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Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

I SEGNI SIMBOLI DEL MARTIRIO

 

 

Per lo più i Santi sono rappresentati iconograficamente (iconografia = scrittura dell'immagine) con tratti fisici, posture, vesti del loro stato sociale, lavorativo, delle loro funzioni pubbliche e soprattutto, con i segni del martirio.
Tutti particolari, questi, tratti da antiche fonti documentarie attraverso cui è stata possibile la creazione, non solo dell'immagine del santo, ma anche una minima ricostruzione del fondale su cui essa si evidenzia, che spesso inquadra il periodo storico in cui il Santo o la Santa in questione hanno vissuto e a volte fà riferimenti specifici a luoghi ben conosciuti (es. il Vesuvio nel caso di San Gennaro), mentre spesso è di pura fantasia o prende spunto da leggende e tradizioni popolari.
Questi elementi di natura concreta, sono però affiancati da particolari esclusivamente nati dalla fantasia dell'autore per rafforzare l'immagine ed il messaggio che essa deve trasmettere.

Per quanto riguarda la raffigurazione del mezzo di martirio con cui i santi sono stati tormentati o uccisi, sovente si tratta di simboli che rappresentano la realtà, talatra sono, invece, derivanti da errate interpretazioni di simboli più antichi con un significato diverso da quello che viene invece tramandato attraverso l'immaginetta.

 

San Lorenzo

Lorenzo, vissuto nella prima metà del II secolo, era uno dei 7 diaconi della chiesa di Roma, il che comportava l'amministrazione dei beni e la distribuzione delle elemosine, cosa che faceva con grande dedizione.
Si dice, infatti, che per non aver voluto versare al prefetto Cornelio Secolare - che aveva reclamato da parte dell'imperatore i tesori della Chiesa - quanto questi chiedeva, venne messo a morte su una graticola rovente.
Venne sepolto sulla via Tiburtina, nel Cimitero di Ciriaca, dove Costantino costrui la prima cappella di quella che sarebbe stata la basilica di San Lorenzo fuori le mura.
Il santo viene ricordato il 10 agosto.
Viene rappresentato con abiti diaconali e con la graticola, segno del suo martirio, in mano oppure col ramo di palma, anch'esso simbolo di martirio. Più raramente con un libro in mano, poichè è Patrono di bibliofili, di bibliotecari, cuochi, osti e pompieri. Viene invocato anche contro le lombaggini e gli incendi.

 

Santa Apollonia

Diaconessa della chiesa di Alessandria d'Egitto, già avanti con gli anni, durante la prima metà del III secolo, al tempo di Filippo Imperatore, quando i cristiani vennero aspramente perseguitati e messi a morte tra torture e tormenti di vario genere, cadde tra gli altri nelle mani dei persecutori.
Le ruppero tutti i denti, poi accesero un rogo su cui minacciarono di gettarla se non avesse pronunciato insulti contro Cristo ma lei preferì lanciarsi di sua volontà tra le fiamme.

Viene ricordata il 9 febbraio.
E' rappresentata come una donna giovane e bella, per lo più con una tenaglia da dentista in mano, segno, appunto, del suo martirio.
E' patrona, neanche a dirlo, dei dentisti.

 

Santa Lucia

Giovane di nobile casata, della fine del III secolo, per chiedere la grazia di una pronta guarigione della madre, da tempo ammalata, si recò con lei presso il sepolcro di Sant'Agata.
La Santa le preannunciò in sogno che presto anche lei avrebbe dovuto testimoniare la sua fede.
Lucia, tornata a casa ruppe il fidanzamento con un giovane siracusano, donando i suoi averi ai poveri. Il fidanzato, però, la denunciò al magistrato Pascasio che, dopo aver invano cercato di farla allontanare dalla fede cristiana, ordinò che la si vendesse come prostituta.
Ma nessuno riuscì a spostare la ragazza neanche con l'intervento di molti uomini e, si dice, di alcuni buoi. Alla fine, dopo vari tormenti, verrà probabilmente pugnalata alla gola o decapitata..
Anche il magistrato, però, venne poi accusato di nefandezze, scortato a Roma e giustiziato.
Viene ricordata il 13 dicembre
E' rappresentata talvolta come una giovane donna aggiogata a due buoi, con i propri occhi su un piatto, col ramo di palma, con una spada o un pugnale.
E' protettrice della vista perchè anticamente si sosteneva che fosse stata accecata o che lei stessa s'era strappata gli occhi affinchè il fidanzato smettesse di perseguitarla, tuttavia si ritiene che tale patronato sulla vista sia derivato dall'etimologia del suo nome che evoca la luce.
E' patrona dei ciechi, degli elettricisti e degli oculisti.

 

San Vito

Giovane cristiano del III sec, forse originario della Sicilia, in cui è molto venerato, sin da giovanissimo ebbe doti taumaturgiche e benchè provenisse da famiglia pagana, divenne cristiano per l'intervento della nutrice e del maestro a cui era stato affidato.
Il padre cercò di ricondurlo alla religione degli dei, ma egli si oppose e così pure all'invito del magistrato Valeriano che alla fine lo fece rinchiudere in carcere e torturare. Si dice che sia stato liberato da un angelo. Coi suoi due precettori si trasferì in Lucania da cui diocleziano,messo al corrente delle sue doti taumaturgiche, lo fece chiamare per guarire il figlioletto ammalato, cosa che egli fece prontamente. L'imperatore, poi, gli intimò di sacrificare agli dei ed alla sua risposta negativa lo fece sottoporre a varie tortura tra cui quella della pentola piena d'olio bollente. Si dice anche, però, che sarebbe scampato alle torture e condotto da un angelo sulle rive del Sele dove poi morì.ù
Il suo culto, antichissimo, è diffuso in tutta Europa anche perchè le sue doti taumaturgiche venivano e vengono invocate contro il "ballo di San Vito", definizione popolare di un'encefalite derivante spesso da affezioni reumatiche avute nell'infanzia che porta a movimenti incontrollati degli arti e del tronco.
Viene invocato anche contro il morso di bestie velonose. E' protettore di ballerini, attori, epilettici e lattonieri.
Viene ricordato il 15 giugno.
E' rappresentato con un aspetto giovanile, vestito spesso con la divisa. E' rappresentato con il ramo di palma, con accanto dei cagnolini o una tinozza o pentola.

 

San Sebastiano Martire

Figlio di un funzionario imperiale, originario della Gallia, visse tra il III e ikl IV secera ufficiale pretoriano e faceva parte del corpo scelto di Diocleziano, una sua guardia personale. Essendosi convertito al Cristianesimo, cercava di fare proseliti anche nella corte, soccorreva i detenuti cristiani e seppelliva i martiri che venivano uccisi.
Scoperta la sua appartenenza alla nuova religione, venne convocato dall'imperatore che l'avrebbe perdonato se avesse sacrificato agli dei pagani, ma poichè egli si oppose fermamente, lo fece sottoporre alla tortura delle frecce. Venne lasciato legato al palo che lo sosteneva, creduto morot,ma dei volenterosi cristiani, nottetempo lo liberarono e lo curarono, guarendolo.
Un giorno l'imperatore si recò al tempio di Ercole per un sacrificio e Sebastiano lo affrontò accusandolo apertamente si aver mandato a morte moltissimi cristiani. Venne di nuovo imprigionato e flagellato ed infine gettato nelle fogne, affinchè il suo corpo non potesse essere più trovato
Ma il santo comparve in sogno alla matrona Lucina e le indicò il luogo in cui si trovava. Venne sepolto nelle Catacombe della via Appia.
E' invocato contro la peste e venerato come patrono dei vigili urbani, degli arcieri, tappezzieri ed atleti.
Viene raramente rappresentato come soldato; il più delle volte è ritratto col corpo nudo, trafitto da frecce. Viene ricordato il 20 gennaio.

 

Santa Caterina di Alessandria

Caterina, probabilmente figlia di re, istruita e bella, attorno al 305 d.c., chiamata con gli altri sudditi dall'imperatore Massimino per sacrificare agli dei, pena la morte, esortò i cristiani a desistere. Davanti a lui, ai retori e filosofi convocati, espose la sua fede, convincendo molti ad abbracciare la sua religione.
Massimino condannò tutti al rogo mentre tenne in vita Caterina, colpito dalla sua bellezza e dalla sua erudizione, ma al suo rifiuto la fece gettare in prigione. Si racconta che là ella venne visitata dall'imperatrice e da un tribuno, Porfirio - che poi si convertì ed evangelizzò l'intera coorte dell'imperatore - entrambi condannati a morte da Massimino che infine ordinò la soppressione di Caterina, sottoposta al supplizio della ruota dentata che però si ruppe e infine decapitata.
Viene ricordata il 25 novembre.
E' annoverata tra i 14 Santi Ausiliatori. Protettrice dei prigionieri, Patrona dell'Ordine Domenicano, dei costruttori di ruote, dei notai, di ciclisti e carrozzieri, delle ragazze da marito e delle sarte, modiste e filatrici (chiamate un tempo "caterinette"), venerata anche come Patrona di filosofi, di oratori e teologi.
Viene rappresentata come una giovane dagli attributi regali (la corona), con la palma in mano, talvolta con a fianco una spada o una ruota, spesso spezzata, dalle punte acuminate.
La ruota nella sua iconografia probabilmente deriva da una errata interpretazione dell'antico simbolo che rappresentava la sapienza, di cui Caterina era dotata e che era un cerchio, più tardi inteso come simbolo di specifico martirio.
E' venerata anche nel Monastero che porta il suo nome, sul Monte Sinai, dove, secondo leggenda, il suo corpo fu trasportato dagli angeli.

 

Santa Margherita o Marina di Antiochia

Santa Margherita di Antiochia (in Oriente venerata come Santa Marina), nata nel III secolo e martirizzata, all'inizio del IV, durante le persecuzioni di Diocleziano, era figlia di un sacerdote pagano.
Rimasta orfana di madre, venne allevata da una nutrice cristiana che la istruì nella fede.
Giovinetta, un giorno venne notata da Olibrio, governatore che voleva farne la sua concubina ma ella subito si dichiarò cristiana e gettata in carcere dove subì varie torture e dove una notte le apparve il demonio sotto forma di dragone circondato da serpenti che la ingoiò. Ma la santa riuscì a squarciarne il ventre con un crocifisso che serrava nella mano e a liberarsi. Subì successivamente altre torture fisiche ealla fine venne decapitata
La sua festa è il 20 luglio, mentre nella chiesa d'Oriente viene festeggiata il 17 luglio.
Anche Santa Margherita è ricordata tra i 14 Santi Ausiliatori. E' invocata dalle partorienti e dai moribondi.
Protettrice contro le tempeste e contro le febbri malariche, è Patrona degli insegnanti, dei soldati e degli agricoltori.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia


"I santi e i loro simboli - Rosa Giorgi Mondadori

I grandi libri della religione - Santi Protettori: Vita, lavoro, piccoli guai - Mondadori

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