Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

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LA TRADIZIONE IN MUSICA: I CONCERTI DI NATALE

Durante il periodo natalizio, si sono tenuti numerosi eventi concertistici; due di questi, in particolar modo, intendevano proporre canti della tradizione popolare: Seguendo la stella, e Il cammino dei Re pellegrini.
Inoltre, si parlerà della “Pastorella” di Riofreddo, manifestazione musicale di carattere pastorale, un rito locale che attesta un’antica tradizione pastorale.


Seguendo la Stella

“Avvicinandose la festa de Natale / gli zampognari della Ciociaria / partono pe’ annuncià a tutta la gente / che stà pe’ nasce ancora gliù Messia”.
Questo l’inizio del Concerto di Natale Seguendo la stella, un progetto di Benedetto Vecchio e Marco Iamele, rispettivamente cantante leader il primo, e musicista suonatore di zampogna di particolare rilievo, l’altro, del gruppo MBL (Musicisti del Basso Lazio), tenutosi a Roma il 21 dicembre; i brani eseguiti spaziano nella tradizione più autentica, offrendo ai presenti un saggio delle armonie tipiche del ciclo natalizio. Ideato tre anni fa, il concerto è già stato riproposto in Italia e all’estero, e in queste settimane si esibirà più volte, col suo caratteristico repertorio.
La Novena di Natale, canto tradizionale degli zampognari di Villa Latina ( FR ), apre la sequenza, riproponendo il motivo “O Verginella figlia di s.Anna…” largamente attestato nella tradizione orale del centro-sud ; tuttavia la modalità esecutiva dei MBL colpisce per la rigorosa aderenza al canto popolare.
La voce recitante, infatti, trova nell’accompagnamento degli strumenti pastorali il naturale complemento, e sa trasmettere, nella sua essenzialità, i contenuti e le sonorità arcaiche ereditate dalle generazioni del passato.
I pastori-zampognari da tempi remoti scendevano verso le città ( Roma e Napoli ), per suonare le Novene: la prima, detta “dell’Immacolata” si svolgeva dal 29 novembre al l’8 dicembre, e la seconda dal 16 al 25 dicembre; i suonatori si recavano di casa in casa, raccogliendo offerte e compensi, come attestano osservatori e studiosi dell’800, e testimoniano le interviste agli anziani zampognari . Di questa usanza, diffusa nel centro-sud, esiste un vasto repertorio iconografico ma anche, con l’efficacia del film documentario, il DVD omonimo che il gruppo ha realizzato e prodotto insieme a Ciociariaturismo .
Senza nulla togliere alla ricchezza di questa tradizione orale, tipica del Basso Lazio, i musicisti hanno saputo esprimere fino in fondo il proprio intento, mostrando un impegno appassionato nel riproporre quei brani che si ricordano ancora vivamente nelle piazze più rappresentative delle grandi città.
Al concerto dà un apporto decisivo il maestro Gianni Perilli, artista di qualità indiscusse, come accompagnamento e come solista; “ho voluto continuare la tradizione dei miei avi – afferma- con l’intento di proiettare questi strumenti magici del passato nel futuro”. Il suo contributo qualificato, con la ciaramella e la ciaramolla, di sua invenzione, ha reso più suggestivo l’aspetto strumentale, e arricchito l’intero evento concertistico di momenti di alto valore artistico.
Possiamo ben dire, quindi, che per la particolare rispondenza dei brani alla tradizione canora e strumentale, Seguendo la stella costituisce un elemento di spicco nel panorama dei concerti natalizi.

1) Vd. P.Moschitti Mo’ vene Natale. La tradizione natalizia e la musica popolare 2005; A.Sparagna, Presepi e zampogne nel Lazio meridionale, in Tradizioni popolari musicali nel Lazio meridionale, Anagni 1999 pp.85-134, e dello stesso A. La zampogna. Storie e musiche di uno strumento pastorale, Formia 2004.
2) A.Caccia Portavamo la cucchiarella. Racconti e immagini di zampognari molisani del XX secolo, Scapoli 2001.
3) Seguendo la stella, il viaggio degli zampognari – film documentario, 2004.

 


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Il cammino dei Re pellegrini

L‘altro evento che si è voluto documentare è Il cammino dei Re pellegrini, concerto tenutosi il 14 gennaio a S. Eustachio, a Roma; all’interno della rassegna “40 Concerti nel Giorno del Signore, promossa dalla Diocesi di Roma.. , il programma si contraddistingue per la selezione di musiche della tradizione popolare, ed altre, tipicamente legate al Natale.
La scheda di presentazione ci introduce nel tema. “Il cammino dei re pellegrini vuole essere un percorso immaginario, attraverso suoni, versi e melodie tramandati da una secolare tradizione della quale gli zampognari sono l’emblema. Il viaggio dei Re Magi che seguono la stella, è la metafora del cammino, che ancora oggi gli zampognari intraprendono per annunciare la Buona Novella. Il concerto propone una rivisitazione sia dei repertori di tradizione orale eseguiti dagli zampognari, che del repertorio colto tradizionalmente eseguito nel periodo natalizio.
Questa commistione tra i diversi repertori viene realizzata attraverso l’utilizzo di strumenti di diversa estrazione, quali le zampogne e la ciaramella, associati all’organo ed alle voci di un coro misto, un coro di voci bianche e un gruppo musicale”.
La chiesa, gremita da un pubblico attento, ha visto esibirsi due cori, il Coro della Scuola di Musica Popolare di Testaccio, diretto da R. Renzi, e il coro di voci bianche dell’Istituto “Don Milani” di Monteporzio, diretto da L. Parisi. Ha suonato il gruppo “Pentamerone”, con A. Mazziotti (zampogna, ciaramella, cromorno, flauti), B. Sorani (chitarra battente e mandoloncello), D. Bruno (voce), G. Cilia (chitarre), G. Porega (percussioni), L. Mattiello ( olascione e basso), Susanne Boehm (violino), T. Brunetti (fisarmonica).

Sono stati eseguiti, nell’ordine, brani recitati e brani cantati, per accompagnare l’ascolto seguendo un percorso attraverso la tradizione “ispirandoci – questo il progetto – al camminodei Magi o degli zampognri”; Li bbiferari ( da G. Zanazzo ), Zampogna – assolo, Natale internazionale, Dormi e riposa, Nascette lu Messia, Quando nascette Ninno, Noel Nouvelet, La santa allegrezza, Canzone del pescatore ( trad.), Rosa d’argento e rosa d’amore ( trad. ), Adorazione dei Magi, Et io vo’ gir ( G. F. Anerio ), Canna austina ( R. De Simone ).
Si tratta di brani appartenenti alla tradizione popolare e riscontrabili in varie regioni d’Italia, brani ripresi da famose composizioni sulla Natività, e brani di carattere colto; alcune, infatti, sono “le canzoncine spirituali” di Alfonso de’ Liguori, tra cui la più famosa “Quanne Nascette Ninno” ( Tu scendi dalle stelle ), emblema delle musiche di Natale, altre appartenenti alla tradizione locale, altre ancora desunte dalla celebre Cantata dei pastori, opera seicentesca di A. Perrucci: la Cantata, di cui sono stati eseguiti due brani, è un’opera teatrale intrisa di elementi della cultura popolare napoletana, che narra le varie fasi del Santo viaggio da Nazareth a Betlemme.
Divenuta rito rappresentativo della cultura napoletana, dopo un grande successo ottenuto nel ‘700, nel XVIII sec. entrò a far parte della cultura orale del popolo, che lo modificò conferendogli un senso collettivo assolutamente diverso, arricchito di spettacolare gestualità ed effetti acrobatici ; la rappresentazione è ben nota al grande pubblico, grazie nella magistrale rielaborazione di R. De Simone e la NCCP (1977), e attualmente riproposta da Peppe Barra, ma anche da altri artisti, non solo a Napoli.
L’evento concertistico, così vivamente articolato, e singolarmente “raccontato dalle voci di due cori, da strumenti della tradizione popolare, dai dialoghi di un narratore e dal suono della zampogna che nel nostro immaginario risulta l’unico autentico elemento superstite di una Festa che ha rappresentato da sempre la nascita e rinascita non solo del Salvatore ma dell’intero ciclo cosmico”, ha costituito un momento di grande interesse e partecipazione, sia sul piano culturale, che musicale.

4) R. De Simone ne La Cantata dei pastori, Torino 2000, ripercorre l’intera evoluzione della Cantata; al testo del Perrucci, infatti, fa seguire i vari testi trascritti da vecchi copioni teatrali, o da registrazioni effettuate dal vivo.


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La Pastorella di Riofreddo

Anche quest’anno a Riofreddo (RM) si è tenuta la tradizionale Pastorella, evento rituale di antica consuetudine, una Sacra Rappresentazione della Natività che vede i figuranti – in abiti pastorali – riproporre l’offerta musicale accompagnata dai frutti della terra, frutta, dolci, ricotta, cacio, agnello, per farne dono alla Sacra Famiglia.
L’evento, e la sua storia, è documentata nella Mostra temporanea organizzata nel Museo delle culture “Villa Garibaldi” a Riofreddo; l’esposizione è corredata da postazioni video e audio, con ascolto di Novene e Sacre Rappresentazioni ancora in uso, specialmente nel centro-sud, e da un ricco apparato iconografico.
All’interno della vita sociale riofreddana – spiega l’etnomusicologo Emilio Di Fazio – l’espressione musicale ha avuto una sua specifica funzione con forme e modalità proprie (…); e due sono gli eventi rituali particolarmente sentiti dalla comunità, la Pastorella, ancora in funzione, e la Messa vecchia, oggi defunzionalizzata.
Gli eventi erano gestiti dai due ceti sociali principali del paese; quello agro-pastorale metteva in scena la Pastorella, mentre il ceto artigiano curava l’esecuzione solenne per la festività della Messa vecchia.
Nell’Alta Valle dell’Aniene, Riofreddo conserva questa ritualità un tempo diffusa nel territorio, ma oggi, però, non sopravvive negli altri centri; ciò induce la comunità a considerarne più attentamente il significato, come si va facendo nell’ambito del gruppo di ricerca del nuovo “Museo delle culture Villa Garibaldi” di Riofreddo , recentemente inaugurato.
La storia della Pastorella rimanda all’attività dei suonatori dello strumento pastorale per eccellenza, in questa zona: la zampogna zoppa della Valle dell’Aniene, che ha caratteristiche e modalità esecutiva propria.
In passato vi fu un’interruzione della Pastorella, finchè venne riorganizzata, grazie all’impegno di alcuni appassionati, con alcune modifiche: l’introduzione della zampogna “ a chiave” e della ciaramella, oltre alla partecipazione di cantori e all’aspetto organizzativo. Nell’insieme, quindi, l’evento registra una sensibile differenziazione rispetto al passato.
Per cogliere appieno queste differenze, il Museo ha allestito un settore etno-musicologico in cui è possibile l’audizione su CD di esecuzioni vocali, e conseguente confronto di tipologie esecutive.
Oggi partecipano alla Pastorella componenti di ogni ceto sociale, mentre un tempo, come attestano i testimoni, “era ‘na cosa che organizzavano proprio i pastori” .
La melodia e il testo che viene eseguito è Tu scendi dalle stelle, canto attribuito a sant’Alfonso Maria de Liguori; ne parla, in relazione appunto a Riofreddo, il musicista Franz Liszt, presente nella Valle dell’Aniene intorno al 1869, che ha poi ripreso la melodia inserendola nelle sue composizioni.
Un carattere arcaico, all’interno della manifestazione rituale, è individuabile nell’elemento extramusicale delle “canne col verde”, canne alla cui estremità vengono fissate foglie verdi di piante, appunto, sempreverdi: queste vengono portate in processione durante la Sacra Rappresentazione insieme all’offerta di doni al Bambino ( frutta, dolci, ricotta, cacio, agnello ) e costituiscono un elemento fortemente identificativo.
L’offerta votiva viene messa in relazione ai riti calendariali, legati particolarmente a quelli solari, come suggerisce la data d’inizio delle prove canore il giorno di s.Lucia, data del solstizio d’inverno, e la particolarità delle “canne col verde”, richiamo diretto alla rinascita vegetativa.

1) L’etnomusicologo Emilio Di Fazio, autore dell’articolo sulla Pastorella, ha voluto inviarci il materiale, permettendo di dar notizia di questo rito natalizio caratteristico di una comunità del territorio laziale.
2) La Mostra è stata aperta dall’8 dicembre all’11 febbraio 2007.
3) L’Associazione Amici della Pastorella


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