Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

SANTI BAMBINELLI MIRACOLOSI



Parlare di Bambinelli miracolosi, è un impegno ed una sfida senza limiti... Quanti Bambinelli aono stati definiti miracolosi dai fedeli, dai credenti ed anche da molti scettici--. di tutto il mondo... ?
E' ovvio che qui ne citerò solo pochi, ma decisamente interessanti... cominciando, ovviamente, dal Bambinello dell'AraCoeli, uno dei più antichi, più venerati, più visitati.

 

IL BAMBINELLO DELL'ARACOELI


Nella splendida cornice della chiesa dell'AraCoeli, che sorge a Roma, sul Campidoglio, ecco la statua del Bambinello forse più famoso...

Si dice sia stato scolpito da un frate francescano sul legno di un albero nato sul Monte degli Ulivi, che, secondo la leggenda era stato immerso nelle acque del Giordano ed, infine, dipinto dagli angeli.
Il frate voleva portare in Italia il Bambinello e si imbarcò su di una nave che, colpita però dalla tempesta, oscillando provocò la caduta della prezioza scatola in cui era stata deposta la statuetta che, tuttavia, miracolosamente venne ritrovata intatta dal sacerdote sulla riva della spiaggia di Livorno dove era attraccata la nave.

E' una statuetta che, pur essendo stata rubata molte volte, assieme al suo tesoro di monili, catene d'oro, bracciali, ecc., ogni volta poi è statasostituita con il suo corredo prezioso ed esposta nuovamente nella Chiesa.

Nel 1797, ad esempio, una donna si era appropriata della statua originale per tenerla in casa sua ed al suo posto aveva messo una copia, ma si dice che a mezzanotte le campane dell'AraCoeli cominciarono a suonare... e i frati trovarono sul sagrato la statua trafugata...
Si dice anche che il Bambinello originale sia conservato nella chiesa di S. Giovanni in Giulianello a Cori, mentre è accertato che la copia esistente all'AraCoeli è stata di nuovo rubata nel 1994 e sostituita con una nuova statua, oggi carica di nuovo di un vero tesoro di ex voto donati dai fedeli.


Al Bambinello vengono attribuiti numerosi poteri di guarigione di malattie molto gravi e secondo un'antica tradizione - su cui però si può dubitare... - le Sue labbra diventerebbero rosse quando sta per concedere una grazia e bianche in caso contrario.

Interessanti le immagini riportate sulle immaginette d'epoca e non che rilevano i cambiamenti somatici del Santo Bambino...

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

SANTO BAMBINO VENERATO A GIULIANELLO, FRAZ CORI, (LT)


All’interno della Chiesa che, più che barocca, sembra una costruzione cinquecentesca, viene custodita la statuetta del Bambino Gesù, che si dice scolpita da un frate francescano, nel legno di ulivo proveniente dal monte degli Ulivi, nel XVI ed esposta alla devozione dei fedeli sin dal 1798.

Questa versione della comparsa della statuetta, dà adito alle voci che essa sia la statuetta originale dell'AraCoeli rubata nel 1797, ma evidentemente mancano indizi sicuri per sostenere questa versione.

La statuetta è molto venerata dai giulianesi e viene fatta “sfilare” per le principali vie del paese il giorno dell’Epifania, lo stesso giorno in cui si celebra il tradizionale “bacio del Bambinello” che da sempre riesce a coinvolgere la maggior parte dei cittadini.

 

IL SANTO BAMBINO PRODIGIOSO DELLA BEATA CAMILLA BATTISTA DA VARANO

 

Un'antica tradizione attesta che il Beato Pietro da Mogliano abbia regalato questo Bambinello, scolpito in legno, alla Beata Camilla Battista da Varano.
La statuetta è conservata presso il Monastero di S.ta Chiara, a Camerino, ed è oggetto di grande venerazione da parte dei fedeli.

 

Questa sopra è l'immagine reale della statuetta del Bambino Gesù, mentre quella sotto è l'immagine riprodotta per le immaginette religiose da distribuire ai fedeli.

 
 

IMMAGINE CHE SI VENERA NEL SANTUARIO DELL'AMORE MISERICORDIOSO
A COLLE VALENZA (PERUGIA(


Si racconta che la sera di un lontano Natale, le suore, le postulanti e le tante orfanelle raccolte nella casa di Madre Speranza, ebbero la gioia di poterlo festeggiare davanti ad una statuetta di Gesù Bambino, che nessuno sapeva da dove venisse, non era stata comprata perchè non c'erano soldi, non era stata regalata da nessuno...

Fatto stà che la statuetta, dopo una profonda preghiera della Madre era comparsa e lei così raccontava al suo confessore.:

"Padre, ho un Bambino bellissimo, non posso fare a meno di dirglielo; mi è stato regalato in un momento che ero 'distratta'; l'abbiamo messo nel Tabernacolo e sta molto bene".

 

GESU' BAMBINO VENERATO NEL MONASTERO DELLE CAPPUCCINELLE DI PALERMO

 


Il monastero delle Cappuccinelle, costruito tra il 1732 e il 1735, prende nome dalle suore conventuali cappuccine.

Il convento, come avveniva nelle altre chiese e monasteri, è una vera e propria catacomba: accoglieva, infatti, i corpi delle suore decedute ma non solo, anche i resti di donne e bambine dell'aristocrazia palermitana, ricavando introiti da questa attiività.
Ma quando le inumazioni vennero proibite, le suore rimasero senza denaro e si rivolsero con preghiere specifiche alla statua lignea del Bambinello, forse opera dello scultore Bagnasco, che si trovava nel parlatorio.

La cosa curiosa che si narra è che spesso, quando non c'era da mangiare e nessun soldo in convento per sostenere le necessarie spese, la statuetta veniva girata con la faccia verso il muro.. Poi, quando tutto andava bene, veniva "rivoltata ...
Il Bambinello in questione ha un piccolo, fornito guardaroba e viene "cambiato" a seconda delle occasioni.


BAMBINELLO VENERATO IN SANTA MARIA DEGLI ANGELI,
DETTA COMUNEMENTE DEL BAMBINO GESU', A PARMA

 

La presenza  delle monache cappuccine a Parma data dal 1550 ca. in varie zone della città.

Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la «Ceza dal Bambèn», annessa al Monastero, sopra l'altare della navata di destra, in una nicchia, si trova esposta una statua di Gesù Bambino, portata  a Parma da Milano dalle  madri fondatrici  nel 1610.
Ogni anno viene celebrato un solenne triduo di preghiera in suo onore.

 

IL SANTO NINO DEL REMEDIO


La Cappella di Gesù Bambino del Rimedio venne costruita, sopra l'antica chiesa di un ancor più antico ospedale, dal tesoriere del Re Juan II, nel contempo segretario di Enrico IV, per accogliere alcuni anziani invalidi, Venne poi demolita nel 1893.

L'attuale cappella, suddivisa in tre navate venne edificata nel 1917 ed al suo interno viene conservata la statuetta del Santo Bambino del Remedio, molto venerato dai fedeli, specialmente durante la celebrazione della vigilia di Natale, in cui viene deposto in una culla per il culto.

 

GESU BAMBINO DI SANTA MARIA FRANCESCA DELLE CINQUE PIAGHE


Nata nei quartieri spagnoli di Napoli, sin da piccola Santa Maria Francesca delle 5 piaghe fu animata da grande fede e sopportazione verso il padre che la angariava.

A 16 anni avrebbe voluto entrare in convento e dedicare tutta la sua vita a Cristo ma il padre l'aveva già promessa sposa ad un ricco giovane e solo più avanti le diede il permesso di diventare terziaria francescana, col nome di Maria Francesca delle 5 piaghe, continuando però a vivere in casa, maltrattata come prima.
Successivamente assieme ad un'altra terziaria fu governante di un vecchio sacerdote.

Sepolta dapprima nella chiesa di S.ta Lucia a Monte, venne poi traslata in una chiesa a lei dedicata realizzata nella casa in cui era nata.
Aveva avuto il dono della profezia e delle stigmate. Venne dichiarata Venerabile nel 1803, beatificata nel 1843 e dichiarata Santa nel 1867.

E' molto venerata dalle donne sterili che vogliono un figlio ed invocata per ogni altro tipo di grazia che, si dice, si può ottenere se ci si siede per un momento sulla sedia su cui soleva riposare.

Si adoperava per instillare in tutti il culto della Natività e si racconta che una statuina del Bambino Gesù improvvisamente si animò davanti a lei, chiedendole di vestirlo.
Ed infatti lei gli fece personalmente abitini e calzine ai ferri.
Si racconta che lei abbia domandato al divino Bambino come avrebbe fatto a vestirlo se Lui non apriva le braccia e poco dopo la statuetta miracolosamente le aprì.

 

BAMBINELLO DETTO DI SAN CARLO - PIACENZA


Nell'edificio seicentesco, affidato dal Beato Giovani Battista Scalabrini ai suoi missionari, in Piacenza, è conservata una statua del Bambino Gesù - detto di S. Carlo - ritenuta miracolosa.

 

Simulacro ligneo policromo del XVIII sec. - Chiesa di San Domenico in Acireale

SANTO BAMBINO NEL MONASTERO DELLA VISITAZIONE, DETTO DELLA DUCHESSA


 

Le Monache cistercensi sono presenti a Viterbo sin dal 1276, dapprima nel Monastero della Madonna del Paradiso, situato allora fuori della città e nel corso del 1500 vennero prese sotto la custodia, la guida e le sovvenzioni di Donna Geronima Orsini, duchessa di Parma, Piacenza e Castro, che ne divenne fondatrice e affezionata direttrice.
Il figlio di lei, Ranuccio Farnese, che presiedeva la Penitenzieria, fece pervenire loro il breve di fondazione, secondo cui il monastero, pur mantenendo le prerogative temporali e spirituali dell'Ordine Benedettino, non dipendeva direttamente da esso, ma dal Sommo Penitenziere.

La Duchessa comperò un palazzo in Viterbo che trasformò secondo le correnti necessità delle 25 giovani suore che subito lo abitarono, con annesse delle casette rurali, campi ed orti, nonchè un mulino a Viterbo ed un grande orto presso la Porta di S. Sisto.
Alle giovani suore la duchessa voleva dare una guida spirituale e religiosa e chiese il traferimento nel nuovo convento di alcune monache dal Monastero benedettino di S. Maria degli Angeli di S. Fordiano di Fírenze, ma avendo esse rifiutato l'invito, la donna si rivolse al Monastero di S. Donato in Polveroso, dal quale ottenne quanto desiderava. Al momento le suore raggiungevano le 30 unità.

Passato qualche tempo, le nuove arrivate chiesero però alla Duchessa l’autonomia del monastero con amministrazione e governo propri, ma lei non lo concesse e così le monache tornarono al loro monastero di origine.
Si delineò poi l'unione delle suore di Viterbo con quelle del monastero della Visitazione di Castro e la Duchessa insistette perchè si realizzasse e finalmente nel 1566 tre suore e quindici novizie e converse si unirono al gruppo originale.
La Duchessa morì però nell’agosto del 1569.

Le monache chiesero di poter ritornare nel loro monastero di Viterbo ma ottennero un rifiuto e solo nel 1574 poterono ritornarvi.

Il 15 maggio 1615 fu consacrata la nuova chiesa.

Il monastero s'ingrandì fino a poter contenere cinquecento monache, sempre molto attive verso la comunità dei fedeli e soprattutto nell'Adorazione quotidiana del SS. Sacramento esposto e nella preghiera.

In questo monastero visse la Venerabile Donna M. Benedetta Frey (1913-1936) che per 52 anni rimase inchiodata al letto per una grave paralisi che la costringeva a tener sempre il capo chino, rimanendo in questa posizione fino alla morte.

Per sua intercessione avvennero molte grazie e si è in attesa della sua Beatificazione.

IL BAMBINELLO DI SAN GAETANO

 


Nella chiesa di S. Andrea della Valle, a Roma, sin dal 1907 si venerava un’immagine del miracoloso Bambino chiamato di s. Gaetano, realizzato in legno. Esso era sistemato in una teca su di una base di mamro. Il Bambinello venne trafugato per ben tre volte e dal 1966 al suo posto vi è una copia in stucco della statuetta, ripresa da un precedente manufatto che si trovava presso Santa Maria delle Fornaci.

San Gaetano era nato da una nobile famiglia vicentina, quella dei Thiene, nel 1480. Giovane molto promettente, si laureò in Legge a Padova a soli 24 anni e si dedicò alle cose della chiesa, senza però farsi sacerdote, perchè non se ne riteneva degno. In una tenuta della sua famiglia fondò una chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, ancora oggi in attivitò.
Nel 1506 si traferì a Roma, divenendo segretario particolare di papa Giulio II, con l’incarico di scrittore delle lettere pontificie, attività che gli permise di conoscere e collaborare con tante persone importanti. A Roma in questo periodo del Rinascimento si concentra la vita di molti grandi artisti che lasciarono il segno nell'arte con famose opere, ancor oggi ammirate da tutto il mondo, ma nel contempo i costumi e la vita morale della curia papale, del clero e del popolo erano di basso valore.

Ma Gaetano non si lascia confondere nè dalla corte pontificia, né dalla miseria morale che vedeva, ripetendo tra sè; “Roma un tempo santa, ora è una Babilonia” e non rifuggendo da questo squallore morale si mise al lavoro, cercando di riformare prima di tutto se stesso, con l'aiuto di una suora agostiniana Laura Mignani, di Brescia, già in odore di santità.
Oltre al suo lavoro presso la curia, si dedicò all''Ospedale di San Giacomo, assistendo gli ammalati, si iscrisse ad un'Associazione, quella dell’Oratorio del Divino Amore, che aveva il compito di riformare la Chiesa partendo dalle fondamenta, venendo anche in queste situazioni a contatto con molte importanti personalità.

Finalmente, nel 1516 a 36 anni, decise di ordinarsi sacerdote ma solo a Natale di quell’anno, volle celebrare la prima Messa nella Basilica di S. Maria Maggiore. In una lettera scritta a suor Laura Mignani, il santo confidò che durante la celebrazione della Messa, gli apparve la Madonna che gli diede tra le braccia il Bambino Gesù; e per questo egli è raffigurato nell’arte e nelle immagini devozionali con Gesù Bambino tra le braccia.

Nel 1520, tornato in Veneto, fondò a Venezia l’Ospedale degli Incurabili della Giudecca, poi tornò a Roma e nel 1523 insieme ad altri tre compagnii, tra cui Giampiero Carafa vescovo di Chieti, che diventerà poi papa con il nome di Paolo IV, chiese ed ottenne da papa Clemente VII, l’autorizzazione a fondare la “Congregazione dei Chierici Regolari” detti poi Teatini - dall'antico nome della città di Chieti, Teate - che avrebbero svolto vita in comune, al servizio di Dio e dei fratelli. La relativa Regola e le costituzioni dell'Ordine vennero emanate nel 1604.
I chierici non dovevano possedere nulla, non potevano nemmeno chiedere l’elemosina, dovevano accontentarsi di quello che i fedeli potevano donare loro e di quel che arrivava dalla Provvidenza.

Nel 1527 Roma venne invasa dai Lanzichenecchi durante il Sacco di Roma e il papa Clemente VII de’ Medici, si rinchiuse in Castel S. Angelo difeso dal Corpo delle Guardie Svizzere, che subì pesanti perdite ed anche s. Gaetano da Thiene, come tanti altri religiosi, fu seviziato dai Lanzichenecchi, imprigionato nella Torre dell’Orologio in Vaticano e quando riuscì a fuggire partì per Venezia con i suoi compagni. Rimase là fino al 1531, fondando, assistendo e consolidando tutte le Case del nuovo Ordine con le annesse opere assistenziali, aiutando i Teatini affinchè si istruissero nella nuova e rivoluzionaria arte della stampa tipografica, inventata nel 1438 da Gutenberg.

Nel 1533 papa Clemente VII, lo inviò, insieme al beato Giovanni Marinoni, nel Vicereame di Napoli, dapprima presso l'Ospedale degli Incurabili, creato dalla nobile spagnola Maria Lorenza Longo, asssieme ad un convento di suore di clausura, dette ‘le Trentatrè’e successivamente nella Basilica di S. Paolo Maggiore, nel centro storico di Napoli.
Rimarrà là fino alla morte, lavorando sempre, fondando ospizi per anziani, potenziando l’Ospedale degli Incurabili, creando i Monti di Pietà, da cui poi deriverà il Banco di Napoli.
In campo strettamente religioso cercò di instillare nei fedeli il desiderio della frequenza ai sacramenti, stette vicino ad essi durante le carestie, i tumulti e le epidemie. L’opera che più avrebbe voluto realizzare era senza dubbio la riforma della Chiesa, formando il clero e dedicandosi all’apostolato fra i poveri, gli ammalati e gli abbandonati.

Fu proprio il teatino cofondatore Giampiero Carafa, divenuto papa Paolo IV a permettere all'inquisizione di usare metodi diametralmente opposti allo spirito della Congregazione teatina, essenzialmente mite e rispettosa delle altrui idee. E quando nel Viceregno di Napoli si volle creare il tribunale dell’Inquisizione, il popolo napoletano fu l'unico in Europa a ribellarsi, con ben 250 napoletani uccisi, per difendere un principio di libertà.
Gaetano fece di tutto per evitare il massacro ma quando si accorse che la sua voce non era ascoltata, offrì a Dio la sua vita in cambio della pace; morì a Napoli il 7 agosto 1547 a 66 anni, consumato dagli stenti e preoccupazioni e due mesi dopo la pace ritornò nella città partenopea.

I Napoletani non hnno mai dimenticato San Gaetano, venuto dal nord per dedicarsi a loro, per dare la vita per loro, assistendoli continuamente e senza risparmio.
Nella piazza antistante la Basilica di S. Paolo Maggiore, dove è sepolto, vi è una grande statua che lo raffigura; ma la stessa basilica, per secoli sede dell’Ordine, è ormai da tutti chiamata di S. Gaetano. Il suo corpo - e quelli di altri venerabili teatini - è deposto nella cripta monumentale, ed è meta continua di devozione da parte del popolo e dei turisti.
San Gaetano è compatrono di Napoli. Fu beatificato il 23 novembre 1624 da papa Urbano VIII e dichiarato santo il 12 aprile 1671 da papa Clemente X.

 

NINO JESUS DE BELEN DE MULA


Frà Pedro de Jesus Botia, nato a Mula (Murcia) nel 1633, era rrimasto orfano sin da piccolo e a 15 anni, a causa della peste che aveva colpito il suo paese, si rifugiò ad Alabat per evitare il contagio.
Un giorno, portando al pascolo le sue pecore, vide un bellissimo Bambino, vestito come il Nazareno, che portava in mano una croce. Gli si avvicinò e gli chiese notizie sulla sua vita.

Il pastorello raccontò le sue molte difficoltà, domandando all'apparizione chi fosse ed il piccolo Gesù rispose che era il Bambino di Belen e, porgendogli la croce, disse. "Prendila e seguimi".

Pedro gli chiese dove vivesse ed Egli rispose che stava con suo Padre, poi sparì. Il giovanetto non raccontò a nessuno questa sua visione per moltissimi anni.

Nel 1653 entrò nel Convento Francescano di Orituela, diventando Frate col nome di Fray Pedro de Jesús Botía e dopo qualche anno si trasferì nel convento di San Gines de la Jara. Successivamente ebbe la possibilità di recarsi a Roma e ad Assisi dove visitò la Porziunzola e la Basiica di S. Francesco.

In uno di questi conventi ebbe una nuova apparizione del Santo Bambino che gli disse di tornare in Spagna. S'imbarcò dunque a Genova, là diretto, sulla stessa nave su cui viaggiava il conte de Lemus, che gli chiese di accompagnarlo a Madrid, introducendolo alla corte come consigliere e direttore spirituale.
Diventò poi molto assiduo del Principe D. Giovanni d'Austria, che aveva per lui una straordnaria ammirazione e quando, finalmente, riuscì a ritornare al suo Convento in San Gines de la Jara, dovette promettere di farsi spesso vivo presso la corte, perchè il Principe, sotto la cui protezione fondò il Monastero della Incarnazione, lo voleva come suo assistente spirituale.

In memoria della sua visione, proprio nel luogo in cui ebbe la viisione, il Frate dispose di creare un piccolo eremo dedicato al Divino Bambino di cui fece produrre una bellissima immagine, che chiamò "Il Bamibno di Belén".


BAMBINELLO VENERATO IN SANTA MARIA LA GANCIA A PALERMO


Decisamente onorato e venerato, è il bellissimo Bambinello - si tratta di una scultura in legno - che si trova all'interno della chiesa di Santa Maria degli Angeli "La Gancia" di Palermo,  spesso promotore di miracoli e di innumerevoli grazie, evidenziate dai tanti ex voto presenti.

Ogni anno, il 6 gennaio, si svolge una solenne processione che porta il Bambinello - posto su uA "macchina" settecentesca - che dalla chiesa si svolge per le vie della città, arrivando sino al mare, (là dove si dice sia stata riportata da Gerusalemme la statuetta), ritornando poi nella Basilica per la celebrazione della Messa Solenne alle ore 20,30.

Si racconta che un frate, tale Mamiliano da Palermo, si recò in Terrta Santa dove rimase alcuni anni. Tornando indietro, decise di portare con sè un’immagine di Gesù Bambino, scolpita su un legno degli alberi del Getsemanl, immagine che venne benedetta a Betlemme, nella grotta in cui nacque Gesù, durante la notte di Natale dell’anno 1729.

La sacra immagine rimase in quel luogo 3 gionri, poi venne adagiata in una piccola casa foderata di madreperla e portata in nave in Sicilia. Giunto nel convento della Gancia, il Bambinello venne collocato in una delle cappelle delle chiesa, prima sul lato sinistro, vicino all’altare maggiore, dove venne realizzata una piccola grotta; mentre le pareti della cappella furono ricoperte di marmo e sopra la grotta vennero dipinte delle scene della nascita di Gesù.

In breve tempo a Palermo, particolarmente presso la chiesa della Gancia, si svilupparono culto e devozione per quel Gesù Bambino venuto da lontano. Da dopo l'ultima guerra viene portato nelle famiglie dove resta per qualche giorno e viene visitato da parenti e amici, che recitano assieme le preghiere. Come giorno della festa si scelse l’Epifania.
il Bambinello è adorno di doni per grazie ricevute.

 

BAMBINELLO DELLA SERVA DI DIO FRANCESCA TERESA ROSSI
SANTUARIO DI S. CATERINA DA GENOVA - GENOVA

Francesca Teresa Rossi nacque a Genova nel 1937 e si dedicò tutta a Dio come suora laica in casa, dedita al lavoro e alla preghiera.
Si prodigò anche ad aiutare il prossimo, prestando servizio a casa di alcuni malati e all’ospedale.
Promosse la devozione al SS.mo nome di Gesù, in riparzaione delle bestemmie. Ebbe speciali grazie e morì santamente nel 1918.

Venne sepolta dapprima nel cimitero di Staglieno, poi traslata nella chiesa di Santa Caterina di Portoria in Genova, dove è sepolta vicino all'altare del SS. Nome di Gesù ed alla statua del Bambinello che venerava e che faceva venerare.
E' in corso la causa della sua Beatificazione.


 

SANTO BAMBINO IN S. ANDREA DELLA VALLE DI SAN VINCENZO PALLOTTI

 

 

San Vincenzo Pallotti, oltre ad essere un santo prete, era innamoratissimo della Madonna e del Bambino Gesù e con l'aiuto di molti ferventi cattolici nobili, riuscì a realizzare un fastoso Presepe per l'Ottavario di Natale.
Ottavario deriva dal latino "octava", cioè gli otto giorni successivi ad una festa solenne che poteva essere la Pasqua, la Pentecoste, il Natale o anche in ricordo di alcuni santi o in memoria dei defunti, in cui si recitavano parti del breviario o si effettuavano anche una serie di pie pratiche religiose.

Nel 1846, nella chiesa di S. Andrea della Valle, affidata ai Teatini, si svolse sotto la guida di San Vincenzo Pallotti un Ottavario davvero importante poichè, grazie alla generosità del Principe Torlonia, il Santo potè far realizzare un imponente Presepe: nell'abside della chiesa fu posta una grande capanna, al cui centro campeggiava la Vergine Maria col Bambino Gesù sulle ginocchia, S. Giuseppe al loro fianco, i Re Magi e il popolo... Le statue erano grandi e tutte in penombra, tranne il Bambino che era il fulcro della scena.

Quando si dovette pensare a ricoprire la statua, la nobildonna a cui era stata affidata pensò bene di rivestirla di una stoffa intessuta d'oro e d'argento ma San Vincenzo la riportò alla realtà facendole capire che quel vestito era troppo lussuoso...
La Marchesa capì quello che intendeva il sant'uomo e rivestì la statua con la fasciatura che indossa ancora oggi, una cosa semplice e bella.
Le celebrazioni si conclusero il 13 gennaio 1850 e tutti si congratularono col Santo che si accommiatò dalla folla dicendo che l'anno dopo avrebbero dovuto pensarci loro. Infatti qualche giorno più tardi morì.

Il Bambinello era presentato alla devozione dei fedeli che gli baciavano i piedi

Ora la statua del Santo Bambino è custodita nella Chiesa di SS. Salvatore in Onda (Roma).

 

BAMBINO GESU' CHE SI TROVA NELLA CHIESA DI SAN CARLO
DEI MISSIONARI SCALABRINIANI - PIACENZA

La chiesa di S. Carlo, seicentesca, era abitata dalle suore Cappuccine che però scompariranno al'arrivo delle armate napoleoniche.

Nel 1892 Monsignor Scalabrini la mise a disposizione dei suoi missionari che realizzarono alcuni miglioramenti e in occasione della beatificazione del loro fondatore sono stati poi effettuate molte variazioni, con l'apertura di una cappella dedicata al loro fondatore e la creazione di un reliquiario dove viene conservato un piede mummificato del Beato.
Quasi di fronte si apre una teca in cui viene conservata una statua del Bambin Gesù, ritenuta miracolosa.

 

BAMBINO GESU' CHE SI TROVA IN SANTA LUCIA DEL GONFALONE A ROMNA -
PADRI CLARETTIANI

La Statua del Bambino Gesù dovrebbe trovarsi nella Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, del XIII secolo, ricostruita attorno al 1700, ricca di pitture, di pertinenza della Compagnia del Gonfalone, la più antica di Roma.

 

IL SANTO BAMBINO GESU' CHE SI VENERA NEL SANTUARIO DEL SS. NOME DI GESU'
IN GENOVA PRESSO BOLZANETO

 


La chiesa è stata costruita negli anni '20 del 1900 e dedicata al Santissimo Nome di Gesù, venerazione che ha il suo inizio sin dai primi tempi della chiesa, venne edificata su sollecitazione della Serva di Dio Francesca Teresa Rossi.

Al suo interno viene venerata una statua di Gesù Bambino, appartenuto alla Rossi che viene esposta ai fedeli per lo più proprio per la festa del SS.mo Nome di Gesù.

 

BAMBINELLO MIRACOLOSO VENERATO PRESSO I PADRI CARMELITANI DI MADRID

Questa immaginetta è legata alla vita ed alle opere del Venerabile Francesco del Bambino Gesù, religioso dell'Ordine de Carmelitani Scalzi, che nacque a Villapalacios (Albacete) nel 1544 e passò una giovinezza piena di stenti facendo il pastore.

Appena ventenne si trasferì ad Alcalá de Henares, entrando al servizio dell'ospedale di Antezana dove si prodigò con immensa carità verso gli ammalati, operando anche dei miracoli, dovuti soprattuto alla sua devozione a Gesù Bambino che aveva delegato a suo procuratore e nel cui nome chiedeva elemosine e aiuti.

La sua confidenza senza limiti nel Santo Bambino lo fece chiamare da tutti, anche dai re e dai grandi di Spagna, Francisco del Niño Jesús.

Deciso a farsi carmelitano scalzo, vinse le resistenze ripetute della città di Alcalá e dello stesso Filippo II che due volte lo fece dispensare da Roma dal voto di farsi religioso, finchè il 12 aprile 1598 a Madrid ricevette l'abito come fratello converso, pronunciando la professione il 13 aprile dell'anno seguente.

Mandato, su richiesta della corte, a Valenza, riuscì con le autorità della città, a fondare - come aveva fatto ad Alcalá - la casa di S. Gregorio per le convertite (1600), sostenuto dall'arcivescovo s. Giovanni de Ribera, che lo aveva visto a Madrid e che lo riteneva già santo e lo portava con sé nelle visite pastorali durante le quali Frà Francesco. insegnava il catechismo e operava prodigi. Si dice che la città di Valenza si sia salvata dalla peste per sua intercessione.

Aiutò molte opere pie, realizzando la "dogana di Gesù Bambino", guardaroba e magazzino dove raccoglieva quanto era necessario per i poveri.

Richiamato a Madrid nel dicembre del 1603, obbedì e poco dopo, a causa del continuo accorrere della gente, venne trasferito nel noviziato di Pastrana (Guadalajara) da cui, per lo stesso motivo, venne poi trasferito nel deserto di Bolarque.
Ma anche qui, cominciarono ad accorrere folle di gente, cosicchè venne di nuovo trasferito a Pastrana e, successivamente a Madrid, seguito comunque dai fedeli.

Cercà in ogni modo di sottrarsi a questa sua notorietà, rifugiandosi nella preghiera e nella penitenza e si preparò alla morte a cui andè incontro, santamente, il 26 dicembre 1604, proprio durante le feste del suo Bambino Gesù.

Già il 1 gennaio 1769 venne diffuso il decreto sulle sue virtù eroiche.

 

 

Bibliografia

- http://www.karmel.at/prag-jesu/italiano/ita/jezuit.htm

- http://www.santissimo.it/natale/Gesu.Bamb.di.Praga.html

- ttp://www.carmelitaniroma.it/Devozioni%20particolari/Santo%20Bambino%20di%20Praga.aspx


- Monasticon Italiae, I, Roma e Lazio, a cura di F. Caraffa, Cesena 1981, p. 196, sch. 303.

- http://www.santiebeati.it/dettaglio/28700

- http://www.postocd.org/fr/biografia-francesco-del-bambino-gesu

 

- Vedere anche:

- Il Bambinello di Praga

 

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