LA RISORTA LOCANDA DEL CASTELLO
Direte perchè visitare questo ristorantino abbarbicato
sulle montagna alle spalle di Bojano, nel Molise? Perchè
andare fin su quel cucuzzolo dove si troverà un paesino
dimesso e quasi disabitato?
Dove si potranno visitare anche i vicoli contorti ma luminosi,
si potranno ammirare vecchie case corrose dal tempo, angoli
di verde, il campanile nella piazzetta. eppoi giungere, finalmente,
alla Risorta Locanda del Castello.
| |
|
| Trovando un piccolo locale ben curato
nei minimi particolari, sia nelle stanze che vi accoglieranno
- e soprattutto - nelle eleganti, creative ma superlativamente
saporite preparazioni, di cui alcuni esempi sono già
nel "Menu". Buoni anche i dolci fatti in casa
e la carta dei vini basata su prodotti regionali e del
Centro-Sud. |
| |
|
Alle domande sovraesposte, in realtà
già ha risposto la rivista il Gambero
Rosso nel luglio 2003, con un bell'articolo
di due pagine corredate da foto, dal titolo: "Quella
sperduta torre di melanzane" che illustra
l'avventura iniziata da Renato Testa nel piccolo centro: |
|
|
|
"Si può decidere di deviare da
un percorso già abbastanza "periferico" per
salire in un borgo e sedersi al tavolo di un ristorantino
senza troppe pretese? La prima risposta ce l'ha data la fragranza
del piatto di orecchiette mantecate con crema di broccoli
e guanciale croccante.
Anzi, forse proprio la croccantezza di quel
guanciale e il suo aroma e sapore così perfetto e così
pronto a richiamarci alla memoria sapori d'altri tempi - subito
scossi poi dalla crema che ci riporta all'oggi in modo gradevole
e dolce - forse proprio questi sapori ci hanno fatto decidere
che sì, vale proprio la pena. E a ricordarcelo ci sono
anche quelle orecchiette mantecate al parmigiano e la frittella
con le alici, la crocchetta di baccalà,
la polentina al pomodoro, il crostino
col lardo... Sapori semplici, sapori decisi.
Siamo in una zona molto lontana dalle rotte
gastronomiche più frequentate dai gourmet. Un borgo
medievale, distante quattro kilometri dal centro cittadino
e poco conosciuto dai turisti: poche indicazioni stradali
per raggiungerlo. E' evidente che qualunque esperto di marketing
sconsiglierebbe di aprire un ristorante a Civita Superiore
con la speranza di avere successo.
L'impresa
è invece riuscita a Renato Testa,
giovane chef molisano, che ha coinvolto nell'avventura Silvana,
la sua gentilissima consorte. Il risultato è un ristorante
immerso in un'atmosfera silenziosa e fatata, con un panorama
mozzafiato; in carta una quarantina di etichette per lo più
regionali, una cucina deliziosa e un servizio, un'ospitalità
davvero cortesi.
Renato è autodidatta: la sua forza
è nella passione, in un amore pe la buona cucina ereditato
dai genitori. "Credo che il segreto risiede nel saper
mangiare. Non penso che si possa saper cucinare bene se non
si è capaci di mangiare bene". Forse i genitori
avrebbero preferito che si laureasse in architettura, visto
che gli mancavano pochi esami.
L'unico edificio che Renato sia riuscito
a mettere in piedi è invece la torre di melanzane alla
parmigiana, fiore all'occhiello del menu estivo, un concentrato
di gusto e geometria. Ha una cura maniacale per la ricerca
delle materie prime, fa spesa tutti i giorni.
Quando aprì il ristorante, quattro anni fa, capì
che non avrebbe dovuto dim enticare
il territorio, le radici (e molti piatti lo dimostrano), ma
che le materie prime disponibili non erano sufficienti per
realizzare la "sua" cucina, quella che aveva in
testa.
C'era bisogno d'informarsi, prendere contatti, uscire dal
guscio. E lo ha fatto: "Restiamo sempre in contatto con
la vecchia Trattoria da Tonino, a Campobasso; ci scambiamo
idee, opinioni, ci hanno aiutato a crescere, a farci conoscere.
E' chiaro che quello che riusciamo a fare in casa lo facciamo,
come la pasta all'uovo, i dolci, la frutta sotto spirito.
ma gli allevamenti, no, quelli non li abbiamo". Anche
se l'agnello marinato al balsamico e cotto
perfettamente alla brace, o il filetto al coriandolo
sicuramente fanno parlare di grandi materie prime e incantevoli
profumi (altro motivo per tentare l'esperienza della deviazione?).
E anche i dolci, semplici, non sono da meno sul fronte del
gusto e del piacere come il semifreddo agli amaretti
con salsa di cioccolato.
"Io ho sempre cercato di rielaborare
vecchie ricette facendole mie, allargando il loro orizzonte
- sorride Renato . - La tradizione molisana è il punto
di partenza, la cucina italiana il porto d'arrivo".
E Silvana? Silvana lo ha aiutato, sostenuto, capito.
In sala dimostra capacità notevoli, si muove con leggiadria
e dispensa consigli con professionalità. che un giorno
impari anche a cucinare? Renato glissa, ma la speranza non
è mai morta; anzi, da queste parti, è già
Risorta!".

******
Renato, come vedete dalle foto, fisicamente è un bel
tipo, alto, un volto interessante... ma non solo questo.
E' un tipo determinato sin quasi a rischiare di mandare via
dei clienti inattesi, che non hanno prenotato in tempo, anche
se la sua Locanda è semivuota... Il fatto è
che egli vuole fornire ai clienti il massimo di quanto può
dare, ma vuole essere edotto sul quando, quanti ospiti, ecc...
che volete farci?!
Infatti, lo scrittore Antonio Pascale,
che era arrivato chissà come in quell'angolo di mondo
quasi deserto e carico di pace, in cerca di spunti per i
suoi romanzi, essendo ormai l'ora del pranzo e vedendo,
appunto, l'insegna della Risorta Locanda del Castello, rasserenato,
s'era avviato a suonare al campanello... Ma Renato, con
fare gentile ma burbero, s'era rifiutato di accoglierlo,
asserendo che si doveva innanzitutto prenotare, altrimenti
non poteva accettare clienti piombati nel locale allì'improvviso!
Pascale, deluso ed anche un pò arrabbiato,
aveva accolto questa decisione senza ribattere, scendendo
poi giù a valle alla ricerca di un posto in cui far
pranzo, ripensando poi nei giorni successivi più
volte all'accaduto, chiedendosi quale fossero le motivazioni
profonde di un tale atteggiamento.
Insomma, era rimasto davvero sconvolto ed incuriosito e
si era arrovellato se dare seguito all'accaduto, prenotare
una buona volta, gustare i preannunciati manicaretti della
casa, cercando di capire i per come e i perchè dello
chef... Infine, determinato ad andare fino in fondo a questa
curiosa situazione, un giornò alzò il telefono
e prenotò.
Il pranzo fu delizioso, le prelibatezze
promesse vennero dispiegate dinanzi a lui ed alla sua famiglia
e Renato, rasserenato anche lui, gli spiegò che il
suo comportamento derivava solo dal fatto che, prenotando
per tempo, egli aveva la possibilità di andare in
mattinata di persona al mercato, di scegliere tra le migliori
"materie prime" e realizzare a tempo debito i
suoi succulenti piatti. Una commistione di correttezza professionale
e di pignoleria che però portavano alla realizzazione
di piatti quasi "personalizzati".
Insomma, la spiegazione - ma soprattutto
quanto aveva ingerito - non dispiacque affatto ad Antonio
Pascale che successivamente nel suo libro "Non è
per cattiveria - Confessioni di un viaggiatore pigro, editori
Laterza, collana Contromano - che è un girovagare
senza itinerario preciso tra le varie zone del Molise, una
terra dimenticata, fermandosi "in ristoranti
in cui bisogna osare per mangiare, ed avere la pazienza
e l'umiltà di rinunciare" - dedica
qualche pagina a questo episodio, marcando con il soprannome
di "Burbero" Renato Testa.
 |
In una recensione di Anita Curci per http://www.napoliontheroad.it
si può leggere:
"Antonio Pascale, scrittore.... trovandosi
in questi luoghi, lungo un percorso del tutto virtuale,
ci indica gli approdi ideali per una sana e corroborante
sosta, descrivendoci spiritosamente alcune delle trattorie
che offrono pasti genuini e gustosi, come ad esempio quella
di Civita Superiore, la Risorta Locanda, in cui bisogna
assolutamente prenotare altrimenti il gestore del locale
vi lascerà senz’altro morire di fame!" |
******

IL PIATTO CONSIGLIATO
Dal menu estivo, ecco una delle ricette
più riuscite di Renato.
Un pollo ruspante, amarene sotto spirito
fatte in casa, olio extravergine, un pò di insalata.
Salare il pollo e grigliarlo, farlo raffreddare,
dissossarlo e tagliare il petto e le cosce a listarelle.
In un pentolino, scaldare 2 decilitri di aceto balsamico
a fiamma bassa per 15 minuti, facendolo ridurre di un terzo.
Disporre sui piatti un letto di soncino, adagiarvi sopra
il pollo così tagliato, condire con un filo di olio
extravergine, aggiungere le amarene con un pò del
loro succo e rifinire con la riduzione di aceto balsamico.
******

Premio Bibenda 2009 in cui è risultato uno dei 21 migliori ristoranti d'Italia


Sul Web alcuni articoli in proposito:


|
Sommeliers forum up

|

Luciano Pignataro Wine blog


******

Rivista Gambero Rosso Ottobre 2007


Forum del Gambero Rosso

La Repubblica.it
Su Don Rockwell.com

Su egForums

Su Yubuk


******

*******
******

******

******
******

******

Ancora su Yubuk.com

******

******

******

******

******
******

******

******


******

******

******

******

******
http://turismo.provincia.campobasso.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/651

******

******
Sulla pubblicazione Alberghi e Ristoranti d'Italia
******

******

******

******

******

******
Su Paladar

******

Ancora Yubuk

******

|