Home Page | Ciao a Tutti | Dicono di noi | Libro degli Ospiti| Un pensiero per... | Una preghiera per... | Contattami

Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


 

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori. Nello specifico, i testi sono stati realizzati dalla Dottoressa Rosita Taddeini, mentre le immagini e la grafica sono state realizzate da Cartantica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

******

 

ALL'ALBA DI UNA NUOVA VITA


Piccolo trattato di Puericultura

di Rosita Taddeini

 


A tutte le Mamme affinché
nutrano con latte e sapienza di cuore
le nuove vite.


******

MATERNITA’


Concepita nell’atto dell’amore
palpita in se la nuova vita,
colma di gioia il cuore
di ebbrezza infinita.

Frementi le dita serrano
a mo di culla l’essere
dal sen fuggito
al seno avvinto
al fin di crescere.

Brilla l’occhio affascinato
alla preziosa realtà
e nel dolce amplesso
annulla se stessa per il nato
sull’ara della Maternità.


Rosita Taddeini

 

******

INDICE

CAPITOLO I
Consigli alle mamme 9

CAPITOLO II
Consigli ai genitori per una sana crescita del bambino 19

CAPITOLO III
Nozioni di Puericultura 33


******

CAPITOLO I


CONSIGLI ALLE MAMME

 

 

Attualmente, alla notizia di un inizio di gravidanza, la futura madre si sottopone ad una serie ininterrotta di esami che proseguono fino alla nascita del neonato o neonata.
La madre non è seguita solo con indagini di laboratorio, ecografie e amniocentesi, ma anche con corsi di ginnastica volti all’apprendimento degli atti respiratori in occasione del travaglio.
Purtroppo però né medici, né ostetriche né fisioterapiste consigliano la preparazione del petto in vista dell’allattamento, che dovrebbe invece essere trattato negli ultimi due mesi di gravidanza con applicazioni e massaggi dell’aureola e del capezzolo con impacchi di glicerina e alcool (a metà dose) per evitare le ragadi al momento della suzione del neonato (come si usava nei tempi passati). Inoltre si dovrebbe consigliare, nelle ore successive al parto, un massaggio del seno dall’alto verso l’aureola e da entrambi i lati della ghiandola mammaria per evitare sia mastiti che quella durezza molto dolorosa della ghiandola, tale da far arretrare involontariamente la madre dalla bocca del neonato e quindi non agevolare la perfetta suzione, che viene consigliata a breve distanza dal parto.

Se il seno si presenta duro (come pietra) e in caso di mastite, è opportuno avvolgere la mammella con un panno caldo umido, continuare l’allattamento, possibilmente non iniziare la somministrazione di antibiotici salvo se consigliati dall’ostetrico ginecologo.
Evitare di integrare subito con poppate alterne di latte artificiale perché lo stimolo, che parte dal capezzolo per la suzione del neonato giunge alla ghiandola ipofisaria che risponde aumentando la secrezione del latte materno. Inoltre la madre stimoli il bambino a procurarsi, anche se con fatica, la colata del latte (cosa che dal poppatoio è più semplice e meno impegnativa).
Qualora fossero presenti ragadi, applicare al capezzolo garze alle Fitostimoline o alla Connettivina, ma lavare il capezzolo, prima dell’allattamento, con acqua bollita e garze sterili. Se il bambino succhiando ingoia sangue, possono essere presenti nel vomito strie di sangue digerito: non allarmarsi. In questo caso attaccarlo al seno applicando un paracapezzolo di gomma. Tra una poppata e l’altra non usare mai paracapezzoli di piombo eventualmente trovati in casa (che un tempo venivano usati per tali ferite). Il piombo passa nel latte e determina una grave anemia del neonato.
Al momento dell’allattamento è opportuno ricordare quale è stata l’ultima mammella offerta al neonato perché deve essere attaccato a questa e poi nel secondo tempo all’altra, per agevolare lo svuotamento completo della mammella data per ultima nella poppata precedente. Inoltre tenere presente di distanziare con l’indice il petto dal naso del bambino per evitare che sia difficoltosa la respirazione al momento della suzione. Mentre avviene la poppata fare, sempre con l’indice, piccoli massaggi sulla ghiandola mammaria al fine di agevolare la secrezione lattea.
Dopo 15 minuti di suzione di una mammella passare il neonato all’altra, perché la poppata non deve durare più di 30 minuti.
Impedire che il neonato si addormenti al seno e prolungare la poppata più del tempo necessario. Questo prolungamento farebbe diminuire il numero delle poppate in relazione al suo peso e attuarle nelle ore notturne. E’ necessario un intervallo per il riposo della mamma e anche del bambino (a meno che non sia immaturo o prematuro: in tal caso vanno attuati intervalli di 2½ - 3 ore fra una poppata e l’altra).
Tenere presente che lo svuotamento dello stomaco avviene in 2 ore e mezzo per cui non si deve dare la poppata prima di questo tempo per evitare che il bambino facilmente vomiti per avere sommato latte nuovo sul latte già precedentemente ingerito e mescolato ad enzimi e acido cloridrico presente nell’antro dello stomaco adibito alla perfetta digestione.
Quindi non attaccare il bambino ad ogni pianto (come attualmente spesso si consiglia) e a richieste, senza opportuni intervalli.
Se il neonato è prematuro o immaturo riceverà con gavage (metodo eseguito con sondino nell’immaturo) il latte materno spremuto con tiralatte; se ha un peso superiore a Kg 2 gli intervalli tra una poppata e l’altra saranno di 2½ - 3 ore fino al raggiungimento di Kg 3.
Da questo peso (quasi costante ad ogni nascita) fino al peso di Kg. 3 saranno 7 (ossia con intervallo notturno). Per consigli inerenti ai vari Kg del neonato vedi avanti nel capitolo.


Regole per l’allattamento


Durante l’allattamento la mamma deve evitare di eseguire tinture dei capelli perché il colore passa nel latte ed è nocivo per il bambino. Ugualmente non deve prendere purganti.
Qualora soffra di stipsi, ricorrere a supposte o far uso di prugne cotte con lo zucchero e molte verdure e legumi.
Non assumere aspirina in caso di febbre, ma novalgina o Paracetamolo.
Per ciò che riguarda i cibi è consigliabile evitare cipolla cruda e cavolfiore perché entrambi danno sapore attivo al latte e il bambino si attacca al seno con disgusto.
Durante l’allattamento (se non è presente intolleranza) la mamma deve bere tre tazze di latte (freddo, caldo, con caffè o senza, ma parzialmente scremato). Una tazza a colazione, una al pomeriggio e una all’ultima poppata del bambino (prima di dormire).
Ai pasti, se sono graditi, possono essere bevuti vino o birra. Possibilmente evitare di fumare e, se è proprio difficile interrompere questo vizio, fumare fuori delle stanze occupate dal bambino e rispettare due ore di intervallo tra una sigaretta e l’altra.

Si consiglia alla mamma desiderosa di allattare il figlio, di mangiare cibi il più possibile variati in modo tale da assumere alternativamente le vitamine e i minerali contenuti negli alimenti. Iniziare il pranzo e la cena con il primo piatto a base di pasta, riso asciutto o minestra seguito dal secondo piatto con contorni e frutta. Non abbondare con le proteine (carne, pesce e uova) e alternarle ai formaggi, ricotta e derivati specialmente alla sera. Non abbondare con i grassi (olio, burro e panna) ed evitare un uso notevole di cioccolata, dolci ripieni di crema e panna.
Qualora la mamma soffrisse di allergie alimentari evitare quelle specifiche sostanze.
Se è particolarmente eccitata può usare camomilla, infusi o tisane appropriate o il Bibertè Milupa dare al bambino nel corso della giornata.
Nei mesi estivi la mamma può fare il bagno ma deve lavare con acqua corrente il capezzolo prima di iniziare l’allattamento.

Se la mamma desidera allattare il proprio figlio eviti di controllare ad ogni poppata la quantità somministrata perché l’ansia riduce la secrezione lattea. Questo controllo è necessario solo in caso di aggiunta di latte artificiale (dovuta a scarsa quantità di latte naturale) o se allatta un bambino molto piccolo di peso (per immaturità) o se il neonato è lento nella suzione per particolari cause.
In genere le poppate del mattino sono più abbondanti, e la quantità comincia a ridursi dalla terza poppata del giorno, fino ad essere più scarsa alla sera. Tenere presente che al passaggio del mese (rispetto alla nascita del figlio) e tra il 40° e 45° giorno ( capoparto ) per tutto il tempo dell’allattamento materno (anche se misto), il quantitativo di latte è scarso, ha un sapore cattivo ed è meno nutriente, leggero e poco accettato, per via del sapore, dal bambino. Tutto ritorna nella norma dopo questi giorni o settimane (nelle quali è anche inferiore la crescita).



Al momento della dimissione della mamma dall’Ospedale o clinica, a parto avvenuto, i medici consigliano l’assunzione di vitamine, minerali, acido folico o ferro se la crasi ematica non è tornata normale durante l’ultimo periodo di gravidanza. E’ opportuno continuare l’assunzione fino a nuovo consiglio del Pediatra. Anche al neonato è consigliata la somministrazione di vitamine in gocce, ma queste non sono necessarie se l’allattamento materno è totale mentre sono vivamente consigliate se l’allattamento è misto.
Durante i primi mesi dopo il parto la mamma non ha le mestruazioni; il bambino presenta una riduzione della crescita nei giorni corrispondenti alla sua nascita e con la ricomparsa del flusso mestruale nella mamma (variabile a qualunque mese in ogni soggetto). Se la crescita del bambino è scarsa, è opportuno avvertire il Pediatra per iniziare un allattamento misto o lo svezzamento in relazione al mese del bambino.
Al termine dell’allattamento sarebbe opportuno non mantenere a desiderio del bambino, una sola poppata per la notte o per accontentarlo, in caso di pianto durante il giorno (o per un inconscio desiderio della madre al figlio), perché in tal caso si determinano dolori addominali al bambino. Il valore calorico del latte è ridotto e crea cattive abitudini nel soggetto ormai svezzato.
In caso di parto gemellare sarebbe opportuno un allattamento misto, alternando al seno entrambi i neonati, maggiormente quello inferiore di peso rispetto all’altro gemello.

Quando la mamma allatta sarebbe opportuno che l’ambiente intorno a lei non fosse disturbato da televisione, radio o intrattenimento con altri famigliari ma avvenisse tranquillamente con scambi reciproci (figlio - madre) di sguardi e parole perché quell’intesa di sorrisi e minimi discorsi donano al neonato o neonata pace, sicurezza, equilibrio psichico e piena fiducia, che saranno di notevole vantaggio per tutto il resto della vita.
L’allattamento al seno non è solo un alimento perfetto ma offre stabilità psichica per il futuro del figlio o figlia.

Naturalmente se la mamma non può allattare per particolari cause non drammatizzi questa evenienza ma la compensi somministrando lei stessa al suo bambino il poppatoio almeno nei primi mesi di vita.
Se possibile la mamma eviti un notevole affaticamento per lavori domestici o professionali, litigi e ansie, fumo e droga (se purtroppo ne dovesse fare uso) perché tutto ciò, non solo riduce la secrezione lattea, ma influenza il neonato sensibilissimo ad ogni anormale situazione.

******


Sin dai primi mesi del suo concepimento e durante tutta la gravidanza, il feto percepisce suoni, emozioni, voce paterna e materna così che al momento della nascita riconosce la voce dei genitori (anche se la sua vista perfetta non inizia se non dopo il mese e mezzo di vita). Il neonato è molto sensibile ad ogni rumore e, se questo è molto forte, può avere tremori o scatti, invece accetta e si rasserena con dolci melodie o canzoni.

La mamma eviti di far dormire il piccolo al suo fianco o in mezzo ai genitori per evitare involontari soffocamenti o cadute e soprattutto cattive abitudini difficili ad essere eliminate per anni (talvolta fino al termine della scuola elementare).
Sappia la mamma ed ogni componente della famiglia che sin dai primi mesi di vita il bambino, e più precocemente la bambina, apprendono perfettamente tutto e, anche se non parla, riconosce tutti e tutto, così che è opportuno ogni corretto insegnamento sin dalla nascita per avere un ottimo comportamento nel futuro.
In caso di mamma fortemente apprensiva non opprimere il proprio figlio o figlia con eccessive attenzioni ma possibilmente accettare i consigli di famigliari esperti o da parte del Pediatra.

******

CAPITOLO II


CONSIGLI AI GENITORI PER UNA SANA CRESCITA DEL BAMBINO

 

 

Alla nascita del bambino o bambina per parto spontaneo o distocico (cesareo), a termine o prematuro, l’ostetrica di turno esegue immediata aspirazione del muconasofaringeo, legatura del cordone ombelicale e il bagno (per eliminare la vernice caseosa che ricopre il soggetto) ma il bagno non deve essere più eseguito se non dopo la caduta del tralcio ombelicale. Normalmente, se il parto e il decorso postpartum, sia spontaneo che distocico, sono avvenuti senza complicazioni, mamma e neonato vengono dimessi in tre giornate dalla nascita (anche se il parto è stato distocico). Il bambino visitato dal pediatra giudicato con Apgar 8 – 10 (ossia condizioni generali buone) può iniziare l’allattamento al seno, con la sua mamma vicino alla culla o nel reparto neonati fino alla dimissione.
Qualora presenti ittero patologico (bilirubinemia superiore ai 16 mg) viene trattato con fototerapia o, se è inferiore a Kg 2, viene introdotto in Isolette e dimesso al raggiungimento di un peso superiore. In tal caso è alimentato con latte spremuto alla madre con tiralatte a mano o elettrico e dato con gavage.

Molti anni fa un prematuro o immaturo veniva dimesso solo dopo aver raggiunto il peso di Kg 2,5 attualmente anche a Kg 2,3. In tale evenienza è necessaria una maggiore vigilanza da parte della mamma e del Pediatra perché il neonato può stancarsi con facilità della suzione e addormentarsi non prendendo così la quantità necessaria di latte per una buona crescita. In tal caso è necessaria una doppia pesata (prima e dopo la poppata); questa attenzione non deve riguardare solo bambini di scarso peso ma anche quelli molto itterici. Se questo avviene specialmente per l’ittero, riportare il bambino in Ospedale per un controllo del dato della bilirubinemia. Se questo ittero è evidente anche alla mamma, somministrare, negli intervalli fra una poppata e l’altra, Acqua Panna o Sangemini dolcificata con zucchero o Dextropuer (1 cucchiaino ogni 100cc). Solo in casi particolari e su consiglio pediatrico gocce di Cortisone. Per la quantità di acqua zuccherata, non più di 20 – 30 grammi fra una poppata e l’altra, 3 – 4 volte al giorno.
Se la stagione è buona, a finestra chiusa, esporre il bambino al sole con la gambe scoperte come per fototerapia.
E’ opportuno dare il latte materno almeno per i primi 20 giorni perché il colostro è ricco di vitamine ed anticorpi (la difesa del neonato è molto importante per la sua salute).

Finché è presente il tralcio ombelicale (quindi non è caduto) cambiare giornalmente la garza intorno al tralcio e bagnarla con alcool ad ogni cambio del pannolino. Per agevolare la caduta del tralcio (o cordone) tagliare il pannolino a semiluna all’ altezza dell’ombelico per evitare che il tessuto sintetico non lasci asciugare o seccare il cordone o sia inumidito dalle urine. Poiché la presenza del tralcio ombelicale ritarda la possibilità di eseguire giornalmente il bagno del neonato, è opportuno massaggiare con olio Baby Johnson o olio d’oliva la cute sotto le ascelle, agli inguini e soprattutto sul dorso dei piccoli, dove spesso si formano delle ferite e screpolature
Evitare l’uso del borotalco perché, se respirato dal neonato, può morire soffocato.
In attesa di eseguire il bagnetto, lavare con acqua tiepida glutei e genitali e con acqua bollita e cotone gli occhi e il viso. Quando sarà possibile iniziare il bagno; se il bambino è tranquillo la notte, farlo in qualsiasi ora della giornata prima di una poppata; se invece è agitato durante la notte, eseguire il bagno alle 21 così da agevolare un riposo più tranquillo. Durante il bagno stare attenti a non far andare l’acqua saponata negli occhi del bambino, perché è irritante e comincia a piangere.
Se il bambino ha paura del contatto con l’acqua, tenere il camicino fino all’ultimo momento dell’introduzione in acqua perché ciò lo fa sentire più difeso e piange meno (viene tolto all’ultimo momento del bagno). Qualora la stagione sia piuttosto fredda ed i termosifoni ancora non siano stati centralmente accesi, metter una borsa d’acqua calda nell’asciugamano o accappatoio così che, tolto il bambino dal bagno, sia circondato da panni caldi e far si che l’ambiente sia riscaldato da una stufetta. Nelle case più disagiate si può fare il bagno sul tavolo della cucina tenendo accesi i fornelli a gas con le porte chiuse per riscaldare la stanza opportunamente.
Tenere sempre vicini i panni di ricambio per evitare di lasciare, anche per pochi attimi, il bambino solo sul tavolo perché improvvisamente muovendosi può cadere e procurarsi ferite o trauma cranico.
A bagno eseguito e già asciugato, in caso di neonata (ed anche nei mesi successivi), eseguire una pulizia particolare dei genitali con un batuffolo di cotone bagnato con olio, scostando il grande labbro per togliere residui di feci o smegma o pomate emollienti.
Quando viene tolto il pannolino sporco di feci, per il cambio durante la giornata, avere l’accortezza di eliminare sempre le feci dal davanti all’indietro (verso l’ano) altrimenti queste inavvertitamente possono entrare nella vagina e determinare notevoli infezioni e pericoli.

Per ciò che riguarda il vestiario del neonato: solo il primo mese tenere una camicia di cotone o seta sotto il body. Sopra questo una tuta crescibaby o una felpa. Non coprire eccessivamente il bambino, ma vestirlo con indumenti caldi e non particolarmente stretti. Non mettere la culla vicino al termosifone per evitare che il bambino presenti febbre senza particolare ragione ma per il mancato controllo del suo centro termoregolatore ipofisario ancora non efficiente.
Se il bambino è di scarso peso avere attenzione, durante il suo sonno negli intervalli tra una poppata e l’altra, di non farlo dormire tutto il tempo su un unico lato, ma alternarlo per evitare un’asimmetria della forma del cranio.
Durante l’estate non lasciare il bambino nudo all’altezza del torace per evitare che sudato si raffreddi per cambiamenti bruschi della temperatura. In caso di raffreddori o bronchiti con tosse, tenere il bambino semiseduto con cuscini per evitare che il catarro o la secrezione nasale provochi difficoltà respiratoria. E’ opportuno in tal caso usare un umidificatore (solo con acqua o camomilla). Se l’ambiente è molto caldo, mettere sui termosifoni panni bagnati ben strizzati. Quando i termosifoni vengono spenti nella notte mettere sul fondo della culla una borsa di acqua calda che distribuisca calore e permetta un sonno tranquillo al bambino e di evitare l’abitudine di tenerlo a dormire nel letto dei genitori.
Per agevolare il sonno può utilizzarsi un carillon o una cassetta con musica dolce.


Durante la giornata il neonato può starnutire sette otto volte indipendentemente da un raffreddore (cosa normale). In caso di febbre per processi infiammatori intervenire solo se la temperatura ascellare, inguinale o rettale supera i 38 gradi. E’ opportuno usare antipiretici (Tachipirina o Efferalgan) supposte lattanti o pediatriche (a seconda dell’età) o lo sciroppo antipiretico se sono presenti feci liquide. Non coprire eccessivamente il bambino ma lasciarlo solo con il body o pigiamino.
Qualora la temperatura sia molto elevata fare bagnoli con acqua fredda sulla fronte o introdurre nella federa del cuscino una borsa di acqua fredda o ghiaccio così che il bambino ceda calore poggiando la sua testa sul cuscino. Eventualmente fare anche massaggi sugli arti con alcool. Se il soggetto soffre di convulsioni febbrili iniziare, anche a temperatura bassa, le gocce di Valium e, in caso di improvvise crisi convulsive nel sonno, con clisteri di Valium.
La temperatura elevata nel bambino non è indice di gravità ma anche una risposta ad una banale infezione virale (influenza o raffreddore).
Ad ogni episodio febbrile non ricorrere ad antibiotici. Questa terapia è necessaria solo in casi di tonsilliti pseudomembranose, otiti, cistiti, bronchiti o broncopolmoniti.
Non eseguire, per raffreddori, aerosol con cortisone eccetto per broncospasmo o bronchiti asmatiformi.
In caso di raffreddori usare soluzione fisiologica durante la giornata e alla sera Argotone o Protargolo 0.5%. Per la tosse somministrare un cucchiaino di miele con due tre gocce di limone due tre volte al giorno.
Tenere il bambino semiseduto sia di giorno che di notte per evitare che il catarro ostruisca le vie respiratorie e non abbia un sonno tranquillo.
In caso di vomito interrompere le poppate o i pasti solidi e dare acqua e zucchero a piccolissime dosi ogni mezz’ora.
In caso di diarrea (se alimentato al seno), thè leggerissimo con qualche goccia di limone, se ha una alimentazione con latte in polvere, scioglierlo in acqua di riso o aggiungere due cucchiaini di riso precotto alla poppata.
Qualora il bambino sia svezzato dare pappa con latte molto diluito e minestrine con crema di riso o riso molto cotto, frullato o frantumato con la forchetta e condito solo con parmigiano; mela grattugiata o succo d’arancia o thè con limone. Evitare il più possibile di ricorrere a prodotti farmaceutici.

Se la mamma ha la fortuna di rimanere a casa, assentandosi per mesi dal lavoro e svolge i suoi impegni casalinghi, trasferisca il bambino da una stanza all’altra, parlando e cantando, ma assicurandosi che sia sempre ben agganciato al passeggino o seggiolino o seggiolone ed anche a quello del trasporto in macchina.
Dare attenzione al bambino, facendolo partecipe della vita famigliare, lo rassicura, concede calma e forma un comportamento sereno e fiducioso.
Si può iniziare dal quinto mese la posizione seduta eventualmente con il sostegno di un cuscino e dare la pappa sul seggiolone. Evitare però di tenerlo in piedi precocemente, mai prima dell’ottavo mese; da questo mese il bambino impara a portarsi in posizione seduta da quella distesa; a dieci mesi è capace di rimanere in piedi da solo, sollevandosi con la forza delle proprie braccia e ad un anno a fare i primi passi sostenuto, o da solo scorrendo da una sedia o da un mobile all’altro. Non è regola che avvenga prima di questa età né bisogna affrettare spronandolo.
Quando si desidera aiutarlo a fare i primi passi, sostenerlo sotto le ascelle bilateralmente e non per mano o tenendolo per il polso, perché, se improvvisamente si volta o sta per cadere, non avvenga una sublussazione del polso o della spalla all’altezza dell’articolazione scapoloomerale. Proibire che il bambino, per allegria, faccia salti sul letto matrimoniale perché può cadere all’indietro battendo all’altezza della colonna cervicale o la testa e abbia gravi conseguenze (emorragie endocraniche).

Quando il bambino inizia a camminare da solo, avere attenzione a tutte le prese di corrente (chiuderle con apposite coperture) perché può introdurre con facilità le dita nei buchi. Proteggere anche sportelli dei mobili e cassetti perché li apre e li chiude per gioco potendo chiudersi le dita dentro.
Tenere il televisore su un mobile alto, nascondendo i fili, per evitare che siano afferrati facendo cadere l’elettrodomestico sulla testa del bambino. Adottare gli stessi accorgimenti per l’abat-jour dei comodini.
Proteggere eventuali scale interne di collegamento tra un piano e l’altro, o letti a castello con cancelletti per evitare cadute dall’alto.
Non lasciare mai il filo di prolungamento del ferro da stiro attaccato alla presa di corrente perché, se messo in bocca (esperienza avvenuta), si possono avere danni irreparabili.
Proibire al bambino di giocare con una palla o con un pallone in cucina perché questo può finire sui fornelli e portare alla caduta delle pentole il cui contenuto può determinare gravi ustioni sul corpo del bambino (numerose esperienze anche drammatiche per l’esito).
Evitare di lasciare il bambino solo nel bagno fuori o dentro la vasca piena di acqua bollente o no (esperienze di morte).
Non far mai vedere al bambino i fiammiferi e come si accendono il gas o le candele perché può imitare e avere gravi ustioni. Se avviene, lavare con acqua fredda e coprire l’ustione con garze alla Fitostimoline in attesa della medicazione da parte del medico.
Fare attenzione alle seggiole perché le trascina vicino alle finestre e può sporgersi o montare sul tavolo e di conseguenza cadere dall’alto.
Se viene comprato il box, possibilmente comprarlo circondato dalla rete per evitare che si arrampichi, così anche il lettino. Dare al bambino giocattoli lavabili, di gomma e non facilmente smontabili in piccoli pezzi, per evitare, se messi in bocca, il soffocamento in momenti di distrazione da parte degli adulti. Evitare di conservare in mobili bassi detersivi, alcool varechina e medicamenti, facilmente raggiungibili dalle mani di creature curiose sempre di nuove esperienze.



Già prima dell’anno dare al bambino buone abitudini quali quella di essere messo al letto sempre alla stessa ora (ossia ore 21) evitando la visione della televisione (per non danneggiarlo con microradiazioni) e l’intrattenimento con i genitori nelle ore della sera, per avere un riposo più tranquillo e permettere così al padre e alla madre di poter parlare liberamente, stabilire programmi e scambio di sentimenti. Poiché gli impegni lavorativi, spesso di entrambi i genitori, escludono la possibilità del pranzo in famiglia, fare in modo che la cena avvenga in presenza di tutti i componenti della famiglia compreso il più piccolo e più piccoli perché questi imparino il significato dell’unione famigliare, apprezzino i cibi dei grandi assaggiandoli e siano così evitati omogeneizzati e pappe pronte.
Sotto gli occhi vigili dei genitori il bambino deve fare esperienze personali anche di cibi non frullati ma al naturale.

Quando il bambino compie cose non giuste può essere rimproverato con lo sguardo e con parole autoritarie. Il bambino impara ad avere più stima del genitore che lo sa guidare ed apprende immediatamente di quale può approfittare ma a suo svantaggio futuro. Entrambi i genitori devono agire ugualmente nell’insegnamento delle regole di buona condotta sia in famiglia che in ambiente esterno. Il bambino non rimane sempre piccolo ma prestissimo vivrà fra i coetanei e sarà uomo e donna del futuro. Non si deve attendere che gli insegnamenti vengano impartiti dall’ambiente scolastico o da estranei perché ogni soggetto deve avere un bagaglio o tesoro personale da parte dei genitori, nonni o parenti.
Nella società odierna, non solo il padre, ma anche la madre lavorano fuori di casa, cosicché il bambino prestissimo deve frequentare nidi o scuole materne, per cui è opportuno che, nelle ore che vive in famiglia, sia ben diretto e gli vengano date tutte le regole con il massimo amore affinché non sia psichicamente labile per carenze affettive e quindi incapace di affrontare eventi e difficoltà della vita quotidiana.

Non si deve concedere tutto ciò che vuole sia nelle scelte di cibi che nel vestiario e nei giocattoli; deve avere ogni cosa in maniera opportuna e per giuste ragioni. Quotidianamente la vita è palestra per essere soggetti, elementi di valore per se stessi e per gli altri che formeranno famiglia e società, con valori umani e spirituali, altrimenti il figlio dell’uomo è inferiore a quello degli animali (che non sono dotati di ragione ma sono perfetti per istinto naturale).

Il bambino maschio o femmina fino all’età di 5 – 6 anni sia attentamente seguito soprattutto dalla mamma; negli anni seguenti è opportuno che, a seconda del sesso, il padre cominci ad interessarsi particolarmente del figlio e la madre della figlia in modo da essere per loro confronto ed iniziare ben presto una massima confidenza e completa possibilità di dialogo (non creare complessi di Edipo). Non affidare ad altri questo sacrosanto dovere eccetto che per situazioni penose e gravi.
La famiglia è il trampolino di lancio per l’entrata in società nell’età adulta (oggi molto anticipata).
I genitori non siano possessivi né esasperino le loro ansie sui figli, molto labili per l’età. Né devono imporre la loro volontà nelle scelte espresse dai figli per il loro futuro di vita.

Durante l’estate non portare il bambino di pochi mesi sulla spiaggia nelle ore calde della mattinata. Tenerlo in ambiente ombreggiato dalle 12 alle 16.30 per evitare colpi di sole e febbre da insolazione o scottature estese della cute. Difenderlo con creme a spettro totale e non farlo passeggiare sul bagnasciuga sulle spalle dell’adulto, non fare il bagno con acqua di mare (se neonato) ma potabile eventualmente scaldata al sole. Non farlo dormire sulla spiaggia all’ombra della cabina nella carrozzina imbottita di tessuto plastico, che sviluppa naturale calore; ma coprirlo con tessuti di cotone in passeggini ben aerati.
Ricordare che il bambino, nel primo anno di vita, non ha ancora il perfetto controllo termoregolatore per cui non regola rialzi e abbassamenti della temperatura corporea.

Per ciò che riguarda il soggiorno in montagna è consigliabile non portarlo oltre i 1000 metri prima dell’anno. Eventualmente il suo organismo può essere saggiato con soggiorni brevi ed escursioni durante l’anno a diverse altezze. La sua sofferenza si evidenzia con irrequietezza e pianto inconsolabile. Fare bere acqua e spremute di agrumi in abbondanza nella stagione estiva, ma evitare gelati a sostituzione dei pasti. Così patatine fritte e merendine confezionate.
Inoltre è opportuno fare alle mamme una particolare raccomandazione ossia quella di consolare ad ogni pianto il bambino con il ciuccio. Farlo, ma, appena è calmo, toglierlo dalla bocca, per evitare l’abitudine ad averlo per ore, giorni, mesi, anni fino ad oltre il quarto anno. E’ non giustificata questa abitudine perché modifica l’arco dentario determinando morso aperto o prognatismo che, all’ottavo anno, dovranno essere trattati per permettere l’eruzione dei nuovi denti e determinare una maleoclusione. La persistenza del ciuccio è carenza affettiva da parte del bambino nei confronti della mamma. E’ preferibile nei primi mesi la suzione del dito che nel tempo è più facilmente risolvibile.

 

******

CAPITOLO III

NOZIONI DI PUERICULTURA

 

Nel caso che il neonato nasca prematuro o immatura, ossia di peso inferiore ai 3 Kg, sono necessari 8 pasti senza intervallo notturno. Se occorre Isolette per un peso tra 1 Kg e 2 Kg verrà alimentato con gavage (latte materno o di donna), se superiore a 2 Kg tentando la suzione al seno.
Possibilmente evitare latte artificiale e con il poppatoio perché, raggiunto un peso di oltre 2,5 Kg, possa essere affidato alla mamma (mandata a casa nel periodo di ricovero del figlio).

Possibilmente attenersi ai seguenti orari consigliati in relazione al peso del bambino e alle sue funzionalità fisiologiche, stabilite dall’esperienze di pediatri e non dalla ragione personale.

Kg 1/3 - Pasti 8: ore 6-9-12-15-18-21-24-3
Kg 3/4 - Pasti 7: ore 6-9-12-15-18-21-24
Kg 4/6 - Pasti 6: ore 6-9½-13-16½-20-23½
Kg 6/9 - Pasti 5: ore 6-10-14-18-22
Kg 9/12 - Pasti 4: ore 8-12-16-20

Tenere presente che nella prima settimana di vita il bambino dovrebbe ricevere i grammi di latte corrispondenti a meno 10 rispetto al giorno di nascita: ossia al 2° giorno 10 grammi, al 3° giorno 20, al 4° giorno 30, al 5° giorno 40, al 6° giorno 50, al 7° giorno 60 grammi e all’8° giorno 70 grammi sempre per un bambino nato di circa 2,8 - 3,2 Kg. Se di peso inferiore potrà ricevere oltre il settimo giorno non più i 50 - 60 grammi di latte succhiato o spremuto (ottenuto con tiralatte) in caso di prematuro o immaturo.

La mamma non si deve disperare al primo giorno e chiedere ai medici un latte artificiale, è sufficiente compensare i 5 grammi di colostro con acqua dolcificata a più intervalli. Anche se, attaccando il figlio al seno, nei primi giorni, la suzione è molto dolorosa, superare la sofferenza per offrire al neonato tutta la carica anticorpale e la ricchezza di vitamine presenti nel colostro (latte molto giallo). Gradualmente il seno diventa più morbido e il latte fluisce normalmente con sette suzioni del bambino.
Mantenere al seno 15 minuti e poi cambiare seno in maniera da far durare tutta la poppata non più di 30 minuti. Stimolare sotto il mento il neonato se si addormenta ed evitare di prolungare in maniera inopportuna la poppata.

E’ necessario far trascorrere, tra una poppata e l’altra, sempre 2 ore e mezzo, questo è il tempo per lo svuotamento dello stomaco dal latte ingerito. Se la poppata avviene prima, il nuovo latte non trova sufficiente quantità di enzimi per la digestione e spesso si ha vomito.
Non si deve considerare vomito il rigurgito (o, come si dice, boccata di latte) se avviene nella mezz’ora dopo la poppata. Si parla di vomito due ore dopo la suzione. Qualora il vomito sia a getto ( ciò si verifica soprattutto nel bambino di sesso maschile) entro il 1° mese di vita è necessario avvertire immediatamente il pediatra perché si è di fronte ad una stenosi del piloro per cui il soggetto deve essere operato.
Se durante il corso della giornata invece si hanno piccoli rigurgiti, si provvede a tenere il neonato o neonata in posizione semiseduto e possono essere somministrate gocce opportune prima della poppata. Tale disturbo si accentua (come è stato detto nel capitolo precedente) in occasione del passaggio della data di nascita (maggiormente se la mamma ha il flusso mestruale) insieme a irrequietezza, dolori addominali ed eruzione puntiforme sul volto e sul tronco. Tali disturbi spariscono in tre-quattro giorni (se si presentano nel periodo del capoparto materno) e nei mesi successivi finché dura l’allattamento al seno totale o parziale.
Qualora con l’allattamento al seno viene evidenziata una scarsa quantità di latte materno, è opportuno eseguire la doppia pesata e dare, dopo il latte materno, una aggiunta di latte in polvere o liquido, regolato dal pediatra rispetto al peso e all’età del bambino. Possibilmente dare sempre prima il seno perché le labbra del bambino stimolano il riflesso della secrezione lattea.

Per il latte in polvere usare il misurino annesso alla confezione e non altri. La diluizione è di un misurino in 30 grammi di acqua Sangemini, Panna o acqua bollita. Non sciogliere la polvere in acqua fredda e poi scaldare in acqua bollente il latte preparato. Questo si coagula vicino al vetro molto caldo e avviene una cattiva digestione (evidente con il tipo di feci che presentano grumi bianchi che sono caseina non digerita), quindi è opportuno sciogliere la polvere di latte in acqua tiepida (saggiata sul dorso della mano). Se viene usato latte liquido, scaldarlo a bagnomaria.

Per l’uso di poppatoi, utilizzare, per il loro lavaggio e sterilizzazione, il Milton (1 cucchiaio da tavola in un litro d’acqua fredda) che va rinnovato ogni 24 ore. Quando si toglie il poppatoio e il ciuccio da questa soluzione non va sciacquato con acqua ma solo scolato e usato per la poppata. Dopo il 4° mese non occorre più utilizzare acqua in bottiglia ma può essere usata l’acqua potabile, e il poppatoio e ogni tazzina che è usata dal bambino, lavati come le stoviglie.
E’ opportuno disinfettare il ciuccio sotto l’acqua corrente calda o fredda stropicciandolo con sale fino per sgrassarlo. E’ opportuno ricordare, all’inizio della poppata al seno, di dare il seno dato per secondo nella poppata precedente in maniera da svuotare totalmente la mammella.
Se la secrezione lattea è molto abbondante e il bambino è sazio e mantiene spontaneamente un giusto intervallo tra una poppata e l’altra, basta allattarlo da una sola parte. Se la secrezione è scarsa, offrire al bambino entrambi i seni per agevolare la secrezione e il quantitativo del latte.
Se il bambino è molto piccolo e di poco peso facilmente si addormenta; stimolarlo pizzicandolo delicatamente sotto il mento ed eventualmente dare l’aggiunta di latte artificiale con un contagocce facendo scorrere il latte lungo la guancia e non al centro della bocca, sulla lingua perché potrebbe soffocare.

Non preparare mai un quantitativo superiore del latte stabilito dal pediatra perché il bambino si regoli da solo (questo è in base al suo peso ed età), così per l’aggiunta di altri componenti come miele o biscotti. Se il bambino si abitua a pasti abbondanti può incorrere in una obesità futura difficile a regredire.
Non controllare ad ogni poppata la quantità di latte succhiato perché può determinare ansia per la mamma ed avere quindi meno latte.

Sarà invece giusto segnare il peso del bambino settimanalmente sempre lo stesso giorno per rilevare la sua crescita in base alle regole di puericultura.

1°/4° mese: crescita mensile 800 – 900 g; crescita settimanale 180 – 200 g.
4°/8° mese: crescita mensile 600 g; crescita settimanale 150 g.
8°/12° mese: crescita mensile 300 g.
12°/24° mese e successivi anni: 3 Kg all’anno.

Per la crescita staturale:
3 cm al mese nei primi 6 mesi e altri 13 cm per i successivi 6 mesi per un totale di 25 cm nel 1° anno di vita.
Per ciò che riguarda la crescita ponderale nell’immaturo o prematuro, il peso della nascita raddoppia al 3° mese. Nel bambino a termine, nato con un peso di circa 3 Kg, raddoppia al 5° mese e triplica al 12° mese. Quadruplica al 2° anno di vita.
Per crescita ponderale e staturale inferiori a queste regole avvertire il pediatra; per crescite superiori non allarmarsi ma seguire i consigli opportuni.

Tenere presente (come è già stato segnalato) che, nella settimana corrispondente al passaggio del mese, il bambino ricevendo un quantitativo di latte materno più scarso di quantità e qualità, avrà una crescita inferiore stabilita dalle regole ma si compenserà con le successive settimane.
In caso di irrequietezza del neonato in questo periodo, somministrare Camomilla o Bibertè tra una poppata e l’altra anche più volte al giorno.
Se è presente rigurgito o meteorismo ricorrere a terapia opportuna consigliata dal pediatra. Nei primi mesi in occasione del passaggio di questo periodo, anche nel neonato o neonata si ha ingorgo mammario che scompare in breve tempo.

L’irrequietezza e il rigurgito possono essere anche presenti nel bambino soprattutto alla Domenica e nelle feste per la presenza in famiglia di più famigliari, creandosi quindi una maggiore confusione, a delle ore del giorno; questi disturbi sono assenti nelle prime ore del mattino, di sera e nella notte per il maggior silenzio (la peristalsi dello stomaco nel bambino si accentua con la luce, il rumore o il chiasso, con la confusione o l’ansia materna).

Dal 2° - 3° mese a 2 ore e mezza dalla 2° o 3° poppata si può dare succo di arancio o mandarino o limone diluito in acqua zuccherata. Iniziare con 2 cucchiaini e, ogni 2 - 3 giorni aumentare di un cucchiaino fino al quantitativo di 6 cucchiaini.
Al 4° mese può essere aggiunta polpa di mela o pera matura grattugiata o frullata. Non più di una tazzina di caffè al giorno. Ricordare di grattugiare la frutta con grattugia di plastica o acciaio, non di vetro, per evitare che piccolissimi aghi di vetro siano incorporati nella frutta e determinino danni all’intestino.
Dal 5° mese è opportuno iniziare la minestrina di verdure (perché questa reintegri il ferro che, dato dalla madre durante la gravidanza, gradualmente diminuisce nel neonato) oltre alle poppate di latte e la tazzina di frutta.
Nei primi giorni il bambino troverà difficoltà all’offerta della pappa con il cucchiaino, ma successivamente sarà più facile, per la mamma, alimentarlo, tenendo presente che, generalmente, il pasto salato è più gradito dalla bambina e meno dal bambino (in questo caso si può aggiungere un cucchiaino di zucchero).



La prima minestrina di brodo vegetale da dare al bambino circa al 3° pasto del mattino (sostituendo il latte) seguita dalla frutta, si esegua così: in 800 grammi di acqua potabile aggiungere una costola di sedano (non esterna ma centrale ossia non molto verde perché meno acuta), una carota, una patata, una zucchina e alcune foglie di bietola o lattuga. Bollire per ¾ d’ora e filtrare l’acqua di cottura delle verdure, che freddata in breve tempo e messa in frigorifero può essere usata anche nel giorno successivo. In circa 150 - 180 cc di questo brodo, mettere, a freddo, 3 cucchiai da thè di semolino di grano (non precotto) o mais o crema di riso (non precotto), portare a ebollizione per 10 minuti e aggiungere poi nella scodellina un cucchiaino da latte di Olio Sasso più un cucchiaino di parmigiano e un piccolissimo quantitativo di sale.

Dopo quattro giorni aggiungere al brodo di cottura della verdura 1 cucchiaio (da tavola da adulti) di passato di tutte le verdure.
In caso di feci più liquide più carota e, in misura ridotta, le altre verdure. Se è presente stitichezza evitare la carota nel passato e eccedere con zucchina e bietola o lattuga; se presenta facilmente vomito, dare solo patata passata. Regolarsi sempre osservando le feci, non dello stesso giorno ma quelle di due giorni dopo il nuovo alimento.
Nei primi mesi evitare il pomodoro e la cipolla.
Questa 1° minestrina può anche essere alternata a semolino cotto in 150 grammi di latte parzialmente scremato più 50 grammi di acqua. A cottura avvenuta aggiungere 1 cucchiaino di olio e parmigiano. Dopo la minestrina si può dare una tazzina di frutta (pera, mela grattugiata con succo di arancio o di albicocca, a seconda della stagione, e zucchero).
Non dare frutta rossa (fragole, ciliegie, cocomero) prima dei 3 anni.
Se il bambino o bambina, con o senza zucchero, hanno accettato bene la minestrina di semolino in brodo vegetale o latte, o le feci non hanno subito variazioni, alternare, nella settimana, anche minestrina con brodo di carne bianca (vitella, pollo, tacchino o coniglio).
Si esegua così: in 1 litro di acqua mettere una costola di sedano, una carota e 150 grammi di carne. Bollire per un’ora e mezzo e, in 200 grammi cuocere 3 cucchiai da frutta, di pastina 00 Buitoni o Plasmon; a cottura pronta (dopo 10 minuti) aggiungere 1 cucchiaino di Olio e uno di parmigiano.
Solo dopo aver constatato la buona digestione di questa minestrina per 3 volte, aggiungere 1 cucchiaino di carne cotta nel brodo o di liofilizzato Mellin (non omogeneizzato perché il bambino non si abitui a mangiare solo cibi cremosi), affinché gradualmente impari una consistenza sempre più simile a quella naturale dei cibi degli adulti.
Quando si è certi della buona digestione della carne, aggiungerla anche nella minestrina di verdure in quantità non superiore ai 2 cucchiaini (10 grammi a 5 - 6 mesi).
Al 6° mese, quando ancora i pasti della giornata sono 5, si possono alternare ai 3 pasti di latte, 2 minestrine, una di brodo di carne e una di brodo vegetale con verdure passate o legumi.
Nella minestrina di carne con pastina, aggiungere la carne e, in quella di verdure, il parmigiano o groviera grattugiato (non il formaggino perché è troppo grasso e determina vomito).
Anche dopo la minestra del pomeriggio può essere data la frutta.

Per una corretta distribuzione dei pasti osservare questo ordine:

1°, 3° e 5° pasto: latte con 2 biscotti Plasmon primi mesi.
2° e 4° pasto: minestrina e frutta.

Se a questa età il latte materno o artificiale liquido o in polvere viene sostituito con latte vaccino, bollirlo fino all’anno del bambino per essere più sicuri della sua sterilità. Usare però latte parzialmente scremato perché più digeribile in quanto la funzionalità epatica non è ancora perfetta per elaborare i grassi alimentari. Al latte può essere aggiunto il caffè d’orzo o 1 cucchiaino di Orzo Bimbo perché questo facilita la digestione del latte rendendo il coagulo del latte simile a quello materno.

Sin dal 3° mese di vita si può aggiungere nel latte crema di riso precotta o biscotto, rispettando le dosi esatte consigliate dalle leggi della Puericultura: 1 grammo per mese di età, ossia 1 cucchiaino di crema di riso = 1 grammo. 1 biscotto primi mesi Plasmon = 3 grammi.
Al 6° mese di età potranno essere dati 2 biscotti in ogni poppata o 6 piccoli cucchiaini di crema di riso. Oppure 3 di riso più un biscotto.
Al 9° mese si possono aggiungere al latte 3 biscotti e all’anno 4 biscotti. Non aumentare questa dose per evitare diarrea o obesità.

In caso di intolleranza al glutine si usa il biscotto senza glutine, o quello granulato, a cucchiaini, relativamente al peso del bambino (in caso di intolleranza anche la pastina sarà usata senza glutine). Dal 9° mese le minestre siano simili a quelle della mamma, ossia non solo passato di verdure ma con piselli o zucchine o fagioli o lenticchie o zucca con pastina o riso, al pomodoro ma non con pasta all’uovo. Evitare i funghi e le minestre di cozze e pesce.

Nella giornata non dare la carne in entrambe le minestre ma alternare con parmigiano, groviera, ricotta di mucca o galbanino. Possibilmente evitare carne di maiale e, al posto del prosciutto, dare la bresaola.

Dall’8° mese iniziare con ¼ -½ tuorlo d’uovo sodo al posto della carne (una volta a settimana) se il bambino non ha reazione allergica (eruzione) aumentare ogni due settimane la dose fino a raggiungere 1 tuorlo al 10 mese. Poi la chiara all’anno.
Dal 10° mese iniziare, una due volte a settimana, con un cucchiaio di polpa di pesce (merluzzo,sogliola o palombo) lesso o cotto a vapore o al cartoccio senza grassi.
Evitare fritti di mare e crostacei.
Per contorno usare tutte le verdure ma evitare le fave (nei bambini sardi, soprattutto nel maschio, spesso portatore di favismo, deficienza di un enzima per eredità).

All’anno il bambino può mangiare i cibi degli adulti ma evitare pasti particolarmente elaborati (lasagne, tortellini, ravioli, cannelloni e crepes ripiene), dolci con crema, nutella o cioccolata o panna, con frutta secca (soprattutto il Pandoro).
Si può dare pizza bianca, biscotti al latte, gentilini, oro saiwa, ciambellone e crostate di frutta o con marmellata, naturalmente a dosi giuste e non per sostituire il normale pasto. Se il bambino rifiuta la frutta, sostituirla con gocce di vitamina C.

Se è possibile non sostituire i pasti con gelato, ma con latte o yogurt semplice o alla frutta (escluso quello alle fragole).

Dal 4° mese di vita il bambino può bere acqua potabile possibilmente con il bicchiere e non sempre (oltre l’anno) con il poppatoio.
Se sono gradite le tisane o il Bibertè, darle anche negli intervalli tra un pasto e l’altro soprattutto nella stagione estiva.

Fino al 5° anno di vita iniziare sempre il 1° e 2° pasto della sera con la minestra asciutta o con verdure o legumi e mai con la carne o pesce o altre proteine. Accompagnare questo alimento con contorni di verdure o legumi con buccia perché le fibre servono per favorire una regolarità intestinale.

All’anno i pasti sono quattro: la colazione con latte e biscotti. A pranzo e cena primo e secondo piatto con contorno e frutta. Al pomeriggio latte con biscotti o yogurt con biscotti o con marmellata o frutta fresca o macedonia.
Se il bambino rifiuta il pasto del pomeriggio, dare una spremuta o un succo di frutta. Non gelato né merendine confezionate.

Se i genitori accettano tutti questi consigli eviteranno crisi acetonemiche, vomiti frequenti, intolleranze alimentari, crisi di orticaria o allergie e potranno constatare una buona crescita e ottime abitudini future. Non chiedere mai al figlio cosa desidera mangiare o presentare più piatti preparati perché scelga. Spetta alla madre giudicare i cibi più opportuni, stabilire il menù giornaliero o settimanale per equilibrare nella dieta di piccoli e grandi i cibi o piatti più adatti al benessere di tutti i componenti della famiglia.
Ricordare di consumare la cena con tutta la famiglia riunita perché l’unione sia di esempio, di stimolo e ricordo nel futuro, quando ogni componente sarà costretto, per lavoro o studio, ad allontanarsi dalla propria casa.

 

*******



L’attuale situazione sociale condiziona molto spesso la mamma a riprendere il lavoro dopo il 3° mese dal parto per cui è necessario ridurre l’allattamento al seno ed iniziare alcune poppate con latte artificiale. Sarà opportuno, una decina di giorni prima, avvertire il pediatra per abituare il bambino a questa alternanza dei pasti prima che la mamma si allontani. Se il bambino viene affidato ad un nido, interessarsi come si regolano per l’alimentazione ed il tipo di cibi offerti.
Per i bambini più grandi dell’anno, ai fini di intrattenerli in assenza materna, spesso vengono iscritti a corsi di educazione fisica, sport del pallone, nuoto, musica, ceramica, lingue. Sarà opportuno evitare i corsi di nuoto durante la stagione invernale perché all’uscita dall’ambiente caldo della piscina, la differenza della temperatura esterna determina spesso episodi di otiti recidivanti o faringo tonsilliti febbrili. Possibilmente iscrivere il bambino al nuoto in primavera per il clima più mite e costante.

Per il tempo vissuto in casa, non mettere il bambino davanti alla televisione per molto tempo (ai fini di essere la mamma libera per gli impegni casalinghi e famigliari) perché la televisione reca danno agli occhi e può offrire trasmissioni non opportune per il piccolo (potrebbe avere un sonno agitato di notte).
Sarebbe giusto che la madre o il padre intrattenessero il figlio con giochi o racconti non privandoli, anche in casa, della loro attenzione e determinare nei piccoli o grandi, indifferenza e carenze affettive, che nel tempo sfociano in fobie, ansia, depressione, indifferenza, allontanamento o anoressia, difficili ad essere risolte. Così non renderli partecipi a litigi coniugali e risse di altri famigliari.

Non regalare giornalmente o frequentemente giocattoli per compensare l’assenza soprattutto materna; il dono finisce per essere un diritto e questo deve aumentare nei confronti dell’età (cosa non giusta). Non è opportuno dare la paghetta settimanale o mensile ma insegnare che la buona condotta e il lavoro va considerato e premiato. Sarà intelligente regalare un salvadanaio dove il figlio o figlia conserveranno i loro premi o risparmi; questa premura o attenzione sarà un’ottima preparazione futura per la propria indipendenza nella scelta di piccole spese gradite e utili al fine di soddisfare desideri personali.

Esigere che il bambino impari ad essere ordinato sin dal 1° anno di vita, rispetti gli insegnamenti impartiti in famiglia e ricevuti a scuola. Abbia sempre rispetto, educazione e correttezza verso i genitori, nonni, fratelli, insegnanti e compagni di scuola e gioco; sappia chiedere perdono e perdonare, essere felice della propria e altrui felicità. Apprezzi la sua casa, la famiglia e la bellezza di ogni cosa creata.
Insegnare ad eseguire i compiti a lui assegnati, avere la massima correttezza nelle gare sportive.
I genitori devono essere convinti che insegnando questi doveri non formano i figli per se stessi ma per ogni componente della famiglia, per la società come cittadini onesti, coscienti, uomini di fede e pellegrini per l’eternità.

Al termine delle scuole elementari, durante le vacanze estive prima che il figlio entri nelle scuole medie, la madre intrattenga la figlia, il padre e il figlio per spiegare esattamente i suoi cambiamenti fisici per lo sviluppo regolare in ogni soggetto affinché il ragazzo o ragazza non ricorra ad estranei per soddisfare il suo giusto interesse su tali argomenti. Non è opportuno che estranei alla famiglia diano consigli o insegnino cose non lecite indirizzando il soggetto a deviazioni.
Diversa è l’età nella quale avviene lo sviluppo; molto precocemente nella femmina (9 - 12 anni) più tardi per il maschio (11 - 14 anni).
Ma è opportuno che i genitori vigilino attentamente questo periodo e squilibrio endocrino che nel maschio spesso determina anche un minore impegno scolastico, e nella femmina irascibilità.

La famiglia è un dono dell’amore e ogni figlio il sigillo. Irradiare in seno alla famiglia, e esternamente, la gioia di possedere questo inestimabile tesoro.
La vita è dono del Creatore e questa dovrebbe svolgersi nel suo iter quotidiano all’insegna e testimonianza del Suo amore per ogni creatura.
Per aiutare i genitori in questo ultimo compito di conoscenza ad argomenti fisiologici sullo sviluppo, si allega una specifica lezione, perché il figlio o la figlia, in questo periodo di tempesta ormonale e marasma psichico, riescano a superare il processo adolescenziale senza essere schiacciati e meno contestatori nei confronti degli adulti. Al termine delle scuole elementari i ragazzi sono ormai grandi e possono apprendere correttamente l’affascinante mistero della vita; sapere che ogni nuova vita è il frutto dell’amore tra un uomo e una donna, di un babbo o papà e di una mamma e, come ogni essere, fa nascere esseri simili a loro, seguendo le stupende leggi della natura, creata non dal caos ma da Dio.
Ogni individuo che pensa, riflette, esegue, corre, mangia, dorme, sente, vede, ama in un mondo costituito dall’incastro perfetto di apparati invisibilmente funzionanti e tutti tesi al fine dell’accrescimento, mantenimento e riproduzione.
Durante gli anni di scuola senza meno i ragazzi hanno appreso nozioni scientifiche su cosa è un apparato e quali sono.
Successivamente sarà esposta la loro esplicita funzione.

Apparato nervoso centrale e periferico: costituito da cervello, midollo spinale e nervi; centro di partenza e arrivo di tutti gli stimoli adibiti ad ogni funzionamento sensoriale, secretorio e motorio.
Apparato cardiovascolare: costituito da arterie, vene, cuore con la funzionalità di apporto di ossigeno e nutrimenti, energia, ormoni ed enzimi ad ogni cellula di qualsiasi organo.
Apparato respiratorio: naso, faringe, laringe, trachea, polmoni. Adibito agli scambi, con l’ambiente esterno, di ossigeno e anidride carbonica.
Apparato digerente: bocca, esofago, stomaco, intestino adibiti all’assunzione, elaborazione ed assimilazione di cibi.
Apparato urinario: reni, ureteri, vescica adibiti alla filtrazione del sangue ed escrezione delle sostanze depurate.
Apparato endocrino: ipofisi, tiroide, timo, surreni, pancreas, ovaio, testicoli pronti per la formazione di ormoni, stimoli per le diverse funzionalità e finalità.
Apparato emopoietico: midollo, fegato, milza, ghiandole adibite alla formazione dei tre elementi del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Apparato locomotore: costituito da muscoli, tendini, scheletro adibiti a qualsiasi movimento del corpo.
Apparato riproduttore: tutti gli apparati sopra elencati non presentano alcuna differenza nei due sessi, ma per questo apparato ci sono delle differenze anatomiche legate al sesso. I maschi posseggono fra le gambe una specie di borsa, che si chiama borsa scrotale o scroto, la quale contiene due organi a forma di piccolo uovo, uno per parte, detti testicoli. Sopra queste borse è posto l’organo maschile chiamato pene. Tutti questi organi sono ben visibili nel maschio e di questo rappresentano i caratteri sessuali primari.

Nella femmina i caratteri sessuali primari sono meno evidenti, perché gli organi sono interni. L’unica che si vede è fra le gambe e si chiama vulva. Questa apertura si continua all’interno del ventre con un canale che ha il nome di vagina e questo canale porta all’imboccatura di un organo vuoto all’interno, a forma di pera con la parte più grossa rivolta verso l’alto, che viene chiamato: utero. Nella parte alta di questa cavità sboccano due tubicini chiamati: tube o trombe. Questi tubicini da una parte sboccano nell’utero, dall’altra si allungano a campana o a ventaglio. Da questa parte allargata della tuba c’e, da un lato e dall’altro, un piccolo organo ovoidale, che si chiama ovaia. Le ovaie producono gli ovuli. Quando l’ovulo giunge a maturazione, uno al mese dall’età puerile in poi, si stacca dall’ovaia, viene aspirato nella tuba e spinto verso l’utero. Durante il suo cammino può incontrare la cellula o seme maschile e aversi così la fusione delle due cellule, che darà inizio alla formazione di una nuova creatura.
Nel maschio, i testicoli producono gli spermatozoi, che, attraverso un sistema di canalini, arrivano ad un condotto più ampio, che corre dentro il pene, per poi uscire all’esterno.
Tutti questi organi e le loro parti esistono sin dalla nascita, ma inizialmente non funzionano. Dall’età di 10 anni all’età di 13 nella femmina e dall’età di 12 all’età di 15 per il maschio essi cominciano a funzionare. L’inizio di questo periodo si chiama menarca o pubertà, la fine di questa funzione menopausa o andropausa.

Quando l’apparato genitale femminile, più precisamente l’ovaia, comincia la produzione degli ovuli, una volta al mese, alternativamente una volta a destra e una volta a sinistra, l’ovaia espelle l’ovulo, il quale entra nella tuba e viene spinto nell’utero. Se l’ovulo non incontra lo spermatozoo, cioè non viene fecondato, dopo essere arrivato nell’utero, sarà espulso all’esterno attraverso la vagina e la vulva insieme a sangue. Questo sangue altro non è che il prodotto di sfaldamento di uno strato della parete interna dell’utero, la quale si è gonfiata e riempita di sangue per accogliere l’ovulo, se questo fosse stato fecondato. Questo strato di mucosa, il sangue e l’ovulo espulso mensilmente, se non avvenuta la fecondazione, prendono il nome di flusso mestruale o mestruo o mestruazione. La prima mestruazione dunque vuol dire che gli organi genitali sono entrambi in azione, che la fanciulla ha prodotto il primo ovulo e comincia a diventare donna. Tutto questo è perfettamente normale e fisiologico; la mestruazione durerà quattro cinque giorni e costituisce un piccolo fastidio costringendo la fanciulla a portare gli assorbenti per raccogliere il sangue.

Nei ragazzi succede più o meno la stessa cosa; come nelle femmine l’ovaia comincia a produrre ovuli, così nel maschio il testicolo comincia a produrre gli spermatozoi. Ma, mentre l’ovaia emette un solo ovulo per volta, il testicolo da vita ad un numero enorme di spermatozoi. Il sangue affluisce sempre più frequentemente e in maggior quantità al pene, e spesso lo fa gonfiare, lo indurisce, provoca quel fenomeno che si chiama erezione.
Di tanto in tanto, talvolta senza che il ragazzo se ne accorga, il suo pene si mette in erezione e, sotto la spinta degli spermatozoi, che si sono accumulati, in certi appositi organi, che funzionano da serbatoi, emette fuori un liquido biancastro e appiccicoso che è pieno di spermatozoi. Questo fenomeno è detto polluzione, questo fenomeno si verifica il più delle volte durante il sonno. Quindi è bene che il ragazzo sappia che dalla pubertà la polluzione non è una cosa anormale né una malattia, ma tutto è perfettamente regolare, come la prima mestruazione nelle bambine: è solo il segno dell’inizio della maturazione sessuale.
La pubertà, cioè la fase di maturazione sessuale, non si limita ai fatti che sono stati descritti, e non riguarda solo gli organi sessuali primari, ma in realtà, in questo periodo, cambia l’intero organismo, un po’ per volta.
Il corpo delle bambine diventa più rotondo, più armonioso, più bello; i seni cominciano a farsi sporgenti, al pube e alle ascelle compare una peluria più o meno accentuata.
Nei ragazzi le spalle si allargano, la voce si fa più profonda, compaiono i primi segni di baffi e barba, la pelle diventa più dura e resistente, compare la peluria intorno al pene e al cavo ascellare; tutte queste modificazioni vengono definite: caratteri sessuali secondari.

Conoscere lo svolgimento di questi fenomeni normali è bene poiché sapere eviterà situazioni equivoche e aiuterà i ragazzi e ragazze coltivare un senso reciproco di rispetto.
Non durante il periodo della pubertà, ma quando il ragazzo è diventato uomo e la ragazza donna, inizia il desiderio di attrazione e di reciproco scambio di affetto. L’organismo è indipendente dalla personalità. Deve raggiungere da tutti i punti di vista la maturazione per avere attrazione sessuale. Questo fenomeno fisiologico si estrinseca con l’amore, cioè con il desiderio che un uomo e una donna provano di stare insieme, uniti fisicamente e spiritualmente, al punto di sentirsi un unico essere come avviene in un matrimonio. In tale momento può avvenire la fecondazione, ossia l’incontro della cellula femminile con la maschile e realizzarsi la generazione di un nuovo essere, una creatura che rassomiglierà ad entrambi i genitori.
Anticipare la conoscenza di queste fisiologiche cognizioni permette di possedere una scienza.
E’ dovere insegnare ai genitori di preparare i propri figli ad azioni che non devono esplicarsi precocemente per non averne poi danni. Il corpo deve raggiungere una completa maturazione nel suo insieme: mente, corpo, organi, affinché la creatura generata sia perfetta e i genitori siano all’altezza di assicurare ad essa una crescita fisica e psichica normale in un ambiente stabile, sicuro e sereno.

Attualmente siamo nell’era di esaltazione del sesso e a questo viene attribuito ogni gioia e ogni conquista, ma il genitore deve impartire ai figli la sua giusta misura; come tutte le cose questo inizia e finisce, mentre le leggi morali della vita hanno attraversato i secoli e sono pervenute ad ogni generazione nella completa integrità e profondità, senza subire alterazioni da parte della moda.
Per i genitori è legge educare i figli per ogni aspetto della vita perché questa abbia dignità e sappia avere rispetto massimo per se e per ogni scala degli esseri terreni. Ricordare che la vita umana è un meraviglioso passaggio per una vita più splendida, poiché la vita umana è tale e soprannaturale.
L’amore muove tutte le cose e, affidando ai genitori i consigli e regole più giuste per lo sviluppo dei figli, potremo avere tutta la gioia di un mondo migliore.
Genitori, figli, piccoli e grandi aprite il cuore e gli occhi al cielo con i suoi astri, alla terra con tutte le sue meraviglie, penetrate il senso e il valore inestimabile della vita e la sua bellezza infinita.

 


"E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli:
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie dell’ardore che la Vita ha per se
stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri, Poiché essi hanno i loro propri pensieri.
Potete dar ricetto ai loro corpi ma non alle loro anime,
Poiché le loro anime dimorano nella casa del domani, che neppure in sogno vi è concesso di visitare.
Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercate di rendere essi simili a voi.
Poiché la vita non va mai indietro né indugia con l’ieri.
Voi siete gli archi da cui i vostri figli come frecce vive sono scoccate.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi piega e vi flette con la sua forza perché le sue frecce vadano veloci e lontane.
Fate che sia gioioso e lieto questo vostro esser piegati dalla mano dell’Arciere:
Poiché come ama la freccia che scaglia, così Egli ama anche l’arco che è saldo."

Tratto dal
“Il Profeta”
Gibran Kahlil Gibran


******


Ringraziamenti


Ringrazio tutti i miei professori di pediatria e puericultura, in particolare:
prof. CARONIA, prof. FRONTALI, prof. GENTILI, prof. MAGGIONI, prof. UNGHERI, prof. L. AMMANNITI, prof. CAMMARELLA.


Maggio 2006

Deposito SIAE n. 602371

 

******

 

della stessa Autrice:

 



- Lettera aperta ai giovani - E' l'ora di sapere


- Lettera ai Genitori - "Un cuore scrive"

- Lettera aperta ai Genitori 2008 - All'ombra del suo futuro

- Lettera ai Genitori 2009


- Letterina di Natale

- Quando un simbolo oltraggiato fa riflettere - La Madonna spezzata

 



Poesie:

 

- Silloge "Alla Luce"

- Silloge "Emozioni"

 

- Silloge "Faville"

- Silloge "La Vita è Amore"

- Silloge "Pennellate d'Inchiostro"

- Silloge "Progetto d'Amore"


- Silloge "Rivoli d'Amore"

- Silloge "Ruscello di Fede"

- Silloge "Ultimi sprazzi di riflessioni in versi"

 

Ciao a Tutti | Contattami | Nota Legale | Ringraziamenti |©2000-2013 Cartantica.it