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Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


ROSE E SPINE

 

Moltissimi sono i doni mistici particolari che Dio ha concesso a santi e beati nel corso dei secoli, quali la trasverberazione, la stigmatizzazione, la corona di spine, locuzioni interiori ed altre grazie straordinarie come il matrimonio mistico tra Gesù ed alcune sante, la grande gioia di poter avere tra le braccia il Bambino Gesù, ed altri eccezionali eventi che vengono di seguito segnalati.
Portatori di questi doni sono stati Gesù o la Madonna ma anche dei Santi o altri personaggi, un "serafino" luminoso, ad esempio, come nel caso della trasverberazione sia di san Francesco che di San Pio da Pietrelcina.


VARI DONI MISTICI

 

 

SANTA CATERINA DA SIENA

Caterina, ultima di una lunga schiera di fratelli, nacque nel 1347 ed era destinata a divenire sposa giovanissima; ma poichè già sentiva in sè il desiderio di dedicarsi tutta a Dio, riuscì a convincere i genitori a lasciarla entrare nel convento delle Mantellate Domenicane, dove si dedicò alla preghiera e alle opere di assistenza a malati e moribondi.
Nel 1367 ebbe la mistica visione di alcuni santi, della Madonna e del Cristo che le donò l'anello nuziale che, invisibile agli altri, rimase per sempre al suo dito. Un'altra volta, Gesù le apparve prendendole il cuore e sostituendolo con un altro, il suo. Segno di questo divino intervento fu una piccola cicatrice che le restò sul petto. Nel 1375, mentre era assorta in preghiera, ricevette in dono le Stigmate, anche queste visibili solo a lei.
Benchè quasi analfabeta, per dono divino riusciva a scrivere e leggere e fu una prolifica scrittice di lettere indirizzate a Papi e a personaggi di spicco dell'epoca, di Preghiere e di opere mistiche; sottoposta ad una verifica teologica da parte del Capitolo Generale dell'Ordine, la sua ortodossia venne accertata e il suo intervento come consigliera venne richiesto da vari potenti.
Per intercedere a favore dei fiorentini, si recò dal Papa Gregorio XI ad Avignone, convincendolo a ritornare a Roma (1377) e nonostante fosse molto malata,successivamente, intervenne a favore di Papa Urbano VI contro l'antipapa Clemente VII. Propose inoltre la riforma dell'Ordine domenicano, perorando il ritorno alla Regola primitiva.
Morì a Roma il 29 aprile 1380 e venne sepolta in santa Maria sopra Minerva, mentre il suo capo venne traslato nella chiesa di san Domenico in Siena.

 


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SANTA VERONICA GIULIANI

Tra le tante figure di sante che ricevettero doni mistici da parte di Gesù, santa Veronica rimane un caso davvero eccezionale, poichè fu protagonista - nella seconda metà del 1600 - di vari episodi : dapprima le fu concesso di condividere il dolore della Corona di Spine, poi ricevette in dono l'anello Nuziale con cui Cristo la prendeva in sposa e successivamente sperimentò una seconda Trasverberazione.
Non contenta, la santa chiese di patire il dolore dei chiodi e della ferita del costato e venne esaudita; successivamente il Cristo, apparsole assieme a vari santi e alla Madonna, le donerà un "nuovo cuore" ancora più infiammato dell'amor di Dio, non solo spiritualmente ma anche fisicamente ed un altro Anello Nuziale - simbolo di unione definitiva a Lui - in cui erano incastonate tre pietre: in una spiccavano due cuori così strettamente uniti da sembrare uno solo, nell'altra vi era una croce e nella terza si scorgevano gli strumenti della Passione, invito a patire ancora con Lui.
Alla sua morte, il corpo della Santa venne minuziosamente studiato e si riscontrarono i segni delle stigmate sulle mani, sui piedi e sul costato; esaminato il suo cuore, esso apparve profondamente ferito per circa 6 dita trasversali. Aperto a metà, agli angoli destro e sinistro "vi erano due piccole fiamme e altri segni, come dell'impugnatura di una spada". Successivamente, si scoprirono anche una lettera M e una I in stampatello, la figura di una piccola croce e di una corona di spine, una lancia e una canna e altre spade.

 

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SAN FILIPPO NERI

San Filippo Neri, o "Pippo Bono" o "il santo dell'allegria" nacque a Firenze nel 1584 da una agiata famiglia; destinato a divenire mercante, sentì invece, irresistibile, la vocazione sacerdotale che lo portò nella Roma cinquecentesca, depredata dai Lanzichenecchi, a passare il suo tempo tra preghiera e assistenza ai malati, frequentando altri grandi santi suoi contemporanei, come Ignazio di Loyola, Carlo Borromeo e Camillo de Lellis.
In uno dei suoi momenti di contemplazione - che trascorreva spesso nelle catacombe di san Sebastiano - una sfera infuocata, il dono sensibile dello Spirito Santo, gli penetrò nel petto, spezzandogli due costole dal lato del cuore che si ampliò nel petto provocandogli una vistosa protuberanza.
Dopo la morte, infatti, i medici che lo esaminarono, trovarono che aveva un cuore insolitamente grande e che tale grandezza aveva prodotto la frattura di due costole. Numerose anche le "estasi" che lo rapivano e durante le quali levitava e che San Filippo tentava vanamente di nascondere agli altri.
Fondata la Confraternita della Trinità per soccorrere i pellegrini ammalati o in difficoltà, dopo essersi fatto sacerdote, riunì intorno a sè il popolo per pregare o leggere vite di santi o la storia della Chiesa, discutendo e cantando. Nasceva così l'Oratorio in cui si faceva anche musica e teatro e i cui partecipanti dovevano però occuparsi a turno dei malati del vicino Ospedale di Santo Spirito, accompagnando gli agonizzanti verso la morte. Accanto all'Oratorio nacque una comunità di sacerdoti, chiamati poi "Filippini", che si dedicavano al'incontro serale e alle relative discussioni.
Gli piaceva anche la vita all'aria aperta e aveva così inventato - in contrapposizione agli eccessi del carnevale - la "visita delle Sette Chiese" che si svolgeva per le strade di Roma, iniziando il mercoledì sera con la visita a San Pietro, continuando la mattina seguente da San Paolo, passando per San Sebastiano sull'Appia, per concludersi a Santa Maria Maggiore.

 

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SANTA GEMMA GALGANI

Altra stigmatizzata fu Santa Gemma Galgani che, all'inizio del XX secolo, dopo varie e misteriose malattie fisiche, ritrovata la salute, decise di prendere i voti e dedicarsi completamente a Cristo. Ma varie ragioni - tra cui quella di esser creduta una isterica - le impedirono la vita monastica, mentre intanto riceveva il dono delle Stigmate che ogni settimana sanguinavano e dolevano e successivamente quello della Corona di Spine. Più tardi, le ferite esterne scomparvero per sua richiesta, mentre i dolori si fecero comunque più lancinanti, arrivando nel contempo ad una perfetta unione mistica col Salvatore.

Morì dopo lunga malattia il 24 gennaio 1903 e venne alfine sepolta in quel convento delle Passioniste a Lucca dove avrebbe voluto essere sin da viva. fu beatificata nel 1933 e canonizzata da Pio XII nel 1940.


 

 

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BEATA ANGELA DA FOLIGNO

 

Di questa Beata mistica non si conosce la data di nascita, ma solo quella della morte, avvenuta nel 1309.
Sposa e madre senza grandi ideali di fede, dopo aver perso tutta la famiglia, iniziò un cammino di conversione e di perfezione che la portò a seguire la regola del Terz'Ordine Francescano.
Ebbe vari doni mistici, locuzioni interiori e visioni delle Tre Persone della Santissima Trinità, del Sacro cuore di Gesù, della Madonna, di San Francesco e di San Giovanni apostolo, nonchè di figure angeliche. Difatti proprio un angelo le annunciò la sua prossima morte.

 

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ANNA CATERINA EMMERICH

Anna nacque in Germania nella festività mariana dell'8 settembre 1774. Questo segnerà tutta la sua vita.
Sin da fanciulla ebbe doni mistici, come quello di leggere nelle menti delle persone, visioni su ciò che accadeva nel mondo, levitazioni e bilocazioni e riusciva ad individuare anche le malattie di cui una persona soffriva. Quando ricevette la sua Prima Comunione, vide accanto a sè le sante Cecilia e Caterina dI Alessandria.
Successivamente le comparve Gesù che le presentò una corona di spine ed una di rose. Istintivamente ella scelse quella di spine ed Egli gliela pose sul capo dando origine alle prime stigmate.
Riuscì dopo molti tentativi ad entrare presso le Agostiniane ma, creduta folle era allontanata dalle consorelle, benchè svolgesse con zelo ogni lavoro che le veniva affidato; dopo qualche tempo, a causa di varie malattie si allettò.
Quando Girolamo Bonaparte, re della Westfalia, ordinò la chiusura dei conventi, Anna Caterina venne affidata dal suo confessore dapprima a delle pie donne, ma all'aggravarsi della sua malattia, venne chiamata ad accudirla una sua sorella.
Intanto, mentre si cibava solo dell'Ostia consacrata, aveva ricevuto il dono delle stigmate oltre ad una croce sul petto,ferite che le causarono non solo dolori fisici ma anche la sofferenza di venir esaminata da medici e da religiosi. Alla fine, però venne finalmente riconosciuta la loro autenticità.
Sarà decisivo per entrambi l'incontro con Clemente Brentano che diventerà suo amico e confidente, che si convertirà clamorosamente e stenderà in prosa tutto ciò che Anna gli racconterà circa le sue visioni della vita di Gesù, di Maria ed anche degli apostoli, che verranno poi pubblicate.
Anna Caterina morì nel febbraio 1824.

 

 


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SAN GIUSEPPE DA COPERTINO


San Giuseppe da Copertino, durante le sue estasi si alzava da terra e dal suo corpo emanavano profumi odorosi.
Rifiutato da vari ordini finalmente riuscì ad entrare fra i frati minori di Grottella dovei si dedico ai più umili servizi, definendosi "frate asino", diventando poi sacerdote.
Spesso era rapirto in estasi davanti al quadro della Madonna e i suoi compagni lo trovavano sollevasto da terra di qualche palmo. Aveva il dono della scienza infusa e veniva consultato su questioni di teologia. Chiamato da Papa Urbano VIII il frate cadde quasi in estasi.
Poichè i prodigi che lo interessavano richiamavano molta gente e creava un pò di confusione tra i confratelli, spesso lo trasferivano di convento in convento, finchè si fermò nel convento di Osimo dove morì nel 1663.


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SANTA RITA DA CASCIA

La storia di Santa Rita sarà sicuramente conosciuta da tutti: nata a Roccaporena attorno al 1378, fu moglie e madre esemplare, rimasta vedova e venutile a mancare i figli, si dedicò, come aveva tanto desiderato in gioventù, completamente alla vita monacale, sia pure affrontando numerose difficoltà e rifiuti.
In monastero visse per quarantanni, pregando e meditando la Passione di Gesù.
In uno di quei momenti di contemplazione davanti al crocifisso, ricevette in dono una Spina della Corona di Cristo che sulla fronte le produsse una ferita profonda e purulenta che, misteriosamente, scomparve solo nel momento in cui dovette affrontare un lungo viaggio per andare pellegrina a Roma, per ricomparire poco dopo.
Visse nel digiuno e nella sofferenza e si narra che quando morì tutte le campane - non mosse da mani d'uomo - suonassero all'unisono per festeggiare la sua rinascita in cielo.


 

 

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TRASVERBERAZIONI E STIGMATE

 


SAN FRANCESCO

 

La sua vita, la sua Regola, i suoi miracoli e le sue opere non hanno bisogno di tante parole, non per niente è uno dei Santi più amati e a cui si ricorre più spesso ed inoltre è stato proclamato Patrono d'Italia. Tra i tanti doni mistici ricevuti, la trasverberazione - precedente alla successiva comparsa delle stigmate che a volte emanavano soavi odori - è uno dei più sconvolgenti, anche perchè il primo che a memoria d'uomo venga ricordato.
La prodigiosa ferita venne preceduta da un'apparizione sfolgorante - la cui luce venne vista anche a parecchi chilometri di distanza - di un Serafino con sei ali che, arrivato davanti a Francesco, gli fece intravvedere l'immagine del Cristo Crocifisso. Mentre Francesco estatico guardava, un grande fuoco gli trapassava il corpo e l'anima e alfine gli lasciò impresse nella carne viva le ferite di Gesù.

 

 

SANTA TERESA D'AVILA O TERESA DI GESU'

Santa Teresa d'Avila, grande riformatrice dell'Ordine del Carmelo, Dottore della Chiesa, grande mistica, è anche ricordata per la trasverberazione, speciale dono a cui Dio la sottopose.
Come ella stessa racconta nei suoi scritti, un giorno le apparve un angelo di grande bellezza con una lancia in mano che sembrava infuocata. Con essa il serafino la colpì più volte al cuore provocandole un vero e proprio dolore fisico che tuttavia le riempiva l'anima di dolcezza ultraterrena
Un'altra particolarità degna di nota che la riguarda è che l'acqua in cui venne lavato il suo corpo dopo deceduta, rimase profumata per molti mesi; e quando il suo corpo venne riesumato, anch'esso emanava odorose essenze.


SAN CARLO DA SEZZE

Nel 1648, ebbe il dono mistico della trasverberazione del cuore nella chiesa di San Giuseppe a Capo le Case in Roma
Durante l'ascolto di una Messa, all''elevazione, egli vide uscire un raggio di luce che gli colpì il petto e gli produsse una ferita invisibile.
Dopo la sua morte comparve sul suo petto un segno a forma di chiodo che fu ritenuto come soprannaturale.

 

PADRE PIO DA PIETRELCINA

La vita di Padre Pio, improntata all'obbedienza, alla preghiera, alla dedizione completa a Dio, è stata ricchissima di segni mistici sin dall'infanzia: profumi, miracoli, bilocazioni, stigmate e la trasverberazione, avvenuta nell'agosto del 1918, che gli provocò la grande ferita al costato, seguita poi dalle altre stigmate della crocifissione, il che avvenne nel settembre dello stesso anno.

 

BEATO MATTEO CARRERI

Nato agli inizi del 1400, a 20 anni decise di entrare nell'Ordine dei Predicatori, dove visse una vita esemplare di preghiera e di intensa comunione con Cristo, a cui si identificava, tanto da ricevere la trasverberazione del cuore da un Crocifisso posto nella chiesa di San Pietro Martire a Vigevano.

BEATA MARIA DI GESU' CROCIFISSO

Al secolo, Miriarn Baouardy, nacque in Palestina nel 1846 e morì a soli 32 anni a Betlemme, dopo una vita costellata di grandi dolori: orfana sin da piccolissima, affidata ad uno zio che secondo le usanze l'aveva promessa sposa ad un giovane che al suo rifiuto la ferì gravemente alla gola. guarità miracolosamente dalla Madonna si diede ad umili lavori, finchè non riuscì ad entrare in convento.

La sua breve vita è stata punteggiata da variegati doni mistici, tra cui: le estasi, la levitazione, le stigmate, la trasverberazione del cuore, apparizioni, profezie, bilocazioni, ecc.

SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

Forse è la santa regina più nota e venerata. Nata nel 1207, divenne sposa a 13 anni del Langravio di Turingia. Dedita alla carità, aderì al Terz'Ordine Francescano che la considera sua Patrona (assiema a Luigi IX Re di Francia). Rimasta vedova dovette lottare strenuamente per conservare il trono al proprio figlio. Morì ancora giovanissma nel 1231 e fu canonizzata 4 anni dopo. Viene ricordata il 19 Novembre.

Emblematico fu il caso delle stigmate di S. Elisabetta d’Ungheria da cui pare nascessero fiori, forse dei gigli, che venivano tagliati e posti sull’altare.

TERESA NEWMAN

Suor Maria Teresa Newman presentava sul suo corpo le stigmate della crocifissione che le si presentarono il venerdì santo del 1926 e rimasero sempre vivive sino alla sua morte avvenuta 36 anni dopo, nel 1962. Unitamente alle stigmate ebbe una visione della Crocifissione di Gesù.
Queste ferite sempre vive e sanguinanti suscitarono dubbi e perplessità fra i dottori, i religiosi, i curiosi ed ella non mangiava alcunchè ma si cibava quotidianamente della sola Ostia eucaristica.

Era quindi un mistero come il suo corpo potesse riprodurre immediatamente il sangue che copiosamente perdeva giornalmente.

BEATA CRESCENTIA HOSS

Sin da bambina vedeva il suo angelo Custode che le elargiva consigli sul comportamento e che le rivelò che sarebbe diventata suora
Ebbe una vita monastica molto travagliata per l'atteggiamento delle consorelle che non credevano alle sue doti mistiche, tuttavia essa non s'abbattè mai, poichè veniva consolata dall'apparizione di Gesù Bambino e della Madonna.
Cadeva spesso in estasi, lottava con il demonio, prediceva avvenimenti che dovevano accadere e, pur non avendo le stigmate, per lunghi anni sperimentò i dolori del Crocifisso ogni venerdì. Per due anni un Angelo le portò l'Eucaristia.

 

 

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BAMBINO GESU'

Molti i santi che ebbero realmente tra le braccia il Bambino Gesù, apparso direttamente ad essi oppure portati dalla Madonna. Alcune rappresentazioni iconografiche, invece, sono solo rappresentative del loro grande amore verso il Santo Bambino.

Santa Caterina


Santa Teresina di Lisieux

San Domenico

San Gaetano da Thiene

Nel Natale del 1527, mentre era in Santa Maria Maggiore ad officiare la Messa, ebbe l'apparizione della Madonna che gli porgeva Gesù Bambino.
Il santo era esitante a prenderlo fra le braccia, ma venne esortato da San Giuseppe e da san Gerolamo.

 

San Felice da Cantalice

Sant'Antonio da Padova

San Bernardino Realino

San Stanislao Koska


Beata Lucia da Narni

Sin da piccola, la Beata Lucia, ebbe soprannaturali apparizioni di Santa Caterina, di San Domenico, della Madonna e del piccolo Gesù, a cui ella aveva dato il dolce nomignolo di "Christarello'

 


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COLLOQUI CON I CROCIFISSI

 

Santa Caterina Thomas

Frà Battista Castelli

San Pellegrino Laziosi

Beata Maria Ines De Beniganim

Crocifisso di

Padre Pio

Santa Caterina da Siena

 

SAN CAMILLO DE LELLIS

Era uomo di grandi proporzioni, non solo fisiche ma spirituali. Di famiglia nobile, in gioventù s'era arruolato come combattente per la Spagna e per Venezia e dell'uomo d'arme aveva virtù e vizi, tra cui quello del gioco, per cui lasciava tutto e tutti. La madre, piuttosto anziana, nel metterlo al mondo, lo volle far nascere sulla nuda terra di una stalla - come san Francesco - e nel partorire ebbe la visione di un fanciullo che aveva una croce sul petto e dietro di lui tanti altri con la stessa insegna.

Sentendo dentro di sè la vocazione ad una vita dedicata agli altri, tentò di entrare in convento ma non vi riuscì; poi, per curare una piaga alla gamba che ogni tanto si riacutizzava, si internò all'Ospedale San Giacomo di Roma dove divenne inserviente ma, a causa del suo carattere collerico e dei suoi vizi, venne allontanato e, dopo varie altre vicissitudini, venne a contatto con San Filippo Neri che riconobbe in lui le doti che ne avrebbero fatto un campione di santità.
Sempre a causa di quella piaga aperta sulla gamba, ritornò all'Ospedale di Roma dove, riscontrato il suo completo ravvedimento, venne assunto come sovraintendente generale ed ebbe modo di lavorare intensamente a favore dei malati, arrivando infine tra varie difficoltà alla creazione di un Ordine religioso che di essi si occupasse esclusivamente. Infine, rivestì l'abito talare insieme ad altri compagni che avevano accettato le sue regole, dedicandosi completamente a ristrutturare l'organizzazione dell'Ospedale di Santo Spirito.

Osteggiato in questa impresa da molti, anche da San Filippo Neri, un giorno s'inginocchiò davanti ad un Crocifisso a cui era molto devoto e mentre era assorto nella contemplazione, il Crocifisso staccò le braccia dalla croce tendendole verso di lui a rincuorarlo.

 

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