Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

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POESIE DALLA QUARANTENA

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LA VITA AL TEMPO DEL CORONA VIRUS…

*

“La vita, fijo mio, è na’ bojata…”
dicevo in una poesia de tant’anni fa…
ma come questa nun me la sarei aspettata…
co sto’ virus che aleggia dappertutto,
Asia, Europa, America, er monno tutto
e sembra che nun se ne voja annà,
facendo malati e morti in quantità…


E noj, senza sortì, ma chiusi drentro casa,
inventannose qualche passatempo,
un po’ stufi e annoiati e nel contempo
pieni di energia e fantasia,
proprio per non cader nell’abulia
ci inventiamo, facciamo in casa cose complicate
dolci, carte, saponi, uova strapazzate…

 

Senza li fiji, nipotini e amici, santa pace,
che qualche vorta rompono, si sa,
ma senza poj vedelli ce dispiace
ci messaggiamo ma è poco, già si sa…
Poi, quando usciamo pe’ approvviggionasse,
per comprare qualcosa da magnà,
in fila co’ tanto de guanti e mascherina,
distanti l’un dall’altro, così il contatto non ce stà…


Le ambulanze corrono per strada
con la sirena spiegata a più non posso
Gli ospedali sono ormai al collasso,
e aspettano che il morbo se dirada,
medici ed infermieri poveretti,
senza più mezzi, curano gli infetti,
soldati in trincea in una lotta accanita
nun sanno più  chi è er santo da invocà:
san Rocco, sant’Antonio, santa Rita…
ma forse solo alla Vergine se devono affidà…
perché se Lei parlasse con er Fijo
forse poi dopo staremmo tutti mejo…

 

 

 

 

 

NEL SILENZO DELL’EDEN

Nel silenzio dell'Eden, Adamo ed Eva,
gli unici, perfetti, abitatori,

tranquilli passavan le giornate,

buoni, obbedienti, come creature alate...

Eva, dapprima, timida e brava,

scoprì che, però, un poco s'annoiava...,

così disse ad Adamo: "E mò che famo?

Sempre le stesse cose qui da noi...

Me stò ad annoja, su, forza, Adamo,

inventate quarcosa... chissà poi...

Daj, facciamo quarcosa de diverso,

ce sarà puro, in questo pezzo d'universo,

quarcosa d'avventuroso da provà..."

 

E, visto che non sapeva da che parte comincià,

svelta staccò dall'albero più bello,

che cresceva là in quer boschetto,

un frutto rosso, solido e perfetto

e piano piano je diede quarche morso,

senza nemmeno un poco de rimorso,

passandolo ad Adamo che nun se fece pregà,

ma come un fesso se fece abbindolà...

 

Apriti o cielo... subito allarmato,

ecco Dio, Jahve, già molto accigliato

che, rimproverati i due peccatori,

je dice: "Beh, da adesso, dell'Eden siete fuori...

Nun m'avete ascoltato, nossignori,

avete fatto come ve pareva,

siete stati disobbedienti, tu ed Eva,

e allora annatevene fora dal giardino,

andate e dateve da fa, sera e mattino...


Ma dico io, chi ve l'ha fatto fà

a lascia l'Eden per quello che accadrà:

sarete bianchi, gialli, neri,

avrete un miliardo de pensieri,

dovrete lavorà a più non posso,

vive e morì, senza saperne il nesso...

Fa fiji e accudilli con pazienza....

e nun ce vò la mia chiaroveggenza

p+ capì che asvete fatto una cazz...ta.

Ed ecco qui... Eva è accontentata!



 

 

 

 

COME AI TEMPI DI MOSE’

Il Signore ci ha punito,
come ai tempi di Mosè,
forse perché l’abbiam tradito,
ed ognuno pensa per sé…

Poi abbiamo venerato
anche un idolo sgraziato,
il denaro, soprattutto,
e di qua e di là distrutto
ogni cosa bella e santa:
la famiglia è quasi estinta
e la chiesa e la sua barca
è sepolta come l’Arca…

Tutto travolto nella tormenta,
tutto scalzato dalle fondamenta…
Riusciremo a “cavalcare”
l’onda anomala del mare
che ci porta ad affondare?

 

 

 

MIRACOLI

Noi siamo come Ebrei dispersi nel deserto
che vanno stancamente sotto il sole,
forse senz’acqua e senza più parole…

Così noi andiam dolenti, con un poco d’abulia,
in questi deserti che son le nostre strade,
e un poco di paura ci pervade,
terrorizzati ascoltando i tg e gli speciali,
uscendo come fanno i clandestini  abituali.
Facciamo file al supermercato o in drogheria,
obbedienti portando guanti e mascherine,
senza contatti e non tutte le mattine…


…Le acque sommersero i carri, come un lampo
e nessun degli Egizi trovò scampo…
Gli Ebrei andarono poi verso il  deserto,
camminando stancamente sotto il sole,
senza l’acqua e senza più parole,
per tutto quel che avevano sofferto…
Il cibo non mancava,  era abbastanza,
e ognuno ne aveva in abbondanza…

Ci vorrebbe la manna, una specie di focaccia,
essa venne mangiata fino a quando
arrivarono a Cana, ormai spossati,
senza più forze, stanchi ed assetati…
insomma una vitaccia…
Ed ecco Mosè colpì la roccia con il suo bastone
e l’acqua ne uscì a profusione…


Riprendiamo, dunque,  più audaci il cammino,
nonostante gli intralci e le prove,
entriamo nel mare, all’asciutto,
il Signore combatte con noi ed è tutto…
Ci indica là dove andare,
energie contrarie frenando.
Pregare è il suo urgente comando,
stendendo le mani sul mare,
travolgendo le forze del male…

 

 

 

 

NON DISPERIAMO

Non disperiamo
In questa triste situazione,
ma forse io la penso male,
che questa storia
arriverà sino a Natale…


Sto scherzando, ovviamente,
la primavera è ormai alle porte
e aggiusterà tutte le cose storte,
porterà salute e  nuove forze
speranze, rimedi e altre risorse.


Andremo fuori, a fare merendine,
pranzi e cenette, senza medicine…
Un bacio a tutti, daj forza, coraggio,
tra poco sarem fuori, forse a maggio,
da questo virus feroce
.. e facciamoci il segno della Croce!

 

 

 

 

MOSE’ AL SINAI

Mosè, salito, svelto, sopra il monte
prese da Dio le Tavole della Legge,
e scese giù,  tornando a quel suo gregge
d’uomini sovversivi, che, all’orizzonte,
aveva messo insieme tutto l’oro
per fare un vitello da adorare
come fosse Dio, una statua da venerare…

 

Ma Dio dall’alto aveva già visto tutto
e avrebbe voluto quel popolo distrutto
per quel bestiale abbrutimento,
poi rimandò Mosè all’accampamento…

 

Lui cercò dell’Altissimo l’ira, di frenare
ricordando di Abramo ed Isacco l’obbedienza,
consigliandoGli solo d’aver ancor pazienza

e lo invitò a calmarsi e perdonare.

 

Dio questa idea, dunque, abbandonò,
mentre Mose le Tavole della Legge spezzò,
acceso d’ira, vedendo il vitello e le danze,
pensando d’aver perso speranze,
al Sinai con le Tavole nuove tornò
e tutti i comandamenti rinnovò,
sperando che quel popolo senza speranze
avrebbe sopperito alle mancanze…

 

 

 

 

 

 

 

 

PASSARE IL TEMPO

*

In casa dalla sera alla mattina,
spendendo un po’ di tempo là in cucina,
cercando di far qualcosa di diverso,
per impegnare questo tempo perso.


Ogni tanto, mi affaccio alla finestra
per prender una boccata d’aria fresca.
poi,  torno dentro, a rimuginare,
come il tempo si possa far passare…
Computer e tv eppoi si gioca a carte,
oppure ci si inventa qualche altr’ arte…

 

Ma è difficile, però, andare avanti
con lo spettro di quel che può accadere…
con queste notizie troppo allarmanti
sul virus che non si può più contenere…

 

Ma non lasciamo che avanzi lo sconforto,
ricordiamoci che il Signore nostro è Risorto.
Verrà Pasqua e più non ci sarà quest’afflizione.
No, non ci lascerà in questa brutta situazione…

 


 

 

 

 

 

 

COME TIGRI IN GABBIA

Come tigri in gabbia ci aggiriamo
e da una stanza all’altra circoliamo,
ora spostando una cosa da qui in là
oppur proprio perchè non c’è niente da fà.

 

Guardando fuori nelle strade meste
e silenziose per via di questa peste
che ci sta sbomballando a più non posso…

Sembra che anche il semaforo rosso
da matto un pò si spenga, un pò s’accenda
mentre la sera sempre più scura si dirama
su questo ormai cupo panorama,
dall’uno all’altro capo della strada…

 

Ma il cuore non si arrende, anzi, più spera
che si modifichi, alfin, quest’amosfera
intrisa di morti e di malati…
Innalziamo, dunque, dell’Italia la bandiera
e il nostro sia un vero risorgimento,
e che del virus si spenga  l’eccessivo accanimento…

…Ma come finirà questa sciarada…?

 

 

 

 

 

 

BUON COMPLEANNO AD ENRICO

Lo so che oggi è il tuo compleanno,
amico caro, ma con questo malanno
senza pari, non possiamo vederci
né con te brindare…

 

Ma tanti auguri ti possiamo fare
con questi mezzi anonimi ma importanti
che ci permettono, sì, di andare avanti
e di mandarci pensieri seri ed anche barzellette,
riflessioni e talvolta canzonette,
che alle volte ci fanno scompisciare…

 

Più di questo non possiamo fare…
Gli auguri di persona, quelli aspetteranno,
se non augurarti col cuore “Buon compleanno”!

 

 

 

 

 

GESU’ DORME MENTRE NOI CI PREOCCUPIAMO…

Sulla barca Tu dormi tranquillo
e ti lasci cullar tra le onde
ma i discepoli,  pieni d’assillo,
mentre il mare le voci confonde,
a gran voce, davvero accorati,
ti invocano, già spaventati
il tuo sguardo sereno cercando:

 

“Signore,  noi stiamo affondando…

Non volevamo svegliarti, Signore,
con il nostro fare codardo…
ma ci premono cose nel cuore…

e Tu non ci degni d’uno sguardo…

 

Svegliati, Signore, perché siamo impauriti,
di questa pestilenza intimoriti…
Cerchiamo sempre di non disturbarti,
ma  Tu, resta con noi, non allontanarti,
e se dici di calmarsi alla tempesta,
sicuramente essa  si placa, eppoi si arresta,
se sente la Tua voce…, siamo ormai senza più risorse…

 

“Gente di poca fede, ma quante ne abbiam trascorse…?”
Voi fate di tutta un’erba un fascio…
Io, invece, sono qui con voi e non vi lascio..
E dico ai venti, alla tempesta, al mare,
 di stare calmi e più non disturbare…”

 

Ma io vi dico: Io sto qui con voi, sono il Dio Amore,
vi porterò in salvo, sarò il vostro traghettatore
e Dio vi ascolterà,  dandovi ancora ciò che è predisposto:
salute, vita e in un attimo tutto tornerà al suo posto…

 

 

 

TRE BAMBINI IN GATTABUIA

Dovrebbero dare una medaglia
ai genitori che ora sono a casa,
una medaglia al civil valore
ma soprattutto al loro grande amore…

 

Di fronte a me vive una famiglia,
giovane, gaia,  con tre bei bambini,
che ora stanno a casa per evitar malanni,
che qualche volta fanno i biricchini.

 

Il più piccino non ha forse due anni
ed ogni tanto, come una guerriglia
si sente dall’altra parte del muro
quando il gioco tra i tre si fa un po’ duro.

 

Non li vedo da tanto, ma no, non li molesto,
cercando di evitare ogni contagio,
ma nel cuore, stretto, provo il disagio
e nell’indecisione, elimino ogni pensiero e gesto…

 

 

 

 

 

 

 

IL DILUVIO

E Dio disse: Gli uomini fanno del male e son violenti,
pensano solo al dio denaro ed ai divertimenti…
Son menefreghisti, apatici e indifferenti
ai miei voleri non danno più ascolto,
sono sempre scontenti ed hanno distolto
il loro sguardo e impegno dai precetti divini
ed indolenti commettono abomini…

 

La terra è ormai corrotta, viziata, pervertita…
sarà il caso di dare una ripulita…
E’ giunta l’ora di rimediare al male:
mandiamogli un “diluvio universale”…
Solo un uomo è ancora simile a Mosè,
segue le leggi, è buono, sì è Noè…

 

Che si prepari e costruisca un’Arca
dove metter famiglia ed animali.
due d’ogni specie, e a mò di barca,
percorra la terra, le paludi e i mari.

 

Concluse con lui una santa alleanza,
eppoi iniziò quella mattanza,
mentre dell’Arca presero possesso
i figli di Noè  e  il gentil sesso,
poi tutti gli animali in coppia
e in quello stesso giorno, il diluvio scoppia:
ed eruppero dalla terra sorgenti,
cateratte dal cielo, strani avvenimenti,
e piove a dirotto per quaranta giorni,
su tutta la terra, nei dintorni..

 

La pioggia corse greve e ininterrotta,
uccidendo la genia degli uomini corrotta…
Dio fece scender la pioggia a più non posso
finchè sul mondo, di nuovo il sole fu rosso
e nel cielo  c’era un sole straordinario…

 

Era finito, alfine, quel calvario…
Un mondo nuovo, una terra asciutta,
da rinnovare, da rimetter su tutta…
E Noè ringraziò il Dio con noi
per averlo salvato con i suoi.
Offrendo sacrifici, edificò un altare,
poi nel cielo venne un  grande arcobaleno
e tutto ritornò pulito, ormai tutto sereno…

 

 

 

 

 

 

SENZA DIO, SENZA AMORE…

Il Signore disse:
“Io proprio non sono soddisfatto,
vedete quel che avete fatto
perche’ ormai non credete più a nulla?
Tutto va avanti, ma tutto poi si annulla…

Qui ognuno va per un suo cammino,
senza curarsi di nessuno, nemmeno del vicino,
dimenticando gli altri…  senza comune denominatore,
tutti dispersi, senza più un briciolo d’amore…

L’ira di Dio ormai si è proclamata…
e in questo passato scorcio dell’ultima annata
avete fatto troppo, senza pensare agli altri…
solo pensando a quel Dio danaro
che alla fine, in bocca, lascia un po’ di amaro…

Ed ecco ora questi millle e mille catafalchi
che racchiudono morti senza sosta…
forse la colpa è solamente vostra…
Siete uccelli da preda, come i falchi…

 

Questo anatema  incombe sulla vostra vita,
forse tranquilla, ma purtroppo senza Dio, senza amore…

Con arroganza estrema l’avete costruita,
senza darvi pensiero e senza ardore…
occupandovi solo delle cose di ogni giorno,
senza mai guardarvi un poco intorno,
pensando che la pazienza di Dio fosse infinita…

 

 

 

 

 

TRIDUO DI PASQUA

 

 

 

LA NOTTE DEGLI ULIVI

Santino del pittore Mario Barberis

 

Questa è la notte degli ulivi,
piccole lance acuminate
che trapassano il tuo Cuore.
Nessuno ascolta il tuo pianto,
nessuno ascolta il tuo grido:
"Non la mia,
ma la Tua volontà si compia!".

Altre lance ti feriscono nella notte
e ancor più il bacio di un amico.
Nella notte degli ulivi si snoda
la tua via dolorosa
che ti innalzerà tra terra e cielo.
Ecce Homo!

Tra quelli che gridavano "Crucifige",
tra i torturatori che ti flagellavano
c'ero anch'io.
Anch'io ti posi sulle spalle
la pesante croce e ti derisi
vedendoti cadere.
Ero là, sul Golgota,
attratta da quel tuo corpo disfatto,
dalle membra doloranti,
dal viso e dallo sguardo perso
in un dolore umano e sovrumano.

 

"Mio Dio, mio Dio
perchè mi hai abbandonato?"


Ero là quando
nel buio di quella notte improvvisa
tu perdonasti con amore l'umanità
e l'affidasti a Tua Madre.
Il tuo ultimo grido
perforò la mia coscienza
e l'universo intero,
giungendo
al cuore stesso di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

SABATO SANTO

Nel profondo della terra, tra profumi
e lacrime di donne affrante,
giace il tuo corpo disteso
nell’abbraccio della morte…

Sembra che dormi...

 

Sereno, il Tuo volto non fa trasparire
Il segno delle umiliazioni…

E il mondo, fuori, è come fermo,
sospeso,
in attesa di una buona novella,
di una nuova vita…

 

 

 

 

 

 

RISURREZIONE

Quadro del Pittore Mario Barberis

 

Il Tuo Corpo, Signore,

ha ancora i segni delle percosse,

il Tuo costato martoriato

ha ancora il segno del colpo di lancia,

sul Tuo Volto, il sangue rappreso,

sulle Tue mani, Signore,

ancora il segno dei chiodi...

Ma, il tuo Corpo, anche se presenta ancora
i segni dell'egoismo che affligge l'umanità,
rifulge, ora, di nuova luce, di nuova vita...


Eccoti, di nuovo, Signore,

accanto a noi, in mezzo a noi,

a riportarci un'altra alba,

un altro alito creatore.

 

Lasciamo che la Risurrezine di Cristo
illumini la nostra esistenza,

rinnovi le nostre azioni,

ci riempia di Fede, di Speranza, di Carità...

 

 

 

 

 

INTERMINABILI GIORNATE

Interminabili sembran le giornate,
chiusi così, ognuno in casa sua,
cercando cose nuove e strampalate
per far passar le ore e le serate…

 

C’è chi in esercizi fisici si affanna,
chi risolve sciarade e indovinelli,
chi crea nuovi intingoli ai fornelli,
sfornando torte e maritozzi con la panna,
chi vede la Tv o i film a iosa,
sognando una vita avventurosa…

Ormai, c’è venuto quasi a noia
questo divieto di uscir di casa,
cerchiamo a volte qualche scappatoia
per andare a comprare qualche cosa
che forse non ci serve, ma serve come scusa
e prendiamo qualcosa alla rinfusa
negli scaffali del supermercato:
un po’ di pasta, frutta, sapone da bucato…

Ehi, cervelloni, forza, dai…
Trovate, per favore, sto’ vaccino
Fateve dà, dai cinesi, però, un aiutino…
sennò so’ veramente guai…

 

 

 

 

 

 

FORZATA PRIGIONIA

Io penso che questa forzata prigionia
portera’ molta gente alla pazzia…
Andiamo in giro un po’ come gli automi,
come naviganti senza più timoni…

I nostri scambi di parole sono ormai costretti
a poche frasi al volo,  come tanti bimbetti
che ormai non sanno più comunicare…
Così non si può continuare..

Andiamo per le strade come ectoplasmi,
le facce grige, ormai senza entusiasmi,
facciam le file, buoni ed ubbidienti,
per comprare anche solo i detergenti,
(non so se è una scusa per uscire,
o scambiar chiacchiere con quelli che incontriamo…)
facciamo due passi per sgranchire
le ossa un po’ compresse… Daj ricominciamo…

A vivere una vita un po’ più intensa,
non questa qui, così nebbiosa che ci scompensa
e non ci fa vedere, a breve, una soluzione
a questo virus, a questa alienazione…
Daj, forza, tutti facciamo coraggio,
che dopo aprile, ormai verrà il maggio
d’una nuova redenzione…

 

 

 

 

 

 

AUGURI A ORNELLA

Oggi è il compleanno di Ornella,
le faccio tanti auguri per una vita bella,
senza problemi, senza difficoltà,
senza pensieri e senza età…

Forse è solo una fantastica utopia,
ma daj mettiamoci un poco d’allegria
in questo momento così incerto,
incomprensibile… una specie di deserto
dell’anima e del cuore…
Ma tu, sei circondata dall’amore,
oggi e sempre, di figli e di nipoti
che ti sono e ti saranno, sempre devoti…

Ti siam vicini, in questa lontananza,
difficile momento, ma non privo di speranza,
in cui scacciar con forza, come impavidi guerrieri,
pensieri cupi e ti inviamo abbracci, sorrisi ed auguri veri...

 

 

 

 

 

 

PICCOLA USCITA

*

E domani, per rallegrare una mattina uggiosa
andremo in un negozio a comprare qualcosa,
la carta scottex,  un portaposate ed una cesta…
Piccola cosa, ma sarà come una festa
poter far quattro passi all’aria aperta
e sembrerà un contrasto nella città deserta
in cui, muniti di guanti e mascherina
ci muoveremo come automi, senza adrenalina,
o come naviganti senza ormai timoni,
che vagano in  strada, mentre in cielo gli aironi
liberi volteggiano  emettendo i loro striduli suoni…

 

 

 

 

 

 

 

PAPAVERI E PAPERE

°

Un giorno di maggio, che dirti non so,
andrem per le vie… a fare… non so,
per strade affollate ci inoltremo…
Il 4 di maggio chissà che faremo,
senza timore, senza apprensioni,
lasciando felici le nostre prigioni…

 

Ma stiamo attenti a non esagerare,
la vita è sempre un asso da giocare…
Al bar, da Mauro, al cinema è presto ancora,
ma c’è una cosa che proprio mi addolora…

 

L’unica cosa che noi  vorremmo fare
è i nostri nipotini riabbracciare…
o non potremo, forse, ancora andare…?
Dal parrucchiere ci potremo accorciare
i capelli ormai lunghi e scarmigliati?
Chissà se saremo accontentati…

 

Forse sarà un azzardo, una stupidità,
a dire quel che dico, in verità…

Ci sarà forse voluta dell’abilità…
ma questo Covid chi ce l’ha attaccato?
Io penso che qualcuno l’ha inventato…
eppoi l’ha immesso nel mondo, sul mercato…

Centinaia di migliaia i morti, senza precisione,
in tutto il mondo, forse sarà stato un affarone…
Ma per chi? Ma perché…?
Non abbiamo risposte certe, ohimè…
Le domande rimangono insolute,
intanto in un baratro le nazioni son cadute…

 

 

 

 

 

 

 

 

AUGURI A MARIO

*

Un augurio che viene dal cuore,
per il tuo compleanno senza clamore,
senza sfoggi, né festeggiamenti…
Ma ci saranno poi, altri momenti
per ridere e brindare senza impedimenti…

Al momento, dunque, ti abbracciamo,
non di persona, ma solo virtualmente,
come la nostra legge ora consente..
Prima o poi, vedrai, ricominceremo,
riemergeremo da questa selva oscura
e nulla potrà farci più paura…


Rinasceremo  ad una nuova vita,
più serena,  più pregna, più arricchita,
magari con qualche nuovo sbocco,
e qualche altro piccolo ritocco…

Beh, son la solita, annoio con questa rima,
ma finirà, presto, questa nostra Hiroshima…

 

 


 

 

 

 

TI ABBIAM LASCIATO SOLO NELLE CHIESE…

Ti abbiam lasciato solo nelle Chiese,
al buio, al freddo, senza candele accese…
E questo va avanti già da qualche mese,
senza preti, fedeli e senza più funzioni
nè Messe, funerali od orazioni…

 

Qualche prete dice Messa sopra i tetti,
senza fronzoli e senza chierichetti,
seguiti dalla gente  che si affaccia sui terrazzi
che, ormai confusa, non esce dai palazzi…

 

Tu ci guardi, dolente, dalla Croce,
dicendo, sommesso, a bassa voce:
“Vivete nel caos, senza ascoltar consigli,
senza ascoltare mai il mio richiamo…

 

Ma perché vi ho creati… brava gente?
Eppure, lo sapere, cari figli
che vi ho dato tutto, che vi amo,
ma voi, talvolta, non capite niente…

 

Ma la pazienza mia, sta per finire…
E voi, ora che farete?... che potete dire…?

 

 

 

 

PRIMO DI MAGGIO

*

E’ un PRIMO MAGGIO
un pò fuori del comune,
senza feste, né pic nic, nè  baldoria…
Daj, forza, facciamoci coraggio,
il Covid regredisce, si presume
e tutti brinderemo alla vittoria…

 

Le maniche, forza, rimbocchiamo,
coraggio ed ottimismo, sicuro che ce la facciamo…
Senza, però, farci venire strane idee in mente,
vivendo questo tempo quietamente,
togliendo via cose superflue e futili…
Andiamo al punto… cerchiamo cose utili.

 

Non riprendiamo la solita vita, affaccendata,
daj, diamoci, vi prego una calmata…
riprendiamola in mano gradualmente,
senza il superfluo,  solo l’essenziale
andiamo all’obiettivo principale
sennò questo virus non ci ha insegnato niente…

 

 

 

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Alcune foto sono state prese da questi siti: *

 

- https://lamenteemeravigliosa.it/costruito-vita-castello-carte/

- https://www.viverepesaro.it/2020/05/01/coronavirus-ricci-primo-maggio-a-casa-non-si-abbassa-la-guardia/786677/

- https://www.focusjunior.it/scuola/storia/hiroshima-70-anni-dalla-bomba-atomica/#main-gallery=slide-5

- http://www.arcibologna.it/papaveri_e_papere_presentazione_del_centro_estivo_al_circolo_la_fattoria.html

- http://www.mondourania.com/urania/u641-660/urania651.htm

 

- https://www.giornaledipuglia.com/2020/05/a-spasso-tra-le-grandi-epidemie-della.html

 


 

 


 

 

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