Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

APPARIZIONI ED ALTRE VISIONI MARIANE

 

 

LA MADONNA DEI FIORI DI BRA'

Presso il Santuario della Madonna dei Fiori di Brà (Cn),àin un luogo chiamato "Selva della Madonna" avviene un prodigio. Il primo fiorire miracoloso era avvenuto la sera del 29 dicembre 1336, quando una giovane donna8Egidia Mathis) in attesa di un figlio che si trovava in quel luogo volendo pregare davanti a un’edicola sacra dov'era dipinta una Madonna col bambino in braccio, quando venne aggredita da due soldati.
Spaventatissima, ella invocò la Madonna ed ecco comparire una donna, contornata da raggi di luce così luminoso che impaurirono grandemente i due aggressori. Intanto la giovane, dalla paura partorì il bambino che aveva in grembo, con l'aiuto di una misteriosa signora che appena si rese conto che se la poteva cavare da sola, sparì.

Tornata a casa, ovviamente, la ragazza raccontò l'episodio che le era accaduto e tornò in quel luogo che l'aveva vista così impaurita assieme a familiari ed amici e quale non fu la sua sopresa nel vedere che quel posto così arido e solitario era diventato un giardino pieno di fiori, splendidi e bianchi.
Nacque così la devozione a quella che venne chiamata Madonna dei fiori e sul posto venne costruito un Santuario.

La fioritura di questi magnifici fiori, su cui ancor oggi nessuno scienziato è riuscito a dare una spiegazione, è annuale ma si hanno anche fioriture eccezionali, così come in alcuni anni, ad es. durante la guerra del 1914 e del 1939 la fioritura non avvenne, comparendo invece nel 1950, Anno Santo o quando cadde il muro di Berlino...
Le piante hanno una fioritura fuori stagione anche se vengono spostate da Brà e portate in altro luogo.

A volte avvine una fioritura straordinaria per l'8 dicembre, giorno dedicato all'Immacolata.

E' diventata abitudine quella di portare alla Madonna dei fiori il fiocco che si mette per annunciare la nascita di un bambino/a. che vuole consacrare alla Madonna.

 

SANTA MARIA DEL FONTE (1432) DI CARAVAGGIO

Il 26 maggio 1432, a pomeriggio inoltrato avvenne una donna del paesino di Caravaggio, la giovane donna virtuosa e sobria, Giannetta, moglie di Francesco Varoli, trovandosi lungo la strada verso Misano, stava escogitando il modo di portare a casa un gran quantitativo di erba che le sarebbe servito per i suoi animali.
Ma ecco, improvvisamente comparve dall'alto una bella Sigmora con un vestito azzurro azzurro e il capo coperto di un velo bianco. Stupita Giannetta esclamò: Maria Vergine!
La Signora le rispose che era proprio lei, la Madre di Dio, ma di non aver paura, le chiese di fermarsi e pregare con Lei.

La giovane però le rispose che doveva andare a dare da mangiare ai suoi animali, la la Signora le impose di fare quello che le diceva e posò la mano sulla spalla di Giannetta e la fece mettere in ginocchio. Poi, quasi con le lagrime agli occhi, le disse che doveva riferire a tutti in paese quello che le stava per dire e cioè che Gesù, stanco del malvagio agire degli uomini, era sul punto di distruggere la vita sulla terra e solo a causa delle implorazioni di sua Madre aveva concesso, dietro sue continue richieste, di salvare l'umanità

"Convertitevi e credete al Vangelo... Il tempo della salvezza è venuto... Il Regno di Dio si realizza", questo il succo di tutto il discorso della Madonna.

Perciò voleva che Giannetta portasse un messaggio chiedendo a tutti di digiunare il venerdì in onore di Cristo e di rendere a Lei omaggio ogni sabato.
Giannetta, sconvolta da quelle parole rispose che ci avrebbe provato ma che la gente l'avrebbe derisa e non avrebbe creduto alle sue parole.
Maria Santissima le disse di non temere nulla e che Lei avrebbe dato dei segni tali che tutti avrebbero dovuto credere. Benedetta la giovane, Ella scomparve.
Tornata a Caravaggio, Giannetta raccontò quanto le era accaduto e tanti, credendole, andarono in pellegrinaggio al luogo dell'apparizione dove ora zampillava una fonte d'acqua che prima non c'era e dove molti ammalati, dopo esservisi bagnati, ritrovarono la salute. e la Madonna che vi era apparsa venne chiamata  “Nostra Signora del fonte” o “Santa Maria alla fontana” .
Ma su questo punto ci sono due versioni, la cui derivazione forse proviene dalla trascrizione in italiano della originale versione latina del fatto: : una in cui si sostiene che la fonte d'acqua già esisteva, l'altra, invece, che fosse comparsa all'improvviso, all'apparire della Madonna. Sia come sia, i miracoli furono tanti

Questo è quanto riporta una vecchia pergamena che ancora è conservata nella Sagrestia maggiore del Santuario e che il Vescovo di Cremona in visita nel 1599 l'aveva fatta registrare come documento ufficiale che confermava l'Apparizione e i successivi miracoli. La pergamena venne conservata per anni negli appartamenti vescovili del Santuario.

Da considerare l'afflizione della Madonna per tutti isuoi figli terreni e le travagliate vicende politiche non solo della zona in cui viveva Giannetta, sottomessa ora al ducato di Milano, ora a quello di Venezia

 

LA MADONNA DEL DIVINO AMORE (1740) - ROMA

In un giorno di primavera del 1740, un devoto che voleva raggiungere a piedi la Basilica Vaticana si smarrì nella campagna romana a sud di Roma, vicino a Castel di Leva. Si diresse  per chiedere informazioni verso alcuni casolari ma, assalito da cani aggressivi e rabbiosi, non sapendo a chi rivolgersi, alzò lo sguardo verso l’alto e vide l’immagine dello Spirito Santo che indicava una Madonnina con in braccio un Bambino,  rappresentati su una torre del castello.

Si affidò dunque a Maria, invocando la sua protezione e di lì a qualche istante i cani se ne andarono senza toccarlo. Subito dopo alcuni pastori si avvicinarono all’uomo di cui avevano udito le grida, che raccontò loro quanto gli era capitato e lo indirizzarono verso la giusta direzione. Essi riferirono a tutti quanto accaduto  e la gente incominciò a recarsi davanti all’immagine della Madonna per devozione.

L’icona della Madonna venne tolta dalla torre e trasferita dapprima in Santa Maria ad Magos e successivamente in una nuova chiesetta, dove l’affresco venne inserito nell’altare maggiore, diventando subito oggetto di devozione e meta di pellegrinaggi degli abitanti di Roma e zone limitrofe, dando origine ad un’indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV per il giorno del secondo trasferimento ed anche per la settimana successiva.

 

Il piccolo santuario venne affidato subito ad un eremita poi all’inizio del 1800, solo per il periodo della Pentecoste ad alcuni sacerdoti. Dopo un secolo la chiesa venne rinnovata e restaurata ed anche la strada che conduceva al Santuario venne riaggiustata. Ai festeggiamenti per il centenario partecipò anche il re del Portogallo, Michele.

Col tempo però il luogo sacro venne profanato dalla presenza di bancarelle di generi alimentari frequentate dai visitatori del Santuario che ormai era diventato soprattutto  meta di scampagnate e successivamente al furto dei gioielli donati alla Madonna, nel 1930 la struttura venne affidata ad un rettore-parroco, il primo dei quali fu Umberto Terenzi (ora Servo  di  Dio) – il cui corpo è stato posto nel santuario dopo la morte  -  che diede vita alla Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore e successivamente gli Oblati,  a cui venne affidato il Santuario.

Successivamente al bombardamento avvenuto nella zona nel corso della Seconda Guerra Mondiale, l’immagine della Madonna del Divino Amore venne portata in processione nella capitale e deposta nella chiesa intitolata alla Madonna del Divino Amore, poi, qualche mese dopo essa venne trasferita in san Lorenzo in Lucina dove, soprattutto per la Novena di Pentecoste, vi fu un massiccio afflusso di devoti romani, invitati da Papa Pio XII a pregare ardentemente per tener lontano dalla città ogni  azione di guerra, tanto che l’icona venne poi ancora trasferita in una chiesa più grande, quella di Sant’Ignazio di Loyola.

Proprio alla scadenza della novena, la sera del 4 giugno, dopo aver proclamato il voto solenne fatto dalla popolazione romana per la salvezza della città, promettendo la costruzione di un nuovo Santuario e di un’opera caritativa, i tedeschi si ritireranno da Roma mentre arriveranno le truppe alleate.
Il Papa, finalmente libero di poter uscire dal Vaticano, qualche giorno dopo si recò nella chiesa per la celebrazione di una messa davanti all’immagine della Madonna che verrà chiamata anche Salvatrice di Roma.

Nel settembre del ’44 l’immagine della Madonna venne riportata nel Santuario dove, tre anni più tardi fu costruita la Cripta dell’Addolorata e vennero realizzati dei mosaici del primo miracolo e del voto dei romani.
A guerra finita, sul territorio di Castel di Leva si ricostruì dunque il Santuario, un Seminario, la casa madre della Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore.

Nel Santuario visitato da molti Papi sono conservati molti ex voto tra cui fa spicco la cuffia del radiotelegrafista del dirigile “Italia” che Nobile condusse al Polo Nord nella sfortunata spedizione, promessa come dono alla Madonna del Divino Amore se i sopravvissuti – tra cui appunto il telegrafista – fossero potuti tornare alle loro case. La radio per tanti giorni inservibile, dopo il voto ricominciò a funzionare permettendo l’arrivo dei soccorsi.

Il Santuario, rinnovato per l’Anno Santo del 2000, è meta d’arrivo di molti pellegrini, molti dei quali partono a piedi da Roma di notte per arrivare al Santuario alle prime luci dell’alba e diventa scenario di una suggestiva Via Crucis animata da un gran numero di persone.

 

MADONNA DI LOURDES (1844)

Il 7 gennaio 1844, a Lourdes, in una povera famiglia profondamente cristiana, nasce Bernadette, primogenita di nove figli. Fin da piccola soffrirà di asma e, proprio a causa della salute non buona, frequenterà saltuariamente la scuola, dovendosi anche occupare della piccola casa e dei fratelli e sorelle. A 14 anni frequentava ancora la classe delle bambine di 7 anni, non avendo una gran memoria e parlando solo il dialetto. Tuttavia era docile, obbediente e serena.
L'11 febbraio del 1858, segnerà per sempre la sua vita: Bernadette con alcune compagne si era recata a raccogliere della legna secca nella grotta di Massabielle, quando improvvisamente le apparirà, in una anfratto della roccia, una Signora bellissima e giovane, dal viso soave, vestita di bianco con una fascia azzurra attorno alla vita e un velo sulla testa. Nonostante la paura, la fanciulla, che sembra l'unica a vederla, si sente l'animo invaso da una gioia indescrivibile ed inizia a recitarecon Lei il Rosario.

L'apparizione svanisce quasi subito e la giovane, che era rapita in estasi, si riscosse e ritornò dalle compagne che le fecero molte domande e riuscirono a strapparle di bocca quell'esperienza meravigliosa a cui però non credettero. La "Bella Signora" che le aveva riempito il cuore di felicità, forse era stato solo un sogno.

Apprendendo il fatto, la mamma le vietò di tornare laggiù, ma intanto la notizia si era diffusa nel paese; alcuni ritenevano Bernadette una bugiarda che voleva rendersi interessante, tuttavia, la domenica 14 un piccolo seguito di persone la accompagnò alla grotta, dove si recò dopo aver ottenuto il permesso materno. L'apparizione ritornò e così pure il 18 febbraio quando, finalmente, la Signora parlerà alla giovane, chedendole di ritornare per quindici giorni consecutivi, aggiungendo: «Non ti prometto la felicità in questo mondo, ma nell'altro». Fedele alla sua promessa, tutte le mattine ella si recherà in quel luogo dove, il 21 successivo, riceverà questo messaggio:«Prega Dio per i peccatori» e poi : "Va a dire ai sacerdoti che qui deve esser costruita una cappella"; il 24, poi, la Signora pronuncerà ripetutamente le parole: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!».

Intanto le autorità civili e religiose si preoccupavano e sottoposero Bernadette a lunghi interrogatori, mentre il Parroco, non convinto della veridicità delle apparizioni, si teneva in disparte e alla richiesta della ragazza di erigere una cappella, chiese alla Signora un miracolo, cosa questa che avverrà solo successivamente.

Il 25 Bernadette, scortata dai soldati, arrivò sino alla grotta per pregare, poi si alzò dirigendosi verso il fiume, tornò alla grotta, avanzando in ginocchio fino al centro, dove la Signora l'aveva preceduta. Sembrava una piccola demente mentre poi con le unghie scavava la terra lì intorno, dove una piccola pozza d'acqua si era aperta la strada fino alla sua mano. Essa bevve di quell'acqua, si lavò il viso e mangiò, sia pur riluttante, qualche stelo d'erba. Molti la ritennero impazzita, ma poco dopo alcuni passanti si accorsero che un filo d'acqua sgorgava dalla cavità, diventando poi un ruscello, una sorgente che dovette ben presto essere incanalata e che ancor oggi produce una grande quantità d'acqua che è diventata fonte d'inesauribili grazie e guarigioni.
Il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, la Signora finalmente si rivela: «Sono l'Immacolata Concezione». Bernadette corre a ripetere questa frase che non capisce al Parroco che, svonvolto, crederà alle apparizioni, esclamando: «È la Santa Vergine!». Pochi anni prima, Papa Pio IX aveva proclamato il Dogma della completa assenza di peccato in Maria Vergine. Intanto, tra le alterne vicende di Bernadette, che era soffocata dalle domande dei curiosi, pressata dall'opinione pubblica e sorvegliata dalle autorità che tentavano di porre fine agli affollamenti della gente che chiedeva miracoli, in giugno il luogo delle apparizioni venne delimitato da uno steccato ma la folla continuò a condurre là gli ammalati.
L'ultima apparizione della Vergine ebbe luogo il 16 luglio, festa della Madonna del Carmine: «Non l'ho mai vista tanto bella», dirà Bernadette, rattristata dall'annuncio che non avrebbe più rivisto la bella Signora.

Successivamente a questi fatti, anche il Vescovo di Tarbes pronuncerà solennemente: «Noi riteniamo che Maria Immacolata, Madre di Dio, è veramente apparsa a Bernadette Soubirous, l'11 febbraio 1858 ed i giorni seguenti, per diciotto volte».

I visitatori si facevano sempre più numerosi e cercavano di vedere la fanciulla. Temendo per la sua salute, il parroco e il sindaco la fecero entrare in un pensionato di suore nel 1860; là ella ritrovò un pò di calma anche se la gente continuava a cercarla. Non diede mai il più piccolo segno di vanità a proposito dei favori straordinari che aveva ricevuto e si dimostrò umile ed obbediente come sempre. Si racconta che una volta, la superiora dell'Ospizio, cadendo malamente aveva avuto una forte distorsione al piede e le erano stati prescritti 40 giorni di riposo. Fece chiamare Bernadette e le disse: "Figlia mia, io non ho tempo per restare a letto. va dunque a chiedere alla Madonna che mi faccia subito guarire". "Va bene Madre" disse Bernadette e il giorno dopo la superiora era già in piedi.
Sei anni più tardi, dopo aver esitato a lungo su tale scelta, ritenendosi indegna, nè abile nè intelligente,la veggente di Lourdes, a 22 anni, verrà ammessa - con il nome di suor Maria Bernarda - al convento di S. Gilardo dalle Suore della Carità e dell'Istruzione cristiana di Nevers: «Sono venuta qui per nascondermi», diceva. Nascondersi pe pregare, per soffrire, per sè e per i peccatori...

Gli inizi della sua nuova vita furono penosi soffriva di nostalgia dei suoi e per l'assenza della Signora, per le umiliazioni morali inflittele dalla Madre Superiora, che non la comprendeva e la trattava con freddezza, non constatando niente di straordinario in quella “veggente. Inoltre, sarà tormentata da vari malanni fisici ma la sua sarà una vita di umiltà e di preghiera, segnata da grande coraggio e da una forza d'animo fuori del comune; volenterosamente e sempre sorridendo, compirà ciò che le verrà chiesto.Oltre alle continue crisi d'asma, durante l'inverno del 1877 le si formò un ascesso tumorale al ginocchio destro, il dolore era atroce e Bernadetta troverà forza solo in Gesù e, per amore suo, arriverà al punto di “amare” la sofferenza: «Sono più felice con il mio Cristo, sul mio letto, che una regina sul trono» scrive ad una suora che le aveva mandato un'immagine di Gesù Crocifisso. Negli istanti di tregua, si renderà utile alla comunità, ricamando, disegnando, dipengendo, ecc. Ben presto, si allettò e, essendo ormai in fin di vita, chiese insistentemente di pronunciare i voti. Dopo la cerimonia, officiata dal Vescovo, Monsignor Forcade, la salute di Bernadette si ristabilirà in maniera inattesa ed ella vivrà ancora altri 12 anni.
Nel 1879, verso la fine di marzo si aggraverà e il 16 aprile spirerà recitando l'Ave Maria. Umile e fiduciosa fino alla fine, Suor Maria Bernarda dirà per due volte: «Santa Maria, Madre di Dio! Prega perme... povera peccatrice... povera peccatrice». Spirerà quasi subito dopo, stringendo al cuore il Crocifisso.

Bernadette Soubirous è stata canonizzata da Papa Pio XI, l'8 dicembre 1933.

 

LA MADONNA DE LA SALETTE (1846)

 

Massimino (11 anni) e Melania (15) benchè abitassero nello stesso villaggio non si conoscevano: il primo era un bambino grossolano, frequentava scuola e catechismo saltuariamente e non teneva a mente nemmeno le preghiere più semplici e pensava solo a giocare; eppure aveva un animo dolce e generoso ed era intelligente. Melania era anch'essa povera e tutt'altro che pia, non andava nè a scuola nè a catechismo, era timida e paurosa, pigra e disubbidiente, chiusa ed ostinata. Tuttavia era ingenua e senza malizia.

Melania si trovava a La Salette e anche Massimino andò là per lavorare come pastore; così i due ragazzi si conobbero e pascolarono insieme per un pò. Dopo aver mangiato si riposarono poi videro una gran luce all'interno della quale scorsero una Signora, seduta, che piangeva tenendosi la testa fra le mani. Indossava un abito bianco con uno scialle bordato d'oro. Essi si spaventarono sentendola parlare e dire: "Se il mio popolo non vorrà ubbidire dovrò lasciare libero il braccio di mio Figlio che non riesco più a trattenere. Da tempo soffro per voi e prego ma voi non pregate, non rispettate le domeniche, bestemmiate..." I bambini non capivano una parola perchè la Signora parlava francese ed essi solo il dialetto; essa quindi ripetè il discorso in dialetto affinchè essi comprendessero. Ella fece un lungo discorso in cui parlava del raccolto che l'anno prima era andato a male e di quello nuovo che stava per essere seminato, che anche questo sarebbe andato a male se gli uomini non si fossero decisi a seguire i suoi consigli. Disse che ci sarebbe stata una grande carestia preceduta dalla morte di molti bambini...

A un certo punto la Signora venne udita solo da Massimino, poi solo da Melania: ambedue avevano ricevuto un segreto. "Se gli uomini si fossero convertiti la messe sarebbe stata molta". Chiese poi ai due fanciulli se pregassero ma al loro diniego essa li incitò a farlo e a frequentare la Messa e disse di rendere note a tutti le sue parole. I suoi piedi sfioravano appena l'erba e i bimbi la seguirono per un pò nel suo lieve ondeggiare poi, dopo averli guardati a lungo, la bella Signora svanì nel sole.

Melania credeva d'essersi trovata davanti ad una grande santa, Massimino avrebbe desiderato andare con lei... I due fanciulli non si rendevano assolutamente conto di quello che era accaduto ma il loro messaggio si diffuse comunque in tutto il villaggio e poi tra i pellegrini che subito arrivarono, alle autorità civili e religiose da cui vennero perseguitati in ogni modo. Ma essi rimasero fermi nelle loro dichiarazioni e nel corso di 4 lunghi anni di interrogatori, confermarono sempre il loro racconto. Le loro risposte erano superiori sia alla loro condizione che alla loro età.
Intanto le suore di Corps si erano incaricate della loro educazione, un'impresa lunga e difficile che però i bambini cercavano con sforzo di affrontare. Benchè spesso bisticciassero fra loro, Melania divenne pia e Massimino aperto e simpatico ma non riusciva mai a stare fermo, ma quando si trattava di parlare della Signora allora assumeva un atteggiamento calmo e pensoso.
Nessuno dei due è diventato santo. Melania entrò e poi uscì dal convento, lui invece venne raggirato da cattive compagnie. Diventarono buoni cristiani e nulla più e l'apparizione fu un dono umanamente inspiegabile.

Essa provocò nella Regione, ostile alla Chiesa, un risveglio religioso e molte furono le conversioni. Le predizioni della Vergine si avverarono: vi fu una malattia che colpì le patate, in Francia e al'estero, una nuova malattia della vite, poi quella del noce; nel 1855 in Francia morirono più di 100.000 persone per la carestia e per un'epidemia di colera altre 100.000, specie bambini. Poi venne la guerra del 1870, quella del '14, quella successiva del '39.

"Il braccio di mio figlio è così pesante che non riesco più a trattenerlo...".

 

LA VERGINE DELLA RIVELAZIONE - ROMA

 

Il 12 aprile  del 1947,  tre bambini che si trovavano nella zona delle Tre Fontane, vicino alla chiesa sorta sul luogo della decapitazione di san Paolo, assieme al loro padre Bruno Cronacchiola, videro improvvisamente apparire una giovane donna  che indossava un vestito bianco ed un mantello verde e che in una mano stringeva un libro. Ai bimbi essa disse di pregare per la salvezza dei peccatori, specialmente per gli atei e per l’unità dei cristiani.

Bruno era da tempo passato alla religione protestante, entrando a far parte della Chiesa Avventista del Settimo giorno, dimostrando molta avversione per la Chiesa Romana nella persona del Papa, per la Madonna e per la Transustanziazione e cercava di far proseliti per la sua causa, volendo a tutti i costi convincere anche sua moglie, molto devota,  ad abiurare la fede cristiana mentre essa perseverava, invece, nel suo credo. Dovendo preparare per il giorno successivo un discorso finalizzato a procacciare seguaci alla sua causa, egli aveva portato con sé i suoi tre bambini sui prati delle Tre Fontane e si apprestava a stilare il testo che avrebbe poi divulgato.
I bimbi per primi si accorsero di quella giovane donna che chiamarono “Bella Signora” ed il Cornacchiola, vedendoli estatici si avvicinò loro per farli alzare. Ma essi sembravano di pietra. Allarmato, Bruno chiese l’aiuto di Dio ed improvvisamente vide anche lui la donna che  si definì “la Vergine della Rivelazione”,  che lo invitò a rientrare nell’ambito della chiesa cattolica, gli diede un messaggio da portare a Papa Pio XII e lo informò – ancor prima della proclamazione del dogma dell’Assunzione – di essere stata assurta al cielo in corpo ed anima.

La Madonna continuò ad apparirgli per alcuni anni, dandogli alcuni messaggi per sensibilizzare i cristiani alla recita del Rosario per la conversionedei peccatori, annunciandogli un fatto prodigioso relativo al movimento del sole che avrebbe ruotato molte volte così come era successo a Fatima (prodigio che si è rinnovato spesso nel corso degli anni alla data del 12 aprile) e chiedendo la costruzione di un santuario in quel luogo.

Dopo la scomparsa della visione, la notizia dell’apparizione si diffonde ed i primi pellegrini iniziano ad onorare quel luogo in cui Maria Santissima è apparsa; molte guarigioni e conversioni si produrranno e sul luogo verrà costruito un Santuario che continua ad essere sempre molto frequentato dai romani e non solo.

L'immagine della Madonna venne incoronata nel 1946.

 

NOSTRA SIGNORA DEGLI ANGELI - BACCANO DI ARCOLA (SP)

 

Era il 1556, il 21 maggio, giorno di Pentecoste, ed erano cinque le sorelle: Barbara, Camilla, Elisabetta, Catarinetta ed Angela, (figlie di Margherita Blasio e di Baldassarre Flamberti) che, insieme ai genitori e ai fratelli, al termine della Messa celebrata nella pieve di Baccano di Arcola, andarono nella loro campagna.
Al suono della campanella che giungeva dall'oratorio degli Olivetani, le ragazze smisero di giocare e si raccolsero in preghiera recitando il Rosario.
Giunte all'Angelus, sull'unica pianta di rosmarino là esistente, apparve loro una "Signora avvolta in una nuvola luminosa affiancata da due Angeli".
Ella disse di essere la Madre di Gesù e confortandole, le esortò a non temere questa sua apparizione, perchè lei era la "Regina degli Angeli" e rivolse loro l' invito alla penitenza e alla edificazione di una cappella.

Su quel luogo, la popolazione costruì quasi subito un Santuario, che venne finito nel 1558.
Nel 1910 la Madonna venne incoronata ufficialmente.

La cappellina dell’Apparizione si trova nella cripta sotto il presbiterio e vi è stata posta una statua della Vergine della prima metà del 1600.

Sull'altare maggiore vi è un altorilievo del 1700 che raffigura la Madonna degli Angeli in atto di proteggere lo stemma della Repubblica Genovese.
Sulle pareti laterali vi sono due grandi affreschi dei primi del '900, che rappresentano, uno l'apparizione della Vergine ed il secondo l'Incoronazione solenne avvenuta nel 1910.
Sopra il coro, un altro dipinto sempre relativo all'apparizione, in cui la Vergine e le veggenti compaiono in abiti dei primi del 1600.

 

SANTA MARIA DELLA STECCATA - PARMA

Dove sorge ora la Chiesa di santa Maria della Steccata, verso la fine del 1300 si ergeva un Oratorio in cui troneggiava un'immagine dfi San Giovanni Battista, ritenuta miracolosa.
Successivamente sulla facciata di questo edificioapparve un'altra immagine, questa volta della Madonna che allattava il Bambino Gesù, anch'essa subito fatta oggeto di particolare devozione, tanto che per evitare di deteriorare l'immagine venne costruita una staccionata per arginare il flusso dei fedeli che volevano toccare l'immagine.

Alla Madonna, la devozione popolare attribuì, quindi, il titolo di Madonna della Steccata.

Per preservare la bella immagine di Maria si decise dunque di costruirle intorno una grande chiesa, i cui lavori iniziarono nel 1521 e proseguirono fino al febbraio del 1539, sotto la guida di eccellenti architetti, e venne inaugurata dal cardinale Gian Maria Ciocchi del Monte, legato papale nei ducati di Parma e Piacenza.

Dopo circa due secoli, papa Clemente XI affiderà il Santuario al duca Francesco di Parma e Piacenza.

L'affresco della Madonna della Steccata, staccato dal sito originario è oggi la pala dell'altar maggiore dell'attuale Santuario, a croce greca con quattro absidi..

 

APPARIZIONE DELLA MADONNA A SAN SIMONE STOCK

Identificare questo importante Santo Carmelitano è un pò difficile, poichè sembra che gli elementi di due storie riguardanti due San Simone, si siano fusi nel tempo, dando origine ad un'unica figura storica, elaborata con dettagli per lo più inventati circa la sua vita.
D'origine inglese, forse del Kent, si parla di lui in documenti antichi, come di un Simone Stock Priore Generale che visse nel secolo XIII, nella provincia d'Inghilterra e morto verso il 1265 a Bordeaux in Francia.
Dopo la sua morte, i pellegrini che visitavano la sua tomba ricevettero dei miracoli, dando così inizio al culto del santo nel sec. XIV..
Il suo nome divenne popolarissimo per la preghiera carmelitana Flos Carmeli, a lui attribuita (benchè già nota dal XIV secolo) e per la visione della Madonna dello Scapolare, che gli prometteva salvezza per chi lo avesse indossato.

 

Nell'Ordine del Carmelo è venerato per la sua eroica testimonianza di monaco e di asceta - sembra vivesse nel tronco di un albero - e soprattutto per la sua devozione a Maria Vergine, alla quale raccomandò l'Ordine nelle difficoltà che incontrò al suo arrivo in Europa dalla Palestina.
A lui si deve la prima diffusione dello Scapolare con la grande tradizionale promessa della Madonna che, sembra, gli fosse apparsa, dicendogli : «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo».
Lo Scapolare, per tutti i Carmelitani, consacrati e laici, è rimasto il segno della protezione materna della Madonna e di un impegno di vita a seguire Gesù, sulle orme di Maria , modell di perfezione.
La devozione dei fedeli per San Simone e per lo Scapolare si diffuse rapidamente e nel 1500 il suo nome venne inserito nel Calendario Liturgico - 16 Maggio - dell'Ordine Carmelitano. Cancellata dal Concilio Vaticano II è stata poi riammessa alla venerazione dei fedeli.
Morì, presumibilmente, a Bordeaux nel 1265.

 

ICONA VETERE O MADONNA DEI SETTE VELI DI FOGGIA

Questa immagine, venerata dai fedeli, soprattutto a Foggia di cui è la Protettrice, sin dall'anno mille, quando venne ritrovata, è sempre stata avvolta da mistero.
E', infatti, ricoperta da sette teli di seta, riccamente ricamati e decorati, donati anche da Re e Principi.
Sembra che tale icona fosse stata portata da Costantinopoli a Siponto verso la fine del 400 eppoi donata alla città di Arpi. Quamdo scoppiò una delle tante guerre, un contadino l'avrebbe nascosta forse nella campagna per salvarla dagli invasori.
L'icona Nicopeia è tutta coperta da drappi preziosi e ricamati e la Madonna vi è dipinta frontalmente, con il bambino in grembo. Una parte del volto sembra travalicare il quadro "uscendo" dallo stesso, difficile comprenderne la descrizione senza vedere l'originale.

L'immagine, secoli dopo venne rinvenuta da alcuni contadini che portavano i buoi al pascolo e che videro delle fiammelle che si allungavano sull'acqua; cercando intorno trovarono un dipinto avvolto tra varie tele, che scoprirono essere un'immagine antica della Madonna che offriva il figlio suo, Gesù.
I braccianti presero l'immagine e la portarono in un locale lì accanto, un'antica taverna, poi adibita a chiesa, che i locali denominarono Sancta Maria de Focis.
Attorno a quella casa rurale si sviluppòun agglomerato urbano che riuniva gli abitanti dell’antica Arpi, salvatisi dalla precedente guerra.
Verso la metà degli anni 1000, Roberto il Guiscardo fece costruire su quel luogo un'ampia chiesa, ingrandita ancora da Guglielmo II di Sicilia, il Buono,. in cui venne conservata l'icona.

Intanto, la città s'ingrandiva, diventando una delle più importanti del Regno ed anche il Santuario venne progressivamente arricchito, dai Normanni prima, dagli Svevi poi, dagli Angiò e dagli Spagnoli, fino ai Borboni e molti di essi celebrarono in questa chiesa i loro matrimoni, recandovisi spesso per devozione. Re Carlo I d'Angiò, morto a Foggia nel 1285, volle che in quella Chiesa venisse seppellito il suo cuore.

Nel 1731, la città, che era stata costruita in una zona ricca di acqua e di paludi, subì un violento terremoto che provocò 20.000 morti: Anche la Chiesa dov'era l'immagine della Madonna andò in rovina. L'icona venne spostata in un'altra chiesa e in quel luogo nella notte del giovedì santo, il 22 marzo, ll volto della Vergine comparve dalla piccola finestrella della tavola dipinta.
L'Arciprete si era recato nella chiesa per pregare davanti all'immagine della Vergine là conservata e per celebrare la Santa Messa. Mentre la folla pregava ed invocava la Vergine Maria, per la prima volta il volto della Madonna si colorò e si fece palese tra i drappi che l'incorniciavano.
Alla notizia dell'apparizione, i fedeli che vivevano nei paesi attorno affluirono alla chiesa tanto che venne eretto un altare all'aperto sul quale venne posta la Sacra immagine e la Messa ebbe inizio; al "Gloria in excelsis Deo" il volto della Madonna si palesò a tutti, sconvolgendo la platea dei devoti.

S. Alfonso de' Liguori, (1696-1787), dottore della Chiesa, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore; autore di varie opere di teologia morale, .appena sentita la notizia, arrivò a Foggia per vedere questo prodigio e rendere grazie alla Madonna. Anche lui potè vedere il volto della Madonna, giovanissima, con un velo bianco sul capo.
Nella sua relazione del 1777 a papa Pio VI Sant'Alfonso così ricorda il suo "incontro" con la Vergine, dicendo che più voltee in vari giorni aveva visto la Madonna, un volto di giovanetta di tredici-quattordici anni, con il capo coperto di un velo bianco. Ed il viso non era scultura o pittura, ma era di vera carne e si voltava da una parte all'altra e non solo lui poteva vederla ma anche gli altri devoti raccolti attorno a Lei in preghiera o richiedendo un miracolo.
Questo volto così scoperto, visibile e vivo, si mostrò al santo dal 1731 al 1745.

La visione successiva, del 1745, ebbe le stesse caratteristiche e mentre gli sguardi di tutti gli astanti, circa 2000, erano rivolti al viso della Vergine, dall'immagine stessa si produsse un raggio di luce che abbagliò tutti gli astanti e che andò a posarsi sulla fronte di Sant'Alfonso in quale, in estasi, si sollevò al di sopra della cattedra su cui si trovava.
Tutti i devoti emozionati da quanto vedevano, non facevano altro che pregare la Santa Vergine.

L'immagine comparve fino al 1745.
Il Capitolo Vaticano incoronò questa sacra icona nel 1782 e nel 1806 Papa Pio VII, elevò la chiesa a Basilica Minore. Più tardi essa diventò cattedrale della nuova Diocesi di Foggia, in cui la Madonna dei sette veli viene festeggiata il 22 marzo ed il 15 agosto.

MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA DI CUSSANIO

In una piccola frazione del Comune di Cussanio, piccolo borgo che si dedicava all'agricoltura, in provincia di Cuneo, si registra l'apparizione della Madonna della Divina Provvidenza.

Questa zona, allora disabitata, insalubre a causa dell'acqua stagnante, dedicata solo al pascolo, è diventata nota per l'apparizione della Madonna ad un pastore sordomuto, che là si recava per far pascolare le sue pecore.

L'8 o l'11 maggio del 1521, Bartolomeo Coppa era in quei paraggi con il suo gregge, quand'ecco apparirgli la Madonna, vestita di bianco, con un manto azzurro, che gli rese la parola e l'udito, con la sola preghiera di riferire il tutto ai Fossanesi, che, in cambio della sua protezione, avrebbero dovuto far penitenza e recitare preghiere, per evitare il castigo divino.

Dapprima accolto con meraviglia ma anche con sbeffeggiamenti, il pastore non sa cosa fare e si reca di nuovo sul luogo dove pascola sempre le sue pecore.
Si addormenta e in sogno gli compare ancora la Madonna vestita, stavolta con un abito rosso ed il manto blu, che gli dà tre pani per saziare la sua fame,. incoraggiandolo ancora a far ragionare i Fossanesi.

Egli si reca quindi in paese e sollecita i suoi concittadini a vivere secondo le direttive della Madonna, ma essi non se ne danno per intesi.

Poco dopo, nella zona, si propagherà una grave malattia pestilenziale e i residenti, riunitisi nel luogo in cui la Madonna era apparsa, le promisero la costruzione di una chiesa, non appena il contagio fosse stato debellato, e la loro conversione ed il ritorno ad una vita religiosa e di preghiera, dando subito impulso a processioni e penitenze pubbliche.

Bartolomeo, vestito di una tunica azzurra e di un manto blu, si recherà in giro per i paesi viciniori ammonendo e sollecitando ad una vita di più intensa devozione e preghiera.

In questo santo luogo venne dapprima costruita una Cappellina, poi una chiesa più grande che nel '600 venne gestita dagli Agostiniani di Genova, che accanto ad essa innalzarono un convento ed altre strutture.
Durante questi primi anni, essendo ancora vive le persone che ne erano state interessate e guarite, l'apparizione della Madonna venne dichiarata autentica e gli atti relativi sono ancora presenti negli archivi comunali.

Durante l'invasione napoleonica, sotto cui vengono soppresse le Corporazioni religiose, le strutture create vennero però abbandonate dai frati, eppoi requisite dal Governo italiano, che sembrava volerle vendere, ma verso la fine dell'800, grazie all'intervento di Mons. Emiliano Manacorda, amico di Papa Pio IX e di Don Bosco, che si rivolse con tutta umiltà all'immagine della Madonna di Cussanio presente nella chiesetta, chiedendole di mettere Lei mano a quel problema, esse vennero riconsegnate ai religiosi.
Il Vescovo, come promesso diede avvio ai lavori di ristrutturazione del Santuario, che durarono circa venti anni. La ristrutturazione comprendeva l'ampliamento della navata centrale e la creazione di due navate laterali, l'arricchimento dell'interno con altari, sculture e pitture.

 

NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

L'apparizione di questa Madonna avvenne in Messico nel 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo.

Juan Diego è un semplice indio che si sta recando alla chiesa francescana di Santiago, quando ad un tratto si ferma udendo un canto meraviglioso e subito dopo una voce che lo chiama da una collinetta.
Là vede una giovane donna, vestita di sole che subito riconosce essere la Madonna che si definisce "la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio" e che desidererebbe avere un Santuario su quel colle.

Il nome Guadalupe sarebbe stato rivelato da Maria stessa al giovane ed alcuni hanno immaginato che questa sia la trascrizione spagnola della azteca Coatlaxopeuh, "colei che schiaccia il serpente" e che facesse riferimento al Monastero de Nuestra Señora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.

Juan subito si reca in città per parlare con il Vescovo, cosa che avviene dopo molte ore di attesa ma il Prelato però non gli crede.

Tornando indietro, l'indio incontra ancora la Madonna a cui riferisce l'insuccesso ma Ella lo esorta a riprovare ancora; Juan ritorna quindi dal Vescovo che gli chiede un segno tangibile di quanto accaduto e a sua insaputa lo fa seguire. L'indio, tuttavia, sparisce allo loro vista, mentre invece ha un altro incontro con la Vergine che gli promette di dargli un segno la mattina dopo.
Ma la mattina successiva (12 dicembre) il giovane deve accudire uno zio ammalato che vuole ch'egli vada a cercare un sacerdote per confessarsi.
Juan Diego esce di casa sul far dell'alba, andando di corsa verso la città e, giunto poi, ancora sul luogo delle apparizioni, decide di cambiare strada, ma la Madonna si fa ancora presente e gli chiede conto di quel cambiamento.
Juan Diego, inginocchiatosi dinanzi a Lei le chiede perdono. La Vergine per prima cosa gli dice di non preoccuparsi per lo zio e gli chiede di andare sulla cima della collina per coglierle tutti i fiori che troverà.
Con sua grande meraviglia, in quel luogo pietroso, Juan Diego trova, nonostante l'inverno, dei bellissimi fiori, "fiori di Castiglia", che coglie e offre alla Madonna la quale, prima li accetta e poi glieli riconsegna per portarli, come prova al Vescovo.
Tenendo stretto il suo poncho, Juan Diego, giunto a Città del Messico chiede dell'alto Prelato, ma i suoi servi lo fanno attendere delle ore e vedendo che l'indio ha dei fiori nel mantello cercano di portarglieli via, senza tuttavia riuscirvi, poichè sembra che essi si siano incollati al tessuto.
Finalmente anche i servitori si decidono a far incontrare Juan con il Vescovo al quale egli racconta tutto ciò che è avvenuto ed apre il mantello per offrirgli i fiori, rivelando davanti agli occhi increduli di tutti, l'immagine perfetta della Madonna, così come la si vede ancor oggi, conservata nel Santuario di Guadalupe.

Nel luogo dell'apparizione venne costruita dapprima una cappellina, poi sostituita da una più grande e successivamente dal Santuario nel 1622. Nel 1976 è stata inaugurata ufficialmente la Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, dove è conservato il mantello orginale di Juan Diego che conserva intatta la raffigurazione della Madonna, una giovane india dalla pelle scura (infatti viene chiamata Virgen morenita o Vergine meticcia).

Nel 1921 si cercò di distruggere il mantello inviando nella chiesa un criminale che nascose una bomba in un mazzo di fiori deposto sotto l'altare, ma se pur la deflagrazione danneggiò la chiesa, il manto e il vetro protettivo rimasero integri.

La Madonna di Guadalupe è Patrona e Regina di tutti i popoli di lingua spagnola, in particolare dell'America Latina e la sua festa viene celebrata il 12 dicembre, mentre Juan Diego è stato proclamato Santo da San Giovanni Paolo II, nel 2002.

- Uno dei misteri che avvolge questo manto, fatto di tessuto ricavato dall'agave, è che riporta l'immagine - un pò ridotta rispetto all'originale, è solo di 143 cm, - di Maria, giovane donna dalla carnagione scura, attorniata da raggi di sole, con una luna sotto i piedi; sotto la luna c'è un angelo dalle ali bianche, rosse e verdi che la sostiene. Essa ndossa una cintura viola, il chè tra gli indios indica l'attesa di un figlio.

- Pare che la disposizione delle stelle sul manto sia realmente quella che si sarebbe potuta vedere nel cielo nel dicembre del 1531.

- Pare, inoltre, che l'immagine non sia stata dipinta da mano umana, quindi acheropita e che, pur sottoposta, nel corso degli anni, a varie fonti di calore, non si sia assolutamente rovinata, ma rimasta perfettamente intatta.

- Nonostante bagnata accidentalmente con dell'acido sembra essersi "rigenerata", alcuni fili di tessuto sottoposti ad esame hanno escluso traccia di coloranti;

- Ad un esame realizzato con lo scatto di varie fotografie all'infrarosso, si evinse che, mentre alcune parti dell'immagine erano dipinte (forse aggiunte in un secondo momento) e solo le dita delle mani sembravano esser state ritoccate per accorciarne la lunghezza, la figura di Maria era direttamente impressa sulle fibre del tessuto.

- Ad un approfondito esame fotografico, nelle pupille di Maria compariva l'immagine di Juan Diego, così come l'avrebbe visto all'epoca dell'apparizione e, successivamente sottoposte queste fotografie ad ingrandimento, si potevano distintamente vedere la figura di Juan Diego che apre il mantello davanti al Vescovo e due altri uomini ed una donna. Sembrano intravvedersi anche altre persone.

Come in ogni regolar tenzone, è ovvio, poi, che ci siano le voci contrarie che negano alcune di queste affermazioni:

- le foto possono essere state ritoccate a bella posta con elaborate tecniche -

- il mantello potrebbe essere opera di un pittore del 1556 e la colorazione dell'immagine realizzata con coloranti già utilizzabili nel XVI secolo, infatti anche le caratteristiche figurative rispecchiano schemi artistici mariani in voga in quel secolo -

- addirittura l'esistenza di Juan Diego è stata messa in dubbio -

- le immagini che si intravvedono nelle pupille potrebbero essere state riconosciute come reali mentre solo frutto di fantasia...

 

NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA - GENOVA

Verso la fine del XV secolo, la Madonna apparve sul monte Figogna, vicino Genova con il titolo "Nostra Signora della Guardia".
Apparve nel 1490 a Benedetto Pareto, sposato e padre di due figli che, secondo numerose testimonianze, era sul monte a rastrellare legni ed erba, che ad un tratto vide comparire una bellissima signora che gli disse d'essere la regina del cielo, sì, proprio Maria, Madre di Gesù.
Indicò all'uomo stupefatto il punto in cui avrebbe dovuto sorgere una cappella a Lei dedicata e gli assicurò il suo aiuto per le spese necessarie.
Dopo poco l'apparizione ebbe termine e Pareto raccontò alla moglie che lo aveva raggiunto per portargli da mangiare quanto gli era accaduto, ma ella pensando che fosse impazzito o che avesse bevuto, non gli diede alcun credito e lo lasciò così frastornato da mettere in dubbio di aver davvero avuto l'apparizione.

Il giorno dopo, l'uomo, che era salito su un fico per prenderne i frutti, cadde perchè un ramo s'era spezzato a causa del suo peso e rimase sospeso tra la vita e la morte, tanto che gli diedero l'Estrema Unzione.
Dopodichè ebbe un'altra visione in cui la Madonna lo esortava ancora a costruire un Santuario, guarendolo istantaneamente.
La guarigione improvvisa fece comprendere a tutti quelli che lo circondavano che quanto aveva raccontato era vero e subito si diedero da fare per aiutarlo nella costruzione della Cappella desiderata dalla Vergine, che divenne il punto di riferimento di tutta la Valle Polcevera, fino a Genova.

Venne poi edificata una chiesa più grande attorno al 1530, sostituita ai primi del 1900 da un Ospizio, mentre il Santuario venne riedificato grazie all'aiuto di un nobile in una piana poco distante dal luogo della Apparizione.
La nuova chiesa venne arricchita man mano di marmi, statue ed abbellimenti vari. Verso la fine del 1800 venne effettuati lavori di ristrutturazione.
Dopo la morte di Benedetto, il figlio Pasquale si occupò del Santuario provvedendo a quanto occorreva, mentre la cura liturgica venne affidata al parroco di Livellato, poi ad un sacerdote fisso e verso la metà del XVI secolo ad un suo proprio cappellano. Grande importanza aveva la recita del Rosario e venne istituita la Compagnia dell'Altare del Rosario.

Numerose grazie vennero elargite dalla Vergine e numerosi miracoli riconosciuti; indulgenze e privilegi vennero concessi al Santuario da vari Papi ed il Santuario era ed è meta di pellegrinaggi da tutt'Italia. Si ricordano soprattutto quelli realizzati in occasione dei Giubilei Pontifici di Pio IX.
La devozione a Nostra Signora della Guardia venne caldeggiata da Papa Benedetto XV, genovese d'origine, che la nominò Basilica minore e fece costruire nei giardini vaticani un'edicola intitolata appunto a Ns. Signora della Guardia.

 

SANTA MARIA MAGGIORE O MADONNA GRANDA DI TREVISO

Il Santuario della Madonna Grande o di Santa Maria Maggiore, ha origini molto antiche, si parla addirittura di insediamenti paleocristiani, presso i fiumi Cagnan e Sile, dove venne eretto un primo tempio in onore di Maria, nelle cui vicinanze venivano anche sepolti i primi martiri cristiani e successivamente di una piccola chiesa diretta da monaci, costruita ad opera del duca Gevardo.

Costruita accanto alle antiche mura del '500, è una chiesa a tre navate, ristrutturate poi in stile lombardo, più tardi devastata dall'invasione di truppe straniere, riedificata come monastero e Santuario Mariano...

Uno dei miracoli che le si attribuiscono, verificatosi durante la guerra provocata dalla Lega di Cambrai nel 1509, è quello relativo all'arresto di Girolamo Emiliani o Miani, che voleva difendere le sue terre e che, dopo una estenuante resistenza, venne imprigionato nel suo stesso castello, a Quero sul Piave (1511).

Egli invocò con profondo ardore la Madonna e le catene che lo vincolavano si spezzarono; dopo la liberazione egli andò al Santuario, portando le catene che ancora vi sono custodite, come tanti altri ex-voto presenti nel tempietto del XVII sec., di fronte all’immagine della Madonna, forse un'antica icona bizantina, somigliante alla Nicopeia conservata a Venezia, e probabilmente ritoccata successivamente, oggetto di lunga venerazione da parte di poveri e ricchi. Questi ultimi contribuirono alla costruzione del vero e proprio Santuario.

Si narrano altri episodi di interventi miracolosi della Madonna a favore dei Trevigiani durante il Medioevo ed essi ricambiarono i suoi favori istituendo offerte e processioni per il 15 d'agosto, in cui si ricordava uno di questi aiuti celesti, ad esempio una battaglia contro il Patriarcato di Aquileia.
Questa tradizione percorse i secoli, poi venne dimenticata e ripristinata solo dopo il bombardamento della chiesa durante la II guerra mondiale, in cui solo il tempietto con l'immagine della Madonna rimasero intatti.

 

LA MADONNA DEL MIRACOLO

Una delle Apparizioni della Madonna più eclatanti avvenuta in Roma, fu quella accaduta nella Basilica di Sant'Andrea delle Fratte nel 1842, il 10 gennaio
Essa apparve nelle vesti della Madonna della Medaglia miracolosa ad Alfonso M. Ratisbonne, ateo e per di più di origini ebraiche. Viene chiamata Madonna del Miracolo.

Alfonso Ratisbonne apparteneva ad una ricca famiglia ebrea di banchieri, lontana però dalla tradizione ebraica e ormai senza Dio. Tuttavia, uno dei suoi fratelli, Teodoro, più anziano di lui di 12 anni, diventerà Sacerdote e fondatore della Congregazione di Nostra Signora di Sion in Gerusalemme, suscitando lo sdegno dell'intera famiglia e con cui Alfonso troncherà ogni rapporto

Alfonso aveva frequentato prestigiosi Collegi e conseguirà un Baccellierato in Lettere e una Laurea in Diritto. Era dedito agli affari e ad una vita ricca soli di piaceri, in una povertà spirituale che non gli dava gioia. Era quasi in procinto di fidanzarsi con una sua nipote, quando la sua famiglia decide di allontanre Alfonso da Strasburgo per un lungo viaggio che lo poterà anche in Italia, ma la fidanzata gli fa promettere che non si recherà a roma dopo imperversa la malaria ma che soprattutto è il centro della religione cattolica.
Ma per una serie di inattese coincidenze, dopo essere arrivato a Napoli, sentirà imperioso proprio il desiderio di recarsi a Roma e così fece, trovandovi molti amici tra cui il barone Teodoro De Bussière, molto cattolico che, sapendolo ateo riuscirà, nei vari incontri che ebbero, a fargli accettare la Medaglia Miracolosa della Madonna, mettendosi a pregare con tutta la sua famiglia per la sua conversione.

Si dice che la notte prima di quell'apparizione egli non avesse riposato bene ed ogni tanto si svegliasse con l'impressione di vedere dinanzi a sè una croce nera senza il corpo di Cristo. La mattina dopo, accompagnando per caso un suo conoscente che andava a dare l'ultimo saluto ad un suo amico appena morto e di cui si sarebbero fatti i funerali, attendendolo Ratisbonne entrò dunque nella chiesa che non conosceva, seguito da un cane nero che gli saltava intorno.

Ma, d'un tratto tutto svanì e vide una grande luce sull'altare dedicato a San Michele e se ne sentì attratto. Era una donna bellissima e maestosa che egli riconobbe come la Santa Vergine.
Cadde in ginocchio come spinto da una mano potente e da Lei sentì provenire solo perdono, amore, misericordia.

Egli successivamente affermerà che Maria pur con parlando gli trasmetteva dei messaggi che egli comprese profondamente e che interiorizzò con grande gioia... non poteva parlare, ma sentiva che quanto gli stava accadendo lo stava cambiando nel profondo e stava annullando tutte le realtà precedenti.
Sembrava che potesse vedere quello che era stato prima, il buio assoluto in cui era vissuto, con le sue miserie ed il suo smisurato orgoglio... e tutto questo, pur essendo assolutamente digiuno di religione, non avendo mai letto una sola pagina della bibbia o del Vangelo.
Era entrato in chiesa in tale stato e ne usciva avendo nell'anima chiaramente la visione del Creatore e del suo grande amore per lui...

Quando l'amico si diresse verso di lui, vedendolo in quello stato di trance e confusione lo scosse più volte e quando Ratisbonne si voltò aveva il volto coperto di lacrime.
Il compagno lo condusse fuori e Ratisbonne gli mostrò la piccola medaglietta della Madonna miracolosa che poco prima proprio lui gli aveva dato.
Era quella, proprio lei che gli era apparsa poco prima. Sentì subito il bisogno di parlare con un sacerdote e l'amico lo condusse a confessarsi presso la chiesa del Gesù.

Subito si convertì al Cattolicesimo e si fece battezzare, divenendo succesivamente sacerdote e apostolo, partendo per la Palestina con l'intenzione di convertire ebrei e mussulmani. Morì in quelle terre nel 1884.

 

BEATA VERGINE DI TIRANO

Il 29 settembre del 1504, un certo Mario Omodei, che si trovava nel suo orto situato sul Monte Folla, d'improvviso vide una luce accecante ed udì una voce che che lo chiamava per nome. Istintivamente, egli rispose: "Bene" e la voce replicò: "E bene avrai...".
Immediatamente venne sollevato dal terreno su cui si trovava e trasportato su quello di un certo Alojsio Quadrio, dove, in una luce ancor più fulgida, gli apparve la Madonna che gli disse di andare in paese, raccontare quanto gli era accaduto, chiedendo, da parte di Maria la costruzione di un Santuario.
Nel contempo, la Madonna gli rivelò che avrebbe guarito suo fratello, in fin di vita a causa della peste e la fine dell'epidemia scatenatasi in quella zona.
Ella poi lo lasciò, dicendogli di andare in giro a raccontare di quella apparizione e di quello che gli aveva richiesto.
Si diede subito dato il via ai lavori per la costruzione del tempio dedicato alla Madonna che iniziarono alla fine di marzo del 1505 e che si protrassero fino al 1513.
La chiesa divenne Santuario riconosciuto nel 1528 e Papa Pio XI, nel 1927 lo eresse a Basilica Minore, mentre Papa Pio XII, nel 1946, proclamò la Madonna di Tirano Patrona della Valtellina.

Il Santuario è una bella costruzione rinascimentale, ornata da finestroni e portoni e l'interno è a tre navate, completamente decorato, in ogni sua parte, di stucchi e dipinti di ottima fattura. Intessante l'imponente e monumentale organo poggiato su otto colonne di marmo. All'interno una tela del '600 rappresenta il miracolo dell'apparizione della Vergine.
Tutte queste ed altre particolarità ne fanno uno delle tre costruzioni religiose più importanti della Lombardia, assieme al Duomo di milano e alla Certosa di Pavia.

 

 

 

 

Fonti:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dove-apparvero-sul-muro-il-battista-e-maria-con-il-bimbo-16378.htm

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-licona-miracolosa-di-maria-che-restitui-la-vista-al-cieco-16444.htm

http://ocarm.org/it/content/liturgy/san-simone-stock-religioso-m

www.diocesifoggiabovino.it ; www.sanmarcoinlamis.net

http://manganofoggia.it/

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dove-apparvero-sul-muro-il-battista-e-maria-con-il-bimbo-16378.htm

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-licona-miracolosa-di-maria-che-restitui-la-vista-al-cieco-16444.htm

http://www.spaziopadova.com/SalvaVeneto/ctgIntern/sacro/06SMariaMaggiore.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Nostra_Signora_della_Guardia

 

 

Continua

 

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