Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, le poesie sono stati scritte dalla D.ssa Rosita Taddeini, la grafica e le immagini sono state fornite da Cartantica, trannne quelle realizzate da Andrea Leganza che compaiono nel sito con il link a http://www.flickr.com/photos/neogene
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo citando esplicitamente per esteso (Autore, Titolo, Periodico) il lavoro originale."

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SILLOGE DI POESIE

 

 

"ALLA LUCE"
(2004 - 2009)

 

Alla Luce…..che
Inonda il cuore d’Amore


Quel verso, che rivela biricchino….. i sentimenti

 

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IL VERSO

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Come polla d’acqua
che scaturisce improvvisa
dal seno della roccia
e chiacchierina
lambisce un verde
letto ombroso
così il verso senza invito
prepotente sboccia
dalla propria intimità
e macchia il bianco foglio
che dorme silenzioso
in un cassetto ascoso.
I versi come note
intersecano le righe
e raccontano lieti
l’impulso del cuore,
che rulla d’amore.
È un canto sommesso,
dolce melodia
che sussurra pian piano
e fuga il timore
d’ogni follia.

 

 

EDEN

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VERSO L'EDEN

Sulle rotaie misteriose della vita
il treno umano corre veloce,
sfreccia ad un orizzonte lontano,
che aspira ampie vie di Luce.
Vorrebbe lasciare il passato,
riprendere il cammino dalla foce,
approdare a spiagge più sane,
non fare difficili percorsi in salita
per raggiungere l’Eden, lido sognato
che di astri reali riluce,
ma che dona vera pace infinita.
Più del treno sussulta il cuore
sembra una freccia incandescente,
che trema, ondeggia nella corsa frenetica
lanciata dalla forza dell’ardore
sulla scia dello spirito e della mente
per approdare a quella terra mitica
che racchiude in sé tutto l’Amore.

NON ESSERE TRISTE

Il sole risplende
in un cielo terso
un profumo l’aria fende
da miriadi di fiori sommerso.
Di campane un suono
da campanili echeggia lontano,
ricorda dolcemente all’uomo
che il suo spirito non è umano.
Un miracolo divino lo circonda,
che mano d’uomo non ha creato,
non lo sommerge come un’onda
ma ricorda di averlo, tanto amato.
Pesa di ogni giorno, la vita
ma non essere triste; porgi la mano
a Dio, che anche oggi ti dona Bontà Infinita
ti guida con sicura mano
a orizzonti dove il sole non tramonta
ma di Luce è inondato

ESPERIENZA NOTTURNA

Esulta anima mia,
hai captato l’Infinito.
Non hai percorso lunga via
chiusa in piccol sito.
Senza parole hai cantato,
udito dolci melodie,
ad occhi chiusi spaziato
nel vortice di sinfonie.
Percorso volando
cieli abissali,
dai sensi senza comando
e priva di ali.
Oh meraviglia, quanto stupore!
Oh bellezza infinita.
ogni cosa dona splendore
riluce da luce colpita.
Ogni mistero è chiaro
possiedi la verità
nulla al sentimento è amaro
la mente apprende con rapidità.
Più di una piuma leggera
ti porta la Speranza,
sulle Sue Ali, quali messaggera
ad uno scrigno di scienza.

Sono grata e do Lode,
sono nulla, ma il cielo
ho toccato senza frode
fasciata dalla Fede del Velo.
Oh Anima quanto sei beata!
Sei stata dissetata
dalla Verità circondata,
dall’Amore amata.

DESIDERIO

Ali di vento
disperdetemi
nell’etere.

L’iride
carezzi il sole
avvolta nella luce.

Il mio essere
si dissolva
nell’atmosfera
per entrare
invisibile
fra le braccia
di Colui che,
il mondo regge

Il Suo Nome cantare
Distoglierlo
Dal Caos dell’umanità,
donargli quella legge
che parla di PACE
e Fraternità.

FERVORE DI CARITA' E DESIDERIO DI MARTIRIO DI SAN FRANCESCO

Un dì frate Francesco
Servo di Dio, con fervore
partì per la terra di Siria,
solo armato di un intrepido cuore.
Era un agnello fra i lupi, in realtà.
In quella terra, inviato da Dio
Sperava offrire la Verità.
Il Sultano rimase sconvolto
nel vederLo in quella sede.
L’enigma fu presto risolto:
Francesco offriva il Martirio
per donare in Cristo, la Fede.
Lontano dai fratelli non morì straziato
dal ferro del Sultano,
che preziosi Gli donò ammirato
e per la sua anima chiese salvezza.
Francesco pregò ma i doni non accettò.
Povero tornò alla sua terra
ma il santo non fu privato
della Grazia dell’Agnello Immacolato.

ALL'OMBRA DEI TUOI PASSI O SULLE TUE ORME, O SIGNORE

Credo di essere solo
a calcare una terra straniera
portare aiuto a fratelli sconosciuti,
asciugare il pianto, ridare il sorriso
la speranza sia a chi pensa chimera
perché oppressi da guerrieri muti,
che nascondono il loro viso
Ma tu sei con me.
I Tuoi passi nel silenzio sento
che dirigono il mio cammino,
incitano il mio titubante cuore,
leniscono il mio tormento.
Oh che gioia, per me lo sconosciuto,
lo saluto come fratello
dono il Tuo con il mio Amore
perché leniscano ogni suo dolore
prendendo su di me il Suo fardello.

IMPLORAZIONE


Padre, Padre Nostro
Padre, Padre Nostro
Padre ieri, oggi, sempre
Oh che grande Amore
come gioisce il cuore!
ma si paralizza la voce.
Nel mondo non sei sola
anche se Tu ti celi nell’Infinito.
Ti sento vicino a me,
non come un mito
ma come fuoco,
carezzevole vento,
che tutta mi investe
e mi fa dire senza fine
Padre, Padre Nostro
Mio Tutto, ora e sempre
Padre, Padre Nostro. Padre Mio.

ASPIRAZIONE


Ti penso, ti desidero.
Io mi sento tanto lontano
e ti vorrei vicini, vicino,
dentro di me, solo con Te.
Non voglio un impero,
ne’ un fisico sano,
ma essere piccino, piccino,
difeso, come un bimbo, da Te.
Ti vedo non con gli occhi,
Ti sento non gli orecchi,
desidero il Tuo respiro,
il Tuo all’unisono con il mio.
Non gioco più con i balocchi,
ormai ho l’età del vecchio,
al Tuo Amore aspiro,
unire al Tuo cuore il mio.

APPARIZIONE


Oh quel volto trasfigurato,
dalle lacrime e dal sangue.
Oh quel corpo insanguinato,
che per il dolore si piega e langue,
invoca il Padre con lamento di pietà
ma quel Suo silenzio dona all’umanità.

Oh quel cuore trafitto, che amarezza,
sangue ed acqua sgorgante
ad ogni creatura offre salvezza,
come Madre al suo infante.

I miei occhi Ti cercano molto
per fissare nell’iride il Tuo volto,
affinché si incida perennemente nel cuore
il Tuo Infinito Amore

A DON SERGIO


Silenzio, non chiamateLo, tacete
non vedete che è come Maria Maddalena,
in contemplazione, del Figlio di Dio
e il Suo cuore è in alte mete?

Lo sguardo è assente
forse anche il cuore non batte,
perché in Dio è il suo io
ed è senza azione la sua mente.

Presto però il suo cuore
consegna a Marta
lo Spirito di Maria
per donare tutto l’Amore
ad ogni uomo pieno di timore.

 



LA BAMBOLA

Una bambola mi guarda
sorride, mi parla senza voce,
ha l’aria un po’ maliarda
e beffarda, sempre più tace.
Non mi conosce, capisco.
dalle compagne è lontana,
sa che i libri preferisco,
che ogni creatura sia sana.
Quanti anni sono trascorsi
dalla mia infanzia senza giochi.
Il cuore è colmo di rimorsi
e i ricordi esplodono come fuochi.
La birichina ride silenziosamente
“Ora avresti voglia di giocare?
Sei sola, gioca serenamente
il gioco è una chiave per dimenticare.

 



 


VORREI


Vorrei alzare gli occhi al cielo
ammirare la volta e le stelle
squarciare con forza il velo
offrire a Te, la prece in mille fiammelle.

Vorrei congiungere le mani in preghiera
implorare la pace su ogni terra
non come fuggevole chimera
ma come fine di ogni guerra.
Vorrei lenire ogni dolore
con sapienza vincere il male
perché sia salvo ogni cuore
poiché ogni vita: vale.

 


LA ROSA

 


Oh splendida rosa
nel tuo bocciolo serri la vita,
a petali aperti accogli il sole,
recisa auguri: l’amore.
Tu dei fiori sei regina
parli senza parole
con il tuo profumo emani
un’emozione infinita.
All’uomo doni gioia;
a Dio, la bellezza
come regina al Suo Re
fugando ogni pena e timore.

 

 

MISSIONE

Albert Schweitzer


ALBERT SCHWEITZER,
MISSIONARIO DELL'ALSAZIA NEL GABON

Un dì lontano
Nella foresta africana
apparve un Grand Docteur Blanc.
Fu un uomo, che tutto amava.
nella sua lontana terra
pregava, insegnava, suonava,
ma il suo cuore entrò in guerra
contro ogni sofferenza umana.
Indicò la vera carità
inneggiando alla vita,
stimolando ogni nazione
anche se era irta, la salita
a camminare insieme per la solidarietà.
Dal suo organo nascevano dolci note,
che l’etere colmavano di sinfonia.
ma non lasciò mani nere vuote
o monche per la malattia.
Offrì la sua vita quale precursore
fra i popoli per la coesistenza.
Senza cattedra ma nell’ospedale
insegnò ad alleviare ogni sofferenza.
Con la preghiera annullò ogni timore
e sconfisse ogni male tropicale,
perché aveva compreso che il cuore
di ogni religione: è la Missione.

I PRIMI MISSIONARI


Quando ho chiesto alla Vergine
perché ha detto a Dio “Sì”
mi ha risposto: “ Per Amore!”

Quando ho chiesto alla Vergine
perché ha portato Gesù
alla Cugina Elisabetta,
mi ha risposto: “ Per Amore!”

Quando ho chiesto al Signore
perché ha lasciato il Cielo,
perché si è fatto: Uomo?
mi ha risposto: “ Per Amore!”

Quando ho chiesto al Signore
perché Sei morto,
perché hai scelto la Croce?
mi ha risposto: “ Per Amore!”

Allora ho compreso nel silenzio il valore.
La risposta era una: Amore
Gesù e Maria furono i primi Missionari
che volevano donare Dio all’Umanità
per infiammare di divino ardore
ogni Missione di Fraternità.

MISSIONE SENZA MISSIONE


Il sogno domina l’infanzia,
la mano accarezza
ciò che la mente proietta
alla vicina giovinezza.
La fame del sapere sazia
il desiderio della realizzazione,
del sogno in realtà.
Allora il cuore parla a quelle mani
che vorrebbero portare aiuto
esplicare nella vera totalità
il bene ad ogni essere creato,
con un interesse muto
non personale ma bene universale
e proiettarla ad una sana vita futura,
colma di reciproca carità.
Ossia quell’Amore che tesorizza
Umanità e Spiritualità
del vero uomo, che ha compreso
il bene della fraternità
ed aspira alla Santità
per la Gloria de Sommo Bene.

VA IN MISSIONE. METTITI AL SERVIZIO DELLA VITA

Della Patria hai tristezza?
La tua casa ricordi?
Aspiri una vita nell’agiatezza?
È assurdo essere sordi
ascolta il tumulto del cuore.
Di bimbi hai visto la morte
di tanti padri, il timore
di una futura sorte.
Il lavoro delle tue mani è prezioso
la tua voce può far rifiorire
ai margini della foresta
la vita di un tugurio silenzioso
dove si attende di morire.
Fiducioso parti in missione
contagia la tua speranza,
creerai quella felice unione,
che fa lottare ad oltranza
sopraffare ogni terrore,
perché offre l’Amore.

 

 

 

 

GRIDO

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BELSAN: SANGUE INNOCENTE

 


L'odio ha colpito ancora
non è la morte, il male
ma la negazione di ogni diritto.
La libertà di idee, nulla vale
del terrore è solo: l’Ora.
Nessun uomo invitto
potrà aspirare alla pace.
Amore solo quel sangue della Croce
laverà quel sangue innocente
di una generazione futura
uccisa da mano feroce,
che nessuna morale sente
perché ha in se spento
anche il senso della propria vita
per un ideale inesistente.
Un solo grido da centinaia di voci
per l’ultimo anelito di speranza,
è soffocato dalla triste realtà
di un agguato, che avanza
con esasperata malvagità.
Pietà per uccisi e uccisori
così fieri della loro ira
da negare la vita a se ed ogni creatura.

Moderni e spietati untori,
che un popolo prende di mira
un dì, lieto di speranza futura.
Oh che amara realtà
ogni terra è scossa dal terrore.
Ha gli occhi pieni di lacrime l’umanità
perché oggi è stata ucciso a Belsan
anche il senso dell’Amore.
Uomini il vostro cuore in pianto, tace,
ma uniamoci ancora per una prece di Pace.

 

 

DEDICATA AL PAPA

 

 

Al Sommo Pontefice Karol Wojtyla

al tramonto di un dì di primavera
al calar del sole è scesa la morte,
ma le stelle hanno brillato nella sera
ancor più per una Santa sorte.
Il Papa Wojtyla ha lasciato la terra
additato autorevolmente il cielo
e tutta la verità dello Spirito che serra
il Suo Mistero celato da mistico zelo.
Al mondo ha parlato con lealtà
con puro amore, ogni creatura amato
evidenziando del male, la realtà,
seminando in ogni cuore, la Santità.
Percorrendo a volo d’angelo
ha calcato più volte ogni terra,
ha donato di Cristo il Vangelo
eludendo più volte la guerra.
Ha superato e fatto superare il dolore
offrendo la Sua gioia ad ogni cuore.
Ha incitato a vincere il timore
avendo compreso il senso dell’Amore.
Nel 2005 gli occhi di tutto il mondo
hanno visto in Lui un altro Gesù in Croce
In questa Pasqua è stato dolore profondo
non aver udito, con la Sua voce
annunciare la Gloria del cristo Risorto.
Nel passato su alte vette si è cimentato
per scoprire il Volto dell’Infinito
e profondi abissi dell’anima ha scandagliato
per ricevere dello Spirito il santo invito.
Ora i suoi occhi chiusi indicano all’Umanità
quanto grande è la Misericordia di Dio
che la vita e Risurrezione di Cristo è verità
per ridare all’uomo la dignità del Suo io.
La Sua Vita ha realizzato la Santità.
Possa Egli, quale santo Pastore
guidare tutto il fiume dell’Umanità
all’Infinito mare dell’Amore.

Al Papa Giovanni Paolo II


Oh quella carezza
che andava dritta al Cuore.

Oh quell’abbraccio
che donava vigore.

Oh quel bacio
che fugava il timore.

Oh quella stretta di mano
che asseriva Paternità.

Oh quel sorriso
che era piena carità.

Oh quelle parole di Fede
che annunciavano la Verità.

Oh quel passo benedetto
su terra straniera.

Oh quel Saluto Santo
ad ogni bandiera.

Oh quella voce
che era preghiera.

Oh quello sguardo volto
all’alba della nuova era.

Tu eri Apostolo itinerante
per lenire ogni dolore.
Tu eri il santo Pastore
che additava l’Amore.
A te venerato Papa
che possiedi la santità.
Vada la nostra lode
perché tu sia Luce
anche dal Cielo
al nostro cammino
verso l’Eternità.

 




L'UOMO

La foglia leggera
cade dall’albero
volteggia silenziosa, ma…
nell’aria non lascia disegno.
Il passero alla sera,
si lancia dal cielo, al ramo
senza lasciar segno.
L’onda del mare
rincorrendo la sorella minore
si dissolve veloce
cancellando ogni cosa.
Tante cose l’occhio vede
tra un palpito di ciglia;
vorrebbe fissare il visibile
ma come flash si disperde,
come fumo nell’etere.
Ogni visione par dileguarsi ma…
tra i gangli del cervello
va silenziosa a fissarsi.
Il bello e il brutto
si sommano nel segreto,
domano il ricordo lontano
sin dall’età del feto.
Così l’uomo inconsciamente
è quello scrigno di sapere
che lo porta a non temere,
ciò che vede e sente improvvisamente.

 

 



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POESIE DEL 2007

 

AL CALCIATORE

Atletico in ogni espressione.
Alto, bruno, statuario
pronto ad una nuova azione
con volto colmo di dolcezza
All’Italia spera di sua mano
offrire l’aspirata vittoria,
di ogni gara la bellezza.
Sul suo petto sono i cerchi del campionato
ma nel cuore nasconde un passione
che fin da fanciullo ha maturato:
dare conforto all’età avanzata
essere Araldo di questa Missione.

 



LA DONNA D'OGGI

Mamma
perché mi desideri
e non mi vuoi?

Mamma
perché mi sogni
ma non mi chiami?

Mamma
perché rincorri il tempo
e non trovi per me il tempo?

Mamma
perché ti affanni per tante cose
e non ami me che ti voglio amare?

Mamma
il tempo vola
io non ho ali, ma il cuore

Mamma Mamma
fammi ripetere queste parole
che vorrei senza fine:

Perché mamma
è la parola più bella
che io senza voce
so già dire al tuo cuore
che vuole Amore.





ATTENZIONE

Non correre
per distruggere
e calmare l’ansia.

Non correre
per raggiungere
difficili realtà.

Non correre
perché non puoi accorgerti
di tante beltà.

Una è la Verità.
Tu sei, se tuffi
il Tuo io in Dio

 

 

TU

Tu sei la risposta
ad ogni attesa.
Tu sei la Speranza
ad ogni ansia.
Tu sei la gioia
ad ogni dolore.
Tu dissolvi ogni timore
nell’angosciosa attesa.
Perché tergi ogni lacrima
quando sono nel terrore.
Perché sei Luce
nella notte degli affanni.
Perché spezzi ogni catena
che mi avvinghia con pena
Perché mi doni la Tua Pace
nel silenzio della sera
quando sul Tuo Cuore
mi rifugio in preghiera.

 

 

IL BAGNASCIUGA


Si disegnano sulla bianca sponda
orme di passi in cammino.
Ma l’onda corre, si rincorre
e cancella del mare la sua spuma.

Alla riva l’acqua talvolta affonda
crea solchi, gradini, rughe,
tempesta di piccole conchiglie
la sabbia, portata dall’onda.

Quel vai e vieni dell’acqua
affascina l’occhio perduto nell’infinito,
tocca l’orizzonte ma come l’onda
torna al bagnasciuga sicuro sito.

Raccoglie senza mani le conchiglie
quali tesoro del creato, le monda,
con la mente le stringe al cuore,
come collana di perle d’amore.

 


E' L'ALBA

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I primi raggi del sole
tingono il cielo di rosa
dardeggiano piccole nuvole.

Una rondine
lancia la sua piccola mole
rompendo l’aria afosa
e sempre più in alto sale.

L’occhio
abbraccia voluttuoso
la nuova luce radiosa,
mentre l’anima trasale
all’alba della luce

 



IL CAMPANILE

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Svetta nel cielo
solcato da nuvole,
il Campanile
della Bocca della Verità.
Guardi incantato
il suo merletto
sigillo di antichità,
allorché dalla cima
si libra una colomba
quale segno di libertà,
messaggio di bontà.
Serrata da cancelli
la Bocca rivela la Verità,
lancia il ricordo
di lontane età
e affida al Campanile
quelle note che
scrivono nel cielo
e rivelano ai cuori
il mistero dell’Eternità.
La Croce all’estremo
il desiderio della Divinità.

 

 

 

 

POESIE DEL 2008

 

ROMA DAL CIELO


Sole, che illumini la volta del cielo
e abbracci con i tuoi raggi l’Eterna
città di Roma antica e moderna,
ancor più di bellezza la vesti con il velo
di luce dei tuoi dardi infocati,
così che ruderi, torri e cupole
penetrano negli occhi incantati,
afferrano ogni sogno e lo donano alle nuvole,
in corsa veloce per la brezza estiva,
sorvolando tetti, terrazze, giardini.
Il cuore imprigiona Roma dal cielo
al mare, ai colli sotto i tuoi pini,
entra furtivo in un raggio e...
come prece lo posa ai piedi del Vittoriano,
sulla tomba di un soldato italiano
memore della patria difesa
allorché dai nemici l’Italia fu lesa.

 

 

REGISTRO DELLA VITA: RESOCONTO


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Ormai è giunta l’ora
di fare un resoconto:
dipanare il gomitolo della vita,
prima di toccare nuova dimora.
Quanto tempo è passato,
quante gioie, quanti dolori,
sconfitte, vittorie,
misere o importanti storie,
esperienze colme di veri valori.
Ho scoperto linearità di condotta,
unico proponimento
per un programma desiderato:
Concordia, l’altrui felicità
vivere per la verità.
Tutto, sempre ho scandagliato,
scrupolosamente osservato
forse con poca umiltà.
Tutto ho amato
ma alla gloria ho rinunciato.
Ritengo la vita un dono
non una partita di vincitori
ne dolorosamente vinti.
Unita a tutti ho desiderato
proiettare l’io all’Eternità
per la piena felicita.

 

POESIE DEL 2009

 

NEVE DI PRIMAVERA


Oh margherite, che imbiancate
ogni prato della città,
oh fiori di mandorlo,
che imbiancate strade e campi
dell'Italia, nostra terra.

Doni del cielo voi tesorizzate
sì che il cuore gioia serra
per questa neve di primavera,
ogni senso dell'uomo infiammate
perchè siete voce di nuova vita
e non ingannevole chimera.

Al cuore in tumulto donate attesa
per la nuova felicità
che la Pasqua arreca
per l'esaltazione ed il trionfo della Verità.

 

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della stessa Autrice:

- All'alba di una nuova vita

- Lettera aperta ai giovani - E' l'ora di sapere

 

- Lettera ai Genitori - "Un cuore scrive"

- Lettera aperta ai Genitori - "All'ombra del suo futuro"

 

- Lettera ai Genitori 2009


- Letterina di Natale


- Quando un simbolo oltraggiato fa riflettere - La Madonna spezzata


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