Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

SANTI FONDATORI

 

Come ha scritto Chiara Lubich, la fondatrice dell'Opera di Maria, meglio conosciuta come Focolarini, nel suo libro "Essere tua Parola" :

"Gli ordini religiosi tutti insieme cosa formano? Se li avessimo tutti formerebbero il Vangelo. Se li avessimo tutti, pensando alla Parola di vita che è stato il loro Fondatore, sarebbero la Parola incarnata e messe insieme tutte queste Parole formano un Vangelo vivo".

E ancora:

Ogni fondatore ha ordinato in Famiglie i propri seguaci con le leggi eterne del Vangelo, sentite risuonare con novella e attuale forza dello Spirito Santo nel suo spirito. Questi Ordini e spiritualità si mantengono se vanno alla fonte donde hanno vita: Dio, il Vangelo intero, Gesù nell'espressione più completa di sè...".

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SAN DOMENICO - Fondatore dell’Ordine Domenicano

Nato in Spagna da una nobile famiglia nel 1170, frequentò la scuola superiore di Palencia, dedicandosi alle arti liberali e agli studi teologici. In quel periodo scoprì lo stato di povertà in cui viveva la gente del suo tempo, causato dalle frequenti carestie e dalle guerre, rimanendo talmente sconvolto dal fatto che per lo più la gente non ne teneva alcun conto che, venduti i suoi pochi averi, creò un fondo a favore degli emarginati. Conclusi gli studi e sentendosi chiamato da Dio, si consacrò a Lui entrando tra i canonici regolari e nel 1203 venne incaricato di seguire in Danimarca il vescovo di Osma, designato dal re di Castiglia, Alfonso VIII, per dirimere una controversia diplomatica. Insieme visitarono le comunità cristiane della Francia e di altre nazioni nordiche, maturando l’idea di diventare missionari pee evangelizzare altre nazioni pagane. Tornando da un secondo viaggio, deviarono per Roma per chiedere al Pontefice di poter partire per realizzare questo loro sogno, ma egli consigliò loro di dedicarsi alla predicazione in alcune zone della Francia. Domenico accettò favorevolmente il consiglio del Papa e si dedicò con tutte le sue forze e la sua anima a questa missione che continuò anche dopo la morte di Diego avvenuta nel 1207, fino al 1215; successivamente il Vescovo di Tolosa lo nominò ufficialmente predicatore. Questa esperienza e la presenza assidua di alcuni adepti che si erano radunati intorno a lui, lo convinse a sottoporre al Papa Innocenzo III – che incontrò al Concilio Lateranense IV, nel 1215 – il suo progetto di creare un nuovo Ordine che attraverso la predicazione conducesse alla salvezza delle anime, dedicato quindi proprio alla Predicazione, l’Ordine dei Frati Predicatori, che venne poi approvato, nell’anno successivo, dal nuovo Pontefice Onorio III.
Il giorno della Festa dell’Assunzione di Maria, a cui San Domenico era molto devoto e che, come si racconta, gli aveva consegnato il Santo rosario, con l’esortazione di recitarlo, san Domenico diede inizio all’opera di predicazione, inviando sacerdoti in Parigi e a Bologna, importanti centri del sapere contemporaneo; in questa città presiederà a due Capitolo Generali in cui verranno stabilite le Regole del nuovo Ordine, basato sulla predicazione, la povertà, lo studio, la vita comunitaria. Quasi subito, nel 1221, morirà tra i suoi frati ed il suo corpo verrà sepolto in Bologna in un fastoso sacello di marmo a cui accorrono numerosi i fedeli che da lui riceveranno miracoli e grazie. I Bolognesi lo definiscono Patrono della città. Verrà canonizzato nel 1234 da Papa Gregorio IX.


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SAN GIOVANNI LEONARDI – Fondatore dell’Ordine della Madre di Dio


Giovanni Leonardi nasce da una modesta famiglia dei dintorni di Lucca nel 1541 e inizia gli studi per diventare farmacista, ma la frequentazione con i ‘Colombini’, un’associazione domenicana di giovani laici, gli farà maturare l’idea di dedicarsi agli studi teologici e successivamente, nel 1572, al sacerdozio. Appassionato dell’insegnamento religioso, fonderà la ‘Compagnia della dottrina cristiana’ e nel 1574, una famiglia religiosa chiamata poi dei ‘Chierici Regolari della Madre di Dio’. Dedicatosi completamente al problema della rifoma cattolica, avrà nemici negli ambienti protestanti e negli ambienti cattolici più conservatori, tanto che verrà allontanato da Lucca, ma verrà poi chiamato a Roma dal Papa Clemente VIII per contribuire alla riforma delle congregazioni religiose e dei monasteri. Agli inizi del 1600 i Chierici – che verranno chiamati Leonardini - apriranno una casa a Roma, mentre nel 1603, San Giovanni Leonardi assieme a Giovanni Vives creerà il collegio Urbano di Propaganda Fide. Il santo morirà l’8 ottobre 1609 a Roma e verrà beatificato nel 1861 e proclamato santo nel 1938 da Pio XI.


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SAN JOSE' MARIA ESCRIVA' DE BALAGUER – Fondatore dell’Opus Dei


Josemaría Escrivá, nacque a Barbastro in Spagna nel 1902 da una famiglia molto religiosa. Sentì presto, anche se ancora non ben definita, la chiamata del Signore e si dedicò agli studi religiosi per diventare sacerdote, prima a Logrono e poi a Saragozza, dedicandosi anche agli studi di diritto. Divenne sacerdote nel marzo del 1925 e cominciò a vivere il suo ministero sacerdote in un piccolo paese finchè nel 1927 si trasferì a Madrid per conseguire la laurea in diritto. Proprio a Madrid, nel 1928 ebbe l’illuminazione che gli fece vedere la sua “Opera” e fondò l’Opus Dei, impegnando tuttavia il suo impegno pastorale a favore dei malati e dei poveri della città. tempotutte le sue forze per la sua completa
Quando scoppiò la guerra civile (1936), che mise a repentaglio la vita dei consacrati e dei cattolici in genere, pur dovendo fuggire dalla città esercitò lo stesso il suo ministero in clandestinità, finchè, lasciata Madrid, attraversando a piedi i Pirenei, si fermò a Burgos. A guerra conclusa tornò a Madrid dove concluse i suoi studi dirittto e da cui poi partì alla volta di Roma dove si stabilì definitivamente nel 1946 e dove fu impegnato in importanti incarichi, seguendo anche il Concilio Vaticano II. Per diffondere l’attività della sua Opera fece vari viaggi in Europa, in Sud America, in Spagna, radunando sempre intorno a sé folle numerose. Concluse a Roma la sua vita terrena nel 1975, subito beatificato e proclamato Santo da Papa Giovanni Paolo II.


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SAN PAOLO DELLA CROCE – Fondatore dell’Ordine dei Passionisti


Nato nel 1694 ad Ovada, in provincia di Alessandria e dopo aver aiutato il padre nel suo lavoro, decide di dedicarsi a Dio. La sua principale ambizione è quella di creare un nuovo Ordine religioso, ma preferisce dapprima ritirarsi in solitudine e dopo aver sperimentato l'eremitaggio, avrà più chiara l'idea di una nuova Congregazione. Nel 1725 il papa Benedetto XIII lo autorizzerà a raccogliere intorno a sè degli adepti, primo dei quali sarà suo fratello Giovanni Battista e lo ordinerà sacerdote nel 1727. Fonderà dunque l'Ordine dei Chierici Scalzi della Santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, che avrà come prerogativa quella di annunciare a tutti il il Vangelo della Passione e Morte di Cristo, mistero sempre nuovo. I chierici vivranno in comunità, dedicandosi agli studi in spirito di fede e di carità.
Con il fratello, Paolo si ritira a vivere in eremitaggio sul Monte Argentario dove arriveranno i primi Passionisti (come verranno poi chiamati) che si dedicheranno con ardore a combattere l'ignoranza e la mancanza di fede, seguendo le regole del loro fondatore, impegnato alacremente in predicazioni (fu a Roma nel 1750 per il Giubileo) e nella stesura di un numero enorme di lettere, di cui molte sono giunte sino a noi e del piccolo trattato de la "Morte Mistica". Nel 1768 avrà una mistica esperienza di stigmatizzazione del tutto particolare: gli resteranno impressi nel cuore, fisicamente, gli strumenti della Passione di Cristo e qualche temèpo dopo verrà abbracciato dal Crocifisso.
Nell'anno successivo, Papa Clemente XiV, approverà definitivamente le Regole e la Congregazione.
Poco prima della morte, che avverrà a Roma nel 1775, Paolo scrive il "Testamento spirituale" in cui sottolinea l'atteggiamento da mantenere nella cura della Congregazione, l'impegno e la carità da cui i Chierici debbono essere animati e che debbono riversare su tutti, soprattutto sulla Chiesa.
La sua opera di evangelizzazione darà vita a molte missioni in tutto il mondo (22 province religiose), a monasteri di clausura, a istituti di vita attiva ed ad un Istituto Secolare che si trova in Italia, nonché al Movimento Passionista (MLP), che nel tempo ha prodotto vari santi, tra cui si ricordano santa Gemma Galgani. e le venerabili Lucia Burlini e Edvige Carboni.

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DON ORIONE - Fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza


San Luigi Orione nacque in provincia di Alessandria nel 1872 e a 13 anni iniziò i suoi studi presso i Francescani di Voghera ma, a causa di una malattia che lo portò quasi alla morte, ritornò a casa. Guarito definitivamente, entrò nell’Oratorio di Valdocco quand’era ancora in vita Don Bosco, rimanendovi 3 anni ed entrando poi nel Seminario di Tortona. Nel 1892 inizierà il suo lavoro di educatore, raccogliendo attorno a sé ragazzi di ogni ceto, a cui donerà momenti di gioco e di catechismo. Nel 1892 inaugurerà l’Oratorio di San Luigi, nel 1893 aprirà il primo collegio che ben presto verrà poi trasferito in un fabbricato più grande, mentre nell’anno successivo realizzerà varie Case per studenti. Nel 1895 verrà ordinato sacerdote.
Negli anni a seguire egli fonderà un numero notevole di case, di istituti, Collegi, Colonie Agricole, una tipografia ed inizierà la pubblicazione de “L’Opera della Divina Provvidenza". Avvverrà inoltre la vestizione dei primi Eremiti della Divina Provvidenza e nel 1903 avrà l’approvazione del Vescovo diocesano di Tortona per la sua Piccola Opera, mentre nell’anno seguente avverrà il definitivo trasferimento della Casa Madre a Tortona.
A Don Orione verrà inoltre affidata la cura della Chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri, in Vaticano, e nel 1908, su richiesta di Papa Pio X, Don Orione darà vita ad alcune fondazioni nel quartiere Appio in Roma. A seguito del terremoto di Reggio e Messina, effettuerà un viaggio in Sicilia per portare soccorso ai terremotati e rimarrà in quelle zone per alcuni anni, nominato dal Papa Vicario Generale della Diocesi di Messina.
Nel 1912 Don Orione ritornerà a Tortona, dopo aver dato vita ad un Noviziato e ad una casa di studi della Piccola Provvidenza in Bra, ed emetterà i voti perpetui davanti al Papa. Nell’anno successivo i suoi primi Missionari partiranno per il Brasile.
Nel 1905, a seguito del terremoto di Avezzano, Don Orione andrà a soccorrere la popolazione, mentre nel giugno dello stesso anno creerà la Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità ed il primo Piccolo Cottolengo in provincia di Novara. Nel 1918, chiedendo alla Madonna la fine della guerra, farà voto di costruire un Santuario alla Madonna della Guardia.
Nel 1921 Don Orione farà il suo primo viaggio in Sud America,percorrendo il Brasile, l'Argentina e l'Uruguay, mentre nuove case verranno aperte in varie parti del mondo ed un Piccolo Cottolengo verrà inaugurato a Genova nel 1924 ed un altro verrà realizzato a Milano negli anni successivi. Nel 27 fonderà il ramo delle Suore Sacramentine non vedenti, nel ’29 inizierà a pubblicare il periodico mariano " Mater Dei" e, finalmente, nel 1931 inaugurerà il Santuario promesso alla Madonna della Guardia in Tortona.
Nel 1934 partirà per il secondo viaggio in America Latina dove a Buenos Aires inizierà i lavori per la costruzione di un Piccolo Cottolengo nei dintorni della città; rientrerà in Italia solo nel ’37 e nell'anno successivo inaugurerà a Roma l’Istituto "San Filippo Neri".
Nel 1939 Don Orione ha il suo primo attacco di cuore, ma si riprende e continua a dar vita ad altre opere, tra cui il Santuario della Madonna di Caravaggio. Nel 1940 un altro attacco di angina pectoris lo porterà alla morte, il 12 marzo. Papa Giovanni Paolo II lo proclamerà beato nel 1980 e santo il 16 maggio del 2004.


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SAN BENEDETTO - Fondatore dell'Ordine dei Benedettini

 

S. Benedetto, fondatore dell'Ordine dei benedettini e dell'Abbazia di Montecassino, nacque a Norcia verso il 480 da famiglia patrizia. Seguirà un corso di studi a Roma ma poi, nauseato dalla dissolutezza dei costumi contemporanei, darà addio alla vita pubblica, per ritirarsi a Subiaco in eremitaggio, per vivere solo in Dio e per Dio, subito seguito da altri monaci che lo designarono come loro guida spirituale.
Benedetto accettò tale incarico, ma la sua austerità ed il suo rigore nei confronti del loro comportamento non troppo perfetto causarono un attentato alla sua vita; i suoi compagni, infatti, tentaranno, di avvelenarlo, ma egli come ispirato, frantuma la coppa con il veleno con un semplice segno di croce.
Dopo aver costituito dato vita a dodici monasteri, S. Benedetto lascia Subiaco con alcuni seguaci per recarsi al sud, accompagnato da alcuni discepoli, stabilendosi a MonteCassino, dove creerà una fiorente comunità di monaci che daranno asilo a molti pellegrini e nel contempo diffonderanno il Verbo di Dio alle popolazioni della zona.
San Benedetto, dopo aver redatto l'ultima Regola, morirà il 21 marzo del 547 e verrà sepolto nel piccolo Oratorio fatto costruire dedicato a San Giovanni Battista, assieme alla sorella Santa Scolastica.

E' Patrono d'Europa, in qualità di propagatore di pace, di unione, di fede e come iniziatore delle cominità monastiche. E' inoltre patrono di ingegneri e degli speleologi.


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SAN ROBERTO - Fondatore dei Cirstercensi

 

San Roberto

San Bernardo

 

Derivante dall'Ordine dei Benedettini, l'Ordine dei Circerstensi venne creato dall'Abate di Molesme, san Roberto, che nel 1098 si stabilì con pochi compagni in una località deserta presso Digione, detta Citeaux - dal latino Cistercium, da cui poi Cistercensi - per vivere più aderentemente la Regola di san Benedetto le cui norme originarie si erano mano mano affievolite.
Dopo di lui venne proclamato abate il beato Alberico e, successivamente, santo Stefano Harding, che stese il primo statuto cistercense, la Charta caritatis.
L’Ordine ebbe grande diffusione soprattutto dopo che Bernardo di Fontaines (diventato poi Bernardo di Chiaravalle) venne inviato a fondare un monastero a Clairvaux (Chiaravalle), una delle più importanti Abbazie che diffusero poi lo spirito cirstencense in tutta Europa, con grande affluenza di proseliti, tanto che all'inizio del XIV secolo, il numero delle abbazie era di circa 700.

Ratificata la Regola dai Papi Callisto II e Lucio II, ad essa vennero aggiunte le Consuetudini e successivamente, 1300 circa, i Libelli definitivi che delineavano ancor più le normative dell'Ordine, fondendo saldamente celebrazioni e letture spirituali al lavoro manuale e che determinavano la creazione di monasteri in zone desertiche, che esortavano ad una vita semplice e senza orpelli, lusso o pomposità. Per questo anche l'aspetto estetico delle chiese e delle abbazie era sobrio e senza dipinti, nè mosaici, e neanche campanili e alle celebrazioni potevano essere ammessi solo i monaci.
Successivamente, però, la rigidità della Regola venne meno e nonostante alcuni tentativi di riforma non approvati, avvenuti verso la metà del 1300, solo nel 1660 si realizzò un rinnovamento nell'Ordine, ad opera dell'Abate dell'Abbazia di La Trappe, Armand-Jean Le Bouthillier de Rancè, che portò alla fondazione di un nuovo Ordine, quello dei Trappisti.


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- SAN GIOVANNI GUALBERTO – Fondatore di Vallombrosa


S. Giovanni Gualberto, appartenente ad una nobile famiglia del Senese, si dedicò giovanissimo alla vita religiosa, entrando dapprima nei Benedettini ma poi, desiderando una vita ancor più ascetica, si ritirò nell'eremo di Camaldoli, dove viveva San Romualdo di Ravenna, fondatore dei Camaldolesi.
Nel 1030 diede vita al monastero di Vallombrosa, accogliendo per primo i monaci conversi, impostando le regole del nuovo Ordine su quelle di San Benedetto, più altre nuove e più severe.
Nel 1866, a seguito della soppressione degli Ordini Religiosi da parte dello Stato italiano, l'Ordine verrà appunto soppresso e l'Abbazia di Vallombrosa - meno pochi monaci che ancora vi resteranno - e tutta la foresta intorno, passerà all'Amministrazione Forestale.
Canonizzato da Celestino III nel 1193, sarà proclamato Patrono delle guardie forestali d'Italia nel 1951 e ricordato il 12 luglio.

 

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- SAN GIUSEPPE COTTOLENGO – Fondatore della Piccola Casa della divina Provvidenza

San Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza che, dopo la sua morte, verrà popolarmente detta “Cottolengo”, nacque a Brà nel 1786 da una famiglia della media borghesia e sin dall'infanzia sentì un naturale trasporto verso i poveri a cui, dopo essersi votato al sacerdozio, insieme ad altri due fratelli, dedicherà la sua vita.
Dopo gli studi filosofici verrà dunque ordinato nel 1811 e destinato a Corneliano d’Alba ma successivamente si trasferirà a Torino per completare il corso di laurea in teologia. Viene destinato alla Chiesa del Corpus Domini di Torino dove svolge il suo compito di canonico e di pastore d'anime, ma successivamente si sentirà coinvolto dalla grande massa di poveri ed emarginati che gli vivevano accanto, in quel periodo influenzato da nuove idee e da nuove tensioni sociali, politiche e religiose; cercherà di dar vita a molte iniziative al fine di alleviare le loro sofferenze, sia pure in mezzo a grandi difficoltà ed abbandonandosi alla Provvidenza.
Nel settembre del 1827, chiamato a dare l'Estrema Unzione a una donna morente che non era stata accettata da nessun ospedale, si rende conto che non può permettere che simili fatti si ripetano e decide di dare alla sua vita una svolta definitiva, dedicandosi alle persone abbandonate. Nel 1828 prende in affitto alcune camere vicine alla sua Parrocchia e con l'aiuto di alcune signore e di altri volontari, pur a corto di mezzi economici comincia ad accogliere i più reietti, i più malatyio, i più diseredati. Tuttavia quest'opera ha una vita molto breve a causa di contrasti di varia natura ; tuttavia il Cottolengo non si dà per vinto ed apre una nuova casa in Valdocco - che diventerà la Casa Madre dell'Opera - a cui darà nome "Piccola Casa della Divina Provvidenza", aperta ad un maggior numero di persone, gestita da varie realtà religiose, tra cui le Suore Vincenzine, i Fratelli di San Vincenzo e i Sacerdoti della Santissima Trinità.
Successivamente apre cinque monasteri di clausura, di cui uno maschile, ed un seminario per la formazione dei giovani al sacerdozio.

Ammalatosi però di tifo, lascia le sue Opere e si trasferisce presso il fratello a Chieri dove morirà nell'aprile del 1842. Verrà dichiarato Beato il 29 aprile 1917da Papa Benedetto Xv e Il 19 marzo 1934 Papa Pio XI lo santifica.

 

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- SAN GIOVANNI DI DIO – Fondatore dell’Ordine degli Ospedalieri (Fatebenefratelli)

 

Nato nel 1495 in Portogallo, all'età di otto anni si trasferì in Spagna, in casa da un uomo chiamato Mayoral, ma le origini di questo trasferimento sono ignote e determinarono la dissoluzione della sua famiglia: la madre morì dopo poco e il padre si ritirò in un convento francescano di Lisbona.
Diventato soldato e impegnato nella guerra contro i francesi, venne poi espulso e condannato alla morte per impiccagione, ma salvato da una persona molto importante, continuò a combattere contro i turchi.
Nel 1533, si avvia verso Compostela per un pellegrinaggio e poi diretto al suo paese natio da cui però si trasferirà a Gibilterra dove s'imbarcherà per l' Africa. Ritornerà poco tempo dopo in Spagna dove si dedicherà alla vendita di libri e più tardi. a Granada, aprirà un negozio.
Venuto a contatto con San Giovanni d'Avila, si convertità repentinamente tanto da essere considerato pazzo e rinchiuso in ospedale. Una volta uscitone, egli si dedicherà completamente ad aiutare poveri e derelitti rifiutati dagli ospedali Recatosi in pellegrinaggio a Guadalupe nell'Estremadura, tornerà a Granada dove verso la fine del 1539, darà vita al primo ospedale per poveri in una casa d'affitto.
Sarà seguito di lì a poco da altri compagni che si dedicheranno alla sua iniziativa e nel 1547 il primo ospedale verrà trasferito in un appartamento più grande con maggiore disponibilità di posti letto, dove i malati saranno suddivisi a seconda della malattia.
Egli si occupava di tutto, curando personalmente i ricoverati, procurando il cibo, cucinado, spazzando, ecc e chiamando i sacerdoti a curare anche le anime dei degenti. Alcuni degli stessi poveri, una volta guariti restavano poi là per dare il loro contributo. Si dedicò anche molto al recupero delle prostitute che cercava di convincere a lasciare quella vita di peccato.
Nonostante le diffidenze iniziali, si unirono a lui altre persone, che si consacrarono all'assistenza ai malati. Il suo modo di chiedere la carità era molto originale, infatti era solito dire: “Fate del bene a voi stessi! Fate bene, fratelli!”. È questo il significato originario del motto che oggi dà il nome al suo Ordine religioso: "Fatebenefratelli!". L'espressione non voleva dire in primo luogo che bisogna prendersi cura dei fratelli più poveri, ma che bisogna "farsi del bene",attraverso la carità fatta al prossimo.
A nche se spesso riceveva grosse quantità di denaro non riusciva mai a bilanciare le spese, poichè ogni povero che incontrava per via era degno per lui di essere soccorso... e quindi i soldi non bastavano mai, tanto che nel 1548, trovandosi in ristrettezze economiche, San Giovanni di Dio si recherà dal re per cercare aiuto.
L'anno successivo l'ospedale verrà distrutto da un incendio mentre Giovanni riuscirà a salvare tutti i suoi ammalati.
Nel 1550, a 55 anni, si ammalò molto gravemente ed una pia donna riuscì a portarlo nel suo palazzo per curarlo a dovere ma nel letto troppo soffice, Giovanni si lamentava con l'Arcivescovo che era andato a trovarlo di non aver dato molto al Signore benchè avesse ricevuto assai, si disperava pensando ai bisognosi che aveva nel suo ospedale e ai debiti contratti per amor loro e a cui doveva far fronte. L'Arcivescovo si prese carico di tutto e Giovanni, contento, una volta solo, scese da quel comodo letto e si inginocchiò sul nudo pavimento stringendo al cuore il suo Crocifisso. Lo ritrovarono così, in ginocchio. Il suo funerale richiamò un'immensa folla formata sia dai poveri che dai gentiluomini della città.
Alcuni dei suoi collaboratori si allontanarono dalla Spagna e giunsero a Roma dove, sull'Isola Tiberina, nel 1584 sulle basi di un preesistente ospedale, fondarono il Fatebenefratelli, tuttora esistente, mentre altri si diressero verso Firenze.

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SERVO DI DIO LEONARDO MURIALDO - Fondatore dei Giuseppini

 

Nato in una famiglia facoltosa, nel periodo dell'industrializzazione si impegnò attivamente a favore dell'emancipazione materiale e spirituale del popolo, gravato da ingiustizie sociali e inconsapevole di diritti e doveri, come già facevano il Cottolengo, il Cafasso, il Lantieri, l'Allamano, Don Bosco e Don Orione. Già in gioventù si era dedicato ai giovani poveri che vivevano nella periferia di Torino e di quelli in carcere e successivamente, diventato sacerdote nel 1851, proseguì la sua attività nell'Oratorio dell'Angelo Custode e poi per otto anni come direttore spirituale dell'Oratorio san Luigi.
Dopo aver trascorso un periodo a Parigi (Saint Sulpice) per perfezionare gli studi ed aggiornarsi sulle istituzioni pro-gioventù operaia, ritornò a Torino diventando reggente del collegio Artigianelli, dedicandosi anima e corpo ai giovani poveri, cercando di sorreggerli spiritualmente, proteggendoli da loro stessi, dall'ozio, dai vizi, dall'ignoranza, accogliendo tutti quelli che gli venivano affidati, aiutato dai confratelli e da laici (tra gli altri don Reffo e don Costantino). Riteneva però troppo esigue le loro forze, ma la mancanza di denaro non gli permetteva di avvalersi di personale idoneo e questo creò qualche incomprensione. Tuttavia si diede da fare per ovviare a questi problemi e si trasferì in un collegio per giovani difficili, di cui assunse la direzione, dedicandosi ad essi a tempo pieno, rivestendosi dell'autorità di un padre quando era necessario, profondendo amore ed energie nella loro educazione ed istruzione, stimolandoli all'aiuto ed amore reciproco, preoccundosi per la loro salute fisica, ma soprattutto per quella spirituale, dando vita alla Confraternita di San Giuseppe ed alla Congregazione degli Angeli Custodi. I suoi ragazzi, cresciuti, lo ricordavano come un padre amoroso.
Intimamente unito a Cristo, trovava la forza per andare avanti nella preghiera e nella Santa Eucaristia che era il centro della sua vita sacerdotale, da lui definita: "non un rito da compiere ma un mistero da vivere". Muore nel 1900.

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SANT'ANTONIO MARIA GIANELLI - Fondatore delle Figlie di S. Maria dell'Orto

 

Sant’ Antonio Maria Gianelli nacque a Cerreta, (La Spezia) il 12 aprile del 1789 da una famiglia contadina che lo allevò con semplicità, secondo gli antichi valori; sin da piccolo imposterà la sua vita sugli insegnamenti evangelici. Seguirà gli studi, pregando e dedicandosi ad opere di carità e con l’aiuto di una ricca signora di Genova, entrerà nel seminario di Genova.
Verrà ordinato sacerdote nel 1912.
Svolgerà la sua attività di insegnante di retorica e la sua missione di sacerdote con impegno e solerzia e incomincerà a progettare un nuovo Ordine, quello delle figlie di Santa Maria dell'Orto, nome derivante dal Santuario di Chiavari, avendo sempre ben presente la figura di Gesù Buon Pastore..
Nel 1838 verrà nominato Vescovo di Bobbio e con impegno sempre crescente si dedicherà alle missioni popolari.
Morirà povero, a Piacenza nel giugno del 1846.
Papa Pio XII lo proclamerà Santo Il 21 ottobre del 1951.

 

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SAN GAETANO CATANOSO - Fondatore delle Suore Veroniche del Volto Santo

Gaetano Catanoso nacque a Chorio di San Lorenzo (Reggio Calabria) nel febbraio 1879 da una famiglia di agricoltori molto cristiani. Sin da piccolo si sentì attratto alla vita religiosa e a dieci anni entrò nel Seminario Arcivescovile di Reggio. Venne ordinato sacerdote il 20 settembre 1902, desideroso di diventare vero seguace di Cristo, chiedendo preghiere a parenti e ad amici per la sua santità, promettendo a se stesso e a Dio di vivere in conformità ai desideri di Gesù. Dopo esser stato nominato Prefetto in Seminario, fu mandato come Parroco nell'Aspromonte, una zona paurosamente povera ed arretrata, dove omperversavano la violenza, la povertà e l'ignoranza.
Il giovane prete si diede tutto a questa povera gente, condividendo con essa gioie e dolori, collaborando a varie attività ed aprendo una scuola serale per i giovani, ricambiato con affetto dalla popolazione che sentiva la sua "paternità".
Attirato dal Volto del Signore, decise di diffonderne il culto, coinvolgendo fedeli e sacerdoti nella riparazione dei peccati, specie quelli della bestemmia, sottolineando che Gesù aveva bisogno d'aiuto nella sua missione riparatrice. Il Santo Volto a cui era devoto, però, non era nulla al confronto dell'immagine di Cristo insita nella divina Eucaristia e presente anche in ogni uomo. Quindi, nel 1918 divenne «Missionario del Volto Santo », iscrivendosi all’Arciconfraternita di Tours e successivamente creando la Pia Unione del Volto Santo ed il relativo Bollettino.
Sicuro che doveva ad ogni costo aiutare i suoi fedeli, creò l’Opera dei Chierici Poveri, che offriva ai giovani calabresi che volevano diventare sacerdoti ma non ne avevano mezzi, quello che serviva.
Dal 1921 al 1940 fu parroco di Reggio, della Chiesa di Santa Maria della Purificazione (detta anche della Candelora), dove, aiutato da suo fratello Pasqualino, anch'esso sacerdote,svolse una pregnante attività di evangelizzazione e di catechesi, diffondendo il culto dell’Eucaristia, aiutando poveri ed ammalati, cercando di soccorrere i poveretti che venivano circuiti dai malavitosi, sostenendo le vocazioni sacerdotali, ecc. Successivamente ricoprì molti incarichi: direttore spirituale del Seminario Arcivescovile, cappellano degli Ospedali Riuniti, confessore degli Istituti Religiosi cittadini e del carcere canonico, penitenziere della Cattedrale, rettore della Pia Unione del Volto Santo, trasferita a Reggio nel 1950. Nella sua lunga esperienza di Parroco era stato a contatto con tante realtà di povertà e di sbandamento, di povere chiese sperdute e senza orpelli, di ancor più poveri sacerdoti, ed in lui si fece largo l'idea di creare una Congregazione religiosa femminile dedicata al Volto Santo di Gesù, che recasse aiuto spirituale alle parrocchie e ai sacerdoti più bisognosi.
Spronato da San Luigi Orione, suo vecchio amico, nel 1934 fondò la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, approvata dall’Arcivescovo Ferro nel 1953 e, successivamente, anche dalla Santa Sede. Progettò, inoltre, un tempio dedicato al Volto Santo, che non vide mai poichè morì prima della fine dei lavori.
Missionario fra la sua gente, amava il silenzio interiore, la recita del rosario alla Madonna di cui era molto devoto, la preghiera e la contemplazione del Volto di Cristo in ogni Eucaristia, che esaltò nell’«Ora eucaristica sacerdotale », da lui pubblicata nel 1915. Con spirito di sacrificio e di mortificazione accettò malattie e la cecità che lo colpì alla fine della sua vita, offrendosi al Cuore di Gesù per la vita della Chiesa, senza mai trralasciare i suoi doveri ed impegni sacerdotali.

Morì a Reggio nel 1963 nella Casa Madre della Congregazione che lui aveva fondato ed è stato beatificato il 4 maggio 1987 da Papa Giovanni Paolo II.

 

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MARCELLINO CHAMPAGNAT - Fondatore dei Piccoli Fratelli di Maria" o "Fratelli Maristi"

San Marcellino Giuseppe Benedetto Champagnat nacque in Francia nel 1789, proprio nel periodo della Rivoluzione francese, in una famiglia dalle profonde radici cristiane; aveva, infatti, una zia suora, che si interessò sempre della sua educazione religiosa. La scuola era un gran peso per lui che, a causa del suo carattere timido ed impacciato, mal vi si adattava; quindi, con l'approvazione dei genitori, restò a casa ad aiutare il padre nel lavoro dei campi e del mulino.
Successivamente, però, l'arrivo inatteso di un sacerdote, cambiò la sua vita. Il religioso si accorse che Marcellino aveva le potenzialità per dedicarsi ad una vita di fede ed egli aderì prontamente a questo richiamo, frequentando il Seminario. Quest'impegno non fu davvero facile, ma con l'aiuto del Signore superò tutte le difficoltà e nel 1816 fu ordinato sacerdote ed inviato in una piccola località, La Valla, dove trascorse otto anni.
In quel periodo affrontò difficoltà e disagi ed un giorno si trovò davanti un ragazzo in procinto di morire che non aveva mai sentito parlare di Dio; questo gli aprì gli occhi, gli fece comprendere che doveva insegnare ai fanciulli il Catechismo. Nel 1817, con due ragazzi iniziò dunque il suo lavoro per la nascente Congregazione dei Piccoli Fratelli di Maria o Maristi, che chiamò così affinchè tutti si ricordassero che erano stati chiamati da Maria a quel lavoro, nato sotto la protezione della Madre di Dio.
I Fratelli Maristi svolsero un eccezionale lavoro, specie dove non esistevano scuole, mentre le vocazioni a questa esperienza erano tante. Dopo sette anni dall'inizio della fondazione della Congregazione, Champagnat riuscì a costruire una casa sul fiume Gier (l'Hermitage), dove poteva accogliere un gran numero di adepti; i Fratelli svolgevano il loro lavoro nelle scuole, ma spesso erano sfiduciati riguardo al loro futuro. Champagnat li rincuorava dicendo che tutta l'Opera era nelle mani di Maria e, quando sentì che la sua ora si avvicinava (1840), li raccolse attorno a sè per legger loro il suo testamento che si basava sull'amore reciproco. Morì il 6 giugno di quell'anno e a quell'epoca i Maristi erano già circa 300 ed erano presenti in circa 50 scuole. Ancor oggi, l'opera di Marcellino Champagnat è viva e florida e i Fratelli, presenti in tutti i Paesi del mondo con varie attività, centri, scuole, missioni, università sono circa 5000.


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- SAN GASPARE DEL BUFALO – Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue

Nato a Roma nel 1786, sin da piccolo sentì il richiamo di Dio e soprattutto all'evangelizzazione.
Svolse la sua attività di sacerdote e missionario a Rimini e in generale nell'Italia centrale. Il suo desiderio era quello di recarsi in terre lontane appunto per annunciare il Vangelo. Conclusi gli studi presso il Collegio Romano, iniziò la sua opera nel 1798,indirizzandola all'assistenza dei più poveri, ridando vita all'Opera di S. Galla e nel 1808 diventò sacerdote, fondando subito un oratorio e svolgendo la sua opera di evangelizzazione presso i contadini. Sullo sfondo di una situazione politica difficile per la Chiesa (Papa Pio VII venne imprigionato) S. Gaspare rifiutatosi di giurare fedeltà a Napoleone, venne imprigionato per 4 anni ma poi, tornato a Roma, riprese la sua attività, dedicandosi alle missioni popolari, su consiglio del Papa e ciò fece per tutta la sua vita, instancabilmente, mentre cresceva in lui la devozione verso il Sangue Preziosissimo di Gesù, di cui divenne fervente apostolo, come anni prima Suor Agnese del Verbo Incarnato aveva predetto.

Egli fondò a questo scopo la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, alcuni dei quali veri esempi di santità, tra gli altri anche il futuro Pio IX e successivamente l''Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue, aiutato da Maria De Mattia, poi beatificata, che sfociarono nella Pia Unione del Preziosissimo Sangue, oggi Unio Sanguis Christi, già in essere sin dal 1808, già diffusa sul territorio nazionale ed anche all'estero.

San Gaspare, già in fama di santità, riusciva a convertire e a sciogliere i cuori più duri, nonostante le difficoltà postegli sul cammino, gli attentati alla sua vita a cui miravano gruppi di massoni contro cui lui predicava e l'affidamento di una rischiosa missione diretta a placare le efferatezze dei briganti che la facevano da padroni nei dintorni di Roma e che egli riuscì a debellare con le sole armi del crocifisso e della sua parola.

Morì nella sua città natale nel 1837 e S. Vincenzo Pallotti, suo coadiuvatore, vide ascendere la sua anima al cielo sotto forma di stella mentre Gesù stesso gli andava incontro.

La devozione verso di lui crebbe in un batter d'occhio e non solo in Italia ma specialmente in Francia, a causa di una guarigione miracolosa a favore della figlia del governatore di Nizza e di molti scritti sulla sua vita ed opere da parte di Gastone de Segur e di san Pietro Giuliano Eynard. Venne beatificato nel 1904 da Papa Pio X e fatto santo nel 1954 da Pio XII.


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- SAN VINCENZO DE PAOLI – Fondatore dei Preti della Missione

 

San Vincenzo De Paoli nato in Francia nel 1581 da un'umile famiglia, diventò sacerdote nel 1600, trasferendosi a Tolosa e successivamente a Parigi, dove conobbe persino san Francesco di Sales e personaggi di alto lignaggio che lo introdussero negli ambienti della nobiltà, tanto che nel 1610 divenne cappellano elemosiniere della Regina Margherita di Valois.
Fu per poco parroco nei sobborghi di Parigi e quindi cappellano e precettore della potente famiglia dei Gondi. Successivamente venne trasferito a Lione dove svolse la sua attività di Parroco e dove, spinto da un forte impulso caritatevole, fondò la prima Compagnia della Carità, composta da un certo numero di donne che assistevano e visitavano le famiglie più povere che generalmente venivano tenute ai margini della società. Ancora oggi i gruppi dei Vincenziani svolgono la loro attività di volontariato e di assistenza ai più emarginati.
Il santo diventò più tardi Cappellano generale delle prigioni francesi e si dedicò con particolare impegno a questa sua pesante incombenza per salvare le anime dei prigionieri; dal 1643 si impegnò invece nella battaglia contro gli Ugonotti.
Nel 1625, spinto sempre da quell'anelito che lo spingeva a cercare una soluzione radicale a favore dei meno abbienti, fondò la Congregazione della Missione, costituita da sacerdoti che si dedicavano soprattutto all'evangelizzazione nelle zone rurali, che ebbe la sua sede centrale a Parigi dal 1632 e che subito si propagò in tutta Europa e anche negli altri continenti, anche con lo scopo di formare i sacerdoti.
Nell'anno seguente, invece, con l'aiuto di santa Luisa de Marillac creò la Congregazione delle Figlie della Carità, che avevano l'onere di appoggiare l'opera delle Compagnie della Carità.
Morì nel 1660 a Parigi, e venne proclamato santo nel 1737.

 

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- SANT’ANSELMO ABATE – Fondatore dell'Abbazia di Nonantola

 

Vissuto nel 700, sant'Anselmo Abate, uno dei priù importanti santi medievali di origine longobarda, proveniva da una nobile famiglia (suo cognato era Re Astolfo) e per un certo periodo fu anche Duca del Friuli, ma a 29 anni decise di dedicarsi alla vita contemplativa e lasciò tutti i suoi averi e le sue cariche per dedicarsi alla vita monastica, entrando nell'Ordine Benedettino.
Nelle vicinanze di Modena, dove aveva parecchie terre, fondò una comunità monastica e successivamente, avendo avuto in dono il terreno di Nonantola, nel 752 vi fondò l'Abbazia che egli governò per circa cinquant'anni, dedicandosi non solo alle anime ma anche all'assistenza - anche ospedaliera - dei più poveri, alla preghiera, all'organizzazione dell'Abbazia stessa e alla cultura. Difatti moltissimi monaci si impegnarono nella trascrizione di antichi codici. Oltre a Nonantola sant'Anselmo diede poi vita ad altri tre monasteri.

Alla morte del Re Astolfo, il santo venne esiliato dal Re Desiderio a Montecassino, dove restò per sette anni e dove trovò altri codici che, tornato in patria, fece trascrivere. Rientrato nella sua Abbazia, svolse una delicata missione di pace tra Franchi e Longobardi, ricompensato largamente da Carlo Magno
Morì nell'803.a 83 anni e venne sepolto nel monastero di Nonantola.

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- SAN GUGLIELMO DA VERCELLI – Fondatore di Montevergine e patrono dell’Irpinia

Guglielmo, nato a Vercelli verso il 1085 da una nobile famiglia, sin da piccolo sentì l'impulso irresistibile di dedicarsi a Dio e così a quindici anni diventò monaco, con l'idea di recarsi in Palestina in pellegrinaggio. Trascorse quindi lungo tempo in cammino, in preghiera, in eremitaggio, spingendosi sino a Santiago de Compostela, poi a Roma e dirigendosi, infine, verso la Puglia per imbarcarsi alla volta di Gerusalemme.
Ma venne dissuaso da questo suo proposito da S. Giovanni di Matera e da un'ispirazione divina che gli indicò un'altra via attraverso la quale avrebbe potuto servire Dio.
Salito sul monte Partenio, in Irpinia, nel 1109 decise di aprirvi un monastero dedicato a Maria (Montevergine), creò una nuova famiglia religiosa basata su un intenso amore mariano e successivamente fondò altre Case in tutto il meridione.

Morì nel 1142 nel Monastero di S. Salvatore di Goleto in provincia di Avellino e le sue spoglie riposano a Montevergine.

 

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SAN FRANCESCO CARACCIOLO - Fondatore dei Chierici Regolari

 

Fondatore dei Chierici Regolari Minori Apostolo dell'Adorazione Eucaristica Perpetua,
S. Francesco Caracciolo, di nobile famiglia, nacque in provincia di Chieti, a Villa Santa Maria nel 1563. Scampato ad una grave malattia, fece il proposito di consacrarsi a Dio, lasciando tutti i suoi beni e i titoli e si trasferì a Napoli per diventare sacerdote. Devotissimo al Santissimo Sacramento e animato da grande spirito di sacrificio, decise di dedicarsi completamente ai meno abbienti e si affiliò alla Compagnia dei Bianchi, associazione dedita all'assistenza dei poveri, dei malati, dei carcerati. In compagnia di due suoi amici si ritirò nell'eremo di Camaldoli dove poi fondò una nuova Congregazione - quella dei Chierici Regolari Minori, che fu approvata quasi subito - le cui Regole erano non più tre bensì quattro: castità, povertà, obbedienza e quello di non accettare titoli ecclesiastici. Per lui tutto ruotava intorno alla preghiera continua e al culto dell'Eucaristia.

Il nuovo Ordine si diffuse ben presto in Italia e in Spagna e attirò numerose persone che si misero alla sequela di Francesco Caracciolo che, intanto, non risparmiava le sue energie, dedicandosi con tutto se stesso all'opera cui aveva dato vita, ma soprattutto alla sua ricca vita interiore intessuta di digiuni, preghiere, adorazioni davanti al Tabernacolo a cui dedicava ogni momento libero, mentre rifuggiva onori e riconoscimenti, rinunciando anche a diventare il Superiore Generale della Congregazione.

Morì a 44 anni alla vigilia del Corpus Domini del 1608, venne beatificato da Clemente XIV e fatto santo nel 1807 da Papa Pio VII. Nel 1925 venne proclamato Patrono dei Congressi Eucaristici proprio per la sua fedele dedizione al Sacro Corpo di Cristo, nonchè Patrono dei Cuochi, essendo in vita molto abile nella preparazione di ottime pietanze.

 

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SAN GIOVANNI BOSCO

 

Giovanni Bosco, nato in una povera famiglia in provincia di Asti nel 1815, ebbe un'infanzia decisamente difficile e dovette penare molto per poter diventare sacerdote, poichè il costo degli studi non era alla portata delle sue possibilità. Tuttavia riuscì ad entrare in Seminario, a Torino, nel 1835 e nel 1841 venne ordinato Sacerdote.

Trascorse 3 anni operando nel Convitto Ecclesiastico di Torino poi, forse a causa della sua povera infanzia, ebbe l'ispirazione di dedicarsi ai giovani abbandonati e poveri e fondò un oratorio dedicato a San Francesco di Sales in cui accolse ragazzi di tutte le età. Successivamente, oltre che alla loro anima egli si dedicò alla loro istruzione, allestendo prima una scuola serale, poi un corso di studi secondari ed un campo-scuola-vacanza e più tardi organizzando corsi professionali che miravano a creare operai specializzati.

Questo nell'arco di circa 10 anni, mentre intanto scriveva opere pedagogiche, impregnate di fede e di amore. La sua sede era la casa di Valdocco che diventò il centro di tutta la sua opera, dove soprattutto rifulse la sua santità, la sua tenerezza nei confronti dei giovani sbandati e sfortunati, la sua completa adesione a seguire Cristo in tutte le avversità della vita.

Nel suo progetto venne coadiuvato da vari altri sacerdoti che si dedicarono all'educazione dei ragazzi e che erano il centro della società di San Francesco di Sales (da qui Salesiani), fondata nel 1859 ed approvata da Papa Pio IX nel 1869, che si diffuse rapidamente in tutt'Italia e successivamente in tutto il mondo.
Assieme a Santa Maria Mazzarello, San Giovanni Bosco fondò poi l’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (o Salesiane), dedicata all'educazione delle ragazze.
Venne beatificato nel 1929 e proclamato santo nel 1934 da Papa Pio XII.
E' patrono degli apprendisti.

 

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Beato Luigi Palazzolo
Fondatore Istituto delle suore delle Poverelle di Bergamo

Beato Benedetto Menni

Restauratore dell'Ordine
di San Giovanni di Dio
Fondatore suore Ospedaliere
del S. Cuore di Gesù



Beato Giuseppe Allamano

Fondatore dei missionari e delle missionarie della Consolata

Giuseppe Marello

Fondatore Congregazione
degli Oblati
di S. Giuseppe d'Asti

Don Francesco della Madonna

Fondatore delle suore Orsoline

Beato Marcantonio Durando
Fondatore Suore Nazarene

Beato Lodovico Pavoni

Fondatore dei Figli di Maria Immacolata

Beato Alfonso Maria Fusco

Fondatore della Congregazione
Suore di S. Giovanni Battista

 


Beato Gaetano d'Errico

Fondatore Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria

Servo di Dio
Saturnino Lopez Novoa

Fondatore Congregazione

Piccole suore degli Anziani Abbandonati

 



Beato Giacomo Alberione
Fondatore della Famiglia Paolina

San Michele Garicoits

Fondatore dei Preti
del S. Cuore di Betharram


Beato Vincenzo Grossi

Fondatore dell'Istituto Figlie dell'Oratorio

Tommaso Maria Fusco

Fondatore Congregazione
Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue



Eustachio Montemurro

Fondatore Mmissionarie
del Sacro Costato e Missionarie Catechiste del Sacro Cuore

 

Sette Santi Fondatori

dell'Ordine dei Servi di Maria

Beato Giovanni Battista Scalabrini

Fondatore dei Missionari e delle Missionarie di S. Carlo Padre de' Migranti

Beato Bronislao Markiewicz

Fondatore delle Congregazioni

di San Michele Arcangelo

Padre
Pedro Bienvenido Noalles

Fondatore della
Sacra Famiglia di Burdeos

Beato Giovanni Martino Move

Fondatore delle suore della Provvidenza

Beato Francesco Spinelli

Fondatore Suore Adoratrici
del SS. Sacramento

Mons. Francesco Torta

Fondatore Congregazione Suore della Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata

Servo di Dio
Mons. Angelo Ramazzotti
Fondatore del Pontificio Istituto Missioni Estere

Servo di Dio
P. Antonino Celona
Fondatore Congregazione
Ancelle Riparatrici
del S. Cuore di Gesù

Padre Angelico Lipani
Fondatore Suore Francescane
del Signore

Beato Luigi Boccardo

Fondatore delle Figlie di Gesù Re e del Santuario di Cristo Re

Servo di Dio
Saturnino Lopez Novoa

Fondatore Congregazione

Piccole suore degli Anziani Abbandonati

 

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- Santi Fondatori 2

- Santi Fondatori 3

 

 

 

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