Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

LE SACRE RELIQUIE DI CRISTO

Il panorama che andremo a scoprire ha innumerevoli sfaccettature, spunti, albe e tramonti - come si dice - da favola... Tra verità, leggenda e favola però ci sono cose, reperti, reliquie e quant'altro che se pur hanno qualche spunto favolistico, sono però decisamente ancorate alla realtà... E SONO REALI.. si possono guardare e venerare...

Però, queste reliquie, questi oggetti, sono talmente numerosi e determinano un così vasto panorama che sarà difficile citare tutti i "pezzi" di questo collages religioso...

 

LE MIRACOLOSE RELIQUIE DELLE SACRE SPINE DI CRISTO

 

Prima fra tutte, credo, tra le più viste e venerata, è la Sacra Sindone, conservata a Torino, cioè il lenzuolo in cui sarebbe stato avvolto il corpo di Gesù per la sepoltura.

In questi ultimi 100 anni è' stata osservata, studiata, fotografata e sottoposta a un'ampia gamma di esami da parte di medici e scienziati, di religiosi o di atei, suscitando, qualunque siano stati i responsi dei vari esami, scetticità o convinzione. Sta di fatto che la sua autenticità viene sempre messa in discussione.

. Potete a questo proposito l'articolo ad hoc su Cartantica sotto la voce " STUDIO SULLA SACRA SINDONE.

 

Numeroso è l'elenco di altre importanti reliquie presenti in Italia, ma non solo, elencate anche nella famosa Legenda aurea di Jacopo da Varagine, che affema che questi "tesori" erano stati raccolti e nascosti per i fedeli da parte di alcuni apostoli e riscoperti poi Sant'Elena, madre di Costantino Imperatore.

Essa, attorno al 326 d.C., giunta a Gerusalemme come pellegrina, cercò di ritrovare, nei luoghi frequentati da Gesù, quante più reliquie possibili.


I luoghi a cui teneva di più erano il Golgota ed il Santo Sepolcro - su cui oggi sorge la Basilica - e proprio sul Calvario avrebbe scoperto il luogo in cui erano stati sepolti gli strumenti della Passione.

Là avrebbe trovato parte della Croce su cui era stato inchiodato Gesù, un chiodo, due spine della corona e il Titulus Crucis, cioè un frammento della tavoletta di legno su cui, per volere di Pilato, era stata scritta in caratteri ebraici, greci e latini, la famosa dicitura "I.N.R.I..
Tali reliquie ed altre ancora sono ora raccolte nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

San Luigi IX, Re di Francia

Numerosissime le "peregrinazioni" della Corona di spine, di cui si parlerà in questo articolo, che sino all'anno 1000 o poco più, era ancora a Gerusalemme e che poi, fino ai primi anni del 1200 era rimasta a Costantinopoli.

Tale ipotesi viene rafforzata nei primi anni del 400, da uno scritto di San Paolino da Nola che avendo visitato Gerusalemme, sottolinea quanta devozione vi fosse, non solo nei confronti della Colonna della Flagellazione e di altre reliquie, ma anche verso la Corona di spine.

Successivamente, Baldovino II di Fiandra la fece riportare in Italia da alcuni mercanti veneziani, a cui l'aveva ceduta in cambio di denari. Essa entrò poi a far parte del tesoro del Re di Francia, San Luigi IX, che la conserverà religiosamente, insieme ad altre reliquie della Passione, nella Sainte Chapelle, fatta costruire a questo scopo, attorno alla prima metà del 1200.

La Rivoluzione francese, però, disperderà questa sacra reliquia e le spine della corona verranno disperse o distribuite a varie chiese, monasteri o santuari italiani e francesi.

Le cosiddette "Sacre Spine" hanno fatto parte del copricapo di spine posto sul capo di Gesù dai soldati romani che lo sbeffeggiavano chiamandolo "Re" e non è quella che noi indichiamo comunemente come "corona di spine", ma un vero e proprio copricapo, tipo casco, simile alla corona dei monarchi dell'epoca che governavano in Giudea.

Di Sacre Spine sembrano essercene in Italia oltre un centinaio ed un altro grande numero è sparso per tutta l'Europa e forse più di 30 di queste, qui in Italia, hanno delle caratteristiche che rasentano la miracolosità, in quanto, di tanto in tanto, sembrano improvvisamente "vivere" e rinverdiscono e producono nuovi boccioli o si ravvivano nel colore le macchie di sangue presenti su di esse.
Questo avviene quando il giorno dell'Annunciazione della nascita di Gesù a Maria coincide con il Venerdì Santo, conclusione della vita terrena di Gesù e successiva Risurrezione.

Bisogna, prima di tutto, elencarle tutte, almeno quelle di cui io sono a conoscenza:

Sin dai primi secoli, alcune delle spine vennero regalate dai vari Imperatori a persone sante o illustri: l'imperatore Giustiniano I ne regalò una a san Germano, vescovo di Parigi (la reliquia è ancora presente nella chiesa di Saint Germain des Prés), mentre l'imperatrice d'Oriente Irene, ne diede alcune a Carlo Magno e successivamente Carlo il Calvo ne regalò quattro alla chiesa di Compiegne dov'era sepolto San Cornelio, ecc. E così della Corona originale, che si può ancora venerare a Parigi, nella Sainte Chapelle, ora è rimasta solo la struttura portante.

 

BARI, BASILICA DI SAN NICOLA

Di tutte queste presenti sul territorio italiano, la prima che prendiamo in esame è quella che si trova nel cuore della Bari antica, proprio nella chiesa dedicata al Patrono San Nicola. Si narra che essa venne regalata alla Basilica da Carlo II d'Angiò, nipote di San Luigi IX di Francia.

Nel giorno in cui la festa dell'Annunciazione del 25 Marzo coincide con quello del Venerdì Santo - cosa che capita due, al massimo tre volte in un secolo - in alcune di queste Spine si verificano, nell'arco della giornata, fatti sorprendenti: alcune di esse sembrano irrobustirsi, rinvigorirsi, diciamo "ringiovanirsi" e spesso producono piccole, nuove infiorescenze, mentre altre assumono un colore rossiccio come di sangue.

Anche in questo 2016, il 25 marzo, molte di esse, hanno subito questi eventi straordinari.
La Santa Spina di Bari ha prodotto alcune modifiche cromatiche tendenti verso il color rosso e con mezzi fotografici si è potuto vedere che al centro si evidenziava l'immagine di un volto d'uomo mai prima rilevato.

Nella Diocesi di Bari-Bitonto, si celebra le memoria liturgica della "Sacra spina della corona del Signore".

 

 

 

Foto da http://www.basilicasannicola.it/page.php?id_art=44

 

ANDRIA

Sembra che anche questa spina, anzi lespine presenti ad Andria sono due, ma di una non si hanno notizie, derivi da un regalo (indiretto, questa volta) di Carlo d'Angiò. Esse, in quanto esse, nel 1308, vennero regalate da sua figlia, all'epoca contessa della cittadina, .al Capitolo Cattedrale di Andria

Il primo prodigioso mutamento venne però rilevato solo nel 1633 quando sulla spina le macchie violacee evidenti sulla Spina, divennero più scure e vivide, come sangue fresco.

Questo 25 marzo, la spina visibile - che presenta numerose macchie di grandezze diverse, si è "animata" dando origine a dei lievi rigonfiamenti tendenzialmente bianchi.
Il precedente "segno" era avvenuto nel 2005, dopo 73 anni di "vuoto" ed erano comparse alcune piccole "gemme". Nel 1910, invece, il prodigio avviene solo la mattina del 26 marzo.

 

 

* foto da http://www.diocesiaversa.it/la-sacra-spina-esposta-in-cattedrale/

AVERSA

L'ultimO "cambiamento" era avvenuto nel 1932 e nel 2005.

Da sottolineare che in quella città la spina di Cristo è conservata in una campana di vetro perfettamente trasparente, messa in mostra in una apposita cappella del Duomo, quindi facilmente visibile ai fedeli e alle telecamere a differenza di quella conservata ad Aversa che era visibile solo accostandosi a meno di un palmo dal piccolo oblò del tempietto in cui é racchiusa, quasi a volerne impedire la vista. Iniziato l’evento ad Andria si è poi pregato per tutta la notte affinché si completasse il miracolo, Ad Aversa il tempietto e la spina al mattino seguente non c’erano più. Conservati in una stanza accessibile solo a chi dispone dell’apposita chiave.

Nel 2016, nel primo pomeriggio, sempre il 25 marzo, si è riprodotto un fenomen, già documentato molti anni fa, relativamente alla colorazione rossa che la spina ha assunto verso la sua base.

Per tutta la Settimana Santa nel presbiterio della Cattedrale di Aversa è esposta alla venerazione dei fedeli l’insigne reliquia della Sacra Spina con il magnifico suo Reliquiario, custodito abitualmente nel Museo Diocesano.

La memoria liturgica della Santa Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo nella diocesi di Aversa si celebrava il venerdì dopo la V’ Domenica di Quaresima.

 

CASTELLAMMARE DI STABIA

*foto da
http://www.ilroma.net/news/cronaca/dopo-141-anni-domani-fiorir%C3%A0-la-reliquia-della-sacra-spina-castellammare-di-stabia

Anche a Castellammare di Stabia esiste una Sacra Spina, conservata in una antica teca che viene mostrata ai fedeli sull'altare dedicato al Crocifisso.
Nell'arco degli anni si sono mostrate miracolose fioriture di nuovi boccioli.

 

CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE A PALERMO

 

Una delle Sante Spine della Corona di Cristo si trova a Palermo, presso la chiesa del Carmine Maggiore. Pare che il santo Carmelitano, Angelo, l'avesse riportata da un pellegrinaggio in Terrsasanta attorno ai primi del 1200.
La santa reliquia veniva conservata all'epoca nella piccola chiesa denominata proprio della "Santa Spina", fatta costruire dagli artigiani che lavoravano l'argilla, ma poi alla scomparsa di questi, la chiesa cadde in rovina e la reliquia venne depositata nella chiesa del Carmine Maggiore, dov'è tuttora venerata, soprattutto durante i venerdì di Quaresima e nella prima domenica di maggio.

 

COLLE QUARRATA, CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Nel comune di Quarrata, in provincia di Pistoia, la piccola chiesa di Santa Maria Assunta a Colle, restaurata ed ingrandita nel ventesimo secolo dall'architetto Giovanni Michelucci, conserva una sacra spina, regalata dal re di Francia a Beatrice dei Borboni, sposa di Roberto, sesto figlio del re Carlo I di Napoli. Attraverso varie vicissitudini ereditarie essa finì, quasi dimenticata, nella cappella della villa di Capezzana, al confine con Colle di Quarrata. Negli anni '20 del '900 il parroco di Colle chiese ed ottenne che la reliquia venisse conservata nella propria chiesa, dove si trova ancora oggi, così da poterla esporre alla venerazione dei fedeli[4].

A destra la Sacra Spina della Corona di N.S. Gesù Cristo venerata a Napoli nella Chiesa/Monastero dei Santi Giuseppe e Teresa  delle Carmelitane scalze in via Santa Maria dei Monti ai Ponti Rossi 301 - 80141 Napoli - Tel. 081/751.30.64  Nel Venerdì Santo del 1932, coinciso con la Solennità dell'Annunciazione del Signore,  la Sacra spina rinverdì, rosseggiò e fiorì all'ora della morte del Signore Gesù (ore 15.00)  

In provincia di Pistoia, e precisamente a Quarrata nella chiesa di S. Maria Assunta a Colle, è custodita una Sacra Spina donata dal re di Francia Luigi IX a Beatrice dei Borboni, sposa di Roberto, sesto figlio del re Carlo I di Napoli.

 

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BIANCO

La Sacra Spina della Passione conservata nella chiesa Parrocchiale di San Giovanni Bianco, è "rinverdita" in questo 2016. Da circa 500 anni la sacra reliquia è conservata in questa piccola chiesa della provincia di Bergamo e di tanto in tanto il "miracolo" si ripresenta, soprattutto quando la festività dell'annunciazione si "accavalla" con quella del Venerdì Santo. E' comparsa una nuova gemma ed il colore è diventato più vivido, in presenza di specialisti e di autorità ecclesiastiche, sembra proprio nel giorno di Pasqua.
Differentemente da altri luoghi in cui questo segno è comparso nel Venerdì Santo, ricorrenza quest'anno anche dell'Annunciazione a Maria, a San Giovanni Bianco si è verificato nel giorno della Risurrezione. Ciò sottolinea ancor di più che i tre eventi: Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo sono collegati.

La Spina è presente nella cittadina dalla fine del 1400, portata da un nobile messo al bando che aveva combattuto a Fornovo contro i francesi capeggiati da Carlo VIII. Introdottosi assieme ad alcuni compagni nelle linee nemiche, aveva razziato un bel bottino tra cui alcune reliquie e tra queste la Sacra Spina, che poi consegnò in mani più degne. Essa poi venne trasferita a San giovanni bianco e lì rimase alla venerazione dei fedeli.

La reliquia ha avuto nel corso dei secoli, numerose fioriture, tutte documentate.

 

CAGLIARI - CATTEDRALE DI CAGLIARI

La Sacra Spina si trova nella bella ed elegante Cappella Aragonese del SS. Sacramento.

La sacra reliquia giunse a Cagliari nel 1527 insieme ad altre reliquie ed opere d'arte rubate da varie chiese romane e persino dallo stesso appartamento del Papa.

Poco prima di raggiungere la città sarda, la nave venne fermata da una tempesta e coloro che sapevano di quel carico così importante, preoccupati della collera divina che si stava abbattendo su di loro, confessarono ad alcuni sacerdoti che si trovavano a bordo il furto perpetrato.
Giunti, alfine, in città, informarono l'Arcivescovo dell'accaduto.

Venuto a conoscenza del fatto, papa Clemente VII, decise comunque di lasciare in dono alla Cattedrale di Cagliari alcune reliquie, tra cui la Sacra Spina e un trittico fiammingo del XV secolo attribuito al pittore Rogier Van der Weyden.
L'icona e la Sacra Spina vengono esposti durante la festa dell'Assunzione di Maria.

 

NOTO, PARROCCHIA SANTISSIMO CROCIFISSO

L'interno della Chiesa di Noto, a tre navate, custodisce  due importanti reperti religiosi: una Croce reliquaria  disegnata dal Gagliardi e scolpita da Vincenzo Rotondo nel 1746 in legno dorato, al cui centro si trova una piccola teca che custodisce una pittura su legno raffigurante il Cristo, attribuita a San Luca.

Nel transetto di sinistra vi si può vedere anche una seconda e forse più importante reliquia, cioè la teca in oro contenente la Santa Spina.

Il Venerdì Santo a Noto si svolge la processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata. mentre il Vescovo regge, nella processione della Settimana Santa sotto un baldacchino, sostenuto da quattro uomini, la Sacra Spina che la tradizione vuole essere stata portata qui dai crociati attorno al 1300, direttamente da Gerusalemme.

LA SANTA SPINA DI NICOSIA

Nella Cattedrale di Nicosia, in provincia di Enna, nella Sacrestia, si trova ancora una Spina della Corona di Cristo, custodita, assieme a preziosi paramenti ed arredi sacri, in uno dei pregevoli  “Armadi”, realizzato in noce intagliato nel XIV secolo.

Tale spina venne donata da Re Filippo III di Spagna.

Vi è, inoltre, conservato in un reliquiario del XVI secolo, un frammento della Santa Croce.

 

 

continua

 

Bibliografia e Fonti

 

*http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-corona-di-spine-e-i-prodigi-degli-aculei-verdi-15638.htm
- Michele loconsole Studioso delle reliquie della Passione di Gesù, è autore tra l’altro dei libri “La tela e la spina – Due reliquie a confronto” (Progedit 2014), e “La corona di spine di Cristo. Storia e Mistero” (Cantagalli 2005)
Ricordiamo il libro di Michele Loconsole "La Corona di spine di Cristo"  Ed. Cantagalli, Siena - Febbraio 2005  sulle 160 spine in Italia (di Chiese, Monasteri e privati) e sulle "30 prodigiose" che fioriscono, rinverdiscono o il sangue si ravviva. 
Vedi sito personale di Loconsole: http://www.associazioneenec.it/past-presidents/michele-loconsole.html 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_reliquie_cristiane

http://www.ansa.it/puglia/notizie/2016/03/25/compiuto-prodigio-sacra-spina-ad-andria_a8fb4162-7f50-49f8-9166-c16d83188219.html

http://digilander.libero.it/collediquarrata/sacra_spina.htm

http://www.fanpage.it/annunciazione-e-venerdi-santo-nello-stesso-giorno-la-prossima-volta-tra-141-anni/

 

foto degli apostoli al Sepolcro da http://biscobreak.altervista.org/2015/04/page/3/

 


«Andria - La Sacra Spina si insanguina», di Paolo Pinnelli, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/3/2005;
«Andria, la "Sacra Spina" una storia lunga quasi due millenni», di Paolo Pinnelli, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/3/2005;
Sito: Diocesi di Andria - Sacra Spina Andria.

 

http://www.cristinasiccardi.it/

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- Vedere su Cartantica altri articoli connessi:

- Santo Volto

- Sacra Sindone

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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