Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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I SANTI MAGI

 

"Essi provarono una grandissima gioia"

(Mt 2, 10)

 

PREFAZIONE

(1) Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: (2) "Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". (3) All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. (4) Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. (5) Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
(6)  E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.
(7) Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella (8) e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

(9) Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. (10) Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. (11) Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. (12) Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 2, 1 - 11)

 
Introduzione

Perfettissimi adoratori del neonato Messia, santi Magi, ottenete a noi tutti la grazia che, a vostra imitazione adoriamo sempre Gesù Cristo con viva fede quando entriamo nella sua casa, e gli offriamo continuamente l’Oro della carità, l’Incenso della orazione, la Mirra della penitenza, e non decliniamo giammai dalla strada della santità, ch’egli ci ha insegnato così bene col proprio esempio, prima ancora che colle proprie lezioni”.

Così recita un’antica preghiera ai Santi Magi. Al Mistero dell’Epifania di Gesù è dedicata la Comunità Pastorale a cui sono affidato e in cui sono chiamato a vivere il mio ministero sacerdotale.

Un affetto mi spinge a scrivere questo nuovo quaderno dedicato ai Santi Magi.

Essi primizia delle Genti sono per noi, popolo di Dio in Brugherio, il segno della gioia per l’incontro del Dio-con-noi, che essi prostrati adorarono a Betlemme.

Ecco allora questo piccolo contributo, per fat conoscere la presenza brughese dei Santi Magi: questa presenza susciti in ciascuno di noi la gioia contagiosa della fede.


Il culto dei Santi Magi

“A Colonia nella Lotaringia, in Germania, traslazione dei tre magi, che, sapienti di Oriente, vennero a Betlemme portando doni a contemplare nel Bambino il mistero della gloria dell’Unigenito”.
Così il Martyrologium Romanum riporta al 24 luglio, la celebrazione della traslazione delle reliquie dei tre Magi da Milano a Colonia in Germania.

Infatti fino al 1164 i corpi dei Santi Magi si trovavano conservati a Milano, portativi nel IV secolo, ed erano deposte nel Sepulcrum Trium Magorum, un mastodontico avello che si può ancora ammirare nella Basilica di Sant’Eustorgio.

Sepolcro dei Magi - Basilica di S. Eustorgio - Milano

La vicenda dalla quale prende rilievo la figura di Sant'Eustorgio, eletto nel 343 nono vescovo di Milano, di cui fu anche governatore, è un intreccio di leggenda, tradizione e storia.
Difatti arrivando alla Basilica di Sant’Eustorgio, bisogna guardare il campanile e qui si nota la curiosità. Sulla sua cima non c'è una croce, ma una stella a otto punte: la stella dei Magi, per indicare la presenza delle loro reliquie, oggetto da sempre della devozione dei fedeli.
La leggenda vuole che i Magi siano morti a Gerusalemme, dove erano tornati dopo la crocefissione di Gesù, per testimoniare la fede di cui si erano fatto banditori nei loro paesi.

La tradizione sostiene che le loro spoglie siano state trovate sepolte a Gerusalemme, e furono trasferite nella chiesa di S. Sofia a Costantinopoli. Nel 343 Costante, imperatore di Bisanzio, le donò a S. Eustorgio quando questi, eletto vescovo, si recò da lui per rimettere nelle sue mani il mandato di governatore di Milano da lui ricevuto. Il vescovo Eustorgio le trasportò, assieme al pesante sarcofago nel quale erano state riposte, usando un carro trainato da buoi. Dopo un lungo e avventuroso viaggio, giunse all'ingresso nella città di Milano, da Porta Ticinese, dove il carro sprofondò nel fango e non fu possibile rimuoverlo. L'incidente fu interpretato da S. Eustorgio come un segno divino, e per questo fece erigere la prima basilica nella quale custodire le reliquie dei Magi.
In seguito alla distruzione di Milano, Rainaldo di Dassel (vescovo e cancelliere dell’impero di Federico il Barbarossa) volle condurre in Germania i resti dei Magi come il più prezioso bottino, trasferendoli nella cattedrale di Colonia con grande solennità; di conseguenza il culto dei Magi ebbe larga diffusione nei paesi tedeschi.

Urna dei resti dei Santi Magi - Colonia

Nel 1247 il papa Innocenzo IV concesse l’indulgenza per i pellegrini che si recavano a Colonia, presso la cattedrale gotica in cui si venerano le reliquie dei Santi Magi, racchiuse in una meravigliosa arca d’oro, capolavoro di oreficeria del XII sececolo; nella stessa città il 24 luglio si festeggia solennemente la traslazione dei loro corpi da Milano.
Il culto dei Re Magi si sviluppò anche in molte località disseminate lungo l’itinerario seguito per il trasporto delle reliquie da Milano a Colonia, testimoniandone così il passaggio o la sosta.

Una delle zone in cui la devozione dei Magi ha avuto un grande seguito popolare è quella di Busto Arsizio, borgo in cui “ex immemorabili tempora” con processioni solenni si festeggiavano i Santi Magi nei tre giorni precedenti l’Epifania. I documenti tardomedioevali di Busto Arsizio attestano l’esistenza di una Porta dei Magi col ponte omonimo, a cui si aggiunse, nel 1543, una cappella dedicata ai Tre Re fondata nella chiesa di S. Giovanni Battista.
Pertanto si ha motivo di ritenere che la traslazione delle reliquie abbia interessato Busto Arsizio e i dintorni, dove Rainaldo di Dassel potrebbe aver fatto sosta, due giorni dopo la sua nomina a feudatario di queste terre. In particolare, in epoca moderna, la festa dei Re Magi veniva celebrata nei giorni 3, 4 e 5 gennaio in numerosi paesi della pieve dairaghese.

Nel 1903 il card. Andrea Carlo Ferrari ottenne di riportare a Milano, da Colonia, alcune piccole reliquie dei Magi, frammenti delle quali giunsero anche a Dairago, come attesta l’autentica del 1938 conservata nel locale Archivio Plebano.

Ma la storia non finisce così, noi lo sappiamo bene! Da secoli il popolo brughese dice: vado “a basaa i umitt”. Perché?
Quando il Federico Barbarossa rase al suolo Milano e, tolti i corpi dei Magi dall’enorme sepolcro marmoreo in cui erano conservati, li trasferì il 23 luglio 1164 a Colonia, ma non sapeva che vi erano alcune reliquie dei Magi che, fortunatamente rimasero in Italia e precisamente nella città di  Brugherio, poco fuori Milano.

Perché? Sant’ Ambrogio, eletto vescovo di Milano nel 374, donò alcune reliquie (tre falangi) dei Magi alla cappella del monastero dove viveva la sorella Marcellina.
Detto cenobio era situato nel territorio di Brugherio, come si legge nel Martirologio Ambrosiano: “(Marcellina) dimorava in un vecchio convento di Vergini presso Brugherio”.

In origine era una villa di proprietà dei santi fratelli Satiro, Ambrogio e Marcellina, parte della quale venne trasformata in convento per la sorella Marcellina ed altre vergini consacrate. Un luogo di preghiera e rifugio dalle fatiche pastorali per lo stesso vescovo S. Ambrogio.
Successivamente il monastero fu chiuso e la villa trasformata in cascina agricola, denominata, cascina Santambrogio, di proprietà della famiglia Aurelia-Simmaco. Con il passare degli anni, la villa cambiò di proprietà, il piccolo convento fu chiuso, e la chiesina venne dedicata a Sant’Ambrogio.

Nel 1613, il Cardinale Federico Borromeo dispose che le reliquie dei Santi Magi venissero solennemente trasportate dalla chiesa in cascina a una sede più consona: la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.
Ancora oggi si trovano in questa Chiesa, custodite in un reliquiario d'argento (XVIII secolo), rappresentante le figure dei Magi (gli “umitt”).
Questa presenza e il Mistero a cui essa rimanda ha dato il nome alla nuova realtà ecclesiale in Brugherio: la Comunità Pastorale dell’Epifania di Gesù.

Reliquiario della chiesa di S. Bartolomeo - Brugherio

Concludiamo con un’antica preghiera ai Santi Magi che così recita:

“Fortunate primizie del Gentilesimo, santi Magi, ottenete a noi tutti la grazia di seguir fedelmente le divine ispirazioni, come voi foste pronti a seguire gli inviti della stella miracolosa che vi precedette in tutto il vostro cammino.
Veri modelli di cristiano coraggio, santi Magi, ottenete a noi tutti la grazia di non essere mai atterriti dagli ostacoli che s’incontrano nella via della salute come voi non vi sgomentaste né per la lunghezza del viaggio, né pel nascondimento della stella, né per il turbamento di Gerusalemme all’annuncio della nascita del Re de’ Giudei, che voi cercavate per adorarlo sinceramente.
Perfettissimi adoratori del neonato Messia, santi Magi, ottenete a noi tutti la grazia che, a vostra imitazione adoriamo sempre Gesù Cristo con viva fede quando entriamo nella sua casa, e gli offriamo continuamente l’Oro della carità, l’Incenso della orazione, la Mirra della penitenza, e non decliniamo giammai dalla strada della santità, ch’egli ci ha insegnato così bene col proprio esempio, prima ancora che colle proprie lezioni. Amen”.


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Cascina di Sant’Ambrogio e la sua Chiesa

Facciata della chiesa e colonna della stella
in Cascina Sant’Ambrogio – Brugherio (MB)

La Cascina di Sant’Ambrogio è la più antica del comune, risale al IV secolo e si trova sull’antica strada dei carri, poco distante dalla strada romana militare che portava da Milano all’Oriente. Questo luogo vanta ricordi di Sant’Ambrogio e di sua sorella Santa Marcellina. A far da testimonianza tra le relazioni dei due illustri personaggi con questa terra, sono l’antica villa ed un prezioso reliquiario oggi conservato nella chiesa parrocchiale di Brugherio.
Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, l’aveva comprata a scopo di villeggiatura estiva com’era in uso presso i romani. Alla sua morte lasciò tutti i suoi beni alla Chiesa di Milano e in usufrutto alla sorella Marcellina che vi condusse vita monastica insieme ad altre compagne, custodendo e venerando le reliquie dei tre Santi Magi.

S. Ambrogio - Cascina S. Ambrogio - Brugherio

S. Ambrogio - Parrocchia di S. Bartolomeo in
Brugherio

Le prime notizie scritte relative a tale luogo si hanno tuttavia a partire dal X secolo. Solo dopo il Mille infatti, documenti d’archivio provano la presenza delle monache benedettine che, ampliata l’antica casa di Santa Marcellina, fondarono un vero monastero a fianco del quale costruirono la chiesa oggi esistente. Dunque, l’antico oratorio non era l’attuale chiesetta dedicata a Sant’Ambrogio, ma una più piccola stanza incorporata nella parte più antica del caseggiato. In questa zona si registrava l’esistenza di un armadietto-reliquiario con le pareti affrescate raffiguranti l’Adorazione dei Magi, destinato a contenere le sante reliquie che, nel 1613, furono trasferite nella chiesa parrocchiale per disposizione dell’allora vescovo Federico Borromeo. Con la soppressione napoleonica del monastero, il complesso di edifici divenne dimora signorile e poi abitazione colonica; gli affreschi che ornavano l’antico oratorio furono scrostati e le pareti intonacate a migliore e più sicuro governo dei bachi da seta.
La facciata dell’attuale chiesa è in laterizio in stile romanico lombardo; due monofore a tutto sesto stanno ai lati del portale di granito. Per architrave è stato usato quello antichissimo e di sommo pregio archeologico della facciata originaria, su cui compaiono in bassorilievo il Leone e l’Aquila, simboli degli Evangelisti Marco e Giovanni, e al centro, una Croce greca che prova l’antichità della chiesa.
L’interno è a navata unica con la volta a capanna sostenuta da capriate lignee aventi orditure decorate. Un arco a tutto sesto precede l’altare e due Angeli oranti sono affrescati sul timpano superiore, dove compare anche la Croce raggiata Salus Mundi. La volta del presbiterio è a spicchi azzurri stellati e costole di mattoni, sovrasta un altare in pietra su cui compare una copia della preziosa pala quattrocentesca raffigurante Cristo, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. L’opera originale è custodita dalla famiglia Dubini, proprietari del complesso dal 1903.

Santi Magi- Parrocchia di S. Bartolomeo in Brugherio

Santi Magi - Parrocchia di S. Bartolomeo in Brugherio


Nel mezzo della tavola campeggia il Cristo che indossa il manto rosso della Regalità, tiene nella mano sinistra la Croce astile come trofeo della vittoria e con la destra indica il Costato. Alla sua destra è Sant’Ambrogio, e alla sinistra Sant’Agostino che reca un cuore, prova che in da quei tempi fosse conosciuta la devozione al Cuore di Gesù. Al di sopra della pala ci sono sei formelle con decorazioni gotiche raffiguranti San Luca, San Giovanni, Dio, la Colomba e i Santi Apostoli Pietro e Paolo. In questa pala è evidente che la concezione e la formazione dell’artista siano legate al gotico, si pensa dunque ad un autore di provenienza nordica e non di origine lombarda.
Più aderenti alle formule lombarde sono invece gli affreschi ricomparsi sulle pareti laterali durante una campagna di restauro eseguita all’inizio del Novecento. Sulla destra è rappresentata l’illustre fraterna dei tre Ambrosii: Marcellina, Ambrogio e Satiro; la Santa in aspetto ieratico regge con la mano destra dei fiori; il vescovo imberbe, in manto e mitria, benedice con una mano e si appoggia con l’altra al pastorale e San Satiro è caratterizzato da un’espressione vagamente bizantineggiante.
A sinistra compaiono San Sebastiano alla colonna e il Papa Fabiano martire benedicente. Come accennato, queste pitture rappresentano una testimonianza significativa, seppure frammentaria, della grande stagione della decorazione murale che tra il XIV e il XV secolo interessò le chiese rurali della campagna milanese e brianzola. Nonostante una certa rigidità di impianto e alcune ingenuità nella rappresentazione anatomica delle figure, tali affreschi rivelano apprezzabili tentativi di resa espressiva nei volti e la ricerca di delicati effetti cromatici. (by Vicky Porfidio)

 

QUADERNO 80 -
A cura di Don Damiano Marco Grenci
11 novembre 2009

 

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Fonti e bibliografia

 

- AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
- C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
- Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2009
- Sito web www.comune.brugherio.mb.it, testi di Vicky Porfidio
- Sito web www.monzaebrianzainrete.it
- Sito web www.cascinasantambrogio.com
- Sito web www.santeustorgio.it


 

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- Siti personali di Don Damiano Grenci:

http://xoomer.alice.it/damiano.grenci/Home.html

 

http://www.preguntasantoral.es/?p=3177

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