Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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SANTA MARINA VERGINE

Santa Marina
venerata in Castel Ritardi (Pg)

 

Questo nuovo quaderno, vuole essere un piccolo studio divulgativo su un nome che rappresenta il 0.1590% della popolazione italiana, corrispondente a circa 95400 persone (fonte: sito web di nomix.it). La curiosità di fondo di questo dato è che la maggior diffusione del nome è in Lombardia, dove il culto della Santa è pressocchè inesistente.
La diffusione del culto di Santa Marina Vergine è nel centro-sud Italia, probabilmente per il fatto che la Santa, di origine orientale, ebbe la diffusione di culto attraverso il monachesimo orientale sbarcato sulle coste pugliesi, calabre, siciliani e in generale del mar Ionico e Adriatico.

La tradizione agiografica cristiana venera alcune figure di santità con questo nome, che sono:

Santa Marina, la siciliana

Santa Marina venerata in
Pogerola di Amalfi (Sa)

Santa Marina venerata in Filandari (Cz)

- Santa Marina (Marino) Vergine, monaca vissuta in Libano che visse in convento camuffata da uomo con il nome di Marino
- Santa Marina (Margherita), vergine e martire di Antiochia di Pisidia del III secolo, commemorata il 20 luglio
Santa Marina di Orense, vergine e martire (Galizia, Spagna), festeggiata il 18 luglio
Santa Marina di Omura, vergine e martire, vissuta in Giappone nel XVII secolo e festeggiata il 28 settembre
Beata Marina di Spoleto, vissuta nel XIII secolo, commemorata il 18 giugno
Serva di Dio Marina Francesca Cinta Sarrelangue, sposa

Santa Marina
venerata a Tollo (Ch)

Santa Marina Salina
venerata nelle Isole Eolie

Santa Marina venerata a
Terrati di Lago (Cs)

Per quanto riguarda S. Marina Vergine, a causa la sua collocazione geografica sono sorte diverse tradizioni che localizzavano l’origine e la vita di Marina in Egitto, in Acaia, in Tracia, in Bitinia, nel Libano e persino in Sicilia.
Dobbiamo in conclusione dire stando alle fonti consultate che esiste una S. Marina Vergine, forse nata in Bitinia e poi monaca in Libano, e una probabile monaca siciliana detta Marina di Scanio le cui tracce di culto sono in Sicilia.


Marina: significato del nome

Secondo la tradizione il nome deriverebbe dall'aggettivo latino "marina" che significa "appartenente al mare". Probabilmente tuttavia, il soprannome latino Marinus, da cui deriva, discende da Marius, l'attuale Mario.


Santa Marina Vergine

Santa Marina Vergine
venerata a Castroreale

Santa Marina nacque in Oriente (forse in Bitinia) da genitori cristiani nel secolo VIII. Dopo la morte della madre, il padre Eugenio decise di concludere la sua vita in monastero. Avendo da sistemare la piccola Marina la portò con sè in monastero dove ella assunse il nome di frà Marino, vestendosi da uomo e vivendo la vita monastica del padre.
Prima di andare oltre nel nostro racconto, è importante ricordare che la tradizione agiografica d’Oriente ricorda altri casi simili come: Teodora, Eugenia, Eufrosina, Apollinaria, Anastasia, per ricordare la principali.
La nostra Marina conduce una vita monastica semplice ed esemplare, restando in monastero anche dopo la morte del padre. L’egumeno (l’abate nella trazione monastica occidentale) la scelse per una commissione fuori del monastero con altri confratelli. Durante il viaggio essa passò con loro la notte in una locanda. In quella notte la figlia del locandiere, rimasta incinta di un soldato, accusò il monaco Marino del misfatto. Marina, accusata ingiustamente, andò col pensiero a Dio e si autoaccusò di una colpa non sua.
L'egumeno la cacciò immediatamente fuori dal monastero, affidandole il bambino (secondo alcune tradizioni locali di nome Fortunato), che allevò con mezzi di fortuna (da qui forse il nome!). Restò sempre nei dintorni del monastero facendo penitenza per una colpa che non aveva commesso. Finalmente dopo tre anni, dietro intercessione dei monaci, che mai avevano creduto all'accusa verso il confratello, l'egumeno riammise in comunità fra Marino.
Ma troppo duri erano stati i sacrifici che le avevano colpito il fisico ed oltrettutto essa era spesso anche vessata dal diavolo che l’umiliava per la sua fedeltà. Poco tempo dopo, nella prima metà dell’VIII secolo (il 740 circa), infatti morì. I monaci, mentre preparavano il corpo per la sepoltura, fecero la sorprendente scoperta, capirono allora di quale grossa diffamazione fosse stata vittima e l'ammirarono per la sua grande umiltà e obbedienza. Grande fu la commozione dell'egumeno e dei confratelli davanti al sacro corpo di Marina. Fu sepolta nel monastero e qui venerata fino alla sua traslazione a Costantinopoli.
S. Marina viene festeggiata in giorni diversi. Diciamo che la data del culto, tra le possibili di S. Marina è: 17 luglio (Cal. Maronita; Cal. Veneziano), 18 giugno (Cal. Parigi; Cal. Milazzo), 12 febbraio (Cal. Bizantino e Armeno; festa votiva di Casole Bruzio), 8 agosto (Cal. Alessandrino quindi Copto).

Santa Marina venerata a Milazzo


Infine il culto di Santa Marina Vergine è diffuso nei seguenti luoghi e parrocchie:

Avella (AV)
Casole Bruzio (CS)
Casoli di Atri (TE)
Castel Ritaldi (PG)
Castroreale (ME)
Cattabrighe di Pesaro (PU)
Cumia Inferiore (ME)
Cursi (Lecce)
Filandari (VV)
Lanciano (CH) – inesistente il quadro
Melicuccà di Dinami (VV)
Miggiano (LE)
Milazzo (ME)
Pogerola di Amalfi (SA)
Polistena (RC)
Roccafinadamo di Penne (PE)
Ruggiano (LE)
San Giovanni di Zambrone (VV)
Santa Marina (SA)
Santa Marina di Milazzo (ME)
Santa Marina Salina (Isole Eolie, ME)
Terrati di Lago (Cosenza)
Tollo (Chieti)
Venezia
Zoparto di Bianco (RC)

Muro Leccese (LE) - chiesa di Santa Marina

Santa Marina venerata a Miggiano (Le)

Parrocchie dedicate a S. Marina Vergine

Santa Marina in Amalfi - via G. Amendola, Pogerola, 84010 Amalfi (SA) 

S. Marina in Avella - Piazza S. Giovanni, 83021 Avella (AV)


S. Marina Vergine in Casole Bruzio - 87050 Casole Bruzio (CS)

S. Marina Vergine in Casoli di Atri - 64030 Casoli di Atri (TE)

Ss. Gregorio e Marina in Castel Ritaldi - Piazza S. Marina, 06044 Castel Ritaldi (PG)

Ss. Terenzio V. e Marina in Cattabrighe di Pesaro - Via Dora, 2, 61100 Cattabrighe di Pesaro (PU)

S. Marina in Filandari - via Roma, 1, 89851 Filandari (VV)

S. Marina in Melicuccà di Dinami - 88010 Melicuccà di Dinami (VV)

S. Marina Vergine in S. Marina - 84070 S. Marina (SA)

 

Il Sacro Corpo di Marina a Venezia

Si narra che regnando una imperatrice di nome Marina, molto devota della Santa, per meglio assicurare dalla profanazione il suo sacro corpo, ordinò che venisse collocato nei sobborghi della Città imperiale (Costantinopoli).
Da qui il s. corpo fu traslato in Romania presso un monastero da cui, successivamente, nel 1228, il mercante veneziano Giovanni Bora lo avrebbe acquistato e portato a Venezia.
Qui giuntò, egli volle impreziosire di quel sacro deposito la sua Parrocchia, che al nome di S. Liberale aggiunse quello di S. Marina.
La Santa mostrò presto quanto fosse efficace il suo patrocinio presso Dio. Il suo culto fu in ogni tempo grande presso i Veneziani, ma si accrebbe e prese una forma civile, mentre prima era di carattere esclusivamente ecclesiastico, nel 17 luglio dell'anno 1509.
Allora, nelle gravi angustie della guerra di Cambrai, le armi della Serenissima Repubblica, messe sotto il Patrocinio di questa inclita Vergine, poterono riconquistare la città di Padova, le cui chiavi in seguito vennero conservate nella chiesa della Santa.
In tale circostanza la gloriosa Vergine fu dichiarata Patrona Minus principalis di Venezia. Il Senato, considerando che questo felice avvenimento era una grazia dovuta alla protezione di S. Marina, decretò che il 17 luglio di ogni anno fosse il giorno festivo e che il Doge, con lo stesso Senato, dovesse recarsi con gran pompa alla chiesa della Santa, per omaggiarla del suo patrocinio.
Dopo il 1810, per le vicende dei tempi, la bella chiesa dedicata a S. Liberale e a S. Marina fu distrutta; il corpo della cara Santa fu trasportato nella chiesa di S. Maria Formosa, dove tuttora si può venerare, deposto in una sontuosa cappella.

Dal 29 luglio al 6 agosto del grande Giubileo del 2000 la chiesa di Casole Bruzio ha ospitato il sacro corpo incorrotto di S. Marina Vergine, concesso dal Patriarca di Venezia su richiesta del Padre Arcivescovo Metropolita di Cosenza Bisignano, Mons. Giuseppe Agostino, il quale ad ogni pellegrino presso la chiesa di Casole concesse l’indulgenza giubilare.
Il Patriarca di Venezia, per mano del Rev. Sac. Don Giuseppe Costantini che ha accompagnato l’insigne reliquia, ha fatto dono alla chiesa di Casole Bruzio di una reliquie ex ossibus (costola) della Santa, consegnata al Padre Arcivescovo il 1 agosto 2001.

Dal 29 luglio al 6 agosto del grande Giubileo del 2000 la chiesa di Casole Bruzio ha ospitato il sacro corpo incorrotto di S. Marina Vergine, concesso dal Patriarca di Venezia su richiesta del Padre Arcivescovo Metropolita di Cosenza Bisignano, Mons. Giuseppe Agostino, il quale ad ogni pellegrino presso la chiesa di Casole concesse l’indulgenza giubilare.
Il Patriarca di Venezia, per mano del Rev. Sac. Don Giuseppe Costantini che ha accompagnato l’insigne reliquia, ha fatto dono alla chiesa di Casole Bruzio di una reliquie ex ossibus (costola) della Santa, consegnata al Padre Arcivescovo il 1 agosto 2001.
Ma anche Polistena è fiera di custodire una reliquia del sacro corpo della vergine S. Marina, che grazie all’ Arcivescovo Valensise, potè ottenere da sua Eminenza Card. Trevisanato, Patriarca di Venezia, nel 1870.
La S. Reliquia che si custodisce a Polistena è la costola sinistra e si trova in un reliquiario realizzato da un argentiere veneziano.

Santa Marina venerata
in Casole Bruzio (Cs)

Santa Marina
venerata in Polistena (Rc)



L’iconografia di S. Marina Vergine

Santa Marina Vergine venerata a Ruggiano (Le)

La santità cristiana ha i suoi simboli iconografici. Anche la vergine Marina ha una sua iconografia tipica che la caratterizza.
S. Marina è raffigurata: con abito monastico, con cappuccio, con giglio, con bambino, con il diavolo, con il drago, con il martello, con la palma e con la croce.

Abito monastico: racconta della vita della Santa, la sua iniziale scelta monastica operata dal padre e poi divenuta sua vocazione. Ci rammenta la necessità della dimensione contemplativa della vita.

Cappuccio: racconta della vita della Santa e il suo nascondimento sotto il nome di fra Marino. È segno del pudore e del rifugio filiale in Dio Padre.

Giglio: racconta della vita della Santa e il suo stato verginale. Ci rammenta la necessità di vivere in modo evangelico la sessualità secondo il proprio stato e vocazione ed è simbolo di purezza.

Bambino: è segno dell’episodio calunnioso che provocò l’esilio di S. Marina dal monastero al luogo di penitenza. In esso possiamo ammirare l’umiltà della Santa ed essere spronati ad essere umili e a cercare la giustizia in Dio.

Diavolo: simbolo iconografico presente in alcune immagini sacre della Santa, ricorda le tentazioni da lei subite durante la sua permanenza nell’esilio penitenziale.
In questo segno iconografico possiamo essere esortati alla vigilanza cristiana in ogni campo, da dove il “nemico invidioso” è in agguato per allontanarci dalla nostra amicizia con Cristo.

Drago: simbolo iconografico presente in alcune immagini sacre della Santa (particolarmente nel Salento); ricorda l’episodio calunnioso subito dalla Santa. È segno della calunnia così come nel Salento viene riletto.
A mio modesto parere è una contaminazione iconografica tra le due S. Marina: la Vergine Monaca e la Vergine Martire di Antiochia di Pisidia.
In questo segno iconografico - come per il simbolo del bambino - possiamo essere esortati all’umiltà e a cercare la giustizia in Dio. Spesso infatti i due segni non sono compresenti.

Il martello o randello simbolo iconografico presente in alcune immagini sacre della Santa (in particolare nel Salento e negli affreschi di una grotta di Qanubin, nel nord del Libano); ricorda l’episodio in cui la Santa aveva dovuto difendersi da un assalitore durante il suo esilio penitenziale.
Questo simbolo è curioso e fa pensare, secondo molti, che sia una contaminazione iconografica tra le due S. Marina: la Vergine Monaca e la Vergine Martire di Antiochia di Pisidia.
Questo segno iconografico può esortarci al senso cristiano della lotta tra il bene e il male, tra essere amici di Cristo o di satana.

Il medesimo significato può essere attribuito al simbolo della Palma presente in alcune iconografie (Salento e Polistena), anche se - a mio modesto parere - qui è evidente una contaminazione iconografica tra le due S. Marina: la Vergine Monaca e la Vergine Martire di Antiochia di Pisidia.

La Croce: simbolo iconografico presente in alcune immagini sacre della Santa (in particolar modo a Cumìa, Pogerola, Polistena, Santa Marina Salina e a Venezia), ci può far pensare all’affidamento quotidiano che la Santa viveva in Cristo.


Singolare è il quadro di Venezia dove la Santa indica la Croce posta nel rifugio dell’esilio anche al bimbo, quasi a dire: Lui è il Giusto innocente e ci farà giustizia; Lui è l’Amore Crocifisso e provvederà a noi.
In questo segno iconografico possiamo intravvedere l’abbandono filiale a Dio Padre attraverso Cristo Gesù.

Infine tra i simboli iconografici appare un libro aperto (S. Marina – SA) e una fiaccola accesa (Castroreale - ME), il cui significato è per ora incomprensibile.

Santa Marina Vergine
venerata a Cursi (Le)

Santa Marina
venerata in Cumia (Me)

Santa Marina
venerata in Casoli di Atri

Santa Marina venerata in Santa Marina in Amalfi (Sa)

 


Santa Marina LA SICILIANA
Vergine Termitana

Santa Marina Vergine Termitana è in realtà S. Marina La Siciliana, monaca basiliana detta "di Scanio".
La Vita di Santa Marina ci è nota solo tramite una copia eseguita attorno al 1308 per l’uso del grande Monastero del Salvatore di Messina (Cod. Mess. Gr. 29, ff. 112\5): di lei, infatti, non esistono più altre testimonianze, né chiese, né icone, né reliquie.
Secondo le fonti, il culto è nel messinese (Patti, Castanea, Milazzo, Cumìa..), probabilmente ci fu poi una sovrapposizione di culti vista l'omonimia e la confusione creata dall’agiografo del XIV secolo. Solo a Termine Imerese è rimasto il ricordo di questa vergine siciliana.
Raffigurata in abito monastico greco, è venerata l’8 o il 12 febbraio (Sinassari Bizantini) oppure il 17 luglio (il gesuita Caetani nella sua opera Vitae Sanctorum Siculorum, Palermo 1657).
Secondo alcune fonti la Vergine di Termini Imerese è una santa locale (di “a Pizzu di Scaniu”), secondo altre fonti è la Vergine di Bitinia o Libanese che poi nel culto locale fu fatta nascere in Sicilia. Nell'iconografia però sono diverse: una ha il bimbo e l'altra no. Nella tradizione ortodossa, anche siciliana (fonte: jeromonaco Alessio di Messina) è una monaca siciliana della tradizione monastica basiliana della Sicilia e fa parte dei così detti Santi Italo-Greci.
L’iconografia di S. Marina nel Messinese (es. Isole Eolie) e a Termine Imerese, la presenta senza il bambino e questo da ragione alla tesi siciliana. Rimane comunque un dubbio secondo gli storici della Biblioteca Sanctorum.


S. Marina martire delle catacombe

 

Con il termine di “corpo santo” o “martire delle catacombe” si identificano quelle reliquie ossee che, provenienti dalle catacombe romane e non solo, furono traslate nell’Urbe e nell’Orbe, in un periodo compreso tra la fine del XVI secolo e la seconda metà del XIX secolo.

Perché “corpo santo” e non “santo corpo”? La differente posizione dell’attributo (santo) rispetto all’oggetto (corpo) determina una differenza sostanziale: possiamo definirla una certezza d’identità del soggetto. Il “corpo santo” è un oggetto in quanto tale, un corpo di un defunto nelle catacombe, che solo in un secondo tempo ha una valenza sacrale.
Ma come riconoscere un “corpo santo” nelle catacombe? Tutte le sepolture erano di “martiri”? È un discorso molto ampio che lasciamo ad altri studi, qui vogliamo solo rifarci a Marcantonio Boldetti (famoso custode pontificio e incaricato per l’estrazione dei corpi dalle catacombe), il quale dava per certe le spoglie scoperte attribuendole ad un martire dei primi tre secoli.
La simbologia che definiva la sepoltura di un martire era: la palma, il XP, la scritta B.M. (“Beato Martire”), e poi nel suo interno un balsamario con “il sangue”. Spesso la lapide riportava il nome del “martire”, in caso contrario dopo l’estrazione veniva attributo un nome e i criteri di rinomina dei “corpi santi” è molto vario (ad esempio il nome del…. vescovo diocesano o pontefice in carica; titolare della Chiesa che accoglie il corpo; della catacomba da cui è estratto; eccetera).

Scrive il Boldetti, a tal proposito:

“Per evitare gli equivoci, che potrebbono nascere dalla somiglianza de’ Nomi. Il Sommo Pontefice Clemente IX., e doppo di esso la Sacra Congregazione sopra le Indulgenze e Reliquie determinarono che a’ Martiri Anonimi delle Catacombe, altri nomi non debbano imporsi, che certi attributi, o nomi appellativi, i quali convengono a ciascun Santo, come Giusto, Candido, Adeaodato, Vittore, Vittoria, Felice, Pio, ed altri consimili; mentre tutti sono Giusti, Candidi, Dati da Dio, Vittorio, Felici, Pii; Ed eccone il Decreto: Actum est de nominibus, quæ Sanctorum Martyrum Reliquiis fere imponuntur, eum nullibi appareat, quo nominee appellarentur; Et S. Congregatio dixit: In Decretis; statuerat enim fel. record. Clemens Papa IX ea sola nomina adhiberi, quæ omnium Sanctorum communia sunt, atque appellativa: omnes Justi, Candidi, Adeodati, Victoris c. vocari merito possunt; Imperochè sotto queste denominazioni unicamente si esprimono, o le loro virtù, o il loro merito, o il premio, e le Corone, a i loro meriti conferiti da Dio per la fortezza, con cui confessarono il nome di Cristo collo spargimento del proprio sangue, e col sacrificio della loro Vita per la Confessione della Cattolica Fede. (Boldetti, Lib. I Cap. XXIII pag. 109)

Ma perché poi gli stessi titoli appellativi corrispondono talvolta con quei nomi proprij de’ Santi, che sono descritti ne’ Matirologj come, Felice, Massimo, Fortunato, o altri, suppongono alcuni, e s’ingannano, che le Reliquie siano dei medesimi Santi notati in detti Martirologi.
Con tal equivoco adunque, confondendo gli uni cogl’altri, s’inoltrano eziandio a pubblicarne (come han fatto di là da’ Monti) qualche Vita a tenore degl’Atti, appropriando, per cagione d’esempio, ad un Santo Anonimo coll’attributo di Felice, la vita, o gl’Atti stessi d’un Martire di vero nome proprio notato ne’ sagri Fasti; qual abuso, quantunque derivato da pia semplicità, con ragione disapprova il tante volte lodato P. Mabillone dicendo che tal sorta di Vite, e di libriccioli meritano d’essere proibiti: At bone Deus! Quales Vitæ, quales libelli! Ii certe qui merito in Indicem libellorum prohibitorum referendi essent; Poiché quantunque l’errore di pochi non pregiudica alla Religione, né la medesima Vita, quantunque impropria al Martire anonimo, in veruna maniera apporta pregiudizio all’essere di vero Martire qual’egli è; tuttavolta, in ciò rimanendo offesa la verità, non s’hanno a permettere, bastando il sapersi, che realmente abbia sofferto il Martirio. (Boldetti, Lib. I Cap. XXIII pag. 111)”.

Ciò che importa, oggi come oggi, è la valenza simbolica del “corpo santo”: un cristiano della Chiesa dei primi secoli (spesso dell’Urbe e quindi la comunione con la Santa Sede), un testimone verace del Vangelo, fino al dono della propria vita con il martirio.
Infine, il culto dei “corpi santi” è oggi vario: in oblio e le reliquie scomparse; molto vivo o addirittura vivace essendo il “martire” patrono di qualche località.

In conclusione, a proposito di corpi santi o martiri delle catacombe, è illuminante il testo di Prudenzio, autore cristiano del quarto secolo, che scrive:

“Innumerevoli ceneri di Santi noi vedemmo opposte nell’urbe Rotulea, o Valeriano, pontefice di Cristo. Vuoi forse conoscere le epigrafi opposte sui singoli locali ed i rispettivi nomi? Sarebbe difficile per me il ricordarli tutti. Sì grande è il numero dei santi che massacrò l’empio furore della Roma Troiana quand’era ancora dedita al culto dei Patrii Numi. Moltissimi sepolcri sono insigniti, è vero, di laconiche scritte o si fregiano di epigrafi coi nomi dei martiri. Ma ci sono altresì delle tombe enepigrafi, dove invece del nome, c’è solo il numero delle vittime.
Quanti corpi di Santi giacciono in quei poliandri lo puoi sapere solo dalla cifra segnata sulla tomba, giacché su di essa non vi leggeresti alcun altro nome. Ricordo d’aver saputo che in un cementero, sotto una stessa pietra tombale riposano le reliquie di ben settanta martiri. I loro nomi Cristo solo conosce, giacché egli li rese degni della sua amicizia”. (Prudenzio, IV secolo).

Dopo questa grande introduzione possiamo ricordare che presso la cappella della reliquie dell’Istituto Cottolengo di Torino esiste una cassettina lignea contenente il teschio e le ossa che come dice il cartiglio (ex corpore S.tae Marinae Martyres) appartengono a S. Marina Martire.


S. Marina (Margherita
Vergine e martire di Antiochia di Pisidia

Santa Marina (Margherita), vergine e martire di Antiochia di Pisidia. Secondo una passio confusa e leggendaria, redatta in greco da Teotimo (che si dichiara testimone dei fatti), Margherita nacque nel 275 ad Antiochia di Pisidia. Figlia di un sacerdote pagano, dopo la morte della madre fu affidata ad una balia, che praticava clandestinamente il Cristianesimo durante la persecuzione di Diocleziano, ed allevò la bambina nella fede cristiana. Quando venne ripresa in casa dal padre, dichiarò la sua fede e fu da lui cacciata: ritornò quindi dalla balia, che la adottò e le affidò la cura del suo gregge.

Mentre pascolava fu notata dal prefetto Ollario che tentò di sedurla ma lei, avendo consacrato la sua verginità a Dio, confessò la sua fede e lo respinse: umiliato, il prefetto la denunciò come cristiana. Margherita fu incarcerata e venne visitata in cella dal demonio, che le apparve sotto forma di drago e la inghiottì: ma Margherita, armata della croce, gli squarciò il ventre e uscì vittoriosa. Per questo motivo viene invocata per ottenere un parto facile.
In un nuovo interrogatorio continuò a dichiararsi cristiana: si ebbe allora una scossa di terremoto, durante la quale una colomba scese dal cielo e le depositò sul capo una corona. Dopo aver resistito miracolosamente a vari tormenti, fu quindi decapitata il 20 luglio del 290 all'età di quindici anni.
Nel X secolo il suo corpo fu trafugato da Agostino da Pavia che voleva portarlo nella propria città. Giunto però nell'abbazia di Montefiascone egli si ammalò e morì, lasciando la reliquia in quel luogo: altre città italiane e francesi, vantano il possesso delle sue reliquie.

Il culto

Santa popolarissima nel medioevo, Giovanna d'Arco dichiarò che una delle voci celesti che udiva era proprio quella di santa Margherita (che le appariva insieme all'arcangelo Michele e a santa Caterina di Alessandria).
Spesso assimilata ad altre sante (Caterina di Alessandria, Pelagia, Reparata), è inserita tra i quattordici Santi Ausiliatori che venivano invocati nei momenti difficili.
È molto venerata (col nome di "Marina") anche dalla Chiesa Ortodossa, che ne celebra la memoria il 17 luglio e la invoca contro le febbri malariche. La stessa data è utilizzata nelle regioni meridionali dell'Italia, dove il culto fu probabilmente importato da monaci bizantini durante le persecuzioni iconoclaste: questo ci aiuta a comprendere la confusione iconografica e di culto tra Marina La Vergine e Marina La Vergine Martire.

La Chiesa cattolica ricorda la Vergine Martire nel Martirologio Romano in data 20 luglio: "Ad Antiochia di Pisidia, nell’odierna Turchia, santa Marina o Margherita, che si ritiene abbia consacrato il suo corpo a Cristo nella verginità e nel martirio".

La tradizione iconografica raffigura Santa Marina (Margherita) Vergine Martire con i seguenti simboli: drago, palma, croce, diavolo e corona.

 


LE ALTRE “SANTE” DI NOME MARINA

Santa Marina di Orense, vergine e martire
(Galizia, Spagna), festeggiata il 18 luglio

Sarebbe stata martirizzata nella località di Aguas Santas presso Orense, dove le è dedicata una chiesa. Il culto è grandemente diffuso in Spagna, ma non si conoscono i fatti della sua vita e spesso le sono attribuite, senza fondamento, le vicende narrate nella passio di Santa Marina o Margherita di Antiochia.

Santa Marina di Omura, vergine e martire,
vissuta in Giappone nel XVII secolo
e festeggiata il 28 settembre

Marina di Omura (XVI secolo – Nagasaki, 11 novembre 1634) fu una religiosa giapponese; è venerata come santa e martire dalla Chiesa cattolica, che la festeggia l'11 novembre.
Divenne terziaria domenicana con voti religiosi privati. Fu arrestata con l'accusa di aver appoggiato i missionari occidentali e quindi bruciata viva a Nagasaki l'11 novembre del 1634.
Marina di Omura venne beatificata, insieme ad altri 15 martiri domenicani tra cui San Lorenzo Ruiz, da papa Giovanni Paolo II il 18 febbraio 1981 a Manila nelle Filippine. Venne poi canonizzata a Roma il 18 ottobre 1987 ancora da Giovanni Paolo II.
La sua memoria ricorre il giorno 11 novembre, mentre, assieme ai compagni martiri domenicani in Giappone è ricordata il 28 settembre.

Beata Marina di Spoleto, vissuta nel XIII secolo, commemorata il 18 giugno

Beata Marina di Spoleto è stata una monaca agostiniana italiana vissuta nel XIII secolo, festeggiata il 18 giugno. Nata Vallarina Petruccini, si fece monaca giovanissima nl monastero di Santa Maria della Stella con il nome di Marina. Nel 1265 fondò il monastero di San Matteo dove fu dedita alla preghiera e alla penitenza. Morì un 18 giugno alla fine del secolo. Il suo corpo rimase incorrotto (ricognizioni e traslazioni nel 1471, nel 1548 e nel 1639), ma non ha culto ufficiale.

Serva di Dio Marina Francesca Cinta Sarrelangue, sposa

Moglie del servo di Dio Eugenio Balmori Martinez, San Luis Potosí, Messico, 7 luglio 1900 - Minatitlán, 14 maggio 1946
Marina: Acayucan, 9 marzo 1909 – Città del Messico, 29 settembre 1988

Laici della diocesi di Coatzacoalcos. La loro causa di beatificazione è promossa dalla parrocchia Sagrada Famiglia di Città del Messico.

 


PREGHIERA A SANTA MARINA

Gloriosissima S. Marina, sublime nelle vostre virtù, eroica nel silenzio: impetraci dal Signore la grazia di saper sempre custodire la nostra lingua.

Gloria

Gloriosissima S. Marina, fiore olezzante dell’Oriente, che nella solitudine e nelle asprezze della vita sapeste conservare l’angelica virtù: otteneteci dal Signore la grazia di vivere sempre nella santa castità.

Gloria

Gloriosissima Santa Marina, che nel mirabile, completo abbandono in Dio, nella letizia del patire per lo Sposo celeste, sosteneste la più atroce delle calunnie: insegnateci la via di tanta perfezione, nella dedizione più perfetta ai divini voleri.

Gloria

Gloriosissima Santa Marina, ardente nel cuore di carità verso il prossimo, che sapeste con tanta generosità perdonare: fate che noi pure con ampiezza di cuore perdoniamo ad amiamo i nostri nemici.

Gloria

Gloriosissima Santa Marina, dal Cielo dove con Dio, premio e corona dei Santi, ora vivete e regnate: avvenga, per la vostra intercessione, che possiamo così vivere sulla terra, da meritare un giorno di essere coronati nei Cieli.

Gloria

- prega per noi, beata Marina
- affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo

Preghiamo

Concedi a noi, Signore, per i meriti di Santa Marina Vergine, di cui ricordiamo la traslazione, di essere liberati da ogni difficoltà. Per Cristo nostro Signore.

Amen

da: Vita di S. Marina Vergine, patrono di Venezia, il cui corpo incorrotto si conserva nella Chiesa di S. Maria Formosa – Lito-ipografia Armena,Venezia 1975.


SUPPLICA A SANTA MARINA VERGINE

“Padre santo, fonte di ogni santità”,
attraverso il dono dello Spirito,
susciti negli uomini e donne di ogni tempo il desiderio dell’amicizia con Te:
in S. Marina Vergine ci hai dato un segno di questo tuo dono.

In lei, fiore del monachesimo orientale, ci ricordi il monito fatto a Marta:
“Maria a scelto la parte migliore”.

In lei ci insegni la necessità del pregare sempre.

Con lei ci offri la forza dei giusti
che sanno condividere la sofferenza innocente
ad immagine del Servo sofferente di Jahveh

Concedici, Signore, per l’intercessione della Vergine S. Marina
la ricerca della giustizia divina, l’umiltà della vita,
il desiderio della preghiera e la forza evangelica nella lotta contro il male
per rispondere sempre al male con il bene.
Amen.

 

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È nascosto un senso di elezione particolare nel custodire la memoria dei santi, non tanto per la loro presenza o perché limitiamo il nostro sguardo su di loro, ma nel vivere attraverso la loro memoria il memoriale della Pasqua di Cristo, che attraverso anche la loro vita e per mezzo del sacrificio eucaristico si riversa in noi, affinché così anche noi possiamo diventare amici di Dio.

* * *

“La santità non è frutto di scelta umana. Non la si può valutare con criteri umani, né stabilire con procedure umane … la santità appartiene a Dio. I santi non sono che uomini di Dio.
Con un loro modo particolare, definiscono il quadro delle relazioni tra Dio e umanità, con criteri che solo Dio stabilisce. La santità trascende gli angusti confini delle nostre divisioni, dei nostri scismi.
L’unità della Chiesa la si raggiunge e realizza grazie alla loro dignità, che diventa comprensibile solo in questo mondo.
I santi fanno così da ponte nelle relazioni interecclesiali, non solo perché intercedono per la chiesa, ma perché attingono al loro bontà da quella fonte unica, che è il solo Signore; sono il fondamento della sua Chiesa Una e Santa.” (S. E. Chrisostomos Konstantinidis, Metropolita di Efeso)

 

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Bibliografia e Siti


- AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
- C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
- Di Filippo Giuseppe – Santa Marina - Ed. Parrocchia di S. Marina di Casoli di Atri (TE), 1998
- Guido Luigi (arciprete di Polistena) – La vita di S. Marina – Varamo, Polistena 1996
- Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2010
- Irace Domenico – cenni storici sulla vita di S. Marina Vergine. Protettrice di Pogerola di Amalfi – Ed. A. De Luca, Amalfi 1963 (a cura del Parroco Sac. Pasquale Sacco)
- Padre Alessio, jeromonaco – I Santi Italo-Greci dell’Itala meridionale. Epopea spirituale dell’Oriente Cristiano. Profilo storico del monachesimo italo-greco – Nicola Calabria Editore, 2004
- Sito web di nomix.it
- Sito web di santamarina.altervista.org
- Sito web di santamarinacasole.it
- Sito web di santamarinafilandari.it
- Sito web di santamarinapolistena.it
- Sito web di santiebeati.it
- Trotta Antonio – Santa Marina, Santa Lucia e San Pasquale. Brevi notizie sulla loro vita. – Ed. Chiesa di - Santa Marina, Tollo (Chieti), 1986: estratto dal libro di Antonio Trotta – TOLLO - Storia, Tradizione, Religione, Folklore – Ed. Itinerari lanciano, 1986
- Vita di S. Marina Vergine, patrono di Venezia, il cui corpo incorrotto si conserva nella Chiesa di S. Maria Formosa – Lito-Tipografia Armena,Venezia 1975

Ed. D. M. G.
2 dicembre 2010

 

 

Dello stesso autore:

 

- Beati e Beate:

- Beata Colomba da Rieti

 

- Beate Ambrosiane

 

- Le beate terziarie minime di Milazzo: quattro o tre?


- Beato Enea da Faenza

 

Santi Martiri:

- Albiate e i suoi Martiri - Santi Fermo, Rustico e Procolo

- La Martire Fortunata di Roma, la “Santa” di Baucina (PA)

- Monselice e i suoi Martiri

 

- San Liberato martire

- Santa Candida martire

- Santa Vittoria, martire in Sabina


- Santi Martiri di Cordova


- Santi Martiri di Fossa

Iconografia dei Santi:

- Chi sarà mai costui - - Iconografia dei SantI - Prima parte


- Chi sarà mai costui - - Iconografia dei SantI - Parte seconda

- San Rocco e i suoi attributi iconografici

Santi ed Animali:

- I Santi e il Cane

 

- La Santità dell'Orso

 

- Mancu li gatti! I gatti nella vita dei Santi

- Santi e Roditori


- Santità e il Cervo

 

- Santità e il Drago

Santi e Sante:

- Santi 14 Ausiliatori

- Bambini Santi

 

- Corpi Santi

- Famiglie di Santi

 

- I Santi Magi

- L'Amico dello Sposo - S. Amico

- Longino, la santità sgorgata dal Cuore di Cristo

 

- Luciano, nato nella luce

- Martino di Monselice e Martino di Tours

- San Callisto


- San Damiano e Damiano di...

- San Donato

- San Fabio (Gens Fabia)

- San Giovanni da Tufara

 

- San Lucio I Papa

- San Mamante di Cappadocia

- San Marco

- San Mario


- San Sefirio

 

- San Sostene: un nome, due santi

- San Vincenzo Ferrer

- Sant'Albino, Vescovo: Un quartiere di Monza

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Eliana, la "Figlia del sole"
Genoveffa detta anche Ginevra

Ludovica "Colei che è gloriosa in battaglia"

Gigliola "Bella come un giglio "

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- Santità di nome "Romeo"


- Sebastiano, Nobile atleta di Cristo

 

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- Santità e Stigmate

- Santità ed Ecumenismo

- Santità Silvestrina

Altro:

- Sacro Cuore di Gesù e Santità e Sacro Cuore

- "Sarà chiamato Emmanuele"

- "Saremo condotti..."


- Siti personali di Don Damiano Grenci:

http://xoomer.alice.it/damiano.grenci/Home.html

 

http://www.preguntasantoral.es/?p=3177

http://regio18.blogspot.com

 

 

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