Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

IL GUARDIANO
DEL FARO

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, i testi sono stati realizzati da Paolo Roca (Il Guardiano del Faro), mentre la grafica e le immagini sono state curate da Cartantica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo citando esplicitamente per esteso (Autore, Titolo, Periodico) il lavoro originale."

 

 

LA STRADA DI SAN MICHELE

 


La strada di S. Michele si snoda lungo una direttrice molto studiata dagli esperti del settore a partire dal nord della Francia fino al sud dell’Italia.
Nei prossimi giorni ci apprestiamo ad un Pellegrinaggio sui luoghi legati a San Pio da Pietrelcina e saremo in tanti : due pulman, più di 100 persone ! Tra le mete del Pellegrinaggio c’è Monte Sant’Angelo.
Il Santuario è considerato da molti studiosi il terminale di un percorso italo-francese che collega vari Santuari dedicati proprio a questo Arcangelo : Michele. Bisogna sottolineare che il percorso si snoda in gran parte lungo la cosiddetta via francigena, quella percorsa dai pellegrini che si dirigevano verso Roma e successivamente anche da coloro che si recavano in Terra Santa.

Una curiosità: i pellegrini si distinguevano dalle insegne che portavano e che indicavano la destinazione prescelta: la conchiglia per Santiago di Compostela, la croce per Gerusalemme e la chiave per San Pietro a Roma.

L’itinerario che ci interessa tocca i santuari di: Mont Saint Michel, Sacra di San Michele, San Galgano e Monte S. Angelo, in un percorso molto affascinante e ricco di storia, di tradizioni e di leggende. Proviamo a percorrerlo brevemente insieme.

Mont Saint-Michel è una località che si trova nel nord della Francia. La leggenda narra che l’Arcangelo Michele apparve al Vescovo Sant’Uberto chiedendogli di costruire una chiesa sulla roccia del luogo e poiché il vescovo rimaneva sordo ai suoi richiami, Michele gli toccò la testa perforandola, ma lasciandogli intatte tutte le facoltà vitali (il cranio è conservato nella Cattedrale di Avranches); il Vescovo quindi si convinse ed edificò una chiesa che prese il nome di Monte san Michele. Una curiosità : l’intera rocca su cui svetta la Cattedrale ha la peculiarità di diventare un’isola quando l’alta marea la circonda di acqua, rendendola perciò irraggiungibile dalla terra, ritornando ad essere praticabile quando l’acqua si ritira

La Sacra di San Michele, nelle vicinanze di Torino, è un complesso costruito sulla cima del monte Pirchirano. La dedicazione del luogo a S. Michele è dovuto al fatto che sin dal VI secolo vi dominarono i longobardi che avevano come protettore proprio tale Arcangelo. I primi monaci vi si stabilirono a partire dal X secolo. La denominazione di “Sacra” è dovuta al fatto che la prima consacrazione, sulla vetta del monte, fu per una Chiesetta la cui edificazione era fatta risalire ad “origini celesti”.
La Sacra si trova a pochi chilometri dal confine francese e alle pendici del monte passava la via francigena. Anche qui una curiosità : la chiesa di San Michele è incastonata nella vetta della montagna e all’interno di essa sono visibili le rocce del monte che fanno un tutt’uno con la costruzione, costituendone saldamente le fondamenta.



Galgano Guidotti era un cavaliere di nobile discendenza che, come era d’uso a quei tempi, per vari anni si era dedicato al mestiere delle armi, finchè non gli apparve in sogno l’Arcangelo Michele. Da quel momento decise di cambiar vita. La leggenda narra che un giorno il suo cavallo si fermò presso una radura, rifiutandosi di andare avanti e Galgano interpretò questo segno come se l’Arcangelo Michele gli indicasse dove costruire una chiesa; cosa che il Cavaliere fece, dedicandosi da allora all’eremitaggio. Al di là delle leggende, rimangono comunque i resti della grande Abbazia costruita sul luogo e che nella sua struttura racchiude vari enigmi. Ancora oggi, anche se rimangono solo le mura perimetrali essendo crollato il tetto, essa è studiata per la perfetta acustica tanto da essere luogo prediletto per i concerti. La curiosità: quando San Galgano decise di cambiare vita confisse la sua spada in una roccia che è ancora oggi visibile : anche l’Italia ha la sua Spada nella Roccia !

 


Monte S. Angelo è uno dei luoghi più suggestivi tra quelli dedicati a S. Michele, culla di tradizioni pagane sin dall’antichità, ricco di riti e di magie. Il culto a S. Michele risale al 493 dopo che l’Arcangelo Michele apparve al Vescovo di Siponto. Anche di questo fatto ci sono varie versioni e altre leggende raccontano di fatti prodigiosi legati al posto. Intorno alla primitiva chiesa sorse piano piano il paese, che da sempre è meta di pellegrinaggi e proprio per questo intorno al Santuario fioriscono case di accoglienza, alberghi, ostelli, ecc. A testimonianza della sacralità del luogo c’è una iscrizione all’ingresso della Chiesa che recita: "Terribilis est locus iste hic domus est dei et porta coeli" ( Questo è un luogo terribile, questa è la casa di Dio e la porta del cielo).
La curiosità: nel 1656 la zona del Gargano venne sconvolta da una terribile epidemia di peste; fu invocato San Michele Arcangelo che indicò di prendere delle pietre dalla cripta, tracciare su di esse una croce e distribuirle agli ammalati. Dai documenti del tempo è riportato che tale rimedio funzionò perfettamente!

 

*******


Chi scrive ha già visitato più volte i tre luoghi italiani sopra descritti e la cosa che mi ha sempre colpito ogni volta che entravo in uno di essi è sempre stata la profonda sacralità e la spiritualità tangibile nell’aria. Tra i tanti ricordi c’e ne è uno che mi è particolarmente caro. La prima volta che sono andato a visitare la Sacra di San Michele dopo aver percorso a piedi - come è obbligatorio - l’ultimo tratto in salita, avvolto dalla calma e dalla serenità che solo un bosco può dare, all’improvviso mi sono trovato davanti l’imponente costruzione, stagliata sullo sfondo azzurro del cielo, mentre il vento era l’unica voce che interrompeva un silenzio irreale al quale non ero più abituato. L’imponente portone era semiaperto e entrando non si poteva non notare un cartello di “benvenuto” che recava scritto : “… la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Osea 2,16) . Devo confessare che mi sono fermato un attimo, ansimante per la salita, frastornato dal silenzio ma soprattutto colpito da quella frase perché in effetti c’era il “deserto” e c’era anche Chi – in silenzio – parlava al mio cuore.

Foto fornite da Cartantica

 

Dello stesso Autore:

 

- Chiodi, rumori, processioni, aeroporti... povera Roma!

- Habemus Papam


- Il Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto


- La Religione negli Erinnofili

 

- La Storia non insegna

- Meditazione - Nunc dimittis


- Natale con i tuoi...

Ciao a Tutti | Contattami | Nota Legale | Ringraziamenti |©2000-2016 Cartantica.it