Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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SANTITA' SILVESTRINA

 

“A molti sembra che i Santi siano lontani. Ma essi sono lontani da coloro che si sono allontanati, e sono invece vicinissimi a chi osserva i comandamenti di Cristo e possiede la grazia dello Spirito santo. Nei cieli tutto vive e si muove per mezzo dello Spirito Santo. Ma anche sulla terra c’è lo Spirito Santo. Vive nella nostra Chiesa, opera nei sacramenti, ispira la sacra Scrittura, vive nelle anime dei fedeli. Lo Spirito Santo unisce tutti gli uomini, per questo i santi sono vicini a noi. E quando noi li preghiamo essi, nello Spirito Santo, ascoltano le nostre preghiere, e le nostre anime percepiscono la loro intercessione per noi. Così fortunati e beati siamo noi, Cristiani, perché il Signore ci ha donato la vita nello Spirito Santo": così scrive Silvano del Monte Athos, grande Santo del monachesimo ortodosso.

Lo Spirito santo ha seminato germi di santità nel popolo di Dio che molti ordini religiosi, con il loro carisma, hanno fatto germinare per il bene della Chiesa. Tra costoro ricordiamo la santità all’interno dell’Ordine Benedettino Silvestrino nato nelle Marche, con l’ispirazione di Silvestro Guzzolini, nel 1227.

Il nuovo Ordine ottiene l’approvazione pontificia nel 1248 con la bolla papale di Innocenzo IV.

Ma qual è lo specifico di questa congregazione?

San Benedetto, nella sua Regola, è molto attento alle necessità umane e spirituali dei monaci e di tutte l persone che vengono in relazione con il monastero. Egli si rivolge con particolare attenzione, alle categorie più deboli: si parla di poveri, di malati, di persone fisicamente o spiritualmente. Egli sintetizza con l’espressione che richiama l’attenzione di cercare, nel prossimo, il Volto di Cristo: una spiritualità che travalica i secoli, espressa ora dal magistero di Giovanni Paolo II. E’ una spiritualità anche concreta e fatta di azioni. L’accoglienza è inserita da San Benedetto in questo quadro come risposta ai messaggi contenuti nel Vangelo: “ogni volta… l’avete fatto a me”. L’accoglienza benedettina, perciò, ha un fondamento cristologico e si presenta in un ampio spettro di applicazioni. San Benedetto, infatti, chiede di accogliere tutti gli ospiti come Cristo. Per San Benedetto, l’ospitalità monastica significa essere presenti realmente nel mondo con un proprio e preciso modo di essere, dove ha un posto importante anche la preghiera comune. La congregazione silvestrina, con la Devozione al Santo Volto partecipa in quest’opera di recupero delle più forti tradizioni monastiche. In tutti i continenti l’accoglienza è anche strumento di missione: ciò significa saper interpretare le esigenze, promovendo varie attività nel campo dell’educazione dei giovani, nel campo medico o in ogni altro settore importante per il progresso della civiltà.

Questo è il carisma, se pur in sintesi, della spiritualità silvestrina, ben radicato nella Regola monastica di San Benedetto.

Ora, in breve, le biografie dei fiori di santità spuntati nei chiostri dell’Ordine Benedettino Silvestrino.


SAN SILVESTRO GUZZOLINI

San Silvestro, della nobile famiglia Guzzolini, nacque ad Osimo (AN) nel 1177. A circa vent’anni parte per Bologna, inviatovi dal padre per apprendere il diritto e diventare avvocato. Studia giurisprudenza e vi riesce bene, ma dentro sente il vuoto. Nel 1208 ritorna ad Osimo con la Laurea in Teologia. Nel 1217 viene ordinato Sacerdote dal Vescovo di Osimo e gli viene conferito il beneficio canonico della Cattedrale. Ma successivamente decide di ritirarsi dal mondo, desideroso di piacere soltanto a Dio. Si rifugia in una grotta dell’appennino marchigiano, chiamata Grotta Fucile. Nel 1230 Silvestro approda sul Montefano, vicino Fabriano. Nel 1248 ottiene da papa Innocenzo IV la conferma della fondazione di una nuova Congregazione. Muore il 26 Novembre 1267. La memoria liturgica è il 26 novembre.
beato Giovanni dal Bastone

Tra i primi discepoli di San Silvestro, Giovanni del Bastone è sicuramente il più vicino al suo fondatore. La sua lunga vita monastica è segnata dai tanti insegnamenti verso i fratelli e confratelli e il simbolo della sua vita fu il bastone che, ancora conservato a Fabriano, ha assunto un significato spirituale più profondo rispetto al sostegno fisico che ne aveva il santo. La Congregazione Silvestrina ne celebra la “memoria facoltativa” il 31 agosto.


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BEATO PAOLINO BIGAZZINI

 

Paolino della nobile famiglia dei Bigazzini, si fece monaco nel monastero dei Ss. Marco e Lucia del Sambuco, fondato intorno al 1260 nel territorio di Perugia, non lontano dal castello di Coccorano, feudo di famiglia. Fu ricevuto dallo stesso Silvestro e raggiunse in breve un alto grado di perfezione monastica, comprovato da vari miracoli. Alla morte di Silvestro, Paolino sentì suonare a distesa la campagna maggiore dell’eremo di Montefano. Egli annunciò ai fratelli il transito del padre spirituale; in seguito si ebbe la conferma che ciò era avvenuto precisamente nell’ora da lui indicata. Fu sepolto nella chiesa del monastero di Sambuco, poi fu trasferito nella chiesa di S. Maria Nuova di Perugia. Il suo culto è attestato fin dal sec. XIV a Perugia. La Congregazione Silvestrina ne celebra la “memoria facoltativa” il 4 maggio.

 

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BEATO UGO DEGLI ATTI


Ugo degli Atti da Serra San Quirico era fratello del Beato Giuseppe, immediato successore di San Silvestro. Fu accolto da Silvestro nel monastero di S. Giovanni di Sassoferrato, dove morì il 26 luglio del 1270 circa, dopo una vita dedita alle opere di misericordia e alla edificazione dei fedeli tramite il ministero della predicazione. Attualmente è sepolto a Sassoferrato nella chiesa di S. Maria del Piano. Nel 1756 il pontefice Benedetto XIV ne approvò il culto e lo inserì nell’albo dei “beati”. A Sassoferrato, di cui è patrono, la festa si celebra il 26 luglio; nella Congregazione Silvestrina, invece, e a Serra San Quirico, di cui è compatrono, il giorno successivo.

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BEATO GIUSEPPE DEGLI ATTI
II Priore dell'Ordine

 

Il beato Giuseppe dei conti degli Atti. Fu fratello del beato Ugo, e dopo la morte del Santo Fondatore Silvestro, rese la Congregazione dal 1268 al 1273, nel quale anno morì il 24 di agosto, mentre si trovava a Perugia, nel Monastero di S. Benedetto. Il suo governo se non valse, per la lotta esterna che egli dovette sostenere, a estendere la Congregazione, valse certo a rafforzarla nella disciplina e a renderla indipendente dalla indebita autorità di estranei; riuscì perciò, sotto questo aspetto, fecondo di bene e fu veramente provvidenziale. La Congregazione Silvestrina ne celebra la “memoria facoltativa” il 25 agosto.

 

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BEATO BARTOLO DA CINGOLI

III Priore dell'Ordine

 

Nacque a Cingoli, nelle Marche, nella prima metà del sec. XIII dalla famiglia dei Simonetti. Entrato nella Congregazione fondata da S. Silvestro, fu eletto Priore Generale dell’Ordine che governò per 25 anni dal 1273 al 1298. Fondò otto monasteri, distinguendosi per prudenza e amore per l’osservanza regolare. Morì il 3 agosto 1298 nel monastero di S. Pietro della Castagna presso Viterbo. Fu sepolto nella chiesa dell’Eremo di Montefano, dove si trova un altare a lui dedicato. La Congregazione Silvestrina ne celebra la “memoria facoltativa” il 3 agosto.

 

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BEATO GIOVANNI DALLA CELLA

(O SOLITARIO)


Fattosi monaco sotto la guida di Silvestro, condusse vita eremitica in una cella appartata sul Montefano, presso Fabriano; per questo denominato "Solitario" o "dalla cella". Per umiltà non volle diventare sacerdote, preferendo rimanere nello stato laicale. Fu particolarmente legato al B. Giovanni dal Bastone. Non si conosce la data della morte; la tradizione ne ha assegnato la memoria al 31 agosto.


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BEATO BENVENUTO DA PITICCHIO


 

Benvenuto da Piticchio di Acervia, fu molto tormentato dal demonio, contro il quale lottò con le armi della preghiera e della mortificazione. Si concedeva pochissimo riposo, poggiando le stanche membra alle pareti della cella monastica e su un duro sedile. Un giorno, urtato dal maligno mentre stava in preghiera, precipito dal solaio dell’eremo di Montefano. Sopravvisse dieci giorni fra dolori indicibili, sopportati con grande pazienza. La Congregazione Silvestrina e la diocesi di Senigallia ne celebrano la “memoria facoltativa” il 6 dicembre.


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BEATO SIMONE DA RIPALTA

Visse nel XIII secolo e morì verso la fine del XIV nel monastero silvestrino di S. Marco di Ripalta. Fu discepolo di S. Silvestro Guzzolini che lo accolse come fratello converso. Il corpo di Simone rimase a lungo nella chiesa di S. Marco di Ripalta e successivamente fu portato segretamente in una chiesa di Serra Santabbondio. La Congregazione Silvestrina ne celebra la “memoria facoltativa” il 26 agosto.


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BEATO FILIPPO DA VARANO

Filippo da Varano di Recanati, primo discepolo di san Silvestro a Grottafucile, per un certo periodo di tempo ne fu anche il compagno di viaggio. L’abate Silvestro lo gratificò di un miracolo, guarendolo da un’infermità alle ginocchia. Morì nel monastero di S. Pietro del Monte presso Osimo. Non ha culto ufficiale.

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BEATO GIACOMO DI ATTIGGIO

Giacomo da Attiggio di Fabriano, fu monaco di meravigliosa semplicità e di grande umiltà. Meritò di vedere il Montefano illuminato alla morte dell’abate Silvestro. Non ha culto ufficiale.

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BEATO BONAPARTE

Bonaparte, il 26 novembre 1267, mentre era nel monastero di S. Tommaso di Jesi, ebbe la visione della gloria dell’abate Silvestro al momento del pio transito. Non ha culto ufficiale.


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SERVO DI DIO ILDEBRANDO GREGORI
ABATE



Nato a Poggio Cinolfo, Comune di Cursoli, in provincia de L'Aquila l'8 maggio 1894. A 12 anni, indirizzatovi dal Card. Segna, nativo di Poggio Cinolfo, entrò nella Congregazione dei Benedettini Silvestrini. Alfredo Antonio Gregori iniziò il noviziato al Protocenobio di San Silvestro Abate sul Monte Fano, presso Fabriano il 10 marzo 1909. Vestendo l'abito di monaco prese il nome di Ildebrando. L'anno dopo emise la professione semplice, tre anni più tardi pronunciò i voti perpetui. Era studente di Filosofia, ma all'inizio del corso teologico, dovette arruolarsi. Si era nel periodo della prima guerra mondiale. Fu assegnato alla Sanità e promosso caporale della 20° sezione; fu anche attendente del Cappellano don Pietro Ciriaci, divenuto poi arcivescovo, Nunzio Apostolico e Cardinale. Terminata la guerra e rientrato in monastero, frequentò teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, dove si laureò brillantemente in filosofia e teologia. All'età di 28 anni fu ordinato sacerdote a Roma il 29 ottobre 1922 nella Basilica dei Santi Apostoli. Dopo l'ordinazione sacerdotale il monaco Ildebrando Gregori venne incaricato, all'interno della sua Congregazione, della pastorale vocazionale ed ebbe anche la responsabilità della formazione dei giovani candidati probandi e professi. Nel 1939, all'età di 45 anni, viene eletto Abate generale della Congregazione Benedettina Silvestrina. Ricoprirà l'incarico per vent'anni. Nel medesimo periodo in cui fu Abate generale, era apprezzato predicatore, ma soprattutto direttore spirituale di anime, di alcune delle quali è in corso la Causa di Beatificazione tra queste, Madre Maria Pierina de Micheli, della Congregazione delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires, Madre Geltrude Billi, Cofondatrice delle Ancelle del S. Cuore di Città di Castello e Madre Laura Curlotta, terza Superiora generale delle Suore di Ravasco. Caratteristica inconfondibile della direzione spirituale condotta dal p. Gregori, fu la devozione e la spiritualità del S. Volto di Cristo: devozione e spiritualità attinte dalla Madre Maria Pierina de Micheli. Nell'immediato dopoguerra (1945-1946) per circostanze che si confermarono provvidenziali, raccolse alcuni fanciulli poveri e abbandonati, assistendoli integralmente. Questo apostolato si estese ben presto e, dal prima nucleo creato a Bassano Romano, nacque la sua imponente Opera assistenziale, per condurre la quale il p Gregori fondò una Congregazione religiosa femminile le "Suore Benedettine Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo". Sorto come Pio Sodalizio nel 1973 e, cinque anni più tardi, il 7 febbraio 1978, fu riconosciuto Congregazione di diritto pontificio. Nel frattempo, l'Opera assistenziale del p. Gregori di estendeva anche agli infermi lungodegenti. Attuando un suo vivo desiderio, aveva creato a Roma, in Via della Conciliazione 15, la Casa e comunità religiosa "Deo gratias", dove ha vissuto gli ultimi due decenni e di dove è salito alla pace eterna il 12 novembre 1985, all'età di 91 anni. II suo corpo riposa in Bassano Romano, nel coro della Cappella della Casa Madre e Generalizia della Congregazione da lui fondata la sua tomba e la Casa romana "Deo gratias" sono divenute meta di continuo, devoto pellegrinaggio. È iniziata la causa di Canonizzazione e Beatificazione.


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SERVO DI DIO BERNARDO REGNO

Vescovo missionario di Kandy nel Ceylon
(1886 – 1977)

 

 

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Testi estratti dal Quaderno 7 dal titolo: Santità Silvestrina - Anno 2004, edito in proprio. Le immagini fanno parte di un serie di santini stampati in proprio.

 

Dello stesso autore:

 

- Beati e Beate:

- Beata Colomba da Rieti

 

- Beate Ambrosiane

 

- Le beate terziarie minime di Milazzo: quattro o tre?


- Beato Enea da Faenza

 

Santi Martiri:

- Albiate e i suoi Martiri - Santi Fermo, Rustico e Procolo

- La Martire Fortunata di Roma, la “Santa” di Baucina (PA)

- Monselice e i suoi Martiri

 

- San Liberato martire

- Santa Candida martire

- Santa Vittoria, martire in Sabina


- Santi Martiri di Cordova


- Santi Martiri di Fossa

Iconografia dei Santi:

- Chi sarà mai costui - - Iconografia dei SantI - Prima parte


- Chi sarà mai costui - - Iconografia dei SantI - Parte seconda

- San Rocco e i suoi attributi iconografici

Santi ed Animali:

- I Santi e il Cane

 

- La Santità dell'Orso

 

- Mancu li gatti! I gatti nella vita dei Santi

- Santi e Roditori


- Santità e il Cervo

 

- Santità e il Drago

Santi e Sante:

- Santi 14 Ausiliatori

- Bambini Santi

 

- Corpi Santi

- Famiglie di Santi

 

- I Santi Magi

- L'Amico dello Sposo - S. Amico

- Longino, la santità sgorgata dal Cuore di Cristo

 

- Luciano, nato nella luce

- Martino di Monselice e Martino di Tours

- San Callisto


- San Damiano e Damiano di...

- San Donato

- San Fabio (Gens Fabia)

 

- San Giovanni da Tufara

- San Lucio I Papa

- San Mamante di Cappadocia

- San Marco

 

- San Mario


- San Sefirio

 

- San Sostene: un nome, due santi

- San Vincenzo Ferrer

- Sant'Albino, Vescovo: Un quartiere di Monza

- Santa Cita di Serravalle


- Santa Liberata

 

- Santa Marina Vergine


- Santa Rosalia, tra i testimoni di Gesù

 

- Santi dai nomi Atipici :
Apollo, un santo dell'era apostolica
Eliana, la "Figlia del sole"
Genoveffa detta anche Ginevra

Ludovica "Colei che è gloriosa in battaglia"

Gigliola "Bella come un giglio "

- Santi di Canzo

- Santità di nome "Lucia"

- Santità di nome "Romeo"


- Sebastiano, Nobile atleta di Cristo

 

Santità e...

- Come la ginestra... (Santità calabrese)

- Dalla schiavitù alla santità

- In Defensum Castitatis


- Santi e lebbra

- Santi e sofferenza

 

- Santi Patroni dei cultori di immagini sacre


- Santità e Stigmate

- Santità ed Ecumenismo

Altro:

- Sacro Cuore di Gesù e Santità e Sacro Cuore

- "Sarà chiamato Emmanuele"

- "Saremo condotti..."

 


- Siti personali di Don Damiano Grenci:

http://xoomer.alice.it/damiano.grenci/Home.html

 

http://www.preguntasantoral.es/?p=3177

http://regio18.blogspot.com

 

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