Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


 

UNA MATTINA PARTICOLARE


E’ ancora notte quando arriviamo, primi fra tutti, davanti alla porta presidiata dagli Svizzeri… il tragitto è stato spedito e veloce a quest’ora, senza traffico, senza ostacoli.

I nostri compagni sono arrivati poi in gruppo, le macchine cariche e P. Adriano, che tentava di essere disinvolto, ma anche lui era commosso ed emozionato, teneva stretto tra le mani l’elenco  dei nominativi da sottoporre alle  guardie, teutonicamente ligie alla consegna che prevedeva che il Gruppo fosse al completo per oltrepassare l’ingresso

Abbiamo atteso ancora qualche minuto finchè non sono arrivati anche Donatella e Vinicio che viaggiavano in moto e finalmente ci siamo diretti, trepidanti  e felici, verso la Residenza di Santa Marta.

Seguendo il rigido protocollo e le indicazioni degli addetti, ci siamo avviati verso la Cappella e disposti ordinatamente nella bianca chiesetta, laddove ci indicava il cerimoniere…
La Cappella di Santa Marta è piuttosto grande, bianca e dorata, dominata da un Crocifisso dal capo reclinato, da un’ampia scultura bronzea a raggiera che simboleggia il Santissimo che là è racchiuso  e dalla statua di una dolcissima Madonna con Bambino.

Ed ecco, di lì a poco, entra la ormai nota figura del Papa, un po’ claudicante ma energico come sempre, che inizia spedito la celebrazione.
Emozionati dalla Sua presenza seguiamo i suoi gesti e le sue parole, qualcuno di noi, anche mia figlia Donatella, si avvicenda al leggio per la Lettura ed il Salmo, P. Adriano declama con voce chiara ma un po’ trepidante il Vangelo, eppoi il Santo Padre si lancia in una corposa omelia sulla Risurrezione, argomento difficile per noi esseri umani da comprendere e spesso anche da credere.

Ormai i mezzi di comunicazione ci rimandano giornalmente i pensieri, le parole, le immagini, i discorsi, le esternazioni, le esortazioni, le battute di Papa Francesco, ma ascoltarlo seduti là a due passi da Lui è davvero esaltante e quando l’omelia si conclude ed inizia il nucleo centrale della Messa il pathos si intensifica: il Santo Padre si cala nella sacralità della celebrazione, con gesti pacati e solenni alza l’ostia ed il calice e si identifica col Cristo dolente che si è immolato per noi.

Ci mettiamo in fila per la comunione compunti e tesi come i bimbi che per la prima volta ricevono l’Ostia, anche se a distribuirla non è lui ma alcuni dei sacerdoti presenti.

A celebrazione ultimata il Papa subito si ritira, ma poco dopo rientra dal retro della cappella per un momento di ringraziamento e di adorazione, poi scompare di nuovo ai nostri occhi.

Pochi istanti dopo veniamo radunati da P. Adriano e da un addetto che ci informa che a breve il Santo Padre ci riceverà per un saluto.
Ci agitiamo a questa bella ed inattesa notizia e in fila indiana ci dirigiamo verso una stanzetta dove un altro addetto ci libera di giacche e borse ed intravvediamo già nella stanza attigua il Papa che conversa con alcuni sacerdoti e vescovi.

Siamo un po’ ansiosi, io non so che fare… tardo qualche secondo, Paolo l’ha già salutato inchinandosi a baciargli la mano, io traccheggio nell’indecisione, ho l’impressione di non averlo fatto… intanto lui mi propina un gran sorriso...
Non ricordo cosa gli dice P. Adriano né se lui ha commentato qualcosa…, è un momento intenso, il suo sorriso accattivante e gioioso mi riempie il cuore di gioia, anche se sono confusa…

Passo oltre, il tempo è scaduto, io mi avvio a recuperare giacca e borsa, mentre gli altri si susseguono dinanzi al Santo Padre: Suor Carla, il giovane frate colombiano di cui non ricordo il nome, Iole che imbastisce con lui un discorso, Matteo che gli fa benedire dei Rosari, Donatella e Vinicio che si intrattengono un po’ con lui per raccontargli che del loro gruppo che anima le Messe in S. Martino fa parte anche Cecilia, la figlia di una amica del Papa, l’eterea Sofia, la signora Severa infaticabile in Parrocchia, Daniela dal viso dolce e sereno, la solerte segretaria del Parroco, le due Suore di Santa Chiara che si intrattengono a lungo con lui, abbracciandolo, Mario e Giuliana, commossi ed emozionati,  Brigida che gli tiene stretta la mano per tutto il tempo, Cristiana che gli consegna una lettera, la suora dell’Orto sempre sorridente, Marco che perde in questa occasione la sua grinta, Ornella e Gaetano che gli confidano che oggi è il loro quarantatreesimo anniversario di matrimonio, Armando che mette da parte per un momento la sua riservatezza…

Il bel momento si conclude… usciamo in gruppo nella mattina ormai inoltrata e inondata disole, mi soffermo e facciamo sistemare tutto il gruppo davanti all’uscita di Santa Marta, strappando alla guardia svizzera il permesso di scattare una foto.

Siamo grati a P. Adriano che ci ha concesso questa bella esperienza e tutti gioiosi per questo incontro così inatteso, così coinvolgente, come scolaretti a cui si prospetta una giornata di vacanza e ci salutiamo con una maggiore complicità, oggi, tornando ognuno alle proprie macchine, mentre qualcuno di noi, ancora non sazio di novità, continuerà a gustarsi per qualche ora questa giornata davvero speciale…

 

IL COMMENTO DI BRIGIDA
Per il Consiglio Pastorale della Parrocchia SS Silvestro e Martino ai Monti

 

UN GIORNO SPECIALISSIMO

Sono le 6,15 della mattina del 19 settembre 2014, il parroco, P.Adrian Ghiurca, apre il corteo di auto dirette a Casa Marta.
Ai cancelli della città del Vaticano, espletati i dovuti controlli ci avviamo, emozionati, curiosi, commossi ci predisponendoci ad assistere alla Messa celebrata da Papa Francesco.
Il fianco della Basilica di S.Pietro ci sovrasta con la sua grandiosa magnificenza che contrasta con la sobria quasi modesta facciata di casa S.Marta. Intimiditi entriamo guardandoci intorno tentando di imprimere nella memoria l’architettura interna, gli arredi.
Numerosi signori in nero ci indicano dove andare, la cappella ci accoglie nelle prime file, siamo gli ospiti d’onore, ci sediamo in seconda fila, appena dietro a cardinali e sacerdoti.
Cameramen e fotografi si muovono con discrezione.
Ecco entra Francesco in modesti paramenti verdi, la messa inizia, quasi mormora il papa, con difficoltà si seguono le sue parole.
Le nostre Cristiana e Donatella leggono emozionate le letture,
P. Adrian riceve la benedizione e legge il Vangelo, poi papa Francesco dal pulpito con voce chiara e parole semplici commenta Paolo (1Cor 15,12-20), “paura della resurrezione” è il tema.
La celebrazione prosegue fino alla benedizione finale.

Ci invitano a rimanere seduti, dopo qualche minuto il papa si siede tra noi, in silenzio, l’ho preso per un invito a meditare, contemplare.
Ho chiuso gli occhi, non mi sono accorta quando Francesco se ne è andato.

Ancora attendere seduti, poi, dopo averci liberato delle borse, in fila indiana abbiamo aspettato di essere presentati dal nostro parroco ad uno ad uno al vescovo di Roma.

Usciti all’aperto abbiamo chiesto il permesso per una foto di gruppo, accordato.
La tensione era caduta e sorridenti ci siamo incamminati verso l’uscita.

E’ stato un gran dono per tutti noi, grazie Papa Francesco, grazie P.Adrian di aver promosso questo incontro.

 


Brigida Pesce
19 settembre 2014

 

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