Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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S. Donato martire
“Roma - Münstereifel - Lissone”

 

 

San Donato
(Lissone, statua di proprietà privata)

 

 

Dedicato

Alla Sig.ra Pierina Mariani, classe 1908

Alla memoria della Sig.ra Angelina Bona

Ricordando il primo centenario
dell’immagine di S. Donato a Lissone
(1909 – 2009)

 

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Introduzione

 

La vita cristiana è segnata dal dono della Spirito Santo il quale, parlando in noi, ci fa riconoscere  Dio come Padre. Lo Spirito di Gesù è il dono che se accolto dalla nostra libertà, legandoci a Cristo, ci lega al suo destino: la santità. Infatti dice la preghiera Eucaristica III: " Padre santo fonte di ogni santità», è il Padre che in Cristo per opera dello Spirito, accolto dalla nostra libertà, ci santifica. Così ognuno di noi potrà dire come l’apostolo Paolo: "Per la grazia di Dio sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana".

Lo Spirito Santo, la grazia di Dio, è concesso a tutti, è dono gratuito di Dio, è dono uguale per tutti, perché è uno e indivisibile. Ciò che crea diversità è soltanto causato dalla risposta della libertà di ciascuno. È qui solo che c’è differenza tra noi tutti e i Santi.

I primi Santi venerati nella Chiesa sono i Martiri (= testimoni): quegli uomini e quelle donne che sparsero il loro sangue per restare fedeli a Cristo che per tutti aveva sacrificato la sua vita sulla croce. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici».

Gesù aveva preannunciato le persecuzioni per i suoi discepoli: "Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi... Sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro ed ai pagani. E quando sarete consegnati nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire: non siete, infatti, voi a parlare, ma lo Spirito del Padre che parla per voi".

 

La storia della Chiesa, di tutti i tempi e di tutti i luoghi, dall’età apostolica ai giorni nostri, è stata segnata dalla testimonianza di innumerevoli cristiani che sono stati arrestati, torturati ed uccisi in odio a Cristo. Il martirio è sempre stato ritenuto dai cristiani un dono, una grazia, un privilegio, la pienezza del Battesimo, perché si è «battezzati nelle morte di Cristo». Il Concilio Vaticano II così insegna: « Già fin dai primi tempi quindi, alcuni cristiani sono stati chiamati, e altri lo saranno sempre, a rendere questa massima testimonianza d'amore davanti agli uomini, e specialmente davanti ai persecutori. Perciò il martirio, col quale il discepolo è reso simile al suo maestro che liberamente accetta la morte per la salute del mondo, e col quale diventa simile a lui nella effusione del sangue, è stimato dalla Chiesa come dono insigne e suprema prova di carità. Ché se a pochi è concesso, tutti però devono essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce durante le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa. » (LG 42).

La Chiesa, secondo la sua Tradizione, venera i Santi e tiene in onore le loro Reliquie e le loro immagini; nelle feste dei Santi proclama le meraviglie di Cristo nei suoi Servi e propone ai fedeli esempi da imitare.


Reliquie e “corpi santi”

Il culto delle reliquie, derivante dalle onoranze per i defunti, è oggi raccomandato ma non imposto dalla Chiesa. Il Concilio di Trento nella sua venticinquesima sessione lo emendò dagli eccessi e il Concilio Vaticano II così si espresse: " La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei santi infatti proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare. ". (SC. 111)
Un avvenimento segnò un’epoca e una moda, se così possiamo dire. Nelle catacombe solo nel XVI secolo, grazie anche all'interesse suscitato da San Filippo Neri, vennero riprese le ricerche di reliquie. Si riesumarono "corpi santi", "martiri inventi" che venivano trasferiti nelle chiese della città. Il ritrovamento nei loculi di semplici balsamari o d'epitaffi recanti simboli di fede erano sufficienti, per la metodica dell'epoca, come prova dell'avvenuto martirio. L’esperienza romana fu poi applicata anche in altri luoghi dove esistevano catacombe.
Con il termine di “corpo santo” si identificano quelle reliquie ossee che, proveniente dalle catacombe romane e non solo, furono traslate nell’Urbe e nell’Orbe, in un periodo comprese tra la fine del XVI secolo e la seconda metà del XIX secolo.

Perché “corpo santo” e non “santo corpo”? La differente posizione dell’attributo (santo) rispetto all’oggetto (corpo) determina una differenza sostanziale: possiamo definirla una certezza d’identità del soggetto. Il “corpo santo” è un oggetto in quanto tale, un corpo di un defunto nelle catacombe, che solo in un secondo tempo ha una valenza sacrale.
Ma come riconoscere un “corpo santo” nelle catacombe? Tutte le sepolture erano di “martiri”? È un discorso molto grande che lasciamo ad altri studi, qui vogliamo solo rifarci a Marcantonio Boldetti (famoso custode pontificio e incaricato per l’estrazione dei corpi dalle catacombe), il quale dava per certe le spoglie scoperte attribuendole ad un martire dei primi tre secoli. La simbologia che definiva la sepoltura di un martire era: la palma, il XP, la scritta B.M. (“Beato Martire”), e poi nel suo interno un balsamario con “il sangue”. Spesso la lapide riportava il nome del “martire”, in caso contrario dopo l’estrazione veniva attributo un nome e i criteri di rinomina dei “corpi santi” è molto vario (ad esempio il nome del…. vescovo diocesano o pontefice in carica; titolare della Chiesa che accoglie il corpo; della catacomba da cui è estratto; eccetera).
Ciò che importa, oggi come oggi, è la valenza simbolica del “corpo santo”: un cristiano della Chiesa dei primi secoli (spesso dell’Urbe e quindi la comunione con la Santa Sede), un testimone verace del Vangelo, fino al dono della propria vita con il martirio.

Infine, il culto dei “corpi santi” è oggi vario: in oblio e le reliquie scomparse; molto vivo o addirittura vivace essendo il “martire” patrono di qualche località.

Prima di concludere, volevo ricordare una stupenda frase di Geltrude Li, giovane cinese, tratta da una sua lettera del febbraio 1952:

“A Dio piace innaffiare la sua messe con il sangue dei martiri: oh, fossi io trovata degna del martirio”.

Ecco infine, prima di parlare di S. Donato, diamo spazio al “Re dei martiri”, la cui reliquia non c’è, Gesù Cristo: perché Lui “è con noi fino alla fine dei tempi” (Mt 28,20) nel sacramento dell’Eucaristia, memoria della Pasqua, mistero della fede che ci conduce alla gloria della resurrezione. Quindi non un “come se”, direbbe san Vincenzo de’ Paoli, ma la sua presenza è reale e “fonte di ogni santità”! Fiat! Così è!

 

San Donato (Einrichtung)

 

 

San Donato (Kollbach)

 


 

SAN DONATO A MUENSTEREIFEL (GERMANIA)

 

 

 

San Donato (Münstereifel)

San Donato, martire, venerato a Münstereifel (Germania).

Si tratta di un “corpo santo” proveniente dalle catacombe i cui resti, estratti dal cimitero di Sant’Agnese fuori le mura, a Roma, furono dati dal Card. Marzio Ginetti a Baldassare Balloro della Compagnia di Gesù. Dopo la morte di questo, il vicario generale dei gesuiti, Florenzio di Montemorency, nel 1652, li regalò al collegio di Gesuiti di Münstereifel, presso Euskirchen, nell’arcidiocesi di Colonia in Germania. Il Martire è invocato contro i temporali, il maltempo e gli incendi, perché, all’arrivo delle sue reliquie a Euskirchen, un gesuita sarebbe stato salvato dalle conseguente di un fulmine.
Secondo la leggenda del secolo XVII, S. Donato, sarebbe stato legionario della legione Fulminata all’epoca di Marco Aurelio.
Da Münstereifel il suo culto si diffuse nella provincia di Eifel, nella diocesi di Treviri, nel Lusseburgo e anche nella Germania meridionale, in Austria, in Francia e in Italia. La festa si celebra il 30 giugno o la prima domenica di luglio.

 

 


SAN DONATO A LISSONE

 

 

San Donato (Lissone… prima)


San Donato (Lissone… dopo)

Tracce del culto di san Donato sono anche presenti a Lissone (MI), all’interno del cortile di via Como 14. Il dipinto presente è situato all’interno del cortile, sotto il balcone del primo piano a sinistra dell’entrata, ad un’altezza di metri 2,40. Il martire Donato è rappresentato secondo la tipologia propria: un soldato romano, con mantello rosso ed elmo, regge la palma simbolo del testimonianza resa a Cristo. Sullo sfondo giallo i fulmini e alcune case ed una chiesa.

Come mai questa presenza?

Cominciamo col dire che nel 1909, Battista Mariani, dopo aver terminato la costruzione del fabbricato di sua proprietà, che comprendeva l’abitazione e spazi per riporre gli attrezzi e la stalle per il bestiame, fece dipingere l’effige di San Donato.
Ma torniamo alla domanda iniziale.
Possiamo fare alcune supposizioni. Siccome la famiglia Mariani coltiva i campi di proprietà della parrocchia, possiamo pensare che la scelta sia a scopo “protettivo” contro appunto il maltempo, gli incendi alla stalla e i fulmini alle persone e al bestiame.

Ultima nota, un rammarico (che faccio mio!), come già nel libro “I Muri, i Santi, la gente” curato da Gardini-Pirola, a pagina 83, scrive: “Purtroppo pochi mesi fa la visibilità del dipinto è stata compromessa dalla posa di un tubo del gas che copre parte del viso del santo”, era il novembre 1989.

 

San Donato (Wavre)

 

 

San Donato (Brand

 

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Bibliografia sintetica

 

  • AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova

  • AA. VV. – Miscellanea - in Archivio “corpi santi” di don Damiano Marco Grenci

  • Ascani - La comunione dei Santi – Cossolnovo - 2005

  • Borella - Corpi santi in Milano e Diocesi- Ed. A. Giuffrè- Milano 1957

  • Braschi- Santa Filomena - Ed. Santuario Mugnano del Cardinale - 1985

  • C.E.I., Martirologio Romano, Libreria Editrice Vaticana, 2007, pp. 1142

  • Cerfeda, Martella - Sacre Reliquie. Culto e storia nella Chiesa e in Diso - Tip. Giorgiani - 1996

  • Combatti - Il culto delle reliquie. Storia. Leggenda. Devozione - Ed. Sugarco - 2007

  • Comitato Promotore - Festa della Riconoscenza – Al Martire San Clemente nel 175° anniversario della traslazione a Sesto San Giovanni - 2001

  • Comunità di Rogeno - Vita di San Ippolito martire - 1997

  • Conconi - Antonio Pino… San Tito e altre storie casoresi - Ed. Parrocchia Casorate Sempione (VA)

  • Gardini e Pirola - I Muri, i Santi, la gente. Forme di devozione popolare a Lissone – Ed a cura del Comune di Lissone. Biblioteca Civica

  • Giacometti, Sessa, Bellù – Martiri, Vescovi, santi nella Basilica Santi Apostoli e Nazario Maggiore in Milano – Edizioni Segno - 2005

  • Grenci - Aggiornamento Quaderno 3 – Sancti Innumerabiles: veri o presunti della pietà popolare - Ed. in proprio (?)

  • Grenci - Quaderno 1 - Damiano: Origine- storia e culto - Ed. in proprio - 2004

  • Grenci - Quaderno 12 – “Mi sarete testimoni”: Vitale- patrono di Bagnoli del Trigno - Ed. in proprio - 2005

  • Grenci - Quaderno 17 – “FELITIANUS D IN PACE XP, Un “corpo santo” di nome Feliciano a Giugliano (NA) - Ed. in proprio - 2006

  • Grenci - Quaderno 17 – santa Veneranda: una e trina - Ed. in proprio - 2005

  • Grenci - Quaderno 21 - “Emmanuele”: “Dio con noi”- quando un nome diventa una schiera di volti - Ed. in proprio - 2006

  • Grenci - Quaderno 26 - I “Corpi santi”, Annotazioni di un fenomeno tra i secoli XVI \ XIX - Ed. in proprio (anno?)

  • Grenci - Quaderno 28 - EVFHEMIA SANCTA, Un “corpo santo” a Dorno (PV) - Ed. in proprio - 2006

  • Grenci - Quaderno 3 – Sancti Innumerabiles: veri o presunti della pietà popolare- Ed. in proprio - 2004

  • Grenci - Quaderno 3 – Sancti Innumerabiles: veri o presunti della pietà popolare- Ed. in proprio- 2005

  • Grenci - Quaderno 39 – I corpi santi della Chiesa Ambrosiana - Ed. in proprio - 2007

  • Grenci – Quaderno 45 - Sancti Innumerabiles, “I loro nomi Cristo solo conosce, giacché egli li rese degni della sua amicizia”(Prudenzio, IV secolo) – pp. 53 (formato A4) - Ed. in proprio – 2 maggio 2008

  • Grenci - Quaderno 9 – Monselice i suoi “martiri”- Ed. in proprio- 2004

  • Grenci Damiano Marco, collezione privata di immaginette sacre, 1977 – 2008

  • Il Tesoro di Reliquie nella Chiesa Prepositurale di Calcinato - Tip. Speranza- 1852 (ristampa anastatica 1985)

  • Lilliu - Iconografia dei santi sardi. Veri o presunti della pietà popolare - Ed. Curia Provinciale OFM Capp. Cagliari - 1995

  • Masina - Comprare un santo. Romanzo - Ed. Oge - 2006

  • Medici - La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Mendrisio - Tip. Coduri e Bremer- Lugano 1975 (pp. 67 - 68)

  • Pomi - I Corpi Santi nella tradizione della Chiesa e nella devozione popolare - I quaderni del ventennale (1983 – 2003) - Supplemento C.I. n. 246 2003-09 AICIS

  • Pomi - Il nuovo culto di Santa Gioconda - in Storia di Rimella in Valsesia- Borgosesia 2004 (pp. 175 – 186)

  • Pomi - Il viaggio dei Corpi Santi dalle catacombe alla Valsesia - in De Valle Sicida - XIV- n°1 - pp 85 – 132- Borgosesia 2003

  • Pomi - La Confraternita del Gonfalone di Varallo: i luoghi, i tempi, i volti; introduzione storica al volume Horologio - di C. F. Alberganti - pp. I – XX - Novara 2003

  • Pomi - Tesi di laurea in archeologia cristiana “Il recupero e la traslazione dei Corpi Santi: l’esempio della Valsesia” - Anno Accademico 2001/2002

  • Pomi - Una ricerca inconsueta: Corpi Santi in Valsesia - in Bollettino Storico per la Provincia di Novara – XCIII - n°2 - pp. 361 – 455 - Novara - 2002

  • Roberto - Il Martire delle Catacombe - Una storia dell’antica Roma- Ed. nel Web - pp. 66

  • Ronchi G. - voce “Reliquie”- in Dizionario della Chiesa Ambrosiana - Vol V- Milano 1992

  • Sbardella - Antropologia delle reliquie. Un caso storico – Morcelliana - 2007

  • Schuster - Le Reliquie dei Santi Martiri - in RDM - 24 – 1933 - pp. 318-139

  • Schuster - Lettera al clero e ai fedeli di Gallarate - in RDM – 24 – 1033 - pp. 223-229

  • Schuster - Un altare del Ven. Innocenzo XI ad Arcisate e la martire romana Felicissima - in RDM – 28 – 1938 - pp. 410-412

  • Schuster - Un antico soldato di Cesare che diviene protettore dei soldati nostri - in RDM – 31 – 1942 - pp. 258-261

  • Sicari - Reliquie Insigni e “ Corpi Santi” a Roma - n. 12 Monografie Romane - Alma Roma (a cura) - 1998

  • Trevisan (a cura di) - Diocesi di Friuli Venezia Giulia - Santi e Martiri nel Friuli e nella Venezia Giulia - Edizioni Messaggero Padova (pp. 485-500)

  • Volgl - Hl. Leiber-Fest in Waldsassen (1756 – 2006)

  • Wirth di Augsburg – Katakombenheilige. Elenco “corpi santi” centro Europa – Ed in proprio (in tedesco) - 2006

  • Zastrow - I Martiri tra noi. Reliquie e reliquiari dell’Alto Verbano lombardo - Civico Museo Parisi Valle – Maccagno- 2000

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G. D. M.
21 novembre 2008
Da: QUADERNO 58, sac. Damiano Marco Grenci, (a cura di)

 

 

 

Dello stesso autore:

 

- Beati e Beate:

- Beata Colomba da Rieti

 

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- Le beate terziarie minime di Milazzo: quattro o tre?


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- Chi sarà mai costui - - Iconografia dei SantI - Prima parte


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- Sebastiano, Nobile atleta di Cristo

 

Santità e...

- Come la ginestra... (Santità calabrese)

- Dalla schiavitù alla santità

- In Defensum Castitatis


- Santi e lebbra

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- Santi Patroni dei cultori di immagini sacre


- Santità e Stigmate

- Santità ed Ecumenismo

- Santità Silvestrina

Altro:

- Sacro Cuore di Gesù e Santità e Sacro Cuore

- "Sarà chiamato Emmanuele"

- "Saremo condotti..."

 


- Siti personali di Don Damiano Grenci:

http://xoomer.alice.it/damiano.grenci/Home.html

 

http://www.preguntasantoral.es/?p=3177

http://regio18.blogspot.com

 

 

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