Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

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NORMAN ROCKWELL

 


SPRING: MAN AND GIRL HIKING

 

La particolarità dei disegni di Norman Rockwell è quella di saper condensare nei tratti la perfezione degli stessi, unitamente però a quella sua innata capacità di trasmettere attraverso le sue immagini poesia, naturalità, ironia e tenerezza. Sembra che in ogni immagine egli racconti una storia compiuta dall’inizio alla fine, un film che compone sin dai minimi particolari esteriori per arrivare alla conclusione della scena.

I suoi personaggi, che fanno parte della realtà quotidiana americana del suo tempo, sono per lo più dei simboli, che tendono a trasmettere fiducia, speranza ed una visione romantica della realtà, sia pur nelle difficoltà oggettive.

 

 


A BRIGHT FUTURE FOR BANKING


 

 

Dimostrò sempre una grande sensibilità nei confronti dell’infanzia, ad es. le illustrazioni di Tom Sawyer, Hucklberrry Finn, i calendari per gli Scouts, mettendo negli occhi di quei fanciulli stupore, incanto, semplicità e quant’altro, per poi però immetterli nella realtà di quegli anni ’50, in cui c’erano problemi razziali, post bellici, una nuova fisionomia della famiglia, ecc…

 

 

BOY SHOWING OFF BADGES

BOY AND PUPPIES

 

 


Insomma un lavoro sul reale su cui si innesta però l’immaginario che dà pace interiore, impegno a continuare su quella strada e ancora sognare una realtà fatta di serenità, di cose belle, di amore, di sentimento... senza però dimenticare la dinamicità

Forse perché la società americana, così giovane, così intenta a costruire miti e sogni, perché non c’era una storia antica da raccontare, doveva costruirsi su un’identità collettiva diversa, ammantata di speranza, di gioia, di cose belle da raccogliere, da animare. E Rockwell sembra capace di realizzarla, creando un mondo in cui è possibile riconoscersi e abitare. Un mondo, forse, fin troppo bello in cui abitare con gioia e dinamicità.


Anche se, tuttavia, anche questa America, fa ormai parte del passato prossimo.

 

 

COUPLE IN RUMBLESEAT

APRIL FOOL

 

 

 

Molto incisivi, interessanti e somigliantissimi i suoi ritratti, molti dei quali a personaggi famosi, come ad es. i due ritratti ai Presidenti americani Kennedy e Nixon.

 

 

 

 

 

 

DA JUDY GOFFMAN, SUA GRANDE ESTIMATRICE

 

Norman Rockwell era stato per lo più considerato “un illustratore” ma oggi riconosciamo che il suo genio consiste nel raffigurare l’esperienza americana con nostalgia, ma anche con costruttività e significato.

Attraverso le pagine dell’Evening Post egli trasmetteva con estrema bravura i suoi pensieri e desideri.

Un giorno mi trovai faccia a faccia con una sua tela e da allora mi diedi da fare affinchè egli venisse pienamente apprezzato, così come lo apprezzavo io, relativamente alla sua tecnica e ai materiali usati. Cominciai così a collezionare dipinti a olio, disegni a carboncino e schizzi. Il fascino dei suoi disegni deriva forse dal fatto che in essi è racchiusa un’intera epoca, il periodo post bellico, il ritorno alla vita quotidiana, ma più di tutto viene raffigurato uno scenario tipicamente americane.

Probabilmente ispirato dal padre, un pittore domenicale e dai dipinti del nonno che aveva realizzato scene rurali e bucoliche, nato a New York nel 1894, vi trascorse l’infanzia. Dopo essersi ritirato dalle superiori, a 16 anni entrò  alla National Academy School  e successivamente alla Art Student League,  dove c’erano validi illustratori  che gli trasmisero l’amore ai dettagli storici. Poco prima era già stato incaricato di un lavoro, la realizzazione di quattro tematiche sul Natale destinate alle cartoline augurali e a 19 anni era già direttore artistico delle riviste dei Boys Scout americani.

 

 

A SCOUT IS A LOYAL BOY

SCOUT IS REVERENT

 


Allo scoppio della I Gerra mondiale avrebbe voluto arruolarsi in Marina ma pesava troppo poco per costituzione ma, dopo vari sotterfugi riuscì ad entrare nelle Forze armate venendo però delegato ad essere solo un Artista militare e disegnando il manifesto che raffigurava un ragazzino che mostrava con orgoglio  i suoi distintivi e medaglie da boys scout...
*
Nel 1915 si trasferì a New Rochelle, sposando Irene O’Connor da cui divorziò però nel 29 e nel 30 sposò Mary Bartowe, da cui ebbe 3 figli, fonte di grande ispirazione. 
Avendo fatto amicizia con un vignettista che lavorava per The Saturday Evening Post, riuscì a proporsi per una copertina per il Post, seguita poi da
ben 324. Vendette altre sue copertine a varie riviste.

Al momento però e fino al 1919 la stampa rapida a 4 colori non era stata ancora affinata e quindi Rockwell realizzava i suoi disegni in b/nero, da quadri originali.
Le sue capacità si svilupparono ancor più negli anni Venti e Trenta, quando creò veri e propri personaggi, prendendosi gioco con leggerezza della vita quotidiana e realizzando copertine che ”raccontavano” storie, intorno ai giochi di magia, ai giochi di carte, al circo, ecc., ognuna con un titolo che era tutto un programma “While the Audience Waits”, “Christmas Knight” “The Hikers” e tanti altri.
Tuttavia, lo spazio a lui destinato in copertina era alquanto inadeguato, contenendo vari marchi e diciture, finchè, nel 1936. Il direttore del Saturday Evening Post gli diede la possibilità di realizzare i suoi disegni entro l’intera copertina, senza bordi o marchi.


 

STUDIO PER EXTRA GOOD BOYS AND GIRLS

MERRY CHRISTMAS, GRANDMA..

 


Trasferitosi ad Arlington nel Vermont, iniziò a dipingere quadri a tutta tela, raggiungendo la sua maturità artistica ed elevando l’illustrazione ad arte, dimostrando quanta creatività, estetica ed espressione contenesse, facendo rivalutare non solo il suo operato, ma anche quello di altri illustratori del suo tempo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rockwell, si ispira al celebre discorso del 6 gennaio 1941 del Presidente Franklin D. Roosevelt, sulle quattro libertà fondamentali: libertà del chiedere, libertà dalla paura, libertà di parola e libertà di culto, su cui poi realizzerà una serie di quadri chiamata appunto The Four Freedoms (Le quattro libertà).
Le quattro realizzazioni vennero pubblicate nel 1943 sul The Saturday Evening Post eppoi esposte in varie città dal Dipartimento del Tesoro, per promuovere la raccolta di fondi per la guerra poi stampate in milioni di copie ed utilizzate ancora per la vendita dei buoni del tesoro e con cui vennero raccolti 132 milioni di dollari.

 

 

Liberttà di espressione e di pensiero

 

Libertà dal bisogno

 

Libertà di culto

Libertà dalla paura

 



In quello stesso anno un incendio nello studio dell'artista distrusse numerose tele originali e la sua collezione di costumi e materiali di scena di grande interesse storico.

Purtroppo - dice l'autrice dell'articolo - non ho potuto conoscerlo di persona, ma ho conosciuto persone che lo hanno incontrato ed apprezzato, che lo ricordano come un uomo gentile e generoso. Una volta regalò ad un signore un suo studio ad olio perchè il figlio di quest’uomo gli aveva scritto per sapere se aveva qualcosa alla sua portata economica, da regalare al padre in occasione del suo compleanno. La sua generosità era leggendaria.

Una volta, trovando perfetto come modello un giovane,  ne fece uno dei soldati più famosi della seconda guerra mondiale. Durante la guerra si impegnò a vendere i buoni del tesoro a favore del governo ed i suoi quadri del 44 Soldiers and U.S. Saving Band diventarono simbolo di patriottismo e dei sacrifici dal e per il popolo americano Poi venne Four Freedoms.

La sua genialità consistette nel cogliere l’essenza di un’America che oggi non c’è più.

Successivamente, verso la fine della sua vita, si diede ad argomenti politici che affrontavano questioni razziali e molto altro.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1978 e col tramonto di quell’America ideale da lui amata e disegnata, è ora possibile osservare più obiettivamente l’opera intera di Rockwell e collocarlo tra i migliori artisti americani di questo secolo.

 

 

 

HOW GOES THE WAR ON POVERTY

THE PEACE CORPS

 

 

 

 

DA PARTE DI SUO FIGLIO PETER, SCULTORE

 

Il figlio Peter ricorda che Norman Rockwell fu uno dei pochi artisti il cui nome è diventato un aggettivo, indicando, ad es. come Rockwelliana, qualcuna delle sue pubblicità, oppure proprio come Norman Rockwell per sottolineare delle situazioni tipicamente americane.

Ricorda anche momenti negativi in cui lo si accusava di tingere di rosa tutto, oppure di distruggere con i suoi quadri il gusto degli americani nei confronti dell'arte contemporanea, poichè ogni suo quadro raccontava una storia e veniva impostato secondo le sue capacità, ognuno di essi raccontava di vitalità, di gioia, di nostalgia dell'infanzia e delle cose belle di un tempo, ma spesso il suo lavoro veniva etichettato come provinciale, pur essendo, invece, permeato di realismo assoluto che si esternava nella perfezione del lavoro e nella ricerca dei particolari. I quali dovevano essere compresi da tutti, dall'uomo delle città e da quelli delle campagne.



 

THREADING THE NEEDLE

 

 

KAYNEE BLOUSES AND WASH SUITS MAKE YOU LOOK ALL DRESSED UP

 

 

 


Ammirato, però, dal grande pubblico, era gradito anche dal mondo dell'arte che lo riteneva però solo un importante "artista commerciale". All'epoca, artisti, pittori o scrittori studiavano per lo più in Europa ed avevano assimilato altre tecniche, altre mentalità e veniva considerata una pittura più seria quella che riprendeva le ampie distese del Far West, i paesaggi e le terre di frontiere, gli indiani...

Rockwell era, invece, sempre là a disegnare. I suoi quadri, perchè erano davvero dei quadri reali, non delle semplici pubblicità, così ricchi di particolari, di sensibilità, di gioia, anche di leggerezza, venivano utilizzati per le prime pagine dei settimanali. Essi erano pieni di tecnica, dapprima realizzati come schizzi a matita o a colore, poi con disegni più particolaraggiati, anche a carboncino... poi il quadro vero e proprio che si mostrava in tutta la sua magnificenza.

 

 

RED HEAD



E non c'erano solo le pubblicità sulle copertine dei giornali, ma anche illustrazioni di libri per ragazzi, quali Tom Sawyer o Huckleberry Finn, pubblicità di vari tipo, calendari e vi lavorava solo su commissione. Agli inizi degli anni '50 aveva realizzato oltre 300 copertine.

Ciò che il pubblico voleva avere era una immagine di come sperava di essere nella realtà o come avrebbe davvero voluto essere, in una sequenza di vita serena, oltremodo ovattata, ricca di cose belle, lontana dalla guerra...
E, infatti, nei suoi quadri, non sembra esser passata la guerra, se non in uno, altrimenti c'erano uomini che tornavano dalla guerra, alla vita di tutti i giorni... In lui c'era il rifiuto della guerra e di altre problematiche che solo in età avanzata verranno da lui prese in considerazione, come ad esempio la tematica razziale, espressa nel suo "The Problem we all live with".

Se si guarda con occhio curioso e critico il chierichetto, qui sotto, vi si ritrovano i colori e l'atmosfera di un quadro fiammingo del XVII secolo...

 


CHOIR BOY, COMBING HAIR FOR EASTER

 

 

 


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