Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

CHIESE E MADONNE  DI ROMA - V PARTE

Breve itinerario storiografico ed iconografico tra
Chiese e Madonne romane, 
con qualche digressione su immagini devozionali,
preghiere e la vita di alcuni Santi

 

CHIESA DI SANTO SPIRITO IN SASSIA, SANTUARIO DELLA DIVINA MISERICORDIA

Adiacente Piazza San Pietro, la chiesa di Santo Spirito in Sassia, esisteva già nel VI secolo, dedicata a Maria Vergine in Sassia, detta così perchè i pellegrini provenienti dalla Sassonia vi potevano trovare aiuto materiale e spirituale.
Si dice sia stato il re dei Sassoni, Ina del Wessex, in occasione di una sua visita a Roma, a volerlo per i suoi connazionali nella città e l'edificio originario o Schola poteva ospitare un gran numero di ospiti. Si formò, dunque, tutto un quartiere, a loro dedicato, che essi chiamavano burg da cui poi il romano Borgo
Nell'817, sotto il pontificato di Papa Pasquale I, un terribile incendio danneggiò parte dei fabbricati di Borgo, ma il pontefice fece ricostruire la chiesa e la Schola, che tuttavia poi venne saccheggiata e distrutta dai Saraceni. . Tuttavia i pellegrini scemarono con l'inizio delle crociate e l'istituzione decadde finchè, nel 1198 papa Innocenzo III, fece erigere, vicino alla chiesa il primo ospedale di Santo Spirito, affidandone la costruzione e la gestione a Guido di Montpellier, cavaliere templare e già fondatore nella sua città natale della Fraternità degli Ospedalieri di Santo Spirito. L'ospedale, grazie a varie e cospicue donazioni, si ampliò e poteva ricevere un cospicuo numero di ammalati.
Da non dimenticare che lo stesso Papa diede l'avvio alla celebre istituzione della "ruota degli esposti" dove venivano lasciati i bambini abbandonati, seguiti poi dalle istituzioni religiose.

Nel 1475 la chiesa fu unita al vicino ospedale del Santo Spirito per ordine di papa Sisto IV.
Nel 1527, durante il sacco di Roma la chiesa venne danneggiata ma poi ricostruita da Antonio da Sangallo il Giovane, che ne disegnò anche la facciata, con l'approvazione di Papa Paolo III e Sisto V ne fece decorare la facciata dal Mascherino..

 
 

La navata centrale è affiancata da dieci cappelle, tutte riccamente decorate e rappresentanti, per lo più, scene collegate alle guarigioni del corpo e dello spirito da parte di Gesù..
La prima cappella a destra ha un superbo altare ornato di due colonne di alabastro agatato, ove è il quadro di Giacomo Zucca rappresentante la venuta dello Spirito Santo. Anche la tribuna è dello stesso autore.
Il ciborio, ricco di marmi, è attribuito al Palladio.
Vi sono presenti vari affreschi di Livio Agresti, un quadro ad olio del Cavallucci, Cesare Nebbia, Pompeo dell'Aquila, Pierin del Vaga.

 

San Giovanni Paolo II designò Santo Spirito in Sassia come Centro della Spiritualità della Divina Misericordia.
Presso la chiesa prestano servizio le Suore della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia.

 
 

San Luigi Gonzaga

GESU' MISERICORDIOSO

La terza cappella sulla destra è attualmente consacrata alla Divina Misericordia e a Santa Suor Faustina.
Vi si trovano il quadro di Gesù Misericordioso dipinta da P. Moskal dell’anno 1994, la statua di Santa Suor Faustina Kowalska e il suo reliquiario offerto dal Santo Padre Giovanni Paolo II dopo la canonizzazione dell’Apostola della Divina Misericordia.

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La sera del 22 Febbraio, 1931 suor Maria Faustina Kowalska, al secolo Elena Kowalsk (proclamata santa il 30 aprile 2000) annota sul suo diario : 

“La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande.
Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te.
Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. 
Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. 
(...) Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il  pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per  le anime dei peccatori.

Ma la santa non aveva grandi capacità per poter realizzare adeguatamente la sua immagine dipinta. Comunque ella provò, ma inutilmente. Gesù, intanto, la sollecitava, mentre i suoi superiori e onfessori erano in dubbio se credere o non credere a quanto lei andava dicendo... Questo causava una sofferenza a Faustina, anche perchè Gesù le aveva detto che se lei non avesse realizzato quanto richiesto avrebbe avuto una grandissima responsabilità nei confronti di un gran numero di anime che si sarebbero perse...

Intanto la suora era stata trasferita a Vilnius dove il suo direttore spirituale don Sopocko si impegnò ad aiutarla. Parlò con il pittore Eugeniusz Kazimirowski a cui chiese di dipingere secondo i suggerimenti di suor Faustina, impegnandosi a mantenere il segreto e rinunciando a seguire il suo modo di esprimersi per esprimersi, invece, seguendo le istruzioni della suora, che seguiva passo passo il suo lavoro, correggendo o suggerendo ritocchi, cercando di arrivare all'immagine più fedele della sua visione. Ma fu difficile, sembrava che non ci sarebbero mai riusciti. Poi alla fine, ecco, finalmente, l'immagine dela Salvatore Misericordioso, esposto per la prima volta nel 1935.

 

SANTA FAUSTINA KOWALSKA

Helena Kowalska nacque da una laboriosa famiglia di contadini il 25 agosto 1905 nel villaggio di Głogowiec in Polonia, terza dei dieci figli. La sua infanzia fu tutta intrisa di preghiera e devozione a Gesù
A 16 anni, lasciò la casa paterna, per andare a lavorare come donna di servizio in alcune famiglie, ma sentiva già il richiamo della vita religiosa che riuscì ad abbracciare solo nel 1925, dopo vari tentativi presso vari conventi, finchè non entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia, prendendo il nome di suor Maria Faustina.
Si diede ai lavori più umili in varie case della sua Congregazione, non facendo mai trasparire nulla dei suoi straordinari doni divini che andava registrando nei suoi diari, cercando invece di vivere strettamente unita alla volontà di Dio, confidando nella sua misericordia.
Visse in austerità e nel digiuno, vivendo esperienze mistiche e sofferenze spirituali e si offrì come vittima espiatrice per la salvezza delle anime.
Malata di tubercolosi, morì il 5 ottobre 1938 nel convento di Cracovia-Łagiewniki, a 33 anni.

Il culto alla Divina Misericordia, di cui lei era portavoce, si diffuse in Polonia e non solo, durante e dopo la seconda guerra mondiale.
E' stata beatificata da san Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993 e santificata il 30 aprile 2000. I suoi resti sono venerati nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.

 

DEVOZIONE

 

La Cappella era precedentemente dedicata alla Santissima Trinità e a San Filippo Neri, decorata da affreschi del XVI sec. che rappresentano gli evangelisti, mentre sulle colonne sono raffigurati quattro dottori della Chiesa (Agostino, Attanasio, Ambrogio e Giovanni Crisostomo).
Sulla cupola, tripartita, altri affreschi ritraggono: Abramo con gli angeli, Tobia che fa ritornare la vista al padre ed Eliseo guarito dalla lebbra.
Lateralmente all'altare due quadri rappresentano Gesù che ridona la vista a un cieco e che guarisce un paralitico del pittore Livio Agresti.

 
 

 

 

 

 

CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO

Si arriva alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo attraverso una lunga stradina assolata che costeggia la bella villa Celimontana e si arriva ad un largo piazzale che si apre sulla destra, dove si innalza la chiesa, il campaile, un largo prato, la casa Generalizia dei Passionisti.

 
 

Il portico, di stile ionico, è basato su otto antiche colonne

 

Accanto al portone d'ingresso ci sono le statue di due leoni risalenti al XII secolo e si intravvedono ancora le immagini di un affresco coevo.

Viene definita Basilica minore e si trova sul Colle Celio.
Venne fatta costruire dal Senatore Bizante o dal figlio Pammachio verso la fine del 300 su un preesistente fabbricato, costituito da due grandi case, già destinato a Domus Ecclasiae o Titulus, - come si può dedurre dalla presenza di affreschi religiosi e di un altare, diventato poi luogo della sepoltura dei due santi martiri Giovanni e Paolo, due fratelli, ufficiali romani, uccisi, per la loro fede cristiana, proprio in quella casa atttorno al 361-2, sotto l'imperatore Giuliano l'Apostata.

La costruzione della basilica avvenne nel V sec.. Era a tre navate, suddivise da dodici colonne ed una facciata a 5 arcate. Papa Simmaco nel 499 la nomina come Titutlus Pammachii o Titulus Byzanti.
Purtroppo, però venne distrutta dai Visigoti attorno al 410, qualche anno più tardi venne ancora devastata da un terremoto e ancora razziata dai Normanni verso la fine del secolo X.
Fu poi ricostruita con il benestare di vari Papi che vi fecero aggiungere il campanile ed il portico ed ancora agli inizi del 1700, fino ad arrivare, alla riscoperta, verso la fine del 1800, dei sotterranei e nel 1951 all'attuale aspetto, con il recupero della facciata paleocristiana.



La chiesa è affidata ai Padri Passionisti ed il loro fondatore, San Paolo della Croce, è sepolto nella basilica, in una bella e spaziosa Cappella.

Sull'altare un dipinto raffigurante il Santo che arriva tra le braccia di Gesù Crocifisso

L'ascesa al cielo di S. Paolo della Croce

 

L’interno della chiesa è a tre navate, ed è stato restaurato durante il 1700, riutilizzando sedici colonne originarie del IV secolo.
Il soffitto è rimasto intatto, quello cinquecentesco originario su cui compare il notevole affresco del 1255 che rappresenta "Cristo in trono fra sei apostoli" o "Cristo in gloria" del Pomarancio, mentre presso l'altare maggiore, sono conservate le reliquie dei due martiri all'interno di un'antica vasca in porfido.

Sul soffitto, il Cristo in gloria del Pomarancio

 

Pavimento cosmatesco

 

Il grande organo Tamburini, realizzato nel 1964, intervenendo su di un precedente organo del 1856

 


San Pammachio

Probabile fondatore della I Ecclesia o Titulus

San Giuseppe

SS. Martiri Scillitani

Crocifissione

 

San Gabriele dell'Addolorata

 

Agonia di Gesù

Deposizione

 

 

Assunzione di Maria

 

Cappella di Santa Gemma Galgani

Santa Gemma Galgani

Santa Gemma Galgani, nata nel 1878, rimase orfana di madre in tenera età e crebbe a Lucca con il padre ed i fratelli, frequentando la scuola delle Suore Oblate dello Spirito Santo finchè, ridotta in povertà, la sua famiglia dovette trasferirsi per vivere in condizioni precarie.
Afflitta da varie malattie misteriose che indussero i suoi esaminatori a non ritenerla adatta alla vita monastica - avrebbe voluto appartenere all'Ordine dei Passionisti - la Santa ricevette nella sua piccola casa le stigmate e la corona di spine, che sanguivano copiosamente ma che, dopo sua richiesta al Signore, a cui era misticamente unita, scomparvero pur causandole sempre atroci dolori.

Una ricca famiglia di Lucca la ospitò e la sostenne economicamente per circa quattro anni, poi venne tenuta in una casa vicina per paura del contagio della tubercolosi che l'aveva colpita e che lacondusse alla morte, a soli 25 anni, assistita dal suo confessore e dal Passionista Germano Ruoppolo suo primo biografo.

Dopo la sua morte, come lei aveva sperato, a Lucca venne costruito un convento di Passioniste dove riposa il suo corpo. Fu proclamata Beata nel 1933 da Papa Pio XI e Santa nel 1940, da Papa Pio XII.

 

Santa Gemma Galgani

 

Monumento funebre a Franesco Sturbinetti

Busti dei Papi Pio IX, Pio VI e Innocenzo XII

 

La chiesa è molto "gettonata" soprattutto i matrimoni ed è, per lo più, sempre addobbata a tale scopo con arredi bianchi che ravvivano tutto l'ambiente, sovrastato dai preziosi e scintillanti lampadari

 

 

A destra della chiesa si trova il convento degli inizi del XII secolo, situato, come la base dello splendido campanile romanico, sulle fondazioni del grandioso Tempio di Claudio.

All'interno del Convento, ovvero della casa Generalizia dei Passionisti, abbiamo scoperto un piccolo Museo che raccoglie una quantità enorme di reliquie, oggetti. statue, quadri, ecc. ecc. ... una piccola meraviglia...

 
 
 
 

Guardiamo, tra l'ammirato e l'incuriosito, tutti i reperti che ci scorrono sotto gli occhi: quadri, statue, crocifissi, tante reliquie, Vangeli, distintivi, croci, strumenti di penitenza, strumenti chirugici e chi più ne ha più ne metta...

Insomma, un mondo infinito di piccole cose importanti, preziose soprattutto per quelli che le usarono nel loro tempo e per noi destinatari di un così bel tesoro da scoprire...

DISTINTIVI PASSIONISTI

 

STRUMENTI DI PENITENZA

 
 

 

CATENELLE E CILICI

Nell'antichità il cilicio era una veste piuttosto ruvida, grezza e intrecciata con peli di capri, utilizzata soprattutto in Cilicia, solitamente data in dotazione ai soldati romani.

Questo tipo di vestimento venne poi adottato dagli anacoreti cristiani che lo usavano come mezzo di penitenza e successivamente venne usato anche da pellegrini e in alcuni Ordini monastici.

Altro tipo di cilicio, come quelli sopra esposti, è quello realizzato a mò di cinta con corda annodata o più specificamente in metallo con uncini, utilizzata per dominare il corpo, provocando un dolore continuo ma sopportabile.

 

 

RELIQUIE E RELIQUIARI

 
 
 

 
 
 
 
 

 

RELIQUIE DI SAN PIO DA PIETRELCINA

FASCIA SERICA DI SAN PIO X

 

RELIQUIA DI SAN CARLO HOUBEN


Di san Carlo Houben, Passionista, forse un santo poco conosciuto, si dice che fece della sua vita un dono ai suoi fratelli più poveri.

Originario dei Paesi Bassi, nasce nel 1829 in una numerosa famiglia e sin da piccolo sente il desiderio di dedicarsi tutto a Dio.

Entra nel Noviziato della Congregazione Passionista nel 1845 e dopo 5 anni viene ordinato sacerdote e mandato in Inghilterra dove si dedicherà con tutte le sue forze ad alleviare le pene degli uomini che gli stanno accanto e che egli conforta, aiuta e guarisce.

Successivamente sarà trasferito in Irlanda dove assieme ai confratelli e, grazie alla generosità della popolazione, la Congregazione costruirà un convento ed una chiesa dedicata a S. Paolo della Croce.

Qui si occuperà delle anime, confessando, assolvendo, pregando e già si diffondeva la fama di santità di quest'uomo mite e semplice, tanto che veniva chiamato al capezzale di casi disperati, dispensando spesso salute e serenità, preparando i moribondi a lasciare questo mondo, pregando con loro, per loro.

Quando ha un pò di tempo è in ginocchio dinanzi al tabernacolo in profonda preghiera, talvolta cade in estasi, spesso durante la messa.

Affronta con sopportazione varie malattie seguitando nella sua opera, morendo nel 1893. Tutta l'Irlanda lo piange.

Verrà dichiarato beato da San Giovanni Paolo II e nel 2007 proclamato santo da Papa Benedetto XVI.

 


INDUMENTI E RITRATTO DEL BEATO EUGENIO BOSSILKOV

 

SANGUE DEL COSTATO DI S. FRANCESCO DI ASSISI

 

RELIQUIA DI SAN DOMENICO SAVIO

 

MEDAGLIA E RELIQUIA
DEL BEATO CARLO STEEB

RELIQUIE DELLA BEATA ELENA GUERRA
FONDATRICE DELLE OBLATE DELLO SPIRITO SANTO E MAESTRA DI S. GEMMA

 

RELIQUIE DI SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA

 

RELIQUIE DEI CAPELLI DELL'ALLORA BEATA GEMMA GALGANI

Oltre a queste nella Casa Generalizia della Congregazione della Passione di Gesù Cristo sono custodite altre reliquie di Santa Gemma Galgani:

- l'originakle dell'Autobiografia con misteriose bruciature

- i compiti scolastici

- il fazzoletto che asciugò il sangue

- la disciplina e la mantellina

- i breviari usati nella liturgia delle ore con S. Gabriele dell'Addolorata

Inoltre, accanto alla Casa Generalizia dei Passionisti, nella Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo, si può ammirare l'altare di marmo dedicato a S .Gemma per munificenza di Pio XII, già Cardinale titolare della stessa Basilica e Papa della canonizzazione di Gemma.
Ricordiamo anche che nella Sede di Roma, visse e morì P. Germano Ruoppolo, il direttore spirituale di Santa Gemma.

BREVIARI USATI DA S. GABRIELE E DA SANTA GEMMA GALGANI

RELIQUIE DELLA MANTELLINA
DI SANTA GEMMA

 
 

MEDAGLIE

 

VISTA D'INSIEME

 

ALTARE

 

IN TUTTO IL MONDO, AD OGNI MINUTO SI CELEBRA UNA MESSA

 

OPERA DELLA SANTA INFANZIA

 

PAPA BENEDETTO XIV

SAN PAOLO DELLA CROCE

RITRATTO DI SANTA GEMMA

POSATE DI SANTA GEMMA GALGANI

 

CURIOSO REPERTO DI UNA GABBIA CON TORTORELLE OFFERTA DA PIO IX IN OCCASIONE DI UN RITO DI BEATIFICAZIONE

 

CORPO SANTO

 

STATUE

 

SAN VINCENZO DE PAOLI

SANTA MARIA LUISA DE MARILLAC

SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA

 
 
 
 

MADONNA IN PREGHIERA

 

SAN GIUSEPPE IN PREGHIERA

 

BAMBINELLI

VIA CRUCIS

 

I STAZIONE - GESU' E' CONDANNATO A MORTE

 

II STAZIONE - GESU' E' CARICATO DELLA CROCE

 

III STAZIONE - GESU' CADE PER LA PRIMA VOLTA

 

IV STAZIONE - GESU' INCONTRA SUA MADRE

 

VII STAZIONE - GESU' CADE PER LA SECONDA VOLTA

 

VIII STAZIONE - GESU' INCONTRA LE PIE DONNE

 

X STAZIONE - GESU' E' SPOGLIATO DELLE VESTI

 

 

XI STAZIONE - GESU' E' INCHIODATO ALLA CROCE

 

La nostra lunga visita è finita, ma i rimangono negli occhi tutte le belle cose, inusitate, che abbiamo visto, oggetti densi di fede e di spiritualità, di bellezza e di incanto... E' stato un viaggio, breve, attraverso i secoli, ma soprattutto attraverso le anime di questi santi noti e sconosciuti con cui siamo venuti a contatto.

Usciamo fuori, nell'ancor splendida mattinata, con l'anima leggera e quasi tersa da tutta questa trascendenza...

 

Bibliografia

- https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santo_Spirito_in_Sassia
- www.romasegreta.it/celio/ss-giovanni-e-paolo.html

- https://www.faustyna.pl/zmbm/it/chiesa-di-santo-spirito-in-sassia/

 

 

 

 

 

 

 

 

- Chiese e Madonne di Roma - Breve itinerario storiografico ed iconografico tra Chiese e Madonne romane,  con qualche digressione su immagini devozionali, preghiere e la vita di alcuni Santi

 

- I Parte

- II Parte

- III Parte

 

 

- per notizie sulla chiesa dei SS. Silvestro e Martino ai Monti in Roma, vedere - sempre in Religiosità - l'articolo:

- Due santi e una chiesa

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