Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

SANTI... REGALI

 

Nelle prime epoche, la santità regale era essenzialmente un fenomeno politico, legato ai rapporti con la Chiesa e gli stati, soprattutto quelli sorti dopo le invasioni barbariche. Poco interessavano le personali virtù del regnante, bastava che fosse favorevole alla chiesa, elargisse donazioni ai conventi e che riconoscesse l'autonomia della chiesa. Ciò era necessario, per lo più, a conferirgli un'aureola dopo la morte, senza i normali processi canonici.

Successivamente, la chiesa divenne più esigente in questo campo, orientandosi verso la necessità di riscontrare evidenti segni di santità, di qualità personali e di virtù eroiche anche nei sovrani e dal secolo XI, quindi, anche i regnanti vennero sottoposti a queste regole, supportati da una storiografia molto attendibile, forse più di quella di molti martiri e santi vescovi "inesistenti".

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SAN DAVIDE RE

Si può dire che Davide sia il primo Re ricordato come santo. Risalente all'XI-X secolo avanti Cristo, la sua storia è una delle più note: umile pastore, diventerà re d'Israele, combatterà contro il gigante Golia, farà trasportare l'Arca dell'Alleanza a Gerusalemme.
Uomo non comune ma che, purtuttavia, ha poco evidenti nella sua vita i requisiti della santità.
La sua venerazione, generata soprattutto da ciò che si narra nell'Antico Testamento, successivamente adottata dalla Chiesa, deriva dalla credenza che fosse proprio lui l'autore dei Salmi, fondamento della preghiera liturgica ebraico-cristiana.
Tuttavia, non vi sono tracce veritiere letterarie o monumenti o altro che testimonino che sia proprio lui l'autore dei Salmi e gli ultimi studi esegetici attribuiscono la loro stesura ad età successive.

 

 

SAN COSTANTINO

La sua fama è legata alla sua politica nei confronti della religione cristiana, a cui garantì libertà di culto, con l'editto del 313 e alla leggenda della sua visione che gli suggerì di issare i vessilli con il segno di Cristo (In hoc Signo Vincit).

Intervenne come "Vescovo all'esterno" nella controversia ariana e convocò il Concilio di Nicea, costruì grandi Basiliche a Roma, come s. Pietro e s. Giovanni, da lui donata al Vescovo di Roma, che ne fece la sua residenza sino alla fine del Medio Evo. Di certo egli rimase semplice catecumeno sino alla fine dei suoi giorni e fu battezzato solo poco prima di morire.

Il ricordo di Costantino, è indissolubile da quello di SANT'ELENA, tanto che la chiesa Orientale li ricorda insieme il 21/5.

Nella chiesa Occidentale, Elena è considerata Santa a tutti gli effetti e ricordata nel Martirologio Romano il 18/8. Nata a Bitinia, divenne concubina - una situazione "normale" in quel periodo - di Costanzo Cloro e madre di Costantino. Allontanata dalla corte, solo nel 320 le venne concesso il titolo di "Augusta".
Nel frattempo, convertitasi al Cristianesimo, aveva fornito i mezzi per la costruzione di molte chiese in Roma e di una cappella che diventò poi la Basilica di S. Croce in Gerusalemme, in cui sono state raccolte molte reliquie della Passione, tra cui quelle della Santa Croce, che Elena aveva ritrovato in Palestina, dove si era recata in pellegrinaggio e dove morì. Venne poi sepolta proprio in questa chiesa.

 

 

SANTA ADELAIDE

Vedova e Imperatrice. Patrona di Nissen e Augsburg, degli Ancoratori, dei Barcaioli e dei Battellieri. Viene festeggiata il 16 dicembre.

Nacque nel 931 dalla famiglia regale di Borgogna e sposò Lotario II, re d'Italia, ucciso poi da Berengario II.
Adelaide si rifugiò presso l'imperatore Ottone I che la sposò nel 951 e da cui ebbe quattro figli. Dopo la sua morte (973) ella fu la reggente del regno per suo figlio Ottone II e successivamente per il nipote Ottone III.
Infine, si ritirò dalla vita pubblica per dedicarsi solo a Dio e ai poveri, favorendo la riforma monastica cluniacense. Negli ultimi anni si ritirò nel convento di Seltz, in Alsazia settentrionale, dove morì nel 999. Venne canonizzata da Papa Urbano II nel 1097.

 

 


SAN LUIGI IX RE DI FRANCIA ( o SAN LUDOVICO)

Nacque a Poissy nel 1214, figlio di Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, che ne diventò la reggente quando, morto il padre, Luigi - che aveva appena 12 anni - gli succedette. Essa dimostrò grande saggezza e lo aiutò sempre in veste di consigliera. Luigi consolidò la monarchia, sia aiutando il fratello Carlo d'Angiò a conquistare il Regno di Napoli e Sicilia, sia cercando di frenare le pretese d'autonomia delle province e dell'alta nobiltà.
Non sempre approvò i comportamenti della corte papale che sembrava ispirarsi a criteri d'opportunità politica anzichè religiosa.
Devoto alle sante reliquie, acquistò a carissimo prezzo quelle della Corona di spine di Gesù dall'imperatore bizantino e per esse fece costruire la famosa Sainte Chapelle a Parigi, diove fece anche costruire il collegio da cui poi si sarebbe sviluppata l'Università della Sorbona.


Il suo più grande desiderio fu la riconquista della Terra Santa, per cui s'imbarcò dapprima nel 1248, diretto in Egitto con la VII Crociata, ma fu sconfitto, fatto prigioniero e liberato successivamente, a fronte di un forte riscatto a cui contribuì tutta la Francia. Girovagò poi per la Palestina, tornando in patria nel 1254, per preparare l'Ottava e ultima crociata, intrapresa nel 1270, puntando verso Tunisi che venne presa d'assedio, ma dove la peste decimò le truppe e portò alla morte lo stesso Luigi.
Il suo corpo venne riportato poi in Francia dove venne subito ritenuto santo. La sua canonizzazione fu opera di Bonifacio VIII.

 

 


SAN FERDINANDO III

Fu al tempo stesso, uomo d'azione e di cultura: nella sua prima qualità combattè contro i Mori, riuscendo a scacciarli dalla Spagna, mentre Granada sarebbe stata liberata solo nel 1492. Come uomo di ttcultura, fondò l'Università di Salamanca, ancora oggi una delle più importanti di Spagna. Durante il suo regno, sul territorio vennero introdotti i nuovi Ordini mendicanti dei Domenicani e Francescani, che si sarebbero largamente diffusi.
La riconquista, però, creò gravi problemi di integrazione delle varie civiltà, razze e credo religiosi ed era diffusa l'opinione che l'unica cosa possibile fosse la conversione forzata degli "infedeli". Ferdinando si ispirò a questi principi, temperandoli però con umanità e mitezza; non concesse nulla, invece, agli eretici che perseguitò con accanimento. Morì nel 1252 a Siviglia e come testimonianza della sua personalità aperta a tutte le fedi, sulla sua tomba, sita nella famosa cattedrale della città, venne apposta una lapide che recava diciture in castigliano, latino, ebraico e arabo.
Il suo culto rimase a lungo confinato alla sola città di Siviglia, ufficializzato poi dalla canonizzazione effettuata da Clemente X, nel 1671. Lo si ricorda il 30 Maggio





GIOVANNA DI VALOIS

Figlia del re di Francia Luigi XI e di Carlotta di Savoia, nacque nel 1494, piuttosto deforme per via di una gobba e si sentì presto attratta dalla vita conventuale, ma venne costretta ad andare sposa, appena dodicenne, al cugino Luigi d'Orleans.
Morto il padre, ancora minorenne, divenne re il fratello Carlo VIII che però morì giovane e senza figli ed il regno andò al marito di Giovanna, che prese il nome di Luigi XII. Questi, poi, poichè Giovanna non poteva avere figli, ottenne l'annullamento del matrimonio, ripudiò Giovanna che sopportò con rassegnazione ogni cosa e si stabilì a Bourges dove fondò la congregazione delle Annunziatine e dove prese il velo nel 1504, morendo l'anno successivo.

Subito venerata diventò beata nel 1742 e santa nel 1950 ad opera di Pio XII. Viene ricordata il 4 Febbraio.

 

 

SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

Forse è la santa regina più nota e venerata.
Nata nel 1207, divenne sposa a 13 anni del Langravio di Turingia.

Dedita alla carità, aderì al Terz'Ordine Francescano che la considera sua Patrona (assiema a Luigi IX Re di Francia).
Rimasta vedova dovette lottare strenuamente per conservare il trono al proprio figlio. Morì ancora giovanissma nel 1231 e fu canonizzata 4 anni dopo.

Viene ricordata il 19 Novembre.


 

SANT'EDOARDO III

Detto "il Confessore" nacque nel 1003 e salì al trono ancora giovinetto affrontando, tra l'altro, il re Canuto al quale dovette promettere la successione. Morto Edmund, Edoardo si recò in Normandia, mentre sul trono si alternavano altri Re. Nel 1042, Edoardo ritornò a regnare con grande saggezza e virtù; politicamente, però, non era all'altezza della situazione del momento che lo costringeva a fronteggiare i Normanni.

Morì nel 1066 lasciando aperta la strada a Guglielmo il Conquistatore che favorì la sua glorificazione. Fu sepolto nell'Abbazia di Westminster e canonizzato nel 1161 (13/10).


 


SAN GONTRANO

Figlio di Clotario e Radegonda, Gontrano diventò principe di Orleans, fu sempre conciliante e pacificatore nelle varie lotte e controversie che imperversarono nel regno franco. Benchè decisamente animato da umane passioni, riuscì a tenerle a freno e la sua fede fu sincera e profonda e si manifestò essenzialmente con donazioni e creazioni di nuove diocesi in Savoia, erigendo anche un monastero che doveva diventare famoso, dove una pellegrina aveva portato a San Colombano delle reliquie di Giovanni il Battista.

Convocò numerosi Concilii e fu particolarmente benefico verso i Vescovi e le popolazioni a lui sottomesse. Morì nel 592 e fu sepolto a Chalon dove si sviluppò il suo culto, solo a livello locale. Tuttavia il suo nome fu inserito nel Martiriologio Geronimiano e poi in quello Romano. Viene ricordato il 28 Marzo.



 




SAN SIGISMONDO

Fu il primo capo barbaro cristianizzato. Re dei Burgundi, ancora fanciullo, era venuto in contatto con il santo Vescovo Avito che lo convertì e da allora il giovane sovrano diventò protettore della nuova fede, dapprima nel suo territorio, poi in tutto il regno dei Burgundi, dedicando tutti i suoi sforzi alla repressione dell'eresia ariana. Tuttavia, nonostante il suo nobile impegno, istigato e raggirato dalla seconda moglie, che gli fece credere che il figlio avuto dalla sua prima moglie tramasse contro di lui, fece uccidere il giovane, per poi pentirsi amaramente del gesto commesso. Dopo aver pianto su quel figlio innocente, si rinchiuse nel Monastero di s. Maurizio dove visse da penitente.
Tale grave reato fece sì che il suocero del re, Teodorico, ritirasse la propria protezione sul regno dei Burgundi, lasciandolo in balia dei Franchi. Sigismondo venne preso nel suo rifugio e condotto ad Orleans dove fu annegato in un pozzo. Venne quindi considerato un martire e venerato; le sue reliquie vennero portate nel predetto monastero e poi trasferite a Praga. Viene ricordato il !° Maggio.

 

 

SAN DAGOBERTO

Ultimo rappresentante della dinastia Merovingia fu Dagoberto II - spesso confuso con Dagoberto III - che visse nella seconda metà del secolo VII.
Guidato da un maestro di palazzo, poichè il padre era già morto, fu spodestato dal suo trono e relegato in Irlanda, posto in un monastero e tonsurato.
La tonsura della lunga chioma (prerogativa regale della dinastia merovingia) gli impedivano di regnare secondo la tradizione franca, ma alterne vicende lo riportarono sul trono nel 676, accompagnato dal Vescovo di York, che avrebbe voluto trattenere alla sua corte.
Dopo 3 anni di regno, fu ucciso dal figlioccio Giovanni e ritenuto martire dalla tradizione popolare locale. Viene ricordato il 23 Dicembre.

 


SANTA CLOTILDE

Appartenente alla stessa famiglia di Sigismondo, suo zio, era nata a Lione nel 474.
Dopo la morte del padre, si ritirò a Ginevra per vivere umilmente. Nel 492 sposò il re dei Franchi Clodoveo, che era ancora pagano.
Clotilde riuscì a far battezzare il primo figlio che purtroppo morì, mentre Clodoveo ritenne responsabile di questa morte proprio la fede della sua sposa.
Nacque poi un secondo figlio, anche lui ammalatosi gravemente ma, guarito dalle incessanti preghiere della madre, tanto che Clodoveo vide in ciò un segno divino ed abbracciò la fede della regina, facendosi battezzare nel Natale del 496 con i familiari e seguaci.
Dopo 20 anni di matrimonio, Clodoveo morì e Clotilde dovette assistere alle lotte tra i vari figli che volevano assicurarsi il predominio del regno e preferì ritirarsi in un monastero da lei fondato a Tours, dove morì

 


 

CARLO MAGNO

Sia pure limitatamente, Carlo Magno è venerato come santo.
Dopo la dinastia Merovingia, salì al trono dei Franchi quella Carolingia, che prende appunto il nome da Carlo Magno. Primo capostipite della casata fu Sant'Arnolfo, Vescovo di Metz che aveva famiglia e tra i suoi discendenti vi fu quel Pipino il Breve, padre di Carlo, che venne messo sul trono.
Di Carlo Magno si possono enumerare meriti in campo politico, militare ed amministrativo, tanto che fu definito Magno, per la grande considerazione suscitata non solo nei suoi sudditi ma anche in tutta Europa; invece, le motivazioni per cui venne ritenuto santo si fondano soprattutto sulle ottime relazioni con la chiesa francese e romana a cui garantì la liberazione dai Longobardi ed una autonomia politica.

Beneficò la chiesa ma pretese di guidarla anche sul piano teologico e culturale. Impose alla chiesa gallicana l'adozione della liturgia romana, indisse un Concilio che condannò il culto delle immagini, stabilì che ogni cattedrale avesse una scuola per i chierici e alla sua corte di Aquisgrana fondò una scuola palatina.
Ovviamente, se questi erano fattori del tutto positivi, di contro non si potevano dimenticare le guerre, i massacri, le deportazioni e le conversioni forzate. La sua venerazione come santo fu tollerata dalla chiesa, particolarmente in Aquisgrana dove è la sua tomba.

 


SANTA RADEGONDA

Altra santa di quei tempi fu Radegonda, figlia di re, nata in Turingia intorno al 520. Fatta prigioniera dai Franchi, divenne schiava di Clotario di Orleans (figlio di Clodoveo e Clotilde), che le fece impartire un'educazione raffinata e letteraria e poi la sposò, rivelandosi però violento e crudele.

Radegonda sopportò con estrema pazienza il marito che la definiva "più una monaca sottomessa che una regina", ma non sopportò un altro suo eccesso di brutalità, l'uccisione di suo fratello, e si allontanò dalla corte, facendosi ordinare diaconessa da Medardo, Vescovo di Noyons. Si ritirò nel monastero da lei fondato a Poitiers dove era badessa sua figlia Agnese e dove rimase 30 anni, fatta eccezione per un viaggio ad Arles dove si recò per mettere il suo monastero sotto la protezione del Vescovo di quella città.

Radegonda continuò a studiare, approfondendo i Padri della Chiesa e intrattenendo un'amicizia spirituale con il poeta Venanzio Fortunato; fu su ispirazione di Radegonda, che aveva chiesto ed ottenuto dall'imperatore Giustino I delle reliquie della Santa Croce, che Venanzio compose gli splendidi inni: Pange Lingua e Vexilla Regis, introdotti poi nella Liturgia. Forse anche lei scrisse carmi e poemi, ma non se ne ha conferma. Morì nel 587 e il suo funerale fu una sorta di canonizzazione spontanea e il suo culto si diffuse presto in tutta la Francia. E' ricordata il 13 agosto.

 


SANT'ENRICO

Enrico II di Sassonia nacque a Bamberga nel 972 o 973 da Enrico il Litigioso, duca di Baviera e da Gisella di Borgogna. Cresciuto ed educato dal Vescovo Wolfgand di Ratisbona, nel 995 succedette al padre in qualità di duca, nel 1002 venne poi eletto re di Germania, per la morte del cugino Ottone III.
Affrontò Arduino di Ivrea che si era proclamato re d'Italia e lo sconfisse, recandosi poi a Roma da Papa Benedetto VIII assieme alla moglie, santa Cunegonda, da cui i due sposi ricevettero la corona del Sacro Romano Impero.
Ebbe ottimi rapporti con la religione e con la Chiesa, che difese e diffuse, con la fondazione di nuove sedi vescovili a Strasburgo, Magdeburg ed altre e numerosi monasteri, con l'elargizione di elemosine e con la vita di castità che condusse con Cunegonda. Fu osteggiato da alcuni vescovi che venivano a perdere parte dei loro territori ma con l'appoggio del papa riuscì a creare la nuova cattedrale di Bamberga nel 1020. Tuttavia, successivamente, adottò misure politiche e miloitari contrarie allo spirito religioso, quando si alleò con alcune tribù pagane per sconfiggere la Ponia.
Durante un successivo viaggio in Italia si ammalò e, portato nell'abbazia di Montecassino, pare recuperasse subito la salute a contatto con la tomba di San Benedetto, pur rimanendo storpio. Morì a Bamberga il 13 luglio 1024. Non fu santificato a furor di popolo come altri santi sovrani, ma fu oggetto di un normale processo canonico, che si concluse con la canonbizzazione nel 1152.

 


 

SANTA CUNEGONDA

Sposa del re Enrico di Baviera, si dedicò tutta al bene del suo popolo, donando chiese, aprendo monasteri, sollevando la miseria dei poveri.
Calunniata, si sottopose senza rimostranze al "giudizio del ferro rovente" - secondo le leggi del paese - e camminò a piedi nudi su dei vomeri roventi senza riportarne lesioni, confermando la sua estraneità ai fatti che le erano stati imputati. Re Enrico riconobbe i suoi torti ed ella perdonò al suo calunniatore.
Alla morte dello sposo, si ritirò in convento, dedicandosi tutta a Dio per 15 anni di vita monastica umile, modesta, esemplare. Il 3/3/1040 morì e il suo corpo fu trasferito a Bamberga e sepolto accanto all'Imperatore. Venne canonizzata nel 1200 ed è ricordata il 16 giugno.

La chiesa venera anche un'altra Cunegonda (o KINGA secondo la versione polacca del nome). Figlia del Re d'Ungheria, nacque nel 1224 e al pari delle sorelle, Jolanda e Margherita, entrambe beate, si distinse per virtù religiose. Sposa di Boleslav Il casto, Re di Polonia, visse con lui in castità per 40 anni. Rimasta vedova, prese il velo come clarissa nel convento da lei fondato. Numerosi sono i prodigi che le si attribuirono, come la scoperta di miniere di sale.
Nel 1690 divenne beata ed è stata canonizzata da S.S. Giovanni Paolo II. E' Patrona della Polonia e viene ricordata il 24 Luglio.

 


SAN CASIMIRO

Re di Polonia e di Lituania, nato 1458, figlio di Casimiro IV che avrebbe voluto annettere anche l'Ungheria, era più portato alla vita meditativa e religiosa che alle beghe di palazzo. Tuttavia svolse gli incarichi affidatigli dal padre con grande zelo.

Ma quando gli venne offerta la corona regale egli la rifiutò, seguendo i consigli del Papa, accontentandosi di governare la Lituania, tentando con ogni mezzo di portare aiuto ai più derelitti e continuando a progredire nella vita spirituale.
Morì a 25 anni a Grondo nel 1484 e venne subito iniziato il processo di canonizzazione che nel 1521 lo proclamò santo
La sua festa si celebra il 4 marzo.


 


SANTO STEFANO D'UNGHERIA

Nacque intorno al 975 e venne battezzato ancora bimbo. Sposò la sorella dell'Imperatore Enrico II Il Santo, Gisella; ciò contribuì a rafforzare la sua fede, dedicandosi alla conversione del popolo magiaro, concludendo l'opera iniziata dai Santi Cirillo e Metodio.
Divenne re nel 1000, non costrinse i suoi sudditi ad un'evangelizzazione forzata, ma prima di tutto iniziò un vasto lavoro alla base, uniformando le leggi statali ai principi cristiani, cosicchè la trasformazione fu lenta e profonda e portò ad una convivenza civile che si identificava con la vita di fede. Dal Papa ottenne di istituire una gerarchia ecclesiastica creando vari Vescovati ed Arcivescovati, sganciandosi dall'influsso dei vescovi tedeschi, introducendo tra i monaci la riforma di Cluny, che portò ordine, rigore e cultura.
Il suo operato portò l'Ungheria, che era stata il terrore dell'Europa, ad un risveglio culturale ed economico che la avvicinò agli altri Paesi e la chiesa Romana riconobbe gli sforzi compiuti da Stefano a cui concesse il titolo di "Re Apostolico" che i sovrani ungheresi mantennero fino al 1918.
Stefano morì nel 1030, lasciando agli eredi le "Admonitiones", una serie di saggi consigli per meglio governare. Su iniziativa di san Ladislao, suo successore, nel 1083 fu canonizzato assieme al figlio Emerico che era nato nel 1007 e morto giovanissimo per un incidente, dopo una vita virtuosa di obbedienza e di castità.




SAN LADISLAVO

Salì al trono dopo una serie di 7 re succedutisi in un breve arco di tempo, dopo il Santo re Stefano, cercando di restaurare l'ordine in tutti i campi e difendendo la patria.
Fondò monasteri e Vescovati tra cui la Diocesi di Zagabria, la prima della Croazia allora annessa all'Ungheria.
Si apprestava a partire per la Crociata, quando nel 1095 morì.
Venne canonizzato 100 anni dopo e viene ricordato il 27 Giugno.







SANT'EDVIGE

Nata nel 1174 in Carinzia, divenne sposa del Duca di Slesia e Polonia, Enrico. Sull'esempio di altre regine, dopo esser rimasta vedova, fondò un monastero a Trebniza, dove morì nel 1243.
Venne santificata nel 1267 ed è ricordata il 16 ottobre.

 


SAN VENCESLAO (SV. VACLAV)

Venceslao (nome latinizzato dal boemo Vaclav), Principe di Boemia, nacque nel X secolo, in un territorio ancora fortemente pagano, ma fu educato ai principi della fede cristiana dalla nonna Santa Ludmilla e, nonostante la giovane età contribuì alla diffusione del Vangelo presso il suo popolo.
Ancora ragazzo salì al trono, dopo un periodo di reggenza della madre che però gli preferiva il secondogenito Boleslao, di diversa indole.
Essa riuscì a creare tra i due fratelli una tale inimicizia che Boleslao decise di uccidere Venceslao mentre questi si recava, come era solito, in chiesa per le preghiere del mattino-
L'attacco venne però sventato dal giovane che perdonò al fratello ma, tuttavia, i seguaci di quest'ultimo riuscirono ad attuare il proposito.
Apprezzato per la sua coerenza di fede e per le sue altre doti di generosità e di bontà d'animo, è il santo più popolare della Boemia.

 

 




SANTA SOFIA

Santa Sofia, (il cui nome greco tradotto significa Sapienza, Saggezza) è ricordata soprattutto nelle immaginette devozionali insieme alle 3 figlie Pistis, Elpis, Agape (Fede, Speranza e Carità).
Intorno alle quattro martiri c'è un alone di dubbio, perchè più che figure reali sembrerebbero delle figure allegoriche del mondo greco, anche se quattro corpi con questi nomi, sepolti presso la Via Aurelia a Roma, vennero traslati intorno al 760 presso la chiesa di s. Silvestro a Campo Marzio (Roma) e lì venerate.
Infatti sarebbero state martirizzate sotto Traiano
Il loro culto si diffuse soprattutto nell'Europa Orientale, dove moltissime chiese vennero intitolate a santa Sofia, il cui nome venne poi trasformato in Sonja.
Nella chiesa occidentale vengono ricordate il 30 settembre Santa Sofia e il 1° Agosto le figlie.

 

 

SAN LEOPOLDO D'AUSTRIA

Leopoldo III ( o "Il Pio" o "Padre dei poveri", come lo chiamava il popolo), Margravio della Marca d'Austria, nacque a Melk nel 1073 e venne educato alla fede cristiana dal santo vescovo di Passau. Salito sul trono nel 1095, fino alla sua morte avvenuta nel 1136, il santo marchese governò con grande energia e avvedutezza, prodigandosi per la Chiesa, proteggendo i suoi diritti e promuovendo un'azione di riforma atta a rinnovare lo spirito ed i costumi ecclesiastici, elargendo cospicue elemosine, aiutando il monastero della sua città natale e fondando quello di Neuburg, dove poi sarà sepolto.
Nonostante la sua grande religiosità non potè evitare di essere coinvolto nelle lotte per le investiture e rimase fedele all'alleanza con l'imperatore di Germania, Enrico IV, di cui aveva sposato la figlia, sino a quando questi non venne scomunicato dal Papa. Leopoldo si allontanò da lui, seguendone il figlio, Enrico V, che sembrava condividere il suo pensiero ed essere favorevole a Roma, tanto che si era ribellato al padre.
Con la moglie, già vedova di Federico di Hohenstaufen, Leopoldo visse una vita di fede profonda, mettendo al mondo ben diciotto figli che, vissuti in un'atmosfera ascetica, scelsero poi chi il convento, chi il monastero, chi il vescovado.
Regnò per quarant'anni con giustizia, dando al suo regno un periodo di fecondità e di parziale pace, poichè dovette combattere contro il popolo Magiaro che sconfisse. Morto Enrico V gli venne offerto di diventare Imperatore della Germania, ma egli vi rinunciò, preferendo l'Italia, accanto all'Imperatore Lotario III. Morì nel 1136 lungamente compianto e venne canonizzato nel 1485, divenendo Patrono dell'Austria cattolica, della dinastia degli Asburgo, poi Asburgo-Lorena.
Il suo nome è soprattutto legato alla fondazione di quella che, dapprima semplice cappella dedicata alla Vergine, dove c'era una immagine miracolosa della Madonna, divenne poi il Santuario mariano più antico ed importante della Stiria (Austria), conosciuto in tutto il mondo col nome di Mariazell.

Gli Imperatori d'Asburgo e i Granduchi di Lorena che successivamente portarono il nome di Leopoldo, ma ovviamente anche gli altri, ritenevano un onore ed un dovere essere considerati protettori pii e generosi del Santuario; prima di tutto si recavano ad onorare la Madonna in qualità di pellegrini per la sua protezione eppoi, come mecenati, consentirono la realizzazione di varie opere atte a migliorare l'accesso a Mariazell, quali vie di comunicazione, edificazione di chiese, conventi, immagini, nonchè la creazione di biblioteche, opere d'arte ed altro.
San Leopoldo viene spesso raffigurato con un edificio religioso in mano a ricordo delle numerose chiese e dei monasteri da lui fondati. Nella diocesi di Massa Marittima-Piombino il suo culto venne introdotto con la costruzione della chiesa parrocchiale di Follonica, per gli operai delle ferriere del Granduca Leopoldo II che la dedicò appunto al suo santo patrono. La costruzione, in muratura e ghisa è un capolavoro...

 

Vedere Sante Curiosità



 

BEATA ERMENGARDA

Della beata Ermengarda - chiamata anche Trungard o Irmingads, si hanno pochissime notizie certe.
Nata verso l'852-55 da Luigi II il Giovane e da Engelburga di Alsazia, sposò Boso II di Vienna ed ebbe tre figli.
Diventò badessa del convento di Chiemsee.

 

 


 


SERVA DI DIO ISABELLA LA CATTOLICA

Nata nel 1451 da Giovanni II di Castiglia e da Isabella di Portogallo, Isabella venne educata cristianamente, lontana dai fasti e dalle dissolutezze della corte, sotto la guida spirituale dei francescani, diventando poi sposa di Ferdinando, principe di Aragona e Re di Sicilia e regina nel 1474.
Consacrerà il suo regno a Dio, giurando fedeltà alla chiesa ed impegnandosi a far rispettare giustizia e libertà, fondando molte università e collegi ed attuando una riforma degli Ordini religiosi che porterà copiosi frutti spirituali, dando alla Spagna santi e missionari impegnati nell'evangelizzazione delle nuove terre che verranno di lì a breve scoperte, ma anche uomini di cultura.
Durante il suo regno si acuì l'annosa questione dei rapporti tra cristiani ed ebrei, questi ultimi molto numerosi e sotto la protezione diretta dei sovrani che se ne avvalevano nell'amministrazione.
Il problema principale non erano gli ebrei ortodossi quanto i "conversos" cioè quelli passati alla fede cristiana per motivi esclusivamente di convenienza, molti dei quali ricoprivano alte cariche civili ed ecclesiastiche; verso dio essi si scagliò l'Inquisizione, che, con un intervento più politico che religioso, dispose di allontanare gli ebrei dalla Castiglia e dall'Aragona, come era già avvenuto in altre Nazioni.
Importante anche l'impegno di Isabella nella guerra contro i mussulmani che si concluse, dopo anni di combattimenti, nel 1492 con la capitolazione di Granada. La Regina, comunque, garantì ai vinti libertà di culto ed il rispetto di usi e costumi ma, a seguito di numerose violazioni, nel 1502, scaccerà gli irriducibili dalla Spagna.
Nel 1492 si era intanto prodotto un evento straordinario: la scoperta delle Americhe che per la Spagna cattolica rappresenteranno un fertile e vasto terreno su cui seminare e diffondere il messaggio evangelico. Isabella aveva finanziato l'impresa di Cristoforo Colombo con questo intento anche se ciò che avvenne era ben al di sopra di ogni sua aspettativa.

Avendo ottenuto dal Papa Alessandro VI il diritto di governare le nuove terre con il compito di diffondere il Vangelo di Gesù Cristo, ella vi provvederà in ogni modo, impegnandosi ad evitare la schiavitù delle popolazioni del nuovo continente e la conversione forzata e promuovendo una integrazione razziale che darà molti frutti. La Regina e Ferdinando guadagneranno, così, il titolo di Re Cattolici.

Nonostante le sventure che colpiranno figli e nipoti negli ultimi anni della sua vita, Isabella sempre confortata da una fede incrollabile, continuerà a sostenere i suoi impegni fino alla morte, avvenuta nel1504. Rimpianta dai suoi sudditi, la sua fama di santità si accrescerà nel corso dei secoli, fino a che nella prima metà del 1900, verrà chiesta l'apertura della causa della sua beatificazione.





BEATO IMPERATORE CARLO I D'AUSTRIA

Carlo d'Austria, di cui l'Imperatore Francesco Giuseppe I era prozio, fu educato cristianamente e fin dall'infanzia venne accompagnato dalle preghiere di molte persone che lo amavano, poichè da una religiosa stigmatizzata dell'epoca venne profetizzato che avrebbe molto sofferto e che sarebbe stato perseguitato da molti. Carlo ebbe grande trasporto per la Santa Eucarestia e per il Sacro Cuore di Gesù e si lasciava guidare dal Signore in ogni circostanza della sua vita, specie nelle grandi decisioni.
Il 21 ottobre 1911 sposò la principessa Zita di Borbone-Parma da cui ebbe otto figli e che amò con grande trasporto per tutta la vita.
Il 28 giugno del 1914, con l'assasinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono, Carlo prese il suo posto e, a seguito della morte di Francesco Giuseppe, divenne Imperatore d'Austria nel 1916 e incoronato Re apostolico di Ungheria nel dicembre dello stesso anno. Egli si affidò anche in questo caso alla volontà di Dio, vedendo anche in questa via un modo per seguire Cristo e per dare pace e amore ai popoli di cui era il sovrano. Infatti, fu l'unico re ad appoggiare gli sforzi di pace di Benedetto XV.

In campo legislativo emanò leggi giuste, sempre ispirate agli insegnamenti cristiani e il suo agire, al termine del conflitto, evitò una guerra intestina e rese possibile un nuovo ordinamento sociale. Tuttavia, venne esiliato dalla sua terra e mandato nell'isola di Madeira, dove visse poveramente con la famiglia, in una casa poco confortevole ed umida, tanto che si ammalò gravemente, accettando però la malattia e la morte come mezzo di sacrificio per la pace e l'unità dei suoi popoli. Morì il 1° Aprile 1922 con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento.
La sua Beatificazione è avvenuta il 3 ottobre 2004, ad opera di Papa Giovanni Paolo II.


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QUALCHE NOTIZIA, ANCHE SUI VENERABILI E BEATI DI CASA NOSTRA, PRECISAMENTE DI CASA SAVOIA:

 

 

VEN. MARIA CRISTINA DI SAVOIA, REGINA DELLE DUE SICILIE

Nata a Cagliari il 14 novembre 1812, fu subito consacrata alla Madonna dalla madre, consacrazione poi da lei stessa rinnovata, qualche anno più tardi. Nacque mentre i genitori Vittorio Emanuele I di Savoia e Maria Teresa d'Asburgo d'Austria, erano in esilio.
Nel 1815 l'esilio terminò e Maria Cristina, la madre e le altre sorelle (Maria Beatrice, Marianna e Maria Teresa) tornarono a Torino, dove il re le aveva da tempo precedute. Le principesse e soprattutto Maria Cristina, vivevano una vita quasi monacal,guidate dalla regina e dal Padre Giovan Battista Terzi.
Crebbe facendo progressi sia in campo culturale che nella vita spirituale, ma a nove anni, avendo il re Vittorio Emanuele I dovuto rinunziare al trono, ricominciò una vita d' esilio a Nizza, stabilendosi poi con la famiglia a Moncalieri, dove il re morì nel 1824.
Nel 1825, con la sorella Marianna e la madre, si recò a Roma per partecipare ai riti dell'Anno Santo, stabilendosi poi a Genova e conducendo una vita del tutto normale. A 20 anni le morì anche la madre e suo unico conforto rimase Padre Terzi.
Per ordine del Re Carlo Alberto ritornò a Torino, dove però le incomprensioni in cui si venne a trovare a corte la fecero molto soffrire; in lei nacque quindi il desiderio di diventare suora di clausura, ma il suo direttore spirituale la dissuase, essendo a conoscenza dell'intenzione del re di darla in sposa a Ferdinando II di Napoli. Maria Cristina accettò la proposta di matrimonio come volontà di Dio.

Il matrimonio venne celebrato a Genova nel novembre del 1832 e subito dopo gli sposi si recarono a Napoli, dove giunsero il giorno 30, festeggiati a furor di popolo, nonostante una pioggia incessante.
Ferdinando che già regnava da 3 anni, lasciò che essa esternasse - a corte, come anche fuori - la sua grande fede in ogni occasione: a corte leggeva ogni giorno la Bibbia e l'Imitazione di Cristo e rese possibile a tutti quelli che la circondavano di partecipare alla santa Messa festiva. D'accordo con il marito, fece sì che una parte del denaro destinato ai festeggiamenti per il matrimonio, andasse invece a creare una piccola dote per più di 200 giovani fidanzate e molte altre furono le opere di carità da lei effettuate.
Intanto, Maria Cristina soffriva per non aver ancora dato al re un erede; ciò avvenne solo qualche anno dopo, nel 1835 ma, dopo la nascita dell'erede avvenuta il 16 gennaio, il 31 gennaio 1836 Maria Cristina morì per sopravvenute complicazioni, a soli 23 anni, affidando al Re e a Dio il piccolo Francesco.
I suoi funerali furono solennemente celebrati l'8 febbraio e il suo corpo fu tumulato nella Basilica di s. Chiara.
La fama della sua santità, di cui già godeva in vita, si accrebbe ulteriormente e la sua tomba era sempre affollata di gente che accorreva a pregare la "Regina santa'" che già aveva prodotto fatti prodigiosi.
Pio IX introdusse la causa della sua beatificazione nel 1859, dandole il titolo di Venerabile e la pratica seguì l'iter consueto, anche per l'interessamento del figlio, re Francesco II. Il 6 maggio 1937, Pio XI dichiarò eroiche le sue virtù.

 

 

 


BEATA MARGHERITA DI SAVOIA

Nata nel 1390 da Amedeo di Savoia-Acaia, Sovrano del Piemonte, a 13 anni, mentre pensava di consacrarsi totalmente a Dio, riconfermata ancora di più nel suo proposito dall'ispirata parola di San Vincenzo Ferreri, per "ragioni di stato" fu costretta invece a sposare il principe Teodoro Paleologo della Casa Imperiale di Costantinopoli, marchese di Monferrato. Rimasta vedova nel 1408, a ventotto anni, bellissima e ricchissima, rifiutate le nozze con il Duca di Milano, Filippo Maria Visconti, fece voto di castità, entrò nel Terz'Ordine Domenicano, dedicandosi alle opere di carità ed a una vita santa. Nel 1441, con l'approvazione di Papa Eugenio IV, fondò nel proprio palazzo di Alba il monastero di suore Domenicane di s. Maria Maddalena e abbracciò la regola del secondo Ordine. Nutrì la sua vita interiore soprattutto con le lettere di s. Caterina da Siena.
Morì il 23 novembre 1464. Il Pontefice San Pio V nel 1566 ne permise il culto presso il Monastero di Alba e successivamente, Papa Clemente X lo estese a tutto l'Ordine Domenicano, fissandone la memoria al 27 novembre.
Le tre frecce e il capriolo, suoi simboli caratteristici, ricordano due momenti eroici della sua vita santa, spesa tutta nell'amor di Dio e del prossimo più povero.

 

 



BEATO UMBERTO III DI SAVOIA

Figlio di Amedeo III di Savoia, Conte di Moriana e Marchese, Umberto III di Savoia nacque ad Avignana nella prima metà del 1100. Alla vita politica e ai suoi doveri di nobile avrebbe preferito la vita monastica poichè aveva sempre manifestato un carattere profondamente religioso. Tuttavia, per avere un erede si sposerà quattro volte ma dalle prime tre mogli avrà delle figlie femmine; successivamente si ritirerà nell'Abbazia di Hautecombe, da lui fortemente sostenuta, ed infine convolerà a nuove nozze, ottenendo finalmente l'erede maschio. Sostenne economicamente anche molti altri monasteri e fece anche edificare la Precettoria di S.Antonio di Ranverso - poco lontano da Avigliana - affidandola agli Antoniani francesi.
Durante la sua esistenza, lo scenario politico era dominato dal Barbarossa, contro cui si schierò, sostenendo il partito guelfo di Papa Alessandro III, contrario a quello dei ghibellini che sostenevano l'antipapa Vittore IV; la conseguenza fu che i suoi possedimenti vennero invasi più volte e che alla fine Enrico VI lo esiliò, togliendogli molti dei suoi averi. Morì a Chambery il 4 marzo del 1189 e venne sepolto ad Hautecombe, dove successivamente vennero tumulati anche altri conti e duchi dei Savoia.
Venne proclamato Beato da Papa Gregorio XVI, il 1° settembre del 1838.




Le immagini dei Santi Dagoberto, Ferdinando, Gontrano, Ladislao, Luigi IX, Giovanna di Valois, Edmund, Edoardo e sono state fornite da Fabio Arduino.

 


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