Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA

 

E stato un viaggio lungo, intenso, affascinante, forse faticoso per voi che l'avete sperimentato in prima persona, non per noi, solo spettatori, che però siamo rimasti intrigati dai vostri messaggi, dalle foto e filmati che tu, Padre Adriano, hai gentilmente condiviso con noi, permettendoci, quindi, di essere comunque in prima fila a condividere questa vostra esperienza spirituale, corroborata poi dai racconti a voce.
Grazie a te, infatti, abbiamo potuto essere comunque presenti a visitare tutte le interessanti chiese incontrate sul vostro cammino, abbiamo partecipato alla scoperta di luoghi dai nomi a noi noti sin da bambini, ma in realtà sinora sconosciuti, abbiamo condiviso le vostre meraviglie e la commozione, abbiamo veduto anche noi la terra dove Gesù è nato, vissuto e morto...

 

Roma-Tel Aviv

 

1° giorno - 7 aprile 2016 - Partenza in aereo, ore 10,00 e arrivo all'aeroporto di Tel Aviv, la contestata capitale di Israele, ore 14,25 locali e trasferimento in Galilea con il pullman. Sosta al Monte Carmelo
Le strade che si percorrono sono spesso brulle ma verdi.
Poi si raggiunge Nazareth, in Galilea, dove ci si sistema in hotel. Cena e pernottamento

MONTE CARMELO - SANTUARIO STELLA MARIS

Verso il Monte Carmelo

Il monte Carmelo o " vigneto di Dio", è una catena di monti di circa 40 km di lunghezza e di solo 500 m. di altezza, che va da Haifa a Jenin, in Galilea.

Su di esso si trova il luogo in cui si è sviluppato l'Ordine monastico dei Carmelitani, ispirato al profeta Elia (El-Ja cioè "Il Signore è Dio") che compare nelle Sacre Scritture come uomo che sta sempre alla presenza del suo Creatore epieno di zelo, si batte contro le ingiustizie e le sopraffazioni, per sottolineare la presenza dell'unico, vero Dio.

Elia condannò Acab perchè aveva abbandonato la sua fede e sul Monte Carmelo sfidò i profeti di Baal ad un'ordalia, cioè un rito in cui il Signore era chiamato a giudice, per stabilire quale dei due contendenti fosse nel giusto.
Elia, pregò Dio che mostrò di gradire il suo impegno. Il Signore inviò un fuoco e riaccolse il popolo, che in seguito riceverà da Lui la pioggia, segno di riconciliazione e di fecondità.

Tuttavia, il profeta dovrà ancora scontrarsi con la moglie di Acab, Gezabel, seguace di Baal, hche aveva promesso di ucciderlo. Elia, stanco, fugge; ma Dio finalmente gli appare e gli parla, sul monte Oreb, per mezzo di una brezza leggera. Questa esperienza gli farà riprendere forze ed impegno per seguire ancora i disegni di Dio.

Gli eremiti che avevano deciso di vivere in isolamento sul Monte Carmelo (da "karmel", giardino) ispirandosi al profeta Elia, che consieravano loro Padre e guida, videro, nell'avvento del Cristianesimo, la realizzazione della loro tradizione biblica e formarono una folta comunità di monaci, che dal luogo in cui vivevano presero il nome di Carmelitani.
Essi guardavano ad Elia come ad un modello di vita, e su quel monte avevano anche visto una meravigliosa nuvola che circondava una donna dall'aspetto paradisiaco.Questa apparizione da essi venne interpretata come l'avverarsi della profezia della nascita della Vergine, che avrebbe dato vita al Salvatore.
Questa visione aveva dato origine all'appellativo di "Stella Maris" (Stella del Mare), con cui Maria viene venerata dai Carmelitani, che la considerano guida nella vita terrena.

Per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani che erano avvenute dopo il rientro in patria dei Crociati, anche i Carmelitani espatriarono, fondando numerose comunità in tutto l'Occidente, specialmente in Italia.

Stella Maris

La chiesa carmelitana ottocentesca e il monastero di Stella Maris sono situate sul versante occidentale del Monte Carmelo, alla sommità della città di Haifa, elevata sul Mediterraneo.

Santuario Stella Maris

 

HAIFA

La città è stata costruita ai piedi del monte Carmelo, in una baia naturale e vi si trova, secondo tradizione, la grotta nella quale visse il profeta Elia.

 

E' notte, dopo uno splendido tramonto, un 'alba che rischiara tutta la città

 

2° giorno - 8 Aprile 2016 -- Al mattino visita a Cana di Galilea e Sefforis.

 

SEFFORIS

Sefforis o Sepphoris o Zippori è una città vicina a Nazareth, situata sulle alture della Galilea centrale, probabilmente già attiva nel VI sec. A.C., dapprima centro fortificato assiro, poi diventato centro amministrativo babilonese, greco e persiano, giudeo e successivamente centro romano; difatti si possono vedere le vestigia di un teatro di quell'epoca e i resti di due chiese degli inizi del Cristianesimo. Poi la città passerà ai bizantini e agli arabi.
Nel periodo della sottomissione a Roma, Erode Antipa era tetrarca e chiamò la città col nome di Autocratis, salvandola dalla distruzione. Autocratis e Tiberiade rimasero indenni, mentre Gerusalemme venne devastata. Successivamente, la città venne denominata Diocaesarea e divenne un importante centro commerciale che, tuttavia, nel 350 ca. decadde a causa di una rivolta ebraica e poco dopo a causa di un terremoto. Ricostruita in breve tempo, divenne una zona tranquilla dove si attuò una pacifica convivenza tra Ebrei e Romani e poi anche con i Cristiani.
Si dice che S. Gioacchino e Sant'Anna, genitori della Madonna, fossero originari di Zippori.

 

Nel pomeriggio visite a Nazareth. la Sinagoga, Basilica dell'Annunciazione con passaggio della Porta Santa, chiesa di San Giuseppe, sorta sul luogo in cui visse la Santa Famiglia

NAZARETH - CHIESA DELL'ANNUNCIAZIONE -

Basilica dell'Annunciazione

La basilica dell'Annunciazione è il primo, importante, luogo di culto che si incontra nel pellegrinaggio, giungendo a Nazareth, edificata sul posto in cui la Madonna ricevette, dall'Arcangelo Gabriele, l'annuncio della nascita del Salvatore.

Lc 1,26-38 : l’annunciazione a Maria, l’Incarnazione

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dioin una città della Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.

La vergine si chiamava Maria.Entrando da lei, disse:"Ti saluto, o piena di grazia,il Signore è con te".

A queste parole ella rimase turbatae si domandava che senso avesse un tale saluto.

L'angelo le disse:"Non temere, Maria,perché hai trovato grazia presso Dio.Ecco concepirai un figlio,lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo;il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padree regnerà per sempre sulla casa di Giacobbee il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all'angelo:"Come è possibile? Non conosco uom

Le rispose l'angelo:Lo Spirito Santo scenderà su di te,su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.Colui che nascerà sarà dunque santoe chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente,nella sua vecchiaia, ha concepito un figlioe questo è il sesto mese per lei,che tutti dicevano sterile:nulla è impossibile a Dio ".

Allora Maria disse: "Eccomi,sono la serva del Signore,avvenga di me quello che hai detto".

E l'angelo partì da lei.

 

3° giorno - 9 Aprile 2016 - Partenza per la regione del Lago di Tiberiade: visita di Tabga (luogo del Primato di Pietro e della Moltiplicazione dei pani) e di Cafarnao (Sinagoga e Casa di Pietro), salita al Monte delle Beatitudini.

 

TABGA - CHIESA DELLE BEATITUDIN

Matteo - Capitolo 5

Le beatitudini

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.

[2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

[3] «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

[4] Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.

[5] Beati i miti,
perché erediteranno la terra.

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.

[7] Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.

[8] Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

[9] Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.

[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Sale della terra e luce del mondo

[13] Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

[14] Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, [15] né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa

[16] Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

P. Adriano: "Siamo giunti sul monte delle Beatitudini (200 m sotto il livello del mare...), dietro di me la chiesa che ne ricorda il luogo. Abbiamo celebrato la messa e ho invitato i presenti ad essere gioiosi, perchè la gioia sta lì dove è il nostro cuore."

 

TABGA - CHIESA DELLA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI -

 

Chiesa della moltiplicazione dei pani

A Tabga, costruita in una zona di sette sorgenti, a circa tre km da Cafarnao, che si sviluppa dal mare di Genazareth verso l'interno, s'innalza la Chiesa della Moltiplicazione dei pani.
La chiesa originale era piccola, realizzata attorno al IV secolo, su cui poi, in epoca bizantina, ne venne costruita un'altra più grande; quella odierna, ricostruita poi agli inizi degli anni '80. Della precedente, rimane qualche mosaico, tra cui quello dove appunto sono rappresentati i pani e i pesci e una pietra su cui Gesù avrebbe realizzato il miracolo della moltiplicazione.per sfamare la folladi oltre cinquemila persone che lo aveva seguito.

P. Adriano:

"Un saluto a tutti i parrocchiani dalla Terra Santa, in cui mi trovo in questi giorni in pellegrinaggio.
Non potendo portarvi tutti con me, ho pensato di mandarvi qualche immagine per condividere con voi questa esperienza.
Alle mie spalle c'è la chiesa costruita sul luogo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Che la provvidenza del Signore Gesù possa essere sempre presente nella vita di noi tutti.

Vs. Padre Adriano.

3. Mc 6,30-44 - Gesù moltiplica i pani e i pesci   

30) Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.
31) Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
32) Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.
33) Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

34) Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
35) Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi;
36) congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare».
3) Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?».
38) Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
39) E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde.
40) E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta.
41) Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
42) Tutti mangiarono a sazietà,
4) e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci.
44) Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

 

Macina trainata solitamente da muli

 

Chiesa del Primato di Pietro

La chiesa del Primato di Pietro fa riferimento all'episodio evangelico in cui Gesù conferisce all'apostolo il Primato sul gruppo di Apostoli e sulla Chiesa (Giovanni 21,1-3 - 19).

Già nel IV-V secolo era già presente una cappella, costruzione realizzata sui resti di un precedente culto locale, mentre nei secoli successivi si parla della presenza di 3 chiese (le tre tende) dove vivevano numerosi monaci, forse monaci benedettini che costruirono un monastero molto grande circondato da una robusta muraglia, che però non riuscì a tener a bada i Saraceni e gli Arabi che occuparono l'abbazia dal 1200 in poi.
Ma una costruzione continuò ad esistere anche nei secoli successivi, la cosiddetta Chiesa degli Apostoli o dei Dodici Troni, durante il dominio dei Crociati a cui era stata donata, che aggiunsero alla chiesa un castello fortificato, poi andato distrutto.
L'edificio, comunque, venne poi abbandonato fino al XVII secolo, quando vi si stabilirono dei francescani che riuscirono a ricostruire la struttura odierna, ad opera dell' architetto italiano Antonio Barluzzi,.all'inizio del secolo scorso, che realizzò, all'interno, 3 navate che hanno conglobato alcune parti delle chiese precedenti.
Al suo interno si trova la cosiddetta "Mensa Christi", cioè la pietra su cui Gesù, dopo l'abbondante, miracolosa pesca, approntò da mangiare agli Apostoli.
Là dove, pochi minuti dopo, assegnò a Simone, detto Pietro, il Primato sugli Apostoli e sulla Chiesa.

 

CAFARNAO

Cafàrnao (in ebraico villaggio di Nahum) è un'antica città della Galilea, che si trova sulle rive nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele.

Secondo i Vangeli, Gesù visse là per un certo tempo dopo aver lasciato Nazaret, iniziando la sua predicazione e compiendo numerosi miracoli. Cafarnao sembra essere stata la città natale di Simon Pietro e di suo fratello Andrea, di Giacomo figlio di Zebedeo e Giovanni l'evangelista ed anche del pubblicano Matteo.
Gesù insegnò nella sinagoga di Cafarnao e vi guarì un uomo che era posseduto da uno spirito impuro.
Ancora qui guarì da un febbre la suocera di simone che subito si mise a servirli...
Secondo Luca Cafarnao è ancora il luogo in cui il centurione romano chiese a Gesù di guarire il suo inserviente. Nel Vangelo di Marco si narr, invece, della guarigione del paralitico che venne fatto scendere dal tetto per raggiungere Gesù. Nonostante questi segni, però, non tutti creevano...

Successivamente la cittadina fu abbandonata ed i suoi resti archeologici riportati alla luce da scavi archeologici solo nel XX secolo. E' stata ritrovata una sinagoga con colonne di marmo del II sec. ed una casa che sembra essere stata quella di san Pietro. Sopra di essa è stata costruita, innalzata da terra, una chiesa di forma ottagonale. Da un'apertura entrale si possono vedere i resti della casa di Pietro.

 

LAGO DI TIBERIADE O DI GENAZARETH

Il lago di Tiberiade o di Genazareth o di Kinneret, talvolta chiamato anche mar di Galilea, si trova tra i territori di Israele e le alture del Golan

Il lago era quello in cui lavoravano i pescatori che poi sarebbero diventati discepoli di Gesù: Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che vennero chiamati mentre erano intenti al loro lavori... ed essi subito lasciarono tutto per seguirlo....

Mentre essi veleggiavano sul lago, una tempesta li assalì, facendo temere per la loro incolumità e mentre Gesù dormiva i suoi seguaci pescatori, impauriti, lo svegliarono... Lui calmò le acque e le maree... (Luca 8,22-25).

Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Giovanni narra che Gesù allontanò la folla che voleva farlo re ed anche i suoi discepoli che spinse sulla barca, mentre lui si ritirò sul monte in preghiera.

Il Lago di Tiberiade è anche il luogo in cui Gesù apparirà ai discepoli dopo la sua morte e Risurrezione: Lui è sulla riva e ai discepoli stanchi di una notte che non ha prodotto alcun risultato positivo per la pesca, suggerisce di buttare la rete sulla parte destra della barca.
Essi obbediscono e pescheranno una quantità di pesci inattesa e riconosceranno in
quello sconosciuto "il Signore!", come suggerisce Giovanni.
Pietro, allora, si tuffa senza indugio e raggiunge a nuoto la riva, mentre gli altri arriveranno con la barca.
Sulla spiaggia, Gesù sta preparando per loro una cena a base di pesci arrostiti e pane che offrirà a loro. Dopo mangiato Egli chiederà, per ben tre volte a Pietro, se lo ama e ad ogni risposta di Pietro, Gesù risponde con la frase "pasci le mie pecorelle", affidandogli il timone della Chiesa. (Giovanni 21,1-19)

(Giovanni 21,1-19) -

.1) Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così:

2) si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.

3) Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.

4) Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.

5) Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No»

6) Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

7) Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare.

8) Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

9) Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane

10) Disse loro Gesù: «Portate un pò del pesce che avete preso or ora».

11) Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.

12) Gesù disse loro: «Venite a mangiare». Enessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.

13) Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.

14) Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

15) Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

16) Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».

17) Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.

18) In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».

19) Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».

 

Nel pomeriggio salita al Tabor e visita del Santuario della Trasfigurazione.

MONTE TABOR

Il Monte Tabor è una montagna della Galilea, che si innalza circa 600 m. sul livello del mare.
Secondo la tradizione il Tabor (chiamato anche Hermon) è quello su cui, secondo i Vangeli, avvenne la Trasfigurazione di Gesù.
Durante l'occupazione crociata, il monte venne spianato per poi costruirvi un monastero benedettino fortificato, di cui ora rimane solo il portale d'ingresso denominato Porta del vento.
Sulla spianata oggi sorge la chiesa cattolica della Trasfigurazione, della prima metà del XX secolo ed il monastero greco-ortodosso di Sant'Elia, meta di molti fedeli e turisti che spesso raggiungono il luogo tramite delle navette,s e non addirittura a piedi.
La montagna, che è un vero e proprio punto strategico per il controllo delle vie che intersecano la Galilea, viene citata più volte nella Bibbia. Il monte serviva anche per la trasmissione di messaggi attraverso l'utilizzo di fuochi, .per informare i villaggi del nord delle festività e dell'inizio del periodo della luna nuova che segna il mese lunare nel calendario ebraicoSul Tabor si rammentano molte battaglie, perse e vinte contro i Romani. Venne anche fortificato per resistere agli scontri, anche molto cruenti tra i romani e i ribelli ebrei.
Dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, ci fu un nuovo insediamento ebraico sul monte Tabor ed alla fine, esso venne conquistato dai Cristiani nel 1631, ad opera del Padre Diego Campanile di Sanseverino che lo destinò ai frati .

Monte Tabor - Basilica della Trasfigurazione

P. Adriano: Questa è la chiesa che sorge sulla sommità del Tabor, il monte della Trasfigurazione.
In preghiera chiedo che ognuno di noi si lasci trasfigurare da Gesù.

Anche se nel Vangelo non ne viene detto il nome, sembra che la Trasfigurazione di Gesù sia avvenuta su questo monte.

Matteo, 17,1-8 -

1) "Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte

2) E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

3) Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

4) Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».

5) Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.

6 All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.

7) Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete».

8) Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo..."

 


In serata, a Nazareth, processione mariana presso la Basilica dell'Annunciazione.

Processione notturna

 

4* giorno - 10 aprile 2016 - Partenza per la visita a Banias (Sorgenti del Giordano). Nel pomeriggio visita di Megiddo e rientro a Nazareth.

SULLE RIVE DEL GIORDANO

Banias, fonti del Giordano

Banias, fonti del Giordano: Gesù in questo luogo, oggi come allora, chiede a tutti noi: Chi dite che io sia?

 

5° giorno - 11 aprile 2016 - Partenza per la valle del Giordano verso il Mar Morto, la depressione geologica più profonda della terra. Rinnovo delle promesse battesimali a Qasr el Yahud. Sosta a Gerico e sulle sponde del Mar Morto. Pernottamento a Gerico.

P. Adriano: Nazareth all'alba, ci sveglia il canto dei galli, che però hanno cantato ben più di 3 volte...

 

DESERTO DI GIUDA VERSO GERICO

Andando dalla costa verso il Mar Morto si trovano pianure, colline e il deserto di Giuda.
I Monti di Giuda, proprio perchè circondati dal deserto, sono piuttosto isolati e è là che Gesù si ritirò per 40 giorni prima di iniziare la sua ultima e più intensa predicazione.

A pochi chilometri di distanza, ecco il mar Morto con i resti archeologici della antica città di Qumran, resa famosa dal ritrovamento, nel 1948, dei famosi "rotoli" che hanno dato modo di tradurre in modo migliore e più completo la Bibbia.

Il Mar Morto è un lago di acqua salata situato in Palestina, tra Israele, Giordania e Cisgiordania, che si trova a circa 415 m sotto il livello del mare, ed in esso si gettano le acque del Giordano.

 
 

6° giorno - 12 Aprile - Gerico - Al mattino partenza per Masada, salita in funivia e visita alla fortezza. Proseguimento per Gerusalemme.
Nel pomeriggio visita al Monte Sion: S. Pietro in Gallicantu, Chiesa della Dormizione, Cenacolo, Museo di Israele e plastico della Gerusalemme antica.
Pernottamento a Betlemme.

 

MASADA

Masada ( Massada, o Metzada( era una fortezza,  posta su una rocca a ca, 400 m. sul livello del Mar Morto, nella Giudea sud-orientale, a circa 100 km a sud-est di Gerusalemme. Le sue mura si innalzano per 5 m. ed è arricchita di 40 torri di ca 20 m. che la rendevano inattaccabile dai nemici, difficile da espugnare, grazie anche la conformazione della zona che poteva essere raggiunta solo attraverso un unico sentiero.

Nel I sec. a.C. vi abitava Erode il grande che la rese ancor più difendibile. La città era situata su tre livelli che si affacciavano sul precipizio ed era fornita di terme con acqua calda, magazzini, cisterne; ma 30 anni più tardi venne occupata dai Sicarii e dalle loro famiglie e poco dopo, alla sconfitta di Gerusalemme, diventò rifugio degli Zeloti ribelli. Infine, i romani riuscirono a conquistarla, trovando però solo i cadaveri dei loro nemici che si erano suicidati. La rocca rimase ai Romani anche in epoca bizantina e venne popolata da molti monaci che vi eressero una chiesa. Dopo l'avvento degli arabi venne abbandonata, per essere riscoperta molto più tardi come sito archeologico, mentre venivano riportati alla luce i resti della fortezza antica, mosaici, un'antica sinagoga e una basilica.

Il mezzo più semplice, ma pur sempre avventuroso, per arrivare a Masada è la funivia che permette un viaggio piuttosto breve ma con una visuale strabiliante.

 

SAMARIA - IL POZZO DI GIACOBBE

La Samaria, situata tra la Galilea e la Giudea  è montagnosa, ma anche ricca di pianure ed acqua. Confina  a nord con la Valle di Esdrelon, a est col fiume Giordano, a nord-ovest con il monte Carmelo e a sud con la Giudea.

Samaria, Il Pozzo di Giacobbe

Il pozzo di Giacobbe si trova nei pressi di Sichem (oggi Nablus). I pozzi, nell'antico Israele, zona non ricca di acque, erano un punto d'incontro importante.

Giovanni - Capitolo 4 

Gesù dai Samaritani

[1]Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni
[2]- sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -
[3]lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea.
[4]Doveva perciò attraversare la Samaria.
[5]Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:
[6]qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.
[7]Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere».
[8]I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.
[9]Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.
[10]Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
[11]Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?
[12]Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».
[13]Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete;
[14]ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».
[15]«Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
[16]Le disse: «Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».
[17]Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito";
[18]infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». [19]Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta.
[20]I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
[21]Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.
[22]Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.
[23]Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.
[24]Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
[25]Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».
[26]Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».

[27]In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?».
[28]La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente:
[29]«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». [30]Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

[31]Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia».
[32]Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».
[33]E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?».
[34]Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. [35]Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che gia biondeggiano per la mietitura.
[36]E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.
[37]Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete.
[38]Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

[39]Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».
[40]E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni.
[41]Molti di più credettero per la sua parola
[42]e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

P. Adriano: ..Signore, dammi di quest'acqua perchè non abbia più sete e non continui a venire quì ad attingere acqua

 

Chiesa di S. Pietro in Gallicantu - Monte Sion

 

7° giorno - 13 Aprile - Betlemme - Al mattino partenza in pullman per Gerusalemme e a sera rientro a Betlemme per il pernottamento-
Visita della città di Davide, della Piscina di Siloe, del Davidson Center, della chiesa di Sant'Anna dove si venera la nascita della Madonna e della Piscina Probatica. Nel pomeriggio via Crucis nelle vie della città vecchia e visita della Basilica del Santo Sepolcro.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!

GERUSALEMME

 

- IL SANTO SEPOLCRO

Si entra quasi in punta dei piedi nel Santuario più importante del mondo, il Santo Sepolcro. E' impossibile cercare di proiettare in parole quello che si prova in quel luogo, bisogna solo vivere quei momenti.


P. Adriano: ...io ti ho costruito una casa sublime, un luogo ove tu possa porre per sempre la dimora...

L'emozione è sempre unica.
Gesù, che hai lasciato questa tomba vuota per risorgere, riempi i nostri cuori del tuo immenso amore.

 
 
 
 
 

Entrando nella Basilica a sinistra si trova l’Anastasis, la Rotonda costantiniana, al cui centro si trova l’Edicola del Santo Sepolcro sormontata dalla cupola restaurata. La Rotonda è una delle parti del Santuario che è stato poco toccato da restauri, trasformazioni o altro ed è composta da una serie di tre colonne e pilastri su cui corrono delle grandi arcate che immettono alla galleria superiore, in cui si possono ammirare i pavimenti originali in mosaico cosmatesco del secolo XI.

Le odierne colonne della Rotonda, hanno sostituito quelle originali che avevano subito gravi danni a causa di incendi e degrado e sono decorate da capitelli moderni scolpiti in stile bizantino del V secolo. Nel progetto originale di Costantino le colonne separavano il centro della rotonda dallo spazio destinato ai visitatori che potevano così girare attorno all’edicola. Ma anche questa zona, col passare dei secoli, è stata modificata, per ricavarne ambienti riservati ai sacrestani Greci, Armeni e Copti.

I pellegrini possono accedere alla stanza che si apre sul retro dell’Edicola, chiamata Cappella di San Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea e da lì si può accedere, attraverso una piccola porta nella stanza antistante la cosiddetta tomba di “Giuseppe d’Arimatea”, risalente al tempo di Cristo.

Al centro della Rotonda, finalmente, l’Edicola del Santo Sepolcro, che ha subito, nel corso dei secoli, incendi, distruzioni, rifacimenti, ecc. L'Edicola odierna è stata realizzata dai Greci ortodossi dopo l’incendio del 1808, che già sostituiva quella francescana risalente al XVI sec.
L’Edicola è coronata da una piccola cupola a forma di cipolla ed è composta di un vestibolo, della Cappella dell’Angelo, che porta alla camera dove c'è un banco di marmo sotto cui si trova la roccia su cui il corpo di Cristo venne deposto dopo la morte.

Nella parte retrostante l’Edicola, si apre la cappella dei Copti che dal 1573 vi celebrano la Messa su di un altare alla cui base è stata posta, per la venerazione dei fedeli, una parte del banco di roccia in cui venne scavata la tomba del Sepolcro.

8° giorno - 14 Aprile - Al mattino partenza per Betlemme, la città della nascita di Gesù. Visita della Basilica della Natività e della Grotta di san Girolamo.
Nel pomeriggio a Gerusalemme, visita del monte degli Ulivi, del Muro occidentale e Cardo.

 

GERUSALEMME - PAESAGGI

- Spianata del Tempio - Moschea di Omar con la sua cupola d'oro

- Cimitero ebraico, Monte degli Ulivi, Chiesa russa, Geenna

 

Edicola dell'Ascensione di Gesù, ultima tappa del viaggio.

Su una roccia del santuario, si dice sia impressa l'impronta del piede destro di Gesù, lasciata nell'ascendere al cielo. L'edificio, costruito dai Crociati, è poi entrato in possesso dei mussulmaniin una moschea, anche se non è usato per il culto a causa dei molti pellegrini cristiani.

Faremo una messa sul Calvario con cui concluderemo.

Grazie per le vostre preghiere e per avermi accompagnato in questo pellegrinaggio.

A presto vs. Padre Adriano.

8° giorno - 15 Aprile - Rientro a Roma

Celebrazione conclusiva del Pellegrinaggio nel Santo Sepolcro. Trasferimento all'Aereoporto di Tel Aviv e partenza per Roma. Arrivo previsto, ore 18,00.

 

Queste sono state le ultime foto giuntemi dal tuo pellegrinaggio... con un pò di commozione chiudo quest'album di foto e di ricordi che mi appartengono solo in parte, grazie a te, Padre Adriano, grazie ai tuoi commenti ed alla tua pazienza.
Abbiamo condiviso il fascino delle rive del lago di Genazareth, ci siamo immersi idealmente nelle acque vivificatrici del Giordano e in quelle calde della Palestina... Ci hai trascinato con te sulle vette dell'altopiano di Masada..., ci hai fatto sentire la presenza di Gesù...

Sono sicura di aver fatto un pò di confusione con tempi, foto e luoghi, ma è stata, comunque, una bella esperienza.
Chissà se un giorno riuscirò a seguirti su questo cammino che, sono certa, vorrai intraprendere nuovamente, con la stessa passione, con lo stesso entusiasmo, con la stessa fede...

 

 

 

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