Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI VARIE

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POESIE DI DOMENICO CARUSO

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GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

 

Dedicate a Papa Francesco

 

GRAZIE, PAPA FRANCESCO

 

 

Dall’Argentina è giunto il nuovo sole
al posto dell’emerito tedesco,
il cambiamento non è di parole:
v’è la figura di Frate Francesco.

La gente dice: - E’ quello che ci vuole
a render degni del divino desco
e risvegliare chi dormire suole:
Grazie di tutto, a lei Papa Francesco! -

Il successor di Pietro in  questa Terra
vuol ricordare che il divino amore
è apportatore di giustizia e pace.

Venga bandita ormai l’odiata guerra
e si coltivi la speranza in cuore:
poca favilla e poi la grande face!

                             

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VIENI, FRANCESCO, IN CALABRIA!

 

 



Papa Francesco, la Calabria aspetta
che tu la venga presto a visitare:
è gente coraggiosa, gente retta,
depositaria di memorie care.

Se da lontano a vivere è costretta
per l’opportunità di lavorare,
poi senza protestare e senza fretta
s’impegna l’onor nostro a riscattare.

Vieni Francesco, ti faremo festa,
a Paola c’è l’altro fraticello
che si distingue per l’amor fecondo.

Non è la forza, né la lancia in resta,
a fare trionfare ciò ch’è bello:
può solo la bontà cambiare il mondo!

                       

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     COME FRANCESCO

 


E’ giunto da lontano immantinente
l’altro Francesco, nuovo servitore:
Papa Bergoglio, l’astro rifulgente
nel nostro tempo iniquo e corruttore.

Accanto sempre all’egro e all’indigente
accesa ha la speranza in ogni cuore
poiché nell’uomo è Cristo sofferente,
Onnipotente e nostro Redentore.

- Francesco, il mondo intero v’è vicino
e prega che possiate rinverdire
la dolorosa ascesa della Croce. -

E’ segno certo del voler divino:
- Senza malizia si può ben capire
che solo il Papa è veritiera voce! -
                     
                   

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     DOV'E' FRANCESCO?

 

 

Si dice: - A Santa Marta c’è Francesco. -
Si dice: - Andate in cerca fra i barboni! -
Ai derelitti ha preparato il desco,
per tutti ha pronte nuove riflessioni.

Dire la sua virtù io non riesco
ed umilmente chiedo: - Mi perdoni! -
L’operato del Papa ha del fiabesco
perché rende i fedeli tanto buoni.

Francesco è dentro il cuore della gente,
che lo Spirto di Dio ama e consola
quando si segue la diritta via.

Colui che d’ogni male già si pente
Bergoglio invita alla materna scuola
della Beata Vergine Maria.

                       

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A NATUZZA EVOLO

 

 Volgi su noi lo sguardo, mamma cara,
che pur vermi di terra ci sentiamo,
la vita è sempre un’esperienza amara
se nel Signore non ci confidiamo.

 Serva di Dio tu sei e fonte chiara
di bene, di preghiera, di richiamo:
Natuzza, ora dal Cielo ci aspettiamo
la grazia della pace così rara.

 Felice con la Vergine Maria
e con Gesù da te sofferto e amato
or ti vediamo in sì beato loco.

 Mostra a noi tutti la diritta via
che ci preservi da grave peccato
e il cor c’infiammi del divino fuoco.

 

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    O' Bambinu Gesù

       (Canto calabrese)

 

Bambinuzzu me' dilettu,
tantu tempu chi t'aspettu;
o Bambinu me' adoratu,
'nda lu cori t'ho portatu.

Ora vegnu mu ti trovu,
la preghera mu rinnovu:
- No' m'abbandunari cchiù,
o me' caru bon Gesù! -

Traduzione

          A Gesù Bambino

Bambinello mio diletto,
tanto tempo è che t'aspetto;
o Bambino mio adorato,
nel (mio) cuore t'ho portato.

Ora vengo a ritrovarti,
la preghiera a rinnovarti:
- Non m'abbandonare più,
o mio caro buon Gesù! -

 

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VERGINE SANTA

 

 

Vergine Santa, di sole vestita,
dell’universo Sei la gran regina,
ora T’affido la modesta vita
perché senza di Te si va in rovina.

A Te ricorre l’anima smarrita
per superare la scoscesa china:
se qui la prova ben sarà finita,
meriterà di stare a Te vicina.

Vergine bella, non m’abbandonare,
dispensa pace, dammi pur conforto
nell’affrontare la cattiva sorte.

Tu, Madre cara, aiutami a pregare
anche l’amato Figlio già Risorto,
stammi dappresso se giunge la morte.

 

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A PAPA FRANCESCO

 

 

Papa Francesco, vero difensore
delle virtù che il Poverello addita,
voi siete stato scelto dal Signore
perché la Chiesa sorga a nuova vita.

Dei giovani rubato avete il cuore
a risvegliarlo da pietà sopita:
eletto v’hanno già con gran fervore,
felici di seguir l’aspra salita.

O Santo Padre, dentro il vostro petto
il dramma degli oppressi voi serbate
in cerca di giustizia e della pace.

Da buon samaritano con affetto
il misero a sanare vi chinate,
mentre c’è gente perfida e mendace.

 

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ALLA MADRE CELESTE

 

 

Vergine bella in Te bontà s’ammira:
ricordati di me nell’ora estrema
e del maligno placa pure l’ira
perché la tentazione io non tema.

Madre Celeste, al nostro bene mira,
fa’ che d’amore il nostro cuore frema
e se la grazia Tua ancor m’ispira
è sempre poco, ci vuol un poema!

Nostra Signora di virtù preclare,
le anime nostre sempre Ti son grate
per i messaggi delle apparizioni.

Non ci rimane quindi che pregare,
così col caro Figlio ci accogliate
un dì senza mai più trepidazioni.

 

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  Lode a Maria

 

 

Ave Maria, ancella del Signore
e madre di noi miseri mortali,
nel grande immacolato Vostro cuore
si pone fine a tutti i nostri mali.

Del Paradiso Voi scala d’amore
siete per noi che sempre solidali
Vi tributiamo un doveroso onore:
per Vostra grazia volerem senz’ali.

Vergine bella, che di sol vestita
talvolta sulla Terra Vi mostrate,
anche se ingrati Vostri figli siamo.

Il giorno in cui passiamo a nuova vita
per la salvezza nostra Voi pregate
e lodi eterne quindi Vi leviamo.

                         

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Padre Celeste

 

 

Padre Celeste che dovunque regni,
glorificato il Dolce Nome sia;
l’amore per il prossimo c’insegni,
Luce di verità, sicura via.

 
A compimento porta i nostri impegni
se del Vangelo seguono la scia:
così potremo un dì essere degni
di tanto sospirata compagnia.

 
Padre, perdona se la debolezza
lontani dalla meta ci conduce
che schiudere dovrà le sante porte.

 La Tua presenza diverrà certezza
ed in letizia sempre si traduce
fino alla corporal sorella Morte.           

(Da: D. Caruso: La Calabria e il suo poeta -(Premio “Era Lacinia”) - Ed. Ursini, CZ - Novembre 1978).

 

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Ave Maria

 

 

 

 

 Ave Maria, stella mattutina,
sicura guida nella lunga sera,
del Cielo e fra le donne Sei regina,
rifugio di ch’implora e di chi spera. 

 Rimani, Madre Santa, a noi vicina,
sei Tu la nostra fulgida bandiera:
vegli su tutti la grazia divina,
così nei cuori regna primavera. 

 Per la Bontà del Tuo amato seno,
volgi lo sguardo sul nostro Paese
che fiducioso le mani protende. 

 Ritorni a casa d’allegrezza pieno
chi vuole porre fine alle contese
ch’ han deviato le umane vicende.

       

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    A Padre Pio

 

 


Padre che del Gargano resti un sole,
accogli questa supplica sincera,
non c’è bisogno di molte parole
perché procacci a me la gioia vera.

E mi giunge un profumo di viole
mentre rivolgo l’umile preghiera:
ancora esorti a seguir chi vuole
la via del Vangelo veritiera.

Tu che d’ardor serafico colmasti
l’intera vita afflitta dal dolore,
ricordati di me di fronte a Dio.

L'esempio dato a noi penso che basti
a meritar le grazie del Signore
perchè sei tanto grande, Padre Pio!


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