Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, le poesie sono di creazione della Dottoressa Rosita Taddeini, mentre le foto e la grafica sono state curate da Cartantica, tranne quelle realizzate da Andrea Leganza che compaiono nel sito con il link a http://www.flickr.com/photos/neogene
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo citando esplicitamente per esteso (Autore, Titolo, Periodico) il lavoro originale."

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SILLOGE DI POESIE


LA VITA È AMORE

(1978-1987)

 

Ai miei fratelli di sangue e spirito,
perché la loro esistenza mi ha permesso di
affogare l’io - e tuffarmi nel mare
dell’’Amore che è donazione.

 

TESTIMONIANZA

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QUELLA NOTTE...

Vidi la luce
e in quella notte persi Ia Luce
Ho perso la Luce,
ma ho trovato il Fuoco che dà Luce

TRANSUMANAZIONE


Queste mani
sostengono pane,
queste dita
sollevano vino,
queste labbra dicono parole.

Perché tu hai fame,
perché tu hai sete,
perché tu piangi.

Ma lo non sono
nè carne, nè Sangue
nè Amore.

Tu mi vedi
Tu mi senti
Ma non comprendi:

Che lo sono dissolto,
dissolto in te
per lenire il tuo cuore.

lo perdo la vita
non ho più respiro
perché voglio la tua vita.

L’Amore placa ogni dolore.
Non sentire è soffrire,
ma dolce è per te morire.

Saziati, dissetati
mi trasfondo in te.
Ti dono Me,
pace infinita.


UN GRIDO D’AMORE


Dammi la tua mano
stringila forte da mane a sera,
voglio dividere la tua sorte
voglio donarti Il mio calore
qualunque sia la tua mano
gialla, bianca o nera.

Io piango se tu piangi
se io sorrido
voglio vedere il tuo sorriso,
voglio darti la mia gioia.
Il cuore non ha colore
sa piangere e gioire per tutti.

La vita è come una rosa
bella tra tante spine,
la rosa tutti vogliono coglierla
possederla per ammirarla,
così tutti la vita voglion viverla
per totalmente donarla.

L’amore fraterno
è un vincolo affascinante
un sentimento ardente, vero.
Ascolta questa voce allettante,
accetta l’aiuto sincero
amiamoci, uniamo i nostri cuori
nel crogiolo Eterno.

HO CERCATO... E TROVATO LA GLORIA Dl DIO

Ho calcato la terra
attraverso tunnel di alberi
Ho corso veloce come il vento
per conoscerne la meta.
Ho calpestato il mare
lambendo le onde,
frenetica ho raccolto conchiglie
per conoscerne la voce.

Ho percorso il cielo
profondo e le stelle del firmamento
Ho aspirato, inebriata, la luce
per conoscerne lo splendore.
Ho vissuto la vita
effondendo sentimento
Ho amato gioie e dolori,
per conoscere la pace.

Alfine ho toccato il fondo
sfiorando il tempo e l’io
Ho scoperto nell’uomo
la Sua essenza, la gloria di Dio.

ORA DI ADORAZIONE


Bianca troneggioa
candida come neve
splendida come luce.
In mezzo a un turbine
di vesti bianche
tra un coro di vergini.
eccelsa, l’Ostia Immacolata
Gli occhi vedono in terra
un'assemblea del cielo
ma tanto chiarore
è una vampa di fuoco
che avviluppa l‘Uno e tutti
nell’ardore d’amore
in quell’ora premeditata.

Adoratrici e Adorato
vivono all’unisono,
fusi in un sol cuore,
l’ebbrezza infinita
della più dolce melodia
dell’amore, nell’amore, per l’Amore

ENTRANDO NELLA CAPPELLA
DI VIA MACCHIAVELLI


O Dio vivente
che nel silenzio attendi
l’anima implorante,
l’anima penitente,
l’anima riconoscente
colui che vive per la tua morte.

O Dio potente
quanto è strana la Tua sorte
Sei lì che aspetti
anche un solo cuore
che si accorga di Te
e ti doni un po’ d’Amore.

O Gesù dolcissimo
vivi nella penombra
e sei la Luce del mondo
perché dissipi le ombre
dell’anima in penam
donando grazia irradiante.

O Santo Santissimo.
Sei nascosto in un'Ostia
e sei l’immenso.
Sei un’invisibile fiamma
e fai divampare un incendio.

Ti prego mio Dio,
fa capire al mio cuore
questo Mistero d’Amore.

LE CENERI


Le pupille emanano
luce e sorriso,
quando la mano
incontra il tuo viso.

Il cuore sussulta
all’incontro fraterno,
di gioia esulta
per questo bene eterno.

La mente spazia
n ell’orbita d’amore,
di pace sazia
l’avido ardore.

Ma ogni beltà
sfiorisce con mistero
perché racchiude la verità
della quale è prigioniero.

Sei cenere
e polvere ritornerai
non crearti chimere,
non esaltarti mai.

Pensa umilmente
agisci con fede e semplicità.
Ti attende il Supremo Ente
con Infinita Bontà

INNO


Beato il seno
che ti nutrì non latte, ma
amor bevesti.

Beato Il cuore
che ti difese,
non forza, ma
pietà apprendesti.

Beate le braccia
che ti cinsero,
non culla, ma
altare ti offersero.

Beati gli occhi
che ti sorrisero,
non sentimento, ma
il cielo ti palesarono.

Santo Colui
che nacque
da Colei alla quale
aveva dato vita.

Santo Colui
che con il suo dolore
d’ogni colpa
cancellò l’orrore.

Santo Colui,
che con la Sua morte
a tutti
donò la vita.

Santo Colui
che con il Suo Amore
testimoniò Dio,
Misericordia infinita.

Gloria, gloria
a Te nostro Signore,
osanna a te Vergine Maria
regina del nostro cuore.

A MARIA SANTISSIMA


Ancella umilissima
a stento difesa
da povere pareti,
sulla terra inginocchiata
aspiri il Cielo
ma commossa esulti
per le fiamme d’Amore
che ti rivelano quanto sei amata.

Vergine purissima
allorché sei invasa dalla Luce,
che ti ricolma il cuore,
apprendi, comprendi
la novella dell’Annuncio,
la Volontà del Signore
e pronunci il Tuo Si
a Dio, Bontà Infinita.

Credi, palpiti all’unisono
al nuovo palpito di vita
e, figlia diletta del Creatore,
sei eletta a Madre Benedetta.
Per virtù Divina
nel Tuo Seno Immacolato,
il Figlio dell’Altissimo
si è rifugiato.
Il tuo sorriso soave
guida i Suoi primi passi
che saranno per l’Uomo
Via, Vita e Verità.

Al Padre, al Figlio, Tuo Signore
nulla chiedi, tutto doni
sublimata nell’Amore.
Ai piedi della Croce
silenziosa, sempre ubbidiente
soffochi ogni dolore,
ed estendi all’Umanità,
per Volere di Tuo Figlio,
la Tua Sublime Maternità.

Maria più del sole splendente
straripante scrigno di virtù,
cuore della Santissima Trinità,
Avvocata sensibilissima
di ogni creatura sofferente,
pietà, pietà di noi,
sostienici nel cammino verso l’eternità.

DA CASTROCARO A FORLI


Chiusa in me,
aperta a Te,
cammino lungo la via.
Voglio tacere
voglio sentire
la Tua voce, non la mia,
consumarmi come un braciere,
in Te morire.

Sei nel sole cocente,
sei nella brezza sussurrante,
nel rumore stridente,
nel cane abbaiante.
Per Te l’usignolo canta
per Te il fiore sorride
a Te Il vecchio prega
ma nessuno si vanta.

Tutto è come le zolle
rivoltate al sole
in attesa del seme
per divenire fruttuose.

O Padre del mondo
getta in tutti il seme,
la Tua Volontà, Signore.

Avremo opere maestose,
l’udito vero per sentire,
la vista chiara per vedere,
il cuore pronto per capire
il Tuo Mistero d’Amore.

REALTA’ DIVINE


Il celeste sfuma In rosa
Il rosa cangia In rosso
il rosso vita in fulgore:
E’ l’alba.
Raggi di luce intrecciano le onde,
l’aria luminosa si veste di porpora
e all’orizzonte muore...
E’ il tramonto.
Il sole, la luna, le stelle
parlano alla terra
nel defluir delle ore
E’ il tempo.

Prigioniera di un verde calice
la rosa sorride al sole,
dischiusa pavoneggia il suo splendore:
E’ una gemma della flora.
Librata nei cieli azzurri
la rondine taglia come freccia
l’etere attonito.
E’ una specie della fauna.
L’occhio vede, ammira
si inebria dell’incanto
allorché l’orecchio afferra l’armonia
E’ l’uomo, assetato.

Di Te, Dio Onnipotente,
che per Amore creasti il creato
e ricolmasti di tante beltà
la Verità.

UN GIORNO Dl PIU E’ UN GIORNO IN MENO


Se hai poca fede
ogni speranza crolla.
Se hai tanta fede
la ricompensa è grande.
Credere, non è ubbidire
ma è amare.
Credere, non è primeggiare
ma è sentire.
Credere non è fantasticare
ma è vivere.

Perché ogni giorno di più
non sia un giorno in meno
ma un’eternità,
che inizia da questa vita,:
poiché Chi ha testimoniato
la Verità
ci ha amato
ed ha per noi Carità infinita.

NEL FLUIR DI UN DI’


Oggi dolore
mi colse
ed il cuore
languì desolato.

Oggi spina
ml trafisse
e l’animo
pianse disorientato.

Bene al male
restituir vorresti
ma pene
ne ottenesti.

Ma per virtù
del Tuo Amore
si spense
ogni dolore.

 

VERSO L’INFINITO


Come una foglia
appena adagiata
sul pelo dell’acqua
di un ruscello,
in corsa verso il mare,
nessuna resistenza oppone
alla corsa sfrenata,

così l’anima mia
affidata all’onda travolgente
della Tua Carità
corre sicura
al mare infinito dell’Eternità.


*****

PERCORSI

STRADA D’AUTUNNO

Lungo asfalto
avvolto nella nebbia autunnale,
che prepotenti raggi di sole
fugano per rendere caldo
come le foglie ondeggianti
delle fronde...

Verde, giallo, bruno, rosso
sono i colori che ti corrono incontro,
donandoti inebrianti tunnel
di ombre e di luci,
cosicchè quest' iter grigio
è tutto luce iridescente
che fa l’animo esaltare.

Che splendore è la natura,.
ogni età, ogni tempo
è ricco di bellezza,
è visione d’armonia
che il cuore fa cantare
e tutto amare.

ROMA A PRIMAVERA


L’aere s’agita lieve
alla brezza primaverile,
solleva delicatamente
un bianco vortice di petali,
che danzando, incipriano
Il grigio asfalto delle strade.

Le acacie vestono a nuovo la città
e le pieghe delle vesti ondeggiano
perché le piccolissime, candide foglie
vibrano, percosse da un nuovo vigor di vita.

Il sole gioca silenzioso, intanto,
fra le gemme degli alberi maestosi
dei lunghi viali di Roma antica,
accarezza dei giardini il verde manto,
scherza fra i pilastri dei ponti famosi.

Veramente la primavera è nostra amica,
strappa prepotente al cuore
un canto di gioia e ringraziamento
per tutti questi doni d’amore,
se pur nella fugace visione di un momento.

 

SUL LAGO DI THUR


Una folla attende discreta
l‘arrivo o la partenza
di un bianco traghetto.
Una sirena annuncia
l’inizio inconsueto
di un sospirato progetto...

Le azzurre acque del lago
ondeggiano con un brivido
e dolcemente carezzano la costa.
Scopro che in ogni angolo
sorridono con i fiori
donando gioia ai cuori,
sollievo alla sosta.

Bianchi gabbiani sfrecciano
velocemente a poppa e a prua
sfiorando il pelo dell’acqua con delicatezza.
Variopinte vele, lucenti di sale,
guidate dal vento,
filano per l’umana destrezza.

Cielo, terra e lago
sono fusi all’unisono
con l’anima in un canto all’Eterno.
L’occhio cerca irresistibilmente,
per gratitudine,
le guglie di un convento
ma rinuncia
perché si accorge immediatamente
che è in te Dio,
la bellezza d’ogni elemento.

A ROCCA Dl PAPA DAL TERRAZZO
DELLE SUORE D’IVREA


Alle falde di un monte
di verdi boschi ammantato
si cela di vita un'imprevista fonte
che lascia l’essere annientato

Guardi trasognato, esterrefatto
quegli usci arroccati fra loro serrati
e subito sei follemente attratto
a lasciare i ricordi ormai passati.

Svettano gli occhi fino al cielo
che ti sembra vicinissimo.
Si squarcia d’improvviso il velo
e vedi ciò che vuole da te l‘Altissimo..

Una ringhiera ti serra,
credi quattro mura la tua dimora
ma non sei più sulla terra,
mentre godi l’incanto di quell’ora.

E’ sogno o realtà?
Vedi quella bellezza infinita,
senti che è Verità
e comprendi finalmente l’essenza della vita.

UNA VELA


Nella chiara luce del mattino
sull’onde increspate dal vento,
nella scia brillante del sole,
dalle rive del Garda parte
una vela.

Sfida sicura il vento
coronata da bianca spuma,
cullata dall’azzurra cuna,
accompagnata dal. volo
di un gabbiano.
Lascia le verdi sponde
ridenti dl luce ed ombre,
olezzanti prati in fiore
per una frenetica corsa
sul lago.

Una mano sicura
frena la bianca vela
che sembra navigare,
ma vola nell’aere terso
il timone.

Porta lontano dalle sponde,
dal gorgoglio delle onde,
dalle case addormentate
dal saltellio dei passeri
un bagaglio:
di sogni e speranze,
riflessioni e programmi,
paure, affanni,
volontà, desideri,
tutte le aspirazioni dell’Amore.

Solca il lago
quella vela,
tagliano il cielo
quelle ali,
ma entrambe son guidate
dal palpito di un cuore.


A CASTROCARO ALLE 4 E MEZZO


Nel cupo firmamento,
sul finir della notte,
una stella saluta
delle tenebre il tramontar,
dell’alba le luci chiama.

E’ un divino momento
che placa dei sogni le lotte,
ingiunge all' amor
ogni fluir del tempo.

Appena, appena all’orizzonte
delle case si intravvede la trama,
il profilo del monte
il risveglio della vita.

L’orologio della torre
solfeggia le ore lentamente.
Tutt’intorno è silenzio profondo,
pace infinita.

La mente ebbra corre,
spazia per il cielo timidamente,
cavalca felice gli anni di luce,
annulla sicura nel cuore
ogni epoca e tempo.

Nella notte silenziosa
sei libera, leggera
come la brezza del vento,
come i petali del fiore,
chiara come Venere radiosa,
gemma del firmamento.

Quando si dissipano le ombre
si dissolve ogni mistero,
non solo la stella è luminosa,
ma ogni emanazione di vita
del cosmo e dell’universo intero
a modello dell’Artista Supremo,
fonte di Bellezza infinita.

LE CASCATE DI NARDIS
(Prima meta per Madonna di Campiglio 15.8.80)


Improvviso appare
sull’alto, verde orizzonte
una massa d’acqua spumeggiante.
Discende fragorosamente
rimbalza, zampilla
di nuovo su un masso si raccoglie,
poi precipita immediatamente.

Forma una cascata di spuma,
che rende l’aria sonora,
fresca, scintillante,
alla terra, ad ogni pianta,
al piccolo sasso e al passante
regala una perla d’acqua
timida e tremante.
Ma in sé ha racchiuso
il mistero parlante,
la mano invisibile,
il Cuore ardente
dell’Ente Supremo,
che crea queste bellezze,
gioia dell’occhio e della mente,
eremo dl felicità
alla creatura errante
in cerca di sé, di Lui,
dalla terra fino a quell’altezze
per scoprire ogni entità,
assaporarne la purezza,
viverne la Verità.

Vestita di sole
con ali di vento,
tocco il cielo
e placo il tormento
quando mi nutro di luce
e aspiro l’immenso.

CORRETE, CORRETE...


Vi prego
attenti
ascoltate tutti in silenzio
ciò che desidero dirvi,
mentre correte
per le vie dei mondo:

“Guardate
i giochi di luce,
le corse delle ombre,
le danze delle foglie.
Apprezzate
le carezze del vento
il colore del sole,
del mare il lamento...
Osservate
le gemme dei rami,
il verde dei prati,
l’azzurro del firmamento.
Accarezzate
il dischiudersi dei fiori
il volo delle rondini,
la bianca chioma dei vecchi.

Ascoltate
il pianto dei nati
il gioire dei cuori,
i dolori dell’uomo.

Comprendete
le ansie delle madri,
l’impegna dei giovani ,
il vuoto degli insensati.
Scoprite
la potenza di un sorriso,
l’entità di una lacrima,
la preziosità di un abbraccio,
di un perdono.

Correte, correte
ma afferrate
questi tesori.
Correte, correte ma aprite
il cuore all’Amore...
quell’amore
che E’
in ogni cosa dell’universo,
che segna
ogni secondo della vita,
che non ti lascia solo
perché è
Verità per ogni cuore
che cerca l’Eternità.

PENSIONE MARIA ELISABETTA
A GARDONE RIVIERA


Un lago
una riva
cento luci

Una musica
un cielo
cento sogni

Una pensione
una terrazza
cento mete

Immediatamente tutto,
seppur lontano,
lo spirito ottiene,
lasciando il corpo disteso
nella penombra e nel silenzio.

Vive le luci
realizza i sogni, raggiunge le mete,
eludendo limiti
e barriere

Unendosi al soffio del vento,
all’ondeggiar lento dell’acqua,
al sospiro lieve delle fronde,
elevando un unico
canto di grazia
per cento, mille doni
che l’anima riceve
in questo luogo d’incanto.

LUCI NELLA NOTTE


Una, dieci, cento,
mille luci nella notte
si accendono e fugano
l’oscurità.
Sono bianche, gialle, rosse
raggi di luce
che dardeggiano, ferendo
l‘immensità.

Lontane e vicine
sono la vita
di case, strade, macchine
in velocità.
Sono fulgide stelle
della terra
che l’occhio confronta
con semplicità
con quelle lontane
del cielo
che in sé racchiudono
l’eternità.

 

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RICORDI

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NEL GRANAIO


Pareti corrose dal tempo,
dall’umido, striate artisticamente,
trattenute da travi tarlate
a stento, longitudinalmente.

Sul pavimento la terra affiorata
dai mattoni sconnessi,
scricchiola rumorosamente
e alle scarpe rimane attaccata.
Il pavimento, ai lati delimitato
da un muro geometricamente,
non racchiude più il grano ammassato
ma una pala, lasciata tristemente.

Dalle inferiate arrugginite
di un piccolo finestrino, timidamente
si affaccia il sole e mite
offre calore tutt’intorno, delicatamente
Un topino all’improvviso disturbato,
si nasconde velocemente
ma un centopiedi non disorientato
attraversa la stanza lentamente.

Nell’angolo, volutamente
abbandonato per inadempienza,
ogni attrezzo è religiosamente.
velato, da opere ricche di sapienza.
Sono ragnatele finemente
traforate, dal sole illuminate
che i ragni tessono saggiamente
senza limiti di tempo, per annate

Il grano era la tua luce, ininterrottamente
di notte, di giorno, nell’arco degli anni
ricompensava con abbondanza, gioiosamente
ogni sacrificio, fatica, affanni.
Ora il granaio, silenziosamente
avvolto nel mistero e pietà infinita,
offre solo rifugio, scherzosamente
ai ragni, non più al grano, segno di vita.

RICORDI VIVI


Quegli occhi,
il tuo sorriso,
quella testa bianca,
il tuo profumo,
quelle mani operose
i tuoi gesti affettuosi,
quel cuore,
i tuoi pensieri premurosi,
quella voce,
i tuoi discorsi ansiosi,
quella cara presenza,
il tuo grande affetto.

Dove sei, dove sei?

Non vedo
niente, nessuno.
Chiamo, chi chiamo?

Cerco, guardo,
apro, chiudo, ascolto,
ma è silenzio.
Non vedo
niente nessuno.

Sono immagini
quelle sembianze
che mi corrono incontro,
ricordi, quegli occhi
che sorridono.

Sono ricordi, quelle labbra
che dolcemente bisbigliano.
Sono ricordi, quelle mani
che preparano ciò che è perenne,
nell’attesa dell’incontro.

LA NONNA ROMAGNOLA


Grigia la testa
capelli accuratamente
raccolti in treccia
sulla nuca ordinata,
trattenuta dalle vecchie
forcelle d' osso.

Volto pulito
serena, sorridente
scattante come freccia
da nulla influenzata,
eretta cammini
sicura, di ciò che ti ha mosso.

A fiori la veste
dai piccoli disegni, semplicemente
abbottonata davanti,
modicamente scollata,
a seri colori, ma
pulita, ordinata.

Cammini, non corri
a passo veloce
Sai che la fatica ti attende,
ma festosa l’affronti
come le gioie e i dolori
cali la fede, che ti stato donata.

Dimostri gli anni
di lavoro fisico, non della mente
ma le rughe sono collane,
preziosi gioielli
per una vita vissuta,
con gioia amata

CADUCITA’ DELLE COSE...
(A MIA MADRE)


Erano luce i tuoi occhi,
erano calde le tue mani,
dolce il tuo sorriso,
fiore del tuo viso.

Ogni cosa viveva tra le tue dita,
mentre il cuore palpitava,
e a piene mani donava
a tutti ogni gioia di vita.

La tua anima
nascondeva il sole,
sembrava che la tua vita
fosse un fresco fiore.

Ora tutto è ricordo,
silenzio profondo.
Sei un cartoncino colorato
e dalla cornice sfidi il mondo.

Sorridi,. sorridi ancora
ma muta guardi i fiori
che ti circondano,
esasperata offerta di baci.

I petali cadenti
ai piedi della tua fotografia
sono l’amara realtà
della legge della caducità.

Così cose e creature
il tempo porta via,
proietta a mete future,
celando il presente quale sia.

ALI SUL CASTELLO


Un frullo d’ali
ed una nube nera
si libra dai ruderi
e vela il cielo.
Dall’alto, come squali
sfrecciano a picco
centinaia di corvi neri,
gracchiando rumorosamente

Stupefatti i merli
del castello diroccato
guardano silenziosamente
lo spettacolo vivente.

Quelle mura d’altri tempi
parlano di ricordi,
di anni lontani
di uno splendore tramontato.
Sono resti fastosi
sgretolati dal tempo,
ricoperti per ironia
dalla vite del Canadà.
Amano i voli del corvi festosi,
unico segno di vita,
la loro sgraziata sinfonia
alle ombre del passato.

Sotto il cielo azzurro
In alto, sulla verde collina,
quel maniero incantato
affida alle ali della sua vita,
al vento ciarliero, il ricordo
della sua maestosa armonia.

LE CAMPANE


Una dolce melodia
echeggia nell’aria.
E’ suono di campane
che chiamano all’Ave Maria.

E’ un rintocco, che per incanto
ti riporta al tempo passato
quando giovane spensierato
correvi senza meta, per la via.

Guardi felice le campane
quell’altalena festosa,
che ricorda l’ora amata
le memorie del tempo, sepolte.

Come allora, bianche colombe
circondano il campanile
volteggiano nell’etere senza posa,
assetate afferrano la dolce eco
e la donano, messaggeri d’amore.

Così in un giorno qualsiasi
quella musica fuga dal cuore
ogni mestizia e dolore.
Non sei più vecchio, né vile
ma rinvigorito gridi gioia al Signore.

BONTA’ DI CUORE


Sotto un cielo di luce
su quattro panche ritorte
riposa un vecchio stanco.

A terra il suo fardello
racconta la triste sorte.
di un passato lontano.

Ora il parco è il suo regno
in cui osa allungare la mano,
cantando uno stornello...

La testa è bianca,
ha della povertà ogni segno
ma ancor sorride.

E non si stanca
di vivere di nulla,
di mostrarsi a chi lo vede.

Divide la bocca ed il cuore,
quell’unico tozzo di pane
con i colombi, suoi compagni.

Così, felici, affrontano la fame,
il tempo, la tristezza
e la pena degli affanni.

Perché quel tozzo di pane
ha il sapore dell’Amore
e dei ricordi della giovinezza...

 

 

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SOFFERENZA

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ORE 11

Pronto, pronto
perché non rispondi?
E’ il mio cuore
che chiama.

Pronto, pronto
perché non rispondi?
Ogni chiamata la risposta
reclama.
Le dita, a mente
formulano il numero
ininterrottamente
ma il silenzio somma
dolore al dolore.

Perché, perché
questo silenzio di morte?
Mi giunge distintamente
solo il ricordo della tua voce.

Quanta pace
mi donava.
Questo amore
mi rendeva forte.
Ora mi guardi
e con gli occhi della Fede
mi dici
“Taci, asciuga gli occhi,
la morte alcun non lede.
Tu non senti
ma io rispondo
perché sono vicino come sempre,
come quando i nostri cuori
vicini si rispondevano
e additavano Colui
che non si vede
ma è la Sorgente
di ogni Bene”.

IL GRIDO DELL’IGNOTO -
UN UOMO MAI NATO


In un giorno d’amore
fui concepito
ed immediatamente nacque in me
il desiderio di vita.
Ho creduto di essere un fiore
d i un giardino di viventi
ma subito ho capito
di essere un frutto proibito.

Della luce lo splendore
già sognavo, inebriato,
volevo godere disperatamente
del sole e del tuo seno il calore.

Anch’io ambivo avere
il dono divino della vita,
sentire il bacio delle tue labbra,
la dolcezza delle tue carezze.

Ora non il freddo
mi fa tremare.
Ma il tuo proponimento!

Guardo con terrore
quella sonda scrutatrice
e non ho più il tempo
di chiamarti senza fine
Mamma, Mamma, Mamma...

P erché invece di succhiare
sono succhiato, distrutto
e nessuno ode il mio grido di dolore.

IL POVERO STRACCIONE


Una montagna di stracci,
nascosto da una lurida coperta
si trascina faticosamente
per un vicolo affollato.
Pesanti buste pendono dalle braccia
mentre callose mani
spingono lentamente
un carrozzino sghangherato.

Intorno la gente passa velocemente
ma lui solo non vede, non sente,
porta con sé tutta la sua ricchezza,
inseguendo i pensieri della mente.

Cigolano quelle ruote arrugginite
sotto il misero fardello,
rincorrendo i sogni della giovinezza
che vanno al ritmo aritmico del cuore.

Una fune le tiene unite
come la volontà i suoi passi,
non più pesanti di fierezza
ma oppressi da ogni dolore.

Lo sguardo assente cerca lontano
un qualsiasi ultimo ostello
ove possa trovar calore,
al fine di quel peregrinare inumano.

UNA CHIAMATA SENZA RISPOSTA


"Mamma, Babbo
Babbo Mamma
Mamma, Mamma…….
quanto vi chiamo;
La voce si strozza in gola,
le lacrime mi velano
le pupille,
ma voi non mi rispondete
perché mi dite
“Noi non siamo”

Lo so,
ad un altro mondo
appartenete,
di coloro per i quali la vita
non si spegne.

Ma io vi chiamo
"Babbo, Mamma
Mamma, Babbo
Babbo, Babbo..."
e solo la Fede mi consola,
asciuga il pianto
e addita quella Luce infinita
che voi godete
di quel Volto Santo.

L’APOCALISSE BIANCA

Nell’acqua il feto nuota dal concepimento,
senz'acqua l’uomo inaridisce.
senz'acqua la terra s'indurisce
ed ogni segno di vita cessa sul momento.

Tesero in uno splendido dì visse
il lutto più cupo, il 19.7.85 a mezzodi.
La valle, per le acque del rio Stava patì
l’orrore e fu l’apocalisse.
Un boato, un turbinio di vento
precipitò giù una montagna di fango,
la valanga di un bosco divelto
accompagnata da un unico lamento.
L’acqua, pochi istanti prima, bianca,
spumeggiante, trattenuta dalla diga
divenne nera improvvisamente,
portatrice di morte, irrompendo a valle.

Pace, ordine, letizia
distrusse inesplicabilmente
come un tornado di mala sorte,
seminando orrore e mestizia.
Era verde Fiemme, sul monte
erano fiorite case e giardini,
era limpido l’orizzonte
ridenti le ville ed i bambini.

Un fiume di melma scura
coprì alberi divelti, piante
alberghi, fattorie, case
seminando terrore e paura.
Sangue vivo, corpi a brandelli
travolse sinistra l’ondata nera.
Una mano callosa e riccioli belli
affiorarono nel lago di terra, a sera.
Il minerale irrigidì il corpo di una madre
che stringeva fra le braccia la sua creatura.
A quanti, tanti questa furia della natura
tolse figli, fratelli, padri.
Morte, pianto, disperazione,
raccapriccio crescente, orrore
speranze, delusione,
nel fluir delle ore colpirono ogni cuore.

Perché, perché l’acqua, fonte di vita
ha spento ogni segno di vita???
Perché, perché, il sorriso, il pianto
del mio figlio più non sento???
Come può la luce del sole
illuminare l’orrendo male
di corpi decapitati, schiacciati, distrutti
travolti senza pietà dai flutti?
Dal greto del rio un nuovo fiume si è creato
per l’incuria dell’insana società,
di terra e vittime formato,
distruggendo della natura ogni beltà.
Ora il lago è un cimitero,
la verde vallata una via pietrificata
senza fiori, lungo il sentiero
dal pianto e sangue tracciato.

Non piangere fratello, perdona, abbi pietà
tante vite vissero l’inattesa sorte
tanti vivi videro dei cari la triste sorte,
ma, per la Fede, quella strada porta all’Eternità.

PREGHIERA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'


E' vero
che il mondo
iniziò
con la lotta
del bene
e del male.

Caino
contro
Abele.
L'odio
contro
l'Amore.

Perché
tanto orrore?

Abbiamo
capacità
di comprendere
l'errore!

Impediamo
le guerre
e i frutti
del dolore,
con l'amicizia,
la semplicità.

Lo sterminio
la carestia,
non è vittoria,
se del futuro
sarà sorte
solo la morte.

Ascoltate
scienziati,
guardate
l'evidenza
dei fatti.
Uomini
fatevi
ricchi
di senno.

Ridate
potere
all'Amore.

L'uomo
sarà così
Signore

del mondo.
In fondo
al suo cuore
e in tutto
l'universo troverà
la Pace.



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INTROSPEZIONE

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SE STESSI


Passano gli anni
e la testa si fa bianca...
non interrogare il passato,
c’è un presente ed un avvenire.

Non enumerare gli affanni
nè dirti stanca,
ricorda quanto hai amato
e corne dolce è questo sentire.

Mostra dell’età i panni
perché al giovane non fai paura,
ma lascialo turbato
per come sai ogni pena lenire.

Passano gli anni
la testa si fa bianca,
al ricordo non essere legata
perché ti fa soffrire.

Lascia gli inganni,
il cuore rinfranca
perché il gioco della vita hai superato
e perciò potrai sorridere.

Sei un tutt’uno con il creato
e di esso nulla può morire.

NON IGNORARE CHE...


Passa il tempo
e tu credi
che il sentimento
si trasformi.
Passa il tempo
ma tu vedi
che in ogni momento
ti riformi.

E’ una fonte
che zampilla
perennemente.
E’ un ponte
che unisce
inesorabilmente

E’ inutile
che interroghi
il firmamento.
E’ futile
che interpelli
ora e momento.

L’uomo ama
e nell’amore
trova la gioia.
Perché l’Amore
è seme e frutto
sia che viva o muoia.

SAGGIO E’...


Saggio è colui
che non rincorre
a ricchezza,
vanta superbo
eclatanti imprese,
ma scopre la bellezza racchiusa
nelle più. piccole cose
del creato.

Saggio è colui
che scandaglia
il fondo di se stesso
per correre incontro agli altri
come se da loro
fosse più che amato.

Saggio è colui
che si abbandona
con fede e fiducia
alle cose che accadono.

Solo così sente
il fluire della vita
e del tempo
che dona
quella felicità
di essere in essi
consumato.


LA CREATURA DEL DOMANI SE


Racchiuso nel seno materno,
come in una rocca inespugnabile ,
fiducioso attendi l’ora della luce.
Il tuo spirito, emanazione dell’Eterno,
che genera vita dall’amore,
fino ad oggi, I frutti del male ignora.

Del mondo né bellezza né orrori,
i tuoi occhi vedono ancora,
ma solo pace conosce il tuo cuore.
Il tuo castello, fatto di acqua e sangue
ogni insulto può respingere,
purché tu non giaccia esangue
e prima di nascere nulla abbia a temere.

Ma l’uomo trama guerre nucleari
cosi tu, ahimé, perderai ogni difesa
perché l’etere, Ia terra, i mari
ogni cosa sarà di irradiazione intrisa.

Tu, capolavoro di incredibile bellezza
perderai la perfezione, inevitabilmente,
invano implorando difesa la tua piccolezza.

Prima di essere, sarai mutilato terribilmente,
la vita non sarà più la tua ricchezza,
la speranza nel futuro un tesoro,
se i cuori nutriranno odio reciprocamente
e la pace non tornerà a regnare al posto dell’Oro.

LA GIOIA


Anche stamane il sole
si è nascosto tra i rami,
anche stamani una rosa
è sbocciata nel giardino,
un usignolo ha cantato
senza posa un dolce canto.

Il cielo, la terra, il sole
ridevano di gioia
perché la gioia, ogni cosa
del creato
vestiva a festa.

Anche stamani l’animo
guardava trasognato
si domandava il perché,
ma scopriva in sé
tanta gioia
e schiudeva come la rosa
le labbra al sorriso
e cantava come l’usignolo
un dolce canto di gioia

ENIGMA


Che cosa racchiude il cuore
nel suo fondo misterioso?
Che cosa nasconde l’occhio
nel suo sguardo luminoso?
Che cosa serra perennemente
la gemma, la corolla del fiore?
Che cosa cela silenziosamente
fra vortici di sangue, il tuo cuore?
Che cosa c’è al di là del cielo
oltre quelle nubi immacolate?

E’ un mondo limitato il tuo cervello
frenato da ossa incastonate?
Ogni essere è terra, cielo e mare,
la più pura espressione del Creato vero,
perché corne l’onda del mare
la tua mente è sempre in moto.
Sei come iI cielo ricolmo di mistero,
sei corne la terra, promessa futura.

FUGGI LA CITTA’


Senti la brezza
che accarezza i capelli.
Lascia che il vento
scompigli le vesti.
Ascolta il mare
come mormora iI suo lamento...

Guarda la danza del sole
che fa le palpebre abbassare,
inebriate dall’etere
che ti circonda, voluttuoso.

Dimentica sogni e realtà
fuggi
nell’attimo fuggente di questo dì.

Sono rare
le gioie della vita,
molte le ansie,
quale penoso tormento.
Abbandona l’iter penoso
accetta di pace il momento.

Sarà breve a passare
ma è una dolce serenità
vissuta nell’incontro
di un'ora senza età...

 


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DEDICHE

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AL CONTADINO


Elogio l’artista,
che ha realizzato
il tuo monumento.

Sempre si erige
all’eroe il nostro ricordo,
mai a chi ha donato
la sua vita alla terra.

Nella terra del Sole
chino sull’aratro
immortali il passato,
quel felice momento.

Se pur sei di bronzo
la tua effige
è viva nell’atto
di dividere le zolle.

Ora non hai la terra
sotto i tuoi piedi
ma prati multicolori
corne se la madre terra
ti avesse voluto premiare
donandoti non frutti ma fiori.


IL MILITE IGNOTO


Il cuore batteva forte
quando disse:
‘Addio Mamma,
voglio libera la mia terra”.

Nella forza della sua giovinezza
poneva tutta la speranza
Non sapeva di correre
incontro alla morte,
che avrebbe annientato
la sua baldanza.
Credeva nella vittoria.
Sognava per sé ed i fratelli
una brillante sorte,
ma il furore della guerra
mutilò tanto il suo corpo
che la Madre non riconobbe
il suo sangue intriso di terra.

Tante madri corsero e credettero
di baciare il figlio amato,
ma quei corpo battezzato
dal Fuoco, rimase Ignoto.

Oggi la Patria lo saluta
come suo figlio
ed in ogni ora una fiaccola ardente
lo glorifica ed onora.

PREMIO NOBEL DELLA PACE 1979


‘I love you, ti amo veramente”
sorridente sussurra
sempre, sempre
Madre Teresa di Calcutta.

I don’t Know you,
non ti conosco personalmente
ma tu sei la vita,
anche se in te
ogni speranza sta morendo
ed ogni forza è distrutta.

Ecco le mie mani,
ti dò il mio cuore;
Come te, sono povera
ma ti dò la Luce che è in me.

Accetta il lavoro di queste mani:
vogliono alleviarti il dolore.
Sono poco congiunte in preghiera
perché sempre cercano te.

Poggia la testa sui mio seno,
sono come la tua mamma;
Per chi conosce Dio
il figlio non ha nome.

Alle tue lacrime metti freno,
l‘Amore è come la manna,
fa dimenticare ogni io
e dona tanta pace al cuore.
Mi guardi? parlo una lingua strana?
Il Signore mi ha scelto in terra lontana,
perché in ogni luogo vuole vivere,
unire al Suo, tutti i cuori.

Ora piangi, ma piangi di gioia,
Lui ogni pena risana,
ho preso in me io tua tristezza,
che la nostra Fede trasforma in ricchezza.

 

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NATURA

 

PICCOLI FIORI DI PRIMAVERA


Da una foglia a cuore
timida Ia mammola fa capolino,
ma dal suo calice emana profumo
olezzante dl primavera

Sei un piccolo fiore
come la silhouet di una bambola
ma ogni cuore ti cerca,
quale dono di amicizia vero.

Hai bisogno di sostegno, invidi la margherita
che spavalda mostra il suo cuore
e i bianchi petali al sole di primavera.

Ma entrambe siete il segno
del rifiorire della vita,
voi siete interpellate
sempre
per l’amore dall’animo sincero.

IL PINOLO


Piccolo, nero, polveroso
timido sotto la foglia,
fra gli aghi nascosto
di schiacciarti stimoli la voglia,
per assaporare del pino odoroso
la fragranza, quale inebriante mosto.

Ma se a terra giaci, ignorato
il sole e l’acqua ti dischiude
e il tuo sottile corpicino, bianco
acquista l’ordire del soldato.
Fra le altre radici fianco a fianco
aggredisce la terra, che racchiude
nuove essenze di vita.

Presto ti cimenti in altezza,
diventi veramente borioso
offrendo le tue braccia al cielo,
cullandoti con il cinguettio armonioso
per nascondere della luce la bellezza.

IL TEMPO DEL RISVEGLIO


L’occhio spazia
e cerca la vita.
Rincorre la luce,
i giochi di ombre
fra le verdi foglie nuove.

Ebbro di pace,
carezza il velluto dei prati,
afferra frenetico
le oscillanti lingue di fuoco
dei papaverii in fiore.

Su quell’onda verde e rossa
si culla beato in preghiera
perché anche quest’anno
il risveglio è avvenuto

Folle di questa nuova
primavera, afferro
un mazzo di fiori gialli
simbolo di sole,
li porto in alto verso il cielo
e grido lode al Signore.

CORRENDO LUNGO IL MARE


Il verde smeraldo del mare,
l’azzurro limpido del cielo,
all’orizzonte si combaciano.

La luce smerigliata del sole
la bianca spuma dell’onda
come sposi si baciano.

Il grigio sabbioso dello scoglio
il verde luccicante dell’alga
si danno la mano silenziosamente.

Nei balconi, nei giardini
i fiori intrecciano corone .

Terra, mare e cielo,
come sempre uniti all’unisono,
cantano eternamente
una canzone d’Amore.

IL BAGNO ALLE TERME


Improvvisamente
l’acqua spumeggiante, fumosa,
invade una bianca vasca
silenziosa.
Rumorosamente
balletta, come creatura vivente
accompagnata dal mormorio,
qual polla di sorgente
maliziosa.

Non più trasparente
ormai gialla, ferruginosa ,
ricca di palloncini, ondeggia
solleva il corpo sofferente,
che il peso più non sente
ma fila qual vela senza ormeggi
con l’anima festosa.

L’orizzonte
lo sguardo più non fissa
ma la spuma saltellante,
una sfera in crescita costante,
che riflette ogni gamma di colore,
per un raggio di sole infante.

Allora religiosamente
all’acqua affidi la preghiera
che spontanea erompe dal cuore:
‘Offrimi, domani, salute vera".

COLLINE TOSCANE


O Colline Toscane
ondeggianti
per il biondo mare
di grano,
lussureggianti
per verdi filari
di viti,
oscillanti per argentei ceppi
di ulivi,
verdeggianti
per fitti boschi
di pini
Colline siete vezzose
come leggiadre fanciulle.

A voi la primavera
offre in dono
cespugli di ginestra,
papaveri di fuoco,
fiordalisi color del cielo.
L’occhio ammirato
vi rimira commosso,
vi abbraccia
per perdersi in voi
come in mille cuori
palpitanti d’amore.

E’ sogno o realtà
questo splendore
o gara di beltà
che la terra dona
al cielo che benedice.

O Colline Toscane
fate esultare il cuore
per questa visione
e per la messe futura
fate lodare il Signore.

UN'OASI SVIZZERA


Un prato verde,
una montagna azzurra,
un cielo terso,
una casetta bianca.
Tanti balconi vivi,
tanti fiori multicolori,
tanti sorrisi brillanti,
tanti cuori felici,
tanti occhi sognanti

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PASSIONE

L’AMORE E...


L’amore è
lunghe pause di silenzio
mentre gli occhi si fissano
con un discorso muto.
Iridi che si dilatano,
sfrecciano raggi di luce
senza labbra.
Un bisbiglio senza suono
che muove la bocca assetata,
ad un abbraccio senza corpo.
Mani che si sfiorano
delicatamente,
o si intrecciano
freneticamente
fuse come l’anima
in un unico amplesso.

L’Amore è
fusione di respiri
senza fiato,
comunione di pensieri
senza commiato
con promesse per l’eternità.
Istanti di perplessità
nei quali solo il cuore
con un ritmo di galoppo
solfeggia l’ora presente.

Non è arte
ma semplicità, armonia,
un irrompente desiderio
del cuore, della mente
di fermare il tempo,
godere senza fine
quelle pause di dolcezza.

L’amore è
un'ascesa senza ali,
annullamento dl sé
per l’inconscia evidenza
di Chi silenziosamente in te
l’ha creato, perché Amore.

IL MIRACOLO DELLA VITA


Amor con Amor si fuse,
una carezza, un bacio e fummo
due in uno per lungo
breve spazio di tempo.

In noi il nuovo palpito
fu sigillo vero della vita
perennemente in cammino.

Un silenzio profondo
avvolge il mistero di quell’attimo
di felicità di due cuori,
che battono all’unisono
e si trasfondono in un altro,
promotore
di nuova vitalità incosciente.

Quell’Amor che fonde
è Amor che crea
è Amor che dona,
della vita è Signore.

A TUTTE LE MIE CLIENTI


Perdonami Mamma
se ho alzato la voce.
Tu hai generato
il figlio nell’amore,
gli hai donato il sangue,
nutrito col tuo latte.
Tu hai vegliato le sue notti
asciugato il suo pianto
fuso il tuo, al suo sorriso.

Ma io sono la vostra ombra
perché cammino
sulle orme dei vostri passi.
Conto i vostri respiri,
cerco di lenire le ansie
ed i vostri dolori
perché siamo tre in una forza
proiettata all’infinito
per perpetuare la vita,
vivere l’Amore.

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