Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, i testi sono stati realizzati da Vittorio Polito, giornalista, che ha trasmesso anche le foto, mentre la grafica e la rielaborazione delle immagini è stata curata da Cartantica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono stati realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito in queste pagine dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

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IL CALENDARIO DI SAN NICOLA 2011

 

 

Il calendario di San Nicola 2011 è dedicato al Museo Nicolaiano di Bari. L’almanacco realizzato dai Frati Domenicani della Basilica di San Nicola di Bari, retta da padre Damiano Bova op., fa parte del progetto che dal 2008 intende presentare attraverso la fotografia i luoghi di nascita e di vita di San Nicola e dove ha operato.
Il Calendario 2011 tratta, come detto, il Museo Nicolaiano e quest’anno è particolare, è bivalente, come scrive padre Damiano Bova. In sostanza da una parte vuole esprimere l’ecumenicità del Santuario di San Nicola e dall’altra vuol presentare una nuova realizzazione, anch’essa con valenza ecumenica, il Nuovo Museo Nicolaiano.
San Nicola, com’è noto, non è soltanto il Santo della Chiesa indivisa, ma è anche il Santo che aiuta i cristiani dell’Oriente e dell’Occidente a ritrovare la via dell’unità.
In realtà nella Basilica di San Nicola si promuove l’unità dei cristiani e viene svolta una intensa attività ecumenica rappresentata dall’accoglienza sincera, affettiva e personale dell’altro, del diverso, anzi ancor più perché diverso.
Padre Alessio Maria Romano op., direttore del Museo Nicolaiano, nella sua presentazione, evidenzia che il Calendario di San Nicola 2011, vuole presentare, attraverso i 12 mesi dell’anno, alcune opere in esso custodite. Si può ammirare la bellezza della Pace di San Nicola, il popolare San Nicola di Simplicius, uno dei quadri più noti del Santo, o la statua argentea di San Nicola e Adeodato, il più bello tra gli ex voto pervenuti in Basilica. Adeodato, oltre ad essere un personaggio frequente nell’iconografia nicolaiana, è anche il simbolo della liberazione. Infatti il ragazzo Adeodato fu prodigiosamente liberato dalla prigionia dei Saraceni. Questi alcuni esempi dei meravigliosi tesori che custodisce il Museo della Basilica di San Nicola di Bari.
Calendario e Museo, che sono espressione di un’unica realtà: il Santuario di San Nicola, sono offerti al visitatore, che attraverso la sua sensibilità individuale, porterà con sé permanentemente, ovunque egli andrà, una visione ecumenica della realtà interculturale e interreligiosa.

 

 

 

IL CALENDARIO COMPARATO  2011
EBRAICO-CRISTIANO-ISLAMICO
DEDICATO A GERUSALEMME

 

È stata pubblicata l’edizione 2011 (XVI) del Calendario Comparato ebraico-cristiano-islamico, a cura dell’E.N.E.C. (European-Near East Centre), Associazione Internazionale per i rapporti col Vicino Oriente, presieduto da Michele Loconsole, per le Edizioni N.D.M. di Bari (www.monbook.it).
L’edizione 2011 è dedicata a Gerusalemme ed al suo ruolo strategico nel piano di pace in Medio Oriente. Un tema di estrema attualità e di profonda importanza.
Il calendario, unico nel suo genere, spiega ampiamente come leggere l’almanacco che si divide in quattro grandi parti: il calendario ebraico, quello gregoriano, quello giuliano dei cristiani slavi-ortodossi e quello islamico. Sono anche ricordate le feste per le varie religioni. Un piccolo ma importante contributo finalizzato alla pacificazione ed alla tolleranza tra persone di razza e fede diverse.
Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante di Bari, scrive, tra l’altro, nella sua nota di presentazione che «La Città santa avrebbe dovuto ospitare e riunire tutti i credenti in Dio e, invece, nel corso dei secoli e ancora oggi, è spesso al centro di conflitti aspri e sanguinosi».
Michele Loconsole, giornalista, teologo ed attuale presidente ENEC, nella sua presentazione «Gerusalemme capitale spirituale del Mediterraneo», sottolinea che le tre espressioni “Città della pace”, “Ombelico del mondo”, “Città di Dio in terra”, indicano l’importanza e la centralità della Città tre volte santa nel mondo delle religioni, delle culture e delle relazioni tra i popoli. Gerusalemme, quindi, città capitale delle tre religioni monoteiste. Il luogo dove le culture e le civiltà mediterranee sono ancora oggi innestate e intrecciate tra loro a formare un’identità una ed eteroclita nella società dei tre continenti: Asia, Africa ed Europa. È bello pensare che Gerusalemme città contesa, martoriata, conquistata, liberata, difesa, santificata, benedetta, luogo del dolore e delle divisioni, diventi sempre più il Luogo della pace infinita, appunto Yerushalàim.
Auspica, infine Loconsole, che il 5771-72 per gli ebrei, il 2011 per i cristiani e il 1432-33 per i musulmani sia l’anno della riconciliazione tra i popoli, della concordia tra le religioni e della pace nel mondo, a partire da Gerusalemme.
L’almanacco è pubblicato in collaborazione con la Fiera del Levante di Bari con i testi a cura di don Nicola Bux, Michele Loconsole e Philip Farah.

 

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IL CALENDARIO COMPARATO 2010
DEDICATO A PADRE MICHELE PICCIRILLO

 

 

È stata pubblicata l’edizione 2010 (XV) del Calendario Comparato ebraico-cristiano-islamico, a cura dell’E.N.E.C. (European-Near East Centre), Associazione Internazionale per i rapporti col Vicino Oriente, presieduto da Michele Loconsole.
L’edizione 2010 è dedicata a padre Michele Piccirillo, francescano e insigne archeologo, ideatore e socio fondatore dell’E.N.E.C., scomparso lo scorso anno. La sua opera in Oriente è stata grande sia come uomo di fede che di studioso.
L’almanacco è pubblicato in collaborazione con la Fiera del Levante di Bari con contenuti a cura di Nicola Bux, Michele Loconsole, Girolamo Panunzio, Philip Farah, Giovanni Indraccolo e Michele Monno.
Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante, scrive, tra l’altro, nella sua nota “Età dell’oro/Il ruolo strategico del Mediterraneo”, in apertura del calendario, a proposito di San Nicola: «…Nel 1930 fu varato il simbolo della Caravella per “salpare verso lontani mercati”: a prua di essa, dominava la figura del Santo quale prezioso difensore dai pericoli della navigazione e sicuro pilota indicatore della rotta. Metaforicamente, dunque, rappresentava il ruolo quale ponte prestigioso di collegamento tra Oriente e Occidente».
Il calendario, unico nel suo genere, spiega ampiamente come leggere l’almanacco che si divide in quattro grandi parti: il calendario ebraico, quello gregoriano, quello giuliano dei cristiani slavi-ortodossi e quello islamico. Sono anche ricordate le feste per le varie religioni. Un piccolo ma importante contributo finalizzato alla pacificazione ed alla tolleranza tra persone di razza e fede diverse.
Michele Loconsole, infine, sottolinea come padre Michele Piccirillo, ha lasciato la sua testimonianza di uomo di fede, di cultura e di pace, quale seguace di San Francesco, innamorato della storia dell’umanità.

P. Michele Piccirillo e Re Abd Allāh II di Giordania

 

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IL CALENDARIO 2010 DEL BOLLETTINO DI SAN NICOLA

 

Lo speciale Bollettino di San Nicola n. 4/2009, è dedicato al Calendario 2010 (stampa Levante). L’almanacco realizzato dai Frati Domenicani della Basilica di San Nicola di Bari, retta da padre Damiano Bova o.p., fa parte del progetto che dal 2008 intende presentare attraverso la fotografia i luoghi di nascita e di vita di San Nicola e dove ha operato.
Il Calendario 2010 tratta il tema della manna di San Nicola che in questi anni fluisce abbondantemente e rappresenta un segno della benevolenza del Santo verso Bari ed i baresi e, soprattutto, la permanenza nel tempo della sua opera compiuta in vita.
Padre Gerardo Cioffari o.p., direttore del Centro Studi Nicolaiani, ha scritto per il calendario una nota relativa alle più antiche testimonianze greche sulla sacra manna.
«San Nicola – scrive padre Cioffari -  non è l’unico Santo cui è connessa la devozione della manna. È tuttavia innegabile che per questo aspetto della religiosità popolare è il santo per eccellenza. Le testimonianze di questa particolarità del culto sono notevolmente antiche e certamente molta attrattiva della sua figura è legata a questo fenomeno».
L’autore della nota sulla manna, come esempio di innografia italo-greca, anteriore alla traslazione a Bari dei resti del Santo, cita l’opera di San Bartolomeo Juniore (981-1055). Questo celebre santo, nell’ode IV del suo canone in onore di San Nicola, mette in rilievo sia la manna che stillava dalla tomba odorosa sia il suo significato spirituale:

Essendo tu profumato
dall’unguento delle virtù, o beatissimo
da Dio fosti ritenuto degno
di ricevere il governo dei Myresi,
ed ivi stabilendoti
profumasti il mondo intero
con la fragranza dei tuoi miracoli.
Ed ora versando unguento
dalla tua tomba odorosa
profumi anche noi.

La bottiglia della manna, presentata nelle pagine del calendario sotto le sue varie forme con gli episodi delle vita e dei miracoli del Santo, rappresenta simbolicamente, con la sua pregnanza artistica e culturale, coloro che conservano dentro di sé lo spirito operativo di San Nicola e lo esercitano nel tempo.
Quest’anno il rettore della Basilica, padre Damiano Bova, attraverso le pagine del Calendario, lancia un accorato appello finalizzato a prendere in considerazione la promozione di un progetto per le porte di bronzo per la Basilica, con l’apporto di artisti e di sostenitori, lanciando un concorso a livello internazionale, dotato di un sostanzioso budget. Scrive padre Bova a questo proposito: «È tempo di pensare in concreto a dotare realmente la Basilica di porte di bronzo in cui incidere a lettere indelebili la grande storia di San Nicola da offrire in contemplazione a pellegrini e visitatori che si soffermano ad ammirare la facciata del tempio nicolaiano, ma soprattutto per proiettare nel futuro dei popoli il messaggio ecumenico di Nicola».

 

 

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IL CALENDARIO COMPARATO 2009 È DEDICATO ALLA TERRA ED AI SUOI FRUTTI

 

         A cura di don Nicola Bux, Philip Farah, Michele Lo console, Michele Monno e con la collaborazione organizzativa di Giovanni Indraccolo e Girolamo Panunzio, è stato pubblicato il Calendario Comparato Ebraico-Cristiano-Islamico 2009, dedicato quest’anno alla terra ed ai suoi frutti, giardino da custodire.
Il calendario, che è illustrato con bellissime immagini che rappresentano opere d’arte presenti in Musei, Abbazie e Monasteri italiani e stranieri, è dedicato quest’anno alla terra ed ai suoi frutti, alla creazione nel Corano, al dono dell’acqua ed al suo significato nel Vangelo e nel Corano, al pane come primo alimento dell’uomo, all’olivo, albero della vita, alla vite ed al vino, ed alla palma, albero del deserto.
A completamento è riportato il Cantico delle Creature in cui la bellezza e la sacralità del creato è stata cantata in maniera incomparabile da San Francesco d’Assisi.
Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante, nel presentare il Calendario sottolinea come «La cura per l’ambiente naturale e l’impegno per un autentico sviluppo umano sono, infatti, inevitabilmente legati. Il nesso inscindibile tra “ecologia ambientale” ed “ecologia umana”, mette in luce come una visione riduttiva dell’uomo finisca per produrre conseguenze negative anche per la stessa difesa del mondo naturale. Salvaguardare l’integrità della persona umana, nel suo legame con Dio e con il creato, significa rifiutare ogni concetto disumano di sviluppo e accostare il territorio nella complessità dei fattori che lo determinano».
Benedetto XVI, in occasione dell’Angelus del 27 agosto 2006,sottolineò che «Il creato, grande dono di Dio è esposto a seri rischi da scelte e stili di vita che possono degradarlo. Il degrado ambientale rende insostenibile particolarmente l’esistenza dei poveri della terra. Occorre impegnarsi ad avere cura del creato, senza dilapidarne le risorse e condividendole in maniera solidale»
Il calendario si avvale anche della presentazione di David-Maria A.Jaeger, ofm, presidente dell’Enec e della nota esplicativa di Mariagraziella Belloli che ha curato la ricerca iconografica ed ha firmato la nota “Focus del calendario 2009”, nel quale evidenzia quanto la terra ed i suoi frutti siano presenti negli insegnamenti biblici, evangelici e coranici.
Progetto grafico e impaginazione Architettura&Immagine, stampa Pubblicità & Stampa s.n.c.
Il calendario comparato è pubblicato in collaborazione con l’Europe-Near East Centre (ENEC), la Fiera del Levante di Bari e il quotidiano Barisera ed è disponibile presso le Edizioni N.D.M., via Conte Giusso, 4/d Bari, fax 080/5461398, libreria@valdemarovecchi.it.

 

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IL CALENDARIO DI SAN NICOLA 2009

Il numero 4 del Bollettino di San Nicola riporta la splendida  realizzazione del calendario 2009 dei Frati Domenicani della Basilica di San Nicola di Bari (Stampa Levante).
Il calendario 2009 è dedicato alle immagini dell’icona russa, donata da Zhimirov Vadim Nikolaevich, in occasione della festa del 6 dicembre 2007. Si tratta di una icona molto bella e preziosa, soprattutto per la grande espressione artistica curata fin nei minimi particolari, facilitando così meditazione e preghiera. 
Padre Damiano Bova, rettore della Basilica, nel suo saluto ai lettori, parla di filosofia e di numeri, anche in considerazione del fatto che i numeri traggono il loro valore dagli elementi del cosmo. Quindi passa a intrattenersi sulla filosofia, invitando i lettori a non sprecare il tempo di questa vita, né la realtà di questo mondo, da utilizzare soprattutto per fare del bene, tutte cose che ci aprono le porte del Paradiso. Anche perché non serve guadagnare il mondo intero per poi perdere la propria vita.
Padre Gerardo Cioffari firma le didascalie delle immagini riferite ai 12 mesi dell’anno (Nascita di San Nicola, Battesimo, Scuola, Consacrazione episcopale, Morte, Miracoli, ecc.).
Le didascalie hanno una particolare disposizione: le prime quattro orizzontalmente in alto sono regolari. Ogni riquadro ha la sua didascalia, mentre a partire dalla icona n. 5, c’è qualche diversità che padre Cioffari chiarisce con dovizia di particolari nella parte di sua competenza.

 


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CALENDARIO 2008

 

 

IL CALENDARIO COMPARATO 2008 DEDICATO ALL’ORIENTE IN EUROPA

A cura di don Nicola Bux, Michele Loconsole e Michele Monno e con la collaborazione organizzativa di Giovanni Indraccolo e Girolamo Panunzio, è stato pubblicato il Calendario Comparato Giuliano-Gregoriano 2008, dedicato quest’anno ai pellegrinaggi che a partire dal Medio Evo, soddisfacevano il bisogno dell’uomo di mettersi con corpo e anima sulla strada di Cristo. Tra le mete del pellegrinaggio medievale, scrive Mariagraziella Belloli, Roma, Monte San Michele nel Gargano e Santiago rappresentavano le tappe europee sostitutive dei luoghi della Terra Santa preclusi ai cristiani a causa dell’occupazione islamica. Attraverso queste vie, scrive ancora Belloli, si diffusero omogeneamente nel contesto artistico sia europeo che del Vicino Oriente, temi iconografici, architettonici, musicali, teatrali di cui ancor oggi possiamo, con lo sguardo del viandante, scorgere le tracce.
Papa Gregorio XIII il 25 febbraio 1582 correggendo la difformità tra il calcolo umano e i movimenti celesti, divulgò con la bolla “Inter gravissimas” l’abolizione di dieci giorni, dal 5 al 14 ottobre per ricondurre l’equinozio di primavera al 21 marzo. Da qui l’origine del calendario gregoriano, mentre il calendario “Giuliano” è ancora usato dai cristiani ortodossi.
Il calendario “Giuliano”, in ritardo di 13 giorni sul gregoriano, utilizzato dai cristiani slavi-ortodossi celebra il Natale il 7 gennaio, mentre l’Epifania è chiamata Teofania, per l’aggiunta del ricordo del Battesimo al Giordano e delle Nozze di Cana. Per questo motivo anche la Pasqua può coincidere o tardare da una a cinque settimane rispetto a quella cattolica.
Il calendario è illustrato con bellissime immagini che rappresentano opere d’arte presenti in Musei, Abbazie e Monasteri italiani e stranieri.
Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante di Bari, nel presentare il Calendario sottolinea che «Attraverso il continuo dialogo tra Europa e Oriente, che nonostante le difficoltà non si è mai reciso, si è diffusa quella felice connessione tra le due culture artistiche – senza dimenticare i contributi architettonici, musicali e teatrali di cui ancor oggi possiamo ammirare le tracce – che è riuscita, grazie al talento di numerosi artisti che ne hanno immortalato storie e miracoli, a realizzare quell’anelito ammirevole di universalità».
Il calendario si avvale anche della presentazione di David-Maria A.Jaeger, ofm, presidente dell’Enec e della nota esplicativa di Mariagraziella Belloli che ha contribuito, insieme a Donatella Di Modugno, ai testi ed alla ricerca iconografica.
Progetto grafico e impaginazione Architettura&Immagine, stampa La Nuova Tipografica, Bari.
Il calendario comparato è pubblicato in collaborazione con l’Europe-Near East Centre (ENEC), la Fiera del Levante di Bari e del quotidiano Barisera ed è disponibile presso le Edizioni N.D.M., via Conte Giusso, 4/d Bari, fax 080/5461398, libreria@valdemarovecchi.it.


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SEGNI ZODIACALI. FIDARSI OPPURE NO?

 


L’oroscopo rappresenta, in linea di massima, il complesso delle previsioni fondate più o meno sull’osservazione astrologica valida non per singole persone ma per l’insieme dei nati nell’uno o nell’altro segno dello zodiaco.
Alcuni sostengono che la “lettura” delle costellazioni è un antico e suggestivo tentativo di capire com’è fatto il mondo, ma senza alcun valore scientifico. Sta di fatto che molti credono e consultano quotidianamente pubblicazioni o altro nel tentativo di “leggere” cosa riserva il destino.

I fiori che, come si sa, hanno mille significati, rappresentano un modo per lanciare un messaggio preciso dal momento che hanno un linguaggio che può essere utile quando non troviamo le parole adatte alla circostanza e quindi anch’essi, secondo alcuni studiosi, simboli per gli oroscopi, soprattutto estivi.
Infatti, pare che ad ogni segno corrisponde un fiore guida che rispecchia le caratteristiche degli astri e dei pianeti a cui siamo legati. Una unione fra cielo e terra che ci aiuta a capire che cosa succederà nei mesi più caldi soprattutto per quanto riguarda l’amore.
Vediamo così che l’Ariete, che dona un carattere impulsivo, ardente e avventuroso, preferisce il Biancospino, bello ma spinoso. Il duro legno della sua pianta evoca un’idea di grande forza e capacità di resistenza.
Il Toro, segno prediletto da Venere, è legato alla Rosa rossa, dal momento che questo fiore simboleggia anche l’amore che i nati Toro hanno per ogni piacere della vita.
Ai Gemelli, che sono governati da Mercurio, è legato il Fiordaliso, il piccolo fiore azzurro, che evoca un’immagine di freschezza e brio, tipiche qualità dei gemelli.
La Ninfea lega bene con il Cancro che ha un temperamento sognante, ama cullarsi nel passato e nei ricordi, per cui ben si sposa con il bianco fiore che galleggia sull’acqua facendosi trasportare dalla corrente.

Per i nati Leone, che hanno il sole come guida, segno dalla personalità forte e carismatica, ben si accoppia il Girasole, per la sua maestosità e le sue sgargianti corolle rivolte a sud per ricevere il massimo di luce.
La Vergine è governata da Mercurio che dona intelligenza pratica, per cui, l’astrologia, basandosi su alcune caratteristiche delle persone nate in questo segno (modestia, riservatezza, pudore, candore), lo ha legato al Giglio che è dotato delle stesse caratteristiche.
Il tulipano, con il suo stelo alto e sottile, ben si addice ai nati Bilancia, che posti sotto il dominio di Venere, hanno solitamente aspetto aggraziato e gesti armoniosi.
Lo Scorpione, segno associato a Plutone, il pianeta che simboleggia la metamorfosi, l’evoluzione psichica, il mistero, è legato alla Calla, un fiore dalla forma sinuosa e un po’ contorta che rivela e nasconde il suo cuore alternativamente.

Per i nati Leone, che hanno il sole come guida, segno dalla personalità forte e carismatica, ben si accoppia il Girasole, per la sua maestosità e le sue sgargianti corolle rivolte a sud per ricevere il massimo di luce.
La Vergine è governata da Mercurio che dona intelligenza pratica, per cui, l’astrologia, basandosi su alcune caratteristiche delle persone nate in questo segno (modestia, riservatezza, pudore, candore), lo ha legato al Giglio che è dotato delle stesse caratteristiche.
Il tulipano, con il suo stelo alto e sottile, ben si addice ai nati Bilancia, che posti sotto il dominio di Venere, hanno solitamente aspetto aggraziato e gesti armoniosi.
Lo Scorpione, segno associato a Plutone, il pianeta che simboleggia la metamorfosi, l’evoluzione psichica, il mistero, è legato alla Calla, un fiore dalla forma sinuosa e un po’ contorta che rivela e nasconde il suo cuore alternativamente.
Il Sagittario, pilotato da Giove, idealista, sognatore, ingenuo, amante della compagnia e dei viaggi, preferisce la Fresia, dal momento che questo fiore porta il profumo di terre lontane e con le sue piccole corolle di tante sfumature diverse è in sintonia con la sua voglia di varietà.
Il Capricorno, che dona ai suoi nati un fascino enigmatico ben si sintonizza con l’Arnica montana, pianta che cresce bene nei climi freddi e dalla quale si ricavano pomate per lenire dolori reumatici che assillano i nati Capricorno. L’Acquario, segno estroso governato da Urano, ama soprattutto l’indipendenza. Il fiore a cui si lega bene è la Mimosa, che rappresenta il simbolo della libertà e della emancipazione della donna, fenomeni favoriti da Urano. Infine parliamo dei Pesci che sono sotto il dominio di Nettuno. Il fiore che ben li rappresenta è il Bucaneve, dal momento che le sue piccole corolle suscitano un sentimento tipico nei pesci: la tenerezza.



Ma, attenzione, Sant’Agostino, che ha studiato la validità dei segni zodiacali e degli oroscopi, è giunto alla conclusione che il nostro futuro è soltanto nella mani del Signore, non delle stelle.
E la scienza conferma. Infatti, il noto scienziato Antonino Zichichi, dando ragione al Santo di Tagaste, sostiene che «Chi continua a credere nei segni zodiacali e nella loro influenza sul nostro futuro dovrebbe ricordarsi che se ciò fosse vero non potrebbero esistere la Tv, i telefonini e le moderne tecnologie».
I seguaci dello Zodiaco e degli Oroscopi sono avvisati.

 

Vittorio Polito

da Barisera del 2 gennaio 2006

 

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IL CALENDARIO COMPARATO GIULIANO-GREGORIANO 2007

 

 


ORIENTE ED OCCIDENTE, QUESTIONE DI GIORNI


A cura di don Nicola Bux, Michele Loconsole e Michele Monno, è stato pubblicato il Calendario Comparato Giuliano-Gregoriano 2007, dedicato quest’anno alle date storiche di Gesù Cristo dall’Oriente all’Occidente.
Papa Gregorio XIII il 25 febbraio 1582 correggendo la difformità tra il calcolo umano e i movimenti celesti, dispose con la bolla “Inter gravissimas” l’abolizione di dieci giorni, dal 5 al 14 ottobre per ricondurre l’equinozio di primavera al 21 marzo. Da qui l’origine del calendario gregoriano, mentre il calendario “Giuliano” è ancora usato dai cristiani ortodossi.
Le feste principali, salvo alcune peculiarità, sono le stesse: l’anno liturgico non ha l’Avvento, tempo di preparazione al Natale, in quanto vi è un unico tempo l’Ottoico, dalla Pentecoste alla Quaresima dell’anno seguente, corrispondente al tempo ordinario dell’anno liturgico cattolico.
Il calendario, che è illustrato con bellissime immagini che rappresentano opere d’arte presenti in Musei, Abbazie e Monasteri si apre, con l’immagine di San Nicola tratta da un’antichissima icona del Monte Sinai.
Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante, nel presentare il Calendario sottolinea che “Anche la Fiera del Levante, che non a caso ha come emblema la Caravella, tesse da anni trame di pace attraverso la creazione di rapporti commerciali soprattutto con l’Est europeo; la città ha già da tempo incrementato con la Russia rapporti religiosi e culturali nel nome di San Nicola. Premesse per un ulteriore sviluppo economico, ma anche opportunità affinché il nostro territorio continui a generare occasione di relazioni solide e solidali”.
Da sottolineare che le date storiche sono a cura di don Nicola Bux, Michele Loconsole e Michele Monno. La ricerca iconografica e la lettura delle immagini sono di Mariagraziella Belloli e Donatella Di Modugno, mentre la collaborazione organizzativa è di Giovanni Indraccolo. Progetto grafico e impaginazione Architettura&Immagine.
Il calendario comparato è pubblicato in collaborazione con l’Europe-Near East Centre (ENEC), la Fiera del Levante di Bari e del quotidiano Barisera ed è disponibile presso le Edizioni N.D.M., via Conte Giusso, 4/d Bari, fax 080/5461398, libreria@valdemarovecchi.it.

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PRESENTATO IL CALENDARIO COMPARATO 2006

 

 

È stato presentato il Calendario comparato (ebraico-cristiano-islamico-ortodosso) 2006, a cura di don Nicola Bux, Camille Eid, Michele Loconsole e Michele Monno, con testi di Giuseppe Samir Eid, e ricerca iconografica di Mariagraziella Belloli.
L’almanacco, che è stato pubblicato in collaborazione con l’Enec (Europe-Near East Centre), la Fiera del Levante, la Regione Puglia e il quotidiano Barisera, è dedicato quest’anno alle Chiese d’Oriente e rappresenta un evento culturale d’eccezione.
Serve, come sostiene Michele Monno, “a manifestare l’unicità dell’uomo nella diversità delle religioni e delle culture”. Giuseppe Lobuono, presidente della Fiera del Levante, si augura che “questo strumento sia simbolo della possibilità di convivenza pacifica tra le genti che abitano lo stesso mare”.
Il calendario comparato potrebbe sopperire in parte alle esigenze delle diverse comunità religiose presenti sul nostro territorio, consentendo a tutti di vedere che il mondo non ha una sola voce, rispondendo così anche alle provocazioni che giungono da esponenti di ogni genere di estremismo.
L’utilissimo calendario è stato pubblicato a cura delle Edizioni N.D.M. con progetto grafico e impaginazione di “Architetti&Immagine”, stampa GraphiSystem.
Per ordini superiori alle 10 copie e-mail: libreria@valdemarovecchi.it


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TUTTO SULLA STORIA DEL CALENDARIO



Il calendario è un sistema convenzionale di divisione del tempo: l’intervallo di tale divisione è di solito l’anno, la cui durata è fissata in modo che si discosti il meno possibile dalla durata media astronomica, ma normalmente utilizziamo il diario senza sapere o renderci conto di tutto quello che è stato fatto per giungere all’indispensabile almanacco.
Allora ci ha pensato Patrizia de Sylva con la bella edizione “Il Calendario – Dalle Origini ai nostri giorni”, edito da Levante Editori di Bari, (pagine 200, 10 euro), nell’ambito della Collana di Didattica e di Manualistica, diretta da Francesco De Martino.
La pubblicazione, come si può vedere nella foto, si presenta con una bella e coloratissima copertina raffigurante un serpente circolare, simbolo dell’eternità, che circonda la clessidra, che a sua volta rappresenta il tempo che trascorre. Inoltre, c’è Dario, un personaggio che di tanto in tanto compare nelle vignette e fa da guida ai lettori.
L’opera, abilmente illustrata e colorata, è innanzitutto una guida per i giovani lettori, che scopriranno le meraviglie della misurazione del tempo nel corso dalla storia, attraverso le tradizioni, i riti religiosi, le feste, i proverbi e mille altre curiosità, ma sarà utilissima anche agli adulti che scopriranno differenze, tradizioni, culti e credenze dei diversi popoli che ci hanno preceduto ed agli insegnanti che potranno utilizzarlo a scuola, per far apprendere agli studenti in modo semplice e comprensibile nozioni ardue.
Il pregio fondamentale del volume consiste nell’uso del fumetto, in ogni pagina e per ogni avvenimento narrato, un’arte figurativa singolare, ma efficace nell’attimo fuggente della comunicazione, rivolta sia ai più giovani che agli adulti.
Il prof. Vito Lozito, docente di Storia della Chiesa dell’Università, che presenta l’opera, fa un’ampia disamina della storia del calendario “gregoriano”, ancora oggi utilizzato. Egli riporta anche alla nostra mente i numerosi personaggi dei fumetti che si sono succeduti nei tempi, registrando il 7 luglio 1895 la data di nascita del primo “attore” fumettistico, quando comparve sul “New York World” il personaggio di Yellow Kid. Ma non tutti hanno avuto fortuna come Paperino, Topolino, Flash Gordon, Mandrake, Braccio di ferro, Asterix, ecc. Inoltre, Lozito ci ricorda che anche molti comici famosi sono passati nel mondo del “fumetto”, come Macario, Totò, Ciccio e Franco e Celentano.
Tornando al libro di De Sylva, va notato che esso tratta delle origini, dei calendari degli antichi popoli, della settimana, dei mesi, delle tradizioni e delle credenze e delle stagioni, ma contiene anche una serie di schede operative, a cura di Claudia De Robertis, finalizzate a stimolare i ragazzi a ricordare e mettere in pratica quanto letto in precedenza. Un utile glossarietto ed un ampia bibliografia completano l’edizione. Insomma il sistema utilizzato da Patrizia de Sylva «…rende chiaro e comprensibile un argomento, come quello del calendario, difficile e, spesso, pieno di irti ostacoli di percezione. Non manca l’humour che percorre tutte le pagine fumettate e che ne rende simpatica e piacevole la lettura». Non si può non complimentarsi con l’autrice per la bella idea, anche perché il testo potrebbe essere adottato nelle scuole per la sua chiarezza, semplicità ed utilità.
Ed a proposito di fumetti una curiosità: anche San Nicola è entrato a far parte dei personaggi dei fumetti in tre recenti pubblicazioni: “San Nicola a fumetti” di Vito Maurogiovanni (Bracciodieta Editore); “Tre Caracche verso Mira” di Roberto Cavone e Antonio Porta (Ed. Pagina) e “San Nicola tra Oriente e Occidente” (Editions du Signe).

 

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CAPODANNO E CALENDARIO
AD OGNUNO IL SUO

 

Sin dai tempi remoti i popoli hanno sentito la necessità di misurare il tempo. L’osservazione di fenomeni atmosferici costanti nel loro avvicendarsi, come la levata e il tramonto del sole, l’alternarsi della luce e delle tenebre, le fasi lunari, l’apparizione ad intervalli costanti di alcuni astri in precise posizioni, ecc., hanno suggerito la ripartizione del tempo in giorni, mesi anni. Da qui la nascita del calendario.
Ma cosa è un calendario? È un sistema convenzionale di divisione del tempo: l’intervallo di tale divisione è di solito l’anno, la cui durata è fissata in modo che si discosti il meno possibile dalla durata media astronomica, ma normalmente utilizziamo l’almanacco senza sapere o renderci conto di tutto quello che è stato fatto per giungere all’indispensabile almanacco. Ed ecco qualche utile informazione sull’argomento.
Dopo l’avvicendarsi di varie riforme si è giunti a quella attuale, il Calendario gregoriano, voluto dal pontefice Gregorio XIII, approvato nel 1582, che per eliminare le inaccettabili incongruenze nel calendario voluto da Giulio Cesare, nominò un’apposita commissione composta da cosmografi, astronomi, cardinali, matematici, dal patriarca di Siria e da un uditore della Sacra Rota. La Commissione, dopo varie proposte, accettò quella di Luigi Lillo, medico di origine calabrese, appassionato di problemi matematici e astronomici e il 24 febbraio 1582 il pontefice Gregorio XIII con la bolla “Inter gravissimas” decretò le modifiche del calendario.
La riforma gregoriana venne accettata quasi dappertutto, anche se inizialmente molti Stati - soprattutto quelli a maggioranza protestante - non l’accettarono, ma col passar del tempo quasi tutti si adeguarono al nuovo calendario.
Però vi sono anche altri calendari, utilizzati in Stati che abbracciano altre religioni come gli ebrei, i cinesi, i musulmani, ecc.
Il Calendario ebraico, tuttora vigente, è composto da anni comuni di 353, 354 o 355 giorni suddivisi in 12 mesi lunari e da anni cosiddetti embolismici (coincidenza del ciclo lunare con quello solare), di 383, 384 o 385 giorni suddivisi in 13 mesi lunari.
Gli ebrei contano gli anni dalla prima luna nuova dell’anno della creazione del mondo secondo la Bibbia (verso mezzanotte del 6 ottobre 3761 a.C. del calendario giuliano), dal quale iniziano i cicli di 19 anni, formati da 12 anni comuni e 7 embolismici, equivalenti a 19 anni solari.
I nomi dei mesi sono i seguenti: Tishri, Heshvan, Kislev, Tevet, Shevat, Adar, Nisan, Iyar, Sivan, Tammuz, Av, Elul. Le principali feste religiose sono la Pesah (Pasqua), il Kippur (ricevimento delle Tavole), Quasir (Pentecoste) e Sukkot (Fuga dall’Egitto).
Il Calendario musulmano e iraniano è lunare, ed è composto da 12 mesi lunari di 29 e 30 giorni, formando anni di 354 o 355 giorni. Gli anni lunari sono contati dall’Egira (la fuga di Maometto avvenuta il 16 luglio 622 d.C.), e nell’arco di 30 anni vi sono 11 anni abbondanti, in cui si aggiunge un giorno all’ultimo mese.
I nomi dei mesi sono: Jumada I, Jumada II, Rajab, Sha’ban, Ramadan, Shawwal Dhu, Dhu al-Q’adah, Dhu al-Hijjah, mentre il giorno inizia al tramonto.
Il Calendario iraniano fu introdotto nel 1925. Anch’esso è basato sull’Egira, ma è regolato con quello solare. Il primo giorno dell’anno, che conta dodici mesi, è il 21 marzo (equinozio di primavera).
Il Calendario cinese, che secondo la tradizione fu inventato nel 2637 a.C., è un calendario lunisolare ed è composto da anni comuni di 353, 354 o 355 giorni suddivisi in 12 mesi e da anni embolismici di 383, 384 o 385 giorni suddivisi in 13 mesi. Ad ogni anno, che fa parte di un ciclo di 60 e che veniva contato dall’ascesa al trono dell’Imperatore, è assegnato un nome composto da due parti: una radice celeste non traducibile (jia, yi, bing, ding, wu, ji, geng, xin, ren, gui) e un ramo terrestre con uno dei seguenti 12 termini zi (topo), chou (bue), yin (tigre), mao (coniglio), chen (drago), si (serpente), wu (cavallo), wei (pecora), shen (scimmia), you (gallo), xu (cane) e hai (maiale). Questi ultimi rappresentano anche i segni dello zodiaco cinese.
Il Capodanno cinese (Hsin Nien) dura 4 giorni e cade quando inizia il mese numero uno, ovvero tra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano.
Da qualche anno si pubblica a Bari il Calendario comparato (ebraico-cristiano-islamico-ortodosso), a cura di Don Nicola Bux, Michele Loconsole e Michele Monno con testi e ricerca iconografica di Mariagrazia Belloli e Donatella Di Modugno, in collaborazione con l’ENEC (Europe-Near East Centre), la Fiera del Levante, la Regione Puglia e il quotidiano Barisera (edito da Valdemaro Vecchi, Bari).
Il calendario comparato potrebbe sopperire in parte alle esigenze delle diverse comunità religiose presenti sul nostro territorio, consentendo a tutti di vedere che il mondo non ha una sola voce. E rispondendo così anche alle provocazioni che giungono da esponenti di ogni genere di estremismo.

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