Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

ADELINA ZANDRINO

ILLUSTRATRICE DECO'

 

Adelina Zandrino lavora ad una delle sue opere

 


Prima di tutto debbo fare una premessa che è davvero necessaria ed importante per visualizzare meglio la figura di una grande artista quale è Adelina Zandrino.

Fino a poco tempo fa, pur avendo formulato una domanda a me stessa e a tutti voi che leggete, anche grazie all'apporto di un cortese estimatore della pittrice che mi ha regalato due aneddoti (che potete leggere a fine pagina) e che si chiedeva: " sono veramente della pittrice i santini emessi dalle Case Editrici Ar e Fratelli Bonella, o si tratta dell'opera di un suo cugino?", sinceramente non avevo ancora chiara la risposta. Ma essa mi è arrivata via e-mail da parte del figlio della pittrice, Vittorio Negri, che cortesemente mi ha spiegato che tutte le immagini di angioletti, Bambinelli paffuti, calendarietti, librettini (sempre a carattere religioso) ed altre edulcorate immaginette, sono opera di suo cugino Fausto Zandrino.

Ringrazio quindi sentitamente Vittorio Negri di aver colmato le mie lacune e di avermi permesso di dare una visione più completa dell'opera di sua madre, fornendomi notizie esatte ed indiscutibilmente vissute.

 

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La produzione della Zandrino, che è ampia e connotata da una grande versatilità che ha consentito all'artista di eccellere in svariati campi, è più "laica" del suo omonimo cugino Fausto Zandrino - anche se ha realizzato soavi Madonne, Angeli ed altre immagini sacre - e risente delle varie influenze artistiche che nel corso della sua lunga vita ella ebbe modo di assorbire eppoi di riproporre a suo modo con grande valentia e successo.

Dama sulla spiaggia
- pastello su carta

Adelina Zandrino nacque a Genova nel 1893 in una famiglia serena della buona borghesia. Suo padre, giornalista e critico teatrale, uomo di idee e di azione, avendo notato il suo naturale talento per il disegno, non volle che questa sua attitudine venisse "manipolata" da qualche maestro e lasciò che la sua fantasia si sprigionasse libera. Dunque l'artista fu autodidatta ed esordì nel 1913 a Rapallo con una mostra personale.
Cresciuta nell'atmosfera libera che si respirava in casa, ebbe poi la fortuna di avvicinare o di conoscere personalmente artisti e letterati e di vivere per qualche tempo con la famiglia a Parigi dove frequentò l'elite del bel mondo.
Intanto continuava a disegnare, perfezionandosi sempre più e nella capitale francese ebbe la fortuna di aggiudicarsi un lavoro prestigioso, realizzando dei costumi d'opera.
Iniziò quindi la sua attività spaziando in vari campi: dalle illustrazioni per le cartoline a quelle dei libri, dai manifesti di propaganda patriottica (realizzati durante la Prima Guerra Mondiale) ai ritratti, a pastello, ad olio, passando dalla pittura alla scultura, alla ceramica, alla terracotta e dal lavoro di pittrice a quello di decoratrice e di grafica.


I suoi soggetti erano, dunque, vari, anche sacri, ma in modo particolare dedicati alla Maternità della donna:

Annunciazione (*)


la maternità sublimata di Maria e quella di semplici popolane

Il Bambino malato (*)

Le Fasce (*)

Terza Classe (*)

La Toilette (*)


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Durante la guerra conosce, come in una bella favola, il capitano Luigi Negri, ferito durante una battaglia, di cui lei si prenderà cura poi, per tutta la vita, poichè nel 1919 lo sposerà. Il loro sodalizio durerà nel tempo perfetto ed allietato dalla nascita di due figli.

 

CARTOLINE

La sua produzione, non meno importante di quella di altri disegnatori del periodo, quali Terzi, Bemporad, Corbella o le sorelle Chiostri, la Cavalieri ed altri, risentono delle influenze parigine e di quelle Liberty e Dèco in voga in quegli anni.


Realizzò moltissime serie di cartoline soprattutto dedicate a donne: donne raffinate ed aggraziate, ornate di ventagli, cappelli, fiori, di estrose pettinature, oppure eteree danzatrici immortalate in pose leggiadre; immagini che sembrano veri e propri "figurini", attraverso le quali si può fare un excursus sulla moda che va dall'inizi del XX secolo sino agli anni '40-'50.



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Interessanti sono le sue realizzazioni di "Donne con Ventagli", "Donne con ombrelli", "Donne con fiori", ma soprattutto le "Donne con i Pierrot" e "Donne con Arlecchino e Maschere".

DONNE E VENTAGLI

 

DONNE E CAPPELLI

 

 

Tra le varie tematiche realizzate, famose sono le sue : "Ciliegie rosse", "Donnina d'autunno", "Fra le rose rosse", ecc., ma ricercatissime e decisamente interessanti sono i suoi nudi di donna con animali esotici.



DONNE E ANIMALI ESOTICI


Pavone (*)

 


Pantera (*)

Aquila (*)

 


Leonessa (*)

 

Tigre (*)

 


 

DONNE E MASCHERE

Altrettanto intriganti le serie dedicate alle donne in pose "osé", affiancate da Pierrot o da Arlecchini, dedicate al Carnevale di Venezia

 

 

 

 

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INNAMORATI

 

 

 

VOLTI

 

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DONNE

 

 

 

 

 

 

 

 

PIERROTS

 

 

BAMBINI

 



 

BAMBINI E FIORI

 

Tulipani (*)

 

 

BAMBINI E IL NATALE

 

Stelle (*)

 

Culla (*)

Pecorelle (*)

Bue e Asinello (*)

Concerto (*)

 

 

GIOCHI DI BIMBI

Le amiche (*)

Ritagli (*)

 

 

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LIBRI E QUADERNI

Riguardo alla sua attività patriottica si ricordano le illustrazioni realizzate per il libro "RIFLESSI DELL'ANIMA ITALIANA", una Collana di pensieri patriottici, arricchita anche da molte litografie a colori che riproducono, con fregi decorativi le cartoline stampate durante la guerra dall'Ufficio Propaganda del giornale "L'Anima Italiana" e spedite spedite al fronte per sostenere i soldati.

A questo proposito, ho trovato una curiosa corrispondenza di guerra tra un giovane e la sua fidanzata, recuperata probabilmente proprio attraverso il reperimento e la conservazione di alcune di queste cartoline, una delle quali - come si sottolinea - proprio della Zandrino

"... Oggi partiamo per Serravalle (di Fornovo). Ti invierò domani l’indirizzo esatto. Scrivi subito. Salutissimi affettuosi Ottone"

"Ottone a Sandra. 4 febbraio 1918. Cartolina illustrata: una figura in divisa di marinaio di Adelina Zandrino (219 - 4). TP: Fornovo di Taro 4.2.18
4-2-918

Carissima
Siamo giunti questa mattina a Fornovo; domani traino fino a Serravalle.
Il viaggio fu alquanto scomodo e il freddo non cessò di tormentarci che a sole alto. La giornata è meravigliosa oggi e riteniamo saranno uguali in seguito, giacché il clima di questo paese è delizioso.
Non posso darti ancora l’indirizzo preciso perché non lo conosco, ma intanto la mancanza di tue nuove mi pesa gravemente. Cerca di ricompensarmi quanto prima. In attesa del prossimo arrivederci ti saluto caramente Ottone... "

 


Manifesto del 1930

 

S'impegnò molto anche nel campo dell'illustrazione di libri per ragazzi o di letteratura.

Suoi i disegni realizzati per:

- "Pei campi azzurri" di Luisa Venturini, Bemporad, 1922;
- "La Promessa" di Piero Domenichelli - Bemporad & F. Editori - Fi - 1925
- "Racconto di Natale" di Dickens (1950), con tavole in nero e a colori
- "Quattro Ragazzi e un Cane" (1953), di libri di lettura per le scuole elementari
- . . . Come una fata - Madre Maria Margherita Caiani di G. Setti edito dall'Ist. Suore Minime del Sacro Cuore - di Poggio a Caiano, edito nelI 1977, con tavv. in b/n


E ancora altre sue illustrazioni compaiono nel libro "NARRATRICI LIGURI DEL NOVECENTO" di Pier Antonio ZANNONI.

La sua attività si esplicò persino nell'esecuzione di copertine di quaderni, come nel caso delle illustrazioni per la serie "ATLETI D'ITALIA" delle Cartiere Giacomo Bosso e per "Alpinismo" dello Stabilimento A. Mantelli, Milano.

 

CALENDARIETTI

Realizzò, inoltre, molti pregevoli calendarietti

 

 

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CERAMICHE

 

Nel 1922 iniziò ad apprendere l'arte della ceramica presso lo Stabilimento La Fenice di Manlio Trucco con creazioni suggestive e cromaticamente interessanti e nello stesso anno prese parte a due importanti mostre, a Monza e a Genova.
Nella sua città natale, quattro anni più tardi, realizzerà una personale e nel 1927 alcune sue opere verranno presentate di nuovo alla Biennale di Monza, mentre nel 1930, alla mostra di Arte Femminile di Milano i suoi lavori le otterranno una medaglia d'argento.
Collaborerà con la Manifattura Ceramica di Albisola, presentando con grande successo, alcune opere alla VI Triennale Internazionale di Terracotte a Milano, nel 1936, dove riceverà una medaglia d'argento.


Terracotta modellata

Successivamente troverà la terracotta più congeniale, affrontando opere più impegnative e più significative come la maternità e nel 1937, all'Esposizione Int.le di Parigi meriterà una medaglia d'oro con un gruppo di sculture in terracotta policroma.

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Adelina Zandrino continuò a lavorare indefessamente sino al 1970, ottenendo molti riconoscimenti pubblici, tra cui la Medaglia d'oro di benemerenza artistica, con lo stesso impegno e la stessa intensità poetica che l'aveva animata sin dalla prima giovinezza e che ella riuscì a trasferire nelle sue opere.

I suoi lavori sono presenti in tutto il mondo, sia in gallerie che in collezioni private.

 

L'artista ritratta ad una delle sue mostre

Riguardo alla Zandrino, ho avuto poi notizie di prima mano da un suo ammiratore che l'ha conosciuta personalmente e che mi ha "regalato" alcuni aneddoti:

... Ho avuto il piacere di conoscere la Zandrino in un paesino chiamato "Busco", una piccola frazione composta da due case in pietra nel comune di Torriglia (Ge), sito in cima ad una montagna raggiungibile, allora, solo dopo aver percorso alcuni Km. a piedi. Là la pittrice - donna sensibilissima, dolcissima e con un carattere eccezionale - trascorreva i mesi caldi dell'estate. Ti posso quindi raccontare due episodi accaduti proprio a me: il primo quando 95enne incontrò mio nonno Pietro, suo coetaneo, essendo nati entrambi a Genova il 19/09/1893, (data anche della fondazione del grande Genoa calcio). In tale occasione, pur non essendosi mai visti prima, si abbracciarono come vecchi amici rincontratisi dopo decine di anni, felici di avere raggiunto quella veneranda età. L'altro incontro si verificò nel 1993, quando nacque la mia prima figlia Martina; la portai al "Busco" da Lei, che aveva ormai 100 anni e che, vedendola, si protrasse con le mani per raggiungere le manine di mia figlia che aveva 1 mese di vita, come a volerle passare la sua gioia di vivere. In quell'istante si unirono due esseri umani distanziati da un secolo di storia...

...Ora attraverso uno scritto, pervenutomi direttamente dal figlio di A.Z. Vittorio, ti cito una delle tante storie accadute all'artista che mi sembra alquanto interessante:
"Nel 1913, a Parigi, accompagnando il padre Francesco Maria che, come giornalista, doveva incontrare Rodin, chiese all'artista il permesso di prendersi un ricordo di quella visita a palazzo Biron nello studio dello scultore. La Zandrino si sedette sull'unico gradino di una grande finestra che dava sul giardino e , su un foglio di carta, ritrasse l'artista che stava lavorando ad una scultura di testa di bimbo. Qualche minuto dopo Adelina porse il disegno finito al padre che lo diede a Rodin; egli si sedette vicino a Lei sullo scalino, le baciò la mano e disse: "Mi piace molto il vostro schizzo e soprattutto la dolcezza che avete messo nei miei occhi, ma voglio aggiungere a questo ritratto la scritta: "fait chez moi le 24 novembre 1913" (disegnato nel mio studio il 24/11/1913) .(Dall'articolo "Gli illustratori di A Compagna")

 

N.B.

Come accennato nella pagina riguardante l'illustratore Fausto Zandrino, in precedenza avevo commesso l'errore di accomunare la produzione sua - composta per lo più di bellissime immagini di bambini, Madonne, angioletti paffutelli relative a cartoline e a serie di immaginette stampate dalle Case Editrici Ar e Fratelli Bonella - e quella della pittrice Adelina Zandrino che, come potete vedere, ha un ben più alto grado di qualità e di importanza.

Consiglio vivamente tutti i siti che da me hanno attinto informazioni sulla pittrice Adelina Zandrino- molti dei quali anche non italiani - di voler rettificare quanto scritto in precedenza.

 

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Le foto personali della pittrice mi sono state gentilmente concesse dal figlio, così come pure tutte quelle contraddistinte da un asterisco

 

Sempre sulla Zandrino:

- Immagini religiose di Adelina Zandrino

 

e in Collaborazioni:

- Adelina Zandrino, piccola maga segreta - di Vittorio Zandrino Negri, figlio della pittrice

 

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