Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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ADORAZIONI EUCARISTICHE

 

 

 

 

PARTE QUINTA

 

 

 

 

Parte quinta
Appendici


1 - L’Eucaristia: Cuore stesso della vita cristiana (Congregazione Per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti).
2 - L’Eucaristia: Fonte e culmine della vita e della Missione della Chiesa (Sinodo dei Vescovi - XI assemblea generale ordinaria).
3 - L’Eucaristia: Sacrificio, Banchetto, Sacramento (Sacra Congregazione dei Riti: Istruzione sul Culto eucaristico).
4 - Preghiere e Canti.



1 - Eucaristia: Cuore stesso della vita cristiana

Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti
Suggerimenti e proposte


1 - L’Eucaristia () non è un “tema” fra gli altri, ma il cuore stesso della vita cristiana.

3 - Il culto eucaristico fuori della Messa è intimamente legato alla celebrazione eucaristica e ad essa ordinato.

13 - Adorazione eucaristica.
La riserva del Corpo di Cristo per la comunione agli infermi portò i fedeli alla lodevole consuetudine di raccogliersi in preghiera per adorare Cristo realmente presente nel Sacramento, conservato nel tabernacolo.
Raccomandata dalla Chiesa a Pastori e fedeli, l’adorazione del Santissimoè altamente espressiva del legame esistente tra la celebrazione del Sacrificio del Signore e la sua presenza permanente nell’Ostia consacrata (cfr De sacra comunione, 79-100; Ecclesia de Eucaristia, 25; Mysterium fidei; Redemptionis Sacramentum 129-141).

Il trattenersi in preghiera presso il Signore Gesù, vivo e vero nel Santo Sacramento, matura l’unione con lui: dispone alla fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia e prolunga gli atteggiamenti cultuali e esistenziali da essa suscitati.
Si esprime, secondo la tradizione della Chiesa, in diverse modalità:
- la semplice Visita al SS.mo Sacramento riposto nel tabernacolo: breve incontro con Cristo suggerito dalla fede nella sua presenza e caratterizzato dall’orazione silenziosa;

- l’adorazione dinanzi al SS.mo Sacramento esposto; secondo le norme liturgiche, nell’ostensorio o nella pisside, in forma prolungata o breve;

- l’adorazione perpetua, quale quella delle Quarant’ore o altre forme, che investono un’intera comunità religiosa, o un’associazione eucaristica, o una comunità parrocchiale, e forniscono l’occasione per numerose espressioni di pietà eucaristica.

14 - Ma poi anche tante altre forme, come: Adorazione e sacra Scrittura; Adorazione e Liturgia delle Ore; Adorazione e Rosario; Benedizione eucaristica, Processioni eucaristiche, Congressi eucaristici.

24 - L’Eucaristia è il sacramento del sacrificio pasquale di Cristo. Dall’incarnazione nel grembo della Vergine fino all’ultimo respiro sulla croce, la vita di Gesù è un olocausto incessante, un perseverante consegnarsi ai disegni del Padre.
Il culmine è il sacrificio di Cristo sul Calvario: Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato (1Cor 5, 7), viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione (Lumen Gentium, 3; CCC, 1364).

25 - La vigilia della sua passione, la sera in cui istituì il sacramento del suo sacrificio pasquale, Gesù Prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede ai discepoli… Il rendimento di grazie di Gesù rivive in ogni nostra celebrazione eucaristica.
Il termine “eucaristia”, dalla lingua greca, significa infatti ringraziamento (CCC 1328). E’ una dimensione che emerge a chiare lettere nel dialogo che introduce la Preghiera eucaristica: all’invito del sacerdote “Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio”, i fedeli rispondono: “E’ cosa buona e giusta”.
L’esordio della Preghiera eucaristica è sempre caratterizzato da una formula che dice il senso della riunione di preghiera: “E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo…”.

Queste formule codificate, mentre dicono ciò che compiamo nella celebrazione, esprimono un atteggiamento che non dovrebbe venir meno nello spirito dei rigenerati in Cristo: ringraziare è proprio di chi si sente gratuitamente amato, rinnovato, perdonato. E’ giusto e doveroso ringraziare Dio sempre (tempo) e in ogni luogo (spazio)

Da qui s’irradia la spiritualità del ringraziamento per i doni ricevuti (La vita, la salute, la famiglia, la vocazione, il battesimo ecc).

Ringraziare Dio non solo nelle grandi occasioni, ma“sempre”: i Santi hanno ringraziato il Signore nella prova, nell’ora del martirio (S. Cipriano diede ordine di dare 25 monete d’oro al suo carnefice: Atti del suo martirio, 3-6, Ufficio delle letture del 6 settembre), per la grazia della croce…
Per chi vive lo spirito eucaristico ogni circostanza della vitaè occasione appropriata per ringraziare (cfr. Mane nobiscum Domine, 26).
Ringraziare sempre e “in ogni luogo”: negli ambiti del vivere quotidiano, la casa, i posti di lavoro, gli ospedali, le scuole…
L’Eucaristia ci educa anche a unirci al ringraziamento
che sale dai credenti in Cristo sparsi su tutta la terra, unendo
il nostro grazie a quello di Cristo stesso.

26 - () La fede nella sua presenza reale la esprimiamo, ad esempio, nei dialoghi diretti che rivolgiamo al Signore dopo averne ascoltato la Parola: Lode a te, o Cristo, e prima di comunicare al suo Corpo e Sangue: O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

27 - L’Eucaristia non è azione privata, ma azione di Cristo che associa sempre a sé la Chiesa con vincolo sponsale indis568 solubile (cfr, Mane nobiscum Domine, cap. III).

45 - S. Ambrogio (De Mysteriis, 54):
Lo stesso Signore proclama: Questo è il mio corpo
Prima della benedizione delle parole celesti la parola indica un particolare elemento. Dopo la consacrazione ormai designa il corpo e il sangue di Cristo.
Egli stesso lo chiama ‘suo sangue’.
Prima della consacrazione lo si chiama con altro nome.
Dopo la consacrazione è detto sangue.
E tu dici: “Amen”, cioè, “E’ così”.
Ciò che pronunzia la bocca, lo affermi lo spirito. Ciò che entusiasma la parola, lo senta il cuore.



Signore, noi crediamo

che “L’Eucaristia () non è un ‘tema’fra gli altri; ma il cuore stesso della vita cristiana”.

Signore, noi crediamo che “Il culto eucaristico fuori della Messa è intimamente legato alla celebrazione eucaristica e ad essa ordinato”.

Signore, noi crediamo che “L’adorazione del Santissimoè altamente espressiva del legame esistente tra la celebrazione del Sacrificio del Signore e la sua presenza permanente nell’Ostia consacrata”.

Signore, noi crediamo che “Il trattenersi in preghiera presso il Signore Gesù, vivo e vero nel Santo Sacramento, matura l’unione con lui, dispone alla fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia e prolunga gli atteggiamenti cultuali ed esistenziali da essa suscitati”.

Signore, noi crediamo che “L’Eucaristia è il sacramento del sacrificio pasquale di Cristo”.

Signore, noi crediamo che “Dalla incarnazione. nel grembo della Vergine fino all’ultimo respiro sulla croce, la vita di Gesù è un olocausto incessante, un perseverante consegnarsi al Padre”.

Signore, noi crediamo che il culmine di quella donazioneè “Il sacrificio di Cristo sul Calvario”.

Signore, noi crediamo che “Ogni volta che il sacrificio della croce, Col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato, viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione”.

Signore, noi crediamo ciò che la santa Chiesa ci ribadisce a chiare note. Il sacrificio eucaristico e l’adorazione sono, e debbono essere, innanzi tutto, un ‘rendimento di grazie’.

*

Signore, noi ti adoriamo

perché ci ricordi che è “Giusto e doveroso” ringraziarti, e ci dai la possibilità di farlo “Sempre e in ogni luogo”.

Signore, noi ti adoriamo perché con le tue sante ispirazioni ci ripeti che l’adorazione e il ringraziamento è un “Atteggiamento che non dovrebbe mai venir meno nello spirito dei rigenerati in Cristo”.

Signore, ti adoriamo perché, attraverso le sante ispirazioni e il buon esempio dei fratelli, ci fai capire che “Ringraziareè proprio di chi si sente gratuitamente amato, rinnovato, perdonato”.

Signore ti adoriamo innanzi tutto per il dono inestimabile della santissima Eucaristia, ma poi anche per tutti gli altri doni che Tu ci elargisci: “La vita, la salute, la famiglia, la vocazione, il battesimo ecc.”.

Signore, ti adoriamo, perché Tu ci inviti a ringraziarti anche per le cose che a noi non sembrano doni. Così sono valutate tante ‘cose’ da noi, che abbiamo una limitatissima capacità di comprendere, ma che ben diversamente sono valutate da Te, che conosci ogni cosa.

Signore, ti adoriamo perché “Per chi vive lo spirito eucaristico ogni circostanza della vita è occasione appropriata per pensare a te”.

Signore, ti adoriamo, perché ci dai l’opportunità di pensarti non solo in qualche luogo e in qualche tempo, ma“Sempre e in ogni luogo: negli ambiti del vivere quotidiano, la casa, i posti di lavoro, gli ospedali, le scuole”.

Signore, ti adoriamo perché, coscienti che il nostro ringraziamento sarebbe stato inadeguatissimo per i tuoi immensi doni, ci dai l’opportunità di “Unirci al ringraziamento che sale dai credenti in Cristo sparsi su tutta la terra, unendo il nostro grazie a quello di Cristo stesso”.

Signore, ti adoriamo perché, con il comando Fate questo in memoria di me, ci hai dato la possibilità di ripetere “Non un’azione privata, ma l’azione di Cristo che associa sempre a sé la Chiesa col vincolo sponsale indissolubile”.

 

*


Signore, perdonaci

 

quando, alla proposta del sacerdote, rispondiamo distrattamente“Lode a Te, o Cristo”, senza pensare che con quelle parole esprimiamo “La fede nella sua presenza reale”.

Signore, perdonaci quando, venendo a riceverti nella santa Comunione, il sacerdote presenta l’Ostia santa affermando:“Il corpo di Cristo” e noi rispondiamo un distratto‘Amen’, cioè “E’ così”, che è tutto meno che un atto di fede in Te.

Signore, perdonaci quando, dopo averti ricevuto in noi, non ti diciamo neanche che ti vogliamo bene, come se quell’ostia consacrata che è entrata in noi, fosse ancora solo pane e non carne e sangue tuo. Signore, perdonaci quando veniamo ad adorarti, ma“Ciò che pronunziamo con la bocca non lo afferma lo spirito; ciò che entusiasma la parola non lo sente il cuore”.

Signore, perdonaci quando, le poche volte che veniamo a trovarti, abbiamo tanta fretta che sì e no facciamo una genuflessione strapazzata, perché abbiamo altro da pensare, perché la nostra fede è quasi inesistente. Signore, quando andiamo a far visita a una persona, educatamente la salutiamo, l’ascoltiamo e ci congediamo civilmente da lei. Con Te non ci comportiamo osservando lo stesso galateo. Perché a parole diciamo di credere in Te, ma in realtà crediamo di far visita a qualche cosa, non a Qualcuno. Perdonaci, Signore!.

Signore, perdonaci quando assistiamo al santo sacrificio della Messa senza meditare che “Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale Tu, nostro agnello pasquale, sei stato immolato, viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione”.

Signore, perdonaci quando, davanti alla santissima Eucaristia, non riflettiamo che essa non è un sacramento dei sette, ma il “Cuore stesso della vita cristiana”, e che essa ripete, ad ogni celebrazione, il sacrificio che Tu, una volta per tutte, hai offerto sulla croce.

Signore, quante volte veniamo in chiesa per adorarti o per altre ragioni e, magari, parliamo ad alta voce, ma con te‘facciamo scena muta’! E’ troppo scarsa la nostra fede. Perdonaci, Signore, e aiutaci a diventare più seri.

*


Signore, ti chiediamo

amore, per poter rispondere, anche se in modo imperfettissimo, all’amore sconfinato che Tu hai avuto per noi quando hai deciso, per rimanere sempre con noi, di identificarti nel pane e nel vino consacrati.

Signore, ti chiediamo fede per credere, ma con una fede coinvolgente, che la tua vita è stata tutta “Un olocausto incessante, un perseverante consegnarsi ai disegni del Padre” perché perdonasse i nostri peccati.

Signore, ti chiediamo di darci la grazia di associare sempre, al tuo ringraziamento, il nostro indegnissimo ‘grazie’ al Padre. Solo se esso è divinizzato dal tuo, si può dire che può considerarsi degno e accettabile.

Signore, i tuoi angeli in cielo ti onorano sempre. Dacci un briciola di quella fede e di quell’amore per onorarti, in qualche momento, anche noi in terra.

Signore, quando noi riceviamo un dono o una cortesia non manchiamo di contraccambiare in qualche modo. Il dono che Tu ci hai fatto con la santissima Eucaristia è sovrumano. Donaci sensibilità per ricambiarlo nei modi possibili a creature umane.

Signore, il tuo Corpo e Sangue erano conservati, nella santissima Eucaristia, per essere portati, come ‘viatico’, a coloro che concludevano la loro vita per fine naturale o violenta. Non per alcun nostro merito, ma solo per la tua misericordia, Ti supplichiamo: Non ci mancare prima del nostro ultimo respiro.

Signore, nella santissima Eucaristia Tu ci stai per aiutarci. Aiutaci a capire che venire a chiedertelo è da intelligenti, ed è quanto Tu desideri ardentemente.

Signore, in pericolo di vita, paventare la morte è umano e comprensibile. Quello che non si comprende è che, avendo Tu messo a nostra disposizione il mezzo per evitarla, non ci curiamo di chiedertelo. Dacci, Signore, non intelligenza per capire e penetrare i misteri, ma il buon senso per curare almeno gli stessi nostri interessi eterni.

Signore, donaci docilità intelligente per ascoltare, accettare e mettere in pratica le tue sante ispirazioni e i tanti suggerimenti di scelte sagge che attraverso la santa Chiesa, che Tu hai voluto ‘Maestra’, ci fai giungere.

*



Signore, ti ringraziamo

per la luce con cui ci hai illuminato in questa santa ora. Ti preghiamo di farci capire che giovarcene è fare ciò che Tu vuoi e ciò che a noi conviene.

Ti ringraziamo perché ci fai vivere in un momento nel quale il fervore eucaristico, da Te riattivato, ha escogitato innumerevoli e meravigliose forme di meditazione e di adorazione della santissima Eucaristia. Donaci di non rimanerne estranei, ma di essere entusiasti praticanti e apostoli.

Signore, ti ringraziamo perché hai voluto che “Trattenersi in preghiera con Te, vivo e vero, nel Santo Sacramento, () prolunga gli atteggiamenti cultuali ed esistenziali, suscitati in noi dalla celebrazione dell’Eucaristia”.

Signore, ti ringraziamo perché Tu ci hai voluto così bene che non hai sofferto di lasciarci soli, dopo aver compiuto la nostra redenzione sulla croce, ma hai deciso di restare con noi giorno e notte; con noi peccatori, blasfemi o pentiti, imploranti aiuto o saccenti.

Signore, conoscendo Tu la fragilità della nostra natura ferita dal peccato, hai voluto che i meriti infiniti del sacrificio della croce fossero disponibili per noi ogni volta che li facciamo rivivere nella celebrazione eucaristica e fossero a nostra disposizione ogni volta che te lo chiediamo. Grazie,
Signore. Di più non potevi fare per noi!.

Signore, la santissima Eucaristia Tu ce l’hai regalata addirittura nella notte nella quale, tutti, con Giuda, ti avremmo tradito; tutti, con Pietro, ti avremmo rinnegato; tutti, con gli apostoli, ti avremmo abbandonato. Grazie, Signore, del dono e grazie della lezione d’amore che ci dai. Da noi essa era sconosciuta.

Signore, unendo il nostro ‘grazie’ al tuo ci dai la certezza che siamo accetti al Padre. Grazie, grazie, grazie non solo per averci redenti, come fratello generoso, dal peccato, ma anche per averci elevato al rango di figli adottivi.

Signore, ti ringraziamo per la vita e per la morte, per la salute e per l’infermità, per il sereno e per la tempesta, perché tutto ciò che Tu programmi è manifestazione di amore.
Signore, ti ringraziamo, e ti ringrazieremo per tutta l’eternità, perché ci hai suggerito un mezzo meraviglioso e facile per dirti il nostro amore: amando i nostri fratelli.

 

*

2 - L’Eucaristia:


Fonte e culmine della vita e della
Missione della Chiesa

Sinodo dei Vescovi - XI assemblea generale ordinaria:


6 - Gli Ebrei avevano anche un pasto sacrificale (toda) (cfr Sal 22 e 51) in uso al tempo di Gesù, caratterizzato dal ringraziamento e dal sacrificio incruento del pane e del vino.
Si può comprendere così un altro aspetto dell’ultima Cena, quello di sacrificio conviviale e di ringraziamento.
Dice S. Ambrogio: “Ora fa attenzione se sia più eccellente il pane degli angeli o la carne di Cristo la quale è indubbiamente un corpo che dà la vita… Quell’evento era figura, questo verità”.

7 - Il comando Fate questo in memoria di me indica la fedeltà e la continuità del gesto, che deve permanere fino al ritorno del Signore (cfr 1 Cor 11, 26).
Compiendo questo gesto la Chiesa ricorda al mondo che tra Dio e l’uomo esiste un’amicizia indistruttibile, grazie all’amore di Cristo che, offrendo se stesso, ha sconfitto il male.
La croce ha inizio nella Cena (I Cor 11, 26). Ed è la stessa Persona, Gesù Cristo, che nella Cena in modo incruento e sulla croce col proprio sangue è sacerdote e vittima che si offre al Padre: () per questo non si può disgiungere la morte di Cristo dalla sua risurrezione (Rm 4, 24-25).

8 - Il vangelo di San Giovanni tratta del mistero eucaristico nel capitolo VI. Su uno schema simile a quello dell’ultima Cena, è descritto il miracolo dei pochi pani distribuiti ad 580
una folla e nello stesso tempo Gesù parla del pane che dà la vita, cioè la sua carne e il suo sangue che sono vero cibo e vera bevanda.

9 - Nella memoria della Chiesa, al centro della celebrazione eucaristica, vi sono le parole della presenza di Gesù in mezzo a noi: Questo è il mio corpo… questo è il calice del mio sangue. ()
Ma Gesù, nella luce della profezia (Is 53, 11ss), soffre per i molti e mostra che in sé si compie l’attesa del vero sacrificio e del vero culto.

10 - C’è una identità piena tra sacrificio e rinnovazione sacramentale istituita nella Cena, che Cristo ha ordinato di celebrare in sua memoria, con sacrificio di lode, d’azione di grazie, di propiziazione e di espiazione.

11 - L’istituzione dell’Eucaristia è iniziata nell’ultima Cena; le parole che Gesù vi pronuncia sono un’anticipazione della sua morte, ma anche questa resterebbe vuota, se il suo amore non fosse più forte della morte per giungere alla risurrezione.
Ecco perché la morte e la risurrezione del Signore sono chiamate, dalla tradizione cristiana, mysterium paschale

12 - Nell’Antico Testamento Dio, attraverso i suoi inviati, additava la sua presenza nella nube (Shekhinà), nel tabernacolo, nel tempio; col Nuovo Testamento, nella pienezza
del tempo, egli viene ad abitare fra gli uomini, Verbo fatto carne (Gv 1, 14), diventando realmente Emmanuele (Mt 1, 23), parla per mezzo del Figlio, suo erede (Eb 1, 1-2).
La Divina Liturgia è questa presenza di Cristo che “raduna (ekklesiàzon) tutte le creature”, le convoca attorno al suo altare “provvidenzialmente le unisce sia a se stesso che
fra loro”.
Essa (la presenza reale di Gesù Cristo) ha, per il Concilio Vaticano II, il medesimo senso della definizione tridentina: con la transustanziazione il Signore si rende presente nel suo corpo e nel suo sangue.
I padri orientali parlano di metabolismo del pane e del vino in corpo e sangue. Sono due modi significativi di coniugare ragione e mistero, perché, come ha affermato Paolo VI, la presenza eucaristica “costituisce nel suo genere il più grande dei miracoli”.

13 - S. Cipriano insiste sull’identità del pane e del vino col corpo e sangue di Cristo e due effetti della comunione: la forza dei martiri e l’identità dei cristiani.

16 - Il sacramento del corpo e sangue del Signore dice che, secondo S. Paolo, C’è un solo pane e noi siamo un solo corpo pur essendo molti. A questo punto dice S. Agostino: “questoè tutto; ve l’ho detto in fretta, ma, voi non contate le parole, pesatele!”.
Ma dalle origini della Chiesa, si può rilevare la resistenza a questa realtà da parte di quanti preferivano piuttosto rinchiudersi nella loro cerchia (1Cor 11, 17-22); eppure l’Eucaristia, a motivo della sua efficacia unificante aveva il senso permanente di radunare, superare le barriere, condurre gli uomini ad una nuova unità nel Signore.
L’Eucaristiaè il sacramento con il quale Cristo ci unisce a sé in un solo corpo e rende santa la Chiesa.

21 - Il Concilio di Trento in particolare, in tre decreti, ha definito la dottrina eucaristica dopo la Riforma protestante, preoccupandosi particolarmente della presenza vera, reale e sostanziale del Signore Gesù, vero Dio e vero uomo, sotto le specie del pane e del vino.
Ha pure affermato che il corpo del Signore è presente non solo nel pane, ma anche nel vino, e il suo sangue è presente non solo nel vino ma anche nel pane.
Inoltre in entrambe le specie il Signore Gesù Cristo è presente anche con la sua anima e con la sua divinità.
Dunque Cristo, Verbo del Padre, vero Dio e vero uomo, è presente tutto intero sotto le due specie e in ciascuna di esse. Il medesimo Concilio definisce anche la transustanziazione (ecc.).

22 - Quanto alla transustanziazione delle specie, oltre che nell’enciclica, anche nella Professione di fede Paolo VI ne ribadisce il legame causale con la presenza: Cristo si fa presente nell’Eucaristia per una conversione di tutta la sostanza delle due specie.

24 - () il Verbo di Dio si è fatto carne e continua ad abitare tra noi: all’inizio della sua vita terrena con un corpo mortale dalle proprietà legate allo spazio e al tempo, poi con un corpo risorto non più vincolato ad esse.
S. Ambrogio: “proviamo la verità del mistero (eucaristico) con il mistero dell’incarnazione. Forse che fu seguito il corso ordinario della natura quando Gesù Signore nacque da Maria?… Ebbene, quello che noi ripresentiamo è il corpo nato dalla Vergine… E’ la vera carne di Cristo che fu crocifissa, che fu sepolta. E’ dunque veramente il sacramento della sua carne”.
Per questa ragione la verità e realtà dell’incarnazione del Verbo è a fondamento del Corpo eucaristico e del corpo ecclesiale, della dottrina eucaristica e della teologia Sacramentale.
S. Ilario affermava che “come è vero che il Verbo si è fatto carne” (Gv 1, 14), così è vero che con il cibo eucaristico noi riceviamo il Verbo fatto carne”.

25 - Dice Giovanni Paolo II: “il mistero eucaristico - sacrificio, presenza, banchetto - non consente riduzioni né strumentalizzazioni; va vissuto nella sua integrità”.

26 - L’Eucaristia contiene l’energia dello Spirito che si trasmette all’uomo nella comunione e nell’adorazione del Signore realmente presente.

27 - S. Ignazio di Antiochia scrive: “Convenite in un’unica fede e in Gesù Cristo… spezzando un unico pane che è farmaco di immortalità”
Ricevendo l’unico Pane, entriamo in questa unica vita e diventiamo così un unico Corpo del Signore.
Frutto dell’Eucaristia è l’unione dei cristiani, prima dispersi, nell’unità dell’unico pane e dell’unico corpo. E per questa stessa ragione esso può essere ricevuto solo nell’unità con tutta la Chiesa, superando ogni separazione religiosa o morale.

59 - I principali gesti di adorazione, che, tra l’altro, accomunano i cattolici e gli ortodossi, sono l’inchino e la genuflessione. Come lo stare in piedi è significativo della risurrezione, la prostrazione a terra è segno di adorazione di Colui che, risorto, è il Vivente. Nel Nuovo Testamento, in specie nella liturgia dell’Apocalisse, ricorre ripetutamente il termine proskynneis e quella liturgia celeste è presentata alla Chiesa come modello e criterio per la liturgia terrestre.

60 - Per la Chiesa cattolica l’atteggiamento di adorazione è riservato non solo alla celebrazione dell’Eucaristia, ma anche al suo culto fuori della Messa, come “valore inestimabile” destinato alla “comunione, sacramentale e spirituale”, dei fedeli.
L’adorazione dell’Eucaristia inizia nella comunione e si prolunga negli atti della pietà eucaristica, adorando Dio Padre nello Spirito e nella Verità, in Cristo risuscitato e vivente, realmente presente tra noi.

64 - Nel culto all’Eucaristia fuori della Messa si colgono le linee di una spiritualità eucaristica, che “tende alla comunione, sacramentale e spirituale. () L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad essa fuori della Messa consente di attingere alla sorgente stessa della grazia.
La contemplazione e l’adorazione acuiscono il desiderio dell’unione totale della creatura col suo Signore e creatore, nello stesso tempo spalancano la coscienza della nostra indegnità..
Perciò il Santo Padre (Giovanni Paolo II) ricorda anche la pratica della “Comunione spirituale”, raccomandata dai maestri della vita spirituale, per quanti non possono comunicarsi sacramentalmente.

65 - Per questo il corpo del fedele diviene dimora del Dio trinitario: “Ha Cristo dimorante in se stesso e il Padre di lui e il Paraclito”. Così durante la liturgia bizantina si canta:
- “Abbiamo visto la luce vera,
- abbiamo avuto ricevuto lo Spirito Celeste,
- abbiamo trovato la vera fede, adorando la Trinità indivisibile:
- essa infatti ci ha salvati”.

67 - Innocenzo III scrisse in una epistola:- “La forma è del pane e del vino, - la verità è della carne e del sangue, - la potenza è dell’unità e della carità”.

72 - “In un certo senso Maria ha esercitato la sua fede eucaristica prima ancora che l’Eucaristia fosse istituita, per il fatto stesso di aver offerto il suo grembo verginale per l’incarnazione del Verbo di Dio… C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo e l’Amen che ogni fedele pronuncia quando riceve il corpo del Signore. A Maria fu chiesto di credere che colui che Ella concepiva per opera dello Spirito Santo era il Figlio di Dio (Lc 1, 30-35).
In continuità con la fede della Vergine, nel mistero eucaristico ci viene chiesto di credere che quello stesso Gesù, Figlio di Dio e figlio di Maria, si rende presente con l’intero suo essere umano-divino nei segni del pane e del vino”.

73 - L’Eucaristia per sua natura resta inscindibilmente legata alle note di unità, santità, apostolicità e cattolicità della Chiesa, professate nel Credo (CCC 1327, parte II, sess. I, cap. II).

 

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Signore, noi crediamo

“Che il comando Fate questo in memoria di me indica la fedeltà e la continuità del gesto che deve permanere fino al ritorno” tuo.

Signore, noi crediamo che “Compiendo questo gesto la Chiesa ricorda al mondo che tra Dio e l’uomo esiste un’amicizia indistruttibile grazie all’amore di Cristo che, offrendo se stesso, ha sconfitto il male”.

Signore, noi crediamo che “La croce ha inizio nella Cena. () Per questo non si può disgiungere la morte di Cristo dalla sua Risurrezione”.

Signore, noi crediamo che “E’ la stessa persona, Gesù Cristo, che, nella Cena in modo incruento e sulla croce col proprio sangue, è sacerdote e vittima che si offre al Padre”.

Signore, noi crediamo che “Nella memoria della Chiesa, al centro della celebrazione eucaristica, vi sono le parole della presenza di Gesù in mezzo a noi: Questo è il mio corpo…, questo è il calice del mio sangue”.

Signore, noi crediamo che, nella luce della profezia di Isaia, Gesù “Soffre per i ‘molti’ e mostra che in sé si compie l’attesa del vero sacrificio e del vero culto”.

Signore, noi crediamo che “C’è una identità piena tra sacrificio e rinnovazione sacramentale istituita nella Cena, che Cristo ha ordinato di celebrare in sua memoria, con sacrificio ‘di lode, d’azione di grazie, di propiziazione e di espiazione’”.

Signore, noi crediamo che “L’istituzione dell’Eucaristiaè iniziata nell’ultima Cena; le parole che Gesù vi pronuncia sono un’anticipazione della sua morte”.

Signore, noi crediamo che la morte di Gesù ”Resterebbe vuota, se il suo amore non fosse più forte della morte per giungere alla risurrezione. Ecco perché la ‘Morte e la Risurrezione del Signore’ sono chiamate, dalla tradizione cristiana,‘Mistero pasquale’”.

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Signore, noi adoriamo

la tua divina pedagogia. Nel vangelo di S. Giovanni è riportato il miracolo della moltiplicazione del pane, distribuito poi alla folla, e, nello stesso tempo, di Te, che, nella Sinagoga di Cafarnao, parli “Del pane della vita, cioè la tua carne e il tuo sangue che sono vero cibo e vera bevanda”.

Signore, tra gli ebrei era praticato “Un pasto sacrificale, () caratterizzato dal ringraziamento e dal sacrificio incruento del pane e del vino”. Tu lo ripeti nell’ultima Cena per farci comprendere che il tuo “Era sacrificio conviviale e di ringraziamento”.

Signore, ti adoriamo perché, con quella liturgia dell’Antico Testamento, Tu ci anticipavi la “Figura” di quanto ci avresti donato. Il tuo dono era ed è “La verità”.

Signore, ti adoriamo perché nell’Antico Testamento,“Attraverso i tuoi inviati, additavi la tua presenza nella nube, nel tabernacolo, nel tempio. Nel Nuovo Testamento, nella pienezza dei tempi, Tu vieni ad abitare fra noi uomini, Verbo fatto carne, diventando realmente Emmanuele”.

Signore, noi ti adoriamo perché, attraverso la santissima Eucaristia, “Raduni tutte le creature, le convochi attorno al tuo altare, provvidenzialmente le unisci sia a Te stesso che fra loro”.

Signore, ti adoriamo perché sia la Chiesa cattolica, che parla di ‘transustanziazione’, sia la Chiesa d’oriente, che parla di ‘metabolismo del pane e del vino in corpo e sangue’”, usano“Due modi significativi di coniugare ragione e mistero. Signore, ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia ci hai donato, “Nel suo genere, il più grande dei miracoli”.

Signore, ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia ci hai dato “Il sacramento del corpo e del sangue del Signore”. S. Paolo scrive: C’è un solo pane e noi siamo un solo corpo pur essendo molti. A questo punto dice S. Agostino ”Questoè tutto, ve l’ho detto in fretta, ma voi, non contate le parole, pesatele!”.

Signore, ti adoriamo perché con la santissima Eucaristia, che Tu ci hai donato nel segno del pane e del vino formati da tanti acini e da tanti chicchi, vuoi ricordarci che Tu vuoi l’unità dei tuoi seguaci; quella per la quale hai pregato appassionatamente, nella notte del tradimento, come, forse, non mai.

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Signore, perdona

quando veniamo, divisi, a riceverti nella santissima Eucaristia che è “Il sacramento con il quale Cristo ci unisce a sé in un solo corpo e rende santa la Chiesa”.

Signore, perdonaci quando veniamo a riceverti nella Comunione o ad adorarti nel santissimo Sacramento, rissosi, mentre la santissima “Eucaristia, a motivo della sua efficacia unificante aveva (ha e sempre avrà) il senso permanente di radunare, superare le barriere, condurre gli uomini ad una
nuova unità col Signore”.

Signore, perdonaci quando passiamo davanti al tabernacolo distratti e senza rivolgerti un pensiero, come se nelle specie eucaristiche tu non fossi presente perché desideri incontrarci per dirci e darci qualche cosa.

Signore, perdonaci quando ci comportiamo maleducatamente con Te senza venire qualche volta a farti visita nel tabernacolo, dove Tu , “Cristo, vero Dio e vero uomo, sei presente tutto intero sotto le due specie e in ciascuna di esse”.

Signore, perdonaci quando la nostra fede nell’Eucaristiaè languida e insicura perché ci troviamo di fronte a un fatto‘eccezionale’, mentre, magari, non abbiamo difficoltà ad accettare l’Incarnazione. Ma l’una e l’altra sono misteri.

Signore, perdonaci quando non riflettiamo che anche nell’incarnazione non “Fu seguito il corso ordinario della natura”. Dunque non ha senso accettare l’uno e respingere l’altro.

Signore, perdonaci quando abbiamo difficoltà a credere che “Quello che noi ripresentiamo (nella santissima Eucaristia) è il corpo nato dalla Vergine. E’ la vera carne di Cristo che fu crocifissa, che fu sepolta. (L’Eucaristia) è dunque veramente il sacramento della sua carne”.

Signore, perdonaci quando ti consideriamo presente solo nella Messa, dove avviene la rinnovazione del sacrificio della croce, dimenticando che il mistero eucaristico è, al contempo,“Sacrificio, Presenza, Banchetto. Non consente riduzioni né strumentalizzazioni, va vissuto nella sua integrità”.

Signore, perdonaci quando, partecipando alla Messa, assistiamo al miracolo di Dio che si fa, per noi, pane e vino, senza renderci conto di quello che avviene.

*

Signore, ti chiediamo

Fede per credere che la santissima “Eucaristia contiene l’energia dello spirito, che si trasmette all’uomo nella comunione e nell’adorazione del Signore realmente presente”.

Signore, ti chiediamo: donaci intelligenza per accettare che “Ricevendo l’unico Pane entriamo in quest’unica vita e diventiamo così un unico corpo del Signore”.

Signore, dacci la saggezza per capire che “Frutto dell’Eucaristiaè l’unione dei cristiani, prima dispersi, nell’unità di un unico Corpo. E per questa ragione essa può essere ricevuta solo nell’unità con tutta la Chiesa, superando ogni separazione religiosa o morale”.

Signore, dacci il buon senso di salutarti, nel tabernacolo, con una genuflessione, ricordando che “Come lo stare in piedi è significativo della Risurrezione, la prostrazione a terraè segno di adorazione di Colui che, risorto, è il Vivente”.

Signore, facci comprendere che “Per la Chiesa Cattolica l’atteggiamento di adorazione è riservato non solo alla celebrazione dell’Eucaristia, ma anche al suo culto fuori della Messa, come ‘valore inestimabile’ destinato alla ‘Comunione sacramentale e spirituale dei fedeli’”.

Signore, convincici che quando riceviamo la santa Comunione (sacramentale o spirituale), vengono a dimorare in noi Cristo “E il Padre di Lui e il Paraclito”.

Signore, donaci la certezza che “La contemplazione e l’adorazione acuiscono il desiderio dell’unione totale della creatura col suo Creatore e, nello stesso tempo, spalancano la coscienza della nostra indegnità”.

Signore, aumenta la nostra fede così da condividere pienamente questa meravigliosa sintesi che Innocenzo III scrisse in un’epistola: nella santissima Eucaristia: “La formaè del pane e del vino, la verità è della carne e del sangue; la potenza è dell’unità e della carità”.

Signore, dacci fede forte per credere che, ogni volta che veniamo a riceverti nella santa Comunione o, nell’adorazione, a confessarti le nostre miserie, Tu, in cambio, ci riempi di tesori inimmaginabili.

 

*

Signore, ti ringraziamo

perché anche noi, con la liturgia bizantina, in quest’ora santa“Abbiamo visto la luce vera, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede, adorando la Trinità invisibile: Essa infatti ci ha salvati”.

Signore, ti ringraziamo perché, nonostante la nostra freddezza e trascuratezza, Tu sempre ci aspetti nella santissima Eucaristia; solo lì possiamo comunicarci spiritualmente con Te e adorarti, come raccomandano “I maestri della vita spirituale”.

Signore, ti ringraziamo perché ci dai la possibilità di iniziare l’adorazione della santissima Eucaristia nella comunione e prolungarla “negli atti della pietà eucaristica, adorando Dio Padre nello Spirito e nella Verità, in Cristo risuscitato e vivente, realmente presente tra noi”.

Signore, ti ringraziamo perché nell’Apocalisse ci presenti un sublime modello di adorazione fatta in una liturgia celeste. E’ troppo bella e seducente per le nostre scarse possibilità. Fa’ che la ripensiamo e rimeditiamo ogni tanto: servirà per riscaldare un pò anche la nostra pietà fredda.

Signore, ti ringraziamo per il buon esempio che ci danno tante anime, che trascorrono lunghe ore del giorno o della notte ad adorarti, a lodarti, a implorare la tua misericordia, a chiedere i tuoi doni e a ringraziarti. Muovi anche il nostro cuore a fare qualche cosa per Te, che ti sei dato tutto a noi.

Signore, S. Ignazio di Antiochia scrisse: “Convenite in un’unica fede in Cristo”. Anche noi professiamo quest’unica fede. Aiutaci ad essere uniti da un unico amore. Signore, lo stesso Santo affermò con sicurezza che la santissima Eucaristia, oltre che Sacrificio, Sacramento e Banchetto è “Farmaco di immortalità”. Aiutaci a capire che, per vincere la morte, non c’è medicina alternativa al “Pane di vita” che sei Tu, incarnato, morto e risorto.

Signore, in ginocchio ti ringraziamo per le sante ispirazioni che hai suscitato nel nostro cuore. Aiutaci a non lasciarle cadere nel vuoto, ma, intelligentemente, a giovarcene.

Signore, “A Maria fu chiesto di credere che colui, che lei concepiva per opera dello Spirito Santo, era il Figlio di Dio”. Ti ringraziamo perché a noi chiedi di credere che “Quello stesso Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, si rende presente con il suo essere umano-divino nei segni del pane e del vino”.

 

*


3 - L’Eucaristia:
Sacrificio, Banchetto, Sacramento


Sacra Congregazione dei Riti: Istruzione sul CULTO EUCARISTICO


8 - Mistero eucaristico e unità dei cristiani
() I pastori rivolgano particolare attenzione anche a quel punto di dottrina, in cui la Chiesa insegna che, nel memoriale del Signore, celebrato secondo la sua stessa volontà, è espressa e si realizza l’unità di tutti i credenti in Lui. () Soprattutto nella celebrazione del mistero dell’unità conviene
che tutti i cristiani provino dolore delle divisioni che li separano gli uni dagli altri. Rivolgano pertanto preghiere a Dio, affinché tutti i discepoli di Cristo intendano sempre più profondamente il mistero dell’Eucaristia secondo la sua vera volontà e lo celebrino cosicché, divenuti partecipi del Corpo di Cristo, formino un solo corpo (1Cor 10, 17) “compaginato con gli stessi vincoli, con i quali egli lo volle
formato” (Paolo VI, Mysteriun fidei).

parte terza:

CULTO DELLA SS.MA EUCARISTIA COME SACRAMENTO
PERMANENTE


49 - () Lo scopo primario e originario della conservazione nella Chiesa delle Sante Specie al di fuori della Messa è l’amministrazione del viatico; scopi secondari sono la distribuzione della comunione al di fuori della Messa e l’adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo, presente sotto quelle specie.
Infatti, “la conservazione delle Sacre Specie per gli infermi fece sorgere la lodevole abitudine di adorare questo cibo celeste, che è riposto nel tempio”.
E invero questo culto di adorazione poggia su “valida e solida base” soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore conduce naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di quella fede medesima.

50 - I fedeli poi, quando venerano Cristo presente nel Sacramento, ricordino che questa presenza deriva dal sacrificio e tende alla comunione, sacramentale e spirituale insieme.
() Trattenendosi presso Cristo Signore, essi (i cristiani) godono della sua intima familiarità e dinanzi a lui aprono il loro cuore per loro stessi e per tutti i loro cari e pregano per la pace e la salvezza del mondo.
() Attendano, dunque, i fedeli con ardore alla venerazione di Cristo Signore nel sacramento, secondo il loro stato di vita, e i Pastori li guidino a ciò con l’esempio e li esortino con opportuni ammonimenti.

58 - La devozione, sia privata che pubblica verso il Sacramento dell’altare, anche al di fuori della Messa, secondo le norme stabilite dalla legittima autorità e nella presente Istruzione, è caldamente raccomandata dalla Chiesa, perché il sacrificio eucaristico è la fonte e il culmine di tutta la vita cristiana.

62 - () Durante l’esposizione, si disponga tutto perché i fedeli, intenti alla preghiera, si dedichino a Cristo Signore. Per favorire la preghiera intima sono ammesse letture della Sacra Scrittura, seguite da omelia o brevi esortazioni, che conducano i fedeli ad una migliore comprensione del mistero eucaristico. Conviene pure che i fedeli rispondano cantando alla parola di Dio, e giova che al momento opportuno si osservi un “sacro silenzio”.

66 - Anche le esposizioni brevi del Santissimo Sacramento, che si fanno secondo le norme del diritto, debbono essere ordinate in modo tale che prima della benedizione col Santissimo Sacramento, sia riservato uno spazio conveniente alle letture della parola di Dio, ai canti, alle preghiere e all’adorazione silenziosa di una certa durata.



Signore, noi crediamo

che “Nel memoriale del Signore, celebrato secondo la sua stessa volontà, è espressa e si realizza l’unità di tutti i credenti in Lui”.

Signore, noi crediamo che, celebrando la santissima Eucaristia secondo la sua volontà, i cristiani diventano “Partecipi del Corpo di Cristo e formano un solo corpo”.

Signore, noi crediamo che “Lo scopo primario e originario della conservazione nella Chiesa delle Sante Specie al di fuori della Messa è l’amministrazione del viatico”.

Signore, noi crediamo che scopi secondari della conservazione delle Sante Specie “Sono la distribuzione della comunione fuori della Messa e l’Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo, presente sotto quelle specie”.

Signore, noi crediamo che “La conservazione delle Sacre Specie per gli infermi fece sorgere la lodevole abitudine di adorare questo cibo celeste, che è riposto nel tempio”.

Signore, noi crediamo che il “Culto di adorazione poggia su solida base, soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore conduce naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di quella fede medesima”.

Signore, noi crediamo che se, quando “Veneriamo Cristo presente nel Sacramento, ricordiamo che questa presenza deriva dal sacrificio” siamo naturalmente ispirati di fare“La Comunione sacramentale e spirituale insieme”.

Signore, noi crediamo che i cristiani “Trattenendosi presso Cristo Signore (), godono della sua intima familiarità e dinanzi a lui aprono il loro cuore per loro stessi e per tutti i loro cari e pregano per la pace e la salvezza del mondo intero”.

Signore, noi crediamo che i fedeli fanno bene ad attendere“ Con ardore alla venerazione di Cristo Signore nel Sacramento”. Soprattutto quando vengono sollecitati dall’esempio e da opportuni ammonimenti dei Pastori.

 

 

*



Signore, noi ti adoriamo

, nel santissimo Sacramento dell’Eucaristia, ogni volta che Tu, con le sante ispirazioni, ce lo suggerisci e ci inviti. Signore, noi ti adoriamo, presenti o assenti, giorno e notte, insieme ai tuoi Angeli, nella Santissima Eucaristia, come la santa Chiesa “caldamente” raccomanda.
Signore, noi ti adoriamo nel santissimo Sacramento perché “Il sacrificio eucaristico è la fonte e il culmine di tutta
la vita cristiana”.

Signore, noi ti adoriamo nel santissimo Sacramento con visite brevi o più prolungate, secondo le nostre possibilità, e non ci stanchiamo di dichiararti ogni volta il nostro amore.

Signore, noi ti adoriamo nel santissimo Sacramento, con la presenza fisica, quando le nostre occupazioni non ce lo impediscono, ma col cuore sempre.

Signore, ogni volta che veniamo, con il corpo o solo col cuore, ad adorarti, vogliamo ripeterti che noi crediamo nella tua parola, nella tua presenza reale, nel tuo amore infinito per noi.

Signore, spiritualmente, e quando ci è possibile anche fisicamente, ti diciamo la nostra adorazione per tutti i nostri fratelli che, non conoscendone o sottovalutandone la preziosità, vengono più raramente a farti visita.

Signore, ogni volta che veniamo, fisicamente o spiritualmente, a farti un po’ di compagnia, desideriamo anche riceverti in noi spiritualmente.

Signore, noi ti adoriamo per tutti coloro che sono impediti da malattia a venire a farti visita. Accetta questa nostra adorazione per loro e dona loro un po’ di sollievo e tanta fede in Te.

Signore, Tu ti sei fatto peccatore e in quella veste hai potuto distruggere i peccati del mondo. Accetta l’adorazione di noi peccatori in sconto dei peccati degli uomini. Perché qui, Signore, siamo tutti peccatori.

*


Signore, perdona

e compatisci la stoltezza di chi, invece di adorarti, ti bestemmia.

Signore, hai implorato il perdono per coloro che ti crocifissero e ti dileggiarono durante la tua passione e agonia. Li hai scusati presso il Padre perché Non sanno quello che fanno. Coloro che ti insultano, Signore, sono tutti uguali. Per tutti implora il perdono dal Padre.

Signore, compatisci quei genitori che impediscono, o almeno non incoraggiano, la ‘Prima Comunione’ dei loro figli. Perdonali, perché non capiscono quanto li impoveriscono, così facendo.

Signore, tutti noi, quando un ragazzo ha ottenuto un bel risultato, gli facciamo un complimento e gli diciamo parole che lo incoraggiano. Perdonaci quando non facciamo almeno altrettanto con chi si comunica spesso.

Signore, la santissima Eucaristia è Sacrificio. Tu l’hai scelto, quel sacrificio, per alleggerire noi. Perdonaci quando, nella santa Messa, che è la sua rinnovazione, non abbiamo neanche il buon senso di dirti ‘grazie’.

Signore, la santissima Eucaristia è Banchetto, che Tu hai imbandito e hai offerto a noi, perché possiamo recuperare le forze che servono per resistere al male. Perdonaci quando lasciamo passare tanto tempo senza gradire l’attenzione squisitissima che Tu hai avuto per noi.

Signore, la santissima Eucaristia non è ‘un’ Sacramento, è ‘il’ Sacramento dove Tu, per amore verso di noi, stai, sempre disponibile per tutti. Perdonaci quando, passando davanti a un tabernacolo, non ti mandiamo neanche un saluto.

Signore, per la nostra vuotaggine, quelle poche volte che veniamo a farti visita, non sappiamo che cosa dirti. Perdona la nostra negligenza, che ci fa trascurare l’aiuto di sussidi provvidenziali, e che, invece, ci vengono consigliati dalla santa Chiesa.

Signore, quando non ricambiamo le tue delicate attenzioni, non è perché non ti vogliamo bene. E’ perché siamo distratti. Perdonaci.

*

Signore, ti chiediamo

di aiutarci ad avere tanta docilità da accettare sempre tutte le indicazioni che la santa Chiesa ci suggerisce per adorarti meno indecentemente.

Signore, ti chiediamo di donarci, quando veniamo a riceverti o ad adorarti, vivo dolore “Per le divisioni che ci separano gli uni dagli altri”.

Signore, nell’ultima Cena Tu hai pregato per tutti. Sul tuo esempio tanti fratelli e sorelle pregano e adorano, davanti a Te nel santissimo Sacramento, anche per noi. Donaci la sensibilità di ricambiare, pregando e adorando anche noi per tutti e, particolarmente, per quelli che pregano per noi.

Signore, Gesù ha detto: Quello che avete fatto al più piccolo, l’avete fatto a me. Aiutaci a vedere in ogni essere umano il termine di un infinito amore da parte tua, perché per tutti ti sei sacrificato e per tutti rimani nel santissimo Sacramento.

Signore, aiutaci a vincere il rispetto umano, che pare sigillare la nostra bocca, quando, nelle poche adorazioni alle quali partecipiamo, gli altri cantano o pregano coralmente e noi restiamo muti.

Signore, nell’ultima Cena hai pregato appassionatamente il Padre per i discepoli e per Tutti quelli che per la loro parola crederanno in te. Ci conforta, Signore, il fatto che, fra quelli che credono, ci siamo anche noi. Donaci intelligenza per intuire quanto ci ami, e donaci la volontà per tentare di contraccambiare in qualche modo.

Signore, “La fede nella presenza reale” nel santissimo Sacramento, se è viva e cosciente, non può non esprimersi anche con manifestazioni esterne. Donaci di capire che esse sono dichiarazione d’amore, buon esempio e mezzo di apostolato.

Signore, la gratitudine è un fiore prodotto da una pianta che non ha fortuna in questa nostra terra. E pensare che tutti, quando ascoltiamo la parola ‘grazie’, ci sentiamo abbondantemente ripagati per ciò che abbiamo fatto. Donaci di capire che ringraziarti per il dono inestimabile della santissima Eucaristia è il minimo che possiamo fare.

Signore, la santissima Eucaristia, che Tu ci hai donato,è, allo stesso tempo, Sacrificio, Banchetto e Sacramento. Essa, infatti, è “Tutto il bene che la Chiesa possiede”. Accendi in noi un po’ di fervore che ci faccia desiderare e attuare momenti di raccoglimento per meditare questa molteplicità di doni.



Signore, ti ringraziamo


per i desideri santi che hai suscitato in noi durante questa Adorazione. Donaci di fare in modo che non restino solo ‘desideri’, ma diventino scelte di vita.

Signore, ti ringraziamo perché, quando veniamo a riceverti nella santa Comunione o a farti compagnia, non solo accetti il nostro misero omaggio, ma ci ripeti con insistenza Chiedete ed otterrete.

Signore, ti ringraziamo perché, quando veniamo a riceverti nella santa Comunione o a tenerti compagnia, non ci limiti ‘quanto’ vogliamo chiedere, né per ‘chi’ vogliamo chiedere, ma ripeti sempre: Chiedete ed otterrete.

Signore, Tu, che sei il creatore e il padrone di tutto, ami rendere tutti ricchi delle tue ricchezze. Ti ringraziamo perché così educhi anche noi, ingordi ed egoisti, a donare.

Signore, nella santissima Eucaristia, Ti doni tutto a noi: con Te, ci doni ogni cosa. Ci semplifichi, così, e concretizzi il modo di ricambiare il tuo amore: donandoci ai fratelli. Infatti hai detto che Tutto quello che avete fatto al più piccolo nel mio nome, l’avete fatto a me.

Signore, ogni genitore, che ama immensamente i suoi figli, dona loro delle cose. Ma l’amore che Tu hai per tutti noi non conosce termine di paragone. Ti ringraziamo perché nella santissima Eucaristia Tu non ci hai dato ‘delle cose’, ma ci hai donato Te stesso.

Signore, Ti ringraziamo perché, per educarci alla generosità, le tue mani, sempre piene, si vuotano continuamente su ognuno di noi. E questo sia che te ne abbiamo pregato, come che non ti abbiamo rivolto parola.

Signore, ti ringraziamo perché, dopo aver lavato i piedi ai tuoi Apostoli, hai impartito a loro e al mondo la grande lezione Voi mi chiamate Maestro e Signore; dite bene, perché lo sono.() Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, così facciate anche voi.

Signore, quando, dopo aver guarito dieci lebbrosi, ne hai visto tornare solo uno a ringraziarti, ci sei rimasto male. Quel tuo disappunto ci dice che gradisci anche Tu un ‘grazie’. Signore, ti diciamo mille e mille volte grazie per la santissima Eucaristia.

*


Appendice IV


Preghiere

 


1 - Ti adoriamo
2 - Signore, io credo a Te
3 - Ora lascia, Signore
4 - O Vergine Madre
5 - Vi adoro
6 - Sia lodato
7 - Signore, Dio mio
8 - Comunione spirituale
9 - Preghiera di S. Bonaventura
10 - Preghiera di S. Alfonso
11 - Colloquio di G. Borsi
12 - Signore, nell’Eucaristia
13 - Vergine santissima

 

Canti


14 - Alleluia, avendo amato
(Alleluia cum dilexisset)
15 - Gesù, il ricordo affabile
(Jesu, dulcis memoria)
16 - Anima di Cristo
(Anima Christi)
17 - Gesù, quanto sei amabile!
(O quam amabilis)
18 - Benedetto il Signore
(Benedictus)
19 - L’anima mia magnifica il Signore
(Magnificat)
20 - Noi ti lodiamo, Dio (Te Deum)
21 - Ave, vero corpo (Ave verum)
22 - Canta, o lingua (Pange, lingua)
23 - Verbo eterno
(Verbum eternum)
24 - Ai sacrifici
(Sacris solemniis)
25 - Ai sacrifici
(Sacris solemniis)
26 - O cibo dei viandanti
(O esca viatorum)
27 - Gesù, pane dolcissimo
(O panis dulcissime)
28 - Sion, loda il Salvatore
(Lauda, Sion)
29 - O Gesù mio dolcissimo (O Jesu mi dolcissime)
30 - Buon Pastore
31 - Pane del ciel
32 - Questo terror divino (A. Manzoni)
33 - Chi dell’erbe (A. Manzoni)
34 - Sei Tu, Signore, il pane
35 - T’adoriam, Ostia divina
36 - Agnello, che immolato
37 - Lodi ognuno il Salvatore
38 - Una spiga dorata
39 - Inni e canti
40 - Noi ti amiam, Signor
41 - Lodiamo Dio
42 - O genti tutte, lodate il Signore (Laudate Dominum, omnes gentes)

(All’inizio le preghiere 1 e 2, alla fine 3 e 4, se piace)

1 - Ti adoriamo,

santissimo Signore nostro Gesù Cristo,
anche in tutte le tue chiese
che sono per il mondo.
E ti benediciamo
perché con la tua santa croce
hai redento il mondo (S. Francesco d’Assisi)

2 - Signore, io credo a Te

Signore, i miei occhi vedono pane e vino;
le mie mani toccano pane e vino,
il mio gusto sente pane e vino,
ma Tu hai detto “Questo” (pane) è la mia carne”;
questo (vino) è il tuo Sangue”:
Quante volte i miei occhi, le mie mani, il mio gusto
si sbagliano e mi ingannano!.
Ma Tu, che sei la verità, non puoi sbagliare,
Tu, che sei mio Padre, non puoi ingannarmi.
Perciò, Signore, IO CREDO A TE.

3 - Ora lascia, Signore

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la salvezza *
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele. Gloria al Padre

4 - O Vergine Maria

O Vergine Maria, nostra amata Signora del Santissimo Sacramento,
Tu sei la gloria del popolo cristiano,
il gaudio della Chiesa intera, la salvezza del mondo.
Prega per noi, risveglia in tutti i cristiani una venerazione
profonda verso il Santissimo Sacramento
affinché siamo degni di riceverlo quotidianamente.
(S. Pio X papa)

5 - Vi adoro

Vi adoro ogni momento,
o vivo Pan del ciel, gran Sacramento.

6 - Sia lodato

Sia lodato e ringraziato ogni momento
il santissimo e divinissimo Sacramento.

7 - Signore, Dio mio,

Signore, Dio mio, creatore mio e redentore mio,
- con quell’affetto, riverenza, lode e onore;
- con quella gratitudine, dignità ed amore;
- con quella fede, speranza e purità,
anelo di riceverti, con cui ti ricevette la Vergine Maria nel
suo grembo vergine e immacolato.
Nulla voglio riservare per me.
Risanami, fortificami, santificami, Signore.

8 - Comunione spirituale

Signore,
credo che voi siete realmente presente nel santissimo Sacramento dell’altare;
vi adoro dall’abisso del mio nulla;
vi amo sopra ogni cosa e
vi desidero nell’anima mia.
Poiché adesso non posso ricevervi sacramentalmente,
venite almeno spiritualmente nel mio cuore.
O Gesù, venite. (Breve pausa)

Come se foste già venuto, io mi unisco tutto a voi;
vi adoro, vi benedico, vi ringrazio.
Rimanete sempre in me con la vostra grazia,
o Gesù, mite ed umile di cuore.

9 - Preghiera di S. Bonaventura

Trafiggi, dolcissimo Signore Gesù, le midolle e le viscere
dell’anima mia con la ferita soavissima e salutare dell’amor
tuo e con vera, sincera ed apostolica santissima carità; affinché
languisca e si liquefaccia l’anima sempre per il solo
amore e desiderio di Te.

Te brami e si consumi nei tuoi atrii,
desideri sciogliersi ed essere con Te.
Fa che l’anima mia abbia fame di Te, Pane degli Angeli, refezione delle anime sante, nostro pane quotidiano soprasostanziale, contenente ogni dolcezza e sapore ed ogni soavità e diletto.
Te, in cui gli Angeli desiderano di fissare lo sguardo, sempre appetisca e gusti il mio cuore, e della dolcezza del tuo sapore si riempiano le viscere dell’anima mia; abbia sempre sete di Te, fonte della vita, fonte della sapienza e della scienza, fonte dell’eterno lume, torrente di voluttà, dovizia della casa di Dio.
Te sempre sospiri, Te cerchi, Te trovi, a Te inclini, a Te pervenga, Te mediti, di Te parli ed ogni cosa operi a lode e gloria del tuo nome, con umiltà e discrezione, con amore e diletto, con facilità ed affetto, con perseveranza fino alla fine;
e Tu sii sempre la mia speranza, tutta la mia fiducia, la mia ricchezza, il mio diletto, la mia giocondità, il mio gaudio, la mia quiete, la mia pace, la mia soavità, il mio profumo, la mia dolcezza, il mio cibo, il mio ristoro, il mio rifugio, il mio aiuto, la mia sapienza, la mia porzione, il mio possesso, il mio tesoro, in cui sia sempre e fissa e ferma ed immobilmente radicata la mia mente e il mio cuore.
Così sia.

10 - Preghiera di S. Alfonso

Signore mio Gesù Cristo, che, per l’amore che porti agli uomini, te ne stai notte e giorno in questo Sacramento, chiamando e accogliendo coloro che vengono a visitarti, io ti credo presente nel Sacramento dell’altare; ti adoro dall’abisso del mio niente e ti ringrazio di quante grazie mi hai fatte, specialmente di avermi donato Te stesso in questo Sacramento, di avermi dato per avvocata la tua santissima Madre e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa.
Io saluto oggi il tuo amatissimo Cuore e intendo salutarlo per tre fini:

primo: in ringraziamento di questo gran donno;

secondo per compensarti di tutte le ingiurie che hai ricevuto
dai tuoi nemici in questo sacramento;

terzo, intendo, con questa mia visita adorarti in tutti i luoghi
della terra, dove Tu sacramentato te ne stai meno riverito
e più abbandonato.

Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore;
mi pento di avere per il passato tante volte disgustato la tua bontà infinita;
propongo con la tua grazia di non offenderti più per l’avvenire; e, al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a te, ti dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie.
Da oggi in avanti fa di me e delle cose mie tutto quello che ti piace.
Solo ti chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della tua volontà. Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del santissimo Sacramento e di Maria Santissima.
Ti raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei con gli affetti del tuo amorosissimo Cuore, e così uniti li offro al tuo eterno Padre, e lo prego in nome tuo che per tuo amore li accetti e li esaudisca.

11 - Colloquio di G. Borsi

Tu stai lì dinanzi a me, silenzioso e sorridente, guardi e giudichi il mio sforzo e la tua sola presenza mi rende mille volte più sollecito e volenteroso, centuplica le mie facoltà, il mio amore.
E a poco a poco, come ora, Signore, sento la gioia d’aprirti il mio cuore, d’espandere in te tutta l’anima mia.
O Gesù, Tu mi sveli le mie facoltà, mi fai trovare le tue più alte verità avviluppate in me stesso, e mi dai la gioia di trovarle da me, col mio sforzo, acciocché siano veramente mie, vitali, meritevoli.
E come nella preghiera Tu sai meglio di me quello che è bene per me, quello che mi occorre. Il Padre vostro sa già di che cosa avete bisogno, prima che glielo chiediate. Ma Tu vuoi ch’io preghi, perché non ti dimentichi e perché illumini me stesso.

Oh parlare con te; Gesù, con te benigno e amoroso, giusto e consolatore!

Tu non mi deridi, Tu non diffidi di me, Tu non mi combatti per il piacere di vincermi, atterrarmi o umiliarmi, perché Tu abbatti e umìli soltanto il superbo; ma la tua con me, o Amore ineffabile, è una battaglia d’amore, nella quale io sono vincitore appena ho ceduto le armi; nella quale io posso cantare vittoria, solo nell’attimo in cui mi ti arrendo.
Caro, caro Gesù, mio tesoro celeste, come sono felice di parlare con te.
Amico fedele, in te io posso ben rifugiarmi e piangere e ridere.
In te sono libero.
In te, mio Dio, sono felice.

12 - Signore, nell’Eucaristia

Signore, nell’Eucaristia, Sacrificio e Sacramento, hai condensato tutto il tuo amore infinito.
Ogni volta che le parole del Celebrante Ti chiamano, Tu ti fai Pane e Vino e, dopo aver sfamato e dissetato i partecipanti al banchetto eucaristico, rimani sull’altare per ricevere quanti desiderano restare con te, parlarti, esporti le proprie necessità, perché la tua gioia è quella di vivere in mezzo ai figli degli uomini..
Ti ringraziamo, per la tua generosità.
Tu sei il centro del nostro amore, ma troppe volte noi partecipiamo al rinnovarsi incruento del santo Sacrificio della Croce e quasi mai veniamo a farti visita, a salutarti nelle chiese.
- Forse perché è incredibile il limite del tuo amore,
- forse perché la nostra mente non lo capisce,
- forse perché non ci pensiamo.
Facci capire che cosa significa essere con te, Signore, e accendi in noi un fervore tale per cui ci sforziamo di amarti, come Tu ci hai amato fino alla fine.

13 - Vergine santissima

Vergine santissima, Tu sola hai avuto in te,
per nove mesi, Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore.
Per trent’anni lo hai avuto con te.
Per tutta la vita e per l’eternità sei con Lui.

Dà a noi una scintilla di quella fede e di quell’amore con cui lo ricevevi, insieme agli Apostoli, nel Cenacolo, nel “Pane spezzato’.

Trasmetti a noi gli affetti e il fervore tuoi, perché almeno i pochi minuti nei quali gli offriamo la nostra compagnia, siano adorazione vera.
Amen.

14 - Alleluia, avendo amato (Alleluia. Cum dilexisset)

1 - Alleluia!
Avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine.
Alleluia! Alleluia!’

2 - Alleluia!
Chi mangia di questo pane
vivrà in eterno.
Alleluia! Alleluia!

3 - Alleluia!
Il Pane, che io darò,
è la mia carne per la vita del mondo.
Alleluia! Alleluia!

4 - Alleluia!
Io sono il Pane vivo,
che discende dal cielo.
Alleluia! Alleluia!

5 - Alleluia!
Sacerdote eterno è Cristo Signore.
A Lui onore e impero sempiterno.
Alleluia! Alleluia!

13 - Gesù, il ricordo affabile (Jesu, dulcis memoria)

1 - Gesù, il ricordo affabile - tuo, dona al cuore gaudio,
Gesù, nell’adorabile - Ostia, sorpassi i limiti.

2 - Non c’è canto più tenero, - o suono più gradevole;
nulla è più dolce e amabile - che Cristo, l’Unigenito.

3 - Gesù, in Te pace trovano, - quanti, pentiti , chiedono.
Quale futuro premio - sarai a quanti ti cercano?

4 - Tu, nostro eterno premio, - Gesù, sii nostro giubilo.
In Te la nostra gloria, - nei secoli dei secoli.

16 - Anima di Cristo (Anima Christi)

1 - Anima di Cristo, santificami;
Corpo di Cristo, salvami;
Sangue di Cristo inebriami!
Pietà di me, Signore!

2 - Acqua del costato di Cristo, lavami;
Passione di Cristo, confortami;
o buon Gesù, esaudiscimi.
Pietà di me, Signore!

3 - Nelle tue ferite nascondimi;
non permettere che io mi separi da te;
dal maligno nemico difendimi;
Pietà di me, Signore!

4 - Nell’ora della mia morte chiamami
e comandami di raggiungerti
perché ti lodi insieme ai tuoi Santi
nei secoli dei secoli. Amen.

17 - Gesù, quanto sei amabile! (O quam amabilis)

1 - Gesù, quanto sei amabile, - quanto desiderabile!
Del cuor sii giubilo, - di mente anelito.
O Gesù buono! - O Gesù buono!

2 - Gesù sei ammirabile, - Gesù, sei onorabile!
Del cuor sii giubilo, - di mente anelito.
O Gesù buono! - O Gesù buono!

3 - Gesù, sei venerabile, - Tu sei da noi laudabile.
Del cuor sii giubilo, - di mente anelito.
O Gesù buono! - O Gesù buono!

4 - O Gesù buono e pio, - sii la salvezza nostra;
dei nostri giorni al termine - sii Tu perenne gaudio.
Del cuor sii giubilo, - di mente anelito.
O Gesù buono! - O Gesù buono!

18 - Benedetto il Signore (Benedictus)

Benedetto il signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di David suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici *
e dalle mani di quelli che ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa nel nostro Dio *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell’ombra di morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

19 - L’anima mia magnifica (Magnificat)

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *

D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su coloro che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre ecc.

20 - Noi ti lodiamo, Dio(Te Deum laudamus)

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra di adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri,

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria.
Adora il tuo unico Figlio *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
Tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre, *
verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli:
ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

21 - Ave, vero corpo (Ave verum)

Ave, vero corpo, nato
da Maria Vergine.
Hai patito e, immolato,
desti vita agli uomini.

Dal tuo fianco, ch’è squarciato,
sgorga sangue vivido.

Deh, a noi non sii negato
nei momenti ultimi.

O Gesù dolce,
o Gesù pio,
o Gesù, figlio di Maria.

22 - Canta, o lingua (Pange, lingua)

1 - Canta, o lingua, del glorioso
corpo, oh mister mirabile!
e di quel sangue prezioso
che per noi uomini,
frutto d’un cuor generoso
donò un re sì prodigo.

2 - A noi dato, per noi nato
da un’intatta Vergine,
il Vangelo ha predicato:
quello che vivifica;
coronò il suo mandato
con chiusura nobile.

3 - E nell’ultima sua Cena,
fatta coi discepoli,
rispettò la Legge intera
nel menù di regola,
donò tutto quel che era:
Corpo, sangue e anima.

4 - Da un pane, carne umana
la parola genera;
vero sangue il vin promana.
Se il tuo cuore dubita
del msiter, risposta arcana
nella fede cercala.

5 - Così grande Sacramento
veneriamo supplici,
e del vecchio Testamento
lascin posto i simboli;
sia la fe’ sostentamento
per i sensi deboli.

6 - Gloria al Padre, gloria al Figlio
lode eterna e giubilo
e grandezza sia al Consiglio
della santa Trìnita.
Pari gloria, onor somiglio
a te, Santo Spirito.

23 - Verbo eterno (Verbum supernum)

1 - Quando, Verbo, t’incarnasti
per salvare gli uomini,
la tua luce non lasciasti
di Dio trino ed unico.

2 - Da un discepolo sei dato
a nemici acerrimi;
ai discepoli hai donato
Pane e Vino ottimi.

3 - La tua carne desti in cibo
ed il sangue: essi offrono,
oh mister giammai udito!
vera vita agli uomini.

4 - Tu, nascendo, ti fai guida
per noi, e cibo splendido;
Tu, morendo, ti fai vita,
Tu, regnando, premio.

5 - Ostia santa, Tu salute
doni a tutti gli uomini
la tua forza sia virtute:
tristi lotte incalzano

6 - Signore, Trino ed Uno:
a Te eterna gloria!
Dona a tutti ed a ciascuno,
vita senza termine.

24 - Ai sacrifici (Sacris solemniis)

1 - Ai sacrifici uniam gioia infinita
e dal profondo cuor s’elevi il canto;
percorra il mondo un alito di vita
qual del creato nell’inizio santo.
Noi ricordiamo quell’estrema Cena
quando il Signore ai cari amici offrì,
secondo il rito, con l’agnello il pane:
Se stesso, nutrimento e redentor.

2 - Dopo il banchetto, dopo quella cena,
offre il Signore a tutti ed a ciascuno
la Carne sua, il Sangue suo. E c’era
con i fedeli, cupo il traditore.
A chi forte non è donò conforto,
ai vacillanti il vino dell’amor.
E disse: Ecco il calice, prendete;
ognun ne beva; attinga ognun vigor.

3 - Così, introdotto il nuovo sacrificio,
n’affida il culto ai soli sacerdoti,
con il comando che per beneficio
serva a se stessi e a quei che più non sono.
Pane dell’uomo è il pane in cui nel cielo
fissan lo sguardo gli angeli fedel;
mangia il Signor, mirabile mistero!
Padrone e servo, santo e peccator.

4 - Noi ti lodiamo, Dio uno e Trino;
Ti veneriamo dal profondo cuore.
Concedi all’uom che resti a Cristo unito
per tutto il tempo del suo stanco errare.
Concedi che, felice, in quella luce
in cui Tu vivi, giunga, e nell’amor
viva con Te nello splendor del cielo.
Con Te, che sei dei secoli il Signor.

25 - Ai sacrifici (Sacris solemniis)*

Ai sacrifici si unisca il gaudio
e dal profondo si elevi il cantico;
percorra un nuovo anelito
di sante opere.

Noi ricordiamo la cena ultima
in cui il Signore diede ai discepoli,
secondo il rito, col pane azzimo
l’agnello tipico.

Dopo il banchetto, conclusa l’agape,
offre il Signore a tutti e singoli
la Carne e il Sangue: cibo, non simbolo,
di vita intima.

Diede, a chi è debole, forte viatico
diede ai perversi il vin che santifica
e disse: “Ecco, prendete il calice;
tutti ne bevano”.

Così, deciso il nuovo olocausto,
ne affida il compito solo ai Presbiteri,
ad essi ordina che lo dispensino
a sé ed al prossimo.

Pane degli uomini è il Pane degli angeli,
Pane del cielo, fine dei simboli;
mangia il Signor, cosa mirabile,
il ricco e il povero.

Noi ti lodiamo, Dio Trino e Unico,
Ti veneriamo. Concedi agli uomini
che, uniti Te, tutti raggiungano
la luce eterea.

Questa versione si può cantare sulla melodia gregoriana.

26 - Adoro te devotamente (Adoro te devote)

1 - Adoro Te devotamente e docile;
sol Te, che il pane e il vin ora nascondono.
Ora mi prostro a Te. Ti chiedo e supplico:
fammi viver con Te nel tuo empireo.

2 - Son viso, tatto e gusto non credibili,
ma all’udito solo si fa credito.
Crediamo quanto disse l’Unigenito,
Verbo che è verità sempre infallibile.

3 - La croce solo Dio poté nascondere
ma il pane anche l’uom rende invisibile.
Con i credenti, che ambedue confessano,
ciò che, pentito, il ladro chiese, supplico.

4 - Non vedo qui le piaghe del tuo fisico,
pure Tu sei il mio Dio; a me rivèlati.
Aiutami ad aver fede più valida,
avere speme in Te, Te solo scegliere.

5 - O memoriale d’una morte fulgida,
o vivo Pan che dai la vita agli uomini,
fa che la vita mia la possa spendere
sol per gustare Te, sol per Te vivere.

6 - O pio pellicano, Cristo martire,
il sangue tuo cancelli i nostri debiti,
quel sangue che una stilla sola libera
il mondo intero da tutti i suoi crimini.

7 - O mio dolce Gesù, che i buoni credono,
Ti prego: dammi quanto il cuor desidera;
fa che contempli la tua dolce immagine,
fa che beato sia nella tua gloria.

27 - O cibo dei viandanti (O esca viatorum)

1 - O cibo dei viandanti,
o pane dei celesti,
manna degli angeli,
deh! Nutri gli affamati,
serena, sfiduciati,
quanti Ti cercano.

2 - O linfa dell’amore,
o fonte che dal Cuore
scendi e vivifichi,
disseta gli assetati,
e questi nostri voti
fa che si compiano.

3 - Gesù, il tuo dolce volto,
noi veneriam nascosto
del pan nel simbolo;
fa che, rimosso il velo,
noi contempliamo in cielo
tua luce fulgida.

4 - Desidero, o Signore,
mangiando questo pane,
che Tu mi vivifichi.
Fa, Gesù mio benigno,
che io riceva degno
il cibo angelico.

5 - Sia il cibo nutrimento,
il vino sia alimento
per la mia anima.
Sii nel cimento estremo,
nell’ultimo sospiro
pegno di gloria.
Amen.

28 - Gesù, pane dolcissimo (O panis dolcissime)

1 - Gesù, pane dolcissimo,
Gesù, cibo dell’anima,
la vita mia rigenera.

2 - Gesù, pasquale vittima,
Agnello mansuetissimo,
sei prezzo ai nostri debiti.

3 - Gesù, carne purissima,
Ti veli sotto il simbolo
del pane, al Ciel gratissimo.

4 - Gesù, col pan degli Angeli
rinnova in noi la grazia
del settiforme Spirito.

5 - Gesù, chi si comunica
di te, Tu lo vivifichi
e basti a tutti gli uomini.

6 - Gesù, Tu ci purifichi
da ogni nostro crimine,
donandoti all’Altissimo.

7 - Gesù, a te uniscici
e, grazie al tuo olocausto,
degni possiam riceverTi.

8 - Gesù, la mia libidine
quieta con la tua grazia:
ch’io possa con te vivere.

9 - Gesù, siamo famelici!
La carne e il sangue sazino
noi nel banchetto ottimo.

10 - Gesù, Tu sazi i timidi
col santo Pane azzimo
nei secoli dei secoli. Amen.

29 - Sion, loda il Salvatore (Lauda Sion)

1 - Sion, loda il Salvatore
loda il Duce e il Pastore,
alza inni e cantici.

2 - Quanto puoi, tanto tu osa
ch’è maggiore d’ogni cosa,
né ti bastan cantici.

3 - T’è proposto come tema
oggi un pan. Nessun tema:
tutti lui vivifica.

4 - Cristo nell’ultima Cena
si dà tutto (nuova estrema!)
non in senso equivoco.

5 - La tua lode sia corale,
sia gioconda, sia totale
della mente il giubilo.

6 - Nella mensa, ch’è regale,
Pasqua e Legge nuova vale.
Qui l’Antica termina.

7 - In un giorno sì solenne
la notizia ognun ritenne
di cotanto gaudio.

8 - Qui, il nuovo, il vecchio fuga,
la figura il vero oscura:
notte giorno illumina.

9 - Cristo impose in quella Cena
di rifare ognun con lena
ciò che vide compiere

10 - Consacriamo il Pane e il Vino,
ora edotti del divino:
l’Ostia salutifera.

11 - Dogma nuovo pei cristiani:
Carne qui si fanno i pani,
Sangue il vin che allietaci.

12 - Tu non tutto puoi capire:
la tua fé ti fa sentire
cose d’altro ordine.

13 - L’apparenza non il vero
mostra il senso, ma son cielo:
realtà incredibili.

14 - Carne e Sangue T’alimenta,
ma nessun Cristo frammenta:
resta intero ed unico.

15 - Chi lo mangia, non spezzato
lo riceve, ma qual nato
dall’intatta Vergine.

16 - Chi è buono, chi è ribelle
lo riceva. Uno o mille,
lui non pur consumano.

17 - Lo ricevon santi e rei,
ma la sorte or non dei
tu pensare equanime.

18 - Pei cattivi è morte, i buoni
vita trovano. Tu opponi
ben diverso epilogo.

19 - Spezzi il pane; non temere,
se un frammento può cadere!
tutti e ognun può contenere
tutto il Cristo integro.

20 - Non avviene una scissura:
sol del segno c’è frattura.
Nulla perde di statura
la divina vittima.


Buon Pastore * - (Le strofe che seguono, conclusione dell’inno ‘Sion, loda’, possono formare un mottetto a sé).

21 - Ecco il Pane dei Celesti
fatto cibo dei terrestri:
ai tuoi figli Tu lo desti.
Tutti qui l’adorino.

22 - In figura è profetato:
in Isacco è preparato
quale agnello, risparmiato;
nella manna agli esuli.

23 - Buon Pastore, vero Pane;
o Gesù, pietà! L’infame
Tu lo pasci. La sua fame
quieta. Mostragli il reame
dell’eterna patria.

24 - Tu, che tutto sai e vali,
Tu, che nutri noi mortali,
fa che un giorno commensali,
coeredi, servi, eguali
siamo, coi tuoi Angeli.
Amen. Alleluia.


30 - O Gesù mio dolcissimo (O Jesu mi dulcissime)

1 - O Gesù mio dolcissimo,
sospiro del mio spirito,
ti dico con le lacrime
i sentimenti intimi.

2 - Resta con noi nel vespero
di nostra vita e illumina
la mente, ché caligine
la nostra mente ottenebra.

31 - Pane del ciel

1 - Pane del ciel, che solo dai la vita,
che mai, che mai non muore,
Tu la dolente umanità smarrita
raccogli in un sol cuore.
L’umanità, per cieche vie smarrita,
raccogli, raccogli in un sol cuore.

2 - Parola eterna, per amor velata
in sì povero velo,
l’umanità dagli odi lacerata
raccogli nel tuo seno.
L’umanità ecc

32 - Questo terror divino (A. Manzoni)

1 - Questo terror divino,
questo segreto ardor,
è che mi sei vicino,
è l’aura tua, Signor.
Sospir dell’alma mia,
Sposo, Signor, che fia
quando di Te Tu stesso
mi parlerai nel cuor?.

2 - Sei mio, con Te respiro;
vivo, gran Dio, di Te.
Confuso a Te col mio
offro il tuo stesso amor.
Empi ogni mio disiro,
parla che tutto intende;
dona, che tutto attende,
quando T’alberga un cuor.

33 - Chi dell’erbe (A. Manzoni)

1 - Chi dell’erbe lo stelo compose?
Chi ne trasse la spiga fiorita?
Chi nel tralcio fe’ scorrer la vita?
Chi v’ascose dell’uve il tesor?
Tu quel grande, quel santo, quel buono
che or qual dono il tuo dono riprendi;
Tu che in cambio, qual cambio!, ci rendi
il tuo Corpo e il tuo Sangue, o Signor.

2 - Anche i cuor che T’offriamo son tuoi.
Ah! Il tuo dono fu guasto da noi;
ma quell’alta pietà che li fea
li riceva quai sono a mercé.
E vi spiri, col soffio che crea,
quella fede che passa ogni velo,
quella speme che muore nel cielo
quell’amor che s’eterna con Te.

34 - Sei Tu, Signore, il pane

1 - Sei Tu, Signore, il pane,
cibo Tu sei per noi;
risorto a vita nuova,
sei vivo in mezzo a noi.

2 - Nell’ultima sua cena
Gesù si dona a noi.
“Prendete pane e vino”:
la vita mia per voi.

3 - “Mangiate questo pane:
chi crede in me vivrà.
Chi beve il vino nuovo
con me risorgerà”.

4 - E’ Cristo il pane vero
diviso qui fra noi.
Formiamo un solo corpo
e Dio sarà con noi.

35 - T’adoriam, Ostia divina

1 - T’adoriam, Ostia divina,
T’adoriam, Ostia d’amor.
Tu dell’angelo il sospiro,
Tu dell’uomo sei l’onor.
T’adoriam, Ostia divina,
T’adoriam, Ostia d’amor


2 - Tu dei forti la dolcezza,
Tu dei deboli il vigor,
Tu salute dei viventi,
Tu speranza di chi muor.
T’adoriam, Ostia divina,
T’adoriam, Ostia d’amor


3 - Ti conosca il mondo e T’ami,
Tu la gioia d’ogni cuor;
ave, o Dio nascosto e grande,
Tu dei secoli il Signor
T’adoriam, Ostia divina,
T’adoriam, Ostia d’amor

36 - Agnello che immolato

1 - Agnello che, immolato,
ti offri redentor,
Tu l’uomo perdonato
ami d’immenso amor.

Signore, non son degno
di stringermi all’altare,
ma tu con un sol segno
se vuoi, mi puoi salvar.


2 - Divino pellicano,
nutrendomi di Te,
disveli il grande arcano
mister d’amor per me.

Signore, non son degno
di stringermi all’altare,
ma tu con un sol segno
se vuoi, mi puoi salvar.


3 - L’umana, vil natura,
unita al tuo poter,
diventa creatura
matura per il ciel.

Signore, non son degno
di stringermi all’altare,
ma Tu con un sol segno,
se vuoi, mi puoi salvar.

4 - Agnello, che hai donato
la vita tua per me,
io, con il cuore grato,
vengo e mi unisco a Te.

Signore, non son degno
di stringermi all’altare,
ma tu con un sol segno
se vuoi, mi puoi salvar.

37 - Lodi ognuno il Salvatore

1 - Lodi ognuno il Salvatore,
la sua guida, il suo Pastore,
con inni e cantici:

Si sprigioni imponente,
risonante, tripudiante,
acclamante un coro unisono:
Cristo è il Signore.


2 - Ecco il pane dei Celesti,
fatto cibo a noi terrestri:
onoriamo supplici.

Si sprigioni imponente,
risonante, tripudiante,
acclamante un coro unisono:
Cristo è il Signore.



38 - Una spiga dorata

1 - Una spiga dorata dal sol
ed un grappolo che coglie il vignaiol
si trasformano ora in pane e vino - d’amor
e nel Corpo e nel Sangue del Signor.

2 - Dividiamo la stessa comunion,
siam frumento d’un sol seminator;
un mulino sfarina con dolor - la vita,
Dio si fa Eucaristia per amor.

3 - Come chicchi formanti un solo pan,
come note che fanno una canzon,
come gocce raccolte nel bacino - del mar
i cristiani un solo corpo formeran.

39 - Inni e canti

1 - Inni e canti sciogliamo, o fedeli,
al divino eucaristico Re.
Egli, ascoso nei mistici veli,
cibo all’alma fedele si diè.

Dei tuoi figli lo stuolo qui prono,
o Signor dei potenti, Ti adora;
per i miseri implora perdono,
per i deboli implora pietà.

2 - Sotto i veli che il grano compose,
su quel trono raggiante di luce,
il Signor dei Signori si ascose,
per avere l’impero dei cuor.

Dei tuoi figli lo stuolo qui prono…

3 - O Signor, che dall’Ostia radiosa
sol di pace ne parli e d’amor,
in Te l’alma smarrita riposa,
in Te spera chi lotta e chi muor.

Dei tuoi figli lo stuolo qui prono…


40 - Noi ti amiam, Signor

1 - Noi ti amiam, Signor - noi T’adoriamo,
e solo a Te chiediam - il vero amor.

Sei Tu la vita, - la nostra gioia:
noi ci prostriam, Signor, - e T’adoriam.

2 - In Te crediam, Signor - in Te crediamo;
accresci noi la fè - nel tuo mister.

Sei Tu la vita, - la nostra gioia…

3 - In Te speriam, Signor, - in Te speriamo:
abbi pietà di noi, - abbi pietà!.
Sei Tu la vita, - la nostra gioia…

4 - A Te veniam, Signor, - a Te veniamo:
Te brama il nostro cuor, - fonte d’amor!

Sei Tu la vita, - la nostra gioia…

5 - Resta con noi, Signor, - resta con noi:
dona il tuo Pan del ciel, - pegno d’amor.

Sei Tu la vita, - la nostra gioia…

41 - Lodiamo Dio

1 - Lodiamo Dio pel cielo che ha creato,
lodiamolo pel mar.
Lode al Signor
rendiamo per le valli e le montagne,
pei boschi e i prati in fior.

Gloria eterna a Gesù!
Cielo e terra, benedite il Signor!
Onore e gloria Te, Re della gloria;
amor per sempre a Te, Dio dell’amor.


2 - Lodiamo Dio pel sole e per le stelle,
pel nuvolo e il seren.
Lode al Signor
rendiamo per la pioggia e la rugiada,
pel caldo e per il gel.

Gloria eterna a Gesù!
Cielo e terra, benedite il Signor!
Onore e gloria Te, Re della gloria;
amor per sempre a Te, Dio dell’amor


3 - Lodiamo Dio perché ha redento l’uomo
col sangue di Gesù.
Lode al Signor
rendiamo per il Pane e per il Vino,
cibo d’eternità.

Gloria eterna a Gesù!
Cielo e terra, benedite il Signor!
Onore e gloria Te, Re della gloria;
amor per sempre a Te, Dio dell’amor.

42 - O genti tutte, lodate il Signore - (Laudate Dominum)

1 - O genti tutte, lodate il Signore,
o popoli tutti lodatelo.

2 - Perché grande è il suo amore per noi


 

 

Indice generale

 

   
   
   

 




- Adorazioni Eucaristiche P. 3
- Le Quarant'ore " 5
- Premessa " 7

 

Parte Prima:


L'EUCARISTA E' PREDETTA

 

1 - Melchisedech : Pane e Vino

Pag. 13

2 - " : Sacerdote del Dio altissimo

Pag. 25

3 - L'Eucaristia : nutrimento (la Manna)

Pag. 39

4 - " : la Manna vera

Pag. 51

5 - " : cuore dell'Alleanza nuova

Pag. 65

6 - " : il Pane che dà forza

Pag. 77

7 - " : nella profezia di Malachia

Pag. 91

8 - " : nella Pasqua ebraica

Pag. 105

9 - " : nella poesia ebraica

Pag. 117

 

Parte Seconda



L'EUCARISTIA: L'ISTITUZIONE



10 - L'eucaristia: la moltiplicazione

Pag. 133

11 - " : "nella notte del tradimento" (Matteo)

Pag. 151

12 - " : "... il mio corpo" (Marco)

Pag. 163

13 - " : "... Fate" (Luca)

Pag. 175

14 - " : "Quello che a mia volta vi ho trasmesso" (Paolo, 1 Cor.)

Pag. 187

15 - " : "Se non mangiate (Giovanni)"

Pag. 201

16 - " : "come ho fatto io" (Giovanni)

Pag. 215

17 - " : "Resta con noi" (Discepoli di Emmaus)

Pag. 227

18 - " : Pane spezzato

Pag. 241

19 - " : nel Nuovo Testamento

Pag. 255




Parte Terza



L'EUCARISTIA: DAL I AL IX SECOLO DEL CRISTIANESIMO

 

 

20 - L'Eucaristia : rende 'con-corporei e con-sanguinei (Catechesi di Gerusalemme)

Pag. 269

21 - " : è la "Carne di Gesù Cristo" (S. Ignazio e Giustino)

Pag. 281

22 - " : è Sacrificio (S. Giustino e Ireneo)

Pag. 295

23 - " : e la Parola (Scuola Alessandrina: S. Clemente e Origene)

Pag. 307

24 - " : è cibo e nutrimento (Scuola Alessandrina: S. Atanasio e Cirillo)

Pag. 319

25 - " : Chi consacra è Cristo (Scuola antiochena: S. Giovanni Crisostomo)

Pag. 331

26 - " : è mistero da adorare (S. Ambrogio e S. Giovanni Damasceno)

Pag. 343

27 - " : e l'unità della Chiesa (Scuola Africana. Tertulliano, Cipriano e Agostino)

Pag. 355

28 - " : nutrimento vivificante (Concilio di Efeso - 431)

Pag. 369

29 - " : 'Identità del Corpo del Cristo storico ed eucaristico' (Sinodi di Vercelli e Concilio Romano)

Pag. 381

30 - " : 'Il pane e il vino diventano Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo' (Concilio di Costanza, 1414- 18)

Pag. 393

31 - L'Eucaristia : Sacrificio per i vivi e per i defunti (Concilio di Trento 1545-15)

Pag" 405

32 - " : Sacrificio sempre valido (Bolla: 'Auctorem fidei' 25 - V - 1794).

Pag. 421

 

Parte Quarta:


L'EUCARISTIA SECOLI XIX E XX


33 - L'Eucaristia : divinizza (Enc. 'Mirae caritatis' di Leone XIII)

Pag. 437

34 - " : mistero da adorare (Enc. 'Mediator Dei' di Pio XII)

Pag. 453

35 - " : nel Catechismo della Chiesa cattolica

Pag. 467

36 - " : Mistero da credere ( Enc. "Mysterium fidei' di Paolo VI

Pag. 485

37 - " : Fa la Chiesa (Enc. 'Ecclesia de Eucharistia' di S.Giovanni Paolo II)

Pag. 501

38 - " : Convito del Signore (Enc. 'Dominicae cenae' di S. G. Paolo II 39 -

Pag. 519

39 - " : L'Emmanuele (lett. Ap. 'Mane nobiscum, Domine' di S. Giovanni Paolo II)

Pag. 535

40 - " : Dio è amore (Enc, 'Deus caritas est' e Lett. Ap. Post-sinodale 'Sacramentum caritatis di Benedetto XVI)

Pag. 549

 


 

Parte Quinta

APPENDICI



1 - L’Eucaristia: Cuore stesso della vita cristiana (Congregazione Per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti)

Pag. 565

2 - " : Fonte e culmine della vita e della Missione della Chiesa (Sinodo dei Vescovi - I assemblea generale ordinaria)

Pag. 579

3 - " : Sacrificio, Banchetto, Sacramento Sacra Congregazione dei Riti: Istruzione sul Culto eucaristico

Pag. 597

4 - Preghiere e Canti

Pag. 609


 

 

Appendice IV

 

PREGHIERE E CANTI



Preghiere

   

1 - Ti adoriamo

Pag. 611

2 - Signore, io credo a Te

Pag. 611

3 - Ora lascia, Signore

Pag. 611

4 - Ti adoriamo

Pag. 611

5 - Vi adoro

Pag. 612

6 - Sia lodato

Pag. 612

7 - Signore, Dio mio

Pag. 612

8 - Comunione spirituale

Pag. 612

9 - Preghiera di S. Bonaventura

Pag. 613

10 - Preghiera di S. Alfonso

Pag. 613

11 - Colloquio di G. Borsi

Pag. 614

12 - Signore, nell’Eucaristia

Pag. 615

13 - Vergine santissima

Pag. 616

 




CANTI


14 - Alleluia, avendo amato (Alleluia cum dilexisset)

Pag. 616

15 - Gesù, il ricordo affabile (Jesu, dulcis memoria)

Pag. 617

16 - Anima di Cristo (Anima Christi)

Pag. 617

17 - Gesù, quanto sei amabile! (O quam amabilis)

Pag. 618

18 - Benedetto il Signore (Benedictus)

Pag. 618

19 - L’anima mia magnifica il Signore (Magnificat)

Pag. 619

20 - Noi ti lodiamo, Dio (Te Deum)

Pag. 620

21 - Ave, vero corpo (Ave verum)

Pag 621

22 - Canta, o lingua (Pange, lingua)

Pag. 622

23 - Verbo eterno (Verbum eternum)

Pag. 623

24 - Ai sacrifici (Sacris solemniis)

Pag. 625

25 - Ai sacrifici (Sacris solemniis)

Pag. 626

26 - O cibo dei viandanti (O esca viatorum)

Pag. 626

27 - Gesù, pane dolcissimo (O panis dulcissime)

Pag. 626

28 - Sion, loda il Salvatore (Lauda Sion)

Pag.627

29 - O Gesù mio dolcissimo (O Jesu mi dolcissime)

Pag. 628

30 - Buon Pastore

Pag. 630

31 - Pane del ciel

Pag. 631

32 - Questo terror divino (A. Manzoni)

Pag. 631

33 - Chi dell’erbe (A. Manzoni)

Pag. 632

34 - Sei Tu, Signore, il pane

Pag. 632

35 - T’adoriam, Ostia divina

Pag. 633

36 - Agnello, che immolato

Pag. 633

37 - Lodi ognuno il Salvatore

Pag. 634

38 - Una spiga dorata

Pag. 635

39 - Inni e canti

Pag. 635

40 - Noi ti amiam, Signor

Pag. 636

41 - Lodiamo Dio

Pag. 636





 

 

Finito di stampare per i tipi
della Tipolitografia Fabrianese
nell’novembre duemilaquattordici

 

* LE IMMAGINI CON L'ASTERISCO SONO STATE MESSE A DISPOSIZIONE DA CARTANTICA

 

DELLO STESSO AUTORE:

 

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Prima - L'Eucaristia è predetta

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Seconda - L'Eucaristia, l'Istituzione

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Terza - L'Eucaristia dal I al IX Secolo del Cristianesimo

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Quarta - L'Eucaristia nel XIX e XX Secolo

 

 

Via Crucis Bibliche- Parte prima: La redenzione prevista nell'Antico Testamento:


- La Redenzione prevista nei Salmi


- La Redenzione prevista da Isaia

- La Redenzione prevista dai Profeti (I)

- La Redenzione prevista nei Profeti (II)

- La Redenzione prevista dai Profeti (III)


Parte seconda - La Redenzione raccontata - Via Crucis Storiche -
Nel gruppo delle Via Crucis che abbiamo indicato come ‘Storiche’ sono riportate tutte le notizie delle quali gli Evangelisti sono stati spettatori (Giovanni e, almeno in parte, Marco per quanto gli poteva provenire da S. Pietro), o che hanno potuto raccogliere da fonti sicure (Matteo e Luca, sia – quest’ultimo – direttamente dalla Madonna, sia da “ricerche accurate”).
La ‘storicità’ della persona, dell’insegnamento, della Passione-Morte-Risurrezione di Gesù del resto è confermata dalla trasparenza dei racconti, condotti senza alcun ornamento o artificio letterario, oltrechè da fonti non cristiane:

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Matteo

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Marco

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Luca

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di Giovanni

Parte Terza - La Redenzione contemplata - Nel gruppo delle Via Crucis che contemplano la Redenzione alla luce della Risurrezione si essenzializza il binomio: Morte-Vita.
Dunque la scansione delle ’Stazioni’ perde i suoi contorni. In sintonia con la Liturgia Cattolica, viene messo a fuoco lo scontro tra la Morte (Satana) e la Vita (Cristo), che ci ha meritato la redenzione.
In particolare: In MORTE–VITA (I, II, III) si è insistito sul fatto che dalla morte viene la vita.
Perciò in ogni citazione sono messi in vista, anche graficamente, i due termini e fatti correlativi.
I testi sono tratti dagli ‘Atti degli Apostoli’ e dalle ‘Lettere’ del Nuovo Testamento.
In IL GRANDE DRAMMA (I) campeggia lo SCONTRO tra Cristo e la Morte.
In IL GRANDE DRAMMA (II) quello tra i Cristiani uniti a Cristo e la Morte.
I testi di queste ultime due Via Crucis sono tratti dall’Apocalisse di S. Giovanni.
Chiude la raccolta una ‘Via Crucis’ di intonazione ‘tradizionale’.

- Via Crucis MORTE E VITA I - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento
          

- Via Crucis MORTE E VITA II - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento

- Via Crucis MORTE E VITA III - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento
               
- Via Crucis IL GRANDE DRAMMA II - Riflessioni, predizioni e letture profetiche di accadimenti storici contenuti nel libro dell’Apocalisse - Seconda parte

 

- Appendici - Via Crucis Tradizionale

 

e

- Pietà popolare - Prima parte

 

- Pietà popolare - Seconda Parte (Prima Sezione)

- Pietà popolare - Seconda parte (Seconda Sezione)

- Pietà popolare - Terza parte (Sezione I)

- Pietà popolare - Terza Parte (Sezione II)

- Pietà Popolare - Terza Parte (Sezione III)

- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione I)


- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione II)

- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione III)

 

- Pietà Popolare - Quinta Parte (Sezione I)

- Pietà Popolare - Quinta Parte (Sezione II)

 

Per altre Via Crucis, vedere in Religiosità:

- Il cammino della croce - Fioretti quaresimali

- Via Crucis figurata

 

- Via Crucis con Gesù

- Via Crucis con Maria


- Via Crucis accompagnati da San Josè Maria Escrivà de Balaguer

 

- Via Crucis accompagnati da don Tonino Bello

 

- Via Crucis accompagnati da David M. Turoldo

- Via Crucis con amore

 

- Via Crucis a più voci

- Via Crucis fotografica

 

- Via Crucis Spagnola

 

- Via Dolorosa

- Via Crucis al Colosseo del Venerdì Santo del Venerdì Santo 2005 - Meditazioni e Preghiere del Venerdì Santo 2005 dell'allora Card. Ratzinger, poi Papa Benedetto XVI

 

- Da Gerusalemme al Golgota - Personaggi

 

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