Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori. Nello specifico, i testi sono stati realizzati da Massimo Melli, mentre le foto sono state fornite da Cartantica che ha curato anche la grafica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."


******

LA BATTAGLIA DI CANDIA (CRETA) 1645 - 1669

 

Mappa di Candia *

 

 

ANTEFATTO

Nel secolare confronto fra il mondo cristiano e quello islamico, alcuni episodi sono molto conosciuti, come ad esempio la Battaglia di Lepanto (7 Ottobre 1571) o l'eroica resistenza di Malta al lungo assedio ottomano (maggio-settembre 1565), ma molti altri episodi altrettanto eroici e violenti, non sono ugualmente noti presso il grande pubblico, come ad esempio l'episodio di cui mi accingo a scrivere.

 

Candia (o Creta) nel XVI secolo aveva in verità perso un pò della sua importanza strategica, ma era ancora una valida base di Venezia che l'aveva occupata alcuni secoli prima.
Quest'isola era tutto ciò che le rimaneva nell'Egeo a causa della continua lotta con i Turchi che le avevano sottratto moltre altre isole e basi navali, molto importanti soprattutto per il commercio.
Nel 1644 un grave incidente minacciò la pace tra Venezia ed Istanbul.
Un convoglio turco con a bordo alti esponenti politici, alcune concubine del Sultano ed uno dei suoi tanti figli, fu assalito da navi dell'Ordine di Malta che, dopo uno scontro sanguinoso, catturarono alcune navi, fra cui il grosso galeone che trasportava le personalità turche ed anche notevoli quantità di oro e di gioielli.
Preso a rimorchio il galeone, una furibonda tempesta costrinse le navi a riparare a Candia, avendo ottenuto il consenso di ospitalità da parte dei Veneziani.
Questa ospitalità concessa ai pirati maltesi irritò il Sultano IBRAHIM che protestò vivamente contro Venezia.

Mentre era in corso questa vertenza, si verificò un altro incidente: i galeotti cristiani di una nave turca si erano ammutinati e dopo essersi impadroniti della nave, si erano rifugiati a Candia, trovandovi asilo ed ospitalità.

Tutti questi contrasti convinsero il Sultano della necessità di dare una risposta forte e cioè di dichiarare guerra a Venezia e conquistare l'isola di Candia.
Per trarre in inganno le spie veneziane, il governo turco annunciò ufficialmente che la flotta turca intendeva attaccare Malta, rassicurando così Venezia che non avrebbe avuto motivo di inviare rinforzi a Candia. E questo era un momento propizio per iniziare una guerra di conquista, in quanto in campo cristiano regnava un'estrema confusione.
Infatti tutta l'Europa era sconvolta da una guerra terribile (LA GUERRA DEI TRENTANNI 1618-1648), l'Inghilterra era lacerata dalla guerra civile che portò al potere Olivier Cromwell ed in Francia andavano già maturando le premesse della prima Fronda (1648-1649).

Il Sultano al corrente di tutto ciò, ordinò alla flotta di salpare nel giugno 1645 e conquistare l'isola di Candia. La flotta era al comando di JUSSUF PASCIA', il quale, ricevuti rinforzi dai pirati barbareschi, potè schierare un'imponente flotta composta da centinaia di navi - fra cui 80 galere -e trasportare decine di migliaia di soldati. Il 22 giugno 1645 le truppe turche, di sorpresa, sbarcarono sull'isoletta di San Teodoro, non molto distante dall'importante centro di La Canea.
Il piccolo forte difeso da 50 soldati resistette valorosamente, ma nulla potè contro l'assalto di migliaia di turchi che la conquistarono, trucidando tutti i soldati ed il loro comandante BIAGIO GIULIANI.

 

Conquistata questa guarnigione, i Turchi, il 1° Luglio cominciarono a cannoneggiare ed assalire furiosamente l'importante città di La Canea, i cui difensori erano guidati dal conte FENAROLI.

Dopo una disperata resistenza, durata circa 60 giorni, constatata l'impossibilità di continuare in quel modo, il Fenaroli accettò le condizioni di resa avanzate dagli assalitori ed i Veneziani poterono lasciare la città indisturbati ed imbarcarsi, senza incidenti.

Conquistata La Canea, l'esercito turco si mise in marcia in direzione della città di Candia, capitale dell'isola, con l'obiettivo di conquistarla in breve tempo.

Mentre sull'isola accadeva tutto questo, da Venezia fu fatta salpare una flotta in direzione di Candia, al comando di GIROLAMO MOROSINI, a cui si unirono navi del Papa e dei Cavalieri di Malta.
Tale flotta, denominata "Sacra Lega" fu posta dal Papa Innocenzo X al comando di NICCOLO' LUDOVISI.

Papa Innocenzo X *

 

Mentre la flotta veleggiava verso Candia, giunse la notizia della caduta di La Canea che provocò fra i capi cristiani un vero sgomento. Il Ludovisi, che mancava di determinazione, prese la decisione di non dirigersi verso la destinazione stabilita, ma proseguì verso il porto di Suda. Da qui tentò per ben tre volte di attaccare La Canea, ma a causa del maltempo, tutti e tre i tentativi fallirono.
Nel frattempo, via terra, erano giunti a Suda circa 20.000 turchi, i quali diedero inizio alla costruzione di fortificazioni, piazzando numerosi cannoni sulle alture dominanti la rada ed iniziando un forte bombardamento sulla città, sul porto e contro le navi alla fonda.

Il nuovo capo della flotta veneta l'ammiraglio CAPELLO, fece sbarcare i soldati imbarcati sulle navi nel tentativo di respingere le forze neniche che assediavano Suda e, mentre la fanteria era impegnata contro l'esercito turco, salpò con la flotta in direzione del porto di Canea, riuscendo a forzarlo, procedendo speditamente verso la flotta nemica in rada.
I Turchi reagirono scagliando sui cristiani un uragano di fuoco che impedì loro di procedere ulteriormente e che li costrinse al ritiro.
Come se non bastasse questo insuccesso, sulle navi veneziane si sviluppò la peste, così virulenta che in pochi giorni causò oltre 100 morti tra i marinai e indusse alcune squadre navali ausiliarie a ritornare ai lidi di partenza.

Mentre tutto ciò avveniva, i Turchi erano ovunque all'offensiva e, consolidata l'occupazione dell'importante base di La Canea e delle zone circostanti, il 20 Ottobre 1646, conquistarono la base fortificata di Retymno, minacciando la base di Suda e stringendola in una stretta mortale.
Il 1646 si chiuse in modo drammatico per le forze veneziane. Il nuovo anno si aprì col richiamo del Generale Capello a Venezia dove fu accusato di codardia nei confronti del nemico e rinchiuso nelle carceri dei Piombi, ove morì prima dell'inizio del processo.

Al suo posto fu nominato il Generale GRIMANI, il quale nel luglio 1647, con tre squadre navali attaccò l'isola di Scio arrecando notevoli danni agli ottomani.

L'anno succesivo (1648), si aprì con una tragedia che colpì la flotta di Venezia: Il 17 Marzo, uscito il Grimani in crociera con l'intera flotta contro i rifornimenti turchi, ancora a causa di una terribile tempesta, presso l'isola di Ipsara, molte navi affondarono causando la morte di oltre 2000 marinai e dello stesso Grimani, inghiottito dai flutti mentre tentava di salvare la propria nave.

 

Egli fu sostituito dall'Ammiraglio LUIGI MOCENIGO che già dirigeva la resistenza dei Veneziani contro i Turchi a Candia.
Per mesi e mesi continuarono gli scontri per la conquista della capitale, ma il 9 luglio 1651, la flotta veneta sconfisse quella turca a Nasso, causandole la perdita di numerose navi.
Nonostante questa vittoria, a Candia la guerra continuava dura e sanguinosa in quanto la Repubblica di Venezia non era in grado di inviare sufficienti rinforzi agli assediati.

Nel giugno 1656, il nuovo comandante della flotta LORENZO MARCELLO, volle intraprendere un'azione temeraria: forzare i Dardanelli da dove uscivano le navi turche per rifornire le loro truppe ed impedire loro di uscire dallo stretto.
Ne conseguì una battaglia sanguinosissima durante la quale perì lo stesso ammiraglio ma che fu vinta dai Veneziani che inflissero ai Turchi una sconfitta memorabile, la più grande vittoria di Venezia in tutta la guerra.
La notizia della clamorosa vittoria si diffuse in tutta Europa, generando ondate di entusiasmo fra le popolazioni e facendo partire centinaia di cavalieri in aiuto dei Veneziani
A sostituire l'ammiraglio Marcello a capo della flotta fu nominato LAZZARO MOCENIGO.

Lazzaro Mocenigo *

 

Nel giugno 1667 la flotta veneta si schierò di nuovo davanti ai Dardanelli per cercare di ripetere l'impresa dell'anno precedente. Issando lo stendardo pontificio, il Mocenigo decise di avanzare nel canale, attraversare il Mar di Marmora ed entrare nel Bosforo con lo scopo di costringere il Sultano alla resa. Una strategia forse un pò troppo velleitaria.

Il 17 luglio, i Turchi reagirono all'affronto opponendosi ai cristiani, dando inizio ad una durissima battaglia che fu vinta dai Veneziani i quali, però, non paghi del risultato fin qui conseguito, vollero strafare, risalendo di nuovo e di notte lo stretto, per finire le navi nemiche danneggiate.
I Turchi però li aspettavano: lampi, fiamme, tuoni furono lo scenario del nuovo scontro navale durante il quale la nave del Mocenigo, centrata in pieno da una cannonata turca, saltò in aria causando la morte dell'intero equipaggio (circa 800 uomini) e dello stesso Ammiraglio
La morte di Mocenigo avvilì molto gli equipaggi delle altre navi, a tal punto che presero la decisione di ritirarsi, inseguiti dal tiro dei cannoni turchi.
Con questa sconfitta ai Dardanelli, ebbe termine la campagna del 1657 e per molto tempo la flotta veneziana non fu in grado di effettuare azioni importanti.

 

Il sostituto di Mocenigo fu FRANCESCO MOROSINI.
Verso la fine del 1659, Luigi XIV, re di Francia, decise di inviare 4000 soldati in aiuto di Candia, dove nel frattempo continuavano feroci gli scontri terrestri.
Morosini, con la flotta, minacciò talmente La Canea che il comandante dei Turchi prese la decisione di togliere, segretamente, dei soldati dall'assedio di Candia e di inviarli in aiuto della guarigione de La Canea Accortosi il Morosini della manovra, astutamente abbandonò l'assedio a La Canea, facendo convergere la flotta verso Candia con l'intento di rompere l'assedio.

Il 17 settembre 1660 sbarcò le truppe vicino Candia, ordinando l'attacco contro gli assedianti che, presi di sorpresa, fuggirono disordinatamente. Il piano si stava realizzando, quando il capo delle truppe cristiane, il francese DE GRINONVILLE, anzichè inseguire il nemico per finirlo, permise ai soldati di catturare l'enorme bottino lasciato dai Turchi.

Accortisi di ciò, gli Ottomani diedero vita ad una controffensiva che sbaragliò le truppe cristiane che, cariche di bottino, non poterono difendersi adeguatamente.
La gloriosa vittoria si era trasformata in una vergognosa sconfitta.

Francesco Morosini *

 

Dopo questo evento, la guerra per gli anni seguenti cadde in una sorta di stallo tra l'assedio turco che non riusciva a conquistare la città di Candia e la flotta veneziana che era in grado di sconfiggere in piccole battaglie i Turchi, ma non in modo definitivo.

Nel 1669, la Francia inviò di nuovo un forte contingente militare in aiuto dei Veneziani (quasi 10.000 soldati), al comando del duca DE BEAFOR, che vi giunse il 19 giugno.

Alcuni giorni dopo, contro la volontà del Morosini, i francesi uscirono alle mura con migliaia di uomini,. agli ordini del Gen. DE NOVAILLES, dando inizio all'attacco.
Ne conseguì una feroce battaglia durante la quale lo scoppio di alcune mine produsse il panico fra i francesi che, convinti di essere incappati in un campo minato, diedero inizio ad una fuga precipitosa, inseguiti da orde di Turchi bramosi di sangue.
Alla fine, più di 600 teste di francesi furono issate sulle picche e mostrate alla guarnigione ed ai cittadini di Candia che ne rimasero sconvolti ed impauriti.
Questa sconfitta umiliò talmente i francesi sopravvissuti che decisero, tra l'indignazione del morosini e della popolazione, di ritornare in Francia.

Francesco di Borbone-Vendôme,
duca di Beaufort *

 

I Turchi, notando questa partenza, cominciarono un cannoneggiamento ininterrotto sulla città e una serie di assalti che stremarono i difensori, i quali compresero che per loro, ormai, non vi era più speranza.
Il 6 settembre 1669, intuendo di non poter resistere oltre, il Morosini chiese al gran Visir Köprülü delle onorevoli condizioni di resa, al finedi evitare il massacro totale dei soldati e dei civili.
La resa, ivi compreso il Trattato di Pace con Venezia, fu firmata lo stesso 6 settembre.

La città di Candia e tutta l'isola caddero così in mano turca dopo 25 anni di guerra. Ma a che prezzo! La vittoria fu pagata dai vincitori con circa 100.000 morti e dai Veneziani ed alleati con più di 31.000 morti!.

La guerra per Candia era conclusa.




******

 

Foto da:

* Mappa di Candia da http://www.raremaps.com/gallery/detail/21033
* Morosini - http://catalogo.museogalileo.it/biografia/FrancescoMorosini.html

* Lazzaro Mocenigo da https://it.wikipedia.org/wiki/Lazzaro_Mocenigo

* Papa Innocenzo Xhttp://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda.jsp?id=81799&apply=true&titolo=Algardi
+Alessandro+%2C+Ritratto+di+papa+Innocenzo+X&tipo_scheda=OA&decorator=layout_S2

* Francesco di Borbone-Vendôme, duca di Beaufort da https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_di_Borbone-Vend%C3%B4me_%281616-1669%29

 

 

dello stesso Autore:

Breve Trattato sull'Inferno


Breve Trattato sul Purgatorio


Breve Trattato sul Paradiso

 

Brevi considerazioni sul Limbo

Cagliostro

Eresie: Nestorio, Eutiche e Pelagio


Frà Dolcino e gli Apostolici


Giordano Bruno

 

Girolamo Savonarola


I Catari


Il Grande Scisma d'Occidente

 

Il Sacco di Roma


I Re Magi


I Templari


L'Arianesimo

 

L'Assedio di Malta

L'Assedio di Vienna

La Battaglia di Lepanto


La Breccia di Porta Pia

La Guerra dei 100 anni

 

La Peste Nera

La Prima Crociata

La Quarta Crociata

La Repubblica Romana

 

La Riforma Protestante

La Strage di San Bartolomeo

Lo Scisma Anglicano

 

Lo Scisma d'Oriente

Un eresiarca risoluto: Giovanni Calvino

Ciao a Tutti | Contattami | Nota Legale | Ringraziamenti |©2000-2016 Cartantica.it