Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


COLLABORAZIONI

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UNA GRAZIA SPECIALE DA CONDIVIDERE

 

PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA

 

 

Mi spinge a scrivere il desiderio di condividere  con più gente possibile il dono di cui  sono infinitamente grata al Signore;  un dono non scelto né programmato da me, nato sorprendentemente dalla sua grazia e dal suo amore attraverso il gesto generoso della mia famiglia. Un viaggio nella Sua Terra con un gruppo di diciassette  persone  sconosciute e  subito fraternamente amiche, in una situazione  del tutto originale  e piena di fascino nella quale  mi sono sentita inaspettatamente accolta ed amata.

Il viaggio  inizia alla Malpensa con un volo  ‘EL AL’ durante il quale  mi  sembrava di volare  io stessa  nell’aria leggera... All'aereoporto "Ben Gurion" di Tel Aviv, sbrigate le formalità di frontiera, ci viene incontro  un referente dell’Agenzia ‘Eteria’  che ci  avvia  rapidamente verso  un  pullmino  ‘fresco’ diretto  verso nord.
La nostra Guida D. Giovanni Illia, dopo il  canto ‘’TOTUS TUUS MARIA’’ e la preghiera dei vespri sul libretto che ciascuno  ha  in dotazione,  inizia ad istruirci circa  la situazione storico-geografica  dei luoghi santi,  importanti per la presenza delle tre grandi religioni monoteiste quali il Cristianesimo, l’Ebraismo e il Musulmanesimo.
La ‘Terra Santa’ è  carica di suggestioni e  va vissuta come quando ci si accosta a un Sacramento perché dice la presenza del Signore  e l’azione di Dio con il suo popolo – noi -  convocati da Lui, adesso,  non solo per ricordare gli  eventi  legati a questi luoghi, ma  per  vivere  interiormente  la  loro dimensione salvifica  per  essere rigenerati dalla  Grazia.
Soprattutto prepara amabilmente  il nostro  spirito  agli spostamenti  programmati giorno per giorno, scanditi dalla s. Messa concelebrata dai cinque Sacerdoti presenti nel gruppo, dalla preghiera insieme di lodi e  vespri, dai canti, dalle meditazioni  nei diversi luoghi  in modo che ogni fatto storico possa essere rivissuto come memoria salvifica attraverso la liturgia e la preghiera. 
Egli annuncia che il nostro non sarà  un percorso cronologico ma  ‘sostanziale’ per  ‘unità tematiche’  partendo dai luoghi della Manifestazione del Signore.
Il pullman corre  aprendoci la strada attraverso la valle di Sharon: davanti  a noi la pianura di  Áfula,  a destra le alture   di Gelboe  dove il re  Saul perse la vita; a sera  Nazareth,  presso una Pensione - Albergo  tenuta dai Padri  Betharramiti.

Il pellegrinaggio inizia in Galilea: Naim (risurrezione del figlio della vedova, Lc 7,11-17) con visita alla Chiesa di S. Bartolomeo-Nahtanael; Cana (le nozze, Gv.2,2-11) e la guarigione del figlio del funzionario di corte (Gv.4,46-54), quindi la salita al m. Tabor, 558m.s.m., dove avvenne il combattimento tra Barak e Sisara, quest'ultimo morto poi per mano di  Giaele .(Giudici cap.4)

BASILICA DELLA TRASFIGURAZIONE  di Gesù (vedi abside qui a lato), costruita  su disegno dell’architetto italiano Antonio  Barluzzi.  Sul m. Tabor, la sosta  è stata  lunga: le letture  (Lc.9,28-36) (Mt.17,1-13) (Mc.2,9-13) e la meditazione  nelle cappelle attigue dedicate a Mosè ed Elia  dilatano  il nostro cuore...

 

 

BASILICA DELL'ANNUNCIAZIONE


Il primo  pomeriggio  lo passiamo  a Nazareth che mi appare  bianca e luminosa  tra  le palme, gli ulivi  e gli aranci, sopra  la  pianura di Esdrelon.
Siamo sulla via intitolata  a Paolo VI  che conduce alla fontana di Maria ‘’Ain Sitti Mariam’’  dove l’Angelo inizia  qui  la sua visita alla Vergine; ma l’Annuncio vero e proprio  della sua divina Maternità è  nella grotta santa dove Maria pronuncia il ‘sì’  che la  rende Madre di Gesù. 
La piccola casa è al centro della  BASILICA  DELL’ANNUNCIAZIONE con la sua cupola  alta 60 m. a forma di fiore non sbocciato, progettata dall’architetto Giovanni Muzio. La nostra preghiera è canto e silenzio mentre tocchiamo la pietra che parla della piccola casa di Maria.
L’interno della Basilica contiene mosaici Mariani donati  da comunità cattoliche  di ogni parte del  mondo.  Visitiamo anche la Chiesa di San Giuseppe e il museo  francescano ricco di gloriosi reperti tra cui i magnifici capitelli di Nazareth.

Il giorno successivo, di buonora, ci avviamo verso Tabgha, dove  vediamo la Chiesa della moltiplicazione  dei pani e dei pesci ( Mc. 6,31-44 e 8,1-9).
A est, sulla roccia, sostiamo  nella CHIESA DEL PRIMATO dove Gesù apparve per la quarta volta dopo la sua Risurrezione (Gv.21,1-24) La nostra preghiera si  concentra  soprattutto sulle necessità attuali  del  S. Padre.

Appena fuori,  i nostri occhi si riflettono nell’azzurro lago di Galilea  protagonista molte volte degli eventi narrati nei Vangeli. Il cielo è tersissimo, l’acqua invitante e dolce...

Nonostante il lago sia calmissimo,  vedo Gesù che   cammina sopra  le onde e scorgo  gli apostoli spaventati  (Mc 4,35-41) che lo chiamano... 

Indugio un attimo per bagnarmi gli occhi, mettere i piedi nell’acqua  fresca e viva consacrata dalla presenza di Gesù  e  corro trovandomi  a salire,  abbastanza in tempo,  sul pullman per la partenza verso Cafarnao  dove arriviamo già preparati  dall’istruzione meditativa  e orante  della nostra impareggiabile Guida, Don Giovanni.

Egli, dopo la lettura di brani evangelici ed una breve ma profonda omelia, con rispetto,  ci consente di ‘’guardarci intorno’’ cioè di poter girare liberamente per vedere  la struttura dell’antica città  con la Sinagoga  frequentata certo  molte volte da Gesù ed  i resti della Casa di Pietro.

A Cafarnao (guarigione del paralitico, Mt 9,1-8 - del servo del centurione, Lc 7,1-10 - risurrezione della figlia di Giairo, Lc 8,40-56 - tributo al tempio, Mt 17,24-27) pare di sentire   presente  Gesù come Uomo che ovunque passa,  non lascia nulla come prima,  rivelando  la sua divinità in modo intimo, fascinoso e trasformante.

Il Vespro ci coglie  a nord di Tabgha, sul MONTE ‘’DELLE BEATITUDINI’’ che si eleva 150 m. sul lago di Tiberiade dove il santuario ottagonale, progettato dall’architetto  Barluzzi   apre  il cuore  ad una dolcissima  pace nella quale senti risuonare soave la Sua Parola .... ’’Beati...Beati..(Mt. 5,1-12)
Poiché la Basilica del santuario  era affollata di pellegrini,   la nostra concelebrazione si è realizzata  all’aperto su di un altare posto in alto, tra gli alberi, nel vento che  muoveva  i  lembi bianchi delle  casule come ali d’angeli trasparenti al sole!

Concludiamo il giorno sulle alture del Golan ai confini con la Siria pregando per la pace .

A Gamla c’imbattiamo anche in un fatto storico impressionante  descritto da Giuseppe Flavio e  avvenuto durante l’impero di Vespasiano: l’eccidio di un popolo che per non accettare il dominio dei romani che l’assediano, resiste  dal 15 0ttobre all’11 novembre finendo con l’autodistruzione piuttosto che essere vinto.
Tra questi monti volano le aquile e pare che proprio  qui  Giovanni Apostolo abbia scritto il libro dell’Apocalisse. 

L’alba  nuova ci porta  ad Haifa  e fin su, sul Monte Carmelo conquistato da Giosuè e assegnato alla tribù di Issacar (Gs 12,22 e 17,11). La denominazione di origine ebraica  significa ‘Giardino’ per la sua straordinaria  fecondità e bellezza (Cant.7,7 e Is. 35,2).
Il  Monastero, attualmente Noviziato dei Carmelitani, è situato sul lato occidentale del Monte  e  con la splendida Basilica STELLA MARIS, domina il Mar Mediterraneo. Mi sono commossa leggendo una dedica del popolo cileno ed ho pregato per le nostre missioni in America Latina. 

Da Cesarea marittima dove l’Acquedotto  e l’Anfiteatro abbacinano la vista... ci spostiamo in SAMARIA, a Sichem  nella chiesa greco-latina, proprio   al pozzo di Giacobbe (Gv.4,4-42) dove... il bicchiere  usato da tutti, viene tuffato senza reticenza alcuna, nel secchio con  l’acqua attinta dal pozzo e ciascuno beve, in  santo  silenzio, mentre gli occhi di Gesù scrutano il nostro cuore ...

A tarda sera   giungiamo  ad  Emmaus  ( Lc.24,13-32) ‘’a 60 stadi’’ circa 10 km da Gerusalemme,., dove  le suore che custodiscono la Chiesa  ci dicono che l’apostolato non è facile e che c’è una sola famiglia cristiana in tutto il territorio.

Ancora con la visione dei discepoli di Emmaus nel cuore, preghiamo  insieme   i Vespri  e,  al canto ‘’Rallegrati, Geruralemme accogli i tuoi figli nelle tue mura”  entriamo nella  città santa.
Oltre alle emozioni del gruppo, mi  palpita nel cuore il canto mattutino del mio noviziato’’Laetatus sum  quia dixerunt mihi, in domum Domini ibimus; ...stantes erant pedes nostris  in  portis  tuis, Jerusalem ..! ‘’ Sulle note del salmo 121  correva  il mio spirito alla Congregazione delle mie Suore di S. Marta! 

Il mattino seguente, sull’onda delle spiegazioni di D. Giovanni  che guida  i  nostri passi,  ci troviamo, prestissimo,  sulla  spianata del tempio  davanti  alla maestosa moschea di Omar.  In vista – a distanza - la chiesa di s. Michele sede del patriarcato  di Gerusalemme e  la  Chiesa del Gallicantu  nella valle del Cedron

Il passaggio è veloce perché siamo tesi verso il podere chiamato  GETSEMANI  sul Monte Uliveto (Lc. 22,39) tra gli  ulivi   che... parlano eloquentemente della preghiera di Gesù! Sostiamo nella CAPPELLA  DI BÈTFAGE tra il m. Oliveto e Betania dove Gesù ha  realmente iniziato la settimana santa. (Domenica del trionfo Mc.11,1-10).
Entriamo intanto nella BASILICA DELLA DORMIZIONE DI MARIA,  adiacente al Giardino del Gestsemani e  ci fermiamo  in preghiera nella  Basilica omonima denominata anche del ‘’DOMINUS FLEVIT’’ .

Siamo diretti ormai verso il CENACOLO (Mt 26, 26-29 e paralleli), raccolti più di sempre perché iniziamo ad entrare nel discorso accorato di Gesù che istituisce l’Eucarestia lasciandoci il Testamento del suo immenso amore. Qui l’Ultima cena, qui la presenza di Maria con gli Apostoli fino alla Pentecoste. Qui  Egli ha scelto di amarci in modo incondizionato, totalmente e per sempre insegnandoci come formare la Chiesa sulla terra per entrare con Lui nella Gerusalemme del cielo. Qui, con il cuore  intensamente partecipe al dolore del nostro Salvatore, entriamo uno alla volta NELLA  ‘‘GROTTA DEL PATER NOSTER’’ dove Gesù  è  stato arrestato.

Numerose  versioni del Padre Nostro  nelle  lingue  di tutti  i popoli, perfino in dialetto milanese... sono   leggibili  nella BASILICA omonima accanto .
La sera, dopo cena,  facciamo esperienza di avvicinarci al Muro del pianto alto 18 metri e fatto costruire da Erode. 

Alle prime luci del nuovo giorno  si parte per  la visita alle tombe dei patriarchi Abramo e Giuseppe, Isacco e Sara, poste  nello stesso palazzo tra la sinagoga  e la moschea in  HEBRON.  Con i dovuti permessi, possiamo entrare prima nella sinagoga  dove ho visto molti  bambini  che cantilenavano le loro preghiere  e  subito dopo, dalla parte opposta,  nella  Moschea musulmana. Le donne, tranne io, per entrare, hanno  dovuto indossare  un manto grigio.

In  Giudea , sulla strada per BETLEMME, c’è la tomba di Rachele, moglie di Giacobbe e  sull’altura, l’Erodium, il palazzo di Erode. Una volta lassù   lo sguardo spazia a 360° su Betlem e pregando,  raggiungiamo  la CHIESETTA DEGLI ANGELI  che annunciano ai pastori  la nascita del Salvatore.
Le grotte, ben tenute dai padri francescani che custodiscono con  amore ogni luogo a loro affidato, sono autentiche, annerite dal tempo, ma pulite. Corriamo velocemente verso  l’alloggio’’Casa Nova‘’  per  alleggerirci dai nostri bagagli e raggiungiamo con  pochi passi la BASILICA DELLA NATIVITÀ, affollatissima, dove  è possibile avvicinarci alla STELLA per baciare il primo giaciglio di Gesù: ’’HIC DE VIRGINE MARIA JESUS CHRISTUS NATUS EST’’, poco distante dalla  mangiatoia. ’’HIC JACET IN PRAESEPIO’’ (Lc.2,1-14)
Al mattino seguente,  mi sveglia prestissimo  il chiaro dell’aurora  e  subito  torno gioiosa  alla ...Stella di Betlemme!



Dopo colazione, si parte  verso ‘la montuosa’ Ain-Karem   (Lc.1.39) nel "SANTUARIO DELLA VISITAZIONE" vicino alla  Chiesa della natività di Giovanni Battista. Don Michele, il musicista,  qui ha potuto accompagnare col suono dell’organo tutti  i  canti della   S. Messa  culminata solennemente col  Magnificat scritto sui muri  del cortile  in oltre quaranta lingue. Maria dolcissima! Sei venuta  fin quassù  per insegnarci la carità sollecita e gioiosa! Grazie!

Nel pomeriggio  torniamo verso Gerusalemme  attraversando la zona nuova  Quartiere della ‘’stretta osservanza’’  e  appena posate le valigie nel nuovo alloggio, ci  avviamo  verso la BASILICA  DELL’ECCE HOMO  passando alla Fortezza Antonia dove, nel pretorio di Pilato, Gesù viene condannato.
La nostra Guida,   leggendo i passi  del Vangelo  e mostrandoci  il  litostrato   con  i punti  indicati,  dà  modo di rivivere  la  FLAGELLAZIONE  DI  GESÙ con  i particolari  storici toccanti  che   rendono ‘ al  vivo’  l’evento.
Visibile perfino il gioco a dadi dei soldati.
Emozione  fortissima!

Strada  facendo troviamo la Chiesa di Sant’Anna con la piscina di Bethesda ove Gesù guarisce il paralitico! (Gv. Cap.5)

Sul far della sera giungiamo, ben accolti,  nel Seminario di Gerusalemme a BEIT JALA dove il nostro connazionale don Mario Cornioli ci ha parlato della vera situazione Palestina-Israele nella quale è possibile più a lui - straniero - che al Rettore,  di avere permessi per gli spostamenti dei seminaristi e altre famiglie in difficoltà. Proprio ora, con l’aiuto delle suore Figlie di Sion e fidando nella Provvidenza, sta aprendo  un Istituto per l’accoglienza dei  bambini disabili, figli dei palestinesi poveri .

Il penultimo giorno, finalmente, visitiamo la dolce  BETANIA,  non raggiungibile dal vicino Monte degli  Ulivi  a motivo  del muro che Israele ha eretto dividendo Gerusalemme. Qui è stato bellissimo vedere la  Casa di Marta, Lazzaro e Maria sui cui ruderi c’è la BASILICA a loro dedicata  in  ricordo dell’accoglienza  riservata a Gesù.
In questo palazzo, tutto richiama alla mente  la  vita  e  il lavoro  di  tre  persone che vivono di fede e capaci  di vera amicizia. Proprio a Betania  c’è  la statua di Paolo VI  con una dedica che ricorda la sua presenza benedicente  nel 1964.

Attraverso  il deserto di  Giuda raggiungiamo  il  fiume Giordano in un punto  in cui è visibile  la diversa appartenenza: al di là  i soldati della Giordania  e di qua, gli Israeliani. Sotto gli occhi dei soldati armati,  è  stato possibile scendere verso l’acqua rivedere Gesù (Mt.3,13-17) e  rinnovare le  nostre Promesse Battesimali.
      

Nel viaggio, ad un tratto  spunta Gerico e siamo in GIUDEA. Gerico è un’oasi  ricca di palmeti  e  aranceti. Presso il sicomoro ricordiamo la felice conversione di Zaccheo (Lc.19,1-10)... il cieco Bartimeo (Mc.10,46-52)  e  anche il buon samaritano della parabola con l’ invito  di Gesù  ‘’Va’ e  anche tu  fai lo stesso ’’.
 
Lasciando questi luoghi, prima di  riprendere il deserto  e  giungere al Mar Morto,  don Giovanni  ci  indica in lontananza  alcuni riferimenti biblici e attuali, vedi il Monte delle Tentazioni ed anche un monastero ortodosso sospeso alle pareti della roccia. 
A QUMRAN, visita dell’imponente insediamento  venuto alla luce durante  gli  scavi  archeologici seguendo le tracce indicate dai rotoli di Isaia, trovati per caso  da un pastorello, nel 1947. Il silenzio ... ci emoziona!

 

L’ultimo giorno a Gerusalemme ci vede avviati presto verso la grande Basilica  dove sempre vorremmo tornare perché Gesù, la Parola Vivente  possa scalfire tutte le nostre durezze, il nostro orgoglio, la nostra caparbietà e superbia, la nostra  estrema superficialità che spesso vanifica i suoi doni più belli.  Lui che stendendo le braccia sulla croce, morendo distrugge la morte e risorgendo ci dona la vita, per intercessione di Maria e di tutti i Santi, ci renda capaci di testimoniare il suo Amore e di far fruttificare quanto abbiamo ricevuto 
Rapida la  partenza verso ovest per Jaffa, dove  S. Pietro risuscita Tabità (atti 9,3641) e da Jaffa Pietro è chiamato  dal centurione Cornelio... (Atti,10,1-8). Qui nella  Chiesa dedicata all'Apostolo, preghiera e canto di ringraziamento a conclusione del pellegrinaggio e  immediata partenza per Tel Aviv .

Il ritorno è un Grazie senza fine con gli occhi e il cuore nel Vangelo. Nel partire dalla Terra Santa  il  cuore di tutti è  pieno di gratitudine per i luoghi evangelici conosciuti, per la Parola ascoltata e vissuta, ma anche  per la vita di gruppo fraternamente  condivisa.
Il percorso’’sostanziale’’ è stato multiforme e affascinante, pieno di stimoli, interessantissimo dal punto di vista culturale e religioso con la dimensione spirituale che ha inciso interiormente la nostra vita. L’intuizione e la magistrale espressione della nostra Guida ci ha accompagnati  in modo  profondo e  pieno di fede. Ogni passo è stato pieno di messaggi...  si tratta di decifrarli... giorno per giorno, alla luce nuova che lo Spirito riversa nei nostri cuori.

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