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Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

SANTE DEL BRABANTE

 

 

 

SANTA ALEYDA

(Derivazione di Adelaide, "di nobile lignaggio").

 

Derivato dal latino Adelaide, significa "di nobile stirpe". Viene ricordata il 12 giugno.

Vicino Bruxelles, nel Brabante, Santa Aleida, monaca circerstense che si era dedicata a Dio sin da piccola, visto che aveva preso la lebbra si trovò a vivere da reclusa.
La malattia la privò della vista e verso la fine della sua vita tutto il suo corpo era ammalato, tranne le corde vocali e la lingua che utilizzò per lodare Dio.
Morì nel giugno del 1249.

 

SANTA ADELA, ADELIA O ADILIA


(Derivante dal germanico adal e significa nobile)

Santa Adelia, quasi misconosciuta, è venerata soprattutto nella città belga di Orple-Grand.
Di nobile famiglia, nella prima metà del VII secolo, si dedicò alla vita monacale ed ai poveri, fondando l'Ospedale ad Orple-Grand dove ella e le sue consorelle vssero umilmente per anni dedicandosi agli ammalati ed ai bisognosi, che servì fino alla morte, avvenuta verso il 670.
Viene ricordata il 28 giugno.

 

SANT'AMALBERGA

(o Madelberga o Amalburga, Amalia, o Amelia di Lobbes o Amelia - Nome originario degli Ostrogoti, la cui dinastia era appunto quella degli ‘Amali’, di cui oggi si usa la forma abbreviata di ‘Amalia’).

Di s. Amalberga ve ne sono almeno due, quasi contemporanee fra loro, e si festeggiano lo stesso giorno, il 10 luglio.

S. Amalberga vergine, detta di Temse, nata nelle Ardenne, nella ‘villa Rodingi’ (Belgio), probabilmente verso il 741, sarebbe stata allevata a Bilsen da santa Landrada, che favorì la fondazione del monastero femminile di Bilzen.
Amalberga avrebbe ricevuto il velo monacale da s. Willibrordo e vissuto molti anni nella cittadina di Tamse, dove morì nella seconda metà del secolo VIII.
Successivamente il suo corpo venne trasferito nel monastero di S. Pietro di Monte Blandino a Gand (Belgio).
Ella è particolarmente venerata a Temse, Gand, Munsterbilzen ed in molte altre località delle Fiandre


L'altra santa di nome Amalberga (detta di Maubeuge), forse sorella di Pipino di Landen, sembra esser nata a Saintes (Brabante) nei Paesi Bassi, aver sposato Witger e aver messo al mondo Emeberto (poi vescovo di Cambrai) e le sante Reinilde (o Reinalda), Gudula (o Godula) (ed alcuni dicono anche una terza figlia chiamata Farailde). Dopo la morte del marito, dedicatasi tutta a Dio, si ritirò nel monastero di Maubeuge, sotto la guida spirituale di Sant'Oberto.
La sua morte sarebbe databile alla fine del secolo VII. Il suo corpo venne traslato probabilmente a Lobbes (Hainaut) attuale Belgio.
La sua festa si celebra il 10 luglio, come per l'altra omonima santa.

 

SANTA BEGGA

Santa Begga, nata attorno al 615 era figlia di Pipino di Landen e di Itta, sorella di Gertrude di Nivelles. Anche sua madre e sua sorella furono proclamate sante.
Sposò Ansegis o Ansegisello, figlio del vescovo Arnolfo di Metz e dal loro matrimonio nacquero Pipino di Héristal - fautore della riunificazione dei regni franchi e fondatore della dinastia dei Carolingi - e Rotilde, regina, moglie di Teodorico III.
Begga, rimasta vedova tra il 662 e il 685, seguì le orme della madre - che aveva abbracciato la vita religiosa, fondando il monastero di Nivelles - dando vita al convento di Notre Dame ad Andenne-sur-Meuse (Belgio), vicino alla Mosa, in un terreno di sua proprietà, diventandone la prima badessa e successivamente creando altri sette oratori o "sept-eglises", ispirati alle sette basiliche di Roma.

Begga morì, nella sua abbazia nel 698, in odore di santità. Viene ricordata litrurgicamente il 17 dicembre

 

SANTA BERLINDA DI MEERBEKE

(o anche Berlindis, Bellaude)

Berlinda, una delle sante più venerate e popolari del Belgio, nacque tra la fine del secolo IX e primi del X., da Nona e da Odelardo, signore di Meerbeke (nella Fiandra orientale).
Durante l'invasione normanna, verso l'88, mentre il padre era stato incaricato di difendere il territorio tra Anversa e Condé, suo fratello Eligardo venne ucciso e dopo la sconfitta dei Normanni nell'891, Odelardo, ritornato a casa venne colpito dalla lebbra.
Berlinda, già orfana della madre, lo curò con vero amore, tuttavia un giorno Odelardo credette di intravvedere nel comportamento della figlia disgusto per il male che lo aveva colpito e si sentì nel giusto diseredandola e destinando tutti i suoi beni al monastero di Santa Geltrude di Nivelles.
Berlinda, allora, si ritirò nel monastero di Moorsel, presso Alost, dove visse in povertà con le poche monache ritornate da Chévremont, presso Liegi, dove si erano rifugiate durante l'invasione normanna.
Avvertita da una rivelazione della morte del padre, tornò a Meerbeke, occupandosi della sua sepoltura nella chiesa del monastero di San Pietro e si trattenne nella cittadina, vivendo vita di preghiera, di carità e di povertà, con alcune donne che la seguirono su questo cammino spirituale. Molti miracoli le vengono attribuiti durante la vita e dopo la morte che avvenne tra il 930 ed il 935. Fu sepolta nella chiesa di San Pietro.
I suoi beni vennero presi in carico dall'abbazia di Nivelles e il suo corpo venne traslato in una chiesa dedicata alla Vergine costruita a Meerbeke, mentre alcune reliquie della santa vennero portate nel monastero di Santo Stefano di Tulle.
E' invocata contro varie malattie, anche di animali, soprattutto per quelle dei bovini. Viene ricordata liturgicamente il 3 febbraio a Gand, nell'ordine benedettino ma anche in altre date, relative alle traslazioni delle sue reliquie (3 maggio, 3 settembre, 29 ottobre..

 

SANTA ERLINDA, HERLINDA O ERINDA

(dal nome fiammingo Herlinda che significa "signora forte e benevola che fronteggia ogni situazione" ma anche "lo scudo della battaglia, la protezione e la difesa nella lotta".

Volgarmente chiamata "Linda", Santa Erlinda fu figlia del conte Adelardo che fece costruire il monastero benedettino di Maaseyk proprio per le sue due figlie e dove Erlinda ella morì martire nel 745.
Viene ricordata il 22 marzo.

SANTA RELINDA O RENULA

Santa Relinda o Renula, sorella di Santa Erlinda, nata circa a metà del secolo VIII, fu educata a Valenciennes (Francia) assieme alla sorella in un convento benedettino.
Su consiglio di San Bonifacio, sostituì la sorella come badessa alla sua morte,
Viene ricordata il 6 febbraio.

 

SANTA ERMELINDA, VERGINE DEL BRABANTE

(Dal germanico Erminlinda (ermen "grande", "potente", "universale" e linde ("soffice", "tenero") o linta ("tiglio", ma anche "scudo") e in questo caso il significato potrebbe essere "scudo del potente". Il nome prosegue nella versione abbreviata di Melinda e Linda. Il significato di quest'ultimo è “gradevole, pulita”. In Italia è stato usato nella forma latinizzata Hermelinda a partire dall'VIII secolo. Il suo simbolo è il giglio.)

Ermelinda nacque a Lovenjoul da Ermeonoldo ed Armensinda legati della Famiglia da cui discende Carlo Magno, i Pipini.
Sin da giovane sentì il richiamo ad una vita ascetica e lasciando tutto, si stabilì a Beauvechain, in preghiera e solitudine, dedicandosi a Dio.
Pressata dalle insistenze di due fratelli che volevano averla, fuggì e si diresse a Meldert, in cui si stabilì e morì verso la fine del VI secolo, dove venne sepolta e dove il suo culto si sviluppò grandemente. Nella chiesa sono ancora conservate le sue reliquie che subirono, nel corso dei secoli, varie traslazioni, finché il 22 luglio 1849 vi furono deposte definitivamente.
E' venerata particolarmente a Lovenjoul dove c'è una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa per la cura degli occhi, chiamata “Sorgente di s. Ermelinda”.
Viene ricordata il 29 ottobre.

 

SANTA GENOVEFFA

(Geneviève, il cui nome in celtico significa "dalle bianche guance")

Nacque da Gerontia, di origine franca e da Severus, magistrato di Nanterre, allora piccolo villaggio separato da Lutetia, l'attuale Parigi.
Sembra che la sua vocazione sia nata quando, ancora bambina, conobbe san Germano d'Auxerre che si recava in Britannia con san Lupo di Troyes per cristianizzare quella terra.
Alla morte dei genitori, la nonna la portò a vivere a Parigi e ben presto ella sentì che Dio la chiamava ad una vita ascetica. Usò parte dei suoi beni per costruire una chiesa sulla tomba di san Dionigi.
Quando nel 451 gli Unni di Attila erano ormai alle porte della capitale, ella riuscì a convincere i suoi concittadini a difenderla adeguatamente. Parigi fu salva e Attila si diresse verso Orléans, dove poi fu sconfitto dal generale romano Ezio. La città venne ancora occupata 5 anni dopo da Meroveo, terzo re dei Franchi e dopo di lui, nel 457, venne messa sotto assedio e conquistata dal figlio Childerico I.
Geneviève non lo contrastò sperando che il re e la sua casata - che benchè fossero pagani avevano per lei grande ammirazione - potessero rafforzare e diffondere la fede cristiana. Difatti Clodoveo I, figlio di Childerico si convertì al Cristianesimo nel 496, anche con il supporto della moglie Santa Clotilde, cattolicissima.
Santa Geneviève si dedicò particolarmente ad assistere affamati e moribondi, poi si ritirò in un eremo sul Monte Lucotitius, attuale Quartiere latino, per una vita nascosta di preghiera e di digiuni.
Morì in tarda età, il 3 gennaio del 512 nella città che già la riteneva santa e di cui è Patrona. Sulla sua tomba venne costruita una chiesa, in cui furono sepolti anche il re Clodoveo e la regina Clotilde.
Vicino ad essa sorse poi un monastero, centro di formazione e di erudizione. Tuttavia, durante la Rivoluzione la chiesa venne sconsacrata e trasformata in Pantheon, destinato a raccogliere i corpi degli eroi francesi. Nel 1793 i resti della santa vennero bruciati dai giacobini e la chiesa subì varie vicissitudini: ripristinata per il culto nel 1821, venne nuovamente sconsacrata nel 1831 e infine restituita alla Chiesa da Napoleone III. Purtroppo, però, le sue reliquie vennero disperse.
Santa Genoveffa era invocata in occasione di grandi calamità, come carestie, colera e peste, contro le alluvioni provocate dagli straripamenti della Senna e contro la siccità.

 

SANTA GERTRUDE

Gertrude di Nivelles, figlia di Pipino il Vecchio (ascendente di Carlo Magno), nacque nel 626.
La madre era Itta o Ida, anche lei santa con una vita ricca di fede, amore e carità.
Gertrude era una fanciulla ricca, ma soprattutto buona, devota e caritatevole. Rifiutò le nozze con un gran principe per dedicarsi completamente a Dio. Quando suo padre morì, fondò con la madre un monastero dove si ritirò con lei per pregare, far penitenza e compiere il bene.
Succederà alla madre nel duplice monastero (uomini e donne) da essa fondato, la cui gestione lasciò ad un frate, continuando a percorrere una via di santità e di studio, chiamando monaci colti dall'Irlanda per l'indottrinamento e mandando in giro per il mondo i suoi seguaci per recuperare quanti più testi sacri possibili, cercando di catechizzare monache e monaci.
Ben presto ritenuta santa, ebbe apparizioni e rivelazioni e notevole sarà il suo apporto nel sedare guerre e contrasti tra i nobili, portando serenità e pace in luoghi dove regnavano ignoranza, miseria, violenza.
Quando morirà, ancor giovane, il 17 marzo del 659, il suo corpo verrà sepolto in una cappellina del suo Monastero, su cui poi verrà costruita una chiesa, che subirà notevoli variazioni nel tempo. Le sue reliquie verranno conservate in un prezioso reliquario che però verrà distrutto nel 1940.

E' patrona di pellegrini, viaggiatori, dei poveri e delle vedove, degli ospedali; dei giardinieri; dei frutti dei campi e degli orti e protettrice contro i topi. 

 

SANTA IDA (o IDDA o ITTA)

(Il suo nome deriva dall'anglosassone Ida e dal germanico Itta, cioè: battaglia, guerriera...)

Franca, di nobili origini, era figlia del conte di Aquitania e ancor giovane sposò il beato Pipino di Landen, maestro di palazzo del re Dagoberto II d’Austrasia. Ebbe tre figli: Grimoldo, che successe al padre Pipino e due figlie: Begga e Gertrude, anch'esse venerate come sante e badesse: l'una di Andenne-sur-Meuse e l'altra di Nivelles, nel Brabante, cioè nell’attuale Belgio, tra Bruxelles e Charleroi, convento realizzato da santa Ida nel 640, in accordo con il marito, dopo aver cresciuto i figli.
Alla morte di Pipino, anche Ida si allontanò dal mondo, ritirandosi nel silenzio del monastero di Nivelles, come semplice monaca, divenendone poi badessa.

Viene ricordata liturgicamente l'8 maggio, data in cui morì nel 652. Venne sepolta nella chiesa di S. Pietro.

 

SANTA KERSTENE

 

SANTA LUTGARDA

 

(dal latino Liudgarda, Liutgardis, Lutgardis e dal tedesco Luitgard, Lutgard)

Nata a Tongres nel 1182, Lutgarda entrò giovanissima fra le Benedettine di s. Caterina a Saint-Trond. Eletta priora, venne destinata ad Aywières e partì il giorno stesso della sua nomina.
Lutgarde era devotissima al Sacro Cuore che la privilegiò con delle apparizioni. Infatti, viene spesso rappresentata mentre,morente, si accosta alla croce di Gesú e Lui stacca il braccio destro per stringersela al petto.
Visse una vita austera, sottoponendosi a varie prove per la conversione degli albigesi e dei peccatori che conosceva personalmente. Si parla di guarigioni prodigiose avvenute per sua intercessione e di premonizioni riguardanti in particolar modo la duchessa di Brabante e alla propria morte. Si narr ancora che Papa Innocenzo III le apparve subito dopo la morte, avvolto dalle fiamme del Purgatorio e che egli le avesse spiegato che per la redenzione doveva attendere fino alla fine del mondo. Affetta da cecità, visse ancora a lungo, prodigandosi sempre per le anime dei peccatori.
E' compatrona del Belgio assieme a santa Gudula (o Gudila) e viene ricordata liturgicamente il 16 giugno.
Dopo lo scoppio della rivoluzione francese la sua comunità si rifugiò a Ittre portando con sè le sue reliquie che vennero incamerate dalla chiesa parrocchiale e trasferite poi a Bas-Ittre dove sono ancora conservate.

 

SANTA LUTVINA O LIDUINA DI SCHIEDAM

(o Lidwina, Ludwina o Liedwij)

Santa Liduina, mistica olandese di origini popolari, nacque a Schiedam il 18 marzo 1380. A 15 anni, dopo una caduta sul ghiaccio restò paralizzata e costretta a letto per tutta la vita. La sua situazione peggiorò negli anni, presentando tutti i sintomi della sclerosi multipla e alla fine poteva muovere solo una mano.
Atterrita da questa situazione trovò però conforto nelle parole di un sacerdote che le illustrò come la sua sofferenze potesse essere un mezzo di grazia, così Liduina accettò la sua situazione, adattandosi anche a ricevere persone di ogni genere che andavano a trovarla per avere una parola,conforto, sostegno spirituale.
Si dice che la mistica avesse probabilmente anche le stigmate.
Morì Schiedam, il 14 aprile 1433 e la sua tomba divenne ben presto meta di pellegrinaggi. Nel 1890 è stata santificata da papa Leone XIII.
Le sue reliquie, spostate dapprima a Bruxelles, sono poi state riportate nel suo paese natio e si trovano nella "Chiesa di santa Liduina" a Schiedam, divenuta basilica sotto papa Giovanni Paolo II.

La santa è ricordata il 18 marzo, il 14 aprile o il 14 giugno, a seconda del paese e della confessione religiosa.

 

SANTA ODRADA

Discordi sono le voci sul periodo in cui visse Santa Odrada, c'è chi dice nell'VIII secolo e chi nel XII.
Si sa che ella era di nobile discendenza, nata nel Nord del Brabante, caritatevole e generosa verso i poveri e i pellegrini, dedita alla preghiera ed alla castità.
A lei si riferisce una "Vita" del 1300 che narra alcune scene delle sua esistenza basate però più sulla favola che sulla realtà. Si dice anche che per alleviare la sua sete, spontaneamente nacque una sorgente, che per secoli ha dato acqua curativa.
Morta in giovane età, il suo corpo venne deposto in un carro trainato da bovini od equini - non si sa - che però si fermarono ad Alem, dove venne così sepolta.
Attorno al XVII secolo il suo corpo venne trasferito presso i certosini di Hertogenbosch per paura che i protestanti ne facessero scempio, ma le sue reliquie sembra che poi furono traslate in vari luoghi dei Paesi Bassi e in Belgio.

Odrada è patrona del bestiame, protettrice contro le malattie, la rabbia ed il maltempo. Veniva festeggiata il 3 novembre mentre dal 1852 viene ricordata il 5 novembre

 

 

SANTA RAGENOFLE DI INCURT

(o Ragenulfa, Ragenofle, Reginulfa o Reinolfa)

Poche e frammentarie le notizie riguardanti questa santa, nata attorno alla metà del VII secolo, al tempo di Re Dagoberto.

Di nobile casato, sin dalla più tenera età si dedicò ad opere di carità e desiderando offrirsi tutta a Dio, quando le si propose un marito, ella fuggì di casa con la sua cameriera e si rifugiò in un bosco non lontano da Incourt, dove poco tempo dopo morì.

Sul luogo in cui visse esiste una sorgente che sembra lei abbia fatto apparire e che produce acqua benefica per la salute.

Viene ricordata il 14 luglio.

 

SANTA REINILDE O REINALDA

Duchessa lotaringia, nata a Condacum (oggi Condè-sur-l'Escaut o Kontich, figlia del re Witger (Vitgero in italiano) e di Santa Amalaberga, sorella di santo Emeberto vescovo di Cambrai e di santa Gudula (o Godula).
Reinilde e Gudula si votarono a Dio vivendo in preghiera e in castità.
Rinilde poi si recò
pellegrina in Terrasanta e tornò in patria con alcune reliquie, riprendendo la sua vita di carità e di fede nella cittadina di Saintes, di cui è Patrona e che dovrebbe, così si dice, il suo nome proprio alla santa. Alcune sue reliquie si trovano nella chiesa parrocchiale di Saintes.
Morì martire per mano degli Unni che avevano invaso la regione, assieme a Grimoaldo diacono e al suo servo Gondolfo.

Santa Reinilde è protettrice contro le patologie degli occhi; ciò deriva dal fatto che a Saintes esiste una sorgente d'acqua curativa per tali malattie chiamata, appunto, "Pozzo di Santa Reinilde".
Viene ricordata il 16 luglio.

 

SANTA VEERLE

SANTA VINTIANA

 

 

 

 

Bibliografia


- Santi e beati


- Wikipedia

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