Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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L’APE NELL’ARTE


 

L’OMAGGIO DI UN ARTISTA EQUADOREGNO
AD UN ILLUSTRE ENTOMOLOGO E APIDOLOGO ITALIANO


 

Renzo Barbattini, Santi Longo*


Il marmo può Immortalare il prof. Carlo Vidano come maestro dei giovani, ma solo gli allievi, se vogliono, possono tentare di vivere quanto Carlo Vidano ha insegnato loro

I l filo che lega lo scultore equadoregno Mario Tapia al professore Carlo Vidano (1) è rappresentato da un suo ex allievo: il frate marianista Giovanni Onore (2) che, divenuto missionario in Equador, ha riconosciuto il talento artistico di Mario Tapia, nato a Sigchos Latacunga (Ecuador) il 17 ottobre 1967.
Al giovane scultore di statuine in legno nella foresta equatoriale, Onore descrisse la figura del suo docente di Apicoltura e, per affinarne il talento, lo iscrisse alla scuola dei francescani a Quito.
Dopo il conseguimento del diploma in “imagineria” (creazioni in legno con le tecniche tradizionali della scuola Quitegna) presso l’istituto Bernardo Legarda del Banco Central dell’Ecuador, fece iscrivere l’artista all’Accademia di Belle Arti di Carrara, nella quale si è diplomato in scultura, nell’a. a. 1996/1997.
Successivamente Mario Tapia ha intrapreso una brillante carriera di scultore, realizzando bassorilievi e statue in marmo che hanno riscosso unanimi consensi e gli hanno dato fama internazionale, come testimoniato dai premi in importanti concorsi nazionali e internazionali.
La sua statua più nota è quella di Santa Mariana de Jesus Paredes y Flores, canonizzata da Papa Pio XII, nel 1950.


La scultura, benedetta dal Papa Benedetto XVI, nel 2005, è collocata in una delle nicchie che circondano la Basilica di San Pietro.

FIGURA 1 - NUDO DI DONNA

 

Nel luglio 2010, Mario Tapia ha realizzato, durante il II simposio internazionale di scultura tenutosi a Damasco (18 luglio - 10 agosto 2010), nudo di DONNA (fig. 1).

Questa scultura, in marmo di Carrara, presenta alla base un insetto di “fantasia” (un po’ ape, un po’ mosca e un po’ farfalla).

Risaltano l’addome d’ape, cosi i bambini lo possono accarezzare (fig. 2) con tenerezza,. le ali di farfalla, delicate come la femminilità, e gli occhi di mosca, a rappresentare gli uomini che “girano” intorno alla donna.

 

 

FIGURA 2 - INSETTO


 

 

Nel 2011, lo scultore ha partecipato al Simposio sull’Unità d’Italia che si svolto in Sicilia ad Assoro, antico centro medievale, noto perché patria di Marianna Ucria, protagonista del romanzo di Dacia Maraini “La lunga vita di Marianna Ucria”.
La scultura, realizzata sul posto, nel corso dell’estate, raffigura la Madre Terra, avvolta in un mantello, metafora dell’Unità d’Italia dalle Alpi alla Sicilia.
L’omaggio di Mario Tapia, al professore Vidano è un altorilievo (3) in marmo bianco di Carrara collocato il 26 settembre 1997 nell’aula della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, in Grugliasco (TO), intitolata al prof. Carlo Vidano, valente scienziato entomologo.

Il professore (illustre scienziato e docente) è immortalato nell’atto di trasmettere la sua conoscenza a un gruppo di allievi (fig. 3).

 


 

FIGURA 3 - PROF. CARLO VIDANO

 

 

 

Al centro fanno spicco due elementi che hanno caratterizzato gli studi dello scienziato Carlo Vidano: un alveare (fig. 4) e una piantina di vite con una cicalina; egli, infatti, è stato un grande studioso d’apidologia e di Rincoti Auchennorinchi, fitomizi dannosi a molte piante coltivate.

 

 

 

In questo contesto, permeato da una magica atmosfera di ascolto degli allievi, risaltano le mani del docente (con la sinistra afferra un pezzetto di favo con larve d’ape e api adulte, fig. 5); dietro a lui c’è un libro che simboleggia la conoscenza. Di quest’altorilievo esistono due copie, quella sopra citata in marmo di Carrara e una in terracotta collocata nell’Archivio Storico Comunale di Caluso (Torino) il 12 settembre 1998.


Mario Tapia, come del resto fanno tutti gli scultori, ha modellato il rilievo con la creta (nella quale si percepisce la mano dell'artista) e poi lo ha trasferito nel marmo.

 


 

Renzo Barbattini - Università di Udine

 

Santi Longo - Università di Catania

 

 

 


 

 

Nota


(1) All’illustre entomologo e apidologo che, per quasi mezzo secolo ha operato presso l’Università di Torino, e nella quale ha coperto la prima cattedra di Apicoltura in Italia, sono stati dedicati gli Atti del Convegno, svolto a Caluso il 7 settembre 2002, a cura di Aldo Actis Caporale e Alessandra Arzone dal titolo: Carlo Vidano. La figura e l’opera di un entomologo. Nell’opera, alla quale si rimanda, i colleghi dell’Università di Torino e di numerose Istituzioni hanno delineato la figura dell’uomo e dello scienziato che ha dedicato all’Apicoltura mondiale molte delle sue energie e del suo ingegno.

(2) Professore ordinario di Zoologia degli invertebrati presso la Pontificia Università Cattolica di Quito (Ecuador), nonché Direttore del Museo zoologico (QCAZ) e del Centro Diagnostico Entomologico (CDE) della stessa Università. Presiede, inoltre, la Fondazione Otonga attraverso la quale, con una instancabile azione di divulgazione dei temi legati alla conservazione della biodiversità, è riuscito a salvare dalla distruzione 1500 ettari di foresta.

(3) Quest’opera fu realizzata per desiderio della professoressa Alessandra Arzone e del professore Giovanni Onore, allievo del prof. Carlo Vidano (nato a Caluso – TO - il 21/02/1923 e morto a Torino il 19/09/1989). In particolare, per Onore (ora missionario in Ecuador) essa va intesa come segno di gratitudine verso questa grande e semplice persona che fu il suo maestro dando cosi un buon incentivo per la sua vita futura nel campo della biologia e dell’entomologia. L’altorilievo è stato riprodotto su un francobollo dell’Ecuador intitolato Homenaje a Carlo Vidano: certamente uno dei pochi francobolli, nel mondo intero, dedicati a un entomologo.

 

 



Ringraziamento

Si ringrazia per la collaborazione il prof. Aulo Manino (Università di Torino).

 

 

DA

RIVISTA NAZIONALE DI APICOLTURA APINSIEME | MARZO 2019


 

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