Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

I DUE VOLTI DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

 


Immagine di Gesù Misericordioso dipinta sotto le indicazioni
di Santa Faustina dal pittore Eugeniusz Kazimirowski,
(Vilnius 1934)

 

"Prometto che l’anima che venererà questa immagine non perirà.
Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria”...

Gesù promette, quindi, un’assistenza specialissima in vita e la salvezza eterna a coloro che venereranno l'immagine della Divina Misericordia, trasformando la vita precedente in una nuova esistenza in grazia di Dio e quando moriranno in tale grazia, sfuggiranno all’inferno, alla “morte eterna”, cioè dell’anima, che, pur essendo stata creata da Dio per una vita superiore, -sceglie liberamente il fuoco eterno.


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"Vidi che dall’Ostia uscivano due raggi, come sono nell’immagine,
che si unirono strettamente fra di loro, ma non si confusero...” (Diario di anta Faustina, 344).

“I due raggi  (sul quadro)  rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” (Diario, 299).

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L’immagine raffigura Cristo risorto, il quale - per Sua volontà - ha i segni della crocifissione alle mani e ai piedi.

Dal cuore trafitto escono due raggi: uno di colore rosso, l’altro di colore bianco.
Il raggio bianco rappresenta l'Acqua che giustifica le anime, simbolo dei sacramenti del Battesimo e della Penitenza che purificano le anime e il raggio rosso rappresenta l'Eucaristia.
Gesù stesso ne aveva spiegato il significato a Santa Faustina, specificando che "I raggi uscirono dal mio cuore squarciato sulla croce, dall’intimo della mia Misericordia”.

Papa Giovanni Paolo II aggiunse poi che il raggio bianco ricorda anche il dono dello Spirito Santo (il cui simbolo biblico è l’acqua), mentre il raggio rosso, è il simbolo dell’Eucaristia e più precisamente, “evoca il sacrificio della croce e il dono eucaristico”.

I due raggi, inoltre, rappresentano anche la Chiesa, nata dal Cuore trafitto di Cristo.

Lo sfondo del quadro è immerso nell'oscurità, mentre c'è luce attorno al capo di Gesù (l'aureola) e due raggi si dipartono dal suo Cuore, l’uno verso destra, l’altro verso sinistra.

Gesù indossa una lunga veste bianca e con la mano sinistra sembra voler scostarla all’altezza del Cuore, mentre con la destra benedice.

Il volto è infinitamente bello, traboccante di Misericordia e di bontà. Gli occhi in particolare infondono nelle anime pace e amore,

Questa è la copia originale conservata a Vilnius, nel Santuario della Divina Misericordia, affidato alla Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso.

“Il Mio sguardo da quest’immagine è tale e quale al Mio squardo dalla croce” (Diario, 326).

Di questo quadro sono state dipinte molte copie, ma le due più conosciute sono quella conservata a Cracovia, in una Cappella presso la Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, dove si trova anche la tomba di Santa Faustina e quella venerata a Roma, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, divenuta per volontà di Papa Giovanni Paolo II il Centro di spiritualità della Divina Misericordia in Italia.

 

CHIESA DI SANTO SPIRITO IN SASSIA - ROMA




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LA STORIA
DELLA PRIMA IMMAGINE DI GESÙ MISERICORDIOSO

 

Santa Faustina, nata in Polonia nel 1905, terza di dieci figli, venne battezzata con il nome di Elena ed educata alla religione cristiana. La sua vocazione si manifestò sin da bambina, ma date le condizioni economiche della famiglia riuscì a frequentare la scuola solo per tre anni, poi, ancora adolescente, andò a lavorare come domestica, per aiutare se stessa ed i suoi.
Quando compì 18 anni chiese ai genitori di poter entrare in convento, ma la famiglia aveva bisogno ancora del suo aiuto e non acconsentì. Elena cominciò a vivere una vita normale e mondana, trascurando le sue pulsioni interiori, finchè non ebbe la visione di Gesù flagellato che le chiedeva fino a quando avrebbe dovuto aspettarla.

Subito decise per la vita religiosa. Tuttavia in molti conventi non venne accettata, finchè non venne ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Alla fine di aprile 1926 iniziò il noviziato, ricevendo l'abito e il nome di "Suor Maria Faustina" e là visse per tredici anni, svolgendo le mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia, passando in diverse case, a Cracovia, Płock e Vilnius, seguendo regole e digiuni severi che la portarono ad ammalarsi di tubercolosi e venne quindi ricoverata due volte in un sanatorio vicino Cracovia.

Ebbe due direttori spirituali: don Michał Sopoćko, a Vilnius e padre Giuseppe Andrasz S.I. a Cracovia.

Intensa fu la sua vita mistica, iniziata sin da fanciulla, costellata da apparizioni di Gesù, grazie e doni straordinari, rivelazioni e visioni, stigmate invisibili, compartecipazione alla Passione, il dono di leggere nelle anime, l'ubiquità e lo sposalizio mistico..., doni che lei riteneva solo un "ornamento dell'anima".
Nel contempo aveva messo mano ad un "Diario" che narra tutte queste sue esperienze, a cominciare dall'infanzia.

Morì a Cracovia nel 1938.

Il 30 aprile 2000 Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata santa, istituendo anche la festa della Divina Misericordia



 

 



Don Michał Sopoćko, suo direttore spirituale e confessore, nato nel 1888 a Nowosady, nelle regioni confinanti di Polonia e Lituania, entrato nel Seminario San Giuseppe di Vilnius nel 1910, ricevette l'Ordine Sacro nel 1914. Sacerdote a Vilnius (1914–1918), fu cappellano nell'Esercito polacco durante la prima guerra mondiale e successivamente, dopo aver ottenuto il dottorato in teologia, venne nominato direttore spirituale presso il seminario di Vilnius e nel 1928 professore di teologia pastorale nella Università Stefan Batory (ora nota come Università di Vilnius).

Come confessore ordinario conobbe suor Faustina nel luglio o nell’agosto del 1933, come una delle penitenti della Congregazione a cui lei apparteneva.
Venne colpito dalle sue straordinarie doti, in cui di frequente si manifestavano il dono della scienza, della sapienza e dell’intelletto e dalle sue visioni attraverso cui lei vedeva chiaramente la vacuità delle cose terrene, l’importanza della sofferenza e della mortificazione-
In special modo ella comprendeva gli attributi di Dio, particolarmente la Sua Misericordia infinita.

Un pò scettico, chiese notizie alla Superiora, Madre Irene, per sapere chi fosse veramente suor Faustina, che opinione avessero di lei le altre Suore e le Superiori, chiedendo anche di controllare il suo stato di salute psicologico e fisico. Ricevute delle risposte positive aspettò ancora un pò perchè in realtà non credeva fino in fondo alle parole della suora, riflettendo, pregando, cercando e chiedendo consigli, senza specificare, ad altri sacerdoti più esperti per sapere come comportarsi.

Tra l'altro, una su tutte delle richieste di suor Faustina, lo incuriosiva: Gesù le aveva chiesto, già dal 1931 di far dipingere l’immagine di Lui che ella vedeva e di poter istituire la festa della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua.

Incuriosito, più che convinto della verità delle visioni di suor Faustina, di vedere come sarebbe stata l'immagine, decise di far dipingere questo quadro, dietro compenso, al pittore Eugeniusz Kazimirowski, che abitava nel suo stesso edificio.

Il pittore era nato nel 1873 a Wygnanka in Podole ed aveva studiato negli anni 1892-1897 presso l’Accademia delle Belle Arti a Cracovia, sotto la direzione di alcuni importanti artisti del suo tempo e più tardi come tirocinante negli studi di T. Axentowicz e L. Wyczólkowski, rinomati pittori.
Nel 1896 gli venne concessa una medaglia d’argento ed una borsa di studio della Compagnia degli Amici delle Belle Arti di Lvov e l'anno successivo partì per Monaco di Baviera dove studiò prima in una scuola privata eppoi presso l’Accademia con J. C. Heterich.
Dal 1915 Kazimirowski per molti anni lavorò presso la scuola di insegnanti a Vilnius. Nel 1934 su richiesta di don Sopocko dipinse l’immagine di Gesù Misericordioso.
Morì nel 1939 a Bialystok.

Il lavoro durò alcuni mesi, sottoposto alla supervisione di suor Faustina. che ebbe il permesso di recarsi due volte a settimana nello studio del pittore, alla presenza di Don Sopocko, per dare consigli e controllare che l'immagine fosse proprio come diceva lei.

E finalmente, tra giugno e luglio del 1934, l’immagine fu completata, pur se Suor Faustina asseriva che essa non era così bella come quella che lei vedeva.

Quando si trattò però di inserire una frase che Gesù le aveva detto a suo tempo e che lei non ricordava, suor Faustina prese tempo dicendo che Lo avrebbe pregato per saperlo, ma poi ebbe una delle sue illuminazioni che le fecero ricordare ciò che Gesù le aveva detto la prima volta, cioè tre parole da mettere in evidenza in evidenza: Gesù, confido in Te”
La tela fu inserita in una vecchia cornice regalata da una parrocchiana e sulla cornice, sotto il quadro, venne apposta la scritta richiesta eppoi venne appesa accanto all'altare maggiore. il 3 aprile 1937, sempre su richiesta di Gesù, nella chiesa San Michele a Vilnius, di cui Don Sopocko era parroco-rettore.

La particolarità di questa immagine stava anche nella scritta polacca “Iesu ufam tobie”, tradotta nell’italiano “Gesù, confido in Te”, dicitura suggerita da Gesù stesso, eppoi tradotta in moltissime lingue e ripetuta da milioni di anime in tutto il mondo, che ben esprime l’essenza del culto alla Divina Misericordia, cioè la fiducia senza limiti in Gesù ed il totale abbandono alla sua divina Volontà, che conosce il nostro vero bene.

Successivamente, essendo la Polonia sotto il regime comunista (1939), molte chiese vennero chiuse ed anche quella di San Michele dove si trovava il quadro, nel 1948 venne trasformata in un museo.
L'edificio intero e tutte gli arredi, quadro compreso, vennero svenduti e la tela venne acquistata da due Adoratrici della Misericordia Divina che la trasportarono arrotolata fuori della parrocchia, tenendola poi per vario tempo in una soffitta.
Avrebbero voluto riportarla in Polonia, ma non essendo ciò possibile, l'immagine venne traslata nella Chiesa dello Spirito Santo, il cui parroco non era però interessato a tenerla ed, infine, venne portata da don Jozef Grasewicz, amico di don Sopocko, nella parrocchia di Nowa Ruda dove, nonostante varie altre vicissitudini, l’immagine rimase per circa quarant’anni

La cornice con la scritta originale fu dispersa durante questo lungo periodo ed il quadrò subì notevoli danni che poi vennero riparati con vari restauri che ne cambiarono un pò i colori d'origine e solo nel 2003 venne riportato al suo originario splendore.

 

QUADRO ORiGINALE

QUADRO RESTAURATO

 

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IL SECONDO QUADRO

 



IMMAGINE DEL PITTORE ADOLF HY³A

 

 

Dieci anni dopo la realizzazione della prima tela di Gesù Misericordioso, nel 1943, cinque anni dopo la morte di Suor Faustina, il pittore Adolf Hy³a si presentò alle suore della Congregazione della  Beata Vergine Maria della Misericordia, perchè desiderava dipingere un quadro da donare alla loro cappella, come ex-voto di ringraziamento a nome di tutta la sua famiglia salvata dalla guerra.

Le Suore gli chiesero di dipingere un’immagine di Gesù Misericordioso e gli diedero una copia della prima immagine dipinta, con la descrizione di suor Faustina.
L’artista realizzò quest’opera ovviamente non facendo una copia conforme del quadro precedente ma seguendo una sua propria ispirazion, ma poichè le misure della tela non andavano bene per l’altare della cappella delle Suore, ne ordinarono un altra.

!Questo secondo quadro venne benedetto nel 1944 e appeso nella cappella della Congregazione a Cracovia, dove è venerata ancor oggi.

L’immagine di Gesù Misericordioso aveva lo sfondo di un prato con dei cespugli che si intravvedevano in lontananza, ma dietro richiesta di Don Sopocko venne ridipinto con un colore scuro, mentre sotto i piedi di Gesù venne dipinto un pavimento.

La prima immagine offerta da Adolf Hyla come ex-voto fu collocata nella chiesa parrocchiale del Sacratissimo Cuore a Breslau (Polonia), collegata alla Congregazionedelle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia.

 

 

 

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COMPARAZIONE DEL VOLTO DI GESU' MISERICORDIOSO E DELL'UOMO DELLA SINDONE

 



Piuttosto recentemente sono state fatte delle comparazioni tra il quadro di Gesù misericordioso di E. Kazimirowski effettuato su indicazione di Santa Faustina con il viso dell'uomo della Sindone.
Essi sembrano corrispondere con grande precisione.
Il volto sindonico è stato studiato nel corso degli ultimi decenni in ogni modo e con ogni mezzo ed il risultato è sempre lo stesso, sospeso, tra chi sostiene che fosse il sudario di Gesù e chi sostiene che si tratti di un "falso" medievale. Anche le macchie sanguigne sono state studiate e c'è chi sosteneva che c'era contraddizione tra le macchie del sacro telo e le ferite riportate da Gesù in base ai Vangeli.
Ancora tali macchie sono state analizzate pe vedere se non fossero solo schizzi di vernice ed invece è stato evidenziato che esse erano tracce di sangue umano, invecchiate dal tempo, ma compatibili con quelle di un uomo torturato.

Il Vescovo di Vilnius giustamente evidenzia come, in assenza delle tecnologie odierne, sarebbe stato possibile al pittore produrre un'opera che sembra coincidere col volto impresso sulla Sindone. Volto, occhi, naso e bocca sembrano coincidere perfettamente...

 

 

 

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Nella Sacra Scrittura si trovano più di quattrocento passi che inneggiano alla Divina Misericordia, di cui 130 nel libro dei Salmi ed altri che inneggiano ad essa indirettamente.

Avendo Gesù le due nature, umana e divina, in sè, il suo Cuore ci dona amore divino, amore umano spirituale e umano affettivo.

Di grande aiuto saranno le riflessioni scritte dal Beato Don Michele Sopocko, direttore spirituale e confessore di Santa Faustina Kowalska

 

LA PREGHIERA QUALE VIA ALLA MISERICORDIA DIVINA

 

Dio, nella Sua infinita Misericordia ha preparato per ognuno di noi numerose grazie, virtù infuse, doni e benedizioni, però, noi, per ottenerli dobbiamo pregare, spezzare le catene che ci legano ai nostri vizi, dobbiamo inginocchiarci dinanzi a Lui, chiedendo la sua infinita Misericordia Divina.

Contro il nostro volere, neanche Dio elargisce le Sue grazie, mentre chiedendo otterremo un avanzamento nella via della virtù, grazie all'opera dello Spirito Santo che, penetrando nei nostri cuori, ci donerà lo spirito della preghiera, condizione essenziale della sua efficacia, e che ci insegnerà anche il modo giusto di farla con impegno, fiducia, fede, perseveranza, semplicità e devozione, ma soprattutto sottomissione alla volontà di Dio... per arrivare alla Misericordia divina e al Cuore di Dio ed ottenere la salvezza della nostra anima.

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Frammenti del libro del rev. prof. don Michele Sopocko


LA MISERICORDIA DI DIO NELLE SUE OPERE

LA MISERICORDIA DI DIO

 

“I pensieri umani che riguardano Dio sono molto annebbiati perché “Dio nessuno l’ha mai visto” (Gv 1,18).
(...) da soli non possiamo farci un’idea sull’Essere Divino, ma possiamo unicamente conoscere la sua perfezione che le creature ci dimostrano nello stato di moltitudine e divisione, mentre in Dio esse costituiscono un’unità assolutamente semplice.

Dio – in quanto essere perfettissimo – è lo spirito più puro e più semplice, che non racchiude in sé nessun elemento costitutivo.
(...) Non c’è modo di approfondire tutte le perfezioni che riguardano l’essenza di Dio: esse sono molteplici e difficili da conoscere.
(...) Tra tutte queste perfezioni, il Signore Gesù ne sottolinea una, per la quale, come da una fonte, scaturisce tutto quello che ci succede sulla terra e nella quale Iddio vuole essere glorificato per tutta l’eternità: é la Misericordia Divina. “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6,36).

 

La Misericordia di Dio è la perfezione del Suo agire che si china verso gli esseri inferiori per portarli fuori dalla miseria e per completare le loro mancanze – è la Sua volontà di operare il bene verso tutti coloro che soffrono di qualche difetto e da soli non sono in grado di rimediarvi. Un atto singolare di Misericordia è la compassione mentre lo stato continuo di compassione è la Misericordia.
La relazione di Dio nei confronti delle creature si rivela nell’eliminazione dei loro difetti e nell’elargire perfezioni più o meno grandi. Il fatto di accordare perfezioni...

 

Pur vedendo in Dio un disinteresse assoluto nell’elargire le grazie, possiamo attribuire questo alla generosità Divina. Il fatto che Dio veglia su di noi affinché, con l’ausilio delle grazie ricevute, possiamo raggiungere la mèta che ci è stata prefissata – lo chiamiamo provvidenza. Accordare le perfezioni secondo un piano e ordine fissato in anticipo, è opera di giustizia. Infine, accordare le perfezioni alle creature per farle uscire dalla loro miseria e per eliminare i loro difetti – è opera di Misericordia.

 

Non è proprio di ogni essere che una mancanza costituisca una miseria, perché ad ogni creatura spetta unicamente quello che Iddio aveva prima previsto e deciso per essa. Per esempio, per una pecora non è una disgrazia non avere ragione, e nello stesso modo la mancanza di ali non è una miseria per l’uomo.
Al contrario la mancanza di ragione per un uomo o la mancanza di ali per un uccello, sarà una disgrazia e una miseria. Qualsiasi cosa Iddio faccia per le creature, lo fa secondo un piano dovuto, previsto e stabilito che costituisce la giustizia Divina. Ma siccome quest’ordine è stato stabilito del tutto liberamente e siccome nessuno l’ha imposto a Dio, nella scelta di un tale ordine e non di un altro, bisogna vedere anche un’opera di Misericordia.

 

Per esempio, Mosè che è stato salvato, messo in una cesta sulle acque del fiume Nilo, in generale, indipendentemente da qualsiasi circostanza, lo chiameremo bontà di Dio. Nella misura in cui facciamo notare il disinteresse di Dio che non aveva alcun bisogno di salvare il bambino e che il bambino non l’aveva meritato, sarà un’opera di generosità Divina. Il fatto che Mosè sia stato salvato perché per mezzo di lui Dio aveva deciso di condurre gli Israeliti fuori dall’Egitto, sarà giustizia Divina. Il fatto di vegliare sul bambino abbandonato nel fiume ed esposto a diversi pericoli, sarà attribuito alla Divina Provvidenza. Infine, il fatto di aver sollevato il bambino dalla miseria e abbandono e da numerose mancanze come anche il dono di perfezione sotto forma di condizioni adeguate di vita, crescita, educazione, istruzione, sarà opera della Divina Misericordia.

 

Siccome in ogni momento citato in quest’esempio ci colpiscono la miseria del bambino e le diverse mancanze, possiamo dire che la bontà Divina è Misericordia che crea e dona; la generosità Divina è Misericordia che colma di doni in abbondanza senza alcun merito da parte nostra; la Provvidenza Divina è Misericordia che veglia; la Giustizia Divina è Misericordia che premia al di sopra dei meriti e punisce al di sotto delle colpe commesse; infine l’Amore Divino è Misericordia che ha pietà della miseria umana e ci attira a Sé. In altre parole, la Misericordia Divina è il movente principale dell’azione Divina all’esterno e quindi si trova alla fonte di ogni opera del Creatore.

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“IL VANGELO NON CONSISTE NEL PREDICARE CHE I PECCATORI
DOVREBBERO DIVENTARE BUONI,
MA CHE DIO È BUONO CON I PECCATORI”



IL CULTO DELLA MISERICORDIA DIVINA

 

L’amore del Signore Gesù verso di noi è divino e umano poiché Lui possiede natura e volontà Divine e umane. Quindi, il Sacratissimo Cuore di Gesù può essere considerato come simbolo di un triplice amore verso di noi: divino, umano spirituale e umano affettivo.

 

Nel culto del Sacratissimo Cuore di Gesù veneriamo soprattutto l’amore umano del Signore Gesù verso gli uomini, accanto al Suo amore divino che, in quanto diretto verso la nostra miseria, è Misericordia Divina. In questo culto veneriamo soltanto una traccia della Divina Misericordia...

 

Nel culto della Divina Misericordia, l’oggetto materiale più vicino è il sangue e l’acqua che scaturirono dal costato aperto del Salvatore sulla croce.
Essi sono simbolo della Chiesa e fluiscono incessantemente in essa come grazie che purificano l’anima (nel sacramento del Battesimo e della Penitenza) e come grazie vivificanti sull'altare...
Autore di questo è lo Spirito Santo che il Salvatore comunicò agli Apostoli. E’ l’amore di Dio verso il genere umano, un amore che si compiace nella perfezione, ma compassionevole verso la miseria...

 

Il culto della Divina Misericordia è una logica conseguenza del culto del Sacratissimo Cuore di Gesù, connesso ad esso, e che si manifesta autonomamente, non immedesimandosi in esso, poiché ha uno scopo completamente diverso: richiama le Tre Persone della Santissima Trinità sulla situazione dell’uomo d’oggi che ha necessità di avere fiducia e confidenza in Dio, in Gesù e nello Spirito Santo.

 

Il culto della Divina Misericordia – che ci viene elargito nel sacramento della penitenza – è diretto a tutte le anime, all’adorazione universale del Salvatore Misericordioso ed alla sua Misericordia universale, in cui tutti i misteri possono spiegarsi, perchè diretti al Dio-Uomo, così come espresso nella giaculatoria: "Gesù, confido in Te", in cui l'uomo riconosce la sua miseria di essere peccatore, non disgiunta però dalla fiducia che costituisce il fondamento della nostra giustificazione”.
Attraverso di essa, infatti, si tende ad ottenere la Misericordia Divina, quella che non delude mai, pur se connessa a tribolazioni a causa del Suo Nome. Egli chiede fiducia perché chi chiede l’aiuto di Dio, sa che Lui è onnipotente e buono, che può e vuole darci questo aiuto e soprattutto che è misericordioso e che l’anima nostra crescerà in santità e luce.

 

Dio ci ha resi suoi figli, ma noi, purtroppo, non ci comportiamo così, nelle nostre opere non dimostriamo nè fiducia in noi stessi nè in quella del Padre e la sua paternità divina spesso rimane soltanto una parola vuota,

Questa mancanza di fiducia è spesso un ostacolo per Dio che non può elargirci le sue grazie e rendere anche noi onnipotenti, perchè non ci abbandoniamo a Lui, perchè non chiediamo di cuore il suo aiuto, in modo da farci rendere conto delle nostre incapacità ed incertezze. Invece bisognerebbe confidare in Lui con forza e costanza, senza dubbi o debolezze, con piena fiducia, come fece Abramo che voleva sacrificare il suo unico figlio...

Tutti i martiri avevano una fiducia simile in Dio, abbandonandosi al suo volere, non come avevano fatto in certi momenti addirittura gli Apostoli durante la tempesta, ricevendo il rimprovero di Gesù “Perché avete paura, uomini di poca fede?” (Mt 8,26).

 

Non bisogna perderci di coraggio, bisogna andare avanti, superare i nostri vizi, mantenere salda la fiducia in Dio e la conoscenza delle nostre miserie che ci spingeranno all'umiltà e alla fiducia ed ad una penitenza sincera nei confronti dei nostri peccati, facendoci contemplare la Misericordia divina fonte della forza e del coraggio necessari per vincere le difficoltà.


La fiducia dona la pace interiore che il mondo non può donare.
La fiducia apre la via a tutte le virtù e conforta il morente che nella ultima ora, ricordando tutti i peccati della sua vita vorrebbe in qualche modo cancellarli. La fiducia assicura una ricompensa dopo la morte, come dimostrano numerosi esempi di Santi.

L'uomo d'oggi, che ha creato tante cose buone ma anche molte altre deleterie, è spesso dominato dalla ragione, tanto che dimentica il Creatore, mentre anche quando sembra che Dio ci abbia abbandonato e ci abbia messo addosso una croce troppo pesante, ecco, allora, è quello il momento di confidare di più in Lui, perché quello che ora ci opprime sarà tempo di esperienza, tempo di prova a cui ogni anima viene sottoposta, prima della visione della Luce.


PREGHIAMO:

 

Spirito Santo, donami la grazia di una fiducia salda, per i meriti del Signore Gesù e timorosa, a causa della mia debolezza.

Quando la povertà busserà alla mia porta: Gesù, confido in Te.
Quando una malattia mi affliggerà oppure quando l’infermità mi toccherà: Gesù, confido in Te.
Quando il mondo mi respingerà e quando mi perseguiterà con il suo odio: Gesù, confido in Te.
Quando la calunnia nera mi sporcherà e mi riempirà di amarezza: Gesù, confido in Te.
Quando gli amici mi abbandoneranno e mi feriranno con le loro parole e le loro azioni: Gesù, confido in Te

 

Spirito di amore e di Misericordia, sii per me un rifugio, una dolce consolazione e speranza affinché io non cessi mai di confidare in Te, anche nelle circostanze più difficili della mia vita!”

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GLI SFORZI DI DIO VOLTI A STRINGERE IL DIALOGO CON L’UOMO.

 

 

LO SPIRITO DELLA FEDE

 

 

“Aumenta la nostra fede!” (Lc 17, 5).

Così gli Apostoli chiedevano con umiltà al Salvatore di aumentare la fede in loro, comprendendo che essa è una grazia, dono della Misericordia Divina, di cui essi non si sentivano degni.

Cristo, parlando della potenza della fede, per incoraggiare i discepoli a chiederla e praticarla, aveva detto: “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe” (Lc 17, 6).

La fede è riconoscere come verità ciò che Dio ha rivelato e comunicato, finalizzato al credere, utilizzando la nostra ragione senza riserve (“Io sono la via, la verità e la vita)".

"Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14, 6) dice Gesù e se noi accettiamo le sue parole, compiamo un atto di fede, che, se ripetuto spesso, sviluppa lo spirito di fede.

Per nascere da Dio ed essere un figlio di Dio, occorre credere e ricevere Cristo. (...) La fede innalza l’anima al di sopra del mondo in cui viviamo e ci dà la vittoria sul mondo, introducendoci nella sfera che gli occhi del mondo non raggiungono... “

 

La vita della grazia ottenuta col Battesimo è un seme da cui dovrebbe crescere la santità, perché la fede ne è fondamento e radice, da cui attingere forza. progresso spirituale e perfezione. Quando la fede è radice ma anche sorgente di tutta la nostra attività, allora la vita prende vigore e nonostante le difficoltà, nonostante le tenebre, le avversità e tentazioni, diventiamo partecipi di Dio.

Sviluppiamo e rafforziamo, dunque, la nostra fede non soltanto durante gli esercizi spirituali, ma anche durante gli impegni ordinari, guardando tutto con gli occhi della fede, riempiendo di fede tutto ciò che facciamo da mattina a sera, così da avanzare nella fede, e più essa sarà forte, ardente ed operativa, più guadagneremo in gioia e in pace, più vedremo orizzonti nuovi, più si rafforzerà la speranza, più aumenterà il nostro amore per Dio e per il prossimo”.

 

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LA VIRTÙ DELLA MISERICORDIA

– IL DOVERE DI COMPIERE LE OPERE DI MISERICORDIA

 

 

“La virtù della Misericordia è un legame di fraternità tra gli uomini, una madre vigilante che salva e consola tutti coloro che soffrono; essa è un’immagine della Divina Provvidenza, perché tiene gli occhi aperti ai bisogni di ciascuno; è soprattutto un’immagine della Misericordia Divina, come ha detto il Salvatore stesso: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6,36).
Dovremmo capire che questa virtù non ci viene soltanto consigliata, ma che essa è uno stretto dovere di ogni cristiano. Molta gente ha un concetto sbagliato sulla virtù della Misericordia; molti pensano, attraverso le opere della Misericordia, di accordare soltanto qualche grazia e offerta che dipendono dalla nostra volontà e dal nostro buon cuore. Invece è tutto diverso.
La virtù della Misericordia non è unicamente un consiglio che possiamo seguire oppure ignorare senza commettere un peccato; essa è una legge stretta e un dovere. Nessuno può mancare di compierla. Questo si evince dalla Sacra Scrittura, dalla voce della ragione e dal rapporto della nostra fraternità.

 

Già nell’Antico Testamento questa virtù fu strettamente d’obbligo per tutti. Leggiamo nei libri di Mosè: “Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese” (Dt 15,11).

 

(...) Il Salvatore ci dà l’incarico della Misericordia in un grado ancora più alto. Descrivendo il Giudizio Universale pronuncia, per bocca del giudice, la seguente sentenza: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Mt 25,41).
(...) Come unica causa, nomina la mancanza delle opere di Misericordia nei confronti del prossimo: “Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato; nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato... In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me” (Mt 25, 42-45).

 

Dopo queste parole del Signore Gesù sembra inutile dimostrare che la virtù della Misericordia sia uno stretto dovere, perché Dio è giusto e non può punire per quello che non è stato comandato.(...) Innumerevoli brani della Sacra Scrittura parlano della ricompensa temporale per aver accordato la Misericordia al prossimo. “Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore che gli ripagherà la buona azione” (Pr 19,17).
(...) Il Signore Gesù promette ai misericordiosi una benedizione e delle grazie ancora più grandi: “Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc 6,38).

 

(...) La ricompensa della Misericordia non finisce nelle cose temporali. Cento volte più preziosi sono i beni spirituali con i quali Iddio ricompensa questa virtù, e si racchiudono tutti in una sola parola: perdono e grazia di Dio. Questo è il più grande dei beni, il tesoro più prezioso, la perla più cara che si può trovare facilmente, praticando la virtù della Misericordia verso il prossimo.

 

Se qualcuno ha avuto la disgrazia di aver indebolita in sé la fede e vaga smarrito nella vita come un cieco, sia misericordioso, e su questa via ritroverà indubbiamente la luce celeste che aveva perso. Invece se qualcuno non ha ancora fatto in tempo ad arrivare alla conoscenza della Divina Misericordia e per questo non può seguirla, inizi a praticare la Misericordia verso il prossimo e sicuramente si realizzeranno in lui le parole del Salvatore: “Beati i misericordiosi, perché troveranno Misericordia” (Mt 5,7).
(...) La virtù della Misericordia ci impetra grazie e luce, ci purifica dai peccati dirigendoci al Sacramento della Penitenza, preserva l’anima dalla morte cioè dalla dannazione eterna, come dice la Sacra Scrittura: “L’elemosina libera dalla morte e salva dall’andare tra le tenebre” (Tb 4,11).

 

(...) Per ottenere la ricompensa eterna per le opere di Misericordia, esse devono rispondere a certe condizioni, e quindi bisogna compierle con intenzione pura, volentieri, costantemente e senza tenere conto delle persone alle quali le facciamo.

 

(...) Che onore grande, quello di sostituire Dio sulla terra nell’accordare la Sua Misericordia e nel far uscire i nostri fratelli dalla miseria come anche nell’eliminare i loro difetti psichici o morali!

 

(...) Che gioia grande per noi, che Dio in modo così facile ci permetta di espiare i nostri peccati e di meritarci la ricompensa eterna!”

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„.Oggi ho visto la gloria di Dio che si propaga da questa immagine.
Molte anime ricevono grazie, benché non ne parlino ad alta voce. Sebbene le sue vicissitudini siano di vario genere, Iddio ottiene gloria per suo mezzo e gli sforzi di satana e degli uomini malvagi s’infrangeranno e verranno annientati. Nonostante la rabbia di satana, la divina Misericordia trionferà sul mondo intero ed avrà il culto di tutte le anime” (Diario di santa Faustina Kowalska, pag.1789).

 

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CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA


Ed ecco, la Coroncina alla Divina Misericordia da recitarsi preferibilmente alle ore 15,00, ora della morte di Gesù, e le promesse da Lui proferite a riguardo;

PROMESSA GENERALE :

Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio' che Mi chiederanno.

PROMESSE PARTICOLARI :

1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell'ora della morte - cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia - anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola....(Quaderni…, II, 122)

2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 - 205)

3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell'ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell'ultima lotta (Quaderni…, V, 124).

Poiché queste tre promesse sono molto importanti e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .

Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà.

L'ORA DELLA MISERICORDIA


Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato "un’ora di grande misericordia per il mondo intero" (Q. IV pag. 440).
"In quell’ora – ha detto successivamente – fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia" (Q V, pag. 517).

Gesù ha insegnato a suor Faustina come celebrare l’ora della Misericordia e ha raccomandato di:

invocare la misericordia di Dio per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori;

meditare la Sua passione, soprattutto l’abbandono nel momento dell’agonia e, in quel caso ha promesso la grazia della comprensione del suo valore.

Consigliava in modo particolare: "in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi" (Q V, pag. 517).

Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’ora siano esaudite:

la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;

deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.

In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione" (Q IV, pag. 440).
Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la Volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del Culto della Divina Misericordia

Gesù a Santa Maria Faustina Kowalska

 

Si recita con la corona del Rosario, facendosi il Segno della Croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine per tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.


e si termina con l'invocazione ;

O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Credo

 

O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te


 

Ascolta queste potenti preghiere di guarigione Gesu' Ti Ama e vuole guarire il tuo cuore

LITANIE ALLA DIVINA MISERICORDIA

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre del cielo, Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità unico Dio abbi pietà di noi

Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre, confidiamo in Te
Misericordia di Dio, massimo attributo della Divinità, confidiamo in Te
Misericordia di Dio, mistero incomprensibile, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente che emani dal misterod della Trinità, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che nessuna mente né angelica né umana può scrutare, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, da cui proviene ogni vita e felicità, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sublime più dei cieli, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di stupende meraviglie, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutto l'universo, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che scendi al mondo nella persona del Verbo Incarnato, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che scorresti dalla ferita aperta del Cuore di Gesù, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, racchiusa nel cuore di Gesù per noi e soprattutto per i peccatori, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, imperscrutabile nell'istituzione dell'Eucaristia, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che fondasti la santa Chiesa, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che istituisti il Sacramento del Battesimo, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci giustifichi attraverso Gesù Cristo, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che per tutta la vita ci accompagni, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nell'ora della morte, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortalè, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci segui in ogni istante della nostra esistenza, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci proteggi dal fuoco dell'inferno, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, meraviglia per gli Angeli, incomprensibile ai Santi, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, presente in tutti i divini Misteri, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di ogni nostra gioia confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che dal nulla ci chiamasti all'esistenza, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere nelle Tue mani, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che coroni tutto ciò che esiste ed Esisterà, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, amabile conforto dei cuori disperati, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, in cui i cuori riposano e gli spauriti trovano pace, confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ispiri speranza contro ogni speranza, confidiamo in Te.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, ascoltaci o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

 

PREGHIAMO:

Dio eterno, la cui Misericordia è infinita e in cui il tesoro della compassione è inesauribile, rivolgi a noi uno sguardo di bontà e moltiplica in noi la Tua Misericordia, affinché, nei momenti difficili, non ci perdiamo d'animo e non smarriamo la speranza, ma, con la massima fiducia, ci sottomettiamo alla Tua Santa volontà, la quale è Amore e Misericordia. Amen.


CONSACRAZIONE DEL MONDO ALLA DIVINA MISERICORDIA

Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.
Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fà che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino,

trovino sempre la fonte della speranza.

Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.




(Giovanni Paolo II)

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PER OTTENERE LA CONVERSIONE DI UN PECCATORE, invochiamo l'intercessione di Santa Faustina, recitando questa preghiera:



O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!

Gesù: Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.

Non temere Gesù tocchera' il cuore della persona a Lui lontana e gli dara' la grazia della conversione.

Per ogni preghiera si può richiedere la conversione di uno specifico peccatore, facendo riferimento all'intercessione di suor Faustina Kowalska.

Ogni giorno incontrando persone lontane dalla fede, invochiamo l'intercessione di suor Faustina e recitiamo questa preghiera. Al resto pensera' il Signore Gesu'.

 

 

 

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- Una parte dell'articolo si ispira agli Scritti di don Michele Sopocko

. https://www.lalucedimaria.it/quadro-divina-misericordia-viso-gesu-corrisponde-a-quello-sindone/

 

- http://cultoalladivinamisericordia.blogspot.com/p/limmagine-di-gesu-misericordioso.html

 

- https://it.aleteia.org/2018/09/20/quadro-divina-misericordia-sacra-sindone/2/

 

 - http://it.gloria.tv/?media=259746

- https://it.aleteia.org/2017/09/28/mistero-vero-quadro-divina-misericordia/

- https://benedettoxviblog.wordpress.com/2018/09/24/il-volto-di-gesu-nel-quadro-della-divina-misericordia-e-sovrapponibile-alluomo-della-sindone/

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