Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

SILLOGE DI POESIE

 

"VAGABONDANDO'"

 

Le Poesie di questa pagina di Patrizia Fontana Roca sono esclusiva proprietà di Cartantica, ma la riproduzione delle stesse verrà concessa, citando la fonte, previa richiesta e specificando l'utilizzo.

 

Se vuoi puoi vedere tutti i Premi, recensioni e Pubblicazioni relativi alle mie poesie, nella pagina seguente

 

 

ZINGARA SENZA META


Accampamento di zingari con carovane - Vincent Van Gogh

 


Regalami un pò di libertà...

Ch'io possa andare,
zingara senza meta.

Sotto i miei piedi
numerose strade,
prati d'erba setosa.

Mille fili, con cui intrecciare
una coperta, una culla,
un rifugio...  

 

 

 

 

 

CAMPAGNA ROMANA


William Stanley Haseltine

da http://it.wahooart.com/@@/8LT9GC-William-Stanley-Haseltine-Sunset-Glow,-Campagna-Romana

 


Alberi come pinnacoli.
Sottili, esili tronchi, cime gonfie
come nei disegni dell'infanzia.

Allineati all'orizzonte
su una striscia di colline ondose
contro un cielo turchino.

Un acquedotto sospeso
tra passato e futuro,
su un prorompente fiume d'erba,
un gregge, un casolare
sulle cui mura un rosso rampicante
dipana una treccia curvilinea
di foglie.

E un rapido bagliore,
riflesso d'uno stagno,
in cui gli occhi frastornati
smarrisco.

Nel cielo, il brivido leggero
del vento,
un tramonto appena abbozzato,
chiazze d'oro, di rosa, d'azzurro,
invisibile rete in cui s'impigliano
le prime stelle senza meta...

 

- XIX Ediz. Gran Premio letterario Città di Roma 1986
- Medaglia IX Classificato - Poesia inedita - Pubblicazione nell'Antologia "Roma Capitale" (Ediz. OIPEC)
delle poesie "Campagna romana" e " Vecchia Roma".

 

 

 

GITA AD ASSISI

 

 ...Frà Federico, cicerone ascetico
bisbiglia solenne e intimorito
tra i colorati affreschi del Trecento
e la sua voce giovane rimbalza
tra l'eco misteriose delle volte,
nell'intenso silenzio della cripta
dove un velario ardente di candele
protegge il vano oscuro dell'avello
e ondeggia lieve ad ogni invocazione...

Lieti e chiassosi, come bimbi in festa,
tra gli archi bianchi e le massicce mura
ci disperdiamo nei vicoli tortuosi
su cui s'affaccian case medievali
e dai balconi azzimati, le bandiere
garriscono alle rondini del cielo...

 

 

 

 

 

GITA A VALLEPIETRA

 

Forse un poco insonnoliti
stamattina siam partiti,
alle spalle la città
verso Santa Trinità.

Frà Francesco con gran brio
(torna al suo luogo natio)
lungo tutto il nostro viaggio
quasi a darci un pò coraggio
mentre inizia la salita
e s'affrontano i tornanti,
ci delizia con i canti.

Dopo pranzo: pronti? Via!
riprendiamo, spumeggianti
a discendere i tornanti
tra le risa e l'allegria
e gioiosa confusione
(c'è o non c'è la deviazione
per lo Speco sopra il monte?).

Ancora alto, all'orizzonte
un bel sole ci riallieta,
ci accompagna, ci rincuora,
rende più speciale ancora
questa nostra ultima meta!

 

 

 

 

CASCIA


 


La palpitante folla dei fedeli
dinanzi alla grata s'avvicenda
chiedendo un'impossibile grazia.

Al di là il piccolo corpo della santa
giace, racchiuso in un'urna...


Di fuori un sole quasi estivo
d'una giornata di fine aprile
che inebria i cuori
che imbianca i vicoli in discesa,
il muto chiostro delle suore,
il roseto vibrante di gemme
pronte a dischiudersi...


Voglio essere anch'io un ramo fiorito,
gioire del vento, del sole
e avere un cuore bambino
che creda.

 

 

 

 

 

IL COLLE DELL'INFINITO


DA https://www.groupon.it/articoli/la-recanati-di-leopardi

 


Salimmo tutti verso il colle ardito,
il leopardiano colle dell'infinito...

Sotto cui si stendeva la piana rigogliosa
e il borgo antico, le viuzze, la piazzetta,
la casa in cui il poeta cantò la  Donzelletta...

Ma sotto l'arco possente d'un portone
ci prese alla sprovvista un acquazzone
e lasciammo Recanati in tutta fretta...

 

 

 

 

 

POMPEI


DA https://quadernisocialisti.wordpress.com/tag/pompei/

 

Giacquero, i corpi immobili
nella morte improvvisa,
coagulando
stupore e gesti attoniti.

Pietrificati, nel sole rimasero
archi di marmo contro il cielo,
strade lastricate
e i bellissimi affreschi
dai mille colori,
le fontane ormai mute,
e le insegne incise sui muri...

Nell'aria un impalpabile sudario
di soffice cenere
e il respiro sommesso
d'una civiltà che, pur morta,
respira in noi.


- Premio Città di Pompei 1986 - XIII Ediz. -
3° Premio ex-aequo - Targa e diploma - per la Poesia "Pompei", pubblicata poi sulla rivista "Presenza"

 

 

 

CALA MARINA


DA http://www.traccedisardegna.it/spiagge/cala-marina-san-pietro

 

Una spiaggia di sassi,
acciottolato levigato, rappreso
in un'ansa semisferica che digrada
in piccole pozze d'acqua.

Poi, il mare aperto, limpido
e il fremito ininterrotto
di piccole creature che lottano
per la sopravvivenza.
 
Sotto il velo dell'acqua
chiarissima
ricami di madrepore rosate,
trasparenze verdazzurre
d'una giungla sempre vibrante,
purchè lasciata nel vitale elemento.

Poichè, tratta dalle viscere marine
subito appassisce in filamenti
ripugnanti.

Inavvertitamente, metto in fuga
una famiglia di granchi grigi
mentre mi chino sulla sabbia
intatta del fondale,
a scoprire disperse valve
di conchiglie.

Anche un'elegante stella marina
avverte la mia presenza
e vorrebbe fondersi, disperatamente,
alla roccia su cui,
tranquilla palpitava.
Spasmi convulsi animano le sue
esili dita.
Ma io non la strapperò
alla tenera carezza delle onde…

 

 

 

 

SULL'ARGENTARIO


https://www.tuscanypeople.com/spiagge-bandiera-blu-2016-toscana/

 


... Finirà anche questa estate
che ha portato messi di gioia...

Ma, sull'Argentario intorpidito
ancora brilla una manciata
di lucciole e di stelle...


 





 

VIAGGIO VERSO L'ELBA


DA https://www.greenme.it/spiagge/19904-isola-d-elba-spiagge

 


Tremano ad ogni ondata,
i grigi gabbiani aggrappati
alle rocce affioranti...

Mentre il mare afferra la nave
e la scaglia tra le onde,
come fosse una biglia
su un tavolo da biliardo
turchino.

E appena scalfisce,
con artigli di spuma,
Montecristo e Pianosa.


 

 




 

VIAGGIO A FIRENZE


DA http://www.ma-toscane.com/le-sanglier-de-florence-la-fontana-del-porcellino/

 


Mi allontano da Roma.
Il treno corre su binari composti,
paralleli.

Così la mia vita, i miei pensieri,
foglie già morte a cui il vento,
col suo respiro, imprime
un nuovo impeto di vitalità.

Case e ruscelli passano,
all'impazzata
come un film girato troppo in fretta
e l'invisibile Arno affiora
tra i discorsi, l'euforia,
le risa dei piccoli.

Ora riaffiora nei miei ricordi...

Ho sostato nelle strade, nelle piazze
guardando con occhi beffardi
scritte irridenti sui muri.

Ho sostato accanto ai pittori
che ritraggono volti e paesaggi
sullo sfondo del Ponte Vecchio.

Ho accarezzato il mite cinghiale brunito
che grufola sotto le volte
del mercatï Vecchio
mentre la pioggia sottile di Firenze
gentile cadeva su di noi,
svelti a porci al riparo
di gai mantelli di plastica gialla
acquistati in fretta,
che ci resero simili
ad aquiloni evanescenti...

 

 





L'ARPA BIRMANA


 


Sotto la volta del Mercato Vecchio,
seduto tra carte e rifiuti,
c'è un giovane assorto che suona
facendo vibrare le corde
dé un'esile arpa birmana...

Melodia che risveglia sogni
appena assopiti,
che evoca spazi campestri e risaie,
cerei volti orientali
senza tempo.

Dolenti, gli accordi s'insinuano,
si fanno sonori
sotto la volta del Mercato Vecchio
dove, seduto sul duro selciato,
c'è un giovane assorto che suona
l'accorata arpa birmana…

 

 





 

SUI MONTI DELLA SILA


DA http://www.parks.it/parco.nazionale.sila/Epar.php

 

È ancora notte sui monti della Sila
dove il trasalire degli ulivi
proietta spettri, sagome d'angoscia
contorte, sofferenti.

Ma domani,
il giorno degli ulivi nascerà
ed io, simile ad essi,
mi protenderò verso l'alto.

Con essi sarò ramo, foglia, frutto
umile, festoso, sereno
nell'immensa mareggiata verdargentea.

Chiudo gli occhi,
assaporo già il sole e il vento...

 

- XII Gran Premio Naz.le Poesia e Narrativa"Città di Pompei"1985 -
Menzione d'Onore con coppa "per immagini ricche di una loro interiorità affascinante e di chiara tenuta lirica..." per la poesia "Sui monti della Sila"

 

 

 

BOLZANO

 

 

DA http://www.orangesmile.com/reiseinfos/bozen/


 

Aria diversa, aria di confine.

Mescolanza di mondi.
Donne bionde, morbide
come fragranza di pane
appena tolto dal forno,
ma distaccate dee lunari.

Intagliati nella roccia,
gli uomini dalla lignea struttura
e dalla voce rude,
simile a quella del vento
impigliato nelle gole montane.

Tetti spioventi di gusto bavarese
e la sagoma squadrata del Comune
di pietra antica, un poco alleggerita
da un campanile snello
che svetta, provando ad inseguire
il ritmo intorpidito
di ferree lancette d'orologio.

Un ordinato labirinto
di banchi nel Mercato
e quello dei vicoli
asettici e bilingue,
in cui, sperduta
mi sento straniera.

Al di là del confine.

 


- I Premio Naz.le Letterario "Cinque Terre" - Centro Culturale La Magra - 1986 -
Finalista - Pubblicazione nell'Antologia "Cinque Terre" della Poesia "Bolzano"

 

 


 

LAGO DI LEVICO



DA https://de.m.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Levico

 

 


Il lago è un globo di vetro
entro cui guizzano ardite guglie
di prospettive montane.

Abeti aguzzi come piramidi
e qualche schizzo di casa irresoluto
che ad ogni vibrazione si liquefa
e poi si ricompone
in una vischiosità verdazzurra.

Nell'aria i sintomi precoci
d'un autunno, una nebbia opaca
che s'addensa
a diventare scenario.

Gli svettanti profili di pietra
rimangono sul fondo,
come alani guardinghi e fieri
proni dinanzi all'idolo verde giada
del lago.


 

 

 

TRENTINO


DA http://www.beautyfarmonline.it/beauty_farm_trentino.php

 



Al calar della sera,
il vento s'alza
in mulinelli rabbiosi
e s'insinua tra le gole vibranti,
nelle cave di marmo,
spalancate nella roccia,
ferite aperte e vive.

Evocando dissonanze
e lamenti di possenti ciclopi
avvinti ad una millenaria
immobilità.

Intorno, l'amalgama fitto, 
vellutato del verde
e un bisbiglio discreto
di torrentelli straripanti
tra campi di cerulee calendule...


 

 

 

 

FANTASTICA VENEZIA


DA https://insubriland.wordpress.com/2012/08/15/mose-bianchi-1840-1904/

 


Fantastica Venezia che mi accogli
con la tua aria fragile, istrionesca...

A fior di pelle, un brivido sottile
d'entusiasmo
perchè già t'amavo
e amavo persino gli scarni piccioni
che planano a stormi
in piazza S. Marco.
 
Quanti ponti ho percorso,
sospesi, digradanti in portici,
in vicoli.

Quanti canali ho solcato
inseguendo sinuose curve,
mentre l'acqua d'un verde cinereo
si scomponeva in scaglie lucide,
vibranti contro fondamenta inabissate.

Finestrelle, bifore slanciate,
guglie e balconcini rampicanti sui muri
d'un grigio opaco che non deturpa
la bellezza avvizzita e languida
della Serenissima
grondante di gerani multicolori,
incastonati come monili
dentro cornici antiche...

 

 

 

 

POMERIGGIO AL LIDO


DA http://blog.luckynuggetcasino.com/five-key-tips-for-roulette-players/

 


Un pomeriggio al Lido, fine maggio,
una pioggia sottile
che quasi non bagnava
il mio tailleur a righe di cotone,
te con la giacca verde presa a nolo.

Le luci, i tavoli da gioco intorpiditi,
i lucidi gettoni senza suono,
la livrea nera, distinta dei croupiers
che dava un tono d'eleganza chic
all'amalgama ambiguo dei clienti:
habitus che puntano milioni
decisi, disinvolti, senz'angoscia,
donnette che tentano la sorte
per rimpinguare un magro vitalizio.

Ed io che seguo, un poco trasognata
l'incerto destino della biglia
sull'ossessivo percorso numerato,
giocando tesa gli ultimi gettoni
puntati a caso, tentando la fortuna.

Mentre dinanzi a me, già poco prima
crescevano pilastri di monete...

 .. E  fuori, l'acqua grigia dei canali
si confonde con la cortina della pioggia
che ancora cade, sottile ed insistente...


 

 

 

 

BURANO

 

L'isola è là che quasi si confonde
col cielo cinerino e l'acqua grigia,
il vaporetto tra le onde guizza
risale vortici, vibra, poi s'impenna
alzando schizzi che mettono allegria.

La ghiaia sabbiosa della terra ferma,
la piazzetta quadrata in cui converge
un dedalo di vie, di ponticelli...

Case basse, squadrate, senza fregi,
di gente avvezza alle intemperie, ai venti
ma dentro allegra, serena ed ottimista
che col semplice estro del naif
sui muri delle case aperte al mare,
ha passato una mano di vernice
creando un gioco cromatico di luci:
rosso acceso, cobalto, giallo sole,
il verde, il viola, il rosso pompeiano...

Gaie tendine e fiori alle finestre,
bancarelle di pizzi e di merletti
come bianche corolle di cotone,
fioriscono nell'aria di Burano...

Improvviso, ci sorprende
un temporale e ripariamo
sotto la tettoia d’un ristorante:
piatti di pesce, fragole  al limone...

La fitta cortina  della  pioggia
ci rincorre sino all'imbarcadero
fin sopra il risonante vaporetto…

Addio Burano, isola cangiante…



DA http://www.artlynow.com/galleria-arte-contemporanea/dettagli-pittura/paolo-benedetti/burano/

 

 

 

 

IL SOFFIATORE DI VETRO

Col lungo stilo di ferro
nel rogo incandescente,
dove il silicio continuamente fonde,
attingi una luminosa goccia di vetro.
E lieve soffi, gonfiando il torace
avvezzo allo sforzo ed al calore.
 
Ecco, la bolla s'anima, si muove,
si trasforma in massa confusa, amorfa
in filamenti delicati, in pieghe di vesti
in zampe di cavalli al galoppo.
In angeli bizzarri e trasparenti
a cui regali, breve eternità,
una goccia d'oro zecchino.

Ora con gesto deciso tagli, annodi,
contorci in flessuose volute
la morbida massa del vetro,
il cui nucleo ancora incandescente
irradia una soffusa luminosità.

A lato, una cassetta
di variopinte scorie
che fonderanno e vibreranno
ad un tuo nuovo alito creatore.

Senza fine.

Per terra, preziosi frammenti,
diamanti mancati, che io raccolgo
quasi furtiva, per comporre
un caleidoscopio di ricordi...

 

 

 

 

 

FERMARSI A VENEZIA


DA https://vince2006.wordpress.com/2013/11/22/caleidoscopio-e-nuvole/

 


Mi fermerò a Venezia,
sul bordo d'un canale,
una sera d'ottobre,
mentre il sole lento decompone,
nel tempo d'un tramonto,
la sua incontaminata sfericità
in nervature rossastre, dissolventi.

Io pure inabissata,
evanescente astralità,
rincorrerò fregi, bifore bianche
e curvilinee,
vagherò tra i portici ventosi
e piazzette deserte,
risonanti del martellar dei Mori.

E rinascerò,
rubando rifrangenze di luce
ai misteriosi cristalli...


 

 

 

RICORDO DI MAIORCA

 

..Uno scialle di seta con le frange,
inadatto per la mia figura,
ricami gialli contro il fondo nero,
comprai a Maiorca.

E due lame, lucenti, di Toledo,
souvenir fuori moda, fuori tempo...

Caleidoscopio di vicoli
e una sosta dinanzi a una vetrina,
dove bianchi cigni dal collo delicato,
imbottito d'ovatta,
affioravano da uno stagno di pizzo...

DA https://www.etsy.com/it/listing/276101230/vintage-ricamato-scialle-di-seta-20s

 

 

 

 

LA BALLERINA DI FLAMENCO

 

Danza la ballerina di flamenco,
battendo i tacchi sopra l'impiantito.

Nel buio della sala,
solo il suo vestito arancione
s'intravvede...

E modella un corpo snello, agile
che piroetta, perso nel nulla...

 

 

 

 

NORIMBERGA


DA https://www.tuscanypeople.com/norimberga-viaggio-in-baviera-1/

 


A Norimberga ci sarà un bel sole
a illuminare le facciate signorili,
niente stendardi nè fantasmi di soldati
schierati in uniforme nelle piazze.


Io, dapprima spaesata, m'incammino
lungo le strade ancora addormentate,
con il canto del fiume dentro il cuore,
la valigia dei sogni in una mano...

 

 

 

NOTTE DI NATALE


DA http://imieiviaggilowcost.blogspot.it/2010/09/la-norvegia-viaggio-oslo-nel-mese-di.html

 


Notte di Natale
sulle terre del Nord
dai limpidi cieli
contro cui svettano
comignoli alteri,
alcove di cicogne...

Apparizioni di diafane fanciulle
e l'anima di Erik il guerriero
che aleggia nei chiari occhi nordici...

Io, dietro i vetri
del mio mondo interiore,
vedrò la scia di luminarie
fiabesche
snodarsi su piste innevate.

E il cuore sarà una piccola fiaccola
che scalderà l'animo spento.


 

 





INVENTERO’ UN PAIO D'ALI


 

DA http://ognimiopensiero.altervista.org

 

Le bianche cicogne del Nord
intrecciano voli
tra guglie e camini
poi, nel rigido inverno,
trasvolando l'oceano,
migreranno di nuovo.

Inventerò un paio d'ali,
per poterle inseguire
sulle intrepide rotte
verso verdi savane...

 

- XI Concorso Naz.le Poesia, Giornalismo e Narrativa
"Città di Fucecchio" - 6° Premio ex-aequo per la Poesia "Inventerò un paio d'ali" e pubblicazione della stessa in una Antologia edita dalla Ibiskos

 

 

VERSO TANANARIVE


DA: http://moniledereve.wifeo.com/les-principaux-lieux-touristiques-de-madagascar-a-visiter-absolument.php

 


Lunga è la strada
oltre cui m'attende
la gaia Tananarive,
dove palme carezzano
candide spiagge.

All'alba ruberò
trasparenze di rugiada,
lungo il cammino fermerò
le ultime stelle della notte
per farne collane
con cui adornare fanciulle
dai seni di bronzo,
sulle cui bocche fioriscono
morbidi sorrisi.

Ma, lunga è la strada
ed io così stanca...

Chissà perchè
desideravo vedere
Tananarive la bianca,
che non vedrò mai...


 

 

 

 

CIELO DEL SUD


DA: http://blog.sailitalia.com/it/2017/10/29/noleggio-catamarani-sardegna/


Il vento gonfierà l'ampia velatura
del catamarano
e lo condurrà, tranquillo, a riva.


Io ritta a prua,
guarderò l'isola avvicinarsi
e ne assaporerò gli umori,
gli stridii allegri dei cormorani,
i volti gioiosi
degli indigeni in festa
che dispensano collane di fiori
e seminano,
nell'assurdo cuore sempre giovane,
giorni felici.

E canti e suoni s'alzeranno,
a tarda notte attorno ai fuochi,
sotto il magico cielo del Sud...

 

 

 





ODE AL NILO

DA: http://www.fotoinviaggio.com/fiumi-piu-lunghi-del-mondo/

 


Giganti d'arenaria e calcare
dormono
a oriente e a occidente,
nell'arido, netto deserto
che il Nilo fende,
inondando le quiete rive.

Per cento e cento chilometri
si snoda maestoso, sacro
si divide in rami,
sfociando solenne e prorompente
nell'ampio Delta, sua meta.

Opi, l'azzurro dio del fiume,
con un grido di furore
e di gioia, dispensa
a piene mani il fertile limo
che feconda la terra e dà vita
a un verdeggiar di oasi,
di giacinti d'acqua,
di messi abbondanti...

Sull'arido suolo
dove assurde palme sfidano
l'aridità
e sottili papiri si piegano
a narrare storie senza fine,
il Nilo continua a straripare
inondando le quiete rive...

 


 

VIAGGIO A PARIGI

In un freddo mattino di gennaio,
quando il cielo sembra ancora intorpidito
e trascolora nei toni grigioviola
prenderò il primo treno per Parigi.

Lasciando dietro me binari morti,
verdi filari di cipressi scarniti
e casupole stinte nella nebbia.

 ...I ponti si rincorrono, smarriti,
lungo la Senna che, placidamente,
con un ritmo assonnato si distende.

Mentre un vecchietto accanito pesca,
io assorta e curiosa mi rispecchio
nell'acqua che, distorta riproduce
il mio volto gioioso, trasognato.
 
M'inoltro nell'intrico delle strade,
nel pittoresco quartiere degli artisti,
percorro le viuzze, le piazzette,
mi fermo dinanzi a un manifesto
dai toni stinti ma dal tratto audace
che mi ricorda un pò Toulouse-Lautrec.

Una sosta, ormai stanca e affaticata
sui gradini d'un qualche monumento
e a sera poi mi fermo in un bistrot
nascosto nell'intreccio delle viti,
una tovaglia rossa a quadrettini,
sedie impagliate, persino una pianola,
l'immancabile lista per i vini,
una gioia di vivere inattesa...

È notte e, finalmente soddisfatta,
m'affaccio a una finestra sopra il fiume:
un soffitto di stelle luminose
silenzioso sopra me sta riversando
un velo di pulviscolo d'argento...

Se mai arriverà un mattino grigio
in cui io, dimenticando tutto,
prenderò il primo treno per Parigi..

 

 

 

 

 

 UN PICCOLO PAESE


Vorrei fermarmi in quel piccolo paese
dove il tempo sembra essersi assopito.

Mura grezze senza ombra di balconi
con le inferriate quasi carcerarie
e i tetti spioventi a dar riparo
a piccole botteghe d'artigiano,
dov'è un fermento di lavori del passato.

Poi poderose arcate come ponti sospesi
nel laconico grigiore della pietra
in cui si incunea il bianco della strada,
scalinate che sembran senza fine,
un muro che scantona inaspettato
nella piazzetta di stile medievale,
dove un pozzo panciuto mette in mostra
la sua discendenza seicentesca.

Forme massicce, portoni imbullonati
dove i batocchi di ferro martellato
disegnano draghi, fameliche bocche,
fantasie d'altri tempi, misteriose...

E un dirompere di glicini violacei
su una loggia traforata d'alabastro
dà riposo all'animo e allo sguardo,
una pausa breve ma già rigenerante
di pace estrema, di gioia e d’armonia.

Vorrei fermarmi in quel piccolo paese
per vivere in un mondo immaginario
io vagabonda e il tempo, il tempo
che, nel piccolo paese, non segna giorni
ed ore, ma l'eterno rivivere del cuore…

 

 

 

 

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