Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

 

IL GUARDIANO
DEL FARO

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HABEMUS PAPAM...

 

 

Nel silenzio del mio faro ho udito ancora una volta risuonare il grido a me caro … “Habemus Papam” … ancora una volta non siamo più soli: abbiamo vicino a noi il Vicario di Cristo.

Si noti bene: mai come in questo caso non possiamo dire che è il successore del precedente Papa …  “il successore di Benedetto XVI” … . Per due motivi: il primo perché è ancora vivo il Santo Padre (emerito) Benedetto XVI e il secondo – ben più importante – è che il Pontefice in carica riceve il mandato da San Pietro stesso … cioè succede solo a San Pietro … sono cancellati, annullati tutti i Papi precedenti, è lui a cui Cristo stesso dice : “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa (Mt, 16-18)”.
Tutto è nuovo, il tempo si annulla, è San Pietro che consegna a Francesco le chiavi del Regno!

Il Papa, ecco il nostro nuovo papà … in questo gioco di parole si concentra e si conferma la nostra Fede, lo sguardo si alza e vede il Cristo risorto che consegna le Chiavi del Regno a Pietro, la “pietra d’angolo” , ma soprattutto al Primo appartenente a questa nostra Chiesa tanto vilipesa in questi ultimi anni.
Ed è proprio in questa veste che si è presentato a noi: senza orpelli, senza insegne …. come semplice membro di quella Chiesa che Pietro ha iniziato e che a Lui chiede di guidare come primo appartenente, come Guida a nome e per conto di Cristo. E’ per questo, per dimostrare di aver capito questo oneroso mandato che ha scelto un nome che da solo è un programma : Francesco.
E come al Francesco di tanti secoli fa – apparso in sogno a Innocenzo III - anche all’odierno Francesco è chiesto ancora una volta di salvare la Chiesa, di  risanare questo edificio materiale e spirituale che sta crollando …

La chiesa, cattolica apostolica, romana ... Francesco lo ha capito molto bene, tanto da preferire e ribadire con continuità ed insistenza a chiamarsi “Vescovo di Roma”, non Papa, non Pontefice ma Vescovo,  l’Ordine più responsabile della custodia del gregge di Dio!
E come se non bastasse: “romano”, ed è in questa veste che intende guidare, assistere ed indirizzare tutto il popolo del Signore. Romano … quindi universale! 
Sembra quasi aver scordato il titolo di Papa, di Pontefice,  che potrebbe confondere le idee togliendo quella sacralità dell’incarico rispetto al potere temporale della Chiesa vista solo come Stato.
Eppure il suo sguardo, le sue posizioni assunte quando era cardinale, il suo schierarsi dalla parte dei più deboli fanno presagire una futura altrettanto ferma presa di posizione su quello che lui giudicherà giusto e necessario per la Fede. Solo allora  sfodererà l’autorevolezza per prendere posizione e sfidare i poteri terreni per la "salvezza" di quella chiesa tanto cara al nuovo e al vecchio Francesco.

Nel silenzio e nel ritiro del Conclave ancora una volta ha aleggiato lo Spirito Santo. Non è necessario sapere cosa sia successo al di là delle sacre porte, dove un gruppo di uomini diversi nelle esperienze e provenienti dai vari angoli del mondo, sono stati riuniti in preghiera per dare un Pastore all’umanità. Eppure se non si pensasse ad un intervento divino non si riuscirebbe a trovare una valida spiegazione alla elezione ogni volta del pastore che più è necessario in quel momento.
E’ strano come si alternino le varie personalità e caratteristiche dei Pontefici che - almeno negli anni che personalmente posso prendere in esame - hanno una particolare caratteristica: quella di alternare un papa “buono” ad un papa con spiccate caratteristiche di “teologo”, quasi a voler significare il classico alternarsi del bastone alla carota (questa volta tradotto in dottrinale e bonario).

Papa Pio XII

Papa Giovanni XXIII

Papa Paolo VI

Pio XII detto “pastor Angelicus” ha saputo guidare la Chiesa attraverso periodi difficili segnati da una guerra mondiale, ha dovuto reggere con mano ferma la guida della Chiesa tra insidie umane terribili e funeste.

Giovanni XXIII detto “papa buono” ha mostrato al mondo il lato bonario della Chiesa pur dando inizio a quello che sarà definito un cambiamento di rotta della barca di Pietro : il Concilio Vaticano II. 

Paolo VI, un Vescovo di Roma che ha avuto nella riservatezza la sua peculiare specificità.

Giovanni Paolo I definito il Papa del sorriso, non ha avuto il tempo di mostrare appieno la sua bonarietà e il suo “sorriso di Dio”.

Giovanni Paolo II ha continuato l’opera del suo predecessore mostrando il lato umano della Chiesa e la partecipazione all’opera umana confrontandosi con essa, avvicinandosi con i suoi viaggi al popolo di Dio, proprio per “scendere”  dal trono dell’uomo per avvicinarsi all’anima spirituale dell’essere umano.

Benedetto XVI, ha saputo mostrare al mondo come deve essere guidata una “barca”: con maestria e con perizia, con quel discernimento tipico di chi è ben ferrato nella materia che sta trattando, con sincerità ma con altrettanta fermezza sui punti cardine del Credo cristiano.

Ancora una volta viene sottolineato un aspetto sconosciuto della Chiesa, un aspetto che nessuno si attendeva: un giro di boa – per rimanere in termici nautici – anche il Papa diventa “anziano”, anche il Papa “deve ritirarsi” per lasciare il posto ad un altro nocchiero che sappia guidare la Barca che si trova in piena bufera e che ha bisogno di una guida più forte di braccia nuove di un rinnovato vigore.

Francesco, il nome stesso indica la rotta che la Barca seguirà. Il volto è pulito, l’indole è buona, il modo di fare è sereno sono tutti sintomi di una persona che sa dove andare e soprattutto sa quale esempio seguire.
Per continuare con i proverbi si potrebbe dire che è “l’acqua cheta che rompe i ponti”, l’indole che è calma e bonaria sarà in grado di mantenere con la stessa fermezza la rotta giusta nel cammino di questa umanità che mette sempre più in risalto l’egoismo e la forza rispetto all’umiltà e la “tenerezza”, già ricordata nell' omelia della Messa d'inizio del suo Pontificato.

Papa Giovanni Paolo I

Papa Giovanni Paolo II

Papa Benedetto XVI


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Dopo una giornata intera in cui il faro ha tenuto spento il suo raggio, lasciando alla cura ed alla perizia degli uomini di dirigere la barca della vita, ecco che nella pace della sera quando si acquietano i rumori umani e si placano - ormai stanche - le lotte fratricide, ecco che il faro torna a “lanciare” la sua luce che squarcia le tenebre e  guida le barche verso il porto sicuro, indicando la rotta giusta da seguire.

Francesco è il faro e la sua luce riuscirà ancora una volta a sconfiggere le tenebre ed a guidare la Barca di Pietro sulla rotta di Dio.

 

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