|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
SAN SIMONE STOCK
|
Identificare questo importante
Santo Carmelitano è un pò difficile,
poichè sembra che gli elementi di due storie
riguardanti due San Simone, si siano fusi nel tempo,
dando origine ad un'unica figura storica. |
Nacque ad Arezzo il 1º settembre
1747 dalla nobile famiglia Redi, fu educata cristianamente
e a 9 anni entrò nel monastero benedettino
di s. Apollonia a Firenze dove rimase fino al 1764. Visse una vita di umiltà,
dedicata al servizio delle sue consorelle come infermiera,
profondamente dedita al Sacro Cuore e a Maria, vivendo
tra contemplazione e azione, rendendo "amore per amore". |
SANTA TERESA MARGHERITA REDI
|
SAN GIOVANNI DELLA CROCE
|
Giovanni de Yepes y Alvarez, nato a Fontiveros, Spagna, verso la metà del 1500, è una delle figure più limpide della famiglia Carmelitana e maestro di vita spirituale. Dopo aver vagato da un luogo all'altro con la mamma, poichè era rimasto orfano di padre, portando comunque avanti i suoi studi, entrò ventunenne nel Carmelo di Medina e diventò sacerdote nel 1567, dopo aver concluso gli studi di umanistica e di teologia. Ma, poichè le sue aspirazioni di una vita veramente povera esteriormente ma ricca intimamente, sembravano non poter realizzarsi in quell'ambito, passò dai carmelitani ai certosini, ottenendo di vivere secondo regole più ascetiche. L'incontro con santa Teresa d'Avila fu decisivo ed egli condivise con lei ed attuò il progetto di riforma dell'Ordine carmelitano, facendo parte del primo gruppo di riformati a Duruelo, dove prese il nome di Giovanni della Croce e svolse vari importanti incarichi, tra cui quello di confessore-governatore del monastero dell'Incarnazione di Avila. Soffrì varie persecuzioni proprio in quell'incarico e venne incarcerato per circa 8 mesi nel carcere di Toledo, da dove però fuggì nell'agosto del 1578. Successivamente rientrò nella carica ma ancora una volta venne esautorato. In carcere scrisse molte poesie, ma le sue opere più importanti ("Salita al Monte Carmelo", "Notte oscura dell'anima", "Cantico Spirituale", "Fiamma d'amor viva") che hanno guidato generazioni di anime verso la contemplazione e che l'hanno reso uno dei più grandi maestri in questo campo, riguardano l'unione dell'uomo con Dio, per mezzo della Grazia, per mezzo di Gesù Cristo: dal gradino più basso a quello più sublime, in un itinerario che prevede la tappa della via di purificazione, di illuminazione e di unione, altrimenti detta dei principianti, proficienti e perfetti. In questo cammino di fede dal "nulla" al "tutto" che è Dio, occorre che l'uomo dia tutto di sé, non con spirito di schiavitù, bensì di amore "Nella sera della tua vita sarai esaminato sull'amore", e "dove non c'è amore, metti amore e ne ricaverai amore". Canonizzato da Benedetto XIII il 27 dicembre 1726, venne proclamato Dottore della Chiesa da Pio XI il 24 agosto 1926 |
Nato a Firenze agli inizi del 1300, dalla nobile famiglia dei
Corsini, ebbe una gioventù spensierata e
oziosa, ma sentì presto il richiamo di Dio
ed entrò nel Carmelo, vivendo una vita di
povertà e di sacrificio. |
SANT'ANDREA CORSINI
|
SANT'ALBERTO, PATRIARCA DI GERUSALEMME
|
Nato in Castel Gualtieri verso la metà
del secolo XII, entrò tra i Canonici Regolari della
Santa Croce di Mortara (Pavia), diventando Priore nel 1180
e successivamente Vescovo di Bobbio nel 1184. |
Secondo antiche fonti, nacque a Gerusalemme da una famiglia di fede ebraica finchè, convertitosi assieme al fratello gemello, al Cristianesimo, non si ritirò in Palestina, sul Monte Carmelo. Con la nuova Regola del Carmelo, istituita e diffusa da san Broccardo, Priore dell'Ordine, che aveva adottato i due voti di povertà e castità, la vita dei carmelitani venne disciplinata in una esistenza eremitica ma non oziosa, in comune ma in silenzio, operosa, materialmente e spiritualmente. |
|
Angelo è annoverato tra i primi
Carmelitani che dal monte Carmelo temigrarono in Sicilia;
infatti, dopo l'ordinazione sacerdotale avvenuta in
Palestina, venne inviato a Roma per sottoporre la
nuova Regola a Papa Onorio III. |
SANT'ANGELO DI SICILIA
|
SANTA GIOACCHINA DE VEDRUNA
|
Nacque il 16 aprile 1783 a Barcellona e condusse
una vita tranquilla e profondamente cristiana sin
da piccola, pregando con il cuore, desiderosa di
dedicarsi tutta a Dio. |
Juana Fernández Solar nacque
il 13 luglio 1900 a Santiago del Cile, da famiglia
benestante e molto pia e l'esempio cristiano dei suo
genitori furono per lei di insegnamento nella prima
infanzia, come pure quello avuto presso l'Istituto
del S. Cuore. Ricevette la Cresima nel 1909 e la Prima
Comunione l'anno successivo; sin da piccola sentì
un'attrazione verso la vita religiosa, così
a 15 anni decise di darsi tutta a Cristo e il 7 maggio
1919 entrò, con l'approvazione dei genitori,
tra le Carmelitane Scalze della cittadina di Los Andes,
prendendo il nome di Teresa di Gesu'. Il Carmelo rappresentava
il suo ideale di silenzio, di contemplazione, di esperienza
interiore, di sacrifico per la Chiesa e per l'umanità
tutta. Vestì l'abito religioso il 14 ottobre
successivo e iniziò il noviziato, ma il venerdì
santo dell'anno successivo s'ammalò fulmineamente
di un'incurabile specie di tifo. Il 5 aprile le vennero
somministrati gli ultimi sacramenti e il 6 emise la
professione religiosa in articulo mortis, morendo
poi santamente il 12 aprile 1920. Aveva trascorso
nel suo amato convento solo 11 mesi, ma era riuscita
a dare il meglio di sè e a diventare un esempio
e proposta per i giovani cristiani. |
SANTA TERESA DI GESU' DE LOS ANDES
|
S. RAFFAELE KALINOWSKI
|
San
Giuseppe Kalinowski nacque il 1 settembre 1835 a Vilna,
da una famiglia polacca di nobili origini. Come tutti i
nobili ebbe un precettore per i primi anni di studio, poi
frequentò l'Istituto dei Nobili, dove suo padre era
professore e direttore. |
*
Il Carmelo annovera tra le sue schiere anche una miriade di Beati, Venerabili e Servi di Dio, tra i quali, figure notevoli sono:
|
Beato Nonio Alvarez Pereira * Nato in Portogallo nel 1360 da famiglia nobile, divenne scudiero di corte e in giovanissima età si sposò ed ebbe tre figli, pur desiderndo una vita dedita a Dio. |
|
Beato Angelo Mazzinghi * Nato a Firenze nel 1386, ricoprì alte cariche nell'Ordine di cui fu più volte priore e fu anche uno dei primi ad entrare nel nuovo "ramo carmelitano riformato" detto "Osservanza delle Selve". Ottimo direttore e padre spirituale, condusse una vita ricca e santa fino alla sua morte avvenuta nel 1438. Molto venerato dai fiorentini sotto il nome di "beato Angiolino". |
|
Beata Francesca d'Amboise * Nata a Thouars nel 1427, sposò Pietro II duca di Bretagna e alla morte del marito, consigliata dal Beato Giovanni Soreth, si dedicò alla vita religiosa entrando nel Carmelo, fondando il primo Monastero Carmelitano in Francia.
|
|
Beato Giovanni Soreth * Nato in Francia nel 1394, si laureò in teologia a Parigi ed entrò nel Carmelo dove ricoprì importanti cariche: fu superiore della sua provincia e Priore Generale dal 1451 fino alla sua morte, avvenuta nel 1471. Nel contempo si prese cura di un monastero di suore delle Fiandre e riuscì ad avare da Papa Nicolò V l'approvazione ufficiale per il ramo femminile del Carmelo e del Terz'Ordine. |
|
Beata Arcangela Girliani
Eleonora Girlani nacque a Trino (Vc) nel 1460 e presto capì quale sarebbe stata la sua vita: tutta dedita al Signore - soprattutto alla Trinità - senza distrazioni, senza affetti terreni. |
|
Beata Giovanna Scopelli * Nata a Reggio Emilia nel 1428, da una famiglia di ardente fede cristiana, decise ben presto di dedicarsi a Dio e,pur rimanendo nella sua casa, visse da reclusa, indossando l'bito del Terz'Ordine Carmelitano. Morì nel 1491. |
|
Beato Bartolomeo Fanti * Nato a Mantova entrò nel Carmelo e successivamente si dedicò, sino alla morte avvenuta nel 1495, alla Confraternita della Madonna, scrivendone le regole nonchè gli statuti della compagnia del Carmine. Era fervido adoratore della SS. Eucaristia e cercava di propagare questa sua devozione con grande ardore. Venne subito fatto oggetto di grande devozione nella sua città e Papa Pio X lo ha beatificato. |
![]() |
Beato Giacobino da Crevacuore Il Beato Giacobino da Crevacuore (o deCanepaciis) nacque attorno al 1440 a Piasca /Vercelli). sin da ragazzo fu attratto dalla vita religiosa ed entrò nel convento del Carmine di Vercelli restando un semplice religioso. |
|
Beato Luigi Rabatà * Di lui si sa ben poco, tranne che, nato ad Erice nel 1443, entrò nel Carmelo di Trapani e venne destinato alla sede di Randazzo dove visse fino alla sua morte avvenuta nel 1490. La sua vita fu esemplare, umile, semplice e dedita Dio ed ai fratelli a cui non faceva mancare i suoi consigli illuminanti. Sembra sia stato ferito a morte con una freccia dal fratello di un uomo che egli aveva cercato di ricondurre sulla retta viala cui cattiva azione egli non volle mai denunciare. dopo qualche mese, a causa di quella ferita egli morì, sempre aderente alla volontà di Dio, senza lamentarsi, sempre sereno, nel 1490. |
|
Beato Battista Spagnoli * Il Beato Battista Spagnoli, detto "il Mantovano", poichè là era nato nel 1447, entrò nel Carmelo detto Mantovano. Là visse dedito a Cristo, ai libri, allo studio e per la sua vasta cultura ebbe importanti incarichi: divenne Superiore Generale dell'Ordine, propose riforme nella Chiesa ed ebbe per questo riconoscimenti da vari Pontefici. Morì nel 1516 a Mantova dove è sepolto, accanto al Beato Bartolomeo Fanti, anch'esso Carmelitano.. |
|
Beati Dionisio della Natività e Redento della Croce Entrato nell'Ordine Carmelitano a Goa nel 1638, dopo una vita di avventure e di viaggi per mare - che lo avevano portato anche in India come comografo ed alla fine l'avevano condotto su quell'isola - Pietro Berthelot, prese il nome di Dionisio della Natività. Arrivati dal sultano dopo poco vennero imprigionati e torturati affinchè abiurassero la loro fede, ma poichè essi si rifiutavano, vennero condannati a morte assieme ad altri cristiani che Dionisio confortò nel momento definitivo, essendo l'ultimo a morire. |
|
Beate Martiri di Compiegne In piena rivoluzione Francese, un gruppo di Suore Carmelitane, spronate dalla loro superiora, Teresa di S. Agostino, offrirono al Signore la loro vita per la pace. Mandate via dal Monastero si ritrovarono disperse in quattro gruppi ma continuarono sempre a pregare per la loro offerta, finchè, denunciate, non vennero imprigionate nella Conciergerie, giudicate sommariamente e condannate a morte per la loro fede "fanatica" e condotte alla ghigliottina, mentre cantavano inni. |
![]() |
Beato Ciriaco Elia Chavara (Kuriakose Elias) Nato nel 1805 a Kainakary, in India, da una famiglia cattolica, diventò sacerdote nel 1829. Morì a Koonammau nel 1871. |
|
Beato Francesco Palau y Quer * Nato in Spagna nel 1811 divenne sacerdote del Carmelo nel 1836 ma dovette subire varie vessazioni da parte del regime politico che lo costrinse a lasciare la sua comunità ed addirittura l'abito carmelitno. Tornato in Spagna nel 1851 fondò in Barcellona una scuola di catechismo "La Scuola delle Virtù", successivamente chiusa, sempre a causa di ragioni politiche e lui ancora perseguitato e tenuto al confino in Ibiza per circa 6 anni. Fonderà, comunque, le Congregazioni dei Fratelli e delle Sorelle Carmelitane, adroprandosi per diffondere il culto mariano e carmelitano. Muore a Tarragona nel 1872. |
|
Beata Maria di Gesù Crocifisso Nata da una famiglia araba in Palestina nel 1846 ma di religione cristiana - rito greco melchita - poichè rifiutava di diventare mussulmana venne ferita alla gola. Per intercessione della Madonna venne guarita e decise quindi di dedicarsi ad una vita claustrale ma infine entrò nel Carmelo di Pau come conversa. |
![]() |
Beata Madre Candelaria de san Josè Fondatrice delle suore Carmelitane Venezuelane. Essa nacque ad Altagracia de Orituco nel 1863 in una famiglia molto devota e, restata presto orfana, si occupò della sua numerosa famiglia e dei suoi fratelli più piccoli, ma non solo. |
Beata Elisabetta della Trinità
|
Elisabeth Catez nacque nel luglio
del 1880 in un paesino presso Bourges (Francia),in
cui rimase sino all'età di 7 anni, quando si
trasferì a Digione dove poco dopo rimase orfana
di padre. Nel 1890 fece la Prima Comunione e l'anno
successivo la Cresima. Era una ragazzina vivace ed
impetuosa ma, accostandosi ai sacramenti, divenne
mite e sottomessa e a 14 anni fece voto di verginità.
Per compiacere la mamma, che era contraria alla sua
idea di dedicarsi tutta a Dio, si applicò allo
studio del pianoforte e frequentò il conservatorio,
riportando brillanti risultati. Nei lunghi anni di
attesa della maggiore età, per poter avere
il permesso materno ed entrare nel Carmelo, diede
esempio a tutti col candore della vita, lo zelo apostolico
e la pietà evangelica. Entrò tra le
Carmelitane Scalze di Digione il 2 agosto 1901 ed
emise i voti nel gennaio del 1903, vivendo la sua
vita monacale immersa in adorazione continua della
SS. Trinità: "Ho trovato il mio cielo
sulla terra, perché il cielo è Dio e
Dio è nella mia anima". Gli anni successivi
furono costellati da molte sofferenze spirituali,
da lei affrontate con ascetica sopportazione, desiderosa
di conformarsi in tutto e per tutto al Crocifisso,
e da una grave malattia che la portò alla morte
nel novembre del 1906. Morendo esclamava:"Vado alla
luce, all'amore, alla vita". |
Beato Tito Bradsma
|
Tito Bradsma nacque in Olanda nel 1881 e, animato
da giovanile vocazione, entrò nell'Ordine
Carmelitano, applicandosi negli studi di filosofia
e storia della mistica, che successivamente insegnò,
divenendo sacerdote nel 1905. Fu nominato poi rettore
dell'Università di Nimega. Nel 1935, essendo
un valente giornalista, venne nominato consulente
ecclesiastico dei giornalisti cattolici. Quando
la dottrina nazista si diffuse in tutta Europa e
soprattutto dopo l'invasione della sua Patria, tentò
con i suoi mezzi di contrastarla, cercando di lottare
contro le leggi razziali e le aberranti deviazioni
che distruggevano ogni libertà nella scuola
e sulla stampa cattolica. |
Beata Apolonia Lizarraga del SS.mo Sacramento
|
Carmelitana della Carità - Vedruna - $° Superiora Generale - 1867-1936 |
******
Nato ad Argigliano, in Toscana, nel 1642, Angelo Paoli, particolarmente dotato di spirito di carità, venne ammesso al Noviziato dei Carmelitani di Siena a 18 anni, dove pronunciò i voti e continuò gli studi, finchè 6 anni pià tardi fu ordinato sacerdote, prestando la sua opera presso il Carmelo di Pisa, poi in Cupoli, Monte Catino e Fivizzano. Aveva una speciale devozione per la Passione di Cristo e provvide a far erigere molte croci sulle colline intorno a Fivizzano e successivamente, trasferitosi a Roma, sua fu l'idea di metterne una al centro del Colosseo, affinchè il sacrificio della Croce fosse sempre presente sotto gli occhi e nella mente di chi passava. Nel 1687, infatti, venne trasferito a Roma, nel Convento presso la chiesa dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, dove rimase fino alla morte. Tutto il suo tempo lo dedicò alla cura dei poveri ammalati del vicino ospedale (era infatti chiamato "Padre dei Poveri") e all'ammaestramento dei Novizi.
Non sopportando la vista del Colosseo, luogo
per lui imbevuto del sangue dei martiri, che era ormai ridotto
ad un posto di bivacco o usato come scorciatoia per i carri
e di notte da rifugio per gente d'ogni genere, chiese insistentemente
a Papa Clemente XI di poterlo sistemare. Il Pontefice, sia
pur titubante, gli diede il permesso ed il frate, con l'aiuto
di volontari, si mise personalmente al lavoro per chiudere
gli archi con delle mura massicce e le porte con colonne
attraversate da grossi ferri. Inoltre, all'interno pose
tre grosse croci di legno ed altre tre le pose a Testaccio,
dopo aver composto - con frammenti e terraglie d'epoca romana
- un colle simile al Calvario.
Papa Clemente XI, come il suo predecessore Innocenzo XII,
gli offrì la porpora cardinalizia, proposta che egli
rifiutò categoricamente perché "sarebbe
stato di danno ai poveri che non avrei potuto aiutare".
Fra gli ammiratori di padre Angelo c'erano cardinali, alti
prelati, nobildonne ed egli utilizzò queste amicizie
altolocate a fin di bene, per realizzare un suo progetto.
Nelle s
ue
visite all'ospedale aveva notato che i malati, specialmente
i poveri, uscendo dalla convalescenza s'aggiravano per la
città ancora deboli e non del tutto guariti. E, come
c'era da aspettarsi, ricadevano ammalati. Fra Angelo il
aiutava collocandoli presso alcune famiglie, ma i malati
erano tanti e allora pensò di costruire un ospizio
per i convalescenti, al fine di ospitarli fino a quando
non fossero stati perfettamente in forma. Così, fra
molte difficoltà e l'incredulità di tanti,
sorse nello "stradone" fra il Colosseo e la basilica
di San Giovanni, un ospizio, aperto ad ammalati e poveri;
ogni volta che arrivava un nuovo ospite, Padre Angelo suonava
un piccolo organo posto in una cappellina dell'edificio,
per festeggiare il nuovo arrivato.
La Provvidenza non faceva mai mancare i benefattori e tanta
era l'abbondanza di pane e vino che arrivavano all'ospizio,
che fra Angelo li distribuiva ai poveri che si radunavano
alla porta del convento di San Martino.
Il convalescenziario, oltre ad essere una fondazione assistenziale,
aveva una forte connotazione sociale: lì i malati,
nell'attesa della completa guarigione, imparavano un mestiere
per potersi inserire nella società, per non essere
di peso. Anche questo è un segno della carità
di Angelo Paoli.
Egli non si fermava mai. Il suo "tempo libero"
lo utilizzava confezionando scapolari della Madonna del
Carmine che poi distribuiva amorevolmente e a chi l'esortava
a riposarsi rispondeva, con delicatezza: “" Il
carmelitano gusta il riposo di San Giovanni, quello che
si gusta sul petto di Gesù, mediante l'orazione!"”
A proposito dei poveri diceva: "Chi strapazza i poveri,
strapazza Dio, perché nei poveri s'ha da riconoscere
Iddio benedetto, e siccome i grandi della terra non si minacciano,
nè si strapazzano, ma, se occorre, si correggono
con rispetto, così occorre fare con i poveri e non
si devono disprezzare né maltrattare con fatti e
con parole, ma, se occorre, correggerli con carità
e con rispetto". E ancora: "Siamo tutti uguali
dinanzi a Dio. Nel mondo si fanno differenze, ma nell'altra
vita chi avrà fatto più bene, più merito
avrà dinanzi a Dio. Poiché siamo tutti figli
di un Padre che ci ama tanto, anche noi dobbiamo amarci
scambievolmente. Ove sono i poveri, ivi è Dio. Chi
cerca Iddio, deve andarlo a trovare nei poveri. Nella povertà
e infermità si ritrova Iddio".
Morì il 17 Gennaio 1720 e nel 1781 Papa Pio VI riconobbe le sue virtù eroiche, anche per via di molti miracoli che gli si attribuiscono, sia in vita che dopo la morte; il Capitolo Generale dell'Ordine, tenutosi a Roma nel 1908, incluse il suo nome tra i Servi di Dio Carmelitani ed appoggiò la sua causa di beatificazione.Il Ven. Angelo Paoli è sepolto nella Basilica dei santi Silvestro e Martino ai Monti in Roma, sotto una lapide su cui è scritto.: "P. Angelo Paoli, padre dei poveri".

O Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, che hai concesso al tuo servo, il ven. Angelo Paoli, carmelitano, la grazia di seguirti generosamente nella via della carità e della giustizia sociale: fa che anch'io sappia rispondere con fedeltà alle esigenze della vocazione cristiana, per fare di tutta la mia vita un canto di lode a Te, nel servizio ai fratelli. Degnati di glorificare il tuo servo Angelo Paoli e concedimi, per sua intercessione, la grazia che ti chiedo... Amen.
******
Sulla sua figura vi sono altre notizie in Collaborazioni:

Oltre quelli liturgici, esistono nella Chiesa altri segni,
legati a un avvenimento, a una tradizione, a una persona.
Uno di essi è presente da sette secoli, è
lo Scapolare del Carmine, segno di fede, di impegno cristiano
e mariano, approvato dalla Chiesa e proposto dall'Ordine
Carmelitano come manifestazione esterna di amore a Maria,
di fiducia filiale in Lei e come impegno ad imitare la sua
vita. Esprime, inoltre, la fede nell'incontro con Dio nella
vita eterna, per intercessione della Madonna e attraverso
una Sua speciale protezione.
La parola "scapolare" indica una stoffa
che i monaci di vari Ordini indossavano sopra l'abito religioso
durante il lavoro manuale. Anticamente veniva chiamato "Breve"
ed era costituito da due strisce di stoffa, a volta ricamate,
entro cui venivano cucite reliquie o immagini benedette
e veniva portato al collo.
Nel Medioevo, molti cristiani si associarono agli Ordini
religiosi allora fondati: Francescani, Domenicani, Agostiniani,
Carmelitani e nel loro ambito sorsero così delle
Confraternite, a cui venivano dati dei "segni" di affiliazione
e partecipazione del proprio spirito e del proprio apostolato,
costituiti da una parte dell'abito: la cappa, il cordone
e lo scapolare, che avevano il significato simbolico di
"portare la croce di ogni giorno", come i discepoli e i
seguaci di Gesù.
In alcuni Ordini religiosi, come nel Carmelo, lo Scapolare divenne segno della loro identità, della loro vita e per gli "associati" venne realizzato, con approvazione della Chiesa, uno Scapolare in forma ridotta, chiamato anche "piccolo scapolare" o "Abitino". Esso non è un segno di protezione magica nè un amuleto nè garanzia automatica di salvezza o una dispensa dal vivere le esigenze della vita cristiana, bensì simboleggia il vincolo speciale dei Carmelitani a Maria, modello del perfetto discepolo di Cristo, esprimendo la fiducia nella sua materna protezione ed il desiderio d'imitare la sua vita di dono a Cristo e agli altri. Si trasformò, così, in un segno mariano.
La Madonna, che ci concede la Sua intercessione
e la Sua protezione, vuole che viviamo alla luce di Dio
ed ascoltiamo e mettiamo in pratica la Sua Parola nella
vita di ogni giorno, pregando e condividendo le necessità
dei nostri fratelli in Cristo. Introducendo alla fraternità
del Carmelo, ci propone l'esempio di Sante e Santi Carmelitani
e ci incita a vivere l'ideale di questa famiglia religiosa:
l'amicizia intima con Dio attraverso l'orazione.
Lo Scapolare del Carmine è imposto da un sacerdote
o da una persona autorizzata.
Può essere sostituito da una medaglia che raffigura
da una parte l'immagine del Sacro Cuore di Gesù e
dall'altra quella della Vergine.
Lo Scapolare impegna a vivere come autentici cristiani che
si conformano alle esigenze evangeliche, ricevono i sacramenti,
professano una speciale devozione alla Santissima Vergine,
espressa almeno con la recita quotidiana di tre Ave Maria.

Le immagini dei:
Beato Nonio Alvarez Pereira - Beato Angelo Mazzinghi - Beato Francesco Palau y Quer - Beato Battista Spagnoli - Beato Luigi Rabatà - Beato Bartolomeo Fanti - Beato Giovanni Soreth - Beata Francesca d'Amboise - Beata Giovanna Scopelli - sono tratte dal sito http://carmelnet.org