Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, i testi sono stati realizzati da Padre Leonardo Bellonci, francescano, che ha fornito anche le immagini, mentre la grafica della pagina è stata realizzata da Cartantica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

 

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ADORAZIONI EUCARISTICHE

 

COLLABORAZIONI

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ADORAZIONI EUCARISTICHE

 

 

 

 

PARTE QUARTA



 

 

L’eucaristia: secoli XIX e XX

 


33 - L’Eucaristia : divinizza (Enc. ‘Mirae caritatis’ di Leone XIII)

34 - “ : mistero da adorare (Enc. ‘Mediator Dei’ di Pio XII)

36 - “ : nel Catechismo della Chiesa cattolica

37 - “ : Mistero da credere ( Enc. ‘Mysterium fidei’ di Paolo VI)

38 - “ : Fa la Chiesa (Enc. ‘Ecclesia de Eucharistia’ di S. Giovanni Paolo II)

39 - “ : Convito del Signore (Enc.‘Dominicae cenae’ di S. G. Paolo II)

40 - “ : L’Emmanuele (lett. Ap. ‘Mane nobiscum, Domine’ di S. Giovanni Paolo II)

41 - “ : è amore (Enc, ‘Deus caritas’ est’ e Lett. Ap. Post-sinodale ‘Sacramentum caritatis’ di Benedetto XVI).

 


IL CULTO EUCARISTICO DALLA FINE DEL SECOLO XIX
AI GIORNI NOSTRI


Perché la terza parte abbraccia diciannove secoli, mentre la quarta non ne abbraccerà neanche due?

La risposta è gia nello schema posto nella premessa. Se possiamo chiarire ancora, diremo

1 - la terza parte è stata indicata come difesa del mistero eucaristico. Gli interventi dei Padri, delle grandi Scuole e del Magistero della Chiesa sono tutti, o quasi, occasionati da errori.
La fede nel mistero eucaristico era patrimonio pacifico di tutti i credenti. Quando qualche eretico tentava di avanzare delle vedute, personali o interessate, non in sintonia con la comune fede, i Padri, le grandi Scuole e il Magistero intervengono per difendere l’ortodossia del massimo tesoro della Chiesa: l’Eucaristia.

2 - Per un dono di Dio, dalla fine del sec. XIX ai giorni nostri ha percorso il cristianesimo un nuovo e salutare fervore verso l’Eucaristia.

Lo dice senza equivoci Leone XIII: “Ci rallegra, e lo palesiamo volentieri, che in questi ultimi anni si noti nei fedeli un certo risveglio dell’amore e dell’ossequio verso il sacramento eucaristico; donde prendiamo augurio e speranza di tempi e cose migliori”.
E Pio XII dirà che fra gli uomini è sorta “Una encomiabile ed utile gara” circa l’adorazione della

Dalla fine del secolo XIX ad oggi la Chiesa è intervenuta con Encicliche, a volte monumentali e con discorsi soprattutto per illustrare, per incoraggiare, per stimolare ulteriormente questo risveglio di fervore eucaristico, più che per difenderlo.

Tanto per concretizzare il discorso, facciamo un florilegio, incompletissimo, delle forme di culto che sono sorte in questi ultimi due secoli:

- Confraternite del Santissimo Sacramento,

- Adorazione eucaristica,

- Congressi eucaristici (diocesani, regionali, nazionali e internazionali),

- Congregazioni religiose e Leghe eucaristiche,

- Adorazione quotidiana perpetua sacerdotale,

- Visite al Santissimo Sacramento,

- Comunione spirituale ecc. ecc.

Questa ondata di fervore eucaristico è stata assecondata da un magistero della Chiesa grandioso, ricchissimo e preziosissimo.
Ecco perché abbiamo ritenuto bene farne una ‘parte’ distinta, anche se non consta di una decina di titoli come le altre tre.
Ed ecco anche perché abbiamo riportato, di ogni Documento (non certo tutto il contenuto), ma ampio e abbondante insegnamento.
Ci siamo illusi di rendere un servizio. Anche perché non è facile trovare questo materiale.


33 - L’Eucaristia divinizza

 


“Non tu muterai me in te,
come il cibo del corpo,
tu stesso sarai mutato in me”


Enciclica “Mirae caritatis” di Leone XIII


1 - “Ci dà molto piacere richiamare alla mente che abbiamo () arricchito, con privilegi canonici, non poche istituzioni e confraternite aventi per oggetto l’adorazione perpetua dell’Ostia.

5 - Ma poiché questa medesima vita, di cui parliamo, ha una evidente somiglianza con la vita naturale dell’uomo, come l’una si alimenta e vegeta col cibo, così bisogna che anche l’altra, con cibo suo proprio, si sostenti e si accresca (Gv 6, 2

. E Gesù, colta l’ccasione, come quando, dall’attingere che fece la Samaritana l’acqua del pozzo, prese lo spunto per mettere in lei la sete dell’acqua che zampilla per la vita eterna (Gv 4, 14), così allora sollevò le menti avide delle moltitudini a bramare anche più avidamente un altro pane Che dura per la vita eterna (Gv 6, 27).

Io - disse - sono il pane di vita (Gv 6, 48)

E la stessa cosa va sempre insinuando a tutti, ora con gli inviti, ora coi precetti: Chi mangerà di un tal pane, vivrà eternamente, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6, 52).

Dimostra poi la gravità del precetto asserendo: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita (Gv 6, 54).

() Quella cosa, che fra tutte è la più eccellente e salutare, appartiene a tutti, qualunque sia il loro grado e il loro ufficio; appartiene a tutti quelli che vogliono (ognuno deve volerlo) alimentare in loro la vita della grazia divina, che conduce al conseguimento della vita beata in Dio.

6 - Ma la sorgente e il coronamento di tutti questi beniè soprattutto l’augusta Eucaristia, la quale, come nutre e sostenta quella vita, che tanto ci sta a cuore, così accresce immensamente quella dignità umana, che oggi sembra tenersi in gran pregio. Qual cosa infatti è maggiore o più desiderabile che l’essere reso, per quanto è possibile, partecipe e consorte della divina natura? Or questo fa Gesù Cristo specialmente nell’Eucaristia, nella quale, prendendo l’uomo già innalzato dalla grazia alle cose divine, più strettamente lo unisce e lo stringe a sé. La differenza tra il cibo del corpo e quello dell’anima sta in questo, che il primo in noi si converte, il secondo ci converte in lui; perciò Agostino fa dire a Cristo medesimo: “Non tu muterai me in te, come il cibo della tua carne, ma tu stesso sarai mutato in me”.

7 - L’Eucaristia, per testimonianza dei santi Padri, dev’essere considerata una continuazione ed ampliamento dell’incarnazione. Per essa infatti la sostanza del Verbo incarnato si unisce coi singoli uomini e si rinnova mirabilmente il supremo sacrificio del Golgota, come preannunziò Malachia: In ogni luogo si offre al mio nome un’oblazione pura (Ml 1, 11).

Questo miracolo, massimo nel suo genere, è accompagnato da innumerevoli altri, perché qui tutte le leggi della natura sono sospese,
- tutta la sostanza del pane e del vino si converte nel Corpo e nel Sangue,
- le specie del pane e del vino, senza appoggio alcuno, sono sostenute dalla potenza divina;
- il Corpo di Cristo si trova contemporaneamente in tutti quei luoghi nei quali si compie simultaneamente il sacramento.

11 - S. Cipriano scrive: “In fine anche il sacrificio del Signore dichiara l’universale unione dei cristiani fra di loro: e, con ferma e inseparabile carità, uniti a lui. Perché quando il Signore chiama suo corpo il pane, fatto con l’unione di molti grani, significa che il popolo nostro da lui condotto è un popolo riunito insieme, e quando suo sangue chiama il vino, che è spremuto da acini e grappoli moltissimi e fuso in uno, significa similmente che il nostro gregge è composto di una mista moltitudine raccolta insieme” (ep. Ad Magnum” (n. 5 .- A1.6).

Così l’angelico dottore, ripetendo i concetti di S. Agostino, dice: “Il nostro Signore ci ha rappresentato il Corpo e Sangue suo in quelle cose che da più si raccolgono; perché l’una di esse, cioè il pane, è tutto formato da più grani, l’altra, cioè il vino, è un tutto composto da più acini: perciò Agostino dice altrove: O sacramento di pietà, o segno di unità, o vincolo di carità”

E questo aveva detto S. Paolo: Siccome vi è un unico pane, noi, pur essendo molti, formiamo un solo corpo, comunicandoci col medesimo pane (1 Cor, 10, 17).

14 - Ma un sacramento così grande ed efficace da ogni punto di vista non si potrà mai da nessuno né lodare, né venerare secondo il merito. Sia che esso si mediti, sia che devotamente si adori, sia ancora che con purezza e santamente si riceva, dev’essere considerato quale centro in cui tutta la vita cristiana si raccoglie: gli altri modi di pietà, quali che siano, tutti a questo conducono e in questo finiscono. E quel benigno invito e quella benigna promessa di Cristo: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò (Mt 11, 28), si compie specialmente in questo mistero e in esso
si avvera ogni giorno.

La perpetua provvidenza di santa madre chiesa, in questa parte, emerge chiarissima, principalmente da quella esortazione, che fu fatta dal sacro Concilio di Trento, spirante una certa carità e pietà mirabile, davvero degna di essere qui da Noi tutta intera ripresentata al popolo cristiano; ‘Con paterno affetto, ammonisce il santo sinodo, esorta prega e scongiura, per la bontà misericordiosa del nostro Dio, che, tutti e singoli, quelli che appartengono alla professione cristiana, in questo segno di unità, in questo vincolo di carità, in questo simbolo di concordia finalmente una buona volta si uniscano e si accordino; e memori di tanta maestà e di tanto esimio amore di Gesù Cristo Signore nostro, che diede la diletta anima sua a prezzo della nostra salute, e la sua carne ci porse a mangiare: con tanta costanza e fermezza di fede, con tanta devozione e pietà e culto, di cuore credano e adorino questi sacri misteri del corpo e sangue di lui, affinché possano frequentemente ricevere questo pane soprasostanziale, ed esso sia veramente la vita dell’anima loro, e la perpetua sanità della mente, e, confortati dal suo vigore, possano giungere, dalla vita di questo misero pellegrinaggio, alla patria celeste, dove mangeranno senza alcun velo questo medesimo pane degli angeli, che ora ricevono velatamente’ (Con. Trid. Sess. XXII, c. VI).

17 - Poiché la vittima che qui si immola è divina, ne consegue che tanto di onore alla augusta Trinità per lei si rende, quanto l’immensa dignità di questa esige; offriamo altresì al Padre un dono e per mezzo e per soavità infinito, quale è il suo Unigenito; e così non solo alla sua benignità porgiamo grazie, ma veniamo ad offrirle un vero ricambio.

19 - Per altro, non poco Ci rallegra, e lo palesiamo volentieri, che in questi ultimi anni si noti nei fedeli un certo risveglio dell’amore e dell’ossequio verso il sacramento eucaristico; donde prendiamo augurio e speranza di tempi e cose migliori. Molte infatti e varie cose di questo genere, come da principio dicemmo, furono dalla pietà introdotte, specialmente sodalizi, sia per accrescere lo splendore del culto eucaristico, sia per l’adorazione perpetua dell’augustissimo sacramento, sia per la riparazione delle ingiurie e contumelie che gli si fanno.

Questo perché le Opere già avviate si hanno da condurre sempre più innanzi: Le antiche istituzioni, se in qualche luogo andarono in disuso, si devono richiamare in vigore, come ad esempio i sodalizi eucaristici, le preghiere delle Quarantore, le solenni processioni, le visite al santissimo sacramento nel tabernacolo, e altre simili pratiche sono molto salutari.

… () Perciò bisogna togliere del tutto certi pregiudizi degli avversari, certi vani timori di molti, certi pretesti per astenersene: si tratta di una cosa della quale nessun’altraè più vantaggiosa ai fedeli, sia per redimere il tempo dalle troppe sollecitudini terrene, sia per risvegliare lo spirito cristiano e costantemente mantenerlo”.

 


Signore, noi crediamo

che la vita dello spirito “Ha una evidente somiglianza con la vita naturale dell’uomo: come l’una si alimenta e vegeta col cibo, così bisogna che anche l’altra, con cibo suo proprio, si sostenti e si accresca”. Signore, noi crediamo che “Quella cosa, che fra tutte è la più eccellente e salutare, appartiene a tutti, qualunque sia il loro grado e il loro ufficio; appartiene a tutti quelli che vogliono (ognuno deve volerlo) alimentare in loro la vita della grazia divina, che conduce al conseguimento della vita beata in Dio”.


Signore, noi crediamo che “L’augusta Eucaristia () come nutre e sostenta quella vita, che tanto ci sta a cuore, così accresce immensamente quella dignità umana, che oggi sembra tenersi in gran pregio”. Signore, noi crediamo che nulla “E’ maggiore o più desiderabile che essere reso, per quanto è possibile, partecipe e consorte della divina natura”.

Signore, noi crediamo che “Gesù Cristo, specialmente nell’Eucaristia (), prendendo l’uomo già innalzato dalla grazia alle cose divine, più strettamente lo unisce e lo stringe a Sé”. Signore, noi crediamo l’unica differenza che esiste, tra il cibo del corpo e quello dell’anima, sta in questo, che il primo in noi si converte, il secondo ci converte in lui; perciò Agostino fa dire a Cristo medesimo: ‘Non tu muterai me in te, come il cibo del corpo, ma tu stesso sarai mutato in me’”.

Signore, noi crediamo che l’Eucaristia deve essere considerata, per la testimonianza dei santi Padri, “Una continuazione e un ampliamento dell’incarnazione”.

Signore, noi crediamo che nell’Eucaristia “Il Verbo incarnato si unisce con i singoli uomini, e si rinnova mirabilmente il supremo sacrificio del Golgota, come preannunziò Malachia: ‘In ogni luogo si offre al mio nome un’oblazione monda’”.

Signore, noi crediamo che nessuna cosa “E’ maggiore e più desiderabile che l’essere reso, per quanto è possibile, partecipe e consorte della natura divina”. Ciò che Tu doni“Specialmente nell’Eucaristia”.

 

*


Signore, Ti adoriamo


perché hai voluto che il miracolo della santissima Eucaristia “Massimo nel suo genere, fosse accompagnato da innumerevoli altri, perché qui tutte le leggi della natura sono sospese”.

Signore, Ti adoriamo perché, per un miracolo della tua onnipotenza, nella santissima Eucaristia “Tutta la sostanza del pane e del vino si converte nel Corpo e Sangue” tuo. Signore, Ti adoriamo perché, per un miracolo della tua onnipotenza, nella santissima Eucaristia “Le specie del pane e del vino, senza appoggio alcuno” esistono.

Signore, Ti adoriamo perché, per un miracolo della tua onnipotenza, nella santissima Eucaristia “Il Corpo di Cristo si trova contemporaneamente in tutti quei luoghi nei quali si compie simultaneamente il sacramento”.

Signore, Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia Tu ci mostri “L’universale unione dei Cristiani fra di loro. E con ferma e inseparabile carità" a lui. Signore, Ti adoriamo perché quando Tu chiami tuo“Corpo il pane, fatto con l’unione di molti grani, significa che il popolo nostro, da te condotto, è un popolo riunito insieme”.

Signore, Ti adoriamo perché quando chiami “Tuo sangue il vino, che spremuto da acini e grappoli moltissimi e fuso in uno, significa () che il nostro gregge è composto di una mista moltitudine raccolta insieme”.

Signore, noi Ti adoriamo perché già attraverso l’Apostolo Paolo ci avevi detto: “Siccome c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, formiamo un solo corpo comunicandoci col medesimo pane’.

Signore, Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia dai compimento e in essa si compie ogni giorno “Quel tuo benigno invito, quella tua benigna promessa: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò”.

 

*

Signore, perdonaci


quando, disattendendo le esortazioni appassionate della santa Chiesa, che c’invita a nutrici del ‘Pane della vita’, per ‘vani timori’ ce ne asteniamo.

Signore, perdonaci quando ci lasciamo persuadere da “Certi pregiudizi degli avversari” della santissima Eucaristia e non accettiamo il tuo invito che ci ripete: Venite… Mangiate… Bevete.

Signore, perdonaci quando, invece che trarre edificazione dal fervore di tanti fratelli verso la Santissima Eucaristia, ci permettiamo di giudicarli, di criticarli e, chissà?, anche di deriderli.

Signore, perdonaci quando Tu c’inviti con qualche segreta e santa ispirazione a zelare il culto verso Te, che rimani con noi nella santissima Eucaristia, e noi - come gli invitati della parabola evangelica - non ne teniamo conto perché altre cose le riteniamo più importanti e urgenti.

Signore, la Santa Chiesa assicura che “E’ cosa buona e utilissima comunicarsi spesso, anche tutti i giorni, purché si faccia con le dovute disposizioni” e noi facciamo passare settimane, mesi e, purtroppo, anni tra una comunione e un’altra. Perdonaci, Signore!

Signore, perdonaci quando, le poche volte che andiamo in chiesa, ci divaghiamo guardando e giudicando, invece di parlare con Te, che tanto desideri stare con noi.

Signore, perdonaci quando accompagniamo i nostri figli alla ‘prima Comunione’ senza ricevere anche noi l’Eucaristia. Non offriamo il nostro buon esempio, né partecipiamo alla gioia purissima di questo loro primo incontro con Te.

Signore, perdonaci quando, sposandoci, ci comunichiamo con Te perché ‘è consuetudine’, non per la convinzione, che abbiamo, da dirti che ti vogliamo bene e pregarti di non farci mai mancare il tuo aiuto nella non facile vita di coppia.

Signore, perdonaci quando, da incredibili incoscienti, ci asteniamo dal richiedere la santissima Eucaristia per i nostri cari, magari ammalati, ‘per non impressionarli’, negando loro l’aiuto che viene solo da Te.

*

Signore, Ti chiediamo


di aiutarci a vincere quel rispetto umano che, pur travolti dal buon esempio degli altri, non facciamo coro con loro verso Te, che sei presente per noi nel santissimo Sacramento.

Signore, Ti chiediamo di aiutarci a capire che, nel momento nel quale noi Ti riceviamo nell’Eucaristia, Tu ci rendi Partecipi e consorti della natura divina.

Signore, S. Francesco d’Assisi, entrando in una chiesa per adorarti, protestava di volerti adorare “Anche in tutte le chiese che sono per il mondo’. Al suo fervore non bastava adorarti in un luogo, perché Ti amava. Dà anche a noi un po’ di quel fervore.

Signore, nella vita del santo Curato d’Ars è scritto che le ore della giornata, che passava davanti a Te, velato nel santissimo Sacramento, erano più numerose di quelle che impiegava per tutto il resto. Lui credeva profondamente in Te. Riscalda anche la nostra freddezza spirituale perché ci decidiamo di corrispondere un po’ di più al tuo amore.

Signore, dacci fede viva per credere che il miracolo dell’Eucaristia, “Unico nel suo genere, è accompagnata da innumerevoli altri miracoli, perché qui tutte le leggi della natura sono sospese”.

Signore, Tu nel Pane Eucaristico ci dai un’impagabile lezione di unità: come esso risulta dalla fusione di tanti grani, così noi, tuoi seguaci, dobbiamo formare un’unità che nulla potrà mai incrinare. Hai pregato per questo il Padre nell’ultima Cena. Aiutaci per far diventare realtà questo tuo divino desiderio.

Signore, hai detto Io sono il pane della vita, e solo chi mangia di un tal pane vivrà eternamente. Ti scongiuriamo, suscita in noi una fame che non si plachi se non mangiando La tua carne e bevendo il tuo sangue.

Signore, sei andato incontro alla sete della Samaritana, parlando e promettendo L’acqua che zampilla per la vita eterna. Suscita anche in noi la sete di Te e calmala con la santissima Eucaristia.

Signore, nei momenti della frustrazione ricordaci che“Quel benigno invito e quella benigna promessa di Cristo Voi tutti che siete affaticati e oppressi, venite a me e io vi ristorerò (Mt 11. 28), si compie specialmente in questo mistero e in esso si avvera ogni giorno”.

 

*

Signore, Ti ringraziamo


per lo sprone con il quale l’Enciclica di Papa Leone XIII prova a scuotere la nostra pigrizia spirituale e per la luce con cui si studia di farci vedere la verità dei tuoi doni.

Signore, sempre è stato così, ma ai nostri tempi tocchiamo con mano il fervore della fede eucaristica che Tu hai ridestato nei tuoi seguaci. Ti ringraziamo e ti preghiamo: aiutaci a non essere estranei a questo invito di rinnovamento.

Signore, Ti ringraziamo perché, con la santissima Eucaristia, sei presente in ogni luogo come sacrificio di redenzione. Così hai adempiuto le parole di Malachia: In ogni luogo si offrirà al mio nome un’oblazione monda”.

Signore, Ti ringraziamo perché il tuo Corpo “si trova contemporaneamente in tutti quei luoghi nei quali si compie simultaneamente il sacramento”. Così hai mantenuto e adempiuto la promessa: Ecco, io sono con voi tutti giorni, e fino alla fine dei secoli.

Signore, Ti ringraziamo perché Tu, che conosci la nostra antica aspirazione di diventare Come Dio, ci hai dato, nella santissima Eucaristia, la possibilità di appagarla. In essa infatti noi veniamo, da Te, mutati in Te.

Signore, Ti ringraziamo perché Tu, che vuoi che Tutti gli uomini si salvino, nella santissima Eucaristia, fra tutte le cose è “La più eccellente e salutare”, sei disponibile e “Appartieni” a “Tutti. A tutti quelli che vogliono () alimentare in loro la vita della grazia divina, che conduce al conseguimento della vita beata in Dio”.

Signore, per tanti nostri fratelli la pietà eucaristica non è un ‘optional’, ma un fatto vitale. Grazie per gli stimoli che ci dai con il loro buon esempio. Accendi in noi il desiderio di emulare I carismi miglior.i

Signore, Ti ringraziamo per la pazienza nell’aspettare noi, che non riusciamo a conoscere Te che ci ami veramente. Aiutaci. Accendi in noi il fuoco del tuo amore. Quello ci farà anche capire.

Signore, Ti ringraziamo perché, donandoci l’Eucaristia, ci hai dato la possibilità di onorare la Santissima Trinità “Quanto l’immensa dignità di questa esige”. Con l’Eucaristia“Non solo alla sua benignità porgiamo grazie, ma veniamo ad offrirle un vero ricambio”.

+


34 - “Ti adoriamo, santissimo Signore Gesù Cristo,
anche in tutte
le tue chiese che sono per il mondo”

 

Enciclica: “Mediator Dei” - Pio XII



L’enciclica ‘Mediator Dei’ di Pio XII non ha per argomento, solo la Santissima Eucaristia.
Già nella prima parte (al n. 4) aveva affermato che “Il culto eucaristico è stato considerato (nella Chiesa), come veramente è, il centro e la fonte della vera pietà cristiana”.

L’inizio della seconda parte è dedicato al Sacramento eucaristico. Ecco alcuni passi.


53 - “Il mistero della santissima Eucaristia, istituita dal Sommo Sacerdote Gesù Cristo e rinnovata in perpetuo per sua volontà dai suoi ministri, è come la somma e il centro della religione cristiana”.

54 - Cristo Signore, sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek che, Avendo amato i suoi che erano nel mondo (), nell’ultima Cena, nella notte in cui veniva tradito, per lasciare alla Chiesa, sua sposa diletta, un segno visibile - come lo esige la natura degli uomini - che rappresentasse il sacrificio cruento, che una volta tanto doveva compiersi sulla croce, e perché il suo ricordo restasse fino alla fine dei secoli, e ne venisse applicata la salutare virtù in remissione dei nostri peccati, () offrì a Dio Padre il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino e ne diede agli Apostoli, allora costituiti sacerdoti del Nuovo Testamento, perché sotto le stesse specie lo ricevessero, mentre ordinò, ad essi e ai loro successori nel sacerdozio, di offrirlo.

55 - L’augusto Sacrificio dell’altare non è, dunque, una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio sacrificio, nel quale, immolandosi incruentemente, il Sommo Sacerdote fa quello che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima. “Una () e identica è la vittima; egli medesimo, che adesso offre per il ministero dei sacerdoti, si offrì allora sulla Croce; è diverso soltanto il modo di fare l’offerta”.

56 - Identico, quindi, il sacerdote, Gesù Cristo, la cui sacra persona è rappresentata dal suo ministro. Questi, per la consacrazione sacerdotale ricevuta, assomiglia al Sommo Sacerdote, ed ha il potere di agire in virtù e nella persona di Cristo stesso; perciò, con la sua azione sacerdotale, in certo modo“Presta a Cristo la sua lingua, gli offre la sua mano”.

57 - Parimenti identica è la vittima, cioè il Divin Redentore, secondo la sua umana natura e nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue. Differente, però, è il modo col quale Cristoè offerto. Sulla Croce, difatti, Egli offrì a Dio tutto se stesso e le sue sofferenze, e l’immolazione della vittima fu compiuta per mezzo di una morte cruenta subita, invece, a causa dello stato glorioso della sua umana natura, La morte non ha più potere su di Lui, e quindi non è possibile l’effusione del sangue; ma la divina sapienza ha trovato il modo mirabile di rendere manifesto il sacrificio del nostro Redentore con segni esteriori che sono simboli di morte. Giacché, per mezzo della transustanziazione del pane in corpo e del vino in sangue di Cristo, come si ha realmente presente il suo corpo, così si ha il suo sangue; le specie eucaristiche poi, sotto le quali è presente, simboleggiano la cruenta separazione del corpo e del sangue. Così il memoriale della sua morte reale sul Calvario si ripete in ogni sacrificio dell’altare, perché per mezzo dei simboli distinti si significa e dimostra che Gesù Cristo è in stato di vittima.

58 - Identici, finalmente, sono i fini, di cui il primo è la glorificazione di Dio. Dalla nascita alla morte, Gesù Cristo fu divorato dallo zelo della gloria divina, e, dalla Croce, l’offerta del sangue arrivò al cielo in odorosa soavità. E perché questo inno non abbia mai a cessare, nel Sacrificio Eucaristico le membra si uniscono al loro Capo divino e con Lui, con gli angeli e gli Arcangeli, cantano a Dio lodi perenni, dando al Padre onnipotente ogni onore e gloria.

59 - il secondo fine è il ringraziamento a Dio. Il Divino Redentore soltanto, come Figlio di predilezione dell’Eterno Padre, di cui conosceva l’immenso amore, poté innalzarGli un degno inno di ringraziamento. A questo mirò e questo volle rendendo grazie, nell’ultima cena, e non cessò di farlo sulla Croce, non cessa di farlo nell’augusto Sacrificio dell’altare, il cui significato è appunto l’azione di grazie o eucaristica, e ciò perché è “Cosa veramente degna e giusta, equa e salutare.

60 - Il terzo fine è l’espiazione e la propiziazione. Certamente nessuno al di fuori di Cristo poteva dare a Dio adeguata soddisfazione per le colpe del genere umano; Egli, quindi, volle immolarsi in croce Propiziazione per i nostri peccati e non soltanto per i nostri ma anche per quelli di tutto il mondo. Sugli altari si offre egualmente ogni giorno per la nostra redenzione, affinché, liberati dalla eterna dannazione, siamo accolti nel gregge degli eletti. E questo non soltanto per noi che siamo in questa vita mortale, ma anche per tutti coloro che riposano in Cristo, che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno della pace; poiché sia che viviamo, sia che moriamo, “non ci separiamo dall’unico Cristo”.

61 - Il quarto fine è l’impetrazione. Figlio prodigo, l’uomo ha male speso tutti i beni ricevuti dal Padre celeste, perciò è ridotto in somma miseria e squallore; dalla Croce, però, Cristo Avendo a gran voce e con lacrime offerto preghiere e suppliche () è stato esaudito per la sua pietà e sui sacri altari esercita la stessa mediazione affinché siamo colmati di ogni bene e grazia. Si comprende pertanto facilmente perché il sacrosanto Concilio di Trento affermi che col Sacrificio Eucaristico ci viene applicata la salutare virtù della Croce per la remissione dei nostri quotidiani peccati.

62 - L’Apostolo delle genti, poi, proclamando la sovrabbondante pienezza e perfezione del Sacrificio della Croce, ha dichiarato che Cristo con una sola oblazione rese perfetti in perpetuo i santificati. I meriti di questo sacrificio, difatti, infiniti ed immensi, non hanno confini: si estendono alla universalità degli uomini di ogni luogo e di ogni tempo, poiché, in esso, sacerdote e vittima è il Dio Uomo, perché la sua immolazione come la sua obbedienza alla volontà del Padre fu perfettissima, e perché Egli ha voluto morire come Capo del genere umano: “Considera come fu trattato il nostro riscatto: Cristo pende dal legno: vedi a qual prezzo comprò (); versò il sangue, comprò col suo sangue, col sangue dell’Agnello immacolato, col sangue dell’unico Figlio di Dio (). Chi compra è Cristo, il prezzo è il sangue, il possesso è tutto il mondo”.




Signore, noi crediamo


che il culto eucaristico () veramente è “Il centro e la fonte della vera pietà cristiana”.

Signore, noi crediamo che nell’ultima Cena, nella notte in cui veniva tradito, Cristo Signore, sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek, offrì a Dio Padre il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino.

Signore, noi crediamo che nell’ultima Cena, nella notte in cui veniva tradito, Cristo Signore diede agli Apostoli, costituiti allora Sacerdoti del Nuovo Testamento, il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino, perché sotto le stesse specie lo ricevessero.

Signore, noi crediamo che nell’ultima Cena, nella notte in cui veniva tradito, Cristo Signore ordinò agli Apostoli e ai loro successori nel sacerdozio di offrire il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia, nell’ultima cena, sotto le specie del pane e del vino, fu istituita da Cristo, Sommo ed eterno sacerdote, per lasciare alla Chiesa, sua diletta sposa, un sacrificio visibile, come lo esige la natura degli uomini.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia fu istituita perché fosse possibile rinnovare il sacrificio cruento, che una volta tanto doveva compiersi sulla Croce. E perché il suo ricordo restasse fino alla fine dei secoli e ne venisse applicata la salutare virtù in remissione dei nostri quotidiani peccati.

Signore, noi crediamo che l’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è vero e proprio sacrificio.

Signore, noi crediamo che Gesù, immolandosi incruentamente sull’altare, fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima

Signore, noi crediamo che nel Sacrificio dell’altare e in quello della Croce una e identica è la vittima (), diverso è solo il modo di fare l’offerta.

*

Signore, noi adoriamo


nel santo sacrificio dell’altare la tua sacra persona rappresentata dal tuo ministro.

Signore, noi Ti adoriamo perché con una sola oblazione hai reso perfetti in perpetuo i santificati.

Signore, noi Ti adoriamo perché, conoscendo la nostra fragilità, hai voluto che quell’oblazione potesse essere ripetuta identica nel Sacrificio dell’Altare.

Signore, noi Ti adoriamo perché hai trovato il modo mirabile di rendere manifesto il sacrificio della Croce con segni visibili: il Corpo dato, nel pane; il sangue versato, nel vino.

Signore, noi Ti adoriamo perché, grazie alla transustanziazione, realmente, nel pane e nel vino consacrati, è presente il tuo Corpo e il tuo Sangue.

Signore, noi Ti adoriamo perché, venendo incontro alla nostra impossibilità di comprendere il mistero, hai voluto che il pane e il vino consacrati simboleggiassero la cruenta separazione del corpo e del sangue avvenuta nel Sacrificio della Croce.

Signore, Tu hai voluto che il memoriale della tua morte reale sul Calvario si ripetesse in ogni sacrificio dell’altare. Ti adoriamo perché per mezzo di simboli distinti si significa e si dimostra che Tu sei in stato di vittima.

Signore, noi Ti adoriamo perché, identificando il Sacrificio dell’Altare e quello della Croce, ci hai dato la possibilità di credere, adorare, chiedere perdono, supplicarti e ringraziarti in maniera degna di Dio.

Signore, noi Ti adoriamo perché con noi e per noi, nel santo Sacrificio dell’Altare, adori, supplichi, implori e ringrazi il Padre tuo e nostro che è nei cieli.

Signore, noi Ti adoriamo perché hai nobilitato l’uomo fino al punto di accettare, quasi in prestito, la nostra lingua e la nostra mano per ripetere il santo Sacrificio dell’altare.

*

Signore, perdonaci


quando offriamo l’Eucaristia o la riceviamo o la adoriamo distrattamente, senza pensare che quell’offerta, quella comunione, quell’adorazione hanno come scopo primario quello di glorificare Te, che sei Dio Creatore e Redentore nostro.

Signore, Tu “Dalla nascita alla morte fosti divorato dallo zelo della gloria divina”. Perdona noi che, pur coscienti di essere le nullità che siamo, amiamo che altri ci onorino, anche oltre il limite della serietà.

Signore, Gesù è morto sulla croce perché il suo sacrificio arrivasse “Al cielo in odore di soavità”. Perdona noi, che non comprendiamo il valore inestimabile di quel sacrificio. Se unissimo anche i nostri piccoli sacrifici al tuo, anch’essi salirebbero “Al cielo in odore di soavità”.

Signore, perdonaci quando siamo arroganti e impazienti; quando bestemmiamo il tuo santo nome invece di unire a Te, nostro Capo divino, il nostro inno di lode, affinché esso non abbia mai a cessare.

Signore, la santa Chiesa chiude sempre le sue lodi e le sue orazioni, in unione a Cristo, nostro Signore. Perdonaci quando non comprendiamo che, seguendo il suggerimenti di lei, facciamoil nostro stesso interesse. La preghiera di impetrazione o di lode fatta con Cristo e in Cristo, infatti,
acquista un valore divino.

Signore, nel sacrificio eucaristico, soprattutto, la santa Chiesa invita continuamente i fedeli a unirsi a Te, come membra al Capo, in un inno di lode che coinvolga, con gli Angeli e gli Arcangeli, l’intera umanità: Perdonaci quando non riusciamo a comprendere la bellezza e il valore di questa coralità.

Signore, il libro dell’Apocalisse assicura che in cielo si compie una liturgia perenne. In essa gli Angeli e i Santi tutti cantano continuamente le tue lodi. E’ per allenarci a quella vita che Tu hai istituito la santissima Eucaristia: Perdonaci quando non pensiamo al nostro destino ultimo, e, magari, ci preoccupiamo per quello che mangeremo e berremo o per come ci vestiremo.

Signore, quante volte noi sacerdoti celebriamo distratti! Al punto che sbagliamo o sopprimiamo perfino parole e gesti. E’ perché, in quei momenti, perdiamo la coscienza di essere vicini a te, di fronte a te, al posto di te. Perdona, Signore! Perdona!

 

*

Signore, Ti chiediamo


intelligenza per comprendere l’amore che ti ha suggerito di lasciarci, nella santissima Eucaristia, la forza per evitare i tanti peccati quotidiani che commettiamo.

Signore, noi eravamo incapaci di redimerci, perciò ci hai redento con il sacrificio della croce. Perciò hai, A gran voce e con lacrime, offerto preghiere e suppliche e sei stato esaudito per la tua pietà. Dacci coscienza di tanto amore. Signore, attiraci a Te nella santissima Eucaristia, perché in quel sacrificio “Ci viene applicata la salutare virtù della Croce per la remissione dei peccati”.

Signore, riconosciamo di essere tutti ‘figli prodighi’, ma raramente ci risolviamo di tornare alla casa. Dove Tu, Padre, ci aspetti e ci sospiri. Aiutaci a capire che, quando noi tentiamo di abbandonarti, Tu non ti stanchi di rimanere con noi nella santissima Eucaristia, dove ci aspetti per stringerci fra le tue braccia nel momento della nostra resipiscenza.

Signore, la tua pazienza con noi non ha limiti, perché il tuo amore per noi non ha limiti. Ti preghiamo, con S. Francesco, di farci sentire un po’ di quell’immenso amore del quale Tu eri acceso quando hai voluto sacrificarti per noi sulla Croce e rimanere con noi nella santissima Eucaristia.

Signore, ti sei immolato in Croce come Propiziazione per i nostri peccati e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. E, perché i frutti di quel sacrificio fossero eternamente a nostra disposizione, hai deciso di rimanere eternamente con noi nella santissima Eucaristia. Aiutaci ad approfittare di questa tua generosità divina.

Signore, “Nessuno, fuori di Cristo, poteva dare a Dio onnipotente adeguata soddisfazione per le colpe del genere umano”. Perciò la tua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione. Le hai scelte perché erano necessarie ‘per noi e per la nostra salute’. Aiutaci a far diventare tutta la nostra vita un inno di ringraziamento e un proposito fermo di non peccare.

Signore, dacci rispetto e venerazione per i tuoi e nostri sacerdoti. Essi, con la consacrazione sacerdotale, in certo modo “Prestano a Cristo la loro lingua e gli offrono le loro mani”.

Signore, dacci amore e fede per credere che nell’Eucaristia la tua “Divina sapienza ha trovato il modo mirabile di rendere manifesto il sacrificio del nostro Redentore con segni esteriori che sono simboli di morte”.

*

Signore, Ti ringraziamo


per la lezione ci hai dato con la tua vita. Essa è stata un perenne ringraziamento al Padre.

Signore, grazie per averci insegnato a ringraziare Dio, che ci assiste nel momento della prova, come ha fatto Gesù, che, prima della risurrezione di Lazzaro, ha pregato: Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.

Signore, Ti ringraziamo per averci insegnato a pregare così Io ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra.

Signore, Ti ringraziamo perché nell’ultima Cena, prendendo‘nelle tue mani sante e venerabili’, il pane, hai reso grazie.

Signore, Ti ringraziamo perché Tu solo, come “Figlio di predilezione dell’Eterno Padre”, potevi innalzare a Dio un degno inno di ringraziamento”.

Signore, Ti ringraziamo perché “Nell’augusto sacrificio dell’altare” non cessi di ringraziare il Padre per Te e per tutta la famiglia umana.

Signore, Ti ringraziamo perché, istituendo la santissima Eucaristia (che significa ‘rendimento di grazie’), hai dato anche a noi la possibilità di ringraziare il Padre in maniera‘veramente degna e giusta, equa e salutare’.

Signore, Ti ringraziamo perché, quando preghiamo uniti a Te, il Padre celeste guarda a Te ed esaudisce anche noi.

Signore, Ti ringraziamo per tutte le meraviglie che hai creato, per la vita che ci hai dato, per il paradiso che hai preparato per noi, per i costanti aiuti con i quali ci sostieni nella conquista del tuo regno.

Signore, Ti ringraziamo soprattutto per il dono della fede. Per essa crediamo la tua presenza reale, nella santissima Eucaristia, sotto le specie consacrate; essa ci suggerisce e ci invita a venire da te; essa dà senso a tutta la nostra vita.

 

*


35 - L’Eucaristia:
Tutto il bene spirituale della Chiesa


dal Catechismo della Chiesa Cattolica


“1322 - La santa Eucaristia completa l’iniziazione cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignità del sacerdozio regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati più profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso l’Eucaristia partecipano con tutta la comunità allo stesso sacrificio del Signore.

1323 - “Il nostro Salvatore nell’ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua Morte e risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura” (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctun concilium, 47).

1324 - “L’Eucaristia è fonte apice di tutta la vita cristiana” (Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11).
“Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua” (Con. Ecum. Vat. II, Presbyterorum oirdinis, 5).

1325 - La comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall’Eucaristia. In essa abbiamo il culmine sia dell’azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per
lui al Padre nello Spirito Santo (Congregaz. per il Culto divino, Istr. Eucharisticum mysterium, 6, AAS 99 -1967 - ).

1336 - Il primo annunzio dell’Eucaristia ha provocato una divisione tra i discepoli, così come l’annunzio della Passione li ha scandalizzati: Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo? 1 (Gv 6, 60).
L’Eucaristia e la croce sono pietre d’inciampo. Si tratta dello stesso mistero, ed esso non cessa di essere occasione di divisione: Forse anche voi volete andarvene? (Gv 6, 67): questa domanda del Signore continua a risuonare attraverso i secoli, come invito del suo amore a scoprire che è Lui solo ad avere parole di vita eterna (Gv 6, 68) e che accogliere nella fede il dono della sua Eucaristia è accogliere lui stesso.

1337 - Il Signore, avendo amato i suoi, li amò sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede loro il comandamento dell’amore. Per lasciare loro un pegno di questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua Pasqua, istituì l’Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione e comandò ai suoi apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli“in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza”.

1359 - L’Eucaristia, sacramento della nostra salvezza realizzata da Cristo sulla croce è anche un sacrificio di lode e di rendimento di grazie per l’opera della creazione.
Nel sacrificio eucaristico, tutta la creazione amata da Dio è presentata al Padre attraverso la morte e la Risurrezione di Cristo. Per mezzo di Cristo, la Chiesa può offrire il sacrificio di lode e di rendimento di grazie per tutto ciò che Dio ha fatto di buono, di bello e di giusto nella creazione e nell’umanità.

1360 - L’Eucaristia è un sacrificio di ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ciò che ha operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione. Eucaristia significa prima di tutto: azione di grazie.

1361 - L’Eucaristia è anche il sacrificio della lode, con il quale la Chiesa canta la gloria di Dio in nome di tutta la creazione. Tale sacrificio di lode è possibile unicamente attraverso Cristo: egli unisce i fedeli alla sua persona, alla sua lode e alla sua intercessione, in modo che il sacrificio di lode al Padre è offerto da Cristo e con lui per essere accettato in lui.

1362 - L’Eucaristia è il memoriale della Pasqua di Cristo, l’attualizzazione e l’offerta sacramentale del suo unico sacrificio, nella liturgia della Chiesa, che è il suo Corpo. In tutte le preghiere eucaristiche, dopo le parole della istituzione, troviamo una preghiera chiamata anamnesi o memoriale.

1363 - Secondo la Sacra Scrittura, il memoriale non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini. La celebrazione liturgica di questi eventi, li rende in certo modo presenti e attuali. Proprio così Israele intende la sua liberazione dall’Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita.

1364 - Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia, fa memoria della Pasqua di Cristo e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale. “Ogni volta che il sacrificio della croce, “col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato”, viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione” (Con. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3)

1365 - In questo memoriale della Pasqua di Cristo, l’Eucaristia è anche un sacrificio. Il carattere sacrificale dell’Eucaristia si manifesta nelle parole stesse dell’istituzione: “Questo è il mio corpo che è dato per voi” e “questo il calice della nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”.
Nell’Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha versato per molti, in remissione dei peccati.

1366 - L’Eucaristia è dunque un sacrificio perché ri-presenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto.

1367 - Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio. “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi. “In questo divino sacrificio, che si compie nella messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si offrì una sola volta in modo cruento sull’altare della croce” (Conc. Di Trento).

1368 - L’Eucaristia è anche il sacrificio della Chiesa. La Chiesa, che è il Corpo di Cristo, partecipa all’offerta del suo Capo. Con lui essa stessa viene offerta tutta intera. Essa si unisce alla sua intercessione presso il Padre a favore di tutti gli uomini. Nell’Eucaristia il sacrificio di Cristo diviene pure il sacrificio delle membra del suo Corpo. La vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale e, in questo modo, acquistano un valore nuovo. Il sacrificio di Cristo presente sull’altare offre a tutte le generazioni di cristiani la possibilità di essere uniti alla sua offerta.

1373 - Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi. (Rm 8, 34), è presente in molti modi alla sua Chiesa:

- nella sua parola,

- nella preghiera della Chiesa,

- Là dove sono due o tre riuniti nel suo nome (Mt 18, 20),

- nei poveri, nei malati, nei prigionieri (Mt 25, 31 ss),

- nei sacramenti di cui egli è l’autore,

- nel sacrificio della Messa e nella persona del suo ministro.

- Ma soprattutto è presente sotto le specie eucaristiche (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 7).

1374 - Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristicheè unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa “quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti”. Nel santissimo sacramento dell’Eucaristia è “contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero” (Concilio di Trento).
Tale presenza si dice ”reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Uomo-Dio, tutto intero si fa presente” (Paolo VI, Lett. Enc. Mysterium fidei).

1375 - E’ per la conversione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con fermezza la fede della Chiesa nell’efficacia della Parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo per operare questa conversione.
San Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma:“Non è l’uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronuncia quelle parole, ma la loro virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio corpo, dice. Questa parola trasforma le cose offerte”.

E Sant’Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice: “Non si tratta dell’elemento formato da natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l’efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l’effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata… La Parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla” (S Ambrogio, De myssteriis 9, 50-52)

1376 - Il Concilio di Trento riassume la fede cattolica dichiarando:
“Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione” (Concilio di Trento).

1377 - La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte, perciò la frazione del pane non divide Cristo (Concilio di Trento).

1378 - Il culto dell’Eucaristia. Nella Liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l’altro con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. “La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione della fede cristiana, portandole in processione con gaudio della folla cristiana” (Paolo VI, lett. Enc. Mysterium fidei).

1379 - La santa riserva (tabernacolo) era inizialmente destinata a custodire in modo degno l’Eucaristia perché potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della Messa. Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell’adorazione silenziosa del Signore, presente sotto le specie eucaristiche. Perciò il tabernacolo deve essere situato in un luogo particolarmente degno della Chiesa e deve essere costruito in modo da evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel santo sacramento.

1380 - E’oltremodo conveniente che Cristo abbia voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica.

- Poiché stava per lasciare i suoi sotto il suo aspetto visibile, ha voluto donarci la sua presenza sacramentale;

- poiché stava per offrirsi sulla croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale dell’amore con il quale ci ha amati Sino alla fine (Gv 13, 1), fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica, infatti, Egli rimane misteriosamente in mezzo a noi come colui che Ci ha amati e che ha dato se stesso per noi (Gal 2, 20), e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore:
“La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico.
Gesù ci aspetta in questo sacramento dell’amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione” (Giovanni Paolo II, lett. Dominicae cenae).

1381 - “Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo “non si può apprendere con i sensi, dice S. Tommaso, ma con la sola fede, la quale si appoggia all’autorità di Dio”.
Per questo, commentando il passo di S. Luca, 22, 19: “Questo è il mio Corpo che viene dato per voi" san Cirillo dice: Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: perché essendo egli la verità, non può mentire” (S. Cirillo di Alessandria, Commentarius in Lucam, 22, 19).

 

Signore, noi crediamo


che la santissima Eucaristia è “Sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura”.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia è “Fonte e apice di tutta la vita cristiana”.

Signore, noi crediamo che “Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati”.

Signore, noi crediamo che nella santissima Eucaristia“E’ racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua”

Signore, noi crediamo che “La comunione della vita divina e l’unità del Popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall’Eucaristia”

Signore, noi crediamo che nella santissima Eucaristia“Abbiamo il culmine sia dell’azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per Lui al Padre nello Spirito Santo”.

Signore, noi crediamo che Gesù, Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede il comandamento dell’amore.

Signore, noi crediamo che “Per lasciare loro [agli Apostoli] un pegno del suo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua Pasqua, istituì l’Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione”.

Signore, noi crediamo che nell’Ultima Cena, Gesù “Comandò ai suoi apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli‘in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza’”.

Signore, noi crediamo che, col donarci la santissima Eucaristia, Tu hai esaurito tutte le possibilità di dono nei nostri confronti.

*

Signore, Ti adoriamo


perché, attraverso “La santissima Eucaristia, sacramento della nostra salvezza realizzata da Cristo sulla croce”, ci hai dato la possibilità di offrire al Padre un sacrificio di lode e di rendimento di grazie per l’opera della creazione”.

Signore, noi Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia“Tutta la creazione amata da Dio è presentata al Padre attraverso la morte e Risurrezione di Cristo”.

Signore, noi Ti adoriamo perché attraverso l’Eucaristia, che ci hai donato, “La Chiesa può offrire il sacrificio di lode e di rendimento di grazie per tutto ciò che Dio ha fatto di buono, di bello e di giusto nella creazione e nell’umanità”.

Signore, noi Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia ci hai dato “Il sacrificio della lode, con la quale la Chiesa canta la gloria di Dio in nome di tutta la creazione”.

Signore, noi Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia ci hai dato un degno sacrificio di lode al Padre. Esso “E’ possibile unicamente attraverso Cristo: egli unisce i fedeli alla sua persona, alla sua lode e alla sua intercessione, in modo che il ‘sacrificio di lode’ al Padre è offerto da Cristo e con lui, per essere accettato in lui”.

Signore, noi Ti adoriamo perché la santissima Eucaristia, che ci hai donato, è un ‘sacrificio’. Il suo carattere sacrificale“Si manifesta nelle parole stesse dell’istituzione: Questo è il mio corpo che è dato per voi, e Questo calice della nuova Alleanza è il mio sangue, che viene versato per voi”.

Signore, noi Ti adoriamo perché nella santissima Eucaristia“Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha versato per molti, in remissione dei peccati”.

Signore, noi Ti adoriamo perché ci hai dato l’Eucaristia che è vero sacrificio. Essa infatti ‘Ri-presenta’ (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il ‘memoriale’ e perché ‘ne applica il frutto’.
Signore, Ti adoriamo perché hai permesso che l’Eucaristia e la Croce, “lo stesso mistero”, possano entrambi diventare“Pietra d’inciampo”. Aumenta la nostra fede perché non lo siano mai per noi.

*

Signore, perdona


i nostri atteggiamenti: quasi dicono che non crediamo nella tua presenza reale nella santissima Eucaristia.

Signore, perdonaci quando passiamo davanti a Te, che sei nel santissimo tabernacolo, senza fare una genuflessione o un inchino in segno di adorazione.

Signore, perdonaci quando i vasi sacri che contengono la santissima Eucaristia, non sono decorosi per nostra negligenza.

Signore, perdonaci quando sfila per le nostre città e campagne la processione del Corpus Domini e noi ce ne rimaniamo tappati in casa o la contempliamo dalla finestra, senza sentire il dovere e il bisogno di unire la nostra devota presenza a quella di tanti buoni cristiani.

Signore, perdonaci quando vediamo passare il sacerdote che porta la Santa Comunione ad un infermo e noi, come se Tu fossi per noi uno sconosciuto, non ci fermiamo, non ti rivolgiamo un saluto o una preghiera.

Signore, la Chiesa nel tempo “Ha preso coscienza del significato della adorazione silenziosa” di Te “Presente sotto le specie eucaristiche”. Perdonaci quando ti trascuriamo come se la Chiesa non fosse composta da ognuno di noi.

Signore, perdonaci quando ti conserviamo in tabernacoli che tutto evidenziano meno che “La verità della tua presenza reale” nel santissimo Sacramento.

Signore, perdona noi sacerdoti che non ci preoccupiamo per il decoro delle suppellettili della Chiesa, mentre siamo quasi ossessionati per il nostro vestire.

Signore, perdonaci quando passiamo davanti a una chiesa distratti e indifferenti come se lì per noi, fossi ‘nessuno’. Come se non fosse vero che “La tua presenza eucaristica, che ha inizio nel momento della consacrazione, continua finché sussistono le specie Eucaristiche”.

Signore, perdonaci quando la nostra fede eucaristica non traspare dai nostri comportamenti.

*


Signore, Ti chiediamo


Fede per credere che nella santissima Eucaristia è contenuto “Tutto il bene spirituale della Chiesa”

Signore, S. Giovanni Crisostomo assicura che “Non è l’uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi”. Donaci, nel trattare tanto mistero, la devozione che edifica.

Signore, lo stesso santo Dottore scrive: “Il sacerdote, figura di Cristo, pronuncia quelle parole, ma la loro virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio corpo, dice. Questa parola trasforma le cose offerte”. Donaci, Signore, quando noi sacerdoti le pronunciamo, la pietà di chi crede davvero.

Signore, il Dottore S. Ambrogio scrive che nella santissima Eucaristia, bene sommo della Chiesa, non dobbiamo vedere“L’elemento formato da natura, ma la sostanza prodotta dalla formula della consacrazione”. Donaci tanta umiltà da accettare, sulla tua parola, quello che non vediamo.

Signore, lo stesso santo Dottore fa osservare giustamente che “L’efficacia della consacrazione” è maggiore di quella della natura, “Perché, per l’effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata”. Donaci intelligenza per vedere la logica di quel ragionamento.

Signore, Tu sei il creatore di tutte le cose. Per te “Creare dal nulla ciò che non esisteva” non è più impegnativo che“trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste”. Aiutaci a convincerci che credere è prova di intelligenza.

Signore, il Papa San Giovanni Paolo II ha scritto che “La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico” e che Tu “Ci aspetti in questo sacramento dell’amore”. Per donarci - è chiaro - quanto serve al mondo e alla Chiesa. Aiutaci ad essere tanto saggi da approfittare dell’opportunità.

Signore, lo stesso Pontefice invita: “Non risparmiamo il nostro tempo per venire ad incontrarti “Nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione”. Aiutaci a raccogliere questo invito accorato.

Signore, quando siamo davanti al Tabernacolo, aiutaci a riflettere che “Gesù Cristo che è morto, anzi è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi, è presente in molti modi alla sua Chiesa”, ma “Soprattutto è presente sotto le specie eucaristiche”.

*


Signore, Ti ringraziamo


perché ci hai aiutato ad accettare il tuo invito nel venire a farti compagnia in quest’ora santa.

Signore, Ti ringraziamo perché ci hai dato la santissima Eucaristia come “Sacrificio di ringraziamento al Padre”. L’unico ringraziamento degno di Lui.

Signore, Ti ringraziamo perché la santissima Eucaristia. che ci hai dato. è “Una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per i suoi benefici” .

Signore, la santissima Eucaristia, che ci hai donato, “Significa prima di tutto azione di grazie”. Grazie a lei vogliamo adeguatamente ringraziarti “Per tutto ciò che hai operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione”.

Signore, Ti ringraziamo perché ci hai dato la santissima Eucaristia come “Memoriale della Pasqua di Cristo, l’attualizzazione e l’offerta sacramentale del suo unico sacrificio”.

Signore, per Israele ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti e rivivono nella sua memoria. Ti ringraziamo perché anche per noi la celebrazione della santissima Eucaristia “Rende, in certo modo, presenti e attuali” gli eventi della redenzione.

Signore, Ti ringraziamo perché addirittura “Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia, fa memoria della Pasqua di Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale”.

Signore, Ti ringraziamo perché “Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato, viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione”.

Signore, Ti ringraziamo perché il “Sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio”.

*


36 - L’Eucaristia:
“Medicina dell’immortalita’”



“MYSTERIUM FIDEI” - PAOLO VI


Questa Enciclica, (consta di 77 numeri) per lo più ribadisce la fede e la pietà Eucaristica della Tradizione, rivivificata in questi ultimi tempi.

1 - “La Chiesa Cattolica ha sempre religiosamente custodito come preziosissimo tesoro l’ineffabile mistero di fede che è il dono dell’Eucaristia, largitole da Cristo suo Sposo come pegno del suo immenso amore, e ad esso, nel Concilio Vaticano secondo ha tributato una nuova e solennissima professione di fede e di culto.

2 - () i fedeli () partecipino attivamente alla celebrazione di questo sacrosanto Mistero, offrendolo unitamente al sacerdote come sacrificio a Dio per la salvezza di tutto il mondo.

5 - () (l’Eucaristia è ) il sacrificio, che appartiene all’essenza della Messa celebrata quotidianamente; il sacramento, di cui i fedeli partecipano con la santa Comunione mangiando la carne di Cristo e bevendone il sangue, ricevendo la grazia, che è anticipazione della vita eterna; e la “medicina dell’immortalità”, secondo le parole del Signore: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

6 - () affinché la santa Chiesa, elevando questo salutifero segno di pietà, progredisca verso la perfetta unità e inviti tutti quelli che si gloriano del nome cristiano all’unità della fede e della carità, attraendoli soavemente sotto l’azione della grazia divina.

20 - S. Bonaventura afferma: “Che Cristo sia nel sacramento, come in un segno, non offre difficoltà alcuna; ma che vi sia realmente, come in cielo, ecco ciò che presenta una difficoltà grandissima: il crederlo, quindi, è sommamente meritorio”

21 - Del resto la stessa cosa accenna l’Evangelo quando racconta che molti dei discepoli di Cristo, udito il discorso della carne da mangiare e del sangue da bere, voltarono le spalle e abbandonarono il Signore dicendo: Questo discorso è duro e chi può ascoltarlo? E domandando Gesù se anche i discepoli volessero andarsene, Pietro affermò con slancio e fermezza la fede sua e degli Apostoli con la mirabile risposta: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

31 - S. Agostino attesta che la consuetudine di offrire il sacrificio della nostra redenzione anche per i defunti vigeva nella Chiesa Romana e nello stesso tempo attesta che quella consuetudine, come tramandata dai Padri, si osservava in tutta la Chiesa.

32 - Ma c’è un’altra cosa che () ci piace aggiungere, cioè la Chiesa, fungendo in unione con Cristo da sacerdote e da vittima, offre tutta intera il sacrificio della Messa e tutta intera vi è offerta.

36-37-38-39 - Cristo è presente alla sua Chiesa che prega, essendo Egli colui che prega per noi (come Sacerdote), prega in noi (come nostro Capo) ed è pregato da noi (come nostro Dio).
E’ presente alla Chiesa che esercita le opere di misericordia sia perché quando facciamo un po’ di bene ai fratelli lo facciamo a Cristo stesso, sia perché è Cristo stesso che fa queste opere per mezzo della Chiesa.
E’ presente alla sua Chiesa pellegrina anelante al porto della vita eterna, giacché egli abita nei nostri cuori mediante la fede e diffonde la carità con l’azione dello Spirito Santo, da lui donatoci.
E’ presente alla Chiesa che predica, essendo il Vangelo che essa annunzia parola di Dio.
E’ presente alla sua Chiesa che regge e governa il popolo di Dio, giacché la sacra potestà deriva da Cristo () (che) assiste i pastori che la esercitano.
E’ presente () alla sua Chiesa che in suo nome celebra il Sacrificio della Messa e amministra i sacramenti.
Ma ben altro è il modo, veramente sublime, con cui Cristoè presente alla sua Chiesa nel sacramento dell’Eucaristia, che perciò è tra gli altri sacramenti “più soave per la devozione, più bello per l’intelligenza, più santo per il contenuto”; contiene infatti lo stesso Cristo ed è “quasi la perfezione della vita spirituale e il fine di tutti i Sacramenti”.

40 - Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia perché sostanziale, e in forza di essa, infatti, Cristo, Uomo-Dio, tutto intero si fa presente.

47 - Avvenuta la transustanziazione, le specie del pane e del vino senza dubbio acquistano un nuovo fine, non essendo più l’usuale pane e l’usuale bevanda, ma il segno di una cosa sacra e il segno di un alimento spirituale; ma intanto acquistano nuovo significato e nuovo fine in quanto contengono una nuova “realtà”, che giustamente denominiamo ontologica.
Giacché sotto le predette specie non c’è più quel pane che c’era prima, ma una cosa del tutto diversa; e ciò non soltanto in base al giudizio della fede della Chiesa, ma per la realtà oggettiva, perché, convertita la sostanza o natura del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo, nulla rimane più del pane e del vino che le sole specie, sotto le quali Cristo tutto intero è presente nella sua fisica “realtà” anche corporalmente, sebbene non allo stesso modo con cui i corpi sono nel luogo.

56 - Del resto la Chiesa Cattolica non solo ha sempre insegnato, ma anche vissuto la fede nella presenza del corpo e del sangue di Cristo nella Eucaristia, adorando sempre con culto latreutico, che compete solo a Dio, un così grande sacramento. Di questo culto S. Agostino scrive: “in questa carne (il Signore) ha qui camminato e questa stessa carne ci ha dato da mangiare per la salvezza; e nessuno mangia quella carne senza averla prima adorata… sicché non pecchiamo adorandola, ma anzi pecchiamo se non la adoriamo”.

57 - La Chiesa Cattolica professa questo culto latreutico al Sacramento Eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana.

58 - Di questa venerazione abbiamo molte testimonianze negli antichi documenti della Chiesa. I Pastori della Chiesa infatti esortano sollecitamente i fedeli a conservare con somma cura l’Eucaristia che portano a casa. “In verità è il corpo di Cristo, che i fedeli devono mangiare e non disprezzare” ammoniva gravemente sant’Ippolito.

68 - () non solo durante l’offerta del Sacrificio e l’attuazione del Sacramento, ma anche dopo, mentre l’Eucaristia è conservata nelle chiese e negli oratori, Cristo è veramente l’Emmanuel, cioè il “Dio con noi”. Poiché giorno e notteè in mezzo a noi, abita con noi pieno di grazia e di verità: restaura i costumi, alimenta le virtù, consola gli afflitti, fortifica i deboli, e sollecita alla sua imitazione tutti quelli che si accostano a lui, affinché col suo esempio imparino ad essere miti e umili di cuore, e a cercare non le cose proprie, ma quelle di Dio.
Chiunque perciò si rivolge all’augusto Sacramento Eucaristico con particolare devozione e si sforza di amare con slancio e generosità Cristo che ci ama infinitamente, sperimenta e comprende a fondo, non senza godimento dell’animo e frutto, quanto sia preziosa la vita nascosta con Cristo in Dio; e quanto valga stare a colloquio con Cristo, di cui non c’è niente più efficace a percorrere le vie della santità.

74 - (Oh, che) il benignissimo Redentore, che già prossimo alla morte pregò il Padre perché tutti quelli che avrebbero creduto in lui diventassero una cosa sola, si degni di esaudire al più presto questo voto Nostro e di tutta la Chiesa che cioè tutti con una sola voce e una sola fede celebriamo il Mistero Eucaristico e, fatti partecipi del corpo di Cristo, formiamo un solo corpo compaginato con quegli stessi vincoli con i quali egli lo volle formato.

76 - La Beatissima Vergine Maria, dalla quale Cristo Signore ha assunto quella carne che in questo Sacramento sotto le specie del pane e del vino “è contenuta, è offerta ed è mangiata”, e tutti i Santi e le Sante di Dio, specialmente quelli che sentirono più ardente devozione per la divina Eucaristia, intercedano presso il Padre delle misericordie, affinché dalla comune fede e culto eucaristico scaturisca e vigoreggi la perfetta unità di comunione fra tutti i cristiani. Sono impresse nell’animo le parole del martire Ignazio, che ammonisce i fedeli di Filadelfia sul male delle deviazioni e degli scismi, per cui è rimedio l’Eucaristia: “Sforzatevi dunque () di usufruire di una sola Eucaristia: perché una sola è la carne di Nostro Signore Gesù Cristo e uno solo è il calice nella unità del sangue, uno l’altare, come uno è il Vescovo”.


Signore, noi crediamo


ciò che Tu hai detto: chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sulla tua parola noi crediamo che la santissima Eucaristia dona la grazia che è “anticipazione della vita eterna e farmaco d’immortalità”.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia è il“mistero della fede”. “In esso solo infatti - dice Leone XIII - () sono contenute con singolare ricchezza e varietà di miracoli, tutte le realtà soprannaturali”.

Signore, noi crediamo che a tutti i misteri, ma particolarmente a questo, dobbiamo accostarci “Con umile ossequio, non seguendo umani argomenti, che devono tacere, ma aderendo fermamente alla divina Rivelazione”.

Signore, noi crediamo, con S. Bonaventura, che credere“Che Cristo sia nel sacramento, come in un segno, non offre difficoltà alcuna; ma che vi sia realmente, come in cielo, ecco ciò che presenta una difficoltà grandissima: il crederlo, quindi, è sommamente meritorio”.

Signore noi crediamo, con S. Tommaso d’Aquino, che“La vista, il tatto, il gusto non dicono il giusto. Solo ascoltando l’udito si è nel vero: (perciò) credo quello che disse il Figlio di Dio: niente è più vero di questa parola di verità”.

Signore, noi crediamo, con S. Giovanni Crisostomo, che alla santissima Eucaristia non ci si deve accostare “Considerando solo quello che cade sotto i sensi, ma stando alle sue parole, giacché la sua parola non può ingannare”.

Signore, nel discorso tenuto alla Sinagoga di Cafarnao molti “Voltarono le spalle e (ti) abbandonarono () dicendo: Questo discorso è duro e chi può ascoltarlo? Ma noi vogliamo rimanere con Te, Signore, perché da chi andremo?. Con Pietro fermissimamente crediamo che Tu solo hai parole di vita eterna.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia Tu l’hai istituita non solo “Per i peccati () dei viventi, ma anche a suffragio delle anime dei defunti in Cristo non ancora del tutto purificati”.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia ce l’hai donata perché la Chiesa, “Elevando questo salutifero segno di pietà, progredisca verso la perfetta unità e inviti tutti quelli che si gloriano del nome cristiano, all’unità della fede e della carità, attraendoli soavemente sotto l’azione della grazia divina”.

*


Signore, noi Ti adoriamo


perché l’offerta della santissima Eucaristia, che Tu hai istituito, non è “Cosa privata, ma azione di Cristo e della Chiesa”.

Signore, noi Ti adoriamo perché, quando la Chiesa offre la santissima Eucaristia, con essa offre “Se medesima come sacrificio universale, applicando per la salute del mondo intero l’unica e infinita virtù redentrice del sacrificio della Croce”.

Signore, Ti adoriamo perché hai voluto che la santa Messa, anche celebrata senza fedeli, dona “Grande abbondanza di particolari grazie a vantaggio sia dello stesso sacerdote sia del popolo fedele e di tutta la Chiesa, anzi di tutto il mondo”.

Signore, Ti adoriamo perché sempre, ma soprattutto consacrando, ricevendo, adorando la santissima Eucaristia, ad avvalorare il nostro culto c’è Cristo “Che prega per noi (come Sacerdote), prega in noi (come nostro Capo) ed è pregato da noi (come nostro Dio).

Signore, Ti adoriamo perché hai voluto che nella celebrazione Eucaristica “Come le parole che Dio pronunciò sono quelle stesse che ora il sacerdote dice, così medesima è l’oblazione”.

Signore, Ti adoriamo perché “Il modo come Cristo è presente alla sua Chiesa nel sacramento dell’Eucaristia è veramente sublime. () Contiene infatti lo stesso Cristo ed è ‘quasi la perfezione della vita spirituale e il fine di tutti i Sacramenti’”.

Signore, adorando la santissima Eucaristia, noi adoriamo“La carne del nostro Salvatore Gesù Cristo, che ha patito per i nostri peccati e che il Padre per sua benignità ha risuscitato”.

Signore, Ti adoriamo perché nell’ultima Cena non dicesti “Questo è il simbolo del mio corpo e questo è il simbolo del mio sangue, ma questo è il mio Corpo,… questo è il mio Sangue, insegnandoci a non considerare la natura della cosa presentata, ma [a credere] che essa, con l’azione della grazia, si è tramutata in carne e sangue”.

Signore, si adoriamo perché la Chiesa “Fungendo in unione con Cristo da sacerdote e vittima, offre tutta intera il sacrificio della messa e tutta intera vi è offerta”.

*


Signore, perdona la nostra insipienza.


A - Creati per la vita, la morte ci fa tanto paura perché essa è il rovescio della vita. Nella tua misericordia ci hai dato, nella santissima Eucaristia, “la medicina dell’immortalità”.
Perdonaci quando trascuriamo di nutrircene solo per la nostra insipienza.

B - Signore, la morte è punizione così orribile che, quando arriva, tutti noi piangiamo. E anche Tu, trovandoti di fronte ad essa che aveva colpito il tuo amico Lazzaro, hai pianto.
Perdona noi, che sottovalutiamo il suo potere distruttivo quando non ci serviamo della “Medicina dell’immortalità”.

C - Signore, la vita è un bene che “non ha prezzo”, si dice in terra. Così è, nella nostra estimazione, la vita del corpo. Per essa, quando la salute è a rischio, corriamo subito ai farmaci che, pur preziosi, non riescono ad annullare la morte. Per la vita dell’anima abbiamo un medicina che assicura immortalità.
Perdonaci quando non ce ne gioviamo.

D - Signore, che la santissima Eucaristia è “medicina di immortalità” non è solo una speranza, ma una certezza. Una certezza basata sulla tua parola Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. Perdonaci, quando dedichiamo le nostre attenzioni a tante sciocchezze, e trascuriamo di assicurarci la vita con la santissima Eucaristia.

E - Signore, da quando Dio disse: Sei polvere, e in polvere ritornerai, la morte corporale è una fatalità comune. Anche Tu l’hai voluta soffrire e, con Te, anche la Madre tua e nostra. Ma, grazie a Te, essa non è ‘perpetua’. Tu ci hai assicurato che Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue… Io lo risusciterò nell’ultimo giorno per una vita che non conoscerà mai più la morte. Perdonaci quando, pur conoscendo questa verità, non corriamo, quanto più spesso possibile, a mangiare la tua carne e bere il tuo sangue.

F - Signore, creandoci, Tu ci hai comunicato una scintilla della tua vita. Nei momenti nei quali trascuriamo di nutrici di Te, vero “Pane dal cielo”, facciamo offesa all’intelligenza che ci hai regalato chiamandoci all’esistenza. Perdonaci, perdonaci.

G - Signore, Cristo è sempre presente alla sua Chiesa. “Ma ben altro è il modo, veramente sublime, con cui Cristo è presente alla sua Chiesa nel sacramento dell’Eucaristia, che perciò è, tra gli altri sacramenti, il più soave per la devozione, il più bello per l’intelligenza, il più santo per il contenuto”. Perdonaci quando non troviamo tempo disponibile per riflettere a queste meraviglie.

 

Signore, Ti chiediamo


accortezza per non disattendere le cose essenziali. Signore, Tu hai consigliato: Non vi preoccupate di che cosa mangerete o di che cosa berrete o di come vi vestirete… Cercate la gloria di Dio. Signore sappiamo che La gloria di Dio è l’uomo vivente. Dacci tanta intelligenza per operare le scelte che assicurino la tua gloria e la nostra vita.

Signore, col peccato ci siamo rovinati; con la Redenzione hai riparato il danno. Dacci il buon senso che serve per non trascurare il ‘Sacro convito’ nel quale “L’anima nostraè ricolma di grazia”. La Grazia che ci aiuta a non tornare a peccare e ripetere il danno che Tu hai riparato.

Signore, dacci la saggezza necessaria e sufficiente per operare scelte intelligenti, come quella di conservare Te Eucaristia “In luogo distintissimo, col massimo onore”. E la saggezza di ricordare che venire a farti visita è “Prova di gratitudine, segno d’amore e debito di riconoscenza a Te, Cristo Signore, che là sei presente”.

Signore, nella nostra misera terra si dice che quando uno riceve un’attenzione ringrazia e, possibilmente, ricambia. Tu ci hai amato di amore ineffabile. Aiutaci a dimostrare la volontà di ringraziarti e il proposito di ricambiare il tuo amore.

Signore, “La Chiesa Cattolica professa il culto latreutico al Sacramento Eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, () presentando alla venerazione dei fedeli le Ostie consacrate e portandole in processione con gaudio della folla cristiana”. Donaci fede e pietà per non essere una stonatura, ma in sintonia con tutta la Chiesa Cattolica.

Signore, Tu ti sei preoccupato per noi fino a dare la vita; Ti preoccupi rimanendo per noi nella santissima Eucaristia. Che cosa possiamo fare per ricambiare? Ti preghiamo: dacci sensibilità per preoccuparci del culto che è dovuto a Te. Dacci la volontà di venire e rimanere con Te in adorazione e in ringraziamento.

Signore, dacci fede forte per credere che sotto le specie del pane e del vino consacrati, “Cristo intero è presente nella sua fisica ‘realtà’ anche corporalmente, sebbene non allo stesso modo con cui i corpi sono nel luogo”.

Signore, donaci fede viva per credere che “Non solo durante l’offerta del sacrificio e l’attuazione del sacramento, ma anche dopo, mentre l’Eucaristia è conservata nelle chiese e negli oratori, Cristo è veramente l’Emmanuel, cioè il Dio con noi”.

*

Signore, Ti ringraziamo


perché nella santissima Eucaristia ci hai dato quel ‘Farmaco d’immortalità’ che appaga pienamente il nostro desiderio di vivere.

Signore, Ti ringraziamo perché il pane e il vino, prodotti dalla natura, non sono ‘Farmaco d’immortalità’ perché ‘pane e vino’, ma perché ‘trasformato’ dalla tua benedizione.

Signore, Ti ringraziamo perché, se mirabile è la forza della natura, che produce il pane e il vino, infinitamente più mirabile è la forza della tua benedizione, che rende e dona virtù e potenza soprannaturali ad elementi naturali.

Signore, Ti ringraziamo perché, avvenuta la transustanziazione, le specie del pane e del vino acquistano nuovo fine“In quanto contengono una nuova ‘Realtà’”: Te, Signore, Dio, Creatore del cielo e della terra; Te, Redentore nostro.

Signore, il pane e il vino diventano ‘Farmaco d’immortalità’, perché “Convertita la sostanza o natura del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo, nulla più rimane del pane e del vino che le sole specie”. Grazie, Signore!.

Signore, Ti ringraziamo perché il pane e il vino diventano ‘Farmaco d’immortalità’ in quanto, dopo la consacrazione, in esse “Cristo tutto intero è presente”.

Signore, Ti ringraziamo perché il pane e il vino consacrati diventano ‘Farmaco d’immortalità’, perché “Non è l’uomo che li fa diventare corpo e sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronuncia quelle parole, ma la virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio corpo: questa parola trasforma le offerte”.

Signore, Ti ringraziamo perché hai voluto che la tua carne e il tuo sangue, sacrificati una volta sulla croce, fossero sempre disponibili per noi come ‘Farmaco d’immortalità’ e perché hai dato alla Chiesa il potere di ripetere, sull’altare, nella santa Messa, il sacrifico del Venerdì santo.

Signore, Ti ringraziamo perché con la santissima Eucaristia abiti con noi pieno di grazia e di verità: restauri i costumi, alimenti le virtù, consoli gli afflitti, fortifichi i deboli e solleciti alla tua imitazione tutti quelli che si accostano a te, affinché sul tuo esempio imparino ad essere miti ed umili di cuore e a cercare non le cose proprie, ma quelle di Dio.

 

*

37 - “L’Eucaristia fa la Chiesa,
La Chiesa fa l’Eucaristia”

 


“ECCLESIA DE EUCHARISTIA” - GIOVANNI PAOLO II


1 - Con gioia essa (la Chiesa) sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28, 20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con una intensità unica ().
Giustamente il Concilio Vaticano II ha proclamato che il Sacrificio eucaristico è “fonte e apice di tutta la vita cristiana”. “Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo, che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà la vita agli uomini”.

9 - In tempi più vicini a noi, tre Encicliche sono da menzionare:

l’Enciclica Mirae caritatis di Leone XIII (28 maggio 1902),
l’Encliclica Mediator Dei di Pio XII (20 novembre 1947
e l’Enciclica Mysteriuim fidei di Paolo VI (3 settembre 1965). ()

10 - Non c’è dubbio che la riforma del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell’altare.
In tanti luoghi, poi, l’adorazione del santissimo Sacramento trova ampio spazio e diventa sorgente inesauribile di santità. () Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare.

11 - La Chiesa ha ricevuto l’Eucaristia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza. ()
Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e “si effettua l’opera della nostra redenzione. Questo sacrificio è talmente decisivo per la salvezza del genere umano, che Gesù Cristo l’ha compiuto ed è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi come se fossimo stati presenti.
Ogni fedele può così prendervi parte e attingerne i frutti inesauribilmente.()
Mistero grande, Mistero di misericordia. Che cosa Gesù poteva fare di più per noi? Davvero, nell’Eucaristia, ci mostra un amore che va fino “all’estremo” (cfr Gv 13, 1), un amore che non conosce misura.

12 - () La Chiesa vive continuamente del sacrificio redentore e ad esso accede non soltanto per mezzo di un ricordo pieno di fede, ma anche in un contatto attuale, poiché questo sacrificio ritorna presente, perpetuandosi sacramentalmente, in ogni comunità che lo offre per mano del ministro consacrato. In questo modo l’Eucaristia applica agli uomini d’oggi la riconciliazione ottenuta una volta per tutte da Cristo per l’umanità di ogni tempo.
In effetti, “il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio”. Lo diceva efficacemente già San Giovanni Crisostomo: “Noi offriamo sempre il medesimo Agnello, e non oggi uno e domani un altro, ma sempre lo stesso. Per questa ragione il sacrificio è sempre uno solo. […] Anche ora noi offriamo quella vittima, che allora fu offerta e che mai si consumerà”.
La Messa rende presente il sacrificio della Croce, non vi si aggiunge e non lo moltiplica. Quello che si ripete è la celebrazione memoriale, l’”ostensione memoriale” (memoriali demonstratio) di esso, per cui l’unico e definitivo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre attuale nel tempo. La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere, pertanto, intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento soltanto indiretto al sacrifico del Calvario.

13 - In forza del suo intimo rapporto con il sacrifico del Golgota, l’Eucaristia è sacrificio in senso proprio, e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli. () Il dono, infatti, del suo amore e della sua obbedienza fino all’estremo della vita (cfr Gv 10, 17-18) è in primo luogo un dono al Padre suo. Certamente, è dono in favore nostro, anzi di tutta l’umanità (cfr Mt 26, 28; Mc 14, 24; Lc 22, 20; Gv 10, 15), ma dono innanzitutto al Padre: “sacrificio che il Padre accettò, ricambiando questa totale donazione di suo Figlio, che si fece obbediente fino alla morte (Fil 2, 8), con la sua paterna donazione, cioè col dono della nuova vita immortale nella risurrezione”.
Nel donare alla Chiesa il suo sacrificio, Cristo ha altresì voluto fare suo il sacrificio spirituale della Chiesa, chiamata ad offrire, col sacrificio di Cristo, anche se stessa. Ce lo insegna, per quanto riguarda tutti i fedeli, il Concilio Vaticano II: “Partecipando al sacrificio eucaristico, fonte e apice di tutta la vita cristiana, offrono a Dio la Vittima divina e se stessi con essa”.

15 - () Resta il confine additato da Paolo VI: “Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obbiettiva, indipen504 dentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il corpo e il sangue adorabili del Signore Gesù ad essere realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino”.

16 - () Quando, per la prima volta, Gesù annuncia questo cibo, gli ascoltatori rimangono stupiti e disorientati, costringendo il Maestro a sottolineare la verità oggettiva delle sue parole: In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita (Gv 6, 53). Non si tratta di un alimento metaforico: La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Gv. 6, 55).

18 - L’Eucaristia è tensione verso la meta, pregustazione della gioia piena promessa da Cristo (cfr Gv 15, 11); in certo senso, essa è anticipazione del Paradiso, “pegno della gloria futura”. Tutto, nell’Eucaristia, esprime l’attesa fiduciosa“che si compia la beata speranza e venga il nostro Signore Gesù Cristo”. Colui, che si nutre di Cristo nell’Eucaristia, non deve attendere l’aldilà per ricevere la vita eterna: la possiede già sulla terra, come primizia della pienezza futura, che riguarderà l’uomo nella sua totalità. Nella Eucaristia riceviamo infatti anche la garanzia della risurrezione corporea alla fine del mondo: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno (Gv 6, 54).
Questa garanzia della futura risurrezione proviene dal fatto che la carne del Figlio dell’uomo, data in cibo, è il suo corpo nello stato glorioso di risorto. Con l’Eucaristia si assimila, per così dire, il “segreto” della risurrezione. Perciò giustamente Sant’Ignazio di Antiochia definiva il Pane eucaristico“farmaco di immortalità, antidoto contro la morte”.

20 - () Significativamente, il Vangelo di Giovanni, laddove i Sinottici narrano l’istituzione dell’Eucaristia propone, illustrandone il significato profondo, il racconto della “lavanda dei piedi”, in cui Gesù si fa maestro di comunione e di servizio.

22 - La missione della Chiesa è in continuità con quella di Cristo, luce del mondo e sale della terra (cfr Mt 5, 13-16) per la redenzione di tutti.
La missione della Chiesa è in continuità con quella di Cristo: Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi (Gv 20, 21). Perciò dalla perpetuazione nell’Eucaristia del sacrificio della Croce e della comunione col corpo e con il sangue di Cristo la Chiesa trae la necessaria forza spirituale per compiere la sua missione: Così l’Eucaristia si pone come fonte e insieme come culmine di tutta l’evangelizzazione, poiché il suo fine è la comunione degli uomini con Cristo e in Lui col Padre e con lo Spirito Santo.

25 - Il culto reso all’Eucaristia fuori della Messa è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa. Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione del Sacrificio eucaristico. La presenza di Cristo sotto le sacre specie che si conservano dopo la Messa - presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del vino - deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione sacramentale e spirituale. Spetta ai Pastori incoraggiare, anche con la testimonianza personale, il culto eucaristico, particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento, nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie eucaristiche.
()“Fra tutte le devozioni, questa di adorare Gesù sacramentatoè la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi” (S. Alfonso M: de’ Liguori).
L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad essa fuori della Messa consente di attingere alla sorgente della grazia. Una comunità cristiana che voglia essere più capace di contemplare il volto di Cristo () non può non sviluppare anche questo aspetto del culto eucaristico, nel quale si prolungano e si moltiplicano i frutti della comunione al corpo e al sangue del Signore. 28 - Come insegna il Concilio Vaticano II, “i fedeli, in virtù del regale loro sacerdozio, concorrono all’oblazione dell’Eucaristia”, ma è il sacerdote ministeriale che “compie il Sacrificio eucaristico a nome di tutto il popolo”.
Perciò nel Messale Romano è prescritto che unicamente il sacerdote deve recitare la preghiera eucaristica, mentre il popolo vi si associa con fede e in silenzio.

59 - San Giovanni Paolo II confida che “Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel pane e nel vino consacrati il divino Viandante che un giorno si mise a fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza” (cfr Lc 24, 13-35).
“Ave, verum corpus, natum de Maria Virgine, vere passum, immolatum, in cruce pro homine ! ».
Mistero grande, che ci supera, certo, e mette a dura prova la capacità della nostra mente di andare oltre le apparenze. Qui i nostri sensi falliscono (), ma la sola fede, radicata nella parola di Cristo a noi consegnata dagli Apostoli, ci basta.
Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna (Gv 6, 68).

60 - () Noi tutti figli della Chiesa siamo sollecitati a camminare con rinnovato slancio nella vita Cristiana. ()“Non si tratta di inventare un ‘nuovo programma’. Il programma c’è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in Lui la vita trinitaria e trasformare con Lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste” (NMI). L’attuazione di questo programma di un rinnovato slancio nella vita cristiana passa attraverso l’Eucaristia.

61 - Il Mistero eucaristico - sacrificio, presenza, banchetto - non consente riduzioni né strumentalizzazioni; va vissuto nella sua integrità, sia nell’evento celebrativo, sia nell’intimo colloquio con Gesù appena ricevuto nella comunione, sia nel momento dell’adorazione eucaristica fuori della Messa.
La via che la Chiesa percorre () è una via lunga, irta di ostacoli che superano la capacità umana; ma abbiamo l’Eucaristia e davanti ad essa possiamo sentire in fondo al cuore, come rivolte a noi, le stesse parole che udì il profeta Elia: Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino.

62 - () Nell’umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza.
Se di fronte a questo mistero la ragione sperimenta i suoi limiti, il cuore illuminato dalla grazia dello Spirito Santo intuisce bene come atteggiarsi, inabissandosi nell’adorazione e in amore senza limiti.

 

Signore, noi crediamo


che la Chiesa santa è nata il Giovedì santo, quando fu istituita l’Eucaristia. Essa vive della linfa che si sprigiona dalla santissima Eucaristia.

Signore, noi crediamo che, oltre il santo Sacrificio dell’Altare, comandato da Te, la Chiesa esprime il suo amore e la sua gratitudine a Te attraverso molti altri modi. Il più eccellente di essi, è “L’Adorazione del santissimo Sacramento”.

Signore noi crediamo che l’adorazione del santissimo Sacramento, che oggi “Trova ampio spazio” nella pietà dei fedeli, “Diventa sorgente di inesauribile santità”.

Signore, noi crediamo che “La Chiesa ha ricevuto da Cristo suo Signore la santissima Eucaristia non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella Sua umanità, nonché della sua opera di salvezza”.

Signore, noi crediamo che “Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente nell’opera della nostra redenzione”.

Signore, noi crediamo che “Questo sacrificio è così decisivo per la salvezza del genere umano, che Gesù Cristo, che l’ha compiuto, è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi come se fossimo presenti”.

Signore, noi crediamo che la santissima Eucaristia è “Mistero grande, mistero di misericordia. Che cosa poteva fare Gesù di più per noi? Davvero, nell’Eucaristia, ci mostra un amore che va fino All’estremo, un amore che non conosce misura”.

Signore, noi crediamo che “La Chiesa vive continuamente del sacrificio redentore e ad esso accede non soltanto per mezzo di un ricordo pieno di fede, ma anche di un contatto attuale, poiché questo sacrificio ritorna presente, perpetuandosi sacramentalmente, in ogni comunità che lo offre per mano del ministro”.

Signore, noi crediamo che “Con gioia la Chiesa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28, 20), ma nella santissima Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con una intensità unica”..

 

*

Signore, Ti adoriamo


perché ci hai dato, nell’Eucaristia, “Un tale culto che, rivolto alla Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, accompagna e permea innanzi tutto la celebrazione della Messa”.

Signore, Ti adoriamo perché ci hai dato, nella la santissima Eucaristia, “L’annientamento volontario (di Cristo) “La Messa rende presente il sacrifico della Croce (). Per cui l’unico e definitivo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre attuale nel tempo”.

Signore, Ti adoriamo perché hai voluto che “In forza del suo intimo rapporto col sacrificio del Golgota, l’Eucaristia è sacrificio in senso vero e proprio”.

Signore, Ti adoriamo perché hai voluto che la santissima Eucaristia, dono in favore di tutta l’umanità, fosse “Sacrificio che il Padre accettò, ricambiando questa totale donazione di suo Figlio, che si fece obbediente fino alla morte di croce, con la sua paterna donazione, cioè col dono della nuova vita immortale nella risurrezione”.

Signore, Ti adoriamo perché “Nel donare alla Chiesa il suo sacrificio, Cristo ha altresì voluto fare suo il sacrificio spirituale della Chiesa, chiamata ad offrire, col sacrificio di Cristo, anche se stessa”.

Signore, noi Ti adoriamo perché, istituendo la santissima Eucaristia hai fatto in modo che i fedeli “Partecipando al sacrificio eucaristico, fonte e apice di tutta la vita cristiana”, possono offrire “A Dio la Vittima divina e se stessi con essa”.

Signore, Ti adoriamo perché, donandoci la santissima Eucaristia, ci hai donato “Un alimento non metaforico”, ma la tua carne “Vero cibo” e il tuo sangue “Vera bevanda”.

Signore, Ti adoriamo perché ci hai donato l’Eucaristia (che) “E’ tensione verso la meta, pregustazione della gioia piena promessa da Cristo, in certo senso, essa è anticipazione del Paradiso, ‘Pegno della gloria futura’”.

Signore, Ti adoriamo perché hai voluto che “Tutto nell’Eucaristia “ esprimesse “L’attesa fiduciosa ‘che si compia la beata speranza e venga il nostro Signore Gesù Cristo’”.

 



Signore, perdonaci,


quando, superficiali e distratti, non troviamo un momento per riflettere quale tesoro hai donato alla Chiesa, tua Sposa dilettissima, donandole la santissima Eucaristia.

Signore, perdonaci quando restiamo indifferenti ai richiami della Chiesa, che ci invita con insistenza a nutrirci della santissima Eucaristia, come se riceverla e adorarla non fossero i mezzi unici ed efficaci per zelare la gloria di Dio e cooperare alla salvezza della nostra anima.

Signore, perdonaci quando dimentichiamo, con le nostre scelte, che “Fra tutte le devozioni, quella di adorare Gesù sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi”.

Signore, perdonaci quando fra le nostre attività febbrili, non troviamo un momento per venire da Te, dimenticando che “L’Eucaristia è un tesoro inestimabile non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad essa fuori della Messa”.

Signore, perdonaci quando dimentichiamo che l’adorazione eucaristica ci “Consente di attingere alla sorgente della grazia”.

Signore, perdonaci quando ti riceviamo nella santa Comunione con la coscienza non tranquilla, dimenticando le severe parole dell’Apostolo Paolo: Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice”.

Signore, San Giovanni Paolo II ha potuto dire di sé: “Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel pane e nel vino consacrati, il divino Viandante che un giorno si mise a fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza”. Perdona i nostri occhi, che non vedono, e la nostra speranza, che spesso è disperata, perché non accettano Te, divino viandante, come compagno di viaggio.

Signore, perdonaci quando non ricordiamo che “Il Mistero eucaristico - sacrificio, presenza, banchetto - () va vissuto nella sua integrità, sia nell’evento celebrativo, sia nell’intimo colloquio () nella Comunione, sia nel momento dell’adorazione eucaristica, fuori della Messa”.

Signore, “La santissima Eucaristia è sacrificio in senso proprio e non solo in senso generico, come se si trattasse di un semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli”. Compatisci la nostra superficialità che trascura di approfondire questo mirabile mistero.

 


*

 

Signore, Ti chiediamo


la saggezza necessaria per renderci conto che la santissima Eucaristia è un “Mistero grande, che ci supera, certo, e mette a dura prova la capacità della nostra mente di andare oltre le apparenze”.

Signore, aiutaci a mantenerci nell’ortodossia indicata da Paolo VI: “Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica, deve mantenere fermo che, nella realtà obbiettiva, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione. Sicché da quel momento sono il corpo e il sangue adorabili del Signore Gesù ad essere realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino”.

Signore, dacci fede per credere che “La missione della Chiesa è in continuità con quella di Cristo, luce del mondo e sale della terra per la redenzione di tutti”.

Signore, aiutaci a ricordare che “La missione della Chiesaè in continuità con quella di Cristo: Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Signore, dacci intelligenza per comprendere che “Dalla perpetuazione nell’Eucaristia del sacrificio della Croce e della comunione con il Corpo e con il Sangue di Cristo la Chiesa trae la necessaria forza spirituale per compiere la sua missione”.

Signore, donaci luce per vedere che la santissima Eucaristia si pone, per la Chiesa, “Come fonte e insieme culmine di tutta l’evangelizzazione, poiché il suo fine è la Comunione degli uomini con Cristo e, in Lui, col Padre e con lo Spirito Santo”.

Signore, donaci quella serenità di spirito che proviene dalla “Garanzia della risurrezione corporea alla fine del mondo”, assicurata dalle tue parole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Signore, aiutaci a capire che la “Garanzia della risurrezione futura proviene dal fatto che la carne del Figlio dell’uomo, data in cibo, è il suo corpo nello stato glorioso di risorto”.

Signore, aiutaci a ricordare, a meditare e a credere che quando Gesù afferma Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita (Gv 6, 53), ci ricorda la condizione necessaria per conseguire efficacemente l’immortalità felice.


*

Signore, Ti ringraziamo


per le tante, consolantissime verità che hai cercato di farci intendere in questa adorazione.

Signore, Ti ringraziamo per l’ineffabile dono che ci hai fatto chiamandoci e ricevendoci nella santa Chiesa. E’ la Sposa tua dilettissima, che Tu ami di amore illimitato. Signore, Ti ringraziamo perché, unitamente al dono inestimabile del santissimo Sacramento, ci hai fatto il dono della santa Chiesa. Attraverso lei ci ammaestri, ci consigli, ci nutri mediante la santissima Eucaristia.

Signore, Ti ringraziamo perché nella santa Chiesa, attraverso il buon esempio dei fratelli, ci stimoli e, nella santissima Eucaristia, ci dai il coraggio e la forza per essere buoni cristiani.

Signore, nel mistero eucaristico “La ragione sperimenta i suoi limiti”. Ma noi Ti ringraziamo perché oltre la ragione ci hai dato un cuore che, “Illuminato dalla grazia dello Spirito Santo, intuisce bene come atteggiarsi: inabissandosi nell’adorazione e in amore senza limiti”.

Signore, Ti ringraziamo per il dono della santissima Eucaristia. Secondo il Concilio Ecumenico Vaticano II, infatti, in essa “E’ racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane vivo, che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo, dà la vita agli uomini”.

Signore, Ti ringraziamo per la disponibilità illimitata che hai verso di noi. Non solo, con il sacrificio della Croce, ci dai una mano per risollevarci, ma, con la santissima Eucaristia, ci dai anche la forza per farlo e la volontà di farlo.

Signore, Ti ringraziamo perché nella santa Chiesa, che ci guida, e nella santissima Eucaristia, che ci dà la possibilità di recuperare le energie logorate dalla vita quotidiana, ci offri due ali sicure per volare verso il tuo paradiso.

Signore, Ti ringraziamo perché ci vuoi bene fino a donare te stesso per noi. Aiutaci a capire questo amore e tentare di ricambiarlo in qualche modo.

 

*


38 - L’Eucaristia: “Convito del Signore”

 

S. GIOVANNI PAOLO II
“DOMINICAE CENAE”

3 - Tale culto (del mistero eucaristico) è diretto verso il Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo.
Innanzi tutto verso il Padre che, come afferma il Vangelo di S. Giovanni, Ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna (Gv 3, 16).

Si rivolge anche nello Spirito Santo a quel Figlio incarnato, nell’economia della salvezza, soprattutto in quel momento di suprema dedizione e di abbandono totale di se stesso, al quale si riferiscono le parole pronunciate nel cenacolo: Questo è il mio corpo dato per voi. Questo è il calice del mio sangue versato per voi.

L’acclamazione liturgica: “Annunciamo la tua morte, Signore!” ci riporta proprio a quel momento; e col proclamare la sua risurrezione abbracciamo nello stesso atto di venerazione il Cristo risorto e glorificato “alla destra del Padre!, come anche la prospettiva della sua “venuta nella gloria”.
Tuttavia è l’annientamento volontario, gradito dal Padre e glorificato con la risurrezione, che, sacramentalmente celebrato insieme con la risurrezione, ci porta all’adorazione di quel Redentore “fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 8).

E questa nostra adorazione () è anche una risposta che vuol ripagare quell’amore immolato fino alla morte di croce: la nostra “eucaristia”, cioè il nostro rendergli grazie, il lodarlo per averci redenti con la sua morte e resi partecipi della vita immortale per mezzo della sua risurrezione.

Un tale culto, dunque, rivolto alla Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, accompagna e permea innanzi tutto la celebrazione della liturgia eucaristica.
Ma esso deve pure riempire i nostri templi anche al di là dell’orario delle sante messe. Invero, poiché il mistero eucaristicoè stato istituito dall’amore e ci rende Cristo sacramentalmente presente, esso è degno di azione di grazie e di culto. E questo culto deve distinguersi in ogni nostro incontro col santissimo sacramento, sia quando visitiamo le nostre chiese, sia quando le sacre specie sono portate e amministrate agli infermi

L’adorazione di Cristo in questo sacramento d’amore deve poi trovare la sua espressione in diverse forme di devozione eucaristica: preghiere personali davanti al Santissimo, ore di adorazione, esposizioni brevi, prolungate, annuali (quarantore), benedizioni eucaristiche, processioni eucaristiche, congressi eucaristici.
L’animazione e l’approfondimento del culto eucaristico sono prova di quell’autentico rinnovamento, che il Concilio si è posto come fine, e ne sono il punto centrale. () La Chiesa e il mondo hanno bisogno del culto eucaristico: Gesù ci aspetta in questo sacramento dell’amore.
Non risparmiamo il nostro tempo per andare a incontrarlo nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione.

4 - La Chiesa è stata fondata, come comunità nuova del popolo di Dio, nella comunità apostolica di quei dodici che, durante l’ultima cena, sono divenuti partecipi del corpo e del sangue del Signore sotto le specie del pane e del vino. Cristo aveva detto loro: “Prendete e mangiate… prende e e bevete”. Ed essi, adempiendo questo suo comando, sono entrati, per la prima volta, in comunione sacramentale con il Figlio di Dio, comunione che è pegno di vita eterna.
Da quel momento sino alla fine dei secoli, la Chiesa si costruisce mediante la stessa comunione col Figlio di Dio, che è pegno di pasqua eterna. Sicché: come la Chiesa “fa l’Eucaristia”, così l’Eucaristia costruisce la Chiesa.

5 - () il culto eucaristico costituisce l’anima di tutta la vita cristiana. Se infatti la vita cristiana si esprime nell’adempimento del più grande comandamento, cioè dell’amore di Dio e del prossimo, questo amore trova la sua sorgente proprio nel santissimo Sacramento, che comunemente è chiamato:

6 - Da questo tutti sapranno se siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,15).
L’Eucaristia ci educa a questo amore in modo più profondo, essa dimostra infatti quale valore abbia agli occhi di Dio ogni uomo, nostro fratello e sorella, se Cristo offre se stesso in egual misura a ciascuno, sotto le specie del pane e del vino. Se il nostro culto eucaristico è autentico, deve far crescere in noi la consapevolezza della dignità di ogni uomo. La coscienza di questa dignità diviene il motivo più profondo del nostro rapporto col prossimo.()
Impariamo a scoprire con rispetto la verità dell’uomo interiore, perché proprio quest’interno dell’uomo diventa dimora di Dio, presente nell’Eucaristia.

7 - Non è soltanto la penitenza che conduce all’Eucaristia, ma è anche l’Eucaristia che porta alla penitenza. Quando infatti ci rendiamo conto (di) chi è colui che riceviamo nella comunione eucaristica, nasce in noi quasi spontaneamente un senso di indegnità, insieme col dolore dei nostri peccati e con l’interiore bisogno di purificazione.
Il culto eucaristico non è tanto culto dell’inaccessibile tra scendenza, quanto culto della divina condiscendenza, ed è anche misericordiosa e redentrice trasformazione del mondo nel cuore dell’uomo.

8 - La celebrazione dell’Eucaristia, cominciando dal cenacolo e dal Giovedì Santo, ha una sua lunga storia, lunga quanto la storia della Chiesa.
Nel corso di questa storia gli elementi secondari hanno subito certi cambiamenti, tuttavia è rimasta immutata l’essenza del “Mysterium”, istituito dal Redentore, durante la cena.

9 - Egli (Cristo) solo, infatti, donandosi come vittima propiziatrice in atto di suprema dedizione e immolazione, ha riconciliato l’umanità con il Padre, unicamente mediante il suo sacrificio, Annullando il documento scritto del nostro debito (Col 2, 14).

Institutio Generali Messali Romani, 55f: “Missale Romanum” afferma:
“La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma sappiano offrire anche se stessi e così perfezionino ogni giorno di più, per mezzo di Cristo mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti”.

12 - () L’Eucaristia è un bene comune di tutta la Chiesa come sacramento di unità.
Occorre compiere dappertutto ogni sforzo indispensabile, affinché nel pluralismo del culto eucaristico, programmato dal Concilio Vaticano II, si manifesti l’unità di cui l’Eucaristiaè segno e causa.
Le norme ricordano () il rilievo che deve essere dato ai momenti di silenzio sia nella celebrazione che nell’adorazione eucaristica.
La presenza di Gesù nel tabernacolo deve costituire come un polo di attrazione per un numero sempre più grande di anime innamorate di lui, capaci di stare a lungo ad ascoltarne la voce e quasi sentirne i palpiti del cuore. “Gustate e vedete quanto è buono il Signore”.

L’adorazione eucaristica fuori della Messa diventi () un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali e religiose. Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo.
Approfondiamo nell’adorazione la nostra contemplazione personale e comunitaria servendoci anche di sussidi di preghiera sempre improntati alla parola di Dio e all’esperienza di tanti mistici antichi e recenti.
Lo stesso rosario, compreso nel suo significato profondo, biblico e cristocentrico () potrà essere una via particolarmente adatta alla contemplazione eucaristica, attuata in compagnia e alla scuola di Maria.

 

*


Signore, noi crediamo


che il culto eucaristico “E’ diretto verso il Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo”.

Signore, noi crediamo che il culto eucaristico è un degno ringraziamento al Padre. Al Padre che Ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.

Signore, noi crediamo che il culto eucaristico è un degno ringraziamento, nello Spirito Santo, al Figlio, per tutto ciò che ci ha dato. Particolarmente per “Quel momento di suprema dedizione e abbandono totale di se stesso” col quale si è dato a noi nell’Ultima Cena.

Signore, noi crediamo che in Gesù “L’annientamento volontario, gradito al Padre e glorificato con la risurrezione”, ci porta all’adorazione di quel Redentore Fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.

Signore, noi crediamo che la “Nostra adorazione è una risposta che vuol ripagare quell’amore immolato fino alla morte di croce”.

Signore, noi crediamo che la nostra adorazione è anche un ringraziare Nostro Signore Gesù Cristo e “Lodarlo per averci redenti con la sua morte e resi partecipi della vita immortale per mezzo della sua risurrezione”.

Signore, noi crediamo che il culto, “Rivolto alla Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, accompagna e permea innanzi tutto la celebrazione della liturgia eucaristica”.

Signore, noi crediamo che il culto eucaristico “Deve distinguersi in ogni nostro incontro col santissimo Sacramen526 to, sia quando visitiamo le nostre chiese, sia quando le sacre specie vengono portare e amministrate agli infermi”.

Signore, noi crediamo che Gesù “Ci aspetta in questo sacramento dell’amore”. Perciò crediamo che appagare questo suo ardente desiderio è una risposta al suo amore ed è un curare intelligentemente i nostri stessi interessi.


 

Signore, Ti adoriamo


perché “In questo modo l’Eucaristia applica agli uomini d’oggi la riconciliazione ottenuta una volta per tutte da Cristo per l’umanità di ogni tempo”.

Signore, Ti adoriamo perché “La Messa rende presente il sacrifico della Croce (). Per cui l’unico e definitivo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre attuale nel tempo”.

Signore, Ti adoriamo perché in quest’ora ci hai dato la possibilità di offrire “Una risposta che vuol ripagare quell’amore immolato fino alla morte di croce”.

Signore, Ti adoriamo perché nell’Eucaristia ci hai dato la possibilità di offrirti un atto di culto che “Si rivolge anche nello Spirito Santo a quel Figlio incarnato, nell’economia della salvezza”.

Signore, Ti adoriamo perché stai, ai nostri giorni, suscitando tante espressioni “In diverse forme di devozione eucaristica come Ore di adorazione, esposizioni brevi, prolungate, annuali Quarantore…”

Signore, noi Ti adoriamo perché, ci ripeti per bocca del Papa che “La Chiesa e il mondo hanno bisogno del culto eucaristico: Gesù ci aspetta in questo sacramento dell’amore”.

Signore, Ti adoriamo perché, nell’Ultima Cena insieme alla santissima Eucaristia ci hai donato il ‘nuovo’ Sacerdozio ministeriale: quello nel quale Tu stesso scegli i tuoi ministri
del culto.

Signore, Ti adoriamo perché ci hai donato la santissima Eucaristia attraverso la quale “Sino alla fine dei secoli la Chiesa si costruisce mediante la comunione col Figlio di Dio, che è ‘pegno di gloria futura’”.

Signore, Ti adoriamo perché ci hai donato la santissima Eucaristia che “Costituisce l’anima di tutta la vita cristiana. Se infatti la vita cristiana si esprime nell’adempimento del più grande comandamento, cioè dell’amore di Dio e del prossimo, questo amore trova la sua sorgente proprio nel santissimo Sacramento, che comunemente è chiamato: sacramento dell’amore”.

 

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Signore, perdonaci!


Tu hai detto Da questo tutti sapranno se siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. E noi trascuriamo la santissima Eucaristia che “Ci educa a questo amore in modo più profondo”.

Signore, perdonaci quando non trattiamo nel modo cristianamente corretto i nostri fratelli dimenticando “Quale valore abbia agli occhi di Dio ogni uomo, nostro fratello e sorella, se Cristo offre se stesso in egual misura a ciascuno, sotto le specie del pane e del vino”.

Signore, perdonaci quando dimentichiamo, con le nostre scelte, che “Fra tutte le devozioni, quella di adorare Gesù sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi”.

Signore, perdonaci quando non sappiamo trattare col dovuto rispetto i nostri fratelli. Dimentichiamo che per tutti Gesù si è sacrificato e per tutti ha donato la santissima Eucaristia.

Signore, perdonaci quando dimentichiamo che “Non è soltanto la penitenza che conduce all’Eucaristia, ma anche l’Eucaristia che porta alla penitenza”.

Signore, perdonaci quando non teniamo presente che“Il culto eucaristico non è tanto culto dell’inaccessibile trascendenza, quanto culto della divina condiscendenza”.

Signore, perdonaci quando non ricordiamo che il culto eucaristico “E’ anche misericordiosa e redentrice trasformazione del mondo nel cuore dell’uomo”.

Signore, perdonaci quando non ricordiamo che Cristo“Donandosi come vittima propiziatrice in atto di suprema dedizione e immolazione, ha riconciliato l’umanità con il Padre, unicamente mediante il suo sacrificio, Annullando il documento del nostro debito”.

Signore, perdonaci quando non ricordiamo che “La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma sappiano offrire anche se stessi e così perfezionino ogni giorno di più, per mezzo di Cristo mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti”.

 

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Signore, Ti chiediamo


la saggezza necessaria per renderci conto che la santissima Eucaristia “E’ un bene comune di tutta la Chiesa come sacramento di unità”.

Signore, aiutaci a compiere “Ogni sforzo indispensabile, affinché nel pluralismo del culto eucaristico, programmato dal Concilio Vaticano II, si manifesti l’unità di cui l’Eucaristia è segno e causa”.

Signore, Tu ci inviti: Gustate e vedete quanto è buono il Signore. Dacci fede nella tua parola affinché riusciamo a fare esperienza della tua infinita bontà.

Signore, San Giovanni Paolo II suggerisce “L’adorazione eucaristica fuori la Messa diventi un impegno”. Rendi docile a quel suggerimento me, che non solo non ne faccio un impegno costante, ma neanche saltuario.

Signore, dacci intelligenza per comprendere che “Restando prostrati a lungo davanti a Gesù, presente nella santissima Eucaristia” possiamo riparare, “Con la nostra fede e il nostro amore, le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo”.

Signore, donaci luce per vedere che la nostra “Adorazione e contemplazione, personale e comunitaria” serve, oltre che per rendere atto di culto a te, anche per approfondire le nostre conoscenze, compatibilmente con i nostri limiti, intorno al mistero eucaristico.

Signore, donaci fede per ascoltare con il cuore ed accogliere con la mente quelle tue divine parole: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Noi crediamo nella risurrezione, perché amiamo perdutamente il vivere. Aiutaci a capire che la vita eterna dipende unicamente dal vivere con Te oggi, nel tempo.

Signore, Gesù ha detto Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13,15). E’ un traguardo difficile da raggiungere. Insegnaci “A scoprire con rispetto la verità dell’uomo interiore, perché proprio quest’interno dell’uomo diventa dimora di Dio, presente nell’Eucaristia”.

Signore, La Madonna, che era nel Cenacolo quando Gesù ‘spezzò il pane’, ci può aiutare come nessuno nel fervore di adorazione a te. Dacci di capire che la recita meditata del santo Rosario è un ottimo aiuto alla nostra adorazione.

 

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Signore, Ti ringraziamo


per le cose meravigliose che ci hai ispirato in questa adorazione.

Signore, Ti ringraziamo per i sentimenti di bontà che hai fatto sorgere in noi in questa santa adorazione. Aiutaci, affinché non restino vaghi desideri, ma si trasformino in propositi fermi.

Signore, Ti ringraziamo per le tante cose che Tu ci suggerisci nei “Momenti di silenzio”: quei pochi che ci concediamo“Sia nella celebrazione che nell’adorazione eucaristica”.

Signore, Ti ringraziamo perché quando “Ci rendiamo conto chi è colui che riceviamo nella comunione” o adoriamo presente nella santissima Eucaristia “Nasce in noi quasi spontaneamente un senso di indegnità, insieme col dolore dei nostri peccati e con l’interiore bisogno di purificazione”.

Signore, Ti ringraziamo perché dal momento del dono della santissima Eucaristia e del Sacerdozio ministeriale nuovo “Sino alla fine dei secoli, la Chiesa si costruisce mediante la () comunione col Figlio di Dio, che è pegno di pasqua eterna”.

Signore, Ti ringraziamo per aver suscitato nel nostro tempo un nuovo fervore eucaristico. Esso è “Prova di quell’autentico movimento che il Concilio si è posto come fine, e ne (è) il punto centrale. Nella santissima Eucaristia, secondo il Concilio Ecumenico Vaticano II, infatti, “E’ racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane vivo, che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo, dà la vita agli uomini”.

Signore, Ti ringraziamo per la disponibilità illimitata che hai verso di noi. Non solo con il sacrificio della Croce, ci dai una mano per risollevarci, ma, con la santissima Eucaristia, ci dai anche la forza e la volontà per farlo.

Signore, Ti ringraziamo perché, anche se nel corso della storia, gli elementi secondari hanno subito certi cambiamenti, hai, però, voluto che rimanesse immutata l’essenza del “Mysterium”, istituito dal Redentore, durante la cena.

Signore, Ti ringraziamo, perché, donandoci l’Eucaristia, hai donato all’umanità, alla Chiesa e alle famiglie un bene inarrivabile come sacramento di unità.

 

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39 - L’EUCARISTIA: L'EMMANUELE


Lettera apostolica
“MANE NOBISCUM, DOMINE”

San Giovanni Paolo II:
Anno dell’Eucaristia: ottobre 2004 - ottobre 2005


 

 

1 - Rimani con noi, Signore, perché si fa sera (Lc 24, 29). Fu questo l’invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino.
Carichi di tristi pensieri, non immaginavano che quello sconosciuto fosse proprio il loro Maestro, ormai risorto.
Rimani con noi, supplicarono. Ed egli accettò.
Di lì a poco, il volto di Gesù sarebbe scomparso, ma il Maestro sarebbe“rimasto” sotto i veli del “pane spezzato”, davanti al quale i loro occhi si erano aperti.

4 - Anno dell’Eucaristia: ottobre 2004 - ottobre 2005

L’occasione propizia è stata offerta da due eventi, che ne scandiranno opportunamente l’inizio e la fine: il Congresso Eucaristico Internazionale a Guadalajara (Messico) e l’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano dal 9 al 29 ottobre 2005 sul tema
“l’Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”().
“L’Eucaristia è il centro vitale intorno a cui () i cristiani si raccolgono per alimentare la loro fede e il loro entusiasmo”.

6 - “Cristo è il centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell’umanità. In Lui tutto si ricapitola”.() 536

7 - Nel sacramento dell’Eucaristia il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di vita divina (Gaudium et spes, 45).

10 - (Nella Enciclica Ecclesia de Eucharistia) Richiama tutti a celebrare il Sacrificio eucaristico con l’impegno che esso merita, prestando a Gesù presente nell’Eucaristia, anche al di fuori della Messa, un culto di adorazione degno di così grande mistero.

11 - “L’Eucaristia si svolge tutta nel contesto dinamico dei segni che recano in sé un denso e luminoso messaggio. E’ attraverso i segni che il mistero in qualche modo si apre agli occhi del credente”.

16 - “Tutte queste dimensioni dell’Eucaristia si rannodano in un aspetto che più di tutti mette alla prova la nostra fede:è “Mistero della presenza reale. Con tutta la tradizione della Chiesa, noi crediamo che, sotto le specie eucaristiche, è realmente presente Gesù. ()
Per questo la fede ci chiede di stare davanti all’Eucaristia con la consapevolezza che siamo davanti a Cristo stesso. L’Eucaristia è il mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo”.

18 - Occorre, in particolare, coltivare, sia nella Messa che nel culto eucaristico fuori della Messa, la viva consapevolezza della presenza reale di Cristo. ()
A questo proposito, le norme ricordano () il rilievo che deve essere dato ai momenti di silenzio sia nella celebrazione che nell’adorazione eucaristica.
L’adorazione eucaristica fuori della messa diventi, () un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali e religiose.
Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo.
Approfondiamo nell’adorazione la nostra contemplazione personale e comunitaria, servendoci anche di sussidi di preghiera sempre improntati alla Parola di Dio e all’esperienza di tanti mistici antichi e recenti.

19 - Alla richiesta dei discepoli di Emmaus che Egli rimanesse“con” loro, Gesù rispose con un dono molto più grande: mediante il sacramento dell’Eucaristia trovò il modo di rimanere“in” loro.
Rimanete in me ed io in voi” (Gv 15, 4).

28 - () Nel vangelo di Giovanni non troviamo il racconto dell’istituzione eucaristica, ma quello della “lavanda dei piedi” (Gv 13, 1-20): chinandosi a lavare i piedi dei suoi discepoli, Gesù spiega in modo inequivocabile il senso dell’Eucaristia.

29 - Se il frutto di questo Anno (eucaristico) fosse anche soltanto quello di ravvivare in tutte le comunità cristiane la celebrazione della Messa domenicale e di incrementare l’adorazione eucaristica fuori della Messa, questo Anno di grazia avrebbe conseguito un risultato significativo.

30 - () cercate di fare esperienza di quanto è dolce non solo partecipare ogni giorno alla Santa Messa, ma anche indugiare a lungo nel dialogo con Gesù.

 

Signore, noi crediamo


Signore, noi crediamo che “Nel sacramento dell’Eucaristia, il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di vita divina (Gaudium et spes, 45)”.

Signore, noi crediamo che ai discepoli di Emmaus, che ti invitavano a rimanere con loro, Tu hai offerto, nella santissima Eucaristia, molto di più di quanto essi chiedevano: non per quel giorno, che volgeva al declino, ma saresti restato con loro, con noi, con tutti; non un giorno, un mese, un anno, ma sempre e dovunque.

Signore, noi crediamo che, come Tu hai assecondato la richiesta dei due discepoli fortunati, anche noi, tutti, dobbiamo assecondare il tuo desiderio di rimanere con te.
Quel desiderio si esprimeva nell’invito accorato: “Restate con me!”.

Signore, noi crediamo che alla richiesta dei discepoli di Emmaus di rimanere “Con” loro Tu hai risposto con un dono molto più grande mediante il sacramento dell’Eucaristia”.
Con esso non sei solo rimasto “Con loro, ma addirittura “In loro”. Rimanete in me ed io in voi.

Signore, noi crediamo che non solo il sacrificio della Messa va celebrato “Con l’impegno che esso merita”, ma che, anche, al di fuori di esso, dobbiamo prestare a Te, “presente nell’Eucaristia”, “Un culto di adorazione degno di così grande mistero”.

Signore, noi crediamo, con tutta la Chiesa, “Che, sotto
le specie eucaristiche, sei realmente presente”. Per questo la
Chiesa ci chiede “Di stare davanti all’Eucaristia con la consapevolezza
che siamo davanti a Cristo stesso”.

Signore, noi crediamo opportuna la raccomandazione della Chiesa di coltivare, “Sia nella Messa che fuori della Messa, ‘la consapevolezza della presenza reale di Cristo’”.

Signore, noi crediamo che, poiché nell’Eucaristia non solo Tu ci ascolti, ma ci vuoi anche parlare, è opportuna anche la raccomandazione di dare spazio “Ai momenti di silenzio sia nella celebrazione della santa Messa che nell’adorazione eucaristica”.

Signore, noi crediamo che “Nel sacramento dell’Eucaristia, il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua a offrirsi ‘all’umanità’ come sorgente di vita divina”.

 

+

Signore, Ti adoriamo


Signore, noi Ti adoriamo perché ci fai sentire che “E’ dolce non solo partecipare ogni giorno alla Santa Messa, ma anche indugiare a lungo nel dialogo con Te”.

Signore, “Nel vangelo di Giovanni non troviamo il racconto dell’istituzione eucaristica, ma quello della ‘lavanda dei piedi’. Ti adoriamo perché con quella scelta hai spiegato“In modo inequivocabile il senso dell’Eucaristia”.

Signore, Ti adoriamo perché, nonostante le nostre indifferenze verso di Te, Tu ci accogli sempre con amore rinnovato e comprensione di Padre.

Signore, adoriamo la tua generosità senza limiti: quando Ti chiediamo qualche cosa, non ci doni soltanto l’oggetto della nostra richiesta, ma anche quello che non comprendiamo e non sappiamo chiedere.

Signore, Ti adoriamo per il tuo amore che supera la comprensione umana: anche quando veniamo a Te non indossando l’abito richiesto, ma addirittura con l’intento perverso di offenderti, Tu seguiti ad amarci; anzi ad amarci di più.

Signore, Ti adoriamo perché, mentre Tu sei l’Emmanuele, il Dio-con-noi, non ti offendi poi se noi non ci preoccupiamo di cercare di ricambiare questa tua premura, con la buona educazione di essere, qualche momento, noi-con-Te.

Signore, noi Ti adoriamo perché, se la tua parola accende di entusiasmo il nostro cuore, la santissima Eucaristia ci dà la capacità di vedere la verità e la determinazione di camminare per le strade che Tu vuoi: quelle che ci portano a condividere le gioie con i fratelli, come i due discepoli di Emmaus.

Signore, noi Ti adoriamo perché, donando il tuo Corpo e il tuo Sangue come pasto e bevanda spirituali a coloro che fra poco ti abbandoneranno o addirittura giureranno, magari, di non averti mai conosciuto, come ha fatto Pietro, Tu hai detto a tutti che sempre si deve perdonare e sempre si deve amare.

Signore, Ti adoriamo perché Tu, che eri stato predetto come l’Emmanuele, nella santissima Eucaristia hai dato compimento da pari tuo al vaticinio profetico.

*

Signore, perdonaci sempre

 

Signore, perdonaci sempre quando, veniamo ad adorarti “Nel culto eucaristico senza la consapevolezza” che Tu sei realmente presente nella santissima Eucaristia.

Signore, perdonaci quando veniamo per pochi secondi di adorazione e ti lasciamo una interminabile litania di richieste, senza darti, con un momento di ascolto, la possibilità di dirci quello che Tu desideri da noi.

Signore, perdonaci quando, ascoltata distrattamente la santa Messa, ce ne andiamo dalla Chiesa senza dirti un grazie, senza darti un saluto.

Signore, perdonaci quando non riflettiamo che, dopo esserti incarnato una volta nel grembo della Vergine Maria, ti ri-incarni, ogni volta che noi lo vogliamo, nella santissima Eucaristia. E perdonaci quando neanche te ne ringraziamo.

Signore, in quelle poche volte che veniamo a trovarti non abbiamo neanche il pensiero di invitarti a “Rimanere con noi”. Perdona la nostra inqualificabile fretta che non avverte neanche che, così facendo, nuociamo a noi stessi: la tua compagnia, infatti, è vita.

Signore, perdona la nostra cecità. Se, quando veniamo a visitarti, ti chiedessimo di rimanere sempre “Con” noi, Tu non solo ci esaudiresti, ma rimarresti sempre “In” noi, come hai fatto con i discepoli di Emmaus.

Signore, dice il Papa che “L’Eucaristia fuori della Messa” deve diventare “Un impegno speciale per le comunità parrocchiali e religiose”. Perdonaci quando ci disinteressiamo delle iniziative finalizzate a questo scopo, come si trattasse di cose che non ci riguardano.

Signore, dice il Papa “Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, riparando, con la nostra fede e il nostro amore, le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi” che ti vengono regalati “In tante parti del mondo”. Perdonaci, quando non sentiamo il dovere di compensare, con il nostro amore, quella mancanza di amore.

Signore, “L’Eucaristia si svolge nel contesto dinamico dei segni che recano in sè un denso e luminoso messaggio. E’ attraverso quei segni che il mistero, in qualche modo, si apre agli occhi dei credenti”. Purtroppo non ai ‘nostri’, perché tante volte, anche quando stiamo davanti a te, pensiamo ad altro. Perdonaci, Signore!

 

*

 

Signore, Ti chiediamo



Signore, Ti chiediamo la capacità di ascoltare, accettare e sforzarci di mettere in pratica i suggerimenti che Tu generosamente doni a tutti coloro che vengono a visitarti nel santissimo Sacramento dell’Eucaristia.

Signore, donaci la docilità di far nostro quanto la santa Chiesa ci suggerisce riguardo al culto eucaristico. E Ti chiediamo l’aiuto per deciderci di metterlo in pratica.

Signore, donaci di capire e di assecondare il tuo invito "Rimanete in me" . E donaci di capire che accettarlo è la condizione perché Tu rimanga In noi.

Signore, Tu, che sei l’Emmanuele, il Dio-con-noi, rimani sempre con noi perché ci ami, lo desideri e sai che senza di Te la nostra vita sarebbe solo un fallimento. Aiutaci a capire questa tua premurosa generosità e ad avvantaggiarcene pregandoti spesso Resta con noi!

Signore, uniti a Te e fra noi, formiamo la tua Chiesa. Aiutaci a ricordare e ad approfondire che “L’Eucaristia è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”.

Signore, quando, distratti da preoccupazioni che non servono per la vita eterna, non pensiamo a Te, ricordaci che la santissima Eucaristia è “Il centro vitale attorno a cui i cristiani si raccolgono” per recuperare le energie perdute e avanzare verso te in una vita d’amore degna dei tuoi seguaci.

Signore, nei momenti di tristezza e di smarrimento, richiama alla nostra mente ciò che hai fatto con i due discepoli di Emmaus; e ricordaci che per ognuno di noi sei sempre disposto a dialogare con la stessa comprensione.

Signore, nei momenti nei quali la nostra fede è messa a dura prova, illumina la nostra mente e riscalda il nostro cuore con la tua compagnia, poiché solo essa è la giusta medicina e solo essa ci può ridare la voglia di vivere.

Signore, Tu, che ci ami davvero, hai voluto rimanere sempre in nostra compagnia. Vivifica il nostro amore, perché anche noi desideriamo vivere sempre in tua compagnia.

 

Signore Ti ringraziamo



Signore, Ti ringraziamo perché ogni volta che Ti chiediamo con fede di rimanere con noi, Tu ci esaudisci e, indicandoci il Tabernacolo santo, ci dici come concretamente sei sempre con noi.

Signore, Ti ringraziamo perché, compatendo ai ritmi lentissimi della nostra volontà, ci aspetti, nella santissima Eucaristia, pronto sempre a donarci una nuova iniezione di vita.

Signore, Ti ringraziamo per la lezione di ‘amore che si dona’ che ci hai dato nell’Ultima Cena: prima di donarci la santissima Eucaristia, ti sei chinato a lavare i piedi dei tuoi discepoli.

Signore, Ti ringraziamo perché, prima di darci, con la santissima Eucaristia, un’impareggiabile lezione d’amore, dopo aver lavato i piedi dei tuoi discepoli, ci hai detto: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.

Signore, Ti ringraziamo per il suggerimento che hai dato ai tuoi Apostoli. Lavando loro i piedi, e a tutti i tuoi seguaci, prima di istituire la santissima Eucaristia, hai detto: Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

Signore, Ti ringraziamo per l’esempio divino che ci hai dato: pur sapendo quello che ti aspettava in quella notte e il giorno dopo, pur sapendo l’indifferenza incosciente con la quale avremmo corrisposto al dono del tuo amore, hai pregato, nell’ultima Cena, per i tuoi Apostoli e per tutti noi.

Signore, nel libro della Sapienza è scritto: La mia passione è essere con i figli degli uomini. Ti ringraziamo perché nella santissima Eucaristia non hai desiderato solo la nostra compagnia, ma ci hai offerto il tuo aiuto, la tua vita, la forza per stare in tua compagnia eternamente nel tuo paradiso.

Signore, Ti ringraziamo perché hai voluto, vuoi e sempre vorrai essere l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Aiutaci a comprendere ed apprezzare il tuo dono, e a ringraziarti, con la nostra adorazione, in qualche modo.

Signore, Ti ringraziamo perché ai discepoli di Emmaus, dopo che ti hanno riconosciuto, è mancata la vista del tuo volto, “Ma il Maestro è rimasto sotto i veli del ‘pane

*

 

 

40 - L’Eucaristia:
Dio è amore
Sacramento dell’amore

Benedetto XVI
Enciclica: DEUS CARITAS EST

Esortazione Apostolica post-sinodale
SACRAMENTUM CARITATIS


Fin dal primo anno di pontificato (25 dicembre 2005) il Papa Benedetto XVI ci ha regalato, nell’Enciclica “Deus caritas est”, riflessioni preziosissime e peregrine circa il mistero eucaristico.
Riportiamo solo i numeri 12 e 13.

12 - () “La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti - realismo inaudito.
Già nell’Antico Testamento la novità biblica non consiste semplicemente in nozioni astratte, ma nell’agire imprevedibile e in un certo senso inaudito di Dio.

Questo agire di Dio acquista ora la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la“pecorella smarrita”, l’umanità sofferente e perduta.
Quando Gesù nelle sue parabole parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che ricerca la dramma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste cose non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare.

Nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l’uomo e salvarlo - amore, questo, nella sua forma più radicale.
Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni (cfr 19, 37) comprende ciò che è stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica.
E’ lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia l’amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare.

13 - A questo atto di offerta Gesù ha dato una presenza duratura attraverso l’istituzione dell’Eucaristia, durante l’Ultima Cena.
Egli anticipa la sua morte e risurrezione donando già in quell’ora ai suoi discepoli nel pane e nel vino se stesso, il suo corpo e il suo sangue come nuova manna (cfr Gv 6, 31-33).
Se il mondo antico aveva sognato che, in fondo, vero cibo dell’uomo - ciò di cui egli come uomo vive - fosse il Logos, la sapienza eterna, adesso questo Logos è diventato veramente per noi nutrimento come amore.
L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione.
L’immagine del matrimonio tra Dio e Israele diventa realtà in un modo prima inconcepibile: ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gesù, partecipazione al suo corpo e al suo sangue, diventa unione.

La “mistica” del Sacramento che si fonda nell’abbassamento di Dio verso di noi è di ben altra portata e conduce ben più in alto di quanto qualsiasi mistico innalzamento dell’uomo potrebbe realizzare”.

La ‘Esortazione apostolica post-sinodale SACRAMENTUM CARITATIS è un documento monumentale. E’ stato firmato nel febbraio 2007. Pur tenendo presente tutto quanto vi è contenuto, noi riportiamo soltanto i numeri 66, 67, 68, alla fine della seconda parte, che hanno per argomento “Adorazione e pietà eucaristica”.

66 - () Mentre la riforma muoveva i primi passi, a volte l’intrinseco rapporto tra la santa Messa e l’adorazione del Ss.mo Sacramento non fu abbastanza chiaramente percepito.
Un’obbiezione allora diffusa prendeva spunto, ad esempio, dal rilievo secondo cui il Pane eucaristico non ci sarebbe dato per essere contemplato, ma per essere mangiato. In realtà alla luce dell’esperienza di preghiera della Chiesa, tale contrapposizione si rivelava priva di ogni fondamento. Già Agostino aveva detto:”Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; peccheremmo se non l’adorassimo”.
Nell’Eucaristia, infatti, il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi; l’adorazione eucaristica non è che l’ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se stessa il più grande atto di adorazione della Chiesa. Ricevere l’Eucaristia significa porsi in atteggiamento di adorazione verso Colui che riceviamo. Proprio così e soltanto così diventiamo una cosa sola con Lui e pregustiamo in anticipo, in qualche modo, la bellezza della liturgia celeste.
L’atto di adorazione, al di fuori della Messa, prolunga e intensifica quanto è stato fatto nella Celebrazione liturgica stessa.
Infatti “soltanto nell’adorazione può maturare un’accoglienza profonda e vera. E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura poi anche la missione sociale che nell’Eucaristia è racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano dagli altri”.

67 - Insieme all’Assemblea Sinodale, pertanto, raccomando vivamente ai Pastori della Chiesa e al Popolo di Dio la pratica dell’adorazione eucaristica, sia personale che comunitaria.
Vorrei qui esprimere ammirazione e sostegno a tutti gli Istituti di vita consacrata i cui membri dedicano una parte significativa del loro tempo all’adorazione eucaristica. In tal modo essi offrono a tutti l’esempio di persone che si lasciano plasmare dalla presenza reale del Signore.
Desidero ugualmente incoraggiare quelle associazioni di fedeli, come anche le Confraternite, che assumono questa pratica come loro speciale impegno, diventando così fermento di contemplazione per tutta la Chiesa e richiamo alla centralità di Cristo per la vita dei singoli e delle comunità.

68 - Il rapporto personale che il singolo instaura con Gesù, presente nell’Eucaristia, lo rimanda sempre all’insieme della comunione ecclesiale, alimentando in lui la consapevolezza della sua appartenenza al Corpo di Cristo.
Per questo, oltre ad invitare i singoli fedeli a trovare personalmente del tempo da trascorrere in preghiera davanti al Sacramento dell’altare, ritengo doveroso sollecitare le stesse parrocchie e gli altri gruppi ecclesiali a promuovere momenti di adorazione comunitaria.

 

*

Signore, noi crediamo


Signore, noi crediamo che “La santissima Eucaristia è il dono che Gesù Cristo fa di se stesso, rivelandoci l’amore infinito di Dio per ogni uomo”.

Signore, noi crediamo che “In questo mirabile sacramento si manifesta l’amore “più grande”, quello che spinge a Dare la vita per i propri amici”.

Signore, noi crediamo che “Gesù nel Sacramento eucaristico continua ad amarci Fino alla fine, fino al dono del suo corpo e del suo sangue”.

Signore, noi crediamo che “Il Dio incarnato ci attrae tutti a sé. Da ciò si comprende come ‘agape’ sia ora divenuta anche un nome dell’Eucaristia: in essa l’agape di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi”.

Signore, noi crediamo che “La fede della Chiesa è essenzialmente fede eucaristica e si alimenta in modo particolare alla mensa dell’Eucaristia”.

Signore, noi crediamo che “Grazie all’Eucaristia la Chiesa rinasce sempre di nuovo!”.

Signore, noi crediamo che quando, nella sinagoga di Cafarnao, hai affermato Io sono il pane della vita, ti sei manifestato“Come il pane di vita, che l’eterno Padre dona agli uomini”.

Signore, noi crediamo che il “Mistero della fede” è mistero di amore trinitario, al quale siamo per grazia chiamati a partecipare”.

Signore, noi crediamo che “Nell’Eucaristia () il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi”.

Signore, noi crediamo che “L’adorazione eucaristica non è che l’ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se stessa il più grande atto d’adorazione della Chiesa”.

Signore, noi crediamo che “L’atto di adorazione al di fuori della Messa prolunga ed intensifica quanto s’è fatto nella Celebrazione liturgica stessa”.

 

*

Signore Ti adoriamo



Signore, noi Ti adoriamo perché “Soltanto nell’adorazione può maturare un’accoglienza profonda e vera. E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura poi anche la missione sociale che nell’Eucaristia è racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri”.

Signore, noi Ti adoriamo perché l’adorazione “Permette di vivere più profondamente e con maggiore frutto la stessa Celebrazione liturgica”.

Signore, noi Ti adoriamo perché è bello “Sostare in compagnia di Gesù, coltivando lo stupore per la sua presenza nell’Eucaristia”.

Signore, noi Ti adoriamo perché Gesù ha dato, all’atto di offerta sulla croce, “Una presenza duratura attraverso l’istituzione dell’Eucaristia, durante l’Ultima Cena”.

Signore, noi Ti adoriamo perché Gesù, nell’Ultima Cena “Anticipa la sua morte e risurrezione donando già in quell’ora ai suoi discepoli nel pane e nel vino se stesso, il suo corpo e il suo sangue come nuova manna”.

Signore, “Il mondo antico aveva sognato che, in fondo, vero cibo dell’uomo - ciò di cui egli come uomo vive - fosse il Logos. La sapienza eterna”. Noi Ti adoriamo perché “Adesso questo Logos è diventato veramente per noi nutrimento - come amore”.

Signore, Ti adoriamo perché nell’Eucaristia, che Tu ci
hai donato, “Non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della donazione”.

Signore, noi Ti adoriamo perché, donandoci la santissima Eucaristia, Tu ci hai donato te stesso, esaurendo le tue possibilità di dono.

Signore, noi Ti adoriamo perché “L’immagine del matrimonio tra Dio e Israele (inconcepibile)”, nella santissima Eucaristia l’hai resa una realtà viva e palpitante. “Ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gesù, partecipazione al suo corpo e al suo sangue. Diventa unione”.

+

Signore perdonaci

 


Signore, perdonaci quando pensiamo che il tempo consumato nell’adorazione eucaristica non abbia motivazione valida. Non riflettiamo che “L’adorazione eucaristica non è che l’ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica”.

Signore, perdonaci quando, nelle nostre poche e distratte meditazioni, non riflettiamo che “La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti (realismo inaudito!)”.

Signore, perdonaci quando sottovalutiamo l’azione pedagogica che Tu hai usato nell’Antico Testamento. Già da allora “La novità biblica non consiste semplicemente in nozioni astratte, ma nell’agire imprevedibile e in un certo senso inaudito” tuo.

Signore, perdonaci quando non pensiamo che “Questo agire di Dio acquista ora (nel Nuovo Testamento) la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la ‘pecorella smarrita’”.

Signore, perdonaci quando ascoltiamo la parabola del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna alla ricerca della dramma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, solo per la bellezza letteraria e per l’impatto emotivo che esse suscitano in noi.

Signore, perdonaci quando non riusciamo a scoprire che quanto Tu ci dici attraverso il linguaggio delle parabole,“Non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del tuo stesso operare ed agire”.

Signore, perdonaci quando non riusciamo a vedere che nella morte in croce di Gesù “Si compie quel rivolgersi di Dio contro se stesso nel quale egli si dona per rialzare l’uomo e salvarlo - amore questo nella sua forma più radicale”.

Signore, perdonaci quando cerchiamo stimoli in tante cose, e non puntiamo la nostra attenzione sul fatto che è guardando il tuo fianco squarciato che “Il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo agire”.


Signore, “La ‘mistica’ del Sacramento, che si fonda nell’abbassamento di Dio verso di noi, è di ben altra portata e conduce ben più alto di quanto qualsiasi mistico innalzamento dell’uomo potrebbe realizzare”. Signore, pensare tutto ciò è esaltante! Perdona la nostra superficialità e disattenzione.

 

*

Signore Ti chiediamo



Signore, Ti chiediamo luce per vedere che al suo “Atto di offerta Gesù ha dato una presenza duratura attraverso l’istituzione dell’Eucaristia, durante l’Ultima Cena”.

Signore, donaci docilità per accettare quanto il Papa raccomanda “Vivamente ai Pastori della Chiesa e al Popolo di Dio: la pratica dell’adorazione eucaristica sia personale che comunitaria”.

Signore, donaci saggezza per imitare il buon “Esempio di persone che si lasciano plasmare dalla presenza del Signore risorto” attraverso l’adorazione eucaristica.

Signore, aiutaci a capire che “Il rapporto personale che il singolo instaura con Gesù, presente nell’Eucaristia, lo rimanda sempre all’insieme della comunione ecclesiale, alimentando in lui la consapevolezza della sua appartenenza al Corpo di Cristo”.

Signore, donaci lo spirito di corpo che ci convinca ad unire le nostre persone alle “Parrocchie e agli altri gruppi ecclesiali” che promuovono “Momenti di adorazione comunitaria”.

Signore, i nostri Pastori oggi, stante la crisi e le tante cose di cui debbono preoccuparsi, sono oberati di lavoro. Aiutali a trovare ogni giorno, insieme ai fedeli, un po’ di“Tempo da trascorrere davanti al Sacramento dell’altare”.

Signore, suscita anime brucianti di zelo per l’incremento del culto eucaristico, e dona loro la soddisfazione di vedere tanti fratelli in adorazione davanti ai tuoi tabernacoli.

Signore, aiutaci a condividere la conclusione che il Papa, San Giovanni Paolo II, tira, dopo aver elencato una lunga litania di santi che si sono formati davanti alla santissima Eucaristia: “La santità ha sempre trovato il suo centro nel Sacramento dell’Eucaristia”.

Signore, aiutaci a prendere nella giusta considerazione l’esortazione che lo stesso Papa rivolge a “Tutti i laici e alle famiglie in particolare: trovare continuamente nel Sacramento dell’amore di Cristo l’energia per trasformare la propria vita in un segno autentico della presenza del Signore risorto”.

+

Signore Ti ringraziamo



Signore, Ti ringraziamo per la luce che dai attraverso le parole sapienti e incoraggianti del Sommo Pontefice. Signore, Ti ringraziamo per lo zelo con cui i nostri pastori ci edificano, con le esortazioni e con l’esempio, a coltivare il culto eucaristico, sorgente di ogni santità.

Signore, Ti ringraziamo per lo stimolo che viene a noi dal buon esempio di “Tanti Istituti di vita consacrata, i cui membri dedicano una parte significativa del loro tempo all’adorazione eucaristica”.

Signore, Ti ringraziamo perché, per accendere anche in noi un po’ di fervore eucaristico, susciti (e con particolare intensità nel nostro tempo) Confraternite che assumono l’impegno dell’adorazione eucaristica come “loro speciale impegno”.

Signore, Ti ringraziamo per lo spirito di devozione verso la santissima Eucaristia che genera “Fermento di contemplazione per tutta la Chiesa e richiamo alla centralità di Cristo per la vita dei singoli e delle comunità”.

Signore, Ti ringraziamo per il commovente esempio dei martiri di Abitine. Essi sfidarono la proibizione dell’impero romano che vietava loro il culto cristiano. “Furono martirizzati mentre dichiaravano che non era loro possibile vivere senza l’Eucaristia, cibo del Signore: ‘Sine dominico non possumus’”.

Signore, condividiamo l’affermazione di S. Agostino:‘Ci hai fatti per Te, Signore; e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te’. E Tu, oltre ad averci fatti per Te, ci vuoi con Te. E perché non manchiamo il traguardo ti sei messo al nostro fianco come compagno di viaggio, luce, guida e nutrimento. Ti ringraziamo, Signore, dal profondo del cuore. Aiutaci a non deluderti e a non scegliere altri che Te, unico e sommo nostro bene.

Signore, ci hai aiutato a vivere con te ‘quaranta ore’! Ti ringraziamo dal profondo del cuore. Quante cose ci hai detto! Alcune ci hanno trovati disattenti, ma qualcuna ci risuona ancora nell’anima. Signore, ripetici quelle che non abbiamo capito; dacci la volontà di approfondire quelle che sono dentro di noi; soprattutto dacci coraggio e determinazione per mettere in pratica i tuoi preziosissimi suggerimenti.

Signore, Ti ringraziamo perché in Maria santissima, ‘Donna eucaristica’, ci dai “L’icona meglio riuscita” e il “Modello insostituibile della vita eucaristica”. Aiutaci a guardarla con attenzione e pregarla che ci dia una mano.

Continua con Parte Quinta

* LE IMMAGINI CON L'ASTERISCO SONO STATE MESSE A DISPOSIZIONE DA CARTANTICA

 

DELLO STESSO AUTORE:

 

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Prima - L'Eucaristia è predetta

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Seconda - L'Eucaristia, l'Istituzione

- Adorazioni Eucaristiche - Parte Terza - L'Eucaristia dal I al IX Secolo del Cristianesimo


- Adorazioni Eucaristiche - Parte Quinta - Appendici - Preghiere e Canti

 

Via Crucis Bibliche- Parte prima: La redenzione prevista nell'Antico Testamento:


- La Redenzione prevista nei Salmi


- La Redenzione prevista da Isaia

- La Redenzione prevista dai Profeti (I)

- La Redenzione prevista nei Profeti (II)

- La Redenzione prevista dai Profeti (III)


Parte seconda - La Redenzione raccontata - Via Crucis Storiche -
Nel gruppo delle Via Crucis che abbiamo indicato come ‘Storiche’ sono riportate tutte le notizie delle quali gli Evangelisti sono stati spettatori (Giovanni e, almeno in parte, Marco per quanto gli poteva provenire da S. Pietro), o che hanno potuto raccogliere da fonti sicure (Matteo e Luca, sia – quest’ultimo – direttamente dalla Madonna, sia da “ricerche accurate”).
La ‘storicità’ della persona, dell’insegnamento, della Passione-Morte-Risurrezione di Gesù del resto è confermata dalla trasparenza dei racconti, condotti senza alcun ornamento o artificio letterario, oltrechè da fonti non cristiane:

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Matteo

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Marco

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di S. Luca

- Via Crucis costruita sugli insegnamenti, Riflessioni, Predizioni, Accadimenti storici contenuti nel Vangelo di Giovanni

Parte Terza - La Redenzione contemplata - Nel gruppo delle Via Crucis che contemplano la Redenzione alla luce della Risurrezione si essenzializza il binomio: Morte-Vita.
Dunque la scansione delle ’Stazioni’ perde i suoi contorni. In sintonia con la Liturgia Cattolica, viene messo a fuoco lo scontro tra la Morte (Satana) e la Vita (Cristo), che ci ha meritato la redenzione.
In particolare: In MORTE–VITA (I, II, III) si è insistito sul fatto che dalla morte viene la vita.
Perciò in ogni citazione sono messi in vista, anche graficamente, i due termini e fatti correlativi.
I testi sono tratti dagli ‘Atti degli Apostoli’ e dalle ‘Lettere’ del Nuovo Testamento.
In IL GRANDE DRAMMA (I) campeggia lo SCONTRO tra Cristo e la Morte.
In IL GRANDE DRAMMA (II) quello tra i Cristiani uniti a Cristo e la Morte.
I testi di queste ultime due Via Crucis sono tratti dall’Apocalisse di S. Giovanni.
Chiude la raccolta una ‘Via Crucis’ di intonazione ‘tradizionale’.

- Via Crucis MORTE E VITA I - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento
          

- Via Crucis MORTE E VITA II - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento

- Via Crucis MORTE E VITA III - Costruita nella luce della risurrezione con insegnamenti, riflessioni e accadimenti storici contenuti in Atti degli Apostoli e in altri scritti del Nuovo Testamento
               
- Via Crucis IL GRANDE DRAMMA II - Riflessioni, predizioni e letture profetiche di accadimenti storici contenuti nel libro dell’Apocalisse - Seconda parte

 

- Appendici - Via Crucis Tradizionale

 

e

- Pietà popolare - Prima parte

 

- Pietà popolare - Seconda Parte (Prima Sezione)

- Pietà popolare - Seconda parte (Seconda Sezione)

- Pietà popolare - Terza parte (Sezione I)

- Pietà popolare - Terza Parte (Sezione II)

- Pietà Popolare - Terza Parte (Sezione III)

- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione I)


- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione II)

- Pietà Popolare - Quarta Parte (Sezione III)

 

- Pietà Popolare - Quinta Parte (Sezione I)

- Pietà Popolare - Quinta Parte (Sezione II)

 

Per altre Via Crucis, vedere in Religiosità:

- Il cammino della croce - Fioretti quaresimali

- Via Crucis figurata

 

- Via Crucis con Gesù

- Via Crucis con Maria


- Via Crucis accompagnati da San Josè Maria Escrivà de Balaguer

 

- Via Crucis accompagnati da don Tonino Bello

 

- Via Crucis accompagnati da David M. Turoldo

- Via Crucis con amore

 

- Via Crucis a più voci

- Via Crucis fotografica

 

- Via Crucis Spagnola

 

- Via Dolorosa

- Via Crucis al Colosseo del Venerdì Santo del Venerdì Santo 2005 - Meditazioni e Preghiere del Venerdì Santo 2005 dell'allora Card. Ratzinger, poi Papa Benedetto XVI

 

- Da Gerusalemme al Golgota - Personaggi

 

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