DONNE E CAPPELLI
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Tra le varie tematiche realizzate, famose sono le sue : "Ciliegie rosse", "Donnina d'autunno", "Fra le rose rosse", ecc., ma ricercatissime e decisamente interessanti sono i suoi nudi di donna con animali esotici.
Pavone (*) |
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Aquila (*) |
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Altrettanto intriganti le serie dedicate alle donne in pose "osé", affiancate da Pierrot o da Arlecchini, dedicate al Carnevale di Venezia
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Tulipani (*) |
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Stelle (*) |
Culla (*) |
Pecorelle (*) |
Bue e Asinello (*) |
Concerto (*) |
Le amiche (*) |
Ritagli (*) |
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Riguardo alla sua attività patriottica si ricordano le illustrazioni realizzate per il libro "RIFLESSI DELL'ANIMA ITALIANA", una Collana di pensieri patriottici, arricchita anche da molte litografie a colori che riproducono, con fregi decorativi le cartoline stampate durante la guerra dall'Ufficio Propaganda del giornale "L'Anima Italiana" e spedite spedite al fronte per sostenere i soldati.
A questo proposito, ho trovato una curiosa corrispondenza di guerra tra un giovane e la sua fidanzata, recuperata probabilmente proprio attraverso il reperimento e la conservazione di alcune di queste cartoline, una delle quali - come si sottolinea - proprio della Zandrino
"... Oggi partiamo per Serravalle (di Fornovo). Ti invierò domani l’indirizzo esatto. Scrivi subito. Salutissimi affettuosi Ottone"
"Ottone a Sandra. 4 febbraio 1918. Cartolina
illustrata: una figura in divisa di marinaio di Adelina Zandrino (219 - 4). TP: Fornovo di Taro 4.2.18
4-2-918
Carissima
Siamo giunti questa mattina a Fornovo; domani traino fino
a Serravalle.
Il viaggio fu alquanto scomodo e il freddo non cessò
di tormentarci che a sole alto. La giornata è meravigliosa
oggi e riteniamo saranno uguali in seguito, giacché
il clima di questo paese è delizioso.
Non posso darti ancora l’indirizzo preciso perché
non lo conosco, ma intanto la mancanza di tue nuove mi pesa
gravemente. Cerca di ricompensarmi quanto prima. In attesa
del prossimo arrivederci ti saluto caramente Ottone... "
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S'impegnò molto anche nel campo dell'illustrazione di libri per ragazzi o di letteratura.
Suoi i disegni realizzati per:
- "Pei campi azzurri"
di Luisa Venturini, Bemporad, 1922;
- "La Promessa" di Piero Domenichelli
- Bemporad & F. Editori - Fi - 1925
- "Racconto di Natale" di Dickens
(1950), con tavole in nero e a colori
- "Quattro Ragazzi e un Cane" (1953),
di libri di lettura per le scuole elementari
- . . . Come una fata - Madre Maria Margherita Caiani di G. Setti edito dall'Ist. Suore Minime del Sacro
Cuore - di Poggio a Caiano, edito nelI 1977, con tavv. in
b/n
E ancora altre sue illustrazioni compaiono nel libro "NARRATRICI
LIGURI DEL NOVECENTO" di Pier Antonio ZANNONI.
La sua attività si esplicò persino nell'esecuzione di copertine di quaderni, come nel caso delle illustrazioni per la serie "ATLETI D'ITALIA" delle Cartiere Giacomo Bosso e per "Alpinismo" dello Stabilimento A. Mantelli, Milano.
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Realizzò, inoltre, molti pregevoli calendarietti
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Nel 1922 iniziò ad apprendere l'arte della ceramica
presso lo Stabilimento La Fenice di Manlio Trucco con creazioni
suggestive e cromaticamente interessanti e nello stesso anno
prese parte a due importanti mostre, a Monza e a Genova.
Nella sua città natale, quattro anni più tardi,
realizzerà una personale e nel 1927 alcune sue opere
verranno presentate di nuovo alla Biennale di Monza, mentre
nel 1930, alla mostra di Arte Femminile di Milano i suoi lavori
le otterranno una medaglia d'argento.
Collaborerà con la Manifattura Ceramica di Albisola,
presentando con grande successo, alcune opere alla VI Triennale
Internazionale di Terracotte a Milano, nel 1936, dove riceverà
una medaglia d'argento.
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Successivamente troverà la terracotta
più congeniale, affrontando opere più impegnative
e più significative come la maternità e nel
1937, all'Esposizione Int.le di Parigi meriterà una
medaglia d'oro con un gruppo di sculture in terracotta policroma.
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Adelina Zandrino continuò a lavorare indefessamente sino al 1970, ottenendo molti riconoscimenti pubblici, tra cui la Medaglia d'oro di benemerenza artistica, con lo stesso impegno e la stessa intensità poetica che l'aveva animata sin dalla prima giovinezza e che ella riuscì a trasferire nelle sue opere.
I suoi lavori sono presenti in tutto il mondo, sia in gallerie che in collezioni private.

Riguardo alla Zandrino, ho avuto poi notizie di prima mano da un suo ammiratore che l'ha conosciuta personalmente e che mi ha "regalato" alcuni aneddoti:
... Ho avuto il piacere di conoscere la Zandrino in un paesino chiamato "Busco", una piccola frazione composta da due case in pietra nel comune di Torriglia (Ge), sito in cima ad una montagna raggiungibile, allora, solo dopo aver percorso alcuni Km. a piedi. Là la pittrice - donna sensibilissima, dolcissima e con un carattere eccezionale - trascorreva i mesi caldi dell'estate. Ti posso quindi raccontare due episodi accaduti proprio a me: il primo quando 95enne incontrò mio nonno Pietro, suo coetaneo, essendo nati entrambi a Genova il 19/09/1893, (data anche della fondazione del grande Genoa calcio). In tale occasione, pur non essendosi mai visti prima, si abbracciarono come vecchi amici rincontratisi dopo decine di anni, felici di avere raggiunto quella veneranda età. L'altro incontro si verificò nel 1993, quando nacque la mia prima figlia Martina; la portai al "Busco" da Lei, che aveva ormai 100 anni e che, vedendola, si protrasse con le mani per raggiungere le manine di mia figlia che aveva 1 mese di vita, come a volerle passare la sua gioia di vivere. In quell'istante si unirono due esseri umani distanziati da un secolo di storia...
...Ora attraverso uno scritto, pervenutomi direttamente
dal figlio di A.Z. Vittorio, ti cito una delle tante storie
accadute all'artista che mi sembra alquanto interessante:
"Nel 1913, a Parigi, accompagnando il padre Francesco
Maria che, come giornalista, doveva incontrare Rodin, chiese
all'artista il permesso di prendersi un ricordo di quella
visita a palazzo Biron nello studio dello scultore. La Zandrino
si sedette sull'unico gradino di una grande finestra che dava
sul giardino e , su un foglio di carta, ritrasse l'artista
che stava lavorando ad una scultura di testa di bimbo. Qualche
minuto dopo Adelina porse il disegno finito al padre che lo
diede a Rodin; egli si sedette vicino a Lei sullo scalino,
le baciò la mano e disse: "Mi piace molto il vostro
schizzo e soprattutto la dolcezza che avete messo nei miei
occhi, ma voglio aggiungere a questo ritratto la scritta:
"fait chez moi le 24 novembre 1913" (disegnato nel
mio studio il 24/11/1913) .(Dall'articolo "Gli illustratori
di A Compagna")
N.B.
Come accennato nella pagina riguardante l'illustratore Fausto Zandrino, in precedenza avevo commesso l'errore di accomunare la produzione sua - composta per lo più di bellissime immagini di bambini, Madonne, angioletti paffutelli relative a cartoline e a serie di immaginette stampate dalle Case Editrici Ar e Fratelli Bonella - e quella della pittrice Adelina Zandrino che, come potete vedere, ha un ben più alto grado di qualità e di importanza.
Consiglio vivamente tutti i siti che da me hanno attinto informazioni sulla pittrice Adelina Zandrino- molti dei quali anche non italiani - di voler rettificare quanto scritto in precedenza.
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Le foto personali della pittrice mi sono state gentilmente concesse dal figlio, così come pure tutte quelle contraddistinte da un asterisco
Sempre sulla Zandrino:
e in Collaborazioni:
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