Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.
Nello specifico, il presente articolo è stato realizzato dal Prof. Renzo Barbattini dell'Università di Udine, che ha fornito anche le immagini.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

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L’APE NELL'ARTIGIANATO ARTISTICO:
AQUILONI APE

 

La fantasia appesa ad un filo. Numerose sono le decorazioni riportate sugli aquiloni e altrettanto umerose sono le forme; l’ape è uno dei soggetti più rappresentati nella tradizione cinese circa la costruzione di aquilonI

di Renzo Barbattini (*)
e Carlo Anzil (**)



L’aquilone rappresenta l’antico desiderio umano di volare. Aquilone (1) : di primo acchito questa parola richiama alla mente, nella maggior parte di noi europei, il classico oggetto volante costruito a forma di losanga con le lunghe code fluttuanti nel cielo; ma chi frequenta le manifestazioni aquilonistiche o semplicemente si imbatte in uno di questi eventi, sa bene che oggigiorno ci sono molti e diversi tipi di aquiloni. E’ quindi, un oggetto in grado di volare grazie all’azione aerodinamica del vento che lo investe (il cavo di ritenuta fornisce la forza di contrasto a tale azione) ma esistono diversi tipi di aquilone, dei quali i più conosciuti sono gli STATICI, i COMBATTENTI, gli ACROBATICI e quelli DA TRAINO.

Gli statici, chiamati anche ascensionali o monofilo, sono progettati e costruiti per prendere il volo e salire nel cielo fermandosi stabilmente in una posizione fissa: sono quelli che sembrano immobili nel cielo, o al massimo si spostano di poco solo per seguire il libero fluttuare del vento che li sostiene.
Gli aquiloni combattenti (Fighter) sono a forma di rombo e hanno la particolarità di essere brigliati (hanno, cioè, il punto di attacco per il filo) in modo da risultare stabili quando si tira
il filo e instabili quando lo si rilascia (girano su se stessi): l’abilità del pilota sta nel tirare il filo nel momento giusto per fare schizzare l’aquilone nella direzione desiderata e andare così a “tagliare” il filo dell’aquilone avversario.

Per facilitare il taglio si spalmano circa 2 metri di filo con pece sulla quale poi si fanno aderire dei pezzettini di vetro rendendo abrasivo quel tratto di filo.
La “battaglia” vede vincitore l’aquilone che rimane in cielo per ultimo. Questa tradizione dei “Combattenti indiani” è molto diffusa nei paesi orientali (in India e in Pakistan principalmente), ma ci sono anche Fighters a forma rettangolare, come i “Combattenti giapponesi”, i “Combattenti coreani” e di molte altre regioni.
Marco Polo, durante i suoi viaggi vide questi combattimenti e portò in Italia questi aquiloni romboidali, ma la difficoltà di pilotaggio fece sì che fu modificata la forma, allungando la parte posteriore, realizzando una “losanga” dotata di una lunga coda per ottenere un volo stabile.

Gli acrobatici, oggi hanno raggiunto una notevole diffusione e appartengono al gruppo degli aquiloni pilotabili, si riconoscono subito perché si guidano utilizzando due o quattro cavi. L’aquilone acrobatico a due cavi vola sempre seguendo la direzione della sua punta o del suo bordo d’attacco; i “veri” acrobatici a due cavi sono quasi sempre a forma di delta.
Gli aquiloni acrobatici a quattro cavi hanno la possibilità di muoversi in qualsiasi direzione, andare avanti, indietro, di lato e fermarsi su comando del pilota; i quattro cavi che si dipartono dall’aquilone, arrivano a due particolari maniglie che consentono al pilota di guidare l’aquilone in maniera ottimale.
I quattro cavi sono gli ultimi arrivati nel mondo degli aquiloni acrobatici ed il “Revolution”, che è stato il capostipite di questi splendide macchine volanti, è ancor oggi uno dei modelli più utilizzati dagli appassionati di questo sport.
Un gruppo a parte è rappresentato da una particolare serie di aquiloni che sono utilizzati per il traino o, come dicono gli addetti ai lavori, per il “powerkite”.
Si tratta di aquiloni pilotabili a due o quattro cavi con superficie variabile da 3 ad oltre 10 metri quadrati, che sono in grado di trainare il pilota che sta con i piedi per terra sulla sabbia o su di uno speciale triciclo (buggy), o sugli sci, o sulla tavola da snowboard, o su di una tavola da surf: quest’ultimo è lo sport del momento, il “Kite-Surf ” !
Numerose sono le decorazioni riportate sugli aquiloni e altrettanto numerose sono le forme di questi oggetti.
Spesso i costruttori di aquiloni si rifanno al mondo animale e tra gli animali un soggetto scelto è l’ape; a tal proposito si riportano le seguenti:

 

• Fig. 1A e Fig. 1B:

questi sono aquiloni statici chiamati “Doppio Esagono” dal loro ideatore e costruttore.
Silvio Maccherozzi di Parma, che nel 1986 vinse, con questo aquilone, il premio “Aquilone d’oro” a Urbino. Quelli riportati nelle foto misurano 5 x 5 metri e sono stati costruiti, nel 2010, da Giacomino Reverberi, 92 anni di Parma (Fig. 1C).
Sono costituiti in tessuto “Rip-Stop” e da stecche in fibra di carbonio; Il Rip-Stop, materiale sintetico, leggero ma molto resistente è usato anche nella velistica per confezionare la vela spinnaker e nella disciplina sportiva “parapendio” per realizzare l’ala (detta anche vela);

• Fig. 2A e Fig. 2B:

 

 

anche questo è un aquilone statico ma di tipo commerciale su progetto tradizionale giapponese “Yakko”, di tela di nylon e con stecche in fibra di vetro.
Esso è munito, alla sommità del capo, di un arco (tecnicamente chiamata arpa eolica) che vibra mosso dal vento, emettendo un particolare ronzio;

 

• Fig. 3:

questo bellissimo aquilone statico, di circa 2 metri d’apertura alare e di 2,3 m di altezza, è stato costruito dall’americano Scott Skinner seguendo un modello tradizionale giapponese (Rokkaku). Anch’esso è costituito da una vela in Rip-Stop e da stecche in fibra di carbonio;

 

 

• Fig. 4:

il nome di questo aquilone è “Yakko Bee” ed è stato ideato e realizzato dall’inglese Karl Longbottom (http://www.longbottom.org.uk) nel 2002 usando Rip-Stop per la vela e stecche di fibra di carbonio; esso ha vinto un premio al Festival Internazionale svoltosi a Dieppe (Francia) quell’anno.
Si ottiene un effetto visivo abbastanza“spettacolare” facendo volare più “Yakko Bee”, collegati tutti allo stesso filo ottenendo un effetto“sciame” di piccole dimensioni;

 

• Fig. 5:

 

 

questo aquilone, con l’effige di un noto personaggio dei cartoni animati (ape Maia) è stato costruito
da Filippo Gallina del gruppo “Filo- Vola” di Caerano S.Marco (TV) per il Festival Internazionale degli aquiloni“Vulandra 2010” (Ferrara, 23- 25/4/2010). È in tessuto Rip-Stop, con stecche in fibra di carbonio; misura 2 x 1,5 m e vola bene con venti deboli, essendo molto leggero;

 

• Fig. 6A e 6B:

 

 

anche se, più che di ape, è più corretto parlare di vespa, questo è un aquilone costruito secondo la tradizione cinese: struttura in listelli di bambù tagliati a mano, piegati a caldo su fiamma libera, legati con filo di seta (gli originali, qui in cotone) e ricoperti di carta riso poi dipinta.
Questo aquilone statico misura 2,5 metri di apertura alare ed è stato realizzato, nel 2008, da Vittorio Callegaro di Porto Viro (RO) con l’aiuto di suo figlio Ettore per la decorazione.


Molti altri aquiloni, che si rifanno all’ape o alle celle esagonali, si vedono sui campi di volo durante gli incontri fra aquilonisti: non mancheremo di raccogliere le immagini di queste aeree creazioni e di presentarvele.


*Dipartimento di Scienze agrarie
e ambientali, Università di Udine
**Gruppo “Svole Alt” (Udine)

Apitalia del 7-8/2012, pagg. 37-39.

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA


- Accascina G., 1988 - Aquiloni, Stampa Alternativa/Nuovi equilibri (Roma)

- Olivieri O. I., 1980 - Gli aquiloni, come costruire gli aquiloni e come farli volare. Sansoni (Firenze)

- Pelham D., 1976 - Kites, The Overlook press, Woodstok NY

 

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NOTE



1 - Non è dato sapere quando siano comparsi i primi aquiloni, ma si ritiene che i primi siano stati costruiti in Cina circa 1000 anni prima della nascita di Cristo.



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