Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

CURIOSI APPELLATIVI DELLA MADONNA

Gli appellativi con cui la Madonna viene chiamata sono davvero infiniti, ma alcuni sono davvero singolari, derivati spesso dal caso, dall'estro di un artista, dalla situazione ambientale o anche da quella politica.
Vista la grande varietà dei Titoli, qui ovviamente verranno presi in esame solo quelli che hanno una storia particolare o che rappresentano una vera e propria curiosità.

 

LA MADONNA DELLA MOSCA

 

E' un quadro realizzato da Bernardino di Antonio Detti nel 1532 per la città di Pistoia. Il quadro è ricco di tanti particolari che ruotano attorno alla Madonna e al Bambino, tra cui, strano a dirsi, una mosca.

Dedicata alla Madonna dell'Umiltà, venne poi denominata Madonna della Pergola poichè si trovava nell'Ospedale di san Bartolomeo alla Pergola, ma per tutti era poi diventata, per via di quella strana "aggiunta", la Madonna della Mosca.

 

LA MADONNA DELLE FEBBRI O DI MIRAMONTE (BO)

Si tratta di un antico dipinto ritrovato dopo più di un secolo, verso la fine del 1400, durante alcuni scavi che riportarono alla luce il pezzo di muro su cui la Madonna in questione era stata raffigurata, in S. Girolomano di Miramonte.
Invocata da molti colpiti soprattutto dalle febbri malariche che in quelle zone era più che frequenti date le malsane condizioni di salute in cu ivivevano i contadini del luogo, essa era invocata col titolo di "Madonna delle Febbri".

Nella seconda metà del XVI secolo la "Compagnia della Madonna delle Febbri" investì tutti i suoi averi nella costruzione di una chiesa a Lei dedicata, successivamente abbellita ed ampliata, ma nella seconda metà del 1700, durante l'invasione napoleonica, la Compagnia venne abolita ed il dipinto della Madonna delle Febbri venne portato presso la chiesa di San Domenico

Si ha notizia di un'altra Madonna venerata sotto lo stesso titolo in Toscana, nei pressi di Paganico, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiesa ormai inesistente, trasformata in rustico agricolo.

 

LA MADONNA CON LE CORNA

A Milano, nella Cappella Portinari del Convento di Sant'Eustorgio, dove riposa San Pietro da Verona, Martire, esiste un dipinto davvero curioso che raffigura una Madonna con il Bambino in braccio, entrambi forniti di un paio di corna!
Si tratta di un affresco in cui san Pietro Martire si trova in piedi dinanzi a questa inusuale Madonna con l'ostia sollevata in alto contro quella che sembra Maria ma che in realtà è il demonio.
La storia sembra essere questa: San Pietro Martire celebra la Messa ed il diavolo vuole tentarlo apparendogli sotto le sembianze di Maria e del Bambino ma per la fretta dimentica di far sparire le corna e così il santo, messo sull'avviso, alza l'ostia verso di lui che subito si dilegua...

... Ma intanto resta, tra verità e leggenda, questo inusuale dipinto che ne racconta la storia...

 

LA MADONNA DEL MANGANELLO

- La Madonna del manganello è una rappresentazione della Madonna diffusa soprattutto nella zona di Vibo Valentia durante il Fascismo, di cui rimangono solo alcune, rare immagini che costituiscono una curiosità.

Tale Madonna con Bambinello, probabilmente ispirata alla Madonna del Soccorso, non aveva ricevuto, ovviamente, un riconoscimento dalle autorità religiose, ma purtuttavia era stata realizzata in cartapesta in forma di statua ed esposta in varie chiese, riprodotta poi in immaginette di cui si ritrova ancora ogni tanto qualche copia nei mercatini.

Al posto del bastone nodoso stretto tra le mani della Madonna del Soccorso, aveva un vero e proprio manganello.
La sua venerazione, ovviamente, si estinse con la caduta del fascismo e la statua in questione scomparve.

 

LA MADONNA DEL SOCCORSO

La Madonna del Soccorso viene per lo più rappresentata mentre impugna un nodoso bastone, cercando di proteggere dalle insidie del diavolo un bimbo che si rifugia sotto il suo mantello.
Spesso accanto a questo gruppo compare la madre in lacrime, che chiede incessantemente alla Vergine di salvare il piccolo.
Questa iconografia, deriva soprattutto dal contributo dei Padri Agostiniani che intendevano far comprendere ai fedeli il potere di Dio sulle forze del male e la mediazione e l'intercessione della Madre - soprattutto a protezione dei piccoli, dei semplici, dei più indifesi - per la salvezza dell'anima e del corpo.

Se ne conoscono varie raffigurazioni:

Madonna del Soccorso di Castellammare del Golfo (Tp)

A Castellammare del Golfo il culto della madonna del Soccorso risale al 1400 circa, venerata dapprima in una piccola cappella eppoi in una grande chiesa a Lei dedicata.
Non si sa se l'immagine originale fosse quella di una statua o di un dipinto.
Adesso nella chiesa, costruita nella prima metà del 1700, si venera una statua in maiolica, attribuita alla scuola dei Della Robbia.
La Madonna nella mano destra impugna una mazza d'argento e con la sinistra sostiene il Bambinello che ha in mano un uccellino.
Sotto il suo manto si rifugia una bambina.

 

Madonna del Soccorso di Cartoceto (PU)

Il quadro, realizzato da autore ignoto all'inizio del XVI secolo si trova nel Convento di Santa Maria del Soccorso.

Anche qui la Madonna, armata di un bastone, cerca di scacciare il demonio che vuole rapire un lattante vicino alla madre.

 

 

Madonna del Soccorso di Morrovalle (Mc)

 

Il dipinto su tela, di Baldo De' Serofini, del XVI secolo, si trova esposto nel Museo di Palazzo Lazzarini del Comune di Morrovalle.

L'iconografia è sempre la stessa: la Madonna scaccia il diavolo che sta già impossessandosi del bambino.

 

 

Madonna del Soccorso, Chiesa di Santo Spirito, Firenze

Si tratta di una tavola di Domenico di Zanobi (1475-1485) esposto nella chiesa di Santo Spirito a Firenze.

Anche qui, come nelle immagini precedenti la Vergine scaccia con impeto il demonio dal bimbo che cerca di proteggersi tra le sue vesti. Accanto la madre in preghiera.

 

Madonna del Soccorso di Montecarlo - Lucca

Si tratta di un affresco di scuola senese fatto dipingere verso la fine del XIV secolo e conservato a Montecarlo (Lu) nella Colleggiata di S. Andrea.
Si hanno notizie di questo convento sin dalla fine del 1200. La chiesa venne arricchita, nel secolo successivo, da un interessante affresco della Madonna, di Giovanni Mingogi, probabilmernte la prima rappresentazione della Vergine del Soccorso nella regione toscana.

La leggenda racconta che la Madonna, nel 1400, mentre la cittadina era sotto l'attacco dei Pisani era apparsa sulla torre di difesa del paese, e successivamente era comparsa in occasione di un'epidemia di peste da cui il borgo era scampato proprio per intercessione di Maria.

Anche qui il bambino viene difeso dalla Madonna che in mano ha una bacchetta di legno.

 

Madonna del Soccorso di Sciacca

La statua della Madonna del Soccorso venerata a Sciacca, di cui è Patrona sin dalla prima metà del XVII secolo, risale agli inizi del 1500 ed è oggetto di gran devozione da parte della popolazione.

Anch'essa rappresenta la Madonna con in braccio il Bambino sulla sinistra, mentre nella mano destra stringe un bastone che, contrariamente alle altre statue del genere, non è alzata contro qualche imminente pericolo.

Si aggrappano al suo manto, in cerca di protezione, due bambinetti spaventati.

 

Meno usualmente, la Madonna del Soccorso per scacciare il demonio impugna un flagello.

LA MADONNA DEL FLAGELLO

Madonna del Soccorso di Castiglione del Lago (Pg)

L'affresco della Madonna del Soccorso dipinto da Adriano Zabanelli risale al 1640 - 1645 e si trova nel Santuario di Castiglione del Lago, realizzato nel 1600 su una precedente chiesa quattrocentesca.

Qui la Vergine è munita di flagello.

 

Madonna del Soccorso - Pieve di S. Gregorio in Nido (Pg)

Stessa iconografia, molto diffusa nel centro Italia, in un'edicola mariana presente a La Pieve di S. Gregorio in Nido, uno tra i più antichi monumenti del comune di Castel Ritaldi (Pg) che risale al 1100.

Come nei precedenti quadri, anche in quest'affresco del XVI secolo, ridipinto poi nel XVII, la Vergine protegge il bambino alzando sul demonio il flagello mentre la madre la implora di salvarlo.

 

 

Madonna del Soccorso di Frontone (PU)

 

Olio su tela, di pittore ignoto, presumibilmente del XVI secolo, che era situato nella Chiesa di S. Maria del Soccorso di Frontone.

Il quadro raffigura la Madonna che con la mano destra scaccia il diavolo con un flagello, mentre con la sinistra afferra saldamente il piccolo che si rifugia presso di lei.

 

Madonna del Flagello

Attribuita a Lattanzio di Niccolò, 1500 ca.

 

MADONNA LIBERATRICE DAI FLAGELLI DI BOSCOREALE

L'immagine della Madonna si trova sin dal 1877 nella chiesa di Boscoreale, ma è molto più antica.
Era difatti situata in una Cappellina di proprietà dei Gesuiti, ma quando l'Ordine venne sciolto con l'editto papale Dominus ac Redemptor di Clemente XIV, (luglio 1773), l'immagine venne tolta dalla sua posizione e accantonata.
Venne ritrovata da un calzolaio solo nel maggio del 1877 e posta quindi nella cattedrale.

Altra Madonna venerata sotto questo titolo si trova ad Angri, sotto forma di statua, da poco restaurata e riposizionata in una Cappellina, la Cappella Pisacane, detta anche chiesetta dei santi Cosma e Damiano.

Assieme alle Madonne "curiose" sopra menzionate, sembra cosa interessante citare le seguento - ma chissà quante altre ce ne saranno - che si possono accomunare alle precedenti:

MADONNA DELLA DIFESA DI DONORI (DE SA DEFENSA)

L'immagine si trova in una piccola chiesa campestre che, secondo una leggenda sarebbe stata eretta da un bandito che nascostosi su un monte vicino, riuscì ad eludere le guardie che lo ricercavano.

La Madonna, a cui il bambino insidiato si aggrappa, cerca di scacciare il diavolo, non più con il bastone o con il flagello, ma addirittura con una spada.

 

MADONNA DEL BEL RAMO O NOSTRA SIGNORA DI BETHARRAM

Questa bella statua si trova a Roma, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Si tratta di una statua della Madonna che si trova nel santuario di Bétharram (Francia) sorto nell'XI secolo circa come centro di devozione dei crociati di ritorno dalle guerre di Spagna e successivamente anche dei pellegrini che da tutt'Europa andavano in pellegrinaggio al Santuario di Compostela.
Si narra di vari miracoli là avvenuti nel corso dei secoli: il primo quando alcuni pastori che pascolavano le greggi sulle rive del fiume Gave videro una luce che spuntava da alcune rocce e ritrovarono là una bella immagine della Madonna a cui avrebbero voluto dare un giusto collocamento in una cappella sulla sponda opposta a quella del ritrovamento.
Ma ogni volta l'immagine della Madonna ritornava misteriosamente sull'altra riva, là dov'era stata rinvenuta. Alla fine i pastori si arresero e costruirono una piccola cappella votiva dove voleva la Vergine.
Il secondo fatto sorprendente è del 1616 quando alcuni contadini di Montaut che stavano riposando nei campi furono investiti da un vento furioso che bersagliava la collina sopra Betharram su cui svettava una grande croce di legno che a causa della violenza del vento cadde a terra. Ma improvvisamente, i contadini videro la croce sollevarsi da sola, irradiata da una luce splendente.
Il terzo miracolo, quello a cui fa riferimento l'immagine, narra di una ragazza che volendo cogliere un fiore sulla riva del torrente, scivolò e cadde in acque profonde, invocando la Madonna del vicino Santuario, che le apparve prontamente tendendole un ramo a cui la giovanetta si aggrappò, traendosi in salvo. Riconoscente, la giovane offrì un ramo d'oro al Santuario della Madonna e da ciò proviene il nome di Madonna del Bel Ramo o di Betharram, protettrice delle giovani.

 



MADONNA DEL PARACADUSTISTA

MADONNA DEL BUON VOLO
venerata nella chiesa di Semonzo (Tv)

 

MADONNA DEL FUOCO

Madonna del Fuoco di Forlì

Tale immagine, una xilografia applicata su legno, datata inizi del 1400, si trovava sul muro di una scuola di Forlì. Nel corso della rigida stagione invernale nella scuola veniva acceso il fuoco per riscaldare gli allievi.
Si presume che una sera le fiamme nel braciere non si fossero del tutto spente e questo provocò un furioso incendio che, divampando per vari giorni, distrusse tutto l'edificio scolastico.
Quale non fu lo stupore della popolazione nello scorgere che l'immagine di carta della Madonna non si era bruciata, anzi era intatta!
Si gridò dunque al miracolo ed il Legato Pontificio ordinò di porre l'immagine scampata all'incendio nel Duomo della città, dove poi nel corso degli anni successivi venne costruita una cappella intitolata alla Madonna del Fuoco, divenuta Patrona della città.

 

 

Madonna del Fuoco di Ischia


Nella chiesa del Convento dei Frati Minori dedicata a Sant'Antonio, è conservata la statua della Madonna del Fuoco, a cui si deve la salvezza del paese, dall'eruzione prolungata del febbraio del 1302 che distrusse l'antico centro urbano.



 

MADONNA DELLA PIOGGIA

L'immagine della Madonna a mezzo busto riccamente addobbata, così come pure il Bambino che ha in braccio, è una tempera su tavola a fondo dorato. L'età del dipinto è incerta, potrebbe trattarsi di un'opera del 1300 su cui poi sarebbe intervenuta nel 1400 la mano di un pittore boognese, ma non ci sono prove certe riguardo a questo.
L'immagine venne ritrovata molto tempo dopo un incendio che aveva distrutto una casa, creando un ammasso di calcinacci e detriti che vennero rimossi solo quando ci si apprestò alla costruzione del Canale di Reno.
Essa venne posta nell'Oratorio di San Bartolomeo di Reno nei cui pressi erano stati predisposti locali per accogliere pellegrini ed ammalati. La Madonna venne anche chiamata "Madonna dei Putti di san Bartolomeo", e ad essa si ascrivevano molti miracoli, ma il nome odierno deriva da un altro fatto miracoloso.
Durante il 1561, in cui si riscontrò una forte siccità che stava portando alla carestia, il quadro della Madonna venne portato più volte in processione sino alle quattro croci che delimitavano la città, finchè la pioggia non cadde risanando tutta la zona.
Successivamente il quadro venne portato nella chiesa più grande e collocata sull'altar maggiore e l'immagine venne incoronata con una corona d'argento e pietre preziose, sotto il titolo di "Madonna della Pioggia".

 

MADONNA DELLA GHIANDA

Secondo un'antica leggenda del XIII secolo, nei boschi attorno a Mezzana una giovane sordomuta pascolava un piccolo gregge di pecore e all'improvviso, tra i rami delle querce che le svettavano intorno, comparve una luce e la Madonna che suggeriva alla giovane di andare a chiamare suo padre, al momento in paese.
Ella andò e con lui ed altri compaesani ritornò in quel luogo, ma ormai l'immagine della Vergine era scomparsa, tuttavia subito dopo la giovinetta guarì dal suo male e questo fu il miracolo della Madonna.

In quel luogo, dunque, venne innalzato un piccolo tempio dedicato alla Madonna detta "della Ghianda", diventato con il passar dei secoli un vero e proprio Santuario.

 

 

MADONNA DEL BUON VIAGGIO

Madonna del Buon viaggio di Montepulciano

La chiesa di Santa Maria del Buon Viaggio è una chiesa romana, nel rione Trastevere, presso la riva del Tevere, ed era chiamata Santa Maria della torre per la presenza di una delle tante torri presenti all'epoca nella zona, che servivano come mezzo di difesa dagli attacchi dei Saraceni che risalivano il fiume.
Il nome odierno deriva dall’immagine della Madonna del buon viaggio, venerata dai marinai, conservata ora nella chiesa, dove si svolge una processione per la festa della Candelora animata dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto.

Altra Madonna del Buon Viaggio si trova a Montepulciano, nella chiesa dedicata a S. Biagio, costruita successivamente ad un evento miracoloso, avvenuto nel 1518, per merito di una immagine trecentesca della Vergine col Bambino. La chiesa, i cui lavori erano diretti da Antonio da Sangallo il Vecchio, venne conclusa solo nel 1580. Nel 1963 l'immagine miracolosa è stata proclamata "Madonna del Buon Viaggio".



MADONNA DELLE GALLINE

 

Un’immagine della Madonna del Carmelo, quasi simile a quella detta “La Bruna”, venne ritrovata a Pagani (Sa) ed è all’origine del culto di quella che viene definita “La Madonna delle Galline”, ritrovata appunto da alcuni di questi volatili che razzolavano sempre in un posto, benché sembri che sin dal VII secolo i contadini dei dintorni offrissero in dono, come atto di devozione alla Vergine, delle galline (che in realtà era l’unica cosa che potessero regalare data la realtà contadina presente in quel luogo).
L’ immagine era su tavola, forse risalente al 1200, e attorno ad essa venne costruita un’edicola sul muro adiacente un oratorio appartenente ad una Confraternita. L’immagine venne quasi dimenticata, finchè nel 1609 un povero storpio che s’era addormentato sotto di essa sentì una voce che gli diceva di alzarsi perché era guarito. Da quel momento la Madonna venne fatta oggetto di venerazione e la piccola icona diventò meta di pellegrinaggi e molti furono i miracoli riconosciuti anche dalla chiesa. In un tempo brevissimo venne costruito un Santuario e sin dall’inizio i pellegrini portavano in dono alla sacra immagine delle galline, oche, volatili in genere. Da qui l’appellativo di “Madonna delle Galline” e anche sopra un affresco apposto sul portale del santuario, Maria appariva dentro una nuvola, contornata da un piccolo stuolo di galline.
Nel giorno dell’ottava di Pasqua si partiva in processione verso il Santuario con una statua della Madonna appositamente realizzata, posta su un piedistallo girevole, vestita di ricche stoffe e con la corona, a cui i fedeli “gettavano” i loro volatili ornati di nastri, creando uno svolazzio di colori, di ali, di piume. Alla fine della processione questi animali venivano poi “riscattati” in cambio di un lascito in denaro che veniva devoluto alla Confraternita presso cui sorgeva il Santuario.

 

MADONNA DEL MELOGRANO

 

Il dipinto del Botticelli, di cui esistono varie copie in molti musei europei, risale al 1480 circa, realizzato probabilmente per rimarcare l'alleanza di Firenze coi francesi.
Ha molte affinità con la Madonna del Magnificat, conservata anch'essa agli Uffizi, sia nei tratti che nella composizione: la Madonna al centro e intorno gli angeli in vari atteggiamenti ed espressioni.
La melagrana che Maria e Gesù tengono in mano simboleggia prosperità, regalità e grazia di Dio e prefigura - nei chicchi sugosi e rossi - la profusione che avverrà del Sangue Divino - mentre l'unione dei chicchi in un unico guscio raffigura l'unità della Chiesa.

 

MADONNA DELLA TOSSE

Costruito nel 1484, lungo la strada che da Castelfiorentino porta a Castelnuovo d’Elsa, il tabernacolo venne dedicato poi alla Madonna della Tosse per la grande devozione della gente del luogo.
La tosse in tutte le sue varietà indicava una malattia molto diffusa che colpiva soprattutto i piccoli con accessi di tosse violenta fastidiosa, ma che poteva addirittura trasformarsi in mortale. Era quindi uso da parte dei fedeli costruire dei tabernacoli dedicati alla Vergine preso cui le mamme portavano i loro bimbi che presentavano queste difficoltà respiratorie.

Tra gli altri si ricorda un piccolo altarino del Cinquecento costruito a Firenze, a Porta San Gallo, dalla granduchessa Cristina di Lorena, che aveva ricevuto in tal senso una grazia a favore dei suoi figli.
La Madonna è rappresentata con in braccio il Bambino e coi santi Pietro, Caterina di Alessandria, Margherita e Paolo.
In primo piano, una piccola icona del Volto Santo.

Sulla volta del tabernacolo dedicato alla Madonna della Tosse è raffigurato anche Gesù benedicente, i quattro evangelisti con i simboli propri del leone, del bue, dell’angelo, dell'aquila.

Anche a Campegine esiste una immagine della Madonna della Tosse, chiamata Madonèina (Madonnina), che rappresenta la Madonna con il Bambino che ha il potere di guarire la  pertosse o tosse cattiva.
Davanti all'immagine si recitava il Rosario durante il mese di maggio.

Madonna di Campegine

 

MARIA CHE SCIOGLIE I NODI

La devozione a Maria che scioglie i nodi è nata in Germania, in un santuario di Augsburg, dove un quadro settecentesco rappresenta proprio Maria che scioglie una lunga serie di nodi. Vi è rappresentata una donna giovane vestita di rosso con un manto blu, tutta intenta a sciogliere dei nodi di un lungo nastro tutto annodato che le viene presentato da un angelo alla sua sinistra. Sulla destra, un altro angelo che stringe nelle mani il nastro ormai liscio.

Sembra che questa immagine sia stata ispirata al pittore da una frase di Sant’Ireneo che meditava sulla disubbidienza di Eva che con il suo comportamento avrebbe annodato alla vita dell'uomo la disgrazia e il peccato. Ma Maria, con la sua obbedienza, ha invece sciolto quei nodi...

Un'altra spiegazione, invece, suggerita da don Damiano Grenci (ved. i suoi articoli su Cartantica) potrebbe essere questa:
" Nella nostra vita facciamo progetti ma spesso essi vengono travolti da un'altra realtà, dall'imprevisto, dall'ingiustizia e questo ci porta a "legarci", a chiuderci agli altri, a dimenticarci dei doni di Dio che non ci abbandona mai. Ma se torniamo a guardare alla nostra vita con fiducia e speranza, se ci riavviciniamo a Dio e alle persone che ci sono accanto, per cui riconosciamo il bisogno di averli accanto, riusciremo col loro aiuto a "sciogliere i nodi" della nostra esistenza,

La devozione a Maria che scioglie i nodi è viva soprattutto in Argentina e in tutto il Sud America.

 

 

MADONNA DEL SORRISO

Venerata in Montreal (Canada)

La Madonna del Sorriso è venerata sia in Italia che all'estero.
Santa Teresina di Lisieux, rimasta orfana da piccola, si rivolgeva quotidianamente alla Vergine per avere un sostegno spirituale ed un giorno Ella le apparve più bella e solare che mai , ma soprattutto con un sorriso radioso che la consolò immediatamente e che le diede forza di intraprendere poi il cammino di santità a cui si era votata già nel giorno della sua Prima Comunione.

 

 

La Madonna del Sorriso di Canneto

L'immagine della Madonna del Sorriso si trova dietro l'altare maggiore. E' un'opera del XIV secolo, sebbene si dica che il culto a Maria in quel luogo fosse più antico, addirittura risalente al tempo dei romani, quando la fede cristiana venne portata là dai vescovi di Trivento, nel IV secolo.

Sembra, infatti, che dopo il concilio di Efeso che proclamò Maria Vergine e Madre di Dio, una prima chiesa venne edificata in quei luoghi.

Più tardi i frati Benedettini, che rimasero là fin verso la fine del 1400, costruirono la chiesa attuale ed il monastero.

La chiesa, abbandonata e quasi demolita, venne però ripristinata solo nel 1935 ad opera del parroco dell'epoca.

 

 

 

LA MADONNA DELL'EQUILIBRIO

Non troppi anni, fa, alla metà del secolo scorso, un monaco circerstense un giorno sentiva ronzargli in testa, frequentemente, la parola "equilibrio". un pò sconcertato dapprima, poi non diede peso a questa stranezza.

Nel pomeriggio di quello stesso giorno, però, rioridinando degli oggetti in soffitta, trovoò tratante cose inutili accumulate nel tempo, una lastra bronzea su cui era riprodotta un'immagine della Madonna, proprio Santa Maria dell'Equilibrio, Alma Æquilibrii Mater.

L'immagine poi venne riprodotta a colori e conservata nell'Abbazia di Frattocchie, Roma.

Una copia di quest'immagine venne regalata a Papa Paolo VI che ne fu grandemente contento perche era "Proprio quel che ci voleva...".

Nell'Abbazia cistercense delle Frattocchie a Roma, si recita questa preghiera::

Santa Maria, Madre del perenne consenso all’Amore Divino,
abbiamo bisogno del tuo penetrante equilibrio
per divenire anche noi i veri testimoni cristiani
di una Realtà Divina che santifica ogni realtà terrena.

Perciò ti preghiamo, Madre dell’equilibrio, sii tu la nostra guida.
In quella maturità cristiana che fa crescere in noi tutto il Cristo,
perché possiamo, sul tuo esempio, irradiarlo sugli altri.

Vogliamo che tu ci sia Maestra nella sintesi vitale
tra preghiera ed azione, tra valori umani e valori divini.

Vogliamo amare tutti, vogliamo aiutarti a salvare tutti
e andare incontro ai lontani, eppure ci accorgiamo
di non amarci troppo anche tra noi cristiani.
Parliamo di dialogo, di pace, di intesa universale,
ma siamo pieni di polemiche e contestazioni.

Vergine dell’equilibrio, tu vedi quanto siamo immaturi.
Sii Tu la nostra stella, Tu che nei momenti di angoscia
hai taciuto, ammirando i disegni di Dio,
e sei andata decisamente incontro a tutti
sacrificando te stessa: mettici nel cuore
questo tuo equilibrio di azione e di vita.
Il mondo ha bisogno di ritrovare ordine
e la strada giusta per arrivare a Gesù;
troppo profondi sono gli squilibri che ci dilaniano.

Sii dunque con noi e per noi la madre di equilibrio
che faccia trovare a tutti la via della salvezza,
che è solo e sempre nel tuo Figlio,
che tu porti in braccio con tanto amore”.

don Lio

Preghiera alla Madonna dell’Equilibrio

Nel tempestoso mare della vita — al fin che dritta solchi la sua prora —
chi non invoca Te, chi non t'addita amica Stella, e Madre, e gran Signora, Santa Maria?

noi ti chiediamo il dono dell'equilibrio cristiano, tanto necessario alla Chiesa e al mondo di oggi.

Liberaci dal male e dalle nostre meschinità,: salvaci dai compromessi e dai conformismi;
tienici lontanI dai miti e dalle illusioni, dallo scoraggiamento e dall'orgoglio,
dalla timidezza e dalla sufficienza, dall'ignoranza e dalla presunzione,
dall'errore, dalla durezza del cuore.
Donaci la tenacia nello sforzo, la calma nella sconfitta,
il coraggio per ricominciare, l'umiltà nel successo.

Apri i nostri cuori alla santità.

Donaci una perfetta semplicità, un cuore puro, l'amore alla verità, all'essenziale,
la forza d'impegnarci senza calcolo alcuno,
la lealtà di conoscere i nostri limiti e di rispettarli.

Accordaci la grazia di sapere accogliere e vivere la Parola di Dio.
Accordaci il dono della preghiera.
Apri i nostri cuori a Dio per partecipare in essa e con essa,
in fraterna comunione con tutti i membri del Popolo di Dio — gerarchia e fedeli —
alla salvezza degli uomini nostri fratelli.
Infondici per gli uomini comprensione e rispetto, misericordia e amore.

 

 

LA MADONNA DELL'INUTILE

La Madonna è venerata a Feltre, in Provinciadi Belluno.

E' stata realizzata dallo scultore padovano Gianfranco Frison che ha assemblato oggetti inutili, poveri, rifiutati: una radice d'albero contorta, pezzi di catena, una suola di scarpone, ecc., le assemblea con amore e raffinatezza, fondendole e creando questa particolare composizione che rappresenta una fiura materna che, si china per vedere qualcosa: un bimbo che è stato gettato tra i rifiuta e Lei si piega per toglierlo da là e per prendersene cura.

Questa statua, che pesa oltre un quintale, sarà denominata la Madonna dell'Inutile, un'immagine che racchiude in sèla fragilità e al contempo una forza irresistibile.

La statua viene portata ogni 5 anni in processione pe un percorso di 11 km, divise in 11 tappe.
Quest'anno (2016) le tappe sono state sottolineate dalle litanie di Don Tonino Bello.

 

 

 

LA MADONNA DELLO SCHIAFFO

La tradizione riporta che, nei primi anni del 600′, a Vercelli, un tale, accanito giocatore, avesse perso una gran somma di denaro e per rabbia si fosse lanciato contro la Madonna col Santo Bambino in braccio che era esposta nel Duomo di Sant'Eusebio di Vercelli schiaffeggiandola sulla guancia.
Pare che l'uomo folgorato da quell'avvenimento non riuscì più a muoversi dalla chiesa e dopo poco venne preso dai gendarmi, portato in prigione e probabilmente giustiziato.
La tradizione popolare dice che la guancia della Madonna sanguinò, fatto sta che sulla guancia di Maria da quel momento comparve un livido scuro ed anchesullafronte el Bambino.
La statua, probabilmente del XIII secolo, venne subito denominata "Madonna dello schiaffo" ed invocata dal popolo contro varie calamità.

 

 

 

 

MADONNA DEL PANE

 

 

 

Nel 1707 la cittadina di Novoli (Le) o Santa Maria de Novis, in onore della Madonna, .venne funestata da una terribile tragedia, la peste, che colpiva a più non posso la popolazione, decimandola. I fedeli pregavano Sant'Antonio Abate e si davano a curare gli ammalati, ma purtroppo la situazione peggiovarva di giorno in giorno.

La Vergine, impietositasi, apparve ad una giovane del villaggio, una contadinella senza istruzione, Giovanna, a cui diede un pane raccomandandole di portarlo al parroco che avrebbe dovuto distribuirlo ai morenti.
Più tardi la Madonna sarà riprodotta in un'immagine in cui sarà vestita con un vestito lungo, rosso, un manto celestrino sulle spalle e con la mano destra porgerà il pane miracoloso. I suoi piedi sono racchiusi da calzari e dietro di lei ci sarà un albero frondoso.
Giovanna, invece, scalza, ha una camicia marrone ed una lunga gonna con sul davani un grembiule ed uno scialle bianco sulle spalle.

La giovane, portò l'amasciata ala parroco, raccontandogli ogni cosa ma lui, un pò scettico, le disse di ritornare là dove aveva visto la Vegine e di chiederle di insegnarle l'Ave Maria e la Madonna, rispondendole a tono convinse lo scettivo prelato che la visione mariana c'era stata e che bisognava seguire le sue istruzioni.

Così il parroco andò a visitare i moribondi, distribuendo il "pane di Maria" e miracolosamente moltissimi guarirono in un batter d'occhio.

Là dove la giovane aveva incontrato Maria venne eretta una chiesa in Suo onore, attorno alla prima metà del 1700 e dapprima dedicata alla Madonna di Costantinopoli, conteneva una cappella dedicata alla Madonna del Pane, venerata sotto questo titolo.
Anche nel 1855 la pese si riacutizzò nella provincia di Lecce, ma mentre altre cittadine furono colpite abbondantemente dalla pestilenza, Novoli che aveva invocato Maria SS.ma del Pane come sua protettrice, ne fu immune.
La statua originaria però venne distrutta da un incendio nel 1929, ma riprodotta da Luigi Guacci nel 1930. Molti sono i miracoli attribuiti alla Vegine sotto questo titolo

Madonna del Pane

venerata nella Chiesa Omonima
in località Vaccareccia Tarquinia

Olio su tela del Maestro Carlo Siviero
L'opera fu realizzata nel 1946 su commissione
del Marchese Giovanni Battista Sacchetti

 

 

MADONNA DELL'UVA SECCA

 

 

La statua della Madonna dell'uva secca, è conservata e venerata nel Santuario omonimo che si trova in Povegliano Veronese.

Probabilmente quest'appellativo è stato dato alla Madonna, in relazione al fatto che il Santuario, che risale alla fine del XII secolo, si trovava su di una via chiamata, Via Secca e tale nome è stato successivamente modificato ed applicato alla Madonna.
Tale sito, frequentato sin dall'età del Bronzo e nell'alto Medioevo, come attestano numerosi reperti e la recente scoperta di una necropoli longobarda, era accanto ad una via denominata "viam sanctae Mariae ad vithesiceum", il che conferma già sin d'allora la presenza di una chiesa dedicata comunque a Maria "La Via di Santa Maria dell'Uva Secca".

Accanto a qusto antico santuario c' era un centro d'accoglienza, diremmo noi oggi, per malati e pellegrini.
Nel Santuario, sin dal XIV secolo, era venerato un affresco che rappresentava la dormizione di Maria

La costruzione ha avuto molti aggiustamenti nel corso dei secoli ed in particolare nel 1600 ca. vennero effettuati lavori per ampliare il santuario e per la costruzione di un altare maggiore adatto a contenere il bell'affresco citato.

Successivamente, il Santuario venne un pò abbandonato ma da pochi anni è stato ristrutturato, anche a spese dei parrocchiani, che l'hanno riportato agli splendori di un tempo ed è stato affidato alla comunità religiosa di Fratelli della S.Famiglia.

 

continua

 

 

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_che_scioglie_i_nodi

http://www.parrocchiasantena.it/maggio-mese-di-maria-madonna-dellequilibrio/

http://www.trappisti.org/almamater.html

http://www.giuseppeborsoi.it/2016/06/04/processione-la-madonna-dellinutile/

http://www.ristretti.it/areestudio/homeless/carbone/museo_reportage.htm

http://www.piemontesacro.it/santuari_vercelli/santuario_madonna_dello_schiaffo_vercelli.htm

http://www.leviedellafede.it/la-madonna-dello-schiaffo-vercelli/

http://www.tanogabo.it/Religione/Madonna_pane.htm

http://www.tanogabo.it/Religione/Madonna_pane.htm

http://www.verona.com/it/guide/verona/povegliano-santuario-della-madonna-dell-uva-secca/

 

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