anno.

Fino ad allora, un forte, forte abbraccio a tutti.
Ne abbiamo tanta voglia.

Pietro, Flavia, Alessandro, Alfonso


2. Non esitare a contattarci! 

DoveComeQuando è in cerca di altri soggetti teatrali per fare rete.



Se organizzi un festival o gestisci uno spazio teatrale o teatralmente adattabile e sei interessato a fare rete con noi ...non esitare a contattarci!

Se vuoi ospitare nel tuo teatro il meglio di INVENTARIA di questi anni ...non esitare a contattarci!

Se vuoi proporre un'iniziativa collaterale al festival, da tenersi nei locali o nei dintorni dei luoghi del Festival (seminari, corsi, conferenze, incontri, performance, presentazioni o qualsiasi altra cosa) ...non esitare a contattarci!

Se hai uno spazio o teatro di cui vuoi cedere o condividere la gestione ...non esitare a contattarci!

Se vuoi collaborare all'organizzazione e alla buona riuscita del festival ...non esitare a contattarci!

Se vivi o anche solo ami il teatro ...non esitare a contattarci!

 

*

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IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA 2020

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Così sosterrai la nostra attività di invio di
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salvando migliaia di vite.
Aiutaci ad aiutare!

 

Carissimi,
    ho appena firmato la petizione "Disney: basta fare propaganda LGBT nel mondo" su CitizenGO.
È una causa veramente importante, per favore firmate e diffondete con urgenza!
https://www.citizengo.org/it/fm/171852-disney-basta-fare-propaganda-lgbt-nel-mondo?tcid%3d67127406
Grazie di cuore,

Suor. Maria Carla

 

Carissimi,
per incarico dell'Arcivescovo vi trasmetto un sussidio per la preghiera del Santo Rosario, proposta alle 21.00 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.

In questa situazione di emergenza sanitaria, la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese.

L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera.

Fraternamente vi saluto, in comunione!

Mons. Giancarlo Corti
Vicario Generale

 

 

Carissimi Amici,
il coronavirus ci ha messo tutti agli “arresti domiciliari”…

   Per trascorrere meglio e bene il tempo a casa, la Cultura ci viene incontro e ci offre la possibilità  di visitare i migliori Musei del mondo.
   E’ a nostra disposizione anche l’Archivio Luce davvero interessante.

I sottostanti link devono essere copiati in Google
Buona visione
                                   Gaetano

 

1. Pinacoteca di Brera - Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi - Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani - Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico - Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado - Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre - Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum - Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum - New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage - San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art - Washington https://www.nga.gov/index.html

www.archivioluce.com

 


 

V DOMENICA DI QUARESIMA – 29.03.20 – Gv 11, 1-45


   In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

   Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
   Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.


COMMENTO DI DON GIGI PINI


"Io sono la risurrezione e la vita;chi crede in me, anche se muore, vivrà..." 
  

Ancora un brano dal Vangelo di Giovanni e, ancora una volta, un racconto dettagliato e carico d’emozioni su un momento forte della vita di Gesù. Un brano da leggere con calma.
  

La Samaritana, il cieco, Lazzaro.
  

Tre incontri con tre persone diverse per dire la stessa cosa: Lui è venuto per dare la Vita.
- per toglierci la sete tremenda che abbiamo di vita,  
- per essere luce che ci fa vedere dove andare nella vita,
- per dirci che neppure la morte avrà mai potere su di Lui.
 

Lazzaro era un amico vero di Gesù e la sua casa di Betania era diventata una seconda casa per Gesù, sempre aperta per accoglierlo nel suo girare per la Galilea.
  

Lazzaro, Marta e Maria volevano davvero bene a Gesù e anche Lui ne voleva a loro. Di fronte all’amico, già da quattro giorni nel sepolcro, anche Gesù piange. Forse perché sa la sofferenza e la fatica di Lazzaro nel momento estremo della vita, e sa la sofferenza e il dolore delle sue sorelle…
Ma è solo questione di un momento perché subito si fa deciso e determinato: “Togliete la pietra!”.
E lo urla! “Togliete la pietra della morte!”.
  

E’ esattamente quello che Lui è venuto a fare, è il senso della sua missione: sconfiggere la morte e ridarci la vita della Creazione, l’Amore del Padre.
  

Quante pietre dovrà togliere dalla nostra vita? In quanti sepolcri, magari imbiancati e belli, ma in quanti sepolcri ci siamo inutilmente chiusi e barricati dentro?
 

  Lui invece ci vuole fuori, ci vuole liberi, ci vuole vivi.
 

  Lazzaro è il testimone di quello che va ripetendo da sempre: “Io sono la risurrezione e la vita”.
Fuori, allora!
  

Fuori dalle nostre ipocrisie e dalle nostre menzogne che ci rendono come morti.
  

Fuori dalle nostre superficialità e dalle nostre arroganze che c’impediscono di vivere e d’amare.
Via, ribaltiamo le troppe “pietre” che ci hanno appesantito e continuano ad appesantirci la vita: i rancori, le vendette, i pregiudizi, le calunnie…Fuori!
 

  Nella vita con Lui, allora: luce e vita. «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6)

 

Buona vita allora e un ricordo nel mio pregare per tutti voi. Un grande abbraccio. Ciao, don Gigi

V DOMENICA DI QUARESIMA - IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

IV DOMENICA DI QUARESIMA – 22.03.20- Gv 9, 1-38


   In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
   Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

Tu, credi nel Figlio dell’uomo?

   Il Vangelo di Giovanni è davvero troppo affascinante, per com’è scritto e per l’ironia sapiente e coraggiosa con la quale racconta l’imbarazzo dei farisei, e di tutti quelli che non sopportavano che Gesù di Nazareth fosse davvero il Messia, il Figlio di Dio. Essi si erano barricati dietro a Mosè, a quello che faceva loro comodo di Mosè e dei profeti; ed erano, loro sì, diventati ciechi alla Parola, proprio quella di Mosè e dei profeti. Seduti sulle “loro verità” si erano cacciati nel buio più totale e si erano messi nella condizione di non volere più cercare la Verità. Allora, quello che succede al “cieco nato”: gli interrogatori cui lo sottopongono, l’interrogatorio ai genitori…tutto questo “mette in luce” la loro incapacità di voler fare un passo in avanti; incapaci perché convinti di avere la verità in tasca, d’averla loro, e solo loro!

I farisei avevano bloccato il cammino della Verità e si erano resi incapaci di riconoscere e vedere in Gesù di Nazareth proprio quello che i Profeti, da sempre, avevano detto; si erano resi incapaci di “vedere” il Messia che finalmente era lì in mezzo a loro, come la Sacra Scrittura aveva da sempre detto. Essi si permettono anche di sfottere la fede riconoscente e contenta di un uomo che finalmente aveva iniziato a “vedere”, a “vedere di Cristo”: le mani, lo sguardo, il corpo e che, finalmente, vedeva le persone, i suoi genitori…e anche le facce dei Farisei, ma, soprattutto, aveva iniziato a “vedere” la Sua di faccia, quella di Gesù.
 

Quaresima dunque. Tempo delle grandi scelte: chi vogliamo guardare? Chi vogliamo seguire?
Saranno sempre in tanti quelli che “sfotteranno” la Verità…ma, quando si è acquistata “la vista”, credo che il problema si risolva semplicemente come lo ha posto Giovanni: con un pizzico d’ironia e con la determinazione di voler continuare a camminare dietro a Lui.
  

E’ l’unico modo serio e vero per “ridare la vista” all’umanità, che cerca tentoni di rialzarsi, per camminare nella luce di un mondo riconciliato.
  

Noi, noi che siano Chiesa, siamo chiamati ad essere “sale della terra e luce del mondo”…”luce”, perché abbiamo incontrato “la Luce” venuta ad illuminare il popolo che camminava nelle tenebre: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (…) A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome…” (Gv 1, 9-18).
  

Tocca a noi essere testimoni credibili e contenti di tutto questo.
Buona vita e una preghiera per tutti voi in questo momento particolare. Ciao, don Gigi
 

IV DOMENICA DI QUARESIMA - IO SONO LA LUCE DEL MONDO

PUOI VEDERLO SU YOUTUBE

e su http://www.diffondilaparola.com

 

III DOMENICA DI QUARESIMA – 15.03.20 – Gv 4, 5-42

   In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
   Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».


COMMENTO DI DON GIGI PINI

“acqua viva per la vita eterna”

Gesù è di ritorno da un viaggio a Gerusalemme dove, nel tempio, aveva dato una regolata ai giudei: (Gv 2, 13-16) “Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi, gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa di mio Padre un luogo di mercato”.
   
Nel ritorno quindi verso la Galilea doveva per forza passare per la Samaria, territorio e persone ritenute di serie B. Probabilmente aveva ancora in testa quello che aveva visto nel tempio e la sua preoccupazione era di chiarire le cose, di ridare il giusto senso alla Religione…in altre parole recuperare la Fede !
  
Nel tempio, ai Giudei, aveva detto: “Distruggete questo tempio ed io in tre giorni lo farò risorgere…” e si riferiva alla sua di Risurrezione! Ai Giudei l’aveva detto in faccia e quelli non avevano capito nulla. Adesso sente di doverlo dire anche ai Samaritani: “Chi beve dell’acqua che io gli darò…diventerà in lui sorgente d’acqua viva per la vita eterna”. E alla perplessità della Samaritana sul Messia lui dice: “Sono io che ti parlo”.
  
Viaggio decisivo allora quello di Gesù a Gerusalemme e quello del suo ritorno a casa, perché chiarisce con forza il senso della sua Missione e di conseguenza quello di chi lo vorrà seguire.
  
Solo Lui cioè sarà “acqua” capace di togliere la tanta sete che nella vita ci prende: sete di giustizia, d’amore, di perdono, d’ascolto, di pace.  
Solo Lui…perché Lui sarà ed è il Risorto, lui è il Figlio di Dio.

 

Anche per noi ci sarà il dono dello Spirito, Colui che ci condurrà e ci accompagnerà nei sentieri del vivere; lo Spirito che ci guiderà per non farci smarrire la strada e l’obiettivo della vita. Anche per noi quindi ci sarà “l’Acqua”. Tocca a noi decidere cosa fare, dove andare a “bere”: domenica dopo domenica, giorno dopo giorno, conversione dopo conversione!
  

Tocca a noi non cadere nell’illusione e nel condizionamento di "bibite facili" e di “comodi distributori di bevande”! C’è solo un’acqua capace di toglierci la “sete” e di regalarci la vita; c’è solo un’acqua capace di farci sentire protagonisti positivi e veri dentro al nostro tempo. C’è solo Lui, “acqua viva per la vita eterna” !
 

In questo momento difficile una preghiera particolare per tutti voi. Buona vita.
Ciao, don Gigi 

 

 

 

a cura del Prof. Giorgio Nicolini - direttore@telemaria.it - Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332 

2020

Ancona, Giovedì 2 aprile 2020 - Dies Natalis di San Giovanni Paolo II

UNA MESSA VALE MENO DI UNA SIGARETTA

E' QUANTO VALE NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Quindici anni fa l'addio a Wojtyla - Il 2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II - Amato da tutto il mondo
di Nicola Graziani

     Le ultime ore di Karol Wojtyla trascorsero come tutta la sua vita: in Polonia. E siccome la Polonia non la vedeva più dal 2002, epoca del suo ultimo viaggio nel paese natale, fu essa ad accompagnarlo verso il momento del ritorno. Raccontano infatti le cronache di quindici anni fa che quando Giovanni Paolo II lasciò una Terra che aveva contribuito non poco a cambiare, attorno a lui vi fossero, a recitare il rosario, le suore che avevano cura della sua vita quotidiana. Polacche. Il suo segretario, Stanislao Dziwisz, polacco.  Il cardinale Jaworsky, l'arcivescovo Rylko, il vescovo Mokrzicky e l'amico Styczen. Tutti polacchi. Unica eccezione il medico personale, l’archiatra professor Buzzonetti.
     Tutti gli altri vennero avvertiti solo un attimo più tardi: il cardinal Sodano, che pure era segretario di Stato, il cardinal Somalo, che pure era il Camerlengo. Persino Joseph Ratzinger, il braccio destro e forse l’anima a lui più vicina, giunse in un secondo momento. Per non dire di Camillo Ruini.
     Al Camerlengo fu lasciata l’incombenza di pronunciare la frase di rito, “Vere Papa mortuus est”: il papa è effettivamente morto. Ma l’ultima parola del pontefice, un “amen” sussurrato con un fil di voce al termine di una preghiera, il Camerlengo non l’aveva potuta sentire. Gli restò solo da rispettare la tradizione che vuole un velo di lino essere delicatamente deposto sul volto del defunto, mentre Buzzonetti espletava pratiche più scientificamente appropriate per constatare il decesso.

Come Leone al Mincio
     Questa però è solo la cronaca dell’ultimo giorno di Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005: la storia lui l’aveva già scritta in 27 lunghi anni a combattere come una fiera. Non a caso non passarono nemmeno poche ore che qualcuno gli attribuì il titolo di Magno, che la Chiesa riserva ai più grandi: Gregorio, che riempì di sé e di Cristo il vuoto dell’Alto Medioevo; Leone, che dette al vescovo di Roma primazia su quello di Costantinopoli e, soprattutto, fermò Attila sulle rive del Mincio.
     Anche Wojtyla bloccò i suoi unni, che nel tardo XX secolo si chiamavano Comunisti e venivano anch’essi dalle steppe dell’Asia centrale. Come un vero santo altomedievale, ci aveva vissuto in mezzo prima di giungere a Roma e divenire un Difensore della Fede.  Li conosceva bene, quindi, nei loro punti di forza e nelle loro debolezze. Sfruttò le seconde e comprese i primi, perché per lui il comunismo era il Male come lo era stato il nazismo conosciuto da ragazzo, ma l’esigenza di giustizia sociale era una legittima richiesta del corpo e dello spirito. Solo che quella era la risposta antropologicamente sbagliata.
     “Non abbiate paura”, disse a un mondo che all’epoca tremava schiacciata dall’incubo dello scontro atomico. Non abbiate paura, ripeté, “anzi: spalancate le porte a Cristo”. Ecco la risposta antropologicamente giusta. L’unica possibile. Solo una fede come la sua poteva compiere l’impresa, e infatti la compì. Perché c’è chi con la fede smuove le montagne, ma Karol Wojtyla con la sua fede le montagne le spaccava.

La lunga agonia del Santo che era attore
     Tra poco saranno anche cento anni esatti dalla sua nascita: manca un mese. C’è da aspettarsi un profluvio di commemorazioni, soprattutto nell’ipotesi (assai remota, a occhio e croce) che la tempesta epidemica attuale sia nel frattempo passata. Nella speranza che le cose vadano meglio, rinunciamo quindi allo spoiler rievocativo: tra poche settimane se ne parlerà meglio, e più a lungo.
     Soffermiamoci piuttosto su quello che tra poco nessuno ricorderà, e cioè quello che accadde quando Wojtyla morì. Si tratta di materia ugualmente interessante. La sua agonia fu lunga, e prevista. L’uomo era giovane al momento dell’elezione (56 anni) ma anziano e molto provato al momento di lasciarci. Ventisette anni di pontificato ne fanno il pontefice più a lungo seduto sulla cattedra di Pietro dopo Pio IX e Pietro stesso. Lui, poi, ebbe la vita segnata da un attentato ordito proprio Oltrecortina. Gli unni erano feroci.
     Tutti lo videro passare nel tempo, in modo non repentino ma percepibile, da una vigoria di scalatore sciatore nuotatore alla decadenza del parkinson, sicché alla fine non poteva nemmeno parlare e la cosa lo tormentò più dello stesso male. Perché di cose al mondo uscito dalla vittoria del 1989 lui ne aveva da dire molte, e magari non tutte piacevoli. L’importanza della parola lui la conosceva benissimo, del resto, e non solo perché era uomo di Chiesa. Giovanni Paolo II da giovane aveva fatto l’attore e questo lo aveva aiutato a capire l’importanza dell’essere non solo ascoltati, ma prima ancora sentiti, e del colpire chi ti ascolta anche con gesti per l’appunto plateali. Un comunicatore formidabile, con in più un messaggio che a cercarne il paragone non se ne trova uno che sia uno. Alla fine, grazie anche all’aiuto di un maestro dell’arte della comunicazione istituzionale come il suo portavoce, Navarro Valls, era divenuto qualcosa di assimilabile – si parva licet – ad un opinion leader, ma molto ma molto più grande, profondo e stentoreo. Lo ascoltavano tutti, lo amavano quasi tutti, lo piansero in milioni.

Milioni su milioni
     In milioni vennero a Roma, anche perché l’agonia come si diceva lunga e creò un clima di coinvolgimento generale. Quando, alle 21,37 di quel 2 aprile, il papa chiuse gli occhi la reazione emotiva fu a livello mondiale, complici anche i media che nel frattempo avevano perso il gusto della compostezza. Il primo giorno nell’Urbe arrivarono in ottocentomila, il secondo un milione, poi il terzo due e poi ancora tre e mezzo.
     Si rammentino le parole del prefetto di allora, Achille Serra: “Roma è stata sottoposta allo stress di un evento il più grande della sua storia, moltiplicato per dieci”. Il prefetto si sbagliava per difetto: i lanzichenecchi erano stati una decina di migliaia, i visigoti del 410 due o tremila, i bersaglieri e le altre truppe italiane a Porta Pia 50.000.  
     L’emergenza (perché di vera e propria emergenza si trattò) venne gestita in buona parte dalla Protezione Civile, e anche qui il parallelo con l’oggi sorge spontaneo. Gli annali riferiscono che, in mezzo a quella massa informe ed emotivamente di uomini, donne, religiosi, suore, vecchiette e giovani che si accalcavano, si spingevano, avevano fame e sete e altri bisogni primari, non si registrò nemmeno una gamba rotta.
     Fu giudicato il primo miracolo di Giovanni Paolo II “Santo subito”. Ma siccome la Provvidenza provvede poggiandosi sulle gambe degli uomini, sarebbe ingeneroso non rilevare che l’Italia e Roma in particolare quella volta dettero dimostrazione di capacità ed efficienza come nessun altro al mondo. Un successo che nessuno ha mai voluto loro riconoscere, e la cosa dispiace.
     Ad ogni modo, quando si celebrarono i funerali sul sagrato di San Pietro, in molti unirono al sincero dolore anche una certa diminuzione della tensione. La folla da quel momento sarebbe defluita e l’emergenza passata.

"Seppellite il suo cuore a Cracovia"
     Rimangono impresse nella memoria, le immagini di quel funerale. Il vento che sfoglia le pagine del Vangelo ai piedi di un vecchio ormai magrissimo vestito di abiti sacri troppo grandi per lui. Troppo grandi i paramenti, troppo grande la tiara, troppo grandi le scarpe nere che gli restituivano l’aspetto di un contadino a disagio nel vestito della festa. Ma quest’ultima impressione era sbagliata, perché Giovanni Paolo II in quel momento era già una reliquia, ed il suo cadavere già sembrava il corpo incorrotto di un santo medievale.
     Infatti non passerà che pochissimo tempo che don Stanislao, il suo segretario personale, chiederà di riportare a Cracovia almeno il cuore di Wojtyla, a riposare nella sua terra. Richiesta rimasta inevasa, e non solo perché la pratica ricordava troppo quella dei re di Francia a Saint-Denis, per non dire di Luigi IX all’ottava crociata. Il cuore di Giovanni Paolo II è rimasto nelle grotte vaticane, a poca distanza da quello di Giovanni XXIII, soprattutto per un altro motivo. E cioè che un papa non solo è prima di ogni altra cosa vescovo di Roma, ma il suo cuore appartiene al mondo. Anche se in Polonia è rimasto sempre, fino all’ultimo battito.

In Internet
https://www.agi.it/cronaca/news/2020-04-02/anniversario-morte-giovanni-paolo-ii-8076948/

 

Ancona, Domenica, 29 marzo 2020 - Domenica 5^ di Quaresima  

 Ancona, Giovedì 19 marzo 2020 - San GIUSEPPE sposo di Maria  

   

SAN GIUSEPPE
LO SPOSO DI MARIA  E IL PATRONO  DELLA CHIESA UNIVERSALE 

 

GIUSEPPE, LO SPOSO DI MARIA 

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,16.18-21.24

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 

Maria Valtorta
L’Evangelo come mi è stato rivelato
[26.1-9], ed. CEV.


 Giuseppe chiede perdono a Maria. Fede, carità e umiltà per ricevere Dio.

   (...) Riprende la Mamma a mostrarsi con questa visione che mi dice da segnare in questo libro. La gioia si riversa in me. Perché vedere Maria è possedere la Gioia.
   Vedo dunque l’orticello di Nazaret. Maria fila all’ombra di un foltissimo melo stracarico di frutta, che cominciano ad arrossare e sembrano tante guance di bambino nel loro roseo e tondo aspetto.
     Ma Maria non è per nulla rosea. Il bel colore, che le avvivava le guance a Ebron, le è scomparso. Il viso è di un pallore di avorio, in cui soltanto le labbra segnano una curva di pallido corallo. Sotto le palpebre calate stanno due ombre scure e i bordi dell’occhio sono gonfi come in chi ha pianto. Non vedo gli occhi, perché Ella sta col capo piuttosto chino, intenta al suo lavoro e più ancora ad un suo pensiero che la deve affliggere, perché l’odo sospirare come chi ha un dolore nel cuore. È tutta vestita di bianco, di lino bianco, perché fa molto caldo nonostante che la freschezza ancora intatta dei fiori mi dica che è mattina. È a capo scoperto e il sole, che scherza con le fronde del melo mosse da un lievissimo vento e filtra con aghi di luce fin sulla terra bruna delle aiuole, le mette dei cerchiolini di luce sul capo biondo, e là i capelli sembrano di un oro zecchino.