Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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L'APE NELL'ARTE

 

L'APE DI MARK RYDEN TRA MISTERO E REALTÀ


Renzo Barbattini, Giuliano Zoppi

 

Mark Ryden è un pittore molto interessante, assolutamente dotato di tecnica e impatto emotivo, ma di difficile catalogazione.

Questo artista è nato il 20 gennaio 1963 a Medford (Oregon, USA) e risiede e opera a Los Angeles (California, USA). I suoi lavori hanno riscosso l’attenzione dei critici d’arte negli anni ‘90 del secolo scorso quando ha introdotto un nuovo genere di pittura, denominato “surrealismo pop”, trascinando in questa corrente artistica numerosi seguaci.

Il fruitore dei suoi dipinti rimane colpito da quanto essi siano infinitamente dettagliati e ricchi (in modo meticoloso), di particolari; in essi l’innocenza dell’infanzia s’incontra con le cavità misteriose dell’anima. Mark Ryden ha ricevuto nel 1987 il Bachelor of Fine Arts, di solito abbreviato in BFA, dall'istituto universitario del Centro di arte del disegno di Pasadena (California USA).


Le sue pitture sono state esposte in molti musei e gallerie, comprese una retrospettiva presso il Museum of art di Pasadena e una “personale” al Museum of art di Seattle e al Museo di arte contemporanea di Los Angeles. Mark Ryden è un pittore molto interessante, assolutamente dotato di tecnica e impatto emotivo, ma di difficile catalogazione: arte contemporanea o arte naif?

 

Anche se i suoi dipinti sono venati di surrealismo (un surrealismo moderno, superficiale, che non coinvolge troppo la mente ma risente del cartellonismo pubblicitario e delle illustrazioni per l’infanzia), dapprima abbiamo pensato di collocare le sue opere nella puntata dedicata all’arte naif, pur distinguendoli da quelli di altri artisti naif (ad es. Ligabue) che si nutrono di altre culture e sono ricchi di più profonde suggestioni.
Il suo gallerista, infatti, dice: “Mark's art is classified as Pop Surrealism. Pop culture, contemporary, surreal.” Questa definizione ci sembra molto appropriata: “Pop Surrealism”.

 

Dalle sue opere emerge costantemente un mondo fantastico, irreale, quasi di sogno, espresso attraverso una tecnica artistica appartenente al mondo del design, tecnica cui sovente fa riferimento la produzione artistica contemporanea. È quindi evidente la vicinanza di Mark Ryden al movimento artistico del Surrealismo per quanto concerne le immagini bizzarre, la creazione di un mondo fantastico, spesso paradossale, a volte dissacrante, che egli evoca attingendo al repertorio della quotidianità e a tutta la tendenza artistica americana di metà Novecento che prende il nome di Popular Art.

 

In questo modo dà vita a una specie di naif moderno, accostabile per questo motivo alla Pop Art americana (Pop infatti deriva da Popular). Anche se alcune recensioni, a proposito dei quadri di Mark Ryden parlano di “Folk-art”, corrente artistica americano che è l’equivalente del naif in Europa, siamo stati propensi a citare questo pittore nella puntata dedicata all’arte contemporanea.

 

Naif è una definizione che si dà in base a una caratteristica dell’artista e non delle opere, nel senso che artista naif è colui che non è artista nel senso professionale, accademico del termine. Poi è vero che le opere degli artisti naif hanno certi tratti in comune tra cui il tratto e i soggetti un po’ “infantili”, ma nel caso di Ryden si può pensare a qualcosa di più studiato.

 

Popolare e giovanile, perché ci sono molti richiami a elementi che piacciono alle ultime generazioni (la bambina ricorda molto Cristina Ricci, ex enfant prodige impiegata spesso in film un po' dark; Leonardo Di Caprio è un famoso attore amato dai giovani!

 

E non è l'unico richiamo ai film: in tutte le sue opere ci sono molti richiami a film horror). E anche se il tratto è infantile secondo noi dietro c’è uno studio ben preciso e un modello che l’artista sta seguendo.

La sensazione generale, comunque, è la profonda tristezza di tutti i suoi dipinti: i personaggi dei suoi quadri denotano una certa tristezza nei volti.

Perché spesso inserisce un'ape nei simboli dei suoi dipinti?

Forse perché l’ape ha il pungiglione ?

Osservando i suoi numerosi dipinti si avverte la sensazione che lui stesso sia simile a un’ape: capace di lavoro instancabile, capace di capolavori, capace di prendere la gente facendo parlare bene o male del suo lavoro, essere educato al rigore con canoni prestabiliti, perfetto e inflessibile, ma armato di pungiglione che con qualche dipinto forte, al momento opportuno lo usa per pungere il suo spettatore. Inoltre, amando l’horror, Mark Ryden spesso mette nelle sue opere insetti giganti (tra cui le api) a turbare i soggetti protagonisti e lo spettatore stesso.

 

Della ricca produzione di Mark Ryden ricordiamo: - Christina (fig. 1) del 1998; - Leonardo Di Caprio (fig. 2) del 1998; - Jimi Hendrix (fig. 3) del 1999; - The Magic Circus (fig. 4) del 2001; - Puella Animo Aureo (fig. 5) del 2001; - The Creatrix (fig. 6) del 2005; - Tree of Life (fig. 7) del 2009.

Troviamo un leggero senso di malvagità negli sguardi dei personaggi .... un po’ da film Horror o da paura.... rimarchevole la pittura, che ormai al giorno d’oggi, non si sa più se sono dipinti o elaborazioni computerizzate.

 

Il nostro apprezzamento va al contesto variegato, ma con apporti apistici, anzi, sembra proprio un tema principale il fatto delle api. Da notare il dipinto con il volto di Jimi Hendrix, il famoso cantante Rock, con 4 mani, una chitarra in fiamme, su una bistecca volante!

 

Tutto ciò fa pensare a una sorta di simbolismo esoterico, dove Mistero e realtà si fondono per dare un messaggio difficile da interpretare. Ripetiamo la domanda: perché spesso inserisce un'ape nei simboli dei suoi dipinti?

Perché non vorrei che questi dipinti siano un messaggio funesto proprio per le Api e di conseguenza le sorti del mondo… !!!



Fig. 1 - Christina (del 1998)

Fig. 2 Leonardo Di Caprio, 1998

Fig. 3 Jimi Hendrix, 1999

Fig. 4 The Magic Circus, 2001

Dalle sue opere emerge costantemente un mondo fantastico, irreale, quasi di sogno, espresso attraverso una tecnica artistica appartenente al mondo del design, tecnica cui sovente fa riferimento la produzione artistica contemporanea

Fig. 5 Puella Animo Aureo, 2001

Fig. 6 The Creatrix, 2005

Fig. 7 Tree of Life, 2009



 

NOTE

 

1) James Marshall “Jimi” Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970) è stato un chitarrista e cantante statunitense. È considerato uno dei più grandi chitarristi della storia della musica, oltre che uno dei maggiori innovatori nell’ambito della chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock (come ad esempio l’heavy metal) attraverso un’inedita fusione di blues, rhythm and blues/soul, hard rock, psichedelia e funky.

 

 

Renzo Barbattini Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali - Università di Udine
Giuliano Zoppi, Pittore

 

 

PUBBLICATO SU Apinsieme, Rivista Nazionale di Apicoltura 5, Aprile 2020

 

 

 

 

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