Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

 

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, il presente articolo è stato realizzato da Giancarlo Gualtieri, Socio A.I.C.I.S., che ha fornito anche le immagini.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

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L'IMMAGINE SACRA NEL COLLEZIONISMO MINORE

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QUADERNI DI SCUOLA

 

Le date più importanti e significative che hanno reso “alfebatizzata” l’Italia, anzi gli italiani, sono:

-1859: una legge prevede l’obbligo per i comuni di istituire scuole elementari inferiori e stabilisce l’obbligo di frequenza per i bambini.
-1877: la legge “Coppino” riordina l’insegnamento elementare, stabilisce cinque classi e rende obbligatoria la frequenza ai corsi per i bambini dai sei ai nove anni.
-1904: la legge “Orlando” estende l’obbligo scolastico fino a dodici anni.
-1923: la “Riforma Gentile” allunga l’obbligo scolastico ai ragazzi fino a quattordici anni, istituisce gli esami al termine di ogni ciclo di studi, vara i corsi di avviamento professionale e gli istituti tecnici.
           

Queste riforme innovatrici hanno introdotto l’uso di massa dei sussidiari, dei libri e di tutto il materiale scolastico in primo luogo appunto i quaderni. I primi quaderni so-no con copertine un po' anonime di colore grigio o nere sulle quali l’alunno incollava un'etichetta con il suo nome e cognome, l’istituto, la classe frequentata e la materia d'insegnamento.
In seguito man mano le copertine dei quaderni si adeguano ai tempi rappresentando varie tematiche che vanno dalla geografia, alla storia, allo sport, al cinema fino al le moderne copertine con gli eroi dei cartoni animati.

Per quanto riguarda quaderni con immagini religiose, che erano usati appunto soprattutto per la materia “Religione”, una volta obbligatoria, ne ho trovato diversi tipi che ho raggruppato secondo la casa editrice:

(Fig. 1) Quaderno - Presso il Libraio Giacomo Flecchia – Biella.
Sul verso: “San Giovanni Battista”
Sul recto: “Santa Lucia”

(Fig. 2) - Quaderno - Presso il Libraio Giacomo Flecchia – Biella
Sul verso, “L’Immacolata Concezione”
Sul recto, l’immagine di due animali: il leone e il cane.

(Fig. 3) - Quaderno - Edizioni Cantagalli – Siena
Sul verso, “S. Giovanni Bosco”
Sul recto, la storia della vita del santo.

(Fig. 4) - Quaderno - Edizioni Cantagalli – Siena
Sul verso, “La peccatrice” racconto dalla vita di Gesù.
Sul recto, la narrazione dell’episodio dal Vangelo concordato dal Cardinale Lepicier.

(Fig. 5) - Quaderno - Edizioni Cantagalli – Siena
Sul verso, “Tommaso convinto” racconto dalla vita di Gesù.
Sul recto, la narrazione dell’episodio dal Vangelo concordato dal Cardinale Lepicier.

(Fig. 6) - Quaderno - Edizioni Cantagalli – Siena
Sul verso, “La crocifissione di Nostro Signore”
Sul recto, l’episodio del Vangelo “Agonia e morte di Gesù”.

(Fig. 7) – Quaderno - Editore C. Stracca S.p.A. - Frosinone.
Sul verso Disegno di G. Mattoni – L’Imperatore Costantino “In hoc signo vinces”
Sul recto, la storia della battaglia di Ponte Milvio del 28 ottobre del 312 d.C..

(Fig. 8) - Quaderno Arti grafiche Panetto & Petrelli – Spoleto..
Sul verso, Disegno di Cantini “S. Francesco d’Assisi parla agli uccelli”
Sul recto, la tavola Pitagorica

(Fig. 9) - Quaderno Editore: ignoto
Sul verso, Disegno di Cesare Mariani “L’insegnamento tecnico delle Scuole Cristiane in Italia”.
Sul recto, la storia de “L’insegnamento tecnico delle Scuole Cristiane in Italia”.

Editore: Presso il Libraio
Giacomo Flecchia – Biella

Verso: “San Giovanni Battista.” (Fig. 1)

Editore: Presso il Libraio
Giacomo Flecchia – Biella.

Recto: “Santa Lucia” (Fig. 1)

Editore: Presso il Libraio Giacomo Flecchia – Biella
Verso, “L’Immacolata Concezione”

Recto: il leone e il cane. (Fig. 2)

Editore: Cantagalli – Siena
Verso, “S. Giovanni Bosco”

Recto: Vita del santo. (Fig. 3)

Editore: Cantagalli – Siena
Verso: “La peccatrice”

Recto: L’episodio dal Vangelo. (Fig. 4)

Editore: Cantagalli – Siena
Verso: “Tommaso convinto”

Recto: L’episodio dal Vangelo. (Fig. 5)

 

Editore: Cantagalli – Siena
Verso: “Agonia e morte di Gesù”

Recto: L’episodio dal Vangelo. (Fig. 6)

Editore: C. Stracca S.p.A. – Frosinone
Verso: “In hoc signo vinces”

Recto: Storia battaglia Ponte Milvio (Fig. 7)

Editore: Arti grafiche Panetto & Petrelli –
Spoleto
Verso:
“S. Francesco d’Assisi parla agli uccelli”

Recto: la tavola Pitagorica. (Fig. 8)

Editore: Ignoto
Verso: Cesare Mariani
“L’insegnamento tecnico delle Scuole Cristiane in Italia”

Recto: Storia de “L’insegnamento tecnico …”
(Fig. 9)

 

CESARE MARIANI
L’INSEGNAMENTO TECNICO DELLE SCUOLE
CRISTIANE IN ITALIA

Fin dal 1700 S.Giovanni Battista de la Sale mandò due dei suoi discepoli a Roma per aprirvi una scuola e i Papi, apprezzando l’opera educativa dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ne moltiplicavano le loro opere aprendone parecchie nella capitale e una pressoché in tutte le cttà principali dei loro stati, nel Lazio, Umbria, Marche, Romagne e nel Beneventano. Già sin dal 1829 i Fratelli delle Scuole Cristiane si erano stanziati in Piemonte chiamativi dalla volontà di Carlo Felice che, nella vicina Savoia, ne aveva apprezzato la serietà. Lo zelo, la bontà dei metodi.

L’anno 1830 anche il Municipio di Torino chiamava i Fratelli alla direzione di tutte le scuole elementari, che assumevano, per tale disposizione, il carattere di vere scuole popolari.
Così la scuola popolare del De la Salle penetrava largamente in Italia con la protezione dei Principi, l’appoggio dei Comuni e il favore del popolo. Ma i fratelli guardavano più in là. Perciò proposero all’Amministrazione della Regia Opera di Torino l’istituzione di Corsi serali per gli operai. Tale corso, che fu di otto classi e diviso in inferiore e superiore, fu subito così affollato di allievi, anche di civil condizione, che il Municipio si affrettò ad aprirne un altro collaterale, affidandolo ai medesimi Maestri. In entrambi gli Istituti erano materie d’insegnamento l’italiano, l’aritmetica, la contabilità, la calligrafia, il disegno architettonico, industriale, di ornato, di figura e una lingua viva.
I due corsi Industriale e Commerciale erano dunque costituiti con intiera soddisfazione del Comune e del Governo. Anzi un membro di quest’ultimo, l’Onorevole Boncompagni, Ministro della Pubblica Istruzione, persuaso della necessità di camminare coi tempi, prese a seguire da vicino le due scuole, intervenendo egli personalmente ai saggi finali dove non scarseggiava di elogi ai Maestri e ai discepoli. < Voi avventurati, dilettissimi giovani>, diceva egli in uno di questi saggi scolastici, "cui toccò in sorte di essere educati e cresciuti alla scuola di tali Maestri, che in sé accoppiano, a sodo sapere, la più schietta virtù; così che sotto la loro disciplina, ove non falliate a voi stessi, non potete a meno di riuscire virtuosi e addottrinati".

 

Bibliografia
Collezionismo Italiano, 4 volumi – Rizzoli Editore – Milano – 1979.
“I quaderni del duce” di Luigi Marrella – Barbieri Editore - 1995

 

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CARTE TELEFONICHE

 

Continuando il mio viaggio nel mondo del collezionismo cosiddetto minore non potevo non occuparmi delle “carte telefoniche” sino a pochi anni fa di gran moda, grazie al numero molto elevato prodotto in tutti i paesi del mondo e ai soggetti riprodotti che abbracciavano una infinita gamma di argomenti.
Ora, soppiantate dai telefonini, le schede telefoniche hanno avuto un rapido calo e non sono quasi più usate. Di conseguenza anche il loro collezionismo si è notevolmente ridotto.
Ma nel ripercorrere un po’ la loro storia vorrei proporre alcune carte telefoniche a soggetto religioso.


Breve storia delle “Carte telefoniche”


All’Italia spetta il primato della promozione e della produzione del servizio telefonico prepagato mediante tessera magnetica. L’idea sorse a seguito ai continui scassi degli apparecchi telefonici pubblici, soprattutto nelle città. La prima scheda, che sostituì i tradizionali gettoni (in Italia dal 1927), fu  realizzata dalla ditta milanese PIKAPPA per conto della SIP, entrò in funzione a Roma, nel maggio 1976, nel Galoppatoio di Villa Borghese.

  • SISTEMA SIDA dal 1977 al 1988

Le schede telefoniche verticali e con banda magnetica centrale a due colori.

  • SISTEMA URMET dal 1985 al 1988

Le schede a banda magnetica orizzontale, due serie una bianca e l’altra rossa.

  • SERIE FIGURATA SERVIZI SIP

Serie realizzata dalla PIKAPPA per pubblicizzare i numeri utili sip.

  • SERIE TURISTICA TECHNICARD POLAROID e PIKAPPA

Nel 1989 fu emessa la serie raffigurante Alberobello - Bari con scadenza 30/06/1990 che fu presa come modello grafico per rea-lizzare l'intera serie di 126 carte con 40 soggetti per regioni italiane.
La scheda telefonica prepagata, diventa quindi la forma più comoda e semplice per comunicare dai telefoni pubblici, manda in pensione i “gettoni telefonici” si trasforma in oggetto di collezionismo.
Ai fini del collezionismo le schede telefo-niche si dividono in quattro gruppi:

- Schede Ordinarie che sono quelle più comuni;
- Schede Pubblicitarie che sono commissionate da Società ed Aziende per scopi promozionali;
- Schede Speciali che vengono realizzate per celebrare avvenimenti o feste di particolare rilievo (Anno Santo, Festa della Repubblica, etc.)
- Schede Tematiche che riguardano argomenti più diversi (sport, cultura, arte, religione, etc.).

 

(Fig. 1)
Beatificazione di Padre Pio da Pietralcina
2 Maggio 1999
TELECOM-ITALIA

(Fig. 2)
Sv. Kazimieras
LIETUVOS
TELEKOMAS

 

 

(Fig. 3)
IUBILAEUM A.D. 2000
LE SETTE BASILICHE DI ROMA
TELECOM-ITALIA

(Fig. 4)
Anno Santo 2000
BASILICA DI S. FRANCESCO DI PAOLA
TELECOM-ITALI

 

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L'IMMAGINE DEI SANTI SULLE "BANCONOTE"

 

La “numismatica”, nomisma in greco e numisma in latino, equivalente a moneta, è lo studio scientifico della moneta in tutte le sue varie forme, dal punto di vista storico, artistico ed economico. Nell’ambito del mondo del “collezionismo” un posto rilevante se non il primo è occupato senz’altro da quello delle “monete e delle banconote”.
Per cui prima di passare ad illustrare alcune “banconote” con immagini di Santi è utile percorrere un breve viaggio attraverso la storia della “moneta”:
I Primi Scambi: scambio di beni con altri beni.
L’uomo in cambio del suo lavoro riceve una “paga” in moneta che usa come mezzo per acquistare il cibo ed i beni materiali di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza.
Nell’antichità presso i popoli primitivi esisteva il cosiddetto “baratto”, per esemplificare il contadino che voleva mangiare il pesce dava in cambio il grano al pescatore e così via.
In seguito si incominciò ad usare come mezzo di scambio per le merci gli oggetti più disparati considerati preziosi come conchiglie, perle, denti di animale, pelli, stoffe, sale, tè, pietre tagliate, oggetti metallici, etc..
Le origini del nome "moneta" 
Con l'intensificarsi dei rapporti commerciali si manifestò di conseguenza l'esigenza di possedere un bene in grado di esprimere il valore di tutti gli altri beni, uno strumento di pagamento universale con funzioni di mezzo di scambio nella compravendita di merci o servizi, nasce così la "moneta".
Il nome “moneta” è legato Ad una delle leggende più famose della storia di Roma, quella delle oche capitoline. Intorno al 390 a.C. Roma si trovava sotto l'assedio dei Galli di Brenno e un loro attacco notturno fu sventato dallo starnazzare delle oche sacre allevate nel tempio della dea Giunone posto sul Campidoglio.  In ricordo di tale episodio il tempio di Giunone prese l'appellativo di Moneta, dal latino monere = avvertire, ammonire. In seguito presso il tempio di Giunone Moneta venne edificata la prima zecca per cui il termine  “moneta” fu attribuito ai dischetti di metallo di varie dimensioni e composizione che lì venivano prodotti. I metalli più usati fino ai nostri giorni furono il bronzo, l’argento e persino l’oro.
La “cartamoneta” o “banconota”
La moneta cartacea nasce nel XVI secolo, per iniziativa di banchieri e mercanti che furono costretti a risolvere i disagi che l’uso della moneta comportava per gli scambi internazionali, difficoltà di trasporto, rapine e quant’altro. Quindi inventarono dei “biglietti  di carta” liberamente trasferibili ai quali veniva attribuito al portatore il diritto di ottenere lo stesso valore in moneta o metallo prezioso.
Quindi ogni Stato inizia a stampare le proprie banconote dando così corso legale alla moneta cartacea. L'oro e l'argento si trasformano gradualmente in riserve, uscendo dai commerci per entrare nei forzieri delle banche centrali.
Il Fondo Monetario Internazionale.
Nel 1944, con l'esigenza di procedere a un riordino del sistema monetario internazionale, alla conferenza di Bretton Woods, si stabilisce che l'unica moneta convertibile in oro fosse il dollaro, pari al rapporto di 35 dollari per un’oncia di oro.
L'Unione Monetaria Europea.
Nel 1979 viene istituito il Sistema Monetario Europeo (S.M.E.), con il quale tutti i Paesi aderenti all’Unione Europea si impegnano a mantenere fissi i cambi tra le proprie monete, al fine di dare un quadro di certezza agli scambi commerciali.
Dal 1 gennaio 2002 viene introdotto l'Euro,la moneta unica europea. Al momento gli stati membri che vi partecipano sono 15 per cui non è più necessario alcun cambio monetario viaggiando tra questi Paesi.

Per quanto riguarda le immagini che sono riportate sulle banconote sono le più svariate: uomini illustri, pittori, poeti, scienziati e capi di stato. Non mi risulta che l’Italia paese di “santi e navigatori” abbia emesso banconote con l’effige di un santo. Al contrario altri paesi dell’Europa sia occidentale che orientale hanno emesso banconote con immagini di “santi” che hanno reso grande la storia delle loro nazioni. Di seguito riporto alcune banconote che riproducono immagini di “santi” dei quali sono riuscito a risalire alla loro storia:

SPAGNA

 

Fig. 1 - Verso

San Fernando e la Cattedrale di Santa Maria di Siviglia


San Ferdinando III Re di Leon e di Castiglia (1198-1252) – Festa: 30 maggio
Etimologia: Ferdinando in tedesco = guerriero audace
Patronato: Ingegneri - Arma del genio – Protettore dei poveri
Cenni biografici: Ferdinando nacque nel 1198 da Alfonso IX, re di León, e da Berenguela di Castiglia. Governatore esemplare di sani principi cristiani e molto devoto alla Madonna unificò i due regni dei genitori. Si sposò due volte ed ebbe ben tredici figli. Combattè i saraceni riconquistando tra l’altro i regni di Cordova e Siviglia. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671.
La Cattedrale di Santa Maria a Siviglia, Patrimonio dell’Umanità, fu costruita sull’area dove sorgeva la Moschea Mayor. E’ il monumento religioso più grande del mondo cristiano dopo San Pietro. È composta da cinque navate in stile gotico e da due cappelle dove furono seppelliti Fernando III e alcuni suoi familari. La Cappella Maggiore raccoglie un immmenso retablo ispano-fiammingo scolpito e dipinto con scene della vita di Cristo e della Vergine. Sull’altare della Cappella Reale è situata la statua di legno della Vergine de los Reyes, patrona della città
BANCA: EL BANCO DE ESPANA
VALORE: 1.000 – MIL PESETAS
ANNO EMISSIONE: MADRID 15 AGOSTO DEL 1928
VERSO: SAN FERNANDO E LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA DI SIVIGLIA
RECTO: “IL RE E LA SACRA COMUNIONE” DI A. FERRANT E FISCHERMANS

Fig. 2 - Recto

“Il re e la Sacra Comunione di A. Ferrant e Fischermans


PORTOGALLO

Fig. 3 - Verso

Sant'Antonio


Sant' Antonio (Lisbona Portogallo, 1195 - Padova, 1231) – Festa: 13 giugno
Patronato: Affamati, oggetti smarriti, Poveri - Emblema: Giglio, Pesce
Cenni biografici: Santo Antonio ovvero Fernando Martim de Bulhões e Taveira Azevedo nasce a Lisbona nel 1195 da nobile famiglia portoghese discendente dal crociato Goffredo di Buglione. A quindici anni è novizio nel monastero di San Vincenzo a Lisbona, poi si trasferisce nel monastero agostiniano di Santa Croce di Coimbra dove studia scienze e teologia. A 24 anni divenuto sacerdote lascia l'ordine agostiniano ed entra in quello dei minori cambiando il nome in Antonio. Professore di teologia e predicatore fu trasferito prima a Bologna e quindi a Padova dove morì all'età di 36 anni. Nel 1232 fu canonizzato da Gregorio IX e nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa. Nella cappella del Tesoro della grande Basilica della città di Padova di cui è patrono è conservata la sua lingua incorrotta.
La Chiesa di S. Antonio si trova nel quartiere detto Alfama vicino alla Cattedrale ed è stata costruita sul luogo dove c'era la sua casa natia. In tutta Lisbona il Santo è oggetto di una devozione straordinaria, la notte tra il 12 e 13 giugno la statua del santo viene portata in processione per i rioni popolari, mentre l'Alfama si riempie di gente che cuoce e mangia sardine arrostite (sardinhas assadas) e beve vino rosso (vinho tinto).
BANCA: BANCO DE PORTUGAL
VALORE: 20 – VINTE ESCUDOS
ANNO EMISSIONE: LISBOA 26 DE MAIO DE 1964
VERSO: SANTO ANTONIO
RECTO: CHIESA DI SANTO ANTONIO A LISBONA

Fig. 4 - Recto


Chiesa di Sant'Antonio a Lisbona



REPUBBLICA CECA



Fig. 5 - Verso

Santa Agnese di Boemia


Santa Agnese di Boemia (Praga, 1211 – Praga, 2 marzo 1282) – Festa: 2 marzo
Etimologia: Agnese = pura, casta, dal greco
Cenni biografici: Sant'Agnese principessa, figlia del re di Boemia Ottocaro I e di sua moglie Costanza, maturata la sua vocazione religiosa ruppe il fidanzamento con il suo promesso sposo e si ritirò a Praga. Quì nel 1232 fondò il primo convento di Frati Minori della regione con annesso un ospedale per i poveri e creò una confraternita laicale detta dei Crocigeri della Stella Rossa. Nel 1234 fondò un monastero di clarisse sulle rive della Moldava e ne divenne poi badessa conservando tale carica fino alla morte.
Agnese di Boemia divenne oggetto di devozione popolare sin dalla sua morte, nel 1874 venne beatificata da Pio IX e il 12 novembre 1989 papa Giovanni Paolo II l'ha canonizzata nel corso di una solenne cerimonia in piazza San Pietro.
BANCA: CESKA NARODNI BANKA
VALORE: 50 – CINQUANTA PADESAT KORUN CESKYCH
ANNO EMISSIONE: PRAGA 1994
VERSO: SANTA AGNESE DI BOEMIA
RECTO: LA LETTERA “A” CON S.FRANCESCO D’ASSISI E S. CHIARA E STEMMA DELLA REPUBBLICA CECA


Fig. 6 - Recto

La lettera "A" con S. Francesco d'Assisi e Santa Chiara
e lo Stemma della Repubblica Ceca

 

UNGHERIA

Fig. 7

tatua della madonna Santissima "Magna Hungarorum Domina"
(Grande Signora degli ungheresi)

 


Santo Stefano I Re e patrono d'Ungheria – Festa: 20 agosto
Etimologia: dal greco Stefano = corona, incoronato,
Patronato: dei re, dei morti prematuri, dei lavoratori edili, degli scalpellini e dei muratori
Cenni biografici: Santo Stefano I d'Ungheria (Strigonio, 969 – Buda 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo sovrano ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Nel 1083 venne canonizzato da papa Gregorio VII e nel 1764 l'imperatrice Maria Teresa istituì l'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria. S. Stefano fu devotissimo della Vergine "Magna Domina = Grande Signora", tanto che sul suo manto regale volle che fosse ricamata l'immagine di Maria e nelle adiacenze della reggia di Alba Reale fece costruire una stupenda chiesa mariana, dove mise sotto la custodia della Vergine i tesori e le insegne più preziose del regno e la propria Corona, dono del papa Silvestro II. Alla morte prematura di Emerico, suo unico erede al trono, affidò e consacrò il suo regno con tutto il popolo alla Madre di Dio e la proclamò "Patrona dell'Ungheria".
BANCA: HUNGARY/UNGHERIA
VALORE: 10 – TIZ PENGO
ANNO EMISSIONE: BUDAPEST - 1936
VERSO: STATUA DELLA MADONNA SANTISSIMA “MAGNA HUNGARORUM DOMINA, GRANDE SIGNORA DEGLI UNGHERESI”
RECTO: MONUMENTO DI SANTO STEFANO I RE D’UNGHERIA A CAVALLO FATTO NEL 1906 DALLO SCULTORE ALAJOS STRÓBL E SITUATO AL LATO DELLA COSIDDETTA "CHIESA DI MATTIA" A BUDAPEST E LO STEMMA DELL’UNGHERIA

Fig. 8

Monumento di Santo Stefano I Re d'Ungheria a cavallo, eseguito nel 1906 dallo scultore Alajos Strôbl,
situato a lato della cosidetta "Chiesa di Mattia" a Budapest
e stemma dell'Ungheria

 

 

Dello stesso Autore:

- Iconografia di San Francesco di Paola nelle immagini sacre

- L'Immagine sacra nel collezionismo minore 1) - Etichette di vini, liquori, ecc - Incarti di agrumi - Pacchetti di sigarette ed affini

 

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