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Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


ADORIAMO GESU' SACRAMENTATO

Si tratta di varie Adorazioni Eucaristiche effettuate durante i Primi Venerdì del mese o in altre particolari occasioni, di cui ringrazio di cuore l'ex Parroco di San Martino e Silvestro ai Monti, P. Nicola Sozzi, Carm., (ved. Ordinazione - Guardiano del Faro) per avermi lasciato "copiare" queste sue riflessioni.

 

 

Signore Gesù, tu sei vivo e presente in mezzo a noi, dietro il velo del pane Eucaristico. Sappiamo che tu sei davanti a noi nella forma gloriosa della risurrezione. Il tuo corpo glorioso porta ancora, e porterà sempre, i segni del tuo amore infinito e dalla passione che hai sofferto per noi. Professiamo con fiducia e con forza che la salvezza non si trova in questo mondo, nelle nostre forze, nei nostri programmi, ma solo in Te. Crediamo che dai segni impressi nella tua carne, da quelle ferite subite sulla croce, ora trasfigurate nella luce della risurrezione, escono per noi le sorgenti della salvezza. In questo momento di adorazione stendi le tue braccia e riversa su di noi i torrenti della vita, i raggi della luce e della sicurezza, la bellezza della pace, il calore dell’amore e la forza della fedeltà. Oggi vogliamo arrenderci al tuo amore, venire a te per consegnarci a Dio Padre. Desideriamo rinascere dall’alto per essere creature nuove gioiose, volenterose, pacifiche e piene di speranza e intendiamo chiedere al Padre tuo, attraverso il tuo santo Nome, il dono delle vocazioni alla vita familiare, alla vita religiosa e al Sacerdozio.

Preghiamo il Padre celeste, in unione tra noi, perché ragazzi e ragazze di questo tempo riescano a rispondere alle esigenze del loro Battesimo che li apre alla vita di santità nella via del Matrimonio, della vita Religiosa e Sacerdotale: Signore della messe, manda santi operai nella tua messe.

- Per ogni uomo e per ogni singolo membro della Chiesa di Dio, perché dalla fede e dal Battesimo rinasca ad una vita di unione con Dio più conforme al tuo Spirito di amore.
- Per i giovani coniugi, per i fidanzati, per coloro che sentono di esprimere l’amore di Dio nella via dell’unione di coppia, perché sappiano fare posto all’ascolto della voce del Signore che si ode bene nel silenzio e nella preghiera.
- Sono molti coloro che Dio sta chiamando a Sé nella vita religiosa. Sono pochi quelli che rispondono. Fa o Signore che i giovani del nostro tempo non abbiano paura di percorrere le tue vie e possano corrispondere generosamente alla tua volontà.
- Per i sacerdoti che il tuo amore ha scelto e voluto per sé, concedi loro un spirito di luce e di forza perché siano potentemente rafforzati nell’uomo interiore fino alla piena maturità di Cristo.



In quel tempo Gesù Disse:
Io sono il Pane che dà la vita. Chi si avvicina a me con fede, non avrà più fame; chi mette la sua fiducia in me non avrà più sete. Ma come vi ho già detto, non volete credere. Eppure mi avete visto! Tutti quelli che il Padre mi dà, si avvicineranno a me; e chi si avvicina a me con fede io non lo respingerò. Non sono venuto dal cielo per fare quello che voglio io: devo fare la volontà del Padre che mi ha mandato. E questa è la volontà che Padre che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che mi ha dato, ma, invece, li faccia rivivere nell’ultimo giorno. Il Padre vuole così: chi riconosce il Figlio e crede in lui avrà la vita eterna e io lo risusciti nell’ultimo giorno (Gv 6, 35-40).

Per sperimentare l’amore di Dio non basta venire a Messa e ricevere con la bocca l’ostia consacrata. Per fare esperienza dell’Amore di Dio nell’Eucaristia è necessario avvicinarsi ad essa con fede viva: è questa fede viva che schiude il nutrimento nascosto del Pane Eucaristico. Il Vangelo non dice “chi mangia non avrà più fame”, ma precisa “chi si avvicina con fede non avrà più fame”. È la fede viva in Gesù che schiude l’amore di Dio presente nell’Eucaristia. Non è l’atto materiale compiuto e ripetuto per abitudine a dare importanza alla comunione con Dio, benché esso sia molto importante. L’uomo e la donna che ripongono umilmente la loro fiducia nella Eucaristia e vi si accostano con fede viva sentiranno lo Spirito Santo zampillare nei loro cuori… Apriamo bene i nostri cuori a questo dono.

 

 

Figlioli come è difficile per voi credere in ciò che non vedete. Voi vi stancate con tanta facilità. Non perdetevi di coraggio, ma datemi il vostro cuore e il mio amore vi aiuterà a credere in me. Vi suggerirà cosa dovete fare e cosa dovete evitare. Venite alla mia presenza e provate adesso ad elevare i vostri occhi. Avete bisogno di alzare gli occhi dalle cose e dai problemi per poter toccare al vivo il dono della mia presenza! Aprite gli occhi della fede e fate silenzio alla mia presenza. Il silenzio che io vi chiedo è il silenzio dalle cose, dalle preoccupazioni, dai timori, dalle paure, dalle agitazioni. Affidate le vostre pene a me perché io mi prendo cura di voi. Vi chiedo in cambio solo una cosa: abbiate cura di Me, io ho bisogno di voi: abbiate delicatezza nel vostro rapporto con Me e comprensione verso la mia Chiesa. Vi ripeto la promessa che ho fatto ai miei apostoli: sono con voi ogni giorno in questo umile e semplice velo di pane, fino alla fine del mondo.

E' vero Signore, noi siamo distratti e ci accostiamo a Te più per abitudine che per fede. Infatti il nostro atteggiamento nel riceverti nell’Eucaristia molte volte non è caratterizzato dalla aspettativa di un incontro di amore. Spesso non ci aspettiamo nulla nel riceverti. Invece tu ci vuoi parlare e risanare. Vivere tutto questo è meraviglioso. Insegnaci a fare silenzio di noi per essere in ascolto di Te. Insegnaci a vivere e a raffinare il nostro modo di fare. Molte volte non siamo per niente delicati nei tuoi confronti e nei confronti dei nostri fratelli. Anzi ci accostiamo a Te senza essere in pace con loro.

Voi siete come una lampada posta in una casa. Se al suo interno risplende la luce, tutto intorno sarà nella luce. Ma se nel suo interno la fiamma non risplende quella lampada non serve a nulla, ombre, tenebre e oscurità avvolgeranno quella lampada e quella casa. Voi siete la lampada e io sono la luce: se qualcuno apre il suo cuore io verrò a lui e, anche se vive nelle tenebre, la mia luce lo rischiarerà. Se qualcuno mi apre il suo cuore, io verrò a lui e la mia luce splenderà per la consolazione di molti. Purtroppo tanti per la loro indifferenza, pigrizia e non curanza lasciano spegnere in loro la mia luce. Tolta la luce dai loro cuori le tenebre cominciano diffondersi e tutto per loro diventa più difficile. Colui che mi desidera e desiderando prega e vive i miei comandamenti, al lui darò la luce della risurrezione.

Nel Vangelo Gesù ci rivela la volontà del Padre. Molti uomini nel tentativo di comprendere il volere divino, hanno indagato molto e, investigando la natura, l’uomo e gli avvenimenti della vita quotidiana, hanno dato tante risposte e pareri personali che sinceramente convincono poco. Sono state date molte risposte a riguardo. Alcuni dicono che la volontà di Dio consiste nel farlo stare calmo, cioè di placarlo offrendo a lui sacrifici di animali; altri affermavano il distacco completo dalla materia, dalle cose, dagli altri, per esercitarsi in dure penitenze e meritarsi la salvezza; altri hanno detto che la volontà divina la possono conoscere solo chi studia, altri ancora dicono che Dio non esiste e che quindi non c’è una volontà di Dio…Ma l’uomo che nasce dalla terra può dire con verità cose che appartengono ad un altro ordine di realtà? Può parlare dell’aldilà chi non c’è mai stato? Solo chi proviene da Dio e discende dal cielo può dire qualcosa circa la volontà di Dio. Ora solo Gesù è disceso dal cielo per rivelare le cose del Cielo: Dio vuole questo: colui che “riconosce il Figlio e crede in lui” rinasca spiritualmente in questa vita e risorga con il corpo nell’altra.
Desidera che ciò avvenga non per costrizione ma per libera scelta “chi viene a me non lo respingerò”, e che la salvezza giungesse per la stessa via per cui venne la morte. La morte entrò mangiando il frutto del giardino confidando nelle parole del serpente, così la vita deve entrare mangiando l’Eucaristia confidando nelle Parole del Redentore: “Chi mangia di me vivrà attraverso di me”.

 


Testimonianza

È una cosa importante incontrare Gesù in modo personale nell’Eucaristia. Ricordo la storia di un giovane prete. Mi telefonò, pieno di ansia e di paura: aveva appena saputo di avere un cancro alle corde vocali, che dovevano asportagli tra due settimane. Voleva confidarmi la sua disperazione. Era stato ordinato sei anni prima. Mentre pregavo con lui, sentii che il Signore desiderava che gli parlassi dell’Eucaristia. “Padre” dissi, “io posso pregare con lei adesso al telefono, e lo farò, ma questa mattina lei non ha incontrato forse Gesù? Non lo incontra ogni giorno?”. Non sapevo che quel prete non celebrava la Messa quotidianamente. “Padre”, continuai, “proprio ogni giorno, quando dice la Messa, quando prende l’ostia santa e la mangia, lei s’incontra con Gesù. Alla donna del Vangelo bastò toccare l’orlo del mantello di Gesù, ma lei tocca Gesù stesso e lo riceve nel suo corpo. Si ciba di Lui. Si rende conto che Gesù stesso passa proprio attraverso la sua gola? Non c’è nessuno meglio di Gesù a cui rivolgersi. Chieda lei stesso a Gesù di guarirla”.
Lo sentii piangere al telefono. Continuava a ripetere: “Oh sorella grazie! Grazie!” tre settimane dopo entrò in ospedale per l’intervento. Inseguito mi telefonò per dirmi che non era stato operato. I medici avevano constatato che il cancro era scomparso e che le corde vocali erano nuove di zecca. Non ho mai saputo il suo nome, ma circa una anno dopo, mi parlò di lui un suo amico. Prima della malattia quel giovane prete aveva smesso di celebrare quotidianamente e celebrava la Messa solo la domenica; aveva un idea assolutamente superficiale della Messa. Dio si era servito dell’esperienza del cancro per trasformare la sua vita. Quel sacerdote guarì completamente, e non solo alle corde vocali. L’Eucaristia diventò il centro della sua esistenza, un momento di incontro con Gesù vivente come la donna del pozzo, nel capitolo quarto di Giovanni. Incominciò a incontrarsi con Gesù al più grande dei pozzi, dove chi beve non ha più sete. Sì, i miracoli accadono davvero.

 

(Sr. Brige McKenna, I miracoli accadono davvero, 91-92)

 

 

TI ADORO GESU' EUCARISTICO

 

 

Signore Gesù aiutaci a vivere bene questo momento di adorazione per vivere un incontro vero e personale con Te. Converti il nostro cuore attirandoci più profondamente a Te che sei presente in mezzo a noi secondo la tua parola: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”.
Sei ancor più presente davanti a noi in questo Pane secondo la tua parola: “Io sono il Pane vivo disceso dal cielo”.
Mentre veniamo a Te per adorarTi, contemplarTi e ringraziarTi dei doni che la tua bontà ci ha concesso, ti chiediamo di raggiungerci con il tuo immenso amore per aiutarci a diventare buoni discepoli.


Contemplazione

Allora tra gli anziani e il trono con i quattro esseri viventi, vidi un Agnello che sembrava sgozzato, ma che stava ritto in piedi. Egli aveva sette corna e sette occhi che rappresentano i sette spiriti di Dio che sono stati inviati nel mondo.

L’Agnello si fece avanti e da Dio che stava seduto sul trono ricevette il libro. Allora i quattro esseri viventi e gli anziani si inginocchiarono davanti all’Agnello. Ognuno di loro teneva in mano un arpa e una coppa d’oro piena di incenso.

Mentre guardavo udii la voce di numerosi angeli che stavano intorno al trono, agli esseri viventi e agli anziani. Si contavano a migliaia di milioni e formavano un coro potente che diceva: “l’Agnello che è stato ucciso è degno di ricevere la potenza, la ricchezza, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode”.

Tutte le creature nel cielo, sulla terra e sotto terra, nel mare e tutto ciò che vive nell’universo, udii che dicevano: “A Dio che siede nel trono e all’Agnello, la lode, l’onore, la gloria e la potenza per sempre” i quatto esseri viventi risposero: “Amen” e gli anziani s’inginocchiarono in adorazione”.

 

Canto di Adorazione

Guardami Signor, leggi nel mio cuor,
Sono tuo Figlio, ascoltami!

Rit. Abbà Padre, Abbà Padre, Abbà, Abbà, Abbà (2v).

Più solo non sarò, a te mi appoggerò.
Sono tuo figlio, abbracciami!
Rit.

Per ogni mio dolor, la pace invocherò.
Sono tuo figlio, guariscimi!
Rit. Abbà Padre, Abbà Padre, Abbà, Abbà, Abbà.

Grazie a te Signor, per questo immenso amor,
Siamo tuoi figli, riscattaci!
Rit.


Ogni qualvolta mi preparo alla celebrazione della Santa Messa e mi appresso all’altare, mi pare che numerosissime persone di ogni età, uomini e donne facciano ordinatamente ressa, facciano gruppo attorno a me. Tutte queste persone non le vedo con gli occhi del corpo, ma le avverto e le distinguo con gli occhi dello spirito. Sono persone amiche, di questo sono sicuro, ognuna è diversa dall’altra per l’espressione del viso, per l’abito che indossa, per la condizione di salute.
Tutte però hanno qualcosa in comune: un volto sereno anche se sofferente, un vivo desiderio di avvicinarsi sempre di più a Dio, non pregano per se stesse ma, aspirando al Signore, cantano inni di gloria e di onore ed offrono un sacrificio di lode all’Altissimo e all’Agnello che si offre e che si dona.
Alcune di queste persone sono cieche, ma intravvedono, alcune sono ferite, alcune hanno come una lebbra o come una scabbia sulla loro pelle, altre sono paralizzate, eppur si muovono, altre sono colpite come da una febbre, altre infine come da vari stati di debolezza. La loro veste non è uguale per rutti: il colore di essa è sul grigio chiaro, alcuni hanno la veste sporca, alcuni hanno la veste più o meno lacera, nessuno è nudo. Ma quel che fa mi fa meraviglia è l’ordine che tengono fra di loro, nessuno si scosta, ognuno è contento del posto che gli tocca in questa grande assemblea; si nota bene che in loro e fra di loro vi è tanta umiltà, sincero amore, vivissimo desiderio di avvicinarsi più a Dio verso il quale si sentono irresistibilmente attratti e dal quale si sentono amati e,nei limiti del loro possibile, si aiutano a vicenda e si prevengono nell’onore...
È veramente uno spettacolo di ordine, di serenità nella sofferenza, di purità di amore e di continua tensione verso il cielo. Ormai tutte queste persone, o meglio anime di persone defunte, mi sono amiche, ci conosciamo da molti anni. Sono tanto numerose che a volte, per vederle tutte, spingo lo sguardo lontano nei secoli e nei millenni passati per incontrarci visivamente, per comunicarci pensieri e sentimenti, per innalzare insieme le mani in atteggiamento di lode e di supplica con grande conforto del cuore, anzi la sicurezza, che l’amore e la potenza di Dio sono sopra tutti e sopra ciascuno (MF, 243-244).


Canto di Lode (Kumbaya)

Vieni a noi o Signor, vieni a noi,
Vieni a noi o Signor, vieni a noi ,
Vieni a noi o Signor, vieni a noi ,
O Signore vieni a noi!

Col tuo amore Signor, vieni a noi,
Col tuo amore Signor, vieni a noi,
Col tuo amore Signor, vieni a noi,
O Signore vieni a noi!

Con la vita Signor, vieni a noi,
Con la vita Signor, vieni a noi,
Con la vita Signor, vieni a noi,
O Signore vieni a noi!


Durante il canto i fedeli saranno portati alla preghiera:

Di abbandono

Di ringraziamento

Di intercessione

Di adorazione

 

Tantum Ergo

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen



Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fà che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo corpo e del Tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

******


Dio sia benedetto!
Benedetto il Suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo sacratissimo cuore
Benedetto il Suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la Sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

 

MARANATHA'! VIENI SIGNORE GESU'!

 

 

Signore Dio! Signore Gesù! Signore vivo! Ti salutiamo in questo sacramento, Ti adoriamo e Ti chiediamo di portarci a una comunione più profonda e intima con Te. Vieni Signore Gesù! Vieni nei nostri cuori per convertirci. Cambia i nostri pensieri, riscalda i nostri sentimenti, rinnova le nostre azioni.
Vieni Signore Gesù nella nostra storia! Vieni in questa parrocchia! Vieni a chiamare i giovani di questo tempo perché siano santi operai per la Tua messe. Vieni a chiamare le famiglie per il tuo regno, chiama tutti i popoli ad adorare la tua presenza in questo sacramento. Vieni con il Tuo Spirito vivificante, vieni a rinnovare e a rigenerare il mondo con il Tuo amore!
Vieni per mezzo di Maria, con la luce e con la tua potenza.

 

Maranathà! Vieni Signore Gesù!

"Il settimo angelo suonò la tromba e si fecero udire nel cielo voci potenti che gridavano: “Ora comincia nel mondo il Regno del Signore nostro Dio e del suo Cristo. Un regno per i secoli eterni”.
Gli anziani seduti sui loro troni davanti a Dio si inginocchiarono con la faccia a terra e adorarono Dio dicendo: “Grazie, o Signore dominatore dell’universo perché hai preso in mano il tuo potere e hai cominciato a regnare”.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi, la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il figlio maschio, destinato a governare le tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. (Ap. 11, 15-17; 12, 1-5).

 

 

Canto

Lode a te Signor, lode a te Signor,
mia roccia, mia fortezza, mia vita, mio canto
Lode a te Signor, lode a te Signor (ad Lib).

Gesù è il Signor, Gesù è il Signor (2v)
Gesù vive, Gesù vive (2v)
Gesù ama, Gesù ama (2v)

 


Paolo conclude la lettera ai Romani affermando che il mistero di Dio ora è stato rivelato attraverso il canale prezioso della fede (cf. Rom 16, 25-27) significandoi che Gesù Cristo, la Bibbia, i Sacramenti e la Chiesa, senza il dono della fede rimangono sigillati.
La rivelazione di Dio prende vita nella fede orante che schiude il Mistero dell’amore di Dio presente in gradi diversi in tutte le cose. Nella lettura dell’Apocalisse Dio ci ha mostrato il suo disegno di salvezza, l’incarnazione di Cristo, suo Figlio, unito indissolubilmente a Maria.
Lei è la porta attraverso cui il Dio nella Persona del Verbo si è fatto uomo. Dio Padre ha voluto indirizzare tutte le creature verso l’Incarnazione del Figlio, come dice la scrittura: “Tutto è stato fatto per mezzo di lui e in vista di lui” (cf. Col 1, 15).
Il creato, quindi, dalla materia inerme, passando per la sintesi dei nuclei, alla formazione delle cellule fino a forme di vita sempre più complesse e differenziate, preparava la venuta del Verbo di Dio. Doveva iniziare anche per Dio il viaggio d’immersione nel mondo fisico!
Dunque, nel grande segno della donna vestita di sole, Dio presenta l’incarnazione del Verbo e aggiunge: “Quando introduce il figlio nel mondo dice: lo adorino tutti gli angeli di Dio” (Eb 1, 6).
La luce del Figlio risplende in Maria - colei che presenta il Figlio a tutte le creature - che diventa l’ostensorio di Dio. Vestita di sole, risplendente e raggiante di luce, Maria ci fa pensare proprio all’ostensorio che abbiamo sull’altare e che reca al suo interno Gesù, nostro Signore!

Fu così che davanti alla prima rivelazione di Dio che disse: “Sia la luce e la luce fu” (Gen 1, 3), presentato il segno della donna che risplendeva nel Verbo, si formarono le tenebre: “ E separò la luce dalle tenebre” (Gen 1, 4) e al comando di adorare l’Incarnazione del Figlio “Lo adorino tutti gli angeli di Dio”, molti angeli si ribellarono e respingendo il comandamento di Dio rifiutarono anche la ragion d’essere di tutto il creato, fatto in vista del figlio di Dio.
L’angelo appena vide che il Primogenito di Dio si sarebbe fatto un bambino di carne: “Si pose davanti alla donna per divorare il figlio maschio” (Ap 12, 4) e cadde nella superbia. Gesù che era presente dice a riguardo: “Vidi satana precipitare come una folgore” (Lc 10, 18).

Questi angeli trasformarono la luce in tenebra, l'amore in odio, la pace in guerra, la gioia in invidia, la calma in agitazione. Le tenebre si infuriarono contro il creato perché si incamminava verso l’Incarnazione; si infuriarono contro tutti i discendenti di Adamo perché prima o poi avrebbero dato a Dio la possibilità di farsi carne. Per odio, dunque, il serpente si accostò prima ad Eva, non perché fosse più debole, ma perché gli ricordava il legame che c’era tra il Verbo di Dio ed il grembo immacolato della donna.
Ancora oggi, il maligno tenta prima di sopprimere gli embrioni innocenti e la vita nascente nel grembo materno e se poi non vi riesce, allora cerca di avversare lo sviluppo della vita nei bambini, di inquinare gli adolescenti, i giovani, le coppie, la società.
Questa lotta tra bene e male però è già conclusa “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe, questo ti schiaccerà il capo” (Gen 3, 15) Nonostante gli impedimenti e i contrasti, Dio si è incarnato in Gesù Cristo che con la sua vita e il suo sacrificio ha dato senso a tutte le cose, distruggendo per sempre la morte.
La preghiera della Chiesa con Maria poi ci ottiene l’effusione dello Spirito Santo che è l’ingresso del Regno di Dio nel mondo. Il male ha solo poco tempo, mentre davanti a noi rimane solo la luce di un mondo nuovo, quello di Cristo Gesù quando ritornerà.

Per questo i primi cristiani celebrando il Natale, guardavano anche alla seconda venuta di Cristo, quella vittoriosa, dicendo: Maranathà, Vieni Cristo Gesù!

 

Canto

Pane vivo e immortale
Pane che dai la vita
Pane che mi guarisce
Pane vivo sei!

Sangue vivo e splendente
Sangue che spezza il male
Sangue liberatore
Sangue vivo sei!

Acqua del Tuo costato
Acqua che dai la vita
Acqua che mi rinnova
Acqua viva sei!



Preghiera di lode

Preghiera di intercessione

Preghiera di liberazione

Preghiera di decisione

 

Tantum Ergo

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 


Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fà che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo corpo e del Tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen


Dio sia benedetto!
Benedetto il Suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo sacratissimo cuore
Benedetto il Suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la Sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

 

ADORAZIONE EUCARISTICA PER UN NUOVO ANNO SULLE ORME DI PAOLO (I)

 

Signore Gesù, Tu sei presente giorno e notte in questo Sacramento pieno di amore e di misericordia per noi.
Ora risplendi su questo altare con raggi di giustizia e manifesti alle nostre anime la Tua presenza immensa e nascosta.
Sappiamo che Tu ci ami immensamente e che per te, noi siamo preziosi, nonostante le nostre miserie. Vogliamo aprirci per ricevere uno Spirito nuovo attraverso il Tuo amore misericordioso. Vogliamo lasciare l'anno passato con i suoi errori, con i suoi peccati, con le sue incertezze.
Abbiamo bisogno che il Tuo amore e la Tua misericordia si estendano a tutta la nostra vita, per preparare un anno nuovo vissuto in unione con Te, un anno ricco di conversione e di grazie, dedito alla pratica della Carità.
Donaci santi sacerdoti, santi religiosi e religiose e sante famiglie.

 

Silenzio

Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda.
Quando però si sono manifestati la bontà di Dio Salvatore nostro e il Suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non in forza di opere di giustizia da noi compiute ma per Sua misericordia, mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da Lui su di noi abbondantemente, per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché resi giusti dalla Sua grazia diventassimo eredi nella speranza della vita eterna (Tt 3, 3-7).

Medita in silenzio il brano di S. Paolo

L’uomo vecchio (primo versetto: Tt 3, 3).
L’uomo che non conosce Cristo vive senza avere un senso, non ha un obbiettivo ultimo da raggiungere ma ripone tutte le sue speranze negli altri e nelle cose, vive senza aspettarsi la vita eterna, diventando legge a se stesso.
In questo modo è portato a disobbedire alla legge di Dio e, perdendo la via della salvezza, diventa schiavo di sé e delle cose. Sentirà sorgere nel cuore sentimenti di invidia verso quelli che in questo mondo stanno meglio di lui, e anche con pretesti di giustizia diffonderà odio intorno a sé.
L’uomo senza Dio sperimenta fin da adesso nel proprio cuore l’assenza di pace dell’inferno, il distacco dal bene e dall’amore di Dio, e nel momento della morte sarà dominato completamente dal terrore di perdere tutto e tutti.

L’uomo nuovo (gli altri versetti Tt 3, 4-7).
Colui che ha accolto l’annuncio del Vangelo e di conseguenza ha conosciuto una manifestazione personale di Dio, capisce che la salvezza non dipende dalle opere di giustizia cosi come il mondo le intende e che lui potrebbe fare, ma ha sentito la misericordia amorosa di Dio venirgli incontro con la sua salvezza nel profondo del proprio essere.
Sente che dentro di lui è stato rigenerato, che è stato lavato e rinnovato dallo Spirito Santo. Sperimenta che dopo l’incontro con Dio nel suo cuore ha ricevuto qualcosa perché è in grado di vivere e camminare con una gioia nuova e inaspettata.
Questa è la manifestazione della misericordia di Dio. Inizia nei nostri cuori il dono della vita eterna che diventerà piena il giorno in cui ritorneremo alla casa del Padre.

 

Canto


Corpo di Gesù guariscimi (4 v.)

Sangue di Gesù liberami (4 v.)

Acqua di Gesù battezzami (4 v.)

 

 

Tantum Ergo

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza



Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fai che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo corpo e del Tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Tua redenzione.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

ADORAZIONE DELL'EUCARISTIA

 

 

Canto

Stirpe eletta, gente santa, o regale sacerdozio,

Vieni e adora il Signore, il glorioso redentore (ad lib.)


Quando fu l’ora prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più finché essa non si compia nel regno di Dio”. E preso un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite finché non venga il regno di Dio. Poi prese un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo avere cenato, prese i calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi” (Lc 22, 14-20).

 

 

Canto

T'adoriam ostia divina

T'adoriam ostia divina,
t'adoriam ostia d'amor.

Tu degli angeli il sospiro,
tu dell'uomo sei l'onor.

Tu dei forti la dolcezza,
tu dei deboli il vigor.

Tu salute dei viventi,
tu speranza di chi muor.

Ti conosca il mondo e t'ami,
tu la gioia d'ogni cuor.

Ave, o Dio nascosto e grande,
tu dei secoli il Signor.

Ogni volta che mi accingo a celebrare i misteri eucaristici, e durante lo svolgimento della liturgia di essi, cerco di raccogliere tutte le energie e di concentrarmi con la mente e col cuore e mettermi alla presenza del Padre celeste e di sentire e di vedere accanto a me e dietro di me tante persone, l’umanità intera. Cerco di immedesimarmi con Cristo Gesù, profeta per eccellenza, sommo sacerdote e re eterno, Messia, vittima immacolata, pane di vita e bevanda di salvezza, sorgente di luce e di grazia, redentore misericordioso e mediatore tra la infinità maestà e santità di Dio Padre e la debolezza e l’imperfezione degli uomini che egli ha resi figli suoi.
Mi invade un sentimento di gioia grande che mi commuove: essere stato scelto, chiamato e incaricato alla celebrazione del memoriale della passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio, e offrire al Padre per tutti coloro che mi stanno d’attorno e sono uomini di ogni tempo e di ogni luogo, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti, l’ostia purissima, la carne e il sangue dell’Agnello di Dio, offerto e sacrificato per la salvezza del mondo intero.
Mi sento vicinissimo a Te Padre, che mi stai davanti, mi sento vicino a tutti gli uomini che mi stanno d’attorno. Dio onnipotente abbi misericordia di me, perdona tutti i miei peccati, liberami da ogni male e conducimi alla vita eterna.
Signore mio Gesù Cristo mi sento portare via da quelle tue parole: “fate questo in memoria di me”. Ti vedo e mi trovo li accanto a Te, insieme ai Dodici, nel Cenacolo la sera che pronunciasti quelle parole; sono vicino a Te nell’agonia del Getzemani; sono accanto a Te nei momenti della tua passione; sono presente nella scena del calvario; sono presso il tuo sepolcro nel momento della tua risurrezione.

Canto

Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Mi perdonò...
Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Mi liberò...
Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Morì per me...
Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Risuscitò...
Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Ascese in ciel...
Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Ge-sù, Gesù
Ritornerà…


Tu mi hai fatto spettatore dei grandi misteri della Redenzione perché io li avessi impressi nella mente e nel cuore e cosi con maggior conoscenza e con profonda devozione facessi tutto questo in memoria di Te per la gloria del Padre, per la pace tra il cielo e la terra.
L’umanità passata, quella presente, è li che partecipa al memoriale tuo che assiste al “fate questo in memoria di me”.
Padre santo in quei momenti io sono lì davanti a Te, attorno a me e dietro di me vi sono tanti, vi sono tutti, vi è il cielo e la terra; mi trovo in mezzo fra Te e gli altri; ho da offrirti per me e per loro un sacrificio di adorazione, di lode, di impetrazione e di propiziazione. Tu sei l’onnipotente, tutto aspettiamo da Te, abbiamo bisogno del Tuo perdono (MF, 203-205).

Preghiera di Intercessione

 

Canto


Durante la benedizione eucaristica si canta:

Uomo di Galilea che passando và (4v)
Ti prego di toccarmi (3v)
E guarito io sarò (2v).

Uomo di Galilea che passando và (4v)
Ti prego di guardarmi (3 v)
E guarito io sarò (2v).

Uomo di Galilea che passando và (4v)
Ti prego di abbracciarmi (3 v)
E guarito io sarò (2v).

Uomo di Galilea che passando và (4v)
Ti prego di salvarmi (3 v)
E guarito io sarò (2v).


Tantum Ergo


Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza


Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fai che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

ADORAZIONE EUCARISTICA SULLE ORME DI PAOLO (II)

 

 

 

Canto

Davanti al Re, ci inchiniamo insieme
per adorarlo con tutto il cuore .

Verso di Lui eleviamo insieme
canti di gloria al nostro re dei Re.

Grazie Gesù...

 

La vocazione di Saulo

"Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati.

E avvenne che mentre era in viaggio e stava avvicinandosi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti?". Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù che tu perseguiti!. Orsù, alzati ed entra in città e ti sarà detto ciò che devi fare".

Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma non vedeva nulla. (Atti 9,1-8)"


Canto di Lode

Come il cervo anela all'acqua,
la mia anima anela a Te.

Sei tu sol ciò che il cuor mio brama
e voglio adorare Te.

Da Te sol prendo forza o Dio,
in Te sol posso riposar.

Se Tu sol ciò che il cuor mio brama
e voglio adorare Te.

 

 

Spesso noi cristiani siamo dubbiosi circa il potere reale di salvezza di Gesù.
Diciamo che i nostri figli stentano a seguire il cammino del bene e pensiamo che, forse anche noi come loro, siamo una delusione per Dio. "Abbiamo fallito", diciamo, "non abbiamo saputo educare i nostri figli...".

C'è un pò di verità in queste affermazioni. anche San Paolo non era uno stinco di santo: omicida, fanatico e ottuso: però il potere immenso di Gesù Risorto lo ha trasformato. E' Gesù che ce lo ripete: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra" (Mt. 28,18) e Paolo, rovesciato a terra, avendone fatta esperienza, aggiungerà: "Davanti a Lui si piega ogni ginocchio" (Fil. 2, 10).

Gesù ha piegato e abbattuto Saulo e poi lo ha cambiato in San Paolo, il più grande apostolo della storia della Chiesa.

Noi spesso ci concentriamo sui nostri problemi e sulle cose che nella vita hanno preso un verso storto, ma Gesù non tiene conto di tutte queste cose. Gesù ha visto in San Paolo e vede in noi, non tanto gli sbandati, ma dei figli forti e generosi capaci di diffondere il messaggio di salvezza a tutti.
Gesù non guarda i nostri problemi per assumere un atteggiamento di giudice pessimista, ma comanda di migliorarci, perchè sa che possiamo fare tante cose buone.
Quanto tempo perdiamo pensando di essere iinetti ed incapaci! Invece possiamo fare tanto bene alle anime.
Gesù ha il potere di chiamare i nostri giovani più scapestrati al sacerdozio, le nostre figlie più vanitose alla vita consacrata. Gesù ha il potere di santificare le famiglie e di cambiare realmente la nostra vita.

 

Canto di Lode

Vive Gesù il Signor, vive Gesù il Signor (2v)

È vivo, è vivo, è vivo, vivo
Vive Gesù il Signor.

Alleluia, Alleluia, Alleluia, Alleluia

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fai che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

ADORIAMO CRISTO SULLE ORME DI SAN PAOLO (III)

 

 

Canto di introduzione

 Entro nei tuoi atri o Dio,
per adorare te,
Offro a te la vita mia,
il mio cuore e la mia via.

Ascolto nel silenzio
Voglio ringraziare te,
Mi apro alla tua lode, Signore

Scelgo di amarti e di adorarti
Così da toccare il tuo cuore,
Voglio onorarti,
In questo momento
Io voglio adorare te.

"Io sono Ebreo, circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo da Ebrei, fariseo quanto alla legge; quanto a zelo, persecutore della Chiesa; irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall'osservanza della legge. Ma questo non l'ho considerato un guadagno ma una perdita a motivo di Cristo. Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da
 Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù (Fil 3, 5-14)."

 

Canto

Noi siamo tuo popolo

Noi siamo tua lode

Guarisci questi cuori

Consola queste vite

Tu che dicesti prendi il lettuccio e va’


La volta scorsa abbiamo adorato la Luce Cristo che sfolgorò nel cuore e negli occhi di Saulo. Abbiamo visto l’Amore di Gesù cambiare Saulo da omicida e fanatico in apostolo portatore di comunione e di fraternità. 
Oggi lo ascoltiamo confidarci il suo passato. Non lo racconta però come un uomo afflitto da terribili sensi di colpa. Paolo racconta i suoi peccati e le sue debolezze per dare gloria a Dio.  Per fare trasparire di più l’amore di Dio.
Paolo non sta lì ad affliggersi per quello che ha commesso, ma cerca in ogni modo di avanzare in Cristo Gesù. Quando cadiamo in peccato dobbiamo avere la sincerità di riconoscerlo. Poi avvinti dall’amore di Gesù gettiamo via la paura e il senso di colpa per avanzare  nel cammino verso l’unione con Lui. L’amore di Gesù ricevuto a Damasco, così gratuito, cosi inaspettato, ma soprattutto così soddisfacente, spinge Paolo a correre in avanti per conquistarlo.
L’esperienza dell’amore di Dio ci mostra il peccato dentro la speranza e non dentro la paura. Il male commesso diventa una spinta positiva che conduce a guardare in alto con riconoscenza. Paolo ora non agisce più con zelo nefasto, non pensa più a salvarsi con le sue sole forze, non pensa più difendere Dio, non pensa più alla differenze razziali, ma ricevuto l’amore di Dio desidera solo risorgere con Lui, si impegna ad adorarLo, desidera quell’amore tutto per sè e lo invoca tutto per gli altri.
Gesù guarisce profondamente Paolo dal suo passato peccaminoso e con il suo amore paterno lo spinge ad amare e a diffondere il Vangelo. Gli chiede una fiducia totale e una disponibilità completa nel dono che promana dal suo corpo risuscitato. In questo e non nella legge consiste la salvezza.


Canto

Salva Gesù il Signor...

Regna Gesù il Signor…

 

Affidare il passato a Gesù

Conoscere e amare Gesù oggi

Avanzare verso la meta con speranza

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fai che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 

 

ADORIAMO CRISTO SULLE ORME DI SAN PAOLO (IV)

 

 

 

Canto di introduzione

Noi crediamo in te, o Signor,
noi speriamo in te, o Signor,
noi amiamo te, o Signor,
tu ci ascolti, o Signor.

Noi cerchiamo te, o Signor,
noi preghiamo te, o Signor,
noi cantiamo a te, o Signor:
tu ci ascolti, o Signor.

Sei con noi, Signor, sei con noi:
nella gioia tu sei con noi,
nel dolore tu sei con noi,
tu per sempre sei con noi.


Signore Gesù tu ci ami tanto e per amore sei disposto a rimanere ogni giorno con noi. Noi siamo la tua Chiesa, la tua nazione santa, il tuo popolo regale. Siamo la tua gloria soprattutto quando i nostri cuori e le nostre menti sono fuse in un solo amore.
Oggi ti vogliamo ascoltare per crescere nella fede; ti vogliamo invocare per ottenere ai sacerdoti il dono di annunciarti e predicarti bene; ti vogliamo supplicare per ottenere a tutti, genitori e consacrati, il dono di annunciare prima con la vita e con  l’esempio e poi con la parola ogni tuo prezioso insegnamento.

Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato!” (Gl 3, 5). Ora come potranno invocarlo senza aver prima creduto in Lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza che uno lo annunzi? E come lo annunzieranno senza essere prima inviati? (Rm 10, 13-15)…

Egli è per me uno strumento eletto
Per portare il mio nome
Dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele;
E io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome” (Atti 9, 15-16)

"Fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. (1Cor 2,1-5).

 

Canto

Gesù, t’adoriamo
Ti proclamiam nostro Re!
Tu sei qui proprio in mezzo a noi
Con lodi noi ti esaltiam

Io più ti lodo e più cresci in me
Io più ti lodo e più cresci in me
Io più ti lodo e più cresci in me

E tu siedi Signore sei Re! 

 

Signore ti prego vivamente di sostenere il mio cammino e di avere sempre sulla bocca una parola vera che sia di luce e di conforto per molte anime...“Le molte parole, l’affannoso darsi da fare hanno poca importanza agli effetti della predicazione della mia parola; molti mezzi sono utili a questo scopo, ma non confidare troppo in tali mezzi. Molta importanza invece, oltre all’azione della mia grazia, hanno la chiarezza delle idee, la sincerità della mente, la semplicità nell’espressione, il desiderio vivo di insegnare agli uomini la via della salvezza, la preghiera perseverante, lo spirito di sacrificio, l’umiltà del cuore, la fatica congiunta all’amore, la fiducia nell’azione dello Spirito Santo, il raccoglimento e sapere attendere con pazienza l’ora della grazia divina. Non temere di nulla e di nessuno; prendi il mio Vangelo come regola della tua vita e della tua attività, confida nel mio aiuto, quando sei nel bisogno fai ricorso a me, perché ti assicuro che prenderò a cuore ogni tua cosa. Per la predicazione del Vangelo e per la missione che ti è stata affidata il mio cuore ti concederà molte grazie. Tu però resta umile e fiducioso (MF, 196-197).

 


Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

 

Preghiamo

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fai che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 

ADORAZIONE AL SACRO CUORE DI GESU'

 


Signore Gesù, in questo giorno dedicato al tuo Sacro Cuore, veniamo a Te per essere ristorati dal Tuo amore. Veniamo a Te per essere liberati dalle nostre oppressioni, dalle nostre dipendenze, dai nostri vizi, veniamo a Te per ricevere il riposo e la pace del cuore, ma veniamo soprattutto per ricambiare il Tuo amore con il nostro amore.

Oggi vogliamo dirti che Ti vogliamo bene e che intendiamo mettere in pratica il Tuo Vangelo, in particolare il comando di praticare l'amore e la compassione verso gli altri. Sentiamo dolore per il modo in cui molti uomini scelgono di vivere.

Signore perdonaci e con il Tuo sangue e la Tua misericordia, salvaci.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESU'

Padre Onnipotente oggi dono e consacro al Sacro Cuore di Gesù tutta la mia persona, la mia vita, le mie opere, le mie pene, le mie gioie, ciò che sono e ciò che ho e mi consacro al servizio del Suo Regno per diffondere l'amore e la pace.
Rinnovo la mia volontà di vivere in intimità familiare con Maria Santissima e di impegnarmi ad adorarlo come Lei lo ha adorato.

Ti prendo, dunque, o Sacro Cuore come protettore della mia vita, per la sicurezza della mia salvezza e della mia famiglia, per rimedio della mia fragilità ed incostanza, come ripatore di tutte le colpe e per sicuro asilo nell'ora della mia morte.
Il tuo Cuore, Signore, sarà per me pace e giustificazione, e nel Tuo amore troverò fiducia, compassione, consolazione e forza per proseguire il difficile cammino verso la santità. So che il Tuo amore può bruciare tutti i miei peccati e tutte le mie mancanze, i niei difetti e le asperità del mio carattere.

Oggi, dunque, ripongo in Te tutta la mia fiducia e tutto il mio amore.

 

Breve insegnamento

Ricordiamo le promesse che Gesù ha fatto a chi avrebbe praticato la devozione al suo Sacro cuore:

 

Le 12 Promesse di Gesù ai devoti del suo Sacro Cuore

 

  1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

  2. Metterò la pace nelle loro famiglie

  3. Li consolerò in tutte le loro pene

  4. Sarò loro rifugio sicuro durante la vita e soprattutto alla loro morte

  5. Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese

  6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito Alacoque della misericordia

  7. Le anime tiepide diventeranno ferventi

  8. Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione

  9. Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata

  10. Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti

  11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato

  12. Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno* il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

 

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 

* LE CONDIZIONI PER MERITARE LE PROMESSE DI GESU'

  • Le Comunioni devono essere fatte nei primi venerdì del mese e non ci darebbero diritto alla Grande Promessa se venissero fatte in un altro giorno che non fosse il primo venerdì. Nemmeno il confessore può commutare il giorno e neppure gli ammalati possono essere dispensati dall'osservare questa condizione.

  • Per nove mesi consecutivi. Chi dopo aver fatto cinque, sei, otto Comunioni, la tralasciasse poi un mese, anche involontariamente perché impedito o perché si è dimenticato, costui sarebbe obbligato a ricominciare la sua pratica daccapo.

  • Le nove Comunioni devono essere fatte in grazia di Dio, con la volontà di perseverare nel bene. Non si richiede un fervore speciale che non sarebbe alla portata di tutti. È chiaro che se uno facesse la Comunione sapendo di essere in peccato mortale, non solo non si assicurerebbe il Paradiso, ma commetterebbe un peccato gravissimo di sacrilegio.

  • Nel fare le nuove Comunioni bisogna avere l'intenzione di farle secondo l'intenzione del Cuore di Gesù per ottenere il frutto della Grande Promessa, cioè la grazia della buona morte mediante la perseveranza o la penitenza finale. Questo è molto importante perché, senza questa intenzione, fatta almeno nell'incominciare l'esercizio dei Primi Venerdì, non si potrebbe dire di aver adempiuto bene la pia pratica.

 

SULLE ORME DI SAN PAOLO (V)

 

 

"Ora in Cristo Gesù voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al Sangue di Gesù. Egli è la nostra pace, colui che ha fatto dei due una cosa sola abbattendo il muro di separazione che li divideva cioè l’inimicizia, riconciliando tutti e due con Dio in un solo corpo per mezzo della Croce. Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi siete concittadini dei santi e familiari di Dio edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito... Rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza, indossate le armi di Dio per poter resistere alle insidie del Diavolo. State saldi! Dunque: intorno ai fianchi la verità, indosso la corazza della giustizia, i piedi calzati pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate lo scudo della fede con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la Spada dello Spirito che è la Parola di Dio (Ef 2, 13-14. 16. 18-19. 22; 6, 10-11. 14-17)".

 


Canto

Gesù (8v)

Gesù vieni (4v)

Gesù…..

 

"Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.  Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti."

 

L’annuncio del Vangelo genera la fede e la fede getta uno sprazzo di luce soprannaturale sulle vicende che accadono in questo mondo, illuminando anche le azioni realizzate da Gesù.  Grazie alla fede infusa da Dio, Paolo riceve un carisma di rivelazione. Riceve una luce, una visione, una illustrazione sul mistero Eucaristico. 
Sembra che Paolo sia stato trasportato misticamente in quella ultima cena e abbia rivissuto insieme agli altri lo stesso mistero di Amore di Gesù proprio durante il mistero del tradimento. Vede le conseguenze della comunione in amore che anticipa la Sua venuta e la vita e le conseguenze della comunione in stato di peccato che anticipa la malattia e la morte. Mangiare il Corpo e bere il Sangue di Cristo per lui è un annunzio di salvezza. 
Significa entrare dentro la morte, risurrezione, ascensione al cielo di Gesù fino alla venuta definitiva nella gloria. Un anticipo di tutti i beni messianici. Poi vede il sacrificio di Cristo, il Verbo della vita, nascosto dietro il velo di pane, uccidere la morte.
Riconosce che in assemblea vi sono persone che non sono pronte a entrare nella morte del Signore perché non sono purificate dai peccati. “Appena Giuda ebbe preso quel pezzo di pane, satana entrò in lui” (Gv 13, 27). Lui nota che malattie e infermità e morte possono nascere dall’ambiguo comunicarsi alla Mensa celeste. Vede che bisogna prima riconoscere la realtà del mistero santo, poi vedere la propria posizione morale davanti alla legge divina e infine migliorare la propria condotta di vita. S Paolo vuole proteggere i suoi figli. Il fine del richiamo non è l’esclusione dalla mensa. Anzi li esorta a cambiare vita perché Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e si salvi.

 

CANTO


Nada te turbe

Nada te turbe, nada te espante,
quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante.
Solo Dios basta!

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
chi ha Dio nulla gli manca.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
solo Dio basta.

 

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

 

SULLE ORME DI SAN PAOLO (VI)

 

 

Signore ti adoriamo dietro questo velo Eucaristico. Nel cammino faticoso della nostra vita ti proclamiamo Pane vero, vera Manna, Cibo degli Angeli.
Nei percorsi aridi e difficili della nostra vita ti proclamiamo Acqua viva che disseta, vera Roccia di sorgente, luce degli Angeli.
Nel tratto di strada che ancora ci separa da Te invochiamo il tuo Sangue prezioso, Vita vera, Germe di unità, Perdono dei Peccati, Via vivente che conduce al cielo.
Gesù Signore, oggi portiamo nella preghiera e nel canto le nostre percosse e le nostre catene affinché per tuo comando torni pace e gioia nei nostri cuori e in questo mondo.


Canto

Gesù vivo e vero crediamo in te!
Gesù vivo e santo speriamo in te!

Gesù vivo e vicino ti amiamo!
Gesù eucarestia ti adoriamo!

Ti benediciamo! Ti rendiamo grazie.

Ti offriamo il nostro spirito
Ti offriamo le nostre azioni


"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. O stolti Gàlati, chi mai vi ha ammaliati, proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso?
Questo solo io vorrei sapere da voi: è per le opere della legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver creduto alla predicazione?
Colui che dunque vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della legge o perché avete creduto alla predicazione?"


San Paolo si spinge sempre verso nuove frontiere per incontrare uomini nuovi. Desidera portare Gesù a tutti e annunciare a tutti la venuta del Regno di Dio; ma ci si domanda: “Come viene il Regno di Dio? Come rinasciamo?” Il dono di Dio viene con l’annuncio! Un annuncio non basato sull’eloquenza delle parola, ma sulla potenza di Dio che può cambiare la vita. San Paolo racconta quello che Cristo ha fatto per lui. Rivela la sua esperienza mistica dicendo: “Io sono affisso al legno”. Il mio vecchio io è stato inchiodato sulla croce. Non si muove più. È li appeso e ucciso. Il mio egoismo stroncato, la mia superbia spezzata, le mie passioni fiaccate, i miei omicidi e la mia arroganza distrutti. Tutto questo è annientato, appeso e ucciso sul legno della Croce. Poi continua: “Non sono più io che vivo”. Paolo racconta che dentro di se è avvenuta una metamorfosi spaventosa. Si sente assorbire dalla stessa potenza che Gesù sperimentò nel sepolcro. Ciò che trapassò i nervi, i muscoli, il corpo del Salvatore ora trapassa lui. Quella luce che impressionò il telo funebre, ora impressiona il velo dell’anima sua. Paolo sperimentando la morte sente con stupore la presenza di Gesù ed espropriato dell’uomo vecchio fiorisce in lui una vita nuova: pace, gioia, amore, forza, grazia, felicità. E gridando di gioia proclama: “E’ Cristo a vivere in me!”.  Sembra dirci: “Credete in Gesù e rinascerete anche voi, adorate insieme il Padre nei vostri cuori, riunitevi per ascoltare la Parola.  Pregate e amatevi per ricevere i segni dello Spirito, dopo una breve sofferenza vedrete scorrere la vita nei vostri cuori”.

Canto

Padre t'amiamo e ti adoriamo,

Gloria al tuo Nome sulla Terra!

Gloria al Tuo Nome, Gloria al tuo Nome,

Gloria al Tuo Nome sulla terra!

Gesù t'amiamo...

Spirito t'amiamo...

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

 

VEGLIA ALLO SPIRITO SANTO

 



Introduzione

Silenzio - La basilica è al buio, risplende solo la luce del cero Pasquale e si intona una dolce melodia


Invocazione


Alleluia…
Gesù è il Signor…
Apri il nostro cuor...
Vieni Spirito…
Grazie Padre…
Dona pace…
Dona gioia…
Dona amore…
Dona vita…

Spirito di santità, Spirito di luce,
Spirito di fuoco, scendi su di noi.

Spirito del Padre,
tu sei la luce
manda a noi dal cielo
lo splendore di gloria. Rit

Unzione celeste,
fonte di vita
rinfranca i cuori e
guarisci i corpi. Rit

Testimone verace,
tu ci mandi nel mondo
A proclamare che
Cristo è risorto. Rit.

Spirito d’esultanza,
gioia della chiesa
Fai scaturire dal cuore
il canto dell’Agnello. Rit.

Facci conoscere
l’amore del Padre
E rivelaci il volto
di Cristo Gesù. Rit.

Fuoco che illumini,
soffio di vita,
tu rendi gloriosa
la croce del Signor. Rit.

 

- Viene data lettura di Ap 4, 1-5 -

Sac: Gesù Cristo, figlio di Maria Vergine, ha vinto la morte! Lui è risorto e ore vive per sempre, Alleluia! Cristo è l’agnello immolato e innalzato! Egli ha preso possesso del suo trono regale (cf. Ap 5, 6).

Tutti: L’agnello che fu immolato è degno di ricevere: potenza, ricchezza, onore, gloria e benedizione (Ap 5, 12)

Sac: Ho visto un fiume di acqua viva, limpida come il cristallo scaturire dal trono di Dio e dall’agnello (Ap 22, 1).

Tutti: E' trono dell’Agnello da cui discende lo Spirito che vive e prega nei nostri cuori. Grazie a Lui entriamo nella lode adorante di Cristo che ha spezzato ogni maledizione

Un ministro mette incenso nel bracere

Lett: Allora presero ciascuno un arpa e coppe d’oro colme di profumi che sono le preghiere dei santi e cantarono un canto nuovo davanti trono di Dio e all’Agnello (Ap 5, 8)

Tutti: Noi vedremo il suo volto, porteremo il suo nome sulla fronte e non avremo più bisogno di luce di lampada né di luce di sole perché il Signore Dio ci illuminerà e regneremo nei secoli del secoli. Amen! Alleluia!

Adorazione del trono di Dio che è la sorgente dello Spirito Santo datore di ogni dono perfetto

Io agisco non per riguardo a voi gente di Israele
ma per amore del mio nome Santo

 

 

Canto

Alto e magnifico

Io ti lodo Signor
Io ti esalto Signor
Ti contemplo nel cielo
nel tuo trono santo!

io ti amo Signor
in te credo Signor
ti contemplo nel cielo
nel tuo trono santo!

E gli angeli e santi cantan
il tuo grande amore, o Dio, alto!
e tutte le tue creature
lodano il tuo grande amor
alto e magnifico! (2v)

 

(A cori alterni)

Santificherò il mio nome santo,
disonorato fra le genti
profanato in mezzo a voi;
Mostrerò la mia santità in voi

Vi prenderò dalle genti
vi radunerò da ogni terra
e vi condurrò sul vostro suolo

Vi aspergerò con acqua pura
e sarete purificati.
Io vi purificherò da tutte le vostre sozzure
e da tutti i vostri idoli.

Vi darò un cuore nuovo
metterò dentro di voi uno spirito nuovo.
Toglierò da voi il cuore di pietra
e vi darò un cuore di carne.

Porrò il mio Spirito dentro di voi
e vi farò vivere secondo il miei precetti
e vi farò osservare tutte le mie leggi.

Vi libererò da tutte le vostre impurità
chiamerò il grano e lo moltiplicherò
e non vi manderò più la carestia.

Permetterò ancora che la gente d’Israele
mi preghi di intervenire in suo favore

Moltiplicherò gli uomini come greggi
come greggi consacrati
come greggi di Gerusalemme

Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete
vi farò riposare nel vostro paese.
Saprete che io sono il Signore
L’ho detto e lo farò.

 

Dagli atti degli apostoli (2, 1-7. 12.)


Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove abitavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciavano a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro potere si esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore e dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei?”… Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: “Che significa questo?”.

 

Canto

Spirito di amore, vieni in noi!
Spirito consolatore, vieni in noi
Spirito di preghiera, vieni in noi!
Spirito di adorazione, vieni in noi

Santo Spirito, vieni in noi (2v) vieni in noi

Spirito di potenza, vieni in noi!
Spirito liberatore, vieni in noi!
Spirito di unzione, vieni in noi
Spirito di guarigione, vieni in noi! Rit.

Santo Spirito vieni in noi (2v) vieni in noi!

Spirito di sapienza, vieni in noi!
Spirito consolatore, vieni in noi!
Spirito di consiglio, vieni in noi!
Spirito del Signore, vieni in noi! Rit.

Spirito di esultanza, vieni in noi,
Spirito di adorazione, vieni in noi,
Spirito di profezia, vieni in noi,
Spirito liberatore, vieni a noi. rit.

******

Dagli scritti di Padre Agostino Bartolini (Margherita fiore dal cuore d’oro e dai petali bianchi, 171-172)

Lo Spirito Santo prende possesso dell’anima nel momento del Battesimo; l’infusione della grazia santificante meritata da Gesù è proprio l’azione dello Spirito Santo; è proprio per lui che noi siamo figli di Dio, partecipi della natura divina e possiamo con fiducia e verità chiamare Dio con il nome di Padre.
In modo specialissimo lo Spirito Santo viene nelle anime mediante il Sacramento della Confermazione che è il ripetersi della prima Pentecoste, così pure in tutti i sacramenti; in ogni infusione ed aumento della grazia nelle anime, lo Spirito Santo viene con la abbondanza dei suoi doni e con la dolcezza e la forza della sua consolazione. Così ogni persona in grazia di Dio è veramente tempio del suo Santo Spirito.
Lo Spirito Santo discese su Maria e sui discepoli raccolti nel cenacolo nel giorno di Pentecoste: egli venne e si presentò sotto forma di vento impetuoso, che indica la forza, e sotto forma di lingue di fuoco, che indicano la luce della verità e il calore e la potenza dell’Amore. Ogni dono, dono delle lingue, dei miracoli, delle profezie, la conoscenza dei cuori, la scrutazione delle anime, il dono delle guarigioni, dono delle estasi e delle illustrazioni, sono tutte opera dello Spirito Santo, il quale, senza eccettuazione di persone, li distribuisce a chi vuole, come vuole, quanto e quando vuole.

L’apostolo Paolo ci insegna ad aspirare ai doni dello Spirito, specialmente ai più elevati, che sono una grande luce per conoscere meglio Dio, ed ai carismi per essere idonei a seervire la Chiesa, al fine di condurre gli uomini alla salvezza. Lo stesso apostolo esorta vivamente a non contristare mai lo spirito Santo che abita nella nostra anima e nel nostro corpo come suo tabernacolo preferito.
Bisogna poi guardarsi bene dal peccare contro lo Spirito Santo perchè tale peccato è imperdonabile sia nella presente vita che nella futura.
I peccati contro lo Spirito Santo si riassumono nei seguenti punti. 1. presunzione di salvarsi senza merito. 2. impugnare la verità conosciuta. 3. Invidia per la grazia altrui. 4. Disperare della salvezza. 5. Ostinazione nei peccati. 6. Impenitenza finale.
I peccati contro lo Spirito Santo sono detti imperdonabili perché induriscono il cuore in maniera tale da renderlo di per sé incapace di conversione e di sincero pentimento e quindi indisposto a ricevere quel perdono che Dio accorda generosamente a chiunque fa ritorno a Lui

(Durante il canto l’assemblea prega personalmente in modo spontaneo secondo l’impulso dello Spirito Santo)

 

Preghiera di lode allo Spirito

Per il dono del Battesimo
Per il dono della Cresima
Per il dono dell’Eucarestia
Per il dono della vita comunitaria
Per il dono di Maria Santissima
Per il dono del Carmelo

Preghiera di liberazione

Da ogni presunzione
Da ogni ostinazione
Da ciò che indurisce il cuore
Dal rifiuto della verità
Dalla disperazione

Preghiera di Effusione

Doni dello Spirito Santo
I carismi dello Spirito Santo
I frutti dello Spirito Santo
La potenza dello Spirito

Lo Spirito e la Sposa dicono: vieni

 

Canto

Spirito d'Amore

Spirito d’amore fammi vibrar
Come le corde dell’arpa di David
Spirito Santo suonaci insieme
come le corde dell’arpa
le corde dell’arpa, le corde dell’arpa di David.

Spirito d’amore scendi su di me
Come la musica nel cuore di David.
Spirito santo dimora in noi
come la musica nel cuore
La musica nel cuore, la musica nel cuore di David.

Spirito d’amore fammi amare
Come il Figlio dei figli di David.
Spirito Santo guidaci tu
come il Figlio dei figli
Al figlio dei figli di David.

 

Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il cuore, rendendo continuamente grazie a Dio Padre nel nome del Signore Gesù Cristo.


 

ADORIAMO IL PANE DISCESO DAL CIELO (*)

 

 

Signore Gesù aiutaci ad ascoltarti con tutta la nostra concentrazione in questo momento di adorazione, per vivere un incontro profondo e personale con Te. Converti il nostro cuore, attiraci a Te sempre di più.
Sei presente in mezzo a noi secondo la tua parola: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”, e sei presente davanti a noi in questo Pane secondo la tua parola: “Io sono il Pane vivo disceso dal cielo”. Mentre veniamo a te per adorarti, contemplarti e ringraziarti dei doni che la tua bontà ci ha concesso, ti chiediamo la grazia di poter vivere riconciliati con tutti, familiari e conoscenti, e di poter intraprendere nuovi rapporti con tutti con la pace e l’amore nel cuore. Amen.

 

Canto

Benedetto sei tu Signor

Benedetto sei tu Signor
benedetto sei tu Signor
benedetto sei tu Signor
benedetto sei tu Signor

Per il pane e per il vino,
che per noi diventeranno
sacramento di salvezza:
benedetto sei tu Signor.

Benedetto sei tu Signor...

E per Cristo Gesù tuo Figlio,
che nascendo da Maria,
per noi tutti si è fatto uomo:
benedetto sei tu Signor.

Benedetto sei tu Signor...


"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi caricatolo sopra il suo giumento, lo portò in una locanda e si prese cura di lui.

Il giorno seguente estrasse due denari e li diede all’albergatore dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo rifonderò al mio ritorno. Chi dei tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti? (Lc 10, 30-37)".

 

Canto

 

Al tuo santo altar

Al tuo santo altar
m'appresto, o Signor,
mia gioia e mio amor.
O Signore che scruti il mio cuor,
dal maligno mi salvi il tuo amor.

Tu sei forza, sei vita immortal.
Perché triste cammino tra il mal?
Mi risplenda la luce del ver
e mi guidi sul retto sentier.
Mia speranza e salvezza sei tu;
ch'io ti lodi in eterno, o Gesù.

 

L’uomo è chiamato a dare gloria a Dio vivendo in pace e in fraternità con tutti, ma nel duro cammino della vita viene spesso ferito, derubato e annientato dai fratelli. Sono ferite e ingiustizie di vario genere che toccano la persona ora nella sfera esterna come il furto, l’ingiustizia sociale, la disonestà, la solitudine e l’abbandono, ora nella dimensione più interiore del cuore come la mancanza di educazione, di perdono, di amore e di affetto. Un pò tutti, chi più, chi meno, abbiamo fatto l’esperienza di questo povero uomo incappato nei briganti, invischiati come siamo nei problemi del nostro quotidiano. Ci siamo resi conto anche che i nostri fratelli più vicini spesso non si sono presi cura di noi. Questo vuoto di amore e di mancanza di responsabilità dove tutti attenuano le loro colpe distruggono ogni rapporto. Il sacerdote e il levita non potevano toccare l’uomo insanguinato per non rendersi impuri a motivo del culto nel tempio. Era una legge della torà, che impediva loro di farsi prossimo al malato. E anche se nei profeti si legge: “Amore io voglio e non sacrificio (Os 6,6) prevaleva la norma legale del Levitico che prescrive di non toccare il sangue di nessun essere vivente (cf Lv 17). Così i fratelli che Dio ci ha messo accanto a sostegno e consolazione nel cammino, alcuni ci percuotono senza poi assumersi la responsabilità del male che compiono, altri invece ci stanno a distanza dicendo che spetta agli altri rimediare.

Gesù invece ci insegna che avere compassione del fratello supera ogni legge e che usare misericordia ci rende perfetti come è perfetto il padre suo (Lc 6, 36). Lui stesso si accorge di noi, ci si avvicina, si prende cura di noi. Lui si è preso la responsabilità di aiutarci dandoci un esempio.
Ma noi lo imitiamo? Ci assumiamo la responsabilità di fare il bene, di usare compassione? Non diciamo: “Non è compito mio!”, perché Dio ha comandato a tutti indistintamente di usare misericordia. Gesù non teme di toccare le nostre ferite sanguinanti, di fasciarle e curarle versandovi olio di compassione e di letizia. Gesù ci toglie dal pericolo facendo spazio in se stesso e pagando di persona per amore, ripetendoci: “Io vi ho dato l’esempio e sapendo queste cose sarete beati se le metterete in pratica”.

Canto

Te, al centro del mio cuore

Ho bisogno d’incontrarti nel mio cuore,
di trovare Te, di stare insieme a Te:
unico riferimento del mio andare,
unica ragione Tu, unico sostegno Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

Anche il cielo gira intorno e non ha pace,
ma c’è un punto fermo, è quella stella là.
La stella polare è fissa ed è la sola,
la stella polare Tu, la stella sicura Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

Tutto ruota attorno a Te, in funzione di Te
e poi non importa il “come”, il “dove” e il “se”.

Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore,
il significato allora sarai Tu,
quello che farò sarà soltanto amore.
Unico sostegno Tu, la stella polare Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

 

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 


* Le immaginette di questa Adorazione sono state concesse da Rosina Llagaria

 

 

SULLE ORME DI SAN PAOLO (VII)

 

Ogni uomo, ebreo o pagano, che accoglie Cristo, ricevendo lo Spirito Santo diventa un solo corpo e insieme agli altri abitazione di Dio.
Ciò è reso possibile mediante il sacrificio della Croce! Dalla croce infatti cola il Sangue prezioso di Gesù che ci perdona e ci avvicina a Dio. Il Corpo di Gesù affisso al legno spezza invece la discordia e l’inimicizia tra noi.
L’Eucaristia, pane e vino, Corpo e Sangue di Gesù, mentre ci avvicina a Dio produce amore e pace tra noi. Diveniamo il corpo di Gesù sulla terra, sacerdozio regale, stirpe eletta, gente santa, parenti stretti di Cristo e familiari di Dio.

 

Canto

A Te Signor, leviamo i cuori

A Te, Signor, leviamo i cuori;
a Te, Signor, noi li doniam.

Quel pane bianco che t'offre la Chiesa
è frutto santo del nostro lavoro:
accettalo, Signore, e benedici.

Quel vino puro che t'offre la Chiesa
forma la gioia dei nostri bei colli:
accettalo, Signore, e benedici.

Gioie e dolori, fatiche e speranze
nel sacro calice noi deponiamo;
accettali, Signore, e benedici.

Lacrime pie di vecchi morenti,
dolci sorrisi di bimbi innocenti:
accetta Tu, Signore, e benedici.

 

"Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al ministero: io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen. " (Timoteo 1 - Cap. 1, 12-17)

 

Preghiere dei fedeli

 

 

O Padre di ogni bontà che nel Cuore del tuo Figlio hai deposto tutti i beni della nostra salvezza, effondi sul tuo popolo regale il tuo Spirito di sapienza e di umiltà e diciamo:

Per il cuore di tuo Figlio,  Salvaci Signore!

Per il Santo Padre (…) e i Vescovi a lui uniti, perché non manchi mai loro la vera Sapienza e l’unzione della Verità, preghiamo:

Per il cuore di tuo Figlio,  Salvaci Signore!


Per i capi delle nazioni e per gli uomini di potere, perché toccati dalla testimonianza delle comunità cristiane sappiano accogliere gli insegnamenti di Cristo per il bene dei popoli, preghiamo:

Per il cuore di tuo Figlio,  Salvaci Signore!

Per noi qui presenti perché mediante il Sacramento del Corpo e Sangue di Gesù Cristo ricevuto con devozione e amore possiamo ricevere la vitalità dello Spirito Santo, preghiamo:

Per il cuore di tuo Figlio,  Salvaci Signore!

Per i poveri, gli afflitti, per coloro che sono schiavi del maligno, per i malati e per i depressi e per tutti coloro che soffrono, concedi la pace e la salvezza che scende dal cuore aperto di Cristo, preghiamo:

Per il cuore di tuo Figlio,  Salvaci Signore!

Signore accogli la supplica che questa Chiesa ti innalza e per il meriti infiniti del Sacro Cuore di Gesù accoglila e per il Tuo amore esaudiscila.

 

Elaborazione di Giancarlo Corti

 

Canto

Spirito di Dio scendi su di noi!

Spirito di Dio scendi su di noi!

Fondici, plasmaci, riempici, usaci

Spirito di Dio scendi su di noi!

 

La potenza dello Spirito dimora in noi quando riceviamo il Sacramento dalle mani del Sacerdote. Gesù è li nelle nostre mani per scendere in tutto il nostro essere.
I nostri nemici spirituali faranno di tutto per ostacolare questo progetto di salvezza. I veri nemici infatti non sono gli uomini ma i demoni con le loro gerarchie. Dio però non ci ha lasciati sprovvisti di aiuto. Ci ha dato delle armi per combattere e vincerli.
La prima arma di cui dobbiamo avvalerci è la potenza di Dio. Dobbiamo usare la potenza che Dio ci ha donato per vincere le nostre debolezze. La fragilità morale  in un'area della nostra vita o il difetto principale e dominante sarà un punto soggetto a continuo martellamento da parte del male. Dio desidera rilasciare vigore all’anima proprio dove il carattere cede o dove la mancanza di amore e di formazione sono carenti.
Dobbiamo però attingere consapevolmente tutta la potenza e la vitalità che Dio vorrà donarci sapendo di averne tanto bisogno. Questa ci sosterrà nella lotta.
La seconda arma è la verità. Con essa cadono le illusioni. La verità se accolta con umiltà libera veramente l’uomo da inutili perdite di tempo. Ci fa vedere il laccio mortale nascosto dietro l’esca del nemico.
La terza arma è la giustizia cioè la pratica dei Comandamenti. Chi pratica i Comandamenti viene rivestito di un alone di luce a cui i nemici non possono resistere.
La quarta arma è l’annuncio positivo e cosciente del Vangelo. Chi proclama Gesù e il suo messaggio di luce, vedrà ben presto le tenebre diradarsi nel proprio cuore e intorno a lui. 
La quinta arma è la Fede. Con la fede si può tutto. Gesù ha concesso all’atto di fede in Lui un potere illimitato. I nostri nemici temono tanto le persone di fede soprattutto quelle semplici perché spiritualmente sono più forti; le anime troppo colte talvolta sono tanto deboli perché più dubbiose e piene di sè.
La sesta arma è la spada dello Spirito. È l’unica arma di attacco. Quando la Parola di Dio che è acqua viva viene accolta e affermata nella vita con fede e amore diventa una spada che distrugge il nemico. La Parola di Dio si usa contro tutti i pensieri cattivi avendo il potere di distruggere tutti i baluardi dei nemici.
Solo lottando con tutte queste armi potremo costruire l’edificio di Dio senza che sciagure o terremoti concorrano a devastarlo.

 

 

 

Tantum Ergo

 

Tantum ergo sacramentum,
veneremur cernui,
Et antiquum documentum,
novo cedat ritui,
Praestet fides supplementum,
sensuum defectui.

Genitori Genitoque,
laus et jubilatio
Salus, honor, virtus quoque,
sit et benedictio
Procedenti ab utroque,
comparsit laudatio.

Così gran Sacramento dunque
adoriamo consapevolmente,
ceda la vecchia Legge
al nuovo sacrificio.
Supplisca la fede
al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio
lode e giubilo
salute, potenza,
benedizione.
A Colui che procede da ambedue,
pari gloria e onore sia.

Amen

 

Hai dato loro un pane disceso dal cielo
Che porta in sè ogni dolcezza

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucarestia ci hai lasciato il memoriale della Tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


Dio sia benedetto!
Benedetto il suo santo nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il suo sacratissimo cuore
Benedetto il suo preziosissimo sangue
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran madre di Dio, Maria santissima
Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione
Benedetta al sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto S Giuseppe suo castissimo Sposo
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi

 

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