Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

IL PAESAGGIO DI GESU' -

 

LA CAMPAGNA

 

Illustrazione di Mario Barberis

Nella Palestina dei tempi di Gesù - come in quelli odierni - il clima era prettamente mediterraneo, con estati calde, secche e lunghe ed inverni abbastanza brevi ma freddi e ventosi e talvolta Gerusalemme si ammantava di neve.
Il paesaggio era ed è composto di zone desertiche e di grandi e fertili pianure, vallate e montagne. La vegetazione naturale (gigli, zizzania, rose, cedri, salici, ecc.) era copiosa come pure lo erano le coltivazioni di lenticchie, orzo, grano, miglio, senapa, fagioli e tante piante di alberi da frutta (fichi, uva, mirto, mandorli, datteri).
I cibi consumati dai palestinesi erano fondamentalmente cereali, frutta, verdura, carne (di pollami, capre, pecore, buoi e montoni che davano carne, pelli, lana, latte, cuoio9 e di cacciagione varia tra cui anche colombe, pernici, tortore, ecc, pesci soprattutto arrosto o essiccati, il tutto abitualmente affiancato dal pane di grano o d'orzo, da olive, cipolle, cetrioli, meloni, mentre le bevande erano acqua, latte di capra e vino.
Come animali da traino venivano utilizzati muli, asini, cammelli e cavalli.

 

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Matteo, Capitolo 6 - Abbandonarsi alla Provvidenza

[22] Poi disse ai discepoli: «Per questo io vi dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete.
[23] La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.
[24] Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete!
[25] Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?
[26] Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?
[27]Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
[28] Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede?
[29] Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia:
[30] di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.
[31] Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.
[32] Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.

Gesù esorta gli uomini ad essere meno attaccati alle cose del mondo, senza darsi gran pensiero per gli eccessi a cui invece ci siamo abituati. A che vale affannarsi tanto ad accumulare tesori se non abbiamo il potere di avvalercene poi nella vita che verrà? Perchè darsi tanto pensiero per la nostra esteriorità, per quello che vorremmo essere e non siamo, per quel che vorremmo apparire...? quanto affanno per cose inutili..

 


Matteo - Capitolo 9, 35-38 - Miseria delle folle

[35] Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità.
[36] Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. [37] Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi!
[38] Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».

Matteo - Capitolo 12, 1-8 - Le spighe strappate

[1] In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano.
[2] Ciò vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato».
[3] Ed egli rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni?
[4] Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti?
[5] O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa?
[6] Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio.
[7] Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.
[8] Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».

Gesù insegna ai farisei, a noi tutti, che non bisogna guardare troppo alle apparenze terrene, non bisogna giudicare il comportamento degli uomini secondo idee preconcette e non del tutto valide, ma essere inclini alla misericordia, alla generosità d'animo, alla magnanimità.

 

Matteo, Capitolo 13


[4] E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.

Matteo Capitolo 13, 24-30 - Parabola della zizzania

[24] Un'altra parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
[25] Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
[26] Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.
[27] Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
[28] Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
[29] No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
[30] Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Spiegazione della Parabola

[36] Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
[37] Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
[38] Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,
[39] e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
[41] Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
[43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!

Matteo - Capitolo 24 - 32-36 - Parabola del fico

[32] Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina.
[33] Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte.
[34] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada.
[35] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
[36] Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

Gesù elabora una nuova parabola per le genti che si avvicinano a lui e per i suoi discepoli a cui poi spiega il significato recondito del suo racconto: Cristo, il Dio vivente è il seminatore ed il suo campo da far fruttare è il mondo.
Egli distribuisce sul terreno il seme buono ma il diavolo, sempre presente nella vita dell'uomo, esercita il suo potere malefico su molti e fa sì che il male si diffonda, come la zizzania tra il grano.
Dio lascia che il male e il bene siano ambedue presenti sulla terra ma alla fine del mondo - nella parabola rappresentata dalla mietitura - gli angeli di Dio raccoglieranno, seperandoli, grano e zizzania, destinando il primo al premio eterno e la seconda alla dannazione eterna.
Gesù, dunque, invita tutti ad allertarsi e a riconoscere i segni della sua seconda venuta.

 

Matteo capitolo 20

Parabola degli operai mandati nella vigna

[1] «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
[2] Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
[3] Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
[4] e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
[5] Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
[6] Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
[7] Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
[8] Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi
[9] Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
[10] Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno.
[11] Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
[12] Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
[13] Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
[14] Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te.
[15] Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
[16] Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Un'altra parabola di Gesù che spesso, pur sforzandoci, non riusciamo a capire, come non vogliamo comprendere quella relativa al figliol prodigo e al fratello giusto: perchè Dio dà lo stesso trattamento a chi da sempre si impegna nel glorificare il suo nome, nel rispettare le sue regole e a chi invece si converte alla fine della sua vita terrena.
Ma come ci permettiamo di giudicare Dio che ama con lo stesso cuore e con lo stesso amore tutti i suoi figli? Egli è il padrone delle nostre anime e di tutte egli vuole la salvezza!


 

Fede e Preghiera

Matteo - Capitolo 21, 18-22 - Il fico sterile e seccato.

[18] La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame.
[19] Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te». E subito quel fico si seccò.
[20] Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai il fico si è seccato immediatamente?».
[21] Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà.
[22] E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».

Matteo - Capitolo 17, 14-2 - L'epilettico indemoniato

[14] Appena ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo
[15] che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua;
[16] l'ho gia portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo».
[17] E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui».
[18] E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito
[19] Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».
[20] Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.
[21] Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno».

Marco - Capitolo 4, 1-9 - Parabola del seminatore

[1] Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.
[2] Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento:
[3] «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare.
[4] Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
[5] Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo;
[6] ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò.
[7] Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
[8] E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno».
[9] E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!».

Capitolo 4, 13-20 - Spiegazione della Parabola -

[13] Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole?
[14] Il seminatore semina la parola.
[15] Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro.
[16] Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l'accolgono con gioia,
[17] ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono.
[18] Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola,
[19] ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l'inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto
.[20] Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno».

Capitolo 4, 26-29 - Parabola del seme che spunta da solo

[26] Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;
[27] dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.
[28] Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga
[29] Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».

Marco Capitolo 4, 30-32 -
Parabola del grano di senapa

[30] Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo
[31] Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra;
[32] ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».

 

Il Signore ci chiede poche cose: avere fede e costanza e pregare, chiedendo a Dio di esaudirci e di provvedere ai nostri bisogni fisici o spirituali. Tutto qua: se avremo fede potremo davvero realizzare tutti i nostri progetti o desideri anche i più complessi, Egli ci darà la forza e i mezzi per realizzarli!

 

Giovanni, Capitolo 12

Gesù annunzia la sua glorificazione attraverso la morte

[20] Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci.
[21] Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
[22] Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
[23] Gesù rispose: «E' giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo.
[24] In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
[25] Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
[26] Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.
[27] Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora!
[28] Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».

Gesù ci dà le direttive per seguirlo sul suo cammino di sacrificio e di completa donazione di sè!
Se riusciremo ad imitarlo, a morire a noi stessi per servire gli altri, raggiungeremo sicuramente il nostro intento.
Sacrificandoci per il bene degli altri realizzeremo non solo la sua volontà, ma raggiungeremo la piena identificazione con Lui!

 

 

IL BUON PASTORE E LE PECORE

Matteo - Capitolo 7, 15-20 - I falsi profeti -

[15] Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.
[16] Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
[17] Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi
[18] un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
[19] Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
[20] Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.


 

Matteo, Capitolo 9

[36] Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.

 

Matteo, Capitolo 10

[16] Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Matteo, Capitolo 15

[24]Ma egli rispose: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele".

Matteo, Capitolo 24

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
[33]e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Matteo, Capitolo 26

[31] Allora Gesù disse loro: "Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregg

Luca, Capitolo 15

[4] "Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
[6]
va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.

Matteo Capitolo 12

[11] Ed egli disse loro: "Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l`afferra e la tira fuori?
[12] Ora, quanto è più prezioso un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche di sabato".

Marco Capitolo 6

[34] Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Marco Capitolo 14

[27] Gesù disse loro: "Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.

Giovanni Capitolo 10

[1] "In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un`altra parte, è un ladro e un brigante.
[2] Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.
[3] Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
[4] E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

[7] Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
[8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.

***
[11] Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.
[12] Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;
[13] egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.
[14] Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,
[15] come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.
[16] E ho altre pecore che non sono di quest`ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.

***
[26] ma voi non credete, perché non siete mie pecore.
[27] Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Giovanni, Capitolo 21

[15] Quand`ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci i miei agnelli".

Gesù si intenerisce davanti alle folle che aspettano una sua parola e che sembrano greggi disperse che attendono il loro pastore. E' Gesù il buon Pastore, colui che è disposto a dare la sua vita per le sue pecore, per i suoi fedeli che lo seguono lungo la strada che Egli ha deciso di intraprendere e che ne riconoscono il richiamo. E così farà, andando in cerca di ogni pecora dispersa, a costo di grandi sacrifici e a costo di infrangere le leggi vigenti.
Dunque anche le pecore, i suoi fedeli, tutti - quelli del suo proprio ovile ed anche gli altri provenienti da ogni dove - seguiranno il suono della sua voce e ne calpesteranno le orme, imitando i suoi passi, i suoi richiami, i suoi precetti, guardandosi dai falsi profeti che si presentano in veste di pecore, mentre dentro son lupi rapaci.

 

 

SALMO 23

 

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.

 

 

PREGHIAMO

 

Signore, Buon Pastore,
accoglici al tuo seguito ed infondici tranquillità e speranza,
serenità e docilità.
Facci essere pecore obbedienti ai tuoi voleri e a quelli di Dio Padre,
così da seguire i tuoi passi senza incertezze e senza paure,
superando ostacoli che mai ci saremmo sognati di valicare.

 

- Gesù e il mare

- Gesù e la montagna


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