Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

SANTI ROCCO, COSMA E DAMIANO

 

Questi tre Santi, Patroni di molti paesi specialmente del sud dell'Italia e molto venerati, sono stati accomunati in questa sede solo per l'ampiezza dell'iconografia che li riguarda. Si vedono, infatti, ritratti sempre nelle vesti di pellegrino, l'uno, e nelle vesti di medici-cerusici gli altri due, ma abbigliati diversamente di volta in volta. Insomma, dove sono venerati, compaiono quasi sempre con indumenti diversi, forse solo per qualche particolare, ma comunque solleticano la curiosità di chi li guarda proprio per i dettagli del loro abbigliamento.
Questi Santi sono stati ampiamente raffigurati da grandi pittori, come il Tiziano e il Giorgione nel caso di san Rocco o Filippo Lippi, il Tintoretto e il Beato Angelico nel caso dei Santi Cosma e Damiano e rappresentati in tele, miniature, statuette, medagliette, libri, libretti devozionali, ecc. ma, soprattutto, raffigurati in innumerevoli immaginette o santini, dedicati soprattutto al culto popolare.

 

VARIE ICONOGRAFIE SUI SANTI COSMA E DAMIANO

 

Sono Protettori di Medici, farmacisti e delle professioni affini come barbieri e dentisti; vengono per lo più rappresentati con gli strumenti della loro arte: ampolle, strumenti chirurgici ecc. Bella ed ampia la varietà del loro vestiario che varia a seconda delle epoche
Stando ala famosa "Legenda aurea" essi provenivano dall'Asia Minore e dopo aver studiato medicina, s'erano trasferiti in Cilicia dove espletarono la loro professione, cercando nel contempo di diffondere la fede cristiana. Insieme ad essi, ma molto meno famosi, vengono ricordati gli altri membri della famiglia, gli altri 3 fratelli - Antimo, Leonzio ed Euprepio - che vennero anch'essi martirizzati insieme a Cosimo (o Cosma, secondo la dizione bizantina) e Damiano.

Durante la persecuzione di Diocleziano furono arrestati e sottoposti a varie torture a cui più volte sopravvissero, per morire alfine decapitati. Vennero sepolti in Siria.

Il loro culto si diffuse ampiamente in tutta l'Asia Minore (Mesopotamia, Egitto, Gerusalemme), subito venerati come taumaturghi e ad essi vengono ascritte numerosissime guarigioni. In Costantinopoli venne loro dedicata una Basilica dove venivano condotti gli ammalati, proprio per chiedere ai due santi la salute fisica.

Dall'Asia Minore il loro culto si diffuse quasi subito nel mondo romano e a Roma, nella zona dei Fori, venne costruita una grande Basilica, ad essi intitolata, dove stazionavano molti ammalati che chiedevano un miracolo. Sembra che le loro reliquie si trovassero appunto in detta basilica, ma successivamente i crani vennero trasferiti in Germania, dapprima a Brema e poi a Bamberga.

Dai grandi pittori citati, i due medici vennero rappresentati in tutte le varie fasi del loro martirio oppure mentre compivano i numerosi miracoli a loro attribuiti, tra cui, molto discusso, quello della guarigione di una gamba malata sostituita con una del tutto sana, come narrato nella "Leggenda aurea".
Sembra che il sagrestano della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma avesse un cancro ad una gamba ed una notte, mentre dormiva, apparsigli in sogno i due Santi, questi subito si mettessero all'opera, amputandogli l'arto ammalato e sostituendolo con la gamba sana di un etiope morto da pochissimo. Chi fu spettatore del miracolo, sia pur incredulo, dovette però acclamare a quest'avvenimento davvero unico. Nel 1500, tale miracolo venne rappresentato in un quadro dal pittore Alonso de Sedano.

Il loro culto è molto diffuso nell'Italia Meridionale dove esistono molte chiese ad essi dedicate e dove si svolgono sagre e feste - ancora molto sentite dal popolo - in loro onore.
Vengono ricordati liturgicamente il 26 Settembre.

A Scilla i santi Rocco e Damiano sono molto venerati nella chiesa di Santa Maria di Porto Salvo a Chianalea, dove sono conservate anche alcune reliquie. Oltre alle due statue raffigurate, realizzate nel 1901, nella stessa chiesa ne sono presenti altre due più piccole di epoca precedente (1700) ed i due santi sono anche riproposti nella grande pala d'altare, insieme alla Madonna. (*)

 

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SAN ROCCO

 

Molto venerato in tutt'Italia, ma specie nel Sud - soprattutto nelle aree rurali - dove è Patrono di moltissimi paesi e cittadine e titolare di almeno una chiesa, san Rocco è fatto oggetto di speciale devozione in vari santuari eretti in suo onore, dove in occasione della sua festa liturgica (16 Agosto) si svolgono processioni e riti religiosi ma anche feste e sagre di carattere folkloristico.

 

Nato a Montpellier, in Francia - alla fine del 1200 - da una ricca famiglia che tanto aveva desiderato un figlio, pare avesse una croce rossa impressa sul petto, come già fosse destinato alla sequela di Cristo.

Sin da fanciullo si dedicò alle opere di carità, specie verso gli ammalati e dopo aver frequentato gli studi regolari, in cui si distinse per l'impegno, a venti anni, restato orfano decise di vivere secondo il Vangelo. Affidati dunque ad uno zio i suoi averi e le sue cariche, vendette quanto potè, distribuendone il ricavato ai poveri, agli orfani, agli ospedali e da pellegrino si diresse verso la Terra Santa, attraversando le Alpi e giungendo in un'Italia devastata dalla peste. Animato da spirito di servizio, si mise ad accudire gli appestati, guarendone molti nelle città che attraversava, non stancandosi mai di ripetere: " Fate penitenze, perchè i peccati sono la causa delle malattie e dei castighi di Dio".
Debellata la peste in varie città, si avviò verso Roma, guarendo altri ammalati e ritornando poi sui suoi passi, raggiungendo Piacenza. Là scoprì di essere ammalato egli stesso e per non contagiare nessuno si ritirò in una grotta, abbandonato da tutti. Egli viene per lo più ritratto con un cane, poichè sembra che un cane che si fosse accorto di lui e lo avesse salvato poichè ogni giorno gli portava nel suo rifugio un pezzo di pane con cui il santo poteva sfamarsi.

Il padrone del cane, Gottardo, accortosi che il cane ogni giorno trafugava del pane, lo seguì e scoprì Rocco e, ammirato dalla sua santità, venduto ogni suo avere, seguì il suo esempio.

Guarito dalla peste, il Santo riprese il suo cammino e nel 1322 decise di ritornare in Patria, nella sua Montpellier dove, però, nessuno lo riconobbe e, tacciato di spionaggio, venne messo in carcere dove rimase per 5 lunghi anni, senza mai svelare il suo vero nome, per amore a Cristo.
Il 16 agosto del 1327 morì, chiedendo a Dio la grazia che quanti avessero impetrato il suo patrocinio fossero protetti e difesi dalle pestilenze.

 

La venerazione per San Rocco si diffuse rapidamente in Francia, in Italia - a Venezia, si trova la maggior parte delle sue ossa - e in tutto il mondo, soprattutto dopo il Concilio di Costanza dove, in seguito ad un'epidemia di peste che si era diffusa in quella città, venne invocato il suo intervento e la sua statua venne portata in processione. L'epidemia si placò e san Rocco divenne ovunque il protettore contro la peste e le epidemie in genere.

Patrono dei prigionieri, dei farmacisti, degli invalidi, delle campagne e del bestiame, san Rocco è impetrato contro le calamità naturali.

Per altre notizie sull'iconografia di San Rocco, vedere altro articolo di don Damiano Grenci in Collaborazioni:


San Rocco e i suoi attributi iconografici

 

(*) Ringrazio per le due foto inviatemi da Costantino Alfonsetti

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