Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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LO SCISMA D’ORIENTE
(di Massimo Melli )

 


Introduzione

La mancanza di comunione fra i cristiani fin dall’inizio è stata sempre considerata uno scandalo non solo fra i credenti , ma soprattutto nei confronti dei non cristiani, andando questo stato di cose contro la volontà di Gesù che pregando il Padre disse : ” che tutti siano una cosa sola cosicché il mondo creda che Tu mi hai mandato ( Giov. 17,21 ) “.
Egli per diffondere ovunque fino alla fine dei tempi la buona novella affidò ai Dodici l’ufficio di insegnare, reggere e santificare attraverso il dono dello Spirito Santo .
Tra loro scelse Pietro sopra il quale decise di edificare la sua chiesa ed al quale affidò la cura di tutte le sue pecore perché le confermasse nella fede. Il vangelo fu predicato, i sacramenti amministrati e la Chiesa fu governata dai Dodici e poi dai loro successori: i vescovi, sempre in comunione col successore di Pietro, così che la comunità dei credenti crebbe di numero, unita nella confessione di una sola fede, nella concordia e nella celebrazione della Santa Eucaristia.

San Pietro

San Paolo


In questa Chiesa una ed unica, sono sorte fin dai primissimi tempi alcune scissioni condannate con parole di fuoco dall’apostolo Paolo, ma nei secoli posteriori sono nati dissensi sempre più ampi e comunità non piccole si staccarono dalla piena comunione con la Chiesa cattolica, talvolta senza colpa di uomini d’entrambi le parti. Una delle principali - se non la principale scissione - fu quella che avvenne tra la Chiesa Cristiana d’Oriente e la Chiesa Cristiana d’Occidente.
Sono trascorsi quasi mille anni da quel fatidico anno 1054 che ne segnò il drammatico inizio e tale separazione perdura ancora oggi, nonostante i molteplici tentativi di riunificazione, soprattutto da parte della Chiesa Cattolica Romana, che addirittura proclamerà durante il Concilio Vaticano II° che il ristabilimento dell’unità doveva essere uno dei suoi principali obiettivi.
Comunque anche se gli storici della Chiesa indicano il 1054 come l’anno di inizio dello Scisma, esso fu il risultato di un lungo periodo di progressivo distanziamento fra le due Chiese, un lento processo di reciproca incomunicabilità che portò poi alla tragica divisione.
Le cause principali di dissenso erano di natura teologica: dispute circa l’autorità papale, l’inserimento del Filioque nel Credo Niceno, la controversia sugli Azzimi ed altre cause minori, ma ci furono anche quelle di natura politica, come avremo occasione di approfondire più avanti.
La Chiesa, dunque, riassumendo, si divise lungo linee dottrinali, teologiche, politiche e a tutt’oggi la frattura non si è ancora rinsaldata.
Si ebbero in realtà due tentativi di riunione, nel 1274 (II° Concilio di Lione) e nel 1439 (Concilio di Basilea), ma in entrambi i casi l’Ortodossia non l’accettò in quanto i capi spirituali che vi presero parte non avevano l’autorità di stabilire l’unione.

Concilio di Lione

Concilio di Basilea

 


Come si arrivò al Grande Scisma.

Fin dal suo inizio la Chiesa ha sempre riconosciuto una posizione predominante a tre vescovi, conosciuti col nome di Patriarchi : il vescovo di Roma, il vescovo di Alessandria ed il vescovo di Antiochia; ad essi col tempo si aggiunsero quelli di Costantinopoli e di Gerusalemme; cinque Patriarcati che avevano un autorità e una precedenza su tutti gli altri vescovi della Chiesa e fra essi il vescovo di Roma ( il Papa ) deteneva uno status più elevato in virtù di essere il successore di Pietro ed anche perché aveva sede nella capitale dell’Impero Romano.
Anche dopo che Costantino il Grande spostò la capitale dell’impero a Costantinopoli nel 330, il Papa mantenne la sua posizione di “ primus inter pares “. Ma fu con la divisione dell’impero in due tronconi: Impero d’Occidente e Impero d’Oriente voluto dall’imperatore TEODOSIO il GRANDE che incominciarono a crearsi i primi dissapori e contrasti che si accrebbero in modo notevole con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.c.

Teodosio il Grande

Carlo Magno

 

La frattura aumentò notevolmente qualche secolo dopo quando i Papi appoggiarono in modo pieno il Sacro Romano Impero d’Occidente a scapito dell’Impero Bizantino, orientale, specie al tempo di CARLO MAGNO. Altro fattore non secondario di disunione fu che dopo la caduta dell’impero d’Occidente la lingua latina perse pian piano d’importanza ed essa fu sostituita dalla lingua greca, che divenne la più usata anche in ambito culturale. I libri e i documenti ufficiali venivano scritti ormai in lingua greca e non più in latino e questo portò a rendere le comunicazioni fra oriente ed occidente più difficoltose.
Prima del Grande Scisma vi furono diverse divisioni che però con qualche difficoltà vennero sanate, tra queste la più grave fu quella che si ebbe tra il 863 e l’867 con il Patriarca FOZIO.

Patriarca Fozio

Monete del tempo di Michele III, con effige dell'Imperatore


Costui fu nominato Patriarca di Costantinopoli dall’imperatore MICHELE III° che aveva deposto il precedente Patriarca IGNAZIO per aver rifiutato la comunione ad un suo parente, notoriamente in stato di peccato. Fozio era un uomo di vasta cultura ma al momento della nomina era ancora allo stato laicale e ciononostante la notte di Natale dell’ 857 fu nominato Patriarca di Costantinopoli.
Papa NICCOLO’ I° MAGNO in un Sinodo da lui stesso indetto in Laterano, dichiaro’ che la deposizione di Ignazio era illegittima e minacciò di scomunica Fozio se questi non si fosse dimesso. Fozio pieno di superbia rispose a sua volta addirittura scomunicando il Papa di Roma e come se ciò non bastasse, inviò una lettera-enciclica a tutti i vescovi orientali ove spiegava i motivi del suo gesto.
Ma nell’867 l’imperatore Michele III°, quello che lo aveva nominato, venne assassinato ed il trono passò a BASILIO I° che fece subito un’epurazione dei sostenitori del suo predecessore, fra i quali anche Fozio, reintegrando al suo posto il vecchio vescovo Ignazio e questa decisione fu ratificata dal Concilio di Costantinopoli nell’869 indetto da Papa ADRIANO II°. Fozio fu costretto all’esilio in un monastero sul Bosforo, ma alcuni anni dopo rientrò alla corte di Costantinopoli con la carica di insegnante di uno dei figli dell’imperatore.

San Niccolò I

Papa Adriano II coi santi Cirillo e Metodio e la salma di San Clemente


Alla morte di Ignazio nell’877, Fozio fu rinominato Patriarca di Costantinopoli per la sua grande popolarità e questa volta con l’approvazione ufficiale di Papa GIOVANNI VIII°.
Egli però decise di revocare le decisioni del Concilio di Costantinopoli e reiterò i punti di disaccordo con Roma. Papa Giovanni VIII° lo scomunicò prontamente ma questo atto causò un altro scisma con la chiesa orientale. Nell’886 il nuovo imperatore LEONE VI° depose Fozio e nominò il fratello STEFANO patriarca di Costantinopoli, ma anche questa procedura fu bollata da una scomunica da parte di Papa STEFANO V°. Fozio morì nell’897 in un monastero dell’Armenia e non si sa esattamente se riconciliato con il Papa ( Egli comunque fu poi proclamato Santo dalla Chiesa Ortodossa ). Questo scisma rientrò con il Patriarca ANTONIO III°, ma ormai nella Chiesa orientale si era radicato un forte sentimento scismatico che esploderà in modo virulento ed irreversibile un secolo più tardi .

Papa Giovanni VIII

Papa Stefano V

 


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Il grande scisma

Nel 1043 fu eletto Patriarca di Costantinopoli MICHELE CERULARIO, uomo focoso e superbo nel cui animo albergava fortemente un sentimento di ostilità verso la Chiesa di Roma e soprattutto contro la figura e l’autorità del successore di Pietro : il Papa.
Non desta meraviglia quindi che una delle prime cose che fece da Patriarca fu di iniziare una violenta campagna contro la Chiesa Latina, prendendo ancora una volta spunto dai tre motivi che già da tempo erano oggetto di feroce controversia fra teologi e che in passato erano stati causa di scismi sanati con qualche difficoltà.
Il primo motivo era l’inserimento del termine FILIOQUE (processione dello Spirito Santo oltre che dal Padre anche dal Figlio) nel Credo Niceno da parte della Chiesa Latina, atto definito eretico dal Concilio di Costantinopoli convocato nell’879 dal Patriarca Fozio.
Il termine fu inserito nel Credo Niceno-Costantinopolitano nel 589 da un concilio tenutosi a Toledo e la Chiesa Spagnola fu spinta a ciò al solo fine di rafforzare la sua posizione minacciata dall’eresia Ariana. Tale aggiunta teologica fu esportata successivamente in Francia ed in Germania dove Carlo Magno la utilizzò per sostenere un’accusa di eresia che lui stesso aveva formulato contro i Greci. Questi risposero con una contro-accusa dichiarando eretica la posizione assunta dall’occidente.
Il secondo motivo quello più importante, riguardava il PRIMATO DEL ROMANO PONTEFICE che doveva essere considerato superiore a quello degli altri Patriarchi. Come già accennato tutti i cinque Patriarchi della Chiesa unita erano d’accordo sul fatto che il Patriarca di Roma dovesse ricevere onori più elevati degli altri (primato nella carità) ma ciò non significava che egli avesse anche un’autorità giurisdizionale sugli altri quattro ed anche su tutti i vescovi.
Questo mancato riconoscimento del supremo potere giurisdizionale del Papa su tutta la Chiesa non solo nelle cose di fede e di morale, ma anche in quelle concernenti la disciplina ed il governo di essa, rimane ancora oggi il maggior ostacolo all’unità.
Terzo motivo era la CONTROVERSIA DEGLI AZZIMI, scontro tra due contrapposti codici di lettura simbolica della medesima realtà sacramentale eucaristica. L’assenza di lievito nel pane eucaristico esprimeva per l’occidente latino l’assenza di qualsiasi fermento di male nella materia sacrificale, mentre per l’Oriente il lievito, parte integrante con il sale dell’offerta sacrificale, esprimeva la presenza nel Cristo di un’anima umana creata (Umanità di Cristo).
A questi tre motivi se ne potrebbero in realtà aggiungerne altri (la negazione del Purgatorio, alcune differenze nell’amministrazione dei sacramenti, la possibilità per i sacerdoti di sposarsi ecc.) ma tali differenze furono sempre considerate dalle due parti marginali e comunque non tali da poter causare divisioni.

Papa Leone IX

Papa LEONE IX° preoccupato da tutto ciò, inviò a Costantinopoli il Card. UMBERTO DI MOYENMOUTIER, Vescovo di Silva Candida per cercare di risolvere questa critica situazione ma purtroppo con esito negativo.
Si arrivò quindi a quel fatidico 16 luglio 1054 quando il Card. Umberto di Silva Candida attraversando l’ampia navata di S. Sofia e varcandone le porte regali, depositò sull’altare maggiore la Bolla di Scomunica contro il Patriarca Michele Cerulario ed alcuni altri vescovi suoi stretti collaboratori, (con questo atto si scomunicava anche tutta la Chiesa Bizantina), a nome di Papa Leone IX° in quel momento già defunto, e per questa ragione qualcuno dubitò della validità della scomunica.
Una settimana dopo il Patriarca Michele Cerulario convocato un Sinodo in Santa Sofia con tutti i Vescovi residenti a Costantinopoli, pronunciò a sua volta una sentenza di scomunica contro Papa Leone IX° e con ciò intendendo scomunicare tutta la Chiesa Occidentale. Le varie Chiese inoltre, attraverso i loro rappresentanti ufficiali si anatemizzarono l’un l’altra rendendo la separazione tra i due schieramenti definitiva. Si separarono così la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa, ognuna delle quali rivendicando a sé il titolo di “ Chiesa una, santa, cattolica, apostolica “; l’odio aveva sostituito l’amore fraterno.

L’ostilità fra le due Chiese si accrebbe nel tempo anche a causa di drammatici eventi politici il più grave dei quali fu l’assedio ed il saccheggio nel 1204 di Costantinopoli da parte dei crociati che si lasciarono andare a saccheggi empi ed a notevoli atti di violenza contro la popolazione ortodossa ed il ricordo di questo evento ancora oggi è un macigno nelle relazioni tra le due Chiese.
Per secoli le due Chiese non ebbero rapporti , regnando in ambedue gli schieramenti una diffidenza ostile e solo grazie a quel grande evento che fu l’incontro fra il Patriarca ATENAGORA I° e Papa PAOLO VI° a Gerusalemme con l’abbraccio di pace e la dichiarazione di riconciliazione con la rimozione delle scomuniche, le relazioni fra le due Chiese ripresero vigore e che ai nostri giorni fanno ben sperare in una rapida conclusione di questo grande scandalo cristiano.

Foto fornite da Cartantica

 

 

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