Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

COLLABORAZIONI

 

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LETTERA APERTA AI GENITORI 2008

 

All'ombra del suo futuro

 

Il bambino impara ciò che vive

 

Se vive nel rimprovero,
diverrà intransigente

Se vive nell'ostilità
diverrà un aggressivo

Se vive nella derisione,
diverrà un timido

Se vive nel rifiuto
diverrà uno sfiduciato

Se vive nella serenità
diverrà più equilibrato

Se vive nell'incoraggiamento
diverrà più comprensivo

Se vive nella lealtà diverrà più giusto

Se vive nella chiarezza
diverrà più fiducioso

Se vive nella stima
diverrà più sicuro di sè

Se vive nell'amicizia
diverrà veramente amico per il suo mondo.

 

Carissimi genitori,

Nel silenzio di una Roma semideserta e nella tranquillità delle ore trascorse, difesa dalle mura della mia casa, ho potuto riflettere sull'incredibile differenza di linea di condotta dell'attuale conduzione famigliare.

L'anno 2008 segna per me il 55° anno di professione ed avendo esercitato in un settore della medicina che è in continua evoluzione, ho potuto caricarmi di esperienze mediche e soprattutto sociali.

Perciò sono molto spaventata di trovarmi di fronte attualmente una generazione con pochi valori, sia nei confronti di regole essenziali per la vita quotidiana, sia in quelle per realizzare una società sana, equilibrata, moralmente ricca di veri ideali.

Nel passato ai nonni spettava tramandare storie famigliari e regole di vita.
Oggi mi permetto di entrare nella vostra vita come Nonna, Madre e Pediatra.
Perchè è mio desiderio, per ogni creatura, di intervenire in caso di malattia per riportare l'organismo al perfetto funzionamento fisico ma anche sociale.

Nel bambino io vedo l'uomo, il Padre, nella bambina la Madre del domani perchè i mesi, gli anni volano e ciò che era, sarà.

Perdonate se vi porgo quelli che ritengo preziosi consigli:

"Attualmente già all'inizio di una nuova famiglia è difficile scoprire ideali di un amore pronto al sacrificio e all'immedesimazione l'uno nell'altro.

Esiste ancora il desiderio di un figlio che rallegri l'unione, ma ben presto egli costituisce un intralcio alla realizzazione degli impegni lavorativi di entrambi i genitori: quasi subito viene affidato ai nidi, che tranquillizzano per l'ambiente ma certamente non donano l'affettività di cui il piccolo o la piccola hanno bisogno e ben presto ne realizzano la mancanza, benchè circondati da benessere.

E' opportuno che ricordi ai genitori che il neonato o neonata riconosce perfettamente la voce della mamma e del padre perchè dal sesto mese, benchè embrione in evoluzione, è capace di riconoscere il timbro di voce dei suoi genitori.
La vista, invece, viene acquisita totalmente dal 50° giorno di vita per cui vista e udito concorreranno a rafforzare modelli di iniziale educazione.

Perciò è opportuno non ritenere il piccolo o la piccola incapace di accettare chiare regole sin dal suo arrivo in famiglia, dopo il ritorno a casa della mamma dopo i giorni trascorsi in ospedale per il parto.
Nel nuovo nucleo famigliare, il Padre è Re, la Madre Regina, il nuovo arrivato o la nuova arrivata, Principe o Principessa, per cui sin dai primi giorni di vita dovrebbe apprendere regole chiare che realizzeranno una buona condotta immediata e futura del suo comportamento per una realizzazione armonica nella crescita.

Il Pediatra di questa era medica, alla dimissione del neonato dal reparto consiglia alla madre di attaccarlo al seno ad ogni sua richiesta.
Questo consiglio è un errore, perchè la digestione del latte (come di qualsiasi cibo futuro) ha delle regole esatte per l'eliminazione dallo stomaco con la sua elaborazione enzimatica, così per tutto il tratto intestinale.

Mai prima delle due ore e mezza il bambino deve essere attaccato al seno.

Si eviteranno così disturbi (vomito, rigurgito, coliche) immediati e futuri per la crescita che ha delle regole fondamentali.

Solo il prematuro o immaturo all'interno delle "Isolette" potrà e dovrà ricevere piccole quantità di latte ad orari più ravvicinati. Ma questo sarà compito degli addetti al reparto degli immaturi.

 

Altro errore che deve essere evitato dai genitori è far dormire il neonato nel letto matrimoniale con il pretesto di avere un migliore controllo ma soprattutto per evitare di alzarsi nella notte per l'allattamento.
Il bambino che inizia sin dai primi giorni di vita il suo riposo fra i genitori lascerà il loro letto solo con grande reciproca difficoltà a 9-10 anni.
Sia per l'igiene che per la libertà dei genitori, è opportuno evitare questo errore e dolorosa esperienza - che spesso mi viene riferita per poterla risolvere - evitando spiacevoli conseguenze sia per la famiglia in atto che per quella futura (litigi ed anche divisioni).

Il bambino appena allattato deve rimanere sollevato per una diecina di minuti, poi va collocato nella sua culla, a 3 mesi nel suo lettino e con questo a 6 mesi direttamente nella sua camera che comincerà a riconoscere come suo spazio privilegiato sia per il riposo, per i suoi giochi e per un futuro impegno di studio.

 

Genitori, sappiate che il bambino e più precocemente la bambina, entro l'anno di vita anche se non parla o dice solo "Mamma" conosce esattamente tutti i componenti della famiglia, il loro carattere, il significato di ogni parola, perciò deve essere indirizzato a rispettare le regole della veglia, del sonno, gli orari alimentari e di soggiorno all'aperto.

E' giusto, opportuno, mantenere una linearità di condotta per una crescita sana sia fisica che psichica.

Lo svezzamento ha regole di puericultura e l'introduzione degli alimenti deve essere rispettata in base all'età e per gradi.

Altro argomento essenziale da sottolineare è quello di stimolare i genitori a comprendere (per istruire a loro volta i figli) che i frutti prodotti dalla natura, che la mamma offre sul desco famigliare posseggono - per studi convalidati dalla scienza e dall'esperienza - ricchezza di elementi essenziali e necessari al perfetto sviluppo fisico di ogni creatura.

Una crescita regolata nel tempo e accompagnata da insegnamenti e dolcezza, realizza uno sviluppo armonico, equilibrato che a sua volta proietterà al di fuori dell'ambito famigliare, serenità, concordia, benessere sociale.

Le industrie alimentari per l'infanzia esaltano e consigliano prodotti confezionati (omogeneizzati, ecc.) che riducono indubbiamente la fatica di preparazione da parte di tante mamme spesso inesperte, ma questi cibi ritardano notevolmente l'assunzione naturale rispetto a quelli preparati giornalmente.

Inoltre, l'assenza della madre e del padre per ragioni di lavoro sia al mattino a colazione che per l'ora di pranzo, impedisce l'insegnamento - per imitazione - di una sana alimentazione a base di cibi naturali, nonchè di creare proficui colloqui con scambi di idee.

Spesso, poi, la cena è ritardata, per cui anche questa fruttuosa riunione famigliare non offre più quegli insegnamenti preziosi al bambino che è ormai stanco, dorme o è ipereccitato per la presenza dei genitori.

Se per caso il bambino è tranquillizzato o distratto dai nonni materni o paterni, la madre è gelosa e ingiustamente accetta male questa preferenza.

 

 

Ora mi permetto di affrontare un altro argomento importante per guidare genitori inesperti.

Spesso il lavoro di entrambi i genitori porta a facilitazioni economiche (rare nel tempo passato) ma il loro allontanamento da casa li colpevolizza.
Il bambino percepisce ben presto questa carenza affettiva che i genitori o i parenti cercano di tamponare con regali giornalieri: libri, giocattoli, gelati, merendine, pacchetti di patatine o indumenti firmati e numerosi, con frequente scelta da parte dell'interessata o interessato, che regolarmente ne approfitta, consapevole di essere accontentato.

Il genitore che oggi può comprare il pallone o la bambola sarà poi costretto a cedere per la spesa della bicicletta, della moto, della macchina ed infine anche a contribuire per l'acquisto di un appartamento, che renda figlio o figlia liberi dalla presenza dei genitori.

Sottolineo questa sempre più presente situazione come causa di successive, errate conseguenze.

La libertà deve essere conquistata, raggiunta con razionalità, con equilibrio, discernimento ed un'adeguata preparazione culturale, al fine prima di tutto di realizzare una famiglia che abbia solide basi, formata da individui sani fisicamente e psichicamente che creino a loro volta una società ricca di apprezzabili valori.

Ricordo, inoltre, che ogni neonato o neonata alla sua nascita riceve un nome ed è figlio o figlia della nuova famiglia e non deve, crescendo, chiamare per nome il genitore del quale deve rispettare il ruolo proprio. Ciò vale anche per i nonni o altri parenti adulti, presenti nel contesto famigliare.

Un buon insegnamento iniziale permetterà dunque al bimbo, immediatamente e nel futuro, di comprendere che ad ogni soggetto si deve accettazione e rispetto; così sarà anche nei riguardi degli insegnanti nella scuola e dei superiori nella carriera sociale.

Se ogni individuo grande o piccolo ha compreso il valore di ogni cosa, non solo difende la terra o il paese che abita, stima la sua famiglia, la sua casa, difende i diritti di ogni elemento proprio e di quanti lo circondano.

Sarà un figlio o figlia esemplare, un onesto cittadino, un vero cristiano che apprezza la salute del corpo e dello spirito, entità essenziale per affrontare il pellegrinaggio terreno unitamente e pacificamente ad ogni suo simile o di altra razza umana.

La sapienza del cuore, ricevuta per Grazia divina permette all'uomo di comprendere di non essere solo materiale ma un Essere dotato dello Spirito di Dio, quale emanazione dell' Amore divino. Il Padre Eterno ci segue come figli con infinita Misericordia.

E' impossibile ricordare quanti confetti di Battesimo, Comunione e Matrimonio ho ricevuto in tutto il corso dei miei anni di professione, ma non ho mai udito la frase: "Un altro cristiano è nato, crescerà, amerà, per un'umanità proiettata verso un futuro migliore, verso un'era di pace".

Durante tutta la mia vita, dall'inizio della professione ad oggi, avete constatato come ho seguito ogni nuova creatura nella sua crescita, intervenendo in caso di malattia, squilibrio psichico ed altro, ritenendo che essa fosse non un cliente ma un figlio, perciò spero di essere giustificata da voi genitori se mi sono permessa di dare dei suggerimenti per aiutarvi a realizzare la perfezione dei doni ricevuti per noi stessi, per l'umanità e per Dio, per la realizzazione di un mondo migliore.

Genitori, riconoscete che il Signore è Dio. Egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.
Imploriamolo affinchè ispiri ogni nostra azione e ci accompagni con il suo aiuto perchè ogni nostra attività abbia in Lui il suo inizio e il suo compimento migliore.

Vostra... per quanto tempo sarà...?

Rosita Taddeini

 

della stessa Autrice

- All'alba di una nuova vita

- Lettera aperta ai giovani - E' l'ora di sapere

- Lettera ai Genitori "Un cuore scrive"

- Lettera ai Genitori 2009


- Letterina di Natale

- Quando un simbolo oltraggiato fa riflettere - La Madonna spezzata



Poesie:

- Silloge "Alla Luce"

 

- Silloge "Emozioni"

 

- Silloge "Faville"


- Silloge "La Vita è Amore"

- Silloge "Pennellate d'Inchiostro"

- Silloge "Progetto d'Amore"


- Silloge "Rivoli d'Amore"

- Silloge "Ruscello di Fede"

- Silloge "Ultimi sprazzi di riflessioni in versi"

- Silloge "Verità in Versi - Pura esplosione dell'anima" - I e II parte

- Silloge - Dio è Amore, Verità, Certezza

 

- Silloge - Dio è Amore, Verità, Certezza, Realtà

 


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