Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

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SANTA SINFOROSA E SAN CHIRICO

 


Festa di santa Sinforosa a San Chirico Raparo (Pz)


Ogni anno col ritorno di luglio, il cuore dell’estate, quando l’inverno è passato e nell’aria di San Chirico Raparo (grazioso paesello nel cuore del Sud Italia) già si sentono volare le note degli antichi inni dedicati a Santa Sinforosa Vedova e Martire, la Protettrice del paese.
Durante tutto l’anno si pratica il culto alla Martire Tiburtina, ma in questo periodo c’è un forte risveglio. Il paese si prepara alla festa della “sua Santa” già dal 15 giugno, un mese prima. Questa pratica è chiamata “a mesata” e si svolge celebrando la Santa Messa alle 21 ogni sera e cantando l’inno ai piedi dell’altare di Santa Sinforosa.

Il culto sinferusiano nel nostro paese ha origini antiche, infatti sul finire del ‘500, l’Arciprete Don Gianbattista Bassano, portò da Roma a San Chirico, tra altre Reliquie, un’ampolla di sangue che risultò essere della Nostra Santa. Il giorno dell’Ascensione, alla fine del ‘700, quando tutte le Reliquie dei Santi venivano esposte alla venerazione dei fedeli, il Sangue di Santa Sinforosa si liquefece miracolosamente sotto gli occhi di tutti i presenti: Clero e popolo.
Di questo evento portentoso venne informato il Vescovo del tempo che si trovava a Chiaromonte. Il Presule, resosi conto di persona dell’accaduto, ordinò che si celebrasse ogni anno una grande festa in onore della Martire.
Il popolo di San Chirico Raparo ha tenuto sempre desto nel suo cuore questo sentimento e ha conservato sino ad oggi un grande amore verso la sua Protettrice, tanto che i festeggiamenti, preceduti da una partecipatissima Novena e da due giorni preparatori dedicati a San Chirico Martire e alla Madonna del Carmine, sono sempre sontuosi e animati da gran fervore.
Anche quest’anno San Chirico Raparo si ritroverà intorno alla “sua Santa” per renderle omaggio con la consueta solennità che non ha pari nella zona.

 


La calura estiva non spaventa i fedeli che seguono la Processione di Santa Sinforosa il 18 luglio: gli uomini orgogliosi di sottoporsi al dolce peso della statua fanno a turno per portarla, le donne cantano a piena voce, alcune procedono a piedi scalzi per implorare una grazia o ringraziare per averla già ricevuta: i figli lontani per studio o lavoro, la salute, la pace familiare, il lavoro… e tanti altri sentimenti che si celano tra le pieghe più recondite del cuore di ogni fedele e che Lei certamente conosce e sa.
Guardando l’imponente statua di Santa Sinforosa, si nota la grande tenerezza di una madre che stende la sua protezione sui suoi figli, infondendo a tutta la “sua città” fiducia e speranza, cantate cosi bene dall’autore di un inno tradizionale: “O gran virtù di madre, del ciel vivo splendor, o Santa Sinforosa luce dei nostri cuor! Scolpisci in noi la pace, la grazia e la virtù.”

 

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