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LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALI
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Disegni di Tina Bellazzi
- Liriche di Maria Cotta Ramusino
Misericordia di Nostro Signore,
intenerisci dei bimbi il cuore,
onde si sentan dei poverelli
fidati amici, dolci fratelli.
Oggi col soldo, col pane, il vestito,
domani solo con una parola,
che uno sperduto nel mondo consola,
conta pur sempre, sia poco che più
donare in nome del Bimbo Gesù.
Far parte al misero, che non ha tetto,
della lor casa, del loro letto,
andando in una dimora meschina
con il soccorso della medicina
e a una tomba del tutto ignorata
metter la croce, se ancora manca,
fatta anche solo con un arboscello
perchè chi giace, qualunque sia,
noi lo dobbiamo sentir fratello!
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DAR DA BERE AGLI ASSETATI
Io so di un fanciullo intelligente
fattosi missionario di conforto
che, con paziente amore,
condusse un miscredente,
con modo saggio e accorto,
alla fede più ardente;
e quello che imprecava e dure
ingiurie lanciava sempre ostile,
si arrese un giorno, umile,
quando Gesù comprese e volle amare.
Imparò ad aver la chiara certezza
che Dio non abbandona
ma che, invocato, con dolcezza
tanta Misericordia dona.
Seppe ancora, dall'amico,
che, per nostra salvezza,
stette in croce da gran Re Mendico
donando il suo patire pel nemico
E dal costato ferito sgorgò la pura
eterna fonte viva zampillante,
che spegner può l'arsura,
mistica attiva Bevanda dissetante
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DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI
Dona fanciullo, dona generoso
l'obolo che il mendico chiede:
avrai doppia mercede da colui
che invisibil tutto vede.
Poca moneta, un pane, una fumante
ciotola di latte pel viandante
saran ristoro, affetto,
e da lui sarai benedetto.
Cura la carità come preziosa
pianta, nel tuo cuore,
nutrendola d'amore,
ed il letizia canta
se in dovizia, a tutti
dispenserai i tuoi frutti!
Oh buon giardiniere
non sai tu che un giorno
ti si presenterà Gesù,
con un vuoto paniere,
da mendico vestito,
i piedi nudi a terra
cercando i frutti d'oro
della tua piccola serra?
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VESTIRE GLI IGNUDI
Ma perchè tanti bimbi abbandonati
van pel mondo dolenti,
sempre affamati e mal rimpannucciati,
della miseria vittime innocenti?
Chissà che freddo avranno
col vestito sdrucito
e con le scarpe rotte
mentre non han rifugio
per dormire la notte.
"Vestir gli ignudi"
dice il Santo Vangelo,
salviamoli dal gelo,
dando loro un vestito.
dando loro un mantello,
un paio di scarpine,
dei guanti caldi...
Rendiam col nostro affetto
riconfortato il misero bambino,
ripetendo per lui che è poveretto:
il nobil gesto di Santo Martino.
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VISITARE GLI AMMALATI
Suonano le campane a festa,
è il giorno santo dell'Epifania,
liete sono le mense e per la via
vanno felici i bimbi con i doni.
Cade la neve fitta,
ma c'è tanta allegria;
chi sdrucciola correndo
e ride chi corre sulla slitta,
e tutti paion vivi fiorellini
nei multicolorati vestitini.
Ma su, nella soffitta,
io so di una stanzetta,
dove una malatina
invano, sola, aspetta
e triste il cuor le duole.
Su, provvediamo! Per le scale
voliamo a farle festa,
colmando la canestra
di quello che ha bisogno:
staremo lieti, insieme, attorno
al suo lettino e questo giorno
sarà per lei, meschina, come un sogno.
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VISITARE I CARCERATI
C'è sempre un cuore costretto
legato da ferre catene
forgiate dal maglio possente
di tutte le pene.
Andiamo, fanciullo, là dove
occorre d'urgenza portare
soccorso a chi, solo, dispera:
è un atto di carità vera,
che certo quel cuore commuove,
è un gesto di fratellanza,
che viva ridà la speranza,
la pace che manca
all'anima stanca.
Andiamo, se anche varcare
dovremo la porta di tetra prigion,
che importa?
Dovere cristiano è cercare
chi piange, chi soffre, scontando,
pentito, la dura condanna,
recando la Fede, al cupo dolore
nel nome di Cristo Signore.
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ALLOGGIARE I PELLEGRINI
Asciuga il pianto, bimbo sperduto,
che vieni in cerca d 'un aiuto.
Scaldati al camino e bevi il latte
or ora munto e mangia la dorata
polenta appena scodellata.
Q uesta soltanto abbiam per cena.
Ma presso il tuo cuore, batte
il nostro, via, stai sicuro,
che sotto questo tetto
caldo troverai il letto
ed infinito affetto, t'assicuro.
Noi siam poveretti, ma che importa
Dio ci farà la scorta
e crescerai coi figli miei
se qui restar vorrai:
ti curerò con loro, anima mia!
Ma dai tuoi occhi, intanto,
scaccia il silente pianto e sia
di nuovo ridente la pupilla.
Sorridi, dunque, sereno alla fiamma
che guizzando rosseggia e scintilla
mentre il piccolo usignol in gabbia trilla.
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SEPPELLIRE I MORTI
Curiamo le tombe ignorate
che non han croce nè prece,
assestiamo le zolle disfatte
mondando la terra pietrosa
ponendo, quindi, con mano pietosa
un fiore, accendendovi un lume,
piantando un verde arboscello
per dar segno d'amore come
chi giace, sia nostro fratello.
Invisibile a noi, Gesù benedicente,
sul capo nostro stenderà la mano
e per l'atto non vano,
miracolosa, rifulgente, bella,
in ciel s'accenderà una nuova stella.
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