Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

 

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LO SCISMA ANGLICANO

 

 


Enrico VII

Moneta con effigi di alcuni Tudor

Enrico VIII

Alla morte di Enrico VII, il Regno d’Inghilterra passò nelle mani del figlio che prese il nome di Enrico VIII. Prendendo le redini del Regno egli ereditò una situazione dal punto di vista religioso molto turbolenta. Il disprezzo per i difetti e la corruzione della Chiesa era un sentimento molto diffuso nel paese già molto tempo prima che prendesse avvio lo scisma.
Tale sentimento non si placò mai, raggiungendo in alcuni momenti punte di estrema violenza.

La situazione all’inizio del XVI secolo non migliorò: il concubinaggio, la simonia, l’indifferenza dei chierici per le “pecorelle” loro affidate, la vita dissoluta grazie ai privilegi o ai vitalizi loro garantiti e l’ignoranza in materia teologica, portarono la chiesa ad una destabilizzazione crescente, perlomeno agli occhi dei laici la cui devozione era invece ammirevole.
Eppure un’avvisaglia di quello che si sarebbe abbattuto in modo grave sulla Chiesa inglese si ebbe con il movimento dei LOLLARDI che prese le mosse dalla predicazione del sacerdote JOHN WYCLIFF (Wycliffe, Wycliff, Wicliffe, or Wiclif).

Caterina Parr

Anne De Cleves

Caterina Howard

Le altre Mogli di Enrico VIII

 

WYCLIFF ED IL MOVIMENTO DEI LOLLARDI

 

 


John Wycliff e i Lollardi


John Wycliff ( c. 1324 – 1384 ) il più grande riformatore religioso prima di Lutero, compì una brillante carriera universitaria a Oxford dove assunse anche l’incarico di Maestro.
Egli subì molto l’influenza filosofica – teologica di Guglielmo di Occam, di Duns Scoto e Roberto Grossatesta, vescovo poi scomunicato di Lincoln.
Intorno al 1372 scrisse un libro dal titolo Del dominio divino“ in cui diede forma compiuta alle sue teorie sulla povertà della Chiesa, sulla sovranità di Dio, sull’autorità della Bibbia e soprattutto sulla negazione dell’infallibilità papale e ribadendo la superiorità regale su quella papale.

E’ facile arguire che queste sue teorie, specie quella riguardante la superiorità del Re su quella del Papa ,se da una parte gli apportarono notevoli simpatie nella Corte e tra la maggioranza dei nobili, dall’altra misero in allarme la gerarchia ecclesiastica
Infatti cinque anni dopo fu chiamato dinanzi ad un tribunale ecclesiastico a difendersi dall’accusa di eresia e sarebbe stato condannato ad una fine orribile se non avesse usufruito della protezione accordatagli dal figlio del re Edoardo III; la stessa protezione lo salvò dalla condanna emessa contro di lui da papa Gregorio XI che invitò i vescovi a processare il teologo per manifesta eresia.

Fu proprio in quegli anni che fondò il movimento dei “Poveri Predicatori“, successivamente detti Lollardi che vestiti miseramente e senza altro che un bastone ed alcune parti della Bibbia tradotte in inglese da lui stesso, giravano di villaggio in villaggio predicando il Vangelo, denunciando la corruzione del clero e invitando alla conversione e a ribellarsi all’ingiustizia.

John Wycliff

Bibbia tradotta da Wycliff

Gregorio XI


Questa intensa predicazione, unita allo scontento per l’incessante tassazione del popolo a causa della guerra contro la Francia, portò nel 1381 ad una gigantesca ribellione popolare, che coinvolse non solo la povera gente ma anche il basso clero ed i piccoli proprietari terrieri, stanchi della continua tassazione e che diede vita a saccheggi di beni ecclesiastici e della nobiltà e ad incendi di numerose proprietà.

Nel giugno dello stesso anno i rivoltosi entrarono a Londra e decapitarono l’arcivescovo Sandbury ed il tesoriere della Corona. Fallito l’incontro fra il Re e gli insorti cominciò la repressione da parte dell’esercito regio con conseguenti stragi ed impiccagioni di ribelli tra cui i capi della rivolta: John Ball e Wat Tyler.
Wycliff pur dichiarandosi estraneo alla rivolta protestò contro la durezza della repressione e a causa di ciò fu costretto ad abbandonare Oxford e a ritirarsi nella sua parrocchia di Letter Worth dove continuò a scrivere fino alla morte, contro il clero corrotto.

La condanna per eresia fu pronunciata postuma durante il Concilio di Costanza (1415) e fu deciso che il suo corpo fosse dissepolto, bruciato e le ceneri disperse nel fiume Swift, il che avvenne dopo qualche esitazione, soltanto nel 1428. Intanto i Lollardi continuarono ad essere perseguitati fino allo secessione della chiesa inglese ed ancora negli anni 1521-1522 alcuni di loro vennero mandati al rogo.

Guglielmo di Occam


Duns Scoto



Roberto Grossatesta

 

 

LO SCISMA DI ENRICO VIII

Quando nel 1509 Enrico VIII salì al trono, aveva appena 18 anni e nel primo periodo del suo regno si mantenne un figlio fedele della chiesa tanto che qualche anno dopo, nel 1521, scrivendo il libretto "Assertio septem sacramentorum“ nel quale contestava aspramente la teologia sacramentale di Lutero, il Papa gli concesse il titolo di “Difensor Fidei“.
Ma questo periodo idilliaco con la Chiesa di Roma venne a cessare a causa del suo non felice matrimonio, fra l’altro reso possibile con dispensa di papa Giulio II, con la vedova di suo fratello Arturo: Caterina d’Aragona, che non era riuscita dopo quasi venti anni di matrimonio a dargli un figlio maschio, lasciando Enrico privo di un erede, necessario per salvaguardare il proprio trono.

Papa Giulio II

Caterina D'Aragona

Arthur Tudor

Fu questa la ragione che lo spinse a chiedere a Papa CLEMENTE VII l’invalidazione della dispensa papale, ma la questione si presentava molto delicata; infatti se da una parte Enrico era preoccupato per la successione dinastica perché la moglie Caterina non era riuscita a dargli un erede maschio (l’unica superstite delle sue varie gravidanze era la figlia MARIA), dall’altra bisognava tenere in considerazione un fattore prettamente politico, essendo Caterina la zia dell’Imperatore CARLO V.

Per risolvere la questione fu deciso di indire un incontro fra un intermediario papale e cioè l’arcivescovo CAMPEGGIO ed uno del re, il card. WOLSEY, ma tale trattativa non riuscì ad arrivare ad una conclusione definitiva. Allora Papa Clemente VII, che nel frattempo aveva subito il “Sacco di Roma“ nel 1527 e la conseguente prigionia a Castel Sant’Angelo, non volendo o non potendo provocare ulteriormente l’imperatore, decise di avocare a Roma il diritto di decisione, ma anch’egli tardava nel prenderla.

Clemente VII

Carlo V

Cardinal Wolsey

Il fallimento di Wolsey fece comparire sulla scena quello che può essere a ragione considerato l’architetto della Riforma inglese: THOMAS CRANMER (1489 – 1556) il quale nel 1529 suggerì al Re di sottoporre la sua questione matrimoniale al giudizio delle principali università Europee. Anche se tale proposta non ebbe l’unanimità dei consensi, tuttavia la maggioranza fu favorevole ad Enrico. Mese dopo mese Enrico VIII consigliato da Cranmer, nominato nel frattempo Arcivescovo di Canterbury, alzò sempre di più il tiro contro la Chiesa di Roma.

Il primo grave casus belli avvenne nel 1530, quando il Re accusò diversi prelati di aver agito secondo il vecchio statuto del “Praemunire“ (promulgato nel 1353), volto a prevenire che le cause legali riguardanti il clero fossero trasferite al di fuori dell’Inghilterra e portate davanti a corti papali. La vittima più illustre di quest’accusa fu il Card. Wolsey che, già caduto in disgrazia per il mancato buon esito delle trattative sulla separazione matrimoniale del re, fu messo sotto accusa ma morì di malattia poco dopo nel 1530.

Nel 1531 Enrico fece votare dal Parlamento "L’ATTO DI SUPREMAZIA“ col quale si fece proclamare Capo Supremo della Chiesa d’Inghilterra, e l’anno successivo fece decretare sempre dal Parlamento una norma la quale stabiliva che i tributi di spettanza papale venissero pagati al re.
Comunque lo strappo definitivo con Roma arrivò nel 1533 quando sposò segretamente ANNA BOLENA che aspettava da Lui un figlio, macchiandosi così di bigamia.

Tre mesi dopo, l’Arcivescovo di Canterbury Cranmer, facendosi forte di un decreto parlamentare sull’autonomia della Chiesa Inglese nelle decisioni interne, dichiarò sciolto il vincolo matrimoniale con Caterina e riconobbe solennemente quello con Anna Bolena.
Nel 1534 Papa Clemente VII reagì a questo atto di insubordinazione,, scomunicando il Re, Anna Bolena e l’Arcivescovo Thomas Cranmer, e colpendo l’Inghilterra di interdetto, una punizione che nel Medio Evo avrebbe messo in ginocchio qualsiasi re cristiano, ma che nell’Inghilterra del XVI Secolo passò quasi inosservata.

Thomas Cranmer

Re Enrico VII tra Cromwell e Cranmer

Anna Bolena


Enrico VIII reagì alla scomunica con tre atti:

un’ulteriore atto di supremazia.
- l’obbligo per tutti gli inglesi di giurare solennemente davanti al Re e non davanti ad altre autorità straniere.
- condanna per tradimento per chi sostenesse che il Re fosse eretico o scismatico.

Tommaso Moro

Tommaso Cromwell

Giovanni Fischer

Da questo momento la persecuzione contro i cattolici fedeli a Roma si intensificò gradatamente fino a giungere, sotto il coordinamento del Vicario Generale THOMAS CROMWELL, alla chiusura di monasteri e all’incameramento dei loro beni alla Corona e come se ciò non bastasse tutti i prelati e i notabili dovettero sottostare al giuramento di fedeltà all’Atto di Supremazia e chi si rifiutava (come Tommaso Moro e il vescovo Fisher) veniva condannato a morte.
Dunque la chiesa anglicana nasce come chiesa cattolica scismatica, conservando del cattolicesimo praticamente tutto, almeno in questa prima fase, escluso il riconoscimento del potere papale e le influenze luterane e calviniste si fecero sentire solo dopo la morte di Enrico avvenuta nel 1547, sotto il regno di suo figlio Edoardo VI (nato dalla sua terza moglie Jane Seymour).

 

L’AVVICINAMENTO ALLE DOTTRINE PROTESTANTI

 

Edoardo VI

Edoardo Seymour

Jane Seymour

Quindi, come sopra accennato, le nuove dottrine tendenti al Calvinismo furono introdotte sotto il regno di EDOARDO VI che salì al trono d’Inghilterra nel 1547 all’età di nove anni.
Il potere effettivo era però nelle mani del reggente e Lord Protettore, suo zio EDWARD SEYMOUR, duca di Somerset. Egli era un buon amico di Cranmer e un convinto assertore della Riforma e questa complicità fece sì che le dottrine riformate prendessero vigore anche a causa del ritorno di molti predicatori protestanti che, fuggiti dall’Inghilterra per paura di essere arrestati da Enrico VIII, erano ritornati e adesso potevano liberamente predicare le nuove dottrine protestanti e questo fece sì che nei sei anni del regno di Edoardo, l’Inghilterra si allontanò progressivamente dal cattolicesimo.

Nel 1549 fu promulgato un Atto di Uniformità che rese obbligatorio l’uso del BOOK OF COMMON PRAYER (libro delle preghiere) per tutto il clero, voluto da Cranmer per semplificare i libri di preghiere e le funzioni religiose in latino, risalenti al Medio Evo.
Però, dal punto di vista dottrinale ne risultò un miscuglio di idee diverse (in parte cattoliche e in parte luterane) e ciò non soddisfaceva nessuno, quindi nel 1552 fu decisa una revisione, questa volta in senso calvinista. Infine nel 1553 vennero pubblicati i 42 ARTICOLI in cui era riassunta tutta la dottrina anglicana. L’Inghilterra sembrava avviata in modo veloce verso un’adesione formale alla Riforma quando nel 1553 il re morì giovanissimo di tubercolosi.
Ad esso succedette MARIA TUDOR figlia di quella Caterina d’Aragona, il cui ripudio aveva scatenato lo scisma.

 

IL TENTATIVO DI RESTAURAZIONE

 

Reginald Pole

Maria Tudor detta "La Sanguinaria"

Elisabetta I

Appena ascesa al trono MARIA instaurò una politica filo-cattolica volta a riportare la Chiesa Inglese nelle braccia materne della Chiesa Romana. Di nuovo i protestanti più autorevoli fuggirono alla volta del Continente, convinti che presto non avrebbero potuto più farlo (come in effetti avvenne). Ella fece ritornare i vescovi cattolici alle loro sedi ed abrogare tutte quelle leggi ecclesiastiche approvate da Enrico VIII ed Edoardo VI, ad eccezione dell’Atto di Supremazia e della legge che prevedeva l’espropriazione dei beni della Chiesa.
Nel 1554 la Regina fece abrogare anche l’Atto di Supremazia ed il Card. REGINALD POLE (1500 – 1558) legato papale, potè rientrare in patria per assistere al ritorno della pecorella smarrita (la Chiesa Ingles ) all’ovile (il Papato). Nel gennaio 1555 furono create Commissioni speciali con il compito di scovare gli eretici in tutto il regno e di processarli. Le leggi volute da Maria contro gli eretici produssero quasi 300 vittime, condannate e giustiziate e fra loro Thomas Cranmer ed il vescovo Latimer.
Per questa sua feroce persecuzione contro gli eretici e per le numerose condanne a morte firmate essa fu soprannominata MARIA LA SANGUINARIA .
Tanti altri eretici in carcere stavano aspettando la loro triste fine, quando quasi improvvisamente, il 17 novembre 1558, Maria morì, solo qualche ora prima del card. Pole, il fautore del riavvicinamento dell’Inghilterra alla Chiesa Cattolica.

 

LA DEFINITIVA VITTORIA DEGLI SCISMATICI

Nel 1558 salì al trono ELISABETTA I, figlia di Anna Bolena e fu lei la vera fondatrice della Chiesa Anglicana, che rimase una sintesi dottrinale tra la liturgia cattolica e la dottrina calvinista.
Il suo regno non iniziò nel migliore dei modi, in quanto i cattolici la considerarono una usurpatrice, figlia della colpa, tanto che l’allora Arcivescovo di Canterbury HEATH si rifiutò perfino di riceverla. Essendo un abile donna politica non rese subito chiaro all’inizio il suo credo politico, non dichiarandosi protestante per non scontentare i sudditi cattolici e dall’altra parte adottando molto lentamente i principi protestanti senza usare i toni accesi dei suoi predecessori.

Nel 1559 con un Atto di Supremazia negò l’autorità giurisdizionale del papa, ma con un’acuta riformulazione rese il Sovrano non più Capo Supremo bensì Governatore Supremo della Chiesa Inglese. Nello stesso anno - con un terzo Atto di Uniformità - impose a tutto il Paese l’uso del “Second Prayer book“ riveduto in senso cattolico e di cui si dice che perfino il Papa lo approvasse.
Permise inoltre il matrimonio degli ecclesiastici e impose a tutti i sudditi di frequentare la chiesa la domenica e i giorni dedicati al Signore. Inoltre revisionò i 42 Articoli di Edoardo VI° riducendoli a 39 Articoli, dove erano formulati i principi dottrinali anglicani , i quali sono validi ancora oggi.

La reazione di Roma fu lenta, ma con la Bolla “Regnans in Excelsis“ del 1570, il Papa PIO V la scomunicò e sciolse gli inglesi dal dovere di obbedienza, il che fu però un errore grave in un paese che non aveva bisogno di alimentare il fuoco della polemica anti papale.
Dura fu la reazione della Regina che vietò in pratica l’esercizio della religione cattolica ed iniziò ad usare il pugno duro, facendo imprigionare e giustiziare molti cattolici, specie ecclesiastici, e chiudere e confiscare tutti i monasteri.

Nel 1581 il Parlamento approvò ”l’ACT AGAINST RECONCILIATION TO ROME“ obbligando in pratica tutti gli inglesi ad aderire alla Chiesa Anglicana.
Nel 1587 in seguito alla minaccia di una invasione spagnola ed in seguito all’ennesima congiura per ucciderla e sostituirla con MARIA STUARDA, fece imprigionare quest’ultima e decapitarla più tardi. La reazione degli spagnoli avvenne l’anno dopo, ma la loro Invincibile Armata fu sconfitta e il Regno d’Inghilterra da allora non corse più nessun pericolo esterno.
Elisabetta morì nel 1603, ed in quel periodo l’anglicanesimo aveva posto ormai salde radici in tutta l’Inghilterra.

Papa Pio V

Maria Stuarda


 

 

 

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