Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

L'ANNO SANTO

 

 

La purificazione presso gli egiziani

 

Sin dai tempi antichi gli uomini hanno esaltato la vita eterna, cioè la vita oltre la morte. Gli Egiziani, eminentemente religiosi, prevedevano una vita ultraterrena in cui avrebbe goduto non solo lo spirito ma anche l'anima e il corpo. Si doveva passare nell'altra vita purificati perciò essi ogni giorno si bagnavano nelle acque del Nilo - che si diceva creato dalle lacrime di Iside per la prematura morte di Osiride - e compivano lunghi riti funerari di purficazione.

Anche gli Ebrei credevano alla vita dopo la morte ed avevano anch'essi riti ed usanze che ne esaltavano il valore. Ogni 50 anni, festeggiavano un Giubileo nel primo mese di Tishri (luna di settembre), in cui iniziava l'anno stabilito dal Signore, cioè un anno dedicato esclusivamente alla santità.

Un atteggiamento consimile avevano i Greci durante le feste olimpiche o Olimpiadi che duravano un intero mese ad Olimpia, appunto. Veniva ritenuto un mese di "tregua santa" in cui ogni guerra si fermava. Le feste ricorrevano ogni quattro anni in estate tra luglio e agosto. Dapprima il fulcro delle festività era un giorno solo in cui si sacrificava a Zeus e si faceva una gara di corsa. Più tardi si aumentarono i giorni delle feste e si aggiunsero altre gare. Le feste olimpiche si svolsero per circa un millennio poi vennero sospese dopo la distruzione del tempio di Olimpia da parte dell'imperatore Teodosio II.
I vincitori delle gare olimpiche venivano onorati dai giudici e dal popolo, ad essi veniva donata una corona di ulivo e venivano portati in trionfo.

Il popolo ebraico, però attribuiva al Giubileo una sacralità ed un grande valore di rinnovamento spirituale e materiale.

La legge di Mosè aveva stabilito : "[8]Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. [9] Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. [10] Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. [11 ]Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. [12] Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. [13] In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo. [14] Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. [15] Regolerai l'acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l'ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di rendita. [16] Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo; perché egli ti vende la somma dei raccolti. [17]Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio. (Levitico)".

Alla luna nuova si accendevano sui monti fuochi che sottolineavano l'inizio del nuovo mese. Il Giubileo cominciava con funzioni di penitenza che cessavano la sera del giorno 7 del mese. Allora si suonavano le trombe e si iniziava il giubilo del popolo. Tale ricorrenza era talmente importante e gioiosa che veniva annunciata col suono di un corno d'ariete detto "Yobel" e anche con gesti "sociali" molto significativi: ogni debito veniva rimesso, la terra riandava ai propri padroni, il servo tornava uomo libero.

Anche tra gli Ebrei era in vigore la schiavitù ma non in forma così crudele come presso altri popoli: il padrone non aveva dirittto di vita o di morte su di loro, erano quasi parificati agli ebrei stessi, dopo sei anni di schiavitù venivano resi liberi o, se nel frattempo veniva celebrato un Anno Giubilare, agli schiavi ebrei veniva resa la libertà. Gli schiavi venivano solo distinti tra connazionali e pagani Se si convertivano venivano parificati ad ogni altro ebreo.

Il Giubileo ebraico

Riposo della terra

Liberazione degli schiavi

I Giochi Olimpici

La premiazione delle gare olimpiche

La Chiesa, tenendo conto delle parole di Isaia che annunciava Gesù come "Colui che porta a compimento il Giubileo" essendo venuto a "predicare l'anno di grazia del Signore", riprese quasi in toto questa grande festività ebraica, attribuendole scopi non tanto diversi ma fors'anche superiori - in quanto riguardanti la sorte ultima delle anime - ponendo alcune regole: prima tra tutte quella del pellegrinaggio ai Sepolcri degli Apostoli, la Confessione e la Comunione. Tramite tali pratiche si lucrava un'indulgenza, cioè la remissione della pena temporale per i peccati già rimessi.

La vita della prima chiesa era stata piuttosto precaria ma alla Pentecoste, con la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, essa si rafforzò ed il suo credo si propagò in tutto il mondo, nonostante essa venisse perseguitata sia dagli Ebrei che dai Romani dominatori. Gli Apostoli vennero imprigionati e maltrattati, Giacomo il Maggiore venne ucciso in patria, mentre gli altri si dispersero portando la Parola in tutto il mondo allora conosciuto.

I Romani in Giudea

Il Cristianesimo a Roma

Dal martirio alla libertà religiosa

A Roma il Cristianesimo si diffuse ben presto grazie ai soldati convertiti di ritorno dalla Giudea ed all'arrivo degli Apostoli Pietro e Paolo che diffusero la Parola di Cristo, ma, nonostante il centro dell'Impero fosse disposto ad accettare tutti i culti, nei primi secoli i suoi adepti vennero perseguitati e spesso martirizzati perchè non rinnegavano la loro fede.
Nonostante le persecuzioni, tuttavia, la religione cristiana si diffuse ampiamente e conquistò un suo spazio, grazie all'intervento di Costantino che - secondo la leggenda - benchè non credente, prima della battaglia contro Massenzio, aveva invocato il Dio dei Cristiani che gli si era rivelato facendo apparire nel cielo una croce con la scritta: "In hoc signo vinces". Difatti egli riportò una strepitosa vittoria sui nemici e qualche tempo dopo con l'Editto di Milano (313) diede la possibilità di professare liberamente il Cristianesimo.

L'Anno Santo viene indetto il giorno dell'Ascensione con la lettura della Bolla Pontificia nelle quattro Basiliche (S. Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le mura) in cui si potrà lucrare l'indulgenza giubilare, così come indicato nella Bolla, che indica anche gli scopi dell'Anno Giubilare.

L'inaugurazione del Giubileo avviene con l'apertura della Porta Santa della basilica di S. Pietro da parte del Papa, mentre tre Cardinali aprono, in sua vece, la Porta Santa delle altre tre Basiliche Patriarcali. Il Papa con tutti i cardinali ed altri prelati che recano un cero acceso, inizia la demolizione del muro della Porta percuotendolo per tre volte col martello d'oro, pronunciando le formule di rito. Effettuata questa incombenza, il Papa entra in S. Pietro con un cero acceso nella sinistra e la croce nella destra.

Giubileo del 1300

Nell'epoca moderna le origini dell'Anno Santo risalgono alla fine del XIII secolo. Si narra che nel Natale del 1299 si sparse la voce che chi avesse visitato la Basilica di S. Pietro il 1° Gennaio del 1300, avrebbe ottenuto il perdono dei peccati.
Una folla enorme riempì san Pietro invocando il perdono e il Papa Bonifacio VIII, (Benedetto Caetani 1235-1303), riunito il Concistoro, anche se solo il 22 febbraio 1300, indisse un solenne Giubileo e lo sancì con la Bolla "Antiquorum Habet".
Con tale atto veniva promulgata l'Indulgenza Plenaria e, visto il ritardo, anche l'effetto retroattivo della stessa. Nella Bolla veniva stabilita la remissione dei peccati a chiunque visitasse le due basiliche di S. Pietro e di S. Paolo, pentito e confessato, per ben 15 volte se straniero e 30 volte se romano !!!

La concessione riguardava ogni centesimo anno successivo.
Una gran folla di Pellegrini provenienti da tutto il mondo conosciuto, sfidando ogni pericolo ed ostacolo, affollò Roma, dove si procedette a lavori straordinari, quali l'apertura d'una nuova porta nelle mura che circondavano la città e l'approvvigionamento di viveri e granaglie per sfamare tanta gente.

Il Papa era stato gratificato dalla celebrazione del primo Giubileo ma questo non servì a risparmiargli quello che venne poi chiamato "lo schiaffo o oltraggio di Anagni" avvenuto, sembra, per mano di Sciarra Colonna che sosteneva il re di Francia Filippo il Bello, il quale pretendeva che il Papa ritirasse la bolla di scomunica emessa nei suoi confronti.

Molti furono i personaggi illustri che, confusi tra gli altri, compirono le pie devozioni, tra di essi il fratello del re di Francia e il sommo poeta Dante Alighieri, che ricorda quest'avvenimento anche nella sua Divina Commedia:

(Inf.XVIII,28-33):

"Come i Roman, per l'esercito molto
l'anno del Giubileo, su per lo ponte,
hanno a passar la gente modo colto,
che da l'un lato tutti hanno la fronte
verso 'l castello e vanno a Santo Pietro
da l'altra sponda vanno verso 'l monte.

Per abbellire San Pietro vennero chiamati insigni pittori: Giotto per eseguire in San Pietro degli affreschi nell'abside, andati poi perduti e Cimabue per affrescare la tribuna di San Giovanni.

Oltre a Dante, anche Giovanni Villani, alla fine del XIII secolo, menzionò questo fatto nel suo "Notizia Seculi":
"Negli anni di Cristo 1300, secondo la natività di Cristo, con ciò fosse cosa che si dicesse per molti che per addietro ogni centesimo d'anno della natività di Cristo il Papa ch'era in quei tempi, faceva grande indulgenza in questo modo: che qualunque Romano visitasse infra tutto il detto anno, continuando trenta dì, le chiese de' beati apostoli Santo Pietro e Santo Paolo, e per quindici dì l'altra universale gente che non fossero Romani, a tutti fece piena e intera perdonanza di tutti i suoi peccati, essendo confesso o si confessasse, di colpa e di pena.

E per consolazione de' cristiani pellegrini, ogni venerdì o di solenne festa, si mostrava in San Pietro la VERONICA del sudario di Cristo...".
La "Veronica" era una reliquia conservata nella Basilica di S. Pietro e la tradizione vuole che fosse una pezza di stoffa quadrata con impresso il Volto del Cristo.
Il panno sarebbe stato offerto a Gesù da una donna (chiamata poi Veronica, si tralascia qui il vero significato dell'appellativo, n.d.r.) durante la salita al Calvario. Tale immagine divenne anche il distintivo dei Pellegrini, i quali usavano cucire una medaglietta quadrata sul cappello o sui vestiti, a ricordo appunto della Veronica, da qui il nome di "Quadrangola" con cui veniva chiamata tale medaglietta.
Per dare una dimensione dell'avvenimento basti pensare che Roma all'epoca contava circa centomila abitanti, si narra che i pellegrini che vi giunsero fossero due milioni !
Narra ancora il Villani: "E fu la più mirabile cosa che mai si vedesse, che al continuo, in tutto l'anno durante, avea in Roma oltre al popolo romano ducentomila pellegrini, senza quegli che erano per gli cammini andando e tornando". "[...] ed io il posso testimoniare, che vi fui presente e vidi [...] con molta pazienza e sanza romori e zuffe".
Merita di esser riportata anche la testimonianza circostanziata di un cronista parmense: "[...] maschi, femmine, chierici, laici, religiosi, religiose e monache andarono a Roma da tutta la Lombardia, dalla Francia, dalla Borgogna, dalla Germania, dalle altre regioni e da tutte le terre cristiane, infiniti baroni, cavalieri e nobili dame e altri senza numero dell'uno e dell'altro sesso, d'ogni condizione, stato, ordine, dignità, andarono a Roma per il giubileo. Ogni giorno, a tutte le ore, sembrava che un intero esercito percorresse la via Clodia e i campi d'intorno".



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I Giubilei successivi fanno parte della Storia della Chiesa. Papa Bonifacio VIII aveva stabilito che essi avessero luogo solo negli anni centenari, ma già Papa Clemente VI (1342-1352), indicendo quello del 1350, fisserà una scadenza cinquantennale, con un richiamo alla tradizione giubilare ebraica, sollecitato nel suo esilio di Avignone da una folta schiera di nobili romani. Dell'ambasceria faceva parte anche il Petrarca che poi si avvierà verso Roma in vesti di pellegrino.
Egli scriveva: "Viene gente da tutte le parti: cimbri, iberi, greci, britanni, ciprioti, irlandesi, daci, svevi: e tu, italiano, te ne starai?".
Anche Brigida di Svezia, principessa e santa, insieme alla figlia Caterina, parteciperà devotamente al giubileo.

In questa occasione venne aggiunta la Basilica di S. Giovanni alle due già previste, come meta dei pellegrinaggi.

Santa Brigida


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Negli anni successivi la storia d'Europa e della Chiesa fu tormentata da guerre, pestilenze e scisma. I giubilei del 1390, 1400 e 1423 non raccolsero quindi le grandi folle e l'entusiasmo dei due precedenti. L'intervallo dei Giubilei, infatti, venne ridotto prima a 33 anni, dopo la decisione di Papa Urbano VI (1378-1389), in ricordo della durata della vita terrena di Cristo, per arrivare poi alla definitiva scadenza venticinquennale con la bolla Ineffabilis Providentia, di Papa Paolo II (1464-1471), del 17 aprile 1470.

Giubileo del 1390

Porta Santa in San Giovanni in Laterano

E' questo un giubileo completamente atipico e può essere definito "della Chiesa divisa" in quanto erano regnanti due papi : uno a Roma, Bonifacio IX (1389-1404) che indisse il Giubileo; l'altro, Clemente VII (1378-1394), ad Avignone, che proibì ai propri fedeli francesi e spagnoli di partecipare.
Tuttavia l'afflusso fu imponente e Bonifacio IX si vide costretto a protrarre il perdono straordinario a tutto il 1400.
Venne anche aggiunta la quarta Basilica: S. Maria Maggiore.
E' nelle cronache di questo Anno Santo che si trova per la prima volta un riferimento alla Porta Santa di S. Giovanni e alle cerimonie ad essa correlate.

 

Giubileo del 1423


Il Giubileo venne indetto da Papa Martino V (1417-1431,) dopo aver ricomposto l'unità della chiesa ed avere riportato la sede a Roma. Le cronache narrano che i Pellegrini stranieri furono molti di più di quelli italiani.

Giubileo del 1450

Niccolò V

Venne indetto da Niccolò V (1447-1455), un Pontefice umanista, che proprio in quell'anno canonizzerà San Bernardino da Siena e si incontrerà con Santa Rita, giunta a Roma con le consorelle.

Sono questi gli anni della espansione turca e dello scisma della chiesa greca.
Tuttavia è uno degli Anni Santi passato alla storia per il numero impressionante di pellegrini.
Scriverà Vespasiano da Pisticci: "[...] erano le strade piene in modo che [gli uomini] parevano formiche".

Santa Rita



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Giubileo del 1475

Si svolse sotto il Papato di Sisto IV che, per rendere Roma più bella, avviò molte opere edilizie: fece restaurare molte chiese antiche, come per esempio Santa Maria del Popolo, fece ristrutturare e pulire strade per l' arrivo dei molti pellegrini, ricostruì l'ospedale di Santo Spirito in Sassia.
Altra importante iniziativa del Pontefice fu la fondazione della Biblioteca Vaticana.
Il nome di Sisto IV, inoltre, è legato ad uno dei monumenti più famosi del mondo, la Cappella Sistina, che fu del tutto ricostruita tra il 1473 e il 1474. Fu inoltre riattivato il condotto dell'Acqua Vergine, prolungato dal Quirinale alla Fontana di Trevi e ristrutturato il ponte che da lui prese il nome di Sisto.
Dopo questo Giubileo, la città assunse uno stile rinascimentale e moderno, diventando così completamente diversa

Giubileo del 1500

Fu un Giubileo molto importante, indetto da Papa Alessandro VI (1492-1503) a pochi anni dalla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo.
Il Papa lo annunciò solennemente dalla Loggia delle Benedizioni e il 22 dicembre vi fu l'inaugurazione dell'Anno Santo; per la prima volta il Pontefice aprì la Porta Santa, simbolo di Cristo, Porta attraverso cui entreranno i giusti.
Il Papa usò il martello per battere tre colpi contro il muro che chiudeva la Porta Santa e alla chiusura dell'Anno Santo utilizzò una cazzuola per innalzarlo di nuovo.
Inizialmente questi due utensili erano proprio quelli usati dai muratori e i colpi dati non erano del tutto simbolici. Quasi subito però, essi divennero oggetti artistici e preziosi. Nel 1525 erano d'oro e nel 1575 d'argento dorato con il manico di ebano.

Le strade di Roma erano affollatissime e soprattutto il ponte S. Angelo non riusciva a contenerne la massa; vi fu uno spaventoso incidente causato da cavalli imbizzarriti che travolsero molta gente.

Benchè vecchio e malato, al Giubileo partecipò anche Michelangelo Buonarroti, che ottenne dal Papa il permesso di fare il giro penitenziale delle Basiliche a cavallo.



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Giubileo del 1525

Sono anni tremendi per la Chiesa: infatti questo Anno Santo indetto da Papa Clemente VII (1523-1534) cade a cavallo tra una nuova divisione della Chiesa, dovuta alla Riforma Protestante iniziata da Martin Lutero e una Riforma interna cattolica, relativa al Concilio di Trento (1542-1564) ed alle sue conseguenze applicative.

I Turchi premevano dall'oriente, Carlo V di Spagna si batteva contro la Francia ed il re d'Inghilterra accampava pretese assurde.


Dopo la sconfitta dei Francesi a Pavia, squadre di tedeschi e spagnoli depredarono Lombardia, Veneto e Romagna, mentre orde di Lanzichenecchi scesero in Italia ed occuparono Roma saccheggiando, distruggendo, trucidando e irridendo al Papa che intanto con molti altri cittadini romani si era rifugiato in Castel S. Angelo.

 

Giubileo del 1550

Una bellissima istituzione, la Confraternita della Trinità, fondata da San Filippo Neri nel 1548, si occupava di soccorrere i pellegrini malati o in difficoltà e, successivamente, i convalescenti usciti dagli ospedali che avevano ancora bisogno d'aiuto.

Giubileo del 1575

Indetto da Papa Gregorio XIII (1572-1585) è rimasto famoso per l'imponente partecipazione numerica e per lo spirito di penitenza di cui fu impregnato, per la cura e la devozione con cui venne organizzato e soprattutto animato.

Ebbe una grande importanza perchè fu la manifestazione dell'opera di riforma iniziata con il Concilio di Trento e perfezionata in seguito anche grazie ai numerosi Santi che vissero in quel periodo.

Tra gli altri, anche il Cardinale Carlo Borromeo, venuto a cavallo da Milano, che arrivò in tempo per l'apertura della Porta Santa e che successivamente, incurante di onori e di ossequi, si recò a piedi nudi in visita alle Basiliche ed alla Scala Santa.

Giubileo del 1600

Il Papa Clemente VIII recava la Comunione agli infermi e trascorreva intere nottate a san Pietro in preghiera. In quell'anno il Tevere straripò con gravi danni e il Cardinale Aldobrandini si pose alla testa dei soccorritori. All'Albergo dell'Orso, si scoprì che un umile pellegrino vestito di sacco era, nientemeno che, il Cardinale Andrea d'Austria. Riconosciuto e condotto al Palazzo Pontificio, si ammalò, spirando pochi giorni dopo tra le braccia del Papa.

Un giorno scoppiò un tumulto presso la chiesa di san Marcello dove, tra la folla, era nascosto un eretico. Ma il giorno di Pasqua, ben 36 Luterani implorarono dal Papa perdono per la loro eresia; uno di essi era Stefano Calvino, parente del più famoso eretico di Ginevra. Il Papa gli impartì la Cresima.

 

 

Giubileo 1650

Per quest'occasione, il Papa Innocenzo X fece restaurare grandiosamente la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Tre dame per ogni rione andavano visitando le case, per cercare alloggi, danari e soccorsi e lavoro per i pellegrini. Il Carnevale venne sospeso e si fecero invece grandiose e solennissime feste religiose.

Giubileo 1675

Un'ospite d'eccezione fu presente all'apertura della Porta Santa: la Regina Cristina di Svezia.

Giubileo 1700

Fra gli ospiti di maggior riguardo del Papa è il Granduca Cosimo III che il Papa Innocenzo XII accoglie benevolmente. Cosimo regala al Papa una splendida immagine della SS.ma Annunziata e il Papa a sua volta gli regala la sedia su cui era stato mozzato il capo di S. Stefano.

Giubileo del 1750.


Una Croce fu innalzata
nell'arena del Colosseo.

 

Giubileo del 1775

Indetto da Papa Pio VI (1775-1799), si svolse in principio a Porte Sante chiuse, a causa della "Sede Vacante" e viene ricordato per il clima anticlericale e razionalistico serpeggiante per tutta l'Europa, dominata dall'Illuminismo che osteggiava in modo tangibile la Chiesa. Purtuttavia, la massiccia partecipazione dimostrò quanto la Fede Cattolica fosse profondamente radicata nell'animo.


Giubileo del 1825

Questo Giubileo è ricordato oltrechè per la partecipazione di un gran numero di pellegrini anche perché non era stato possibile indire quello del 1800, dopo l'esplosione della Rivoluzione Francese e la conseguente persecuzione della Chiesa da parte della Francia, prima repubblicana e poi napoleonica. Papa Pio VII (1800-1823) eletto proprio nel 1800, in esilio a Venezia, festeggiò il rientro a Roma proprio indicendo questo Anno Santo.

A causa di un incendio alla Basilica di San Paolo, Santa Maria in Trastevere verrà elevata al rango di Basilica Patriarcale.

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Giubileo del 1875

Questo Giubileo, indetto a Natale dell'anno prima è fortemente voluto da Papa Pio IX (1846-1878) che non ha potuto indire e quindi celebrare l'Anno Santo del 1850, a causa di sommovimenti rivoluzionari che investirono l'Italia negli anni 1848-1849 e che portarono sul piano ecclesiale all'esilio del Papa e sul piano sociale alla Repubblica Romana. (1949). Questo giubileo venne celebrato in Roma, ormai Capitale del Regno d'Italia.

Giubileo del 1900

Indetto da Papa Leone XIII (1878 - 1903), anche per arginare le convinzioni culturali dell'epoca, improntate al progresso,che sostenevano che la morale cattolica e la religione in genere, ormai sorpassate, avrebbero dovuto sparire, ebbe inizio alla vigilia di Natale del 1899, con il Papa ormai novantenne che aprì la Porta Santa, con un martello d'oro, fabbricato a spese dei Vescovi di tutto il mondo.
Verrà caratterizzato da uno straordinario afflusso di pellegrini provenienti anche dalle Americhe e dalla canonizzazione di San Giovanni Battista de La Salle e da quella di Santa Rita da Cascia. Nonostante alcune iniziative anticlericali, l'impatto sugli animi sarà rilevante. Anche Oscar Wilde, subì il fascino dei riti e della figura del vecchio Papa: "...Era meraviglioso mentre sfilava di fronte a me portato sulla sua sedia gestatoria, non era né carne né sangue, ma un'anima candida vestita di bianco, un artista ed un santo".
Alla chiusura dell'Anno Santo, il Papa volle che sulla Porta fossero murati 20 mattoni, raffiguranti le Regioni d'Italia.

 


Giubileo del 1925

I devastanti avvenimenti politici che sconvolsero l'Europa nei primi anni del nuovo millennio (la Rivoluzione Russa (1917) che getterà le basi per la nascita del Comunismo, la Grande Guerra che coinvolgerà mezzo mondo e l'avvento del Fascismo, con la Marcia su Roma avvenuta nel 1922, fanno da terribile sfondo a questo primo quarto di secolo. Il Papa Pio XI, appena eletto al soglio di Pietro, nella sua prima enciclica, Ubi arcano, "sulla pace di Cristo nel regno di Cristo", del 23 dicembre 1922, annuncia il Giubileo del 1925, con carattere prevalentemente missionario. Esso riunirà a Roma un numero imponente di cristiani di ogni popolo e razza, provenienti da ogni parte del mondo.

Il Papa definirà così il Giubileo : " Si suole chiamare Anno Santo perchè s'inizia, si svolge e si chiude con riti sacri e perchè adatto quanto mai a promuovere la santità dei costumi",

In questa occasione, vi sarà la proclamazione di molti Santi e Beati, tra i quali santa Teresa del Bambin Gesù, San Giovanni Battista Maria Vianney, San Giovanni Eudes e la Beata Bernadette e si svolgerà una Mostra Missionaria destinata a stimolare tutti sull'argomento.



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Vi saranno poi 2 Anni Santi Straordinari, quello del 1929 - quasi a sancire il Concordato e i Patti Lateranensi, firmati con lo Stato Italiano l'11 febbraio di quello stesso anno - e il secondo nel 1933, in ricordo dei 33 anni di Cristo, quasi a contrastare il diffondersi delle idee ed opere dei regimi fascista e nazionalsocialista.

In quell'anno verrà canonizzato san Giovanni Bosco, che si può definire "apostolo missionario".

Anno Santo 1933


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Giubileo del 1950

Il Giubileo avviene dopo i terribili avvenimenti provocati dalla Seconda Guerra mondiale, dalla divisione del mondo in due blocchi granitici e dalla successiva guerra fredda, che forse hanno risvegliato negli uomini desiderio di pace e di conversione.
L'afflusso dei fedeli, che si conta nell'ordine dei 3 mlioni, è quindi enorme; ancor più poichè in quell'anno avviene la proclamazione del Dogma dell'Assunzione al cielo della Madonna e la proclamazione a Santa di Maria Goretti, martire della purezza.

Nella Preghiera per l'Anno Santo del 1950, Pio XII augurava: " che l'Anno Santo sia per tutti un anno di purificazione e di santificazione, di vita interiore e di riparazione, l'anno del gran ritorno e del gran perdono". Dal giubileo il Papa si attendeva l'avvicinamento dei fedeli a Cristo, la pace universale, in particolar modo in Terra Santa , la distensione degli animi e il sollievo di tutti gli indigenti.

L'avvenimento è sottolineato da una vastissima azione di divulgazione a mezzo stampa, tramite la produzione di immagini (cartoline, immaginette, medagliette, quaderni, libri, opuscoli, ecc.), da varie serie di francobolli, nonchè di interessanti "Vignette" (o chiudilettera).



Anche le mitiche Figurine Liebig esalteranno questo Anno Santo e la figura di Papa Pacelli.

Papa Pio XII

Il Papa indice il Giubileo

Funzioni papali

L'apertura della Porta Santa

Benedizione dalla loggia Vaticana

Apoteosi del Cristianesimo


Giubileo del 1975

In un'atmosfera pervasa da un'aria di rinnovamento, a volte non sempre positivo, portato dal Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-65), che aveva investito tutta la Chiesa e i fedeli, il Papa Paolo VI già nel 1973 annunciò che la tradizione sarebbe stata rispettata, proprio per venire incontro ai bisogni spirituali della nuova società che si era andata formando nell'ultimo quarto di secolo, più che mai bisognosa di conversione. Questo Anno Santo venne denominato "del Rinnovamento e della Riconciliazione". Grazie alla Televisione, la sua apertura e chiusura vennero trasmessa a tutto il mondo e si calcolò un'affluenza dicirca 10 milioni di pellegrini.
Durante l'Anno fu inaugurata una grande mostra sulla storia dei Giubilei, ad iniziare dal 1300.



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Giubileo Straordinario del 1983

Nel 1983, in occasione del millenovecentocinquantesimo anniversario della Redenzione, Papa Giovanni Paolo II proclamò un Anno Santo straordinario.
Per la prima volta nella storia della Chiesa, le Catacombe furono inserite tra le mete ufficiali del Giubileo. Il 16 ottobre di quell'anno, il Papa affidò e consacrò il mondo alla Madonna di Fatima, insieme ai Cardinali e Vescovi partecipanti al Sinodo.
Nel dicembre di quello stesso anno, Giovanni Paolo II visitò nel Carcere di Rebibbia, Alí Agca, che il 13 maggio 1981 aveva attentato alla sua vita.



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Grande Giubileo del 2000

Il grande Giubileo del 2000, svoltosi sotto il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II e preceduto da una preparazione di 3 anni, è stato caratterizzato da una grandissima partecipazione mumerica, ma soprattutto spirituale, da parte dei fedeli di tutto il mondo, sopraggiunti in Roma. Una gran parte di questi erano giovani che precedentemente erano intervenuti alle Giornate Mondiali a loro dedicate da Papa Wojtila, ideatore degli incontri.
Giovanni Paolo II, come sua consuetudine, è riuscito a sensibilizzare non solo questi ragazzi ma anche adulti ed anziani, che si sono sentiti interpellati in prima persona e coinvolti nel cammino della Chiesa, a ricercare un cambiamento di vita, a proiettarsi verso una comunione universale, portando il messaggio di Cristo Risorto, esortati dalle parole del Santo Padre che li aveva invitati ad "...alzarsi e rivestirsi di luce perchè la gloria del Signore brilla sopra di noi. Se pure tenebre di ingiustizia e di violenza ricoprono la terra, se anche la nebbia fitta dell'egoismo avvolge le Nazioni, tuttavia su di noi risplende il volto del Signore e la sua gloria appare su di noi...".

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