Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, le poesie sono stati scritte dalla D.ssa Rosita Taddeini, la grafica e le immagini sono state fornite da Cartantica, trannne quelle realizzate da Andrea Leganza che compaiono nel sito con il link a http://www.flickr.com/photos/neogene
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo citando esplicitamente per esteso (Autore, Titolo, Periodico) il lavoro originale."

 

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SILLOGE DI POESIE

 

 

"EMOZIONI"

(1993-1998)


A chi sussulta
per impercettibili
sensazioni

 

TU SEI ...


Tu sei l'acqua viva,

Tu sei la fonte della vita

Tu sei la goccia che muove,

Le spire concentriche, quelle

Spire che donan vita alla vita,

Tu sei il triangolo d’ogni fine,

Tu sei l’inizio della vera vita,

che avviluppa ogni spirito

e lo proietta alla Luce Infinita.

CANTO SENZA VOCE


Canto a Te, Signore
la melodia, che sprigiona il cuore.
E' un grazie senza fine,
che abbraccia il passato
il presente e l'avvenire.
Sono note di un invisibile arpa,
che creasti tu per Amore,
in un tempo senza tempo.
Non è suono della mia voce
ma la tua parola tradotta
in musica, perché nella mente indotta.
I l tuo pensiero è più trasparente del vento
vibra senza tormento
in quella spirale della melodia.
Quant'è dolce questa poesia,
che ha vita dalla vita
e ti fa percepire quella Infinita.

 

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AUGURI A MARCO


Nato nel giorno del Santo
illuminato dal sole dell'affetto,
proiettato ad orizzonti di mistero,
arricchito di ogni vanto,
oggi firmi ad ogni effetto
un altro cammino di uomo vero.
Oggi di due siete uha cosa sola.
Sei entrato nella casa del Bene
tagliando il nastro dell'Amore.
Ora ogni speranza vola
per ritrovarti nel nuovo seme
che sboccerà da voi, come un fiore.
Ti arrida la vita
svelandoti ogni cosa nascosta
del passato, presente e futuro.
Quali figli della Luce Infinita
non abbiate alcuna sosta
nell'esplicare questo compito imperituro.
Siate grandi per ogni conquista,
ricchi di eccelse virtù,
affinché siate come un raggio di luce,
che sfugge facilmente alla vista,
ma dona ardore sempre di più
a chi lo Spirito ne traduce.

ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

EVA E CARLO ROSSI


Un giorno lontano
di cinquant'anni fa'
due occhi lucenti
un sorriso splendente
non incontrarono invano
la propria metà.
Ogni sussulto del cuore,
ogni pensiero della mente
fu padrone e signore
del nascente sentimento,
e fu giurata fedeltà.
Gli anni sono trascorsi
incredibilmente
ricchi di eventi da quel di lontano;
Ancor oggi è realtà
quella febbre che
incuteva timore ma
era vero laccio d'amore:
Amore che fonde anima e cuore,
quale riflesso del Creatore.

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IL LUSTRASCARPE


Ai piedi di un grattacielo
in un castello di vetro
proiettato verso il cielo,
celato dalle ombre di un angolo
lavora una creatura nera.
Sorridente si offre
in ogni attimo del giorno.
Fa brillare ciò che calpesta la terra
e dona luce al passo del viandante, quasi che
la sua fatica di seduto
volesse veder il sole
e portare con la lucentezza
di una scarpa, l'ebrezza del suo cuore,
linfa di amore di Colui
che ama, chi opera seduto
e chi è in cammino.

 

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NELLA NOTTE DALLA FINESTRA DELL'HOTEL

Librata nell'infinito,
i colori della notte
colorano le pupille
e inondano l'anima
di effetti di gioia.

Così dal grattacielo al cielo
si libra un canto di lode,
come profumo di fiore,
come incenso di altare.

Sale, sale lode a portare
a Te che sei l'Amore
di ogni cosa il Signore.


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L'ALBA DALL'AEREO


AI confine di un blu intenso
traspare improvviso un chiarore
rosso, che sfuma in rosa
arancio, giallo, verde, bianco.
E' impossibile tracciare limiti
al susseguirsi dei colori.
E' impossibile calcolare il tempo
per evidenziare la bellezza dell'azione.
Si stralciano i veli della notte
e par che appaia una sposa
vestita con i veli dell'arcobaleno.
Man mano che avanza
ha un volto di luce,
coronata da un diadema di nubi.
Or l'effice sfumata d'azzurro
leggiadra abbandona i cieli,
arde di fuoco velocemente
per offrire improvvisamente
la veste splendente del giorno.
Gli occhi vogliono fotografare
l'incedere meraviglioso,
la bocca vuole salutare con un canto
l'esplosione dell'anima
ma le parole diventano un inno
muto, si chiudono le palpebre
per non disturbare i battiti del cuore
che si fondono all'unisono
con l'armonia dei colori.
Nel silenzio più profondo
sei immersa nella luce più folgorante,
che crea la vita in tutte le sue espressioni
potenzialmente più esaltanti
All'alba sei in Colui che E'.

 

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L'ABBRACCIO

Una dopo l'altra piccole onde
come taciti sospiri giungono
a riva, baciano con purezza
lo scoglio, poi tornano lontano
all'orizzonte per un frenetico
abbraccio con il cielo.
Elbro lo spirito cerca
con l'occhio penetrare
l'indefinito confine,
ma inesorabilmente si fonde
tuffandosi, elevandosi
nell'azzurra bellezza.
E' un abbraccio silenzioso
ricco di palpiti, sensazioni,
impossibile ad esprimersi
solo all'anima percettibili,
mentre una vela bianca
come gabbiano solca nuvole, onde, sogni
in quell'estasi senza limiti.


Arrivando a Malta

 



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INCONTRO


Uno sguardo
un sussulto
un galoppo di battiti,
un loquace silenzio
all'inatteso incontro,
scontro di sentimenti

PERCHE' CERCHI?


Nella notte macchiata di stelle
lungo un filare di ombre
passeggi silenzioso e mesto
fugando il passato
immaginando il futuro.

Tra solchi di immagini,
cogli i ricordi, come perle,
tra le nubi un triste lamento.

Hai uno scrigno di frutti
passati e presenti
buoni e brutti
ma come polvere volan al vento
i misteri futuri.

 

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PETER, UN PICCOLO, GRANDE UOMO


Otto anni, quasi sparisci seduto al volante
nella interminabile colonna di profughi.
Tu guidi come un piccolo uomo, sprezzante
del pericolo, ma grande guidi e preghi.

Le tue mani sono sorrette da quelle di tuo padre
insanguinate, morto lontano in guerra.
Il tuo cuore, come la macchina va per salvare
tua madre
la nonna, i resti della tua casa, della tua terra.

E' impossibile, sulle strade dell'esilio scorgerti
tu così piccolo l'incerto futuro guardare.
E' impossibile trattenere le lacrime, non poter la
mano porgerti
soccorrere te, i tuoi connazionali, la guerra far
cessare.

Sei un piccolo, grande uomo, Peter.
Vedo i tuoi occhi di ghiaccio fissi nel vuoto,
che nascondono massacri, orrori inver,
ma tu per una nuova patria, ti sei messo in moto.

Non sei un bimbo dalla Mamma accarezzato,
i tuoi compagni di gioco sono morti
Tu impavido guidi dietro un carrarmato
che ingiunge ad ognuno di esser forte.

Non sai quale sarà il tuo destino. Tu vai.
Lascia che preghi che torni la Pace.
Cessi quell'apocalisse, che tu ben sai
E che ogni cuore libero batta, perché il cannone
tace.

SANGUE NEL MERCATO DI
SARAJEVO


Stremati per il freddo,
scarni per la fame,
esausti per l'attesa
erano in fila stretti
l'uno all'altro fraternamente,
uniti per superare il terrore
acquistare forza e cibo.
Uomini, donne bambini erano
avvinti dalla speranza mirabilmente
di un futuro senza guerra,
la gioia della pace
il ritorno alla propria terra.
Ma .... il 5 febbraio 94, all'ora della spesa
il boato di una granata
spezza l'aria tesa
fa eco un unico grido
poi ogni bocca tace.
Quanto orrore in quel mercato insanguinato
che offriva una misera spesa
ora fango e sangue
la morte per ogni età.
Lamiere, tavoli, ferri contorti
imprigionano corpi inanimati,
scarpe, arti amputati
tra i cibi abbandonati.
E' un'altra firma indelebile
di un'assurda, spietata guerra,
di un popolo che langue
per aver perduto la sua terra
ed ogni senso di civiltà.
Mai sull'uomo una guerra
aveva versato lacrime e bile
in un'ora sola, latte e sangue
come olocausto per una nuova umanità

GLI OCCHI DEI BIMBI VIOLENTATI
DAL MALE E DALLA GUERRA


Siamo
occhi senza luce,
occhi senza sorriso,
occhi senza orizzonte.

Ci guardate senza lacrime
ci interrogate senza commento,
ci parlate senza parole.
II nostro male è senza lamento
da noi vivi
nessuno vuole la vita,
un segno di verità.

I nostri occhi rispecchiano oggi il mondo,
svegliatevi, agite con il cuore
fateci riflettere la bontà,
ridonate ai nostri occhi
la luce della speranza
la bellezza dell'Amore.

 

TI RIVEDRO' ?


Uno sguardo ricolmo di parole
una lacrima trattenuta a stento
un grido soffocato: Addio
Ti rivedrò?
E' il saluto di una, cento
tante mamme a Sarajevo,
allorché é giunto il momento
della partenza del piccolo amato.
Un distacco senza confronti
della vita dalle vite
di chi lotta senza confine
senza distinzione di fronti.
Non sono sole le bombe
ma la fame, il freddo
la distruzione della casa
della città, dell'avita terra.
a dilaniare il cuore
di tante sparute creature,
mamme mute, senza lacrime
con negli occhi il terrore.
Addio, ti rivedrò?
Signore ti offro mio figlio,
perché da Te abbia la vita,
dagli uomini, la pace.

 

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EVASIONE

Inebriati oggi del cielo
solcato da un galoppo di nuvole.

Aspira dal fitto e tenue velo
la luce del sole, che nascondersi vuole.

Non dalla macchina che corre veloce,
non dal cuore che penetra l'infinito,
così da disperdere la sua voce,
come flebile canto in quel mondo proibito.

 

 

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A PAOLA


Paola
è vero
che il tuo sorriso si è spento,
che il sguardo vaga lontano,
che il passo è diventato lento,
ogni speranza è vana?
Paola
è vero
che già corri nel vento,
alla Luce tendi la mano,
lasci noi nel tormento?
Paola, Paola
al mio richiamo
la tua risposta non sento.
Perché fuggi sola
se pur ti amo,
non odi il mio lamento?
Paola, Paola
I colori, le note il canto
ora sono le tue ali,
fuggi della vita l'incanto,
l'inganno dei mali.
Da me, da tutti, dalla verità
sei ormai lontana,
tu corri incontro al Santo
per conquistare la Felicità.
Paola, Paola Paola
è vera, è vera
questa realtà???
Al mio grido, al nostro pianto,
alla fine della tua giovinezza
risponde il sangue di Cristo;
Doni a te pace e salvezza e...
alla nostra incertezza, la Verità.

PAOLA COME OGGI MI APPARI


Quanta felicità
illumina il tuo volto,
mentre la mano
traccia nell'azzurro
del cielo, la curva
splendente dell'arcobaleno.
Sorride il tuo occhio
a tanta beltà
e nulla rimpiange
di aver sperato invano,
un tempo lontano,
il realizzarsi di un sogno
infinitamente umano.
Ora possiedi un pennello
che effonde luce
ad ogni colore
ed ogni figura
trasforma in gioiello
colmo di divino splendore.
Tu stessa trasfigurata
etera, ti libri
e quale colomba bianca
con i tuoi voli di luce
scrivi nell'infinito
l'attesa promessa
di ogni vita:
"Pace eterna:
Vera vita"



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LA TUA VITA COME UNA CANDELA

Velocemente
hai bruciato
la tua veste di madreperla.

Silenziosamente
hai versato
lacrime, come perle di cera.

Tristemente
hai lasciato
nella cenere la tua realtà vera.

Ma nulla è perduto
di quella fiamma
che timidamente
bruciava verso l'alto;
ha liberato una scintilla,
che ora nel cielo
come stella, brilla.

 

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IL PARCO DI CASTROCARO TERME


Sussurra il parco,
germoglia il pino,
volteggian nell'aere le foglie,
cadon a terra di verde, spoglie.
Filtra un raggio fra le ombre
Gioca con i sussulti dell'erba.
Nascondono gli aghi dei pini ogni seme,
di frutto futura speme.
Mormora saltellando l'acqua
di un piccolo fiume nascosto,
dal verde dei rami possenti
da giovani virgulti frementi.
Un usignolo gorgheggia felice
Il suo canto d'amore.
Risponde la tortora mestamente
A ciò che occhio non vede, ma orecchio sente.
Vaga fra i cespugli la mente,
come farfalla sui fiori si posa
bacia il polline con delicatezza
per assaporarne tutta la dolcezza.
In quel parco affollato di sospiri
La tua vela è la natura,
la tua barca le fantasia e ....
e con ebbrezza dalla terra fuggi via.

DI RITORNO DA TODI

Ti vedo
nella goccia di pioggia
che si dilata
in cerchi concentrici.
Ti trovo
nel girasole
che volge le corolle
velocemente al sole.
Ti sento
nel canto dell'usignolo
che salta di ramo in ramo
felice del suo essere.
Ti vedo
nella nuvola bianca
che solcando il cielo
nasconde il sole.
Ti cerco
nell'attimo fuggente
di un tempo infinito.
Ti scopro
nel mio io,
che vibra alla ricerca di te
ed ama con
l'amore che le hai dato.



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VISIONE


Un globo sferico in movimento
ribolliva di angeli in volo,
rigurgitante di luce splendente
roteava nel cielo come un'unica ala.

Era impossibile fissare un volto
o lunghi riccioli al vento,
ali e mani fuse in movimento,
in una luce d'oro iridescente.

La sfera sussultava per continuità
del flusso, ma non perdeva
la forma nella libertà del volo.
Improvvisamente tutto sfumava
per rimanere un unico raggio di luce
lentamente disperso nel vuoto.

 

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MESSAGGIO ALLA PRINCIPESSA DIANA

Addio Lady Diana.
In quel giorno radioso di sole
il mondo intero ti saluta.
Tutti ha sconvolto la tua morte,
ma da questa tragica realtà
si è chiarita la tua sorte,
ed è nata una nuova umanità.
Giovani braccia strette alla tua bara
hanno proiettato al mondo,
per il mondo l'immagine di un popolo
con una nuova vita,
cementata dalla carità.
I tuoi occhi non sorridono più
serrati dalla morsa della morte.
Così il tuo silenzio sale al cielo
con le note mistiche dei canti,
con il profumo delle rose "A Mammy".
Senza il trono sei Regina
di un regno che nel profondo
unisce i malati ai sani,
i ricchi ai poveri;
in ognuno fa nascere
quella purezza di sentimenti,
che possiedi come corona
predestinata all'eternità.

UN SORRISO COME UN FIORE

Corre
sorretto dalle ali del sogno
verso il cielo
terso di luce
il cuore nulla vede
travolto dalla melodia
perdutamente si inebria
d'amore.

Percorre
sentieri di pace
fuggendo l'odio
che genera terrore.

Canta,
felice che ha vita
e porge a tutti
un sorriso
come un fiore.

 

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IL DISCEPOLO


Povero, vuoto,
dall'Eterna Roma
sono partito
sulle tracce di Te,
Signore.

Nella Terra Promessa
ho visto un'umile grotta,
la tua povera culla,
il tuo letto di sassi.
Eri più povero di me,
Signore.

Ma al Giordano
tra le tue acque della vita,
nell'Orto degli Ulivi,
sulle Vie del Calvario,
sulla vetta del Tabor
ho capito,
Signore
che mi hai dato
il cuore e ricolmato
di Luce infinita.

Ora torno a Roma
ricco di Te.
In Terra Santa
ho sepolto il mio io
perchè mi hai reso
ricco di Dio.

SONO NEL MONDO, PER IL MONDO


Quanto ho camminato,
senza limiti cercato.

Quanto ti ho desiderato,
senza limiti chiamato.

Quanto ti ho amato,
senza limiti, per te sofferto.

Dal Padre non creato
da Donna per te generato
perché Io avessi il tuo cuore
anche se senza amore.

Piangi,
perché non Mi hai creduto?

Piangi,
perché Mi hai inchiodato?

Piangi,
perché temi di averMi annullato?

Non piangere
dalla Croce, non ti ho indicato.

Non piangere
per la Croce, ti ho perdonato.

Non piangere
con la Croce ti ho abbracciato,
ora sono in te, perché anche
oggi sono nel mondo, per il mondo.

“E si misero sulle Sue Tracce”
(Itinerario spirituale Settembre ’96 per la Terra Santa)


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IL DOLORE E' UN CAMMINO
SOLITARIO


Giunge improvviso, silenzioso, sconquassante,
fiacca le membra, arresta il cuore.
Poi fugge lontano per evitare qualsiasi passante
che lo riconosca, di pena vero seminatore.
Lascia le tempie tambureggiare terribilmente,
ad un ritmo sempre più incalzante,
affinché stordita, sfibrata giaccia la mente
e della morte senta la sferza all'istante.
Il Suo nome è dolore.
Incute cupa paura, grave sofferenza
avvinghia l'anima di terrore,
della tristezza è l'essenza.
Allora tu, a passi lenti misuri la strada della vita,
cerchi il silenzio, al galoppo dei battiti per dar pace.
Solo affronti, affranto l'ardua salita
quando ogni voce tace.
Salendo spezzi i lacci della pena
lentamente acquisti speranze, vigore
pur se dal buio della notte
intravvedi una luce appena,
che in te riaccende della vita il motore.
Ti fanno ala il tempo e la speranza
allorché scopri improvvisamente di essere asceso
perché il dolore è sconfitto dalla perseveranza
e ti rende più forte ed illeso.
La fede è stata l'unico bagaglio del viaggio
che ha insegnato eccelsamente al cuore,
come un iter, così doloroso, può esser saggio
se il dolore vive quale fine dell'Amor.

L'ADDIO DI GIORGIO

Nella serra della vita
ho colto sentimenti, come fiori,
fra filari di dolcezze
ho conosciuto la lealtà del creato,
ho contato sull'amicizia
ho donato, ricevuto gioia
ho saggiato affetti, amori.
Ora leggo nel libro della mia vita
che è terminata quest'età,
devo lasciare ogni ebrezza
porgere l'addio indesiderato.
Ma vedo giù la Luce Infinita
che mi attrae con la Sua bellezza,
colma il vuoto del mio cuore
per tendermi tutto all'Amore.



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TRAVERSANDO IL TEVERE SULL'ISOLA TIBERINA

Un frullo d'ali
e un bianco gabbiano
plana sul Tevere
improvvisamente.

Immediatamente
una nuvola bianca
macchia di ombre
le acque del fiume

Come saetta freneticamente
un vivo groviglio
sfreccia nel cielo
disegna con le piume
un arco di luce splendente.

La mente vola lontano,
ma l'isola Tiberina
è ancorata al fondo
e le verdi acque,
le bianche ali
dolcemente la cullano:
al suo mondo di dolore
offrono un sogno arcano,
un mondo senza dolore.

AL TRAMONTO

Un frullo d'ali
si fonde al fruscio di canne
carezzate dal vento
lungo la riva del fiume.

Piccole onde baciano le sponde
sussurando un ritmo lento,
un'armonia rapita a quelle piume
luminose per l'ultimo raggio al tramonto.

Il magico silenzio della sera
abbraccia l'etere ma sprigiona
note di un canto senza confronto,
che ti trasvolgono come chimera.

Al risveglio della notte
tutto tace e tutto canta
perchè ogni bellezza ha la sua voce.



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LA LOCOMOTRICE

In un largo
ai margini della stazione
tra travi divelte
rotaie arrugginite
giace una locomotrice.

Nel largo
dove lo scambio è morto
per manovre più svelte
con congegni elettronici
tace la vecchia locomotrice.

Intorno a quel largo
il sole sempre fa brillare l'acciaio,
riscalda la lamiera
ormai fredda
e senza vapore
di quella locomotrice.

L'aria, la luce
le voci lontane
parlano di vita
ma lei sola,
senza vagoni
è una vecchia locomotrice.

In quella rete di verghe
domina il silenzio.
Sulla rotaia corrono
solo i ricordi
della vecchia locomotrice.

Al passaggio un tempo
sbuffava freneticamente
e orgogliosa mostrava
la sua veloce andatura
fra gole, valli,
monti, pianure.

Ora guarda quel luogo,
in silenzio sospira,
si sente cimelio d'un'epoca lontana,
non più degna di sguardi,
ma solo forziere di ricordi.

Allora con l'ultimo filo di fumo
traccia nell'etere
la parola "fine".



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LE CASCATE DI LILLAZ

 

Lieve, sommesso
il mormorio delle acque
scende a valle,
si nasconde fra i ciottoli,
riappare spumoso
sulle pietre levigate.

Mormora la cascata,
porta la voce del vento
delle vette a valle,
il rivolo scendendo precipitoso
fino alla foce.

Ascolta silenzioso
la sua voce
ed affida alle acque
il tuo grazie
senza parole.

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ELOGIO A MADRE TERESA DI CALCUTTA

 

A scarne braccia tese al cielo,
a braccia inerti lungo il tronco,
a mani rattrappite dal dolore,
a volti incavati dalla fame,
a occhi lacrimanti senza luce,
a creature, per il male senza sorte,
dolcemente donava il sorriso.

Trasformava in lieta la morte
umilmente offrendo Amore.

Era una piccola grande suora,
una donna di fede infinita,
che aveva catturato nel suo cuore
sin dai primi anni di vita
il fuoco sacro del Signore.

Lo seminava instancabilmente
nelle zolle umane più reiette e povere,
nel silenzio germogliava incredibilmente
e con la Sua umiltà e fedeltà
presentava ogni anima al Suo Creatore.

Ora riposa fra bianchi, azzurri lini,
con tutti i poveri del mondo.
E' ascesa dalla terra oltre i confini,
lasciando alla sconvolta umanità
l'esempio e il testamento più fecondo
di bontà e vera carità.

 


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RIVELAZIONE


Per squarciare della notte il velo
ho seguito una voce che,
mi ha guidato a Denver.
Ho sorvolato il mare,
ho solcato il cielo
ho tagliato le nuvole,
ho toccato terra straniera
come una chimera.

Quando ho visto che i fiori
avevano il Tuo sorriso,
il Sole il Tuo fuoco,
ho capito che hai viaggiato
con me, mi hai portato per mano,
hai guardato con i miei occhi
il mondo di oggi
per rivelarmi la Verità.

Tu non conosci confini
Tu non ci dividi per colore di pelle.
Il sangue e rosso in Te,
in me, in tutti.

E' vita, fuoco d'Amore
della Santissima Trinità
che trascende ogni realtà
per vestire di luce tutta l'umanità,
edificare la nuova Società .

CORRENDO VERSO OSTIA

Sfreccia nel cielo turchino
un aereo e come dardo
disegna una linea luminosa,
che esce da nubi di fuoco
ai limiti dell'orizzonte
ove mare e cielo si fondono
in un'unica fonte.
Quel bianco fregio
sottolinea nel cielo
la brama del volo.

Del mare, l'onda spumosa
lambisce la costa
orla la sabbia, Io scoglio
di candida trina.

Sulla terra la macchina va
fra binari di luce
in un paesaggio al crepuscolo
per una meta quasi irreale.

Cielo, terra, mare cuore
sono presi in un solo battito
inglobati nell'unica corsa del cosmo
verso un traguardo di fulgore.


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