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Rubriche di
Patrizia Fontana Roca


CURIOSI APPELLATIVI DELLA MADONNA

Gli appellativi con cui la Madonna viene chiamata sono davvero infiniti, ma alcuni sono davvero singolari, derivati spesso dal caso, dall'estro di un artista, dalla situazione ambientale o anche da quella politica.
Vista la grande varietà dei Titoli, qui ovviamente verranno presi in esame solo quelli che hanno una storia particolare o che rappresentano una vera e propria curiosità.

 

Madonna della Mosca

E' un quadro realizzato da Bernardino di Antonio Detti nel 1532 per la città di Pistoia. Il quadro è ricco di tanti particolari che ruotano attorno alla Madonna e al Bambino, tra cui, strano a dirsi, una mosca.

Dedicata alla Madonna dell'Umiltà, venne poi denominata Madonna della Pergola poichè si trovava nell'Ospedale di san Bartolomeo alla Pergola, ma per tutti era poi diventata, per via di quella strana "aggiunta", la Madonna della Mosca.

 

 

Madonna delle Febbri o di Miramonte (Bo)

Si tratta di un antico dipinto ritrovato dopo più di un secolo, verso la fine del 1400, durante alcuni scavi che riportarono alla luce il pezzo di muro su cui la Madonna in questione era stata raffigurata.
Invocata da molti colpiti soprattutto dalle febbri malariche che in quelle zone era più che frequenti date le malsane condizioni di salute in cu ivivevano i contadini del luogo, essa era invocata col titolo di "Madonna delle Febbri".

Nella seconda metà del XVI secolo la "Compagnia della Madonna delle Febbri" investì tutti i suoi averi nella costruzione di una chiesa a Lei dedicata, successivamente abbellita ed ampliata, ma nella seconda metà del 1700, durante l'invasione napoleonica, la Compagnia venne abolita ed il dipinto della Madonna delle Febbri venne portato presso la chiesa di San Domenico

Si ha notizia di un'altra Madonna venerata sotto lo stesso titolo in Toscana, nei pressi di Paganico, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiesa ormai inesistente, trasformata in rustico agricolo.

 

Madonna con le Corna

A Milano, nella Cappella Portinari del Convento di Sant'Eustorgio, dove riposa San Pietro da Verona, Martire, esiste un dipinto davvero curioso che raffigura una Madonna con il Bambino in braccio, entrambi forniti di un paio di corna! Si tratta di un affresco in cui san Pietro Martire si trova in piedi dinanzi a questa inusuale Madonna con l'ostia sollevata in alto contro quella che sembra Maria ma che in realtà è il demonio.
La storia sembra essere questa: San Pietro Martire celebra la Messa ed il diavolo vuole tentarlo apparendogli sotto le sembianze di Maria e del Bambino ma per la fretta dimentica di far sparire le corna e così il santo, messo sull'avviso, alza l'ostia verso di lui che subito si dilegua...

... Ma intanto resta, tra verità e leggenda, questo inusuale dipinto che ne racconta la storia...

 

La Madonna del Manganello

- La Madonna del manganello è una rappresentazione della Madonna diffusa soprattutto nella zona di Vibo Valentia durante il Fascismo, di cui rimangono solo alcune, rare immagini che costituiscono una curiosità.

Tale Madonna con Bambinello, probabilmente ispirata alla Madonna del Soccorso, non aveva ricevuto, ovviamente, un riconoscimento dalle autorità religiose, ma purtuttavia era stata realizzata in cartapesta in forma di statua ed esposta in varie chiese, riprodotta poi in immaginette di cui si ritrova ancora ogni tanto qualche copia nei mercatini.

Al posto del bastone nodoso stretto tra le mani della Madonna del Soccorso, aveva un vero e proprio manganello.
La sua venerazione, ovviamente, si estinse con la caduta del fascismo e la statua in questione scomparve.

 

La Madonna del Soccorso

La Madonna del Soccorso viene per lo più rappresentata mentre impugna un nodoso bastone, cercando di proteggere dalle insidie del diavolo un bimbo che si rifugia sotto il suo mantello.
Spesso accanto a questo gruppo compare la madre in lacrime, che chiede incessantemente alla Vergine di salvare il piccolo.
Questa iconografia, deriva soprattutto dal contributo dei Padri Agostiniani che intendevano far comprendere ai fedeli il potere di Dio sulle forze del male e la mediazione e l'intercessione della Madre - soprattutto a protezione dei piccoli, dei semplici, dei più indifesi - per la salvezza dell'anima e del corpo.

Se ne conoscono varie raffigurazioni:

Madonna del Soccorso di Castellammare del Golfo (Tp)

A Castellammare del Golfo il culto della madonna del Soccorso risale al 1400 circa, venerata dapprima in una piccola cappella eppoi in una grande chiesa a Lei dedicata.
Non si sa se l'immagine originale fosse quella di una statua o di un dipinto.
Adesso nella chiesa, costruita nella prima metà del 1700, si venera una statua in maiolica, attribuita alla scuola dei Della Robbia.
La Madonna nella mano destra impugna una mazza d'argento e con la sinistra sostiene il Bambinello che ha in mano un uccellino.
Sotto il suo manto si rifugia una bambina.

 

Madonna del Perpetuo Soccorso di Corfino (Lu)

Questa Madonna, dipinta su tavola da Pietro di Talata attorno al 1475-1490 circa, si trova in un Santuario di Corfino - Villa Collemandina e risale alla prima metà del XVII secolo.

Anche qui l'iconografia ritrae la Madonna in atto di bastonare il diavolo che insidia il bambino.


Madonna del Soccorso di Cartoceto (PU)

Il quadro, realizzato da autore ignoto all'inizio del XVI secolo si trova nel Convento di Santa Maria del Soccorso.

Anche qui la Madonna, armata di un bastone, cerca di scacciare il demonio che vuole rapire un lattante vicino alla madre.

 

Madonna del Soccorso di Morrovalle (Mc)

 

Il dipinto su tela, di Baldo De' Serofini, del XVI secolo, si trova esposto nel Museo di Palazzo Lazzarini del Comune di Morrovalle.

L'iconografia è sempre la stessa: la Madonna scaccia il diavolo che sta già impossessandosi del bambino.

 

Madonna del Soccorso, Chiesa di Santo Spirito, Firenze

Si tratta di una tavola di Domenico di Zanobi (1475-1485) esposto nella chiesa di Santo Spirito a Firenze.

Anche qui, come nelle immagini precedenti la Vergine scaccia con impeto il demonio dal bimbo che cerca di proteggersi tra le sue vesti. Accanto la madre in preghiera.

Madonna del Soccorso di Montecarlo - Lucca

 

Si tratta di un affresco di scuola senese fatto dipingere verso la fine del XIV secolo e conservato a Montecarlo (Lu) nella Colleggiata di S. Andrea.

La leggenda racconta che la Madonna era apparsa in difesa del paese prima da un attacco dei pisani e successivamente da un'epidemia di peste da cui il borgo era scampato proprio per intercessione di Maria.

Anche qui il bambino viene difeso dalla Madonna che in mano ha una bacchetta di legno.

Madonna del Soccorso di Sciacca

La statua della Madonna del Soccorso venerata a Sciacca, di cui è Patrona sin dalla prima metà del XVII secolo, risale agli inizi del 1500 ed è oggetto di gran devozione da parte della popolazione.

Anch'essa rappresenta la Madonna con in braccio il Bambino sulla sinistra, mentre nella mano destra stringe un bastone che, contrariamente alle altre statue del genere, non è alzata contro qualche imminente pericolo.

Si aggrappano al suo manto, in cerca di protezione, due bambinetti spaventati.

Meno usualmente, la Madonna del Soccorso per scacciare il demonio impugna un flagello.

Madonna del Soccorso di Castiglione del Lago (Pg)

L'affresco della Madonna del Soccorso dipinto da Adriano Zabanelli risale al 1640 - 1645 e si trova nel Santuario di Castiglione del Lago, realizzato nel 1600 su una precedente chiesa quattrocentesca.

Qui la Vergine è munita di flagello.

Madonna del Soccorso - Pieve di S. Gregorio in Nido (Pg)

Stessa iconografia, molto diffusa nel centro Italia, in un'edicola mariana presente a La Pieve di S. Gregorio in Nido, uno tra i più antichi monumenti del comune di Castel Ritaldi (Pg) che risale al 1100.

Come nei precedenti quadri, anche in quest'affresco del XVI secolo, ridipinto poi nel XVII, la Vergine protegge il bambino alzando sul demonio il flagello mentre la madre la implora di salvarlo.

 

Madonna del Soccorso di Frontone (PU)

 

Olio su tela, di pittore ignoto, presumibilmente del XVI secolo, che era situato nella Chiesa di S. Maria del Soccorso di Frontone.

Il quadro raffigura la Madonna che con la mano destra scaccia il diavolo con un flagello, mentre con la sinistra afferra saldamente il piccolo che si rifugia presso di lei.

Madonna del Flagello

Attribuita a Lattanzio di Niccolò, 1500 ca.

Assieme alle Madonne "curiose" sopra menzionate, sembra cosa interessante citare le seguento - ma chissà quante altre ce ne saranno - che si possono accomunare alle precedenti:

Madonna della Difesa di Donori (de sa defensa)

L'immagine si trova in una piccola chiesa campestre che, secondo una leggenda sarebbe stata eretta da un bandito che nascostosi su un monte vicino, riuscì ad eludere le guardie che lo ricercavano.

La Madonna, a cui il bambino insidiato si aggrappa, cerca di scacciare il diavolo, non più con il bastone o con il flagello, ma addirittura con una spada.

 

 

Madonna Liberatrice dai Flagelli di Boscoreale

L'immagine della Madonna si trova sin dal 1877 nella chiesa di Boscoreale, ma è molto più antica.
Era difatti situata in una Cappellina di proprietà dei Gesuiti, ma quando l'Ordine venne sciolto con l'editto papale Dominus ac Redemptor di Clemente XIV, (luglio 1773), l'immagine venne tolta dalla sua posizione e accantonata.
Venne ritrovata da un calzolaio solo nel maggio del 1877 e posta quindi nella cattedrale.

Altra Madonna venerata sotto questo titolo si trova ad Angri, sotto forma di statua, da poco restaurata e riposizionata in una Cappellina, la Cappella Pisacane, detta anche chiesetta dei santi Cosma e Damiano.

 

 

Madonna del Bel Ramo o Nostra Signora di Betharram

Questa bella statua si trova a Roma, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Si tratta di una statua della Madonna che si trova nel santuario di Bétharram (Francia) sorto nell'XI secolo circa come centro di devozione dei crociati di ritorno dalle guerre di Spagna e successivamente anche dei pellegrini che da tutt'Europa andavano in pellegrinaggio al Santuario di Compostela.
Si narra di vari miracoli là avvenuti nel corso dei secoli: il primo quando alcuni pastori che pascolavano le greggi sulle rive del fiume Gave videro una luce che spuntava da alcune rocce e ritrovarono là una bella immagine della Madonna a cui avrebbero voluto dare un giusto collocamento in una cappella sulla sponda opposta a quella del ritrovamento.
Ma ogni volta l'immagine della Madonna ritornava misteriosamente sull'altra riva, là dov'era stata rinvenuta. Alla fine i pastori si arresero e costruirono una piccola cappella votiva dove voleva la Vergine.
Il secondo fatto sorprendente è del 1616 quando alcuni contadini di Montaut che stavano riposando nei campi furono investiti da un vento furioso che bersagliava la collina sopra Betharram su cui svettava una grande croce di legno che a causa della violenza del vento cadde a terra. Ma improvvisamente, i contadini videro la croce sollevarsi da sola, irradiata da una luce splendente.
Il terzo miracolo, quello a cui fa riferimento l'immagine, narra di una ragazza che volendo cogliere un fiore sulla riva del torrente, scivolò e cadde in acque profonde, invocando la Madonna del vicino Santuario, che le apparve prontamente tendendole un ramo a cui la giovanetta si aggrappò, traendosi in salvo. Riconoscente, la giovane offrì un ramo d'oro al Santuario della Madonna e da ciò proviene il nome di Madonna del Bel Ramo o di Betharram, protettrice delle giovani.

 

 



Madonna del Paracadutista

 

Madonna del Buon Volo venerata nella chiesa di Semonzo (Tv)

 

 

Madonna del Fuoco di Forlì

Tale immagine, una xilografia applicata su legno, datata inizi del 1400, si trovava sul muro di una scuola di Forlì. Nel corso della rigida stagione invernale nella scuola veniva acceso il fuoco per riscaldare gli allievi.
Si presume che una sera le fiamme nel braciere non si fossero del tutto spente e questo provocò un furioso incendio che, divampando per vari giorni, distrusse tutto l'edificio scolastico.
Quale non fu lo stupore della popolazione nello scorgere che l'immagine di carta della Madonna non si era bruciata, anzi era intatta!
Si gridò dunque al miracolo ed il Legato Pontificio ordinò di porre l'immagine scampata all'incendio nel Duomo della città, dove poi nel corso degli anni successivi venne costruita una cappella intitolata alla Madonna del Fuoco, divenuta Patrona della città.

Madonna del Fuoco di Ischia


Nella chiesa del Convento dei Frati Minori dedicata a Sant'Antonio, è conservata la statua della Madonna del Fuoco, a cui si deve la salvezza del paese, dall'eruzione prolungata del febbraio del 1302 che distrusse l'antico centro urbano.



 

 

Madonna della Pioggia

L'immagine della Madonna a mezzo busto riccamente addobbata, così come pure il Bambino che ha in braccio, è una tempera su tavola a fondo dorato. L'età del dipinto è incerta, potrebbe trattarsi di un'opera del 1300 su cui poi sarebbe intervenuta nel 1400 la mano di un pittore boognese, ma non ci sono prove certe riguardo a questo.
L'immagine venne ritrovata molto tempo dopo un incendio che aveva distrutto una casa, creando un ammasso di calcinacci e detriti che vennero rimossi solo quando ci si apprestò alla costruzione del Canale di Reno.
Essa venne posta nell'Oratorio di San Bartolomeo di Reno nei cui pressi erano stati predisposti locali per accogliere pellegrini ed ammalati. La Madonna venne anche chiamata "Madonna dei Putti di san Bartolomeo", e ad essa si ascrivevano molti miracoli, ma il nome odierno deriva da un altro fatto miracoloso.
Durante il 1561, in cui si riscontrò una forte siccità che stava portando alla carestia, il quadro della Madonna venne portato più volte in processione sino alle quattro croci che delimitavano la città, finchè la pioggia non cadde risanando tutta la zona.
Successivamente il quadro venne portato nella chiesa più grande e collocata sull'altar maggiore e l'immagine venne incoronata con una corona d'argento e pietre preziose, sotto il titolo di "Madonna della Pioggia".

 


 

Madonna della Ghianda

Secondo un'antica leggenda del XIII secolo, nei boschi attorno a Mezzana una giovane sordomuta pascolava un piccolo gregge di pecore e all'improvviso, tra i rami delle querce che le svettavano intorno, comparve una luce e la Madonna che suggeriva alla giovane di andare a chiamare suo padre, al momento in paese.
Ella andò e con lui ed altri compaesani ritornò in quel luogo, ma ormai l'immagine della Vergine era scomparsa, tuttavia subito dopo la giovinetta guarì dal suo male e questo fu il miracolo della Madonna.

In quel luogo, dunque, venne innalzato un piccolo tempio dedicato alla Madonna detta "della Ghianda", diventato con il passar dei secoli un vero e proprio Santuario.

 

 

Madonna del Buon viaggio di Montepulciano

Madonna del Buon Viaggio

La chiesa di Santa Maria del Buon Viaggio è una chiesa romana, nel rione Trastevere, presso la riva del Tevere, ed era chiamata Santa Maria della torre per la presenza di una delle tante torri presenti all'epoca nella zona, che servivano come mezzo di difesa dagli attacchi dei Saraceni che risalivano il fiume.
Il nome odierno deriva dall’immagine della Madonna del buon viaggio, venerata dai marinai, conservata ora nella chiesa, dove si svolge una processione per la festa della Candelora animata dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto.

Altra Madonna del Buon Viaggio si trova a Montepulciano, nella chiesa dedicata a S. Biagio, costruita successivamente ad un evento miracoloso, avvenuto nel 1518, per merito di una immagine trecentesca della Vergine col Bambino. La chiesa, i cui lavori erano diretti da Antonio da Sangallo il Vecchio, venne conclusa solo nel 1580. Nel 1963 l'immagine miracolosa è stata proclamata "Madonna del Buon Viaggio".

 

 

La Madonna delle Galline

 

Un’immagine della Madonna del Carmelo, quasi simile a quella detta “La Bruna”, venne ritrovata a Pagani (Sa) ed è all’origine del culto di quella che viene definita “La Madonna delle Galline”, ritrovata appunto da alcuni di questi volatili che razzolavano sempre in un posto, benché sembri che sin dal VII secolo i contadini dei dintorni offrissero in dono, come atto di devozione alla Vergine, delle galline (che in realtà era l’unica cosa che potessero regalare data la realtà contadina presente in quel luogo).
L’ immagine era su tavola, forse risalente al 1200, e attorno ad essa venne costruita un’edicola sul muro adiacente un oratorio appartenente ad una Confraternita. L’immagine venne quasi dimenticata, finchè nel 1609 un povero storpio che s’era addormentato sotto di essa sentì una voce che gli diceva di alzarsi perché era guarito. Da quel momento la Madonna venne fatta oggetto di venerazione e la piccola icona diventò meta di pellegrinaggi e molti furono i miracoli riconosciuti anche dalla chiesa. In un tempo brevissimo venne costruito un Santuario e sin dall’inizio i pellegrini portavano in dono alla sacra immagine delle galline, oche, volatili in genere. Da qui l’appellativo di “Madonna delle Galline” e anche sopra un affresco apposto sul portale del santuario, Maria appariva dentro una nuvola, contornata da un piccolo stuolo di galline.
Nel giorno dell’ottava di Pasqua si partiva in processione verso il Santuario con una statua della Madonna appositamente realizzata, posta su un piedistallo girevole, vestita di ricche stoffe e con la corona, a cui i fedeli “gettavano” i loro volatili ornati di nastri, creando uno svolazzio di colori, di ali, di piume. Alla fine della processione questi animali venivano poi “riscattati” in cambio di un lascito in denaro che veniva devoluto alla Confraternita presso cui sorgeva il Santuario.

 

 

Madonna del melograno

 

Il dipinto del Botticelli, di cui esistono varie copie in molti musei europei, risale al 1480 circa, realizzato probabilmente per rimarcare l'alleanza di Firenze coi francesi.
Ha molte affinità con la Madonna del Magnificat, conservata anch'essa agli Uffizi, sia nei tratti che nella composizione: la Madonna al centro e intorno gli angeli in vari atteggiamenti ed espressioni.
La melagrana che Maria e Gesù tengono in mano simboleggia prosperità, regalità e grazia di Dio e prefigura - nei chicchi sugosi e rossi - la profusione che avverrà del Sangue Divino - mentre l'unione dei chicchi in un unico guscio raffigura l'unità della Chiesa.

 

 

Madonna della tosse

Costruito nel 1484, lungo la strada che da Castelfiorentino porta a Castelnuovo d’Elsa, il tabernacolo venne dedicato poi alla Madonna della Tosse per la grande devozione della gente del luogo.
La tosse in tutte le sue varietà indicava una malattia molto diffusa che colpiva soprattutto i piccoli con accessi di tosse violenta fastidiosa, ma che poteva addirittura trasformarsi in mortale. Era quindi uso da parte dei fedeli costruire dei tabernacoli dedicati alla Vergine preso cui le mamme portavano i loro bimbi che presentavano queste difficoltà respiratorie.

Tra gli altri si ricorda un piccolo altarino del Cinquecento costruito a Firenze, a Porta San Gallo, dalla granduchessa Cristina di Lorena, che aveva ricevuto in tal senso una grazia a favore dei suoi figli.
La Madonna è rappresentata con in braccio il Bambino e coi santi Pietro, Caterina di Alessandria, Margherita e Paolo.
In primo piano, una piccola icona del Volto Santo.

Sulla volta del tabernacolo dedicato alla Madonna della Tosse è raffigurato anche Gesù benedicente, i quattro evangelisti con i simboli propri del leone, del bue, dell’angelo, dell'aquila.

Anche a Campegine esiste una immagine della Madonna della Tosse, chiamata Madonèina (Madonnina), che rappresenta la Madonna con il Bambino che ha il potere di guarire la  pertosse o tosse cattiva.
Davanti all'immagine si recitava il Rosario durante il mese di maggio.

 

Madonna di Campegine

 

 

Maria che scioglie i nodi

 


La devozione a Maria che scioglie i nodi è nata in Germania, in un santuario di Augsburg, dove un quadro settecentesco rappresenta proprio Maria che scioglie una lunga serie di nodi.

Sembra che questa immagine sia stata ispirata al pittore da una frase di Sant’Ireneo che meditava sulla disubbidienza di Eva che con il suo comportamento avrebbe annodato alla vita dell'uomo la disgrazia e il peccato. Ma Maria, con la sua obbedienza, ha invece sciolto quei nodi...

La devozione a Maria che scioglie i nodi è viva soprattutto in Argentina e in tutto il Sud America.

 

 

Venerata in Montreal (Canada)

Madonna del Sorriso

La Madonna del Sorriso è venerata sia in Italia che all'estero.
Santa Teresina di Lisieux, rimasta orfana da piccola, si rivolgeva quotidianamente alla Vergine per avere un sostegno spirituale ed un giorno Ella le apparve più bella e solare che mai , ma soprattutto con un sorriso radioso che la consolò immediatamente e che le diede forza di intraprendere poi il cammino di santità a cui si era votata già nel giorno della sua Prima Comunione.

 

 

 

 

 

 

La Madonna del Sorriso di Canneto

L'immagine della Madonna del Sorriso si trova dietro l'altare maggiore. E' un'opera del XIV secolo, sebbene si dica che il culto a Maria in quel luogo fosse più antico, addirittura risalente al tempo dei romani, quando la fede cristiana venne portata là dai vescovi di Trivento, nel IV secolo.

Sembra, infatti, che dopo il concilio di Efeso che proclamò Maria Vergine e Madre di Dio, una prima chiesa venne edificata in quei luoghi.

Più tardi i frati Benedettini, che rimasero là fin verso la fine del 1400, costruirono la chiesa attuale ed il monastero.

La chiesa, abbandonata e quasi demolita, venne però ripristinata solo nel 1935 ad opera del parroco dell'epoca.

 

 

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